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Scuola (823)

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Sezione principale: Scuola

Decreto Gelmini bocciato dai reggiani ( da "Gazzetta di Reggio" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Decreto Gelmini bocciato dai reggiani I lettori della Gazzetta si dicono contrari alle decisioni del governo I reggiani si dividono sul giudizio al decreto Gelmini sulla scuola. Lo dimostra l'esito del sondaggio on-line della Gazzetta di Reggio. Fra i lettori che hanno risposto il 61% si dichiara infatti contrario al provvedimento,

La rivolta dei rettori "Pronti a dimetterci" ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Francesco Profumo, in un'intervista a La Stampa, ha minacciato dimissioni di massa «se l'esecutivo non cambierà strada, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma». Intanto continuano i blocchi e le proteste degli studenti contro il ministro Gelmini. Amabile, Favro e Masci ALLE PAGINE 8 E

Riforma della scuola i dubbi del Comune ( da "Gazzetta di Reggio" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: critica del decreto legge Gelmini, organizzato da Progettinfanzia (il Coordinamento pedagogico per i nidi e le scuole dell'infanzia della Bassa reggiana) e dal Comune di Novellara. Presenti insegnanti, genitori e nonni. Dopo l'introduzione dell'assessore alla Pubblica istruzione Ferruccio Crotti e agli interventi del sindaco Raul Daoli e del direttore di Progettinfanzia Cristian Fabbi,

No alla Gelmini, gli studenti accelerano ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Nicola Corradini No alla Gelmini, gli studenti accelerano Oggi raffica di assemblee negli istituti superiori: si va verso le autogestioni Iniziative al Belfiore alle Magistrali e all'Itas Mantegna Saranno le assemblee nelle scuole a scandire il percorso verso il corteo studentesco di giovedì contro la riforma Gelmini.

Le maestre della Pomponazzo organizzano una fiaccolata ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: questa sera alle 18, per contestare la riforma Gelmini del maestro unico e il taglio di 130mila posti nelle scuole nell'arco di tre anni. Ad organizzarla è un gruppo di insegnanti della scuola elementare Pomponazzo «in vista - si legge in una nota - dell'approvazione definitiva del Dl 137 prevista per mercoledì 29».

La montagna non si tocca: accorpamenti già attuati ( da "Corriere delle Alpi" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presentare al ministro Gelmini perchè non siano tagliate». E' questa la rassicurazione che ieri l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan ha fatto alla presenza del sindaco di Belluno e di altri rappresentanti del centrodestra. «Ho incontrato il ministro Gelmini la settimana scorsa e mi ha ribadito una cosa ovvia: per la scuola di montagna il dimensionamento non può esistere.

LA SCUOLA 1) ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per ottenere il ritiro del decreto Gelmini e dei provvedimenti sull'Università. Quello che vediamo è che un'irruzione improvvisa di soggettività ha modificato significativamente la politica e la società, che la cappa grigia che era emersa da due anni di governo Prodi e certificata alle elezioni di aprile mostra qualche squarcio.

Pressing contro la Gelmini, sit-in al Senato ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini in vista dello sciopero nazionale della scuola di giovedì. Intanto il numero degli istituti in mobilitazione è in costante aumento e crescerà fino a domani, giorno in cui è prevista la votazione finale al Senato del decreto Gelmini. Ma il governo è deciso ad andare dritto: «Lo approveremo così com'è passato alla Camera,

Lezioni in piazza, poi in facoltà fino all'alba ( da "Trentino" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: A Sociologia la notte della protesta anti-Gelmini si vive così, tra le note reggae di Bob Marley e il cineforum con "Ecce bombo" di Nanni Moretti, e non solo. Niente occupazione della facoltà, perché il preside Mario Diani ha dato il via libera alla notte bianca dopo un confronto col rettore Bassi.

In corteo contro la Gelmini ( da "Trentino" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 30 da piazza Venezia per arrivare in via Belenzani In corteo contro la Gelmini I ragazzi del Movimento: «Niente bandiere di partito» TRENTO. Un fiume di gente per dire «no alla politica del governo su scuola e università». Un corteo colorato, numeroso ma lontano da ogni schieramento politico nel quale «le bandiere saranno solo i nostri striscioni ed i nostri slogan».

Non lasceremo nessun nostro precario a casa ( da "Trentino" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università del ministro Gelmini. «Il rettore si affida alla Gelmini e si auspica che i tagli vengano fatti in base alla gestione delle risorse di ogni ateneo, cosa che metterebbe Trento al sicuro - ha affermato Gabriele Silvestrin della Flc Cgil - e gli permetterebbe di avere maggiori finanziamenti rispetto ad altri atenei.

In Comelico non c'è posto ( da "Corriere delle Alpi" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: esplodendo la protesta per le misure varate dalla minestrina Maria Stella Gelmini, la quale si ostina a parlare di "riforma" modernizzatrice, mentre nella realtà si tratta solo di massacranti tagli scritti su di un foglietto passatole dal vero ministro dell'Istruzione, il nostrano Giulietto Tremonti... Dilagano i cortei nelle principali città italiane e che fa il presidente del Consiglio?

E' la ricerca la forza di Rovereto ( da "Trentino" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scuola non seguirà il ministro Gelmini. Ma anche quando ha ribadito che l'inceneritore («che sarà il migliore di Europa») è una scelta inevitabile per quei decenni che separano anche il Trentino dal traguardo del riciclaggio totale dei rifiuti. Nello specifico della Vallagarina, Dellai ha ribadito il ruolo cardine di Rovereto nel settore della formazione e riqualificazione,

Ecco i tagli: quattro miliardi ( da "Trentino" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: fra decreto Gelmini, decreto di giugno sulla spesa pubblica e Finanziaria 2009, 471 milioni solo per il 2009. Ma sono niente in confronto a quanto previsto nei prossimi anni. Tutto già delineato nero su bianco nelle tabelle della Finanziaria. Scuola e Università pagheranno il loro pegno al risanamento del bilancio con il taglio generalizzato delle «

Tende e sacchi a pelo nelle scuole occupate ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In precollina, Gelmini è riuscita là dove nessun amministratore pubblico aveva avuto successo: ha fatto fare amicizia agli istituti Spinelli, Gobetti Marchesini e Arduino, «conviventi forzati», con poche aule rispetto al totale degli studenti, nel complesso di via Figlie dei Militari.

Quale landa desolata ( da "Trentino" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non ho mai detto che ci aspettiamo 15mila persone al corteo organizzato dal Comitato No Gelmini; ho detto che su una base di 15mila studenti speriamo di mobilitarne il più possibile, arrivare a mille sarebbe già un risultato eccellente. Non ho mai accennato al fatto che Sociologia sia stata la facoltà di Curcio, Rostagno e Cagol.

Non permetterò che sbranino il nostro sistema ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: al momento non contempla il decreto Gelmini». Parola della presidente Mercedes Bresso. La Regione e 181 comuni hanno approvato un documento in difesa del sistema scolastico piemontese «che in base ai tagli del ministro Gelmini vedrebbe scomparire 6500 docenti e 3000 adetti del personale scolastico pari al 10% del totale», precisa l'assessore Gianna Pentenero.

C'è chi ha dormito in tenda e chi ha prenotato il servizio pizza e bibita a 5 euro&#... ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In precollina, Gelmini è riuscita là dove nessun amministratore pubblico aveva avuto successo: ha fatto fare amicizia agli istituti Spinelli, Gobetti Marchesini e Arduino, «conviventi forzati», con poche aule rispetto al totale degli studenti, nel complesso di via Figlie dei Militari.

Lezioni in piazza il ritorno di Vattimo ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assemblea No Gelmini sarà poi all'Unione Industriale dove avrebbe dovuto arrivare il ministro. Ci saranno anche i giovani dell'«Assemblea No Tremonti» del Politecnico e alcuni studenti di Economia, dove domani è previsto un incontro sulla legge 133. Nello spiegare le ragioni del suo dissenso, Gianni Vattimo parla come sempre senza remore:

Manifestazioni contro la riforma ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre prosegue la petizione contro il ministro Gelmini. Per informazioni: www.comitatogenitorialba.com. Ancora oggi, alle 20,45, al teatro civico di Caraglio tavola rotonda su scuola e decreto Gelmini. Intervengono Raffaella Curetti, direttore dell'Istituto comprensivo, Paolo Cattero, dirigente Circolo 1 di Cuneo, Mauro Martini sindaco di Monterosso Grana,

"Tutti a Roma per salvare la scuola" ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, parteciperà anche la Valle d'Aosta, una delle Regioni con il maggior numero di insegnanti sindacalizzati (oltre l'80 per cento). Le principali sigle del mondo della scuola - Flc-Cgil, Cisl Sinascel e Sism, Savt Ecole e Snals - hanno annunciato di organizzare dei pullman per sfilare giovedì a Roma nel corteo previsto da piazza della Repubblica a piazza del Popolo.

Occupata Scienze Mfn domani tocca al Saluzzo ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: AGITAZIONE ANTI GELMINI Occupata Scienze Mfn domani tocca al Saluzzo Dalla Facoltà di Scienze Mfn, da ieri formalmente occupata (ma senza blocco delle lezioni), la protesta anti-Gelmini si allarga con l'occupazione annunciata, domani, dell'istituto Saluzzo. Ancora in forse invece quella di Scienze politiche: sarà decisa nei prossimi giorni.

Stasera in corteo ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la settimana della grande mobilitazione contro la riforma Gelmini che culminerà giovedì con lo sciopero generale e la manifestazione a Roma. Ci si muove su più fronti. Genitori e insegnanti del 3° circolo hanno consegnato ieri al provveditore Francesco Contino 800 firme, frutto di una petizione a sostegno della protesta contro i provvedimenti del governo sulla scuola.

"Salviamo la scuola" La lezione è in piazza ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: generale della scuola e per la manifestazione programmata giovedì a livello nazionale contro la riforma Gelmini. L'iniziativa parte dai sindacati della scuola e dal movimento autonomo indipendente «Salviamo la scuola!», creato da poche settimane proprio sulla scia della rinascita di movimenti studenteschi sorta in seguito al contestato decreto di riforma della scuola e dell'università.

Striscione sfottò contro il ministro ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Striscione sfottò contro il ministro Tra le iniziative indette dalle scuole contro la riforma Gelmini spicca lo sfottò delle insegnanti dell'elementare di via San Francesco, a Rivarolo Canavese. Da qualche giorno sulla cancellata c'è un gigantesco striscione con una scritta gialla, fosforescente: «Difendiamo la nostra scuola: no al decreto Germini», con la «r» sottolineata più volte.

Ivrea dà l'addio a Ingegneria meccatronica ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sembra un colpo di «falce» del Ministro Gelmini, invece è solo una coincidenza. «Si è esaurito un ciclo storico - dice il direttore dei corsi, Maurizio Rebaudengo - . Dieci anni fa le industrie del Canavese facevano a gara per i nostri neo laureati. C'erano le condizioni giuste per dare lavoro a tutti.

Scuola, genitori in campo notte bianca per dire "no" ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL DECRETO GELMINI Partecipa anche il Liceo Aprosio Scuola, genitori in campo notte bianca per dire "no" Ventimiglia: conto alla rovescia per il corteo di giovedì mattina Nel cortile di Largo Ghiglia, domani assemblea con i prof [FIRMA]DIEGO MARRESE IMPERIA Giorni caldi per la protesta degli studenti in vista del rush finale che porterà alla conversione o meno del decreto Gelmini.

[FIRMA]CRISTINA BENENATI SAVONA A giudicare dalla partecipazione in massa all'assemblea-d... ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: partecipare al dibattito sulla riforma Gelmini, prendendo parte allo sciopero generale indetto per giovedì 30. La voglia di capire meglio quale scuola ha disegnato il Ministro all'Istruzione ha richiamato all'incontro non solo gli iscritti alle quattro facoltà presenti a Savona, ma anche studenti e insegnanti delle scuole medie superiori del territorio e una rappresentanza di genitori.

[FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA La pantera savonese si prepara alla protesta del 30 ot... ( da "Stampa, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si prepara alla protesta del 30 ottobre contro la riforma Gelmini. In appoggio alla manifestazione nazionale di Roma, è in programma infatti anche un corteo in città. «Tutti in piazza Sisto a manifestare»: questo il titolo di uno dei tanti volantini che in queste ore si stanno stampando a centinaia negli istituti superiori savonesi.

La scuola negata nel paese delle favole ( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: battaglia contro uno dei pilastri della riforma Gelmini, la riorganizzazione della rete scolastica sul territorio. La «Giovanna Faè» verrebbe chiusa perché mancano bambini: ce ne sono 47, al di sotto del tetto dei 50 previsto dal ministero. Da alcuni giorni la questione mette in allarme i genitori dei bimbi e l'amministrazione comunale guidata dal sindaco di Forza Italia Eddi Canzian.

Trecento trevigiani in marcia su Roma ( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Treviso scenderanno a Roma per la grande manifestazione contro il decreto Gelmini e la Finanziaria Tremonti circa trecento docenti e genitori. Sei i pullman in partenza dalla stazione delle corriere di Treviso o dal Foro Boario alle 23 di mercoledì. L'organizzazione della giornata di mobilitazione generale della scuola è affidata ai sindacati Cgil, Cisl e Uil Scuola e dal Gilda,

Cartelloni in lutto alle Masaccio assemblee al Da Vinci e Canova ( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cartelloni listati a lutto contro il decreto Gelmini alle scuole elementari Masaccio. Raccolta di firme per una petizione contro il maestro unico alle Collodi. A Treviso fioccano le iniziative di mobilitazione contro le nuove norme sul sistema scolastico in discussione in questi giorni in Parlamento.

La mappa degli accorpamenti da Roncade a Vittorio Veneto ( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I dettagli sono stati ribaditi in una circolare ministeriale diffusa dal ministro della pubblica istruzione Gelmini nelle scorse settimane. La normativa già in vigore prevede la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni, salvo deroghe (dovute a particolari condizioni logistiche e di disagio per le famiglie) che saranno discusse a livello regionale, provinciale e comunale.

Scuola: bloccate le gite scolastiche ( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si moltiplicano le iniziative contro la Gelmini. Anche a Caerano bloccati i viaggi di istruzione. Prevista una massiccia adesione allo sciopero di giovedì Scuola: bloccate le gite scolastiche E' la protesta adottata ieri dagli insegnanti dell'istituto comprensivo MONTEBELLUNA. Ribolle la scuola anche nel montebellunese.

Farra: striscione di protesta contro il decreto-Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Farra: striscione di protesta contro il decreto-Gelmini FARRA DI SOLIGO. Si allarga la protesta degli insegnanti contro il decreto Gelmini: ecco lo striscione apparso nel fine settimana sulla recinzione delle elementari del capoluogo.

In Veneto 30 istituti a rischio riorganizzazione ( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: questo il risultato della declinazione della riforma Gelmini sul territorio, secondo Elena Donazzan. «Non si tratta di chiudere i servizi - garantisce l'assessore all'Istruzione - ma di razionalizzare le risorse». I termini del dimensionamento verranno deliberati dalla giunta a metà novembre, dopo un incontro con tutti gli assessori provinciali con delega all'Istruzione,

Dilaga la protesta ma si spacca il fronte studentesco ( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuola Al via la settimana cruciale Dilaga la protesta ma si spacca il fronte studentesco Domani probabile approvazione del decreto Gelmini Manifestazioni davanti al Senato. Giovedì sciopero generale liceali ieri mattina a Roma, davanti al Senato" title="Un'immagine della manifestazione degli studenti liceali ieri mattina a Roma, davanti al Senato" onClick="showImage('http://www.

Da Brescia 14 pullman verso Roma ( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma del ministro Gelmini, che, tra l'altro, prevede l'introduzione del maestro unico nella scuola elementare». A dimostrazione che la partecipazione allo sciopero sarà alta, i sindacati fanno sapere che a mezzanotte tra mercoledì e giovedì, partiranno da Brescia ben 14 pullman con docenti, Ata (personale amministrativo,

Corradini: dialogo, mezzo per sortire dalla crisi ( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con un invito al ministro Mariastella Gelmini, perché «dia ascolto al suggerimento del presidente Napolitano e si apra al dialogo con quella parte degli studenti che si dimostra disponibile al confronto: errori possono esserci da una parte e dall'altra». Filosofo e pedagogista, Corradini ha percorso da protagonista le vicende della scuola italiana degli ultimi decenni:

Famiglia Cristiana: quel decreto va ritirato ( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa» nel quale invoca il ritiro del decreto Gelmini. «Studenti e professori - osserva la rivista - hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati. Nel mirino c'è una legge approvata di corsa, in piena estate.

Gelmini-Sindacati: Scontro sul rito dello sciopero ( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Gelmini-Sindacati: Scontro sul «rito» dello sciopero ROMAI sindacati rivendicano il valore dello sciopero come strumento di lotta, di fronte alle dichiarazioni del ministro Gelmini che ha definito lo sciopero di giovedì «il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile».

Scuola, la settimana della verità Proteste alla vigilia del via libera al decreto Gelmini. Giovedì sciopero nazionale ( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Proteste alla vigilia del via libera al decreto Gelmini. Giovedì sciopero nazionale ROMASi apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) - via libera che dovrebbe avvenire domani in Senato -

Alla Gelmini direi: punta sui docenti ( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alla Gelmini direi: punta sui docenti» L'assessore alla Pubblica istruzione, Cultura e Turismo: «Bene il maestro unico, ma tutto dipende da chi è» Alunni della scuola primaria, tema caldo di questi giorni «La riforma Gelmini? Sono d'accordo. Ma capisco che ci sia chi non lo è: quando si cambia, non si può accontentare tutti».

Tennis Racchette e tanto divertimento con Orsa Maggiore ( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il presidente della sezione tennis Alberto Gelmini e Gianni Capacchietti i quali, dopo i ringraziamenti di rito, hanno illustrato la manifestazione aperta ai Giovanissimi nati dal 1997 in avanti. Si inizierà il 23 novembre sui campi di Paderno Franciacorta, del Cus Brescia, di Rodengo e della Polisportiva Volta;

Le scuole più piccole a rischio in provincia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mentre continua la protesta Le scuole più piccole a rischio in provincia Mentre la riforma Gelmini della scuola arriva in Senato (il voto è previsto per domani) e in tutta Italia proseguono le manifestazioni di protesta (con i primi «distinguo» tra studenti che vogliono occupare e chi si oppone), in provincia di Brescia si cerca di fare «i conti» con le nuove norme.

Le piccole scuole a rischio chiusura ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: aveva recentemente detto il ministro Gelmini. Chissà se la pensano così i 35 studenti del plesso elementare di San Gallo (Direzione didattica di Botticino) e gli altrettanti alunni della «Piero Bregoli» di Corzano, papabili candidate al taglio. Tra le misure della «riforma» fa discutere anche la riduzione dell'orario settimanale (a 29 ore).

SCUOLA CHE CAMBIA IN DISCUSSIONE LA RIFORMA GELMINI ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 15 SCUOLA CHE CAMBIA IN DISCUSSIONE LA RIFORMA GELMINI Stasera alle 20.30 al Ctm di Rezzato è in programma un incontro sulla riforma Gelmini che si propone di rispondere alle due domande: che cosa cambia nelle nostre scuole? Che cosa significa per i nostri bambini? Interverrà Rosangela Comini, dirigente della Scuola secondaria di primo grado «Attilio Franchi» di Brescia.

Candele, pile e fiaccole accese, il mondo della scuola si mobilita quest'oggi ( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sotto tiro il decreto della Gelmini n Veglia di protesta con candele, torce, pile o fiaccole accese contro i tempi bui della scuola. A promuovere l'iniziativa dal forte valore simbolico sarà il comitato lodigiano per la difesa del tempo pieno e della scuola pubblica. Questa sera, alle ore 18, davanti alla prefettura, si terrà una grande iniziativa di lotta.

La proposta è quella di correre con una sola lista, ma il Partito dei lavoratori non ci sta ( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini al mondo della scuola, pari a 8 miliardi, ma non ci si ricorda che Prodi arrivò a 4 miliardi». Una formazione che non sia "filo-industriale", per dirla come Cattaneo, e frutto delle decisioni degli operai. «Ci presenteremo alle elezioni come partito autonomo - aggiunge Cattaneo -, noi rappresentiamo i lavoratori e pensiamo che il partito stesso si costruisca con la militanza

Studenti, Partito democratico e sindacati ribadiscono il "no" ( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: fa notare Garavaglia e lancia una frecciata al ministro Gelmini: «Ha parlato di Obama, ma forse non sa che negli Stati Uniti non si vuole tagliare ma investire milioni di dollari nell'istruzione». Un «dopo» costruttivo è assicurato anche dal segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima, che per il 30 preannuncia una manifestazione «imponente».

<Io non voglio occupare, voglio studiare>: in rete prende piede il fronte pro-Gelmini ( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini n Si è aperta all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come la settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) - via libera che dovrebbe "consumarsi" domani in Senato - e in vista dello sciopero del 30,

Perché ogni volta che si critica l'operato dell'attuale governo in tema di scuola, si... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini, nonostante il declamato curriculum, non ha né l'una né l'altra esperienza e a chi si mostra sostenitore convinto dell'operato e delle scelte della Ministra vorrei ribattere quanto segue. Il Ministro stesso ha dichiarato che essendo la scuola al collasso va urgentemente risanata.

Nessun taglio a Senna e Orio dalla riforma Gelmini ( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nessun taglio a Senna e Orio dalla riforma Gelmini n La scuola media di Senna non rischia la chiusura in seguito ai nuovi parametri restrittivi introdotti dalla riforma della pubblica istruzione varata dal ministro Gelmini. Questo è quanto emerge dai recenti dati numerici resi noti dall'amministrazione comunale.

Riforma Gelmini: il vento della protesta soffia anche in città ( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini: il vento della protesta soffia anche in città n A ridosso dell'approvazione del decreto Gelmini, prevista per mercoledì al Senato, Casalpusterlengo discute di scuola, prospettive e problemi che la nuova direttiva porta con sé. Questa sera in consiglio comunale il secondo punto all'ordine del giorno prevede una discussione aperta a esperti locali del settore,

Scippi e rapine, bene i rimborsi alle vittime ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prendere più seriamente in considerazione le lamentele di chi si oppone alla riforma Gelmini. Alcuni contenuti della protesta sono sensati. Mi domando perché ogni Governo prenda questa decisione così impopolare e nociva di ridurre i fondi per le scuole, l'università e la ricerca scientifica». Il Brescia Calcio da quando Nedo Sonetti siede in panchina ha decisamente risalito la china.

pressing contro la gelmini, sit-in al senato - monica viviani ( da "Centro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini in vista dello sciopero nazionale della scuola di giovedì. Intanto il numero degli istituti in mobilitazione è in costante aumento e crescerà fino a domani, giorno in cui è prevista la votazione finale al Senato del decreto Gelmini. Ma il governo è deciso ad andare dritto: «Lo approveremo così com'è passato alla Camera,

Scuola, un passo indietro ( da "Italia Oggi" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: previsti dalla Finanziaria e dai decreti di Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini. L'autunno caldo del governo di Silvio Berlusconi è tutto sulla scuola, e iniziano a circolare i primi sondaggi che indicano un calo sensibile della fiducia di cui l'esecutivo ha goduto in questi mesi. Il pacchetto istruzione non è una riforma e rischia di diventare una buccia di banana per il governo.

Lezione di economia scolastica ( da "Italia Oggi" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quel giorno lo staff del ministro Mariastella Gelmini rende pubbliche le prime coordinate del bilancio del 2008 per l'area istruzione. Si rende noto cioé che per il funzionamento (ovvero informatica di servizio, cancelleria e spese di pulizia per circa il 40% delle scuole) si spendono 493.

Un patto di stabilità per gli atenei. Per premiare i migliori ( da "Italia Oggi" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini», che per le università invece non esiste. O, ancora, la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni, che muta in imposizione. Per contro, la ministra che si lascia andare dichiarazioni squisitamente politiche che, oltre a non essere nell'agenda, hanno solo l'effetto di alzare il livello di scontro.

assemblea in strada domani nuovo corteo ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: azione di contrasto al decreto Gelmini. Anche quella di ieri è stata una manifestazione pacifica, durante la quale i ragazzi hanno deciso di documentarsi correttamente sul decreto ipotizzato dal ministro Gelmini. Più che una giornata di protesta, è stata un'occasione per fare il punto della situazione e capire come la riforma proposta dal governo vada effettivamente a incidere sull'

noi contro, ma senza etichette ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: proposta dal ministro Gelmini. E ora sono un gruppo compatto e con le idee ben chiare in testa. Nel gruppo che guida la protesta contro i tagli alla scuola c'è Filippo Fabiani che frequenta la quinta B del liceo scientifico Fermi ed è rappresentante d'istituto. Abita a Cecina, nel tempo libero gioca a calcio e sa già che il prossimo anno vorrebbe frequentare la Facoltà di Medicina.

studenti in corteo, genitori imbianchini ( da "Centro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini approda in Parlamento mentre la protesta nelle scuole arriva all'apice. L'attenzione resta alta nei corridoi dei licei, nei sit-in nella palestre delle elementari e davanti i cancelli degli ultimi istituti occupati, l'Itcg Fermi e il liceo De Titta.

Scuola, cattolici divisi sul decreto ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chiedendo la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini, nel giorno in cui studenti di destra e sinistra hanno sfilato assieme (tra molte tensioni) contro la riforma della scuola. Una riforma inaccettabile per "Famiglia Cristiana", che nell'editoriale del prossimo numero censura la politica del governo sull'istruzione.

La Lega: <caroTremonticosì esageri> ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una lettera che arriva nel momento di massima polemica attorno al decreto Gelmini sulla scuola ed all'indomani della manifestazione di piazza del Pd. Dussin, per la verità, oltre a invitare Tremonti a non esagerare, indica pure una soluzione per uscire dal caos scolastico italiano, perché la casta - secondo la visione leghista - sarebbe arrivata pure lì.

<Sì, ci sono docenti fannulloni> ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: meglio noto come riforma Gelmini, e sulla legge 133 o legge Brunetta. Scelta analoga a quella dell'istituto alberghiero Bergese, dove oggi i ragazzi si riuniranno in aula magna per ascoltare la relazione di uno studente universitario. Aspettando la manifestazione nazionale dei sindacati della scuola che si terrà dopodomani a Roma,

scuola/1 ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: attuale organizzazione della scuola pubblica e quindi contro la riforma Gelmini, precisa che: senza voler assolutamente entrare in polemica con nessuno e come tutti hanno potuto vedere, durante il corteo non è stata esposta nessuna bandiera né di partiti né di sindacati perchè crediamo fermamente che la scuola pubblica non sia di destra o di sinistra, di un colore o di un altro.

Sciopero, il governo cala l'asso ( da "Italia Oggi" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La considerazione della Gelmini è errata. Lo sciopero ha obiettivi concreti e rappresenta il disagio degli insegnanti». Rincara la dose Francesco Scrima, segretario della Cisl scuola: «Non c'è eleganza e non c'è rispetto nell'affermazione del ministro Gelmini che, nella sua guerra contro la scuola, cerca di svuotare il significato dello sciopero del 30 ottobre.

ecco lo shampoo anti-pidocchi ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non solo la riforma Gelmini. La scuola italiana in questo momento deve fare i conti con un altro problema. Decisamente diverso nel genere, ma lo stesso preoccupante come i tagli all'istruzione temuti da insegnanti e alunni. è la pediculosi, vale a dire l'infezione dei pidocchi nel capo.

un " funerale" per l'istruzione ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che è stata assassinata dal ministro Gelmini». E continuano: «siamo ancora una volta in piazza, insieme a insegnanti e genitori per far capire ai nostri governanti che non ci stiamo a far marcire l'istruzione nel nostro paese. Vogliamo impedire che il decreto passi in Parlamento, ma se non ci riusciremo continueremo a mobilitarci, perché questo scempio non passi sotto silenzio»

scuola, assedio al senato contro il decreto ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prima Pagina Continua la rivolta anti-Gelmini Scuola, assedio al Senato contro il decreto ROMA - Domani voto finale sul decreto Gelmini al Senato. Il giorno dopo manifestazione nazionale e corteo a Roma dei sindacati della scuola. Due giorni caldi che fanno salire la tensione e la mobilitazione nelle scuole e negli atenei.

roma, tensione al corteo "dalla destra inni al duce" - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini definito lo sciopero come «una protesta di pochi, il mio modello è Obama». Risponde Domenico Panataleo segretario nazionale della Cgil: «Il ministro Gelmini mostra evidenti segni di insicurezza attaccando in modo scomposto tutta l´area politica e sociale che contesta le scelte del Governo sulla scuola e sull´università»

sciopero al forti contro la mancata cogestione ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestazione di protesta contro la riforma Gelmini e contro la decisione del preside. Ieri mattina si è svolta l'assemblea d'istituto, dopo un confronto aperto con i professori sul decreto legge. Gli studenti del turistico hanno avanzato la richiesta di cogestione sulle orme del liceo Salutati (il Forti è una sede distaccata), subito respinta l'ipotesi avanzata dai ragazzi presenti (

la ricetta di brunetta, il "fantuttone" - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Parla d´altro la Gelmini che invece di tagli alla scuola dibatte di grembiule e di voto in condotta. E Brunetta, anziché del cattivo governo della pubblica amministrazione, parla di fannulloni. Chi dice che il «problema è un altro» non ha molti argomenti, chi "parla d´altro" ha molti argomenti dentro cui nascondersi.

Il Campus si arrabbia ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Campus si arrabbia scuola in rivolta contro la riforma gelmini Infuocata assemblea di prof e studenti: domani scatta l'occupazione delle aule savona. Anche Savona si sveglia e si mobilita contro i tagli all'Università. E' un fronte compatto, mosso su impulso degli studenti di Scienze della Comunicazione, quello che ieri si è trovato nell'aula AN4 del Campus di Legino.

<Torno in piazza dopo venticinque anni> ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Torno in piazza dopo venticinque anni» un capo d'istituto in campo contro la riforma gelmini La preside dello Scientifico, Viganego, esce allo scoperto: chiedo rispetto per una vita dedicata all'istruzione UN DIRIGENTE scolastico da sempre noto per la sua riservatezza, a tratti schivo, abituato a lavorare dietro le quinte per il "suo" Liceo.

Da mallare a garlenda26 plessi rischiano la chiusura ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scuola disegnata dal ministro Gelmini diventerà realtà. Da Rocchetta a Mallare a Osiglia. Ventisei scuole, in gran parte elementari, dislocate in località isolate o difficili da raggiungere in inverno con le strade ghiacciate. La loro chiusura comporterebbe quindi grossi problemi organizzativi per il trasporto degli studenti negli istituti principali dei centri più vicini.

gli studenti di penne non occupano ( da "Centro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Confermata l'adesione allo sciopero generale del 30 ottobre mentre altre iniziative sono previste per novembre. Al contrario, nessuna occupazione all'orizzonte: «Non abbiamo intenzione di occupare le scuole, perché con senso di responsabilità garantiremo lo svolgimento delle lezioni, fermo restando cambiamenti delle nostre strategie se lo scenario subirà un peggioramento

"salveremo le 816 scuole a rischio" - milena vercellino ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Salveremo le 816 scuole a rischio" La Regione boccia la Gelmini: sarà applicata la vecchia legge MILENA VERCELLINO La Regione punta i piedi di fronte ai tagli alla scuola imposti dalla riforma Gelmini e va per la propria strada, scegliendo la "resistenza attiva": il piano di dimensionamento scolastico che taglia 816 istituti non entrerà in vigore.

"salveremo quelle 816 scuole" - milena vercellino ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non seguiremo i dettami di Gelmini per il piano di dimensionamento delle scuole, perché non sono definiti con precisione. Faremo il piano, come abbiamo sempre fatto, in base alla legislazione vigente, il decreto 112 del '98». Tanto più che, come ricorda l´assessore Gianna Pentenero, «il Piemonte è una regione virtuosa che ha già accorpato ciò che c´

no alla riforma , si mobilitano gli studenti ( da "Centro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ad una settimana di mobilitazione contro la riforma Gelmini che culminerà con lo sciopero di giovedì prossimo. Al liceo Scientifico è stata indetta un'assemblea straordinaria, mentre i ragazzi dell'istituto industriale si sono dichiarati in autogestione. Per i prossimi giorni sono previste proteste anche al Cotugno (licei Classico, Pedagogico, delle Scienze sociali e Linguistico)

vattimo e evtushenko il filosofo e il poeta a fianco dei contestatori ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. E lo fa oggi alle 15 in un aula un po´ particolare, sotto il cielo aperto di piazza Vittorio Veneto per raccontare ai ragazzi i cambiamenti dell´università italiana negli ultimi 40 anni. Punto di partenza le dichiarazioni pronunciare in occasione della lezione sua d´addio - «lascio un´università peggiore di quella nella quale sono entrato»

comitati di base dei docenti oggi un sit-in in prefettura ( da "Centro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mobilitazione in vista della conversione in legge del decreto Gelmini, che è prevista per mercoledì mattina, in Senato. A seguire, sempre nel pomeriggio di domani, ci sarà un presidio alle 18.30 in piazza della Prefettura. I Cobas, insieme agli insegnanti e gli studenti delle scuole superiori e dell'università costituiranno anche un comitato aquilano per la difesa della scuola pubblica.

dieci cortei e una fiaccolata in piazza ricercatori e studenti - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Unificate le manifestazioni previste per la conferenza poi annullata con la Gelmini Dieci cortei e una fiaccolata in piazza ricercatori e studenti OTTAVIA GIUSTETTI Gelmini o non Gelmini il corteo è pronto a partire e «sarà molto bello» promettono gli studenti dell´assemblea di Palazzo Nuovo. Anche se è ormai certo che il ministro diserterà l´appuntamento all´Unione Industriale,

"fate vivere la nostra materna i bambini non sono un costo" ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: questa serie di tagli proposti dal Ministro Gelmini, leggiamo, informiamoci, cerchiamo di approfondire la questione e non solo attraverso la televisione. Nonostante quanto dica il ministro i tagli sono previsti e ciò è scritto chiaramente nel decreto e nel suo piano programmatico. Noi diciamo No alla chiusura delle scuole, No ad una scuola parcheggio e No all´impoverimento dell´

gli studenti grossetani si preparano alla grande marcia ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. La settimana decisiva delle contestazioni, quella in cui il Senato si avvia al voto finale sul decreto, vede i ragazzi trascorrere i pomeriggi negli istituti superiori tra assemblee e dibattiti per decidere il da farsi. Più che agguerriti, gli studenti appaiono soprattutto riflessivi, desiderosi di fare chiarezza sulle conseguenze che i provvedimenti avranno sul loro futuro.

a orbetello si teme la scure-gelmini ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini All'Istituto Don Milani si fa il punto sui possibili tagli dei plessi lagunari ORBETELLO. Il dibattito sulla riforma della scuola tiene banco anche a Orbetello. Dopo la prima iniziativa del Pd, anche i genitori della scuola media, preoccupati dai tagli previsti, hanno invitato alcuni tecnici dell'istruzione per avere delucidazioni.

gridano contro la gelmini ma tacciono su focardi e i senesi ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: UNIVERSITà GRIDANO CONTRO LA GELMINI MA TACCIONO SU FOCARDI E I SENESI Ormai da giorni le piazze italiane sono occupate da manifestazioni più o meno colorite contro la riforma Gelmini. Una cosa mi stupisce dei tanti zelanti assertori dei "danni" che starebbe compiendo il ministro: straparlano di una proposta e tacciono sulla gravissima situazione dell'

università in fermento: tre assemblee ( da "Centro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Udu insieme ai professori Università in fermento: tre assemblee LA PROTESTA CONTRO LA GELMINI TERAMO. Anche l'università di Teramo si mobilita contro il decreto Gelmini: convocate tre assemblee nel giro di due giorni. Il sindacato studentesco Udu (Unione degli universitari) e le facoltà di agraria e di veterinaria scendono in campo;

studenti, l'onda in piazza. "destra in corteo grida al duce" ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un presidio contro l´approvazione del decreto Gelmini che proseguirà anche durante la notte. E anche ieri ci sono state lezioni in piazza (alcuni studenti sono stati identificati dalle forze dell´ordine), occupazioni di licei e proteste creative. MAISTO, MARI E VITALE ALLE PAGINE II E III

studenti, "assedio" al senato - laura mari giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GIOVANNA VITALE La mappa delle proteste contro i decreti Tremonti e Gelmini non ha più confini. L´Onda ha ormai conquistato tutte le piazze della città e, dopo le lezioni all´aperto, i cortei e le occupazioni degli atenei, oggi la roccaforte della mobilitazione sarà corso Rinascimento. Proprio davanti a Palazzo Madama è diretto il corteo formato da migliaia di studenti della Sapienza,

La Ferrari dice no al motore unico: <Pronti a lasciare la Formula 1> ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tranne forse al ministro Gelmini e al presidente della Fia, Max Mosley. Se le reazioni studentesche sono sotto gli occhi di tutti, quelle del mondo della F.1 hanno assunto le sembianze di un clamoroso annuncio da parte della Ferrari: se dovesse passare l'idea del motore unico in F.

tor vergata, sfilata e blocchi della didattica ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo stesso consiglio ha suggerito ai ricercatori, che da contratto non sono tenuti alla didattica, di astenersi dal fare lezione fino al ritiro degli articoli contestati. Il 30 ottobre l´ateneo parteciperà alla manifestazione delle scuole contro la legge Gelmini, il 14 novembre aderirà al corteo dell´università e della ricerca. (ce.ge.)

sinistra e destra in corteo tensione e accuse: 2 aggrediti - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: al decreto Gelmini. Ma durante il corteo, partito da piazza Esedra, ci sono stati momenti di tensione. «è la manifestazione delle scuole del IV municipio e non vogliamo essere strumentalizzati � spiega una studentessa � i ragazzi di Blocco studentesco (il movimento di destra vicino a Casa Pound) hanno provato a prendere la testa del corteo mettendo il loro striscione davanti.

il sindaco micucci giovedì a roma sfilerà col gonfalone ( da "Centro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma proposta dal ministro Gelmini provoca proteste e mobilitazioni anche nei piccoli centri. A Rapino, il sindaco Rocco Micucci, centrodestra, già impegnato nella lotta per salvare l'ospedale guardiese, apre un altro fronte: «Meno di un anno fa, sostenevo che se si accettava il concetto che la salute è una merce e gli ospedali vanno valutati per la produttività,

"l'università non è la champions league" ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma Gelmini e il decreto Tremonti segneranno un punto di non ritorno per il sistema universitario. Sono decreti che mortificano l´intelligenza e che tagliano docenti e stipendi, stando però ben attenti a salvare i 24mila insegnanti di religione. Con l´approvazione dei decreti è in gioco la sopravvivenza dell´istituzione universitaria.

tenta di fermare writer pestato davanti al manara - federica angeli ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Via i fascisti dalla scuola» e «Contro la Gelmini», questo avevano appena finito di scrivere, a caratteri cubitali, sulla parete del liceo classico gli otto, quando un uomo di 30 anni si è trovato a passare di lì. Stava rientrando a casa, dopo aver trascorso la serata con amici; avrebbe potuto ignorare il gruppo e tirare dritto.

Insegnante, carriera senza futuro ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: MariaStella Gelmini. Nuove assunzioni a tempo indeterminato nella scuola probabilmente non ci saranno a breve. Ma, quando avverrà, ci sarà un nuovo sistema che abiliterà all'insegnamento solo un contingente realisticamente impiegabile. E non più, come avvenuto finora, praticamente chiunque ne avesse il desiderio o la passione.

In arrivo un taglio delle lingue ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: previste dalla riforma Gelmini, a decorrere dal prossimo anno. Le leggi del caso Il testo di legge da cui derivano tutte le novità è l'articolo 64 del decreto legge 112/2008, convertito con la legge 133/2008. Il dispositivo, al comma 3, prevede espressamente che le modifiche vengano introdotte con un piano programmatico predisposto dal ministero dell'

Radiografia di un lettore sui fannulloni che stanno a scuola ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: sui fannulloni che stanno a scuola ItaliaOggi prosegue nella pubblicazione di alcuni interventi dei lettori sulle riforme Gelmini e Brunetta. Sono prof, fannullone e pure napoletano... Mi presento: sono un fannullone al cubo. Dipendente statale, insegnante e, pure, napoletano. è venerdì 24 ottobre, sono le 8,00 e mi trovo nel corridoio di uno dei più prestigiosi licei cittadini.

il pdl difende la gelmini ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL CONFRONTO Il Pdl difende la Gelmini LUCCA. Nella sala riunioni del comune di Capannori si è svolto il dibattito sul decreto Gelmini organizzato dal Popolo delle Libertà. Nella sala gremita sono stati numerosi sia i sostenitori sia i dissenzienti del decreto Gelmini. Hanno introdotto i lavori i coordinatori provinciali di Fi Vanda Cervelli,

occupato il simoni ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: cambiato forma di protesta nei confronti del decreto Gelmini. A scatenare il passaggio all'occupazione sarebbe stata la richiesta del preside Pietro Paolo Angelini di sospendere l'autogestione in questa settimana. I ragazzi erano intenzionati a rimanere in forma autogestita sino alla manifestazione di giovedì a Roma e di fronte all'atteggiamento del preside hanno deciso di passare all'

manifestazione a barga per parlare della riforma ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Barga un momento di riflessione e confronto sulla riforma Gelmini. Ad oggi hanno già dato l'adesione alla giornata il senatore Andrea Marcucci in qualità di segretario della commissione scuola e cultura, la Provincia con gli assessori all'istruzione, Silvano Simonetti, e alle politiche giovanili, Mario Regoli, la Comunità montana della Media Valle con il presidente Marco Bonini.

facoltà occupata, il preside si dimette ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La protesta contro la riforma Gelmini continua a crescere: ieri sono scesi in piazza migliaia di studenti di tutte le facoltà. Stasera ci sarà una fiaccolata a partire da piazza Alcide de Gasperi, mentre giovedì gli scolari saranno di nuovo in corteo. Proteste gemellate a Palermo e Roma.

parlano i presidi: troppi corsi di laurea ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Io sono coinvolto nel movimento che protesta contro la riforma Gelmini e i tagli. Le università stanno diventando luoghi dove non arrivano più fondi per la ricerca, la didattica è in sofferenza. Le risorse sono quelle appena necessarie per pagare gli stipendi. E così, a Palermo, il senato accademico ha dovuto ridurre di un terzo le borse per i dottorati».

il maxi-corteo "global" contro la riforma - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: salti di rabbia nei confronti della Gelmini. «Siamo tutti facinorosi»: hanno risposto per le rime, sfidando Berlusconi, con lo striscione che ha aperto il corteo. L´onda trionfale della protesta studentesca ieri, nell´ora dello shopping pomeridiano, ha invaso tutto il centro, per un corteo che da piazza Politeama, via Maqueda, corso Vittorio Emanuele,

occupazione a scienze politiche il preside miranda: "mi dimetto" - claudia brunetto ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini fa la prima "vittima" a Palermo: il preside di Scienze politiche, Antonello Miranda, ha annunciato le sue dimissioni dopo che la sua facoltà - la prima a Palermo - è stata occupata dagli studenti. E il grido contro i tagli alla scuola e all´istruzione previsti dal decreto del ministro della Pubblica istruzione si moltiplica in decine di iniziative promosse dalle scuole di

da palermo 4 mila "no" alla gelmini scatta la mobilitazione per lo sciopero - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Salgono a 15 gli istituti superiori in agitazione Da Palermo 4 mila "no" alla Gelmini scatta la mobilitazione per lo sciopero SALVO INTRAVAIA Due cortei per dire "no" alla Gelmini: uno nella Capitale, l´altro a Palermo. Fervono i preparativi per lo sciopero generale del 30 ottobre indetto da tutte le organizzazioni sindacali della scuola, Cobas esclusi.

scontri a giurisprudenza ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si sono succeduti cortei e manifestazioni in tutta la città contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Mezz´ora prima la rissa si era sfiorata anche ad Architettura. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i tafferugli a Giurisprudenza sono avvenuti fra giovani di destra che volevano proseguire la lezione e coetanei di sinistra che volevano proclamare una assemblea.

un nuovo laboratorio, e non solo per i 100 anni dell'istituto agrario ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il limite dei 500 previsto dalla riforma Gelmini per il mantenimento dell'autonomia. Sull'eventuale accorpamento con un altro istituto si è espresso l'assessore provinciale all'istruzione, Giovanna Roccella: «Questa scuola è stata riconosciuta nel 1998 come un patrimonio scolastico da salvaguardare, sarebbe un danno unico per la nostra offerta formativa se fosse accorpata con un'

giurisprudenza, scontri tra studenti - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: difesa dei provvedimenti della Gelmini e del governo Berlusconi, gli altri di sinistra, impegnati a contrastare le decisioni di Roma. La miccia s´è accesa a Giurisprudenza, nella tarda mattinata di ieri. Gli studenti dei collettivi di Lettere, che da dieci giorni sono al centro della mobilitazione napoletana, sono entrati in un´aula della facoltà di Giurisprudenza della Federico II,

slogan, internet e fantasia "non tagliateci le lingue" ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Crescono le adesioni contro la riforma del ministro Gelmini su "Facebook" Un´idea al giorno per esplorare nuovi territori, per sfidare nuovi mezzi e modi di comunicazione. Fantasia, nuove tecnologie e multietnicità. La protesta degli studenti napoletani, contro il decreto Gelmini, viaggia per le strade della città, ma anche in rete.

cattedre e lavagne per la democrazia a mezzocannone ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: calendario delle proteste di questa settimana ha due punti fissi: la discussione al Senato del decreto Gelmini e lo sciopero del personale della scuola, indetto per giovedì 30 (con manifestazione a Roma) da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. L´Onda made in Naples si avvicina alle due scadenze con una raffica di appuntamenti che vede spesso convivere gli studenti universitari ed i medi.

Sanità ligure bonificata, un modello per la scuola ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Brunetta si sono mossi, mentre il governo predica a gran voce il federalismo, con il più assoluto centralismo. Non nego che siano necessari interventi di razionalizzazione contro sprechi e inefficienze. L'Università ha conosciuto una proliferazione irrazionale di sedi - già bloccata dal ministro Mussi - e certo non ha molto senso organizzare corsi per un solo studente,

auguro lunga vita al movimento studentesco - giulio riccio ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: disfunzioni che diventano il grimaldello mediatico per quella che la Gelmini chiama riforma, e che a me sembra la cancellazione di un moderno sistema di istruzione. Come mai oggi l´Italia non raggiunge l´obbiettivo di Lisbona? Obbiettivo che sulla formazione e la ricerca prevedeva per l´Italia un investimento del 3 per cento del Pil e invece investiamo solo un ben misero 1 per cento.

decreto gelmini ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 5 - Pisa DECRETO GELMINI Le assemblee di Comune e Provincia riunite sotto le Logge di Banchi. Il centrodestra: «Una manifestazione anti-governo, non si strumentalizzano così le istituzioni» CHI Dà I NUMERI Domenica era proprio una bella giornata, sono andato a fare una passeggiata lungo l'Arno, sul viale delle Piagge,

enti locali con gli studenti ma senza i consiglieri pdl ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è ad esempio uno in cui si afferma che «le recenti proposte di legge dei ministri Gelmini e Brunetta minacciano di aggravare ulteriormente una situazione già critica» e che il consiglio é necessario considerando «le proteste del mondo universitario e della ricerca, l'impatto che università e ricerca hanno sul tessuto socio economico della nostra provincia».

forme di "didattica aperta" allo scientifico buonarroti ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: documento molto critico rispetto alla riforma del ministro Gelmini redatto da parte del collegio dei docenti del Liceo Scientifico "Filippo Buonarroti" di Pisa. Il documento è stato votato quasi all'unanimità (70 firme e solo 4 astenuti). Nel documento si propone di organizzare forme di "didattica aperta" per avviare finalmente un dibattito per un futuro di qualità della scuola pubblica"

"i tagli uccideranno l'università" ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Milano Formigoni difende la Gelmini: critiche strumentali. Proteste, cortei, lezioni in piazza. Occupato il liceo Boccioni "I tagli uccideranno l´università" Decleva (Statale) e Fontanesi (Bicocca): questa non è una riforma Rettori schierati contro il decreto Gelmini ieri al convegno di Assolombarda.

decleva contro la gelmini "i suoi sono tagli, non riforme" - zita dazzi ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Milano Meritocrazia Sostegno Decleva contro la Gelmini "I suoi sono tagli, non riforme" Gli imprenditori: "Più soldi ma solo ai migliori" Le aziende non faranno beneficenza, i fondi vanno assegnati alle realtà efficienti Se si ragiona con onestà va detto che il sistema è migliorato, per questo deve essere appoggiato ZITA DAZZI «Per ora ci sono solo tagli,

appuntamento al buio per la prima occupazione - laura bellomi ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si entra nel vivo delle mobilitazioni degli studenti medi contro il decreto Gelmini. Tante iniziative, il seguito che giorno dopo giorno aumenta anche se nel tardo pomeriggio gli occupanti di piazzale Arduino erano una cinquantina o poco più. «In tanti sono tornati a casa a prendere il sacco pelo, altri hanno raccolto tre euro a testa e sono andati a fare la spesa per la cena»,

retescuole scende in piazza con una fiaccolata di protesta ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: discussione in Senato sul decreto Gelmini e alla vigilia della votazione prevista per domattina, stasera alle 18.30 in piazza Cordusio si danno appuntamento per una fiaccolata di protesta genitori e insegnanti di Retescuole. Una manifestazione che si tiene in contemporanea in decine di città italiane, ma anche in altri centri dell´hinterland (fra cui Sesto San Giovanni e Vimodrone)

sbrana (pd): basta con il falso vittimismo del centrodestra ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scuola ha espresso in modo civile e democratico il proprio dissenso verso la pericolosa riforma targata Gelmini. Capisco che questo può non piacere al centrodestra ma è un dato così evidente che non può essere eluso, cercando di portare la discussione su un piano dello scontro, così caro ultimamente a certi esponenti del Pdl. Le nostre insegnanti sono delle ottime educatrici.

scuola, l'ora delle occupazioni - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini non si spegne. Anzi, si accende, tanto che la giornata si chiude con una veglia dalle 18 alle 20: muniti di lumini, studenti, docenti e genitori si ritrovano in piazza De Ferrari. Già ieri pomeriggio gli studenti della succursale del Paul Klee di salita Battistine hanno deciso che da oggi si dichiareranno in assemblea permanente:

al pacini le lezioni le fanno in piazza ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No al decreto Gelmini, sì alla scuola per tutti»: uno striscione, posto di fronte alle scalette, spiegava il motivo di questa insolita iniziativa. Il tema della lezione è il libro, best seller, Gomorra. «La lettura del testo di Saviano - spiega la prof Angela Menichi - era già nel programma in quanto lo reputo uno dei più importanti testi della letteratura italiana contemporanea»

vandali in azione all'einaudi il preside: non sono studenti ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: studenti universitari: nelle scuole pistoiesi si parla del decreto Gelmini con gli addeti ai lavori. Ma non solo. Gli studenti del liceo classico volevano chiamare a parlare anche Francesco Guccini. Dopo giorni burrascosi all'insegna di occupazioni e scioperi di massa, la nuova settimana è iniziata con toni più tranquilli.

le colpe altrui e gli errori propri ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Finanziaria e il decreto Gelmini tagliano a casaccio, lasciando intatti i privilegi dei "baroni" e dei privati e sacrificando gli studenti e le famiglie che devono manenerli. Il tutto tralasciando dettagli altresì importanti, come il fatto che l'Italia destina all'istruzione solo lo 0,5% del Pil mentre la Germania (per dirne uno) vi destina il 2%

domani sera protagonisti anche i genitori ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestazione provinciale di domani sera contro i tagli del ministro Gelmini. «Sì - spiega Niccolai - è cominciato tutto parlando davanti a scuola con una mamma. Abbiamo i figli alla scuola di Candeglia e sentivamo il bisogno di saperne di più su questi provvedimenti del governo. In questi giorni, del resto, è facile vedere davanti alle scuole capannelli di genitori che parlano tra loro.

ottocento pistoiesi alla manifestazione di roma ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Lo comunica la segreteria della Cgil provinciale, ricordando che sono già virtualmente riempiti 15 autobus promossi dalle organizzazioni sindacali, mentre continuano ad arrivare iscrizioni da parte di docenti, studenti, cittadini. Gli autobus partiranno dai vari punti della provincia per raggiungere Roma nell'ambito dello sciopero generale dei lavoratori della scuola di

scuola: firme anti-gelmini a maresca ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini a Maresca S.MARCELLO. Domani mattina a Maresca in piazza della Stazione e nel pomeriggio ai cancelli della scuola elementare, verranno raccolte firme contro il decreto Gelmini. Frattanto, oggi gli studenti delle superiori di S.Marcello (Itc Igea, liceo scientifico e Iti) torneranno regolarmente a frequentare le lezioni,

riparte l'attività didattica, ma la protesta non si placa ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nonostante le discussioni e le proteste contro la riforma Gelmini. Ieri mattina, dopo la parentesi dell'autogestione di mercoledì, giovedì e venerdì scorsi, anche l'Istituto tecnico commerciale e per geometri "Fermi" ha ripreso le lezioni e ha eletto i rappresentanti di classe. Al liceo scientifico e classico "XXV Aprile" i dibattiti non ostacolano le attività didattiche mattutine.

oggi veglia in piazza con il comitato ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il giorno dopo, infatti, il contestato decreto Gelmini sarà portato a discussione in Senato, per il vito finale. Definitivo. Quello che secondo il comitato determinerà la fine della scuola pubblica, in una logica deprimente di tagli, re-introduzione del maestro unico, abolizione del tempo pieno.

gli studenti sfilano sulle strisce traffico in tilt a porta romana ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: centinaia di volantini per spiegare le ragioni della protesta: il decreto Gelmini e la legge 133. Lunghe code e traffico in tilt in tutta l´area di Porta Romana. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie dei vigili urbani e della polizia. La manifestazione non era autorizzata. Altro improvviso corteo, quello di ieri mattina di alcuni ragazzi dell´istituto tecnico Ginori Conti.

a matematica lezione anche di notte - laura montanari gaia rau ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sommario al ministro Gelmini», ma la maggioranza le ha accusate di «irresponsabilità». In aula è rimasto solo Mario Razzanelli, Udc: «Io preferisco ascoltare». L´assessore all´istruzione Daniela Lastri sfida il governo: «Spendiamo 231 euro ad abitante per l´istruzione, 2,5 volte più della media nazionale: questa destra che evita persino il dibattito è un pericolo per la democrazia»

protesta anti-gelmini cortei e lezioni in piazza leggi il diario di un manifestante - parma.repubblica.it ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Bologna Protesta anti-Gelmini cortei e lezioni in piazza Leggi il diario di un manifestante Trovato un cadavere nel torrente su segnalazione anonima Indaga la polizia Arrigoni striglia i rossoblù "Troppo buoni, non va" Dite la vostra sul nostro sito Comunale in crisi Opere ridotte Immobili in vendita Cosa ne pensate?

gli studenti continuano la protesta - francesca gori ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stamani manifestazione in centro contro la riforma Gelmini Stasera al liceo scientifico Livi si terrà la prima lezione serale aperta ai genitori FRANCESCA GORI PRATO. Non si ferma la protesta contro la riforma Gelmini. Sebbene gli studenti siano tornati in aula e le lezioni riprese, questa mattina i ragazzi delle scuole superiori pratesi con i loro colleghi dell'università di Prato,

ragazzi, tornate a studiare ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il diritto di confrontarsi criticamente su qualsiasi tematica possa contribuire alla loro crescita, riforma Gelmini compresa. «Ma - aggiungono i presidi - bisogna evitare forme di protesta illegali, che producono come effetto l'interruzione del dialogo, di cui, specialmente nel momento in cui un Governo interviene sui problemi strutturali della scuola vi è invece estremo bisogno».

i professori dell'alma mater fanno lezione nelle piazze - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in vista del voto al Senato sul decreto Gelmini. Un´altra giornata di mobilitazione porta in piazza gli accademici e la scuola di base. Si preannuncia così una nuova settimana calda. In vista dello sciopero generale di Cgil-Cisl e Uil Gilda e Snals sulla scuola e della mobilitazione di giovedì del Coordinamento dalla scuola dell´infanzia all´università,

consiglio aperto sulla riforma gelmini ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 6 - Prato Consiglio aperto sulla riforma Gelmini Montemurlo. L'assemblea stasera alla scuola elementare di Bagnolo MONTEMURLO. Spostato alle 21, per motivi organizzativi, il consiglio comunale aperto alla cittadinanza, che si terrà alla scuola elementare di Bagnolo in via Pietro Micca.

volantinaggio al mercato ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il volantino distribuito - spiega Filippo Vasco - sarà l'ordine del giorno presentato dal partito e che verrà discusso e messo ai voti nello stesso consiglio comunale della sera. Il Ps rende noto che la sua posizione nei confronti della riforma "Gelmini" non può essere quella del Pdl ma neanche quella assunta dal sindaco Menchetti».

lezioni di piazza all'università "il decreto gelmini va ritirato" - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini va ritirato" Oggi assemblea a Giurisprudenza aperta ai genitori Sfratti, a rischio 2000 famiglie "Un altro regalo del governo" Ieri sera in piazza Prefettura il volantinaggio degli studenti medi Incontro con Anci e Sunia. L´emergenza riguarda 60 comuni pugliesi FRANCESCA SAVINO I blocchi per gli appunti sono poggiati sull´

scuola, in migliaia al corteo di roma ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sul fronte della Regione continua l´opposizione al pacchetto di riforme Gelmini: dopo il ricorso alla consulta per illegittimità della legge 133 annunciato dall´assessore al Diritto allo studio Mimmo Lomelo, il consiglio regionale ha fissato per martedì 4 novembre una seduta straordinaria dedicata alla scuola. (fra.

elezioni, l'altolà di fitto all'udc - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: spiegare le ragioni delle nostre riforme dal federalismo alla riforma Gelmini. Altrimenti, com´è successo a noi con il piano della Salute, saremmo vittime della disinformazione dei nostri avversari». E proprio su questo argomento, il ministro ha lanciato una battuta a Vendola: «Il suo piano - ha detto - è praticamente identico al nostro.

volantini di destra fuori dalle scuole boia chi occupa, non farti fregare ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le contestazioni studentesche contro il decreto del ministro Gelmini e i tagli al sistema scolastico-universitario sono anche questo, nonostante con forza gli studenti impegnati in occupazioni ed assemblee permanenti difendano un idea di protesta scevra da condizionamenti partitici di destra o sinistra.

stasera la maxi-fiaccolata contro il decreto gelmini ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: DA PIAZZA DUOMO Stasera la maxi-fiaccolata contro il decreto Gelmini PIETRASANTA. Una fiaccolata, lungo le vie del centro cittadino, per dire no al decreto Gelmini. Partirà, dunque, alle 21 di questa sera da piazza Duomo, la manifestazione di protesta organizzata dal collettivo scuole per protestare contro la riforma didattica varata dal Governo.

promossi con 100, rinviata la premiazione ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini scombussolano l'agenda del sindaco. Il 30 ottobre niente premiazione in Comune per gli studenti più bravi. Durante il dibattito al Vespucci il sindaco Cosimi ha annunciato che è stata annullata la cerimonia di premiazione per gli studenti delle superiori che hanno preso il massimo dei voti nello scorso anno scolastico,

cosimi a tu per tu con i ragazzi itc - gianluca della maggiore ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Itg Vespucci hanno rivolto a Alessandro Cosimi in piena occupazione anti-Gelmini della scuola. Nell'aula magna dell'istituto, che ieri mattina ha ospitato l'incontro, girano foglietti con sfilze di domande al sindaco, qualcuno legge "Libero" che titola "Papponi in cattedra", ma circolano anche altre fotocopie di articoli di giornale e il testo del decreto 133.

la contestazione sfila su youtube ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: reperibili ad esempio ricercando Livorno & Gelmini. Il più cliccato è di "Bokkador", oltre 5.700 volte: si riferisce alla prima manifestazione, quella di fine settembre con i maestri che inalberano striscioni e una scatola di medicinale "Entero-Gelmini". Quasi duemila click per il video che "Erdemememme90" dedica al mega-corteo degli ottomila di lunedì 20.

occupato anche il cecioni ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. A dar retta alle informazioni raccolte ieri fra i manifestanti, non è escluso che oggi, avvicinandosi il D-day, altri istituti possano seguire l'esempio del Cecioni e (ma limitatamente alle ore extra-lezioni) del Vespucci. Ieri mattina al liceo di via Galilei niente lezioni: i promotori della protesta hanno spiegato a prof e preside le ragioni della lotta e hanno sottolineato

guastalla contro zingoni paoli ha ragione, ma... ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per aver fatto lezione agli studenti anti-Gelmini, si era attirato gli strali del leader forzista Zingoni. Bene ha fatto il prof. Paoli a fare una lezione agli studenti che protestano. I giovani di oggi hanno dimostrato, ingenuità a parte (ma è forse un delitto essere idealisti e quindi ingenui alla loro età?

giovedì più di 1500 a roma in pullman e treno, ecco come ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si avvicina il D-day della manifestazione anti-Gelmini di giovedì prossimo a Roma ideata dai sindacati confederali Cgil Cisl Uil (ma hanno aderito anche Gilda, Snals e Unicobas). La macchina organizzativa è già in moto da giorni e si preannuncia una massiccia presenza di docenti, genitori e studenti di Livorno e Provincia.

gli studenti non mollano - mauro zucchelli ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini è». Diversamente dai giorni scorsi, il bersaglio delle frecciate al megafono non è solo la premiata ditta Berlusconi & Gelmini (quest'ultima pure con qualche slogan sessista): la new entry è Cossiga. Non c'è la "K" e la "Ss" nazista come trent'anni fa, ma al Collettivo studentesco dell'Enriques,

in consiglio entro il 15 ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nella mozione è stata inserita anche la richiesta del ritiro del decreto Gelmini. Una scaramuccia polemica ha poi visto protagonisti Capuozzo (Udc) e Trotta (Prc). Il consigliere Udc ha ribadito il suo pessimo giudizio sul decreto Gelmini ma ha accusato Trotta di voler strumentalizzare il movimento degli studenti.

Oggi la fiaccolata anti-Gelmini sotto le finestre della Prefettura ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini sotto le finestre della Prefettura SCUOLA ALLE 18 PRESIDIO DEL COMITATO PER IL TEMPO PIENO ? LODI ? IL COMITATO lodigiano per la difesa del tempo pieno e della scuola pubblica oggi scende sul piede di guerra. Stasera alle 18, davanti alla Prefettura di Corso umberto, mamme, docenti e qualche politico scenderanno in piazza per una «

Maestro unico, prove generali ( da "Giorno, Il (Como)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istituto comprensivo anticipa la riforma Gelmini OLGINATE ? OLGINATE ? PROVE TECNICHE di riforma alle elementari dell?Istituto comprensivo di Olginate, anzi una simulazione per dimostrare cosa accadrà qualora andasse in porto il progetto del ministro all?Istruzione Maria Stella Gelmini.

Ora puliscono i muri ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pennelli e solventi gli studenti imbrattamuri hanno ripulito le pareti dei loro poco artistici exploit. Questa l?opera di riparazione proposta da una ventina di allievi del liceo scientico sperimentale al preside dopo il danneggiamento compiuto durante la notte brava come segno di protesta contro il decreto Gelmini A pagina IX

Riforma Gelmini Dall'Itc <Zappa> parte la protesta ( da "Giorno, Il (Como)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 10 Riforma Gelmini Dall?Itc «Zappa» parte la protesta di ROBERTO BANFI ? SARONNO ? MATTINA movimentata nella zona scolastica di Saronno, dove ieri migliaia di ragazzi hanno disertato le lezioni ed affollato le strade del quartiere, come spontanea forma di protesta alla «riforma Gelmini».

Riforma Gelmini: raccolta firme davanti alle scuole ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 12 Riforma Gelmini: raccolta firme davanti alle scuole BOVISIO MASCIAGO ? BOVISIO MASCIAGO ? SI SONO mobilitati anche i genitori di Bovisio Masciago contro la riforma Gelmini. Qualche sera fa più di 200 genitori dell?Istituto Comprensivo Manzoni (scuola materna, elementare e media) hanno approvato all?

Gli studenti scendono in piazza ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2 Gli studenti scendono in piazza Giovedì manifestazione contro la riforma Gelmini ? BERGAMO ? NESSUN RIPENSAMENTO. Il Movimento studentesco di Bergamo si prepara più agguerrito che mai alla manifestazione programmata per giovedì in piazza Vittorio Veneto, nel cuore della città, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola proclamato da Cgil, Cisl e Uil.

Studenti-imbianchini: liceo Leonardo a lustro ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Soddisfatto il preside del liceo il professor Salvatore Lo Manto: «I ragazzi hanno rimediato agli errori compiuti anche da esterni. Il messaggio è che volevano protestare ma non contro la propria scuola, a cui tengono». All?indomani della «notte bianca» organizzata anche a Brescia un paio di settimane fa contro il decreto Gelmini al Leonardo c?

Liceo Galilei: lezioni sospese per l'assemblea ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: MOBILITAZIONE LE PROTESTE contro il Decreto Gelmini degli studenti milanesi, fino a oggi, non sembravano interessare granché i loro colleghi legnanesi (e relativi docenti). Solo in questa settimana si registrano incontri e manifestazioni su cosa ne sarà della scuola italiana. Oggi e domani mattina, al liceo Galileo Galilei, dalle 9 alle 13 si terranno le prime assemblee degli studenti.

Scuola, protesta divisa I sindacati attaccano ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non c'è eleganza e non c'è rispetto nell'affermazione del ministro Gelmini». «Dietro lo sciopero ? assicura Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola ? ci sono obiettivi chiari e concreti e il fortissimo disagio, che va oltre i singoli provvedimenti, del personale della scuola». «Il ministro Gelmini ?

L'effetto Carinzia apre un nuovo fronte ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bolzano si inserisce in un contesto di forte polemica tra maggioranza e opposizione sui vari tavoli aperti, dal decreto Gelmini alla Finanziaria alla politica economico-finanziaria per contrastare la crisi delle Borse, all'elezione del presidente della commissione bicamerale di Vigilanza sulla Rai. Non c'è alcuna possibilità di dialogo tra i due schieramenti, come ha detto D'Alema.

Decreto Gelmini Lo scontro arriva a Palafrizzoni ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Decreto Gelmini Lo scontro arriva a Palafrizzoni Testo votato dal centrosinistra contesta «tagli devastanti» Ma il centrodestra: tutte bugie. Petizione all'Istituto Camozzi Il dibattito sulla riforma Gelmini approda anche a Palazzo Frizzoni. Con un inserimento lampo nell'ordine dei lavori, due testi sull'argomento hanno costituito il piatto forte della seduta di ieri sera.

JESI LE INSEGNANTI della Vallesina salgono in pullman. Lasceran... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sventolare cartelli di protesta contro la riforma del ministro Gelmini. Oggi pomeriggio ci sarà il primo assaggio della contestazione a Palazzo dei Convegni dove le Rsu dei quattro istituti comprensivi cittadini hanno indetto un?assemblea (ore 17,30) per spiegare alle famiglie come cambierà la scuola, specialmente la primaria che dal prossimo anno vedrà la figura del maestro unico.

Castoldi e la protesta <Condivido le ragioni> Giovedì corteo in città ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ateneo bergamasco è in fermento per la contestazione anti-Gelmini che sta attraversando tutt'Italia. «Sono previsti tagli e riduzioni ? dice in merito al decreto 137 il rettore Alberto Castoldi ?. Per due legislature il Governo ha auspicato un raddoppio dei fondi per gli atenei, agire così adesso significa innescare un cambiamento di prospettiva azzardato e non motivato.

SENIGALLIA PREOCCUPAZIONE per le sorti delle scuole di Roncitell... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Angelo, Montignano e Cesano alla luce del decreto del ministro Maria Stella Gelmini ma anche timore per le altre scuole e l?Università. Il centro sociale ?Mezza canaja? propone un coordinamento cittadino aperto alle maestre, ai docenti delle superiori, agli studenti, genitori, ecc.

Una scuola trasformata nel ponte del Titanic Affondino i responsabili ( da "Unita, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: un bel malloppo di rassegna stampa sul movimento studentesco che si oppone alla contro-riforma del ministro Gelmini. «Non so, avrei bisogno di altro tempo per poter giudicare nel merito», è la sua posizione da storico. «Ma di una cosa sono certo: questi ragazzi non devono pagare il conto del Titanic». Allora, Taibo, partiamo dall'inizio. Di quale Titanic sta parlando?

CON UN RAID protestatario assolutamente imprevisto, la prima scuola superiore ces... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro il decreto Gelmini, è stato un istituto... privato: il liceo della Comunicazione Immacolata, di ispirazione cattolica, fondato una trentina di anni fa con sede nei locali del Seminario. Ieri mattina un folto manipolo di studenti, capitanato dai due rappresentanti di istituto, ha chiesto alla preside di poter svolgere un?

Tre giorni di fuoco Giovedì lo sciopero ( da "Unita, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tre giorni di fuoco Giovedì lo sciopero Oggi Nel pomeriggio alle 17 riprende l'esame del decreto Gelmini al Senato. Domani Ci sarà il voto. Ed è per questo che gli studenti si recheranno di nuovo fino a Palazzo Madama per esprimere ancora una volta il proprio civile dissenso. Giovedì È il giorno dello sciopero generale della scuola. Aula e piazza

Maestro unico, il Pd come gli studenti: si ritiri il decreto ( da "Unita, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Al Senato riprende l'esame del dl 137. Dal Pd a Famiglia Cristiana: «Decreto da ritirare». Gli studenti: no-stop sotto Palazzo Madama. Il contestatissimo decreto Gelmini sulla scuola riprende la "corsa" per la conversione in legge. Oggi pomeriggio al Senato si riparte dal maestro unico, dall'articolo 4 del 137,

IN FERMENTO gli istituti superiori fanesi. Fissata la data dello sciopero per pro... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fissata la data dello sciopero per protestare contro la riforma Gelmini: sabato 15 novembre. Per mettere a punto il programma e le modalità della protesta gli studenti delle diverse scuole (oltre a quelli del campus, sono stati invitati a partecipare quelli dell?istituto d?arte Apolloni, dell?istituto commerciale Battisti e dell?

Protesta soft, lezioni regolari <Le occupazioni? Inutili> ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordo con il decreto Gelmini. TRA LE DUE, sono i professori i più agguerriti: «Non è rispetto, ma cattiva educazione. I ragazzi sono vittime del buonismo televisivo». A parlare è Pilar Capanaga, docente di spagnolo alla Scuola superiore interpreti e traduttori: «C?

Pisa, la Normale non occupa Ma si preoccupa del futuro ( da "Unita, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini vogliono infilare in un imbuto strettissimo. Meno soldi alla ricerca vuol dire meno ricercatori. Un professore assunto ogni 5 in pensione vuol dire meno professori nuovi. Significa meno possibilità per chi esce dalla Normale. Il che metterà a rischio, come dice il professore Lorenzo Foà (vedi articolo a fianco),

GELMINI RILEGGA MEGLIO OBAMA ( da "Unita, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI RILEGGA MEGLIO OBAMA La Gelmini si ispira a Obama? Leggete un po': «Questo è il momento di affrontare il nostro obbligo morale di garantire ad ogni bambino un'educazione di prima livello, perché questo è il minimo che serve per competere in un'economia globale.

Lenzuola sui balconi contro il ministro Gelmini ( da "Unita, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lenzuola sui balconi contro il ministro Gelmini Piacenza Lenzuola bianche esposte dai balconi dei palazzi per protestare contro la riforma Gelmini, con su scritto «difendiamola». «Difendere» la scuola dalle 3 nuove «i» che la stanno distruggendo: individualismo, impoverimento e ineguaglianza.

Siamo migliori di voi Il giovane corteo di Palermo ( da "Unita, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ministro Gelmini... Ma 'nni pigghiasti pi cretini»?. «Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini». «La Gelmini ci vuole cretini». Un gruppo di giovanissime si inginocchia e prega. Non capisco. Allora loro, ridendo, mi indicano un cartellone che ritrae la Gelmini con tanto di aureola e sopra la scritta: «Beata Ignoranza».

La scure della Gelmini sulle scuole private ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scure della Gelmini sulle scuole private di Giorgio Vittadini Caro direttore, una certa mitologia ideologica che sta alimentando lo sciopero di giovedì afferma che i tagli alla scuola pubblica sono fatti per finanziare la scuola privata. Ma non è così. Nel "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2009 e il bilancio pluriennale per il triennio 2009-

Il cuore di mamma costa dieci punti a Berlusconi ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini prepara la campagna contro la «casta dei professori». di Alessandro De Angelis Sulla scuola non si discute. Dopo l'affondo del premier: «La sinistra racconta frottole», è stata la volta di Mariastella Gelmini. In un'intervista al Corriere la ministra dell'Istruzione ci è andata giù dura.

L'abitudine di Mariastella a dare forfait ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma ancora una volta Mariastella Gelmini non si è fatta vedere. L'occasione questa volta era il raduno dei parlamentari lombardi eletti tra le fila del Popolo della Libertà ad aprile per la Camera e il Senato: un momento di confronto a sette mesi di distanza dalle elezioni, per fare il punto della situazione e per capire le reali necessità della Lombardia,

Prof strapagati, scuole felici Trento non conosce Gelmini ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuole felici Trento non conosce Gelmini ECCEZIONI. Niente maestro unico, niente grembiule, niente riforma. Qui un preside guadagna 1500 euro in più al mese. Viaggio nell'unica provincia dove la protesta non c'è. di Silvia Bernasconi Trento. La domanda migliore per mettere in imbarazzo un insegnante trentino è chiedergli se si trasferirebbe mai in una qualsiasi altra città italiana.

E il corteo si spaccò sul <Duce duce> ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Destra e sinistra unite contro la riforma Gelmini. Doveva essere un corteo «apolitico», studenti in piazza contro il governo; punto. Ma ci ha messo poco a politicizzarsi, con scissioni e tensioni e anche un «Duce duce» che si sarebbe levato dalla componente di destra del corteo. Infine, le solite schermaglie con accuse e smentite e anche la denuncia di un'aggressione.

<Sei miliardi agli statali e chi se ne frega della Cgil> ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: come fanno gli studenti e i baroni universitari alleati contro la Gelmini? Tutto questo è riformismo o conservazione?». Lei è riformista? «Io sono un uomo di sinistra, un socialista che analizza i problemi, individua le loro cause e propone delle soluzioni. Riformismo nella pubblica amministrazione significa pensare alla qualità dei servizi e non ai privilegi.

di Paolo Rodari Non c'è soltanto un comitato promotore varato ai massimi livelli da Udc, Pd e Idv (insieme a un esponente dell'Mpa) a lanciare l'idea di una "ritirata sull'Aventino ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro il decreto Gelmini. Basta andarsi a leggere quanto disse monsignor Giuseppe Betori - allora segretario generale della Cei - il 18 marzo 2008 al termine del direttivo nel quale i vescovi guidati dal cardinale Angelo Bagnasco stilarono una lista delle urgenze alle quali chi avrebbe governato avrebbe dovuto in qualche modo guardare,

Operazione antimafia 11 arresti in Sicilia ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini». Famiglia Cristiana attacca ancora le politiche di governo, nell'editoriale del prossimo numero intitolato «Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa». «Non si garantisce così il diritto allo studio - si legge nell'editoriale - prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo»

Liceali mobilitati, linea dura dei presidi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ora di realizzare una forma di protesta efficace per esprimere il proprio dissenso alla riforma Gelmini. Ma per ora continuano a discutere, confrontarsi, parlare di quale strategia attuare. Per farlo chiedono ai presidi di utilizzare gli spazi interni degli edifici. Autorizzazioni che, però, non vengono concesse. Ma esistono alcuni compromessi, tollerati.

* carli's way ( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accanimento di stampa e televisioni contro la Gelmini per un accento sbagliato (corretto peraltro in una frazione di secondo, di questo però hanno taciuto in molti), dico che se il lapsus fosse capitato a un politico maschio l'accanimento non ci sarebbe stato, gli avrebbero subito concesso le attenuanti generiche del caso, e cosa succede?

Camminata e sit-in 'anti Gelmini' ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anti Gelmini? Oggi dibattito al ?Ricci Curbastro? con rappresentanti di Cgil e Forza Italia ANCHE PER gli ambienti scolastici del territorio lughese, questa sarà una settimana interamente dedicata alla manifestazioni legate alla riforma della scuola ?

Autogestione con i libri ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istituto tecnico commerciale Einaudi protestano contro la riforma Gelmini senza rinunciare ai libri di testo e alle lezioni. Gli studenti però dettano le regole, almeno per qualche giorno. La loro è quasi un'autogestione modello. «Vogliamo far sentire la nostra voce senza rinunciare allo studio», sottolinea Michela Garau, tra i leader del comitato studentesco contro la riforma.

Liceo Pitagora, gli alunni in cattedra ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
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Abstract: stiamo informando tutti i ragazzi con la lettura dei giornali e del decreto Gelmini». Il disagio al Pitagora è nato giovedì scorso quando alla seconda ora gli studenti hanno lasciato le loro aule e il preside ha dovuto convocare l'assemblea straordinaria. Dall'incontro è scaturita l'adesione del 95 per cento degli studenti al progetto di autogestione che durerà fino a domani,

Studenti, autogestione all'Itc Einaudi <Siamo contro la riforma Gelmini> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
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Abstract: Siamo contro la riforma Gelmini» Senorbì --> Se non fosse per i poster colorati di ironia e sarcasmo affissi nelle pareti e all'ingresso della scuola, ci sarebbero poche tracce di autogestione. A Senorbì gli oltre seicento studenti dell'Istituto tecnico commerciale Einaudi protestano contro la riforma Gelmini senza rinunciare ai libri di testo e alle lezioni.

famiglia cristiana: ritirate il decreto ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
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Abstract: richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini», invoca "Famiglia cristiana" nell'editoriale intitolato "Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa". «Non si garantisce così - sostiene il settimanale cattolico - il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo».

un italiano su due è con gli studenti ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordo con la protesta di studenti e insegnanti contro i provvedimenti del ministro Mariastella Gelmini sulla scuola. è quanto emerge da un sondaggio condotto dall'istituto di statistica Demos per conto di "Repubblica". Dal sondaggio emerge anche che metà degli interpellati è convinta che la riforma Gelmini sia motivata dalla sola necessità di "fare cassa".

ecco i tagli: quattro miliardi - alessandro cecioni ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: fra decreto Gelmini, decreto di giugno sulla spesa pubblica e Finanziaria 2009, 471 milioni solo per il 2009. Ma sono niente in confronto a quanto previsto nei prossimi anni. Tutto già delineato nero su bianco nelle tabelle della Finanziaria. Scuola e Università pagheranno il loro pegno al risanamento del bilancio con il taglio generalizzato delle «

I LICEI classico e scientifico di Ravenna hanno sospeso l'occupazione. I com... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 28-10-2008)
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Abstract: I comitati vogliono «assicurare alle persone favorevoli al decreto Gelmini il regolare svolgimento delle lezioni». Non si tratta di una ?sconfitta?, aggiungono, ma di una scelta dettata da «serietà, maturità e moderazione». Oltre che alla volontà di evitare strumentalizzazioni. Da ieri mattina gli insegnanti dell?

Industriali, studenti in autogestione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
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Abstract: istituto superiore e contestare la riforma Gelmini. Gli studenti delle industriali di Ales hanno deciso ieri mattina di proseguire l'autogestione sino a giovedì, giorno della grande manifestazione contro il progetto del ministro della Pubblica istruzione. «Ci siamo confrontati con molti rappresentanti di altri istituti ed abbiamo deciso di andare avanti - ha detto Andrea Cabiddu,

Occupato anche il Classico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: suo intervento dicendo che litiga tutti i giorni con il Ministro Gelmini». Si finisce tra le polemiche, con la deputata che tiene a precisare: «Credo che l'interesse dei ragazzi si faccia dicendo loro la verità: io avevo il dovere di dire quello che sto facendo». La riforma Gelmini è nel mirino di tutti e l'occupazione prosegue alle Magistrali, allo Scientifico e alle Industriali.

io bloggo, tu clicchi, noi forum - gianni parrini ( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
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Abstract: tutti i siti che incanalano le rivendicazioni degli studenti contro i tagli del ministro Gelmini presentano un identico menù multimediale: video, foto, documenti, petizioni, cronache quotidiane degli eventi. La comunicazione interna del movimento passa attraverso l'alfabeto digitale del web, una lingua che le nuove generazioni dimostrano di conoscere molto bene.

Quel Sessantotto tutto da sfogliare ( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ciclostilati di ieri per capire i cortei anti-Gelmini di oggi CONTESTAZIONE COME ERAVAMO ALLA BIBLIOTECA DI VIA SENATO di GIAN MARCO WALCH ? MILANO ? NON INTENDE essere una mostra per reduci. Piuttosto un?occasione per giovani e giovanissimi di farsi un?idea più precisa, anzi, di prima mano, su quel Sessantotto su cui, una volta di più, proprio loro,

Studenti: altre proteste Ma c'è chi dice no ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-10-2008)
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Abstract: 2008 SCUOLA DECRETO GELMINI VERSO IL SI' Studenti: altre proteste Ma c'è chi dice no ROMA II Alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini - via libera che dovrebbe arrivare domani in Senato - e in vista dello sciopero del 30, anche ieri è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto.

La scuola in fuga dalla montagna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: DISCUSSIONE Nel corso del dibattito non sono mancati gli attacchi alla riforma Gelmini «che riforma non è, visto che è stata imposta con decreto», ha detto l'assessore provinciale Tonino Ladu, che ha assicurato l'impegno del suo ufficio per salvare il massimo possibile delle autonomie scolastiche del territorio. I prossimi appuntamenti nell'operazione di tentare di salvare il salvabile,

Macomer privilegia il dialogo e la discussione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: superiori di Macomer si preparano a dare voce alla protesta contro il decreto Gelmini. Prima di dare vita a manifestazioni eclatanti, tuttavia, in quasi tutte le scuole per il momento si è preferito battere la strada del dialogo e della diplomazia. Al Liceo scientifico Galileo Galilei sin da ieri ci si è mobilitati per discutere dei mutamenti che dovranno investire il pianeta scuola.

Prime occupazioni, la protesta dilaga in tutta la provincia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
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Abstract: La protesta contro il decreto Gelmini si accende anche nel Nuorese. Il liceo scientifico Enrico Fermi di Nuoro è occupato. Ieri la campanella delle 8,30 ha sancito per gli studenti l'inizio di un'assemblea permanente. «Una decisione - dice Marco Mesina, rappresentate degli studenti - scaturita dalla riunione del comitato studentesco».

Scuola, il fronte si spacca ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) via libera che dovrebbe «consumarsi » domani in Senato e in vista dello sciopero del 30, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto.

Blitz in divisa alle elementari ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
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Abstract: I genitori dei piccoli che sabato si sono riuniti in assemblea straordinaria per discutere del decreto Gelmini, hanno un diavolo per capello. Zittiti dalle forze dell'ordine nel mezzo della riunione, adesso gridano allo scandalo e sospettano che dietro l'intervento dei militari ci sia il tentativo di mettere a tacere una civile protesta contro i tagli nel sistema scolastico.

UNIVERSITARI ( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sulla riforma Gelmini, per Forte «si tratta per ora di tagli operati sulla legge finanziaria. Sull?università per ora non si è visto nulla. Chiediamo che il governo manifesti una linea, un progetto chiaro sull?università». NEL PRIMO POMERIGGIO, alla Statale, anche gli studenti di centrodestra vicini al Pdl hanno manifestato,

Occupazioni sì, ma alle superiori ( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la strategia degli studenti anti-gelmini sembra definita in questi termini: gli universitari continuano nel progetto di portare le lezioni fuori dagli atenei, gli studenti delle superiori rilanciano il tradizionale strumento delle occupazioni. LE PRIME iniziative in questo senso si sono registrate ieri in due istituti: il liceo Omero,

Oggi fiaccolata per le vie del centro ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-10-2008)
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Abstract: Il Senato si appresta ad approvare il decreto 137 Gelmini, il Governo è sordo alle richieste del mondo della scuola e pur di far cassa demolisce l'istruzione pubblica a cominciare dalla scuola primaria. Scendiamo in piazza per dire che non ci arrenderemo al buoi delle coscienze e continueremo la lotta dalle materne all'Università».

I ragazzi dell'Umberto: la riforma non ci fa paura e l'occupazione non serve a migliorare la scuola ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)
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Abstract: rivoluzione» targata Gelmini I ragazzi dell'Umberto: la riforma non ci fa paura e l'occupazione non serve a migliorare la scuola NAPOLI - Elisabetta, capelli neri e un visino vispo, frequenta il penultimo anno dell'Umberto. Ha letto il decreto Gelmini lettera per lettera, e si domanda come mai tanta caciara nelle scuole.

Al Genovesi: non siamo né facinorosi, né veltroniani e qui continuiamo a studiare ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)
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Abstract: Oggi, nell'era Gelmini, sul portone della scuola regia ribattezzato «my wonderwall» (Oasis) spunta un passo del Maggio deandreiano: «Per quanto voi vi sentiate assolti siete tutti (era per sempre, ma fa niente) coinvolti». Intanto la facoltà di Architettura, informa un altro manifesto, è «pre-occupata».

Scontro a Giurisprudenza Tornano a picchiarsi <fascisti> e <compagni> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)
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Abstract: giorno del voto in Senato sulla riforma Gelmini. Nello stesso giorno ci sarà assemblea generale regionale degli studenti medi e universitari a Palazzo Giusso (Orientale occupato) per decidere «il prosieguo della protesta». Al Rettore è stato chiesto, di nuovo, di assumere «una posizione pubblica contro la riforma».

D'Alema: ritirare il decreto E Cicchitto: resterà com'è ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: Ritirare il provvedimento (il decreto Gelmini, ndr.) o sospenderlo sarebbe saggio», altrimenti «non c?è possibilità di confrontarsi». Chiusura che si contrappone alla chiusura del Pdl. «Approveremo il decreto così com?è», ha detto Cicchitto, argomentando che «la manifestazione di Veltroni non ha certo migliorato i rapporti col Pd».

Dagli atenei alle superiori protesta a orologeria A Roma si spacca il corteo ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: LA PROTESTA si fa creativa e contro i decreti Gelmini si pensa a raccogliere la carta per finanziare l?università o a donare il sangue per solidarietà. Gli studenti medi e universitari cercano vie nuove di dissenso. Raccogliere la carta (alla Sapienza di Roma) per tutelare l?ambiente e contro la Gelmini o donare il sangue (a Venezia) per dire «no» ai provvedimenti del governo.

L'ENTRATA a gamba tesa del Ministro Gelmini sui problemi della scuola e dell'unive... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: ENTRATA a gamba tesa del Ministro Gelmini sui problemi della scuola e dell?unive... L?ENTRATA a gamba tesa del Ministro Gelmini sui problemi della scuola e dell?università ha provocato la dura reazione dei giocatori in campo e degli spettatori sugli spalti. I primi (gli studenti) hanno protestato, scioperato ed okkupato.

Studenti in corteo a Roma contro il decreto Gelmini: domani il voto al Senato. Il gruppo spaccato... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: 2 Studenti in corteo a Roma contro il decreto Gelmini: domani il voto al Senato. Il gruppo spaccato... Studenti in corteo a Roma contro il decreto Gelmini: domani il voto al Senato. Il gruppo spaccato quando in testa s?è schierato il Blocco di estrema destra

I rettori alzano le barricate contro il decreto Gelmini. Ma il governatore Formigoni va all... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: PRIMO PIANO pag. 2 I rettori alzano le barricate contro il decreto Gelmini. Ma il governatore Formigoni va all... I rettori alzano le barricate contro il decreto Gelmini. Ma il governatore Formigoni va all?attacco dei baroni: «Gli atenei non funzionano»

<Università dei baroni> Formigoni all'attacco ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: le barricate alzate dai rettori contro i tagli della Gelmini, mentre «l?università in questi anni è migliorata, non peggiorata». Dall?altra, l?interpretazione di segno opposto del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, contro i «baroni degli atenei» colpevoli, a suo dire, perché le università «non funzionano».

Il fronte della controprotesta <Vogliamo studiare, non occupare> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: è solo il fronte della protesta anti Gelmini, esiste anche quello di chi dissente da quanti impediscono lo studio. «Vogliamo studiare, occupassero casa loro», è diventato uno slogan cliccatissimo su Facebook e da lì l?indignazione è esondata verso scuole e atenei. A Firenze diecimila cartoline sono arrivate al rettore Augusto Marinelli.

Oggi, gli studenti del polo scolastico 'Archimede' di Persiceto, faranno lezione in piazza... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
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Abstract: ennesimo gesto di protesta contro il decreto Gelmini dopo le assemblee tenute nei giorni scorsi nel plesso scolastico che raggruppa ragioneria, liceo classico e scientifico e istituto tecnico professionale per un totale di oltre 900 alunni. Nei giorni scorsi a Calderara i genitori delle elementari avevano organizzato una fiaccolata ?

<Notte Bianca> contro la Gelmini ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Ateneo Studenti ancora mobilitati «Notte Bianca» contro la Gelmini LECCE — Ieri centinaia di studenti si sono riuniti a piazza Sant'Oronzo per dire no, in modo pacifico, al decreto Gelmini. E la loro è stata anche una risposta ai facinorosi che nei giorni scorsi hanno assaltato numerose scuole di Lecce.

Tagli alle elementari: Santa Maria del Taro sul piede di guerra ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se venissero applicati alla lettera i parametri del decreto Gelmini, Tornolo resterebbe senza scuola elementare, media e naturalmente anche quella materna. Si tratta di una situazione allarmante: nella zona non si parla d'altro: genitori, insegnanti, impiegati ausiliari ed amministratori sono sul piede di guerra.

Scuola chiusa, intervengono i carabinieri ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)
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Abstract: Slogan contro il decreto del ministro Gelmini e cancelli della scuola chiusi con lucchetti. E' accaduto ieri a Foggia dove gli studenti dell'istituto tecnico per geometri «Eugenio Masi» hanno manifestato davanti alla scuola lanciando un appello a tutte le altre scuole di Foggia. «La riforma Gelmini non ci piace, perché ci fa tornare indietro nel tempo - ha detto Antonio Ciuffreda,

BERLUSCONI promise un intervento da 10 miliardi per istruzione e ricerca. La Finanziaria ha ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
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Abstract: Antonio Ceccarelli, Forlì SENTO dire che la Gelmini è di Brescia e si è laureata a Catanzaro. Non può essere un buon ministro? Io sono bolognese ma presi la patente a Verona e ho ancora tutti i punti! Gelmini, guida bene e non farti distrarre. Fabrizio Fullone, Bologna

Scuola, prime crepe tra gli studenti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Domani il voto sul decreto Gelmini, giovedì sciopero generale. ROMA Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) - via libera che dovrebbe ?

Scuola, l'opposizione affila le armi ( da "Adige, L'" del 28-10-2008)
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Abstract: fa notare Garavaglia e lancia una frecciata al ministro Gelmini: «Ha parlato di Obama, ma forse non sa che negli Stati Uniti non si vuole tagliare, ma investire milioni di dollari nell'istruzione». Un «dopo» costruttivo è assicurato anche dal segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima, che per il 30 preannuncia una manifestazione «imponente».

ROMA - Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola ( da "Adige, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è la piazza virtuale in cui ormai si confrontano le due fazioni, pro e contro Gelmini, e questi ultimi arrivano in alcuni a insulti e velate minacce. Getta acqua sul fuoco il presidente del Senato Renato Schifani, ricordando che il ministro Gelmini si è impegnata ad aprire un «tavolo» con gli studenti. Ad aprire le danze della protesta ieri è stata Milano.

<Chi protesta rischia la bocciatura> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori e professori contro la riforma Gelmini «Chi protesta rischia la bocciatura» Il dirigente scolastico provinciale Iannuzzi: per troppe assenze «Continuando con la protesta in questo modo, gli studenti potrebbero fare troppe assenze ingiustificate superando così il limite e rischiando la bocciatura».

<Non toglieteci le elementari> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si spostano oggi a Vergato le iniziative di protesta contro la riforma scolastica varata dal ministro Gelmini. Qui cresce l?allarme per il rischio chiusura delle elementari della frazione di Tolè, frequentate da 44 bimbi, mentre il numero minimo imposto dal decreto ministeriale sarebbe di 50. In pericolo anche l?autonomia della presidenza, segreteria e personale non docente dell?

Scuola, la Regione ai sindaci: <Niente tagli in montagna> ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle piccole scuole del decreto Gelmini, convocato da Palazzo Piloni proprio in vista del vertice Regione-Province di giovedì, ha incontrato i sindaci a Palazzo Rosso per rassicurarli sulle scuole del Bellunese: «Ho incontrato la settimana scorsa il ministro Gelmini - ha detto l'assessore - Mi ha confermato l'esistenza di una deroga per le scuole di montagna e delle piccole isole»

<Studenti, basta proteste oppure perderete l'anno> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: diserteranno troppe lezioni per protestare contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. è il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Luca Iannuzzi a paventare la perdita dell'anno scolastico per gli studenti in agitazione. «In tutta sincerità - esordisce Iannuzzi - questa contestazione del mondo studentesco alla riforma della scuola voluta dal governo non la condivido.

Ministre Gelmini e Carfagna invitate a <Exposcuola> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a rivelarlo: «Prima della mobilitazione studentesca avevamo preso contatti sia con la ministra Carfagna che con la ministra Gelmini. Entrambe erano interessare al confronto con i ragazzi. Ora non sappiamo se manterranno l'impegno». Il tema di quest'anno è l'Acqua. (f. b.) Maria Stella Gelmini La ministra

Proteste, studenti in rivolta Occupato il liceo Fracastoro ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: data: 2008-10-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il fronte anti-Gelmini Proteste, studenti in rivolta Occupato il liceo Fracastoro VERONA - Da ieri la sezione staccata di Ca' di Cozzi del Fracastoro è occupata. E lo sarà fino a domani. Al Maffei, invece, si pensa alle lezioni in piazza, giovedì. A PAGINA 2 Martellato

Tagli, l'assessore Donazzan garantisce <Non chiuderemo nessuna scuola> ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini per contribuire a ridurre gli sprechi. Lo stesso che, secondo l'assessore, «il Veneto da regione virtuosa sta già mettendo in pratica da anni». Piccole scuole di montagna a rischio? Grazie alle deroghe la maggior parte degli istituti montani non verrà sfiorato, come confermato anche dal-l'Ufficio scolastico regionale nella bozza di piano già consegnata al Ministero.

Lezioni in piazza e Università a lutto ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e dal suo collega all'Economia Giulio Tremonti. Ieri già dalla mattina studenti e professori erano uniti nella protesta simbolo del Bo, le lezioni all'aperto tra piazze e Prato della Valle. All'ora di pranzo, il rettore Vincenzo Milanesi ha ricevuto nel suo ufficio al palazzo del Bo i presidi delle tredici facoltà dell'

Lavavetri all'incrocio, è un prof di storia <Gelmini ci vuole così> ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE La provocazione Lavavetri all'incrocio, è un prof di storia «Gelmini ci vuole così» VENEZIA — Il primo arrivato ha abbassato il finestrino della sua berlina e ha ammesso candidamente di non avere spiccioli. Ci ha messo un po' per capire che non si trovava di fronte a un lavavetri immigrato ai semafori del Terraglio.

La mia lezione in piazza contro i nemici della cultura ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini-Tremonti si può cogliere nell'approccio col quale essi si misurano con le grandi questioni della formazione scolastica a tutti i livelli. Come se l'unico problema fosse quello di far quadrare i conti. Come se la questione di fondo fosse la «condotta» degli allievi, più che la loro crescita tecnica e intellettuale.

L'altolà dei rettori: no ai tagli Rocca: vanno commissariate le università non competitive ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Siamo pronti a fare la nostra parte per superare questo difficile momento, ma non dimentichiamo che il compito dell'università è diffondere la conoscenza». Le accuse «L'università è sottofinanziata ». «Ai nostri laureati serve una formazione più solida» Bicocca Incontro degli studenti contro il decreto Gelmini Annachiara Sacchi

Lezioni in piazza per i liceali <Con il permesso dei genitori> ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: esprimere il nostro dissenso nei confronti del decreto Gelmini». A spiegarlo è Piergiorgio Pardo, insegnante di lettere: «Abbiamo aderito a questo progetto perché sollecitati dai ragazzi». La condizione: «Che le famiglie fossero d'accordo». Perché «è importante la comunione di intenti tra tutte le componenti della comunità scolastica».

Occupato il Boccioni. Studenti bendati all'Agnesi ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma in Statale An appoggia la Gelmini Oggi in Galleria i Consigli di facoltà, fiaccolata di Retescuole in Cordusio Le liste di area Cl: no al blocco della didattica Occupazioni (dei liceali), sfilate (degli studenti del Politecnico), lezioni in strada (Brera e Scienze Politiche), Stati generali (in Bicocca), cortei (delle mamme in corso San Gottardo)

<Il successo val bene un'acca> ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: coetanei che in questi giorni scendono in piazza contro la riforma della Gelmini. Diego: «Non ne so molto, siamo sempre in tour e non leggo i giornali, nè guardo la tv». Luca: «Io sono d'accordo con loro: gli ultimi costi da tagliare sono quelli della scuola». Rispetto al cliché pop, quello dei fratelli-coltelli alla Gallagher, i due dicono di riconoscersi in parte: «Io sono Noel,

Tutto pronto per la protesta Gli studenti giovedì in piazza ( da "Corriere Alto Adige" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008-10-28 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Decreto Gelmini Ieri l'assemblea: «Saremo più di mille» Tutto pronto per la protesta Gli studenti giovedì in piazza BOLZANO — Il dado è tratto: gli studenti hanno deciso ieri pomeriggio alle 16 tutti i dettagli circa la manifestazione che si svolgerà il 30 ottobre.

Né rossi né neri: nascono <Gli Irrappresentabili> ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Contro la Gelmini, contro il ministro Tremonti, contro i tagli alla ricerca e il rischio-privatizzazione. Strumentalizzati no, protagonisti sì: l'Onda travolge gli schemi. «Protestiamo in difesa della scuola della Costituzione, libera e pubblica, che garantisca l'istruzione senza discriminazioni di alcun tipo»,

Sindacati contro la Gelmini Inni al Duce, il corteo si spacca ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: vicepresidente della commissione Finanze della Camera, quelle della Gelmini sono «parole di un' arroganza e di una gravità inaudita: lo sciopero è un diritto riconosciuto dalla Costituzione ». Stessa posizione del segretario dell'Ugl, Mascolo. Per quello della Cisl scuola, Scrima, la Gelmini «rifiuta l'ascolto e il dialogo».

M ariastella ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-28 num: - pag: 10 autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina M ariastella Gelmini: «Protesta di pochi». Idee confuse sui cortei ma chiarissime sugli uomini: le piaceva Veltroni quando aveva potere, Berlusconi che ce l'ha e Obama che l'avrà. lsotis@corriere.it

Corteo e striscioni ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-28 num: - pag: 10 categoria: BREVI Corteo e striscioni «Giovinezza al potere», uno striscione dei ragazzi di destra contro la Gelmini

La manifestazione di Roma. ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Così si autoproclama il movimento di protesta contro la riforma Gelmini. Ed è una definizione alquanto appropriata, specie se si prova ad analizzare i diversi rivoli in cui la contestazione si dipana o a segmentare la galassia di sigle che la compongono. Una prima anomalia riguarda la trasversalità dei protagonisti.

Scuola, la maggioranza tira dritto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini. I capigruppo Pdl chiudono a qualunque modifica: domani al Senato il sì definitivo al provvedimento Scuola, la maggioranza tira dritto Famiglia cristiana: il Governo rinunci - Cei: decreto non adatto, ma sbaglia anche il Pd Luigi Illiano ROMA Il testo del decreto Gelmini sulla scuola domani sarà approvato,

Barricate, sit-in, assemblee Superiori: la lista si allunga ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: obiettivo è comune: fermare la riforma Gelmini. E così all'istituto per dirigenti di comunità Corner ai Carmini i ragazzi si sono barricati all'ultimo piano dell'edificio nella notte tra domenica e lunedì. Solo dopo lunghi colloqui con la preside, i giovani hanno tolto i banchi dalle porte ma fino a venerdì niente lezioni.

Maxi istituti, passa il piano e Ca' Farsetti anticipa la riforma ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Maria Stella Gelmini decidesse di accorpare gli istituti con meno di 500 iscritti, Ca' Farsetti aveva infatti già elaborato una sua strategia di riorganizzazione delle materne, elementari e medie in istituti comprensivi. Ossia, mega distretti territoriali che sotto una sola dirigenza riuniscono e gestiscono strutture scolastiche differenti.

Non ci facciamo strumentalizzare dai prof sessantottini ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli studenti del Carlo Levi contro la Gelmini, quelli del Seneca contro la Provincia. La protesta della scuola passa anche per i licei. In mattinata, ieri, gli alunni del Levi hanno occupato contro la riforma dell'Istruzione. Ma è nel pomeriggio che il livello della protesta si è alzato con lo sciopero del Seneca guidato dal movimento di centrodestra Azione studentesca.

Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Il gazebo nella zona ... ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: discutere sui provvedimenti del ministro Gelmini. Ma la foga cresce. Tanto che i romani vicini al partito di An si ritrovano accerchiati. Chiusi nel loro gazebo, mentre a pochi metri i responsabili del banchetto di area Pd restano a guardare. Da lontano arrivano anche i ragazzi dei centri sociali.

Golinelli il prof anti-casta: il blocco? Un privilegio. I cittadini scioperano Ma ci rimettono nella busta paga ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: favorevole al decreto Gelmini? «E' un provvedimento che non approvo per niente. Ma occorre reagire come farebbe un qualsiasi altro cittadino della repubblica, non fermando le lezioni per poi recuperarle non si sa quando. Una maestra elementare non si permetterebbe di stare a casa un giorno in questa maniera, né un netturbino di interrompere la raccolta.

Conservatorio, arriva Ward Perkins. Allarme tagli ( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «La taglia- scuola Gelmini colpirebbe anche le nostre Accademie e i Conservatori» dice Francesca Panavello, Cisl. «Se arrivano i tagli, saranno davvero lacrime amare – dice Sergio Munerato, docente al conservatorio - . Non abbiamo deciso alcuna forma di mobilitazione in questo momento, ma se sarà, ci muoveremo».

Lezioni in piazza e sit in Studenti e professori contro i tagli alla scuola ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della protesta di studenti medi e universitari contro la riforma Gelmini. A Roma e in diverse città d'Italia. All'Eur sono stati duemila i ragazzi di tre istituti di zona (il Vivona, il Cannizzaro e l'Aristotele) che hanno tenuto un'assemblea pubblica e poi una manifestazione davanti al ministero dell'Istruzione di viale Trastevere.

A Firenze <quote rosa> nella toponomastica: metà strade alle donne ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: straordinaria) indetta per discutere la contestata legge Gelmini. «La delibera non ha potere retroattivo, naturalmente, sarebbe stato un problema con le migliaia di strade e piazze della città— sorride la consigliera —. Credo che sia un atto importante nella battaglia per le pari opportunità e soprattutto per Firenze.

Il decreto Gelmini Ne parla Floris ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-10-28 num: - pag: 52 categoria: BREVI Il decreto Gelmini Ne parla Floris Il decreto Gelmini: un nuovo modo di insegnare o un altro modo di risparmiare? Ne discutono da Floris (foto): Di Pietro, Bersani, Rotondi, Maurizio Lupi, Diego Della Valle. Ballarò Raitre, ore 21.10

Due consigli letterari ai nostri politici ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il mio Dante sarebbe utile persino al ministro dell'Istruzione Gelmini, che con gli accenti (piani e sdruccioli) a quanto pare ha qualche problema. E dovrebbe leggerlo, Il mio Dante, anche l'ex ministro Di Pietro che domenica in televisione ha detto: «Voi state a vedere lo stuzzicadenti nell'occhio e non vedete la trave».

La fabbrica dei docenti ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE LA GELMINI E L'UNIVERSITA' La fabbrica dei docenti SEGUE DALLA PRIMA I dati dell'indagine sulle famiglie della Banca d'Italia, citati da Perotti, mostrano che il 24% degli studenti universitari proviene dal 20% più ricco delle famiglie; solo l'8% proviene dal 20% più povero.

La ragazza del lago ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che cosa è il decreto Gelmini? Giovanni Floris ospita Antonio Di Pietro, Pierluigi Bersani, Gianfranco Rotondi, Maurizio Lupi, Diego Della Valle e Dario Antiseri. SKY CINEMA MANIA 22,45 Sesso, bugie e videotapes, di Steven Soderbergh, con James Spader, Andie MacDowell, Usa 1989 (100').

Licei, pugni chiusi e mani tese al corteo ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pugni chiusi e mani tese nello stesso corteo contro il decreto Gelmini. Anzi, a pochi passi di distanza, come documentato dalla foto qui accanto. Uds e Blocco studentesco. Tra tensioni, a volte botte (davanti al liceo Giulio Cesare occupato), separazioni e riunioni sotto il Senato, i ragazzi cantano Rino Gaetano, si contendono la piazza e chiedono una scuola migliore.

Licei in rivolta, il cielo è sempre più rosso e nero ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: il vero spreco è il tuo stipendio, Sos = Save ours schools», sono passate le note dei Pink Floyd, dei Dire Straits, degli Oasis e degli Europe con «The final countdown ». Qualcuno ha anche sentito inneggiare «Duce, Duce! », ma forse erano gli studenti del tecnico «Duca degli Abruzzi » con «Duca,

Blocca i writers: pestato ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pestato Aggredito a manganellate da 4 ragazzi che aveva sorpreso a scrivere «Contro la Gelmini» e «Via i fascisti dalla scuola» sui muri esterni del liceo «Lucio Manara», a Monteverde. Ma domenica notte un impiegato di 30 anni è riuscito ugualmente a dare l'allarme: poco dopo gli agenti hanno identificato uno degli aggressori, P.

<Non torniamo al passato> ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, sia sui ?tagli? sia sul maestro unico. «Per noi che ci lavoriamo ormai da tanti anni è un posto bellissimo, come fosse casa nostra ? scrivono ? Una casa dove ci si vive davvero bene e c?è posto per tutti, insegnanti e bambini, ciascuno con le proprie peculiarità.

Rifiuti, partenza tra gli intoppi ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 Rifiuti, partenza tra gli intoppi PORTA A PORTA LAMENTELE Protesta anti-Gelmini oggi nel centro di Urbino. A Pesaro, nel pomeriggio, altra manifestazione contestata dal centrodestra. E un documento contro lo sciopero Image: 20081028/foto/6628.jpg

Questa mattina il corteo contro il decreto Gelmini ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Classico presidiato Questa mattina il corteo contro il decreto Gelmini Partirà questa mattina, alle ore 9, da piazza del Plebiscito, per raggiungere il Rettorato di S. Maria in Gradi, dove si svolgerà un'assemblea generale, il corteo studentesco contro la legge 133, che taglia i finanziamenti agli atenei pubblici.

di LARA OTTAVIANI L'UNIVERSITA' è in piazza in questi giorni: p... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro il Decreto del Ministro Gelmini, ieri mattina si sono svolte anche ad Urbino le prime lezioni a cielo aperto. Complice anche il bel tempo prima di pranzo, la professoressa Anna Tonelli, docente di Storia del giornalismo alle facoltà di Lingue e letterature Straniere e Scienze Politiche, e il professor Luigi Alfieri docente di Antropologia e Filosofia Politica a Sociologia,

La scuola va in aula Lo propone il Pd che soffia l'idea all'opposizione ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: consiglio straordinario sulla scuola perché disturbati da una mia critica alla riforma Gelmini che è partita inopportunamente dai tagli». E così il no del Pdl ha aperto la strada al Pd che ha proposto in scioltezza la seduta tematica sulla scuola (la data è da decidere). E il no alla riforma Gelmini ha tenuto banco ieri anche sotto la galleria del Centro cittadino, dove una classe dell?

L'INVITO è rivolto ai genitori dei bambini delle scuole p... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una serata di confronto e approfondimento del decreto Gelmini sul riordino delle scuole primarie, secondarie e dell?Università. Si svolgerà questa sera alle 20,30 alla biblioteca di Ospedaletto in via Borgata 53. «E? un?importante occasione di incontro per discutere del futuro educativo dei nostri figli in tutti gli ordini scolastici ?

<Scuola, basta falsità> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA SETTIMANA entrante si preannuncia agitata a causa delle proteste verso il Decreto Gelmini, colpevole, a detta di alcuni addetti ai lavori, di essere il colpo di grazia ad una scuola italiana ed un?università italiana di per se già precaria. Si parte quindi tutti, ministro, governo, manifestanti, da uno stesso punto di vista comune: la scuola e l?

Destra-sinistra, 9 anni fa l'alleanza contro Berlinguer ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lascia quindi sbalorditi sentire oggi Mariastella Gelmini dire che «il disastro dell'istruzione in Italia è figlio delle logiche culturali della sinistra contro il merito e la competitività », che «per decenni scuola e università sono state usate come distributori di posti di lavoro, di clientele e magari di illusioni » e che la sola sinistra ha la responsabilità d'avere seminato «

Riforma Gelmini sotto i riflettori Incontro-dibattito nella sala ex Macello ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 13 Riforma Gelmini sotto i riflettori Incontro-dibattito nella sala ex Macello BELLARIA «LA RIFORMA Gelmini: quale futuro per la scuola?». Incontro dibattito sul tema più caliente del momento, domani sera alle 20,30 nella sala ex Macello di Bellaria Igea Marina (via Ferrarin).

Assalto al liceo perché non fa sciopero ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La protesta contro Mariastella Gelmini resta comunque un tam tam irresistibile: ieri pomeriggio 200 tra studenti e professori si sono radunati a Gallarate per «accogliere» il ministro, attesa a un convegno. Tutto questo nonostante la Gelmini avesse già dato forfait da giorni.

In 4 elementari maestra unica <per protesta> ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: comporterà l'applicazione del decreto Gelmini. La decisione riguarda due scuole di Olginate, una di Valgreghentino e una di Garlate. Le tre insegnanti, che solitamente svolgono attività didattica suddividendosi in due classi, da ieri hanno cambiato programma: due insegnanti su tre fanno lezione ognuna in una sola classe.

Decreto Gelmini, scuola di liuteria a rischio ( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: raggiungere il quorum Decreto Gelmini, scuola di liuteria a rischio CREMONA — I suoi primi settant'anni li ha compiuti nel 2008, portando la tradizione di Cremona nella moderna liuteria mondiale. Ma i «secondi settanta » non sembrano affatto sicuri. Anzi. L'Ipiall, la scuola internazionale di liuteria «Antonio Stradivari», l'unica scuola statale di liuteria in tutto il Paese,

Scuola, pochi in piazza ma prepotenti ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione definitiva del decreto Gelmini, che arriverà domani in Senato e in vista dello sciopero di giovedì, anche ieri ci sono stati cortei, occupazioni e lezioni all'aperto. Ma con una novità: il fronte degli studenti non è granitico come la sinistra tenta di far credere mentre cerca di sfruttare la disinformazione contro la riforma Gelmini.

La bugie sulla scuola ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini nega: le classi saranno composte da 18 a 26 (al massimo) di alunni. Addio inglese. Secondo i contestatori il decreto vuole diminuire le ore d'inglese alle elementari. «Non è vero - ribadisce la Gelmini - Gli insegnanti d'inglese rimarranno ai loro posti come quelli di religione, informatica ed educazione fisica.

Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Il richiamo alla ragion ... ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini nega: le classi saranno composte da 18 a 26 (al massimo) di alunni. Addio inglese. Secondo i contestatori il decreto vuole diminuire le ore d'inglese alle elementari. «Non è vero - ribadisce la Gelmini - Gli insegnanti d'inglese rimarranno ai loro posti come quelli di religione, informatica ed educazione fisica.

E l'università punta sui giovani ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini, quest'estate in un incontro con il mondo universitario ha già assicurato che il governo s'impegna a redistribuire, progressivamente, nei prossimi anni le risorse sottratte e congelate per il 2009. Di sicuro ritornerà all'Università il 20 per cento.

Quindici contratti a tempo indeterminato entro la fine dell'anno, anticipando le stabilizzazioni previste per il 2009; l'impegno a non lasciare nessun lavoratore dell'ateneo senza ( da "Adige, L'" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluta dal ministro Gelmini Quindici contratti a tempo indeterminato entro la fine dell'anno, anticipando le stabilizzazioni previste per il 2009; l'impegno a non lasciare nessun lavoratore dell'ateneo senza lavoro; un'assemblea di ateneo da indire appena si conosceranno i contenuti della riforma sull'Università, voluta dal ministro Gelmini.

<A rischio alcune scuole delle frazioni> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «I cambiamenti proposti dal Ministro Gelmini - afferma l?assessore Barzan - stanno creando preoccupazioni. Anche nel nostro comune si potrebbero verificare eccedenze di organico e la chiusura di plessi scolastici in alcune frazioni». Gli Istituti Comprensivi Adria Uno e Due, già da quest?

Protesta contro la riforma Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 6 Protesta contro la riforma Gelmini FORCE ? CASTEL DI LAMA ? CLAUDIA Grassi, Federica D?Angelo e Gabriele Cori sono i tre ragazzi che guideranno e coordineranno il lavoro e le inizitiave prossime del Gruppo dei «Giovani Democratici» di Castel di Lama, nato pochi giorni fa.

LA PROTESTA contro la riforma Gelmini non si fa attendere nelle piccole realt ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 6 LA PROTESTA contro la riforma Gelmini non si fa attendere nelle piccole realt ... LA PROTESTA contro la riforma Gelmini non si fa attendere nelle piccole realtà che rischiano di scomparire in virtù dei tagli previsti dal decreto. A soffrirne di più sarebbero le zone montane dato che gli istituti con meno di 50 alunni dovrebbero essere chiusi.

<Ma il presidente della Provincia non può invitare la gente a protestare> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che «contiene valutazioni politiche assolutamente personali che nulla hanno a che vedere con l?attività propria dell?amministrazione provinciale. E? assolutamente intollerabile ? continuano ? che il presidente della nostra Provincia solleciti amministratori pubblici a partecipare a una manifestazione politica con tanto di fascia tricolore e di concordare fra di loro un intervento

PRENDONO carta e penna gli insegnanti del liceo classico 'Anni... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in subbuglio per la riforma del Ministro Gelmini. Lamentano il progetto di creare classi troppo numerose, che non consentono di attuare strategie didattiche precise, così come il taglio delle risorse non consente di rispettare la scelta dell?indirizzo compiuta dagli studenti e dalle famiglie, con la sospensione di tutte le sperimentazioni.

<LO SCENARIO, a cui stiamo assistendo nei nostri istituti, ci obbliga a pren... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dobbiamo essere i primi a desiderare di conoscere fedelmente un oggetto, in questo caso i provvedimenti Gelmini, in modo tale da maturare un giudizio, non inquinato dagli slogan più in voga. Da questa analisi personale è nata un?opinione sostanzialmente positiva riguardo ad alcune proposte del ministro, già in discussione al Senato. Ci sembra che, per rispondere all?

<MENTRE noi lavoriamo per rafforzare i servizi nelle aree interne il governo... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lanciare un appello ai ministri Tremonti e Gelmini affinché ripensino a questi provvedimenti». LA MANIFESTAZIONE, in caso di maltempo, si svolgerà nella sala del consiglio provinciale in via Gramsci. A mobilitarsi, per protestare, Ucchielli ha invitato anche sindaci, amministratori, insegnanti, cittadini e studenti, invitandoli a «prendere parte all?

NON SOLO autogestione. Contro il decreto del ... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Contro il decreto del ministro Gelmini sulla riforma della scuola, che verrà discusso domani in Senato, i ragazzi riminesi stanno preparando anche una manifestazione di protesta in piazza. Il corteo dovrebbe avvenire giovedì mattina, contemporaneamente allo sciopero nazionale per la scuola indetto dai sindacati.

Negli istituti a rischio per ora tutto tace ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: aria la protesta delle scuole riminesi contro il decreto del ministro Gelmini, e ieri mattina dalle parole molti studenti sono passati ai fatti. Dai licei Serpieri e Einstein, all?Einaudi e all?istituto per geometri Belluzzi, ieri nelle scuole si sono susseguiti incontri, assemblee e protesta. E da oggi anche altre scuole, come l?

<Questa volta io sto con gli studenti> ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per il modo in cui il decreto Gelmini andrà a modificare il mondo della scuola, e non certo per migliorarlo». Giuseppe Prosperi, da quando è preside al liceo Einstein, di autogestioni e occupazioni da parte dei suoi studenti ne ha viste parecchie. Ma è la prima volta, in 16 anni alla guida del liceo, che il dirigente non boccia la protesta.

di DAVIDE MISERENDINO UN ISTINTO naturale ci porta a tirare fuori la parte mig... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E i ragazzi delle scuole superiori, in aperta ribellione contro la riforma Gelmini, lo stanno facendo. Ieri hanno organizzato un corteo, un serpentone di studenti ? non autorizzato ? che è partito da via Leonardo Da Vinci e si è fermato nel cuore della città, in piazza Grande. Un?iniziativa potenzialmente pericolosa ?

I COMITATI dei genitori della scuola media statale Dante Alighieri, delle Scuole ... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle ore 21, presso il teatro Troisi, un incontro informativo sul tema: «Come cambierà la scuola secondo il decreto Gelmini». Alcuni tecnici del settore cercheranno di spiegare ai presenti i risvolti di una normativa che in questi giorni ha fatto tanto discutere, riempiendo le prime pagine dei giornali.

Si accende la protesta Fiaccolata sindacale per dire no ai tagli ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SARÀ così anche per tutte le altre città italiane che verranno illuminate dai tanti fuochi di protesta anti-Gelmini. Le federazioni sindacali (Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals) invitano tutta la cittadinanza a partecipare. Le ragioni della protesta sono ormai note: la critica riguarda i tagli previsti per la scuola dalla manovra finanziaria del governo.

GIANFRANCO Pasquino, professore di Scienza politica all'università, domani mattina terr ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GIANFRANCO Pasquino, professore di Scienza politica all?università, domani mattina terrà una lezione sul riformismo in piazza Maggiore, dalle 11.15 alle 12.45. Pasquino ha risposto alla richiesta di alcuni studenti, tra i tanti mobilitati nella protesta contro la riforma Gelmini.

A lezione di futuro ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accorato appello lanciato dagli anti Gelmini dell?Assemblea delle scuole bolognesi, il governo e i parlamentari del centrodestra che domani, al Senato, voteranno la legge che ripristina il maestro unico. Fino alle 21, fantasmini resteranno alzati affinchè «il buio non oscuri definitivamente la nostra scuola pubblica».

INSTANCABILE, Fabio Garagnani. Vara la 'Giornata della verità' sul... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 31 ottobre, banchetti pro Gelmini, vicino ai licei Minghetti e Copernico e all?elementare XXI Aprile (istituti-simbolo delle proteste). «Sarò sui marciapiedi tutto il giorno», avverte il deputato forzista che non si considera «un intollerante o un don chisciotte. Anzi inviterò gli studenti ad un confronto».

<Nessuna privatizzazione con la Fondazione> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il confronto tra la Fondazione e il decreto Gelmini è un modo di confondere le idee». Il presidente della Provincia Roberto Deriu e l'assessore all'università Franca Carroni liquidano così le presunte contraddittorietà denunciate dall'associazione degli studenti ?Ochlos? che ritengono il progetto della Fondazione in linea con la privatizzazione che ispira il decreto Gelmini,

Mannaia Gelmini sulla scuola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riunione dei sindaci della Provincia uniti per contrastare la decisione ministeriale Mannaia Gelmini sulla scuola Il caso.. Prima riunione dei sindaci della Provincia uniti per contrastare la decisione ministeriale Pochi alunni, saranno chiusi almeno dieci istituti --> Pochi alunni, saranno chiusi almeno dieci istituti Destinate a scomparire le scuole con meno di trecento alunni.

Negli istituti proseguono le occupazioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la protesta contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini, mentre in altre la situazione è ritornata alla normalità. Ieri a San Gavino si sono riuniti in assemblea permanente gli studenti del liceo scientifico ?Marconi?, mentre al liceo psicopedagogico ?Lussu? i giovani sono rientrati nelle aule: «Hanno discusso - dice il preside Sandro Corso - nelle singole classi».

Docenti e genitori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori degli alunni per informarli sulle nuove disposizioni del Decreto Gelmini. L'appuntamento è per le 17 di oggi nella scuola primaria di Riola; saranno presenti i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Snals e Gilda. Identica riunione è stata indetta dagli insegnanti dell'istituto comprensivo di Cabras . Si terrà domani alle 17 nell'aula magna dello stesso istituto lagunare.

Giovedì ( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 258 del 2008-10-28 pagina 2 Giovedì di Redazione «Gelmini day»: Grande corteo organizzato da studenti dei licei, universitari e ricercatori Partenza alle 9,30 da largo Cairoli © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Domani ( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 258 del 2008-10-28 pagina 2 Domani di Redazione Decreto Gelmini al voto. Previasti picchetti, blocchi della didattica e presidi organizzati dall' «Onda anomala», il nuovo movimento studentesco. Continuano le assemblee e le occupazioni © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Scuola, pestaggi nelle aule a Napoli e Roma ( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gli studenti anti Gelmini hanno occupato il rettorato. «La situazione avrebbe potuto degenerare» anche alla Sapienza, racconta invece uno studente di Roma Tre, Andrea Volpi, rappresentante di Azione universitaria. Secondo l'associazione vicina ad An le provocazioni sarebbero partite dai ragazzi dei Collettivi: «Fascisti!

Le parole ( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 28 pagina 8 Le parole di Redazione Uno dei cavalli di battaglia della protesta è il ritorno del voto in condotta. Gli studenti sono contrari, soprattutto perché con il 5 è prevista la bocciatura: così attaccano il ministro Gelmini per una presunta eccessiva severità © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

prc, ferrero risponde a franceschini "su alcuni punti si può lavorare insieme" ( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In primo luogo la lotta al carovita, poi il no al decreto Gelmini sulla scuola: «Famiglia Cristiana ha perfettamente ragione, la controriforma va immediatamente ritirata, e il ministro ha il dovere di ascoltare le migliaia di studenti in lotta». Terzo punto: la battaglia contro la modifica della legge elettorale per le europee.

in una economia in crisi ( da "Centro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: noi siamo in lotta contro la legge Gelmini che andrà a stravolgere dalle fondamenta l'intero sistema scolastico italiano, deturpandone la natura democratica, profondamente avanzata. Difendere il principio che la scuola pubblica sia gratuita, di qualità e accessibile a tutti, cioè che non sia classista, è un obbligo per la sinistra e per chi ha a cuore la difesa della democrazia.

Scuola, cattolici divisi sul decreto Gelmini ( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuola, cattolici divisi sul decreto Gelmini Famiglia Cristiana attacca il decreto, la Cei si dissocia. Il rettore Bignardi: «Sì, ci sono docenti fannulloni». Oggi l?occupazione di due licei nel capoluogo ligure AGOSTI, DE CAROLIS e LENZI >> 5 28/10/2008

SAN MAURO, DIBATTITO SU DECRETO GELMINI ( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SAN MAURO, DIBATTITO SU DECRETO GELMINI 28/10/2008 09.58.32 [Basilicata] Il decreto Gelmini e le sue ripercussioni sul territorio lucano sono stati oggetto dellâ??incontro che si tenuto domenica scorsa nella sezione â??Enrico Berlinguerâ? di San Mauro Forte di Sinistra Democratica.

UIL E UIL SCUOLA SU MANIFESTAZIONI RIFORMA GELMINI ( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SU MANIFESTAZIONI RIFORMA GELMINI 28/10/2008 09.30.39 [Basilicata] ''Il disagio che sta emergendo anche a Potenza e nellâ??intera provincia con manifestazioni di studenti, così
numerosi come non accadeva da troppo tempo, assemblee di docenti e personale della scuola, iniziative di proteste al campus universitario, ha prodotto una reazione forte che richiede una soluzione perche'

Lucera: la scuola in Piazza il 30 ottobre ( da "Grecale, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Lucera - Piazza Matteotti, ore 10, giovedì 30 ottobre. E? l?appuntamento che un comitato spontaneo sorto tra le scuole di Lucera ha dato a tutto il settore cittadino per una manifestazione di protesta contro la Riforma Gelmini. L?iniziativa è venuta fuori dopo una riunione indetta da alcuni insegnanti e studenti delle scuole lucerine che si sono incontrati per mettere a punto

Federico II, tafferugli e blitz nel Rettorato ( da "Denaro, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, alla Federico II è stato confermato il blocco della didattica, già deciso nei giorni scorsi. Quanto agli incidenti tra studenti di opposte fazioni, tutto è comnciato allorché una cinquantina di studenti dei collettivi di Lettere e dell'Orientale, che è occupata da alcuni giorni, si è presentata nell' aula dove alcune centinaia di studenti erano a lezione di diritto costituzionale

Tutte le bugie sulla scuola ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini nega: le classi saranno composte da 18 a 26 (al massimo) di alunni. Addio inglese. Secondo i contestatori il decreto vuole diminuire le ore d'inglese alle elementari. «Non è vero - ribadisce la Gelmini - Gli insegnanti d'inglese rimarranno ai loro posti come quelli di religione, informatica ed educazione fisica.

Il nuovo Sessantotto degli obbedienti alla casta ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché il Pd contesta la Gelmini che vuole reintrodurre il voto in condotta e l'educazione civica nelle scuole? Non sono regole pure per i bulli? Risposta di Walter: "Il bullismo è il frutto del disagio, del nichilismo". è la solita ricetta sociologica e astratta della sinistra che si traduce inevitabilmente nel buonismo, nel perdonismo e nell'indulto permanente.

Braccio di ferro sulla riforma Gelmini Scontri a Palazzo Madama, un fermo ( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Unione Industriali, dove era prevista la presenza del ministro Gelmini. Intorno alla riforma, intanto, prosegue il dibattito politico. «Invece di minacciare la polizia sarebbe giusto ritirare il decreto e sedersi a discutere, con una scadenza definita, con il mondo della scuola» dice il leader del Pd Veltroni.

Su Facebook la protesta contro le occupazioni ( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che si sono iscritti per opporsi agli scioperi e alle occupazioni contro il decreto Gelmini. La descrizione del gruppo è un vero e proprio manifesto del loro pensiero: «In Italia gli studenti sono 9 milioni , quelli che protestano solo poche migliaia. Chi protesta blocca il futuro di chi vuole studiare, laurearsi e lavorare, questo non è un esercizio di democrazia ma di prepotenza.

Chi protesta e per cosa ( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto Gelmini) del 1 settembre scorso che domani verrà approvato definitivamente dal Senato. 240 mila insegnanti precari Operazioni come il maestro unico o la riduzione di ore di lezioni alle medie e alle superiori, porterà un taglio di 87 mila e 400 cattedre e 500 posti di personale Ata, amministrativo, tecnico e ausiliario.

NIENTE SCUOLA ( da "TGCom" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA PROTESTA SUL DECRETO-GELMINI Tgcom 27/10/2008Dl Gelmini,gli studenti non mollano 25/10/2008Scuola, la protesta non si placa 24/10/2008Scuola,proteste al Festival di Roma 23/10/2008Scuola, "fermezza contro violenze" 23/10/2008Scuola, la Gelmini apre a confronto 22/10/2008Scuola, ancora cortei nelle città 22/10/2008Prof: "Se non scioperi,

Studenti in piazza a Roma contro la Gelmini ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Studenti in piazza a Roma contro la Gelmini Centinaia di studenti hanno sfilato in centro a Roma contro il ministro dell'Istruzione e dell'Università Mariastella Gelmini e dalle 10 circa manifestano davanti a Palazzo Madama, sede del Senato. Cercano «un centro di gravità permanente», gli studenti che protestano urlando slogan ma anche facendo ricorso alle canzoni di Franco Battiato,

Tagli alle elementari: Santa Maria del Taro sul piede di guerra ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se venissero applicati alla lettera i parametri del decreto Gelmini, Tornolo resterebbe senza scuola elementare, media e naturalmente anche quella materna. Si tratta di una situazione allarmante: nella zona non si parla d?altro: genitori, insegnanti, impiegati ausiliari ed amministratori sono sul piede di guerra.

Scuola, l'Onda arriva davanti al Senato ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onda arriva davanti al Senato La Gelmini: «Alcune migliaia vanno in piazza ma gli studenti sono 9 milioni Il mio modello è Obama»   ROMA Manifestazioni in tutta Italia, ma soprattutto «notti bianche» contro il decreto Gelmini. Con gli studenti, sono in subbuglio anche gli insegnanti e i Cobas hanno annunciato sit-in a Palazzo Madama dove domani approda il testo della riforma.

Le scuole più piccole a rischio in provincia ( da "Brescia Oggi" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mentre continua la protesta Le scuole più piccole a rischio in provincia   Mentre la riforma Gelmini della scuola arriva in Senato (il voto è previsto per domani) e in tutta Italia proseguono le manifestazioni di protesta (con i primi «distinguo» tra studenti che vogliono occupare e chi si oppone), in provincia di Brescia si cerca di fare «i conti» con le nuove norme.

Scuola, l'Onda arriva davanti al Senato ( da "Brescia Oggi" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onda arriva davanti al Senato La Gelmini: «Alcune migliaia vanno in piazza ma gli studenti sono 9 milioni Il mio modello è Obama»   ROMA Manifestazioni in tutta Italia, ma soprattutto «notti bianche» contro il decreto Gelmini. Con gli studenti, sono in subbuglio anche gli insegnanti e i Cobas hanno annunciato sit-in a Palazzo Madama dove domani approda il testo della riforma.

<Il Rossi è contro lo statuto studenti> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prime manifestazioni organizzate dalla Rete contro il decreto Gelmini. Nel testo Zen invita le famiglie a giustificare per iscritto l'assenza dei propri figli consegnando in vicepresidenza un apposito cedolino compilato e comunica inoltre che l'aver aderito alla protesta costituirà un elemento di cui terrà conto il consiglio di classe al momento della valutazione finale dell'alunno,

Piove, lezioni in piazza per pochi contestatori Assemblee anche a destra: <Gelmini?... ( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini? Peggio i baroni» di Redazione Gli studenti di destra di Azione universitaria debuttano in assemblea. La prima indetta da loro in Statale. Stavolta non possono tacere, in gioco c'è la loro università. E così contestano le modalità della protesta che non fa «che tutelare gli interessi dei baroni dell'università».

I professori: <Le lezioni in piazza? Danneggiano il diritto allo studio> ( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E che le critiche al decreto Gelmini non devono trasformarsi in un danno per chi, d'accordo o meno con la protesta, vuole solo dare gli esami in tempo. Da Giurisprudenza a Scienze Politiche, passando per Lettere e Filosofia, alla Statale i docenti alzano un coro di «no» a lezioni all'aperto e occupazione.

Incontri sulla scuola e sul federalismo ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stasera con inizio alle 20,45, parlerà della scuola alla luce della riforma Gelmini. Interverranno il sindaco di Rosà Manuela Lanzarin, parlamentare per la Lega nord, Daniela Sbrollini deputato del Pd, Morena Martini assessore provinciale alla pubblica istruzione per FI, Alessandra Zufellato dirigente scolastica dell?

Mobilitazioni contro decreto Gelmini, corteo al Senato ( da "Reuters Italia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: votare il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini. A Roma sono iniziati in mattinata gli assembramenti di studenti medi e universitari a piazza della Repubblica. Da lì partirà un corteo diretto a Palazzo Madama, dove nel pomeriggio riprenderanno i lavori dell'aula. Prosegue intanto l'occupazione, tra gli altri istituti, della facoltà di Ingegneria dell'Università la Sapienza,

Tensione sotto Palazzo Madama Fermato e poi rilasciato uno studente ( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA PROTESTA ANTI-GELMINI Tensione sotto Palazzo Madama Fermato e poi rilasciato uno studente Centinaia di manifestanti sotto il Senato tra slogan, cori e cortei. Il giovane aveva tentato di scavalcare le transenne Roma, 28 ottobre 2008 - Centinaia di studenti manifestano sotto Palazzo Madama contro il decreto Gelmini che sara?

Agitazione per pochi La maggioranza studia ( da "Avvenire" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non necessariamente dei Gelmini-boys) nella stragrande maggioranza non partecipano alle dirette di Santoro, non occupano e non fanno lezione all'aperto anche se il tempo lo permetterebbe. Basta girare tra le varie facoltà dell'ateneo e gettare qua e là qualche domanda per capire che il subbuglio è, almeno per ora, solo in certi titoli di giornale.

Tutte le sedi concordi: la didattica va in piazza ( da "Avvenire" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che raccoglie tutte le facoltà, l'altra Università napoletana Parthenope e il polo universitario salernitano di Fisciano. All'insegna della creatività coinvolgente e di un motto: portare l'Università nella città. Dopo le «scato-lagne» che da sabato notte tappezzano lampioni e palazzi con le accuse contro la riforma scritte in cingalese,

Bassi: fatti i tagli, serve il progetto per il futuro ( da "Avvenire" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: credo che sia arrivato il momento di chiedere al ministro Gelmini di dire con chiarezza cosa intende fare per il futuro dell'Università, ora che ha portato a casa i tagli». La responsabile del dicastero «ha già illustrato le linee guida ricorda Bassi , ma non c'è un disegno organico, una bozza su cui aprire un confronto e un dibattito serio sul futuro del sistema accademico».

Universitari e studenti nelle piazze e nelle aule ( da "Avvenire" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto Gelmini». A Matera gli universitari hanno scelto la via dell'assemblea per discutere sui provvedimento del governo. Cortei, occupazioni e autogestioni. Ma anche proteste fallite. A Foggia prova di forza: lucchetti ai cancelli per impedire l'ingresso a scuola IL CASO Alla Statale di Milano si confrontano destra e sinistra Studenti di destra e di sinistra in assemblea all'

Studenti leggono Gomorra in piazza ( da "Avvenire" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: palazzo comunale di Pistoia per protestare contro il decreto Gelmini. Sono le forme di protesta scelte ieri dagli studenti dell'Istituto tecnico commerciale Pacini di Pistoia scesi in strada insieme agli insegnanti. Mentre le classi II B e III C dell'indirizzo biologico hanno svolto le lezioni in programma all'esterno dell'istituto, la V C del biologico insieme ad una insegnante,

Coletti: difficile procedere a colpi di decreti legge Ma è dannoso intervenire agitando le piazze ( da "Avvenire" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e i tagli scolastici. «Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile, - afferma monsignor Coletti - però bisogna anche dire che le riforme che si sono susseguite negli anni passati non hanno avuto la possibilità di una verifica e alcune questioni come il maestro prevalente o il controllo disciplina e del profitto sono state abbandonate a qualche intuizione.

Cimiteri resteranno chiusida domani a venerdì ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: domani a venerdì È salito il termometro della protesta contro la riforma Gelmini, in discussione domani al Senato. Ieri mattina la facoltà di Scienze politiche ha rotto il tabù dell'occupazione, dopo un'assemblea di studenti presso la sede del collegio di San Rocco in via Maqueda. Alla riunione era presente anche il preside Antonello Miranda che, a quanto hanno detto gli studenti,

<Non rubateci il nostro futuro> ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Gelmini, la scuola ti ha bocciata !!"; "Di Gelmini si può anche morire !!!" e ancora: "Toglieteci tutto ma non l'istruzione !" - e - "Non rubateci il nostro futuro !!", riportavano alcuni striscioni allestiti dai giovani, che dal Monumento di Piazzale degli Eroi, ideale palco dal quale lanciare i loro messaggi,

L'Udc di Villalba solidarizza con i docenti ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con il mondo della scuola che in questi giorni è caratterizzato da diverse manifestazioni di protesta nei confronti del decreto Gelmini. Nell'esprimere solidarietà al mondo della scuola per le problematiche che lo travagliano, Annaloro evidenzia: «Che i tagli finanziari operati dal Governo Berlusconi non possono di certo essere mascherati con la pseudo riforma del ministro Gelmini.

Importante riconoscimento al Targia ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel mirino, la legge Finanziaria e la Riforma Gelmini: «Una politica di innovazione del sistema scolastico non può realizzarsi attraverso tagli indiscriminati di risorse umane e finanziarie», recita il documento unitario. E dunque la settimana più importante di questo «autunno caldo» della scuola è cominciata.

Professori in corteo dal prefetto ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Professori in corteo dal prefetto Anche loro protestano per i tagli previsti dal decreto del ministro Gelmini La scorsa settimana, nel salone Laudien di Villa Politi si è svolta la tradizionale cerimonia del «Passaggio della campana» del Kiwanis Club di Siracusa che segna la conclusione di un periodo di impegno sociale per aprirne un altro, con nuovi propositi.

Se gli studenti chiedesseroprof contenti d'insegnare ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chi contesta la Gelmini si mette sul suo stesso terreno: quello dei conti da ragioniere, sia detto con tutto il rispetto per questa nobilissima professione. Ma la scuola è altra cosa, ha a che fare con un oggetto prezioso, che è l'educazione dei giovani, che non può essere trattato semplicemente in termini di bilanci,

Occupata Fisica, tanti licei in autogestioneCresce L'Onda della protesta anti Gelmini ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onda della protesta anti Gelmini Pinella Leocata L'Onda cresce. Ieri è stata occupata la facoltà di Fisica e, più precisamente, un'aula del dipartimento. La decisione è stata presa a tarda sera, dopo un'assemblea protrattasi per l'intera giornata e voluta per mettere a confronto le iniziative di protesta che studenti, ricercatori e docenti intendono portare avanti.

ateneo e scuole: il quadro in vista dello sciopero generale di giovedì ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto Gelmini" possono portare danni irreversibili per tutto il Meridione e, particolarmente, per la Sicilia e le sue province, dove le situazioni di sovraffollamento di alcune classi, costituite anche da 33 alunni, rischiano di trasformare le aule in vere e proprie arene, dove si è fortunati se si riesce a uscire illesi».

Quell'accento traditore della Gelmini ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Appunti Quell'accento traditore della Gelmini Salvatore Scalia Un accento sbagliato non è altro che una nota stonata, se inoltre la parola storpiata è di lignaggio classico non si può pretendere che chiunque, confondendosi tra ascendenze greche e latine, indovini dove collocare l'ictus.

No alla <Riforma Gelmini> documento dei genitori del Circolo Fava ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No alla «Riforma Gelmini» documento dei genitori del Circolo Fava Riforma "Gelmini". Il no dei genitori degli alunni del Circolo didattico "Giuseppe Fava" di Mascalucia è un no deciso, espresso al termine di una assemblea di Circolo, indetta per esprimere un giudizio sul decreto legge del 1 settembre 2008, n.

Si scava nel sottosuolo, si <trema> in superficieBiancavilla. ( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto Gelmini» Docenti, studenti e genitori in piazza anche nel nostro territorio per manifestare contro il decreto del ministro Gelmini. Le Rsu delle scuole primarie, secondarie e degli istituti comprensivi di Biancavilla hanno indetto per il prossimo 30 ottobre una manifestazione di protesta che coinvolgerà tutte le realtà della scuola.

Gelmini: il mio modello è Obama ( da "Blogosfere" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Gelmini dichiara di ispirarsi a Barack Obama. Sostiene che lei ed Obama, sulla scuola, hanno essenzialmente lo stesso programma. Obama ha annunciato di voler arruolare un esercito di nuovi insegnanti, mentre il Ministro Gelmini sta promuovendo una riforma che creerà un esercito di nuovi disoccupati.

Azione Universitaria e Azione Giovani di Forlì-Cesena a sostegno della riforma Gelmini della scuola ( da "Sestopotere.com" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Azione Universitaria e Azione Giovani di Forlì-Cesena a sostegno della riforma Gelmini della scuola (28/10/2008 12:53) | (Sesto Potere) - Forlì - 28 ottobre 2008 - Azione Universitaria e Azione Giovani di Forlì-Cesena smentiscono la partecipazione dei propri movimenti alle lezioni – seminari che si “dovrebbero”

Scontro sul Web: "Fateci studiare" ( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che si sono iscritti per opporsi agli scioperi e alle occupazioni contro il decreto Gelmini. La descrizione del gruppo è un vero e proprio manifesto del loro pensiero: «In Italia gli studenti sono 9 milioni , quelli che protestano solo poche migliaia. Chi protesta blocca il futuro di chi vuole studiare, laurearsi e lavorare, questo non è un esercizio di democrazia ma di prepotenza.

Scuola, Loreto contro i tagli ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Inoltre le insegnanti della scuola primaria hanno invitato i genitori presso l'Ostello della gioventù per argomentare contro la riforma della scuola. Evidentemente per la sinistra che governa questa città la scuola nel suo insieme, italiana e locale, va a gonfie vele e perciò "guai a chi la tocca"- commenta sarcastico Emiliano Pigliacampo capogruppo consiliare di Forza Italia.

"Sos scuola" a Palazzo dei Convegni ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: difesa della scuola pubblica e contro i provvedimenti del decreto Gelmini". Il dibattito, spiegano gli organizzatori, è aperto a tutti e vedrà gli interventi dei responsabili sindacali e di diversi rappresentanti del mondo della scuola. La manifestazione si muove sull'onda delle iniziative nazionali per dire "no ai tagli della scuola pubblica, no all'aumento degli alunni per classe,

In piazza genitori, insegnanti e anche politici ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sui contenuti della riforma Gelmini. Anche il presidente della Provincia Ucchielli invita amministratori, studenti, dirigenti scolastici, sindacati e cittadini a partecipare all'iniziativa promossa dal suo ente contro la soppressione dei plessi scolastici nelle aree interne, oggi pomeriggio alle 15.

istruzione pubblica penalizzata ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione pubblica penalizzata CIVITANOVA - Maggior attenzione a una scuola privata rispetto all'istruzione pubblica, che è garantita dalla Costituzione". Ma anche "mancanza di coordinamento fra Provincia e Comune nell'organizzare scelte che armonizzassero le esigenze didattiche del territorio in un momento di crisi del mondo scolastico"

Consiglio sulla scuola ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal governo e dal ministro dei Gelmini, con i tagli collegati e le conseguenze sugli istituti del territorio piceno, sarà al centro del consiglio comunale straordinario convocato a Castel di Lama, presso la sede municipale, dall'Unione dei Comuni del Tronto. Insieme al sindaco lamense Patrizia Rossini, e agli amministratori e consiglieri dei sette comuni del comprensorio locale,

Cesaroni-Offidani, confronto sui programmi ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sopravvivenza nei tanti piccoli centri della nostra provincia a seguito di quanto prevede il tanto discusso decreto Gelmini". Le primarie del Partito Democratico si svolgeranno domenica 23 novembre e potranno votare, dalle 8 alle 20 nei seggi aperti in ogni comune della nuova provincia, i cittadini di età superiore a 16 anni che si riconoscono nella proposta politica del Partito Democratico.

Classico, 50 prof contro la riforma ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, pure i docenti scendono in campo Classico, 50 prof contro la riforma FERMO - "Le ragioni del nostro (e vostro) disagio" titola il documento scaturito da un approfondito dibattito tenutosi ieri mattina al liceo classico "Caro" tra i docenti.

Alunni, sindaco e insegnanti raccolgono le olive ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. La scuola dell'infanzia di Monte Vidon Corrado, in questo modo, non pesa sulle casse dello Stato. Sono stati diversi, infatti, i ragazzini che, assimilando tutto quello che sta accadendo nelle ultime settimane, si sono rivolti a me parlando di un vero e proprio "appello" da poter inviare al Ministro".

"Lo sciopero non è una gita" ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di fronte alle dichiarazioni del ministro Gelmini che ha definito la protesta generale della scuola in calendario per giovedì come "il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile". Secondo Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera ed ex leader storico della Cisl, quelle del ministro Gelmini sono "parole di un'arroganza e di una gravità inaudita,

Verso il sì del Senato, i giovani non si fermano ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) - via libera che dovrebbe consumarsi domani in Senato - e in vista dello sciopero di giovedì, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto.

Il rettore di Camerino scrive al ministro Gelmini ( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il rettore di Camerino scrive al ministro Gelmini CAMERINO - In merito alle dichiarazioni riportate dai principali organi di stampa, secondo le quali l'Università di Camerino "sarebbe" tra i cinque atenei che presentano "gravi buchi di bilancio", per i quali il ministero ha avviato un'indagine, il Rettore dell'Università di Camerino, Fulvio Esposito,

Studenti-Gelmini, 'fumata nera' ( da "Italia Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Politica Interna Oggi il voto del decreto scuola al Senato, aspettando lo sciopero nazionale di giovedì Studenti-Gelmini, ?fumata nera? I ragazzi contiunano ad occupare. Sit-in e lezioni in piazza

Famiglia Cristiana: ritirare il decreto. Cei: dannoso intervenire agitando le piazze ( da "Italia Sera" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini?. Questa la posizione di Famiglia Cristiana nell?editoriale del prossimo numero intitolato ?Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa?. ?Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo?

(AGR) SCUOLA, PRIMA RIUNIONE GRUPPO LAVORO REGIONE ( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Regione intende presentarsi al tavolo con il Ministro Gelmini con una proposta della programmazione della distribuzione e dimensionamento ottimale della rete scolastica territoriale e dellâ??offerta formativa, contemperando lâ??esigenza di contenimento e razionalizzazione della spesa nazionale per il sistema scolastico con lâ?

Per la ex statale354 non ci sono più i soldi ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: occupazione pacifica per protestare contro la riforma Gelmini.Al liceo Marinelli al termine di un'assemblea si è decisa una forma mista di mobilitazione: al mattino autogestione che permetta il diritto allo studio di chi vuole seguire le lezioni, il pomeriggio occupazione.E al Percoto invece la protesta ha assunto la forma singolare di un dibattito in strada,

Al Marinelli autogestione "mista" Al Percoto discussioni in strada ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i ragazzi hanno pensato ad uno spazio di studio del decreto Gelmini, attraverso l'esposizione delle norme da parte di alcuni insegnanti. Mercoledì hanno chiesto l'intervento del consigliere comunale e studente universitario Federico Pirone, per confrontarsi anche sulle implicazioni nel mondo universitario della riforma.

Striscioni artistici di protesta e lucchetti alla mano. ... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: occupazione pacifica per protestare contro la riforma Gelmini. I ragazzi, sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine, hanno preso possesso del secondo piano della sede centrale dell'istituto di piazza Primo Maggio e hanno esposto i loro striscioni sulla facciata principale dell'edificio: Sello, occupato con tanto amore;

Le Medie insorgono contro la riforma ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presa di posizione contro il decreto Gelmini approvata ieri dal Collegio docenti delle quattro sedi Le Medie insorgono contro la riforma Il documento inviato agli amministratori e ai genitori delle scuole Grava, Brustolon, Cima e Rua Conegliano(g.p.m.) Una mozione con una dura presa di posizione contro i recenti decreti legge di riforma della scuola ed altri provvedimenti ventilati,

Roma NOSTRA REDAZIONE Dello sciopero generale della ... ( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha già avuto modo di spiegare a chiare lettere che solennemente se ne buggera: «Il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile», sbuffa, sostenendo che «coloro che protestano» contro il suo decreto sono «alcune migliaia», mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le Facoltà occupate sono pochissime»

Roma NOSTRO SERVIZIO A tre giorni dall'annunciata ... ( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: RomaNOSTRO SERVIZIOA tre giorni dall'annunciata approvazione del decreto Gelmini, la protesta studentesca si intensifica dal Nord al Sud, coinvolgendo docenti e ragazzi in sit-in, occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Una mobilitazione che culminerà con lo sciopero generale di giovedì, organizzato dai sindacati della scuola.

<È dannoso intervenire agitando la piazza> ( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e i tagli scolastici. «Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile - afferma mons. Coletti - però bisogna anche dire che le riforme che si sono susseguite negli anni passati non hanno avuto la possibilità di una verifica e alcune questioni come il maestro prevalente o il controllo disciplina e del profitto sono state abbandonate a qualche intuizione.

Scuola maggior rispetto da tutte le parti Le ... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Perchè sullo sfondo di tale protesta, rimangono pochi e nemmeno originali slogan, i soliti parapiglia con le forze dell'ordine e poco altro. Ma intanto sui quotidiani, lo spazio mediatico viene tutto okkupato non già dai protagonisti, ovvero gli studenti con le loro rivendicazioni e riflessioni che rimangono poco più che sconosciute,

Venezia <Il piano di dimensionamento delle scuole ... ( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venezia«Il piano di dimensionamento delle scuole previsto del decreto Gelmini in Veneto non produrrà praticamente nessun effetto». È quanto assicura l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan nell'annunciare che per giovedì ha convocato i competenti assessori provinciali per fare chiarezza e il punto della situazione.

Dello sciopero della scuola il ministro dell'Istruzione ... ( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dello sciopero della scuola il ministro dell'Istruzione Gelmini dice: «Il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile», sostenendo che «coloro che protestano» sono «alcune migliaia», mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le Facoltà occupate sono pochissime».Gianninia pagina

Università, la protesta non alza la voce ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: timori riguardino i possibili tagli del ministro Gelmini al sistema dell'istruzione e dell'università. I temi delle possibili provatizzazioni e delle fondazioni universitarie, anche se in realtà devono ancora essere approfonditi, suscitano un senso di disagio negli studenti che percepiscono un po' il disinteresse da parte della politica per l'università e per il futuro dei giovani»

Nelle scuole prima della contestazione c'è il dibattito ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prevenuta contro la riforma Gelmini. I bambini delle elementari che protestano sarebbero il simbolo di quello che per molti studenti maggiorenni è un teatrino. La contro-proposta allo sciopero di giovedì sono le assemblee informative negli istituti superiori, a partire da oggi all'istituto Marchesini di Sacile per spiegare i punti del decreto che verrà approvato il 29 in Senato.

Università: una Notte bianca di protesta a Psicologia ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La mobilitazione universitaria anti-Gelmini non si placa. Anzi, ogni giorno sembra ritrovare nuovo slancio. Ieri tra piazza dei Signori e piazza Capitaniato sono scesi a fare lezione all'aperto gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia. Esordio delle spiegazioni fissato alle 12.

Noi giovani, ignorati o usati dai "grandi" ( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la signora Gelmini, che propone un decreto "ammazza università". L'idea di base è una: tagliando tutto, alla fine l'università si darà una regolata, e diventerà eccellente. Vedo un premier, Berlusconi, che minaccia, con tono deciso prima "l'uso della forza in caso di occupazioni" (poi smentita) e poi insinua la presenza di "facinorosi in cortei studenteschi"

Piccole imprese, è solo elemosina altro che ... ( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pare la Gelmini abbia guastato il più virtuoso dei sistemi, mentre la realtà è tutt'altra. Per dirne una, l'università italiana premia l'anzianità al posto della bravura nel mestiere di ricercatore. In un sistema in cui tradizionalmente regna l'inefficienza, scandalizzarsi per una diminuzione delle risorse a disposizione è miope o intellettualmente disonesto.

Quella domanda trabocchetto a un bambino in tv ... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quella domandatrabocchettoa un bambino in tvLa pur legittima protesta anti-Gelmini suscita tuttavia strumentalizzazioni giornalistiche assai poco apprezzabili e condivisibili. Venerdì 24 l'edizione serale del tg di Telenordest ha mandato in onda un servizio nel quale una simpatica cronista intervistava un bimbetto che avrà avuto otto anni forse, pescato in piazza Signori, Padova,

Scuola, studenti in piazza contro la Gelmini: fiaccolata a Parma ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: studenti in piazza contro la Gelmini: fiaccolata a Parma Dopo il "corteo funebre" organizzato dal mondo universitario, anche le scuole della nostra provincia hanno deciso di scendere in piazza a manifestare il proprio dissenso. "La scuola siamo noi", coordinamento delle scuole di Parma, ha organizzato infatti una fiaccolata per stasera.

Al Senato sit in anti-Gelmini Gli studenti: "Siamo 10mila" ( da "Corriere.it" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla vigilia del voto sul decreto Gelmini. Un giovane fermato e identificato ROMA - Proseguono le proteste, i cortei e le occupazioni degli studenti di tutto il Paese in vista dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (leggi il testo del decreto 137), prevista per mercoledì in Senato (l'esame del decreto già da martedì pomeriggio in aula) e dello sciopero generale di giovedì,

L'editoriale-Università e governo. La fabbrica dei docenti Giavazzi ( da "Corriere.it" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini afferma che il suo modello è Barack Obama: forse il ministro non sa quanto costa a una famiglia americana mandare il figlio in una buona università. In una delle migliori, il Massachusetts Institute of Technology, la frequenza costa 50.

RIFORMA GELMINI, LA SCUOLA LUCANA SI TRASFERISCE IN PIAZZA ( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI, LA SCUOLA LUCANA SI TRASFERISCE IN PIAZZA 28/10/2008 12.42.01 [Basilicata] Contro la riforma Gelmini e per il rilancio del sistema pubblico dellâ??istruzione si mobilita anche lâ??Ateneo lucano. Iniziate ieri continuano oggi a Potenza le lezioni in piazza con la partecipazione di docenti della scuola e dellâ?

Scuola, protesta anti-Gelmini davanti al Senato: "Fateci parlare" ( da "RomagnaOggi.it" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e un invito diretto al ministro, in stile romanesco, 'Gelmini aripijate' (ovvero 'Gelmini riprenditi'). Lentamente la piazza si sta riempiendo e altri spezzoni di cortei spontanei stanno raggiungendo la sede della protesta dove circa un migliaio di studenti annunciano una permanenza costante. Appello alle forze dell'ordine.

Un blog dedicato alla scuola sul sito web del Comune ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la protesta ora diretta contro il ministro Gelmini riguardava il predecessore Fioroni. «Il Comune intende offrire la possibilità di discussione e scambio di idee agli studenti delle scuole medie e superiori, ai docenti e alle famiglie ha dichiarato l'assessore Boscolo Pecchie -, in relazione anche alla consistenza della popolazione scolastica delle superiori: 2336 studenti,

Stasera al Montegrappa dibattito su scuola e riforma Gelmini ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stasera al Montegrappa dibattito su scuola e riforma Gelmini RosàIl mondo della scuola, sia di Rosà che dei comuni limitrofi, si dà appuntamento questa sera martedì 28 ottobre alle 20.45 al Teatro Montegrappa, per un dibattito che si annuncia molto partecipato, con la presenza di forze politiche, di rappresentanti dei docenti e dei genitori: Quale scuola per i nostri figli?

<La scure Gelmini risparmierà le scuole bellunesi> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini risparmierà le scuole bellunesi» L?assessore regionale Donazzan: «Il decreto contiene princìpi riorganizzativi che il Veneto ha già applicato 10 anni fa» «Abbiamo buoni argomenti perchè le scuole bellunesi non vengano toccate. Il Veneto ha infatti già provveduto a un piano di riorganizzazione e quindi è perfettamente in regola con quanto prevede il decreto del ministro Gelmini»

Decreto Gelmini, si mobilitano i docenti del secondo circolo ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PORTOGRUARO A sostegno delle iniziative di protesta Decreto Gelmini, si mobilitano i docenti del secondo circolo PortogruaroLe preoccupazioni per gli effetti del decreto legge 137, meglio conosciuto come decreto Gelmini, hanno coinvolto anche le scuole portogruaresi. Dopo lo sciopero degli studenti degli istituti superiori dei giorni scorsi, il collegio docenti del 2.

Quale sarà il futuro della scuola alla luce dei cambiamenti proposti dal ministro ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I cambiamenti proposti dal ministro Gelmini stanno creando preoccupazioni e problemi soprattutto in coloro che nella scuola lavorano o la frequentano. Le scelte attuate confermano dubbi ed inquietudini: si vuole destrutturare e smantellare la scuola pubblica partendo, non a caso, da quel segmento, la scuola elementare, che ne costituisce il punto più alto.

La preside: <Chiamo la polizia>. E gli studenti se ne vanno ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il tutto per manifestare contro la riforma del ministro Gelmini seguendo la scia di altre scuole italiane. E per evitare sgomberi forzati, gli occupanti si sono organizzati bene. Gli studenti si sono intrufolati nell'istituto domenica sera e hanno passato la notte a scuola. Lunedì mattina, all'alba, erano già organizzati.

Sit-it e manifestazioni a Mestre, in venti si barricano all'interno dell'Istituto d'Arte ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini continua ad animare le scuole superiori della terraferma. Ieri mattina, il liceo socio-pedagogicoStefaniniha organizzato un grande sit-in nel cortile del plesso scolastico con i professori, che hanno fatto lezione all'aperto. Nel contempo, l'Istitutod'Artein Corso del Popolo, all'alba, veniva occupato da una ventina di ragazzi che si sono barricati all'

Scuola, la protesta si allarga Il "Volta" fa lezione all'aperto ( da "Corriere Di Como, Il" del 28-10-2008)
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Abstract: Iniziano oggi tre giorni di protesta "anti-Gelmini", che squasseranno la scuola comasca e culmineranno giovedì con lo sciopero generale del settore. Avevano aperto le danze gli studenti del liceo scientifico "Paolo Giovio" che, giovedì scorso, senza alcun preavviso avevano occupato la scuola giorno e notte.

Coletti alla Radio Vaticana: <No alle agitazioni di piazza> ( da "Corriere Di Como, Il" del 28-10-2008)
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Abstract: Bene, tuttavia, ha fatto il ministro Mariastella Gelmini a mettere i puntini sulle "i" su questi argomenti». Secondo il vescovo lariano, «la risposta di chi si oppone alla riforma poteva essere più ragionata e pacata». Un'ultima riflessione di Coletti è stata a proposito della parità scolastica.

(m.d.) "E' un Piano che cambia il nostro modo di vivere in ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pietro Gelmini del Centro studi traffico. Il prof. Gelmini aveva avuto da Mingardi un mandato molto chiaro, quello di studiare tutti i piani regolatori dei Comuni attorno a Venezia - Spinea,Dolo, Marcon, Martellago, Mira, Mogliano, Quarto d'Altino. I dati sui prg sono stati stati messi assieme alle prospettive di sviluppo dell'

BELLUNO - L'assessore regionale Elena Donazzan è venuta in ... ( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 28-10-2008)
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Abstract: BELLUNO - L'assessore regionale Elena Donazzan è venuta in Comune per assicurare che le scuole di montagna non sono a rischio, perché il decreto del ministro Gelmini si riferisce alla direttiva del 1998 che concedeva deroghe ai Comuni in quota.Dorigoa pagina II

Proteste e tensioni al Senato ( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: durante la votazione del decreto Gelmini i manifestanti terranno un sit-in proprio sotto Palazzo madama. "Oggi e domani al Senato voteremo, come previsto e senza alcuna esitazione, il decreto Gelmini. Non ci facciamo intimidire dalle minacce di nessuno, tanto meno da chi è sceso pretestuosamente in piazza diffondendo menzogne, manipolato e spalleggiato dai dirigenti della sinistra"

Scuola, Veltroni: decreto è atto di arroganza del centrodestra ( da "Reuters Italia" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: convertire in legge il decreto del ministro Mariastella Gelmini che prevede tagli di spesa all'istruzione elementare e media è "un atto di arroganza" da parte della maggioranza di centrodestra. Così il segretario del Pd Walter Veltroni si è espresso oggi, alla ripresa dei lavori in Senato dove il dl è atteso per l'approvazione definitiva domani.

Pd in piazza, ma nessuno ha la bacchietta magica ( da "Famiglia Cristiana" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto del ministro Gelmini. Il Pd usa la stessa contestazione per porsi come unico baluardo della democrazia. La settimana scorsa ha offerto alcune occasioni per riflettere su cosa sta capitando a questo Paese e cosa ci attende. Innanzitutto si sta verificando una deludente rappresentazione di sé della politica, rispetto ai problemi aperti nella società nazionale e internazionale.

DI LASCIO (PD): RIFORMA GELMINI DEPOTENZIA SCUOLA PRIMARIA ( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)
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Abstract: DI LASCIO (PD): RIFORMA GELMINI DEPOTENZIA SCUOLA PRIMARIA 28/10/2008 16.13.09 [Basilicata] â??Il tema della riforma scolastica è¨ oggi più¹ che mai di stretta attualità . Le proposte contenute nel decreto Gelmini rivoluzioneranno la scuola italiana, a nostro avviso depotenziandola soprattutto dove eccelle, ovvero la primariaâ?

SCUOLA, LACORAZZA: â SCOPERTA LA FURBATA DI TREMONTI-GELMINIâ ( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)
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Abstract: SCOPERTA LA FURBATA DI TREMONTI-GELMINIâ? 28/10/2008 18.03.06 [Basilicata] â??Eâ?? venuta fuori la furbata della coppia Tremonti-Gelmini, altro che facinorosi che strumentalizzano le piazzeâ?! Eâ?? quanto ha dichiarato Piero Lacorazza, segretario regionale del PD di Basilicata, nel rinnovare lâ?

Scuola, mercoledì a Forlì lezioni in piazza Saffi contro la Gelmini ( da "RomagnaOggi.it" del 28-10-2008)
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Abstract: studentesco forlivese contro il decreto Gelmini. Mercoledì mattina si svolgeranno le "open air lesson", lezioni pubbliche che si svolgeranno in piazza Saffi a Forlì. Un'iniziativa eclatante che prende spunto da quanto sta avvenendo in molte altre piazze d'Italia. Una protesta che tra le iniziative prevede anche una raccolta di firme per la proposizione di un referendum contro la legge 133,

Foggia, gli studenti sul piede di guerra ( da "Grecale, Il" del 28-10-2008)
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Abstract: Gelmini, oggi all'esame definitivo del Senato Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Foggia - Non si fermano le proteste contro il decreto di riforma del Ministro Gelmini. Stamani infatti le scuole superiori del capoluogo dauno si sono ritrovate in piazza Italia per protestare tutti insieme contro il provvedimento che verrà verosimilmente approvato in serata dal

Saviano, firma anche Coetzee sono 17 i premi Nobel ( da "Repubblica.it" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: testimoniare che i giovani e i cittadini italiani sono stanchi delle mafie e dei mafiosi e hanno voglia di seguire esempi sani di legalità e lotta alla criminalità". Continuano le letture pubbliche, da Cosenza a Pistoia. Nella città toscana, gli studenti, riuniti sotto il loggiato del Palazzo Comunale per protestare contro il decreto Gelmini, hanno letto Gomorra. (28 ottobre 2008

Guy Ritchie rifiuta 32 milioni di dollari da Madonna ( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?

Il rimpianto di Eleonora Giorgi "Lasciare Ciavarro è stato un errore" ( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)
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Abstract: Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?

La love story di Sarkò e Carla diventa un 'quaderno di giochi' ( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)
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Abstract: Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?

La Somalia di Alessandro Vincenzi ( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)
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Abstract: Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?

Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" ( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Insisto con la richiesta al governo di ritirare il decreto Gelmini e avviare il confronto. Non dico all?infinito, ci si dia un tempo e dopo aver ascoltato tutti si chiude. Considero un atto di arroganza andare avanti con il Dl Gelmini". Il leader Pd ci tiene poi a ribadire che le proteste degli studenti e degli insegnati sono "un movimento che non ha nessuna matrice politica".

Borse europee in rialzo, Milano no ( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?

Tagli alle scuole, Provincia e Sindaci ricevuti dal Prefetto ( da "Quotidiano.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gelmini sta proponendo. L'azione nasce da un taglio cospicuo nel nostro territorio: 33 plessi scolastici in meno nel Piceno. Il Ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini Stamani a Palazzo San Filippo il Prefetto di Ascoli Piceno Alberto Cifelli e il capo di Gabinetto Salvatore Angieri hanno ricevuto l'Assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Olimpia Gobbi e 19 tra sindaci

Danger in Italy for teachers ( petizione ) ( da "Blogosfere" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: aveva pronosticato che il Ministero Gelmini avrebbe procurato guai seri al governo Berlusconi -leggete qui- Maria Stella Gelmini: la figlia segreta del dottor Fioroni - Oggi è stato oscurato il sito www. forzagelmini. com Disponibile solo schermata con messaggi di qualche giorno fa (ANSA) - MILANO, 28 OTT - Un attacco informatico al sito internet www.

Braccio di ferro sulla riforma Gelmini Scontri a Palazzo Madama, tre fermi ( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Insisto con la richiesta al governo di ritirare il decreto Gelmini e avviare il confronto. Non dico all?infinito, ci si dia un tempo e dopo aver ascoltato tutti si chiude. Considero un atto di arroganza andare avanti con il Dl Gelmini». Il leader Pd ci tiene poi a ribadire che le proteste degli studenti e degli insegnati sono «un movimento che non ha nessuna matrice politica».

Scuola, Provincia Torino chiede ritiro riforma Gelmini ( da "Sestopotere.com" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Provincia Torino chiede ritiro riforma Gelmini (28/10/2008 20:33) | (Sesto Potere) - Torino - 28 ottobre 2008 -Il Consiglio provinciale di Torino aperto sulla riorganizzazione delle scuole si è concluso ieri sera con l?approvazione, a maggioranza, di un ordine del giorno in cui si chiede il ritiro del “

I tagli della Gelmini già previsti nel ( da "superEva notizie" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I tagli della Gelmini già previsti nel 1950 Il discorso di Piero Calamandrei (febbraio 1950) Leggendo opere vecchie ma non obsolete, l'animo sbigottito decifra il presente. Sono predizioni, vere e proprie preveggenze alla Nostradamus, o certe meschinità si ripetono anno dopo anno, secolo dopo secolo, senza che il popolo bue riesca a disintossicarsi dall'

Scuola, sit-in al Senato: "Siamo in diecimila" Veltroni: via il decreto ( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Hacker oscurano sito pro-Gelmini Roma - Momenti di tensione tra polizia e studenti sotto Palazzo Madama. Un ragazzo è stato fermato per aver sputato a un poliziotto. La reazione della polizia non si è fatta attendere: il ragazzo è stato individuato, fermato per essere identificato e poi rilasciato dagli agenti di polizia.

Scuola, tempo di autogestione tra lezioni in piazza e incontri ( da "Stampa, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: C'era scritto: «Scuola privata, cultura comprata. I ricchi studieranno; e i poveri? Protestiamo contro i tagli alla scuola pubblica, contro i finanziamenti alla scuola privata e contro la privatizzazione dell'università». Gruppi di teen agers, seduti sul sagrato della chiesa, seguivano le spiegazioni dell'insegnante.

Insegnanti e genitori anti-Gelmini ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola dell'infanzia rendendola assistenziale e non rispondente alle esigenze dei bambini, destrutturerà la scuola pubblica per sorreggere la scuola privata». A dissentire dai piani del Governo è anche il Coordinamento delle insegnanti delle scuole dell'infanzia, che esprime solidarietà ai movimenti di insegnanti e genitori che in tutta Italia sono nati a difesa della scuola pubblica

lezioni all'aperto, ma la gente non è solidale ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E dunque anche del decreto del ministro Gelmini, che non va giù a studenti e insegnanti. Così ieri mattina, anche se faceva fresco e poi è cominciato a piovere, in piazza Dante, in contemporanea con il mercato settimanale, studenti e insegnanti dell'Itc Cattaneo si sono riparati sotto i portici, tra gli striscioni di protesta che non passavano inosservati.

il bullismo peggiore è l'omertà si abbia il coraggio di denunciarlo ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini si intende "sanzionare" con il voto in condotta il comportamento degli studenti indisciplinati. Vogliamo commentare uno dei tanti aspetti che purtroppo ci lasciano amareggiati e perplessi, cioè come spesso e volentieri fatti di bullismo all'interno di un contesto scolastico vengano purtroppo trattati dalla dirigenza scolastica come casi scottanti e scabrosi da tenere il più

i comuni: il tempo pieno è a rischio ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola e alle ripercussioni che la riforma Gelmini avrà anche nella zona del Cuoio. A Santa Croce sull'Arno è Sabrina Guidi, assessore ai servizi educatici e scolastici, nonché insegnante, a lanciare l'allarme: «Le nostre due scuole elementari, la Pascoli nel capoluogo e la Torello Della Maggiore a Staffoli, incontreranno seri problemi l'anno prossimo nel sostenere il tempo pieno.

e' tutta propaganda ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In mezzo a tante voci contrarie alla riforma Gelmini, qualcuna va controcorrente. Come quella (potrebbe essere diversamente?) dei circoli locali di An e Forza Italia. «Anche nel nostro comune - si legge in una nota - la sinistra ha voluto affrontare l'argomento scuola con slogan propagandistici che per fortuna non fanno più breccia tra i cittadini,

Sciopero,scuolenel caos ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sciopero,scuolenel caos domani Domani la protesta generale. In occasione dello sciopero contro il decreto Gelmini, alcuni istituti saranno addirittura chiusi 29/10/2008

Scuole chiuse per sciopero, è caos ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuole chiuse per sciopero, è caos protesta contro la riforma gelmini Famiglie incerte se mandare i figli a lezione. In piazza sfileranno anche alcuni presidi Savona. La scuola savonese si spacca in occasione dello sciopero nazionale del personale docente e non docente contro la riforma Gelmini, indetto da diversi sindacati.

Genitori in piazzacresce il numerodelle adesioni ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: democratici di Savona ha annunciato ieri in un comunicato la partecipazione dei genitori alla manifestazione contro il decreto Gelmini. Dalle 8,30 sarà attivo un presidio in piazza Sisto IV fino all'inizio del corteo. «Invitiamo tutte le mamme e i papà preoccupati per i destini della scuola pubblica e dei propri figli - si legge nella nota - a partecipare numerosi alla manifestazione».

in trincea anche le scuole cattoliche - marina cavallieri ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i governi di sinistra sono stati spesso i più generosi con la scuola cattolica, da sempre con i bilanci in rosso. La legge 62 del 2000, era ministro Luigi Berlinguer, regolamentò i contributi da dare alle scuole private (cattoliche e non) considerandole - a patto di avere determinati requisiti - facenti parte del sistema nazionale dell´Istruzione.

l'onda sveglia firenze e in piazza va in scena la sfilata dei cervelli perduti - (segue dalla prima pagina) curzio maltese ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini ha l´aria di saper poco o nulla di come funziona nel resto d´Europa. Questa cosa del turn over dei ricercatori ridotto al venti per cento è ridicola. Ma ha un´idea il ministero di che cosa vuol dire in concreto?». Un´idea me la faccio io incontrando nei corridoi di Farmacia un esubero vivente,

gli studenti assediano il senato berlusconi: abbiamo perso consensi - giovanna casadio mario reggio ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I senatori votano gli emendamenti al decreto Gelmini. E a poche decine di metri di distanza rimbombano gli slogan degli studenti. «Non pagheremo la vostra crisi», «né rossi né neri, ma solo liberi pensieri». Sette cortei spontanei la mattina, e nel pomeriggio arrivano quelli pesanti dalla Sapienza e Roma Tre.

"servirebbe più dialogo gelmini è troppo ruvida" ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Servirebbe più dialogo Gelmini è troppo ruvida" "Norme da smussare, e se serve da cambiare. Il ministro è dc come me, ma di un´altra generazione" ROMA - Lo ricordate? Si chiama Pino Pizza, immortale detentore legale dello Scudo crociato, e in ragione di ciò, chiamato al governo nella funzione di sottosegretario alla Ricerca.

bagarre in aula, slogan in piazza il lungo giorno di palazzo madama - (segue dalla prima pagina) antonello caporale ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini è vestita nel solito modo, il collettone di una camicia bianca sotto un tailleur castigato nero. Compita, lontana, silenziosa. Al suo fianco Roberto Calderoli. All´estrema sinistra del banco del governo il terzo collega, Maurizio Sacconi, preso da una telefonata piuttosto lunga e tesa.

il paese deve mobilitarsi ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impatto della cosiddetta riforma Gelmini, e cresce opposizione e mobilitazione. Ne è stato un esempio la Conferenza scolastica provinciale tenutasi ieri pomeriggio in Sala Pegaso, alla quale erano presenti più di 150 persone». Il deputato del Pd, Luca Sani, è indignato: «Avere avuto la pretesa - dice - di imporre una riorganizzazione solo basata su criteri economici,

in maremma spariranno settantatrè scuole ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione LA RIFORMA GELMINI GROSSETO. La sala Pegaso non è abbastanza grande per contenere la rabbia della scuola. La conferenza provinciale scolastica è un appuntamento di routine: annualmente assessori all'istruzione di provincia e comuni si incontrano con i presidi degli istituti scolastici per mettere a punto l'articolazione della rete scolastica per l'

l'istituto da vinci occupato anche oggi ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Da Vinci hanno ritenuto opportuno manifestare il proprio malcontento nei confronti del decreto Gelminii occupando la sucola. L'occupazione organizzata e gestita dagli studenti non ha caratteri violenti, ma si svolge in modo pacifico e democratico nel rispetto della diversità di pensiero e di credo politico e sociale, tant'evvero che non è stato indetto il blocco della didattica.

Tutti d'accordo: sedutenon oltre la mezzanotte ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per il resto seduta in tono minore, che ha affrontato su proposta del Pd la questione del decreto Gelmini, con centro destra e centro sinistra che hanno battagliato punto su punto. .x/29/0810 L'azienda Tomà oggi vende il principale frutto di casa nostra nei mercati del Nord anche sotto forma di farina dolce e confetture .x/29/0810

scuola, la rivolta fa notte ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno sfilato ieri sera in corteo contro il decreto Gelmini e i tagli alla ricerca e all´Università. Nonostante la pioggia i ragazzi hanno raggiunto il centro congressi di via Fanti dove il ministro Gelmini ha disertato l´impegno con gli industriali. Anche la destra studentesca ieri si è fatta sentire con una simbolica occupazione del rettorato e più tardi della sede della Flc Cgil.

scuola, la protesta fa notte la destra occupa il rettorato - ottavia giustetti stefano parola ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: inatteso che ha permesso ai ragazzi di tramutare lo slogan delle settimane passate - «Tremonti, Gelmini e Brunetta voi non sapete l´autunno che vi aspetta» - in «Tremonti, Gelmini e Brunetta ecco qua l´autunno che vi aspetta». Sia perché il clima è decisamente cambiato, sia perché questa onda anomala che anima il movimento della protesta si dà continue conferme a ogni nuova occasione.

c'è l'accordo, nasce il tavolo anti-gelmini ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Il tavolo "anti-Gelmini" prende corpo. In un incontro avvenuto lunedì alla Camera del lavoro di Torino, la Flc-Cgil, la Cisl e la Uil Scuola e le principali associazioni di genitori hanno trovato un accordo con gli assessori all´Istruzione di Comune e Provincia per mettere in piedi un tavolo di concertazione per cercare di contrastare la politica scolastica del ministero.

le tessere-sconto e le brioches di maria stella - raffaella paisio ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Dello studente, omaggio della Gelmini, a inizio anno. Nominative. Per avere riduzioni al cinema il lunedì, a teatro, in biblioteca, nei musei. Abbiamo controllato sul sito del Ministero. Non servono a nulla: il cine è già ridotto il lunedì e noi a musei e teatri andiamo già gratis.

vattimo: "forse l'università sparirà ma vale la pena continuare a lottare" - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: no Gelmini" venuti ad ascoltarlo sotto la pioggia pomeridiana prima, sotto i portici di piazza Vittorio poi. Ma loro, i ragazzi vecchi e nuovi che ne hanno fatto un´icona lo ascoltano beati, contentissimi di aver trascinato fino lì un vecchio banco consunto e sbreccato - quasi un simbolo dell´istruzione pubblica italiana - che ora appare,

dieci cortei, il centro in tilt ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: studenti medi e universitari hanno presidiato il Senato in concomitanza con la votazione degli emendamenti del decreto Gelmini. Non sono mancati i momenti di tensione: uno studente è stato fermato dalle forze dell´ordine (e poi rilasciato) per aver tentato di scavalcare una transenna. E la procura ha aperto un´inchiesta sull´occupazione del liceo Giulio Cesare.

occupato anche il passaglia ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è fissata infatti per questo pomeriggio l'approvazione al Senato del decreto Gelmini. «Tutto dipende da oggi - dice uno studente che partecipa all'occupazione - Se il decreto passerà, come è probabile che succeda, i prossimi giorni saranno ancora più infuocati dei precedenti». Un altro ragazzo è stato, se possibile, ancora più chiaro.

serve chiarezza sul maestro unico ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Operazione verità sul decreto Gelmini" organizzata dal Pdl. «La parlamentare del centrodestra - dice Battistini - spiega che bisogna parlare di "maestro prevalente" e non di "maestro unico". Vorrei capire per quale motivo, allora, l'articolo 4 del testo in discussione in questi giorni al Senato è intitolato "insegnante unico nella scuola primaria".

in diecimila davanti al senato cortei e pioggia, città paralizzata - valeria forgnone laura mari ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: votazione degli emendamenti del decreto Gelmini. «Vuoi pure questi, Gelmini vuoi pure questi» hanno gridato i 10mila studenti sventolando i portafogli. Una contestazione scandita dai goccioloni della pioggia, dal suono incessante dei clacson delle auto bloccate nel traffico e dai boati degli studenti dell´Onda, informati dai giornalisti sulle bagarre e le sospensioni di voto in Senato.

dai "re magi" 19mila firme anti-gelmini ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Accoglienza, cultura e scienza, al posto di oro, incenso e mirra. Sono i doni che tre re magi (uno studente del liceo Newton e due genitori del comitato delle elementari "Non rubateci il futuro" di cui uno straniero, simbolo dell´integrazione) hanno portato ieri al ministero dell´Istruzione per consegnarli al ministro Gelmini,

assemblea con provincia e comune per lo scientifico galilei di castelnuovo ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini. Gli studenti della scuola superiore della Garfagnana, infatti, hanno deciso di passare dall'autogestione all'occupazione per due giorni, ma oggi si chiuderà la protesta con un' assemblea di istituto, alle 11, alla quale sono stati invitati ad intervenire anche i rappresentati di Comune e Provincia.

il reportage - carola susani ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e la Gelmini non sono che l´ultima spallata. Vedi, le persone che partecipano alle proteste hanno la sensazione tangibile della crisi. Si sentono senza prospettive. Eppure il movimento è determinato, ma pacifico». Laura è molto più alta di me e ha uno sguardo aperto, profondamente allegro: «Volevo seguire le orme di mio fratello,

altre scritte naziste e slogan sul fascismo ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: occupato dagli studenti in protesta contro la riforma Gelmini. La scritta, lunga 15 metri e fatta con lo spray nero, è stata notata dagli agenti della polizia di Stato in servizio di controllo del territorio ed è stata subito cancellata. E sulle mura perimetrali esterne del Verano sono stati affissi anche alcuni manifesti inneggianti al fascismo nella ricorrenza della marcia su Roma:

maxi schermi per seguire il dibattito del senato - servizio a pagina ii ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Palermo Iniziative nelle facoltà per il decreto Gelmini Maxi schermi per seguire il dibattito del Senato servizio a pagina ii SEGUE A PAGINA II

studenti, un giorno in piazza ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostenuti anche da genitori e docenti, non mollano contro la riforma Gelmini. Ieri mattina, a partire dalle 11, migliaia di studenti universitari e delle scuole superiori hanno improvvisato dei cortei e organizzato dei blocchi in due zone della città, all´incrocio tra via Notarbartolo e via Libertà, e ai Quattro Canti.

maxischermo in aula magna per il dibattito al senato ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: li porteranno a votare a favore o contro il decreto Gelmini. Questa mattina in due licei e in tre facoltà universitarie - Lettere, Economia e Ingegneria - studenti e docenti seguiranno la diretta web dal Senato che, dopo la discussione contingentata di ieri pomeriggio, prevede le dichiarazioni di voto e il voto conclusivo sul disegno di legge di conversione del decreto legge 137:

sit-in e fiaccole sotto la pioggia l'onda dei ragazzi invade la città - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini che oggi attende il sì dal Senato. Di mattina, a partire dalle 11, migliaia di studenti dell´Ateneo e dei licei Cannizzaro, Garibaldi, Einstein, Umberto I, Vittorio Emanuele, Cassarà hanno improvvisato cortei e organizzato blocchi in due zone della città, all´incrocio fra via Notarbartolo e via Libertà,

abolita la sissis, venti laureati tornano sui libri - dario prestigiacomo ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di scoprire che la Sissis era stata cancellata dal decreto Gelmini e che per insegnare dovrà iscriversi a un nuovo corso di laurea. Protagonista dell´odissea è Francesca Di Salvo, 26 anni, laureata in Scienze dell´educazione con specializzazione in Scienze umane e pedagogiche. «Ho sempre studiato con passione e costanza per realizzare il mio sogno, quello di insegnare - racconta -

a scienze politiche il fronte si divide raccolta di firme contro l'occupazione - claudia brunetto ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Siamo tutti contro la Gelmini e la legge 133 - dice Rosario Genchi, iscritto al corso di laurea specialistica - ma molti di noi non condividono questo metodo illegale di protesta. Abbiamo già raccolto oltre 250 firme contro l´occupazione. Non è una questione politica, il no degli studenti che vogliono continuare a studiare è trasversale».

"solo la concorrenza salva dal nepotismo" - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se fossi rettore farei ben altro: pubblicherei i nomi di tutti i parenti dentro alle facoltà e li distribuirei ai miei studenti. Poi li spingerei a riflettere e a farsi sentire: invece di scendere in piazza solo contro la riforma Gelmini, suggerirei loro di manifestare anche contro questo sistema malato. Li inviterei alla mobilitazione».

"a me consigliarono trasferisciti a londra" ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In questi giorni è a Palermo per non perdersi la protesta anti-Gelmini. Ma ha preferito trasferirsi per sfuggire al sistema di clientele e parentele, che trova il suo apice all´Ateneo di Palermo, su suggerimento di un docente: «Mi ha fatto capire che qui non c´era spazio - racconta - e mi ha messo in contatto con l´Imperial College of London».

via libera ai due istituti comprensivi ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ha riguardato anche la polemica sulla riforma Gelmini, ma, a Monsummano, c'era un altro nodo da affrontare: la creazione dei due istituti comprensivi. Lunedì sera, infatti, si votava il piano (contestato soprattutto dalla scuola media Giusti-Gramsci) che prevedeva una unificazione in verticale delle scuole, con un'unica direzione didattica dalle materne alle medie inferiori.

studenti e insegnanti mobilitati al forti ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il sit-in si è inserito nel filone di proteste contro la riforma Gelmini, ma molte contestazioni erano dirette anche al dirigente scolastico, reo di non aver concesso la cogestione. Agli studenti non è andato giù il diverso trattamento rispetto al Salutati: "Pari opportunità al liceo e al Forti", recitava un lenzuolo bianco.

Il rito abbreviato è folliaper i reati gravissimi ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il precipitare della crisi economica e la crescente protesta nei confronti del Progetto Gelmini sulla scuola. Cui aggiungere le dichiarazioni, altalenanti quanto maldestre, del premier Berlusconi sull'ipotizzato sguinzagliamento della polizia contro gli studenti. Alla luce di queste considerazioni, sono due le indicazioni che si possono trarre.

Università e colpe: non fare d'ogni erba un fascio ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dicono che la Gelmini ci stia lavorando - ma solo dei tagli che la rendono fortemente improbabile (la riforma: ma anche la Gelmini). Sulle colpe dell'Università e in particolare dei professori universitari concordo pienamente con Maresca; ma poiché lui mi lancia una chiamata di correo in sei punti, evocando le nostre comuni esperienze in Friuli,

banchi, lavagne e fumogeni "ragazzi, ora facciamo la storia" ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: comizio dei professori di Psicologia che appoggiano la protesta contro la riforma Gelmini. Alle 11,30 arrivano anche i disoccupati organizzati, quelli del progetto Isola. «Non potevamo mancare, dove c´è una protesta ci siamo noi» dicono. L´altoparlante davanti alla lavagna vibra, un fischio e si blocca. In cattedra c´è il professor Giuseppe Aragno, docente a contratto di Storia.

Scuola, Genova "brucia" ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini a una trattativa. L'invito arriva da Genova, dal neonato "gruppo di lavoro sulla legge 133". Non è stato né l'unico invito né l'unico colpo di scena a Genova. Ieri il consiglio regionale ligure ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che invita il governo a riaprire «il confronto con le parti interessate prima della definitiva approvazione di strumenti normativi che

Senato: fuori l'assedio, dentro la battaglia ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto firmato dal ministro dell'Istruzione Gelmini sarà definitivamente approvato questa mattina. Ieri, nonostante l'ostruzionismo delle opposizioni, il presidente del Senato, Renato Schifani, è stato inflessibile: «Rispetterò l'impegno, assunto dalla Conferenza dei capigruppo, e rispetterò le scadenze».

destra e sinistra salgono in cattedra ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sia a favore che contro il decreto Gelmini e i tagli previsti dalla legge 133. Per lo schieramento di centro sinistra erano presenti Rosanna Moroni, assessore comunale alla formazione e educazione e Marco Vettori, presidente del Consiglio comunale. Per il centro destra, invece, hanno parlato Alessio Bartolomei, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale e Stefano Briganti.

no alla gelmini 5mila firme ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PETIZIONE No alla Gelmini 5mila firme PISTOIA. Sono 5000 le firme a sostegno della petizione della Cgil scuola e della Cisl scuola, che sono state raccolte durante le assemblee del personale scolastico di tutta la provincia, nelle riunioni dei genitori e nel volantinaggio.

il quadro normativo ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La legge Gelmini. è la numero 137 sul maestro unico (e un'altra serie di cambiamenti), in approvazione oggi al Senato. Disegno di legge Aprea. Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia, è la prima firmataria di un disegno di legge che prevede, anche per le superiori, la trasfromazione in Fondazioni con la possibilità di trovare partner che ne sostengono l'

Bagnasco: <Halloween?Se resta un gioco, va bene> ( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è una rete che comprende anche ospedali e scuole cattoliche e ha una diffusione capillare senza confronti». E però la cronaca registra segnali sempre più forti di "laicizzazione". La voce di una parte importante del mondo della scuola che manifestra contro il decreto Gelmini accusato di depauperare gli istituti pubblici e grida che l'istruzione è laica.

l'autogestione arriva anche al galilei ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal ministro Tremonti e contro il decreto Gelmini che sta per passare. Galilei. Al classico è iniziata ieri l'autogestione che durerà fino a venerdì. La decisione è stata presa dopo che il collegio dei docenti ha deciso di accogliere la richiesta dei rappresentanti degli studenti, garantendo comunque il regolare svolgimento delle lezioni per coloro che non intendono aderire all'

"devastante la legge gelmini" - zita dazzi ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Devastante la legge Gelmini" Il rettore del Politecnico agli studenti in rivolta: "Sono con voi" Ma don Verzè ribatte "Noi siamo pronti ad applicarla" Lettera online ai 40mila allievi: i tagli uccidono l´università ZITA DAZZI «Se insisterà nella sua decisione, vorrà dire che il Governo desidera uccidere le nostre università».

in cinquemila alla fiaccolata per le elementari ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Molti anche gli slogan: tra i più gettonati «Gelmini, Tremonti, con noi farete i conti», «Un solo grido da qui al Senato, il decreto va ritirato». Alla testa del corteo lo striscione di ReteScuole, in coda l´auto del Pic, il pronto intervento clown, sceso in strada «per risolvere le situazioni impossibili».

così la protesta dilaga su internet - luca de vito ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini arriva su quelle virtuali per sfruttare le risorse di Internet come un grande tam-tam, ma anche come una vera piattaforma di coordinamento. C´è chi apre un gruppo su Facebook dove inserire gli appuntamenti delle manifestazioni, c´è chi tiene aggiornati gli studenti tramite Myspace, chi apre un diario online per registrare giorno dopo giorno gli sviluppi della protesta e chi

ma che spreco usare il web come fosse un tazebao - franco bolelli ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: immagine ce mi viene irresistibilmente in mente guardando l´uso che il movimento degli studenti contro la riforma Gelmini sta facendo del web: un uso - lo dico senza troppi giri di parole -vecchio e limitato. I blog sono infatti molto di più di una moderna versione del megafono, del volantino o della fanzine, non possono essere trattati come semplici strumenti di propaganda.

genova, l'onda della protesta ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in contro il decreto Gelmini Tutti in piazza Matteotti: universitari e studenti medi contro il Decreto-Gelmini. è accaduto ieri, quando la sala dell´auditorium di piazza Sarzano non ha potuto contenere un migliaio di universitari, nelle stesse ore in cui diversi presidi degli istituti superiori non hanno concesso l´aula magna agli studenti.

la regione benedice il movimento "contro i tagli, ricorso alla consulta" ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ieri sono state al centro dei lavori del consiglio regionale dove una rappresentanza del movimento "SOS scuola" composto da studenti, genitori e insegnanti è stata ricevuta dal presidente Mino Ronzitti e dai capigruppo. Il risultato dell´incontro è stato un documento votato all´unanimità con la richiesta al governo di riaprire il confronto con le parti interessate prima della

blocchi stradali e minestrone la protesta diventa "creativa" - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che si sta fondendo con gli studenti medi e i comitati anti-Gelmini "Sos scuola") non rallenta. Anzi, lunedì si è formato un presidio permanente anche a Savona. Oggi, assemblea plenaria al polo di Imperia: «mai successo», commentano i ragazzi. E ieri pomeriggio assemblea fiume - la prima ad Ingegneria - con oltre 500 studenti.

economia "autotassiamoci" - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione di Palazzo Vecchio Daniela Lastri che ieri ha attaccato il ministro Mariastella Gelmini. «Nel decreto Gelmini che oggi dovrebbe essere approvato non esiste un´idea di scuola - ha spiegato l´assessore Lastri - si parla solo ed esclusivamente di tagli sistematici, così anche per la legge 133: non è una riforma, ma la maniera di trovare risparmi ed economie dappertutto».

tutti a bordo verso roma i ragazzi dell'iti manifestano ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: aula polivalente si terrà un dibattito sulle riforme Gelmini e Tremonti con forze politiche del centro sinistra e del centro destra. «Proprio per avere un approccio della questione che non sia di parte. Perché il movimento studentesco non è né politicizzato, né strumentalizzato dalla politica. Semplicemente manifestiamo per difendere la scuola pubblica»,

fiaccole contro la gelmini ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pochi bambini per colpa del maltempo Fiaccole contro la Gelmini Corteo in via Indipendenza. Sul Crescentone la scritta "Fermatevi" ALLE sette di sera la scritta sul Crescentone è composta: «Fermatevi». Grandi lettere bianche ricoperte di lumini. Il decreto Gelmini è in approvazione al Senato e il popolo della scuola, circa 5mila persone ieri sera in Piazza Maggiore,

cinquemila fiaccole in piazza "una veglia per la scuola" - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini», le elementari Armandi Avogli, l´istituto comprensivo 2, le scuole Sanzio con il lenzuolo ricamato ai bordi e la scritta anti-Gelmini preparato per la Notte bianca. Gli studenti che in università studiano da insegnanti reggono lo striscione: «Scienze della Formazione: così non ha più nulla a che fare con l´istruzione preoccupati perché il ministro Gelmini ha chiuso le scuole

in migliaia contro la gelmini ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prato In migliaia contro la Gelmini A Prato prova generale della manifestazione di Roma «è un movimento che non ha colori politici» PRATO. "Nè sinistra nè destra, studenti in protesta". Era questo lo striscione degli studenti universitari del polo di Prato e delle superiori che ha aperto ieri il corte per le strade della città.

"il decreto non poteva passare in silenzio" e valeria comprò al discount 300 lumini ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non accetto prese in giro, menzogne, non sopporto la propaganda: il decreto Gelmini lo so a memoria e non si parla di tempo pieno, quel modello con cui sono cresciuti i miei figli. Primo o poi lo capiranno, chiedo ascolto, ma il dialogo invece è negato. Come possono continuare e ignorarci?». (il.ve.)

gli universitari con i cobas marciano su confindustria ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assemblea No Gelmini insieme ai Cobas. La manifestazione, aperta a insegnanti e genitori delle scuole e a cui hanno aderito i sindacati di base, gli studenti medi, la consulta dei migranti e i centri sociali Vag, Tpo e Crash, partirà domani alle 9.30, da piazza Nettuno, per raggiungere, dopo aver attraversato il centro storico vicolo San Domenico,

foto anti-ministro con modelli per caso a scienze politiche "ci mettono la faccia" ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini no», «Non tagliate il nostro futuro», «La scuola è di tutti», «Viva l´istruzione pubblica». Anna ed Elisa, studentesse di Lingue se lo scrivono da sole il messaggio: «Io sono comunista», e «Io pure». E´ la campagna «Mettici la faccia», lanciata dagli studenti di Scienze politiche per rendere pubblica e condivisa la protesta degli universitari e del mondo della scuola.

il comunale a caccia di fondi - francesca parisini ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: una forma di protesta simile alle lezioni di piazza che le scuole hanno già messo in atto contro la riforma proposta dalla Gelmini. Infine, sempre sulla situazione teatrale cittadina, ieri i sindacati hanno incontrato a Roma i vertici dell´Eti che hanno confermato le intenzioni da parte del Ministero di dismettere i teatri gestiti dall´ente tra cui il Duse di Bologna.

studenti in piazza senza colori politici ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutti contro il decreto Gelmini «I tagli alla scuola renderanno più povero il nostro Paese. Vogliamo coinvolgere tutta la città» PRATO. La prova generale della manifestazione di Roma contro il decreto Gelmini è andata bene. Ieri mattina a sfilare per le vie del centro c'erano un migliaio di studenti del Polo pratese dell'università e delle superiori.

cgil in piazza il 14 novembre - luca sancini ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nei prossimi giorni la mobilitazione del 14 novembre sarà preparata con assemblee nelle fabbriche e negli uffici. E si attende anche una partecipazione del mondo studentesco in queste settimane in lotta contro i tagli a scuole e università, con la Cgil che chiede l´immediata sospensione del decreto Gelmini.

quindici bus con studenti e insegnanti ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: diretti interessati dalla Riforma Gelmini, per i quali il futuro lavorativo all'interno della scuola sembra essere alquanto incerto. Il contributo maggiore arriva dalla scuola media "Mazzoni", che accompagnerà il corteo con ben 40 insegnanti, seguirà l'istituto superiore "F. Datini" con 35, poi gli istituti comprensivi "Don Milani" con 31 e il "Castellani"

vergaio, genitori in aiuto alle maestre ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: senza poter partecipare alla manifestazione contro il decreto Gelmini. Per i lavoratori del pubblico impiego infatti, lo sciopero è in programma il 3 novembre. Ma in quell'occasione, le maestre, i vigili, gli infermieri e le altre categorie del pubblico impiego protesteranno per il rinnovo del contratto e non contro il decreto Gelmini.

cambiare sì, ma in meglio ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori per lo scenario che si sta delineando in relazione al decreto Gelmini», è l'incipit della "lettera aperta" che l'assessore alla Pubblica istruzione Giuseppe Gregori ha indirizzato "agli alunni, alle famiglie, agli insegnanti". «La decisione di tornare al maestro unico nella scuola primaria - scrive Gregori - è del tutto priva di motivazioni educative, pedagogiche e storiche.

studenti in piazza a bari e a roma - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: onda del movimento si riverserà in strada per dire no ai provvedimenti Gelmini e Tremonti. Oltre quattromila baresi hanno già in tasca un biglietto per la Capitale, dove i sindacati hanno chiamato a raccolta il popolo della scuola: ottantadue i pullman in partenza da tutta la provincia e un tasso di adesione allo sciopero che sfiora il 90 per cento.

emiliano manda il gonfalone ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati per opporsi ai tagli e ai provvedimenti dei ministri Tremonti e Gelmini. La decisione è stata presa nel corso di un consiglio comunale nel quartiere San Paolo ed è stata ribadita ieri dal sindaco Michele Emiliano durante la manifestazione degli studenti: «La scuola pubblica è stata fra le prime e costanti priorità di questa amministrazione», ha ricordato il primo cittadino.

sui binari per fermare il treno della gelmini ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Viareggio Sui binari per fermare il treno della Gelmini Gli studenti delle superiori manifestano alla stazione dopo il corteo Cinque-dieci minuti di slogan e cori, poi si sono allontanati VIAREGGIO. Un'occupazione simbolica dei binari. Solo pochi minuti, per non creare eccessivi disagi ai viaggiatori e al traffico ferroviario.

notte bianca nelle scuole di massarosa ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a protestare contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. I presìdi partiranno, entrambi, alle 18. Per il comprensivo 1 sarà "occupata" la scuola media di Massarosa, per il 2 la media di Piano di Conca fino alle 21, poi l'elementare della stessa frazione. Durante la serata sarà sviscerata al dettaglio la proposta di riforma.

buratti e gli assessori tornano sui banchi ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Consiglio comunale ad hoc sul decreto Gelmini al «Michelangelo» FORTE. Un consiglio comunale ad hoc per affrontare le problematiche degli studenti impegnati nella contestazione, che si è allargata a macchia d'olio a tutta la Versilia, al decreto Gelmini. Il sindaco Umberto Buratti, è stato di parola: dopo aver espresso la sua solidarietà al gruppo di studenti del liceo scientifico «

l'onda dilaga nella rete - luca de vito ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è curioso un video dal titolo "Full Metal Gelmin", che riprende le proteste di Milano con in sovrimpressione l´immagine del ministro vestita da soldato. Nei commenti, oltre ai moderati, non mancano quelli che insultano e quelli che protestano contro i manifestanti. "Gelmini p� pagherete caro pagherete tutto" commenta un intemperante su Youtube;

quote rosa per i nomi delle strade ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: annunciata discussione sulla riforma Gelmini. Ma a mettere il bastone tra le ruote alla proposta Matteuzzi, ci hanno pensato gli uomini della parte più a sinistra della stessa maggioranza. I consiglieri Rotondaro, Varrasi e Valentino (Comunisti italiani e Verdi), infatti, hanno cominciato a far combriccola, fino a quando è intervenuto addirittura l'assessore Coggiola,

occupata più della metà degli istituti - gianluca della maggiore ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Voglio dire il mio grazie alla Gelmini». La butta lì come battuta, poi spiega: «Ringrazio la ministra perché ha unito studenti e professori come mai si era visto». Roberto Pincielli, docente di italiano al Nautico ci scherza ma non troppo. E così facendo dà una chiave di lettura interessante per comprendere il virus delle occupazioni sui generis che -

prof e non docenti: è tremonti il nuovo pedagogista-guida ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini. Il documento di prof e non docenti del liceo segnala che le scuole medie e superiori languono «da decenni tra maxi e mini sperimentazioni, in attesa di una vera e propria riforma che tenga conto del radicale cambiamento della società italiana e della cultura in generale (trent'anni fa non esistevano ad esempio le nuove tecnologie ed eravamo solo un popolo di emigranti)

quelle parole mi indignano ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulla sedicente riforma Gelmini. In questo caso e in un paese come il nostro, fondato su una Costituzione Repubblicana che ci conviene tenere ben stretta, il dissenso non è l'espressione di «manipoli della sinistra radicale», come afferma il sig. Zingoni e come forse fa comodo credere, ma piuttosto l'input per un confronto democratico tra le parti che non può che essere costruttivo,

venerdì il sindaco premia i centisti ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presente che proprio il 30 ottobre è in programma a Roma una manifestazione contro il decreto Gelmini e che lei, come tanti altri studenti, desidera partecipare. Da qui la richiesta di spostare la data dell'incontro con i centisti, "dato che - aveva scritto la studentessa al sindaco- mi farebbe veramente piacere poter essere presente all'iniziativa dell'amministrazione comunale».

sondaggi, il premier corre ai ripari "sarà la carfagna il volto del governo" - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulla riforma Gelmini. Insomma, il premier ha deciso che andava fatto qualcosa per raddrizzare la barca e chi meglio della Carfagna per ridare smalto all´immagine del governo? Così ieri, al preconsiglio dei ministri - una riunione solitamente riservata agli alti funzionari - a sorpresa i capi di gabinetto si sono ritrovati di fronte la bella ministra.

la carica suona per 15mila toscani ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Elisabetta Arrighi La carica suona per 15mila toscani In treno e pullman per protestare a Roma contro la Gelmini Partenza nel cuore della notte, ci saranno anche tanti genitori. Ticket ad offerta libera per chi sceglie il bus Saranno almeno 15mila i toscani che domani saranno a Roma per la manifestazione nazionale contro la riforma della scuola del ministro Gelmini.

viareggio, partita a carte sui binari della stazione ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno invaso la stazione di piazza Dante per ribadire il proprio no al decreto sulla scuola varato dal Ministro Maria Stella Gelmini. Un centinaio i ragazzi sulle traversine del terzo binario con qualcuno che, tanto per stemperare il clima, ha improvvisato una partitella a carte. Anche a Prato la prova generale della manifestazione di Roma contro il decreto Gelmini è andata bene.

vergaio, vanno a prendere i figli per far scioperare le maestre ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: senza poter partecipare alla manifestazione contro il decreto Gelmini. Per i lavoratori del pubblico impiego infatti, lo sciopero è in programma il 3 novembre. Ma in quell'occasione, le maestre, i vigili, gli infermieri e le altre categorie del pubblico impiego protesteranno per il rinnovo del contratto e non contro il decreto Gelmini.

decine di cortei invadono roma ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ancora una giornata di proteste in tutta Italia per chiedere il ritiro del decreto Gelmini approdato ieri in Senato. Proteste che, a partire dall'assedio di Palazzo Madama durato fino a tarda ora, culmineranno nello sciopero generale e nella manifestazione nazionale di domani a Roma, per la quale sono pronti a partire nove treni speciali e quasi mille pullman.

Lezioni in piazza <No a tagli suicidi> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è stato proiettato un filmato sulla protesta degli studenti francesi nel 2006, si è discusso e ascoltato musica. Oggi altre iniziative sono in programma nelle facoltà, mentre domattina, giorno dello sciopero della scuola, gli universitari si uniranno nel corteo degli studenti medi, dei genitori e degli scolari contro il decreto Gelmini.

Studenti universitari, lezioni all'aperto ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI LA PROTESTA DELLA FACOLTÀ DI LINGUE ? BERGAMO ? PROSEGUONO anche a Bergamo le iniziative di protesta degli universitari contro la riforma del ministro Gelmini che oggi dovrebbe essere votata in Senato. In attesa della manifestazione che è stata organizzata per la mattinata di domani, ieri mattina circa duecento studenti della Facoltà di Lingue e Letterature straniere hanno

Bullismo a scuola Protagoniste alcune studentesse ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini va appunto in questa direzione. Come aveva detto a inizio anno, è incomprensibile infatti che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi, poiché anche la condotta ha la sua valenza ed il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione.

Identikit dello studente di destra ( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al coro «duce, duce» contestano il ministro Gelmini. Per ora sono radicati soprattutto nella capitale. E a Verona. Auspichiamo di arrivare finalmente ad una unità generazionale che abbatta i muri che i tessitori d'odio hanno costruito per anni 29/10/2008

Zecche e fasci ora si parlano ( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è cominciata così la giornata di assedio studentesco del Senato che discuteva il decreto Gelmini, con il furgone del sit in del Blocco studentesco piazzato nel budello della Corsia agonale, tra piazza Navona e il Senato, e un corteo dell'Unione degli studenti che partiva da piazza della Repubblica diretto verso la stessa strettoia.

<Sport Anch'io> va in aiuto di mente e corpo ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: plauso del ministro alla Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. che lo definisce «Un progetto che mi auguro possa divenire un esempio da seguire». I corsi tenuti da educatori affiancati da un?équipe specializzata diretta dal professor Franco Larocca dell?Università degli Studi di Verona, cattedra Pedagogia speciale, sono a numero chiuso di 15 iscritti, più uno diversamente abile.

Imbarazzo in Bocconi Il rettore vuol contegno dai prof anti-Gelmini ( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini PROTESTA GENTILE. Gli studenti hanno chiesto e ottenuto dai docenti solidarietà contro la riforma. Ma venerdì s'inaugura l'anno accademico con Napolitano e Provasoli chiede «rispetto». di Alessandro Da Rold Milano. In città c'è un uomo "preoccupato" per quello che potrebbe accadere venerdì prossimo dalle parti di via Sarfatti.

Decreto Gelmini Veltroni chiede il ritiro ( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: le notizie Decreto Gelmini Veltroni chiede il ritiro «Insisto con la richiesta al governo di ritirare il decreto Gelmini e avviare il confronto». Walter Veltorni ribadisce la posizione del partito democratico e chiede un confronto serio prima di licenziare il provvedimento.

Gli studenti in sciopero marciano sulla stazione ( da "Giorno, Il (Como)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: capitale della protesta studentesca contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini, per quanto riguarda tutta la zona: ieri mattina si è svolto con corteo spontaneo in marcia verso la stazione centrale delle Fnm: qui mezz?ora si è svolto un presidio a ridosso dei binari. Alla manifestazione hanno partecipato anche gli allievi di scuole superiori di Limbiate e Cesano Maderno,

In 1.200 sotto la pioggia: ''La storia siamo noi'' ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e perfino i fischietti da protesta avanzati dalla vicina manifestazione polemica degli studenti per la riforma-Gelmini. POCHI ATTIMI prima dello start di massa, il blitz del senatore fabrianese Francesco Casoli in una breve pausa dei lavori parlamentari. ?Non ho tempo per marciare con voi ma vi sono profondamente vicino?, le sue parole pochi attimi prima dell?

Scuola, assedio al Senato Oggi il voto sulla riforma ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il dibattito sul contestato decreto Gelmini, è stato preso d'assedio dagli studenti sin dal mattino ? una protesta a tratti rumorosa, con qualche scaramuccia tra sigle di opposti schieramenti, proseguita fino a tarda notte ? e cortei e manifestazioni hanno attraversato tutto il Paese.

SIT IN IERI in piazza XX Settembre contro la riforma Gelmini, organ... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 19 SIT IN IERI in piazza XX Settembre contro la riforma Gelmini, organ... SIT IN IERI in piazza XX Settembre contro la riforma Gelmini, organizzato dal comitato docenti-genitori per la difesa della scuola pubblica di S.Orso. Nel gruppo anche la consigliera regionale Adriana Mollaroli. Di fronte alla fontana c?

E' IL GIORNO della protesta degli studenti contro la riforma della scuola di... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protesta degli studenti contro la riforma della scuola disegnata dal ministro Gelmini. O meglio: è la prima giornata della manifestazione che i ragazzi delle superiori hanno organizzato per discutere il decreto contestato scegliendo la formula della discussione in alternativa a quella sterile dell?occupazione. Si inizia oggi in piazza Caduti per la libertà: appuntamento alle 18 per un?

Braccio di ferro con qualche <no> solo di facciata ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approva il decreto Gelmini nonostante le proteste di piazza; sostiene la riforma elettorale nonostante gli appelli dell'opposizione e la moral suasion quirinalizia. Dunque, nulla di nuovo nella linea del PdL. È vero che la Lega sembra un po' più morbida in questa contrapposizione, e inoltre alcuni sospettano che An non sarebbe del tutto soddisfatta del testo (

E la scuola spacca l'opposizione: il Pdl isolato sul consiglio tematico ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: VOGLIAMO dare voce attraverso un consiglio straordinario a genitori, studenti, insegnanti che manifestano contro il decreto Gelmini». La capogruppo del Pd, Elena Costa, annuncia così l?iniziativa della maggioranza (Pd, Idv, Sinistra arcobaleno) che impegna il presidente del consiglio comunale a convocare al più presto, comunque entro un mese, una seduta tematica. L?

di GUIDO GUIDI * PREFERISCO vedere gruppi di studenti manifestan... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impressione che i movimenti di piazza di questi giorni contro il decreto Gelmini pecchino, in molti casi, dello stesso vizio di disinformazione. E? ovvio che gli studenti hanno il diritto-dovere di manifestare per una formazione alta e qualificata. Devono manifestare anche per avere accessi liberi, aule adeguate, collegi ospitali (non a Castelcavallino), trasporti efficienti,

di LARA OTTAVIANI MANIFESTAZIONE di qualità, più che di quantità... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro i provvedimenti del Ministro Gelmini. Le cifre sulla partecipazione all?assemblea in piazza della Repubblica ieri mattina sono oscillanti, come sempre in queste occasioni: chi dice 500 scarsi, chi 1.500, chi addirittura 2.500 persone, la Questura sostiene 600. Al di là dei numeri, si potrebbe rilevare che sono intervenute ancora una volta compatte tutte le componenti dell?

Ingegneria, la carica dei mille ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la carica dei mille Serpentone di protesta in Facoltà contro decreto Gelmini e legge 133 IN CORTEOAnche gli studenti anconetani non accettano la riforma presentata dal Governo di ILARIA TRADITI UN «SERPENTONE» lungo come tutto il perimetro dell?edificio della Facoltà di Ingegneria, formato da oltre un migliaio di studenti, ricercatori, personale Ata.

di GIUSEPPE BALDUINI * TUTTI I NODI vengono al pettine. La stata... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli studenti organizzano manifestazioni di protesta contro il Decreto Gelmini: la protesta diventa un pretesto quando è strumentalizzata solo verso una parte politica e soprattutto quando non tiene conto o nasconde che le difficoltà dell?Università di Urbino dipendono in gran parte dall?incapacità di chi ha sperperato le sue risorse.

Misiani (Pd): tagliate le risorse anche alle scuole non statali ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I ministri Tremonti e Gelmini hanno drasticamente tagliato anche le risorse alle istituzioni scolastiche non statali (previste dalla legge del 2000 sulla parità scolastica, voluta dal centrosinistra), che scenderanno da 535 milioni di euro nel 2008 a 402 nel 2009 (-24,9%), 406 nel 2010 e 312 nel 2011».

Bogliolo: <Non è vero che avremo un'ispezione. La notizia era falsa> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Certo che la dichiarazione del Ministro Maria Stella Gelmini aveva a di poco destato attenzione: in cinque Università, Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino, che dimostravano poca chiarezza nei propri bilanci, sarebbero arrivati i controlli, tra queste anche Urbino sarebbe stata nel mirino. «Era semplicemente una notizia falsa ?

Non solo luci, a Natale ecco le vetrine sonore ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: altra sera ai diretti interessati da Francesca Gelmini, della Divisione spazi e tempi urbani del Comune di Bergamo. Si tratta di un'anticipazione di un programma che verrà presentato più avanti e la cui assoluta novità sono appunto le vetrine sonore che legheranno idealmente i luoghi del centro città in un percorso natalizio in note.

Maestre preoccupate per il decreto Gelimini: rischia di sparire l'istituto di Mondaino ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione, Maria Stella Gelmini, potrebbero costare all?Istituto comprensivo di Mondaino l?accorpamento con il plesso di San Giovanni in Marignano. Questione di numeri. A così poco potrebbe ridursi il valore socio-educativo di quello che nel ?97 fu il primo istituto comprensivo in Regione, uno dei 22 in tutt?

La zeppa scuola s'insinua nella pax berlusconiana Pubblico/Privato ( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: preoccupa il modo in cui sia Berlusconi sia la Gelmini reagiscono alla protesta. Sembra quasi che non l'avessero messa nel conto, come se il premier si potesse illudere che la pax berlusconiana bastasse a disinnescare le resistenze. Avviene invece che su questa classica buccia di banana, quale l'istruzione è sempre stata per tutti i governi della Prima e della Seconda Repubblica,

PROFESSOR BERLUSCONI ( da "Unita, L'" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PROFESSOR BERLUSCONI La riforma Gelmini rischia di portare al fallimento gli editori scolastici puri. Resisteranno al blocco delle adozioni solo quelli che coprono altri settori del mercato. Sono quattro su circa trecento. Uno, Mondadori scuola, ha già acquisito il controllo di quindici società del settore

<Non siamo nel comitato> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: le famiglie sui cambiamenti contenuti nella riforma Gelmini, i genitori si sono uniti per promuovere una campagna di informazione e sensibilizzazione sugli effetti del nuovo provvedimento. Gli insegnanti, pur condividendo le posizioni delle famiglie, preoccupate delle ricadute che avrà la riforma Gelmini in termini di qualità della formazione, per ora non fanno parte del comitato»

<Una protesta di partito> E Giannotti la segnala alla Corte dei Conti ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presentato un esposto alla Corte dei Conti per fare luce sui «finanziamenti» della manifestazione di ieri contro il decreto Gelmini. «La manifestazione ? spiega Giannotti ? è stata indetta da Ucchielli per ?esprimere il dissenso dei sindaci e delle organizzazioni sindacali?. Nell?invito alla protesta Ucchielli parla di tagli pesanti agli organici e chiusura di plessi scolastici.

Tanti sindaci alla guerra: <Qualsiasi cosa accada non chiuderemo le aule> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Uniti cambieremo il decreto Gelmini» di ELISA VENTURI «UNA MANIFESTAZIONE per esporre le nostre idee». Così ha definito l?incontro di ieri, spostato nella sala del consiglio provinciale, il presidente della provincia, Palmiro Ucchielli. Davanti a una platea fatta da genitori, insegnanti, bambini, pochi giovani e tanti sindaci.

OLTRE mille studenti universitari anconetani hanno manifestato alla Facoltà ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 OLTRE mille studenti universitari anconetani hanno manifestato alla Facoltà ... OLTRE mille studenti universitari anconetani hanno manifestato alla Facoltà d?Ingegneria contro il decreto Gelmini e la legge 133. Presenti rappresentanti sindacali e del mondo della scuola. Traditi a pagina III

Dalle aule alla piazza ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 8 Dalle aule alla piazza Gli studenti fra autogestioni e cortei NON SI PLACA la protesta contro il decreto del ministro Gelmini. Da ieri mattina i ragazzi di altri istituti si sono uniti a quelli di Einstein, Serpieri, Einaudi e Belluzzi, in agitazione da lunedì mattina. Inizierà questa mattina l?autogestione al Marco Polo. E la stessa decisione è stata presa dai ragazzi dell?

Davanti al Senato sit in anti Gelmini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Primo Piano Pagina 102 Davanti al Senato sit in anti Gelmini Cortei dal Nord al Sud, la dura protesta riscalda lo sciopero --> Cortei dal Nord al Sud, la dura protesta riscalda lo sciopero ROMA Un voto scontato al Senato e uno sciopero generale che promette di portare in piazza migliaia e migliaia di persone e, intanto, scalda gli animi: in vista di questi due appuntamenti (

Veltroni: ritirate il decreto e discutiamo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Difende la Gelmini e sbotta contro la protesta. «Tutte le volte che c'è stato un cambiamento nella scuola, la sinistra ha sempre sostenuto le ragioni opposte alla riforma come quando si è passati dal maestro unico al maestro plurimo; anche allora la sinistra con i suoi giornali, La Repubblica e L'Unità in testa,

Il Terrapieno diventa aula di Medicina ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La protesta universitaria contro la riforma imposta dalla legge Gelmini assume effetti dirompenti. Ieri mattina a Cagliari studenti e docenti di Medicina hanno seguito la linea tracciata dai colleghi di altre facoltà: lezioni in piazza. Con un banchetto improvvisato e megafoni nuovi di zecca gli aspiranti camici bianchi si sono dati appuntamento in viale Regina Elena,

Lettere sotto i portici Crispo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: A scuola sotto la pioggia per dire no alla riforma Gelmini e ai tagli della finanziaria. Lezioni all'aperto per gli universitari della Facolta di Lettere e Filosofia e per quelli del secondo anno di Architettura. A Sassari, professori e studenti si sarebbero dovuti trovare in piazza santa Caterina, ma, causa maltempo, hanno dirottato la lezione sotto i portici Crispo.

Il dissenso parte dal Siotto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si stanno incontrando per discutere e organizzare iniziative contro la riforma Gelmini. Ieri mattina gran parte degli alunni del Classico hanno occupato viale Trento, bloccando il traffico per almeno un'ora. Più tardi sono stati raggiunti da delegazioni di altri istituti e insieme hanno deciso il piano dei prossimi giorni: oggi manifesteranno davanti alla sede dell'Unione Sarda,

Alle scuole medie di Alfonsine oggi protesta contro il ministro ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini in programma in questi giorni nei Comuni del comprensorio lughese. Organizzato dall?assessorato alle politiche educative del Comune di Alfonsine, oggi alle 17, all?auditorium delle scuole medie di Alfonsine in via Murri, incontro per «comprendere i mutamenti già intervenuti e che interverranno nella scuola a seguito dei provvedimenti del Governo e le conseguenze per le famiglie»

NIENTE lezioni, questa settimana, nelle scuole superiori lu... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini. Al liceo, occupato da lunedì mattina, verso le 13 di ieri si sono aggiunti tutti gli altri istituti superiori di Lugo: Itc Compagnoni, Ips Stoppa, Ipsia Manfredi e Iti Marconi hanno infatti decretato lo stato di occupazione che proseguirà fino a venerdì.

Lezione autogestita sul decreto Gelmini ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 5 Lezione autogestita sul decreto Gelmini Ieri al Galilei gli studenti si sono confrontati sul futuro della scuola, ma senza toni accesi di SILVIA VIGNATI OGGI IL DECRETO Gelmini arriva in Senato per la votazione finale. Ieri mattina gli studenti del liceo Galilei lo hanno presentato ai loro coetanei e discusso.

<Evviva la riforma Gelmini> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 18 «Evviva la riforma Gelmini» Docente ai ragazzi: «Studiate, non fate i piagnoni» di MARIO BOVENZI UN MAZZO di rose e un bigliettino. Sulla carta rosata si legge ?Ci mancano le sue coinvolgenti e uniche lezioni?, firmato le ragazze della IV Bs. Quei fiori le sono arrivati quando era malata.

IL MALTEMPO non ferma la fiaccolata di protesta per il decreto Gelmini a Marzabot... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 18 IL MALTEMPO non ferma la fiaccolata di protesta per il decreto Gelmini a Marzabot... IL MALTEMPO non ferma la fiaccolata di protesta per il decreto Gelmini a Marzabotto. Le mamme e i papà hanno sfilato ieri, alle 18, con le fiaccole, dalla scuola alla piazza del paese, con l?ombrello sottobraccio per ripararsi in caso di ripresa della pioggia.

La protesta arriva a Castenaso Una fiaccolata contro il decreto ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: oggi il decreto Gelmini diventerà legge dello Stato, ma, intanto, in tutta Italia non si placano le proteste degli studenti e degli insegnanti. E anche a Castenaso ci si organizza per dire no alla riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi. Domani, alle 18,30, in piazza Zappelloni, genitori, bambini, docenti,

IL CONSIGLIERE comunale di Forza Italia - Popolo della Libertà di Longiano A... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: quella della sinistra che sta strumentalizzando la protesta contro la riforma Gelmini, l?intera opinione pubblica. Retaggio di una cultura- quella sovietica, dura a morire soprattutto in terra di Romagna. E? l?ulteriore prova della necessità di un ricambio politico, mai prima d?ora auspicato come oggi e atteso alle elezioni amministrative del 2009».

Scuola, gli studenti assediano ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Casomai non conoscono bene i dettagli del decreto Gelmini, né sono in grado di argomentare gli effettivi disagi che questa contestata riforma farà loro piovere sulla testa, ma un?idea chiara gli studenti in lotta ce l?hanno: credono che la protesta sotto il Senato alla fine gli darà ragione.

E in Aula scoppia la bagarre tra ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del decreto Gelmini, l?opposizione al Senato ? capitanata da Idv ? ha messo in scena una singolare protesta: gli applausi, appunto. Dopo aver sventolato per qualche minuto cartelli con slogan provocatori («La chiamate istruzione ma create distruzione», «L?

COMUNQUE vada a finire questa <bolla> di protesta che scuote le mura de... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Colpa di Tremonti e della Gelmini se siete al collasso, se la ricerca langue? Intendiamoci, non è colpa neppure di Fioroni, anche se la Finanziaria di Prodi prevedeva più o meno lo stesso volume di tagli. Forse, più semplicemente, la colpa è di tanti, anche di questa falange indignata di dimissionari, messa di fronte all?

ROMA APPLAUSI. Per contrastare l'approvazione del decreto G... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del decreto Gelmini, l?opposizione al Senato ? capitanata da Idv ? ha messo in scena una singolare protesta: gli applausi, appunto. Dopo aver sventolato per qualche minuto cartelli con slogan provocatori («La chiamate istruzione ma create distruzione», «L?

<Non ci ferma una nuvola> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro il decreto Gelmini. Il corteo, organizzato in piazza del Popolo, con tanto di ceri, per ieri sera, è stato infatti annullato a causa del maltempo. Si sono invece tenute, sempre in piazza nel pomeriggio dalle tre alle cinque, due ore di lezione a cui hanno preso parte gli studenti del polo scolastico Archimede.

Cortei, lezioni all'aperto e occupazioni L'<Onda> ora travolge anche Forlì ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scopo: il ritiro del decreto Gelmini. OGGI È IL GIORNO degli universitari, che puntano soprattutto a diffondere informazioni approfondite sulle conseguenze non solo della riforma ma anche della legge 133 sui tagli alla spesa pubblica. Oltre ad aver allestito due punti informativi, nell?

se all'università arrivano le fondazioni private ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: CONTRO LA GELMINI Se all'università arrivano le fondazioni private Dico al signor Meini, il quale afferma che non tutti sanno di cosa tratta la legge 133/2008 ("Il Tirreno" del 22), che anche lui tanto informato non è. Studio all'Università di Pisa e in tutte le manifestazioni alle quali ho partecipato non ho visto una sola volta «

l'inutile decisionismo - enrico dello sbarba ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è quanto sta accadendo con la legge 133 della Gelmini nata per i tagli della finanziaria ai quali il poco coraggioso ministro dell'Istruzione ha dovuto inchinarsi proponendo provvedimenti (alcuni decisamente azzeccati) che hanno provocato il finimondo. Resta poi da capire, e su questo il Cavaliere è stato reticente, cosa resti della riforma dell'ex ministro Moratti:

circo massimo ( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: al decreto Gelmini, al Lodo Alfano o a tutto il resto? No, Ce ne sono molti altri. Io non ho avuto la possibilità di andare a Roma, ma ero lì con il cuore. E come me tanti altri. Lei, signor presidente del Consiglio, non è "sceso in campo", si è messo nel "mercato della politica" e ha saputo vendere bene il suo prodotto,

Sit-in e lezioni all'aperto Studenti contro il decreto ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Studenti contro il decreto Per ora nessuna occupazione di edifici scolastici LA PROTESTA contro la riforma Gelmini sta dilagando anche in città. Dopo la manifestazione dell?11 ottobre, gli studenti fermani sono tornati a far sentire la loro voce ieri mattina, alla vigilia della votazione del decreto in Senato. Lo hanno fatto dandosi appuntamento nel piazzale del Liceo scientifico ?

Le aspiranti maestre col grembiule nel 1950 ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Avevamo 35/40 alunne - scrive a "Come eravamo" - e mai un problema di disciplina. Tutte col grembiule, come vuole la Gelmini. Mostravano il volto, non la ciccia. Non ricordo i nomi di tutte, mi piacerebbe che mi scrivessero, a Cagliari, in via Paoli 57».

di EMANUELA ASTOLFI NON APPLICHERANNO il decreto sulla scuola del ministro Gel... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulla scuola del ministro Gelmini e se neccessario sono disposti a farsi commissariare. Venti amministratori dei piccoli comuni della provincia di Ascoli hanno lanciato un grido d?allarme al prefetto, Alberto Cifelli, e mostrato tutta la loro disapprovazione nei confronti della riforma sulla scuola che, nel Piceno, porterà alla chiusura di 33 plessi scolastici con meno di 50 alunni.

Fiaccolata in città per fermare il decreto Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 6 Fiaccolata in città per fermare il decreto Gelmini Corteo con almeno 500 persone NEMMENO la prima pioggia battente dopo mesi di siccità ha spento le fiaccole degli insegnanti e dei genitori scesi ieri sera, per le vie del centro storico di Reggio, ad esprimere il proprio dissenso nei confronti del decreto Gelmini, e cercare di fermarne l?

In strada contro il decreto I genitori bloccano il traffico ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori bloccano il traffico Insieme agli insegnanti ieri alle elementari Bosco di FRANCESCO GERARDI «GELMINI, Gelmini, giù le mani dai bambini!». E ancora: «Se mi aiutate potrò esser parte, ma senza sostegno starò in disparte!». Elementari San Giovanni Bosco di via Bismantova, ore 16,30: all?ingresso della scuola va in scena la protesta contro il decreto Gelmini da parte del ?

CASTORANO MENTRE a livello nazionale si si assiste ad uno scamb... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori e rappresentanti sindacali per discutere in merito alla riforma Gelmini che mette a rischio la scuola materna locale. All?incontro ha partecipato il sindaco Franco Pezza che ha illustrato la situazione ed ha cercato di rassicurare i genitori fortemente preoccupati. «Non è ancora chiara la situazione ? hanno dichiartato preoccupati alcuni genitori ?

<Veltroni mi insulta, vuole il muro contro muro> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: complice il clima rovente sul decreto Gelmini, non è di umore bipartisan: dopo aver spiegato di non aver digerito le dichiarazioni di Veltroni sulla sua scarsa democraticità, rilancia: «Ci troviamo di fronte a un?opposizione che approfitta di questi momenti delicati per portarci allo scontro frontale».

@BORDERO:<SI TRATTA di uno sciopero imposto>. Ugo Liberi, capogru... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assenza degli alunni alle lezioni, impedendo anche ai numerosi insegnanti che hanno garantito la presenza, di esercitare liberamente le proprie opinioni, prevaricando i diritti di tutti i contrari allo sciopero, e di chi vede favorevolmente la riforma Gelmini».

<No alla riforma> ma senza scioperi ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI, IL LICEO VICO SCEGLIE IL SIT-INFORMATIVO ? CORSICO ? ANCHE IL LICEO scientifico Gian Battista Vico si unisce alle proteste diffuse in tutta Italia contro il decreto di riforma della scuola, siglato dal ministro Maria Stella Gelmini. Lo fa in modo diverso: niente girotondo, niente scioperi ma informazione e dibattito per entrare nel merito di una riforma che fa discutere.

Dopo la fiaccolata anti-Gelmini, oggi lezioni in piazza - Ma che cosa dice questa legge 133? ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 29-10-2008)
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Abstract: Dopo la fiaccolata anti-Gelmini, oggi lezioni in piazza - Ma che cosa dice questa legge 133? E' partita da piazzale Picelli la fiaccolata di protesta "anti-Gelmini" . Studenti e docenti si sono trovati per manifestare contro la legge 133. Intanto, è stato approvato il calendario delle lezioni che si terranno in piazza oggi.

Murales, vernice pagata da Duplex ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: DOPO gli incontri di Fomigine della settimana scorsa, ad altissima partecipazione, i genitori degli alunni delle scuole del distretto ceramico hanno organizzato una nuova riunione che si terrà stasera al cinema teatro Astoria di Fiorano alle ore 21. Si parlerà del decreto Gelmini. Prosegue la raccolta di firme per bloccarlo.

Fiaccolata in centro. Occupato il Manzoni I rettori: rischiamo dimissioni in massa ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
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Abstract: REDAZIONALE Scuola Proteste anti-Gelmini Fiaccolata in centro. Occupato il Manzoni I rettori: rischiamo dimissioni in massa Occupazioni alle superiori, dall'Agnesi al Boccioni. E poi cortei, lezioni all'aperto e sit-in sui binari. Cresce la protesta nelle scuole. Fiaccolata in centro: più di mille insegnanti, studenti e genitori in corteo.

Il Bo protesta con il funerale all'istruzione ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Docenti e studenti con le fiaccole in mano fino in Prato della Valle contro la riforma Gelmini «L'Università di Padova si spegne dopo 786 anni». La manifestazione condivisa dai professori. Appello del rettore PADOVA – Il cielo, ancora carico di pioggia, non promette affatto bene. Ma poco importa. Perché quella che andrà in scena stasera, appuntamento alle 17.

Zaccaria e Bittante per il dopo Milanesi ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono solamente la contestata riforma Gelmini e i tagli di Tremonti, quanto piuttosto le prime voci sulla prossima tornata elettorale accademica. Tra maggio e giugno, infaustamente in perfetta coincidenza con il rinnovo di Palazzo Moroni, gli oltre duemila docenti del Bo saranno chiamati ad eleggere il successore di Vincenzo Milanesi, che entrerà in carica poi tra un anno esatto,

E l'Anci chiede la sospensione del decreto legge ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assessore comunale alla Scuola Claudio Piron contro la Gelmini, preoccupato per il futuro delle elementari e medie cittadine. «I tavoli cui era solito prendere parte lo Stato insieme alla Regione, alla Provincia e al Comune, sono saltati ai primi di ottobre – accusava ieri Piron, di ritorno da un summit dell'Anci –

Assemblee e un'autogestione E oggi ancora sit - in ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: del ministro Gelmini. I liceali, che hanno riempito due sale del cinema Raffaello, hanno avuto modo di ascoltare gli interventi di esponenti del Pd, di Azione Universitaria e dei sindacati, per farsi un?idea più completa sul decreto legge. In piazza Grande, poi, nel corso della mattinata di ieri era possibile incrociare alcune classi delle medie impegnate in equazioni matematiche:

<QUELLA che vogliono i ministri Tremonti e Gelmini è una scuola dei men... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 3 «QUELLA che vogliono i ministri Tremonti e Gelmini è una scuola dei men... «QUELLA che vogliono i ministri Tremonti e Gelmini è una scuola dei meno. Meno istruzione, meno cultura, meno obbligo scolastico, meno partecipazione, meno autonomia e meno integrazione di stranieri e disabili».

Ufficio scolastico, Barile sostituisce Venturella ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: travolto dall'ondata di scioperi e manifestazioni contro il decreto Gelmini e i tagli all'istruzione. Proprio domani gli studenti protesteranno in massa a Roma: dopo la manifestazione di venerdì per le vie del centro, una folta delegazione della Rete degli Studenti medi di Rovigo sarà in corteo a rappresentare il Polesine.

UN TEMPO i fatti privati si sussurravano all'orecchio degli amici, e il pass... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gli spazi virtuali messi in rete negli ultimi mesi per fomentare e unire la protesta contro (o pro) la riforma Gelmini. Ci sono quelli prettamente universitari, che sfruttano l?ironia e la cultura accademica per esprimere la loro critica, e ci sono i ragazzi delle superiori, più frizzanti, che lanciano proposte su proposte. «Domani tutti in piazza!» è la frase che non manca mai.

L'<onda> blocca i binari Dirottati i treni delle Nord ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scandendo slogan contro il decreto Gelmini, sotto gli occhi di carabinieri e polizia locale. Il presidio è stato abbandonato dopo circa mezz'ora. Bilancio: i treni sono stati dirottati per evitare il blocco. Come detto, i carabinieri stanno valutando se inviare una nuova segnalazione alla Procura dopo quella scaturita dalla manifestazione di lunedì,

Elena e Laura: noi, le due apolitiche che riportano in piazza la Cattolica ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Ci dicono: bellissimo il discorso di Calamandrei». Apolitiche, apartitiche. Ma, da una settimana, decise e convinte: «Il potenziale anti-Gelmini alla Cattolica è più ampio». Per questo ora dialogano con i ciellini. «Dura. Però, chissà». Agostino Gramigna

Fiaccolata in centro, Manzoni occupato ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini di genitori e studenti. I ragazzi della Bocconi: appello a Napolitano, salvi l'università Fiaccolata in centro, Manzoni occupato Agnesi, assedio al provveditorato. Il rettore Decleva: colpo mortale agli atenei I licei Parini, Berchet e Severi verso il blocco delle lezioni Oggi alla Statale lezione del premio Nobel Dario Fo Compatti.

VIGNOLA GRANDE partecipazione all'incontro al T... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del Decreto Gelmini? E qui a Vignola?». Al convegno, organizzato da docenti e genitori, oltre a 130 vignolesi hanno partecipato il segretario provinciale Cisl Luigi Belluzzi, il segretario provinciale Cgil Cinzia Cornia e l?assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Vignola Maurizia Rabitti.

Scuola, battaglia in Senato ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Cortei in tutta Italia contro la Gelmini, sit in a Palazzo Madama. Oggi il sì al decreto Scuola, battaglia in Senato Europee e preferenze, Napolitano chiede dialogo. Berlusconi: impossibile ROMA — Oggi il voto in Senato ma la protesta degli studenti non si ferma. Per domani sono attesi a Roma 9 treni speciali e quasi mille pullman per lo sciopero.

Don Verzé: Università tarlata, giusto ribellarsi ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Don Verzé non parla della riforma Gelmini, all'inizio dice tutta la sua «gioia e fierezza» per una cerimonia «senza autorità governativa», in realtà c'è il sottosegretario Ferruccio Fazio «che però, prima di tutto, è un raffaeliano». No, il padre del San Raffaele parla della sua idea di riforma, «l'università è del cittadino e non dello Stato,

Cortei in tutta Italia, in tremila al Senato ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini butta la pasta, Gelmini butta la pasta... ». Assedio sonoro. All'ora di cena, ieri sera, erano ancora là, gli studenti in rivolta. Davanti al fortino di Palazzo Madama, blindato da polizia e carabinieri. Studenti medi e universitari insieme: «Né rossi né neri, solo liberi pensieri», cantavano in coro per ribadire ancora una volta la loro volontà di non essere strumentalizzati

Eco bacchetta i ragazzi <Combattete per i baroni> ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scambia vivaci battute con gli studenti in assemblea sulla lotta al decreto Gelmini: «I tagli danneggiano più i professori che gli studenti: è molto curioso che facciate una battaglia del genere per i baroni». Per Eco, comunque, è curioso che questo movimento «sia sganciato dai partiti ma voglia comunque riforme politiche: un progetto politico prima o poi deve venire fuori».

Il cuscino di protesta ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE A Roma Il cuscino di protesta Una studentessa del movimento contro la riforma Gelmini annuncia come si concluderà il sit-in di protesta davanti al Senato

LalezionediVattimo ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE A Torino LalezionediVattimo Ieri il professor Gianni Vattimo, in ruolo fino al 31 ottobre, ha tenuto una lezione di protesta contro il decreto Gelmini in piazza Vittorio Veneto

La <barricata> del ricercatore <Lascio l'ateneo dei baroni> ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma nascondersi dietro alla Gelmini è puerile. Un alibi. Esiste una precisa responsabilità dei vertici dell'ateneo che in questi anni hanno praticato dissennate politiche di gestione del personale. Tanto, a pagare sono sempre i più deboli, cioè noi. Basta, ho deciso di fare anche azioni di protesta personali».

Facebook, minacce e insulti alla Gelmini Ma c'è anche chi si è <innamorato> ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Uno dice: "Affoghiamo quell'idiota della Gelmini in un barile di salamoia"». In effetti la guerra su Facebook impazza. Non mancano gruppi a favore: da «Io sto con la Gelmini», con il ministro santificata con l'aureola, fino a «Mi sono innamorato della Gelmini» e «Un ministro con le palle».

Decreto sulla scuola, bagarre in Aula Pdl-Pd ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Decreto Gelmini: ieri pomeriggio si è scatenata una vera e propria bagarre al Senato, ma il provvedimento va avanti. Il Pd ha ottenuto un'ora e mezzo in più di tempo per intervenire sugli emendamenti (tutti respinti), ma stamattina il provvedimento diventerà legge.

Occupazioni e cortei a macchia di leopardo ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini bocciata, la scuola ti ripudia» e «Io qui non c?entro». Nel pomeriggio un centinaio di ragazzi ha lasciato il liceo e si è mosso in corteo verso il centro per partecipare alla fiaccolata di Retescuole. Per oggi è prevista un?assemblea con la partecipazione dei professori, poi gli occupanti parteciperanno ai cortei che i Collettivi intendono organizzare in diverse zone della

Il Governo si impegni per la libertà di scelta scolastica ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il primo è che il Ministro Gelmini faccia proprio l?emendamento che è stato presentato da una quarantina di deputati di PdL e Lega Nord che recupera le risorse per le scuole paritarie da spese di funzionamento dei Ministeri, senza togliere risorse alla scuola statale. Il secondo è quello di intervenire, ma subito, sul fisco delle famiglie,

<L'università crolla, il futuro è nel privato> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università della riforma Gelmini. «Voglio ovviamente la trasformazione degli atenei ? dice il rettore ? quindi sono con i giovani quando protestano, ma non quando occupano le aule, perché l?università italiana ormai è decadente. Non è uno scandalo, ma non capisco perché noi italiani, intelligenti come siamo, non possiamo essere grandi come Harvard e gli atenei inglesi e americani,

<Io, di destra all'Artistico: sfilo coi compagni> ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: era subito dietro e diceva la sua contro la Gelmini con la più tipica espressione della destra estrema, il saluto fascista. Ieri Teo è tornato a manifestare con gli altri del «Ripetta» e ha intonato slogan sotto l'acqua battente che non ha risparmiato i manifestanti a Piazza Navona. «Sono cresciuto a Torpignattara ma da qualche anno mi sono trasferito con la famiglia fuori Roma,

Una giornata particolare ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-29 num: - pag: 2 categoria: BREVI Una giornata particolare A destra universitari in corteo. Sopra i «Magi» e le firme anti-Gelmini. A sinistra, lezione di ingegneria al Colosseo (Jpeg)

<In corteo sotto la sede di Unindustria> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultimo giorno utile, «no» al decreto Gelmini. Il ritrovo era alle 18 in Piazza Maggiore con candele, lumicini e ceri per formare la scritta «Fermatevi» e fare metaforicamente luce sulla situazione della scuola. ALLE 18,15 inizia a piovere, si aprono i primi ombrelli, qualche bambino inizia a piangere.

A QUALUNQUE costo, anche se la Questura dovesse opporsi, la sede di rappresentanza di Unindustria in... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Tremonti operano i tagli, ma chi muove i fili è Confindustria», tuona il coordinamento No Gelmini dalla scuola dell?infanzia, firma dietro cui spuntano i collettivi universitari e i Cobas. Realtà che, insieme ai centri sociali Crash, Tpo e Vag 61 e al coordinamento Migranti, domani sfileranno da piazza Nettuno (

E in via Zamboni il <no> dei collettivi con murales e musica ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ateneo No Gelmini? promuovono appuntamenti di incontro e confronto sui temi legati alle proteste che stanno portando avanti da diversi giorni. Ieri sera l?inaugurazione del progetto, dal titolo ?Saperi e immaginario?, nella facoltà di Lettere, dove un gruppo di scrittori bolognesi, riunito sotto il nome di Wu Ming,

E Bossi offrì una sponda a D'Alema ( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla riforma Gelmini sulla scuola. Dai sondaggi in suo possesso ha potuto riscontrare che l'opinione pubblica è diventata molto sensibile al tema delle garanzie democratiche. Il premier non si può permettere un'altra prova di forza, a colpi di maggioranza, ecco a cos'era dovuto il suo sfogo di ieri: «Se il Pd pensa di scatenarmi contro una nuova guerra,

In piazza contro i tagli della scuola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: -> Anche gli studenti di Iglesias scendono in piazza per manifestare contro la riforma Gelmini. L'appuntamento è per questa mattina nell'istituto minerario. Poi corteo si sposterà ai giardini pubblici e una volta superata piazza Mercato si concluderà in piazza Sella. Sono previsti dibatti per tutta la mattinata. (c. s.)

Spopolamento scolastico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro i rischi dello spopolamento scolastico legati alla possibile attuazione della riforma Gelmini. E' la proposta che vede insieme amministrazione comunale e genitori degli alunni preoccupati dei possibili tagli alla rete scolastica che prevedono, tra l'altro, la soppressione dei plessi di scuola primaria e secondaria inferiore, con un numero di iscritti inferiore alle 50 unità.

La scuola protesta, alta tensione al Senato ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: domani lo sciopero generale Il serpentone del dissenso degli studenti alla riforma Gelmini attraversa la penisola e la Sardegna, moltiplicando manifestazioni, cortei, occupazioni e lezioni in piazza. Ieri la protesta è arrivata al Senato, un assedio pacifico mentre in aula si accendeva il dibattito in vista del voto sul decreto scuola.

Statale, studenti ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutti i segreti della rivoluzione DIRETTA TV Gli universitari si riuniranno per seguire in televisione la discussione del decreto Gelmini Occupare è importante ma la violenza non serve a nulla. La vera protesta si porta avanti con l'ironia. È il consiglio di Paco Ignazio Taibo Secondo - giornalista e scrittore di origini spagnole - agli studenti della facoltà di Scienze politiche.

domani ore 9,30 ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Centinaia di studenti e docenti scenderanno in piazza per manifestare il loro no alla riforma Gelmini. Il ritrovo è fissato in largo Cairoli alle 9,30. I collettivi hanno dato appuntamento ai compagni nel cortile di via Conservatorio per una colazione di gruppo e per partire assieme verso il raduno © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

domani ore 11 ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per sostenere la riforma Gelmini e mettere in difficoltà i contestatori, pensano che l'unico mezzo efficace sia diffondere «un'informazione corretta, dare contenuti esatti, precisi e concreti» © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Don Verzé: <La nostra università farà da cavia per la riforma> ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini». Lo annuncia don Luigi Verzé, rettore dell'università Vita e Salute San Raffaele. L'occasione è l'inaugurazione del nuovo anno accademico, celebrata ieri mattina nella sede di via Olgettina. «Sono favorevole alla trasformazione dell'università - spiega il rettore - e sono con i giovani quando protestano perché gli atenei italiani sono ormai decadenti.

<Non vogliamo un'istruzione xenofoba, fatta solo di emarginazione> ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Redazione I collettivi di sinistra temono che dietro al decreto Gelmini ci sia la volontà di discriminare gli immigrati in aule separate TUTTI UGUALI «Grazie alle nostre mobilitazioni, il ministro ha smorzato i toni». Domani in corteo ancora striscioni «salva elementari» Dietro al nome di classe-ponte o di classe di inserimento, studenti e professori leggono altro.

Genitori in campo per salvare le scuole nei paesi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Genitori e docenti in campo in tutto il Medio Campidano per protestare contro la riforma Gelmini e le conseguenze che potrebbe avere soprattutto nei piccoli Comuni. «Se si applica la norma per l'istituto comprensivo di Barumini, che comprende anche i paesi di Gesturi, Tuili, Genuri, Setzu, Las Plassas e Villanovafranca, sarebbe un funerale.

LA POLEMICA Basta con le bugie propinate da prof e studenti comunisti ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché la riforma Gelmini si occupa di risparmi e di razionalizzazione e sta cominciando a ricostruire un sistema scolastico - sul quale ha regnato per anni l'immobilismo - che sappia essere rigoroso nei suoi obiettivi, competitivo e funzionale alla crescita professionale di studenti e insegnanti e al progresso della società intera.

Sulla scuola bagarre al Senato Oggi l'ok al decreto Gelmini ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sulla scuola bagarre al Senato Oggi l'ok al decreto Gelmini Giornata di forte tensione ieri in Senato sul decreto di riforma della scuola per il quale oggi è previsto il sì definitivo. In Aula è stata bagarre tra opposizione e maggioranza. Davanti a Palazzo Madama sit- in di migliaia di studenti: tre fermati e qualche scontro con la Polizia.

Occupazione in due scuole La Procura attiva la Digos ( da "Corriere Alto Adige" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sui «contestatori» della riforma Gelmini si dipanano gli accertamenti della Procura di Bolzano, che sta valutando se aprire o meno un'inchiesta contro i ragazzi che hanno occupato tre scuole superiori a Bolzano. Lo conferma il procuratore capo Cuno Tarfusser: «Devo sentire la Digos sulla vicenda —

Scuole occupate, la Procura in campo ( da "Corriere Alto Adige" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istituto sono state chiuse dagli studenti al pubblico: «La nostra scuola compie questo gesto di protesta contro la riforma Gelmini», spiegano i ragazzi «addetti alla sicurezza». Nessuno ha avuto la possibilità di accedere all'interno della struttura senza la previa approvazione dei rappresentanti d'istituto. «Vogliamo fare una protesta ferma e intelligente —

<I tagli distruggeranno l'istruzione pubblica> ( da "Corriere Alto Adige" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: attacco della riforma del ministro Gelmini «I tagli distruggeranno l'istruzione pubblica» BOLZANO — I sindacati del comparto scuola invitano il personale docente e i dirigenti scolastici a partecipare uniti allo sciopero di giovedì 30 ottobre 2008. «Il governo Berlusconi intende ridurre drasticamente gli investimenti nella scuola.

Qualcuno spieghi alla Gelmini che il latino è necessario ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE LA RIFORMA DELLA SCUOLA Qualcuno spieghi alla Gelmini che il latino è necessario di GIAMPIERO SCAFOGLIO * C aro direttore, è ben noto il movimento di protesta esploso nel mondo scolastico e universitario a seguito delle leggi e dei tagli di finanziamenti predisposti dal ministro Gelmini.

Scuola: bagarre in Aula, oggi il sì ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sempre nel pomeriggio il ministro Maristella Gelmini ha ricevuto alcune associazioni di genitori. In difesa di Gelmini, è intervenuto di nuovo direttamente il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Il Governo ha un livello di consensi che ha raggiunto un «miracoloso 72%», è stata la premessa del premier.

I rettori ci spingono ad occupare ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, come forse gli organizzatori si aspettavano, ma un appuntamento ricco comunque di spunti di riflessione. A cominciare dalla difficoltà di etichettare politicamente l'onda «anomala » del movimento. Forse perché intenzionati a smarcarsi da chi in quel momento era sotto Palazzo Madama, i rappresentanti delle sigle in orbita An (

E per le parificate 133 milioni in meno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Molte anche le contestazioni piovute sul decreto Gelmini, che oggi sarà approvato dal Senato. Le novità previste dal testo riguardano il ritorno al maestro unico a partire dal 2009/2010, la reintroduzione del voto in condotta, i voti in pagella per le scuole elementari e medie, lo studio della Costituzione e degli statuti regionali.

Vero Maestro unico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008-10-29 - pag: 20 autore: La riforma Gelmini e le forzature della protesta Vero Maestro unico Dal 2009/2010 tornano le classi con il maestro unico nella scuola primaria. Le classi funzioneranno per 24 ore settimanali e la novità sarà introdotta gradualmente, subito nelle classi prime e man mano in quelle successive.

Più merito nei concorsi e trasparenza nei fondi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: del Pd Più merito nei concorsi e trasparenza nei fondi ROMA Un no al decreto Gelmini accompagnato da 10 controproposte. Il "decalogo" del Pd in materia di università, varato ieri dal governo ombra, prevede «concorsi più rapidi, meritocratici e internazionali ». Il reclutamento di nuovi docenti deve essere affidato a una «commissione nominata dagli organi di governo dell'ateneo ».

Università, Vendola al corteo di protesta ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assemblea di tutte le facoltà contro il decreto Gelmini, ma improvvisamente migliaia di studenti si sono riversati per le strade della città, in un grande corteo che ha chiamato a raccolta i vertici delle istituzioni politiche. Dal sindaco di Bari, Michele Emiliano, al presidente della Provincia, Vincenzo Divella, al Governatore Nichi Vendola con assessori e parlamentari,

<Puntiamo sui fondi canadesi> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I tagli previsti dalla legge Gelmini minacciano il polo universitario brindisino; per questo un centinaio di studenti hanno organizzato ieri un sit-in di protesta in piazza Santa Teresa. Accanto ai liceali anche trenta studenti della Cittadella della Ricerca di Mesagne che temono la cancellazioni dei corsi universitari.

A lezione con la fascia al braccio ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di dissenso per la riforma Gelmini anche a Eboli dove ieri mattina, all'Istituto Agrario, c'è stato un tentativo di occupazione. Al liceo Classico i ragazzi hanno proclamato l'autogestione, proseguono incontri e dibattiti. Stessa situazione anche al liceo scientifico, dove i ragazzi hanno affisso uno striscione rivolto alla ministra Gelmini «Il tuo pensiero non è il nostro futuro»

Contro il Governo lezione in piazza Prof in cattedra e traffico in tilt ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, usa la testa, ci hai rotto il c... e mò ti becchi stà protesta... ». Va avanti così per qualche minuto, poi il professore Aragno ricomincia la lezione e quelli del Movimento di lotta proseguono, cantando Bella Ciao e inveendo contro l'assessore Mola: «Fatti i c.

Studenti in piazza e lezioni open ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini: alle 10.30, infatti, i ragazzi si incontreranno alla Villa Comunale e sfileranno per corso Marrucino, via Arniense e piazza Vittorio Emanuele II, dove saranno spiegate le motivazioni della mobilitazione. Sarà l'ultimo atto della serie di proteste messe in atto dagli studenti, che hanno deciso di interrompere le occupazioni degli istituti domani mattina.

Decreto Gelmini, no della giunta di palazzo Magno ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, no della giunta di palazzo Magno CAMPOBASSO Decreto Gelmini, la giunta provinciale di Campobasso interviene sull'argomento ed esprime «preoccupazione, allarme e sconcerto» per la scelta del Governo e i contenuti del provvedimento. Decreto che rischia di incidere sulla qualità del servizio, mettendo a rischio il dimensionamento degli istituti e la ridefinizione dei piani

La cosa che potrebbe indignare è che si usano degli ... ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la vicenda della scuola ha portato a perdere qualche consenso al ministro Gelmini e al governo». Il premier si scaglia quindi contro l'opposizione: «Tutte le volte che c'è stato un cambiamento nella scuola, la sinistra ha sempre sostenuto le ragioni opposte alla riforma come quando si è passati dal maestro unico al maestro plurimo;

Ora è Meloni a fare lezione in piazza ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lezione di storia diventa una vera e propria lezione sul decreto del ministro Gelmini. «Il tempo pieno nelle scuole verrà aumentato, pensate oltre al beneficio degli alunni l'enorme vantaggio per i genitori», è uno dei punti affrontati da Meloni, che non si tira indietro e risponde a ogni domanda in modo capillare ma utilizzando un linguaggio semplice per non confondere i ragazzi.

Minacce al premier e Gelmini Al via le contromisure ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Vertice al Viminale Minacce al premier e Gelmini Al via le contromisure Minacce a Berlusconi. Stelle a Cinque punte. Insulti al ministro dell'istruzione Gelmini con l'appello a «usare la motosega per tagliarle la testa». Facebook, piazza virtuale per socializzare diviene piazza violenta.

<Assedio> al Senato Bagarre in Aula ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PRIMA PAGINA 29-10-2008 PROTESTE ANCHE A PARMA «Assedio» al Senato Bagarre in Aula Veltroni al governo: «Ritirate il decreto». Oggi il voto finale sul decreto Gelmini PAG. 3-7-22

Trecento studenti in piazza contro la riforma Gelmini ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: Terracina Trecento studenti in piazza contro la riforma Gelmini TERRACINA Circa 300 studenti degli istituti superiori cittadini hanno manifestato ieri, sotto la pioggia, contro la riforma Gelmini. Un corteo è partito da via Pantanelle. Era formato dagli alunni del liceo «L. da Vinci» e dell'Itc «Bianchini», che, a piazza Garibaldi, si sono ricongiunti con quelli dell'Ips «Filosi»

E domani ritrovo in piazza ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
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Abstract: 2008 A partire dalle 9 E domani ritrovo in piazza Domani si ritroveranno alle 9 in piazza Garibaldi per dire no al decreto Gelmini. Un'opposizione che, dopo le proteste delle facoltà universitarie, questa volta riguarderà il mondo della scuola. A promuovere la nuova manifestazione sarà il Csi, comitato in difesa della scuola pubblica, che sarà affiancato dal Csu.

Niente occupazioni ma tante assemblee ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
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Abstract: iniziative nelle scuole superiori Niente occupazioni ma tante assemblee Per dire no al decreto Gelmini gli studenti delle superiori di Parma hanno scelto la via «soft» del dialogo invece delle occupazioni. «C'è un buon dialogo con gli studenti» spiega il preside del liceo scientifico Marconi, Antonio Attanasi, che nei giorni scorsi ha dato il via libera all'assemblea di istituto di oggi.

Il preside caccia gli studenti ribelli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
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Abstract: porte chiuse ai minori non accompagnati Polemiche fra preside e studenti nei Licei e all'Iti dopo lo sciopero contro la riforma Gelmini. Dieci ragazzi non sono stati ammessi in classe. Urla, cori da stadio, rabbia. La protesta degli studenti tortoliesi ha raggiunto toni alti ieri mattina, davanti all'istituto che comprende il Tecnico industriale e i Licei classico e scientifico.

Anche gli scolari in piazza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
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Abstract: Prov Ogliastra Pagina 6023 Decreto gelmini Anche gli scolari in piazza Decreto gelmini --> Anche l'Ogliastra studentesca è scesa in piazza ripetutamente contro la riforma promossa dal ministro Mariastella Gelmini. Ieri e l'altro ieri erano sulle barricate gli studenti di Lanusei, sabato scorso hanno sfilato per le strade della cittadina gli alunni delle superiori di Tortolì,

È condivisa tra tutti i docenti, anche di estrema sinistra, ... ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: Il Ministro Gelmini è lungimirante e coraggioso nell'agire in questa direzione. Le università dovrebbero selezionare i docenti da una graduatoria nazionale di merito, basata principalmente sulla qualità e quantità delle pubblicazioni scientifiche dei candidati.

Con le mamme la protesta viaggia a 30 all'ora ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
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Abstract: PROVINCIA 29-10-2008 RIFORMA GELMINI LA «RIVOLTA» DELLE TERRE ALTE VALTARO DA FORNOVO A BORGOTARO CON CARTELLI E SLOGAN Con le mamme la protesta viaggia a 30 all'ora Organizzato un carosello di auto per dire «no» alla chiusura delle scuole di montagna FORNOVO Marco Severo II Solo donne, solo mamme.

<Se passa, io riconsegno le chiavi del Municipio> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
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Abstract: II E' la voce della montagna, su tutte, che s'alza forte contro il decreto Gelmini: «L'ho detto e lo ripeto - scandisce Roberto Cavalli, sindaco di Monchio - se chiudono le scuole con meno di 50 alunni, come la nostra, sono pronto a riconsegnare le chiavi del Municipio e a rimettere il mio mandato nelle mani del prefetto ».

L'Appennino Est: <Così si spopolano i paesi> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
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Abstract: Appennino est dà alla riforma Gelmini. C'erano rappresentanti da ogni plesso: non solo docenti, ma anche genitori, alunni, e il tavolo dei politici, ad iniziare da Giordano Bricoli, sindaco di Neviano, Carlo Montali e Emilio Pigoni, sindaco e vicesindaco di Palanzano, Gabriele Ferrari assessore provinciale alla Pubblica istruzione,

Decreto Gelmini: proteste fuori e dentro Palazzo Madama ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
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Abstract: dove è ripreso in serata con toni accesi il dibattito sul contestato decreto Gelmini, è stato preso d'assedio. E nel pomeriggio mentre il ministro Maristella Gelmini ha ricevuto alcune associazioni di genitori, il sindacato ha diffuso uno studio dal quale emerge che i tagli al tempo pieno danneggeranno non solo la qualità dell'istruzione, ma anche le mamme-lavoratrici.

Cortei e sit-in da Nord a Sud ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
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Abstract: no Gelmini» ha intensificato la mobilitazione. Epicentro di tutte le proteste Palazzo Madama, chiamato a discutere il provvedimento, è stato raggiunto da numerosi cortei, di studenti e universitari, poi anche dei Cobas. Davanti al ministero dell'Istruzione tre moderni re magi (uno studente liceale e due genitori) hanno invece portato al ministro Mariastella «

Disinformazione sulla riforma Gelmini ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)
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Abstract: 2008 Scuola Disinformazione sulla riforma Gelmini Vorrei rispondere agli esponenti del movimento politico La Destra, di Parma, in merito alle critiche rivolte al decreto legge Gelmini, in quanto sono rimasto un poco meravigliato dalla comunanza di lotta politica visceralmente antiberlusconiano tra il movimento politico La Destra e la sinistra (strano connubio ma in nome dell'

Il vero sciopero? E'contro i baroni Oggi la riforma al voto finale in Senato ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: si urlavano slogan contro il ministro Mariastella Gelmini e Silvio Berlusconi, ma anche contro la politica tutta. Nell?aula, il voto dei senatori assediati arrancava, la discussione sugli emendamenti al decreto Gelmini sulla scuola si inacidiva, e l?Italia dei Valori inviava di tanto in tanto «ambasciatori» a parlare con gli studenti riuniti nel presidio,

SCUOLA AD ALTA TENSIONE ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: si dice pronto a funzionare come cavia del modello Gelmini: «Il modello delle fondazioni funziona, è una cosa che fa il bene del Paese». Sigle sindacali come Cipur, Snals-Confsal e Uspur ritengono «non condivisibili le modalità con cui i consigli di facoltà decidono di sospendere arbitrariamente l'insegnamento».

Le baby proteste Bambini ancora in prima fila Fiaccolata a Milano e asilo occupato a... ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: delle proteste di genitori e maestre contro la riforma Gelmini. Nel capoluogo toscano si è svolta un'occupazione simbolica (le aule erano chiuse tra le 17 e le 19) per discutere della riforma. «L'occupazione è stata una festa - ha raccontato una mamma - e ha visto la partecipazione di un centinaio di persone».

SCUOLA AD ALTA TENSIONE. ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: si dice pronto a funzionare come cavia del modello Gelmini: «Il modello delle fondazioni funziona, è una cosa che fa il bene del Paese». Sigle sindacali come Cipur, Snals-Confsal e Uspur ritengono «non condivisibili le modalità con cui i consigli di facoltà decidono di sospendere arbitrariamente l'insegnamento».

I costi dello sciopero Oltre 160 milioni per lasciare i bimbi con la baby-sitter ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: incontro con il ministro Mariastella Gelmini e che riferisce di 2.564.111 bambini iscritti alle primarie, pari al 33,1 per cento dell'intera popolazione scolastica statale. Calcolando che il costo medio di una baby-sitter si aggira intorno agli 8 euro l'ora, che per coprire 8 ore (l'arco della giornata) ogni nucleo spenderà 64 euro, si arriva presto ai 160 milioni di costo.

scuola, la protesta dell'abruzzo ( da "Centro, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: La mobilitazione contro la riforma del ministro Gelmini ha riguardato ieri tutte le città. A Pescara, un corteo con 4mila studenti ha attraversato le vie del centro; mobilitazione invece all'università di Teramo, dove in 500 si sono ritrovati con i docenti nell'aula magna di Giurisprudenza.

ma che fine ha fatto ( da "Centro, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: quale minaccia sentono gli studenti che manifestano contro la Gelmini? Se in Italia non c'è neanche una Università che si colloca tra le prime centocinquanta del mondo, questa è una minaccia per il futuro degli studenti. Se in Italia assistiamo alla fuga dei cervelli e all'incapacità di attrarne dall'estero, questa è una minaccia per chi studia.

mannoppello, oggi il corteo contro la riforma gelmini ( da "Centro, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: oggi il corteo contro la riforma Gelmini MANOPPELLO. Chi non potrà recarsi domani a Roma per manifestare il proprio dissenso alla riforma Gelmini, oggi parteciperà al corteo che partirà alle 8,30 dalla scuola elementare di Manoppello Scalo, attraverserà il centro urbano e si concluderà alle 10,30 in piazza Zambra.

Decreto blindato, bagarre al Senato ( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)
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Abstract: Una ulteriore difesa della «riforma» Gelmini è arrivata in serata dal premier: «C'è stata una vasta disinformazione e delle falsità enormi su modifiche che sono di buon senso». Tensione in aula a Palazzo Madama Tutti respinti gli emendamenti presentati dall'opposizione al Dl Gelmini.

Al Gambara si rivendica il diritto di capire ( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)
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Abstract: al Gambara si leggeva il decreto Gelmini, si facevano domande sulle proposte del ministro Brunetta. Due ore nelle classi, tra compagni, esaminando i testi dei decreti e discutendone insieme. Altre due ore nei cortili dell'istituto, sia nella sede di via Gambara che nel distaccamento di via Bonini: approfondimento, scambio confronto.

I genitori Mille dubbi da Gussago e da Cellatica ( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)
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Abstract: Mariastella Gelmini, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai deputati e senatori bresciani eletti in Parlamento. Eccone il testo. «I genitori e gli insegnanti delle 8 scuole primarie e dell'infanzia del Circolo Didattico di Gussago-Cellatica, riuniti in assemblea martedì 21 ottobre 2008,

SALÒ Venerdì culturale con le bellezze del duomo Il prossimo venerdì cult... ( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)
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Abstract: - Le conseguenze dei decreti Brunetta - Gelmini sulle nostre scuole». Interverranno Mario Falanga, dirigente scolastico del liceo Bagatta di Desenzano del Garda, Giampaolo Comini, già dirigente scolastico della scuola media di Manerba, e Rosa Leso, già dirigente scolastico del II Circolo didattico di Desenzano.

No ai tagli : studenti e lavoratori in agitazione ( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini e a tutti gli organi di ateneo e delle facoltà, nella quale si chiede l'abrogazione degli articoli 16 e 66 della Legge 133/08, i quali disciplinano la possibilità per le università di trasformarsi in fondazione, la riduzione del fondo di finanziamento per le spese di funzionamento degli atenei e la limitazione delle assunzioni del personale a tempo indeterminato al 20%

Dislessico uno studente su venti ( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: indicazioni su difficoltà specifiche di apprendimento, sono comunque già contenute nel decreto Gelmini». Titolo identico per il ddl presentato dalla senatrice Vittoria Franco (Pd) che sostiene: «Il nostro è un testo che individua strumenti compensativi e dispensativi, preparando gli insegnanti a riconoscere il problema».

Buon giorno Parma -A1 chiusa tra Parma e Fidenza ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 29-10-2008)
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Abstract: SULLA GAZZETTA DI PARMA OGGI IN EDICOLA Muore in moto a 39 anni Riforma Gelmini, esplode la protesta “Importava” clandestini, camionista arrestato La banda del distributore colpisce in tangenziale Parma ancora vittorioso Fidenza Don Nando ha lasciato la parrocchia di Parola Salsomaggiore Il bilancio del convegno sul termalismo Cena benefica con Guerrino Il giornale di.

Studenti di nuovo in piazza <Un funerale per la scuola> ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli studenti tornano in piazza contro il decreto Gelmini e il rischio tagli per le scuole di montagna. E per il corteo di domani sono già pronte una decina di bare, realizzate dai ragazzi delle scuole superiori del collettivo «Gli studenti», riunitisi l'altro ieri al centro sociale Blitz, allestendo una sorta di «laboratorio creativo contro il decreto».

Scuola, lezioni a San Marco la protesta invade il Ponte ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
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Abstract: sui ponteggi del museo Correr hanno riempito i loro striscioni («Gelmini e Tremonti avete fatto male i conti») e urlato «Se passa la riforma a scuola non si torna». «Mi spiace che molti miei compagni abbiano preferito restare in classe, forse temono ripercussioni da parte dei professori — dice Andrè, 17 anni, rappresentante degli studenti dell'istituto Barbarigo —

In duecento tra pioggia e candele ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
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Abstract: Gelmini In duecento tra pioggia e candele VENEZIA — Pioggia e maltempo si abbattono sul sit-in, ma genitori e bambini delle scuole del centro storico veneziano non rinunciano a protestare. Come in tantissime piazze d'Italia, anche in Campo San Geremia sotto la sede della Rai erano in circa duecento ieri sera i manifestanti del Coordinamento Veneziano per la Difesa della Scuola

Proteste anti-Gelmini ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
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Abstract: Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Proteste anti-Gelmini La mail e le posizioni dei prof Il richiamo Il rettore con una lettera ai docenti aveva criticato gli «interventi politicizzati» di alcuni

<Gli istituti superiori?\n Non centrano> ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
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Abstract: Gli istituti superiori con il decreto Gelmini c'entrano - spiega - perchè in questo decreto sono presenti alcuni passaggi che a loro interessano: la valutazione del comportamento, l'adozione dei libri di testo, e il percorso sulla cittadinanza e la costituzione». «Credo però - aggiunge - che l'interesse studenti delle superiori sia incentrato sull'articolo 64 della 133,

Liceali e universitari, tutti in piazza <Domani l'Onda anti-Gelmini> ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
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Abstract: Domani l'Onda anti-Gelmini» Studenti, destra e sinistra cercano il dialogo. Letture di Dante e Saviano VERONA — Si uniranno insieme in corteo, liceali e universitari. è l'evoluzione della protesta che ha infiammato il mondo dell'istruzione a Verona, e che culminerà domani, in concomitanza con lo sciopero dei sindacati,

Scuola, prove di protesta ( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)
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Abstract: Roma a manifestare contro la riforma scolastica presentata dal ministro per l'istruzione Maristella Gelmini ci saranno anche alcune rappresentanze di docenti vicentini. Stando alle previsioni, questa sera da varie zone della provincia dovrebbero mettersi in strada verso la capitale circa una decina di pullman di insegnanti e di studenti desiderosi di manifestare il proprio dissenso.

Decreto Gelmini, voto fra le protesta ( da "Stampaweb, La" del 29-10-2008)
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Abstract: Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 controri e tre astenuti. .Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge. Puntuali all?appuntamento con l?apertura dei lavori dell?aula di Palazzo Madama, gli studenti si sono fatti trovare al loro posto a scandire gli slogan che hanno percorso le maggiori piazze della Penisola dall?

Bagarre nel Senato sotto assedio ( da "Stampaweb, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: durata dodici ore la battaglia del Senato intorno al decreto Gelmini, dalle 10 del mattino alle 22, e ha avuto due fronti, uno esterno sulla piazza, con migliaia di studenti che hanno assediato il Palazzo, e uno interno, con la seduta d?aula sospesa più volte, l?ultima per un?azione di disturbo attuata dall?

Il decreto ( da "Corriere.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini è legge Il ministro: «Ora si torna alla serietà» Sì del Senato il provvedimento sulla scuola. Studenti a Palazzo Madama. Di Pietro: «Pronti al referendum» Mariastella Gelmini (Ansa) ROMA - Il decreto Gelmini è legge. Mentre Palazzo Madama resta presidiato da un'imponente presenza delle forze dell'ordine per fronteggiare le manifestazioni degli studenti,

Sondaggi, il premier corre ai ripari "Sarà la Carfagna il volto del governo" ( da "Repubblica.it" del 29-10-2008)
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Abstract: sulla riforma Gelmini. Insomma, il premier ha deciso che andava fatto qualcosa per raddrizzare la barca e chi meglio della Carfagna per ridare smalto all'immagine del governo? Così ieri, al preconsiglio dei ministri - una riunione solitamente riservata agli alti funzionari - a sorpresa i capi di gabinetto si sono ritrovati di fronte la bella ministra.

Scuola, proteste, Internet ed eBay ( da "Data Manager" del 29-10-2008)
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Abstract: giovani usano anche la tecnologia per esprimere il proprio dissenso Non si fermano le proteste degli studenti contro il Ministro Gelmini e contro le riforme che interessano i fondi destinati all'istruzione. Ora però i giovani oltre alle piazze scelgono anche la Rete. Una delle soluzioni scelte dagli universitari è una provocazione che sfrutta la visibilità del sito di aste online eBay.

Nuove proteste e manifestazioni contro il decreto Gelmini ( da "TGCom" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Idv alzano lo striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". 10.52 - "Non ce ne andiamo". "Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa". Così gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama hanno reagito alla notizia che è diventata legge la riforma Gelmini.

Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
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Abstract: al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA PROTESTA ANTI-GELMINI Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Passato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Fin dalle otto hanno cominciato ad arrivare gli studenti al presidio sotto il Senato in attesa dell?

Università Federico II, lezioni all'aperto ( da "Denaro, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: universitari di Napoli contro la riforma Gelmini si è svolta nella strada dove hanno sede i piu' importanti atenei partenopei. A sbarrare il passo alle auto una serie di lavagne poste ai lati. Il via alle 10, con una grande partecipazione di studenti: quelli delle medie superiori in stato di agitazione hanno raggiunto via Mezzocannone in corteo bloccando le strade del centro cittadino.

Via libera del Senato, il decreto Gelmini èlegge. Pd e Idv in piazza ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini è legge. Pd e Idv in piazza Il decreto legge 137 del 2008, che reca la firma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, e' legge. L'aula del senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione. Sono stati 162 i voti favorevoli, 134 i contrari e 3 gli astenuti.

Ora èMeloni a fare lezione in piazza ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lezione di storia diventa una vera e propria lezione sul decreto del ministro Gelmini. «Il tempo pieno nelle scuole verrà aumentato, pensate oltre al beneficio degli alunni l'enorme vantaggio per i genitori», è uno dei punti affrontati da Meloni, che non si tira indietro e risponde a ogni domanda in modo capillare ma utilizzando un linguaggio semplice per non confondere i ragazzi.

Controriforma: bimbi in corteo e lezioni di rivoluzione ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gli studenti seguiranno in diretta tv la discussione del decreto Gelmini. Già annunciano mobilitazioni a sorpresa prima del corteo di domani. Mentre loro puntano il dito contro «il rischio privatizzazione», Don Luigi Verzé annuncia che il San Raffaele è pronto a «fare da cavia» alla riforma con una fondazione che gestirà un nuovo corso di filosofia, presieduto da Massimo Cacciari.

Berlusconi: "Alle europee senza preferenze" ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: finiscono pure le polemiche sul decreto Gelmini. «La vicenda della scuola ha portato a qualche perdita di consenso nei confronti del ministro e del governo - riferisce Berlusconi, puntando l?attenzione sull?ultima rilevazione Euromedia, anticipata ieri dal Giornale - dovuta a una vasta azione di disinformazione».

Scuola, decreto Gelmini è legge tra proteste studenti ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha approvato in via definitiva la conversione in legge del contestato decreto del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che tra l'altro reintroduce il maestro unico nelle scuole e punta a ridurre in tre anni di 87.000 unità il numero degli insegnanti bloccando il turnover. Il provvedimento è stato approvato stamattina con 162 voti favorevoli, 134 contrari e tre astenuti.

Gelmini: si torna a serietà, entro settimana piano università ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini dopo l'approvazione, stamattina, del contestato decreto che porta il suo nome. "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione", ha detto Gelmini, come si legge in una nota diffusa dal ministero. Il decreto Gelmini, che introduce tra l'altro il maestro unico nelle scuole e punta a ridurre in tre anni di 87.

Scuola, sit in studenti davanti a Senato in attesa voto ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del decreto Gelmini, sul quale è atteso oggi il voto definitivo in Senato. L'ondata di manifestazioni di studenti universitari e delle scuole superiori che ha caratterizzato gli ultimi giorni, con cortei e istituti occupati, contesta le riforme che puntano a istituire, tra l'altro, il "maestro unico" e il voto in condotta alle elementari,

La ricerca calpestata, una proposta da Bologna ( da "Comunicatori Pubblici" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini), non solo manca di affrontare i problemi esistenti, ma cerca deliberatamente di dare il colpo di grazia definitivo al sistema della ricerca pubblica. L'attacco è iniziato colpendo l'anello più debole, cioè i precari che vi lavorano che, a norme vigenti, nei prossimi mesi in gran parte si troveranno a perdere il lavoro.

SCONTRI E FERITI ( da "TGCom" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Idv alzano lo striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". 10.52 - "Non ce ne andiamo". "Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa". Così gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama hanno reagito alla notizia che è diventata legge la riforma Gelmini.

Sciopero scuola, De Mite, "Non compromettere il diritto dei fanciulli" ( da "Grecale, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fatto salvo il diritto di ognuno di esprimere solidarietà verso chi si vuole, sarebbe però auspicabile, visto che il decreto Gelmini non pregiudica la scuola dell?infanzia, che gli insegnanti garantissero la loro presenza onde evitare di compromettere il diritto dei fanciulli al regolare svolgimento delle attività di formazione socio-educativa”. (Il Grecale)

Scuola, via libera del Senato: il decreto Gelmini è legge ( da "RomagnaOggi.it" del 29-10-2008)
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Abstract: il decreto sulla riforma della scuola voluto dal ministro Mariastelal Gelmini è diventato legge. A Palazzo Madama il dibattito si è infiammato con l'intervento del capogruppo del Partito democratico Anna Finocchiaro, che ha duramente attaccato il Governo citando Eugenio Montale e leggendo in aula una lettera "degli studenti del liceo Orazio" di Roma.

L'ok del Senato al decreto Gelmini ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
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Abstract: L'ok del Senato al decreto Gelmini (29/10/2008 10:50) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - Con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astensioni , questa mattina, il Senato ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto Gelmini in materia di istruzione ed università.

Gelmini, stretta finale Al voto tra le tensioni ( da "Avvenire" del 29-10-2008)
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Abstract: Il ministro vede le associazioni dei genitori: incontro costruttivo Gelmini, stretta finale Al voto tra le tensioni Ed è allarme per il destino delle scuole paritarie Previsto per l'anno prossimo un taglio di 133 milioni Ï La protesta, come annunciato, non ferma il decreto che sarà approvato oggi dal Senato Berlusconi: «Studenti usati per lotta politica».

Berlusconi: le preferenze non servono ( da "Avvenire" del 29-10-2008)
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Abstract: la vicenda della scuola ha portato a qualche perdita di consenso nei confronti del ministro Gelmini e del governo... Ma solo perché c'è stata una vasta azione di disinformazione». Disinformazione? Il premier annuisce e va dritto. «Si è mentito e si mente spudoratamente sul decreto che riguarda la scuola primaria dove tutte le modifiche sono sacrosante e di semplice buon senso».

Decreto, oggi al voto tra le polemiche ( da "Avvenire" del 29-10-2008)
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Abstract: ma il provvedimento firmato Gelmini verrà comunque votato questa mattina a Palazzo Madama. Le battute d'arresto dell'Aula ieri, tra la mancanza del numero legale e le richieste della capogruppo piddì Anna Finocchiaro, nulla possono per fermare il testo contro il quale si leva la protesta degli studenti.

da Nord a Sud ( da "Avvenire" del 29-10-2008)
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Abstract: tra gli studenti delle scuole superiori, contro la riforma Gelmini. C'erano anche loro, ieri pomeriggio, tra i quasi duemila manifestanti che hanno sfilato per le vie del capoluogo piemontese chiedendo a gran voce - con slogan e striscioni colorati - di mettere da parte la riforma avanzata dall'attuale governo.

Studenti in piazza sit-in al Senato E Roma va in tilt ( da "Avvenire" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che protestano contro il decreto Gelmini ieri era «meno uno al tramonto», parafrasando il gergo del servizio militare. Oggi, infatti, il Senato darà il via libera definitivo al provvedimento. Perciò una Capitale bagnata e caotica ha fatto nuovamente da sfondo a numerose e rumorose iniziative di contestazione: ancora occupazioni negli istituti superiori e in facoltà universitarie,

Mannaia sui fondi delle scuole paritarie ( da "Avvenire" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha espresso la propria preoccupazione per questo taglio direttamente al ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. «Una preoccupazione comprensibile spiega Luigi Morgano, segretario nazionale della Fism , anche perché la riduzione dei già magri fondi destinati alle scuole materne ed elementari, provocherebbe inevitabilmente un aumento delle rette per i genitori.

Ma cosa dice questa legge 133? ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini” si fa riferimento a tutta una serie di nuove misure che, fra gli altri, interessano anche la scuola e l'università. La legge 133 del 6 agosto 2008 è infatti la conversione in legge di un decreto (n.112 del 25 giugno 2008) che reca “

Proteste contro la Gelmini Il Pdl: <È disinformazione> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: Bagarre in Aula Proteste contro la Gelmini Il Pdl: «È disinformazione» Il caso giudiziario Roma, la procura apre un?inchiesta sulla situazione al Giulio Cesare3   Cortei in tutta Italia. Scuole occupate e - dopo la denuncia del preside - primo fascicolo d?inchiesta sul blocco del liceo romano ?

SCUOLA / 1 Quando manca la competenza ( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)
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Abstract: scarsa conoscenza dei problemi da affrontare ha spinto il ministro Gelmini o ad intervenire nel modo sbagliato e su bersagli sbagliati o a rifugiarsi nelle frivolezze e nelle chiacchiere da rotocalco. In conferenza stampa, a propria difesa, il Governo ha sciorinato le cifre della nostra Caporetto universitaria: abnorme moltiplicazione delle sedi e dei corsi, nepotismo sfrontato,

Il Senato vota sotto l'assedio degli studenti ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: hanno invece incontrato i gruppi parlamentari del Pdl, favorevoli alla riforma Gelmini. Tutti hanno attaccato chi «strumentalizza» e lancia «messaggio d'odio, insulti contro il ministro». L?idea originale del Pdl ieri era quella di organizzare un «Gelmini day», un Palazzetto dello sport gremito di studenti di centrodestra pronti a sostenere la riforma.

Gelmini, voto tra le proteste ( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)
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Abstract: Cortei e blocchi in tutta Italia Gelmini, voto tra le proteste Bagarre anche in Aula sull?ostruzionismo. Oggi via libera al decreto   Cortei in tutt?Italia, scuole occupate e prima inchiesta sull?occupazione di un liceo (a Roma). Alla vigilia del varo in Senato del contestato decreto sul maestro unico e all?

Occupazioni, libertà dell'università e uso della forza ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: Istruzione Gelmini ha fatto un altro passettino avanti, e aggiunge la frase semplice e terribile: «È terrorismo». Se è terrorismo, l?uso della forza è indispensabile. Ma i contestatori osservano che qui si tratta dell?università. Università e uso della forza sono due contrari.

Il Senato vota sotto l'assedio degli studenti ( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)
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Abstract: il dibattito sul contestato decreto Gelmini, è stato preso d?assedio dagli studenti sin dal mattino - una protesta a tratti rumorosa, con qualche scaramuccia tra sigle di opposti schieramenti ma tutto sommato pacifica. Cortei, manifestazioni e fiaccolate hanno attraversato il Paese come un ideale serpentone di dissenso: un corteo itinerante tra le facoltà occupate a Torino,

Occupazioni, libertà dell'università e uso della forza ( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)
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Abstract: Istruzione Gelmini ha fatto un altro passettino avanti, e aggiunge la frase semplice e terribile: «È terrorismo». Se è terrorismo, l?uso della forza è indispensabile. Ma i contestatori osservano che qui si tratta dell?università. Università e uso della forza sono due contrari.

Fiaccole e lumini contro il "buio" della scuola ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: per contrapporre la luce della speranza al buio tenebroso che il ministro Gelmini vuole far cadere sulla scuola pubblica?. Dopo i dibattiti, i sit-in, le pagine a pagamento sui giornali arriva anche la veglia serale che l?assemblea in difesa della scuola pubblica organizza questa sera in piazza dei Signori a partire dalle 17.

Se la ministrina cade sulla sdrùcciola ( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)
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Abstract: accento   La ministrina Mariastella Gelmini sbaglia maldestramente l?accento di una parola durante la replica in Senato sul decreto riguardante la riforma della scuola e viene spernacchiata brutalmente dai banchi dell?opposizione che, nell?occasione, si palesa anche linguistica oltre che politica.

Polizia a scuola? <Non serve> Basta ai tagli ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: quella che deve intervenire a calmare gli studenti che hanno occupato scuole e università per protestare contro la riforma Gelmini. «Non è possibile far entrare gli agenti nelle scuole per sgomberarle, anche perchè servirebbe l?ok dei presidi. Ma non è questa la questione: si tratta di un problema politico, che va affrontato con il dialogo, non con l?intervento delle forze dell?

Insegnanti e genitori anti-Gelmini ( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)
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Abstract: Assemblee e incontri si succedono in questi giorni per valutare portata e ricadute del decreto. Giudizi negativi sia delle Rsu del Comune sia dell?Age Insegnanti e genitori anti-Gelmini Oggi nella sede di corso Mameli, assemblea promossa dai sindacati dell?università  

Scuola, la protesta non ha senso ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: ha attaccato la riforma Gelmini, che può essere buona o cattiva, non è questo il punto. Ma il capo dell'opposizione, attaccando, non ha sentito la sensibilità di marcare una diversità da chi, ad esempio, ha stampato dei santini blasfemi con l'effigie del Ministro - offendendo lo stesso Ministro, ma anche i credenti - o esposto striscioni vergognosi,

Demolita la fabbrica Parte l'<Isola Verde> ( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)
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Abstract: assessore monteclarense Massimo Gelmini spiega che la demolizione è richiesta dal Piano integrato di intervento approvato dal Comune, così come sono prescritti adeguamenti della viabilità locale che in quel punto incrocia la Goitese. Dal punto di vista urbanistico Gelmini ricorda pure che la destinazione commerciale riguarda solo una parte della superfice,

Riforma della scuola La protesta dei docenti ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)
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Abstract: istituto comprensivo di Mason esprime un profondo dissenso verso la la riforma Gelmini che tanto sta facendo discutere a livello nazionale. Anche a Mason si è voluto prendere posizione contro la riduzione del tempo scuola, l'aumento del numero degli alunni per classe, il ripristino del maestro unico per classe, la riduzione delle risorse economiche destinate alla scuola pubblica,

Scuola, studenti destra e sinistra si scontrano vicino a Senato ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
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Abstract: via definitiva il contestato decreto Gelmini sulla scuola. Una cronista Reuters ha detto di aver visto i due gruppi affrontarsi nella piazza - piena di studenti ma anche di turisti - con fumogeni e bastoni. In precedenza, hanno riferito sia la polizia che testimoni, scontri tra due gruppi di estrema destra ed estrema sinistra erano avvenuti nella vicina piazza delle Cinque Lune,

Università e scuola: le principali ragioni di protesta ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
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Abstract: ma che spesso si fondono nelle stesse manifestazioni: IL DECRETO GELMINI Le proteste degli studenti medi, degli insegnanti ma anche dei genitori mirano al contestato decreto Gelmini -- il dl numero 137. Il Senato ha approvato oggi, convertendolo in legge, il maxi- emendamento del decreto legge, che ne recepisce tutte le norme chiave.

Gelmini e Carfagna, stelle a destra: la ruvida Mariastar di Pizza e Mara tifosa di Orfeo al Tg1 ( da "Blogosfere" del 29-10-2008)
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Abstract: Ott 0829 Gelmini e Carfagna, stelle a destra: la ruvida Mariastar di Pizza e Mara tifosa di Orfeo al Tg1 Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff alle 10:15 in Italia Maggioranza, salgono le donne e calano i consensi. Mariastella Gelmini e Mara Carfagna incassano successi politici, dal dl scuola all'incarico di speaker del governo,

Decreto Gelmini, voto fra le proteste ( da "Stampaweb, La" del 29-10-2008)
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Abstract: Italia dei valori hanno esposto uno striscione molto esplicito: «Passa la Gelmini: referendum». Per il ministro con il voto di oggi in Senato «la scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell`educazione». Gelmini spiega che «provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l`introduzione dell`educazione civica, dei voti al posto dei giudizi,

Berlusconi:<Europee, niente preferenze> ( da "Corriere.it" del 29-10-2008)
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Abstract: riguarda la scuola ribadisce che la riforma Gelmini «è sacrosanta»: «Io sono sereno, non si può mentire per sempre. Si tratta - dice - di modifiche di semplice buonsenso». Il Presidente del Consiglio critica, però, chi «utilizza i ragazzi per fare massa e ai fini di lotta politica. Io - ribadisce - sono sereno, ho visto tante valutazioni assurde e tante cose incredibilmente false»

Frusta la moglie anche davanti ai figli Dopo due anni lei denuncia: arrestato ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
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Abstract: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:54:24 - Finalmente si cambia musica, era l'ora di rinnovare tante storture portate nel tempo dalla sinistra.[...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:

Condanna a 30 anni per Rudy Processo per Amanda e Raffaele ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
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Abstract: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:54:24 - Finalmente si cambia musica, era l'ora di rinnovare tante storture portate nel tempo dalla sinistra.[...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:

Niente sequel di Pretty Woman Julia Roberts: "Sono troppo vecchia" ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
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Abstract: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:54:24 - Finalmente si cambia musica, era l'ora di rinnovare tante storture portate nel tempo dalla sinistra.[...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:

Rinvio al giudizio per Fabrizio Corona il fotografo è accusato di estorsione ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
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Abstract: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:54:24 - Finalmente si cambia musica, era l'ora di rinnovare tante storture portate nel tempo dalla sinistra.[...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:

<UN SEGNALEDI SPERANZA> ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: no alla Gelmini» ha fatto registrare anche ieri un'altra giornata ricca di proteste e manifestazioni. Dal mondo della scuola all'Università, studenti, professori e sindacalisti hanno espresso il loro disappunto sulla riforma. Al liceo «Galilei» tutti i sindacati si sono ritrovati allo stesso tavolo per fare fronte comune e programmare le nuove forme di lotta.

Al <Galilei> cinque sigle allo stesso tavolo: Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: Gilda Samantha Viva Mentre al Senato si aspetta il voto finale sul decreto Gelmini e da più parti si organizza la pronta risposta a quella che è stata definita "la definitiva distruzione del sistema di istruzione statale", con lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre, anche a Catania docenti, personale Ata, studenti e sindacati si muovono all'unisono per dire «no al decreto».

L'assessore alla Scuola: <Una riforma che andava fatta anche con il cuore> ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: ultima sulla riforma Gelmini, che inducono ad una riflessione funzionale per una inversione di rotta. In particolare, ricordo una ricerca condotta in Sicilia sugli adolescenti dalla quale emerge un dato a dir poco sconfortante: il 30% degli intervistati non ha fiducia in nessuna Istituzione ed appena un quarto degli stessi crede nella scuola.

Assemblea dei sindacati<Così si distrugge la scuola> ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: Così si distrugge la scuola» alessandra belfiore La protesta anti-Gelmini si è allargata a macchia d'olio nel giro di pochi giorni. Tra sabato scorso e ieri mattina praticamente tutti i licei e gli istituti superiori di Catania e provincia hanno scelto la forma dell'autogestione e dell'assemblea permanente per dire no al D.

in rivoltaper noi? ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: poi tutti in cortile a parlare della riforma di questa Gelmini». Questa Gelmini sarà vista come un'arpia, pensiamo, ma è pur sempre un ministro della Repubblica. Risposta secca: «Due palle, papà, su. Con tutto il rispetto, non è che siccome è ministro può fare quello che vuole e smontare la scuola».

Cresce l'<onda> studentesca ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il motivo della protesta stavolta non è stata la riforma Gelmini, ma la denuncia di spazi stretti dove giornalmente fanno lezione. Ad oggi aule speciali e laboratori ospitano le attività didattiche, in mancanza di altri ambienti da poter sfruttare. Dopo aver parlato ai megafoni, gli studenti sono stati ricevuti dal presidente della provincia Eugenio D'Orsi,

Studenti incontrano sindacati ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: riforma Gelmini", allo scopo di informare i giovani dell'attuale momento che sta attraversando la scuola. L'iniziativa promossa dal dirigente Casalicchio, sensibile all' importanza della Scuola nel percorso formativo dei giovani, ha dato vita ad un'assemblea a cui hanno partecipato anche i docenti e il personale Ata al completo.

Un valido aiutoper lo studio ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: Gelmini. L'evento tanto atteso quanto prevedibile nell'esito, ai più che in queste settimane hanno lottato per le strade e le aule di scuole e università, sembra non interrompere significativamente il flusso della mobilitazione. Tanto più che, in attesa del responso del legislatore, Scienze politiche si riunirà stamattina in un Consiglio di facoltà straordinario in cui il preside

Il Comune <bussa> alla RegioneSOMMATINO. ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: obiettivo di distogliere le ferme decisioni del ministro dell'istruzione Gelmini e del ministro delle finanze Tremonti, dal momento che i tagli previsti per le scuole pubbliche non tendono a migliorare realmente le condizioni di queste ultime ma a sanare un buco finanziario pari a circa 8 miliardi, dovuto alla cattiva gestione del governo italiano.

Cortei, musica e dibattitiMAZZARINO. ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protesta contro il Decreto Gelmini Riesi. «E' inconcepibile che dei rifiuti speciali, tossici e inquinanti, siano lasciati a cielo aperto. E' necessario completare le opere iniziate avendo cura della salute dei cittadini». E' questa la lamentela rivolta all'amministrazione comunale da alcuni riesini che hanno evidenziato la presenza di bitume e amianto lasciati in aree del paese.

Ennese ebbro alla guidadenunciato da Polstrada ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: istruzione Gelmini. Oltre 200 gli studenti che hanno manifestato davanti i cancelli della scuola di via Pio La Torre, esprimendo così dubbi ed incertezze sulla riforma. Per l'occasione è stato formato un comitato studentesco formato da sedici studenti. «Abbiamo studiato la riforma e quello che possiamo dire - riferiscono alcuni studenti liceali -

Il sindaco parteciperàalla protesta di domani ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: Mariastella Gelmini. "Ho partecipato ieri alla manifestazione di Ragusa, organizzata dai sindacati - ha dichiarato - esprimendo la solidarietà e la vicinanza dell'amministrazione a quanti protestano contro la riforma della scuola, che prosegue nella politica di sistematica demolizione, evidenziata da questo governo di destra,

Contributi per l'accessoalle abitazioni in locazione ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: ritiro del decreto Gelmini per avviare invece una precisa fase di confronto con i sindacati dei docenti e con i rappresentanti degli studenti. Una mozione che alla fine non è però passata in quanto è mancato il numero legale per l'assenza di numerosi consiglieri di Centrodestra che pian piano si sono allontanati dall'aula non condividendo probabilmente i contenuti della mozione.

<Ridare dignità a chi vivein quegli alloggi popolari> ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Frastagliatissimo è il mondo della contrapposizione al decreto Gelmini. Politica o sindacale; degli studenti o dei genitori; degli insegnanti o del personale Ata: questa protesta sta evidenziando aspetti, antropologici e sociali, molto singolari. Anche la scuola siracusana sta dando vita a una serie di iniziative particolari.

Scendono in piazza pure i genitoriFrancofonte. ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: Contro la Gelmini come gli studenti di Commerciale, Scientifico e Ipsia Francofonte. Scendono in piazza gli studenti delle scuole superiori della città per manifestare contro il decreto di riforma della scuola presentato dal ministro Gelmini. Grandissima è stata la partecipazione alla protesta studentesca che ha unito sotto un unico slogan sfavorevole alla riforma scolastica,

Stoli: <Esco da un lungo incubo> naccio ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
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Abstract: quando ancora della riforma Gelmini non si parlava, mentre gli esponenti Gianni Limoli (Pdl) e Nino Battello (Udc) hanno caldeggiato la fronda che ha fatto implodere la maggioranza. «Non ci saranno perdite di posti di lavoro nel futuro» ha detto Limoli, mentre Battello ha aggiunto «Non vorremmo essere scambiati per Montecitorio,

<Né rossi né neri ma liberi pensieri>Insieme studenti di destra e di sinistra ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di recuperare i 134 milioni di taglio contenuti nella legge Gelmini con una serie di interventi sul capitolo di bilancio di tutti i ministeri. Si tratta di macroaree di intervento, non di interventi specifici, che però andrebbero a incidere sulle spese dei ministeri in maniera tale che i 134 milioni di taglio alle scuole non statali possano essere recuperati».

La scuredella Gelminisugli istitutinon statali ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scure della Gelmini sugli istituti non statali Anna Rita Rapetta Roma. Non è bastata la pioggia, caduta copiosa sulla Capitale, a fermare la protesta degli studenti che oggi, come ieri, faranno un presidio davanti al Senato per contestare l'approvazione del decreto Gelmini.

Rifiuti trascinati dalle acqueAcireale. ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: parteciperà a due incontri organizzati dagli studenti in merito alla riforma Gelmini. Il primo si terrà dalle 9 al Cinema Margherita di Acireale in occasione dell'assemblea d'istituto del liceo classico 'Gulli e Pennisi'. Alle 10,30, invece, Spataro incontrerà a Giarre gli studenti del liceo classico 'Michele Amari'. ACICATENA.

Servizi socio-assistenziali del Comunedimezzato il contributo della Regione ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: del Comune dimezzato il contributo della Regione Non ha riguardato il tanto avversato decreto del ministro Gelmini sulla riforma della scuola dell'obbligo, la manifestazione inscenata, ieri mattina, dai genitori degli alunni del plesso delle Elementari "Quasimodo" per protestare contro i continui ritardi registrati nella riapertura dell'edificio scolastico di via Mario Carbonaro.

Protesta contro la Gelmini<Niente cultura senza scuola pubblica> ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Protesta contro la Gelmini «Niente cultura senza scuola pubblica» Le proteste contro la riforma della scuola "targata" Mariastella Gelmini coinvolgono anche gli studenti calatini, convinti che "non ci può essere cultura senza una scuola pubblica". E ieri mattina gli alunni delle Superiori hanno dato vita a un corteo per le vie della cittadina (

<Siamo pronti a sedere tra i banchi dell'opposizione> ( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E' l'ultima occasione contro la decisione del ministro Gelmini di realizzare questa riforma della scuola. Se il Senato approverà il decreto si dovrà pensare con un'altra ottica. Prima del corteo di domani c'è pure una notte bianca da stasera all'istituto Woytila. Torneo35

Ok del Senato, il dl Gelmini èlegge. Tensioni a Roma e a Milano ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il dl Gelmini è legge. Tensioni a Roma e a Milano Il decreto legge 137 del 2008, che reca la firma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, e' legge. L'aula del senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione. Sono stati 162 i voti favorevoli, 134 i contrari e 3 gli astenuti.

Scheda/Le novità introdotte dalla riforma Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le novità introdotte dalla riforma Gelmini di Redazione Il decreto Gelmini è legge: i punti cruciali della riforma. Dal grembiulino obbligatorio nelel scuole elementari al ritorno ai voti "decimali", passando per la riduzione dei dipendenti e il voto in condotta Roma - La riforma Gelmini approvata oggi dal Senato ha introdotto una serie di novità,

Ok dal Senato: il dl Gelmini diventa legge Scontri tra studenti a Roma: tre feriti ( da "TGCom" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini 20/09/2008Scuola,Gelmini contestata a Venezia 17/10/2008"Su scuola non si tema cambiamento" 17/10/2008Gelmini, non solo proteste 15/10/2008Scuola,ok alle classi per stranieri 14/10/2008Ddl Gelmini, protestano gli Atenei 12/10/2008"La Gelmini taglia 4mila scuole" 09/10/2008Scuola, sciopero il 30 ottobre 07/10/2008Scuola,

Decreto Gelmini: nota dell'assessore alla Pubblica Istruzione Gualdi ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Decreto Gelmini: nota dell'assessore alla Pubblica Istruzione Gualdi (29/10/2008 13:20) | (Sesto Potere) - Cesena - 29 ottobre 2008 - Pubblichiamo una nota dell?assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cesena, Daniele Gualdi , sul tema dell'approvazione del Decreto Gelmini sulla scuola da parte del Senato: "Di fronte a quello che si sta decidendo sulla scuola italiana,

SCUOLA: ANTEZZA (PD), GOVERNO CALPESTA DIRITTI PAESE ( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del Decreto Gelmini. In particolare, in merito al piano di dimensionamento della rete scolastica che le Regioni dovranno effettuare entro il 30 novembre, per effetto del Decreto legge 154 in materia di contenimento della spesa sanitaria e di regolazioni contabile con le autonomie locali, Antezza ribadisce: "Si tratta di una vera tempesta che si abbatterà

(ACR) LAPENNA: STRUMENTALI MANIFESTAZIONI CONTRO RIFORMA GELMINI ( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)
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Abstract: LAPENNA: STRUMENTALI MANIFESTAZIONI CONTRO RIFORMA GELMINI 29/10/2008 13.12.22 [Basilicata] (ACR) - â??La sinistra, in una fase così
delicata, sta creando solo disinformazione e allarmismo nel Paese che non ha ragione dâ??essere. Rimango sconcertato di fronte alla mobilitazione generale del mondo della scuola e dellâ?

(ACR) FIERRO: GIUNTA LATITANTE SU RIFORMA SCUOLA ( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la nostra richiesta di discutere sul decreto Gelmini, il governo regionale, per la sua latitanza, non ci consente di entrare nel merito delle questioniâ?. Sono le affermazioni del consigliere regionale della Federazione dei Popolari di Centro, Gaetano Fierro. â??Nonostante gli sforzi, risultati vani â?

Sit in degli studenti del Cambi contro la riforma Gelmini ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola Sit in degli studenti del Cambi contro la riforma Gelmini FALCONARA - Domani mattina gli studenti del liceo scientifico Livio Cambi occuperanno pacificamente il piazzale antistante la scuola per discutere la riforma Gelmini. "Vorremmo che si parlasse di questa nostra manifestazione - dicono i rappresentanti di istituto Giacomo Di Noto, Lorenzo Buffarini e Antonio Cruccas -

studenti in piazza domani ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un corteo studentesco contro la riforma Gelmini. Scendono in piazza anche i ragazzi di Jesi nel corteo organizzato per la mattinata di domani dal collettivo studentesco Cortocircuito di Jesi. L'iniziativa parterà da piazza della Repubblica alle 9 e si snoderà per le vie del centro storico per ribadire nella piccola realtà jesina il no al decreto legge 133 del ministro Gelmini.

Veneziani e il '68: "Una rivoluzione di costume" ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Numerose le domande del pubblico, talune provocatorie, le più dirette ad approfondire il rapporto dei movimenti sessantottini con le proteste attuali contro la riforma Gelmini. Per Veneziani non esiste un collegamento tra le due cose, mentre una riforma del sistema ormai non è più rinviabile.

"A noi la riforma piace" ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in questo caso i provvedimenti Gelmini, in modo tale da maturare un giudizio, non inquinato dagli slogan più in voga. Da questa analisi personale è nata un'opinione sostanzialmente positiva riguardo ad alcune proposte del ministro. Ci sembra che, per rispondere all'emergenza educativa, sia indispensabile completare il percorso verso un assetto libero e pluralistico,

Venti sindaci contro i tagli all'istruzione ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutti imbufaliti contro il decreto del ministro Gelmini e la legge finanziaria, la 133, che all'articolo 64 prevede tagli al mondo universitario. Ieri pomeriggio, per un'ora buona, la sala consiliare si è riempita di rimostranze. "Vogliamo informare l'opinione pubblica di quel che sta succedendo - ha iniziato Ucchielli davanti anche a diversi insegnanti e genitori di studenti -

"Sulla scuola solo strumentalizzazioni" ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In questi giorni stiamo assistendo ad una vera e propria ondata di proteste e manifestazioni contro la riforma Gelmini sulla scuola. Cosa c'è di vero in quello che dicono? Niente". E' la replica all'esteso coro di docenti, genitori e studenti espressa dalla portavoce provinciale dei giovani per la libertà Lucia Salucci (che tra l'altro è consigliere della prima Circoscrizione).

E oggi prevista una raffica di manifestazioni ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: belle arti che protesteranno contro la riforma Gelmini con una lezione simbolica aperta a tutti sulla partecipazione e la solidarietà (saranno effettuate anche letture no-stop di brani tratti dal libro Gomorra di Roberto Saviano). Studenti e precari di Unimc poi si uniranno alla protesta organizzata dagli studenti delle scuole superiori maceratesi in programma per venerdì 7 novembre.

Goliardia e cortei, scoppia la protesta ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel mirino la legge 133 e il decreto Gelmini Azione universitaria e Azione giovani mettono i sigilli alle sedi con pochi iscritti Goliardia e cortei, scoppia la protesta MACERATA L'onda della protesta degli studenti universitari ha travolto anche Macerata. Giano bifronte di una stessa realtà - quella scolastica - la città ieri ha mostrato i suoi due volti giovani,

"Non chiuderemo le nostre scuole" ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini, i sindaci dei paesi sfidano il commissariamento ASCOLI - "Il 30 novembre non applicheremo il piano del ministro Gelmini anche a costo di farci commissariare dal governo". E' una vera e propria rivolta, una specie di ammutinamento, quello messo in piedi dai sindaci della Vallata che, ieri, con tanto di fascia tricolore,

Si mobilitano insegnanti e genitori ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori e amministrazione comunale di Castorano, in mobilitazione permanente contro la riforma Gelmini. Questa l'iniziativa scaturita da un incontro tenutosi lunedì pomeriggio presso la sala consiliare del Comune, presenti in massa, oltre che tutte le insegnanti della scuola dell'Infanzia e della Primaria, genitori e pubblici amministratori.

Vallata in rivolta, il Prefetto avverte il ministro ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Davanti all'irritazione dei sindaci del Piceno e della Provincia per i tagli previsti dal decreto Gelmini, la parola che ieri circolava a palazzo S. Filippo era di usare la massima prudenza e attenzione nel seguire una vicenda che potrebbe esplodere con effetti devastanti da un punto di vista istituzionale.

Happening anti-Gelmini, studenti e prof uniti ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, studenti e prof uniti FERMO - "Prove" di contestazione ieri mattina in città contro il decreto del ministro Gelmini. Fibrillazione e clima teso soprattutto all'istituto statale d'arte Preziotti e al liceo scientifico Onesti. Mentre al Preziotti la contestazione s'è risolta con diverse centinaia di studenti che hanno ascoltato,

L'Università è in fibrillazione ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: aderisce alla protesta dei tanti atenei statali italiani contro i provvedimenti adottati col decreto Gelmini. Oltre alla sospensione delle lezioni decretata dal consiglio di facoltà per oggi e alla partecipazione all'assemblea generale indetta dall'Università di Macerata, è stata programmata un'assemblea a Fermo per domani alle ore 15 nell'aula magna della facoltà di Beni Culturali.

Il provvedimento della discordia dal maestro unico alla condotta ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono questi i punti salienti del decreto Gelmini, contestato duramente dagli studenti. Dopo essere stato presentato a fine agosto al consiglio dei ministri, il decreto ha avuto il via libera dalla Camera ed è in attesa del varo finale al Senato. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi),

Le proteste non fermano il decreto ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: versione che ha avuto il via libera alla Camera Le proteste non fermano il decreto ROMA - Opposizione all'attacco al Senato contro il decreto Gelmini, che dovrebbe diventare legge questa mattina. Ci sono stati, in serata, momenti di tensione nell'Aula di palazzo Madama quando l'opposizione ha tentato di ricorrere all'arma dell'ostruzionismo per rallentare l'esame degli emendamenti.

Scuola nel caos, assedio a Roma ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini vergogna" o "Gelmini burattino in mano della Confindustria", alcune migliaia di studenti (circa 2000 per le forze dell'ordine e oltre 5-6000 per i manifestanti) hanno invece sfilato davanti alla sede dell'Unione Industriale di Torino dove ieri sera il ministro dell'istruzione avrebbe dovuto partecipare ad un incontro letterario.

Gelmini, il capolinea delle pluriclassi ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tra minimo e massimo anche nelle Marche la scuola è costretta a contarsi e accorparsi Gelmini, il capolinea delle pluriclassi ANCONA - Il nuovo verbo è accorpare, omologare, centralizzare. Poco importa se il complemento oggetto è l'istruzione. Secondo il governo le piccole scuole di periferia devono traslocare perché costano troppo.

La mini è a Bolognola Solo cinque gli scolari ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sede è quella che più farebbe imbestialire il ministro Gelmini. Qui, infatti, ci sono solo cinque studenti, che tengono occupati ben tre insegnanti. Si tratta, con tutta probabilità, di uno degli ultimi esempi viventi delle vecchie pluriclasse. In sostanza, alunni di età diversa studiano, restando tutti insieme, i cinque programmi relativi alle altrettante classi delle elementari.

La storia Il monumento alla maestra ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è qui che il decreto Gelmini brucia sulla pelle e mette a rischio elementari e materna, i capisaldi di chi non vuole cedere alle lusinghe della città e continua a vole vivere qui. Andiamo nei dettagli. Il plesso scolastico di Frontino comprende oltre Frontino anche la vicina frazione di San Sisto di Piandimeleto: entrambe adottano la formula della pluriclasse avendo la terza,

IL METODO GELMINI ( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL METODO GELMINI Solo una settimana fa Mourinho "osannava" la rinascita di Adriano, sancita dai gol delle ultime partite disputate dall'Inter, dichiarando di averlo tenuto "a pane e acqua". Finalmente dal calcio arrivava un esempio concreto di perseveranza e forza di volontà.

Scuola: grande partecipazione allo sciopero generale di domani ( da "Salerno notizie" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini taglia i fondi, dequalifica la scuola pubblica, penalizza le scuole del Mezzogiorno. Aumenta il numero di studenti per classe, si riduce il tempo scuola, si ritorna al maestro unico, si cancellano scuole e plessi scolastici. La CGIL di Salerno ha già monitorato gli effetti del decreto sulle scuole della nostra provincia,

Scuola, decreto Gelmini è legge ma protesta non si ferma ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: oggi il Senato ha approvato definitivamente il contestato decreto Gelmini sulla scuola, le proteste degli studenti non si fermano, e ora medi e universitari pensano ad organizzare una manifestazione al Quirinale, per chiedere al Capo dello Stato di non firmare la legge, mentre il partito di Antonio Di Pietro annuncia un referendum abrogativo.

Studenti destra e sinistra si scontrano vicino Senato ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: aula di Palazzo Madama ha approvato stamattina in via definitiva il contestato decreto Gelmini sulla scuola. La polizia ha fermato una ventina di giovani, ha detto una cronista Reuters che ha assistito agli scontri. Due gruppi di manifestanti si sono affrontati nella piazza - piena di studenti ma anche di turisti - con fumogeni e bastoni, danneggiando anche i tavolini di un bar.

La ricerca calpestata "ci mette la faccia" ( da "Comunicatori Pubblici" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini), non solo manca di affrontare i problemi esistenti, ma cerca deliberatamente di dare il colpo di grazia definitivo al sistema della ricerca pubblica. L'attacco è iniziato colpendo l'anello più debole, cioè i precari che vi lavorano che, a norme vigenti, nei prossimi mesi in gran parte si troveranno a perdere il lavoro.

Il decreto sulla scuola approvato definitivamente dal Senato ( da "CittadinoLex" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini, è stato definitivamente approvato dal Senato. L'Aula di Palazzo Madama ha approvato il disegno di legge di conversione con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Il testo aveva subito modifiche con l'approvazione alla Camera di un maxi emendamento sul quale il governo aveva posto la fiducia.

Scuola, si fa la conta degli istituti ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione delle Province per discutere del piano Gelmini Scuola, si fa la conta degli istituti TriesteL'applicazione in Friuli Venezia Giulia del piano di ridimensionamento della rete scolastica inserito nella Legge Gelmini è stato l'argomento dell'incontro, ieri nella sede del Consiglio regionale di Trieste, tra l'assessore all'Istruzione, Roberto Molinaro,

I precari della Rete veneta in strada a lavare vetri ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si sono messi tra la via Fapanni e la via Pio X con tanto di spugne e grandi cartelli al collo a simboleggiare che questo sarà il loro futuro con le novità introdotte dal decreto Gelmini che prevede il taglio di posti di lavoro a discapito soprattutto dei precari.

Assemblee in terraferma per preparare la manifestazione ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: continuano a manifestare con forza il loro no al decreto Gelmini. Anche oggi per i giovani si prevede una giornata di mobilitazione. A partire dal liceo scientifico Morin, che dopo le assemblee dei giorni scorsi, ha deciso di occupare l'istituto. La protesta si estende anche all'Istituto d'Arte di Corso del Popolo che, dopo l'occupazione di lunedì, ora è in assemblea permanente.

Scuola, non toccate il tempo prolungato ( da "Gazzettino, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sta con la Gelmini". Io ci stavo all'inizio, ora non più! Ci sono assessori alla scuola dei comuni che lanciano allarmi per "scuole a rischio bancarotta..." e devo dire che, da genitore sono preoccupato, molto preoccupato.Ora , sia ben chiaro, non voglio fare un discorso di destra o di sinistra, non me ne può importare di meno in questo momento,

<Italia immobile, ma è colpa di tutti> ( da "Gazzettino, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma devo dire che vedo intorno molte prese di posizione di chi non sa nulla di ciò di cui parla, e mi riferisco agli studenti, o non dice quali sarebbero le alternative, per quanto riguarda i politici. Per l'Università, comunque, siamo in attesa, mentre per la scuola mi sembra che le riforme del ministro Gelmini vadano nella direzione giusta».Sergio Frigo

Cavallino-Treporti. Niente aula della scuola "Carpaccio" e così l'assemblea viene organizzata nel parcheggio ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Treporti gli echi delle proteste al decreto Gelmini. Non ci saranno cortei e tanto meno occupazioni, ma un certo fermento e forme di preoccupazione sono comunque state registrare anche nel litorale nord. Per questo, oggi alle 15, i genitori degli alunni che frequentano le scuole elementari e medie, si ritroveranno davanti alla scuola Carpaccio di Cavallino per un'

Un nuovo debutto nella stagione di teatro contemporaneo al ... ( da "Gazzettino, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Andrea Cravotta, Samah El Feky, Dario Gallazzi, Chiara Gelmini, Marco Maguolo, Anna Manfio, Stefano Montagner, Roberta Nalesso, Yanik Puntin, Leonia Quarta, Sergio Rodino, Beatrice Sarosiek, Jacopo Seri, Mila Trevisan, Angela Ursella, Silvia Zanna, Camilla Zuin. Le musiche sono eseguite dal vivo dalla Banda di S.

COMUNE DI BELLA A MANIFESTAZIONE CONTRO DL GELMINI ( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: DL GELMINI 29/10/2008 15.46.59 [Basilicata] Il Consiglio comunale di Bella partecipa con il proprio gonfalone allo sciopero del 30 ottobre a Roma contro il decreto legge del ministro Gelmini. â??Tutti i cittadini di Bella â?? si legge in una nota del Consiglio comunale - si uniscono ai Docenti e agli studenti per ribadire che il diritto allo studio va salvaguardato e garantitoâ?

BUBBICO (PD): TAGLI ALLâ EDILIZIA SCOLASTICA ( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bubbico intervenendo al Senato sul decreto-Gelmini, ha presentato un emendamento che propone di sopprimere lâ??articolo 7 bis che dispone la riduzione del 50 per cento delle risorse destinate alla edilizia scolastica, con particolare attenzione, alla messa in sicurezza degli edifici. Per Bubbico si parla di â?

MELFI, GENITORI SCUOLA â S. TEODOROâ : NO ALLA RIFORMA GELMINI ( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: : NO ALLA RIFORMA GELMINI 29/10/2008 15.00.49 [Basilicata] Dopo lâ??incontro informativo sulla legge n° 137/2008 svoltosi presso la palestra della Scuola Elementare â??F.S. Nittiâ? di Melfi, i genitori della scuola dellâ??infanzia del plesso di â??San Teodoroâ?

Domani si fermano le scuole ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini della scuola e ai tagli all'università. Lo sciopero studentesco è stato organizzato dal Comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) composto da alcuni alunni delle scuole superiori, che sono riusciti a coinvolgere tutti, dalle scuole d'infanzia all'università: l'appuntamento è per le ore 9 nel piazzale della stazione.

La raccolta di firme per lezioni regolari ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Siamo contro la riforma Gelmini ma vogliamo che l'università resti aperta. Di armi per protestare ce ne sono tante, cortei, assemblee, scioperi, ma la sospensione delle lezioni, delle sessioni d'esame e di laurea sono deleterie. Con la nostra raccolta firme faremo sentire la voce di quelli che, pur contrari alla riforma, non vogliono lezioni in piazza dove non si impara nulla»

Certe scelte giuste. Ma mancano fondi ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: preside della scuola Leonardo Da Vinci, sul decreto Gelmini è una voce fuori dal coro. «Il ritorno ai voti in decimi dà chiarezza alla valutazione degli alunni, sull'educazione civica non si può non essere d'accordo e per le bocciature si parla di decisione all'unanimità dal consiglio di classe in casi di eccezionalità.

Andiamo indietro invece di avanzare ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: critica la riforma Gelmini nel suo complesso: «Il punto critico è la parte finanziaria - commenta - se andrà fino in fondo dovremo tagliare il sostegno, le attività formative, gli esperti. Verrà ridotto il fondo di incentivazione e non potremo pagare le ore in più che i docenti mettono a disposizione per le funzioni di coordinamento e le attività del Piano dell'

Abbiamo già tagliato oltre il possibile ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dirigente della scuola Casorati è critico sul decreto in discussione oggi al senato: «Il ritorno ai voti in decimi è stato accettato di buon grado, ma c'è stato troppo poco tempo per adeguarsi. Inoltre è assurda la questione del voto di condotta e la possibilità di bocciare con una sola insufficienza in pagella».

La lezione in piazza Vittoria con applausi finali ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sarà colpa della Gelmini?» Come ai vecchi tempi, o di qua o di là. A nervi tesi, ma senza alzare un dito. I discepoli contestatori applaudono con sarcasmo, i ragazzi di Pesato tra un coro e l'altro sanno anche essere spiritosi. Uno si avvicina a un poliziotto e gli fa: «Scusi, ma non c'è l'ordinanza anti-bivacco?

Senza titolo. ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: questo uno dei probabili effetti della riforma Gelmini. L'amministrazione comunale affronterà l'argomento questa sera incontrando i genitori dei bambini delle elementari. L'assemblea pubblica si terrà alle ore 21 in sala consiliare. VIDIGULFO Appalto per i lampioni L'amministrazione comunale appproverà a giorni l'appalto per la manutenzione straordinaria della pubblica illuminazione.

Scuola, anche Voghera si mobilita ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lezioni in piazza Duomo per opporsi alla Gelmini VOGHERA. «C'è chi dice no». Con uno slogan molto chiaro la capitale dell'Oltrepo si unisce al fronte dei dissidenti contro l'asse Gelmini-Tremonti. Domani, dalle 9 alle 12.30, il comitato spontaneo di coordinamento «Insieme per una scuola pubblica di qualità» dà appuntamento a studenti, docenti e lavoratori della scuola in piazza Duomo.

Scuola, incontro con la città ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: giorno in cui arriverà a Vigevano il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini a inaugurare la nuova scuola media Besozzi. «E' un invito trasversale - spiega Vittoria Casazza, insegnante vigevanese - che va al di là delle convinzioni o delle appartenenze politiche, perché la stessa protesta in atto in tutta Italia è trasversale.

Mortara, picchetti al Pollini ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: del ministro Gelmini, dopo l'occupazione e la manifestazione della scorsa settimana. La protesta degli allievi non si è ancora sopita anche se il nuovo sciopero di ieri mattina, deciso all'ultimo minuto nella serata di lunedì, non è stato accompagnato dal clamore dei giorni scorsi, che avevano visto gli allievi dell'istituto Pollini fare da apripista per la protesta in Lomellina.

Mortara, oggi l'incontro ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: unica mobilitazione organizzata in Lomellina contro il decreto Gelmini. Ha preso le mosse mercoledì scorso quando è stata indetta l'occupazione, durata fino a venerdì sera, con tanto di corteo giovedì mattina. Alla sera il preside Alberto Henin ha in un primo tempo negato la possibilità di fermarsi a dormire di notte ai ragazzi, ma poi ha concesso l'uso della scuola,

Senato assediato, bagarre in aula ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dritto per riuscire ad approvare definitivamente il decreto Gelmini entro oggi. Prima cioè dello sciopero della scuola indetto per domani. «E' un atto di arroganza», accusa Walter Veltroni. Ma Silvio Berlusconi liquida di nuovo la protesta degli studenti come una strumentalizzazione. «La cosa che potrebbe indignare - sostiene infatti - è che si usano degli inconsapevoli ragazzi,

Decine di cortei invadono Roma ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ancora una giornata di proteste in tutta Italia per chiedere il ritiro del decreto Gelmini approdato ieri in Senato. Proteste che, a partire dall'assedio di Palazzo Madama durato fino a tarda ora, culmineranno nello sciopero generale e nella manifestazione nazionale di domani a Roma, per la quale sono pronti a partire nove treni speciali e quasi mille pullman.

Università, bastano soltanto tre semplici idee per la riforma ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assicurazioni che il ministro Gelmini ha voluto dare, in nome dell'idiosincrasia per le tasse, è stata quella che la contribuzione degli studenti non sarebbe stata aumentata. Se questa non è una riforma, perché studenti e docenti non propongono tre semplici idee? La rimozione del vincolo sulla contribuzione a condizione di concedere esoneri e borse di studio ai più poveri e più meritevoli.

Vogliono buttare via la Scuola ( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI, IL DIBATTITO Vogliono buttare via la Scuola Rieccoci, dopo la Moratti arriva la Gelmini. Se a garantire la credibilità del progetto Moratti erano scesi in campo prestigiosi pedagogisti di terza fila, ora non se ne sente neppure il bisogno: che si parli di scuola (anche se preferisco "educazione"),

Il dl Gelmini èlegge. Scontri a Roma tra destra e sinistra: feriti e arresti ( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa scuola e università Il dl Gelmini è legge. Scontri a Roma tra destra e sinistra: feriti e arresti Sono in tutto 14 gli studenti fermati oggi a piazza Navona dalle forze dell'Ordine durante gli scontri tra giovani di destra e sinistra che manifestavano davanti al Senato per protestare contro l'approvazione definitiva del Dl Gelmini.

Scuola: decreto Gelmini è legge. Pd e Idv: referendum ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: oggi il Senato ha approvato definitivamente il contestato decreto Gelmini sulla scuola, le proteste degli studenti non si fermano, con medi e universitari pensano ad organizzare una manifestazione al Quirinale, per chiedere al Capo dello Stato di non firmare la legge, e il Pd e il partito di Di Pietro annunciano un referendum abrogativo.

Scuola, Veltroni: promuoveremo referendum su dl Gelmini ( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: promuoverà un referendum per abrogare il decreto del ministro Mariastella Gelmini sulla scuola. Lo ha annunciato oggi Walter Veltroni, dopo che il Senato ha convertito in legge il dl che prevede il maestro unico alle elementari e punta a tagliare la spesa per la pubblica istruzione. "Abbiamo deciso di promuove un referendum abrogativo della parte più estesa possibile del decreto Gelmini",

Scuola in piazza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prov Gallura Pagina 8036 Scuola in piazza Olbia --> Gli studenti tornano in piazza giovedì prossimo, in concomitanza con lo sciopero indetto dai sindacati confederali, contro il decreto Gelmini. Questa volta hanno aderito alla manifestazione anche comitati di genitori e insegnanti.

Espose nel museo la 'rana in croce' Licenziata la direttrice Diserens ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Berlusconi: "Ragazzi presi in giro..." (31 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (29 commenti) Mancuso: "Vigile 'obbligato' alla multa Servono sanzioni alternative" (21 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (

Foggia, continuano le proteste da parte degli studenti ( da "Grecale, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziative continueranno nonostante la conversione del decreto Gelmini in legge Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Foggia - Si sono ritrovati stamane dinanzi alla nuova sede della Provincia di Foggia gli studenti delle scuole superiori del capoluogo. Tutti uniti per mostrare il proprio dissenso nei confronti del governo, che ha appena convertito il decreto sull'

Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Berlusconi: "Ragazzi presi in giro..." ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
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Abstract: sì, ma solo per la scuola privata, probabilmente ascari inetti avevavno tagliato anche dalla parte sbagliata... 29/10/2008 15:43 Amelia S. Uno dei propositi di Obama è questo: "Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto".

Bologna: studenti in piazza Maggiore contro il decreto Gelmini ( da "RomagnaOggi.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sulle proteste contro il decreto Gelmini è intervenuto Adolfo Zauli, portavoce comunale de La Destra di Bologna. "Che a Bologna, citta' rossa per eccellenza, la strumentalita' delle proteste anti-Gelmini possa fare facile presa e' normale - ha dichiarato -. Soprattutto qui una sinistra ancora egemone, ma a corto di argomenti e di voti a livello nazionale,

Scuola: Mariastella Gelmini "In Italia non si spende poco per l'istruzione ... si spende male" ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuola: Mariastella Gelmini "In Italia non si spende poco per l?istruzione ... si spende male" (29/10/2008 15:30) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha dichiarato: "Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l?università così come sono li soddisfino.

Lezioni in piazza contro la Gelmini: "Tagli alla scuola senza motivo" ( da "RomagnaOggi.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nel giorno della trasformazione del decreto Gelmini in legge. Più ordinata e organizzata la prima delle 2 lezioni in piazza, anche se è stata interrotta dalla pioggia e l'appuntamento è slittato alla seconda, prevista per mercoledì pomeriggio. Tantissimi gli striscioni: "Contro la Gelmini oggi si resta fuori", "Il Governo va al risparmio, offerta prof.

Scuola: Veltroni, ll Pd promuoverà un referendum ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuola: Veltroni, ll Pd promuoverà un referendum (29/10/2008 15:29) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - Walter Veltroni ha annunciato nel corso di una conferenza stampa che il Pd promuoverà un referendum per abrogare il decreto Gelmini sulla scuola, approvato questa mattina al Senato.

Scuola: Belisario (Idv): Anche referendum contro riforma Gelmini ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuola: Belisario (Idv): Anche referendum contro riforma Gelmini (29/10/2008 15:28) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - "Da giorni stiamo combattendo contro il decreto Gelmini. Purtroppo una maggioranza prepotente, cieca e sorda alle richieste del Paese, ha deciso che la scuola deve morire.

Ok dal Senato: il dl Gelmini diventa legge Scontri a Roma: studenti feriti e fermati ( da "TGCom" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Idv alzano lo striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". 10.52 - "Non ce ne andiamo". "Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa". Così gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama hanno reagito alla notizia che è diventata legge la riforma Gelmini.

Decreto Gelmini: nota di Davide Minutillo , vice-commissario provinciale Forza Italia Giovani Forlì-Cesena ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del Decreto Gelmini sulla scuola da parte del Senato: "Non lasciano spazio a sottintesi: la Gelmini non la vogliono!…Ma lasciano spazio all?informazione? Sono vergognosi gli scioperi indetti dagli studenti per lo più strumentalizzati dall'opposizione per mettere in cattiva luce le iniziative portate avanti dal governo Berlusconi.

Il decreto Gelmini è legge: proteste e scontri nelle città italiane ( da "Blogosfere" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ott 0829 Il decreto Gelmini è legge: proteste e scontri nelle città italiane Pubblicato da Francesca A., Blogosfere staff alle 15:47 in Scuola "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione" ha affermato la ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dopo l'approvazione del Dl da parte del Senato.

Studenti senza pausa contro il Dl 'Gelmini' ( da "Italia Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini? Gli studenti delle scuole medie superiori hanno letteralmente preso d?assedio il Senato dove erano in corso le votazioni relative all?approvazione del Decreto Gelmini. Circa 10.000 giovani, è la stima dell'Unione degli studenti, dopo aver dato vita a diversi cortei nel centro di Roma, si sono diretti a Palazzo Madama.

La izquierda italiana quiere un referendo para abolir la nueva ley de Educación ( da "Elmundo.es" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tras la aprobación del decreto Gelmini (que toma el nombre de la ministra de Educación, Mariastella Gelmini) en el Senado, como está previsto por la Constitución y como es legitimo, al ser una decisión fuertemente negativa para el país, hemos decidido promover un referéndum para abolir la norma", explicó Veltroni durante una rueda de prensa.

Protests over Italy school reform ( da "BBC News" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: " Education Minister Mariastella Gelmini said "we will bring seriousness and merit back to schools". Students and teachers plan to go on strike on Thursday. Story from BBC NEWS: http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/2/hi/europe/7698321.stm Published: 2008/10/29 18:01:49 GMT © BBC MMVIII

San Severo, Consiglio Comunale: manca il numero legale tutto rinviato a domani ( da "Grecale, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordine del giorno contro la riforma Gelmini San Severo - E? stato sciolto per mancanza di numero legale il consiglio comunale di San Severo, convocato dal Presidente del consiglio Camillo Antonio Rago, in prima convocazione questa mattina. Solo tredici i consiglieri comunali presenti in aula, che non sono bastati per l?

Il commissario Montalbano torna in tv Oltre le indagini, c'è spazio per il sesso ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:47:32 - XXX CARLO::: I DEPUTATI, NON TUTTI PERCHE' ALCUNI LO FANNO PER PASSIONE E ANCHE PERCHE' NON SI DEBBO[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:27:13 - GRAZIE GELMINI,

Scuola, Epifani (Cgil): "Berlusconi sta soffiando sul fuoco in tutti i modi" ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
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Abstract: Quanto al clima politico che investe il decreto Gelmini, Epifani ha osservato: “Berlusconi sta soffiando sul fuoco in tutti i modi. Il governo sta mettendo in campo tutti i meccanismi per depotenziare il valore straordinario della mobilitazione dei giovani”. Ma è sui fatti di Piazza Navona la dura critica di Epifani: “

Scuola: Capezzone (Fi) Veltroni fa il referendum sulla legge Gelmini? Lo perderà ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
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Abstract: Capezzone (Fi) Veltroni fa il referendum sulla legge Gelmini? Lo perderà (29/10/2008 17:59) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - “Veltroni annuncia un referendum sulla scuola? Benissimo. Lo perdera?, e sara? una sconfitta epocale per una sinistra immobilista e conservatrice. Contro di lui, invece, vincera?

Scuola, Berlusconi: "Gli studenti che manifestano in piazza? Truffati dalla sinistra" ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
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Abstract: approvazione del decreto legge Gelmini sulla scuola . E sulle manifestazioni che si sono susseguite nei giorni scorsi proprio per protestare contro il dl Gelmini, Berlusconi ha spiegato: "C?e? un diritto di manifestare ma non bisogna ostacolare chi vuole studiare. Siamo stati di manica larga in quanto non bisognerebbe manifestare impedendo il normale svolgimento del traffico"

Scuola, Quagliariello (FI/PDl): "Legge Gelmini è primo passo di una riforma scolastica piu' ambiziosa" ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
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Abstract: Legge Gelmini è primo passo di una riforma scolastica piu' ambiziosa" (29/10/2008 11:19) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - "Del quadro economico in un momento di crisi internazionale non si puo? non tener conto. Ma una cosa deve essere chiara: pur in una situazione difficile, noi non siamo disposti a sottoporre a criteri di mera economicita?

Scuola, on. Isabella Bertolini, Fi/ Pdl: "I tafferugli causati dal clima di odio alimentato dalla sinistra" ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
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Abstract: Gelmini, senza essere poi capace di controllarli. La sinistra usa e strumentalizza bambini e giovani pur di affermare il proprio disegno politico, teso alla delegittimazione e alla contestazione anche violenta dell`avversario politico. In un momento di profonda crisi economica e sociale il rischio reale è che queste scelte irresponsabili favoriscano il riemergere di movimenti e gruppi

Scuola: Blazina, "approvato Odg per scuole con lingua d'insegnamento sloveno" ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
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Abstract: Il Senato della Repubblica ha approvato un Ordine del giorno al decreto Gelmini che impegna il governo a prevedere nei regolamenti attuativi la garanzia di un tempo scuola adeguato all'insegnamento di tutte le lingue previste dall'ordinamento". Lo annuncia la senatrice del Pd Tamara Blazina, prima firmataria dell'Ordine del giorno.

Scuola, on. Pini (LN): "Masini al fianco dei fannulloni che protestano" ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
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Abstract: La presenza oggi del sindaco di Forlì in Piazza Saffi per protestare contro il Decreto Gelmini non fa altro che confermare ciò che la maggioranza dei cittadini forlivesi pensano di questa signora: essendo una totale incapace non può far altro che difendere chi non vuole che nella scuola venga introdotto il concetto di merito lasciando fuori fannulloni e scasafatiche.

Scuola, lezioni in piazza Saffi di protesta .... con il sindaco Masini ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che protestano contro la riforma Gelmini stanno avendo una discreta partecipazione nonostante il tempo instabile. Secondo i primi dati, questa mattina dalle ore 10.30 in avanti , gli studenti che hanno partecipato alle lezioni in piazza Saffi erano 300, ed anche oggi pomeriggio sembra che il numero si aggirasse attorno alle 250 persone.

Scuola, il Pd della Toscana incontra studenti e docenti ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ministro Gelmini durante la discussione sono stati risultati ottenuti dall'opposizione con un senso di fastidio e di inutilità da parte della maggioranza. Un atteggiamento mai visto in una democrazia - ha detto la senatrice Franco -: fastidio per chi dissente e per chi vuole portare un contributo in un tema fondamentale come questo è difficile poterlo ritrovare in una democrazia.

Municipio X, oggi lezioni in piazza con studenti e docenti di Tor Vergata ( da "Italia Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: movimento di protesta contro il decreto Gelmini che sta attraversando in lungo e largo il nostro Paese, coinvolgendo l'intero campo dei saperi, dalle scuole dell'infanzia fino all'università". "Per difendere formazione e ricerca come elementi insostituibili per la vita sociale e lo sviluppo del Paese, in un momento in cui la cultura è sotto attacco da molti settori della società -

Scritte fasciste e naziste al Liceo Kennedy e al Verano ( da "Italia Sera" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: occupato dagli studenti in protesta contro la riforma Gelmini. La scritta, lunga 15 metri e fatta con lo spray nero, è stata notata dagli agenti della polizia di Stato in servizio di controllo del territorio ed è stata subito cancellata. Già tra domenica e lunedì altre scritte erano comparse a Trastevere, contro il Sottosegretario del Pdl Giro e il Sindaco Alemanno.

La rigueur financière imposée à l'enseignement par Silvio Berlusconi mobilise les jeunes et les enseignants ( da "Tribune, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La loi de la ministre Mariastella Gelmini est toutefois loin d?être une réforme pour un système scolaire italien en déshérence depuis des années. Une note de conduite est (ré-)introduite dans les bulletins des élèves du secondaire, susceptible, si l?élève n?obtient pas la moyenne sur ce point, de lui valoir un redoublement.

Scuola, a Roma la protesta sfocia nella violenza: 2 arresti ( da "RomagnaOggi.it" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sfocia nella violenza la protesta anti-Gelmini che gli studenti stanno mettendo in scena a Roma, nel giorno in cui il Senato ha approvato il decreto che si pone come obiettivo la riforma della scuola. A Milano si sono verificati tafferugli con la polizia. A Roma gli estremisti hanno attaccato il corteo studentesco, con alcuni feriti, di cui uno grave.

Il premier: "Detassare la 13esima? E' un'ipotesi, ma i fondi sono pochi" ( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:47:32 - XXX CARLO::: I DEPUTATI, NON TUTTI PERCHE' ALCUNI LO FANNO PER PASSIONE E ANCHE PERCHE' NON SI DEBBO[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:27:13 - GRAZIE GELMINI,

Cosa dice la legge Gelmini ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cosa dice la legge Gelmini MAESTRO UNICO (art.4) - Nelle scuole primarie, le classi avranno un unico insegnante con un orario di 24 ore a settimana. La disciplina entrerà in vigore dall'anno scolastico 2009/2010 nelle prime classi del ciclo scolastico. TESTI SCOLASTICI (art.

Scuola, militanti di Lotta Studentesca (Forza Nuova) occupano Istituto Tecnico Commerciale di Treviso ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Occupiamo per essere ascoltati dal Ministro Gelmini, che tutt'ora rifiuta un dfialogo vero con noi giovani. La Gelmini non faccia come le tre scimiette, deve accettare che il mondo della scuola rifiuti il suo decreto truffa. Noi studenti siamo forti perchè siamo uniti.":afferma Giovanni Glanello di Lotta Studentesca.

Scuola. Bianconi (PdL): una buona legge per l'istruzione dei nostri giovani ( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: comunica la senatrice Laura Bianconi vicepresidente dei senatori del Pdl a margine del voto al Senato sul Decreto Gelmini." Al contrario di quanto ci viene rimproverato dagli insegnanti, dai sindacati e dai sistema dei baroni universitari- sottolinea - questa riforma ci aiuta a cambiare pagina ridando a tutti coloro che sono chiamati ad educare un ruolo più attivo e consapevole.

Il mondo della scuola in agitazione ( da "Giornale di Calabria, Il" del 29-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestazione di Roma contro il decreto Gelmini, studenti in piazza in tutte le città e proteste negli Atenei CATANZARO. Il mondo della scuola calabrese parteciperà alla manifestazione in programma per domani a Roma contro la riforma del ministro Gelimini. Circa 2000 persone - secondo quanto comunica la Flc Cgil - partiranno da tutta la Calabria a bordo di 35 autobus più mezzi propri.


Articoli

Decreto Gelmini bocciato dai reggiani (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Reggio" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Decreto Gelmini bocciato dai reggiani I lettori della Gazzetta si dicono contrari alle decisioni del governo I reggiani si dividono sul giudizio al decreto Gelmini sulla scuola. Lo dimostra l'esito del sondaggio on-line della Gazzetta di Reggio. Fra i lettori che hanno risposto il 61% si dichiara infatti contrario al provvedimento, mentre il 39% è favorevole. Il lettore «blackboard68» chiede quali competenze ha il ministro Gelmini per poter mettere mano ad una distruzione del genere della scuola pubblica? «E' mai entrata in una scuola per vedere cosa succede? Ha mai visto come è articolato il lavoro d'equipe nella scuola primaria? Non sa che la scuola primaria è l'unica che funziona in Italia? Lei non è nè insegnante, nè genitore e ragiona solo in base a questioni finanziarie». «Invece di togliere insegnanti alle scuole - conclude il lettore - perchè non eliminano un pò di parlamentari pagati fior di quattrini e solo capaci di fare leggi contro chi già fatica ad arrivare a fine mese? O perchè non si diminuiscono loro lo stipendio?». «Qualcuno ricorda le reazioni della gente quando si introdussero i famosi moduli con le tre maestre per classe? - chiede un altro lettore -. Io lo ricordo bene: il commento unanime fu che l'introduzione delle tre maestre non andava a beneficio del bambino e della scuola, che funzionava benissimo con un il maestro unico». Sullo stesso argomento interviene anche «giufer1936»: «Sui tre docenti il commento unanime fu che le tre maestre non servivano affatto agli scolari ed al miglioramento della scuola bensì servivano a creare nuovi posti di lavoro. Poi il lettore «il tarlo» lancia un'opinione contraria: «Coloro che hanno avuto il maestro unico sono forse degli ignoranti? La preparazione degli studenti italiani com'è valutata a livello europeo? Forse non tutti si sono accorti che non siamo così ricchi da permetterci 3 maestri per 10 studenti».

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La rivolta dei rettori "Pronti a dimetterci" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Parla Profumo, del Politecnico di Torino: no ai tagli La rivolta dei rettori "Pronti a dimetterci" Non si placa lo scontro sulla scuola. Anzi, ieri si è aperto un altro fronte: quello dell'università. Infatti, il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, in un'intervista a La Stampa, ha minacciato dimissioni di massa «se l'esecutivo non cambierà strada, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma». Intanto continuano i blocchi e le proteste degli studenti contro il ministro Gelmini. Amabile, Favro e Masci ALLE PAGINE 8 E 9

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Riforma della scuola i dubbi del Comune (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Reggio" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

NOVELLARA Riforma della scuola i dubbi del Comune NOVELLARA. Si è svolto nella sala del consiglio un incontro per la lettura critica del decreto legge Gelmini, organizzato da Progettinfanzia (il Coordinamento pedagogico per i nidi e le scuole dell'infanzia della Bassa reggiana) e dal Comune di Novellara. Presenti insegnanti, genitori e nonni. Dopo l'introduzione dell'assessore alla Pubblica istruzione Ferruccio Crotti e agli interventi del sindaco Raul Daoli e del direttore di Progettinfanzia Cristian Fabbi, ci sono stati vari interventi dal pubblico, tutti contrari alle proposte del ministro. L'amministrazione comunale è intenzionata a promuovere altri incontri sul tema, compreso un consiglio comunale straordinario dedicato ai problemi della scuola. Sempre in collaborazione con Progettinfanzia, il Comune organizzerà anche, il 22 e 23 novembre, un convegno sulla scuola e la figura di don Milani. (v.a.)

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No alla Gelmini, gli studenti accelerano (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

di Nicola Corradini No alla Gelmini, gli studenti accelerano Oggi raffica di assemblee negli istituti superiori: si va verso le autogestioni Iniziative al Belfiore alle Magistrali e all'Itas Mantegna Saranno le assemblee nelle scuole a scandire il percorso verso il corteo studentesco di giovedì contro la riforma Gelmini. Dopo le autogestioni al Manzoni di Suzzara e al Sanfelice di Viadana, l'ondata della protesta contro gli annunciati tagli alle risorse destinate alla scuola pubblica fa capolino anche nel capoluogo. Oggi si svolgeranno assemblee al Liceo Belfiore, all'Itas Mantegna e al liceo D'Este (ex-Magistrali) domani dovrebbe essere la volta dell'Itis. Anche altre scuole sono in fermento. Difficile predire quante assemblee si trasformeranno in autogestioni come avvenuto nei licei di mezza Italia. Certo l'argomento che accomuna queste iniziative - approfondimento della riforma Gelmini in vista dello sciopero del 30 di Cgil, Cisl, Uil e Snals - porta in quella direzione. L'assemblea straordinaria dei ragazzi del liceo Scientifico Belfiore, ad esempio, prevede l'intervento della dirigente scolastica distaccata al Provveditorato, Marina Bordonali, che illustrerà agli studenti i contenuti del decreto Gelmini (ma l'applicazione concreta di buona parte della riforma è un mistero, visto che ancora non è uscito il regolamento). E' stato invitato anche il segretario generale dell'Università, Frediano Sessi, per fare il punto sui tagli previsti dal governo per gli atenei e la ricerca. In molte scuole, inoltre, si stanno preparando cartelli e striscioni di protesta. Certo, il paragone con i movimenti studenteschi di altre città va fatto con molta cautela. Nelle superiori mantovane la protesta contro la riforma Gelmini, almeno fino ad oggi, ha mosso passi molto timidi. Ma nei giorni scorsi si è tenuta una riunione tra studenti di diversi istituti di città e provincia, organizzata dal collettivo Aca Toro (vicino alle posizioni della sinistra antagonista), per organizzare il corteo che giovedì mattina sfilerà per le vie del centro storico. «L'idea prevalente è di chiedere a tutti di non portare bandiere di partito - ha spiegato un referente del Collettivo - la manifestazione di giovedì servirà anche a gettare le basi per creare un movimento studentesco articolato negli istituti di città e provincia». Il corteo partirà verosimilmente dal largo che sta alle spalle della vecchia biglietteria dell'autostazione Apam, in via Mutilati e caduti del lavoro. Il sito articolozero.it, gestito dai giovani della sinistra antagonista mantovana, informa che il concentramento è alle 8,30-9. Ma oltre dai gruppi studenteschi nati nelle scuole e da Aca Toro, la manifestazione di giovedì mattina è organizzata anche dal Coordinamento scuola Mantova, il comitato di insegnanti e genitori anti-riforma costituitosi poche settimane fa. Nella mattina del 30, tra l'altro, il Coordinamento organizzerà un presidio in piazza Mantegna, a partre dalle 9, dove confluirà il corteo studentesco dopo aver percorso le principali strade del centro.

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Le maestre della Pomponazzo organizzano una fiaccolata (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Le maestre della Pomponazzo organizzano una fiaccolata Fiaccolata in centro storico, questa sera alle 18, per contestare la riforma Gelmini del maestro unico e il taglio di 130mila posti nelle scuole nell'arco di tre anni. Ad organizzarla è un gruppo di insegnanti della scuola elementare Pomponazzo «in vista - si legge in una nota - dell'approvazione definitiva del Dl 137 prevista per mercoledì 29». La fiaccolata, aperta ad insegnanti e genitori di tutte le scuole mantovane, partirà dal piazzale di fronte al portone d'ingresso della scuola (in via Porto) e arriverà in piazza Mantegna dopo aver percorso via Fernelli e via Verdi. Ad aprire il corteo, sarà un cartello con la scritta 'Fermatevi'. Intanto i sindacati della scuola di Cgil, Cisl e Uil, assieme a Snals e Gilda, stanno preparandosi allo sciopero generale di dopodomani. La Flc Cgil ha organizzato due pullman per portare una nutrita delegazione al corteo di Roma. I pullman faranno tappa nella notte tra domani e giovedì a Guidizzolo, in città (sede Cgil) e al casello autostradale di Pegognaga. La mattina del 30, iscritti della Flc faranno volantinaggio in centro storico indossando dei simbolici grembiulini neri.

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La montagna non si tocca: accorpamenti già attuati (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'assesore Donazzan ha tranquillizzato gli animi bellunesi «La montagna non si tocca: accorpamenti già attuati» BELLUNO. «Per ciascuna di queste scuole di montagna abbiamo tutte le motivazioni da presentare al ministro Gelmini perchè non siano tagliate». E' questa la rassicurazione che ieri l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan ha fatto alla presenza del sindaco di Belluno e di altri rappresentanti del centrodestra. «Ho incontrato il ministro Gelmini la settimana scorsa e mi ha ribadito una cosa ovvia: per la scuola di montagna il dimensionamento non può esistere. Il Veneto sta al di sotto del tetto di spesa assegnato dallo Stato. Secondo quanto imposto dalla legge 233/1998, abbiamo già attuato il piano di dimensionamento e le scuole di montagna sono al di sotto dei parametri che fissa oggi il nuovo decreto», ha detto Donazzan. «Le informazioni date finora non sono corrette, ma frutto della propaganda politica, perchè per la montagna è prevista una deroga generale. Lo stesso ufficio scolastico regionale ha scritto in una nota che Belluno non è stata toccata da questi dimensionamenti, perchè gli accorpamenti sono già stati attuati. I tagli alle scuole sono riferite a quelle realtà che in questi anni non hanno mai dimensionato la rete scolastica». Insomma, l'assessore Donazzan si dice «serena che la scuola di montagna non sarà toccata, perchè l'istruzione Veneta è virtuosa, ed è già ridotta all'osso con una spesa sottodimensionata». Intanto, entro novembre la Regione dovrà presentare il suo piano di dimensionamento come previsto dal decreto legge 154/2008, che in caso contrario parla di commissariamento. Quindi un dimensionamento ci sarà? «Sì, ma toccherà in minima parte... Non toccherà la montagna», dice in conclusione l'assessore. Anche l'assessore Passuello ha tentato di tranquillizzare gli animi, richiamandosi al piano di dimensionamento del 2000 della Regione. «Noi rientriamo nei parametri della montagna, del disagio orografico e di quello giovanile», ha detto. Peccato, però, che quest'ultima voce nella bozza di regolamento non sia più contemplata.

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LA SCUOLA 1) (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

LA SCUOLA 1) LA SCUOLA 1) A un retto sentire a un retto parlare Sono una ex-maestra e seguo con attenzione tutto quanto riguarda la scuola. Il 23 ottobre ero in città, davanti a una scuola elementare in attesa della fine delle lezioni e dell'uscita di una mia nipotina. Gli scolari cominciano ad uscire. Improvvisamente un bambino corre veloce verso il padre gridando: «Papà ho preso 10, mentre la mia amica... ha preso 4!». Sono rimasta esterrefatta davanti a un bambino che appariva tanto felice di esaltare se stesso e di umiliare una compagna di scuola! Ho ripensato alle mie esperienze di maestra e di madre. Mai, assolutamente mai, ho permesso a figli e alunni di vantarsi per un ottimo voto meritato e di mortificare un altro bambino valutato negativamente. Mi chiedo: non sappiamo più educare i nostri bambini alla consapevolezza che il successo scolastico è spesso doveroso, perchè conseguenza di condizioni privilegiate e non deve essere motivo di vanto e di confronto con coetanei provati da difficoltà e da sofferenze? Poi ci meravigliamo e ci lamentiamo dell'arroganza e della prepotenza imperanti tra i giovani. Ecco un appello: tutti, genitori, insegnanti, nonni sentiamoci responsabili della formazione dei nostri ragazzi, educandoli a un retto sentire e a un retto parlare. Lettera firmata LA SCUOLA 2) Non abbiamo paura l'abbiamo finita tutta «Io non ho paura» è il grido collettivo degli studenti di tutta Italia che continuano con la mobilitazione. A muovere le mosse del governo è invece la paura che il cristallo del consenso popolare possa incrinarsi rapidamente. Il presidente del Consiglio continua a insultare il movimento «in mano ai facinorosi» e i giornali colpevoli di sostenere i giovani. Segnali di un governo che pensava di continuare a passarla liscia - come gli è accaduto sui rifiuti o sulla manovra economica estiva - e che invece stavolta ha trovato il classico bambino in grado di strillare «il re è nudo». Non sappiamo quanto durerà questo movimento e dove arriverà. Lavoreremo per farlo vincere, per ottenere il ritiro del decreto Gelmini e dei provvedimenti sull'Università. Quello che vediamo è che un'irruzione improvvisa di soggettività ha modificato significativamente la politica e la società, che la cappa grigia che era emersa da due anni di governo Prodi e certificata alle elezioni di aprile mostra qualche squarcio. Il movimento è fortemente politico anche se riesce ancora a stare oltre la politica che abbiamo finora conosciuto, oltre i riti e gli schemini della sinistra di palazzo - per quanto il Pd cerca e cercherà di attirarlo a sé e di intestarsene la rappresentazione politica. E' politico, e segna la nostra fase, perché soprattutto esprime il disagio di una generazione che non ha niente da perdere, ha un futuro segnato dalla precarietà e dal disagio, sbarrato da una destra oggi al potere che pensa solo al «piccolo mondo antico» - il maestro unico, ora anche la canzone sul Piave cantata in classe - e che non ha nessuna idea di futuro che non sia il filo spinato davanti alla porta di casa. Per questo non ha paura, l'ha finita tutta. Se c'è una possibilità di rigenerare un discorso e una pratica anticapitaliste, l'apporto di questi studenti può essere decisivo. Per questo siamo lieti di essere immersi nel profondo delle mobilitazioni, di aver intuito da tempo che nel mondo studentesco qualcosa stava per accadere. Mentre il capitalismo «tossico» mostra per intero la sua crisi c'è qualcuno che ha il coraggio di affermare che non quella crisi non vuole pagarla. E' un discorso in linea con le necessità dell'oggi, con la necessità di resistere. La priorità oggi è che la partecipazione cresca, il movimento si allarghi e si diffonda, le occupazioni si moltiplichino fino a veder ritirato il decreto e i provvedimenti del governo. Con determinazione e a mani alzate, senza paura. Sinistra Critica Mantova LA SCUOLA 3) No alle chiusure nei piccoli comuni Il Coordinamento dei Circoli PD dell'Alto Mantovano si associa alla generale protesta in atto nel paese contro i provvedimenti sulla scuola adottati dal Governo, considerando: il ritorno al maestro unico nella scuola elementare un grave rischio di impoverimento dell'offerta formativa, in un settore che si colloca ai primi posti a livello internazionale; la riduzione del tempo-scuola prevista nella scuola primaria e secondaria di 1º grado oggettivo fattore di scadimento nella qualità dell'istruzione pubblica, in quanto verranno offerte minori possibilità di apprendere ai ragazzi in obbligo scolastico; il ripristino del voto in decimi per il comportamento ed il profitto chiaro segnale in direzione di un scuola fortemente selettiva ed emarginante. Così la scuola favorirà chi dispone di capacità adeguate e penalizzerà chi è più in difficoltà, per doti personali e/o condizioni socio-culturali. Desta ulteriore preoccupazione la decisione di chiudere le scuole con meno di cento alunni, troppo piccole (secondo loro) per garantire gli stimoli necessari al conseguimento dei fondamentali obbiettivi didattici. Nell'Alto Mantovano, per diverse scuole dell'infanzia con meno di 50 iscritti si è parlato di possibile soppressione: a Ceresara, Goito, Monzambano, Volta Mantovana, Solferino, per un totale di 244 alunni. Sarebbe una scelta inaccettabile, in quanto priva tante famiglie di un servizio dovuto in quanto fondamentale diritto del bambino; impoverisce sul piano sociale e culturale tanti piccoli Comuni, rende a molti bambini faticoso frequentare una scuola divenuta passaggio cruciale per la loro crescita emotiva, relazionale e cognitiva. Nell'esprimere totale solidarietà ai Sindaci ed ai genitori dei Comuni in lotta per salvare le loro Scuole Primarie, riteniamo fondamentale il coinvolgimento più ampio dei Consigli Comunali, dei cittadini tutti. E' impegno dei consiglieri del PD presentare mozioni, concordandole con tutte le forze disponibili, in una prospettiva unitaria, indirizzate: al Parlamento, per la soppressione dell'art.3 del D.L.154; al ministro dell'Istruzione, per l'apertura di un confronto serio con Regioni ed Enti Locali, la comunità scientifica, le associazioni professionali e sindacali, orientato a garantire un servizio adeguato, partendo dall'analisi dell'esistente e dalla possibilità di risparmio e miglioramento dell'offerta formativa che in effetti esistono. Fabrizio Quadrani Coord. Pd Alto Mantovano LA SCUOLA 4) Con tutto il rispetto Ministro, si dimetta In politica dovremmo prendere un po' dallo sport e dal militare, due settori operativi che, forti di un vocabolario battagliero finalizzato alla vittoria, studiano per agire con fermezza, decisione, e tempestività. Se con un allenatore non vengono i risultati lo si sostituisce, così si fa con un generale, e non vedo perché non si debba fare altrettanto anche con un ministro. La Gelmini, che ha la duplice colpa di essere stata scelta, e di aver accettato, con tutto il rispetto per la sua buona volontà, dovrebbe essere sostituita, oppure dimettersi. Mica siamo in salotto: qua siamo su un campo di battaglia, e un esercito di ammutinati mi sa che si lamenta perché il capo non ha gli attributi per risolvere i problemi. Gianfranco Mortoni TRAFFICO E SCUOLE Di chi sono quei motorini Il 24 ottobre è comparsa tra le lettere alla Gazzetta quella della sig.ra Francesca Timolina che segnala un problema serio e reale. Chi scrive condivide quanto detto con un'unica eccezione: la proprietà dei motorini non è degli alunni dell'Isabella d'Este sita in via Rippa 1, bensì di quelli della scuola sita in via G.Romano. La cosa è talmente sentita che già in passato la scuola, da me attualmente diretta, aveva indirizzato una nota in proposito all'allora comandante dei vigili dott. Sissa. A riprova di quanto sopra, la sig.ra stessa il sabato potrà rilevare che la via è sgombra: i nostri alunni sono in classe ma non gli alunni dell'istituto che attua la settimana breve. Dunque i motorini sono di loro proprietà. Prof. M.Rosa Cremonesi

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Pressing contro la Gelmini, sit-in al Senato (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pressing contro la Gelmini, sit-in al Senato Cresce la mobilitazione, migliaia in corteo a Roma. Il governo: nessuna modifica La manifestazione nella capitale prima si è divisa per la presenza di estremisti di destra poi si è ricompattata MONICA VIVIANI ROMA. Maratone didattiche, lezioni in piazza, cortei e occupazioni: si annuncia fitto il calendario delle proteste anti-Gelmini in vista dello sciopero nazionale della scuola di giovedì. Intanto il numero degli istituti in mobilitazione è in costante aumento e crescerà fino a domani, giorno in cui è prevista la votazione finale al Senato del decreto Gelmini. Ma il governo è deciso ad andare dritto: «Lo approveremo così com'è passato alla Camera, senza nessuna modifica» ha annunciato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Cortei bipartisan, occupazioni e iniziative creative come la protesta-spogliarello o le lezioni in diretta sul web: si è aperta così, in tante città, la settimana decisiva per il movimento che si oppone al decreto Gelmini. Movimento che secondo il ministro dell'Istruzione, che dice di ispirarsi a Barack Obama, è composto da «alcune migliaia» mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le facoltà occupate sono pochissime». Il centro nevralgico della lotta studentesca è comunque stato ieri ancora una volta Roma dove non è mancata davanti al Senato la protesta bipartisan di gruppi di opposti movimenti giovanili. Il corteo di migliaia di studenti delle superiori (20 mila secondo gli organizzatori), partito da piazza della Repubblica, si è spaccato in due dopo che gli aderenti al Blocco studentesco, un'organizzazione di estrema destra, hanno preso la testa del corteo al grido di «Duce, Duce», ma poi si è ricompattato davanti a Palazzo Madama «perché - hanno detto i ragazzi - siamo uniti contro la riforma». Intanto altri 2000 studenti dei licei hanno formato un corteo davanti al ministero dell'Istruzione dove hanno tenuto lezioni docenti universitari. Infine alla Sapienza c'è stata una protesta-spogliarello ed è partita l'iniziativa «Raccogli la carta per finanziare la tua Università». Lezioni all'aperto anche a Torino dove il filosofo Gianni Vattimo torna oggi docente per un giorno in piazza Vittorio Veneto. Era poi dedicata al ricordo di Abdoul Guiebre, il giovane di colore assassinato lo scorso 14 settembre, la lezione all'aperto tenutasi a Milano dove si è svolto anche un corteo del Politecnico. Lezioni in piazza pure a Padova dove oggi si terrà alla facoltà di Psicologia una «notte bianca». A Udine la mobilitazione ha preso il via con occupazioni e assemblee mentre a Trento alla facoltà di Sociologia è scattata una maratona didattica no stop di protesta. Maratona di studio anche a Firenze dove gli studenti del polo di scienze hanno organizzato 24 ore di lezioni a partire dalle 8.30 di ieri. Scuole superiori in agitazione anche a L'Aquila, mentre quasi cinquecento studenti hanno protestato in piazza ad Arezzo e a Pistoia si sono tenute lezioni in strada con lettura di "Gomorra" di Saviano. Doppio corteo poi a Napoli dove sono partite anche le trasmissioni della web-tv degli studenti dell'Università Orientale occupata. Circa duemila studenti delle superiori di Potenza hanno partecipato a una manifestazione. Cortei anche a Foggia mentre a Bari sono proseguite le lezioni universitarie in piazza. E un gruppo di studenti di Scienze politiche ha occupato la sede della facoltà di Palermo dove migliaia di studenti sono scesi in strada anche ieri. Lezioni all'aperto infine anche a Cagliari dove giovedì si terrà un corteo in contemporanea con la manifestazione nazionale di Roma. Ma intanto c'è anche chi «controprotesta»: su Facebook sono comparsi gruppi che si chiamano «Io voglio studiare»; a Torino si è tenuta una manifestazione di An pro-Gelmini; a Firenze sono state stampate 10 mila cartoline al rettore contro il blocco della didattica e allo stesso scopo a Milano è in corso una raccolta di firme.

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Lezioni in piazza, poi in facoltà fino all'alba (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lezioni in piazza, poi in facoltà fino all'alba Il sì del preside di sociologia scongiura l'occupazione Aule piene al mattino e sotto il monumento a Degasperi oltre cento universitari seguono gli interventi di docenti e ricercatori JACOPO TOMASI TRENTO. Musica, film, birra e cous cous. A Sociologia la notte della protesta anti-Gelmini si vive così, tra le note reggae di Bob Marley e il cineforum con "Ecce bombo" di Nanni Moretti, e non solo. Niente occupazione della facoltà, perché il preside Mario Diani ha dato il via libera alla notte bianca dopo un confronto col rettore Bassi. Ma la serata è stata l'atto finale di una maratona iniziata alle 9 di mattina tra assemblee e lezioni in piazza, che ha premiato l'impegno organizzativo del Comitato No Gelmini. Alla fine ha vinto il buon senso: dopo aver ottenuto l'ok del rettore Davide Bassi, il preside di Sociologia ha concesso agli studenti l'apertura notturna della facoltà. «All'inizio avevo detto di no - spiega Mario Diani, ancora per qualche giorno al timone della facoltà - ma poi la richiesta degli studenti è cresciuta, in questi giorni la partecipazione alle assemblee è stata significativa, e anche per evitare tensioni inutili abbiamo preferito lasciare la facoltà aperta tutta la notte». Così la maratona iniziata alle nove del mattino è continuata fino a notte inoltrata: una lunga corsa tra cultura, protesta e divertimento in attesa del corteo che oggi sfilerà per le vie della città per dire «no» alla riforma di scuola e università voluta dal governo Berlusconi. Già prima delle dieci di mattina l'aula 412, al quarto piano della facoltà di Sociologia, è piena: ragazze con la sciarpa al collo, ragazzi con felpe colorate, cappuccio e jeans bassi l'affollano durante l'intera mattinata per le lezioni di Cobalti, Rutigliano e Barbieri. Lezioni autogestite che, nel pomeriggio, sfidando un cielo grigio e minaccioso, si sono spostate in piazza. Sul monumento dedicato ad Alcide Degasperi è stato appeso un colbacco bianco, più sotto uno striscione che recita: "Abbiamo iniziato per non fermarci" e un volto stilizzato col cappello da asino. Sulle scalinate un centinaio di studenti ascoltano la lezione tenuta dal ricercatore e docente di Sociologia dei fenomeni tecnologici, Attila Bruni. Insegna "en plein air" nonostante le critiche del rettore Bassi. «Mi aspettavo la sua posizione - spiega il docente - ma credo che sia legittimo essere qui in piazza. Fa piacere che gli studenti abbiano voglia di dialogare e di informarsi. E poi i decreti Tremonti e Gelmini sarebbero un'ulteriore batosta sul mondo della scuola e dell'università di cui non se ne sente il bisogno». Alle occupazioni la generazione "no future" preferisce le lezioni all'aperto. «Un'iniziativa necessaria - spiega Tommaso, iscritto a Giurisprudenza - per far vedere alla città che il mondo accademico esiste. Un ottimo modo per creare una forma di dialogo con le istituzioni». Anche Alessandro Burbank è entusiasta. «Dovrebbero farle più spesso per coinvolgere anche i cittadini», afferma. «Ed è un bene che anche i docenti siano al nostro fianco contro la riforma Gelmini». Poi i ragazzi si spostano all'interno per l'assemblea di facoltà alla quale partecipano anche docenti (una decina) e ricercatori. Un confronto sui punti da presentare al rettore (avvenuto anche a Lettere, Giurisprudenza e Fisica) al termine del corteo di oggi. Poi verso le 19 scatta la cena a base di cous cous fatto dai ragazzi stessi: tre euro e mezzo piatto e birra. Alle 22 il piazzale all'esterno è pieno di ragazzi, qualcuno entra a firmare l'appello per sostenere i lettori a rischio licenziamento. Poi la lezione di Tosini, alle 23, ma c'è soprattutto voglia di festa in attesa del corteo. La notte di Sociologia è lunga, a rimto di reggae.

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In corteo contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

La manifestazione parte alle 12.30 da piazza Venezia per arrivare in via Belenzani In corteo contro la Gelmini I ragazzi del Movimento: «Niente bandiere di partito» TRENTO. Un fiume di gente per dire «no alla politica del governo su scuola e università». Un corteo colorato, numeroso ma lontano da ogni schieramento politico nel quale «le bandiere saranno solo i nostri striscioni ed i nostri slogan». Con queste speranze il Comitato No Gelmini ha vissuto la vigilia della manifestazione che oggi attraverserà la città. Partenza da Sociologia, in piazza Venezia, verso le 12.30 prima di fare tappa in tutte le facoltà del centro per arrivare poi davanti al rettorato, in via Belenzani, attorno alle 15, in tempo per il consiglio d'amministrazione dell'ateneo trentino. Il primo sguardo va al cielo grigio che chiama l'autunno. «Speriamo che il tempo sia clemente», sospira uno degli organizzatori del corteo che oggi attraverserà la città. «In ogni caso - aggiunge quasi in segno di sfida - non sarà la pioggia a farci rimandare un evento così sentito ed importante». La speranza è che al corteo non partecipino solo gli studenti universitari, ma anche i ragazzi delle scuole superiori che sono stati coinvolti in questi giorni. Un po' per scaramanzia non si fanno numeri, ma il Comitato No Gelmini si augura che in strada «ci sia più gente possibile». Niente bandiere, però. «Questa manifestazione - dicono - è nata fuori dai partiti politici e ad organizzarla è stato il nostro Movimento. Per questo le nostre bandiere saranno i nostri striscioni». Striscioni che non risparmieranno la ministra con gli occhialini Mariastella Gelmini, il duo Tremonti-Brunetta, nonché il rettore Davide Bassi col quale in questi giorni ci sono stati «scontri a distanza». «Non vogliamo che ci sia un ping pong continuo tra noi ed il rettore - affermano i ragazzi - ma ci ha deluso che abbia etichettato la nostra iniziativa come folkloristica. Molti docenti in questi giorni ci hanno sostenuto e non siamo confusi, ma determinati a esporre le nostre idee». Idee raccolte in documenti che saranno presentati al rettore durante il consiglio d'amministrazione, almeno questa è l'intenzione. «Vogliamo un'università pubblica e non siamo d'accordo col progetto di Aquis che prevede l'isolamento degli atenei meno virtuosi: non servirebbe a migliorare il sistema italiano». L'unica strada, invece, secondo Bassi per sostenere l'università italiana. Il corteo si fermerà davanti a Lettere, Economia e Giurisprudenza ed attraverserà (tra le 12.30 e le 15) via Grazioli, via Brigata Acqui, via Piave, via Santa Croce, via Travai, via Esterle, via Corsieri, via Bonporto, via Inama, via Verdi, piazza Duomo e via Belenzani. (j.t.)

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Non lasceremo nessun nostro precario a casa (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL RETTORE «Non lasceremo nessun nostro precario a casa» TRENTO. «L'Università di Trento non lascerà nessuno a casa». Sono state queste le parole del rettore Davide Bassi al termine della contrattazione avvenuta ieri mattina con i sindacati in un tavolo di lavoro che aveva come obiettivo quello di discutere sui possibili tagli previsi dal decreto del governo e sul licenziamento dei precari in attesa che venga presentato il disegno di legge sulla riforma dell'università del ministro Gelmini. «Il rettore si affida alla Gelmini e si auspica che i tagli vengano fatti in base alla gestione delle risorse di ogni ateneo, cosa che metterebbe Trento al sicuro - ha affermato Gabriele Silvestrin della Flc Cgil - e gli permetterebbe di avere maggiori finanziamenti rispetto ad altri atenei. Bassi ci ha assicurato che nessuno resterà a casa e lui si è impegnato a stabilizzare tutti. Sul disegno di legge della Gelmini sull'università non si sa ancora nulla, ma se ci dovessero essere tagli per tutti gli atenei, il rettore ha assicurato che metterà in azione un piano straordinario per evitare che il personale venga licenziato». (m.b.)

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In Comelico non c'è posto (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

In Comelico non c'è posto In Comelico non c'è posto per i ladri di polli NELLA quiete del bel Comelico è giunta una piccola burrasca. Dei ladri si muovono nei nostri magnifici paesi, il primo furto che mi è stato riferito riguarda dei bidoni del latte rubati a Campitello; la seconda misera vicenda a Costa, dove fu rubata una bicicletta a una povera vedova anziana; adesso si parla in Comelico della vicenda di Candide. Il danno è più consistente dei precedenti, riguardando un un veicolo; si presume che con lo stesso mezzo si siano recati a un bar nelle vicinanze, dove sono state prese di mira dlele macchinette da gioco per impossessarsi delle quattro monetine al loro interno. Tradotto in lingua corrente, in tutti e tre i casi noti, parliamo dei cosiddetti ladri di polli, che credono di aver fatto il colpo della vita, invece hanno fatto solo dei grandi danni ai poveri danneggiati. E' il caso di una povera contadina che impiega tantissime ore a curare e assistere il bestiame in stalla, senza contare le ore impiegate nei foraggi: le vengono portati via i bidoni del latte, per rimpiazzarli deve investire più di una settimana di ricavo del latte: invito quindi chi ha fatto il danno a resituire la refurtiva. Altrettanto vale per la bici di Costa: la povera vedova avendo il suo mezzo davanti all'abitazione potrebbe di nuovo recarsi un po' più comodamente in cimitero dove riposano i suoi cari. Le bravate di Candide non meritano neanche un commento, perché fan schifo: poveri miserabili, spero vengano presi al più presto e giustiziati a dovere. Nella nostra amarezza cosa dovremmo fare in futuro? Lasciarci danneggiare in continuo, nella speranza che l'organo della legge ci aiuti o difenderci? Un personaggio italiano disse: armiamoci e partite, sarebbe quasi meglio dire e restiamo. Anche difendendosi da certi teppisti si va in cerca di rogne, perché la legge proibisce certe azioni in proprio e questo va a favore dei ladri. Forse bisognerebbe far accomodare i ladri, magari offrendogli anche il caffè e ad azione compiuta dare l'allarme. Così si potrebbe evitare di essere picchiati o peggio; il danno furtivo sarebbe lo stesso, salvandosi però la pelle. Che brutti tempi dobbiamo passare nel nostro bel Comelico. Si potrebbe cambiare seguendo l'insegnamento del papa deceduto che, disse "non abbiate paura", solo restando uniti fra di noi e denunciando i misfatti visibili, avremmo la possibilità di avere di nuovo la nostra pace. Non abbiamo posto in Comelico per distruttori e tanto meno per ladri di polli. Paolo Costan Dorigon COSTA DI COMELICO Berlusconi è alle corde in quanto a credibilità HANNO un bel dire quelli del Pdl, in particolare Berlusconi, ma anche e soprattutto Udc, Cacciari ed altri dello stesso partito di Veltroni, che la manifestazione del Pd, a Roma, non serve o non è servita a niente. In questa affermazione di dichiarata inutilità della predetta affermazione c'è una sola verità da parte dei detrattori: quella tragica e non abbattibile dei consensi ottenuti, attraverso una fasulla propaganda mediatica, dall'attuale governo. Infatti, detti consensi non si possono cancellare fino alla fine della legislatura, fermo restando il fatto che di certo questa manifestazione non è stata un flop dal punto di vista dell'onestà politica, intellettuale, sociale, ma anche e soprattutto di legalità democratica. Peccato che Veltroni si sia "svegliato" soltanto ora capendo che, con la controparte, non bisognava lavorare di fioretto, ma di...clava dialettica. Per la prima volta ho assistito ad un Veltroni determinato, forte, deciso, in una dialettica peraltro sempre corretta nei confronti dell'antagonista politico, chiamato spesso per nome e cognome, al contrario di quanto avveniva nell'ultima campagna elettorale. Analogamente, ho visto poi per la prima volta anche un Berlusconi tirato come le corde di un violino, tanto da dover pensare che la clava politica di Veltroni è andata a segno, mandandolo alle corde dal punto di vista della credibilità, ma ho constatato anche e finalmente, che l'elettorato che ha votato l'attuale primo ministro, si è ricreduto e pentito amaramente di averlo come capo del governo, stante il fatto che tutto sta andando a picco! Vedrete che, a breve, per giustificare il pessimo andamento dell'economia italiana, Berlusconi incolperà in toto la situazione economico-finanziaria che sta investendo l'America e l'Europa, esattamente come fece nel suo precedente governo durante il quale dette la colpa a Bin Laden che aveva abbattuto le Torri Gemelle... Il fatto che Fini stia molto zitto rispetto al passato, ciò sta a significare, almeno a mio avviso, che l'esponente numero uno di An, ora vede in Berlusconi solo un collante per poter stare al governo. E nulla più. Così dicasi anche per Bossi che, anche lui, a breve, verrà svergognato dal suo stesso elettorato in nome di un promesso federalismo che altro non sarà se non un...governo dall'alto di Arcore. Altro che governo dal basso da parte del popolo! Mi sia concesso uno sfogo: questo è il peggior governo che non si sia mai visto in Italia dalla fine della guerra! Esattamente come avevo previsto, scrivendolo ovunque. Arnaldo De Porti FELTRE Perché continuare a finanziare l'Isbrec? PIU' passa il tempo, più mi domando (senza risposta positiva) se abbia senso che i cittadini, ad oltre 60 anni dalla fine della guerra, continuino a contribuire alle spese di mantenimento di una struttura come l'Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell'Età Contemporanea (aggiunta posteriore, nel nome, che sa tanto di excusatio non petita, con quel che segue). 1) Se studia la Resistenza, dopo sessant'anni dai fatti non ha ancora finito? E quando sarà? Come ogni azienda, se è guidato da persone responsabili, l'Isbrec dovrebbe avere una scadenza e, a quella data, concludere il mandato affidatogli; o ci sono sempre «misteri» da svelare? 2) Di tante realtà, non meno della Resistenza e non solo storiche, bisognerebbe le Istituzioni pubbliche finanziassero stabilmente lo studio e non lo fanno. Perché, ad esempio, non esiste qui in provincia un Istituto di storia veneta e bellunese? O la Provincia si esalta di Napoleone, e vorrebbe far dimenticare i secoli precedenti? Se ci sono figli degeneri del proprio passato, quale esso sia stato, io non sono certamente tra costoro e, mi auguro, neppure tu, caro lettore! E un Istituto di studi montani? Ha dovuto pensarci un privato, il prof. Giovanni Angelini. E un Istituto sulle comunità storiche? Di esso, sì, ci sarebbe una necessità permanente, ma nessuna istituzione ne parla, per paura di aprire capitoli scomodi. Siamo forse Terra ideologicamente occupata da stranieri? 3) Perché l'IsbreC non diventa semplice associazione privata, come altre di studiosi, nella quale gli aderenti si auto-finanziano? Anche l'Ateneo Veneto fa cose eccellenti e di interesse pubblico, eppure, per andare avanti, chiede una quota ai soci; e l'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, che, si voglia ammetterlo o no, ha un raggio d'indagine molto più vasto del breve periodo della Resistenza, deve «arrangiarsi» egualmente. E, dunque. 4) L'Isbrec ama studiare la storia dal periodo della Resistenza in avanti; io mi domando se ami egualmente che qualcuno faccia la sua storia e analizzi in che prospettiva ideologica si è creduto in diritto di «pesare» gli altri, in tutti questi anni della sua esistenza. Certo, ogni storico valuta secondo la propria personalità; ma, allora, tutti gli storici siano trattati dalle istituzioni pubbliche con equidistanza, non quelli di una corrente o di un Istituto storico favoriti e gli altri no. La legge è uguale per tutti e i finanziamenti pubblici non devono forse essere in sintonia con il principio di eguaglianza della legge? Oh, quanta nostalgia della Serenissima, della sua storia gloriosa, della sua Terra unita e liberata! Tu, Terra amata, ci comprendi, anche se non possiamo ancora dire tutto. don Floriano Pellegrini Alcuni consigli per il park di Lambioi MI è capitato più volte di assistere, nel parcheggio di Lambioi, allo smarrimento di utenti avanti con gli anni - ma anche di persone non anziane - che non ricordavano dove avessero lasciato la loro auto. Alla fine tutto si è sempre risolto, evidentemente. Ma mi pare che si potrebbe andare incontro alle aspettative di queste persone caratterizzando le varie file del parcheggio stesso con un numero. E' abbastanza scontato che sarebbe più facile per tutti ricordare un numero e quindi indirizzarsi a colpo sicuro verso la propria macchina. Sempre a proposito di Lambioi torno a suggerire - ora che si approssima la stagione delle piogge autunnali - che all'ingresso del parcheggio venga installato un "ombrellone" in modo da riparare l'automobilista in entrata ed in uscita quando deve sporgere un braccio dal finestrino per ritirare o introdurre il gettone. Si eviterebbe così una parziale docics non gradita. Lettera firmata Come sono lontani i tempi di Aldo Moro... LA SCUOLA di ogni ordine e grado è in subbuglio. Nelle Università sta esplodendo la protesta per le misure varate dalla minestrina Maria Stella Gelmini, la quale si ostina a parlare di "riforma" modernizzatrice, mentre nella realtà si tratta solo di massacranti tagli scritti su di un foglietto passatole dal vero ministro dell'Istruzione, il nostrano Giulietto Tremonti... Dilagano i cortei nelle principali città italiane e che fa il presidente del Consiglio? Si trasforma in un epigono di Bava Beccaris e minaccia di mandare la forza pubblica all'interno degli Atenei (per prassi consolidata considerati punti franchi, soggetti solo alla potestà dei Rettori). Ormai il consenso deve avergli dato alla testa, il delirio di onnipotenza, la volontà di comando, il fastidio per ogni forma di motivato dissenso visto come intralcio al dispiegarsi del suo decisionismo e non come espressione di autentica democrazia hanno portato il Berlusca a ritenere la questione della scuola un problema di ordine pubblico. Sembra proprio che il nostro voglia cercare lo scontro e stia soffiando i suoi diktat sul fuoco della protesta al fine di dimostrare che lui detiene il potere derivante dal consenso che gli italiani gli hanno dato e che è quindi capace di mostrare i muscoli... In questa aberrante situazione non resta che sperare nel buon senso di chi sta giustamente protestando (organizzazioni studentesche, corpo accademico, organizzazioni degli insegnanti, associazioni dei genitori), visto che la moderazione istituzionale del capo del governo non esiste. Oh come sono lontani i tempi di Aldo Moro che alla Sapienza dialogava con gli studenti in rivolta per cercare di capirne nel profondo le motivazioni della loro opposizione! L'auspicio è che la situazione attuale non degeneri in moti di piazza giacché, altrimenti, il consenso di cui il Berlusca mena tanto vanto potrebbe presto trasformarsi per lui in una autentica débacle. Sappiamo tutti che la concezione della democrazia che il nostro ha in testa è ereditata dal venerabile di Castiglion Fibocchi. Ma il voto popolare non esime nessuno, neanche il capo del governo, dal considerare un fastidio la legittima protesta dei cittadini per provvedimenti ritenuti abnormi ed altamente squalificanti. E neanche considerare con fastidio gli iter parlamentari, tanto da alterare la Carta Costituzionale ed i Regolamenti delle Camere con il ricorso costante alla decretazione d'urgenza, strozzando così il dibattito ed imponendo ai suoi "nominati" la semplice ratifica del proprio operato sovente impostato su scelte opinabile se non dannose o perfino deleterie. Giuseppe Zanella BELLUNO Un grazie ad Anna e Paola del bar All'Organo DUNQUE dopo oltre dieci anni di attività impegnativa, talvolta pesante ma spesso gratificante - come hanno precisato le interessate - la decisione di dire basta. Le mutate condizioni generali dei bellunesi, con la crisi che si fa sentire anche da queste parti, e la conseguente riduzione del volume d'affari hanno indotto le sorelle Anna e Paola Rossa allo stop. E così chiude i battenti, l'antico bar "All'Organo" nella centrale via 30 aprile. Una pagina di storia che si esaurisce con forte malinconia nelle due sorelle Rossa che prima del congedo hanno voluto rivolgere un pubblico ringraziamento ai tanti amici incontrati in oltre due lustri di lavoro: le affezionate clientele della Prefettura, delle Poste, del Comune (con qualche seduta informale di gruppo che si è tenuta anche nelle salette dell'"Organo"). E poi ai clienti abituali come quelli impegnati nel tardo pomeriggio alla sfida a briscola; quelli occasionali; gli studenti (quanti amori sono iniziati nella penombra delle sale interne...); i soci del Circolo Filatelico che lì avevano il loro recapito settimanale. Ancora: agli espositori, specie gli esordienti, che in un decennio hanno dato vita ad oltre cento mostre, tutte molto apprezzate da pubblico e critica. Mentre è partito il conto alla rovescia per lo sgombero del locale e la commozione si fa sentire, c'è il forte desiderio di Anna e Paola di dire grazie a quasi tutti. Chissà se il loro sarà davvero un addio... E' comunque il momento, per chi ha apprezzato l'attività di queste due esercenti, che erano succedute alla gestione di Marisa Zampieri, di dire un grazie riconoscente ad Anna e Paola e rivolgere loro l'augurio di altre prossime soddisfazioni. I "fedelissimi" dell'Organo

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E' la ricerca la forza di Rovereto (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il presidente uscente ieri in città per presentare il libro di Gianpaolo Tessari «E' la ricerca la forza di Rovereto» Per Dellai porterà la Vallagarina fuori dalla crisi ROVERETO. Il vento del populismo squasserà anche il Trentino, dopo essere soffiato in Nord Tirolo ed in Austria. E ora in Alto Adige, con l'avanzata dei Freiheitlichen: una forza del tutto simile alla nostra Lega. Ma se dovesse scommettere, Lorenzo Dellai lo farebbe sulla sua coalizione: «Soprattutto in momenti di crisi, la gente alla fine si affida alle proposte di governo serie: alla forza dei progetti e delle idee che saranno lo strumento che porterà il Trentino ad uscire dalla fase di recessione alle porte più forte di quanto non sia già oggi». Ieri il presidente uscente della Provincia era a Rovereto per presentare, assieme al vicedirettore del Trentino Andrea Iannuzzi, il libro «scritto a quattro mani» con il giornalista Gianpaolo Tessari. Una lunga intervista pensata per fare il punto della vita amministrativa di Dellai e del Trentino degli ultimi dieci anni, e focalizzare punti di forza e debolezze in vista del difficile futuro alle porte. Dellai, stimolato da Iannuzzi, ha spaziato a tutto tondo sui temi cardine non tanto della campagna elettorale, quanto dei veri banchi di prova sui quali il Trentino è chiamato a misurare la propria solidità e autonomia. Ricevendo lunghi applausi quando ha ribadito che nella gestione della scuola non seguirà il ministro Gelmini. Ma anche quando ha ribadito che l'inceneritore («che sarà il migliore di Europa») è una scelta inevitabile per quei decenni che separano anche il Trentino dal traguardo del riciclaggio totale dei rifiuti. Nello specifico della Vallagarina, Dellai ha ribadito il ruolo cardine di Rovereto nel settore della formazione e riqualificazione, ma anche quello fondamentale nella ricerca e innovazione: saranno la chiave di volta dell'uscita dalla crisi attuale con il superamento del manifatturiero. Ha ribadito poi l'urgenza della tangenziale Est, mentre la Valdastico «non è importante quanto il potenziamento dell'asse del Brennero».

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Ecco i tagli: quattro miliardi (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

E' l'effetto combinato di Finanziaria e legge 133. Secondo l'Idv sarebbero almeno otto Ecco i tagli: quattro miliardi Migliaia di docenti in meno, fondi ridotti all'Università ALESSANDRO CECIONI ROMA. I tagli nella scuola ci sono e valgono, fra decreto Gelmini, decreto di giugno sulla spesa pubblica e Finanziaria 2009, 471 milioni solo per il 2009. Ma sono niente in confronto a quanto previsto nei prossimi anni. Tutto già delineato nero su bianco nelle tabelle della Finanziaria. Scuola e Università pagheranno il loro pegno al risanamento del bilancio con il taglio generalizzato delle «missioni» previste, da diritto allo studio ad alloggi. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, giorni fa lo aveva detto chiaro: «Non capisco la protesta di chi scende in piazza contro un decreto in cui di Università non si parla». Il problema è che l'Università non è nominata nel decreto Gelmini, ma indicata con dovizia di cifre nel Decreto legge di giugno (diventato la legge 133) e nella Finanziaria, già varata dal governo e da fine settembre all'esame del Parlamento. In particolare nel 2009 gli atenei italiani dovranno rinunciare nel 2009 al 2% dei finanziamenti previsti (178 milioni in meno). Il resto dell'istruzione, invece, pagherà il prossimo anno un conto di 263 milioni che è «solo» lo 0,6% del budget complessivo. Dalle tabelle della Finanziaria, però, arrivano amare sorprese, soprattutto per l'Università italiana. Da da qui al 2011 i tagli saranno pesantissimi. Il contributo statale alle spese per il funzionamento dell'Università nel 2009 sarà 6 miliardi e 893 milioni, nel 2010 scenderà a 6 miliardi e 162 milioni e nel 2011 a 6 miliardi e 30 milioni, vale a dire 863 milioni di meno. Se a questo capitolo si aggiungono i tagli per le altri voci di spesa la diminuizione degli stanziamenti sfiora, in tre anni, il miliardo. Ci sarà un milione e 600mila euro in meno per i Centri universitari sportivi, 35 milioni in meno (sempre nel 2011) per il diritto allo studio, 6 milioni in meno per alloggi e residenze, 14 milioni in meno per il piano triennale di sviluppo, 19 milioni in meno per le università non statali. Nella scuola, come si sa da giorni, il vero taglio riguarda gli insegnanti. La riduzione degli organici, da sola, dovrebbe portare, stima il governo, a 3 miliardi e 100 milioni di risparmi. Fra i tagli alcuni suonano come una beffa. Il «Fondo per l'ampliamento dell'offerta formativa», per esempio, potrà ampliare meno del previsto perdendo, fra il 2009 e il 2011, quasi 41 milioni di euro, pari al 29% della dotazione iniziale. «Questa non è né una riforma universitaria né una riforma della scuola - dice Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori - è semplicemente un metodo per trovare fondi. Un'operazione fatta dal ministro dell'Economia per ragioni contabili e finanziarie, per coprire alcune marchette elettorali, come l'eliminazione dell'Ici per tutti, anche per chi ha ville al mare». «Non credo che la scuola non necessiti di riforme - dice Emma Bonino, esponente radicale del Pd - ma in questo decreto non ci sono riforme, ma solo tagli, tagli alla spesa pubblica». «Tagli che conferma anche il ministro Gelmini nell'intervista al Corriere dove parla del 30% dei tagli che vengono reimpiegati. E dice che il 30% ammonta a 2 miliardi. I tagli totali, quindi sono 8 miliardi», sottolinea Silvana Mura, deputata Idv.

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Tende e sacchi a pelo nelle scuole occupate (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Reportage Stasera alle 21 nuovo presidio in piazza Castello Tende e sacchi a pelo nelle scuole occupate MARIA TERESA MARTINENGO C'è chi ha dormito in tenda e chi ha prenotato il «servizio pizza e bibita a 5 euro», chi ha fatto musica fino a mezzanotte e chi ha riso rivedendo la registrazione di Luciana Littizzetto a «Che tempo che fa» (nel cuore degli studenti per le sue battute feroci su Maria Star). Dunque, assemblee permanenti o occupazioni che di si voglia sono partite ieri in una ventina di istituti superiori e in una mezza dozzina gli oppositori alla «razionalizzazione» del governo si sono fermati anche di notte. La mobilitazione pomeridiana e/o notturna andrà avanti fino allo sciopero di giovedì e oggi - giorno del presidio che dall'Unione Industriale, orfana del ministro, è stato spostato da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Cobas e Coordinamento Genitori in piazza Castello alle 21 - altri istituti, come Cavour, Berti, l'Umberto I e Volta entrano in scena. In alcuni casi l'iniziativa era stata concordata da giorni, in altri - è il caso dell'Itc Luxemburg - la suspense l'ha fatta da padrona. Nel pomeriggio, dopo lunga mediazione, anche la preside Vittoria Bossolasco (come altri suoi colleghi) ha detto sì. «Abbiamo curato la sicurezza - raccontava nell'attesa dell'ok Daniele Ceratto -, scegliendo di chiedere il libretto a chiunque arrivi. E i minori devono avere il consenso dei genitori, altrimenti via alle 18,30». Dal Lingotto, passando per il Majorana di Mirafiori, alla Colletta, via Carcano. Qui gli studenti del Primo Artistico hanno montato un campeggio nel giardino, con una decina di tende. Prima di infilarsi nei sacchi a pelo per sfuggire alla prima notte davvero rigida, i futuri pittori e scenografi hanno assistito in aula magna a uno spettacolo teatrale, una commedia gialla. Simone Dipietro: «Abbiamo chiesto alla preside di utilizzare di notte solo l'atrio e i bagni. Dormiremo qui fino a giovedì. Domani (oggi per chi legge, ndr) andremo al presidio di piazza Castello e giovedì al corteo. Le lezioni sono regolari, non vogliamo sprecare giorni». Stessi programmi per i colleghi dell'artistico Cottini che in via Castelgomberto hanno issato una bandiera anti-tagli sul pennone e passato la sera a fare musica (con il preside Beppe Bertero come «angelo custode»). In precollina, Gelmini è riuscita là dove nessun amministratore pubblico aveva avuto successo: ha fatto fare amicizia agli istituti Spinelli, Gobetti Marchesini e Arduino, «conviventi forzati», con poche aule rispetto al totale degli studenti, nel complesso di via Figlie dei Militari. «È la prima volta - dice Gaia Giletta, del liceo Spinelli - che facciamo qualcosa insieme nell'interesse di tutti. E i presidi sono con noi nella protesta». Lezioni mattutine, pomeriggi con iniziative diverse in ogni scuola, serate insieme con musica e film. «Da noi allo Spinelli - dice Camilla Russo - ci sono genitori che tengono lezioni: di tecnologie, di primo soccorso...». A proposito di madri e padri in ansia. Simone Basso, organizzatore del Gobetti Marchesini, ha dato il suo numero di cellulare ai genitori dei minori. «Mi possono trovare in qualsiasi momento. Comunque, al portone chiediamo il documento a chi entra e a chi esce per avere sempre la situazione aggiornata». Ieri è stata anche la giornata del Consiglio Provinciale aperto sulla scuola con polemiche di cifre tra maggioranza e un'opposizione rappresentata in aula (dov'è mancato il numero legale) dal deputato Pdl Ghiglia: «La sinistra strumentalizza anche i bambini. Le cifre sono tutte sballate, non ci saranno tagli, solo più efficienza». Il Presidente Saitta ha replicato che «non c'è strumentalizzazione, la contestazione coinvolge ampi settori della società». Il consiglio ha votato ordine del giorno per il ritiro del "piano programmatico" e dei decreti. Alla Cgil «enti locali, sindacati e associazioni - ha spiegato Igor Piotto, segretario Flc-Cgil - hanno costituito il tavolo di resistenza all'attuazione delle norme».

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Quale landa desolata (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Quale landa desolata Quale landa desolata se vince il centrodestra? Il Presidente Dellai ha detto che, qualora il centrodestra dovesse vincere le elezioni, il Trentino diverrebbe una "landa desolata". Non conosco bene le vicende della politica però ieri sera, mentre stavo guardandomi un film in dvd, per caso sono passato per un momento su Tca e mi è capitato di assistere a un confronto tra il prof. Claudio Eccher e l'assessore provinciale Iva Berasi. Da una parte ho potuto rilevare grande preparazione e conoscenza dei problemi unitamente alla ferma volontà di affrontarli e risolverli in concreto (sanità, energia, ambiente, ecc.) e con un disegno ben preciso, tanto che mi sono detto che sarebbe una gran fortuna per il Trentino se un personaggio di tale livello a capacità, come del resto ha ipotizzato lo stesso conduttore nel caso di vittoria del centrodestra, potesse in un domani occuparsi di una materia tanto importante e delicata come la sanità. Dall'altra ho riscontrato le solite frasi fatte e i luoghi comuni triti e ritriti sull'ambiente, l'uguaglianza, ecc; gli stessi luoghi comuni che ormai sentiamo sempre uguali da decenni e che, di fatto, non producono mai niente, anche perché chi li professa è poi il primo a non crederci e a non praticarli in concreto. Ritengo pertanto che parlare di "landa desolata" con riferimento ad una terra, qualora dovesse vincere il centrodestra, amministrata da uomini come il prof. Eccher così come da altre autorevoli personalità che pure fanno parte di quella coalizione, sia da parte del Presidente Dellai anzitutto ingiusto e ingeneroso oltre che non rispettoso della verità. Francesco Del Dot TRENTO Solo a Lavis una fontana in mezzo a una strada Ho girato per tutta l'Italia e in parte dell'Europa; ho visto centinaia di fontane in mezzo alle piazze di paesi e città, ma non ho mai visto una fontana collocata in mezzo ad una strada. Solo Lavis in provincia di Trento, fa eccezione: hanno costruito una fontana in mezzo alla carreggiata destra in Via Matteotti, quella che si percorre in direzione del centro. Praticamente gli automezzi si trovano improvvisamente davanti questo ostacolo, che per evitarlo devono fare una brusca sterzata a destra e poi a sinistra, quindi ritornare nella giusta direzione di marcia. Una specie di "chicane" come quelle che si mettono nei circuiti di Formula 1 per far rallentare la velocità ai piloti. Quell'ostacolo per un'autovettura non crea grossi problemi: si risolve con due colpi di volante. I problemi sorgono invece se a percorrere quella via è un autobus del servizio interurbano (in questo caso il n.17) che è lungo ben 14 metri! Questi poveri autisti si ritrovano all'improvviso un monumento a destra e la fontana a sinistra, e possono percorrere questo tratto soltanto a passo d'uomo, se non vogliono danneggiare l'uno o l'altra. Allora mi chiedo: una fontana in mezzo a una piazza può essere un ornamento, ci si deve poter avvicinare, magari portarci i bambini a vedere i pesci rossi... Ma in questo caso come ci si può accostare a quel manufatto (orribile per giunta) se si corre il rischio di essere investiti dal traffico che vi scorre accanto? Spero che l'amministrazione comunale di Lavis abbia il buonsenso di capire il madornale errore che ha fatto, e provveda a rimuovere quell'ostacolo per ripristinare il traffico, che possa ritornare a scorrere nei due sensi. Se il comune di Lavis non ha una piazza per poter istallare una fontana, pazienza; se ne può fare a meno! Italo Baggiossi LAVIS DI TRENTO Al corteo di oggi speriamo in un migliaio di adesioni Scrivo per rettificare i gravi errori che sono stati compiuti nel riportare l'intervista che mi ha fatto Paolo Forno, uscita sul vostro giornale il 24 ottobre. Non ho mai detto che ci aspettiamo 15mila persone al corteo organizzato dal Comitato No Gelmini; ho detto che su una base di 15mila studenti speriamo di mobilitarne il più possibile, arrivare a mille sarebbe già un risultato eccellente. Non ho mai accennato al fatto che Sociologia sia stata la facoltà di Curcio, Rostagno e Cagol. Nè l'autore dell'intervista ha accennato a queste tre persone nell'intervistarmi. Se l'avesse fatto, avrei ribadito la totale assenza di un legame tra gli obiettivi del Comitato No Gelmini e ciò che queste figure rappresentano. Il titolo "invaderemo le vie della città" è fuorviante, in quanto la nostra intenzione è quella di creare un corteo pacifico e tale titolo dà più l'idea di una manifestazone organizzata con scopi violenti. Inoltre, il fatto che sia stato messo in virgolettato quando io non ho mai affermato tali cose è grave. Considero questi errori diffamazioni nei miei confronti e deformazioni della volontà del Comitato. Corrado Consoli TRENTO

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Non permetterò che sbranino il nostro sistema (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

LA BRESSO «Non permetterò che sbranino il nostro sistema» «Non accetteremo di lasciare sbranare il sistema scolastico piemontese e non ci faremo imporre nulla dal governo. Sul dimensionamento scolastico andremo avanti seguendo la legge vigente, che in assenza dei decreti attuativi, al momento non contempla il decreto Gelmini». Parola della presidente Mercedes Bresso. La Regione e 181 comuni hanno approvato un documento in difesa del sistema scolastico piemontese «che in base ai tagli del ministro Gelmini vedrebbe scomparire 6500 docenti e 3000 adetti del personale scolastico pari al 10% del totale», precisa l'assessore Gianna Pentenero. Secondo il capogruppo di Forza Italia, Angelo Burzi «Bresso sta facendo una campagna di mistificazione: i suoi criteri di dimensionamento sono più rigidi di quelli nazionali».

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C'è chi ha dormito in tenda e chi ha prenotato il servizio pizza e bibita a 5 euro&#... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

C'è chi ha dormito in tenda e chi ha prenotato il «servizio pizza e bibita a 5 euro», chi ha fatto musica fino a mezzanotte e chi ha riso rivedendo la registrazione di Luciana Littizzetto a «Che tempo che fa» (nel cuore degli studenti per le sue battute feroci su Maria Star). Dunque, assemblee permanenti o occupazioni che di si voglia sono partite ieri in una ventina di istituti superiori e in una mezza dozzina gli oppositori alla «razionalizzazione» del governo si sono fermati anche di notte. La mobilitazione pomeridiana e/o notturna andrà avanti fino allo sciopero di giovedì e oggi - giorno del presidio che dall'Unione Industriale, orfana del ministro, è stato spostato da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Cobas e Coordinamento Genitori in piazza Castello alle 21 - altri istituti, come Cavour, Berti, l'Umberto I e Volta entrano in scena. In alcuni casi l'iniziativa era stata concordata da giorni, in altri - è il caso dell'Itc Luxemburg - la suspense l'ha fatta da padrona. Nel pomeriggio, dopo lunga mediazione, anche la preside Vittoria Bossolasco (come altri suoi colleghi) ha detto sì. «Abbiamo curato la sicurezza - raccontava nell'attesa dell'ok Daniele Ceratto -, scegliendo di chiedere il libretto a chiunque arrivi. E i minori devono avere il consenso dei genitori, altrimenti via alle 18,30». Dal Lingotto, passando per il Majorana di Mirafiori, alla Colletta, via Carcano. Qui gli studenti del Primo Artistico hanno montato un campeggio nel giardino, con una decina di tende. Prima di infilarsi nei sacchi a pelo per sfuggire alla prima notte davvero rigida, i futuri pittori e scenografi hanno assistito in aula magna a uno spettacolo teatrale, una commedia gialla. Simone Dipietro: «Abbiamo chiesto alla preside di utilizzare di notte solo l'atrio e i bagni. Dormiremo qui fino a giovedì. Domani (oggi per chi legge, ndr) andremo al presidio di piazza Castello e giovedì al corteo. Le lezioni sono regolari, non vogliamo sprecare giorni». Stessi programmi per i colleghi dell'artistico Cottini che in via Castelgomberto hanno issato una bandiera anti-tagli sul pennone e passato la sera a fare musica (con il preside Beppe Bertero come «angelo custode»). In precollina, Gelmini è riuscita là dove nessun amministratore pubblico aveva avuto successo: ha fatto fare amicizia agli istituti Spinelli, Gobetti Marchesini e Arduino, «conviventi forzati», con poche aule rispetto al totale degli studenti, nel complesso di via Figlie dei Militari. «È la prima volta - dice Gaia Giletta, del liceo Spinelli - che facciamo qualcosa insieme nell'interesse di tutti. E i presidi sono con noi nella protesta». Lezioni mattutine, pomeriggi con iniziative diverse in ogni scuola, serate insieme con musica e film. «Da noi allo Spinelli - dice Camilla Russo - ci sono genitori che tengono lezioni: di tecnologie, di primo soccorso...». A proposito di madri e padri in ansia. Simone Basso, organizzatore del Gobetti Marchesini, ha dato il suo numero di cellulare ai genitori dei minori. «Mi possono trovare in qualsiasi momento. Comunque, al portone chiediamo il documento a chi entra e a chi esce per avere sempre la situazione aggiornata». Ieri è stata anche la giornata del Consiglio Provinciale aperto sulla scuola con polemiche di cifre tra maggioranza e un'opposizione rappresentata in aula (dov'è mancato il numero legale) dal deputato Pdl Ghiglia: «La sinistra strumentalizza anche i bambini. Le cifre sono tutte sballate, non ci saranno tagli, solo più efficienza». Il Presidente Saitta ha replicato che «non c'è strumentalizzazione, la contestazione coinvolge ampi settori della società». Il consiglio ha votato ordine del giorno per il ritiro del "piano programmatico" e dei decreti. Alla Cgil «enti locali, sindacati e associazioni - ha spiegato Igor Piotto, segretario Flc-Cgil - hanno costituito il tavolo di resistenza all'attuazione delle norme».

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Lezioni in piazza il ritorno di Vattimo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lezioni in piazza il ritorno di Vattimo [FIRMA]GIOVANNA FAVRO Non ha fatto in tempo ad andare in pensione, a dire addio all'Università con una commossa «ultima lezione» in aula magna, che già gli tocca tornare. Non per motivi accademici, ma politici. Gianni Vattimo torna a far lezione per un giorno, oggi alle 15: ma all'aperto, in piazza Vittorio, per protesta contro la legge 133 che massacra le università e contro provvedimenti che «repellono» al filosofo: «Cerco di difendere l'università così com'è. E' piena di difetti, ma siccome non c'è limite al peggio ora vogliono farle compiere l'ultimo passo verso l'abisso». La «lectio» del filosofo sarà uno dei momenti clou di un'intensa giornata di protesta degli universitari. Oltre al fitto calendario di lezioni all'aperto, dalle 14 studenti e docenti di Scienze saranno in assemblea con gli enti di ricerca (Istituto nazionale di ricerca metrologica in testa); alle 16 si riverseranno in corso Massimo D'Azeglio a dare volantini agli automobilisti, prima di comporre un corteo per Palazzo Campana. L'assemblea No Gelmini sarà poi all'Unione Industriale dove avrebbe dovuto arrivare il ministro. Ci saranno anche i giovani dell'«Assemblea No Tremonti» del Politecnico e alcuni studenti di Economia, dove domani è previsto un incontro sulla legge 133. Nello spiegare le ragioni del suo dissenso, Gianni Vattimo parla come sempre senza remore: «Mi repelle l'idea di virare verso le università private, e di bloccare il turnover e le speranze dei giovani. E mi spiace lo spirito generale di tutto questo: così come nella scuola, l'unica logica è quella dei tagli». Di sicuro, l'università «è molto malandata. E' vero, ad esempio, che è un'università per ricchi pagata dai poveri, perché i veramente poveri non accedono ai gradi più alti di istruzione. Non esiste insomma un vero diritto allo studio. Non ci sono borse né collegi e strumenti che incoraggino appieno i più poveri a proseguire gli studi. E non parliamo dei concorsi! Salvo, naturalmente, quelli vinti da me, sono buffonate. E' difficile trovare criteri di valutazione oggettivi e perfetti, ma tra noi e il Padre eterno ci sono tante vie di mezzo: basterebbe forse non metter in cattedra tutti i propri familiari. Vedo in molti atenei, specie del Sud, nipoti, mogli, zii e generi dello stesso primario senza che il sistema si difenda né sanzioni il fenomeno». Però «la strada giusta per migliorare non è certo questa». E torna sulla necessità del conflitto, tema cui ha dedicato la sua ultima «lectio magistralis» in aula magna. E' un crescendo rossiniano: «Quando ci vuole, ci vuole. Per me, diversamente da Berlusconi credo non si debbano aspettare 5 anni per cambiare le cose, ma che occorra fare così tanto battage nelle piazze, ma talmente tanto, da costringere questo governo ad andarsene. Ma la gente si rende conto di cos'è la legge Alfano? Possono persino uccidere la domestica senza essere processati! Siamo diventati una favola grottesca. Ah, spero se ne vadano, non voglio più tra i piedi questi... questi... non posso dire banditi senza rischiare querele, quindi li definisco uomini che andrebbero banditi da ogni governo. Se dico che non li voglio più tra i piedi, mi querelano?».

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Manifestazioni contro la riforma (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola Manifestazioni contro la riforma Proseguono nella Granda le iniziative contro la riforma della scuola. Oggi, all'Itis è in programma un'assemblea studenti-sindacati. A Saluzzo è previsto un presidio, dalle 15 alle 19 davanti alla scuola Elementare «Costa». Sempre oggi assemblee a Bra (ore 20,30, sala polifunzionale Arpino) e Savigliano (ore 21, sala Santa Chiara). A Cuneo, alle 10, all'ex Mater Amabilis convegno sui tagli all'Università e alla scuola: parteciperanno esponenti locali di tutti i partiti, sindacalisti e il docente di Diritto privato Alessandro Ciatti. Alle 18, nel salone d'onore del municipio a Cuneo, sarà possibile assistere in video conferenza al dibatttito su un ordine del giorno sulla scuola. Sempre stasera, alle 21, il Comitato genitori Alba organizza una riunione nei locali della scuola elementare «Rodari» di corso Europa ad Alba. Verranno preparati striscioni, magliette e cartelloni in vista dello sciopero generale in programma giovedì. Ad Alba oggi si conclude anche la raccolta firme per chiedere un Consiglio comunale aperto, mentre prosegue la petizione contro il ministro Gelmini. Per informazioni: www.comitatogenitorialba.com. Ancora oggi, alle 20,45, al teatro civico di Caraglio tavola rotonda su scuola e decreto Gelmini. Intervengono Raffaella Curetti, direttore dell'Istituto comprensivo, Paolo Cattero, dirigente Circolo 1 di Cuneo, Mauro Martini sindaco di Monterosso Grana, studenti e genitori. Domani assemblea di insegnanti e genitori a Corneliano (ore 21, al «Cinema Vekkio») promosso dall'associazione genitori «Il Girotondo» e dal circolo Arci. Tra i relatori il direttore didattico Luciano Giri e il segretario provinciale Cisl Attilio Varengo. Sempre domani, a Mondovì, all'Itis è in programma un'assemblea studenti-sindacati mentre a Cuneo è previsto un dibattito al liceo scientifico.

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"Tutti a Roma per salvare la scuola" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PROTESTA.VIAGGIO ORGANIZZATO DAI SINDACATI "Tutti a Roma per salvare la scuola" [FIRMA]SILVIA TAGLIAFERRI AOSTA Al «rito di chi difende l'indifendibile», come ha definito lo sciopero il ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, parteciperà anche la Valle d'Aosta, una delle Regioni con il maggior numero di insegnanti sindacalizzati (oltre l'80 per cento). Le principali sigle del mondo della scuola - Flc-Cgil, Cisl Sinascel e Sism, Savt Ecole e Snals - hanno annunciato di organizzare dei pullman per sfilare giovedì a Roma nel corteo previsto da piazza della Repubblica a piazza del Popolo. La partenza è fissata domani sera e il rientro la notte successiva, per essere di nuovo in cattedra la mattina di venerdì. Come alternativa al «tour de force» nella capitale, una manifestazione parallela si svolgerà nelle vie del centro di Aosta. «Bisogna andare a Roma, perché in Valle manca la controparte ufficiale - dice Mauro De Luca, segretario di Flc-Cgil - la battaglia è da combattere e vincere a livello nazionale». In Valle la riforma Gelmini potrebbe arrivare attutita: l'assessorato regionale all'Istruzione ha detto «no» al maestro unico, alla chiusura delle scuole di montagna, alla riduzione del tempo pieno e del personale. «Ma anche noi dovremo fare i conti con il patto di stabilità - dice De Luca - e i tagli li sentiremo». Anche il Savt sale sul carro della protesta: «Il discorso supera i confini regionali» dice Alessia Démé. Nel mirino della contestazione non c'è solo il decreto Gelmini, che domani approderà a Palazzo Madama per il voto definitivo. Brunetta e Tremonti le fanno compagnia «in una politica che ha come unica strategia i tagli alla scuola pubblica». Nell'ambito del piano triennale di razionalizzazione, a livello nazionale sono stati calcolati 120 mila esuberi. «Ci sarà un blocco del turnover - dice Alessandro Celi (Snals) - saranno tagliati fuori i giovani precari, già abilitati e in graduatoria, mentre il personale sarà sempre più anziano, con un divario generazionale che non potrà fare bene al sistema». In Valle sono circa 400 gli aspiranti «prof» senza contratto fisso, il 20 per cento del totale. Meno insegnanti, meno ore di lezione, meno anni di istruzione obbligatoria, per i sindacati non possono significare più qualità. «Ci troviamo di fronte a una riforma economica, non ha nulla a che fare con un rinnovamento della didattica - commenta Riccardo Monzeglio, segretario Cisl Valle d'Aosta -. Assistiamo in questi giorni al salvataggio delle banche, ma nessuno vuole salvaguardare la scuola». I nodi vengono al pettine dalle scuole materne alle elementari, «finora considerate unico segmento di eccellenza a livello europeo», fino all'università «dove molti ricercatori non avranno più il loro posto di lavoro». Alle divergenze sui contenuti si aggiungono problemi di forma. «E' la prima volta che viene affrontata una riforma senza un confronto con le parti sociali» fa notare Monzeglio. Il dialogo è considerato il grande assente del progetto ministeriale. «Se ci avesse invitati a un tavolo ci saremmo accorti di condividere molti aspetti e avremmo potuto costruire un progetto comune e partecipato - continua Celi - invece è venuto fuori un documento scritto da persone che non hanno una precisa cognizione di come gli insegnanti lavorano». E mentre Gelmini dichiara di ispirarsi a Barack Obama, le organizzazioni sindacali si oppongono al modello di scuola all'americana sostenuto dalle fondazioni private, «fatto solo per chi può pagare».

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Occupata Scienze Mfn domani tocca al Saluzzo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA'. L'AGITAZIONE ANTI GELMINI Occupata Scienze Mfn domani tocca al Saluzzo Dalla Facoltà di Scienze Mfn, da ieri formalmente occupata (ma senza blocco delle lezioni), la protesta anti-Gelmini si allarga con l'occupazione annunciata, domani, dell'istituto Saluzzo. Ancora in forse invece quella di Scienze politiche: sarà decisa nei prossimi giorni. Intanto, in vista dello sciopero di giovedì (concentramento in corso Crimea alle 9,30), domani alle 18 in piazzetta della Lega il ricercatore Flavio Ceravolo, di Scienze politiche, avuto il via libera dalle forze dell'ordine, terrà la lezione universitaria all'aperto che inizialmente era stata annunciata per ieri. Della situazione si è parlato ieri in assemblea a Scienze Mfn con la partecipazione di universitari, studenti medi, docenti, ricercatori. Alle finestre striscioni che annunciano che «L'Università è in vendita» e che «Tagli + fondazioni private = morte della cultura». E' necessario - secondo il professor Mario Todino, del Saluzzo - cercare di coinvolgere tutti coloro che lavorano nella scuola, «anche le donne delle pulizie, gli studenti, i genitori. Si deve portarli alla manifestazione del 30 ottobre, indipendentemente da quanto capiterà al Senato». Se è significativo occupare le scuole per rendere evidente la protesta anti-Gelmini - è l'idea espressa da altri - è altrettanto importante non asserragliarsi nei palazzi, ma fare informazione, la più larga possibile, per contrastare quanto dice il governo sul decreto Gelmini, senza toccare i veri punti della possibile riforma che «cancellerà Università di piccole dimensioni, effettuerà tagli al personale, bloccherà di fatto la ricerca». «Che cosa è passato nell'informazione comune dei mass media se non l'introduzione del grembiulino e il 5 in condotta? E' questo che combattiamo?» ha chiesto il ricercatore Ceravolo, che insiste su volantini dal messaggio semplice per allargare l'informazione. Gli studenti si sono poi divisi in gruppi di lavoro e l'assemblea permanente a Scienze Mfn prosegue, mentre si alza la tensione anche in altri istituti scolastici della provincia.

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Stasera in corteo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.SI MOLTIPLICANO LE PROTESTE CONTRO LA RIFORMA Furti negli asili Stasera in corteo Ladri rompono i vetri della classe Gli alunni rimangono al freddo famiglie e insegnanti Una petizione al provveditore. Domani assemblea [FIRMA]FRANCO CAVAGNINO ASTI E' la settimana della grande mobilitazione contro la riforma Gelmini che culminerà giovedì con lo sciopero generale e la manifestazione a Roma. Ci si muove su più fronti. Genitori e insegnanti del 3° circolo hanno consegnato ieri al provveditore Francesco Contino 800 firme, frutto di una petizione a sostegno della protesta contro i provvedimenti del governo sulla scuola. Del terzo circolo fanno parte le elementari «Galileo Ferraris», San Domenico Savio e «Baracca» e le materne «Agazzi», «Lina Borgo» e «Miroglio». L'iniziativa non si è però limitata alle firme: per stasera è in programma un corteo silenzioso per esprimere il forte disagio contro la politica scolastica del centrodestra: partirà alle 21 da piazza Primo Maggio, attraverserà corso Alfieri per concludersi in piazza San Secondo dove sono previsti alcuni interventi. «Non è limitato al personale e alle famiglie dei bambini del nostro circolo - spiegano gli organizzatori - ma a tutto il mondo della scuola astigiano che invitaiamo ad unirsi a noi per una pacifica dimostrazione». C'è fermento anche nel mondo sindacale. Luciana Moiso, segretario provinciale Uil scuola, ha indetto per domani, dalle 8 alle 11, nel salone della Provincia un assemblea sindacale sul decreto legge che tante polemiche sta suscitando, il rinnovo del contratto nazionale e la tutale del personale precario e sulla mobilitazione di giovedì. Interverranno il segretario generale Uil-Scuola del Piemonte Diego Meli, il segretario provinciale Pierluigi Guerrini e il dirigente nazionale del settore scuola della Uil, Pasquale Proietti. Si stanno muovendo inoltre l'associazione «Reset» e il «Meet up-Amici di Beppe Grillo» di Asti. «Ci schieriamo - spiega Roberto Modellato di Reset - con tutti coloro che in questi giorni manifestano contro la riforma del governo. Ci rendiamo disponibili a partecipare a tutti gli incontri, manifestazioni ed eventuali occupazioni. Il blog www.beppegrillo.it e il sito www.resetonline.net sono a disposizione di studenti e professori». Giovedì 30, nel giorno dello sciopero, i genitori del Consiglio di circolo «Canelli-San Marzano», Palmina Stanga, dirigente scolastico delle materne ed elementari e Paola Bogetto, dirigente scolastico della media «Gancia» hanno indetto un incontro per discutere della riforma e del suo impatto sulle scuole del plesso (ore 21, salone CrAt). Interverrà Marco Pavese, docente di Istituzioni di Diritto pubblico e Legislazione scolastica all'Università di Genova. Per rubare merce del valore di pochi euro, non hanno esitato ad andare a colpire le scuole materne. E' accaduto lo scorso fine settimana quando i ladri hanno «visitato» due asili cittadini, l'«Agazzi» di via Sant'Evasio e il «Borgo» di via Vigna: il bottino è scarso, ma i danni per le strutture che ospitano i piccoli alunni sono stati consistenti. Grave, in particolare, la situazione all'«Agazzi», dove ieri i bambini hanno dovuto trascorrere parte della giornata al freddo poiché alcuni vetri erano stati rotti dai balordi, che non riusciti a rubare alcunché. Al «Borgo» invece sono spariti alcuni registratori di basso valore. Indagano polizia e carabinieri. \

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"Salviamo la scuola" La lezione è in piazza (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

CONTESTAZIONE. PARTENZA DAL LICEO SCIENTIFICO "Salviamo la scuola" La lezione è in piazza Pronto il corteo di giovedì, protesta anche l'Ateneo [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI No al maestro unico, ai tagli agli organici alla scuola, alle classi per gli alunni stranieri e alla chiusura dei plessi con meno di 50 alunni. No al provvedimento «ammazza precari» degli enti di ricerca e alla privatizzazione delle università. Anche Vercelli si mobilita per lo sciopero generale della scuola e per la manifestazione programmata giovedì a livello nazionale contro la riforma Gelmini. L'iniziativa parte dai sindacati della scuola e dal movimento autonomo indipendente «Salviamo la scuola!», creato da poche settimane proprio sulla scia della rinascita di movimenti studenteschi sorta in seguito al contestato decreto di riforma della scuola e dell'università. «Progettare insieme una scuola alternativa, libera e creativa»: questo lo slogan che riunisce, per iniziativa di Marcello Scariati, neolaureato di 23 anni, gli studenti delle scuole superiori e gli universitari di Vercelli: «Il 30 ottobre - afferma Scariati, portavoce del movimento - scenderemo in piazza come tutti gli studenti d'Italia per manifestare contro quella che non è una riforma, ma un vero e proprio decreto finanziario». La manifestazione partirà dal liceo scientifico Avogadro alle 9: parteciperanno gli studenti universitari e quelli degli istituti superiori di Vercelli (attesi almeno trecento ragazzi), ma anche genitori, insegnanti e personale Ata. Il corteo si snoderà lungo corso Palestro, piazza Solferino, via XX Settembre, largo d'Azzo e corso Libertà, per fermarsi in piazza Cavour. Genitori ed insegnanti daranno quindi vita ad un sit-in. E i due ruoli saranno in molti casi ricoperti da una sola persona: «Sono moltissime le mamme-insegnanti che hanno già assicurato la propria adesione», conferma Scariati. In questi giorni rappresentanti dei genitori, degli insegnanti e degli studenti si stanno riunendo ed organizzando nei locali della Camera del Lavoro. Meno definita la partecipazione del mondo universitario: «Ma alle 14 - anticipa Scariati - in piazza Cavour potrebbe essere in programma, come già avvenuto in questi giorni in diverse piazze italiane, una lezione all'aperto tenuta da un docente dell'Università del Piemonte Orientale». Previsto anche un corteo alternativo organizzato da Rifondazione comunista.

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Striscione sfottò contro il ministro (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Rivarolo Striscione sfottò contro il ministro Tra le iniziative indette dalle scuole contro la riforma Gelmini spicca lo sfottò delle insegnanti dell'elementare di via San Francesco, a Rivarolo Canavese. Da qualche giorno sulla cancellata c'è un gigantesco striscione con una scritta gialla, fosforescente: «Difendiamo la nostra scuola: no al decreto Germini», con la «r» sottolineata più volte. Molti hanno pensato a una disattenzione o peggio, a un erroraccio. «No, Germini, come germi: quelli che stanno provocando il declino della scuola pubblica», hanno spiegato. Anche nella scuola elementare del capoluogo il collegio docenti ha approvato una mozione per chiedere il ritiro del decreto. E il consiglio di circolo ha approvato un documento analogo proposto dal dirigente scolastico Maria Assunta Gruosso.

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Ivrea dà l'addio a Ingegneria meccatronica (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

il caso SPERANZE Aria di crisi tra le facoltà universitarie Ivrea dà l'addio a Ingegneria meccatronica Canto del cigno anche per l'Informatica ALESSANDRO BALLESIO Sono per le Scienze Infermieristiche e della Comunicazione Siamo all'anno da amarcord. Mentre l'Olivetti viene celebrata per la sua storia secolare, Ivrea si prepara a dire addio ai corsi di laurea che più si identificavano con lo spirito dell'azienda «madre»: Ingegneria informatica e Ingegneria Meccatronica. Sono iniziate le ultime lezioni per gli allievi del terzo anno: via loro, nel 2009, la sede di colle Bellavista verrà chiusa. E' il canto del cigno. Ma annunciato: perché è da due anni che le matricole non ci sono più. Vengono indirizzate a Torino ma anche a Verres. Sembra un colpo di «falce» del Ministro Gelmini, invece è solo una coincidenza. «Si è esaurito un ciclo storico - dice il direttore dei corsi, Maurizio Rebaudengo - . Dieci anni fa le industrie del Canavese facevano a gara per i nostri neo laureati. C'erano le condizioni giuste per dare lavoro a tutti. Adesso è cambiato lo scenario. E non ci sono più fondi». Che il tramonto sia vicino, si legge nelle cifre: i ragazzi sono rimasti in una cinquantina. Fino a pochi anni fa una cinquantina erano le matricole che si iscrivevano a questa laurea triennale: nel 2002 e nel 2003 la popolazione universitaria, nella sede distaccata del Politecnico, aveva raggiunto quota 220. Un piccolo boom, che si aggiungeva a quello degli studenti di Scienze della Comunicazione e di Scienze Politiche: almeno 900. Adesso il futuro si chiama Scienze Infermieristiche: nel primo anno a Ivrea di questo corso di laurea gli iscritti sono 75. Il quadro, insomma, sta cambiando radicalmente, e in fretta. E le matricole non sembrano aver gradito troppo le indicazioni del Politecnico. Almeno, gli studenti che vivono in Canavese: preferiscono Torino a Verres, lo dicono i dati sulle affluenze alle iscrizioni. «Questo lo sappiamo - ammette Rebaudengo - anche perché la Regione Valle D'Aosta ha investito parecchio sulla sua sede, che tra l'altro è comoda da raggiungere e molto ben organizzata». Ma non la pensano tutti come lui. «Ho l'impressione che la scelta di puntare su Verres sia un azzardo, e lo dimostra proprio "l'esodo" dei nostri studenti. Sarebbe stato meglio investire su Ivrea», commenta Giovanni De Witt, il presidente dell'associazione per gli insediamenti universitari in Canavese che sta per passare il testimone, dopo tre mandati consecutivi, a Sergio Primus. Un avvicendamento, quello deciso dalla giunta di Ivrea, che arriva in un momento delicato e tra l'altro è stato molto discusso. «Io avrei accettato di proseguire, se me l'avessero chiesto», taglia corto De Witt. E preferisce concentrarsi sulle prospettive dell'Università a Ivrea: «Ho accettato questa proposta come una sfida, le prospettive mi sembrano interessanti, in particolar modo per Scienze Infermieristiche e la sede delle Officine H». Il sindaco Carlo Della Pepa: «Piuttosto penso ai master, a collegare percorsi di studio con le richieste delle nostre aziende. Incontrerò nei prossimi giorni il rettore del Politecnico: ci sono opportunità da sfruttare, come la bio informatica».

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Scuola, genitori in campo notte bianca per dire "no" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

IMPERIACONTINUA LA PROTESTA CONTRO IL DECRETO GELMINI Partecipa anche il Liceo Aprosio Scuola, genitori in campo notte bianca per dire "no" Ventimiglia: conto alla rovescia per il corteo di giovedì mattina Nel cortile di Largo Ghiglia, domani assemblea con i prof [FIRMA]DIEGO MARRESE IMPERIA Giorni caldi per la protesta degli studenti in vista del rush finale che porterà alla conversione o meno del decreto Gelmini. Mercoledì il voto decisivo al Senato, intanto oggi gli studenti dell'Itis dovrebbero fare lezione in piazza, come hanno già fatto i loro colleghi di altre scuole. Un paio di classi dell'istituto di via Santa Lucia dovrebbero trasferirsi a far lezione in piazza San Giovanni e Calata Cuneo. Lo stesso avverrà domani. Prosegue intanto l'autogestione all'istituto d'Arte di Imperia dove i ragazzi sono «uniti da una comune idea e un solo obiettivo: far sì che la riforma "Gelmini" non venga approvata». Hanno realizzato anche una lettera aperta e stanno vendendo gioielli in fimo (una pasta sintetica) per finanziare l'autogestione che tra le attività comprende corsi di cortometraggio, musica, fumetti e grafica. Intanto questa sera alle 18 nel cortile della scuola di largo Ghiglia il comitato dei genitori organizza una «notte bianca per dire no allo smantellamento della scuola pubblica» e illustrare il decreto Gelmini. Stessa finalità domani per l'assemblea pubblica organizzata da docenti, studenti e genitore nell'aula magna del Vieusseux (via Terre Bianche 1). L'appuntamento è per le 18. Prosegue l'occupazione da parte degli studenti dell'istituto nautico Doria di piazza Roma. «Può essere considerata una presa di posizione dura, ma vogliamo dimostrare che è un atto costruttivo» dicono gli studenti. Gli studenti della provincia di Imperia stanno organizzando due manifestazioni prima del voto decisivo sulla riforma. Quasi sicura quella in programma a Imperia giovedì, ancora in forse invece quella di domani a Sanremo.Conto alla rovescia per la manifestazione di giovedì mattina a Ventimiglia contro la riforma scolastica Gelmini. Il corteo partirà dalla rotonda Resentello alle 9,30, raggiungerà largo Torino e culminerà in piazza del Comune. Sono attesi genitori, bambini, tanti docenti di Elementari, Medie e Superiori. Stanno preparando la loro partecipazione anche i ragazzi dello Scientifico Aprosio, i quali si aggregano all'evento, «poiché - spiegano - non abbiamo ottenuto le autorizzazioni necessarie per un corteo composto soltanto da noi». Al Liceo, dove non sono ancora stati eletti i rappresentanti d'Istituto, per ora coordina la protesta un comitato spontaneo di ragazzi. «Siamo contro i tagli nella scuola», dicono gli studenti». \

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[FIRMA]CRISTINA BENENATI SAVONA A giudicare dalla partecipazione in massa all'assemblea-d... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

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[FIRMA]CRISTINA BENENATI SAVONA A giudicare dalla partecipazione in massa all'assemblea-dibattito di ieri al Campus di Savona, il mondo universitario savonese sembra aver preso una posizione netta: uscire dall'isolamento di quella che molti studenti avevano definito «l'isola felice di Legino» e partecipare al dibattito sulla riforma Gelmini, prendendo parte allo sciopero generale indetto per giovedì 30. La voglia di capire meglio quale scuola ha disegnato il Ministro all'Istruzione ha richiamato all'incontro non solo gli iscritti alle quattro facoltà presenti a Savona, ma anche studenti e insegnanti delle scuole medie superiori del territorio e una rappresentanza di genitori. A coordinare l'incontro Luisa Armenia, iscritta al secondo anno di Scienza della Comunicazione e coordinatrice didattica del corso. E' toccato a lei il compito di riassumere in linee generali della riforma, toccando il tema della privatizzazione, dei tagli agli Atenei e del blocco del turnover. «Esiste un rischio - ha spiegato - che sta al di sopra dei singoli provvedimenti, si chiama libertà di accesso alla cultura. I tagli alle spese toccherebbero ovviamente anche i corsi serali, quelli a cui hanno accesso moltissime persone che lavorano. In questo modo si limiterebbe l'accesso alla cultura, cioè la base per pensare, a chi ne ha sete». Una prospettiva che preoccupa anche Anna Rispoli, la rappresentante territoriale del Comitato Genitori Democratici. Nel suo intervento, ha ribadito come la preparazione scolastica sia «un diritto per tutti di ottenere un livello di formazione culturale profonda, indispensabile oggi per vivere, lavorare, continuare ad apprendere». C'è stato anche spazio per il dibattito. Molti gli interventi dei ragazzi. Lorenzo Marcenaro, al secondo anno di Scienza della Comunicazione, ha spiegato ai convenuti l'importanza della partecipazione, di come gli studenti del Campus di Savona si siano mossi e raccolto informazioni, coordinandosi con i colleghi genovesi. «Legino rischiava di essere un mondo a parte - ha spiegato. Qui i dibattiti nazionali che ci riguardano arrivano come voci lontane, con questo incontro abbiamo testimoniato la nostra presenza e giovedì saremo uniti per manifestare, chi vorrà a Genova, chi vorrà qui in via Magliotto, ma in piena libertà, senza strumentalizzazioni da parte di partiti, né di sindacati». Ma come vivono questo momento di discussione nazionale gli studenti per così ddire «poco politicizzati»? Raccogliendo opinioni tra le matricole, emerge un disagio comune: i cambiamenti continui che, anno dopo anno, hanno coinvolto il mondo della scuola. Alessandro Vaccaro, iscritto al primo anno di Scienza della Comunicazione: «Prima Moratti, poi Fioroni e ora la Gelmini. E' destabilizzante che ogni volta si debbano cambiare le regole, i termini, i numeri sui tagli. Negli ultimi anni studenti e docenti sono già scesi in piazza molte volte. Per fortuna questa sede universitaria di Savona, spaziosa ed efficiente, ci "ripara" da questi venti di polemiche, permettendoci di studiare in sereno distacco, ma prima o poi bisognava occuparsi anche dei problemi ed esprimere la nostra solidarietà. Ora - conclude - insieme alle informazioni, ho un buon motivo per partecipare alle manifestazioni pacifiche di dissenso alla riforma». Se sarà confermato lo sciopero nazionale di giovedì, le aule resteranno vuote anche al Campus di Savona.

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[FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA La pantera savonese si prepara alla protesta del 30 ot... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA La «pantera savonese» si prepara alla protesta del 30 ottobre contro la riforma Gelmini. In appoggio alla manifestazione nazionale di Roma, è in programma infatti anche un corteo in città. «Tutti in piazza Sisto a manifestare»: questo il titolo di uno dei tanti volantini che in queste ore si stanno stampando a centinaia negli istituti superiori savonesi. Ieri pomeriggio al «Matitino», subito dopo l'assemblea degli universistari al Campus di Legino, ragazzi del liceo Grassi e di altre scuole si sono ritrovati per preparare i primi striscioni per il corteo, con tanto di spray, cartelloni e lenzuola. L'appuntamento è per giovedì alle 8,30 davanti al palazzo del Comune. L'idea è quella di organizzare dei mini-cortei da ogni isituto, che come tanti «fiumi» raggiungeranno piazza Sisto da diversi quartieri della città. Il corteo, composto da migliaia di ragazzi, dovrebbe muoversi verso le 9, passando da via San Lorenzo, via Torino, piazza Saffi, via Boselli, piazza Mameli e ritorno in piazza Sisto. Un tracciato che ripeterà quello, già collaudato, del primo maggio. In piazza Sisto è previsto l'intervento di due sindacalisti, tre studenti e una maestra. Successivamente ci sarà anche spazio per chi chiederà di intervenire. A dare l'annuncio della manifestazione di protesta del 30 ottobre, anche il Coordinamento degli studenti della provincia di Savona, che invita a partecipare anche «i docenti, i genitori e tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro dell'istruzione pubblica in Italia, che non è altro che il futuro del nostro Paese». Da ieri mattina, giorno che per diverse «quinte» ha segnato il rientro a scuola dopo la gita scolastica, la mobilitazione degli studenti si è intensificata. Un lavoro fatto anche di sms e incontri volanti, come quello avvenuto alla stazione di Mongrifone. Ma un po' ovunque, come oggi al liceo della Rovere, sono in calendario assemblee e comitati studenteschi per illustrare meglio i contenuti della protesta ed elencare i punti più contestati del decreto Gelmini. Allo Scientifico «Grassi» sono stati preparsati addirittura due volantini, il primo più sintetico in cui si elencano i motivi principali dello sciopero, cominciando dai «tagli per sei miliardi e mezzo di euro alla scuola pubblica primaria e secondaria» e un altro più dettagliato che, con l'accordo della dirigenza e dello staff dell'Istituto sarà distribuito in tutte le classi, per illustrare punto per punto il decreto, «con parti ben separate tra fatti oggettivi e opinioni». «Ci teniamo a chiarire - spiegano i promotori - che la nostra manifestazione è autonoma da qualsiasi patrocinio di partiti o fazioni. Metteremo da parte le nostre idee e posizioni politiche per riconoscerci prima di tutto nella figura di giovani studenti: manifestiamo per il nostro futuro che vediamo minacciato, sperando di evitare strumentalizzazioni, generalizzazioni o manipolazioni di alcun genere». La situazione è in rapida evoluzione e, di ora in ora, potrebbero esserci novità. Sembra però di capire che eventuali occupazioni, lezioni all'aperto o altre forme di protesta potrebbero scattare solo dopo la manifestazione di giovedì, magari in risposta a una chiusura totale da parte del ministro Gelmini e del governo. Confermati anche i due pullman organizzati da Cgil-Cisl-Uil, Snals e Gilda che da tutta la provincia, con partenza a mezzanotte, porteranno a Roma rappresentanti del mondo della scuola per la manifestazione nazionale del 30.

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La scuola negata nel paese delle favole (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

La riforma prevede la chiusura delle sedi con meno di 50 iscritti: allarme fra i genitori. Muraro ieri in visita: «è una zona periferica, va tutelata» La scuola negata nel paese delle favole Montaner, la frazione che rischia di perdere le elementari: 47 alunni a spasso STEFANIA ROTELLA SARMEDE. Montaner, 900 abitanti, piccola frazione collinare di Sarmede, rischia di perdere le elementari. Il paese delle fiabe diventa il simbolo della battaglia contro uno dei pilastri della riforma Gelmini, la riorganizzazione della rete scolastica sul territorio. La «Giovanna Faè» verrebbe chiusa perché mancano bambini: ce ne sono 47, al di sotto del tetto dei 50 previsto dal ministero. Da alcuni giorni la questione mette in allarme i genitori dei bimbi e l'amministrazione comunale guidata dal sindaco di Forza Italia Eddi Canzian. Nei giorni scorsi una ventina di genitori si è recata in municipio per chiedere aiuto all'amministrazione comunale. «Se dovesse chiudere la scuola di Montaner - afferma il vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione Sergio Gallo - sarebbe un gravissimo disagio per i bambini e per i genitori della frazione. Allo stato attuale non è pensabile un trasferimento dei bambini a Sarmede perché non ci sono strutture in grado di accoglierli». L'allarme di questi giorni riguarda sia la chiusura della scuola che l'accorpamento dell'Istituto comprensivo di Sarmede con uno di un Comune vicino. «Non ci è arrivata alcuna comunicazione che il plesso di Montaner chiuda - afferma il preside dell'Istituto Comprensivo, Varzi Predetto - per cui i ragionamenti che si stanno facendo sui numeri provengono dai dati forniti dal ministero. Siamo pertanto in attesa dei provvedimenti legislativi e dei decreti attuativi. Non sappiamo se e con chi il Comprensivo verrà accorpato». I genitori sono preoccupati, tanto che sindaco e vice hanno recepito le loro istanze e hanno deciso di trattare l'argomento nel consiglio comunale del 21 novembre. «E' una buona scuola sia sotto il profilo della struttura che degli insegnanti - affermano i genitori -. Alcuni bambini vanno a scuola a piedi, altri con il pulmino del Comune. Faremo di tutto per tutelare la scuola, anche organizzando sit-in, se necessario». Ieri la giunta provinciale era a Sarmede. Tra i temi della riunione anche la questione scuola. «Montaner va tutelata perché è una zona decentrata - afferma il presidente della Provincia Leonardo Muraro -. In casi come questi la razionalizzazione avrebbe dei costi troppo elevati in termini sociali».

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Trecento trevigiani in marcia su Roma (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Trecento trevigiani in marcia su Roma Giovedì con 6 pullman di docenti e genitori, due della Rete degli studenti TREVISO. Maestro unico e tagli alla scuola: i sindacati, gli insegnanti e gli studenti si stanno preparando per lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre. Da Treviso scenderanno a Roma per la grande manifestazione contro il decreto Gelmini e la Finanziaria Tremonti circa trecento docenti e genitori. Sei i pullman in partenza dalla stazione delle corriere di Treviso o dal Foro Boario alle 23 di mercoledì. L'organizzazione della giornata di mobilitazione generale della scuola è affidata ai sindacati Cgil, Cisl e Uil Scuola e dal Gilda, tempestati in questi giorni di mail e telefonate di docenti e genitori intenzionati a partecipare al corteo nella capitale. Anche nelle scuole trevigiane l'astensione da lezione sarà altissima, anche da parte di chi non scenderà a Roma ma deciderà di rimanere a Treviso: si parla infatti di un buon 80 per cento di cattedre vuote, soprattutto nelle scuole elementari ma anche alle superiori. Allo sciopero generale aderirà soprattutto il personale precario della scuola, ma anche gli insegnanti di ruolo pare aderiranno in massa all'iniziativa di mobilitazione sindacale. Gli studenti superiori a loro volta si stanno mobilitando per la manifestazione: la Rete degli studenti infatti ha raccolto circa 80 adesioni al corteo romano. Due i pulmini in partenza dalla stazione dei treni di Treviso mercoledì sera. «Non pensavamo a un'adesione del genere al corteo - dice Marco Zabai, rappresentate dell'associazione studentesca che guida la protesta trevigiana - Da Treviso e da tutta la provincia saremo in tantissimi. Finalmente anche gli studenti delle superiori hanno capito che le riforme scolastiche e i provvedimenti finanziari toccano non solo le scuole primarie, ma tutte le scuole di ogni ordine e grado». (l.c.)

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Cartelloni in lutto alle Masaccio assemblee al Da Vinci e Canova (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'agenda della contestazione: fioccano le iniziative Cartelloni in lutto alle Masaccio assemblee al Da Vinci e Canova TREVISO. Cartelloni listati a lutto contro il decreto Gelmini alle scuole elementari Masaccio. Raccolta di firme per una petizione contro il maestro unico alle Collodi. A Treviso fioccano le iniziative di mobilitazione contro le nuove norme sul sistema scolastico in discussione in questi giorni in Parlamento. Ieri sera alle scuole elementari di Roncade si è svolta un'assemblea di docenti e genitori. Questa sera invece è la volta delle scuole primarie di Altivole. L'I.C. di Montebelluna invece ha deciso di bloccare tutti i viaggi di istruzione e di non procedere con l'adozione dei libri di testo a maggio (ne parliamo anche a pagina 23). Domani sera si svolgerà un'assemblea a Riese Pio X e all'istituto comprensivo di Loria, mentre il 6 novembre è in programma un incontro negli istituti medi ed elementari di Zero Branco e San Biagio di Callalta. Ma il malumore non serpeggia solo fra maestri e docenti: coinvolge anche gli studenti delle superiori. Dopo l'incontro di ieri al Da Vinci con i rappresentati sindacali, studenti e genitori (grande la preoccupazione espressa da genitori e dalla preside sui nuovi indirizzi che la scuola potrebbe prendere dopo la riforma), oggi al Canova, come in molte altre scuole, alle 16.30 si svolgerà un incontro informativo dei rappresentati degli studenti. Domani al Da Vinci ci sarà un'assemblea le prime due ore di lezione, questa volta rivolta a tutti gli studenti, mentre voci di corridoio dicono che giovedì, giorno dello sciopero generale, nel polo del Fermi-Luzzati di via Montello, gli studenti bloccheranno gli accessi esterni agli istituti. Venerdì pomeriggio invece potrebbe celebrarsi il «Funerale della scuola pubblica», organizzato dalla Rete degli studenti, con un sit-in in piazza dei Signori, oppure di fronte al liceo classico Canova. Sempre al Canova, venerdì ci sarà un'assemblea i tutti gli studenti. (l.c.)

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La mappa degli accorpamenti da Roncade a Vittorio Veneto (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sono dieci gli istituti per cui si prospetta la fusione La mappa degli accorpamenti da Roncade a Vittorio Veneto La Regione dovrà decidere entro il 30 novembre TREVISO. Il caso della piccola scuola di Montaner è solo la punta dell'iceberg di un'operazione di razionalizzazione della rete scolastica per il contenimento dei costi della pubblica amministrazione, già prevista da una legge che risale al 1998. I dettagli sono stati ribaditi in una circolare ministeriale diffusa dal ministro della pubblica istruzione Gelmini nelle scorse settimane. La normativa già in vigore prevede la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni, salvo deroghe (dovute a particolari condizioni logistiche e di disagio per le famiglie) che saranno discusse a livello regionale, provinciale e comunale. La legge prevede anche gli accorpamenti amministrativi, ovvero l'unificazione di dirigenze e uffici, nei i plessi che contano meno di 500 alunni. A Treviso sono 10: le scuole medie di Roncade e Valdobbiadene, gli istituti comprensivi di Sarmede, Tarzo, Fonte, Borso del Grappa, le scuole superiori Sartor di Castelfranco, Pittoni di Conegliano, lo Scarpa di Montebelluna e il Munari di Vittorio. Sulla questione degli accorpamenti, delle chiusure e delle eventuali deroghe, la Regione dovrà decidere entro il 30 novembre. Nelle scorse settimane l'Ufficio scolastico regionale ha inviato i dati con il numero degli alunni e dei plessi al ministero, che il 30 ottobre dovrebbe dare delle risposte in merito. Sempre il 30 è previsto un incontro in Regione per discutere della questione in base alle osservazioni del ministero. In seguito inizierà il lungo iter di consultazioni fra enti locali regionali, provinciali e comunali per proporre eventuali deroghe alla necessità di dimensionamento e razionalizzazione della rete. «Nulla è ancora stato deciso. Attendiamo dati certi che arriveranno entro fine settimana», dice il provveditore Maria Giuliana Bigardi, in questi giorni impegnata proprio sul fronte degli accorpamenti che riguardano Treviso. Decine e decine le telefonate giunte all'Ufficio scolastico provinciale da parte di assessori e sindaci dei comuni con scuole «piccole», spaventati per un'eventuale «rivoluzione» dell'organizzazione scolastica nel proprio territorio e confusi anche dalle notizie contraddittorie sull'argomento. «La soluzione più saggia è attendere dati certi - continua Maria Giuliana Bigardi - Dopodiché si potrà discutere sul da farsi». Il provveditore esclude la possibilità di chiusura di plessi. Il rischio eventuale potrebbero essere gli accorpamenti. E se accorpamento ci deve essere, saranno le amministrazioni a decidere con quale Comune una scuola piccola si dovrà unire. Da qui al 30 novembre la partita è aperta. (Laura Canzian)

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Scuola: bloccate le gite scolastiche (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Si moltiplicano le iniziative contro la Gelmini. Anche a Caerano bloccati i viaggi di istruzione. Prevista una massiccia adesione allo sciopero di giovedì Scuola: bloccate le gite scolastiche E' la protesta adottata ieri dagli insegnanti dell'istituto comprensivo MONTEBELLUNA. Ribolle la scuola anche nel montebellunese. Per giovedì è prevista una massiccia adesione di studenti e insegnanti allo sciopero generale, tanto che in alcune scuole sarà impossibile garantire i servizi minimi. Inoltre le assemblee dei docenti stanno via via decidendo di bloccare viaggi d'istruzione e visite guidate e ha cominciato a fare capolino l'idea di non procedere all'adozione di libri di testo quando a maggio i collegi docenti saranno chiamati a questo compito. Nei giorni scorsi erano stati gli insegnanti dell'Ic di Caerano a decidere il blocco delle gite, ieri è stato il turno degli insegnanti della media di Montebelluna a fare un passo analogo, aggiungendoci anche i progetti e i libri di testo. La riforma Gelmini sta unendo nella protesta tutti gli ordini di scuola. Ieri mattina una ottantina di docenti della media di Montebelluna ha partecipato all'assemblea per decidere le azioni di protesta e oltre una settantina di loro ha deciso di sospendere le gite scolastiche per cui non fosse già stata versata la caparra, di bloccare i progetti non direttamente funzionali alla didattica, di procedere a maggio alla non adozione dei libri di testo. A ciò, si unirà un'azione informativa nei confronti della popolazioni per far capire le ragioni che spingono gli insegnanti ad assumere posizioni così drastiche. Secondo le intenzioni emerse in assemblea si tratterà di un'azione infomativa finalizzata ad illustare alle famiglie i tagli che deriveranno alla scuola media dal decreto della Gelmini. E' stato notato infatti come tutto il dibattito a livello nazionale sia ruotato sulla questione del maestro unico o sui tagli all'università, mentre anche negli altri ordini di scuola incideranno i provvedimenti contenuti nel decreto. Che saranno perciò fatti conoscere alle famiglie a supporto della protesta in atto. Anche l'Ic di Caerano sta mettendo in pratica un'azione simile: ha già deciso di bloccare le gite e il passo successivo che farà sarà di organizzare una riunione aperta al territorio di Caerano dove informare le famiglie sui contenuti del decreto Gelmini. E hanno spiegato la loro decisione di sospendere visite e gite d'istruzione con queste parole: «Cambiamenti radicali e riduttivi dei tempi e delle risorse in ambito scolastico minano irrimediabilmente la qualità dell'apprendimento e del benessere relazionale. Le scuole hanno tenuto le porte aperte (sia in senso metaforico che letterale) con laboratori opzionali, con progetti per l'integrazione, per la convivenza civile, con attività mirate al recupero delle motivazioni. Le porte che inevitabilmente si stanno chiudendo, non sono risposte oneste e responsabili ai bisogni culturali e formativi delle giovani generazioni».

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Farra: striscione di protesta contro il decreto-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Farra: striscione di protesta contro il decreto-Gelmini FARRA DI SOLIGO. Si allarga la protesta degli insegnanti contro il decreto Gelmini: ecco lo striscione apparso nel fine settimana sulla recinzione delle elementari del capoluogo.

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In Veneto 30 istituti a rischio riorganizzazione (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

In Veneto 30 istituti a rischio riorganizzazione Donazzan: «Servizi garantiti a tutti, accorpate solo le dirigenze» Riorganizzazione per gli istituti tecnici E meno ore in classe VENEZIA. Sono una trentina gli istituti scolastici che in Veneto verranno "dimensionati". Ovvero riorganizzati. E' questo il risultato della declinazione della riforma Gelmini sul territorio, secondo Elena Donazzan. «Non si tratta di chiudere i servizi - garantisce l'assessore all'Istruzione - ma di razionalizzare le risorse». I termini del dimensionamento verranno deliberati dalla giunta a metà novembre, dopo un incontro con tutti gli assessori provinciali con delega all'Istruzione, in programma il 30 ottobre. Ogni modifica dell'assetto, riguarderà comunque il prossimo anno scolastico e sarà sostanzialmente un "travaso" secondo la regola dei vasi comunicanti. Verosimilmente, coinvolgerà le zone montane, le isole e le aree ad alta presenza di extracomunitari. «Bisogna fare il massimo della chiarezza - sostiene Elena Donazzan - il dimensionamento delle scuole è previsto dai parametri stabiliti nel '98 e recepiti dalla Regione con una delibera del 2000. Questo viene calibrato ogni anno con decisioni su accorpamenti, divisioni e nuovi indirizzi che vengono costantemente tarati anche in base ai mutamenti sociali. Per questo noi siamo molto avanti rispetto ad altre regioni e il nostro sistema non verrà stravolto». Donazzan ribadisce quindi i punti saldi della riforma Gelmini: la possibilità di intervenire in deroga nelle zone disagiate, il mantenimento dei parametri per gli insegnanti di sostegno (uno ogni due bambini certificati). I tagli, dove necessario, verranno tradotti in accorpamenti. «Si tratta di unificare le dirigenze - conferma l'assessore in quota ad An - e riorganizzare le risorse umane, non eliminare i servizi. Stiamo ragionando su una trentina di istituti, tra sotto e sovradimensionati, ferme restando le specificità, come l'istituto per sordi Magarotto a Padova. Sebbene abbia 56 studenti, il servizio non verrà toccato». Laddove l'aumento delle distanze lo richiederà, gli spostamenti verranno garantiti con l'introduzione di "buoni trasporto" (sostegno economico) e pulmini. Dal punto di vista della riforma scolastica, il Veneto sta inoltre collaborando con il governo e Confindustria alla riorganizzazione degli istituti tecnici dopo la "licealizzazione" spinta degli anni scorsi: «Abbiamo formulato una proposta tenendo conto delle istanze che ci arrivano dal nostro tessuto produttivo - conferma Donazzan - questa prevede una diminuzione dell'orario, da 40 a 36-32 ore settimanali, l'aumento delle ore di laboratorio e di alternanza scuola-lavoro ed un potenziamento delle materie scientifiche, oltre all'introduzione della seconda lingua». Avanti anche con la gestione dell'integrazione degli extracomunitari, di fronte alla quale l'assessore non intende arretrare, dall'introduzione della classe di accesso alla soglia di equilibrio, fino all'educazione civica. «Dato che questo è un problema che riguarda alcuni territori più di altri credo che sia una competenza che dovrebbe essere gestita esclusivamente le Regioni - conclude Donazzan e aggiunge - noi siamo dalla parte del ministro e speriamo vada avanti senza farsi ricattare da una piazza non troppo numerosa. Vorrei che gli studenti universitari mi spiegassero contro quali tagli stanno protestando visto che io non ho sentito parlare di cifre, che gli insegnanti avessero il coraggio di dire se si battono contro il maestro unico perché hanno a cuore la qualità della scuola o perché temono i licenziamenti. Vorrei che si guardasse oltre la propaganda». (s.z.)

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Dilaga la protesta ma si spacca il fronte studentesco (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 28/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Scuola Al via la settimana cruciale Dilaga la protesta ma si spacca il fronte studentesco Domani probabile approvazione del decreto Gelmini Manifestazioni davanti al Senato. Giovedì sciopero generale liceali ieri mattina a Roma, davanti al Senato" title="Un'immagine della manifestazione degli studenti liceali ieri mattina a Roma, davanti al Senato" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20081028/foto/full_brescia_44.jpg',600,915)"> Un'immagine della manifestazione degli studenti liceali ieri mattina a Roma, davanti al Senato ROMA Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini - via libera che dovrebbe «consumarsi» domani in Senato - e in vista dello sciopero di giovedì, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma si fa strada anche un'altra novità, da cui emerge che il fronte degli studenti non è granitico: tra di loro c'è chi dice no alle occupazioni. Facebook, del resto, è la piazza virtuale in cui ormai si confrontano le due fazioni, pro e contro Gelmini, e questi ultimi arrivano in alcuni casi a insulti e velate minacce. Intanto dal centrosinistra è forte la richiesta di ritirare il decreto. Un appello che arriva anche da Famiglia Cristiana che parla della riforma come un «semplice taglio di spesa». Di segno opposto la posizione della Cei che definisce «dannoso intervenire agitando le piazze». Getta acqua sul fuoco il presidente del Senato Schifani, ricordando che il ministro Gelmini si è impegnata ad aprire un «tavolo» con gli studenti. La rottura del fronte studentesco Ad aprire le danze della protesta ieri è stata Milano. Già dalle 8.30 sono scattate le occupazioni negli istituti secondari e le assemblee. Roma non è mancata all'appello. Alle 10 un corteo di studenti è partito da piazza della Repubblica diretto a piazza Venezia: circa 7.000 i partecipanti, secondo gli organizzatori. Il «serpentone» si è spaccato quando i militanti di Blocco studentesco, vicino alla Fiamma Tricolore, hanno preso la testa del corteo deviandone uno spezzone e guidandolo fino davanti a Palazzo Madama. Tra di loro c'è chi, sfilando, ha intonato in coro «Duce Duce». «I gruppi di destra hanno strumentalizzato la protesta», lamenta l'Unione degli studenti. Altri 2.000 giovani si sono riuniti in assemblea all'Eur per poi organizzare un sit-in di fronte all'altro luogo nevralgico, il ministero dell'Istruzione. Alla Sapienza di scena uno spogliarello, con gli studenti in mutande contro chi «spoglia la ricerca». Proteste a ripetizione anche in molte altre città, in alcuni casi con strascichi negativi. A Napoli sono scoppiati tafferugli tra studenti di destra e di sinistra all'Università Federico II. In alcune scuole elementari della provincia di Lecco per tutta la settimana sarà provocatoriamente introdotto il maestro unico. A Catania come a Gorizia alcuni istituti hanno proclamato l'autogestione. E poi, a cascata, lezioni all'aperto e cortei un po' ovunque. Oggi si replica. A Roma è annunciata una manifestazione a piazza Navona, mentre i Cobas chiamano tutti a raccolta davanti al Senato. La Toscana, intanto, sulla scia di altre Regioni, annuncia che ricorrerà alla Consulta contro la norma sul dimensionamento della rete scolastica. La controprotesta su Facebook Ma la mobilitazione ha anche un'altra faccia, quella di una contro protesta che viaggia principalmente su Internet. Su Facebook sono apparsi commenti arrabbiati di chi denuncia che gli è stato impedito il diritto allo studio. In pochi giorni gruppi come «Io voglio studiare», «Occupate casa vostra», «Basta con le occupazioni» sono stati presi d'assalto da chi non vuole sospendere le lezioni ed è preoccupato di non riuscire a laurearsi in tempo e di dover pagare altre tasse. Posizioni che in settimana approderanno negli atenei con volantinaggi e manifestazioni. Alla Statale di Milano, intanto, è già partita una raccolta di firme contro il blocco della didattica. E a Firenze spuntano 10mila cartoline indirizzate al Rettore. Inequivocabile l'incipit: «Anch'io non voglio le occupazioni, voglio studiare!».

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Da Brescia 14 pullman verso Roma (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 28/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Da Brescia 14 pullman verso Roma Prevista alla manifestazione una folta delegazione di insegnanti, Ata e genitori I confederali manifesteranno a Roma giovedì mattina BRESCIAGli addetti ai lavori prevedono che anche nel Bresciano sarà alta l'adesione allo sciopero generale nazionale del personale della scuola, indetto per giovedì 30 dai sindacati scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, per protestare contro «i tagli di Tremonti per un importo di quasi 8 miliardi al finanziamento della scuola pubblica» e contro «la riforma del ministro Gelmini, che, tra l'altro, prevede l'introduzione del maestro unico nella scuola elementare». A dimostrazione che la partecipazione allo sciopero sarà alta, i sindacati fanno sapere che a mezzanotte tra mercoledì e giovedì, partiranno da Brescia ben 14 pullman con docenti, Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) e genitori, alla volta di Roma, dove, giovedì mattina, si terrà la manifestazione nazionale. Per illustrare le motivazioni dello sciopero, ieri pomeriggio, all'Itc Lunardi di via Riccobelli, i delegati di scuola ed università di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i delegati sindacali di industria, servizi, agricoltura e i pensionati. Oggi e domani gli stessi tre sindacati confederali, per una capillare informazione sull'agitazione, distribuiranno in tutte le scuole di città e provincia un documento dal titolo «Non scioperiamo solo per i numeri». Inoltre, la Rappresentanza sindacale unitaria dell'Università degli Studi di Brescia ha indetto per oggi un'assemblea di tutto il personale dalle 10 alle 12 «in difesa di una Università pubblica». Con le varie iniziative attuate in questo periodo dal Governo, compresa «l'esplicita volontà di trasformare una contestazione democratica promossa in tutte le scuole e nelle università da studenti, insegnanti e genitori in una questione di ordine pubblico», si afferma nel documento sindacale, si «tenta di offuscare la struttura sostanziale dell'intervento governativo organizzato attorno a una selvaggia riduzione della spesa pubblica, con un taglio del personale della scuola di 140mila fra docenti e Ata per un risparmio di 8 miliardi di euro. Questa la sostanza della legge votata con atto di fiducia». «Il decreto legge specifico, il 137, in via di definitiva approvazione in Parlamento con l'ennesimo voto di fiducia - affermano Cgil, Cisl, Uil - opera semplificazioni e banalizzazioni che dimostrano ampia incompetenza pratica e una violenza impositiva davvero inaccettabile. Nel dettaglio: reintroduzione del voto sul comportamento con l'esclusiva motivazione che con tale atto si affronti il problema del bullismo nella scuola; la ripresa della valutazione attraverso l'uso dei voti; l'inserimento del maestro unico; ridimensionamento delle scuola con la chiusura di non meno di 700 istituti».g. spi.

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Corradini: dialogo, mezzo per sortire dalla crisi (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 28/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Corradini: dialogo, mezzo per «sortire» dalla crisi Il sociologo Campanini e il pedagogista Bertagna a confronto con il filosofo autore del volume: «A noi è andata bene» Luciano Corradini col volume «A noi è andata bene» BRESCIA«Sortirne insieme»: è questo l'auspicio che Luciano Corradini formula, citando don Milani, con un invito al ministro Mariastella Gelmini, perché «dia ascolto al suggerimento del presidente Napolitano e si apra al dialogo con quella parte degli studenti che si dimostra disponibile al confronto: errori possono esserci da una parte e dall'altra». Filosofo e pedagogista, Corradini ha percorso da protagonista le vicende della scuola italiana degli ultimi decenni: insegnante negli istituti superiori e poi docente universitario, sottosegretario alla Pubblica istruzione per il Governo Dini negli Anni '90, oggi coordina la commissione incaricata di studiare l'introduzione dell'Educazione civica nei percorsi scolastici. «In questo momento di profonda crisi economica, spirituale e culturale - ha detto ieri a margine dell'incontro che si è tenuto nel salone Bevilacqua dei Padri della Pace - se si utilizza il tesoro nascosto nella Costituzione e si riesce a valorizzarne le formule felicissime di fede nell'uomo e nell'impegno civile e politico, potrà riemergere quella ricchezza culturale e politica da cui attendiamo anche una rinascita economica dell'Italia, dell'Europa e del mondo». Prima di parlare occorre essere Sul tema «Educare in famiglia, a scuola e nella società. Dalla teoria alla testimonianza» si sono ieri confrontati il sociologo e storico Giorgio Campanini e il pedagogista Giuseppe Bertagna, con riflessioni in margine al libro di Luciano Corradini «A noi è andata bene. Famiglia, scuola, università, società in un diario trentennale». L'iniziativa è stata proposta da Azione Cattolica, Unione italiana insegnanti medi, Movimento ecclesiale di impegno culturale, Comunità e scuola in collaborazione con la Cooperativa cattolico-democratica di cultura. Pubblicato da Città Aperta, il libro è innanzitutto «un'autobiografia coniugale», secondo la definizione del professor Campanini che al tema della famiglia ha dedicato ampia parte del suo impegno. «Per educare da cristiani, prima di parlare occorre essere: nella vita quotidiana in famiglia non si può barare», ha detto ricordando «gli scossoni che la famiglia italiana ha subito nel '68, quando ogni progetto educativo è stato sottoposto a un banco di prova durissimo». Nel diario del professor Corradini si trova un esempio di «esercizio dell'autorità intesa come autorevolezza, con il riconoscimento di ampi spazi di libertà» e una rassicurazione sulla possibilità di operare oggi sul piano educativo per fronteggiare le sfide del consumismo e della modernizzazione esasperata». Dalla discussione alla verità Portare i giovani «dall'integrazione alla criticità, dalla discussione alla verità» sono alcuni dei propositi sempre validi scritti dall'insegnante Luciano Corradini nel 1969: li ha ricordati il professor Bertagna ripercorrendo le tappe dell'autore da Brescia a Milano a Roma, per «un orientamento divenuto vocazione». Parlando del '68 agli insegnanti dell'Uciim, Corradini aveva cercato di proporne una visione positiva, in termini di opportunità e quelle che erano ritenute «indulgenze partecipative» sortirono per lui «il paradosso di prenderle da destra, da sinistra e magari anche dal centro». Tra gli Anni '80 e '90 non sarebbe venuta meno l'attitudine a sostenere «l'idealità contro l'evidenza, nell'Italia della scuola calcificata», dice Bertagna citando l'iniziativa di Progetto Giovani, che ribaltava l'impostazione tradizionale dell'attività educativa per classi e per discipline, nella scuola «pensata come ai tempi di Napoleone». Corradini «non si rassegna mai e sostiene la promozione della cittadinanza con modalità opposte rispetto a quelle caldeggiate dai burocrati: non ci dovrà essere un insegnante di educazione civica, ma il compito compete a tutti». Oggi «è doveroso che la comunità cristiana rifletta su dove va la scuola», dice il professor Campanini. Corradini non evita qualche cenno critico nei confronti della politica d'oggi, che fa ricorso ai decreti legge, mentre le decisioni vanno prese «avendole maturate». E con una sottile allusione all'attuale titolare dell'Istruzione ha ricordato che «è bene fare i capricci da bambini perché altrimenti si rischia di farlo quando si diventa adulti... e magari ministri». Elisabetta Nicoli

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Famiglia Cristiana: quel decreto va ritirato (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 28/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Famiglia Cristiana: quel decreto va ritirato ROMAPer la scuola solo tagli. Il Paese in crisi «trova i soldi per Alitalia e banche», ma per la scuola si richiedono «sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti». Lo afferma Famiglia Cristiana nell'editoriale del prossimo numero, intitolato «Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa» nel quale invoca il ritiro del decreto Gelmini. «Studenti e professori - osserva la rivista - hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati. Nel mirino c'è una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura è roboante: "Riforma della scuola"; più prosaicamente "contenimento della spesa", a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti». E di fronte alle proteste nelle scuole non «si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e baronie, nonchè le allegre e disinvolte gestioni». «Un Paese in crisi - commenta ancora Famiglia Cristiana - trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola? Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti».

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Gelmini-Sindacati: Scontro sul rito dello sciopero (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 28/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Gelmini-Sindacati: Scontro sul «rito» dello sciopero ROMAI sindacati rivendicano il valore dello sciopero come strumento di lotta, di fronte alle dichiarazioni del ministro Gelmini che ha definito lo sciopero di giovedì «il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile». Secondo D'Antoni, ex leader storico della Cisl, quelle del ministro sono «parole di un'arroganza e di una gravità inaudita, che possono essere pronunciate solo da chi non ha la minima idea di ciò di cui parla». Non sarà il sì del Senato al decreto 137 a fermare il movimento di protesta contro le politiche scolastiche del Governo: né l'opposizione, né i sindacati e tanto meno gli studenti intendono cedere alla rassegnazione. Intanto, il 30 ottobre c'è lo sciopero generale della scuola e l'auspicio di chi lo ha promosso è quello di riempire le piazze. Ed è atteso un bis per il 14 novembre quando a scendere in piazza sarà il mondo dell'università e della ricerca. L'opposizione non ha alcuna intenzione di accogliere l'invito al riposo arrivato dal presidente Berlusconi. «Non ci riposeremo affatto perché noi, come la maggioranza, rappresentiamo gli italiani e dunque non possiamo smettere di fare il nostro lavoro. «Una legge successiva può modificare quella precedente» fa notare il ministro ombra Mariapia Garavaglia e lancia una frecciata al ministro Gelmini: «Ha parlato di Obama, ma forse non sa che negli Stati Uniti non si vuole tagliare, ma investire nell'istruzione».

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Scuola, la settimana della verità Proteste alla vigilia del via libera al decreto Gelmini. Giovedì sciopero nazionale (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 28/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione: Scuola, la settimana della verità Proteste alla vigilia del via libera al decreto Gelmini. Giovedì sciopero nazionale ROMASi apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) - via libera che dovrebbe avvenire domani in Senato - e in vista dello sciopero di giovedì, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma si fa strada anche un'altra novità, da cui emerge che il fronte degli studenti non è granitico come sembra: tra di loro c'è chi dice no alle occupazioni e sceglie Facebook - e non solo - per dare vita alla contro protesta. Intanto dal centrosinistra è forte la richiesta di ritirare il decreto. Un appello che arriva anche da Famiglia Cristiana che parla della riforma come un «semplice taglio di spesa». Di segno opposto la posizione della Cei che definisce «dannoso intervenire agitando le piazze». Getta acqua sul fuoco il presidente del Senato Schifani, ricordando che il ministro Gelmini si è impegnata ad aprire un «tavolo» con gli studenti. a pagina 2

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Alla Gelmini direi: punta sui docenti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 28/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Governare Brescia Andrea Arcai «Alla Gelmini direi: punta sui docenti» L'assessore alla Pubblica istruzione, Cultura e Turismo: «Bene il maestro unico, ma tutto dipende da chi è» Alunni della scuola primaria, tema caldo di questi giorni «La riforma Gelmini? Sono d'accordo. Ma capisco che ci sia chi non lo è: quando si cambia, non si può accontentare tutti». Parlare di scuola con Andrea Arcai, assessore alla Pubblica istruzione (oltre che alla Cultura e al Turismo), e non chiedergli un'opinione sull'attività del ministro bresciano è impossibile. Nel suo ufficio (uno dei tre tra i quali fa la spola da quando ha assunto le tre deleghe) in via Musei, Arcai non si sottrae. Anzi, aggiunge all'opinione i ricordi personali. «Io alle elementari, alla "Dante Alighieri" di Brescia, ho avuto il maestro unico e mi sono trovato benissimo. Mi ha insegnato un metodo che si è dimostrato fondamentale anche per i miei studi successivi: il liceo scientifico al "Calini" e l'università - facoltà di Giurisprudenza - a Parma. Certo non è la panacea, anche perché c'è maestro e maestro. Tutto dipende dalla preparazione, oltre che dalla motivazione degli insegnanti che purtroppo a volte si sentono sviliti nel proprio ruolo. Ecco, se dovessi dare un suggerimento al ministro Gelmini, le direi di puntare anche sulla formazione continua dei docenti e sulla loro funzione di educatori». Diritto allo studio e acqua Da parte sua, l'Assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Brescia ha il compito di «assicurare a tutti gli alunni le migliori condizioni possibili per studiare e anche per star bene a scuola, nel rispetto dell'autonomia dei singoli istituti. La prima cosa che ho fatto - riferisce Arcai - non è certo la più importante, ma credo abbia un grande valore: nelle mense scolastiche non si berrà più l'acqua delle bottiglie di plastica, ma quella del rubinetto certificata da A2A; questo consentirà un enorme risparmio di denaro, oltre che di evitare l'anti-ecologico accumulo di bottiglie...». Il primo giorno di scuola l'assessore si è recato in una primaria per accogliere i bambini: «Non si è trattato - spiega - di un gesto estemporaneo, sto anche organizzando un pranzo con i bambini in una mensa scolastica, voglio parlare con loro. Non riuscirò certo ad arrivare dappertutto, ma intendo dialogare e confrontarmi con le scuole. Più in generale, nel mio programma per il quinquennio 2008/2013 stabilisco innanzitutto che i contributi siano dati in base al merito, con particolare riguardo agli istituti che attiveranno progetti finalizzati a promuovere una serie di temi: appartenenza alla comunità ed educazione alla creatività, alla salute e all'ambiente». Quanto ai servizi alle famiglie, sarà tra l'altro elaborata una «carta dei servizi» scolastici erogati dal Comune. «Ma prevedo anche l'avvio di una riflessione su una possibile nuova organizzazione territoriale delle scuole cittadine, il recupero del doposcuola come strumento di pari opportunità e l'estensione delle attività estive». Ancora, per quanto riguarda gli alunni stranieri, saranno promosse «iniziative che li portino a una reale conoscenza della cultura del nostro territorio». E, rimanendo su quest'ultimo tema, «particolare attenzione sarà rivolta all'integrazione dei bambini di origine non italiana che frequentano le scuole dell'infanzia, il 35% del totale, con il coinvolgimento dei genitori». «Non solo grandi mostre» Passando al tema della cultura, mentre la città attende una decisione per quanto riguarda le grandi mostre, procede il progetto di un Comitato tecnico-scientifico formato da esperti dei vari aspetti della cultura. Spiega Arcai: «Il presidente sarà il sindaco e, in sua vece, l'assessore alla Cultura. L'idea di fondo è quella di valorizzare non soltanto le grandi mostre, ma anche tutto il resto, dalla musica alla fotografia. Con una conseguente distribuzione dei finanziamenti». E il Festival del circo contem-poraneo? Perché è stato tolto il sostegno del Comune a questa manifestazione ormai consolidata? «Proprio perché, dopo nove anni, abbiamo ritenuto che potesse camminare tranquillamente sulle proprie gambe. Non è stato un provvedimento censorio né ideologico. Semplicemente abbiamo deciso di investire in modo diverso il denaro che prima era destinato al Festival del circo. Il Festival aveva un bilancio di 700mila euro; il contributo dell'Amministrazione comunale era di 80mila (ma la Loggia fungeva anche da collettore di sponsor e metteva a disposizione ufficio e segreteria). Ebbene, noi adesso con 10mila euro finanziamo 46 spettacoli teatrali in tutta la città. E questo corrisponde anche alla nostra volontà di fare cultura partendo dal "basso", ovvero cercando di far emergere nuovi talenti che poi, anche loro, si devono emancipare». «In ogni caso - continua l'assessore - sono convinto che l'Amministrazione comunale non possa farsi carico di tutto: può soltanto dare un contributo quando lo ritiene opportuno. I motivi sono presto spiegati. Primo: l'assessore alla Cultura non è più il sindaco come in passato; secondo: è un momento di recessione e vanno stabilite priorità per cui, pur nella disponibilità, non è più possibile dare finanziamenti a pioggia». Il turismo nota dolente Quanto alla terza delega, il turismo, Arcai parla di «nota dolente» perché «Brescia non ha ancora trovato una propria identità in questo senso. C'è il turismo d'affari, ma per il resto la situazione non è rosea. Quello che allora dobbiamo fare è innanzitutto cercare di capire a quale altro tipo di turismo possiamo rivolgerci. E a tal fine ho già fatto mettere a bilancio 100mila euro per un concorso di idee. In secondo luogo, dovrebbe svolgersi una campagna promozionale da affidare a un'agenzia incaricata soprattutto di studiare e poi comunicare un'unica immagine di Brescia come città turistica. Ma non è tutto. All'inizio del 2009, infatti, faremo una sorta di "stati generali del turismo", e poi attiveremo una serie di sinergie, sia con i Comuni dei laghi e della Franciacorta, sia con istituzioni come il Vittoriale». Francesca Sandrini

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Tennis Racchette e tanto divertimento con Orsa Maggiore (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 28/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:sportgiovani Tennis Racchette e tanto divertimento con «Orsa Maggiore» L'«Orsa Maggiore», il circuito tennistico giovanile che da un lustro va in scena sui diversi campi della provincia, organizzato dal settore tennis dell'Uisp, è stato ufficialmente presentato ieri nella sala riunioni dell'Assessorato allo sport del Comune di Brescia. Si tratta di una manifestazione giovanile in cui il tennis, pur essendo sport determinante, è abbinato a prove attitudinali di destrezza e di disegno; un modo particolare studiato dagli organizzatori per poter avvicinare i giovani al tennis senza l'assillo della vittoria. «Il nostro programma - ha rilevato l'assessore allo Sport Massimo Bianchini - oltre che essere attento allo sport in generale è molto interessato ad investire sui giovani e questo Circuito Orsa maggiore ci pare un'iniziativa che va nella giusta direzione. Un progetto giovanile quindi non solo ludico, ma con un risvolto motorio che permette allo sport di essere scuola di vita». Alle parole dell'assessore hanno fatto eco il dirigente provinciale Manuele Petron, il presidente della sezione tennis Alberto Gelmini e Gianni Capacchietti i quali, dopo i ringraziamenti di rito, hanno illustrato la manifestazione aperta ai Giovanissimi nati dal 1997 in avanti. Si inizierà il 23 novembre sui campi di Paderno Franciacorta, del Cus Brescia, di Rodengo e della Polisportiva Volta; il circuito si snoderà in quattro tappe da disputarsi il 30 novembre e il 14 dicembre per concludersi il 18 gennaio del 2009. Una settimana dopo, il 25 gennaio, sui campi del Cus Brescia si disputerà il Master finale, una festa collettiva che interesserà oltre 300 partecipanti. Le iscrizioni si ricevono dalla maestra Monica Frizzarin, telefono 030/2400416 fino a giovedì 20 novembre. gfp

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Le scuole più piccole a rischio in provincia (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

LA RIFORMA. Mentre continua la protesta Le scuole più piccole a rischio in provincia Mentre la riforma Gelmini della scuola arriva in Senato (il voto è previsto per domani) e in tutta Italia proseguono le manifestazioni di protesta (con i primi «distinguo» tra studenti che vogliono occupare e chi si oppone), in provincia di Brescia si cerca di fare «i conti» con le nuove norme. Conti relativi alle cattedre che verranno soppresse dalla riforma scolastica, ma anche alle piccole scuole che rischiano la chiusura in forza di un articolo del decreto legge sul contenimento della spesa delle autonomie locali. Nel Bresciano è stato stimato che dieci scuole di piccoli centri dovranno chiudere (su un totale di 88 in Lombardia). Tra queste rischiano il plesso elementare di San Gallo a Botticino e la scuola «Bregoli» di Corzano.3 e 14

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Le piccole scuole a rischio chiusura (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL CASO. Un decreto legge prevede un taglio per le istituzioni scolastiche sottodimensionate. Secondo una stima, in Lombardia sarebbero 88 Le piccole scuole a rischio chiusura di Francesco Apostoli Sono circa 90 le scuole lombarde che gravitano attorno all'ipotesi di chiusura a seguito dell'articolo 3 del decreto legge 154, un testo che apparentemente non ha nulla a che vedere con la scuola, ma che riguarda le «Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali». Proprio l'articolo 3 sarebbe invece dedicato alla riduzione delle istituzioni scolastiche sottodimensionate (quelle, per intenderci, sotto i 50 studenti). Lo scorso 21 ottobre il provvedimento è stato posto al vaglio (e approvato) dalla Commissione per le questioni regionali, presieduta dall'onorevole padano-bresciano Davide Caparini. La Commissione ha presentato una serie di osservazioni al testo, una delle quali proprio all'articolo 3. Nel testo si legge che i piani dovranno essere siano stabiliti «d'intesa con la Conferenza unificata» per «garantire la permanenza delle istituzioni scolastiche nelle aree montane, nelle piccole isole, nonché nelle aree geografiche contraddistinte da specificità etniche o linguistiche». E quindi, dove si taglia? Tocca agli enti locali (Regione e uffici scolastici provinciali) fare il conto dei plessi da cancellare. L'Usp di Brescia non ha ancora dati certi a riguardo, ma secondo le prime stime, potrebbero essere poco più di una decina gli istituti scolastici bresciani pronti a chiudere i battenti il prossimo anno. La questione turba non poco gli istituti di casa nostra, già in fibrillazione per alcuni discussi punti della cosiddetta riforma «che riforma non è - sottolineano i dirigenti scolastici intervistati - visto che si tratta solo di un decreto di tipo economico che prevede solo tagli alle spese scolastiche». Proprio la scorsa settimana in Regione si è tenuto un incontro nella sede dell'Ufficio scolastico regionale (Usr) tra amministratori, operatori della scuola e rappresentanti sindacali. Secondo i dati elaborati dalla Cisl Lombarda, al termine dell'incontro sarebbero 88 le scuole lombarde a rischio chiusura: 55 elementari, 9 scuole medie e 24 superiori. Secondo quanto emerso dall'incontro, dovrebbero essere esclusi dal ridimensionamento tutti i plessi che rientrano nei territori sede di comunità montana. Tirano un sospiro di sollievo (almeno per ora) i 18 studenti della scuola media di Paspardo (Istituto comprensivo di Capo di Ponte) così come i 17 alunni del plesso elementare di Mazzunno (Angolo Terme). «Niente allarmismi, valuteremo caso per caso» aveva recentemente detto il ministro Gelmini. Chissà se la pensano così i 35 studenti del plesso elementare di San Gallo (Direzione didattica di Botticino) e gli altrettanti alunni della «Piero Bregoli» di Corzano, papabili candidate al taglio. Tra le misure della «riforma» fa discutere anche la riduzione dell'orario settimanale (a 29 ore). Istituti come la scuola media di Bagnolo (tanto per fare un esempio), l'anno prossimo potrebbero lasciare a casa fino a 6 insegnanti.

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SCUOLA CHE CAMBIA IN DISCUSSIONE LA RIFORMA GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

provincia pag. 15 SCUOLA CHE CAMBIA IN DISCUSSIONE LA RIFORMA GELMINI Stasera alle 20.30 al Ctm di Rezzato è in programma un incontro sulla riforma Gelmini che si propone di rispondere alle due domande: che cosa cambia nelle nostre scuole? Che cosa significa per i nostri bambini? Interverrà Rosangela Comini, dirigente della Scuola secondaria di primo grado «Attilio Franchi» di Brescia. REZZATO/1 CORSI IN PALESTRA ADULTI E ANZIANI IN MOVIMENTO In questi giorni, a Mazzano e nelle frazioni prendono il via gli ormai tradizionali corsi di ginnastica per adulti e anziani organizzati dal Comune attraverso l'ufficio Servizi alla persona. Le quote di partecipazione sono da sempre popolari, 41 euro (più 6 euro per l'assicurazione annuale) per gli adulti; ed a 30 euro, più 6 euro, per gli anziani. MAZZANO ECONOMIA SOLIDALE SI PRESENTANO I GRUPPI D'ACQUISTO Domani sera alle 20.45 nella sala civica «Italo Calvino» di Rezzato è in programma una serata informativa sul tema: «Reti di economia solidale per un gruppo di acquisto a Rezzato». L'incontro è proposto da «Nonsolonoi», «Naturalmente», La Bottega dei popoli e la Cooperativa di consumo. REZZATO/2 LE CALDARROSTE DELLE PENNE NERE FANNO FELICI I BAMBINI Gli alpini di Ospitaletto fanno felici i bambini delle materne. Per tre giorni, le penne nere, distribuiranno caldarroste all'asilo. L'iniziativa apre il calendario di iniziative invernali che avrà come momento qualificante le celebrazioni per il 90esimo anniversario della fine della Prima guerra mondiale. OSPITALETTO SCUOLA CHE CAMBIA IN DISCUSSIONE LA RIFORMA GELMINI

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Candele, pile e fiaccole accese, il mondo della scuola si mobilita quest'oggi (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Veglia di protesta in prefettura: sotto tiro il decreto della Gelmini n Veglia di protesta con candele, torce, pile o fiaccole accese contro i tempi bui della scuola. A promuovere l'iniziativa dal forte valore simbolico sarà il comitato lodigiano per la difesa del tempo pieno e della scuola pubblica. Questa sera, alle ore 18, davanti alla prefettura, si terrà una grande iniziativa di lotta. "Il valore simbolico del decreto 137 che il Senato approverà il 29 ottobre - spiegano gli esponenti del comitato in una nota, tra i quali Franco Tonon, Laura Sobanska, Angelo Metta, Stefania Baroni, Renzo De Vecchi, Mario Zafferri, Enrico Bosani e Luisa Bennati - è diventato ormai enorme per la scuola italiana, ben oltre la demagogia del "maestro unico". La legge, che taglia quasi 8 miliardi di euro più 1,4 all'università, è stata, infatti, già approvata a luglio, a scuole chiuse. Dal governo arriva solo un futuro scuro. È venuto il momento di fare un po' di luce e di organizzare una veglia di protesta con candele, torce, pile o fiaccole accese". L'obiettivo dei manifestanti è "dire che nessuno si arrenderà al buio delle coscienze e che la resistenza di genitori, insegnanti, studenti, ricercatori, personale Ata continuerà. Tutti uniti per salvare la scuola, l'università, la cultura e l'istruzione pubblica". Il 30 ottobre, invece, la maggioranza degli insegnanti lodigiani aderirà allo sciopero generale e l'8 novembre parteciperà all'ennesima manifestazione di protesta organizzata a Lodi. In questi giorni, insegnanti, studenti e genitori hanno invaso la posta elettronica del presidente della Repubblica perché intervenga per impedire che vengano adottate dal governo "iniziative anticostituzionali". Si sono elevate proteste contro la chiusura delle scuole dei comuni più piccoli, compresi quelle del Lodigiano. «A questo proposito spiega il sindaco di Corno Giovine Paolo Belloni - si è detto che anche la scuola del nostro paese chiuderà e i genitori si sono messi in allarme. Da noi però gli alunni sono 50, quindi dovremmo salvarci: a rischio sono quelle che ne hanno di meno». Strali nel territorio, anche in occasione del convegno organizzato la scorsa settimana dal Maffeo Vegio, si sono levati contro la mozione Cota che vuole separare gli studenti stranieri da quelli italiani, istituendo delle classi ad hoc. «Per risparmiare 8 miliardi di euro - commentano gli esponenti del comitato per la difesa del tempo pieni, - verranno licenziati 130 mila dipendenti. Il sistema scolastico italiano dovrà riassorbire 800 mila alunni che rimarranno senza insegnanti. È come se svuotassimo tutte le scuole della Lombardia di docenti, bidelli, segreterie, dirigenti e lasciassimo dentro solo bambini e ragazzi. Gelmini ha deciso perciò di aumentare il numero di alunni per classe, diminuire le ore di lezione e chiudere i plessi più piccoli. Così la scuola sarà più selettiva, ma non più efficiente». C. V.

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La proposta è quella di correre con una sola lista, ma il Partito dei lavoratori non ci sta (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

«Comunisti uniti per le provinciali» Cafaro lancia un appello alla sinistra in vista delle elezioni n Tutti uniti sotto il simbolo di falce e martello. La proposta arriva dal segretario provinciale dei Comunisti italiani, Vito Cafaro. E il suo appello è naturalmente rivolto a Rifondazione comunista e al Partito dei lavoratori. «In questo momento, vista la situazione nel Lodigiano - afferma Cafaro - converrà cercare di allearsi, anche per evitare uno sperpero di voti». Ma a questo punto sorgerebbe la questione del simbolo, con tutta probabilità i rifondaroli non rinuncerebbero mai al loro. «Il simbolo potrebbe benissimo essere quello della falce e martello - aggiunge Cafaro, potrebbe unirci sotto lo stesso tetto, anche perché poi c'è un discorso di identità e di storia che ci lega, elementi che di certo non vogliamo perdere per strada».Non è detto che Rifondazione dica sì al progetto, è a dir poco netta invece la bocciatura che il Partito dei lavoratori guidato da Leopoldo Cattaneo riserva alla proposta. «Le nostre posizioni sono distanti da quelle degli altri partiti - commenta Cattaneo -, non faremo nessuna alleanza. Siamo usciti da Rifondazione perché non ci andava bene il legame con l'Ulivo, perché pensavamo che si facesse una politica non distante da quella del centrodestra. Non siamo per un'alleanza, ma per un cambiamento radicale. Si discute tanto dei tagli della Gelmini al mondo della scuola, pari a 8 miliardi, ma non ci si ricorda che Prodi arrivò a 4 miliardi». Una formazione che non sia "filo-industriale", per dirla come Cattaneo, e frutto delle decisioni degli operai. «Ci presenteremo alle elezioni come partito autonomo - aggiunge Cattaneo -, noi rappresentiamo i lavoratori e pensiamo che il partito stesso si costruisca con la militanza degli operai, senza prendere decisioni dall'alto».In realtà, solo alcuni mesi fa sul territorio lodigiano era nata la Sinistra arcobaleno, che riuniva Rifondazione, Comunisti, Verdi e Sinistra democratica. Una "federazione" che però non ha avuto successo, secondo Cafaro perché «i vertici nazionali hanno gettato scompiglio».Il leader dei Comunisti italiani sottolinea infine che il suo appello vuole dare vita ad un dibattito all'interno della sinistra radicale e nell'opinione pubblica. «La decisione di proporre un simile progetto - conclude il segretario - è stata presa all'unanimità dal direttivo. Per le prossime amministrative abbiamo come punto di riferimento i valori etici e gli interessi del territorio».Greta Boni

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Studenti, Partito democratico e sindacati ribadiscono il "no" (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Riforma della scuola, muro contro muro: «Proteste a oltranza» Roma «I fatti dimostreranno che quello che vuole fare il Governo (introduzione del maestro unico e conferma, anzi aumento, del tempo pieno, ndr) è tecnicamente impossibile»: non sarà il sì del Senato al decreto 137 a fermare il movimento di protesta contro le politiche scolastiche del Governo: né l'opposizione, né i sindacati e tanto meno gli studenti intendono cedere alla rassegnazione. Intanto, il 30 ottobre c'è lo sciopero generale della scuola e l'auspicio di chi lo ha promosso è quello di riempire le piazze. Ed è atteso un bis per il 14 novembre quando a scendere in piazza sarà il mondo dell'università e della ricerca, ma non solo, vista la saldatura tra i due fronti della protesta. L'opposizione non ha alcuna intenzione di accogliere l'invito al riposo arrivato dal premier Berlusconi. «Non ci riposeremo affatto perché noi, come la maggioranza, rappresentiamo gli italiani e dunque non possiamo smettere di fare il nostro lavoro. Finora - spiega il ministro ombra dell'Istruzione, Mariapia Garavaglia - abbiamo cercato di contrastare i tagli discutendo un po' più a lungo nelle commissioni, assai poco, purtroppo, in aula. Passato il decreto confidiamo nel fatto che con i disegni di legge il Parlamento è costretto a parlare. E allora nei prossimi mesi si vedrà se c'è la volontà del Governo di partecipare a una riforma condivisa della scuola oppure se l'esecutivo vuole superbamente continuare a fare tutto da solo».«Una legge successiva può modificare quella precedente» fa notare Garavaglia e lancia una frecciata al ministro Gelmini: «Ha parlato di Obama, ma forse non sa che negli Stati Uniti non si vuole tagliare ma investire milioni di dollari nell'istruzione». Un «dopo» costruttivo è assicurato anche dal segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima, che per il 30 preannuncia una manifestazione «imponente». «Rivolgo un invito pressante al governo affinché venga sospesa la discussione di questo contestato provvedimento. Ma se l'esecutivo vorrà continuare con protervia sulla strada intrapresa, allora sarà necessario, poi, aprire un tavolo di confronto, magari a Palazzo Chigi, per studiare interventi che sterilizzino gli effetti del decreto 137. Perché - aggiunge Scrima - non ce la faranno tecnicamente a garantire quello che hanno promesso. Se tutte le famiglie chiederanno il tempo pieno a 27 ore i nodi verranno al pettine. Soltanto chi non conosce i meccanismi della scuola può essere così arrogante». Quanto agli studenti, da qui al 14 novembre, continueranno a far sentire la loro voce. «Andremo avanti con le proteste e stiamo pensando a una consultazione tra gli studenti per far emergere proposte alternative a quelle messe sul tappeto dalla Gelmini. Ci stiamo coordinando con le altre associazioni studentesche; pensiamo a una assemblea nazionale, il 31 ottobre, dove far convergere le varie anime della protesta».Anche gli studenti attendono il decreto alla prova dei fatti e sono pronti a dar man forte alle famiglie: «Quando ci saranno le iscrizioni e i genitori chiederanno, in tanti, il tempo pieno vedremo cosa saprà rispondere il Governo che ha ventilato aumenti del 50% e oltre» dice il portavoce della Rete Luca De Zolt secondo il quale la portata del dissenso emerge con evidenza dalla sua natura: «Questo movimento di protesta è poco politicizzato, decisamente trasversale, accomuna destra e sinistra, famiglie, insegnanti e ragazzi». (Ansa)

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<Io non voglio occupare, voglio studiare>: in rete prende piede il fronte pro-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

«Io non voglio occupare, voglio studiare»: in rete prende piede il fronte pro-Gelmini n Si è aperta all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come la settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) - via libera che dovrebbe "consumarsi" domani in Senato - e in vista dello sciopero del 30, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma si fa strada anche un'altra novità, da cui emerge che il fronte degli studenti non è granitico come sembra: tra di loro c'è chi dice no alle occupazioni e sceglie il sito Internet "Facebook" - e non solo - per dare vita alla contro protesta. "Facebook", del resto, è la piazza virtuale in cui ormai si confrontano le due fazioni, pro e contro Gelmini, e questi ultimi arrivano in alcuni casi a insulti e velate minacce. In questi giorni su "Facebook" sono apparsi commenti arrabbiati di chi denuncia che gli è stato impedito il diritto allo studio. In pochi giorni gruppi come "Io voglio studiare", "Occupate casa vostra", "Basta con le occupazioni" sono stati presi d'assalto da chi non vuole sospendere le lezioni ed è preoccupato di non riuscire a laurearsi in tempo e di dover pagare altre tasse. Posizioni che in settimana approderanno negli atenei con volantinaggi e manifestazioni. Alla Statale di Milano, intanto, è già partita una raccolta di firme contro il blocco della didattica. E a Firenze spuntano 10 mila cartoline indirizzate al Rettore. Inequivocabile l'incipit: «Anche io non voglio le occupazioni, io voglio studiare!».

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Perché ogni volta che si critica l'operato dell'attuale governo in tema di scuola, si... (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

lettere pag. 45 Perché ogni volta che si critica l'operato dell'attuale governo in tema di scuola, si Perché ogni volta che si critica l'operato dell'attuale governo in tema di scuola, si pensa sempre ad una contestazione strumentale condizionata da un'appartenenza politica opposta a quella della maggioranza, e non si può invece ipotizzare un' opinione consapevole, magari di qualcuno che ha vissuto la scuola sia nel ruolo di insegnante che di genitore? Il ministro Gelmini, nonostante il declamato curriculum, non ha né l'una né l'altra esperienza e a chi si mostra sostenitore convinto dell'operato e delle scelte della Ministra vorrei ribattere quanto segue. Il Ministro stesso ha dichiarato che essendo la scuola al collasso va urgentemente risanata. In altre parole, l'azienda è al fallimento, occorre ridurre drasticamente i costi, quindi tagliare il personale e sacrificare necessariamente qualche servizio. Non mi pare che in un tale disegno ci sia qualcosa che afferisca alla funzione pedagogica ed educativa dell'istituzione scolastica. La maestra unica al posto di tre si traduce molto semplicemente in risparmio. Non ho sentito altre motivazioni di tipo pedagogico che supportino la scelta, tanto più che il sistema ha cominciato a funzionare dopo anni di rodaggio, ed adesso che è a regime si decide di buttare a mare tutta l'esperienza. Quaranta anni fa andavo a scuola col grembiule, avevo il voto nel comportamento e una sola maestra. Come è possibile riproporre lo stesso modello in una società trasformata radicalmente? Riduzione dell' orario scolastico significa meno cattedre e quindi altro risparmio. Ma dove finiscono le tanto decantate tre «i» di Berlusconi? Meno ore e più inglese, più informatica e più impresa, al posto di che cosa? Forse di matematica, perché i conti non tornano ma la priorità è farli quadrare a tutti i costi. Meno ore in tutti gli ordini di scuola e il tempo pieno alle elementari come verrà garantito? E da chi e con quali risorse? Probabilmente dalle scuole private che, essendo aziende, possono disporre dei ricavi delle rette. Anche in questo caso i conti non tornano, e la matematica non è un'opinione. Quanto alla maggiore severità con il 5 in condotta e la bocciatura più facile, posso anche essere d'accordo, ma la punizione è l'atto finale, la conseguenza che si paga a fronte di certi comportamenti che non corrispondono alle regole definite, ma condivise ed accettate dalle parti e applicate con modalità simili in tutte le scuole. Serve una strategia a monte, una riforma chiara e generale che abbia alla base un credo condiviso: la scuola è fondamentale per la crescita di una società civile e democratica. Se si parte da questo nella scuola si deve investire non tagliare su tutti i fronti. Finisco col grembiule, con tutte le problematiche sopra descritte, mi pare francamente che la divisa sia un aspetto davvero molto marginale, tanto più che già gli stilisti si stanno preparando e le marche appariranno né più né meno sui grembiuli griffati. Sottopongo invece al Ministro un annoso problema che vivo da 25 anni: perché non spezza quel meccanismo perverso che porta ad iniziare la scuola senza la presenza sicura degli insegnanti nella classe? Nessun Ministro è riuscito a risolvere il problema, con seri danni sul percorso didattico e formativo a causa dell'avvicendarsi di supplenti per buona parte dell'anno scolastico. Non sembra al confronto il grembiule una questione irrilevante? Patrizia Avanzini PADENGHE SUL GARDA

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Nessun taglio a Senna e Orio dalla riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nessun taglio a Senna e Orio dalla riforma Gelmini n La scuola media di Senna non rischia la chiusura in seguito ai nuovi parametri restrittivi introdotti dalla riforma della pubblica istruzione varata dal ministro Gelmini. Questo è quanto emerge dai recenti dati numerici resi noti dall'amministrazione comunale. «La nostra è una scuola che ospita tre classi per un totale di 58 alunni, per cui siamo tranquilli - afferma il sindaco Luigi Zanoni -, anche perché il comune è molto vasto, posto in zona alluvionale, ricco di frazioni e case sparse, per cui sarebbe davvero un grosso problema riuscire a rispondere alle esigenze della popolazione nel caso in cui il governo decidesse una drastica razionalizzazione dei plessi». La vice preside Giovanna Barani, che giovedì 30 ottobre aderirà allo sciopero nazionale della scuola insieme ad altre colleghe, più che preoccupata è amareggiata. «L'attuale politica scolastica che condanna i piccoli plessi non tiene conto della ricchezza didattica ed educativa che questi offrono - spiega convinta -. Noi ospitiamo anche studenti di Casale e di Ospedaletto, che hanno preferito Senna per fuggire al bullismo imperante nei grandi plessi, inoltre offriamo una sala con una postazione di personal computer ogni due studenti, il corso di nuoto, l'animazione teatrale ed il costante collegamento con il territorio». Alle medie sennesi lavorano 14 docenti. «Facciamo la settimana corta, cinque giorni con quattro pomeriggi su un orario di 33 ore ed i laboratori. La scuola è viva e interagisce con tutta la comunità, non abbiamo problemi e per tre anni resteremo oltre quota 50». Anche a Orio Litta, dove la scuola dell'infanzia appariva nell'elenco delle strutture da chiudere, la realtà è invece più rosea. «Erano apparsi in effetti dati riferiti a due anni fa, quando la sezione statale era solo una - spiega il sindaco Franco Ferrari -. Dopo la statalizzazione della seconda sezione, l'asilo oriese ospita adesso 52 bambini, per cui non credo proprio che ci siano problemi. Inoltre la popolazione è in crescita costante e grazie agli extracomunitari le scuole si affollano». Pericolo scongiurato quindi e scuole in salvo, sia a Senna che a Orio Litta, nonostante la riforma Gelmini. Almeno, per ora.

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Riforma Gelmini: il vento della protesta soffia anche in città (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Riforma Gelmini: il vento della protesta soffia anche in città n A ridosso dell'approvazione del decreto Gelmini, prevista per mercoledì al Senato, Casalpusterlengo discute di scuola, prospettive e problemi che la nuova direttiva porta con sé. Questa sera in consiglio comunale il secondo punto all'ordine del giorno prevede una discussione aperta a esperti locali del settore, con invito esteso a dirigenti scolastici e rappresentanti dei genitori e dei docenti. «Con questa riforma per la prima volta la generazione successiva avrà meno opportunità scolastiche della precedente - dice l'assessore all'Istruzione Roberto Ferrari. - Mi sembra un passaggio fondamentale per il quale è bene che la comunità si confronti». La discussione aperta accoglie parzialmente la richiesta portata dal consigliere di minoranza Leopoldo Cattaneo, che per primo aveva chiesto un consiglio comunale aperto al pubblico su questo tema. «Meglio un dibattito aperto al pubblico, ma l'importante è che si parli di questi temi - dice il consigliere Cattaneo del Partito Comunista dei Lavoratori -. Noi siamo contrari al decreto Gelmini e ne chiediamo il ritiro». Nel corso del consiglio comunale sarà letta la mozione approvata all'unanimità dal Consiglio dei Docenti della scuola primaria di Casalpusterlengo e poi sottoscritta dal Consiglio di Circolo: in essa si critica il contenuto del decreto, in particolare il ritorno al maestro unico e la riduzione del tempo scolastico, e la forma, con una decisione calata dall'alto senza confronto con i docenti. Gli stessi temi sono ripresi dal neonato comitato di genitori e insegnanti, dichiaratamente apolitico, che, in concomitanza con lo sciopero nazionale, ha organizzato per giovedì in mattinata una raccolta firme in piazza del Popolo e in serata invece una fiaccolata per le vie della città.

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Scippi e rapine, bene i rimborsi alle vittime (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

cronaca pag. 13 «Scippi e rapine, bene i rimborsi alle vittime» Mauro Provezza, commerciante, 36 anni, legge Bresciaoggi al bar «Matinee» di via delle Poste 1 e commenta le notizie del giorno. Negli ultimi giorni c'è stato un aumento degli scippi e delle rapine in città. Secondo lei come potrebbe essere fronteggiato il problema? «Una buona iniziativa mi pare quella di alcuni Comuni, tra i quali Brescia, che si impegnano a risarcire una parte del denaro rubato dagli scippatori o dai rapinatori. Però, è una misura che allevia il danno subito, ma non risolve il problema. Per questo ci vorrebbe un maggiore dispiegamento di polizia in più zone della città, non solo nei soliti posti». Walter Veltroni accusa Silvio Berlusconi di non ascoltare le proteste di piazza e il premier, per tutta risposta, invita il leader dell'opposizione a «riposarsi fino a nuove elezioni». Lei cosa pensa delle ultime polemiche politiche? «Berlusconi dovrebbe prendere più seriamente in considerazione le lamentele di chi si oppone alla riforma Gelmini. Alcuni contenuti della protesta sono sensati. Mi domando perché ogni Governo prenda questa decisione così impopolare e nociva di ridurre i fondi per le scuole, l'università e la ricerca scientifica». Il Brescia Calcio da quando Nedo Sonetti siede in panchina ha decisamente risalito la china. E' tutto merito del nuovo allenatore? «Cosmi era bravo e personalmente mi era anche molto simpatico. Sonetti, bisogna ammetterlo, ha molta esperienza e forse, dati alla mano, è in grado di far rendere al massimo i giocatori che ha a disposizione. Tuttavia, se devo azzardare un pronostico, temo che quest'anno faremo un altro buon campionato, finendo fra le prime cinque, ma senza promozione in serie A». P.E.B.

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pressing contro la gelmini, sit-in al senato - monica viviani (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Attualità Pressing contro la Gelmini, sit-in al Senato Cresce la mobilitazione, migliaia in corteo a Roma. Il governo: nessuna modifica La manifestazione nella capitale prima si è divisa per la presenza di estremisti di destra poi si è ricompattata MONICA VIVIANI ROMA. Maratone didattiche, lezioni in piazza, cortei e occupazioni: si annuncia fitto il calendario delle proteste anti-Gelmini in vista dello sciopero nazionale della scuola di giovedì. Intanto il numero degli istituti in mobilitazione è in costante aumento e crescerà fino a domani, giorno in cui è prevista la votazione finale al Senato del decreto Gelmini. Ma il governo è deciso ad andare dritto: «Lo approveremo così com'è passato alla Camera, senza nessuna modifica» ha annunciato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Cortei bipartisan, occupazioni e iniziative creative come la protesta-spogliarello o le lezioni in diretta sul web: si è aperta così, in tante città, la settimana decisiva per il movimento che si oppone al decreto Gelmini. Movimento che secondo il ministro dell'Istruzione, che dice di ispirarsi a Barack Obama, è composto da «alcune migliaia» mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le facoltà occupate sono pochissime». Il centro nevralgico della lotta studentesca è comunque stato ieri ancora una volta Roma dove non è mancata davanti al Senato la protesta bipartisan di gruppi di opposti movimenti giovanili. Il corteo di migliaia di studenti delle superiori (20 mila secondo gli organizzatori), partito da piazza della Repubblica, si è spaccato in due dopo che gli aderenti al Blocco studentesco, un'organizzazione di estrema destra, hanno preso la testa del corteo al grido di «Duce, Duce», ma poi si è ricompattato davanti a Palazzo Madama «perché - hanno detto i ragazzi - siamo uniti contro la riforma». Intanto altri 2000 studenti dei licei hanno formato un corteo davanti al ministero dell'Istruzione dove hanno tenuto lezioni docenti universitari. Infine alla Sapienza c'è stata una protesta-spogliarello ed è partita l'iniziativa «Raccogli la carta per finanziare la tua Università». Lezioni all'aperto anche a Torino dove il filosofo Gianni Vattimo torna oggi docente per un giorno in piazza Vittorio Veneto. Era poi dedicata al ricordo di Abdoul Guiebre, il giovane di colore assassinato lo scorso 14 settembre, la lezione all'aperto tenutasi a Milano dove si è svolto anche un corteo del Politecnico. Lezioni in piazza pure a Padova dove oggi si terrà alla facoltà di Psicologia una «notte bianca». A Udine la mobilitazione ha preso il via con occupazioni e assemblee mentre a Trento alla facoltà di Sociologia è scattata una maratona didattica no stop di protesta. Maratona di studio anche a Firenze dove gli studenti del polo di scienze hanno organizzato 24 ore di lezioni a partire dalle 8.30 di ieri. Scuole superiori in agitazione anche a L'Aquila, mentre quasi cinquecento studenti hanno protestato in piazza ad Arezzo e a Pistoia si sono tenute lezioni in strada con lettura di "Gomorra" di Saviano. Doppio corteo poi a Napoli dove sono partite anche le trasmissioni della web-tv degli studenti dell'Università Orientale occupata. Circa duemila studenti delle superiori di Potenza hanno partecipato a una manifestazione. Cortei anche a Foggia mentre a Bari sono proseguite le lezioni universitarie in piazza. E un gruppo di studenti di Scienze politiche ha occupato la sede della facoltà di Palermo dove migliaia di studenti sono scesi in strada anche ieri. Lezioni all'aperto infine anche a Cagliari dove giovedì si terrà un corteo in contemporanea con la manifestazione nazionale di Roma. Ma intanto c'è anche chi «controprotesta»: su Facebook sono comparsi gruppi che si chiamano «Io voglio studiare»; a Torino si è tenuta una manifestazione di An pro-Gelmini; a Firenze sono state stampate 10 mila cartoline al rettore contro il blocco della didattica e allo stesso scopo a Milano è in corso una raccolta di firme.

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Scuola, un passo indietro (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 256, pag. 1 del 28/10/2008 Autore: di Franco Bechis Visualizza la pagina in PDF     Scuola, un passo indietro Proposta a Tremonti: subito reinvestiti nell'istruzione tutti i tagli Continuano in tutta Italia le manifestazioni e le occupazioni di scuole e università in preparazione dello sciopero generale dell'istruzione del prossimo 30 ottobre contro i tagli previsti dalla Finanziaria e dai decreti di Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini. L'autunno caldo del governo di Silvio Berlusconi è tutto sulla scuola, e iniziano a circolare i primi sondaggi che indicano un calo sensibile della fiducia di cui l'esecutivo ha goduto in questi mesi. Il pacchetto istruzione non è una riforma e rischia di diventare una buccia di banana per il governo. Per questo ItaliaOggi lancia al ministro dell'Economia una proposta: non ritiri il decreto, ma reinvesta in scuola e università tutti i 7,8 miliardi di tagli previsti...(...) Il governo nella sua legge finanziaria triennale ha infatti stabilito l'entità dei tagli al sistema dell'istruzione pubblica nel suo complesso fra il 2009 e il 2011. Annunciando l'intenzione (non codificata per legge) di reinvestire il 30% di quelle risorse, e cioè 2,3 miliardi di euro, nella scuola a partire dal 2012. Questo significherebbe togliere comunque 5 miliardi e mezzo ai circa 44 miliardi di euro oggi spesi per la scuola italiana. Sarebbe comprensibile farlo in un paese in cui la spesa per istruzione esorbitasse. Ma non è il caso dell'Italia, paese in cui meno del 9 per cento della spesa pubblica è dedicata all'educazione dei propri cittadini. Secondo il rapporto Ocse 2007 questa percentuale pone l'Italia al penultimo posto della classifica. La percentuale media dei paesi Ocse di spesa pubblica riversata sul sistema di istruzione è del 14 per cento circa. In Italia non si spende troppo per la scuola, ed è vero quel che sostiene il governo: si spende male, malissimo. La malattia è chiara seguendo le cifre di quel rapporto: gli studenti italiani di ogni ordine e grado frequentano la scuola più di tutti i loro pari negli altri paesi occidentali. I loro insegnanti sono invece al fondo della classifica mondiale per numero di ore lavorate. Vero che in altri paesi la correzione dei compiti in classe e la preparazione delle lezioni viene talvolta conteggiata ufficialmente nell'orario di lavoro e in Italia no, ma la distanza è così abissale che è evidente una sproporzione fra numero di insegnanti e numero di alunni. Come è altrettanto evidente la sproporzione fra lo stipendio medio di un insegnante italiano e quello di un qualsiasi altro collega dell'area dell'euro. Vero anche che dei 44 miliardi spesi in Italia per il sistema di istruzione, oltre 41 sono il costo del lavoro di insegnanti, personale amministrativo e bidelli. Più del 96 per cento della spesa è costo del personale, oltre dieci punti sopra la media degli altri paesi occidentali. Il governo italiano al momento non ha varato alcuna riforma dell'istruzione, ma ha identificato con chiarezza i mali del sistema, e su questo davvero c'è poco da discutere. Quella sproporzione va ridotta a beneficio innanzitutto dei veri protagonisti della scuola, che sono i banbini e i ragazzi che la frequentano e le loro famiglie. Giusto quindi ridurre la pianta organica del personale, formando e pagando meglio quello che è necessario e cercando di ridurre al minimo i costi sociali di questa operazione. Se l'operazione finisse in pari, ci sarebbe davvero poco da contestare. Perché al di là della strumentalità della posizione, ha ragione l'opposizione quando sostiene che sul sistema educativo un paese investe, e non taglia. Conservare le risorse e spenderle meglio cercando di sanare la malattia endemica della scuola italiana è una scelta che dispiacerà certamente ai precari che non avranno possibilità di ottenere un posto di lavoro, ma è difficile da contestare nel suo insieme. Più aule vivibili, più infrastrutture necessarie, più risorse per il diritto allo studio degli universitari, perfino più spese per garantire trasporto e alloggio degli studenti fuori sede, meno stipendiati e meglio pagati. Ma l'operazione non si può fare se alla fine del triennio le risorse a disposizione non vengono rimesse (da subito) nel circuito. Meno insegnanti se sono troppi, e subito un nuovo laboratorio, così si vede e si capisce. E magari si finanzi una bella campagna pubblicitaria per disincentivare l'iscrizione a corsi universitari finalizzati all'insegnamento, spiegando che per i prossimi anni in Italia non ci saranno posti di lavoro lì. Si tagli tutto, non il futuro di un paese... Franco Bechis

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Lezione di economia scolastica (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 256, pag. 5 del 28/10/2008 Autore: di Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF       Con 41 mld per il personale non c'è trippa per i prof. Prime fratture tra i manifestanti Lezione di economia scolastica Tra spese varie al ministero resta solo il 3% del bilancio Consigli pratici per una lezione di piazza nei giorni di contestazione. Esercizio di economia: se le spese per il personale sono pari a 41.174.698.165 euro, ed assorbono il 96,98% del totale, quanto resta al ministero dell'Istruzione per far funzionare le scuole italiane? La risposta esatta è 3,2%. Lo spunto per il quesito lo offre lo stesso dicastero di viale Trastevere nel lontano 27 agosto, quando le manifestazioni di questi giorni non disturbavano le gioie vacanziere. Quel giorno lo staff del ministro Mariastella Gelmini rende pubbliche le prime coordinate del bilancio del 2008 per l'area istruzione. Si rende noto cioé che per il funzionamento (ovvero informatica di servizio, cancelleria e spese di pulizia per circa il 40% delle scuole) si spendono 493.181.784 euro (l'1,16% del totale), per trasferimenti ad enti pubblici e privati, invece, la spesa è di i 633.368.341 euro (l'1,49% del totale) e, infine, per edilizia scolastica, innovazione tecnologica e sicurezza nelle scuole, le casse del ministero devono sborsare 156.362.270 euro (appena lo 0,37% del totale. Ma è soprattutto quell'appena 3% che spaventa la Gelmini al punto da farle dire che «quando la spesa per il personale ha una tale incidenza sul bilancio complessivo del Ministero questo significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e di guardare con serenità al futuro», di qui la necessità di «porre rimedio ad una situazione insostenibile». E contro il rimedio individuato dal ministro, il decreto 137 in discussione al Senato (la votazione è prevista per domani, vigilia dello sciopero promosso dai sindacati), ieri è stata un'altra giornata di proteste. Quelle più accese ancora una volta a Roma dove migliaia di studenti hanno sfilato per le strade del centro fino a un sit-in davanti a palazzo Madama dove il corteo è arrivato spaccato per la frattura tra studenti di sinistra e quelli di estrema destra. Studenti in piazza anche a Milano e a Napoli dove i manifestanti promettono per i prossimi giorni altre occupazioni. A Palermo, invece, l'ennesima giornata di mobilitazione è stata guidata dagli studenti universitari che hanno partecipato a una lezione all'aperto.

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Un patto di stabilità per gli atenei. Per premiare i migliori (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 256, pag. 5 del 28/10/2008 Autore: Giampaolo Cerri, direttore di Campus Visualizza la pagina in PDF       il punto Un patto di stabilità per gli atenei. Per premiare i migliori Ma la proposta di Aquis viene solo da alcuni rettori, non da tutti. Perchè la Crui non dice nulla? Le contestazioni, indubbiamente crescenti, che diventano adunate oceaniche; i gruppetti che rumoreggiano nei rettorati, dipinti come se fossero le folle che prendono il Palazzo d'Inverno. I tagli previsti da Giulio Tremonti, riconvertiti in un'improbabile «Riforma Gelmini», che per le università invece non esiste. O, ancora, la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni, che muta in imposizione. Per contro, la ministra che si lascia andare dichiarazioni squisitamente politiche che, oltre a non essere nell'agenda, hanno solo l'effetto di alzare il livello di scontro. Vanno in questa direzione i reiterati riferimenti alla necessità di «svecchiare l'accademia» e l'appello alla virilità dei docenti moderati, solennemente pronunciato davanti alla platea della Fondazione Magna Charta. Complice l'inevitabile contagio scolastico, il termometro degli atenei sta salendo di giorni in giorno. E così pure la ridda degli appelli, delle proposte e delle proteste. Col risultato che i contorni della vicenda si fanno labili. Bene hanno fatto, allora, i rettori dell'Associazione per la qualità nelle università statali-Aquis, ovvero gli atenei eccellenti (anche finanziariamente), a riportare la discussione su questioni di metodo. Per bocca di Vincenzo Milanesi, rettore a Padova, le università in salute hanno proposto al governo un'idea chiara: quella contrattuale. Suggeriscono al governo di stipulare, ateneo per ateneo, patti di stabilità che individuino piani di rientro dal debito, politiche di contenimento del personale (entro l'80 per cento del Fondo di finanziamento), razionalizzazione della didattica, valutazione della ricerca. Non tagliate alla cieca, dicono i rettori a Tremonti e Gelmini, ma mantenete il meccanismo statale di finanziamento e aggiornatelo secondo l'inflazione. Il patto ha il pregio della chiarezza. Come è chiaro che l'iniziativa riguarda un gruppo minoritario, anche se molto qualificato, di atenei, 12 su 77, e che la Conferenza dei rettori-Crui, per adesso tace. Nello stesso tempo, chiarezza servirebbe sui numeri reali della manovra e sull'entità dei tagli. Un contributo, in questo senso, viene da Gabriele Toccafondi, deputato pdiellino molto vicino al coordinatore forzista Denis Verdini, salito alla ribalta per aver firmato, in luglio, un ordine del giorno che obbligava il governo a rivalutare l'impatto del decreto 112/08. Il deputato fiorentino, da membro diligente della Commissione Bilancio, si è preso la briga di guardare con attenzione gli atti e cioè il «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2009» (atto Camera 1714), scoprendo che il Fondo di finanziamento scende «solo» di 48 milioni di euro. «Meno di quanto previsto dal decreto 112/08 ora legge 133/2008», osserva Toccafondi, ricordando come, solo due anni fa, il ministro Bersani abbia obbligato gli atenei a un recupero di spesa per 250 milioni di euro, «con prelievo forzoso a carico delle amministrazioni». Dallo stesso documento emergono i tagli per 20 milioni agli istituti di cultura e 65 ai fondi per il diritto allo studio, ma per il Ffo (7,955 milioni) «si tratta di una decurtazione poco superiore a mezzo punto percentuale». «I problemi maggiori riguardano il 2009», ammette il deputato, «quando la riduzione del turnover al 20 per cento porterà a risparmi per 190 milioni, destinati a diventare 316 nel 2011 e quindi 455 nel 2013». Toccafondi, che siede un tavolo dedicato alla crisi dagli atenei toscani, è diretto anche nell'approccio: «Non è pensabile che l'università si sottragga a questa manovra di risanamento collettivo», spiega, «ma gli atenei, anziché fare muro, devono individuare soluzioni adeguate, confrontandosi con la politica. In questo senso, almeno dal punto di vista metodologico, la posizione di Aquis è senza dubbio interessante».

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assemblea in strada domani nuovo corteo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Cecina Assemblea in strada Domani nuovo corteo Raduno in via Ambrogi davanti al liceo Fermi: in 200 hanno incontrato gli universitari. «Non ci fermiamo, la protesta va avanti» CECINA.L'appuntamento è per domani mattina, quando il corteo di protesta degli studenti attraverserà le vie del centro. All'appuntamento parteciperanno anche alcune delegazioni di giovani provenienti dagli istituti di Rosignano e Livorno. Proseguono, intanto, le manifestazioni delle scuole superiori cecinesi contro la riforma voluta dal ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini. Gli studenti, dopo aver partecipato in massa al corteo che sabato scorso ha invaso le strade di Cecina, hanno deciso di continuare a far sentire la loro voce. Così ieri mattina si sono radunati in via Ambrogi, davanti a una delle sedi del liceo Fermi e hanno dato vita a una nuova azione di contrasto al decreto Gelmini. Anche quella di ieri è stata una manifestazione pacifica, durante la quale i ragazzi hanno deciso di documentarsi correttamente sul decreto ipotizzato dal ministro Gelmini. Più che una giornata di protesta, è stata un'occasione per fare il punto della situazione e capire come la riforma proposta dal governo vada effettivamente a incidere sull'organizzazione dell'attività didattica italiana. Circa 200 gli studenti che si sono ritrovati in via Ambrogi, per trasferirsi poi nell'area verde dietro al bocciodromo di via Vico. I ragazzi si sono raggruppati intorno a un manipolo di rappresentanti d'istituto e di studenti venuti dall'Univesrità di Pisa, che hanno commentato i punti salienti del decreto Gelmini e hanno letto le notizie riportate dai quotidiani a commento della grande mobilitazione contro i tagli alla scuola. Poi, finita l'assemblea, è stata la volta della fase organizzativa. Perchè i giovani di Cecina non sembrano intenzionati ad arrendersi. Nella tarda mattinata i ragazzi rimasti dopo la manifestazione, principalmente gli studenti di quarta e quinta, si sono dati da fare per preparare striscioni e cartelli in vista dell'ennesimo corteo di protesta previsto per domani mattina. La manifestazione, alla quale i ragazzi del liceo Fermi invitano gli studenti di tutte le altre scuole superiori, partirà domani alle 9.15 dalla sede di via Ambrogi. Il fiume di ragazzi seguirà un percorso attraverso le vie cittadine, per arrivare poi in piazza Guerrazzi. Molti degli studenti locali hanno già in programma di partecipare alla grande manifestazione nazionale prevista a Roma per giovedì 30 ottobre (è a disposizione un pullman, per prenotazioni Paolo Bertolini 347-3807495). Anna Cecchini

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noi contro, ma senza etichette (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Cecina Noi contro, ma senza etichette Filippo & co: «Spero che si sveglino pure genitori e nonni» Elena: «A lottare ci sono giovani di destra e di sinistra, questa riforma non va» CECINA. Qualcuno viene da una tradizione familiare di sinistra, altri tra le pareti domestiche non hanno mai masticato la politica, altri ancora accampano "semplici" ideali di uguaglianza sociale. Ma tutti si sono trovati d'accordo per protestare contro la riforma proposta dal ministro Gelmini. E ora sono un gruppo compatto e con le idee ben chiare in testa. Nel gruppo che guida la protesta contro i tagli alla scuola c'è Filippo Fabiani che frequenta la quinta B del liceo scientifico Fermi ed è rappresentante d'istituto. Abita a Cecina, nel tempo libero gioca a calcio e sa già che il prossimo anno vorrebbe frequentare la Facoltà di Medicina. E' diventato uno dei capi «perchè questa riforma va a stravolgere il modo di insegnare. E poi vorrei che la nostra protesta servisse anche a risvegliare la coscienza sociale in genitori e nostri nonni». Tra gli organizzatori di cortei e assemblee c'è Saverio Lubrano, anche lui iscritto alla quinta B del Fermi. Saverio, che nel tempo libero lavora in un bar e vorrebbe iscriversi a Lettere moderne, viene da una famiglia di sinistra. «Mi hanno sempre insegnato - dice - a manifestare per gli ideali in cui credo. Quella che facciamo è una lotta in difesa delle generazioni future». A dare corpo alla protesta contro il decreto Gelmini c'è Federica Carli, una studentessa di Castiglioncello della quinta A indirizzo sociale che vorrebbe iscriversi a Scienze politiche. «Protesto - dice - anche perchè se tagliano i fondi, le tasse universitarie saranno molto elevate e noi dovremmo lavorare per mantenerci. Questo vuol dire che sempre meno persone potranno permettersi di studiare». Nel gruppo degli organizzatori gravita Elena Morelli, della quinta H indirizzo sociale. Elena ama trascorrere i tempo libero tra il tennis e il calcetto, ma in questi giorni impiega le sue ore a pensare slogan e scrivere striscioni. «A lottare - spiega - ci sono ragazzi di sinistra e di destra, perchè è una legge contro l'istruzione. A chi si trova al potere conviene che la gente rimanga ignorante, ma questo decreto non passerà sotto silenzio». (a.c.)

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studenti in corteo, genitori imbianchini (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 57 - Cronaca Studenti in corteo, genitori imbianchini Oggi manifestazione delle superiori, a Marcianese ridipinti i muri Al Palasport gli alunni di tutti gli istituti Continuano autogestioni e occupazioni Domani letture di latino e greco in piazza LANCIANO. Il decreto Gelmini approda in Parlamento mentre la protesta nelle scuole arriva all'apice. L'attenzione resta alta nei corridoi dei licei, nei sit-in nella palestre delle elementari e davanti i cancelli degli ultimi istituti occupati, l'Itcg Fermi e il liceo De Titta. Sono queste le ore più calde dell'opposizione al decreto e chi sta vivendo la protesta già da qualche giorno lo sa bene. La paura più grande è quella di non essere presi sul serio, che il dissenso spontaneo e trasversale di genitori, scolari, studenti, professori e sindacati si perda in stanchezza e disinteresse. Così ci si impegna più che mai in assemblee, atti simbolici e riunioni straordinarie. Stamane dalle 9,30 dal Palazzetto dello Sport di via Rosato sfilerà il corteo di tutte le scuole superiori della città, un fronte compatto di centinaia di studenti e professori che sfocierà in piazza Plebiscito in mattinata. Intanto nei corridoi delle scuole c'è fibrillazione. Al Classico la giornata è scandita da lezioni parallele su questioni di attualità, ma è già è pronta la scaletta degli interventi degli studenti per domani, alle 10,30 in piazzetta Pace (dietro l'ex liceo classico) per "orazioni" all'aperto di brani classici sul tema della democrazia. «Questa protesta è apartitica - interviene Andrea Madonna, docente di lettere classiche - ma è politica nel momento in cui i ragazzi rivendicano la natura democratica e pluralista dell'istruzione che è proprio ciò che questo decreto vuole distruggere». L'istituto professionale De Giorgio comincerà molto probabilmete da domani l'autogestione. «Abbiamo una scuola nuova - spiegano gli studenti - non vogliamo che la responsabilità della cura dell'istituto ricada su di noi e abbiamo deciso di non rimanerci anche a dormire». Intanto lo zoccolo duro dell'opposizione alla riforma scolastica continua a essere rappresentato dalle scuole elementari. Tutti e tre i circoli hanno aderito in maniera massiccia alle manifestazioni di dissenso nei modi più vari e originali. Nella scuola elementare di Marcianese, ad esempio, un gruppo di genitori ha impiegato le ore pomeridiane di "autogestione" dedicandosi a ridipingere i muri interni della scuola. Da Olmo di Riccio fanno sapere che tutto il 3º circolo si è costituito in assemblea permanente. Dibattiti, cartelloni, panini consumati in classe e compiti da far fare ai bambini: i pomeriggi delle elementari "occupate" dai genitori sono senz'altro la novità più interessante della protesta. E l'adesione allo sciopero generale di giovedì sembra più corposa che mai da parte di quasi tutti gli istituti della città. Daria De Laurentiis

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Scuola, cattolici divisi sul decreto (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, cattolici divisi sul decreto bufera sulla riforma Famiglia Cristiana: «Va ritirato». Ma la Cei prende le distanze. Cortei bipartisan a Roma Roma. Ha sferrato l'ennesimo attacco al governo, chiedendo la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini, nel giorno in cui studenti di destra e sinistra hanno sfilato assieme (tra molte tensioni) contro la riforma della scuola. Una riforma inaccettabile per "Famiglia Cristiana", che nell'editoriale del prossimo numero censura la politica del governo sull'istruzione. «Per il bene della scuola, il decreto Gelmini va sospeso o ritirato» scrive il settimanale dei Paolini, che si spinge oltre: «Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, si abbozza una farsa di dialogo. Il Paese in crisi trova i soldi per Alitalia e le banche, ma per la scuola si richiedono sacrifici alle famiglie, mentre i privilegi e i costi di onorevoli e senatori rimangono intatti. Studenti e professori hanno seri motivi per protestare». Un attacco durissimo, da parte dello stesso periodico che, nelle settimane scorse, aveva criticato aspramente le scelte del governo in tema di sicurezza e immigrazione. Una linea dura che non piace a diverse settori della Chiesa, come ha lasciato intendere il presidente della commissione per la scuola della Cei, monsignor Diego Coletti: «Intervenire su questi temi a colpi di decreti è una scelta difficile, ma d'altra parte mi sembra inutile, se non addirittura dannoso, intervenire agitando le piazze. Bene ha fatto il ministro Gelmini a mettere i puntini sulle "i" riguardo alle varie questioni: la risposta di chi non era d'accordo poteva essere più pacata e ragionata». I vescovi, insomma, non gradiscono l'ondata di proteste e tirano le orecchie a chi le sostiene: compresa Famiglia Cristiana. Un avversario in più per il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. Che tira dritto, come ha sempre fatto sinora: «Gli studenti che protestano sono pochi e le facoltà occupate sono pochissime. E poi i miei provvedimenti sono simili a quelli che Obama vuole proporre in America. Lo sciopero del 30 ottobre? Un rito». Una definizione che fa infuriare il segretario della Cisl-scuola, Francesco Scrima: «Non c'è eleganza e non c'è rispetto nella dichiarazione del ministro. Negare la dignità dell'altro è il modo più arrogante per rifiutare l'ascolto e il dialogo». Migliaia di studenti hanno invece replicato con l'ormai consueta teoria di occupazioni e manifestazioni. L'epicentro è stata Roma, dove migliaia di studenti delle superiori hanno sfilato in corteo sino in piazza Venezia. Nel serpentone ragazzi di destra (gli organizzatori) che gridavano «Duce, duce», si sono mischiati a studenti di sinistra. Una convivenza non indolore: molte le discussioni, qualche parola grossa. Una tensione che nel pomeriggio è sfociata nella presunta aggressione di due studenti del liceo Giulio Cesare da parte di ragazzi del Blocco studentesco, associazione di destra. Ma il corteo, pur tra sguardi in cagnesco, è arrivato a destinazione senza incidenti. Una parte del corteo è poi andata davanti Palazzo Madama, sede del Senato, dove domani verrà votata la legge sulla scuola, e vi è rimasta per un breve sit-in. La protesta più originale l'hanno però ideata alcuni studenti di psicologia dell'università La Sapienza che, mentre attendevano di incontrare il rettore, si sono spogliati. Tra cortei e occupazioni, sparsi tra Milano e Cosenza, Prato e Palermo, a Torino è spuntata anche la prima manifestazione pro-Gelmini. Stando ad An, alcune decine di studenti si sono riunite davanti alla prefettura «per chiedere una corretta informazione sulla riforma scolastica». In questo clima arroventato, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha auspicato un confronto tra Gelmini e gli studenti («Un impegno che il ministro aveva assunto»). Ma ormai è muro contro muro, con il centrodestra che fa quadrato attorno alla riforma. «Approveremo il decreto così com'era passato alla Camera» assicura il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchetto. Sulla stessa linea il suo omologo del Senato, Maurizio Gasparri, che osserva: «La sinistra studentesca sta bloccando l'attività didattica negli atenei e questo è assolutamente vergognoso». Enzo Fasano, anche lui del Pdl, attacca invece il direttore di Famiglia Cristiana, Don Sciortino: «Farebbe bene a ritirarsi lui, invece di chiedere il ritiro del decreto, visto che non rappresenta né il pensiero della Chiesa né quello delle famiglie». Di tenore opposto il commento del segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero: «Famiglia Cristiana ha perfettamente ragione, il decreto va subito ritirato». Concorde Massimo D'Alema (Pd) che chiosa: «Senza il ritiro del provvedimento, il dialogo è impossibile». Mentre l'Idv annuncia ostruzionismo al Senato contro il decreto. Luca De Carolis 28/10/2008

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La Lega: <caroTremonticosì esageri> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

La Lega: «caroTremonticosì esageri» i tagli nRoma. «Al ministro Tremonti consiglio di non mitragliare la scuola con tagli indiscriminati ma di prendere bene la mira. Ci sono scuole buone e scuole cattive, come ci sono comuni buoni e comuni cattivi; distinguerli sarebbe segno di buon governo». La Lega, per voce di un suo deputato, Luciano Dussin, eletto nel nord est produttivo, prende carta e penna e invita il ministro dell'Economia a non esagerare con le forbici sull'istruzione. Lo fa con una lettera-intervento su "La Padania", il quotidiano organo di partito della Lega e da sempre termometro degli umori su al Nord. Una lettera che arriva nel momento di massima polemica attorno al decreto Gelmini sulla scuola ed all'indomani della manifestazione di piazza del Pd. Dussin, per la verità, oltre a invitare Tremonti a non esagerare, indica pure una soluzione per uscire dal caos scolastico italiano, perché la casta - secondo la visione leghista - sarebbe arrivata pure lì. «Il problema principale della scuola - spiega Dussin -è il fatto che la quasi totalità delle risorse se ne va in stipendi. Vorrei proporre delle soluzioni per rivitalizzare la scuola: prima cosa da fare sarebbe quella di far rientrare al lavoro quelle centinaia di migliaia di insegnanti e bidelli che da anni sono a casa grazie alle baby pensioni di democristiana memoria. Qualcuno potrebbe dire che i diritti acquisiti non si toccano, ma mi permetto di osservare che quelli non erano diritti bensì delle regalie uniche al mondo. I sindacati che furono complici di queste infami regalie pensionistiche, visti i danni provocati, non dovrebbero più aver diritti di distacco dal loro lavoro. I bidelli che si rifiutano di salire sulla sedia per pulire i vetri o che si rifiutano di distribuire i pasti preconfezionati agli scolari, costringendoci a spendere in servizi esterni, dovrebbero essere licenziati. I corsi universitari dovrebbero essere chiusi se non hanno un numero congruo di iscritti». Dussin ne ha pure per le scuole del Sud: «Le sedi scolastiche del centro sud - avverte - dove da anni gli insegnanti meridionali vincitori di graduatorie al Nord si riversano con trasferimenti su posti già in sovraorganico, devono essere monitorate e dove sia riscontrata eccessiva 'insistenza di stipendi' si dovrebbe fare piazza pulita. Potrei continuare - spiega - ma mi rendo conto che solo verificando quanto proposto, con i conseguenti risparmi, potremmo garantire agli studenti di mezza Italia i migliori servizi al mondo. Potremmo permetterci di prelevarli da casa in taxi ogni santo giorno per accompagnarli in scuole dove le attrezzature didattiche non avrebbero eguali nelle migliori università americane. Così? conclude la sua analisi Dussin - va l'Italia. Forse anche perché troppi italiani si fanno fregare sin da giovani». In realtà la questione sollevata dalla Lega dà voce, all'interno della stessa maggioranza di centrodestra, ai timori di quanti pensano che i cospicui tagli alla scuola finiranno per penalizzare il Nord, magari a vantaggio del Sud. Massimiliano Lenzi 28/10/2008

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<Sì, ci sono docenti fannulloni> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

«Sì, ci sono docenti fannulloni» il rettore di genova Critiche ai titolari di cattedre che disertano le lezioni. Intanto, in tutta la città proseguono le manifestazioni 28/10/2008 Genova. «È un vero peccato che pochi professori fannulloni rovinino la reputazione di tutti». A quattro giorni dallo scadere del suo mandato, Gaetano Bignardi, rettore uscente dell'Università di Genova, parla in relativa libertà dei mali che affliggono il suo ateneo. Come l'assenteismo di alcuni docenti. «Sono pochi - insiste il rettore - ma ci sono». Professori titolari di cattedre che talvolta o abitualmente, trascurano il loro dovere, non vanno a lezione e inviano in loro vece qualche giovane collaboratore. «Soprattutto - spiega Bignardi - in quelle facoltà come medicina, ingegneria, giurisprudenza, architettura i cui docenti sono spesso anche professionisti affermati. Non ho nulla contro chi ha uno studio da avvocato, medico o architetto. Chi ha un'esperienza professionale all'esterno, anzi, può portare la sua esperienza all'interno dell'università, arricchendola. A patto però che venga a lezione. Purtroppo non sempre è così», e purtroppo il rettore non può avere il quadro completo di tutte le facoltà. «Non posso sapere esattamente chi lavora e chi no. Devo contare sulla collaborazione dei presidi». Sarebbe obbligo istituzionale dei presidi, infatti, controllare l'attitivà dei colleghi e segnalare al rettore le eventuali inadempienze. Sarebbe. «Nei miei quattro anni da rettore non ho mai avuto una segnalazione». L'assenteismo dei docenti è uno dei temi al centro dell'assemblea di questa mattina, ore dieci, nell'aula magna di Architettura. Un'assemblea indetta dagli studenti e da alcuni docenti universitari, con il placet del rettore, contro i tagli inflitti all'università italiana dalla nuova manovra finanziaria. Continua, nel frattempo, il programma di lezioni all'aperto di alcuni professori, per portare il disagio dell'università nelle strade. Ieri a scendere in piazza sono stati gli studenti di Medicina, domani pomeriggio sarà la volta di Scienze della formazione: di fronte al palazzo della prefettura, Luca Queirolo Palmas terrà una lezione sulla "sociologia della precarietà". La protesta contro i provvedimenti del governo Berlusconi in materia di istruzione pubblica si allarga però ben oltre i confini del mondo accademico. A Genova gli studenti dei licei Paul Klee e Barabino occuperanno oggi le aule. Mentre quelli del Cassini hanno scelto un linguaggio più soft: chi vorrà parteciperà ad una discussione, che si ripeterà anche domani, sul decreto legge 137, meglio noto come riforma Gelmini, e sulla legge 133 o legge Brunetta. Scelta analoga a quella dell'istituto alberghiero Bergese, dove oggi i ragazzi si riuniranno in aula magna per ascoltare la relazione di uno studente universitario. Aspettando la manifestazione nazionale dei sindacati della scuola che si terrà dopodomani a Roma, il dissenso genovese da sfogo alla sua fantasia, non disdegnando forme artistiche. È il caso del progetto "Mettici la faccia": due ragazzi iscritti ad architettura, Roberto Pais e Mattia Paco Rizzi, hanno deciso di fotografare studenti, precari, ricercatori, professori, genitori ed esercenti con ritratti in bianco e nero a mezzo busto dove ogni protagonista mostra un foglio con nome, età e professione. I due hanno lanciato il loro progetto fondando un gruppo a tema su Flickr, sito web multilingua che permette agli iscritti di condividere fotografie personali. Obiettivo: raccogliere il maggior numero possibile di fotografie per poi stamparle ed esibirle in piazza De Ferrari in occasione dello sciopero nazionale contro la riforma del 30 ottobre. «Speriamo - dice Roberto Pais - che questa iniziativa si allarghi anche ad altre città mostrando così tutti i volti della protesta».Francesco Margioccomargiocco@ilsecoloxix.it(Ha collaborato Matteo Politanò) 28/10/2008 ' 28/10/2008 l'attodi accusaÈ un vero peccato che pochi professori rovinino la reputazione dell'Università gaetano bignardirettore Università di Genova 28/10/2008

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scuola/1 (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Cecina SCUOLA/1 SCUOLA/1 Il gonfalone non è stato strumentalizzato In merito alla critica avanzata dal consigliere comunale Maria Grazia Angeli circa l'uscita del Gonfalone richiesta dal comitato spontaneo e gentilmente permessa dal sindaco Nenci durante la marcia per la scuola, un gruppo di genitori e insegnanti che hanno partecipato alla manifestazione dello scorso martedì in difesa dell'attuale organizzazione della scuola pubblica e quindi contro la riforma Gelmini, precisa che: senza voler assolutamente entrare in polemica con nessuno e come tutti hanno potuto vedere, durante il corteo non è stata esposta nessuna bandiera né di partiti né di sindacati perchè crediamo fermamente che la scuola pubblica non sia di destra o di sinistra, di un colore o di un altro. Ci auguriamo che nessuna forza strumentalizzi, in un senso o nell'altro, le eventuali iniziative in difesa di questa importante ed essenziale agenzia educativa, che potranno essere effettuate in futuro. Un gruppo di genitori e insegnanti di Rosignano SCUOLA/2 Ma i bambini sono stati chiamati in causa I bambini hanno fatto volantinaggio? Le maestre dicono di no. Ma la signora Pozzoni replica. Nella lettera che ho scritto il 18 u.s. ponevo una domanda ben precisa: è vero o no che è stato chiesto ai bambini, in classe, alla presenza dell'insegnante, di andare per il paese a distribuire i volantini contro la riforma? Di questo attendo una risposta ufficiale. La cosa è successa nella Vª B delle elementari di Donoratico. Non ho inteso né diffamare né offendere e mi scuso con le insegnanti estranee all'accaduto. Infatti la definizione diffamazione è valida quando si dice il falso e questo non è il caso: altri genitori, sentiti i loro figli, lo testimoniano. Anche la rappresentante di classe precisa: «Se i bambini lo desiderano e se i genitori concordano», ma a me genitore, non è stato chiesto nulla e, ribadisco, dal momento che la richiesta ai bambini è stata fatta all'interno della scuola, e questo ha un significato, mi si consenta di esprimere tutto il mio dissenso. Dissenso che sarebbe stato il medesimo anche se, invece di una protesta contro la riforma fosse stata un'adesione: non è lecito strumentalizzare i bambini per qualsiasi causa. Daniela Pozzoni Donoratico BRUNETTA & C. Solo colpi a effetto mai azioni concrete L'azione dei primi mesi di questo governo a mio parere si è basata molto sulla platealità, sulla generalizzazione. Si cerca il "colpo d'effetto" senza preoccuparsi veramente dei risvolti e senza cercare la vera risoluzione dei problemi. L'esempio lampante è l'azione del ministro Brunetta, che definisce "fannulloni" i dipendenti pubblici. Demonizzare una categoria di lavoratori non credo sia una operazione lungimirante (..) Conosco persone che lavorano nel campo medico, tra le forze dell'ordine, nella scuola o negli enti pubblici che lavora, che si impegnano talvolta oltre le proprie competenze. Sarebbe stato corretto presentare dati sul fenomeno dell'assenteismo e sui provvedimenti da adottare. Intanto nel paese si moltiplicano gli atti di razzismo e d'intolleranza, sempre sminuiti, talvolta definiti "ragazzate" ma le campagne elettorali che inneggiavano ai fucili, guerre di liberazione della Padania e pulizie etniche cosa dovevano produrre? E mentre i rappresentanti delle forze dell'ordine muoiono per la strada e lottano ogni giorno contro la criminalità (poi chiamiamoli fannulloni...) questo governo che vuole la legalità toglie i fondi per la sicurezza. Il depotenziamento dell'attività scolastica porterà inevitabilmente verso il crescente ricorso agli istituti privati, ma forse è proprio quello che si vuole, creare una scuola di serie A, la serie B e la serie C (per gli immigrati): solo chi avrà le possibilità economiche avrà le garanzie per una istruzione adeguata. Si ricerca purtroppo sempre la soluzione "muscolare" dei problemi, sicuramente più appariscente ma fine a se stessa. Mi ricordo solo qualche anno fa quando il ministro Brunetta inneggiava al sistema economico americano come modello da seguire, con grande "competenza" ne illustrava le grandi qualità. Per fortuna il sistema bancario italiano non ha seguito le indicazioni del ministro Brunetta! Ora in Italia saremmo davvero in ginocchio, ma di questo sembra non ci si ricordi... Massimo Gentili Pd Cecina INQUINAMENTO Dobbiamo chiudere via Malenchini Si è appreso dalla stampa che Rosignano è a rischio inquinamento. A determinarlo sarebbero le polveri fini PM10, quegli stessi inquinanti per cui comuni e province spesso e volentieri chiudono le città al traffico. Per quanto vi insista la presenza della scuola elementare e dell'asilo, il centro cittadino è divenuto inverosimilmente trafficato e l'apertura di via Malenchini è divenuta polo di attrazione di una mole immensa di traffico. Chiediamo pertanto all'amministrazione comunale di indire un incontro con Arpat, per conoscere specificatamente i risultati delle analisi. E di prendere in seria considerazione i disagi che via Malenchini sta vivendo a causa del traffico, verificando con Arpat se nella zona l'inquinamento derivi essenzialmente dal traffico veicolare incessante, per prendere allo scopo provvedimenti adeguati. Maria Grazia Angeli capogruppo Forza Italia I RAGAZZI DI SALO' Il ministro ha dimenticato qualcosa In un recente discorso, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha detto che molti ragazzi di Salò andarono a combattere ad Anzio e Nettuno contro gli anglo-americani per la difesa del territorio nazionale. Ciò è vero, ma quello fatto dal ministro è, a mio parere, un discorso "incompleto" nel merito: basta leggere il libro "Salò" dello storico Silvio Bertoldi, di cui riporto un brano. «I battaglioni hanno nomi suggestivi: Barbarico, Lupo... A parte la loro presenza sul fronte di Anzio e Nettuno, saranno impiegati durante l'intero arco della Repubblica sociale in funzione antipartigiana. Si macchieranno di massacri, torture, stragi, rappresaglie, rapine e sequestri... La Decima Mas, il 25 aprile, è in trasferimento verso la Venezia Giulia, per opporsi, così crede il suo comandante, all'avanzata degli slavi. Ma a Padova viene circondata e bloccata dalla divisione neozelandese del Gen. Bernard Freyberg e si arrende: alcuni suoi reparti si trovano però a Gorizia e in Istria. Erano formati da giovanissimi, che morirono tutti combattendo». Ora, da un punto di vista "ideologico" il ministro avrebbe potuto citare quanto detto nell'ultima parte del brano (prima incompletezza); come ministro della Repubblica avrebbe dovuto citare anche quanto detto nella parte centrale (seconda incompletezza). In fondo la storia è come la matematica: è uguale per tutti e soprattutto non ha ideologie. Francesco Cornelio Donoratico

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Sciopero, il governo cala l'asso (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 256, pag. 23 del 28/10/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Sindacati divisi sulla proposta. Ma l'astensione dal lavoro del 30 ottobre resta confermata per tutti Sciopero, il governo cala l'asso Un'offerta per rinnovare subito i contratti scaduti, a 70 Lo sciopero resta confermato. Anche se l'offerta di rinnovare subito i contratti del pubblico impiego, scuola compresa, per il 2008/2009, con il conguaglio degli arretrati e il pagamenti degli aumenti a decorrere dal prossimo maggio (70 euro al mese per gli statali), ha segnato l'ennesima spaccatura del fronte sindacale. La proposta, giunta a sorpresa la scorsa settimana direttamente ai segretari di Cgil, Cisl e Uil, (rispettivamente Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, e Luigi Angeletti) dal ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ha raccolto l'adesione di Cisl, Uil e il no di Cgil, ma anche dello Snals-Confsal guidato da Marco Paolo Nigi. Che pure aveva aperto una linea di credito nei confronti del governo e in particolare del ministro dell'istruzione e università, MariaStella Gelmini. «Noi siamo disposti a trattare, ma bisognerà verificare che i fondi promessi da Brunetta ci siano tutti, fino a quel momento la mobilitazione resta per tutto il pubblico impiego», spiega il segretario della Cisl funzione solo a un rito, il segretario della Uil scuola, Massimo Di Menna, attacca: «La considerazione della Gelmini è errata. Lo sciopero ha obiettivi concreti e rappresenta il disagio degli insegnanti». Rincara la dose Francesco Scrima, segretario della Cisl scuola: «Non c'è eleganza e non c'è rispetto nell'affermazione del ministro Gelmini che, nella sua guerra contro la scuola, cerca di svuotare il significato dello sciopero del 30 ottobre. A un ministro che non sa che cosa costa ad un lavoratore rinunciare ad un giorno di stipendio, non possiamo chiedere di capire che cosa sta facendo della scuola pubblica, del diritto allo studio a prescindere dalle condizioni e dal luogo di nascita». Duro anche il sindacato autonomo Gilda degli insegnanti, coordinata da Rino Di Meglio. «Invece di entrare nel merito dei problemi, il ministro Gelmini continua ad approfittare della propria posizione istituzionale per lanciare messaggi propagandistici che talvolta assumono un tono offensivo nei confronti dei docenti e di chi li rappresenta». Sottolinea la portata trasversale della mobilitazione -ai partiti, ai sindacati e anche alle generazioni- Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil: «Si sta compiendo quello che non accadeva da diversi lustri: sindacati di categoria, lavoratori anche di altre categorie sindacali, studenti, medi e universitari, genitori, famiglie, associazioni, amministrazioni locali, tutti insieme per difendere il futuro del paese, il diritto al sapere e il valore della conoscenza. Non capirlo, significa essere miopi». I sindacati, forti della riuscita della manifestazione del Pd di sabato scorso ma soprattutto della mobilitazione spontanea che sta interessando sia il mondo scolastico che universitario, contano in una buona adesione all'astensione dal lavoro di dopodomani. I problemi veri cominceranno probabilmente il giorno dopo. Il tanto contestato decreto Gelmini, quello per intedersi sul maestro unico, e in generale la manovra di tagli alla spesa per istruzione e università, sarà approvato domani. Dalla prossima settimana si dovrebbe entrare nella fase attuativa. Così come per tutti gli altri interventi legati alla riforma Gelmini e contemplati dal piano programmatico Tremonti-Gelmini: dal maestro unico (o prevalente, come vuole il premier, Silvio Berlusconi), alla chiusura delle piccole scuole, alla riduzione di ore di studio e di indirizzi per gli istituti tecnici e professionali...

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ecco lo shampoo anti-pidocchi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Cecina Ecco lo shampoo anti-pidocchi Prodotto da Solvay: «Non contiene sostanze invasive» Si chiama Bicar-P è realizzato attraverso il bicarbonato di sodio ROSIGNANO. Non solo la riforma Gelmini. La scuola italiana in questo momento deve fare i conti con un altro problema. Decisamente diverso nel genere, ma lo stesso preoccupante come i tagli all'istruzione temuti da insegnanti e alunni. è la pediculosi, vale a dire l'infezione dei pidocchi nel capo. Una questione che sta passando un po' in secondo piano, ma che trova diffusione nelle scuole proprio in autunno, alla ripresa delle lezioni. Ora la Solvay, insieme alla società Mavi, lancia sul mercato un prodotto che secondo le due aziende «è efficace senza contenere sostanze invasive». Il prodotto si chiama Bicar-P ed è in pratica uno shampoo «che può essere usato ripetutamente in caso di bisogno senza controindicazioni». Bicar-P è stato presentato ieri a Milano. «è una soluzione naturale e innovativa al problema dei pidocchi - dicono dalle due aziende - realizzato a base dello storico bicarbonato di sodio, che risulta efficace senza contenere sostanze invasive. è stato testato con uno studio di valutazione dell'efficacia dal professor Enzo Berardesca, direttore degli Istituti fisioterapici ospedalieri di Roma». Ma di cosa si compone esattamente questo gel? «Il prodotto - si legge nella valutazione redatta dal professor Berardesca - si basa sull'azione sinergica di due ingredienti attivi, rispettivamente bicarbonato di sodio e biossido di silicio. L'associazione di queste due sostanze, grazie a un meccanismo fisico, ostruisce le vie respiratorie del pidocchio, provocandone la morte per soffocamento e essiccamento». Il plus innovativo di questo shampoo «consiste nell'essere un prodotto inerte non tossico che può essere usato ripetutamente in caso di bisogno senza controindicazioni». L'efficacia di Bicar-P è stato studiata su 15 soggetti, di età compresa tra i 7 e i 16 anni, con in atto un'infestazione da pediculosi del capo con pidocchi adulti, ninfe o uova vitali presenti tra i capelli. Sulla teste di questi ragazzi è stato applicato il gel e lasciato agire per 6 ore. Operazione ripetuta dopo sette giorni. «Dodici soggetti - si legge nella scheda di valutazione - si sono presentati alla visita di controllo senza manifestazioni in atto riferibili alla presenza della parassitosi; due presentavano ancora qualche ledine, verosimilmente morte, dovuta all'insufficiente rimozione delle stesse con l'apposito pettine; un paziente ha eseguito un solo trattamento e, comunque, alla visita di controllo non presentava manifestazioni in atto. Non sono stati rilevati effetti collaterali di alcun genere e il trattamento è stato ben tollerato da tutti i soggetti». Dunque, «lo studio ha dimostrato l'efficacia dell'associazione di bicarbonato di sodio e di biossido di silicio nel controllare nell'86% dei casi la pediculosi del capo nei pazienti trattati». Ma.Mo.

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un " funerale" per l'istruzione (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Empoli Un " funerale" per l'istruzione In piazza la rabbia degli studenti, dei genitori e degli insegnanti Da venerdì tornano le occupazioni: «Non ci fermeremo» A centinaia alla fiaccolata contro il decreto di riforma Fumogeni rossi e molti interventi sui gradini della Collegiata EMPOLI. "Qui giace la scuola pubblica" c'era scritto sulla bara nera portata a spalla da due studenti. Dietro al "feretro" dell'istruzione circa 1500 persone. Insegnanti dei diversi gradi, dalle elementari alle superiori, genitori con i figli, moltissimi, studenti, un piccolo spezzone ma rumoroso. E poi i comitati in difesa della Costituzione e della scuola pubblica e anche l'Anpi, che ha voluto essere presente (con striscioni che riportavano alcuni diritti fondamentali della Costituzione) per manifestare il proprio dissenso nei confronti di una riforma che definisce «un attacco alla carta costituzionale e al diritto allo studio». Anche la giunta comunale c'era, rappresentata dall'assessore Massimo Giraldi, «a dimostrare, dopo la presa di posizione di alcuni giorni fa con la firma di un documento ufficiale, il sostegno ad una giusta protesta contro un provvedimento che invece giusto non è». Presente anche il sindaco di Vinci, Dario Parrini. Ognuno con in mano la propria luce, fiaccole, candele, ceri e addirittura torce elettriche. La fiaccolata è partita intorno alle 21,30 da piazza Don Minzoni, ha percorso via Curtatone e Montanara, aggirando piazza della Vittoria e confluendo in piazza Farinata degli Uberti attraverso via del Giglio. Composta, ordinata, piuttosto silenziosa, come d'altronde si confà ad una marcia funebre. «Anche se questa volta a morire - scandiscono gli organizzatori - è proprio l'istruzione pubblica in questo paese». Poi in piazza Farinata si apre il sipario: alcuni studenti salgono sulle scalinate della chiesa incappucciati di nero, al centro la bara anch'essa nera, intorno ceri da cimitero. «Stiamo celebrando il funerale della scuola pubblica - dicono al microfono alcuni studenti - che è stata assassinata dal ministro Gelmini». E continuano: «siamo ancora una volta in piazza, insieme a insegnanti e genitori per far capire ai nostri governanti che non ci stiamo a far marcire l'istruzione nel nostro paese. Vogliamo impedire che il decreto passi in Parlamento, ma se non ci riusciremo continueremo a mobilitarci, perché questo scempio non passi sotto silenzio». Alcune madri, insieme ai figli piccoli, si mettono a disegnare un cerchio con le candele nel mezzo della piazza. Mentre gli studenti delle scuole superiori empolesi, insieme a quelli degli istituti Marconi e Cattaneo occupati, intonano alcuni cori contro il decreto e accendono fumogeni rossi. Sui gradini della Collegiata si susseguono diversi interventi di altri studenti, di professori e genitori. «Lotta, protesta, agitazione», tutti hanno intenzione di non fermarsi qui, di andare avanti «anche contro la miopia e l'arroganza di questo Governo». E lo faranno, tornando molto probabilmente a fermare la didattica fin da venerdì prossimo, dopo che avranno partecipato (sono già centinaia le adesioni) giovedì alla manifestazione di Roma. Marco Pagli

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scuola, assedio al senato contro il decreto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Continua la rivolta anti-Gelmini Scuola, assedio al Senato contro il decreto ROMA - Domani voto finale sul decreto Gelmini al Senato. Il giorno dopo manifestazione nazionale e corteo a Roma dei sindacati della scuola. Due giorni caldi che fanno salire la tensione e la mobilitazione nelle scuole e negli atenei. PASOLINI E REGGIO A PAGINA 10

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roma, tensione al corteo "dalla destra inni al duce" - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Cronaca Roma, tensione al corteo "Dalla destra inni al Duce" Famiglia cristiana: no al decreto. La Cei: non si agiti la piazza Ondata di occupazioni. Domani assedio al Senato per il voto. Tafferugli a Napoli MARIO REGGIO ROMA - Domani voto finale sul decreto Gelmini al Senato. Il giorno dopo manifestazione nazionale e corteo a Roma dei sindacati della scuola. Due giorni caldi che fanno salire la tensione e la mobilitazione nelle scuole e negli atenei. Come se non bastassero le proteste di studenti, famiglie e insegnanti anche Famiglia Cristiana scende in campo: «Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa. C´è una legge approvata di corsa in piena estate, senza dibattito e senza un confronto pedagogico reale». E monsignor Coletti della Cei: «Non si può procedere a colpi di decreti ma è dannoso agitare la piazza». La destra tenta di reagire. L´appello del premier Berlusconi di manifestare in favore della Gelmini è stato raccolto da alcune decine di persone a Torino. E oggi Gasparri e Cicchitto incontreranno le associazioni degli studenti di destra al teatro Capranica di Roma. Nelle scuole e nelle università tira tutta un´altra aria. A Roma si moltiplicano le scuole occupate. Ieri è stata la volta del liceo classico Giulio Cesare, seguito dal Socrate e dal Manara. La musica non cambia a Torino e Milano. Si moltiplicano le autogestioni senza il blocco della didattica in tutta Italia. Da Gorizia a Palermo, da Urbino a Perugia, da Catania all´Aquila è scattato l´effetto domino. Non senza qualche piccolo problema. Ieri mattina nel corso del corteo degli studenti di alcune scuole superiori romane, partito da piazza della Repubblica e dirette a Palazzo Madama, un gruppo di giovani del "Blocco studentesco" di destra ha preso per un po´ la testa del corteo. Schermaglie, solo verbali, con l´Unione degli studenti, che accusa: «Si sono infiltrati nel corteo urlando "Duce Duce"». Sono volati invece ceffoni alla Federico II di Napoli, durante un´assemblea alla facoltà di Lettere, quando alcuni studenti di Azione universitaria, organizzazione di Alleanza nazionale, rinforzato da alcuni militanti di Forza Nuova, hanno chiesto la parola. Concessa ma solo per 3 minuti. Poi il breve ma serrato confronto fisico. Una delle novità dell´onda di protesta sono le lezioni in piazza. Il professor Marramao a piazza Farnese, i docenti di Medicina della Sapienza sulla scalinata del ministero dell´Istruzione. E si è svegliata anche l´università di Tor Vergata a Roma. Ieri cortei ed assemblee a Lettere, Ingegneria e Medicina. Studenti, ricercatori e docenti chiedono il blocco dei tagli di un miliardo di euro per coprire Ici e Alitalia. In preparazione lezioni all´aperto nel quartiere Appio-Claudio. Ma sarà il Senato il centro della mobilitazione: oggi e domani sit-in e manifestazioni a piazza Navona. Partecipano anche i Cobas. Giovedì sciopero nazionale della scuola. Il ministro Gelmini definito lo sciopero come «una protesta di pochi, il mio modello è Obama». Risponde Domenico Panataleo segretario nazionale della Cgil: «Il ministro Gelmini mostra evidenti segni di insicurezza attaccando in modo scomposto tutta l´area politica e sociale che contesta le scelte del Governo sulla scuola e sull´università».

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sciopero al forti contro la mancata cogestione (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

STAMANI DALLE 8,30 Sciopero al Forti contro la mancata cogestione Per la prima volta sit-in di protesta nell'istituto turistico MONSUMMANO. Sciopero generale e sit-in di fronte all'ingresso della scuola. Si mobilitano così gli studenti dell'Istituto Forti di Monsummano in risposta alla mancata concessione della cogestione da parte del dirigente scolastico. Stamani alle 8.30 è in programma una manifestazione di protesta contro la riforma Gelmini e contro la decisione del preside. Ieri mattina si è svolta l'assemblea d'istituto, dopo un confronto aperto con i professori sul decreto legge. Gli studenti del turistico hanno avanzato la richiesta di cogestione sulle orme del liceo Salutati (il Forti è una sede distaccata), subito respinta l'ipotesi avanzata dai ragazzi presenti (circa 250 su 320 iscritti). Motivo della bocciatura è il numero già elevato (rispetto al Salutati) di iniziative, progetti e visite guidate, previste nel piano di studi. I rappresentanti, mossi dalla situazione del liceo di Montecatini, che ieri ha iniziato la cogestione, hanno deciso di rispondere in maniera forte con la manifestazione di questa mattina, con tanto di striscioni e slogan. Se il Forti si attiva per la prima volta, le altre scuole superiori della nostra zona sono già partite con il primo giorno di autogestione. I rappresentanti degli studenti di Lorenzini, Anzillotti e Salutati hanno stilato un programma completo delle iniziative da svolgere nelle ore mattutine. Dalle 8 alle 13 fitti gli appuntamenti ai quali i ragazzi possono partecipare: laboratori di discussione sulla riforma della scuola, forum e cineforum per presentare la storia italiana contemporanea dal '68 ad oggi, vari corsi sportivi, di disegno, di informatica e sulla conservazione ambientale. Altre aule sono adibite alla lettura dei giornali per accendere un punto critico sulla realtà istituzionale dell'Italia e del mondo in generale. Molti gli spazi adibiti allo studio di romanzieri e storici del nostro tempo, con un occhio particolare ai cantori tradizionali delle nostre vicende storiche: da Guccini a De André, da De Gregori a Giorgio Gaber. Questa "scuola autogestita" durerà fino a domani. Gli studenti stanno raccogliendo le adesioni per l'esodo a Roma, in occasione dello sciopero generale previsto per giovedì. Luca Signorini

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la ricetta di brunetta, il "fantuttone" - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 31 - Commenti LA RICETTA DI BRUNETTA, IL "FANTUTTONE" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Dalla robotizzazione dei Fantozzi e dalla fantozzizzazione degli impiegati, dei dirigenti, dei ricercatori, degli scienziati, degli intellettuali, dei giudici, tutti, come i cinesi di Prato, inchiodati sulla sedia a cucire le borse. Al posto dell´operaio di JÜnger, soldato (al soldo) della Tecnica, l´Italia del 2008 ha dunque il Brunetta di Berlusconi, soldato del Lavoro Forzato. Il professore Brunetta, pur gonfio di rancore, rimane infatti, come egli stesso ama scandire, un so-cia-li-sta, con in testa l´operaio ottocentesco della grande tradizione. Perciò scambia il lavoro con la maledizione biblica e l´ufficio con il campo rieducativo alla Pol Pot, in un mondo dove, al contrario, il lavoro cerca di farsi creativo, divertente, ubiquo. Com´è ubiquo il lavoro del procuratore che nello stesso giorno, senza mettere piedi in ufficio, incontra la polizia in questura, interroga un detenuto in galera, indaga sul luogo del delitto e, a casa, studia i fascicoli, scrive una richiesta di archiviazione, attraverso il computer si confronta con la giurisprudenza. Ci pare roba da fantuttoni assatanati che un professore di economia pretenda di risolvere i problemi di economia del lavoro con metodi da secondino, da chiavistello, da tornello. Si sa che D´Alema gli ha dato dell´"energumeno tascabile" e Brunetta si è risentito accusandolo di razzismo. Ebbene, politicamente Brunetta è un energumeno e basta. Non tascabile, ma oversize. E lo diciamo anche per rispetto dei tanti altri brevilinei italiani (i tascabili appunto) che cercarono di riscattare l´avarizia della Natura con l´iperdinamismo, e basta ricordare Fanfani e Longanesi, il quale per esempio diceva di essere nato «nel secolo decimo nano», e di «passeggiare avanti e indietro?sotto il letto». La differenza non è tra longilinei e brevilinei, ma tra permalosi e ironici; non tra giganti e nani, ma tra intelligenti saggi e intelligenti fanatici. Il punto è che l´Italia non è il luogo dove si sono dati convegno tutti i fannulloni del mondo. Ma è purtroppo il Paese dell´oltranzismo rancoroso e ideologico che confonde la parte con il tutto. Sono esagerazioni, totalitarismi e paradossi che hanno fatto identificare l´Italia ora con il Paese dei papi omicidi ora con quello degli arlecchini e, via via, dei traditori e delle pagliette, dei Romeo e dei castrati, dei maschi virili e dei cicisbei. Oggi c´è Brunetta che, con occhio spietato e lucido, avrebbe finalmente scoperto che l´Italia realizza l´utopia rovesciata del riposo che nobilita l´uomo, l´Eden del non fare nulla. Ancora una volta lontani dai primati reali, qualcuno inventa per noi primati verbali. Eravamo nulla nel mondo come nazione e Mussolini inventò il nazionalismo fascista. Eravamo nulla come storia moderna e ci siamo inventati l´astuzia e la forza machiavellica. Siamo nulla come governo della produttività e Brunetta si inventa la galera ai fannulloni, l´inquisizione del lavoratore, l´ufficio come espiazione e rieducazione. Eppure tutti sanno che il lavoro moderno è delocalizzato dall´informatica. Qualche anno fa Jeremy Rifkin spiegò in un famoso libro che come il cavallo sparì dalle strade, dalle campagne e dal paesaggio sociale così anche il lavoratore sparirà dagli spazi produttivi. E infatti i paesi avanzati fanno esperimenti delocalizzando, grazie a Internet, lavori qualificati: costano meno e sono più produttivi. Invece Brunetta vorrebbe inchiodarci alla scrivania forse perché, gonfio di rancore, sogna di mortificare tutti i mondi dove secondo lui ancora si annida la sinistra: gli statali, i professori, i magistrati, i giornalisti, i disabili, i donatori di sangue. Una specie di parodia all´italiana della rivoluzione culturale cinese. Ieri sul Giornale Mario Cervi, che pure è un signore d´altri tempi, ha amplificato l´idea difensiva molto cara a Brunetta, secondo la quale ogni volta che egli attacca i fannulloni questi gli rispondono che "il problema è ben altro": «Il benaltrismo è un espediente dialettico grazie al quale si elude ogni questione». Sarà pure vero, ma cosa dire del "parlar-altrismo", del parlare d´altro per nascondere le vere questioni? Parla d´altro la Gelmini che invece di tagli alla scuola dibatte di grembiule e di voto in condotta. E Brunetta, anziché del cattivo governo della pubblica amministrazione, parla di fannulloni. Chi dice che il «problema è un altro» non ha molti argomenti, chi "parla d´altro" ha molti argomenti dentro cui nascondersi. Il primo è uno sprovveduto, il secondo è in malafede. Il primo è pavido, il secondo è arrogante. Ecco un pessimo modo di governare, fare una cosa e parlare d´altro: banche, giustizia, sicurezza? E non si illuda Brunetta perché qualche sondaggio l´ha premiato come nuovo eroe dei fantuttoni che, all´ora del caffè, riempiono i bar d´Italia, personaggi che la sanno lunga: «eh, se ci fossi stato io, quel gol l´avrei segnato», «io Bin Laden l´avrei già preso» ? Rientrati negli uffici, i fantuttoni risolvono i problemi domestici dei colleghi, senza mai marcare un´assenza. Ricordo un centralinista che aggiustava ferri da stiro, resuscitava vecchi trasformatori, riaccendeva lampade rotte. Stava sempre al suo posto e riusciva persino a rispondere al telefono. Nessuno ha mai scoperto che vendeva patacche e orologi rubati. Come Brunetta, era lui il re dei "fantuttoni", che in fondo sono solo fannulloni indaffarati.

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Il Campus si arrabbia (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Campus si arrabbia scuola in rivolta contro la riforma gelmini Infuocata assemblea di prof e studenti: domani scatta l'occupazione delle aule savona. Anche Savona si sveglia e si mobilita contro i tagli all'Università. E' un fronte compatto, mosso su impulso degli studenti di Scienze della Comunicazione, quello che ieri si è trovato nell'aula AN4 del Campus di Legino. Studenti e docenti universitari, rappresentanti del liceo Scientifico Orazio Grassi, del Classico Gabriello Chiabrera, e del Coordinamento Genitori Democratici (rappresentati da Anna Rispoli) si sono incontrati per illustrare la legge 133/2008 (tagli all'Università) e il decreto legge "Gelmini" e agire . E nelle slide che illustrano i tagli il ministro Tremonti diventa "Giulio mani di forbice"; il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione si trasforma in "Brunetta dei Ricchi e poveri" e in un fotomontaggio lo si vede tra Franco Gatti e Angelo Sotgiu proprio al posto di Angela Brambati, proprio la famosa "brunetta ". Al di là del folklore, la notizia è che questa volta gli studenti del corso di Scienze della Comunicazione e di Ingegneria fanno fronte comune e si riuniscono per parlare di "atti concreti" , esprimere il proprio dissenso e indurre il Governo a fare marcia indietro. Atti concreti che si risolveranno nel breve periodo nell'occupazione di un'aula del Campus che verrà utilizzata come base per il passo successivo, sostenuto anche dalla maggior parte dei docenti di Scienze della Comunicazione, ovvero le "Lezioni in piazza". «Mercoledì occuperemo un'aula che utilizzeremo come sede permanente di assemblea - dice Luisa Armenia di Scienze della Comunicazione - ed elaboreremo le modalità per fare le "lezioni in piazza" come sta succedendo a Genova e nelle altre Università italiane». Ma rispetto a Genova, Savona si è mossa con un certo ritardo. «Ci siamo mossi tardi e abbiamo iniziato a parlare di questa situazione solo giovedì scorso- dice Matteo Gibelli di Scienze della Comunicazione - ma qui la situazione è diversa rispetto a Genova. Molti di noi vengono da fuori, io ad esempio s ono di Genova . La cosa importante peròè che la settimana scorsa eravamo solo quattro o cinque; oggi la cosa sta crescendo. Non resta che fare l'ultimo passo: trovare proposte reali. Continueremo il confronto nei prossimi giorni e a breve decideremo». Da parte dei docenti presenti all'assemblea (Felice Rossello, Augusta Molinari, Federico Raiola, Luca Guzzetti con il lutto al braccio e Rinaldo Marinoni) la spinta a darsi da fare, «coinvolgere il numero maggiore possibile di studenti - come dice Augusta Molinari - e fare in modo che la protesta sia anche un momento di aggregazione, un'esperienza divertente e piacevole». Tutto fuori da qualsiasi influenza politica. Perchè non ci stanno i ragazzi del Campus ad essere strumentalizzati politicamente. «Voglio chiarire - dice Lorenzo Marcenaro all'assemblea - che siamo indipendenti e apolitici e non andremo a Roma con la Cgil , che deve fermarsi a riflettere e cospargersi il capo di cenere. Nessuno fa politica. Siamo solo qui per discutere di atti concreti, per dimostrare contro questi tagli che rischiano di trasformare le Università in fondazioni private». E legge il discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale" nel febbraio nel 1950, oggi attuale come 58 anni fa. Anche i ragazzi degli istituti superiori, invitati dai "cugini" universitari, hanno le idee chiare. «Abbiamo saputo di questo incontro - dice Gabriele Lugaro del liceo Scientifico Grassi- e abbiamo deciso di venire perchè c'è in ballo il nostro futuro. Tra qualche anno frequenteremo l'Università e quello che troveremo ci riguarda direttamente. Se passasse questa riforma continueremo a manifestare». L'opera d'informazione sui punti della riforma è arrivata anche al Grassi. «Abbiamo fatto due volantini - dice Paolo Rinaldi del Grassi - uno più sintetico e uno più dettagliato su quello che succederà se passa la riforma e li abbiamo affissi nel Liceo. Mercoledì parteciperemo allo sciopero e al corteo. E' un nostro diritto». elena romanato altri servizi >> 22 28/10/2008 ' 28/10/2008 Lezioni in piazzaMercoledì occuperemo un'aula del Campus e poi partiremo con le lezioni in piazza Luisa ArmeniaScienze della Comunicazione 28/10/2008

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<Torno in piazza dopo venticinque anni> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

«Torno in piazza dopo venticinque anni» un capo d'istituto in campo contro la riforma gelmini La preside dello Scientifico, Viganego, esce allo scoperto: chiedo rispetto per una vita dedicata all'istruzione UN DIRIGENTE scolastico da sempre noto per la sua riservatezza, a tratti schivo, abituato a lavorare dietro le quinte per il "suo" Liceo. Una preside che non aderisce ad uno sciopero da 25 anni. Ma la nuova politica del Governo che prevede un pesante intervento e tagli sul sistema scolastico ha stanato anche Gabriella Viganego, dirigente scolastico del Liceo Scientifico Orazio Grassi di Savona. Giovedì prossimo, rispolverati gli abiti delle manifestazioni anni '70, parteciperà allo sciopero contro i tagli alla scuola per il quale è prevista la mobilitazione di buona parte della città, dagli insegnanti, agli studenti ai genitori. «È vero non aderisco ad uno sciopero da 25 anni - dichiara Gabriella Viganego - vi ho partecipato quando ero docente, negli anni '70 per arrivare allo stato giuridico, per i decreti delegati. Poi ho partecipato allo sciopero contro le bombe di Savona, che ha visto mobilitata tutta la città in uno dei periodi più bui e tristi per Savona. Poi ne sono venuti altri, meno importanti. Allora era importante testimoniare che eravamo uniti. Poi ho sempre lavorato senza scioperare. Giovedì , invece, lo farò». Il fatto di unirsi ai colleghi del Grassi che si asterranno dal lavoro giovedì prossimo non è dettato da motivi politici quanto dalla volontà di vedere rispettati i sacrifici di 39 anni dedicati alla scuola savonese, al suo miglioramento e potenziamento a favore della formazione degli studenti. «Non è una questione politica quanto personale - dichiara Gabriella Viganego - ho speso 39 anni di vita nella scuola, senza mai guardare all'orario, per uno stipendio, quello degli insegnanti, che non è certo alto. Tutto perchè ho sempre creduto nel mio lavoro e nella possibilità di migliorare la scuola. Per scuola non intendo solo il Liceo Grassi ma anche tutte le altre nelle quali ho lavorato, compreso il Della Rovere. L'ho sempre fatto con passione perchè credo nella scuola pubblica e credo che la democrazia debba investire nella scuola pubblica statale. E' la quintessenza del concetto di democrazia, un concetto fondativo dei principi costituzionali». Il lavoro di Gabriella Viganego ha portato il liceo Grassi molto lontano. dalla certificazione Uni EN Iso9001 (concessa a pochi istituti superiori in Italia) ai numerosissimi riconoscimenti degli studenti del Grassi in vari settori. Tra i più recenti il premio nazionale indetto dall'associazione Alboscuole "Giornalisti per un giorno" vinto dal giornalino scolastico "Farò del Mio Peggio News", (per il secondo anno consecutivo) o lo scorso anno la premiazione di un elaborato della 3G al concorso "Scrivi un capitolo del nuovo Atlante enciclopedico dell'economia italiana" organizzato da Treccani, l'università Bocconi e Repubblica.it. «Ho lavorato e lottato per la scuola in cui ho tanto creduto per tutti questi anni - si sfoga Gabriella Viganego - non solo io ma anche il personale docente abbiamo sempre puntato a raggiungere livelli d'eccellenza nelle scuole in cui abbiamo lavorato e in ultimo nel Liceo Grassi, ottenendo importanti riconoscimenti. Ora con questa riforma mi sembra che buttino via la mia vita, mi sento molto amareggiata». Gabriella Viganego si rasserena pensando alla prossima iniziativa per festeggiare i 60 anni del "suo" liceo. «Il 6 novembre alle 16,30 nella Sala consiliare della Provincia - conclude la preside - presenteremo un libro che celebra i 60 anni del liceo Orazio Grassi intitolato "Una scuola, la sua città" . Ci saranno due nostri importanti ex alunni: il sindaco Federico Berruti e il vicepresidente della Provincia Lorena Rambaudi». Alla presentazione parteciperanno anche il professor Davide Montino dell'Università di Genova e curatore del libro, Massimo Botta, presidente dell'associazione ex-alunni del Liceo Grassi e Alessandra Arpi , studentessa della V C. Il libro ripercorre le tappe più significative della storia del Grassi di Savona, dal 1948 ad oggi. elena romanato 28/10/2008 ' 28/10/2008 quegli scioperiper le bombe a savonaCome docente partecipai agli scioperi per le bombe a Savona. Dobbiamo reagire gabriella viganegopreside liceo Scientifico 28/10/2008

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Da mallare a garlenda26 plessi rischiano la chiusura (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Da mallare a garlenda26 plessi rischiano la chiusura la mappa-denuncia della cgil VENTISEI PLESSI scolastici della provincia di Savona rischiano di chiudere i battenti se la riforma della scuola disegnata dal ministro Gelmini diventerà realtà. Da Rocchetta a Mallare a Osiglia. Ventisei scuole, in gran parte elementari, dislocate in località isolate o difficili da raggiungere in inverno con le strade ghiacciate. La loro chiusura comporterebbe quindi grossi problemi organizzativi per il trasporto degli studenti negli istituti principali dei centri più vicini. A fornire l'elenco dei plessi scolastici che rischiano la chiusura perché frequentati da meno di 50 alunni è la Cgil, in base ai dati tratti dall'organico di diritto per l'anno scolastico 2008-2009 (U.S.P. Savona). Fra parentesi indichiamo il numero degli alunni che frequentano le scuole nell'occhio del ciclone: Moglio (39); Casanova Lerrone (15) e Garlenda 33; Stellanello (25); Rocchetta (16) e Ferrania (36); Zuccarello (43) e Arnasco (34); Orco Feglino (14); Magliolo (12) e Giustenice (23); Sant'Ermete (47) e Bergeggi (41); Casanova e Pero (87); Mallare (46), Pallare (44) e Cosseria 12; Murialdo (32) e Osiglia (13); Urbe (33), Giusvalla (10), Mioglia (26), Pontinvrea (22), Stella San Martino (26); Vezzi Portio (12). «Non è detto che tutti questi plessi scolastici saranno chiusi - chiarisce Gianni Cazzola, segretario della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc-Cgil) -. Bisogna vedere quale iter avrà la legge. Quello che possiamo dire è che sono fortemente a rischio in base al piano programmatico del ministro Gelmini. I tagli sarebbero particolarmente gravi nel Sassellese e nel Millesimese. In questi casi è impensabile che i ragazzi siano costretti a spostarsi a valle. In altri casi sarebbe invece possibile trovare delle soluzioni». «Ciò che è sbagliato è il ragionamento che è stato fatto - continua -. Si è parlato prima di tagli e poi si sono guardate le situazioni. Bisognerebbe invece ragionare al contrario. C'è da augurarsi che l'applicazione della legge avvenga in modo graduale e intelligente. Se invece venisse applicata alla lettera, sarebbe un disastro. A mettere un freno agli scenari catastrofici è Luca Pedrazzi, segretario del Circolo delle Libertà Valbormida: «Una riforma della scuola è necessaria ed è continuata anche con il governo Prodi, come dimostrano i tagli nella Finanziaria 2008, ma i sindaci Pd non hanno mai protestato. Ora protestano per motivi di visibilità - esordisce -. La riforma Gelmini (ovvero il decreto 137/08) non prevede nessun taglio. I nostri plessi scolastici non sono interessati: anche il vicepresidente della Regione, Costa, ribadisce che non ci saranno tagli nelle scuole della nostra regione e quindi della nostra valle (Rocchetta, Ferrania e Cosseria compresi). Sarebbe opportuno che chi critica la riforma la leggesse senza limitarsi ad ascoltare chi urla di più in tv». Stefania Mordeglia mordeglia@ilsecoloxix.it 28/10/2008

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gli studenti di penne non occupano (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 24 - Cronaca Gli studenti di Penne non occupano PENNE. Si è svolta ieri pomeriggio nella sala polivalente in piazza Luca da Penne l'assemblea pubblica organizzata dagli studenti pennesi per informare i cittadini sui motivazioni del dissenso alla riforma Gelmini. Confermata l'adesione allo sciopero generale del 30 ottobre mentre altre iniziative sono previste per novembre. Al contrario, nessuna occupazione all'orizzonte: «Non abbiamo intenzione di occupare le scuole, perché con senso di responsabilità garantiremo lo svolgimento delle lezioni, fermo restando cambiamenti delle nostre strategie se lo scenario subirà un peggioramento della già critica situazione», racconta Luca Rossi, del liceo scientifico dirigente del comitato studentesco. «L'importante è aver registrato il grande interessamento della comunità verso i nostri problemi, che anche localmente restano numerosi e da risolvere». All'assemblea si sono alternati interventi di professori, maestri elementari, genitori e studenti. (e.d'a.)

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"salveremo le 816 scuole a rischio" - milena vercellino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Torino La presidente Bresso annuncia battaglia: la competenza è nostra. Anche la Provincia chiede il ritiro del decreto "Salveremo le 816 scuole a rischio" La Regione boccia la Gelmini: sarà applicata la vecchia legge MILENA VERCELLINO La Regione punta i piedi di fronte ai tagli alla scuola imposti dalla riforma Gelmini e va per la propria strada, scegliendo la "resistenza attiva": il piano di dimensionamento scolastico che taglia 816 istituti non entrerà in vigore. Il piano verrà formulato in base alla legge in vigore prima del terremoto Gelmini. Della spinosa questione si è parlato ieri mattina al Museo di scienze naturali nel corso di una seduta straordinaria della Conferenza regionale per il diritto allo studio, allargata ai 181 sindaci dei comuni sede di autonomia scolastica. Grande assente, l´Ufficio scolastico regionale, uno dei due destinatari del piano assieme al governo, al quale il documento verrà presentato in sede di conferenza unificata dopo l´approvazione prima in giunta e poi in Consiglio regionale. SEGUE A PAGINA II

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"salveremo quelle 816 scuole" - milena vercellino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino Palazzo Nuovo "Salveremo quelle 816 scuole" La Regione non adotterà il piano con i tagli del ministro Resteranno aperti gli istituti con meno di 50 allievi Il Pdl difende il maestro unico MILENA VERCELLINO (segue dalla prima di cronaca) Ormai frontale l´opposizione della Regione alla riforma: «Non siamo disposti ad accettare la distruzione del sistema scolastico piemontese � dice la presidente Mercedes Bresso -. Siamo disponibili a discutere, non a farci imporre nulla. Secondo l´accordo sul federalismo, la competenza dell´istruzione passerà alle Regioni dal prossimo anno scolastico. Lo Stato deve, quindi, confrontarsi con noi, che saremo titolari della materia. Così invece non si va certo verso il federalismo». La resistenza di Bresso e dei suoi va anche alla sostanza: «Non seguiremo i dettami di Gelmini per il piano di dimensionamento delle scuole, perché non sono definiti con precisione. Faremo il piano, come abbiamo sempre fatto, in base alla legislazione vigente, il decreto 112 del ´98». Tanto più che, come ricorda l´assessore Gianna Pentenero, «il Piemonte è una regione virtuosa che ha già accorpato ciò che c´era da accorpare. I tagli previsti dal governo che interesserebbero 6500 docenti e 3000 dipendenti tecnici e amministrativi sono inaccettabili perché porterebbero alla distruzione complessiva del nostro sistema scolastico». Se il piano della Regione andasse in porto, sarebbero salvate per il momento dalla scure del ministro Gelmini le 816 scuole piemontesi con meno di 50 studenti delle quali Bresso qualche settimana fa aveva denunciato la futura chiusura. «I genitori possono per quest´anno iscrivere i figli nelle scuole del territorio - dice Pentenero - e poi il prossimo anno vedremo». Ad alimentare ulteriormente i contrasti con il governo c´è poi la crescita esponenziale dei costi del diritto allo studio a carico degli enti locali che sarebbe innescata dall´applicazione della Finanziaria e del Piano programmatico del ministero dell´istruzione. Quanto invece alla possibilità di commissariamento della Regione, se non applicasse le norme governative Bresso ha ricordato che contro questo "gesto d´arroganza" la sua giunta ha presentato ricorso alla Corte costituzionale. Dalla conferenza di ieri è anche uscito un documento che chiede chiarimento e confronto sul magmatico tema della riforma che sarà presentato al governo durante la conferenza Stato-Regioni. Vi si chiede la revisione del piano di dimensionamento scolastico e la rideterminazione della rete delle scuole e dell´organico con il coinvolgimento di regioni e enti locali; poi il mantenimento dell´attuale tempo scuola nelle materne, primarie e secondarie di primo grado e più attenta valutazione del numero di allievi per classe considerando la situazione di ciascuna regione. Il ritiro del «piano Gelmini» è stato chiesto, con un ordine del giorno, anche dal Consiglio provinciale aperto convocato per discutere sulla riorganizzazione delle scuole. «Non è immaginabile - ha spiegato nel suo intervento il presidente della Provincia, Antonio Saitta - che un settore strategico per la vita democratica com´è la scuola debba limitarsi a ricevere ordini su cosa si deve fare e non sia coinvolto nella discussione dei provvedimenti». Parole, quelle di Bresso e di Saitta che hanno provocato la scontata reazione del centrodestra: Alleanza nazionale ha organizzato anzi la prima manifestazione pro-Gelmini, davanti alla Prefettura: «Non è vero che l´introduzione del maestro unico cancellerà il tempo pieno - ha detto il segretario provinciale Agostino Ghiglia parlando ai microfoni delle telecamere sotto un gazebo - come non è vero che ci sono tagli, le risorse sono incrementate Oggi per la scuola si investe in Italia quanto gli altri Paesi europei, ma il nostro Paese è agli ultimi posti per qualità. Significa che è necessario riformare». Duro anche il giudizio del coordinatore regionale di Forza Italia, Enzo Ghigo: «Bresso che si ribella al governo sembra Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento».

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no alla riforma , si mobilitano gli studenti (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 29 - Cronaca «No alla riforma», si mobilitano gli studenti Ieri assemblea allo Scientifico e autogestione all'istituto tecnico industriale L'AQUILA. Mentre a Roma si svolgeva il sit-in davanti a palazzo Madama, ieri in città, gli studenti hanno dato il via ad una settimana di mobilitazione contro la riforma Gelmini che culminerà con lo sciopero di giovedì prossimo. Al liceo Scientifico è stata indetta un'assemblea straordinaria, mentre i ragazzi dell'istituto industriale si sono dichiarati in autogestione. Per i prossimi giorni sono previste proteste anche al Cotugno (licei Classico, Pedagogico, delle Scienze sociali e Linguistico). Il Senato si avvia al voto finale sul decreto Gelmini che verrà discusso domani e che ha già avuto l'approvazione della Camera. Il provvedimento, tuttavia, non piace agli studenti che contestano tutto il piano di riforma del ministro. Nel mirino degli alunni sono soprattutto l'introduzione del maestro prevalente, il ritorno del voto in condotta determinante, il blocco del turn-over degli insegnanti e l'accorpamento delle scuole di montagna. La riorganizzazione della scuola a firma Gelmini sembra non trovare pieno consenso neanche tra i dirigenti delle scuole in mobilitazione, che tuttavia si dichiarano contrari alle forme di protesta messe in atto dagli studenti. «Non sono questi gli strumenti da utilizzare per manifestare il dissenso» dice il preside, Natale De Angelo che riguardo alla proposta di riforma Gelmini aggiunge: «La scuola italiana è malata gravemente, ma se la opera un taglialegna anziché un chirurgo, la sua situazione non migliora. Abbiamo bisogno di una riforma più organica che non pensi solo a recuperare fondi». Della stessa opinione è la preside dell'Itis (istituto tecnico industriale). «Il problema è che alcuni dei ragazzi manifestano per evitare le lezioni» dice «non penso che tutta la riforma Gelmini sia da buttar via, ma alcuni punti mi preoccupano». Al Cotugno ieri si è svolta un'assemblea di istituto nella quale è stata discussa la linea da adottare nei prossimi giorni. «I ragazzi intendono dare vita a dibattiti pomeridiani» spiega il preside, Angelo Mancini, che sottolinea: «la proposta del ministro non è una riforma scolastica, ma una manovra economica. Non c'è nulla di pedagogico né di didattico, ma solo la volontà di risparmiare».

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vattimo e evtushenko il filosofo e il poeta a fianco dei contestatori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Torino Il caso Oggi lezione all´aperto per l´ex docente Vattimo e Evtushenko il filosofo e il poeta a fianco dei contestatori Appena congedato dall´Università il filosofo Gianni Vattimo torna a parlare agli studenti sostenendo la protesta anti-Gelmini. E lo fa oggi alle 15 in un aula un po´ particolare, sotto il cielo aperto di piazza Vittorio Veneto per raccontare ai ragazzi i cambiamenti dell´università italiana negli ultimi 40 anni. Punto di partenza le dichiarazioni pronunciare in occasione della lezione sua d´addio - «lascio un´università peggiore di quella nella quale sono entrato» aveva detto - il filosofo ripercorre tutte le maggiori riforme e gli effetti che queste hanno avuto sulla didattica e sulla ricerca universitaria. Il collettivo di Lettere e filosofia, tra coloro che gestiscono i momenti didattici a Palazzo Nuovo e l´assemblea No-Gelmini invitano tutti gli studenti e tutti i cittadini interessati a partecipare. E un altro incontro porterà il contributo di un grande pensatore alla protesta del mondo della scuola e dell´università di questi giorni. Si terrà giovedì a Novara con Evgenij Evtushenko il portavoce più popolare della generazione di poeti che hanno rifiutato di aderire alla dottrina del realismo socialista. L´incontro con il poeta che iniziò da studente a criticare il regime sovietico avviene durante il festival "Scrittori&Giovani". Il mito vivente della poesia mondiale ha annunciato che ricorderà in versi Fellini, Beatles e amici italiani, ma parlerà anche di Putin e della contestazione dei giovani studenti tra passato e presente. Per l´occasione Interlinea pubblica un´antologia, Condannato all´immortalità, con pagine dal diario inedito, da cui leggerà. Prima del suo intervento Evtushenko gli studenti dell´Università del Piemonte orientale hanno chiesto di incontrarlo per parlare della attuale protesta. (o.giu.)

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comitati di base dei docenti oggi un sit-in in prefettura (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ALLE 18,30 Comitati di base dei docenti Oggi un sit-in in prefettura L'AQUILA. Mobilitazioni e proteste, annunciate nel pomeriggi di oggi, dai Comitati di base della scuola (Cobas) dell'Aquila. è in programma per questo pomeriggio, un'assemblea aperta, nell'Itis "Amedeo di Savoia" per coordinare e continuare la mobilitazione in vista della conversione in legge del decreto Gelmini, che è prevista per mercoledì mattina, in Senato. A seguire, sempre nel pomeriggio di domani, ci sarà un presidio alle 18.30 in piazza della Prefettura. I Cobas, insieme agli insegnanti e gli studenti delle scuole superiori e dell'università costituiranno anche un comitato aquilano per la difesa della scuola pubblica. «Il comitato», si legge in una nota, «è aperto a tutti i cittadini e le associazioni, che condividono i seguenti obiettivi: l'Abrogazione del decreto legge 137 perché riteniamo che un maestro unico tuttologo determinerà un netto peggioramento nella scuola elementare; l'abrogazione dell'articolo 64 della legge 133 che prevede 8 miliardi di euro di tagli alla scuola pubblica; rifiuto di qualsiasi ipotesi di mediazione sul maestro unico e di contrattazione sui tagli che significano sempre e in ogni caso la riduzione della qualità e della quantità del servizio pubblico. I Cobas», si legge ancora nella nota, «denunciano anche il tentativo di inquinare il clima pacifico della mobilitazione. Risultano, infatti inquietanti le dichiarazioni di chi minaccia l'uso delle forze nell'ordine nelle scuole». (fab.i.)

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dieci cortei e una fiaccolata in piazza ricercatori e studenti - ottavia giustetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Torino Unificate le manifestazioni previste per la conferenza poi annullata con la Gelmini Dieci cortei e una fiaccolata in piazza ricercatori e studenti OTTAVIA GIUSTETTI Gelmini o non Gelmini il corteo è pronto a partire e «sarà molto bello» promettono gli studenti dell´assemblea di Palazzo Nuovo. Anche se è ormai certo che il ministro diserterà l´appuntamento all´Unione Industriale, i ragazzi dell´università, della scuola media superiore, i precari della ricerca, molti docenti, genitori e rappresentanti delle sigle sindacali non rinunceranno a manifestare. Saranno più di una decina i cortei che partiranno nel pomeriggio. Le intenzioni sono gioiose e pacifiche. I ragazzi delle numerosissime scuole superiori occupate si sono dati appuntamento alle 18.30 in piazza Arbarello, storica linea del via per tutti i cortei dei liceali torinesi. Dalla palazzina Einaudi partiranno invece i giuristi, da Palazzo Nuovo gli studenti delle facoltà umanistiche, da via Pietro Giuria quelli delle facoltà scientifiche, da corso Duca degli Abruzzi quelli del Politecnico. Una breve sosta è in programma presso il rettorato dove i ragazzi di Palazzo Nuovo porteranno al rettore o al pro rettore un documento sulla legge 133 scritto dai ragazzi del gruppo di lavoro che ha lavorato nei giorni scorsi sull´analisi degli articoli della finanziaria che riguardano la formazione nel tentativo di farlo firmare anche dal capo d´ateneo. Poi, di nuovo in marcia. Primo punto di incontro sarà Palazzo Campana, con Scienze mfn, Medicina, Agraria, Veterinaria. Secondo incontro al monumento di corso Vittorio con il Politecnico. Destinazione: il centro congressi di via Fanti. «Se riusciremo a entrare - racconta Leonard Mazzone dell´assemblea No-Gelmini e del collettivo di filosofia - terremo un breve sit-in di informazione sulla legge poi ci dirigeremo tutti in piazza Castello dove ci incontreremo con gli studenti delle scuole superiori, con i genitori del Coogen, con i rappresentanti sindacali». Per la serata il coordinamento dei genitori distribuirà fiaccole al costo di due euro l´una per manifestare sotto il palazzo della Prefettura. Tutti insieme si parlerà di come partecipare allo sciopero di giovedì 30 ottobre. Come del resto avvierà in moltissime piazze italiane per scongiurare l´approvazione definitiva del decreto 137 del ministro Gelmini previsto per la mattina del 29. «è un fatto straordinario che tutte queste componenti rinuncino alla propria appartenenza per partecipare alla protesta - dice Andrea Merlone, ricercatore precario dell´Inrim - sicuramente sarà un successo anche se la Gelmini ha rinunciato all´appuntamento con Torino». I precari della ricerca degli enti pubblici si erano attivati per manifestare separatamente ma in questi giorni, vista la mobilitazione generale, hanno deciso di unirsi agli studenti e ai ricercatori precari dell´università. Oggi si riuniranno nel primo pomeriggio alla facoltà di Chimica e lì, dopo una breve assemblea, si dirigeranno lungo corso Massimo D´Azeglio, verso la sede dell´Inrim per «scaldare un po´ l´atmosfera facendo volantinaggio ai semafori e calando due maxi striscioni dalle colonne dell´Istituto». Gli ultimi dettagli organizzativi sono stati decisi ieri nelle piccole-grandi assemblee che si sono tenute nelle facoltà e nei licei. Nelle lezioni all´aperto che da questa settimana toccano quasi ogni angolo della città. Al Politecnico alla conferenza d´ateneo il rettore Francesco Profumo ha parlato di fronte a qualche centinaio di studenti e anche molti professori. I ragazzi hanno seguito in streaming l´appuntamento e poi in assemblea hanno deciso di unirsi agli studenti di Palazzo Nuovo per il corteo di questa sera.

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"fate vivere la nostra materna i bambini non sono un costo" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Torino Il documento Appello da un gruppo di genitori di Roletto nel Pinerolese "Fate vivere la nostra materna i bambini non sono un costo" "Violati i diritti dei più deboli: così si impoverisce l´offerta didattica e formativa" Siamo un gruppo di genitori di bambini che frequentano la scuola materna di Roletto, una delle 59 del Pinerolese a rischio di chiusura e vorremmo sottoporre il nostro appello a tutta la popolazione: aiutateci a non privare i nostri bambini della scuola materna. Opponiamoci in tutti i modi possibili a questa serie di tagli proposti dal Ministro Gelmini, leggiamo, informiamoci, cerchiamo di approfondire la questione e non solo attraverso la televisione. Nonostante quanto dica il ministro i tagli sono previsti e ciò è scritto chiaramente nel decreto e nel suo piano programmatico. Noi diciamo No alla chiusura delle scuole, No ad una scuola parcheggio e No all´impoverimento dell´offerta formativa. Il maestro unico era adatto ad un tipo di scuola ormai superato: adesso si insegnano nella scuola primaria la lingua straniera, la musica, l´informatica e tante altre materie, ben più del "leggere scrivere e far di conto" dei tempi dei nostri nonni. Ci preme chiarire che il nostro dissenso non è dovuto soltanto al problema pratico di "sistemare" i bambini il pomeriggio mentre i genitori lavorano, ma anche e soprattutto all´impoverimento dell´offerta didattica che questo piano prevede. I nostri figli hanno diritto fin dalla materna alla miglior scuola possibile e non ad una scuola a basso costo. Siamo d´accordo che si debbano eliminare gli sperperi, ma consideriamo i fondi spesi per la scuola un investimento e non uno spreco. Invitiamo pertanto tutti i cittadini, non solo genitori, insegnanti, studenti, ad informarsi e ad esprimere in ogni modo il proprio dissenso, per fermare una legge che considera i nostri figli un costo. Grazie per l´attenzione Un gruppo di genitori rolettesi

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gli studenti grossetani si preparano alla grande marcia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PIANETA SCUOLA Gli studenti grossetani si preparano alla grande marcia Giovedì lo sciopero Chi non andrà a Roma sfilerà nel capoluogo GROSSETO. Lavori in corso per la giornata di sciopero generale della scuola di giovedì prossimo. In vista del 30 ottobre, anche gli studenti grossetani si stanno organizzando per scendere in piazza e manifestare contro il decreto Gelmini. La settimana decisiva delle contestazioni, quella in cui il Senato si avvia al voto finale sul decreto, vede i ragazzi trascorrere i pomeriggi negli istituti superiori tra assemblee e dibattiti per decidere il da farsi. Più che agguerriti, gli studenti appaiono soprattutto riflessivi, desiderosi di fare chiarezza sulle conseguenze che i provvedimenti avranno sul loro futuro. Per questo al Magistrale si parla di taglio di ore, ma anche del compito della scuola e della sua missione educativa e formativa. Che i provvedimenti pensati dal ministro Gelmini, temono gli studenti, potrebbero mettere a rischio. Ieri pomeriggio all'istituto di via Porciatti si è tenuta un'assemblea - presente anche un rappresentante dell'istituto Agrario - per coordinarsi in vista di giovedì. Iniziative analoghe si svolgeranno oggi pomeriggio al Classico e in altri istituti cittadini. Il Magistrale, che non aveva aderito alle iniziative dei licei Classico e Scientifico la scorsa settimana, intende al contrario organizzare per giovedì prossimo una manifestazione vera e propria e portare in piazza più ragazzi possibile. Le modalità della protesta sono condivise con gli altri istituti superiori: chi può andrà a Roma e si unirà al corteo; gli altri si organizzeranno per far sentire la propria voce a Grosseto. E già si pensa a una colletta per affittare un furgoncino, procurarsi musica e altoparlanti, comprare carta e spray per gli striscioni. «Purtroppo dobbiamo ammettere - spiegano Manuel Bambi e Alessio Ricciotti, portavoce del Magistrale - che ci sono ancora troppi studenti che si disinteressano della riforma e che accettano passivamente quello che cade dall'alto. Ma contiamo di raccogliere più adesioni possibile sia per giovedì che per il 17 novembre, giornata internazionale di mobilitazione studentesca». Dagli altri istituti fanno sapere che non sono previste delegazioni ufficiali per Roma, ma che la trasferta sarà su iniziativa personale. E, con buona pace degli organizzatori, tra chi resterà a Grosseto ci sono anche quelli per i quali «prendere il treno alle 6 è troppo presto». Francesca Ferri

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a orbetello si teme la scure-gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Affollata assemblea con genitori e tecnici A Orbetello si teme la scure-Gelmini All'Istituto Don Milani si fa il punto sui possibili tagli dei plessi lagunari ORBETELLO. Il dibattito sulla riforma della scuola tiene banco anche a Orbetello. Dopo la prima iniziativa del Pd, anche i genitori della scuola media, preoccupati dai tagli previsti, hanno invitato alcuni tecnici dell'istruzione per avere delucidazioni. All'assemblea dei genitori degli alunni dell'Istituto comprensivo Don Milani sono stati invitati Anna Maria Carbone, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Manciano, intervenuta nella veste di presidente del Cidi (Centro iniziativa democratica insegnanti), e Laura Lambardi, segretario provinciale della Cgil Scuola. «Abbiamo indetto quest'assemblea - spiega un rappresentante dei genitori - in quanto siamo molto preoccupati dai tagli, dal ritorno al maestro unico, dal ridimensionamento del tempo pieno e del tempo prolungato, con la conseguente riduzione del tempo scuola e la chiusura di numerosi plessi scolastici. Abbiamo invitato dei tecnici che operano sul nostro territorio per comprendere la ricaduta che la riforma avrà sulla qualità dell'istruzione dei nostri figli». Molti i plessi a rischio chiusura nel territorio lagunare e, come ha chiarito la dirigente Carbone, l'appuntamento cruciale per capire quali in realtà chiuderanno i battenti è la conferenza provinciale di oggi. «L'assessore Nativi ha esteso gli inviti alla conferenza - dice Carbone - per creare una discussione più ampia possibile, che investa non solo gli enti locali, che dovranno palesare come intendono muoversi rispetto alle chiusure, ma anche i genitori. Chiudere le scuole, comunque, significa offrire una peggiore qualità dell'istruzione. Chiudere Polverosa significherebbe magari salvare Marsiliana, travasando studenti da un Comune all'altro, o magari togliere spazio vitale agli alunni di Albinia, tanto che gli addetti ai lavori già sono preoccupati per la sistemazione dei nuovi alunni». «Ridurre il numero dei plessi - prosegue - significa utilizzare gli spazi eccedenti di altri, eccedenti per modo di dire, in quanto attualmente utilizzati come laboratori, rischiando di penalizzare fortemente l'offerta formativa, con classi numerosissime, quando alla scuola privata è consentita la formazione di classi anche con soli 8 alunni». Barbara Uloremi

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gridano contro la gelmini ma tacciono su focardi e i senesi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITà GRIDANO CONTRO LA GELMINI MA TACCIONO SU FOCARDI E I SENESI Ormai da giorni le piazze italiane sono occupate da manifestazioni più o meno colorite contro la riforma Gelmini. Una cosa mi stupisce dei tanti zelanti assertori dei "danni" che starebbe compiendo il ministro: straparlano di una proposta e tacciono sulla gravissima situazione dell'Università di Siena e, quindi, anche della "succursale" grossetana. Tacciono le istituzioni locali, che pure in quell'Università ci investono risorse pubbliche; tacciono i tanti sostenitori del valore culturale che l'università ha per questo territorio. Eppure qualcosa di grave è accaduto: è emerso un "buco" di bilancio, riferito al 2007, inizialmente di 40 milioni di euro, discusso dopo lungo silenzio dai vertici dell'università il 10 ottobre in una seduta-fiume. Poi la commissione consultiva ha fatto un po' di chiarezza sull'entità attuale dei debiti: 90 milioni di euro verso l'Inpdap per contributi previdenziali non pagati; 20 milioni di euro per Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) dovuta e non pagata; circa 93 milioni per mutui contratti con le banche e con la Cassa depositi e prestiti (a fronte, però, di un patrimonio immobiliare di oltre un miliardo). A ciò deve aggiungersi una previsione di scoperto di conto corrente, a fine dicembre, di 35 milioni, necessari per pagare gli stipendi. In tutto fa quasi 240 milioni di esposizione, anche se i vertici dell'ateneo precisano che si tratta di cifre di natura completamente diversa fra loro, che non possono essere sommate. Solo dopo che alcuni organi di informazione e una lista civica di Siena hanno alzato il velo sulla situazione, la questione è diventata di dominio pubblico. Ci si attendevano prese di posizione, richieste di incontri e verifiche anche rispetto alla tenuta del percorso universitario in Maremma. Invece solo un incomprensibile silenzio. Secondo i calcoli di uno dei sindaci revisori, a fronte di una riduzione degli studenti da oltre 21 mila nell'anno accademico 2003-2004 a 18 mila nel 2007-2008, il personale docente è passato da 988 a 1243 unità e quello non docente da 1.080 a 1.297. E così, in un ateneo che dovrebbe concentrare gli sforzi sui settori essenziali, primo fra tutti la ricerca, il "buco" è ulteriormente allargato. E il Comune di Grosseto? Tace. Andrea Di Meglio (An-Pdl)

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università in fermento: tre assemblee (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi la prima riunione a Giurisprudenza, gli studenti dell'Udu insieme ai professori Università in fermento: tre assemblee LA PROTESTA CONTRO LA GELMINI TERAMO. Anche l'università di Teramo si mobilita contro il decreto Gelmini: convocate tre assemblee nel giro di due giorni. Il sindacato studentesco Udu (Unione degli universitari) e le facoltà di agraria e di veterinaria scendono in campo; studenti, ricercatori e professori dell'ateneo teramano protestano insieme. Oggi alle 15,30 nell'aula 7 di Giurisprudenza si terrà il primo incontro organizzato dal sindacato studentesco. L'Udu ha annunciato, tra l'altro, che parteciperà alla manifestazione di Roma del 30 ottobre per protestare con i sindacati della scuola. Alle 18.30 riunione aperta nella sede del biennio di Veterinaria, in piazza Moro: sarà stilato un documento e si sceglierà la linea da seguire nei prossimi giorni. Domani invece saranno gli studenti di Agraria a mobilitarsi: alle 14.30 è prevista l'occupazione temporanea dell'aula B. Ci sarà un incontro col preside di Agraria Dino Mastrocola e il rettore Mauro Mattioli per discutere delle conseguenze della legge 133 sull'università. Al termine verrà presentato un verbale con la raccolta delle firme di protesta. Gli studenti del gruppo Progetto Agraria, promotori dell'iniziativa, hanno assicurato che le discussioni delle tesi, previste giovedì, si terranno regolarmente. Azione Universitaria intanto parla di «manifestazioni inquinate. Giusto protestare contro l'Università alla sfascio, sbagliato difendere gli interessi dei baroni». Parla anche di «movimento studentesco senza autonomia, guidato da rettori con megafono e presidi con striscioni» e precisa: «non vogliamo difendere il governo, quanto attaccare chi rovina l'Università». (e.m.)

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studenti, l'onda in piazza. "destra in corteo grida al duce" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma Studenti, l´Onda in piazza. "Destra in corteo grida al Duce" L´onda passerà la notte davanti al Senato. Proprio davanti a Palazzo Madama, dove ieri si è concluso il corteo degli studenti medi in cui non sono mancati momenti di tensione tra i liceali di destra e di sinistra, oggi pomeriggio giungerà la manifestazione degli universitari che partirà dalla Sapienza. Un presidio contro l´approvazione del decreto Gelmini che proseguirà anche durante la notte. E anche ieri ci sono state lezioni in piazza (alcuni studenti sono stati identificati dalle forze dell´ordine), occupazioni di licei e proteste creative. MAISTO, MARI E VITALE ALLE PAGINE II E III

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studenti, "assedio" al senato - laura mari giovanna vitale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma Studenti, "assedio" al Senato Tendopoli durante il voto. Giovani identificati nella lezione in piazza La protesta Da stasera Notti bianche a Matematica di Roma Tre E gli ingegneri della Sapienza vanno al Colosseo LAURA MARI GIOVANNA VITALE La mappa delle proteste contro i decreti Tremonti e Gelmini non ha più confini. L´Onda ha ormai conquistato tutte le piazze della città e, dopo le lezioni all´aperto, i cortei e le occupazioni degli atenei, oggi la roccaforte della mobilitazione sarà corso Rinascimento. Proprio davanti a Palazzo Madama è diretto il corteo formato da migliaia di studenti della Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata che partirà alle 14.30 da piazzale Aldo Moro e giungerà al Senato, per un presidio che andrà avanti tutta la notte. Un´autentica tendopoli contro il decreto-Gelmini (che sarà votato in Senato domani) e che rappresenta il culmine di una settimana di mobilitazioni. Proteste creative che ieri hanno visto gli studenti della facoltà di Psicologia della Sapienza sfilare in mutande davanti al rettorato, gli studenti di Lettere di Roma Tre appendere il cartello "Tremonti manda al rogo l´università", mentre i ricercatori di Fisica hanno fatto i lavavetri a viale Marconi indossando le t-shirt "Questo sarà il mio futuro". Ma in una mattinata segnata da assemblee movimentate (gli studenti di Azione Universitaria hanno denunciato di «essere stati aggrediti da alcuni collettivi studenteschi della Sapienza e di non aver potuto parlare a Roma Tre») e originali lezioni in piazza (gli studenti di Medicina della Sapienza si sono ritrovati davanti al ministero dell´Istruzione, mentre i docenti di Chimica hanno tenuto le lezioni a piazza del Popolo), non sono mancati momenti di tensione. A piazza Santa Maria Liberatrice, infatti, una volante della polizia ha tentato di sgomberare il gruppo di aspiranti architetti di Roma Tre che aveva appena finito di ascoltare la lezione del professor Bianchi. «Qui voi non ci potete stare» hanno ordinato gli agenti agli studenti. «Noi stiamo facendo lezione in piazza, è un nostro diritto» hanno risposto gli universitari. Una provocazione per i poliziotti. «Questo lo dite voi - hanno protestato - state occupando il suolo pubblico senza autorizzazione, ora vi identifichiamo tutti». I ragazzi ammutoliscono. Uno di loro, Flavio Graviglia, estrae una reflex e comincia a scattare. «Niente foto - lo ammonisce uno degli agenti - dammi la macchina fotografica, questa è sequestrata». A riportare la calma è dovuto arrivare un graduato, l´ispettore Alessandro Speziali. è stato lui a parlare con i ragazzi, a tranquillizzare qualche genitore sopraggiunto nel frattempo. «è un normale controllo di polizia - dice - rientra nei compiti delle volanti pattugliare il territorio». Proprio gli studenti di Roma Tre oggi alle 12 parteciperanno ad un´assemblea di ateneo con il rettore Guido Fabiani e nella facoltà di Matematica da stasera inizieranno le Notti bianche. Il consiglio di facoltà di Scienze della Sapienza ha deliberato, a partire da oggi, «la sospensione mirata della didattica fino al 3 novembre per valutare gli effetti del decreto 133». E oggi a mezzogiorno, davanti al Colosseo, lezioni in piazza degli studenti di Ingegneria della Sapienza.

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La Ferrari dice no al motore unico: <Pronti a lasciare la Formula 1> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

La Ferrari dice no al motore unico: «Pronti a lasciare la Formula 1» L'ultimatum Il Cda di Maranello si schiera contro la proposta di Mosley per il 2010. Scuderie unite, pronte al campionato alternativo 28/10/2008 MAESTRO unico e motore unico non piacciono a nessuno. Tranne forse al ministro Gelmini e al presidente della Fia, Max Mosley. Se le reazioni studentesche sono sotto gli occhi di tutti, quelle del mondo della F.1 hanno assunto le sembianze di un clamoroso annuncio da parte della Ferrari: se dovesse passare l'idea del motore unico in F.1 a partire dal 2010, «la Ferrari è pronta a riconsiderare la propria presenza in questa categoria». Recita così il comunicato consuntivo del Cda del Cavallino rampante che ha sancito una annata ricca di successi commerciali. A poco è servito vedere come i ricavi abbiano raggiunto la cifra di 450 milioni di euro (un più 22,3 per cento rispetto al periodo precedente) e gli utili abbiano sfiorato gli 80 milioni (79 per la precisione con un più 41,1 per cento rispetto all'ultimo trimestre 2007). No, quello che brucia alla Ferrari, che pur riconosce l'impegno comune nel tagliare le spese in F.1, è quell'assurda decisione di Mosley che vuole imporre un motore unico, uguale per tutti e senza possibilità di sviluppo da parte dei costruttori. Ve la immaginate una Ferrari che compra un motore da un costruttore qualsiasi e ci mette sopra il proprio marchio? E che dire di Toyota, Renault, Bmw, Mercedes che sono pienamente d'accordo con la squadra italiana? Sulla stessa linea dell'ultimatum con possibile ritiro dalla F.1 si è schierata anche la Toyota che, pur ribadendo il proprio impegno fino al 2012, spiega in un comunicato che, nel caso cambiassero gli scenari, si potrebbero fare scelte diverse e battere nuove strade, «come il ritorno a Le Mans». E' un fuoco di fila deciso, da parte dei costruttori, contro la proposta Mosley. Ma perché il presidente della Fia insiste con questa decisione? Perché vuole imporre dei risparmi alla F.1 tagliando là dove le Case investono soldi, ovvero nei motori, dimenticandosi che alcune scuderie hanno gallerie del vento (qualcuna anche tre?) che lavorano 24 ore al giorno per riuscire ad ottenere un decimo in meno al giro. Risparmio sì, ma in maniera intelligente, sembra essere l'idea delle scuderie che in questo week end si troveranno in Brasile per mettere a punto una proposta comune. Si parlerà di telai con meno sofisticazioni, di motori che dovranno durare 3 GP e non 2 come adesso, di cambi che dovranno resistere per 6 GP invece di 4 come accade attualmente. Ma anche di divisione dei premi e di maggiori introiti per le scuderie. Se Mosley insiste con le sue idee, gli altri fanno muro. A partire dalla Ferrari che non ci sta a questo gioco voluto da Mosley. Come dire: caro Presidente, tira pure la corda quanto vuoi ma ricordati che alla fine sono i costruttori a fare le macchine e se questi si ritirano, il nome F.1 non ha più senso. Anche perché qualcuno potrebbe farsi il proprio campionato parallelo in proprio, senza avere più nulla che fare con Mosley e le sue pretese? Paolo Ciccarone 28/10/2008

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tor vergata, sfilata e blocchi della didattica (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma L´ateneo Tor Vergata, sfilata e blocchi della didattica Blocco della didattica a Scienze e a Lettere domani, dopodomani e venerdì 14 novembre. Dopo le due assemblee dei giorni scorsi, ieri l´università di Tor Vergata si è mobilitata contro la legge 133 con un corteo di oltre 1000 persone tra docenti, ricercatori e studenti, che hanno rivendicato il carattere autonomo e apartitico del movimento. Il serpentone ha attraversato le facoltà di Scienze, Economia, Lettere, Ingegneria e Medicina, che per la prima volta ha sposato la protesta. Dalle 10 di domani le lezioni di Scienze si terranno a piazzale Appio Claudio, aperte alla cittadinanza, con sette docenti e l´appoggio del X municipio. Il consiglio di facoltà di Lettere ha deciso l´apertura fino alle 23, per permettere a studenti e professori di organizzare la protesta. Lo stesso consiglio ha suggerito ai ricercatori, che da contratto non sono tenuti alla didattica, di astenersi dal fare lezione fino al ritiro degli articoli contestati. Il 30 ottobre l´ateneo parteciperà alla manifestazione delle scuole contro la legge Gelmini, il 14 novembre aderirà al corteo dell´università e della ricerca. (ce.ge.)

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sinistra e destra in corteo tensione e accuse: 2 aggrediti - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma Sinistra e destra in corteo tensione e accuse: 2 aggrediti Dilagano le occupazioni dal Giulio Cesare al Pasteur TEA MAISTO "La riforma non la vogliamo". Si è conclusa con questo slogan la mattinata di protesta degli studenti davanti al Senato. Studenti di movimenti di destra e di sinistra � in 10 mila secondo gli organizzatori - arrivati tutti insieme in piazza Navona per urlare il loro "no" al decreto Gelmini. Ma durante il corteo, partito da piazza Esedra, ci sono stati momenti di tensione. «è la manifestazione delle scuole del IV municipio e non vogliamo essere strumentalizzati � spiega una studentessa � i ragazzi di Blocco studentesco (il movimento di destra vicino a Casa Pound) hanno provato a prendere la testa del corteo mettendo il loro striscione davanti. Inoltre quando eravamo in via Cavour alcune scuole hanno preferito abbandonare la manifestazione perché non volevano manifestare con loro». Di più, accusa l´Unione degli studenti: «Hanno gridato "duce, duce"». Ma i giovani di destra spiegano: «Non è stato un corteo del Blocco Studentesco, ma di tutti gli studenti. Non è stato gridato alcun coro "duce, duce", né ci sono stati simboli politici. La divisione è avvenuta quando membri esterni hanno costretto una piccola parte del corteo a non proseguire fino al Senato». Davanti al ministero dell´Istruzione hanno manifestato anche 2mila studenti circa di tre istituti - il Vivona, il Cannizzaro e l´Aristotele e delegazioni da altri istituti dall´Eur. La protesta è anche continuata nelle scuole e al Virgilio (dove ieri si è tenuta una lezione in piazza della Chiesa Nuova) al Tasso, al De Chirico, ieri si sono aggiunte le occupazioni di Giulio Cesare, Pasteur, Talete, Nautico Colonna, Manara, Cavour, Socrate, Keplero. Oltre alle proteste dell´artistico Ripetta, del Gullace e del Seneca. «L´obiettivo è manifestare il dissenso rispetto ai provvedimenti attuati dai ministri Gelmini e Tremonti», scrivono gli studenti del Giulio Cesare. La manifestazione durerà fino a giovedì e assicurano i ragazzi sarà «un´occupazione costruttiva perché ripuliremo i muri e ripareremo quel che c´è di rotto». «Era stata votata l´autogestione � ha spiegato la preside Carla Sbrana - invece oggi (ieri per chi legge) in modo antidemocratico un gruppo ha prevaricato la decisione della maggioranza della scuola». Ma nel pomeriggio proprio davanti al Giulio Cesare, denuncia l´Unione degli studenti, «due ragazzi del Tasso sono stati aggrediti da due militanti dell´estrema destra». Racconta un amico dei due studenti aggrediti: «Due ragazzi di Blocco Studentesco hanno colpito i due studenti con calci e con un casco al grido di �Infami ve la faremo pagare´. Li hanno riconosciuti come quelli che al corteo degli studenti si erano ribellati al fatto che avessero preso la testa del corteo». Smentisce il movimento di destra: «Blocco Studentesco è assolutamente estraneo alla presunta aggressione avvenuta davanti al Giulio Cesare». Nuova protesta oggi: davanti al ministero dell´Istruzione il comitato delle elementari "Non rubateci il futuro" consegnerà le firme raccolte contro il maestro unico.

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il sindaco micucci giovedì a roma sfilerà col gonfalone (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PICCOLI COMUNI Il sindaco Micucci giovedì a Roma sfilerà col gonfalone RAPINO. La riforma proposta dal ministro Gelmini provoca proteste e mobilitazioni anche nei piccoli centri. A Rapino, il sindaco Rocco Micucci, centrodestra, già impegnato nella lotta per salvare l'ospedale guardiese, apre un altro fronte: «Meno di un anno fa, sostenevo che se si accettava il concetto che la salute è una merce e gli ospedali vanno valutati per la produttività, era inevitabile che dopo gli ospedali sarebbe toccato alle scuole, perché il concetto è lo stesso». Micucci spiega che in questi casi non si può tenere conto delle ideologie politiche: «Sugli ospedali ha operato sciaguratamente un governo di centrosinistra e sulle scuole sta operando delittuosamente uno di centrodestra». L'amministrazione di Rapino ha investito molto sulle scuole e non intende accettare passivamente i tagli proposti solo con obiettivi numerici. Un disagio che appartiene a tanti altri piccoli Comuni della «PiccolaGrandeItalia», la campagna promossa da Legambiente per la qualità della vita nei piccoli centri, e sarà rappresentato in corteo a Roma, giovedì, nella grande manifestazione ne a cui parteciperà anche il sindaco Micucci, con una delegazione del Comune di Rapino che sfilerà con il proprio gonfalone.

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"l'università non è la champions league" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma Il filosofo Marramao, docente di Roma Tre, ha tenuto una lezione a piazza Farnese: "Il governo vuole atenei di Serie A e di Serie B" "L´università non è la Champions League" "Se approvati, riforma e decreto saranno un punto di non ritorno per l´università" «Forse il governo non ha capito che l´istruzione non è un campionato di calcio, una Champions League dove poter suddividere gli atenei in serie A e serie B» il commento, ironico ma amaro, è di Giacomo Marramao, docente di filosofia politica a Roma Tre che ieri mattina ha tenuto una lezione a piazza Farnese contro il decreto 133. Può spiegare cosa intende per "modello Champions League"? «La riforma che si sta tentando di attuare si basa sulla competizione estrema, che vedrà gli atenei sfidarsi ad armi impari per tentare di conquistare fondi e finanziamenti privati. Ma l´università non è un campionato di calcio, per migliorare il sistema serve cooperazione» Perché ha deciso di aderire alle proteste degli studenti? «Se verranno approvati, la riforma Gelmini e il decreto Tremonti segneranno un punto di non ritorno per il sistema universitario. Sono decreti che mortificano l´intelligenza e che tagliano docenti e stipendi, stando però ben attenti a salvare i 24mila insegnanti di religione. Con l´approvazione dei decreti è in gioco la sopravvivenza dell´istituzione universitaria. E anche quella dell´Italia, perché senza sapere non c´è democrazia» Rispetto alle mobilitazioni del ´68, in cosa si differenzia il movimento dell´Onda studentesca? «Nel ´68 si lottava contro la casta dei professori e contro un sistema universitario che vedeva i docenti-"baroni" contrapposti agli studenti. Oggi, invece, insegnanti e professori procedono di pari passo. Ai ragazzi che stanno scendendo in piazza dico di non arrendersi e, soprattutto, di continuare ad essere gelosi dell´autonomia di un movimento che hanno saputo costruire in maniera intelligente e non violenta» Dunque gli studenti anti-Gelmini non sono dei "facinorosi"? «Direi piuttosto che sono dei giovani che vivono nell´epoca delle passioni tristi. Di un presente che vive nel passato e che non sembra offrire speranze di futuro. Ma è a loro che adesso spetta il compito di riappropriarsi di quel futuro. E lo slogan che hanno coniato, "non abbiamo paura", è semplicemente meraviglioso: un governo che cerca di intimorire i giovani con la politica della repressione e degli "avvisi ai naviganti" è un governo che ha perso la rotta» (laura mari)

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tenta di fermare writer pestato davanti al manara - federica angeli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Tenta di fermare writer pestato davanti al Manara Il 32enne è stato picchiato da otto giovani Sul muro della scuola di Monteverde avevano scritto "Via i fasci" FEDERICA ANGELI Cerca di impedire a un gruppo di writers di imbrattare i muri di un liceo e viene picchiato selvaggiamente. L´episodio è avvenuto la scorsa notte davanti allo storico «Lucio Manara», nel cuore di Monteverde. «Via i fascisti dalla scuola» e «Contro la Gelmini», questo avevano appena finito di scrivere, a caratteri cubitali, sulla parete del liceo classico gli otto, quando un uomo di 30 anni si è trovato a passare di lì. Stava rientrando a casa, dopo aver trascorso la serata con amici; avrebbe potuto ignorare il gruppo e tirare dritto. Invece si è fermato e ha tentato di far desistere i ragazzi, tutti trentenni, che continuavano a imbrattare. «Inizialmente - ha raccontato l´aggredito agli investigatori del commissariato Monteverde intervenuti poi sul posto insieme ai colleghi del reparto volanti - ho cercato di bloccare i ragazzi con modi concilianti, ma due di loro, uno dei quali armato di manganello, mi hanno aggredito violentemente». Soltanto l´intervento di un suo amico e le urla dei residenti che si sono affacciati alle finestre, sono riusciti a mettere in fuga il gruppo. La sala operativa della questura, informata dell´accaduto da un testimone, ha inviato in via Basilio Bricci alcune pattuglie che si sono subito messe alla ricerca dei writers fuggiti, come dichiarato dai testimoni, a bordo di una Fiat Panda e due motorini. A terra, vicino al muro di cinta del liceo «Manara» dove erano stato scritto «Via i fascisti dalla scuola» e «Contro la Gelmini», i poliziotti hanno trovato e sequestrato le bombolette di vernice spray usate. Gli agenti del reparto volanti, diretti da Paolo Guiso, e del commissariato Monteverde, guidati da Giuseppe Zingale, al termine di una rapida ricostruzione dell´accaduto e ascoltate le descrizione fornite sugli aggressori e sui mezzi di fuga, hanno rintracciato uno del gruppo, un romano di 32 anni. Dopo essere caduto in contraddizione più volte, l´uomo ha cercato di far credere di non avere la disponibilità della sua auto, la Fiat Panda, dicendo che gli era stata rubata da poco, ma poi messo alle strette, ha ammesso la simulazione del furto. Gli investigatori hanno dunque capito che stava nascondendo qualcosa e hanno proseguito la loro attività perquisendo il suo appartamento. Mentre gli investigatori giravano per la casa il trentenne, a quanto dichiarato dalla questura, ha opposto resistenza fino ad arrivare a minacce verbali. I poliziotti hanno trovato e sequestrato numerosi volantini di matrice politica, e al termine delle verifiche, l´uomo è stato denunciato in stato di libertà per minacce e resistenza a pubblico ufficiale e simulazione di reato. L´indagine sta proseguendo a tamburo battente: mentre gli uomini della Digos stanno valutando i contenuti dei volantini trovati a casa del ragazzo (che parlano di alcune manifestazioni e mobilitazioni da parte dei centri sociali contro il ministro Gelmini), gli investigatori stanno lavorando per identificare il resto del gruppo che ha imbrattato i muri e i due che hanno picchiato il passante.

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Insegnante, carriera senza futuro (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 28-10-2008)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 256, pag. 21 del 28/10/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Ecco i tempi di attesa per i 237 mila precari. E senza tener conto dei nuovi tagli agli organici Insegnante, carriera senza futuro Alle superiori 9 anni per Lettere, 21 per Lingue straniere Alcuni rischiano di avere l'agognato posto fisso con la pensione. è il caso eclatante di chi insegna, da precario, Lingue straniere e che potrebbe spuntare l'assunzione a tempo indeterminato tra 18 anni, se è nelle graduatorie della scuola media. Ovvero tra 21, se svolge servizio alle superiori. Va meglio ai precari dell'area letteraria-umanistica che hanno tempi di attesa tra i 5 anni della secondaria di I grado e i 9 anni della secondaria di II grado. Più o meno come i precari di Matematica, che dovrebbero aspettare circa 4 anni alle medie e 7 alle superiori. Tempi di attesa lunghi, quelli stimati dal ministero della pubblica istruzione in un rapporto sull'assorbimento dei 237 mila precari iscritti nelle graduatorie 2007. Tempi che sono destinati a peggiorare. Già, perché, nel fare i calcoli, il ministero ha tenuto conto di un trend di assunzione pari alla media degli ultimi tre anni. Ma con i tagli agli organici e il blocco del turn over previsti dalla manovra sulla scuola, non si parlerà più di assunzioni per un bel po' di anni. E così, l'attesa, per chi è già in graduatoria, è condannata ad allungarsi. E chi ne è fuori, perché deve ancora fare la trafila dell'abilitazione, farebbe bene a pensarci due volte prima di avventurarsi nella professione. Anzi, si profila concretamente l'evenienza che per i prossimi anni molti dei precari che oggi lavorano nella scuola non avranno più neanche il contratto a tempo determinato e dovranno cercarsi un altro lavoro. La Finanziaria estiva, infatti, ha sancito per il prossimo triennio un taglio del 17% degli organici del personale ausiliario, tecnico e amministrativo, pari a oltre 44.500 posti. E una riduzione delle piante organiche degli insegnanti per oltre 87.400 cattedre. Oltre 40 mila dovrebbe sparire dagli organici già il prossimo anno. Il che vuol dire che saranno cancellati quasi tutti i posti vuoti di insegnante nell'organico di diritto, quelli sui quali è in linea di diritto possibile fare assunzioni a tempo indeterminato e/o supplenze. Secondo un'elaborazione fatta da ItaliaOggi, infatti, in organico di diritto il prossimo anno dovrebbero essere 49 mila le cattedre senza titolare. Vuoto abnorme per bidelli e segretari: 97 mila di organico non coperti. Il precariato, però, come denuncia lo stesso ministero, è molto più alto dei posti che risultano scoperti in organico di diritto: perché ci sono i distaccati, i comandati da sostituire, oltre a chi si ammala. E poi ci sono i precari che lavorano in base all'organico di fatto, quello che si costituisce ogni anno sulla scorta delle esigenze reali denunciate dalle scuole e che queste non riescono a soddisfare con il personale delle piante organiche ufficiali. Insomma, un bel ginepraio. E non è un caso che già il precedente ministro della pubblica istruzione, Beppe Fioroni, avesse previsto il blocco delle iscrizioni nelle graduaotorie permanenti, trasformandole in liste a esaurimento. Perché c'è la consapevolezza che la necessità di insegnanti e bidelli nella scuola dei prossimi anni è destinata a calare. L'attuale sistema scolastico? «Non ce lo possiamo permettere», ha ammesso nel corso di una conferenza stampa il ministro dell'economia, Giulio Tremonti. «Bisogna pensare ad altri settori statali di impiego per chi è già iscritto nelle graduatorie permanenti», aveva annunciato il ministro dell'istruzione, MariaStella Gelmini. Nuove assunzioni a tempo indeterminato nella scuola probabilmente non ci saranno a breve. Ma, quando avverrà, ci sarà un nuovo sistema che abiliterà all'insegnamento solo un contingente realisticamente impiegabile. E non più, come avvenuto finora, praticamente chiunque ne avesse il desiderio o la passione. Al nuovo progetto di reclutamento sta lavorando Valentina Aprea, presidente della commissione istruzione della camera. Un progetto declinato secondo il motto: pochi, ma buoni e meglio pagati. La professione insegnante non sarà per tutti.

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In arrivo un taglio delle lingue (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 28-10-2008)
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Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 256, pag. 22 del 28/10/2008 Autore: di Antimo Di Geronimo Visualizza la pagina in PDF       La riforma in preparazione prevede una generale riduzione dello studio degli idiomi stranieri In arrivo un taglio delle lingue Alle medie torna il modello Moratti, ai licei sacrificato il latino Via gli specialisti di lingua inglese alle elementari; meno inglese alle medie, dove si scende da 6 ore settimanali a tre; più inglese, invece, al classico e seconda lingua al posto del latino al liceo scientifico. Sono queste le novità più importanti, che riguardano lo studio delle lingue straniere, previste dalla riforma Gelmini, a decorrere dal prossimo anno. Le leggi del caso Il testo di legge da cui derivano tutte le novità è l'articolo 64 del decreto legge 112/2008, convertito con la legge 133/2008. Il dispositivo, al comma 3, prevede espressamente che le modifiche vengano introdotte con un piano programmatico predisposto dal ministero dell'istruzione. Piano che è stato reso noto dal dicastero di viale Trastevere e che è stato anche inviato alle commissioni parlamentari per il prescritto parere. Esiste poi anche una bozza di regolamento per la razionalizzazione delle risorse umane della scuola che fa riferimento alle lingue. Scuola primaria Il piano programmatico prevede che l'insegnamento dell'inglese nella scuola elementare venga confermato. Ma dispone il riassorbimento sul posto comune degli insegnanti specialisti e una sorta di riconversione per le maestre che già insegnano sul posto comune, per consentire a queste ultime di insegnare anche l'inglese. Insomma, non ci sarà più la figura dell'insegnante laureato che insegna l'inglese in più classi. Ma ogni maestra dovrà provvedere a tale insegnamento, dopo avere frequentato un corso di formazione, che dovrebbe attestarsi tra le 150 e le 300 ore. La novità si inquadra nell'ambito della reintroduzione del maestro unico alle elementari, espressamente prevista dall'articolo 4 del decreto legge 137 (il decreto Gelmini). L'individuazione del numero di ore da destinare a questo insegnamento non è indicata nel decreto 137. Che a questo proposito rimanda a un successivo regolamento. Allo stato, l'inglese viene insegnato mediamente per 2 ore la settimana, ma si fa riferimento ad un orario settimanale che va da un minimo di 27 ore a un massimo di 40. Il decreto Gelmini, invece, prevede che con l'introduzione del maestro unico bisognerà passare a un orario di 24 ore settimanali. Scuola secondaria di I grado Nella scuola media l'inglese subirà un ridimensionamento per effetto della riduzione del tempo prolungato. Il piano programmatico e la bozza di regolamento prevedono, infatti, che questa particolare articolazione del tempo scuola sopravviverà solo a patto che le scuole siano in grado di assicurare il servizio pomeridiano per tre volte la settimana (comprensivo di mensa) e che vi sia almeno un corso intero: I, II e II media, secondo lo schema introdotto dalla Moratti con il dlgs 226 del 2005. L'inglese, dunque, non potrà essere più insegnato 6 ore per classe (come avviene nel tempo prolungato) ma dovrà fare riferimento a sole 3 ore settimanali. A ciò dovranno essere aggiunte altre due ore per la seconda lingua. Secondaria di II grado Per quanto riguarda le superiori non si hanno ancora notizie certe sulla sorte delle lingue, perchè le varie ipotesi sono ancora allo studio dell'amministrazione centrale. Non di meno, secondo quanto risulta a Italia Oggi, le principali novità dovrebbero riguardare i Licei. In particolare il classico e lo scientifico. L'orario settimanale del classico, infatti, dovrebbe subire un incremento fino a 30 ore. E le ore in più dovrebbero essere utilizzare per potenziare l'inglese, che sarà insegnato fino all'ultimo anno (oggi si ferma al ginnasio). Allo scientifico, invece, il latino dovrebbe diventare opzionale e, a domanda, potrebbe essere sostituito da una seconda lingua.

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Radiografia di un lettore sui fannulloni che stanno a scuola (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 28-10-2008)
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ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 256, pag. 23 del 28/10/2008 Autore: lettera firmata Napoli un padre Visualizza la pagina in PDF       Lettere Radiografia di un lettore sui fannulloni che stanno a scuola ItaliaOggi prosegue nella pubblicazione di alcuni interventi dei lettori sulle riforme Gelmini e Brunetta. Sono prof, fannullone e pure napoletano... Mi presento: sono un fannullone al cubo. Dipendente statale, insegnante e, pure, napoletano. è venerdì 24 ottobre, sono le 8,00 e mi trovo nel corridoio di uno dei più prestigiosi licei cittadini. Il preside ci invita a prendere le assenze entro le 8,10. A quell'ora i cancelli – come ogni mattina – chiudono. E chi c'è c'è. Sono davvero sfaccendato. Penso che se mi vedesse Brunetta crescerebbe di tre spanne per l'orgoglio d'avermi etichettato come merito. Esco nel cortile della scuola a prendere una boccata d'aria. Fuori si sente il vociare eccitato dei ragazzi che si organizzano. Su tutti un megafono che impartisce disposizioni, poi partono i cori anti-Gelmini, pro-scuola pubblica e così via. Lentamente i suoni s'affievoliscono e il gruppo s'allontana. Una collega mi chiede che succede. «E' la lotta, bellezza!», le rispondo ironico. Qui i ricordi dello studente che fu e del prof che sono si mescolano. In fondo – rifletto - è cambiato poco. In compenso – però - è peggiorato tutto. è un groviglio di cause, concorsi e sensi di colpa. D'improvviso l'analisi del passato è interrotta dal presente che incombe. Al di là del cancello, due miei alunni discutono animatamente col custode. Loro chiedono d'entrare alla seconda ora, l'altro si appella al regolamento - quello del chi c'è c'è - e dice no. Qui entra in azione il facinoroso, il comunista ed il fannullone che – secondo chi governa – è in me. Intercedo col preside e chiedo che ai ragazzi sia concesso di entrare. Riprendo il registro, trascrivo il ritardo e inizio a fare lezione. All'intervallo – visto che il bar è chiuso - condivido i miei crackers con gli studenti. è l'occasione per chiedere come mai hanno cambiato idea e sono entrati. Il più audace mi confessa che la sera prima ha sentito Santoro e si è convinto che la riforma è giusta. La compagna di classe, che l'ha seguito per non lasciarlo solo, gli chiede: «Ma, la conosci?». «No, ma i comunisti non mi piacciono. Io sono di destra», chiosa lui. «Ma sai cos'è la destra», gli chiedo. E il ragazzo: «Berlusconi!». Incalzo: «e poi?». «Il fascismo ed Hitler», prosegue. «Allora sei fascista?», mi inalbero. «No, che c'entra_» mi risponde. «Allora ti convince Berlusconi?», insisto. «Sì! Assolutamente», dice. «Perché?», domando. «Perché se ha fatto tanto per sé, potrà fare qualcosa anche per noi», afferma deciso. Proseguo: «Ma cosa ha fatto per noi?». «Non so. Ma di certo ha tolto la monnezza da Fuorigrotta!», replica col sorriso di chi ha assestato il colpo da match point. «Ma, questo, secondo te _». La domanda resta sospesa, coperta ed interrotta dalla campanella. L'intervallo è finito ed i crackers pure. Per mio conto torno a fare il fannullone. Ripenso con tenerezza a Brunetta e lo immagino cresciuto di sei spanne: oggi mi sono arricchito come sempre e sono stato pure più fannullone che mai. è a perdere la passione per l'insegnamento Cerco di sintetizzare la profonda amarezza ed il grande sconforto di mia figlia Laura. Si è laureata a Genova in architettura con 110 senza ritardi. Poi altri due anni sempre all'università di Genova per specializzarsi in restauri con il risultato di 50/cinquantesimi. Successivamente ha scoperto di amare l'insegnamento e da quattro anni insegna educazione tecnica a Genova nelle medie inferiori con tanta passione.Non avendo l'abilitazione, nel 2006 e 2007 ha frequentato la Ssis della sua materia a Milano (a Genova non c'è) con enormi sacrifici poiché al mattino insegnava a Genova e al pomeriggio in treno a Milano per studiare. La fatica di quei due anni è stata ricompensata risultando alla fine l'unica ad ottenere il massimo dei voti, cioè 80, su un centinaio di colleghi provenienti da tutta Italia. Era felice. Attualmente è in graduatoria a Genova dove sta insegnando in attesa di passare di ruolo. Però in questi giorni ha appreso che la sua grande fatica sarebbe stata inutile in quanto educazione tecnica verrebbe accorpata in matematica. Le è crollato il mondo addosso. Io sono molto orgoglioso di mia figlia perché la sua vita è sempre stata dedicata al lavoro ed al merito. Sono i suoi principi. Laura non sa di questa mia lettera perché, da donna umile ed intelligente , non avrebbe approvato. Non vuole darsi arie, vorrebbe soltanto coerenza e giustizia.

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il pdl difende la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL CONFRONTO Il Pdl difende la Gelmini LUCCA. Nella sala riunioni del comune di Capannori si è svolto il dibattito sul decreto Gelmini organizzato dal Popolo delle Libertà. Nella sala gremita sono stati numerosi sia i sostenitori sia i dissenzienti del decreto Gelmini. Hanno introdotto i lavori i coordinatori provinciali di Fi Vanda Cervelli, di An Franco Ravenni e il rappresentante della neonata associazione culturale facente capo al sindaco di Lucca. La relazione è stata svolta dalla docente universitaria on. Stefania Fuscagni che, dopo aver fatto appello sulla necessità di migliorare la qualità del nostro sistema formativo attraverso una sua organica riforma, senza impedirne il percorso, si è soffermata sul decreto Gelmini illustrandone i vari aspetti «e il buon senso degli stessi» che - secondo il Pdl - «invece viene trascurato, anzi strumentalizzato a fini politici e ideologici. Del ritorno al voto, del maestro unico, anzi prevalente, della rivalutazione del voto di condotta, della durata cinquennale del libro di testo e degli altri provvedimenti del decreto, l'on. Fuscagni ha illustrato i positivi aspetti didattici, che sono pienamente in linea sia con lo spirito sia della riforma Moratti, sia degli spunti riformistici dell'ex ministro Fioroni - dice ancora il Pdl -. Non si giustifica l'esasperata protesta che si è sollevata artatamente nel Paese». Durante l'intervento della Fuscagni, e anche di altri, si sono levate varie voci di dissenso con tentativi (sedati) di interruzione. Il dibattito è proseguito, seppure in modo animato e talvolta concitato. Dice il Pdl: «Va anzi sottolineato che per la prima volta, mentre si procede a Lucca e in provincia a occupazioni, a scioperi, a autogestioni e manifestazione, grazie all'incontro da noi organizzato si è reso possibile lo svolgimento di un serrato e a volte aspro, ma sempre civile confronto fra i sostenitori e i dissenzienti del decreto Gelmini. «Gli interventi, sia favorevoli sia contrari, compresi quelli degli studenti, sono stati di spessore e di qualità».

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occupato il simoni (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Lucca Occupato il Simoni Cambia la forma di protesta LUCCA. «Tu tu tu tu... il liceo è momentaneamente occupato». è questo uno degli striscioni esposti al liceo scientifico "Galilei" di Castelnuovo dove gli studenti hanno messo in atto un'occupazione, così anche per l'Ipsia "Simoni" facente parte del medesimo istituto. Mentre al "Campedelli" prosegue l'autogestione, i ragazzi del "Simoni" hanno cambiato forma di protesta nei confronti del decreto Gelmini. A scatenare il passaggio all'occupazione sarebbe stata la richiesta del preside Pietro Paolo Angelini di sospendere l'autogestione in questa settimana. I ragazzi erano intenzionati a rimanere in forma autogestita sino alla manifestazione di giovedì a Roma e di fronte all'atteggiamento del preside hanno deciso di passare all'occupazione. Ieri i carabinieri sono intervenute per parlare con i ragazzi, ma l'occupazione, comunque in termini civili, è proseguita. La manifestazione a Roma è organizzata dai sindacati di scuola in concomitanza con lo sciopero generale dei lavoratori dell'istruzione pubblica. «Una iniziativa che assume un significato particolare per la Valle del Serchio spiega il segretario Cgil Michele Massari -. Il decreto Gelmini indebolisce il sistema della scuola dell'obbligo con l'introduzione del maestro unico, riduce l'orario a 24 ore settimanali, attacca i diritti dei lavoratori del settore, pone i presupposti per la perdita di decine di posti di lavoro anche nella nostra zona». Contro l'articolo 3 del decreto 154, la regione Toscana ha presentato ricorso alla Corte costituzionale. Questo articolo mette a rischio di chiusura o di accorpamento numerosi istituti della zona: gli istituti comprensivi di Bagni di Lucca, di Camporgiano, di Castiglione, di Gallicano e di Piazza al Serchio oltre l'Itcg "Campedelli" di Castelnuovo. «Per questi motivi, la Cgil di zona metterà in campo un forte impegno per promuovere la riuscita della sciopero e la partecipazione alla manifestazione unitaria - chiude Massari -. Alla Cgil di Castelnuovo in via Azzi (0583-65079) sono disponibili i volantini unitari, le informazioni logistiche con la cartina del percorso della manifestazione, le modalità, gli adempimenti e le procedure per aderire allo sciopero». Gli orari delle partenze del pullman dalla Garfagnana: Piazza al Serchio, presso la stazione, alle 3,30; Castelnuovo, piazza della Repubblica, alle 4; Campia 4,10; Fornaci di Barga, in località Due strade, alle 4,20 e Borgo a Mozzano, nei pressi del bar Il Pescatore, alle 4,30. è obbligatoria la prenotazione presso le organizzazioni sindacali. Luca Dini

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manifestazione a barga per parlare della riforma (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Lucca Manifestazione a Barga per parlare della riforma LUCCA. Come previsto la fase dell'occupazione degli istituti superiori di Barga si è conclusa sabato. Adesso è la volta dell'autogestione avviata ieri in attesa dell'appuntamento di oggi. Al Teatro dei Differenti si terrà alle 18 una importante manifestazione che coinvolgerà studenti, genitori, insegnanti, dirigenza scolastica, amministrazione comunale e altri enti. Si tratta di un momento che permetterà agli studenti di valutare altre iniziative per i prossimi giorni. Quello che è già stato deciso dagli studenti è che comunque l'autogestione proseguirà almeno fino a domani. L'esperienza avviata ieriè aperta a tutti, come tengono a sottolineare i ragazzi, e infatti alle superiori di Barga si sono tenute lezioni autogestite dagli studenti e altre tenute in forma autogestita con il coinvolgimento dei docenti che hanno aderito all'esperienza. Il tutto aspettando quanto accadrà al Differenti. Si tratta infatti di un momento centrale per la protesta barghigiana dopo che ragazzi e docenti nei giorni scorsi hanno accettato la proposta del sindaco Sereni di organizzare a Barga un momento di riflessione e confronto sulla riforma Gelmini. Ad oggi hanno già dato l'adesione alla giornata il senatore Andrea Marcucci in qualità di segretario della commissione scuola e cultura, la Provincia con gli assessori all'istruzione, Silvano Simonetti, e alle politiche giovanili, Mario Regoli, la Comunità montana della Media Valle con il presidente Marco Bonini. Interverranno gli assessori comunali Renzo Pia (istruzione) e Nicola Boggi (politiche giovanili) e la dirigente dell'Isi, Giovanna Mannelli. La manifestazione si pone come un momento comune e di incontro fra istituzioni, dirigenza scolastica, insegnanti, studenti e le loro famiglie. Questo è un aspetto importante perché così si coinvolgono i genitori dei ragazzi che magari sono rimasti ai margini dell'azione di occupazione dei giorni scorsi e che al Differenti possono toccare con mano quanto sta accadendo oggi nella scuola. Sarà un grande evento tanto che il teatro secondo le previsioni sarà al completo. Anche perché in questo modo sono gli studenti in prima persona a impegnarsi nell'organizzazione dopo aver risposto positivamente all'invito del primo cittadino. Flavio Guidi

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facoltà occupata, il preside si dimette (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Facoltà occupata, il preside si dimette Scienze politiche proclama l´occupazione e il preside Antonello Miranda si dimette. La protesta contro la riforma Gelmini continua a crescere: ieri sono scesi in piazza migliaia di studenti di tutte le facoltà. Stasera ci sarà una fiaccolata a partire da piazza Alcide de Gasperi, mentre giovedì gli scolari saranno di nuovo in corteo. Proteste gemellate a Palermo e Roma. BRUNETTO, INTRAVAIA E ROMANO ALLE PAGINE IV E V

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parlano i presidi: troppi corsi di laurea (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo Viaggio nelle facoltà. "Non difendiamo l´aberrazione di padri e figli negli stessi dipartimenti" Parlano i presidi: troppi corsi di laurea "Il baronato c´è, ma il codice Lagalla non basta" Ammettono la Parentopoli ma invitano a non enfatizzare «un male diffuso in tutto il Paese», chiedono una riforma del sistema dei concorsi, bocciano l´alto numero di corsi di laurea. Mentre sul codice Lagalla che dovrebbe evitare la presenza di congiunti stretti nei dipartimenti, o meglio sulla sua applicabilità concreta, affiorano i primi dubbi. I presidi giudicano i mali dell´università. Ma, in alcuni casi, ne sottolineano anche i progressi fatti negli ultimi anni. Vincenzo Guarrasi, preside di Lettere, dice che «esistono facoltà in cui c´è una realtà di vecchio baronato universitario. Ma in altre non esiste un vero blocco di potere. E la mia è di questo secondo tipo. Sì, ci sono i Buttitta, i Carapezza, i Nicosia: ma loro sono il vanto di questa facoltà. Le aberrazioni sono costituite dai padri e dai figli nelle stesse strutture: e questi casi io non li difendo. Il problema della Parentopoli è strutturale, ed è legato alla forma del reclutamento universitario, che è una via di mezzo fra cooptazione e concorso pubblico». Guarrasi punta il dito sulla riduzione dei finanziamenti per l´università: «Io sono coinvolto nel movimento che protesta contro la riforma Gelmini e i tagli. Le università stanno diventando luoghi dove non arrivano più fondi per la ricerca, la didattica è in sofferenza. Le risorse sono quelle appena necessarie per pagare gli stipendi. E così, a Palermo, il senato accademico ha dovuto ridurre di un terzo le borse per i dottorati». Il preside di Lettere promuove il rettore uscente Giuseppe Silvestri: «Con lui l´Ateneo ha recuperato credibilità: prima c´era una situazione difficile, non si approvavano i bilanci, lo statuto era bloccato». Ma Guarrasi riconosce anche che «uno degli errori commessi, in questi anni, è stata la frammentazione dell´offerta formativa». Concetto espresso anche dai colleghi. Francesco La Mantia, preside di Ingegneria, dice che «si è davvero esagerato con il numero dei corsi di laurea, e la qualità si è andata abbassando». La Mantia fa i conti: «I corsi a Palermo saranno un centinaio, alcuni dei quali, specie nell´area umanistica, assolutamente non coerenti con il mercato del lavoro. E il proliferare dei corsi porta a una ricerca di docenti esterni che finisce per aumentare i costi non assicurando sempre qualità didattica. Ma sono certo che entro la fine del 2009 il problema sarà superato». Anche secondo La Mantia il sistema dei concorsi va riformato: «Ci vorrebbe la cooptazione ? spiega - e questo termine non può riferirsi a una arbitraria assunzione di chicchessia, ma alla chiamata di studiosi che siano stati dichiarati idonei in un concorso nazionale. Se i concorsi nazionali si facessero contemporaneamente per tutti i settori e non solo su bandi delle facoltà, anche quest´ultimo, fondamentale tassello nella catena che accresce la parentopoli sarebbe eliminato». Giuseppe Verde, preside di Giurisprudenza, è crudo nella sua disamina: «La parentopoli è uno dei problemi. Un altro è costituito indubbiamente dalla carenza di risorse, che bastano appena a pagare gli stipendi dei docenti e del personale amministrativo, e un altro ancora dall´offerta formativa: l´obiettivo, a livello nazionale, è di diminuire il numero dei corsi del trenta per cento, qui la riduzione è ferma poco sopra il dieci per cento». E poi c´è il codice etico, la norma annunciata da Lagalla per limitare il numero dei parenti stretti nei dipartimenti. Verde non la boccia ma esprime perplessità sulla sua applicabilità: «Non so come si possa conciliare con l´ordinamento generale: una facoltà, in linea teorica, non dovrebbe bandire un concorso se fra i partecipanti c´è il parente di un docente. L´idea è giusta, non so quanto praticabile». Sia La Mantia che Guarrasi, nel promuovere il codice, operano lo stesso distinguo: «L´eliminazione della cosiddetta Parentopoli è anzitutto un problema di coscienza. Da sole le regole non bastano». e.la.

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il maxi-corteo "global" contro la riforma - antonella romano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Palermo Sfilata chilometrica per chiedere il ritiro del decreto: "è l´ultima occasione per fare pressione di massa" Il maxi-corteo "global" contro la riforma In migliaia da piazza Croci all´Ars. C´erano anche nomadi e senza casa Insieme agli universitari genitori e allievi di licei e scuole elementari Tra i manifestanti anche il pronipote di Brancati giunto apposta da Londra dove è dottorando ANTONELLA ROMANO Tamburi, danze sfrenate al ritmo dei "Cento passi" dei Modena City Ramblers, cori insistenti di «se non cambierà, lotta dura sarà», salti di rabbia nei confronti della Gelmini. «Siamo tutti facinorosi»: hanno risposto per le rime, sfidando Berlusconi, con lo striscione che ha aperto il corteo. L´onda trionfale della protesta studentesca ieri, nell´ora dello shopping pomeridiano, ha invaso tutto il centro, per un corteo che da piazza Politeama, via Maqueda, corso Vittorio Emanuele, è sfociato all´Ars. Il grande giorno della rivolta pacifica dell´Ateneo di Palermo. Una festa di piazza che ha risvegliato la città con i colori e i toni volutamente accesi per l´ultima manifestazione che si terrà prima della approvazione in Senato del decreto Gelmini. Tantissimi genitori, in mezzo a cittadini qualsiasi, sono scesi a filmare e fotografare dai marciapiedi la scena. In prima fila, la facoltà di Lettere; in chiusura del serpentone chilometrico due bambini di quinta elementare della scuola primaria "Corrao", con le insegnanti. In mezzo scuole medie, decine di licei - anche quelli non in autogestione - con studenti, genitori e docenti, e tutte le facoltà dell´Ateneo, dietro il proprio striscione. In migliaia hanno fischiato e urlato slogan, attrezzati di tutto punto, medici in camici bianchi, biologi dietro tre bare funebri sollevate a braccia, studenti del liceo artistico Almeyda con i fumetti dei politici-bersaglio, vulcanologi dell´Invg in divisa, i "biodisoccupati" di Scienze, infermieri del Policlinico mai stabilizzati, docenti scontenti. Ad Architettura studenti e docenti hanno realizzato un giardino della protesta, con le aiuole a forma di No. Mischiati agli studenti anche i senza tetto, i nomadi, i diseredati di Palermo, rivendicando «casa, lavoro, diritti sociali, noi non siamo dei criminali», il comitato di lotta senza casa era col leader Pietro Milazzo. Hanno sfilato in un unico movimento, senza bandiere e con la sola forza dei loro pensieri «intelligenti e selvaggi», impressi su lenzuoli, striscioni e cartelli, su adesivi e magliette. «Probabilmente è l´ultima occasione per fare una pressione di massa prima dell´approvazione del decreto. Abbiamo diffuso ovunque i nostri documenti, per coinvolgere tutte le scuole», dice Giorgio Martinico, esponente dei movimenti di Lettere. Tante le storie intrecciate, da quella di Daniele Maniscalco, ricercatore sempre precario di Lettere, a quella di Claudia Cosentino, dottore a Geologia ma senza borsa, a quella Alessandro Brancati (discendente di Vitaliano Brancati), ingegnere aerospaziale, con dottorato di ricerca in corso all´Imperial College. Da Londra è venuto apposta per manifestare con i suoi colleghi: «Per i prossimi tre anni, col blocco del turn over, la nostra generazione sarà cancellata. I baroni la riforma non li tocca. Ma i giovani che vogliono tornare nel loro paese d´origine non hanno speranze». Venere Ansaldi, docente alla media Gramsci, protesta come insegnante, come cittadina e come madre di una figlia specializzanda a Biologia e un figlio ricercatore precario. «Tutto il modello pedagogico di questa riforma mi preoccupa», sostiene sconsolata. In consiglio comunale domani si discute una mozione su scuola e università. «Ci attendiamo un voto bipartisan - dice Vincenzo Tanania, Pd, primo firmatario - per chiedere al governo il ritiro della 133». Giovedì a Palermo due i cortei in vista per la manifestazione unitaria dei sindacati della scuola, ai quali si aggiungono i precari del Policlinico. «è importante - dice Pasquale Dipollina dell´Udu - scendere in piazza, con scuola e università insieme, per chiedere al governo di fare un passo indietro».

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occupazione a scienze politiche il preside miranda: "mi dimetto" - claudia brunetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Palermo Occupazione a Scienze politiche il preside Miranda: "Mi dimetto" Non-stop di manifestazioni, stasera una fiaccolata La protesta Continuano anche oggi le lezioni all´aperto, festa interculturale a Lettere CLAUDIA BRUNETTO La protesta contro la riforma Gelmini fa la prima "vittima" a Palermo: il preside di Scienze politiche, Antonello Miranda, ha annunciato le sue dimissioni dopo che la sua facoltà - la prima a Palermo - è stata occupata dagli studenti. E il grido contro i tagli alla scuola e all´istruzione previsti dal decreto del ministro della Pubblica istruzione si moltiplica in decine di iniziative promosse dalle scuole di ogni ordine e grado: manifestazioni, fiaccolate e lezioni in piazza. Si annuncia molto partecipata la fiaccolata di stasera alle 21 che prende il via da piazza Giovanni Paolo II davanti alla direzione didattica Alcide De Gasperi. Il comitato "Un esercito di maestri", nato spontaneamente per iniziativa di insegnanti, genitori e dirigenti scolastici, con questo corteo abbraccerà nel percorso tutte le scuole della zona: Collodi, Galileo Galilei, Antonino Pecoraro, Virgilio Marone, Trinacria e Vilfredo Pareto. Hanno aderito anche i quaranta bambini Rom che da anni frequentano regolarmente la scuola De Gasperi. Con le loro famiglie si muoveranno dal campo nomadi alle porte della Favorita con una candela accesa in mano. Ieri intanto la prima occupazione: gli studenti di Scienze politiche hanno occupato la sede della facoltà in via Maqueda. E il preside Antonello Miranda, che non ha dato seguito alla richiesta degli studenti di interrompere l´attività didattica, ha risposto con l´annuncio delle sue dimissioni: «Non riconosco più la mia facoltà e i miei studenti - dice Miranda - al primo consiglio di Facoltà utile, che io stesso chiederò di convocare, presenterò le mie dimissioni. Bloccare le attività didattiche non è una scelta democratica, fosse anche per uno solo degli studenti che vuole seguire le lezioni. Il diritto allo studio non può essere negato, soprattutto da un preside di Facoltà. E gli studenti di Scienze politiche dovrebbero sapere che l´occupazione è un atto illegittimo. Fino a questo momento ho dimostrato la mia totale disponibilità e quella del corpo docente concedendo le aule per i loro incontri e per le loro assemblee, ma l´occupazione è davvero troppo. Me ne tiro fuori. E non è una presa di posizione politica, dal momento che da quando ho compiuto diciotto anni ho la tessera del partito radicale». E mentre Miranda si dimette, il preside di giurisprudenza Giuseppe Verde oggi alle 14 ha previsto una lezione aperta in piazza Pretoria. Anche in piazza Verdi, in piazza Politeama e nella piazzetta di via Generale Magliocco si svolgeranno simultaneamente, alle 15, le lezioni di altre facoltà: Ingegneria, Architettura, Agraria, Scienze, Lettere e Farmacia. Alla facoltà di Lettere e Filosofia in viale delle Scienze, invece, la protesta si trasforma in festa in nome dell´intercultura. Alle 18 è previsto un dibattito sulle classi di inserimento riservate agli alunni stranieri, a seguire danze e tradizioni della comunità dello Sri Lanka. Poi alle 19,30 un incontro sul romanzo "Senzaterra" di Evelina Santangelo e per concludere una cena con piatti della tradizione tamil, ivoriana e ghanese e uno spettacolo di capoeira del gruppo Zumbì. Ieri, con la facoltà di Scienze politiche occupata, Lorenzo Saltari, ricercatore di Diritto amministrativo, faceva lezione a un gruppo di studenti in un´aula del primo piano. «L´occupazione? è una forma di protesta datata - dice - io continuerò a fare lezione fin quando ci saranno studenti che me lo chiederanno». Nell´aula magna della Facoltà in cui si sono svolti cinque giorni di assemblea permanente c´è in bella mostra uno striscione "No alla 133" che i ragazzi affermano sia al di là di ogni schieramento politico. «Siamo stati i primi a occupare in città - dice Andrea Gattuso, iscritto al corso di laurea specialistica - Ma vogliamo un´occupazione costruttiva, con una didattica alternativa fino al 31 ottobre. Chiediamo ai professori lezioni su temi che spesso non si riescono a trattare in facoltà. Come la crisi economica mondiale, la globalizzazione, i movimenti studenteschi e ovviamente i decreti in discussione in questo momento. E anche seminari aperti sugli argomenti che più ci interessano. La nostra intenzione è quella di entrare in rete con le altre facoltà e gli altri corsi di laurea». Nel corpo docente c´è anche chi la pensa come loro: «Da venticinque anni - dice Maximo Ghioldi, lettore di Lingua spagnola - insegno in questa facoltà. Questa volta la posta in gioco è troppo alta, bisogna andare fino in fondo. Questa generazione non ha futuro al di fuori della precarietà. Questa legge rappresenta la distruzione della cultura italiana. Io sono al fianco degli studenti». Già ieri pomeriggio in una nuova assemblea sono state decise le linea guida dell´occupazione. Per prima cosa stilare un regolamento di facoltà, poi calendarizzare le attività fino al 31 ottobre e stabilire un servizio d´ordine interno. «Faremo anche un cineforum - dice Giuseppe Pizzillo - in attesa di capire che fine farà questo decreto. Non abbiamo intenzione di arrenderci. Avevamo chiesto di sospendere le attività didattiche come è accaduto in altre facoltà, ma non ci è stato concesso. Così non abbiamo avuto altra scelta».

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da palermo 4 mila "no" alla gelmini scatta la mobilitazione per lo sciopero - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Palermo I sindacati Siamo alla disperata ricerca di posti in treno, aereo e pullman ma la base ci ha richiesto di far sentire la nostra voce sfilando anche nel capoluogo Giovedì cortei gemellati in città e nella Capitale. Salgono a 15 gli istituti superiori in agitazione Da Palermo 4 mila "no" alla Gelmini scatta la mobilitazione per lo sciopero SALVO INTRAVAIA Due cortei per dire "no" alla Gelmini: uno nella Capitale, l´altro a Palermo. Fervono i preparativi per lo sciopero generale del 30 ottobre indetto da tutte le organizzazioni sindacali della scuola, Cobas esclusi. E sono almeno 4 mila i docenti siciliani che si stanno preparando ad un lungo e faticoso viaggio per la manifestazione che si svolgerà giovedì mattina a Roma. Ma chi resterà a casa potrà manifestare ugualmente partecipando al corteo che si svolgerà in città con partenza alle 9,30 da piazza Croci. Palermo sarà infatti una delle poche città italiane che, contemporaneamente alla manifestazione romana, vedrà docenti, studenti e genitori in piazza per protestare contro i tagli alla scuola. Secondo i primi calcoli sono almeno 3 mila gli insegnanti, i dirigenti scolastici e gli Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) che i sindacati siciliani porteranno a Roma per manifestare contro la riforma messa a punto dal governo Berlusconi. Altri mille per non mancare all´appuntamento si stanno organizzando con mezzi propri. Chi partirà in treno da Palermo si troverà domani sera alla stazione con bandiere, striscioni e cartelli. Coloro che si sposteranno in pullman attrezzati di tutto punto anticiperanno di qualche ora la partenza. Per portare a piazza Del Popolo, a Roma, il maggior numero di persone possibile, Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Gilda degli insegnanti e Snals Confsal dell´Isola hanno organizzato decine di pullman, in partenza da tutte le province siciliane, e prenotato centinaia di posti in treno. Qualcuno partirà anche in aereo. Ma in queste ore la macchina organizzativa sindacale sta mettendo a punto anche la manifestazione di Palermo «richiesta a gran voce dalla base durante le assemblee sindacali in preparazione dello sciopero». Nel capoluogo siciliano gli organizzatori prevedono oltre 10 mila presenze. «Durante le assemblee organizzate nelle scuole � dichiara Fabio Pipitò, della Gilda siciliana � è emerso il bisogno da parte di tantissimi colleghi di manifestare il più ampio dissenso contro i provvedimenti del governo sull´istruzione ma anche la preoccupazione che la scuola statale venga smantellata. Purtroppo � continua il rappresentante dei lavoratori � le difficoltà di raggiungere Roma, legate soprattutto alla distanza, non avrebbe consentito a tutti di essere presenti». Ma nonostante tutto trovare un posto in treno, in aereo o in pullman è diventata un´impresa. «La Flc Cgil porterà a Roma circa 1.250 persone», dice il segretario generale siciliano, Giusto Scozzaro, che spiega: «Abbiamo organizzato sette pullman e prenotato 750 posti in treno». La Gilda degli insegnanti, al momento, ha dovuto fare ricorso a tre pullman, da Palermo, Catania e Messina, «ma non è escluso � spiega Pipitò � che se ne possa aggiungere un altro». La Uil scuola dell´Isola «ha già organizzato oltre 300 iscritti diretti a Roma», annuncia Enzo Granato. Ma non tutti sono al seguito dei sindacati. «La manifestazione è particolarmente sentita � aggiunge Granato � e diversi colleghi si sono organizzati a spese proprie pur di non mancare all´appuntamento». La Cisl è alla «disperata ricerca di posti in aereo, treno e pullman: i 400 che si è già accaparrati bastano ad accontentare solo in parte le richieste». «La manifestazione di Palermo è del tutto spontanea � spiega Angelo Prizzi, segretario regionale della Cisl scuola � e non era prevista». «Per dopodomani � dice Gianni Di Pisa � lo Snals siciliano assicura una presenza a Roma di almeno 800 persone. Per la manifestazione di Palermo ci attendiamo migliaia di docenti, studenti e genitori in piazza». Intanto la protesta studentesca dilaga. Tra autogestioni, co-gestioni, assemblee permanenti e manifestazioni di piazza sono oltre 15 gli istituti superiori cittadini in agitazione. Sabato scorso, ai licei classici e scientifici in agitazione da quasi una settimana si sono aggiunti l´ex magistrale Finocchiaro Aprile, il tecnico per il turismo Marco Polo, l´artistico Catalano e il tecnico nautico Gioeni-Trabia. In piazza anche le ragazze del magistrale De Cosmi e dell´istituto alberghiero Pietro Piazza. A sfilare fino a ieri pomeriggio per le vie del centro cittadino un movimento studentesco che ci tiene a definirsi «trasversale»: da destra a sinistra.

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scontri a giurisprudenza (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Napoli Rissa sfiorata anche ad Architettura. Cortei e manifestazioni si sono succeduti in tutta la città Scontri a Giurisprudenza Lezione interrotta e tafferugli tra destra e sinistra: tre feriti Alta tensione a Giurisprudenza. Sono volati insulti, spintoni e botte tra studenti dopo l´interruzione di una lezione di Diritto costituzionale. Tre feriti il bilancio degli scontri maturati in una giornata dove si sono succeduti cortei e manifestazioni in tutta la città contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Mezz´ora prima la rissa si era sfiorata anche ad Architettura. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i tafferugli a Giurisprudenza sono avvenuti fra giovani di destra che volevano proseguire la lezione e coetanei di sinistra che volevano proclamare una assemblea. Agli scontri sono seguite accuse reciproche tra diverse sigle di studenti. BIANCA DE FAZIO ALLE PAGINE II E III

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un nuovo laboratorio, e non solo per i 100 anni dell'istituto agrario (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

di Luigi Spinosi Un nuovo laboratorio, e non solo per i 100 anni dell'istituto agrario PESCIA. Celebra i suoi primi 100 anni di attività l'istituto Agrario, uno dei più antichi nel territorio della nostra provincia. Per festeggiare questa presenza così longeva sono al via una serie di appuntamenti nei locali della scuola. Il primo di questi è stato ieri, con l'inaugurazione del nuovo laboratorio di chimica, messo a norma di legge con il sostegno del Comune di Pescia e della Provincia. In realtà questa è la terza ristrutturazione dell'aula, arrivata dopo una serie di interventi mirati all'impiantistica idrica ed elettrica. Lo spazio accoglie strumentazioni antiche accanto a macchinari moderni e di elevata affidabilità. A presenziare il taglio del nastro c'era la dirigente scolastica Siriana Becattini: «La scuola è nata per l'esigenza del territorio, per la viticoltura e la floricoltura. Noi formiamo tecnici e professionisti in grado di accedere a qualsiasi università e di perseguire una vita professionale di alto livello. Stiamo attivando uno spazio da adibire a orto, per la produzione di ortaggi necessari agli 80 ospiti del convitto. Intorno alla scuola abbiamo 10 ettari di terra con oliveti, i nostri ragazzi oltre alle lezioni teoriche si cimentano in attività pratiche "sul campo". La nostra è una scuola che forma». La serie di iniziative promosse per il centenario dell'istituto comprende: la decima edizione della mostra dei funghi (dal 15 al 17 novembre), l'appuntamento con le "stelle di Natale", la settimana dell'olio e un convegno sul castagno che si terrà a dicembre. Nel 2009 si parte nel mese di marzo con la corsa campestre, la giornata della chimica e un convegno di storia territoriale ("Evoluzione dell'agricoltura nella Valdinievole nei secoli 18º-20º"), per arrivare alla "Festa dei Fiori" negli spazi intorno alla scuola, con la presenza di produttori ed esperti del settore. L'Istituto Anzillotti comprende 320 iscritti, sotto il limite dei 500 previsto dalla riforma Gelmini per il mantenimento dell'autonomia. Sull'eventuale accorpamento con un altro istituto si è espresso l'assessore provinciale all'istruzione, Giovanna Roccella: «Questa scuola è stata riconosciuta nel 1998 come un patrimonio scolastico da salvaguardare, sarebbe un danno unico per la nostra offerta formativa se fosse accorpata con un'altra. Il mio auspicio è che si inneschi un canale di comunicazione e di colloquio per lasciare intatta cosi com'è questa realtà». Si è unito a lei il sindaco di Pescia Antonio Abenante, intervenuto alla presentazione: «Da questo istituto sono passati fior di tecnici e professionisti, va considerato il suo elevato grado di specificità e complessità difficilmente contenibile in una logica di razionalizzazione indiscriminata. L'Istituzione comunale è pronta a battersi fino in fondo per preservare questo patrimonio». Il primo cittadino ha continuato sull'importanza che l'istituto riveste per il territorio: «La scuola è fonte di elevata produttività, qui si formano esperti di ogni settore commerciale, dall'assistenza tecnica alla ricerca. Il rapporto con il nostro territorio è in continua evoluzione e crescita, vogliamo trasportare le piante madri di ulivo del territorio (ora a Follonica) nei campi intorno all'istituto. A Pescia è inoltre in programma un workshop sul mercato dei fiori, il nostro intento è quello di ospitarlo all'interno della scuola». Tornando all'inaugurazione del laboratorio le conclusioni sono state affidate al professore di chimica Marco Affinati: «è una struttura fondamentale per la formazione dei ragazzi, le nostre analisi quantitative e qualitative sul vino e sull'olio permettono di trasportare le nozioni contenute nei libri in un'attività reale, gli studenti sono affascinati da questi processi». All'inaugurazione era presente anche il prefetto di Pistoia. ACQUE SPA Sportello all'Urp PESCIA. Il Comune annuncia alla cittadinanza che giovedì pomeriggio, dalle 14,30 alle 16,30, all'ufficio relazioni con il pubblico di piazza Mazzini, sarà presente un incaricato di Acque Spa - il gestore del servizio idrico - per informazioni e consultazioni sull'ultima fatturazione. Viene consigliato di presentarsi muniti della copia dell'ultima fattura ricevuta. TEMPO DISPONIBILE Si presentano i corsi PESCIA Domani alle 9,30, nella Gipsoteca "Libero Andreotti", si rinnoverà il consueto appuntamento dell'Istituzione comunale con i partecipanti e il corpo docente dell'Università del Tempo Disponibile, per la presentazione delle attività relative all'anno di insegnamento 2008-2009. Quest'anno avremo corsi di letteratura dedicati ad autori di varie parti del mondo, di geografia attuale e relativi aspetti storico-politici; due corsi distinti di ascolto musicale e invito alla musica; letteratura del fantastico; archeologia etrusca e romana; storia politica europea; etnologia e nuove uscite per visitare musei, parchi e mostre. Per iscrizioni: ufficio servizi sociali di piazza Obizzi (Info 0572 492340/06). INCONTRO Il teatro di Goldoni PESCIA. Il teatro di Carlo Goldoni: questo l'argomento al centro dell'incontro in programma domani pomeriggio, alle 16,30, nella sala conferenze della Pubblica Assistenza di piazza Venti Settembre. Al nuovo appuntamento organizzato dalla Libera Associazione degli Anziani interverrà il professor Giovanni Benvenuti. CASE POPOLARI Due bandi UZZANO. Ultimi giorni per aderire ai bandi per la formazione delle graduatorie di assegnazione delle case popolari. Si tratta di due bandi di concorso generale: uno del Comune di Uzzano e uno intercomunale per alloggi disponibili nel Comune di Pescia, a cui sono interessati anche i residenti nei Comuni di Piteglio, Marliana, Massa Cozzile, Chiesina Uzzanese e Buggiano. Chiunque sia interessato può presentare domanda entro questo giovedì, attraverso gli appositi moduli disponibili all'ufficio segreteria e ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Uzzano (info 0572 447720/33). GIOVANI AUTORI Concorso di poesia PONTE BUGGIANESE. C'è tempo fino all'8 novembre per aderire al premio di poesia per giovani autori "Il Ponte" organizzato dal Comune. Due le categorie, per i nati tra il 1994 e il 1997 e per quelli nati tra il 1989 e il 1993. Il regolamento del concorso può essere scaricato dal sito Internet del Comune (www.comune.ponte-buggianese.pt.it). Per informazioni rivolgersi alla biblioteca (0572 932181).

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giurisprudenza, scontri tra studenti - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Napoli Il corteo La didattica La tensione Giurisprudenza, scontri tra studenti I collettivi di Lettere interrompono una lezione: 3 feriti Il prof acconsente all´assemblea: i tafferugli tra giovani di destra e di sinistra BIANCA DE FAZIO Che questa sarebbe stata una settimana ad altissima tensione lo si sapeva, viste le decisioni che in questi giorni sono affidate al Parlamento. Ma che si giungesse allo scontro fisico tra gruppi di studenti, nell´università, non era preventivato. Ieri, invece, è accaduto il peggio, con lo scontro fisico tra due gruppi di ragazzi, gli uni di destra, in difesa dei provvedimenti della Gelmini e del governo Berlusconi, gli altri di sinistra, impegnati a contrastare le decisioni di Roma. La miccia s´è accesa a Giurisprudenza, nella tarda mattinata di ieri. Gli studenti dei collettivi di Lettere, che da dieci giorni sono al centro della mobilitazione napoletana, sono entrati in un´aula della facoltà di Giurisprudenza della Federico II, nella sede di via Porta di Massa. Era in corso una lezione di diritto costituzionale, tenuta dal professore Massimo Villone, già senatore dei Ds. Come accaduto nei giorni scorsi, i ragazzi - accanto a quelli di Lettere c´erano gruppi di studenti dell´Orientale, l´istituto universitario occupato sin dalla scorsa settimana - hanno chiesto di interrompere la lezione, di parlare, piuttosto, delle sorti dell´università in vista dei tagli programmati dal governo. «Non è il momento di fare lezione - sostenevano i ragazzi dei collettivi - Piuttosto, riuniamoci in assemblea». Ma tra i circa cento giovani in aula c´erano una decina di aderenti ad "Azione universitaria" ed a "Forza nuova". «Niente assemblea, qui si studia», hanno replicato. E mentre il professor Villone interrompeva la lezione, dando il proprio consenso allo svolgimento dell´assemblea, i ragazzi delle organizzazioni che si riconoscono nelle posizioni del governo hanno insistito perché si continuasse col diritto costituzionale. «Fate dire anche a noi quello che pensiamo», hanno chiesto. La tensione è salita alle stelle quando i tre minuti concessi ad un solo studente di destra sono stati giudicati troppo pochi da "Azione universitaria" e "Forza nuova". «Abbiamo diritto di parola», sostenevano i primi. «Non qui e non ora», ribattevano i secondi. Poi parole grosse sono volate tra i due gruppi. E dalle parole agli spintoni il passo è stato breve. E giù botte. Gli uni contro gli altri. Con la polizia che, a due passi dall´aula del confronto fisico, ha evitato di intervenire, limitandosi a presidiare l´esterno dell´edificio per evitare che lo scontro si trasferisse in piazza e crescesse ulteriormente. Almeno tre studenti sono rimasti feriti. «Ma in realtà - racconta Marcello, che agli scontri era presente - i contusi sono molti di più. Ho visto coi miei occhi più di una ragazza sanguinante». E insieme alle botte volavano gli appelli via sms. "Correte a Giurisprudenza" scrivevano gli studenti di entrambe le fazioni ai rispettivi amici. «Abbiamo bisogno di aiuto». Il tam tam ha funzionato, ed in pochi minuti sono arrivati i rinforzi dell´una e dell´altra parte. «Gli studenti dei collettivi - accusano i ragazzi di destra - erano armati di spranghe e di catene, e filtravano gli accessi alla facoltà, permettendo che entrassero solo gli studenti di loro gradimento. E nelle strade circostanti la facoltà hanno scatenato una vera e propria caccia all´uomo». «Mazze e catene - ribattono gli altri - non ne avevamo portati e non ne abbiamo usate. Chi dice il contrario vuole fomentare lo scontro». Ieri non è stato questo l´unico momento di tensione. Mezz´ora prima la rissa si era sfiorata ad Architettura. A parti inverse: era in corso un´assemblea di studenti vicini alla destra, e i ragazzi dell´Orientale hanno tentato di prendere la parola. Lo scontro fisico è stato evitato solo grazie al discreto intervento degli agenti della Digos.

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slogan, internet e fantasia "non tagliateci le lingue" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Napoli Manifestazione dell´Orientale in piazza San Domenico Slogan, internet e fantasia "Non tagliateci le lingue" Crescono le adesioni contro la riforma del ministro Gelmini su "Facebook" Un´idea al giorno per esplorare nuovi territori, per sfidare nuovi mezzi e modi di comunicazione. Fantasia, nuove tecnologie e multietnicità. La protesta degli studenti napoletani, contro il decreto Gelmini, viaggia per le strade della città, ma anche in rete. Hanno preso il via ieri mattina le trasmissioni della web-tv degli studenti dell´istituto universitario Orientale occupata. Sul sito www. mogulus. com/stopgelmini scorrono in streaming le immagini della protesta raccolte dal gruppo media center dell´assemblea "Stop Gelmini" dell´ateneo partenopeo. Sul fronte del web da segnalare anche il grande successo del gruppo "La Federico II contro la legge 133 e la legge Gelmini", creato sulle pagine del social network Facebook: sono oltre mille gli iscritti. Anche "YouTube" è invasa di video, dalle manifestazioni di piazza a testimonianze di occupazione nelle scuole superiori della città. Infatti sono in agitazione anche moltissime scuole superiori, tra gli altri il liceo scientifico Tito Lucrezio Caro, che dopo una settimana di autogestione, si sta preparando per la manifestazione di Roma di giovedì. Ieri l´occupazione s´è spinta anche al Vomero, dove i liceali del Sannazaro sono entrati a tutti gli effetti in agitazione, accanto ai colleghi degli altri istituti del centro storico cittadino. E la protesta viaggia dal web alle piazze della città, con la stessa fantasia. Se domenica gli studenti dell´Orientale, che da giorni con installazioni stradali e minicortei per le strade del centro storico stanno illustrando le ragioni della loro protesta, hanno distribuito "pacchi" con scritte in tutte le lingue ai passanti («per simboleggiare - hanno spiegato - il "pacco" rappresentato dalla riforma dell´università») ieri a palazzo Corigliano, in piazza San Domenico, hanno danzato, marciato, passeggiato esponendo colorati striscioni con la scritta: "Non tagliateci le lingue", in inglese, cinese, arabo, francese, spagnolo, russo e in tutte le lingue del mondo insegnate alla facoltà. Intanto proseguono le lezioni all´aperto. Ieri mattina è stato il turno della professoressa Valentini con un seminario dal tema "La politica quando diventa format" nel cortile di Palazzo Giusso.

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cattedre e lavagne per la democrazia a mezzocannone (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Napoli Il calendario Le proteste della settimana Cattedre e lavagne per la democrazia a Mezzocannone Domani si blocca la didattica alla Federico II in concomitanza con il voto al Senato Il calendario delle proteste di questa settimana ha due punti fissi: la discussione al Senato del decreto Gelmini e lo sciopero del personale della scuola, indetto per giovedì 30 (con manifestazione a Roma) da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. L´Onda made in Naples si avvicina alle due scadenze con una raffica di appuntamenti che vede spesso convivere gli studenti universitari ed i medi. Stamattina gli studenti del liceo del Convitto nazionale saranno ancora una volta in piazza Dante, dalle 9 alle 11, con i docenti che terranno lezioni all´aperto, all´ombra della statua di Dante Alighieri. E si prevede anche una breve azione di soft walking."Saperi in corso" è invece il titolo dell´iniziativa che vedrà «la cultura pubblica invadere la città», su via Mezzocannone a partire dalle ore 10. Alla manifestazione prenderanno parte gli studenti, i docenti ed i ricercatori delle facoltà di Lettere e Filosofia, di Architettura, di Giurisprudenza e dell´istituto universitario Orientale. Agli eventi sono invitati anche gli studenti medi delle scuole del centro, che potranno assistere alle lezioni - con tanto di cattedre e lavagne sistemate in strada - sui temi dei beni comuni, del ruolo della formazione pubblica, dello spazio pubblico e delle condizioni materiali della democrazia.Sempre stamane gli studenti di Fisica hanno in programma un´assemblea, mentre tra le azioni possibili al vaglio dell´assemblea di Scienze c´è, oltre al blocco della didattica, un consiglio di facoltà di tenere in piazza del Plebiscito. Di nuovo gli studenti delle scuole superiori: contro la politica scolastica del governo scendono in strada, l´appuntamento è in piazza Aldo Moro, i ragazzi delle scuole flegree. Mentre professori e studenti del liceo classico Pansini, al Vomero, hanno convocato per stasera, a partire dalle 18, una "veglia" in piazza Quattro Giornate. Intanto si blocca la didattica, domani, in concomitanza con il voto al Senato sul decreto Gelmini, alla Federico II, ed alle 9 di domani i collettivi di sinistra si ritroveranno in assemblea di ateneo. (b.d.f.)

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Sanità ligure bonificata, un modello per la scuola (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sanità ligure bonificata, un modello per la scuola claudio burlando Le questioni poste da Luigi Leone nel suo editoriale di domenica "I conti del Pd e quelli di Burlando" meritano alcune considerazioni. Ho naturalmente apprezzato il riconoscimento che è venuto al nostro sforzo per risanare i conti della sanità e per diminuire la pressione fiscale in Liguria. Un percorso - lo voglio ricordare - avviato nel settembre di un anno fa, quando decidemmo di eliminare l'addizionale Ire ai contribuenti con redditi da 13 mila euro annui a 20 mila, a favore di 288 mila liguri, e confermato quest'anno, a partire dalle buste paga di gennaio, per i 142 mila cittadini con redditi fino a 25 mila euro. Vogliamo poi tener fede al patto che abbiamo sottoscritto anche con i sindacati, e completare il percorso esentando il prossimo anno anche i redditi fino a 30 mila euro. Se, come penso, ci riusciremo, questa addizionale rimarrà in capo a solo il 15% dei contribuenti. Finora, comunque, abbiamo garantito in due anni che 32 milioni di euro restino nelle tasche dei liguri. Una manovra che se fosse proiettata in proporzione sull'intero territorio nazionale avrebbe il valore di più di un miliardo di euro. Dunque tutt'altro che trascurabile. Come ha ricordato Il Secolo XIX si tratta di un intervento possibile grazie al risanamento dei conti della sanità, giunti nel 2007 al pareggio dopo che nel 2004 avevamo ereditato un deficit di 310 milioni di euro: il 10% dell'intera spesa sanitaria regionale. Abbiamo dunque colto due obiettivi molto importanti. Raddrizzare una situazione finanziaria che era avviata al dissesto. Ottenere una defiscalizzazione proprio nel momento in cui è sopraggiunta una crisi molto grave. Ben diversa sarebbe la situazione della Liguria se le famiglie e le imprese, oltre alle conseguenze della crisi finanziaria, dovessero anche sopportare una fiscalità più alta e una condizione precaria delle finanze regionali. Detto questo sono d'accordo che si tratta di un "punto di partenza" e non di "arrivo". Tenendo però conto del fatto che il risanamento è strutturale: le entrate della cartolarizzazione degli immobili sanitari hanno coperto i "buchi" ereditati, mentre il "fondino" nazionale per le regioni in difficoltà si va riducendo, e riguarda ormai l'1 per cento del budget. Certo esistono ancora margini di razionalizzazione nella sanità e vanno usati per abbattere le liste di attesa, incrementare le residenze per anziani, contrastare le "fughe" verso altre regioni. Per fare questo occorre da un lato ridurre ancora sprechi e funzioni amministrative - abbiamo già eliminato due aziende - ma dall'altro anche mitigare il contenimento del personale destinato ai servizi, che anzi ora va aumentato. Un Paese con un debito pubblico alto come il nostro, del resto, non ha scelta: deve agire sulla spesa e cercare di decomprimere le tasse per aiutare la ripresa, non potendo disporre di risorse sufficienti al sostegno diretto dell'economia. Il parallelo tra finanza regionale e nazionale è quindi giusto. Anche se a mio avviso il comportamento dei governi non è stato sempre lo stesso. Anzi, le modalità seguite dal governo Prodi e da quello Berlusconi si rivelano assai diverse. Di fronte alle dinamiche potenzialmente catastrofiche della spesa sanitaria, soprattutto in alcune regioni, con Prodi e Padoa-Schioppa, in un clima di molto minore retorica federalista, si definì un "patto per la salute" concordato con le regioni stesse, che poi hanno potuto agire con autonomia le scelte per il risanamento. Su un altro versante certamente critico per la spesa pubblica - la scuola e l'Università? Berlusconi, Tremonti, Gelmini e Brunetta si sono mossi, mentre il governo predica a gran voce il federalismo, con il più assoluto centralismo. Non nego che siano necessari interventi di razionalizzazione contro sprechi e inefficienze. L'Università ha conosciuto una proliferazione irrazionale di sedi - già bloccata dal ministro Mussi - e certo non ha molto senso organizzare corsi per un solo studente, come si legge in questi giorni. Ma il governo procede senza alcuna capacità di selezione, e senza coinvolgere le regioni e i soggetti della scuola, dove la reazione di protesta è cresciuta effettivamente in modo spontaneo, senza l'intervento dei partiti: una situazione che dovrebbe indurre tutti alla riflessione. Voglio fare qualche esempio. Ho incontrato i precari dell'Università e della ricerca, del Gaslini, dell'Ist e del Galliera. Quasi mille lavoratori rischiano di perdere il posto. E tra loro ci sono persone che da quindici o vent'anni assicurano il funzionamento di queste strutture. Ne ho parlato direttamente con il ministro Brunetta. Possibile che non sia ipotizzabile un percorso simile a quello che ha compiuto in questi anni la Regione Liguria? Abbiamo detto alt alle assunzioni di nuovi precari. Abbiamo stabilizzato quasi tutti quelli che c'erano, perché svolgevano mansioni utili, ora apriamo i concorsi. Certo se ci sono clientele e burocrazie inutili bisogna intervenire. Ma sapendo distinguere caso per caso. A Cosseria, un paese sopra Savona di 1.000 anime, ho appena inaugurato una scuola bellissima, che ora secondo il decreto Gelmini dovrebbe chiudere. Noi non lo permetteremo, né qui né in tutti gli altri casi simili. Non ha senso eliminare le scuole che funzionano nei piccoli paesi, che sono spesso l'unico elemento di aggregazione e di comunità. Ma questo non vuol dire che nel sistema scolastico, specie nelle città, non siano necessarie e possibili razionalizzazioni. Infine la discussione sul maestro unico. Ma questo governo non era quello delle tre I, tra cui Inglese e Informatica? Non vuol dire più competenze specialistiche, più capitale umano, già nelle elementari, fiore all'occhiello della nostra istruzione? E poi come garantire il tempo pieno? Io lancio da qui una proposta al governo: fermatevi un momento, prendete in considerazione l'idea di adottare un metodo simile a quello seguito per la sanità per affrontare il problema scuola. Se siete davvero federalisti, coinvolgete le regioni. Si stabiliscano degli obiettivi per la spesa, ma l'attuazione sia gestita con attenzione alla realtà, e coinvolgendo i soggetti interessati. In Liguria per la sanità noi lo abbiamo fatto, e alla fine si è deciso con un largo consenso. In un sistema delicato e strategico come quello della formazione gli obiettivi non possono essere che due: spendere meglio, e soprattutto innalzare la qualità. E per questo non bastano certo i grembiulini e i voti in condotta. Si potrebbe anche cominciare con un esperimento: la Liguria, una piccola regione del Nord, che ha dimostrato di saper gestire la spesa sanitaria, ha le carte in regole per cimentarsi anche sulla scuola. Inoltre è famosa per la sua vocazione alla? parsimonia. Ma anche alla concretezza. Claudio Burlando è presidente della Regione Liguria. 28/10/2008

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auguro lunga vita al movimento studentesco - giulio riccio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Napoli AUGURO LUNGA VITA AL MOVIMENTO STUDENTESCO GIULIO RICCIO n questi anni le colpe di chi c´era prima sono davvero grandi. Sono le nostre colpe. Le colpe di una sinistra prigioniera di vecchie immagini, delle quali non riesce a liberarsi. Il dogma di una presunta superiorità genetica al centrodestra. Una idea della politica autonoma dalla società, che oggi viene sempre definita: la distanza della politica dai cittadini. Una frase sbiadita, che vuole nascondere la crisi della rappresentanza, che oggi non è altro che un cadavere maleodorante, del quale non riusciamo a liberarci. I giorni convulsi dell´esperienza del governo Prodi: "sono giorni che hanno in sé vent´anni". Due anni che hanno messo a nudo il cedimento culturale che la sinistra probabilmente aveva già avuto, e insieme l´incapacità di andare oltre se stessa. Non riuscire a superare una generazione che continua a imporsi in modo quasi opprimente, trasformando la politica e la partecipazione nella demagogia del nulla. Quanto contano dentro la società la potenza delle vere questioni, le vite nude dei marginalizzati, la giustezza di un provvedimento? L´efficacia e la sostenibilità di un modello di sviluppo? Ha ragione Sergio Piro quando su queste pagine si domanda con tormento, ma se oggi il vero volto delle politiche della destra sulla scuola sono tagli e una controriforma dei modelli educativi, è pure vero che questo ministro può indicare disfunzioni che diventano il grimaldello mediatico per quella che la Gelmini chiama riforma, e che a me sembra la cancellazione di un moderno sistema di istruzione. Come mai oggi l´Italia non raggiunge l´obbiettivo di Lisbona? Obbiettivo che sulla formazione e la ricerca prevedeva per l´Italia un investimento del 3 per cento del Pil e invece investiamo solo un ben misero 1 per cento. Sarà colpa di Berlusconi che governa da otto mesi? O di chi l´ha preceduto? Il movimento studentesco, mi piace definirlo così, mi sento di sostenerlo con convinzione e senza reticenze in questa sua irruzione sulla scena. Con le sue forme che in questi giorni ricordano le critical mass americane. Con i suoi slogan che in questo momento parlano di un soggetto variegato e trasversale, impegnato autonomamente nella connotazione di sé, alle prese con invasione corporea, fisica, dello spazio pubblico scuola. Oggi solo l´irrompere in un dibattito nuovo, fatto di verità, può liberarci dai nostri cedimenti culturali. Che intendo per cedimenti culturali? La rincorsa forsennata del meno tasse per tutti targato Berlusconi, che il più illuminato dei nostri politici ha declinato in pagare meno, pagare tutti. L´effetto più immediato è l´abolizione dell´Ici, l´odiato balzello sulla casa. Oggi mi domando: un operaio, un impiegato, un professionista quanto risparmiano davvero? E quanto in realtà perdono? Un operaio risparmia circa 50 euro, un impiegato circa 80, un professionista tra 120 e 150. Gli stessi in cambio di questi esigui risparmi perdono i servizi erogati dai Comuni. I tagli alla scuola e alla ricerca, il mancato obbiettivo di Lisbona, i ricercatori precari, che cosa sono se non un effetto della parola d´ordine meno tasse per tutti? L´effetto di un colpo mortale vibrato al concetto stesso di spazio pubblico, di comunità modernamente intesa, che si restringe sempre di più, e con esso i diritti dei cittadini. A qualcuno è venuto in mente di dire nel dibattito sulle unioni civili, sui pacs, sui dico, che non è compito dello Stato definire con chi io posso o non posso condividere la mia vita e la mia sessualità. Possibile che nessuno si sia accorto che nel paese le giovani generazioni vivono in larga parte unioni di fatto? O forse la scelta della generazione dominante è stata quella di impedire il riconoscimento pubblico del diritto all´emancipazione per questa generazione? Nessunodimentica le parole sprezzanti del ministro Padoa-Schioppa, che non avendo investito nulla per le giovani generazioni, definivai giovani e gli studenti di questo paese bamboccioni, forse pronunciando queste parole e questo concetto per conto di quella che oggi è la generazione dominante in politica, nel mondo dell´impresa, nelle professioni, nell´università, la cui persistenza è diventato un blocco al rilancio del paese. Nessuno può dimenticare le iniziative del governo Prodi contro gli immigrati, i lavavetri, i mendicanti, dell´estate 2007, che hanno avviato gli ingranaggi spaventosi della fabbrica della paura che oggi il governo Berlusconi fa girare a pieno regime, producendo ansia, diffidenza, razzismo, omofobia, solitudine. Auguro lunga vita a questo movimento, che può essere il movimento delle giovani generazioni, che può nelle forme, nella connotazione e nei linguaggi essere una sveglia per il paese e la sinistra. Il movimento deve farlo a modo suo, senza pronunciare la parola innovazione, ma praticandola con forza, per far saltare il tappo di un potere incartapecorito dall´età. Un potere che sopravvive a se stesso, nei decenni, il cui unico fine è il potere come fine. è inutile continuare a sperare che come vecchi samurai prima o poi i nostri veterani possano scegliere di fare seppuku (rituale simbolico del suicidio), non sarà così ci vorrà uno scontro vero, a viso aperto con un torrente di parole nuove, di sguardi nuovi, di nuove energie che diano potere ai marginalizzati, ai senza potere, liberandoci dalla spazzatura concettuale in decomposizione che ha fatto deragliare il treno della società e della sinistra. Una fase costituente senza sconti e senza timidezze, che produca un cambiamento radicale nei rapporti tra società, potere e istituzioni. Tra donne e uomini. «Radicale significa semplicemente, comprendere le cose dalle loro radici», diceva Angela Davis. L´autore è assessore comunale alle Politiche sociali

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decreto gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Pisa DECRETO GELMINI Le assemblee di Comune e Provincia riunite sotto le Logge di Banchi. Il centrodestra: «Una manifestazione anti-governo, non si strumentalizzano così le istituzioni» CHI Dà I NUMERI Domenica era proprio una bella giornata, sono andato a fare una passeggiata lungo l'Arno, sul viale delle Piagge, con tutta la famiglia. Eravamo in cinque. Secondo la questura uno.

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enti locali con gli studenti ma senza i consiglieri pdl (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Pisa Enti locali con gli studenti ma senza i consiglieri Pdl PISA. Oggi alle 15 in Logge dei Banchi si terrà il consiglio aperto e congiunto Comune e Provincia ma il Pdl non parteciperà. «Non si strumentalizzano così le istituzioni» attacca Patrizia Paoletti consigliere comunale di Forza Italia. Secondo la professoressa il consiglio congiunto sarà una manifestazione antigovernativa. «Basta leggere la richiesta di convocazione del consiglio fatta al presidente Cristina Filippini per capire qual sarà il tenore della riunione in Banchi» accusano il consigliere Paoletti e il vicepresidente del consiglio provinciale Giuseppe Calò. Nella lettera di richiesta di convocazione firmata da esponenti del Pd ce n'è ad esempio uno in cui si afferma che «le recenti proposte di legge dei ministri Gelmini e Brunetta minacciano di aggravare ulteriormente una situazione già critica» e che il consiglio é necessario considerando «le proteste del mondo universitario e della ricerca, l'impatto che università e ricerca hanno sul tessuto socio economico della nostra provincia». Il Pdl teme che questo pomeriggio possano ripetersi i disordini di San Giuliano Terme durante la presentazione del libro "Gli orfani di Salò" «in cui sono stati fatti processi e formulate sentenze di stampo staliniano» dice Gino Toncelli consigliere provinciale di An. «Noi non vogliamo sottrarci a nessun confronto - ribadiscono Paoletti, Toncelli e Calò - ma ci rifiutiamo di avvalorare un consiglio in cui sono stati fatti già degli inviti a persone come il rettore Marco Pasquali, al direttore del Sant'Anna Maria Chiara Carrozza, al presidente del Cnr Luciano Maiani notoriamente contrari al decreto Gelmini e con una lista di interventi già pianificata in cui il Pdl potrà avere la parola per 10 minuti». Calò dice di non volersi prestare ad un «consiglio farsa» in cui potrebbe essere costretto a indossare «scudi ed elmetti» e che «non deve ripetersi un'altra San Giuliano». Per Toncelli la sinistra cerca la rivolta di piazza usando il pretesto del decreto Gelmini per dare la spallata al Governo. «Il Pdl non si è mai opposto alla discussione sul decreto - ricorda Paoletti - e lo ha già fatto in più occasioni in Comune e Provincia». Non è dunque il confronto che evita il Pdl ma le modalità con cui il centrosinistra vogliono adoperare e «su ciò tutti i gruppi del Pdl sono perfettamente concordi» rimarca il consigliere provinciale Fi Giacomo Cappelli che rivela le iniziali perplessità di Verdi, Udc e Mezzanotte sull'opportunità della riunione di questo pomeriggio. Il consigliere comunale di An Silvia Silvestri dà per scontata la partecipazione del suo partito alla rivolta del Pdl sul consiglio congiunto e mette in guardia i giovani che partecipano alle manifestazioni. «Ci sono troppi professori in piazza accanto a voi. Loro difendono la scuola o i privilegi di casta?». Anche la professoressa Paoletti è di questo avviso e pensa che con il decreto Gelmini «per i docenti finisca la ricreazione». La Paoletti ritiene necessarie le modifiche all'istruzione perché «non è possibile che ci sia un professore universitario che ha vinto un concorso pubblico per insegnare a scienze faunistiche trofeismo. Non può esserci un corso sui trofei di caccia. è per difendere questa Università che la gente scende in piazza trascinando con sè bimbi di 5 anni a gridare slogan e fa consigli congiunti aperti mettendo a repentaglio l'ordine pubblico?» (v.v.)

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forme di "didattica aperta" allo scientifico buonarroti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Pisa Forme di "didattica aperta" allo scientifico Buonarroti PISA. Ancora in fermento il mondo della scuola pisana. Nei giorni scorsi è stato approvato un documento molto critico rispetto alla riforma del ministro Gelmini redatto da parte del collegio dei docenti del Liceo Scientifico "Filippo Buonarroti" di Pisa. Il documento è stato votato quasi all'unanimità (70 firme e solo 4 astenuti). Nel documento si propone di organizzare forme di "didattica aperta" per avviare finalmente un dibattito per un futuro di qualità della scuola pubblica".

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"i tagli uccideranno l'università" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Milano Formigoni difende la Gelmini: critiche strumentali. Proteste, cortei, lezioni in piazza. Occupato il liceo Boccioni "I tagli uccideranno l´università" Decleva (Statale) e Fontanesi (Bicocca): questa non è una riforma Rettori schierati contro il decreto Gelmini ieri al convegno di Assolombarda. Enrico Decleva, rettore della Statale, è stato duro: «L´università è migliorata, non peggiorata. Questi tagli non possono essere chiamati riforma». Così Marcello Fontanesi, rettore della Bicocca: «Il ministro attacca i baroni, ma noi aspettiamo da anni le riforme, che non vengono applicate». Difende la Gelmini, invece il governatore Formigoni: «Manifestazioni strumentali». Gian Felice Rocca della Confindustria aggiunge: «Le imprese aiuteranno gli atenei efficienti. Ma le università abbandonino il corporativismo». Intanto ieri sono continuate assemblee, lezioni in piazza, cortei, occupazioni. Alla Statale si mobilitano gli studenti di destra contrari al blocco delle lezioni. Stasera fiaccolata di Retescuole da piazza Cordusio alla Statale. BELLOMI E DAZZI ALLE PAGINE II E III

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decleva contro la gelmini "i suoi sono tagli, non riforme" - zita dazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Milano Meritocrazia Sostegno Decleva contro la Gelmini "I suoi sono tagli, non riforme" Gli imprenditori: "Più soldi ma solo ai migliori" Le aziende non faranno beneficenza, i fondi vanno assegnati alle realtà efficienti Se si ragiona con onestà va detto che il sistema è migliorato, per questo deve essere appoggiato ZITA DAZZI «Per ora ci sono solo tagli, non riforme. Tagli che servono soprattutto, per ben un quarto, a compensare l´assenza dell´Ici». Sono state dure le parole del rettore dell´università Statale e presidente della Conferenze dei rettori, Enrico Decleva, sul decreto Gelmini. Parlando all´Assolombarda durante il convegno «Il mercato del lavoro per i laureati», Decleva ha rivendicato il primato dell´iniziativa contro i tagli: «La protesta c´è, ma c´era ancora prima la protesta dei rettori. Per il 2010 la situazione non è sostenibile e le istituzioni devono intervenire. Se si ragiona con onestà, si deve ammettere che l´università è migliorata, non peggiorata. Nonostante questo, si imputa a rettori e docenti un presunto disastro universitario. Ma tutto ciò è falso: l´università non è in crisi e va sostenuta, non affossata». Temi che ha affrontato anche il rettore dell´università Bicocca, Marcello Fontanesi, che si è lamentato della vaghezza con cui il ministro Gelmini parla dei futuri tagli: «Quello che preoccupa è proprio questa leggerezza, questa mancanza di visione complessiva del problema. Il sistema non ha più tempo e le decisioni dovrebbero essere rapide». Fontanesi è critico: «Il ministro ci chiede perché non sono state fatte le riforme e si dice che è colpa dei baroni. Noi da anni le chiediamo e ci sentiamo anche dire che senza riforme non ci sono i fondi. Ma prima o poi sarà troppo tardi, perché il sistema sarà arrivato al collasso». Di diverso parere il governatore della Lombardia Roberto Formigoni: «Le manifestazioni contro la riforma Gelmini sono strumentali, mosse dall´interesse di qualche barone universitario. Le università che non funzionano - non quelle lombarde - vogliono che tutto resti come prima. Si lamentano perché sono in deficit e vorrebbero che lo Stato continuasse a coprire il loro deficit. Non credo che l´interesse degli studenti sia quello di proseguire con una scuola e una università che non funzionano». Interventi a sostegno degli atenei efficienti sono stati chiesti a gran voce da Gian Felice Rocca, vicepresidente Education Confindustria: «L´università deve rinunciare alle dinamiche corporative al suo interno e aprirsi al dialogo con l´impresa. è vero che l´università è poco finanziata, ma nella distribuzione dei fondi bisogna premiare solo quel che funziona e disincentivare il resto. Ci sono atenei da commissariare. Lo stesso faranno le aziende: nessuna impresa darà mai soldi all´università per beneficenza». Confindustria e Assolombarda faranno la loro parte, dice Rocca, «ma non facciamo delle università la grande area della disoccupazione intellettuale». Intanto in città sono proseguite per tutta la giornata le manifestazioni degli studenti. Alla Statale di Milano assemblee sia dei collettivi di sinistra, sia degli studenti di Azione Universitaria, lista legata ad An, schierata in difesa del ministro Gelmini. In Largo Richini è partita anche una raccolta di firme contro il blocco dell´attività didattica. Sotto la prima pioggia, davanti alla Triennale, il professor Andrea Balzola dell´Accademia di Brera ha tenuto una lezione su «Art, new media e formazione». Al centinaio di studenti presenti, si sono uniti circa 200 ragazzi del Politecnico. Tutti assieme sono partiti in corteo verso l´Arco della Pace per un´assemblea. A Scienze politiche nel pomeriggio è arrivato Antonio Di Pietro per un incontro con gli studenti: «Questa non è una riforma. è semplicemente un metodo per trovare fondi per coprire alcune marchette elettorali», ha dichiarato. Persino corso Vittorio Emanuele è stato «occupato» con un corso sul «Meticciato metropolitano» tenuto da un ricercatore bolognese in ricordo di Abdoul Abba Guibre, il ragazzo di colore ucciso a settembre in via Zuretti. Oltre 1200 in assemblea anche alla Bicocca, con gli interventi del rettore Fontanesi e della docente di sociologa Francesca Zajczyk, che è anche consigliera comunale Pd.

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appuntamento al buio per la prima occupazione - laura bellomi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Milano Appuntamento al buio per la prima occupazione Il Boccioni apre il fronte superiori Il preside è rimasto con loro Oggi si unisce anche il Manzoni, assemblee al Parini e al Caravaggio Sono entrati alle cinque di mattina. "Abbiamo deciso per alzata di mano, contrari erano solo in dieci" LAURA BELLOMI Alle cinque e mezza della mattina, quando in una quarantina si sono trovati davanti a scuola, a fermarli non c´era nessuno. «C´era ancora buio e faceva freddo», raccontano gli studenti dell´artistico Boccioni. Hanno aspettato l´arrivo dei bidelli e una volta aperto il portone hanno bloccato i corridoi laterali con banchi, cattedre e catene dei motorini. Nessuno ha cercato di fargli cambiare idea, nemmeno il preside, che davanti agli studenti pronti a fare picchetto si è messo il cuore in pace: «Se la maggioranza voterà occupazione non farò sgomberare». E così è stato. «Per alzata di mano abbiamo deciso il da farsi, contro l´occupazione ci saranno state dieci persone al massimo - racconta Lodovico Manera, uno dei leader - solamente i «secchioni» si sono tirati indietro». Comincia dal Boccioni la serie di occupazioni extrauniversitarie. Un´occupazione «in famiglia», con i docenti che partecipano all´assemblea, il preside che fino a sera se ne sta tranquillo all´interno della scuola e le bidelle che quando imboccano l´uscita raccomandano di chiudere le finestre «perché sta notte piove». «Per noi tutti è la prima volta, l´ultima occupazione del Boccioni è stata 8 anni fa - dice Alice Bertuzzi, studentessa dell´ultimo anno - ma andremo avanti almeno fino a che il Senato non avrà votato». Con l´agitazione del Boccioni, il primo istituto in l´occupazione, si entra nel vivo delle mobilitazioni degli studenti medi contro il decreto Gelmini. Tante iniziative, il seguito che giorno dopo giorno aumenta anche se nel tardo pomeriggio gli occupanti di piazzale Arduino erano una cinquantina o poco più. «In tanti sono tornati a casa a prendere il sacco pelo, altri hanno raccolto tre euro a testa e sono andati a fare la spesa per la cena», spiega Francesco Falconi delle scuole serali, davanti al Boccioni per appoggiare l´occupazione. Questa mattina comunque si prosegue con le assemblee: «Decideremo come muoverci per le mobilitazioni diffuse di domani, probabilmente ci metteremo d´accordo con i licei vicini, Severi, Conti e Vittorio Veneto», spiega ancora Lodovico. D´altronde la mappa delle scuole in agitazione è un susseguirsi di assemblee autorizzate e non. Al tecnico Conti dopo il picchetto, ieri si sono ritrovati tutti in palestra - studenti e anche docenti - , per un´assemblea «contro lo smantellamento del sistema scuola». Stessa cosa alle magistrali Tenca, allo scientifico Russell e al tecnico Kandinsky, che oggi in assemblea plenaria analizzerà il decreto Gelmini. Lezioni sospese anche al liceo magistrale Agnesi dove gli studenti hanno improvvisato un corteo interno: tutti con gli occhi bendati, a simboleggiare che «la scuola che ci propongo ci svuoterà il cervello». E se al classico Berchet si pensa ancora al da farsi, al tecnico Besta questa mattina ci sarà un´assemblea autogestita aperta anche ai professori. Ancora, al classico Parini, all´artistico Caravaggio e ai tecnici Steiner e Galvani, oggi ci sarà assemblea occupata. «Al Manzoni invece, oggi si occupa», annuncia Gianmarco Peterl. Tutto in vista di del corteo di giovedì. «Raduno alle 9.30 in Cairoli, e siamo solo all´inizio».

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retescuole scende in piazza con una fiaccolata di protesta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Milano L´iniziativa Retescuole scende in piazza con una fiaccolata di protesta In concomitanza con la fine della discussione in Senato sul decreto Gelmini e alla vigilia della votazione prevista per domattina, stasera alle 18.30 in piazza Cordusio si danno appuntamento per una fiaccolata di protesta genitori e insegnanti di Retescuole. Una manifestazione che si tiene in contemporanea in decine di città italiane, ma anche in altri centri dell´hinterland (fra cui Sesto San Giovanni e Vimodrone). Da diversi quartieri arriveranno gruppi di studenti: alle 18 dalla fermata della metro Bisceglie partirà lo spezzone delle scuole della zona 7. Gli organizzatori già immaginano, se le presenze saranno numerose, di proseguire da Cordusio in corteo verso la Statale, per congiungersi con gli studenti universitari, e da lì verso piazza del Duomo. Ieri pomeriggio un primo corteo di ragazzi e maestri si è mosso dalla scuola elementare di via Palmieri verso il parco Baravalle. Domani alle 20 alla scuola media Franceschi di via Cagliero 20 comincia una nuova Notte bianca. E alle 21 assemblea pubblica alla media di via delle Ande al Gallaratese. Sempre domani, alle 21 a Cinisello Balsamo, in via Pirandello 10, assemblea cittadina con studenti, insegnanti e genitori, in preparazione dello sciopero generale della scuola di giovedì. (z.d.)

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sbrana (pd): basta con il falso vittimismo del centrodestra (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Pisa Sbrana (Pd): Basta con il falso vittimismo del centrodestra SAN GIULIANO. «Basta con il falso vittimismo. Il centrodestra sangiulianese abbandoni la strada dello scontro permanente». Yuri Sbrana, segretario comunale del Partito Democratico, interviene dopo le roventi polemiche legate al consiglio comunale aperto sui temi della scuola. «A San Giuliano - rileva Sbrana - il confronto democratico non è mai venuto meno. La nostra è una terra che ha fatto del confronto e del dialogo un tratto evidente della sua storia più o meno recente. Sul territorio non si sono mai verificati episodi di intolleranza nei confronti di chi esprime posizioni diverse. Ascoltando però le parole di Maini e Mannocci la prima cosa che viene da chiedersi è: «Dove hanno vissuto in questi anni e di quale territorio stiamo parlando? L'amara verità - sottolinea Sbrana - è che questo loro falso vittimismo nasconde un'assenza imbarazzante di temi e di contenuti». Continua il leader del Pd: «Il mondo della scuola ha espresso in modo civile e democratico il proprio dissenso verso la pericolosa riforma targata Gelmini. Capisco che questo può non piacere al centrodestra ma è un dato così evidente che non può essere eluso, cercando di portare la discussione su un piano dello scontro, così caro ultimamente a certi esponenti del Pdl. Le nostre insegnanti sono delle ottime educatrici. La storia delle nostre scuole è una testimonianza, sono invidiate per la qualità e la competenza in tutta la provincia e non solo. Parlare di strumentalizzazione dei bambini o di presunti covi comunisti annidiati nella scuola, oltre che ridicola, è da visionari. Mannocci e Maini facciano un atto di umilità e dimostrino di capire come stanno le cose senza atteggiamenti che non sono rispondenti al vero».

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scuola, l'ora delle occupazioni - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova Ieri la svolta, da questa mattina lezioni alternative. E in Ateneo scatta il blocco della didattica Scuola, l´ora delle occupazioni Autogestioni e assemblee: Klee, Barabino e Fermi aprono la strada Il preside del liceo artistico invita i ragazzi a desistere dalla protesta, i docenti della facoltà di Scienze della Formazione in cattedra davanti alla Prefettura GIUSEPPE FILETTO Prove tecniche di occupazione in diverse scuole genovesi. Da stamattina. La protesta contro il Decreto-Gelmini non si spegne. Anzi, si accende, tanto che la giornata si chiude con una veglia dalle 18 alle 20: muniti di lumini, studenti, docenti e genitori si ritrovano in piazza De Ferrari. Già ieri pomeriggio gli studenti della succursale del Paul Klee di salita Battistine hanno deciso che da oggi si dichiareranno in assemblea permanente: «Entriamo a scuola, ci chiariamo e decidiamo se occupare o no», annuncia Eleonora. Anche se ieri il preside Emilio Mattei ha invitato gli studenti a desistere da una tale iniziativa, stamane assemblea con lo stesso ordine del giorno anche per i ragazzi della sede di Quarto. Autogestione annunciata da quelli del Barabino; occupazione, sempre proclamata per lo scientifico Fermi di Sampierdarena e probabilmente anche per il Cassini. La certezza si avrà solo oggi, ma la protesta è ormai dilagante. La giornata di contestazioni, comunque, inizia con l´assemblea plenaria degli universitari all´auditorium Sant´Agostino e il blocco delle lezioni. Gli studenti di alcune facoltà, come Architettura e Giurisprudenza, insolitamente lamentano la frequente assenza di alcuni professori, titolari di cattedre. «A sostituirli arriva un ricercatore o un dottorando, spesso preparatissimi - spiegano gli studenti - ma sappiamo che così si aggiungono altri costi». Tanto che gli universitari, per combattere l´assenteismo, propongono la revisione dei meccanismi di espressione del gradimento. Sempre l´ateneo per domani pomeriggio ha in programma le lezioni davanti alla Prefettura, come forma di protesta contro i tagli ai fondi e il blocco delle assunzioni dei precari: l´iniziativa è organizzata dagli studenti e dai docenti di Scienze della Formazione. Dalle 14 in poi si susseguiranno studi e letture, che culmineranno con la lezione di "Sociologia della precarietà", di Luca Queirolo Palmas, con il contributo di altri docenti e ricercatori.

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al pacini le lezioni le fanno in piazza (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pistoia Al Pacini le lezioni le fanno in piazza La singolare forma di protesta trova la collaborazione dei professori PISTOIA. Le lezioni non si bloccano, ma si fanno all'aperto: biologia si spiega in corso Fedi, si parla di letteratura italiana in piazza del Duomo e si legge Gomorra sotto il loggiato del Comune. L'idea è degli studenti dell'Istituto tecnico commerciale F.Pacini che, con la collaborazione di molti docenti della scuola, hanno pensato di imitare i loro colleghi dell'Università e proporre una serie di lezioni all'aperto. Ieri mattina il primo ciclo: a partire dalle 8 molte classi si sono succedute davanti all'istituto per fare lezione, altre hanno raggiunto addirittura piazza del Duomo. Dopo il professore Giuseppe Grattacaso, alle 11, in piazza del Duomo, è stata la professoressa di lettere Angela Menichi a fare lezione all'aperto, accogliendo la richiesta della sua classe. Per la Vc Biologico ieri mattina erano previste due ore di letteratura italiana contemporanea, e così è stato, ma invece di far lezione in classe, gli studenti, insieme alla professoressa Menichi hanno raggiunto insieme piazza del Duomo e si sono messi tutti a sedere per terra sotto il loggiato del Comune. «No al decreto Gelmini, sì alla scuola per tutti»: uno striscione, posto di fronte alle scalette, spiegava il motivo di questa insolita iniziativa. Il tema della lezione è il libro, best seller, Gomorra. «La lettura del testo di Saviano - spiega la prof Angela Menichi - era già nel programma in quanto lo reputo uno dei più importanti testi della letteratura italiana contemporanea». Ma parlare di Gomorra in una pubblica piazza, o parlarne chiusi tra i muri della classe, fa molta differenza, e i ragazzi lo hanno capito: dopo una mezzora di spiegazione, sono stati gli studenti a prendere la parola e dei ventuno presenti ieri mattina, hanno parlato quasi tutti. "La gente sono vermi e devono rimanere vermi": Gomorra inizia con alcune citazioni e questa, ripresa da un'intercettazione telefonica, è stata una delle più discusse ieri mattina: «Vermi sono coloro che non reagiscono alle ingiustizie» ha affermato un ragazzo. «Ma c'è chi non reagisce - risponde Andrea Carobbi - perché non è informato. Infatti - continua - uno dei punti centrali della nostra protesta contro il decreto Gelmini, è proprio quello di accrescere l'informazione tra i ragazzi». «Vogliamo dare a tutti la possibilità di giudicare autonomamente riguardo al decreto - spiega Erika - Non vogliamo dare ricette prestabilite». «Ma anche i mass media -incalza Andrea Arcangeli - hanno le loro colpe. Bisognerebbe che parlassero di più e più approfonditamente delle questioni importanti del nostro Paese: mafia e antimafia, come ad esempio dell'associazione Libera, ma anche di scuola. Il silenzio dell'informazione è omertà». è una lezione di italiano, ma i ragazzi parlano di responsabilità civile, di informazione, di diritti, di uguaglianza sociale e la professoressa sta a sentire, corregge e stimola alla riflessione. «Adesso - afferma Arianna Avidano - che si smetta di dire che la nostra è una generazione di menefreghisti, che si fa scivolare addosso qualunque tipo di problema». Alle 12.45 la lezione è finita: gli studenti tornano a scuola. Marta Quilici

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vandali in azione all'einaudi il preside: non sono studenti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Via all'autogestione negli altri istituti superiori Vandali in azione all'Einaudi Il preside: non sono studenti PISTOIA. Sindacalisti, politici, studenti universitari: nelle scuole pistoiesi si parla del decreto Gelmini con gli addeti ai lavori. Ma non solo. Gli studenti del liceo classico volevano chiamare a parlare anche Francesco Guccini. Dopo giorni burrascosi all'insegna di occupazioni e scioperi di massa, la nuova settimana è iniziata con toni più tranquilli. In molte scuole cittadine studenti e professori stanno organizzando incontri, dibattiti e corsi. Al classico-pedagogico l'appuntamento con il cantautore di Pavana previsto per stamattina è saltato per motivi di salute. Al suo posto gli studenti hanno in progetto di organizzare alcuni incontri, probabilmente con esponenti politici locali. Per l'unica giornata di cogestione concessa dal preside Alessandro Rabuzzi, i ragazzi dello scientifico si sono dati da fare per concentrare le iniziative in una sola mattinata. Oltre ai corsi autogestiti, molto partecipati, gli studenti hanno invitato anche tre esponenti di sindacati, Cgil, Cisl e Cobas che sono intervenuti sul tema della riforma della scuola. Ad entrare nel merito del decreto Gelmini è stato però uno studente universitario di giurisprudenza, Alessio Genito. Ad inaugurare stamattina la cogestione all'Istituto agrario sarà invece un incontro con alcuni esponenti politici di destra e di sinistra: Da una parte, per lo schieramento di centro sinistra, interverranno Marco Vettori, presidente del consiglio comunale e Rosanna Moroni, assessore comunale all'educazione; dall'altra, per lo schieramento di centro destra, interverrà Stefano Briganti. L'autogestione all'agrario continuerà poi domani, quando, dopo le prime due ore di lezione regolare, gli studenti potranno seguire alcuni corsi autogestiti tra cui quello di primo soccorso, tenuto da alcuni studenti volontari della Misericordia, il laboratorio di cinema, quello di musica, ecc. La mattinata di giovedì, ultimo giorno di autogestione, sarà dedicata alla pulizia e riordino dei locali della scuola. All'Istituto Einuadi, invece, da oggi lezione regolare. Dopo il terzo tentativo di mediazione del preside Giovanni Marrucchi, gli studenti hanno deciso di far cessare l'occupazione. Una volta liberata, la parte occupata è stata esaminata da alcuni tecnici per valutare eventuali danni. «A parte un po' di sporcizia e una porta leggermente sgangherata - afferma Marrucchi - non ho rilevato alcun danno all'interno dell'edificio. Situazione diversa, invece, all'esterno. Il cancello d'ingresso con apertura automatica è stato sforzato e rotto. I responsabili, però, non sono i ragazzi della scuola, ma un gruppo di persone, non meglio identificate, che nella notte tra sabato e domenica, hanno cercato di scassarlo. Per questo ho fatto partire una denuncia contro ignoti». (m.q.)

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le colpe altrui e gli errori propri (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL DECRETO Le colpe altrui e gli errori propri Vorrei replicare a Jessica Cipriani di Forza Italia perché leggere il suo intervento mi ha strappato un sorriso. Sì, perché fa sorridere quando si invocano le colpe altrui perché non si è in grado di difendere le scelte e gli errori propri. Tralascio i numerosi voltafaccia effettuati negli ultimi tempi proprio sul tema scuola da esponenti della maggioranza politica nazionale a cui lei si richiama e le istigazioni all'illegalità (Gasparri sul canone Rai, cerchi su Google e troverà la perla sfornata dall'ex ministro), e la invito a riflettere su come la protesta di questi giorni sia estesa alle scuole di ogni ordine e grado, proprio perché le decisioni contenute tra Finanziaria e decreto 133 riguardano il futuro di tutti coloro che adesso vanno a scuola. Perché chi adesso va alle elementari, alle medie e alle superiori subirà poi sulla propria pelle il taglio indiscriminato dei fondi all'istruzione pubblica. Lei crede davvero che ad essere tagliati saranno i compensi dei professori e di coloro che hanno il comando delle varie strutture? O non è più plausibile che vengano tagliati i fondi a chi fa ricerca (compito improbo, si lavora tanto e si spende tanto per risultati che per quanto importantissimi arrivano a volte dopo anni) e a coloro che per quanto dotati di intelligenza non possono permettersi di pagare migliaia di euro all'anno per studiare, facendo passare avanti chi non è intelligente ma è ricco di famiglia? Vede, nessuno dice che la scuola italiana così com'è va bene, nemmeno gli studenti che manifestano (e che protestano da anni, inascoltati sia da destra che da sinistra, ma quando protestavano contro la sinistra tutto questo bailamme non lo ricordo); ma tutti dicono che i tagli indiscriminati fanno soltanto del male; un chirurgo che deve operare un'appendicite taglia solo dove c'è l'appendice, non si mette a tagliare petto e gambe. La Finanziaria e il decreto Gelmini tagliano a casaccio, lasciando intatti i privilegi dei "baroni" e dei privati e sacrificando gli studenti e le famiglie che devono manenerli. Il tutto tralasciando dettagli altresì importanti, come il fatto che l'Italia destina all'istruzione solo lo 0,5% del Pil mentre la Germania (per dirne uno) vi destina il 2%, o che per il salvataggio di una fantomatica italianità di Alitalia si son buttati via tanti di quei soldi da pagare le borse di studio per i prossimi dieci anni. Non si tratta di idee politiche, anche se è comodo ridurre il tutto a uno scontro politico; gli studenti combattono per il loro futuro e per il futuro del paese in cui viviamo; io di anni ne ho ormai 33, e la scuola l'ho finita da un bel po', ma non posso in tutta coscienza rimanere impassibile di fronte allo scempio che si sta prospettando per la scuola italiana, e sono solidale con gli studenti italiani, così come lo fui quando nel 1989 uno studente in piazza Tien An Men fermò da solo i carri armati di un regime che avrebbe poi sterminato lui e i suoi amici. Daniele Cardelli Monsummano Terme

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domani sera protagonisti anche i genitori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pistoia Domani sera protagonisti anche i genitori La storia: «Abbiamo cominciato in due, ora siamo moltissimi» PISTOIA. "Eravamo quattro amici al bar" canta Gino Paoli. Loro erano ancora di meno: solo due. Ma domani rischiano di ritrovarsi in centinaia. Roberto Niccolai, uno degli animatori del neonato Comitato provinciale genitori di Pistoia, racconta così la nascita del gruppo che sta organizzando la manifestazione provinciale di domani sera contro i tagli del ministro Gelmini. «Sì - spiega Niccolai - è cominciato tutto parlando davanti a scuola con una mamma. Abbiamo i figli alla scuola di Candeglia e sentivamo il bisogno di saperne di più su questi provvedimenti del governo. In questi giorni, del resto, è facile vedere davanti alle scuole capannelli di genitori che parlano tra loro. Per questo abbiamo lanciato l'idea di una riunione. Ci siamo ritrovati in 130. Era una ventina di giorni fa. L'idea di fare qualcosa insieme è nata lì». Per strada Niccolai e gli altri genitori hanno creato un sito internet (l'indirizzo è http://genitoripistoia.blogspot.com) e lanciato con diversi volantinaggi la manifestazione provinciale che si svolgerà domani sera alle 21. Partenza da piazza San Francesco e arrivo in piazza del Duomo. Genitori, nonni, studenti, insegnanti e personale della scuola: tutti in piazza per difendere la scuola pubblica e il diritto allo studio per tutti. Niccolai ci tiene a sottolineare che il comitato non ha invitato né partiti né sindacati. «Non perché ce l'abbiamo con loro - dice - ma perché l'iniziativa è solo di noi genitori. In questi giorni abbiamo lavorato prendendo contatto con le altre scuole della provincia, abbiamo contatti anche in Valdinievole. La maggioranza di noi non ha mai partecipato ad una manifestazione, ma si danno tutti da fare. C'è chi prepara gli striscioni in cucina...». La serata di mercoledì servirà per guardarsi in faccia e prendere coraggio. Dopodiché il comitato dei genitori proverà a rilanciare la protesta. C'è già il mezzo progetto di una assemblea da svolgere dopo la manifestazione, probabilmente al circolo Arci di Candeglia. «è importante che la gente capisca - conclude Niccolai - che i tagli del governo colpiranno prima di tutto le famiglie. Si parla giustamente dei posti di lavoro a rischio degli insegnanti. Ma quante donne dovranno smettere di lavorare per assistere i figli, se passerà la proposta di ridurre l'orario settimanale alle elementari e alle medie?».

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ottocento pistoiesi alla manifestazione di roma (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pistoia Ottocento pistoiesi alla manifestazione di Roma Ben 15 pullman riempiti dai sindacati per lo sciopero di giovedì PISTOIA. Saranno ben ottocento i pistoiesi presenti alla manifestazione di giovedì 30 a Roma, in occasione dello sciopero indetto dai sindacati a difesa della scuola pubblica e contro il decreto Gelmini. Lo comunica la segreteria della Cgil provinciale, ricordando che sono già virtualmente riempiti 15 autobus promossi dalle organizzazioni sindacali, mentre continuano ad arrivare iscrizioni da parte di docenti, studenti, cittadini. Gli autobus partiranno dai vari punti della provincia per raggiungere Roma nell'ambito dello sciopero generale dei lavoratori della scuola di giovedì. «Un'adesione di massa - scrive la Cgil - spesso non organizzata e al di sopra di ogni aspettativa, a cui c'è difficoltà a dare risposta anche per lo scarseggiare dei mezzi di trasporto necessari». La Cgil sottolinea come «questa straordinaria partecipazione da parte della nostra provincia confermi il sentimento popolare di genitori, studenti, lavoratori della scuola, che in grande maggioranza continuano ad esprimere pacificamente la loro volontà di contrastare una riforma che va ritirata. Nonostante lo sforzo di diffusione delle veline di palazzo che gli "agit prop" dei partiti di destra ripropongono instancabilmente anche nella nostra provincia, è evidente l'isolamento politico del ministro Gelmini e del governo che, con una gestione arrogante del potere da democrazia autoritaria, non riesce a convincere gli italiani». «Quando sono in gioco beni universali come l'istruzione pubblica - prosegue la segreteria della Cgil - quando in gioco è il futuro delle nuove generazioni, è necessario discutere, confrontarsi, mediare, sia con le rappresentanze sociali, sia con il parlamento, sia con le forze di opposizione. L'opposto appunto, di ciò che sta accadendo in queste ore».

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scuola: firme anti-gelmini a maresca (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pistoia Scuola: firme anti-Gelmini a Maresca S.MARCELLO. Domani mattina a Maresca in piazza della Stazione e nel pomeriggio ai cancelli della scuola elementare, verranno raccolte firme contro il decreto Gelmini. Frattanto, oggi gli studenti delle superiori di S.Marcello (Itc Igea, liceo scientifico e Iti) torneranno regolarmente a frequentare le lezioni, dopo l'assenza di massa di sabato e l'assemblea di ieri. «Gli studenti dell'Istituto comprensivo superiore - si legge in una nota - si sono riuniti in assemblea straordinaria per dibattere i temi legati alla riforma Gelmini nella quale si è discusso delle conseguenze risultanti dall'applicazione della riforma secondo le proposte di schemi attuativi in circolazione».

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riparte l'attività didattica, ma la protesta non si placa (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Discussioni in orario extrascolastico e, prima di giovedì, una giornata alternativa con tutte le scuole della città Riparte l'attività didattica, ma la protesta non si placa PONTEDERA. Nelle aule degli istituti superiori della città torna l'attività didattica, ma non si placa la protesta: si discute, si fanno approfondimenti sulla riforma e, soprattutto si cercano alternative alle forme di protesta attuate fino a oggi. Una giornata di discussione, raccoglierà, prima di giovedì, tutti gli studenti pontederesi, intorno a questa questione. Lezioni regolari negli istituti superiori pontederesi nonostante le discussioni e le proteste contro la riforma Gelmini. Ieri mattina, dopo la parentesi dell'autogestione di mercoledì, giovedì e venerdì scorsi, anche l'Istituto tecnico commerciale e per geometri "Fermi" ha ripreso le lezioni e ha eletto i rappresentanti di classe. Al liceo scientifico e classico "XXV Aprile" i dibattiti non ostacolano le attività didattiche mattutine. «Gli studenti hanno deciso di svolgere lezione regolarmente la mattina - afferma la preside Luciana Rocchi - nel pomeriggio invece utilizzano i locali della scuola per discutere tranquillamente sulla questione, coinvolgendo anche rappresentanti di altri istituti e studenti universitari e manifestando un grande senso di responsabilità di fronte ad un problema da loro particolarmente sentito». Al "XXV Aprile" la minaccia dell'occupazione sembra lontana anche se arieggia l'idea di promuovere una giornata particolare. «Sono costantemente in contatto con i ragazzi - prosegue la preside Rocchi - che mi hanno manifestato l'intenzione di organizzare una giornata alternativa prima dello sciopero del 30 ottobre per approfondire le questioni della riforma, ma tutto è ancora da fissare». Tutto tranquillo all'istituto statale "Montale" e all'istituto tecnico industriale "Marconi" dove gli alunni, pur discutendo e aderendo alle varie manifestazioni come quella di giovedì scorso a Pisa, seguono le lezioni regolarmente. Per il momento anche al professionale "Pacinotti" tutto procede senza problemi. «Gli studenti hanno organizzato un'assemblea di istituto martedì scorso nella quale si sono dati un po' di tempo per decidere la strada da seguire e scegliere la forma di protesta contro la riforma della scuola» conclude la preside Lucia Orsini. Francesca Lombardi

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oggi veglia in piazza con il comitato (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Pontedera Oggi veglia in piazza con il comitato PONTEDERA. Un presidio luminoso a mo' di veglia sulla scuola pubblica. L'appuntamento organizzato dal comitato genitori ed insegnanti della Valedra è per questo pomeriggio alle 18 in piazza Cavour, davanti al Comune. Il giorno dopo, infatti, il contestato decreto Gelmini sarà portato a discussione in Senato, per il vito finale. Definitivo. Quello che secondo il comitato determinerà la fine della scuola pubblica, in una logica deprimente di tagli, re-introduzione del maestro unico, abolizione del tempo pieno. «Portate torce, pile, lumini, candeline basse tonde per lanciare il messaggio. Dopo tanto protestare, vogliamo restare accanto fino all'ultimo secondo alla nostra battaglia», è l'appello del comitato.

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gli studenti sfilano sulle strisce traffico in tilt a porta romana (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Firenze Le medie superiori Blitz in via Senese e corteo del Ginori Conti. A Pistoia lettura di "Gomorra" in piazza Gli studenti sfilano sulle strisce traffico in tilt a Porta Romana ancora proteste nelle scuole medie superiori fiorentine. Ieri sera un gruppo di studenti ha bloccato il traffico con ripetuti attraversamenti sulle strisce pedonali in via Senese e Porta Romana. Sono stati distribuiti centinaia di volantini per spiegare le ragioni della protesta: il decreto Gelmini e la legge 133. Lunghe code e traffico in tilt in tutta l´area di Porta Romana. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie dei vigili urbani e della polizia. La manifestazione non era autorizzata. Altro improvviso corteo, quello di ieri mattina di alcuni ragazzi dell´istituto tecnico Ginori Conti. La scuola è ancora occupata ma le lezioni non sono state interrotte: chi vuole rimane in classe, gli altri si sono organizzati in laboratori e discutono sull´attualità e sulle leggi che riguardano la scuola. Ieri un centinaio di ragazzi ha fatto il giro delle superiori cercando di convincere altri ragazzi a proseguire nella mobilitazione: i giovani sono stati anche al Michelangelo dove però le lezioni sono tornate regolari. Risulta invece ancora occupato il Liceo scientifico Leonardo Da Vinci (è la seconda volta, la protesta è ripartita sabato). In autogestione da ieri anche il liceo scientifico Benedetto Varchi di Montevarchi. A Prato il collegio dei docenti dell´istituto comprensivo Malaparte ha deliberato a larghissima maggioranza (su 101 presenti 6 contrari e 1 astenuto) di bloccare tutte le gite scolastiche «che non rientrino nell´orario giornaliero» come forma di protesta contro il decreto Gelmini. A Pistoia i ragazzi dell´istituto tecnico commerciale Pacini hanno letto "Gomorra" in piazza Duomo. Ad Arezzo ieri corteo con 500 studenti. Stasera alle 20.30 in piazza Santissima Annunziata a Firenze "veglia" e corteo con genitori, studenti e insegnanti: dalla piazza alla prefettura e ritorno (organizzato da coordinamento insegnanti-genitori-studenti). (g. r.)

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a matematica lezione anche di notte - laura montanari gaia rau (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Firenze A Matematica lezione anche di notte Contro la 133 didattica 24 ore no-stop. Scuola, il Pdl abbandona il consiglio Corteo a Roma: da Firenze e provincia una sessantina di pullman LAURA MONTANARI GAIA RAU Fuori dall´aula il termos con il caffè e i bicchierini di succo di arancia, i cartelli con la scritta «Adotta uno studente» e decine di fazzoletti gialli stesi, con sopra stampato: «No alla 133». Dipartimento di Matematica «Ulisse Dini», la maratona didattica organizzata dagli Studenti di Sinistra è cominciata. Contro i tagli della 133 qui si fa lezione no-stop per 24 ore, si insegna anche la notte. Luci accese e studenti dentro l´aula per un´intera giornata con ricercatori, assistenti e ordinari che da ieri mattina alle 8,30 fino a questa mattina alla stessa ora si avvicendano in cattedra a parlare di matematica e letteratura, come risolvere il cubo di Rubik, come mentire con la statistica, di geometria tropicale o del temperamento in musica e altri argomenti. Centinaia gli studenti che in staffetta hanno partecipato alle lezioni. «L´università è un bene pubblico e noi siamo qui per difendere quel patrimonio - spiega Marco Romito, uno dei ricercatori della maratona - per questo faccio lezione nel cuore della notte, per questo i miei colleghi vanno a insegnare all´aperto nelle piazze». «E´ un segnale - dice Giovanni Cupini, altro ricercatore - voi ci tagliate i finanziamenti e noi invece di bloccare il lavoro, protestiamo facendo didattica anche la notte». La mobilitazione continua anche in altre facoltà. Intanto per giovedì, giornata di sciopero della scuola proclamata da Cgil, Uil, Cisl e Snals e Gilda insegnanti, i sindacati organizzano la trasferta a Roma per partecipare alla manifestazione. Venticinque i pullman prenotati dagli Studenti di Sinistra, altre decine partiranno dai diversi capoluoghi della Toscana. Una sessantina soltanto da Firenze, 30 sono della Cgil per insegnanti e lavoratori. Ieri sull´università è intervenuto da Firenze, dove partecipava a un convegno della Fondazione Rosselli, il presidente del Cnr Luciano Maiani: «Misure drastiche sono forse necessarie, gli universitari sono preoccupati per il loro futuro perché manca chiarezza. Credo che una riforma sia fondamentale per poi riprendere, in un momento successivo, gli investimenti». Ieri di scuola si è discusso anche in consiglio comunale: Forza Italia e An, pur divise, hanno abbandonato l´aula per sottrarsi al «processo sommario al ministro Gelmini», ma la maggioranza le ha accusate di «irresponsabilità». In aula è rimasto solo Mario Razzanelli, Udc: «Io preferisco ascoltare». L´assessore all´istruzione Daniela Lastri sfida il governo: «Spendiamo 231 euro ad abitante per l´istruzione, 2,5 volte più della media nazionale: questa destra che evita persino il dibattito è un pericolo per la democrazia». Il gonfalone del Comune sarà alla manifestazione del 30.

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protesta anti-gelmini cortei e lezioni in piazza leggi il diario di un manifestante - parma.repubblica.it (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bologna Protesta anti-Gelmini cortei e lezioni in piazza Leggi il diario di un manifestante Trovato un cadavere nel torrente su segnalazione anonima Indaga la polizia Arrigoni striglia i rossoblù "Troppo buoni, non va" Dite la vostra sul nostro sito Comunale in crisi Opere ridotte Immobili in vendita Cosa ne pensate?

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gli studenti continuano la protesta - francesca gori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Prato Gli studenti continuano la protesta Stamani manifestazione in centro contro la riforma Gelmini Stasera al liceo scientifico Livi si terrà la prima lezione serale aperta ai genitori FRANCESCA GORI PRATO. Non si ferma la protesta contro la riforma Gelmini. Sebbene gli studenti siano tornati in aula e le lezioni riprese, questa mattina i ragazzi delle scuole superiori pratesi con i loro colleghi dell'università di Prato, sfileranno per le vie del centro. E in attesa della grande manifestazione di giovedì a Roma, si moltiplicano le iniziative: dalle notti bianche alle lezioni nelle piazze. Manifestazione, quella di questa mattina, che partirà alle 9.30 da piazza Duomo per sfilare nelle vie del centro. Una prova generale di quella che sarà la manifestazione nazionale di giovedì a Roma, alla quale gli studenti pratesi parteciperanno in massa (sono stati prenotati 11 pullman) insieme all'assessore alla Pubblica Istruzione del Comune Giuseppe Gregori che ha aderito all'appello dei sindacati e sfilerà con il Gonfalone del Comune. Alle iniziative organizzate dai rappresentanti d'istituto di tutte le scuole si affiancano le iniziative dei singoli istituti. Ieri sera al Gramsci-Keynes c'è stata la prima notte bianca organizzata dai docenti mentre questa sera al Livi, si terrà la prima lezione serale aperta ai genitori degli studenti. Per una sera, i genitori e gli studenti potranno scegliere tra varie materie e seguire le lezioni di italiano, latino, matematica, fisica e arte degli insegnanti del liceo. Al Buzzi, la prima scuola pratese ad essere stata occupata, la protesta proseguirà con una lezione in piazza Duomo fissata per domani alle 15.30. «Abbiamo organizzato una lezione di chimica ambientale - spiega Filippo Pelagatti del Buzzi - perché da qualche anno il nostro istituto effettua le analisi sui corsi d'acqua, e ci sembrava un argomento che potesse interessare tanti pratesi». A salire in cattedra, in piazza Duomo, saranno due docenti dell'istituto: Nada Fabrizi e Maria Silvia Castaldi. Al classico Cicognini e allo psicopedagogico Rodari gli studenti hanno sospeso la protesta in corso e sono tornati sui banchi, ma con l'intenzione di continuare ad impegnarsi per bloccare il decreto Gelmini. Oltre ad aderire alla manifestazione di giovedì a Roma e a quella di stamani in centro, stanno pensando ad un volantinaggio. Se ieri sera la notte bianca ha tenuto impegnati studenti e insegnanti al Gramsci-Keynes, anche allo scientifico Copernico gli studenti stanno pensando di riprendere l'idea dei colleghi di Reggiana, ma anche di organizzare qualche lezione in piazza. Un incontro con i genitori, gli insegnanti e gli studenti è invece in programma domani alle 16 al Dagomari. Nel pomeriggio infatti si svolgeranno le elezioni dei consigli di classe, e un gruppo di studenti e docenti si sono resi disponibili per spiegare alle famiglie i motivi della protesta contro il decreto Gelmini. E anche al Dagomari, si sta preparando la notte bianca, in programma il 7 novembre.

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ragazzi, tornate a studiare (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Prato «Ragazzi, tornate a studiare» I presidi auspicano la fine delle mobilitazioni PRATO. Un documento approvato all'unanimità dai presidi pratesi. E firmato anche da Luigi Nespoli, il preside del Cicognini-Rodari, che qualche giorno fa mandò su tutte le furie i suoi colleghi accusandoli di aver assecondato gli studenti durante le occupazioni. Accusa rispedita al mittente, e oggi firmata anche da Nespoli. «Ribadiamo la nostra netta contrarietà per le forme di protesta che abbiano come conseguenza l'interruzione dell'attività didattica e l'impossibilità di garantire il diritto allo studio - si legge nel comunicato - e auspichiamo che torni la normalità in tutte le scuole superiori, in modo da limitare i danni che potrebbero derivare dalla lesione dei diritti/doveri degli insegnanti e degli studenti che non condividono queste forme di protesta». Detto questo, i presidi pratesi vanno avanti sulla linea "morbida" nei confronti degli studenti che hanno occupato le scuole o che hanno organizzato autogestioni. «Interverremo - scrivono - di concerto con gli organi collegiali per limitare i danni arrecati dall'interruzione dell'attività didattica, rimodulando il calendario delle lezioni e intervenendo anche sulle attività previste nei Piani dell'offerta formativa». Agli studenti comunque, viene riconosciuto il diritto di confrontarsi criticamente su qualsiasi tematica possa contribuire alla loro crescita, riforma Gelmini compresa. «Ma - aggiungono i presidi - bisogna evitare forme di protesta illegali, che producono come effetto l'interruzione del dialogo, di cui, specialmente nel momento in cui un Governo interviene sui problemi strutturali della scuola vi è invece estremo bisogno». I presidi invocano chiarezza da parte del Ministro dell'Istruzione sulle proposte di riforma avviate «che devono rispondere a reali esigenze di miglioramento della qualità dell'istruzione e non essere ispirate soltanto a logiche di risparmio della spesa pubblica». E, sulle occupazioni e sulle autogestioni, concludono: «Il senso di responsabilità dei presidi durante le occupazioni o autogestioni, ha evitato di inasprire inutilmente la protesta degli studenti e ha permesso di contenere in un ragionevole lasso di tempo l'interruzione delle attività didattiche, consentendo di rendere quasi nullo il danno prodotto agli studenti più bisognosi di studio».

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i professori dell'alma mater fanno lezione nelle piazze - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bologna I professori dell´Alma Mater fanno lezione nelle piazze E le fiaccole scriveranno: "Fermatevi" ILARIA VENTURI IL politologo Gianfranco Pasquino in piazza Maggiore, il docente di diritti umani Pier Cesare Bori in piazza Verdi. I professori di Ingegneria in piazza San Francesco e quelli di Lingue in piazza Santo Stefano. Tra oggi e domani, i docenti dell´Alma Mater usciranno dalle aule per invadere le piazze di Bologna e lanciare, con le loro lezioni pubbliche, un segnale alla città: i tagli e il blocco del turn over metteranno in ginocchio l´università. E questa sera, dalle 18.30 in avanti (ma il momento clou della manifestazione sarà alle 19.30), saranno i genitori, i maestri e gli studenti delle superiori a farsi vedere, componendo in piazza Maggiore il messaggio luminoso «Fermatevi», in vista del voto al Senato sul decreto Gelmini. Un´altra giornata di mobilitazione porta in piazza gli accademici e la scuola di base. Si preannuncia così una nuova settimana calda. In vista dello sciopero generale di Cgil-Cisl e Uil Gilda e Snals sulla scuola e della mobilitazione di giovedì del Coordinamento dalla scuola dell´infanzia all´università, che riunisce sindacati di base e collettivi universitari (ore 9.30 piazza San Francesco). Le lezioni dei professori universitari e dei ricercatori (molte sono già state tenute in questi giorni) si concentreranno in modo particolare in questi due giorni. Oggi in piazza Verdi lezioni non stop dalle undici del mattino alle sette di sera: ogni due ore ci sarà un docente diverso. Comincia il professor Pier Cesare Bori (dalle 11 alle 13), poi il ricercatore di antropologia culturale Luca Jourdain, seguito da Davide Domenici, che terrà una lezione sulla visione europea degli indigeni d´America, e dal professor Somma (ore 17-19). In contemporanea, lezioni dei docenti di Lingue in piazza Santo Stefano dalle 10.30 alle 16.30. Si alterneranno Silvia Albertazzi, su «Bugie per dire la verità: la narrazione postcoloniale e i vestiti nuovi dell´imperatore», Federico Bertoni («Guardare il mondo dalla luna: Calvino e Il barone rampante»), Elisa Magnani («Strumenti internazionali di riduzione della povertà: dallo sviluppo sostenibile alla Dichiarazione del Millennio»), Rita Monticelli, («Studi di genere e memoria culturale»), Roberto Vecchi («L´amore ai tempi della collera nel Brasile dell´autoritarismo: società civile 1 - dittatura militare 0»), Donata Meneghelli («Come fare cosa con le parole: due esempi da Conrad»). Oggi, dalle 14 alle 16, alla rotonda Baroni, sarà il preside di Agraria Andrea Segrè a tenere una lezione di politica agraria internazionale. «Sarà anche uno spazio di discussione con gli studenti sulle conseguenze della legge 133», dice. Il preside, candidato al rettorato, terrà una seconda lezione giovedì dalle 11 alle 13. «La rotonda è la metafora di un´università che torna indietro». Domani piazza San Francesco sarà animata invece dalle lezioni dei docenti di Ingegneria: dalle 9 alle 10, Simonetta Abenda parlerà di «dimensioni»: dalla geometria euclidea all´insieme di Cantor; dalle 10 alle 11, Massimo Ferri tiene una lezione sulla matematica della visione; dalle 11 alle 12 Nicola Arcozzi parla di moto browniano ed equazione del calore; sulla nozione di limite interviene la docente Giovanna Citti alle12; alle 13 Patrizio Frosini sulla confutazione. «L´università è penalizzata da questi tagli selvaggi e il blocco del turn over toglie ogni prospettiva ai giovani», spiega Giovanna Citti, ordinario di analisi matematica. Domani, in piazza Maggiore, alle 11, lezione del professor Pasquino; in piazza Scaravilli, alle 13, lezione-dibattito con la professoressa di sociologia del diritto Stefania Pellegrini, la ricercatrice Antonella De Blasio, un avvocato, un preside e una maestra. In università partono anche corsi di auto - formazione, promossi dal movimento No Gelmini. E saranno gli scrittori riuniti sotto il nome collettivo di Wu Ming ad aprire i corsi, stasera alle 21, in via Zamboni 38, sulla potenza conflittuale dei saperi nell´era del capitalismo cognitivo. Domani, alle 17, in piazza Verdi, altro corso di autoformazione, su sicurezza, precarietà e diritti.

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consiglio aperto sulla riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Prato Consiglio aperto sulla riforma Gelmini Montemurlo. L'assemblea stasera alla scuola elementare di Bagnolo MONTEMURLO. Spostato alle 21, per motivi organizzativi, il consiglio comunale aperto alla cittadinanza, che si terrà alla scuola elementare di Bagnolo in via Pietro Micca. In discussione l'ordine del giorno presentato dal sindaco Ivano Menchetti su "La riforma della scuola: qualità didattica, formativa dei servizi erogati alla popolazione scolastica." Nel documento una lunga analisi sul tema della contestata riforma Gelmini. Del sindaco anche una lettera aperta alla cittadinanza per invitare alla partecipazione. Ecco il testo: «Ho richiesto la convocazione della massima assemblea cittadina perché il sistema italiano della formazione e della ricerca sta attraversando un'emergenza gravissima. La controriforma presentata dal Governo, è tale da far precipitare indietro nel tempo tutta l'organizzazione scolastica e formativa. Senza nessun coinvolgimento del Parlamento, delle Regioni e dei Comuni si sono avanzate proposte dirompenti che mettono in discussione, in particolare nelle nostre aree, tutto il lavoro fatto in questi anni. Dai servizi di supporto, alla didattica; con nuovi oneri per le famiglie e nessun riguardo alle nuove necessità di formazione relative all'espandersi delle nuove tecnologie e alla necessità di comunicazione con il mondo intero. Il destino della scuola, dell'università e della ricerca, è materia principe di dibattito e di riflessione politica e sociale. La trasformazione del sistema non può essere operata con provvedimenti a scatola chiusa, che hanno il sapore di una operazione meramente contabile. Occorre un confronto serio che parta dall'obiettivo di raggiungere i livelli qualitativi delle altre nazioni e di conseguire risultati che favoriscano lo sviluppo e l'innovazione, non da quello di ottenere semplici risparmi di gestione. Lo sviluppo del paese dipende inevitabilmente dalla preparazione delle persone, dei bambini e dei giovani di oggi ai quali lo Stato deve garantire opportunità formative adeguate alla complessità del mondo e alla capacità di competere».

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volantinaggio al mercato (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Stamani in piazza Don Milani l'iniziativa del partito socialista Volantinaggio al mercato MONTEMURLO. In occasione del consiglio comunale aperto che si tiene alla scuola elementare di Bagnolo, il partito socialista di Montemurlo effettuerà un volantinaggio al mercato settimanale di piazza Don Milani. «Il volantino distribuito - spiega Filippo Vasco - sarà l'ordine del giorno presentato dal partito e che verrà discusso e messo ai voti nello stesso consiglio comunale della sera. Il Ps rende noto che la sua posizione nei confronti della riforma "Gelmini" non può essere quella del Pdl ma neanche quella assunta dal sindaco Menchetti».

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lezioni di piazza all'università "il decreto gelmini va ritirato" - francesca savino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Il dialogo In attesa delle linee guida della riforma siamo aperti al confronto con tutte le componenti L´allarme dell´assessore Barbanente contro la decisione di limitare la proroga Lezioni di piazza all´Università "Il decreto Gelmini va ritirato" Oggi assemblea a Giurisprudenza aperta ai genitori Sfratti, a rischio 2000 famiglie "Un altro regalo del governo" Ieri sera in piazza Prefettura il volantinaggio degli studenti medi Incontro con Anci e Sunia. L´emergenza riguarda 60 comuni pugliesi FRANCESCA SAVINO I blocchi per gli appunti sono poggiati sull´asfalto all´ombra di palazzo Ateneo. Fra gli alberi e la fontana, in piazza Umberto ieri è spuntata una cattedra. Più in là, davanti alle facoltà di Lingue e di Scienze politiche, le strade sono state chiuse al traffico per lasciare spazio ai professori, agli studenti e ai passanti per le prime lezioni all´aperto. A Bari la protesta degli universitari, riuniti nel coordinamento stop 133, ieri mattina ha spinto la didattica fuori dalle aule: centinaia di persone hanno partecipato alle lezioni tenute dai professori di Lingue, Lettere e Scienze politiche. Oggi il movimento rientra nei corridoi universitari: la facoltà di Giurisprudenza si apre dalle 9,30 alla assemblea generale del mondo della pubblica istruzione, in cui ricercatori, universitari, professori e genitori decideranno i modi e le forme in cui continuare la protesta. Nell´incontro di oggi sono stati chiamati a raccolta anche gli studenti delle scuole superiori, che ieri sera per tre ore hanno occupato pacificamente con musica e volantini piazza Prefettura. «Ci opponiamo all´approvazione del decreto Gelmini, ma ci battiamo anche per il ritiro della legge 133 sull´università: il diritto all´istruzione pubblica riguarda tutti» commenta Roberto Campanelli, studente del Fermi. Il movimento ha aperto così l´ultima settimana di ottobre, la più calda perché scandita dalla discussione in Senato del decreto Gelmini in programma domani e dallo sciopero generale del mondo della scuola di giovedì. Oggi dall´assemblea partiranno le idee per i prossimi giorni, ma per il coordinamento degli universitari l´imperativo resta il ritiro della legge 133. Si mantiene sulla linea del dialogo "serrato" invece la posizione ufficiale dell´Università, rappresentata dal rettore Corrado Petrocelli che per venerdì pomeriggio promuove un incontro dibattito sul futuro delle università pubbliche ad Agraria con i parlamentari e gli enti pubblici. A Lecce dalla mezzanotte di oggi gli studenti si raduneranno in piazza Sant´Oronzo per la "Notte in bianco" a sostegno dell´università mentre giovedì palazzo Codacci-Pisanelli ospiterà l´assemblea generale dei saperi. In attesa di decidere quali forme assumerà il movimento barese, in città l´esperimento delle lezioni all´aperto si estenderà ai prossimi giorni: «I tagli e la legge 133 con il blocco del turn over e la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private rischiano di toglierci gli spazi» commentano gli studenti del coordinamento. «Noi proviamo a prenderli all´esterno e a farci ascoltare anche da chi non passa dalle aule universitarie». Seduti sui fogli di giornale, ieri gli universitari e i passanti hanno ascoltato. La filosofia, nelle parole del professor Fistetti. Il rapporto fra cinema e letteratura nella lezione di Raffaele Cavalluzzi, docente di Letteratura italiana. La legge 133 spiegata dal professor Silvio Suppa. Un´ora di storia e una lezione sul confronto del professor Angelo Massafra. «Lo scambio è nella natura stessa dell´essere umano. Di fronte ai problemi la soluzione peggiore è chiudersi in sé: c´è il rischio di una guerra permanente». Quaranta minuti con i viaggi di Gulliver, nel romanzo di Jonathan Swift e nelle parole del professor Stefano Bronzini che ha raccontato del sistema di formazione dei Lillipuziani: «La grande lezione di Swift è insegnare a vedere le cose anche da un altro punto di vista: in un mondo civile nessuno può pensare di avere sempre ragione ma solo portare le proprie ragioni». Dalle pagine del romanzo, all´attualità: «Bisogna favorire il confronto, soprattutto su un tema fondamentale come quello della pubblica istruzione».

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scuola, in migliaia al corteo di roma (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Lo sciopero Scuola, in migliaia al corteo di Roma Ottanta pullman in partenza da Bari verso Roma. Sette scuole su dieci chiuse per sciopero giovedì prossimo. La mobilitazione nazionale dei sindacati della scuola, in programma il 30 ottobre con una manifestazione nella Capitale, continua a raccogliere adesioni in tutta la provincia. «Ci sono almeno 4mila baresi con in tasca un biglietto per essere a Roma giovedì» spiega Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola, scorrendo i dati delle prenotazioni. L´ultima fotografia dei sindacati registra una partecipazione fra l´85 e il 90 per cento; chiuse più di cinquanta scuole in città e sette istituti su dieci in tutta la provincia. «Numeri che sembrano incredibili anche a noi - commenta Lena Gissi - L´adesione maggiore, nel 2001, era stata del 36 per cento». Oggi nell´assemblea generale a Giurisprudenza si deciderà se organizzare giovedì un corteo anche a Bari, mentre domani mattina in largo Lorusso si riuniranno in un sit-in genitori e operatori degli istituti cittadini. A Roma con il mondo della scuola sfileranno anche il gonfalone del Comune e gli striscioni di Legambiente Puglia che ieri ha diffuso un documento contro i tagli all´istruzione. Sul fronte della Regione continua l´opposizione al pacchetto di riforme Gelmini: dopo il ricorso alla consulta per illegittimità della legge 133 annunciato dall´assessore al Diritto allo studio Mimmo Lomelo, il consiglio regionale ha fissato per martedì 4 novembre una seduta straordinaria dedicata alla scuola. (fra. sav.)

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elezioni, l'altolà di fitto all'udc - giuliano foschini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Bari Ribadita la richiesta di giudizio per il ministro. Che replica: "Questa è una non notizia" Elezioni, l´altolà di Fitto all´Udc Inchiesta Cedis, inizia l´udienza preliminare "O nel Pdl o niente alleanze". Sanza replica: è colpa vostra GIULIANO FOSCHINI Raffaele Fitto chiude all´Udc per le elezioni amministrative in Puglia. «Non saranno possibili alleanze su scala locale, non si potranno discutere candidature caso per caso. L´Udc deve dirci prima da che parte vuole stare: se i dirigenti nazionali decideranno di venire con il Pdl, parleremo volentieri delle candidature di sindaci e presidenti di provincia. Altrimenti non siamo disponibili a discutere di ricatti di nessun tipo». Il ministro per gli Affari regionali ha messo ieri una parola fine alle discussioni di questi giorni sulle possibili alleanze politiche del centrodestra per le elezioni amministrative pugliesi. L´occasione è stata la convention degli ex Forza Italia, impegnati a discutere appunto sul cammino da fare per concludere l´entrata nel Pdl. «La nostra - ha detto Fitto - non è stata una fusione a freddo: noi e gli amici di Alleanza Nazionale condividiamo gli stessi ideali, gli stessi progetti. Per capire cosa non dobbiamo fare, basta vedere cosa fa il Pd: il loro è un accrocchio, il nostro è un partito». La riunione dei dirigenti del Pdl di ieri era mirata soprattutto alle prossime elezioni amministrative: le amministrative del 2009 e le regionali del 2010. «L´errore che non dobbiamo commettere - ha detto Fitto - è quello di pensare che il buon governo basti: serve invece una presenza capillare sul territorio, spiegare le ragioni delle nostre riforme dal federalismo alla riforma Gelmini. Altrimenti, com´è successo a noi con il piano della Salute, saremmo vittime della disinformazione dei nostri avversari». E proprio su questo argomento, il ministro ha lanciato una battuta a Vendola: «Il suo piano - ha detto - è praticamente identico al nostro. L´unica differenza è che a noi i conti economici quadravano, a loro no». Nel suo intervento di quindici minuti, Fitto non ha risparmiato nemmeno battute sulla vicenda dei tornelli per i magistrati. «Mi spiace dire che non sono d´accordo con Renato Brunetta. Io posso testimoniare che ci sono magistrati che lavorano 24 ore al giorno, puntano un obiettivo e lo perseguono», facendo chiaro riferimento alla sua vicenda giudiziaria. Le parole di Fitto non sono prese bene dall´onorevole Angelo Sanza, commissario regionale dell´Udc: «Dalla posizione di Fitto, è chiaro che sono loro a scegliere di non stare con noi, e non viceversa. Se l´Udc avesse voluto farsi annettere al Pdl - dichiara Sanza - non avrebbe atteso fino a oggi».

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volantini di destra fuori dalle scuole boia chi occupa, non farti fregare (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Viareggio Volantini di destra fuori dalle scuole «Boia chi occupa, non farti fregare» Il punto. Solo in pochi istituti le lezioni sono ancora sospese Si diffonde l'assemblea permanente VIAREGGIO. Un terreno di scontro politico. Le contestazioni studentesche contro il decreto del ministro Gelmini e i tagli al sistema scolastico-universitario sono anche questo, nonostante con forza gli studenti impegnati in occupazioni ed assemblee permanenti difendano un idea di protesta scevra da condizionamenti partitici di destra o sinistra. Se è vero che sabato, in corteo a Viareggio, non sono mancati volantini di forze politiche della sinistra e l'intonazione di qualche "Bandiera rossa", è altrettanto vero che sui cancelli di numerose scuole occupate o in agitazione sono spuntati manifestini il cui contenuto fa riferimento all'area politica opposta. "Non farti fregare! Boia chi occupa" il messaggio affidato ai pezzi di carta abbandonati di fronte alle scuole. Ed ancora: "La sinistra sta usando gli studenti per i suoi fini politici". Il volantino prosegue con accuse alla sinistra "che sta mettendo tutti in pericolo, con una strumentalizzazione faziosa e immotivata contro quella che in realtà è un'ottima riforma da cui gli studenti ne trarrebbero solo benefici". E via così. Politica a parte in Versilia sembra che le proteste abbiano preso una china discendente. Pochi gli istituti che resistono con l'occupazione. Tra questi il nautico "Artiglio" che stamani ha organizzato un incontro con i sindacati della scuola per discutere del decreto Gelmini e che proseguirà la protesta fino a mercoledì. Altrove prevale la soluzione dell'assemblea permanente ed aumentano le pressioni di presidi e insegnati perché venga ristabilita la normalità. Succede così al "Chini" di Lido di Camaiore, allo scientifico "Barsanti e Matteucci" dove ieri mattina gli studenti si sono riuniti in un'assemblea non autorizzata, all'Iti Galilei che ha interrotto l'occupazione ma almeno fino a domani resterà in agitazione promuovendo scioperi e manifestazioni. Decisioni dovute anche al fatto che aumentano, di giorno in giorno, gli studenti intenzionati a fare lezione e a non partecipare alla protesta. Ieri al classico "Carducci" erano almeno 90 gli alunni tornati sui banchi. V.L.

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stasera la maxi-fiaccolata contro il decreto gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

DA PIAZZA DUOMO Stasera la maxi-fiaccolata contro il decreto Gelmini PIETRASANTA. Una fiaccolata, lungo le vie del centro cittadino, per dire no al decreto Gelmini. Partirà, dunque, alle 21 di questa sera da piazza Duomo, la manifestazione di protesta organizzata dal collettivo scuole per protestare contro la riforma didattica varata dal Governo. Già definito il percorso. «Dalla piazza ci muoveremo verso via Garibaldi per proseguire fino a Porta a Lucca e quindi dirigerci in via S.Agostino dove c'è la sede del biennio del Don Lazzeri. A seguire ancora piazza Duomo, via Mazzini, una breve sosta davanti al municipio, via Provinciale per Vallecchia fino alle scuole Stagi, via Torraccia, viale Marconi, via Oberdan ed il ritorno in piazza Duomo dove ribadiremo il nostro no, con civili, ma significative forme di dissenso, al decreto. Portate pile elettriche, torce, candele e striscioni», spiegano gli organizzatori.co Fra i protagonisti della sfilata contro ci saranno sicuramente gli studenti dell'Istituto Don Lazzeri che però preferiscono puntualizzare alcuni risvolti della loro iniziativa di protesta avviata in questi giorni. «E' importante precisare che la nostra contestazione a scuola si è finalizzata, fino ad oggi, in una sorta di assemblea permanente e non in un'occupazione vera e propria. Diciamo questo perché, dalla direzione didattica, arrivano segnali contrastanti in tal senso e critiche immotivate: se fosse occupazione non ci sarebbe infatti la possibilità di studiare regolarmente in classe per i ragazzi che non intendono partecipare all'assemblea». L.B.

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promossi con 100, rinviata la premiazione (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Superbravi, la decisione del Comune Promossi con 100, rinviata la premiazione LIVORNO. Le proteste della settimana clou anti-Gelmini scombussolano l'agenda del sindaco. Il 30 ottobre niente premiazione in Comune per gli studenti più bravi. Durante il dibattito al Vespucci il sindaco Cosimi ha annunciato che è stata annullata la cerimonia di premiazione per gli studenti delle superiori che hanno preso il massimo dei voti nello scorso anno scolastico, in programma per giovedì. «Mi è arrivata una bella mail di una ragazza tra le premiate - spiega il sindaco - che diceva di volere partecipare alla manifestazione di Roma e chiedeva di spostare la cerimonia». Poi precisa: «L'abbiamo fatto: questo non vuol dire però che sto spingendo alla partecipazione dello sciopero, però voglio dire che non saremo certo noi a creare problemi».

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cosimi a tu per tu con i ragazzi itc - gianluca della maggiore (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Livorno Cosimi a tu per tu con i ragazzi Itc «Protesta intelligente occupare senza smettere di fare lezione» GIANLUCA DELLA MAGGIORE LIVORNO. «Il sindaco? Lo abbiamo invitato perché ci piaceva sentire un suo parere sui decreti che distruggono la scuola. La nostra protesta però rimane totalmente apartitica. Vogliamo solo informarci da più fonti possibile per capire sempre di più e meglio». Michele Morini, studente di terza, lo spiega così l'invito che gli studenti dell'Itg Vespucci hanno rivolto a Alessandro Cosimi in piena occupazione anti-Gelmini della scuola. Nell'aula magna dell'istituto, che ieri mattina ha ospitato l'incontro, girano foglietti con sfilze di domande al sindaco, qualcuno legge "Libero" che titola "Papponi in cattedra", ma circolano anche altre fotocopie di articoli di giornale e il testo del decreto 133. «Si sono informati a dovere», sottolinea Laura Cini, prof di diritto: «Portano avanti la protesta con molta maturità». Cosimi appena arriva mette subito le cose in fila. «Ho accettato volentieri l'invito che mi avete fatto perché la vostra forma di opposizione mi piace. Sono qui perché si sappia che c'è una vicinanza da parte delle istituzioni. Non sono però qui per fare il paternalista o il piacione: io non sono voi e voi non siete me, ognuno deve stare dalla propria parte. Il compito delle istituzioni è quello di trasformare il conflitto in energia positiva sapendo che dare ai giovani una sponda istituzionale significa coinvolgerli nel processo democratico». Dopo le dichiarazioni di sabato del Coordinamento studentesco che puntavano il dito contro le strumentalizzazioni del movimento degli studenti, il rischio boomerang per il primo cittadino era concreto. Ma accettando l'invito degli studenti del Vespucci in occupazione Cosimi (raggiunto poi verso la fine dell'incontro anche dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà) prima ha dribblato così le insidie, rilanciando poi la palla: «Occupare una scuola senza smettere di fare lezione è una forma intelligente di protesta. Credo sia importante che siate capaci di convincere anche altri a mettere in piedi forme di opposizione come la vostra. Nessuno potrà dirvi che non volete studiare e che volete fare solo vacanza». Anche la dirigente scolastica del Vespucci Cristina Grieco sottolinea la correttezza dei ragazzi: «Questa è una forma di occupazione intelligente perché non lede il diritto allo studio, - dice al termine dell'incontro - i ragazzi sono ben attenti anche a garantire la regolarità delle lezioni del corso serale. E poi hanno sempre agito nel pieno rispetto della legalità, ricevendo i complimenti anche delle forze dell'ordine». Cosimi e Kutufà durante il dibattito sono stati investiti da una raffica di domande: domande precise sui tagli e gli effetti del decreto Gelmini, ma anche confessioni preoccupate sul «futuro da precari». Entrambi hanno ribadito il loro giudizio nettamente negativo verso i provvedimenti del governo sulla scuola, sottolineando la necessità di riforme che riescano invece a garantire pari opportunità per tutti e un sistema che «premi il merito e non l'estrazione sociale o le parentele».

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la contestazione sfila su youtube (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

NEL WEB La contestazione sfila su YouTube La protesta degli studenti livornesi sbarca su YouTube: lo fa con poco meno di una trentina di video, reperibili ad esempio ricercando Livorno & Gelmini. Il più cliccato è di "Bokkador", oltre 5.700 volte: si riferisce alla prima manifestazione, quella di fine settembre con i maestri che inalberano striscioni e una scatola di medicinale "Entero-Gelmini". Quasi duemila click per il video che "Erdemememme90" dedica al mega-corteo degli ottomila di lunedì 20. Cliccati a ripetizione anche i video di "bolo91", quelli di "borninpriscilla" e di "lucaFantelli". Tutti dal mezzo migliaio di clic in poi.

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occupato anche il cecioni (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Livorno Occupato anche il Cecioni «La nostra lotta resta pacifica» LIVORNO. Ore 7,15, al Cecioni scatta il blitz degli studenti: arrivano con quasi un'ora di anticipo rispetto all'inizio delle lezioni. Lo fanno per occupare il liceo di via Galilei all'inizio della settimana decisiva per l'iter parlamentare per convertire in legge il decreto firmato dal ministro Gelmini. A dar retta alle informazioni raccolte ieri fra i manifestanti, non è escluso che oggi, avvicinandosi il D-day, altri istituti possano seguire l'esempio del Cecioni e (ma limitatamente alle ore extra-lezioni) del Vespucci. Ieri mattina al liceo di via Galilei niente lezioni: i promotori della protesta hanno spiegato a prof e preside le ragioni della lotta e hanno sottolineato il carattere pacifico di questa contestazione: in sostanza, hanno sottolineato l'esigenza di volersi riappropriare anche "fisicamente" di uno spazio che, a loro giudizio, i provvedimenti del governo minacciano. «L'abbiamo fatto in modo assolutamente tranquillo», spiega Eva De Santi, una delle ragazze attive nella contestazione. Prima sulla cancellata d'ingresso («Cecioni in lotta»), poi fuori dalle finestre del primo piano («Cecioni occupato») i ragazzi del Collettino hanno messo gli striscioni per annunciare alla città che si erano impossessati del loro istituto. Cancello chiuso e servizio d'ordine all'ingresso: passa solo chi mostra il libretto di frequenza dell'istituto. Sono loro, gli studenti del liceo di via Galilei, i protagonisti dell'avvio di questa nuova settimana di lotta. «Volevamo far sentire la nostra voce, il nostro no a quel che sta facendo questo governo di destra», sbotta Silvia Tulli, mentre al megafono illustra le ragioni dell'occupazione alla folla di ragazzi degli altri istituti seduti a bloccare tutta la carregiata di via Galilei, sotto le finestre della scuola occupata. M.Z.

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guastalla contro zingoni paoli ha ragione, ma... (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Però è assurdo difendere una scuola che ha fallito Guastalla contro Zingoni «Paoli ha ragione, ma...» Guido Guastalla, portavoce di Forza Italia verso il Pdl, interviene a difesa del prof. Paoli che, per aver fatto lezione agli studenti anti-Gelmini, si era attirato gli strali del leader forzista Zingoni. Bene ha fatto il prof. Paoli a fare una lezione agli studenti che protestano. I giovani di oggi hanno dimostrato, ingenuità a parte (ma è forse un delitto essere idealisti e quindi ingenui alla loro età?) un forte interesse a capire, ad essere informati, secondo un rito di iniziazione ad una prima faticosa maturità adolescenziale. Inoltre in una società aperta i provvedimenti, al di là di una comprensibile urgenza, quando la casa brucia, debbono essere presi attraverso il confronto, l'integrazione di idee diverse. Detto questo, la penso come Giampaolo Pansa che dice di provare una gran pena quando vede i giovani sfilare contro la Gelmini: «Stanno sprecando la giovinezza. Non otterranno nula di quello che chiedono. Gli unici a perdere saranno loro». Frequentano università che sono fra le peggiori d'Europa: eppure ogni città ne vuole una. Le lauree triennali sono una truffa, non valgono nulla, non consentono ai giovani di ottenere un posto di lavoro adeguato. Dire che siamo di fronte ad un nuovo '68 è falso: allora i giovani si ribellarono ai professori, oggi sono i docenti ad aizzare gli studenti per conservare i loro privilegi, piccoli o grandi. Dice ancora Pansa: «La mia opinione è che una parte dei ragazzi scenda in piazza non contro la Gelmini o Silvio il Caimano. Ma perché ha compreso che la scuola non gli garantisce nessun futuro». Si continua ad affermare che la scuola elementare è una delle migliori d'Europa. Ma è ragionevole pensare che chi ha appreso perfettamente a leggere e scrivere, a far di conto, la storia, la geografia e le scienze nella scuola primaria, diventi di colpo un semianalfabeta frequentando le scuole secondarie? «Difatti - dice Giorgio Israel - i testi Ocse favorevoli alle nostre scuole primarie riguardano solo l'impiego di risorse, in cui primeggiano per via delle spese per stipendi (numerosi e miseri), mentre i test che valutano gli apprendimenti (Timss e Pirls) sono molto parziali e indicano comunque un cattivo livello per la matematica e le scienze (16º posto su 25!)». La riforma del 1985, con l'introduzione del maestro plurimo, singolarità tutta italiana, ha trasformato definitivamente la scuola primaria, con l'accordo cattocomunista-sindacato, in una sorta di sovietico ammortizzatore sociale, con la moltiplicazione degli insegnamenti, per cui matematica e ceramica, ad esempio, sono messe sullo stesso piano. Già 40 anni fa Hannah Arendt aveva definito questa visione pedagogica «un incredibile guazzabuglio di idee sensate e di assurdità». Forse un giornale come il Tirreno si potrebbe fare promotore di un forum e di una discussione che, al di là della militarizzazione ideologica degli schieramenti, ci riporti alla ragionevolezza e al buon senso. Guido Guastalla (portavoce Forza Italia verso il Pdl)

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giovedì più di 1500 a roma in pullman e treno, ecco come (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Livorno Giovedì più di 1500 a Roma In pullman e treno, ecco come LIVORNO. Si avvicina il D-day della manifestazione anti-Gelmini di giovedì prossimo a Roma ideata dai sindacati confederali Cgil Cisl Uil (ma hanno aderito anche Gilda, Snals e Unicobas). La macchina organizzativa è già in moto da giorni e si preannuncia una massiccia presenza di docenti, genitori e studenti di Livorno e Provincia. Solo la Flc Cgil ha già allestito 10 pullman per chi partirà dal capoluogo, altri 4 partiranno dalla zona di Piombino. In totale si prevedono tra i 15 e i 20 pullman. Ma moltissimi sono i cittadini che si stanno organizzando con mezzi propri e con i treni. Le previsioni dei sindacati parlano di più di 1500 livornesi in partenza per la capitale. Il Coordinamento studentesco ha organizzato finora tre pullman ma le richieste continuano. Per contatti: e-mail studentilivornesi@hotmail.it oppure tel. 333 1091165.

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gli studenti non mollano - mauro zucchelli (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Livorno Gli studenti non mollano Stop a Aurelia e viale Carducci, sit-in in via Galilei A una settimana dalla maxi-manifestazione degli 8mila in piazza MAURO ZUCCHELLI LIVORNO. Il miracolo s'è compiuto. Perfino Silvio Berlusconi, eccolo lì, a Fiorentina sotto la Guglia in mezzo a migliaia di studenti per l'ennesima manifestazione anti-governo: grida che «la Gelmini noi la bocciamo» e sfila davanti a due ragazzi con lo striscione spray «Decreto approvato, futuro rovinato». Peccato che, a guardarlo un po' più da vicino, si scopra che altro non è se non il faccione di gomma con il sorriso di plastica - altro sberleffo dentro lo sfottò - che un ragazzo dell'Enriques mette sul proprio volto di contestatore. Il movimento studentesco ha fatto il bis, a una settimana esatta dal lunedì-kolossal degli ottomila in piazza nel più grande corteo under 20 degli ultimi trent'anni. Siamo ormai a un passo dal D-day in cui il governo porterà il decreto Gelmini in aula per la conversione in legge e la temperatura della protesta si fa ancor più alta: ma al tempo stesso «resta pacifica», dicono Dario Antonelli e Silvia Tulli, due fra i protagonisti di questa nuova stagione di protesta. Ancora una volta le strade della città sono state percorse dal "serpentone" dei ragazzi delle superiori: «Siamo almeno 3-4mila, neanche si vede la "coda" della manifestazione», dice Giacomo Sini, dalla testa del corteo. Attorno a quota 1.600 invece la partecipazione, secondo fonti della questura. Anche stavolta il percorso ha girato al largo dai luoghi canonici: invece che i soliti itinerari consolidati da manifestazione in centro, le dimostrazione del movimento studentesco edizione 2008 hanno scelto con forza le periferie. Quasi una maratona, ma a passo svelto anziché con la rituale andatura lemme lemme da corteo. Gli slogan? Uno: «La scuola è nostra e guai a chi la tocca». Due: «Non passerà, la riforma non passerà». Tre: «Giulio Tremonti non ci hai distrutto, occuperemo dappertutto». Quattro: «Noi la crisi non la paghiamo». Cinque: «Se non cambierà, lotta dura sarà». Sei: «Scuola pubblica, scuola libera». Rivolgendosi a chi sta alla finestra mentre per strada passa il corteo: «Vieni giù, dài protesta per te». Incitando i manifestanti a saltellare: «Chi non salta, la Gelmini è». Diversamente dai giorni scorsi, il bersaglio delle frecciate al megafono non è solo la premiata ditta Berlusconi & Gelmini (quest'ultima pure con qualche slogan sessista): la new entry è Cossiga. Non c'è la "K" e la "Ss" nazista come trent'anni fa, ma al Collettivo studentesco dell'Enriques, ad esempio, non è andato per niente giù che l'ex ministro degli interni ed ex Capo dello Stato abbia invitato a mezzo stampa il premier Berlusconi a infiltrare agenti provocatori nei cortei (non nei licei ma nelle università) e fare in modo che il suono delle ambulanze sovrasti quello delle auto di polizia e carabinieri... In realtà, l'unico incidente è stata la disavventura accaduta a una manifestante che, all'altezza dell'Iti, è stata involontariamente colpita dallo specchietto di un veicolo in manovra: è stata portata all'ospedale a bordo di una ambulanza della Misericordia. Se ieri mattina era stato previsto di far capolinea in via Galilei sotto le finestre del Cecioni appena occupato, il corteo ha preso le mosse da piazza della Repubblica per incamminarsi in via Garibaldi verso Fiorentina, poi paralizzare per almeno 15-20 minuti il traffico sull'Aurelia (sulla corsia di viale Ippolito Nievo in direzione sud). Al Gymnasium l'itinerario ha sterzato in viale Carducci: manifestanti allargati sull'intera ampiezza della carreggiata, stop all'accesso al centro per un altro quarto d'ora. Fin quando la protesta arriva davanti al Cecioni, che alle finestre e al cancello inalbera i vessilli dell'occupazione: l'asfalto diventa un tappeto di zainetti e jeans in un sit-in di solidarietà, che per un'ora costringe le auto a girare al largo seguendo le segnalazioni dei vigili urbani.

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in consiglio entro il 15 (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cgil Cisl Uil in commissione: mozione di maggioranza e sinistra alternativa In consiglio entro il 15 Ma il Pdl contesta l'audizione dei sindacati Nel documento ora c'è pure la richiesta di ritiro del decreto Gelmini LIVORNO. Domani si saprà se una seduta aperta del consiglio comunale sull'emergenza scuola si farà o meno. Ieri, al termine dell'incontro della settima commissione consiliare, la richiesta di convocarla «entro la prima metà di novembre» è stata inserita nella mozione sull'«attacco al sistema dell'istruzione pubblica»: già approvata a larga maggioranza il 14 ottobre scorso, domani sarà discussa a Palazzo civico sui banchi del consiglio. Da giorni i sindacati e le parti sociali premevano perché Palazzo civico si aprisse alla discussione sulla scuola che sta animando le piazze, nei giorni scorsi poi era emersa anche una «larga disponibilità» al progetto da parte della conferenza dei capigruppo. Visti i larghi consensi verso l'iniziativa già espressi ieri dai consiglieri la sensazione è che la richiesta non dovrebbe faticare a passare. Quella di ieri pomeriggio è stata una riunione di commissione vivacizzata dalla presenza dei segretari provinciali del comparto scuola dei sindacati confederali che - all'inizio della settimana forse più bollente in questo autunno caldo sul fronte della scuola - hanno chiesto di essere ascoltati a Palazzo Civico. Una presenza che ha suscitato le critiche dei consiglieri di opposizione. Argentieri (Forza Italia) ha abbandonato subito la seduta: «Sulla scuola parlerò solo in consiglio comunale, - ha dichiarato il consigliere del centrodestra ai giornalisti - con l'invito dei sindacati questa commissione è stata usata in modo strumentale solo per portare acqua al mulino della sinistra». Più duro Tamburini (An) che ha attaccato frontalmente i sindacati: «Siete la casta che in Italia ha fatto più danni di tutte le altre. Le vostre parole d'ordine sono resistere e conservare. Dopo i piloti ora vi alleate pure coi baroni dell'Università». «Parli senza cognizione di causa», hanno replicato i sindacati. Durante la seduta Paola Colorà (Cisl scuola), Vincenzo Baggiani (Uil scuola) e Patrizia Villa (Flc Cgil) hanno presentato e letto una comunicazione che ribadisce il "no" secco al decreto 137 e riassume i motivi della loro lotta. Nel documento si auspica «il consenso e la partecipazione di tutte le forze politiche alla manifestazione sindacale unitaria del 30 ottobre». Il documento ha riscosso il largo apprezzamento da parte della maggior parte dei consiglieri presenti (Pd, Verdi, Sd, Rifondazione, Sinistra Critica, Di Pietro, Città Diversa) e alcuni spunti sono stati recepiti nella mozione che è stata aggiornata, stanti anche i grossi cambiamenti intercorsi nelle due settimane passate dalla sua approvazione. Nella mozione è stata inserita anche la richiesta del ritiro del decreto Gelmini. Una scaramuccia polemica ha poi visto protagonisti Capuozzo (Udc) e Trotta (Prc). Il consigliere Udc ha ribadito il suo pessimo giudizio sul decreto Gelmini ma ha accusato Trotta di voler strumentalizzare il movimento degli studenti. «Non è vero, - ha replicato il segretario di Rifondazione - esprimere un punto di vista e dare sostegno politico non è strumentalizzare: è il diritto minimo che deve essere riconosciuto a una forza politica». G.d.M.

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Oggi la fiaccolata anti-Gelmini sotto le finestre della Prefettura (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

LODI pag. 4 Oggi la fiaccolata anti-Gelmini sotto le finestre della Prefettura SCUOLA ALLE 18 PRESIDIO DEL COMITATO PER IL TEMPO PIENO ? LODI ? IL COMITATO lodigiano per la difesa del tempo pieno e della scuola pubblica oggi scende sul piede di guerra. Stasera alle 18, davanti alla Prefettura di Corso umberto, mamme, docenti e qualche politico scenderanno in piazza per una «veglia di protesta» contro l?approvazione del decreto Gelmini sulla scuola, che probabilmente il Senato approverà domani. Lo slogan prescelto per la manifestazione, che, complice l?ora solare da poco ripristinata, si svolgera già al buio, è «Facciamo un po? di luce». «NON VOGLIAMO arrenderci al buio delle coscienze e continueremo la resistenza», avvertono gli organizzatori, che chiedono ai lodigiani di appoggiarli arrivando in corso Umberto con torce, pile, candele o fiaccole accese, contro il decreto che «ben oltre la demagogia del maestro unico, taglia quasi 8 miliardi di euro». Gui.Ba.

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Maestro unico, prove generali (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Como)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

LECCO E HINTERLAND pag. 8 Maestro unico, prove generali L?istituto comprensivo anticipa la riforma Gelmini OLGINATE ? OLGINATE ? PROVE TECNICHE di riforma alle elementari dell?Istituto comprensivo di Olginate, anzi una simulazione per dimostrare cosa accadrà qualora andasse in porto il progetto del ministro all?Istruzione Maria Stella Gelmini. Da ieri mattina gli oltre 500 alunni dei quattro plessi delle primarie che fanno capo al preside Angelo De Battista possono infatti contare solo sul maestro unico e così sarà sino alla fine della settimana. LE NORMALI lezioni si svolgono unicamente al mattino, mentre al pomeriggio, per evitare di creare disagi alle famiglie mandando i figli a casa, sono fissate attività extradidattiche, come compiti e giochi, ma nulla che abbia a che fare direttamente con l?insegnamento delle materie, proprio come prevede il decreto. Quindi niente lingua straniera, laboratori, neppure compresenza delle docenti per aiutare gli scolari in difficoltà, nè percorsi particolari per l?inserimento degli stranieri. È STATO DECISO però di escludere dall?iniziativa quanti si avvalgono del sostegno, per non penalizzarli eccessivamente e non precludere la possibilità di miglioramenti. «In questa simulazione, voluta dal Collegio docenti - spiega il dirigente scolastico - sono coinvolte 27 classi suddivise tra Olginate, Garlate e Valgreghentino e 45 maestre. Bisogna chiarire che attualmente, con il sistema dei moduli, gli insegnanti sono tre per due classi e già raramente stanno insieme. Comunque in questi giorni due lavoreranno al mattino in altrettante classi e uno si occuperà dei pomeriggi, mantenendo di fatto invariato l?orario complessivo in termini di servizio». I genitori dal canto loro hanno accolto di buon grado la proposta e nessuno ha avuto da ridire. Anzi, è stata salutata con entusiasmo perchè permetterà di comprendere sulla propria pelle le reali conseguenze delle politiche del Governo, molto più di quanto potrebbe avvenire con scioperi e assemblee. «SICURAMENTE occorre razionalizzare anche nel mondo della scuola - aggiunge il preside - ma non nella primaria, che è il fiore all?occhiello dell?Italia. E poi la necessità di spendere meglio non deve diventare spendere meno. Otto miliardi di tagli per noi significa il 20% degli stanziamenti in meno. Credo che nessun Paese europeo sia mai intervenuto in questo modo. È da 26 anni che sono nel settore da 2 svolgo il ruolo di dirigente: non mi sarei mai aspettato un provvedimento simile e che ci saremmo ridotti così». La speranza, condivisa da molti, è che anche questa volta tutto finisca in nulla, all?italiana, e che alle parole e ai proclami in Parlamento non seguano i decreti attuativi della riforma.

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Ora puliscono i muri (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA pag. 1 Ora puliscono i muri Muniti di scope, pennelli e solventi gli studenti imbrattamuri hanno ripulito le pareti dei loro poco artistici exploit. Questa l?opera di riparazione proposta da una ventina di allievi del liceo scientico sperimentale al preside dopo il danneggiamento compiuto durante la notte brava come segno di protesta contro il decreto Gelmini A pagina IX

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Riforma Gelmini Dall'Itc <Zappa> parte la protesta (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Como)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

SARONNO TRADATE VALLE OLONA pag. 10 Riforma Gelmini Dall?Itc «Zappa» parte la protesta di ROBERTO BANFI ? SARONNO ? MATTINA movimentata nella zona scolastica di Saronno, dove ieri migliaia di ragazzi hanno disertato le lezioni ed affollato le strade del quartiere, come spontanea forma di protesta alla «riforma Gelmini». È iniziato tutto alle 8.30 all?istituto tecnico commerciale «Zappa» dove il 70-80% dei 700 è rimasto fuori dalla scuola. Molti hanno poi «marciato» verso gli altri istituti superiori, che in città sono tutti concentrati nel raggio di un paio di chilometri nella zona a nord della stazione ferroviaria centrale: sono andati al liceo classico «Legnani», all?Itis «Riva», al liceo scientifico «Grassi» e poi all?Ipsia «Parma», in qualche caso incitando dalla strada i «colleghi» a lasciare le aule e ad unirsi a loro, in altri casi - come all?Itis ed allo scientifico - direttamente entrando nelle scuole, chiamando a raccolta gli studenti, aula per aula. In tutto avrebbero aderito circa tremila giovani. L?area scolastica è stata presidiata dalle pattuglie di carabinieri e polizia locale e comunque non ci sono stati incidenti e non si sono registrati danneggiamenti, se non di piccolissima portata, con un pannello della recinzione dell?Ipsia che è stato divelto quando nel cortile è entrato il rumoroso ma pacifico «corteo» degli studenti. Il «rompete le righe» è poi avvenuto attorno alle 12.30. «L?INIZIATIVA, assolutamente spontanea, nasce per la volontà di fare sentire la nostra voce riguardo alla riforma scolastica proposta dal Governo - dicono alcuni dei rappresentanti degli studenti - Pianifichiamo di andare avanti anche nei prossimi giorni e giovedì di partecipare in massa alla manifestazione che si terrà a Milano». Allo scientifico si è quindi svolta una assemblea studentesca, da oggi la scuola dovrebbe essere formalmente «occupata» dagli alunni. Nel pomeriggio di ieri si è poi tenuta una riunione di studenti di sinistra al centro sociale Telos di via Concordia, per pianificare ulteriori iniziative di protesta contro la «riforma Gelmini».

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Riforma Gelmini: raccolta firme davanti alle scuole (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

DESIO BOVISIO pag. 12 Riforma Gelmini: raccolta firme davanti alle scuole BOVISIO MASCIAGO ? BOVISIO MASCIAGO ? SI SONO mobilitati anche i genitori di Bovisio Masciago contro la riforma Gelmini. Qualche sera fa più di 200 genitori dell?Istituto Comprensivo Manzoni (scuola materna, elementare e media) hanno approvato all?unanimità una mozione che verrà sottoposta anche all?approvazione dei docenti e del consiglio di Istituto. Nel frattempo sabato mattina alcuni genitori hanno organizzato due banchetti per la raccolta firme contro il maestro unico e nel giro di poche ore sono state raccolte oltre 150 firme. La raccolta è continuata anche davanti alle scuole: ieri mattina davanti alla scuola materna, mercoledì invece proseguirà davanti alla scuola elementare di via Cantù. «Ci preoccupa - spiega Orietta Vanosi, presidente del Comitato genitori - una legge che motiva scelte didattiche e di organizzazione scolastica con logiche di taglio indiscriminato alle spese, la riduzione del tempo scuola e delle conoscenze, il ritorno al maestro unico tuttologo, anacronistico rispetto ad una società sempre più complessa». Sono molti i punti su cui i genitori si sono soffermati, tra questi anche l?aumento del numero di alunni per classe e la riduzione degli addetti all?assistenza ai portatori di handicap. V.T.

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Gli studenti scendono in piazza (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BERGAMO pag. 2 Gli studenti scendono in piazza Giovedì manifestazione contro la riforma Gelmini ? BERGAMO ? NESSUN RIPENSAMENTO. Il Movimento studentesco di Bergamo si prepara più agguerrito che mai alla manifestazione programmata per giovedì in piazza Vittorio Veneto, nel cuore della città, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola proclamato da Cgil, Cisl e Uil. E la base della contestazione, come hanno ricordato ieri i rappresentanti dell?organizzazione del corteo, si allarga: a protestare contro la riforma del ministro dell?Istruzione, Maria Stella Gelmini, «ci saranno infatti anche gli studenti autoconvocati dell?Università degli Studi di Bergamo, l?associazione Officina 33, che per il 10 novembre ha chiesto un incontro con i parlamentari orobici, insegnanti e genitori autoconvocati e la Rete degli studenti medi». UN FRONTE COMUNE, che non passerà, però, dalle associazioni legate alla destra: «Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni organi di stampa - ha fatto sapere il Movimento studentesco - non vi è alcuna collaborazione con associazioni studentesche di destra o ispirate a valori vicini al fascismo, contro cui ci battiamo. La nostra manifestazione, invece, servirà a ribadire che questa riforma non migliorerà la condizione della scuola pubblica ma accelererà la sua distruzione, attraverso privatizzazione e tagli economici; tutto questo a favore delle scuole private che potranno continuare a fare profitti». Giovedì il corteo prenderà il via alle 9.30 da piazzale Marconi e, percorrendo tutto il centro, raggiungerà piazza Vittorio Veneto dove sono previsti gli interventi di ragazzi, insegnanti e genitori autoconvocati. UNA VOCE favorevole al disegno del ministro Gelmini è arrivata ieri dai Giovani Padani e dal Movimento studentesco padano, secondo il quale «la sinistra non fa altro che strumentalizzare i giovani»: «Per difendere i precari di oggi - ha attaccato il coordinatore nazionale, Matteo Mognaschi - utilizza gli studenti che, grazie a lei, saranno i precari di domani. Inutile nascondersi che il decreto del Governo si muove seguendo le indicazioni del ?libro bianco della scuola? scritto dal Governo Prodi nella scorsa legislatura. Come dire che la sinistra manifesta contro se stessa». NEL FRATTEMPO, il segretario provinciale della Cisl Scuola, Vincenzo D?Acunzo, sempre ieri, ha denunciato ritardi nei versamenti delle buste paga proprio ai docenti precari e al personale Ata: «Qualunque sia la causa del ritardo - ha protestato D?Acunzo - un dato è certo: anche questi lavoratori devono provvedere al proprio sostentamento e a quello della famiglia. Ecco perché sollecitiamo risposte immediate da parte di chi è responsabile di questa situazione». Maurizio Nobili

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Studenti-imbianchini: liceo Leonardo a lustro (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BRESCIA pag. 9 Studenti-imbianchini: liceo Leonardo a lustro Alcuni ragazzi cancellano le scritte dell?occupazione di ITALIA BRONTESI ? BRESCIA ? HANNO preso scope, stracci, solventi, detersivi, pittura e pennelli e hanno ripulito la scuola, cancellando scritte e ripulendo quello era stato imbrattato. Si sono messi all?opera in una ventina gli studenti del liceo scientifico sperimentale Leonardo da Vinci di via Balestrieri, in città, e hanno fatto tornare l?istituto a com?era prima della «notte bianca», quando l?istituto era stato occupato per protesta contro la riforma come la vuole il ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Soddisfatto il preside del liceo il professor Salvatore Lo Manto: «I ragazzi hanno rimediato agli errori compiuti anche da esterni. Il messaggio è che volevano protestare ma non contro la propria scuola, a cui tengono». All?indomani della «notte bianca» organizzata anche a Brescia un paio di settimane fa contro il decreto Gelmini al Leonardo c?era stata la sorpresa di trovare muri e vetri imbrattati e danneggiamenti, telefoni messi fuori uso, danni al bar interno alla scuola e al sistema d?allarme. Circa 5 mila euro di danni, aveva quantificato il preside che aveva anche segnalato la presenza nella scuola dove l?occupazione era iniziata nel pomeriggio e continuata fino al mattino dopo, anche di giovani che non erano allievi del Leonardo. E adesso? «Adesso spenderemo meno - dice il preside che ha apprezzato la disponibilità e il gesto degli studenti del liceo - perché il costo maggiore era quello della manodopera e l?intervento degli studenti ha abbassato i costi del 70 per cento». Sono stati loro, gli studenti, ad andare dal preside a proporgli di trasformarsi in imbianchini e personale delle pulizie e il preside ha accettato di buon grado la proposta. Una ventina, studenti di un po? tutte le classi, dalla prima alla quinta, si sono messi al lavoro. «Erano disponibili ad aiutarci anche ragazzi di altre scuole, ma non è stato possibile farli partecipare per questioni burocratiche» racconta una studentessa del Leonardo da Vinci. E un?altra che ha fatto parte della squadra d?intervento: «L?abbiamo fatto perché la scuola è nostra. Come la occupiamo la puliamo anche. È giusto che chi ha sporcato poi pulisca». La protesta contro il decreto Gelmini a Brescia ha coinvolto anche altre scuole, a cominciare dalle elementari dove genitori e insegnanti due settimane fa, il pomeriggio, sono entrati nelle aule quando figli e allievi ne uscivano. E giovedì c?è lo sciopero indetto dai sindacati scuola Cgil Cisl e Uil, a Brescia come nelle altre città.

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Liceo Galilei: lezioni sospese per l'assemblea (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

LEGNANO pag. 5 Liceo Galilei: lezioni sospese per l?assemblea MOBILITAZIONE LE PROTESTE contro il Decreto Gelmini degli studenti milanesi, fino a oggi, non sembravano interessare granché i loro colleghi legnanesi (e relativi docenti). Solo in questa settimana si registrano incontri e manifestazioni su cosa ne sarà della scuola italiana. Oggi e domani mattina, al liceo Galileo Galilei, dalle 9 alle 13 si terranno le prime assemblee degli studenti. Questa sera alle 20.30, nell?auditorium dell?elementari ?Rodari? di via dei Salici, si riuniscono genitori, insegnanti e rappresentanti sindacali. Tema: ?Con la Riforma Gelmini tutto cambia. Dalla scuola dell?infanzia all?Università. Come? Cerchiamo di capirlo insieme?. «SI TRATTA di un?assemblea chiesta dai genitori della scuola Rodari - spiega Elisabetta Foresti, tra i promotori della serata -. Non è prevista la presenza di relatori ?esperti? ma sarà un incontro spontaneo tra noi e insegnanti: ciascuno metterà a disposizione le proprie competenze per leggere insieme che cosa accadrà alla scuola a partire dall?anno prossimo». Giovedì dalle 10 alle 13, in piazza San Magno, si terrà un presidio di genitori e docenti della scuola pubblica legnanese. Venerdì mattina, dalle 8, un sit-in di protesta. Silvia Vignati

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Scuola, protesta divisa I sindacati attaccano (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, protesta divisa I sindacati attaccano Monsignor Coletti (Cei): «Dannoso agitare la piazza Ma difficile procedere a colpi di decreti su certi temi» ROMA «Non è una gita fuori porta, ma un sacrificio per i lavoratori che perdono un giorno di stipendio». I sindacati, ma anche esponenti dell'opposizione, rivendicano il valore dello sciopero come strumento di lotta e di democrazia di fronte alle dichiarazioni del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che ha definito la protesta generale della scuola in calendario per giovedì come «il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile». E anche il settimanale cattolico «Famiglia Cristiana», mentre lancia un nuovo attacco alla politica del governo, chiedendo il ritiro del contestato decreto 137, sostiene che ci sono «seri motivi per protestare», mentre per la Cei è «dannoso» intervenire sulla questione agitando le piazze e la risposta al ministro poteva essere «un po' più ragionata e pacata da parte di chi non fosse d'accordo». «un diritto, non una gita» Secondo Sergio D'Antoni, vice presidente della commissione Finanze della Camera ed ex leader storico della Cisl, «il vetusto rito dello sciopero non è una gita fuori porta, ma un diritto riconosciuto dalla Costituzione, ed esercitarlo costa ai lavoratori un giorno di paga». Per il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima, «negare la dignità dell'altro è il modo più arrogante per rifiutare l'ascolto e il dialogo. Non c'è eleganza e non c'è rispetto nell'affermazione del ministro Gelmini». «Dietro lo sciopero ? assicura Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola ? ci sono obiettivi chiari e concreti e il fortissimo disagio, che va oltre i singoli provvedimenti, del personale della scuola». «Il ministro Gelmini ? dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda ? invece di entrare nel merito dei problemi, continua ad approfittare della propria posizione istituzionale per lanciare messaggi propagandistici che talvolta assumono un tono offensivo nei confronti dei docenti». Lo sciopero ? sottolinea il segretario dell'Ugl, Giuseppe Mascolo ? è un diritto dei lavoratori, che va rispettato, «e nel caso della scuola si dimostra una risposta necessaria di fronte al mancato confronto, più volte sollecitato». Se i sindacati non mandano giù le dichiarazioni antisciopero, anche «Famiglia Cristiana» non digerisce affatto l'imminente varo del decreto e ritiene che le ragioni per protestare ci siano tutte. «Il bene della scuola (ma anche del Paese) ? esorta ? richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini». «Un Paese in crisi ? scrive il settimanale dei Paolini ? trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola? Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti». «È una scelta difficile procedere su questi problemi a colpi di decreti legge, ma dall'altra parte mi sembra inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze», è invece la posizione espressa da monsignor Diego Coletti, presidente della commissione Cei per la scuola, intervistato dalla Radio vaticana, che aggiunge: «La risposta poteva essere anche un po' più ragionata e pacata da parte di chi non fosse d'accordo». studenti, fronte diviso Alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma il fronte degli studenti non è granitico: c'è anche chi dice no alle occupazioni e sceglie Facebook ? e non solo ? per dare vita alla contro-protesta di chi non vuole sospendere le lezioni ed è preoccupato di non riuscire a laurearsi in tempo e di dover pagare altre tasse. E a Firenze spuntano diecimila cartoline indirizzate al rettore: «Voglio studiare!». Intanto proseguono le proteste in tutta Italia. A Roma un corteo di circa settemila studenti si è spaccato quando i militanti di Blocco studentesco, vicino alla Fiamma Tricolore, ne hanno preso la testa deviandone uno spezzone e guidandolo fino davanti a palazzo Madama. Qualcuno, sfilando, ha intonato in coro: «Duce, duce». «I gruppi di destra hanno strumentalizzato la protesta», lamenta l'Unione degli studenti. Alla Sapienza studenti in mutande contro chi «spoglia la ricerca». E poi cortei, assemblee, lezioni all'aperto un po' ovunque: da Milano a Potenza, da Arezzo a Palermo, da Cosenza a Padova, da Torino a Lecco, da Catania, da Gorizia a Cagliari a Napoli. Oggi si prosegue, soprattutto a Roma, dove i Cobas manifesteranno davanti al Senato.

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L'effetto Carinzia apre un nuovo fronte (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'effetto Carinzia apre un nuovo fronte andrea ferrari Le elezioni nella provincia autonoma di Bolzano sono il primo test elettorale, certo molto parziale, certo molto peculiare, che arriva dopo la manifestazione del Circo Massimo del Partito democratico tenutasi sabato. E anche il primo test dopo la diffusione di quel certo sondaggio (di Renato Mannheimer) secondo cui il governo nell'ultimo mese e mezzo avrebbe visto calare il proprio consenso di ben 18 punti (senza però che questo giovi all'opposizione, che invece resta al palo, con la sola eccezione dell'Italia dei valori di Di Pietro). Un dato, quello sul governo, certo molto diverso da quello che il premier sbandiera a ogni passo, e secondo cui viceversa il premier godrebbe di un consenso addirittura superiore al settanta per cento. Bene, dopo le polemiche sui numeri della manifestazione romana della sinistra e sui numeri del rilevamento demoscopico dell'umore popolare, è arrivato il voto di Bolzano. Che ha segnato un calo del Pdl di tre punti su base provinciale e di quasi dieci nella città di Bolzano, dove tradizionalmente la destra di An è molto forte. Il Pdl, tuttavia, si conferma il primo partito della comunità italiana. Quanto al Partito democratico, avanza di un po' arrivando al sei per cento, mentre il centrosinistra guadagna un paio di punti. Veltroni ha subito collegato Circo Massimo, manifestazioni studentesche e voto altoatesino per dimostrare che Mannheimer ha ragione e che i sondaggisti berlusconiani hanno torto. Insomma, secondo il leader del Pd, «il nuovo corso è già cominciato»: basta aspettare il trionfo di Obama negli Stati Uniti per sancirne l'irreversibile verità. Nel battibecco Pd-Pdl ancora sui numeri, si è quasi dimenticato il dato più clamoroso e inatteso, almeno per noi che non viviamo in Alto Adige: per la prima volta la Svp, il partito-padrone dell'Alto Adige, è sceso sotto la soglia psicologica del cinquanta per cento, fermandosi al 48, e, benché rimanga detentore della maggioranza dei seggi nell'onnipotente amministrazione provinciale bolzanina, di fatto questo segna un elemento grave, quasi di declino, soprattutto se si pensa alle percentuali oceaniche degli anni passati. E chi cresce, invece, è l'estrema destra dei Freiheitlichen, che balzano al 14 per cento dei voti, e sono così il secondo partito. Si tratta di una formazione gemella di quella di Haider in Carinzia, estremista e xenofoba. Questo sì che è il dato più preoccupante del voto altoatesino (o sudtirolese, dovremmo dire meglio oggi?). Forse anche a Bolzano una poco coerente regolamentazione dei flussi migratori sta provocando una reazione, un rigetto che finisce per alimentare le fortune elettorali di gruppuscoli che dovrebbero essere destinati, secondo il buon senso, a una posizione di nicchia. È possibile il contagio? Questo dato di Bolzano si inserisce in un contesto di forte polemica tra maggioranza e opposizione sui vari tavoli aperti, dal decreto Gelmini alla Finanziaria alla politica economico-finanziaria per contrastare la crisi delle Borse, all'elezione del presidente della commissione bicamerale di Vigilanza sulla Rai. Non c'è alcuna possibilità di dialogo tra i due schieramenti, come ha detto D'Alema. A entrambi gli schieramenti ha però parlato la Cei, con il presidente della commissione per la Scuola, chiedendo confronto e serenità, evitando di andare avanti con decreti (questa è per il governo) e cercando di non alimentare la piazza in un momento tanto delicato (e questa è per Veltroni).

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Decreto Gelmini Lo scontro arriva a Palafrizzoni (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-10-2008)

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Decreto Gelmini Lo scontro arriva a Palafrizzoni Testo votato dal centrosinistra contesta «tagli devastanti» Ma il centrodestra: tutte bugie. Petizione all'Istituto Camozzi Il dibattito sulla riforma Gelmini approda anche a Palazzo Frizzoni. Con un inserimento lampo nell'ordine dei lavori, due testi sull'argomento hanno costituito il piatto forte della seduta di ieri sera. Le posizioni viaggiano (senza sorprese) parallele a quelle della scena nazionale, con il centrosinistra teso ad esprimere preoccupazione per un decreto «che preannuncia tagli devastanti al sistema scolastico», e di contro il centrodestra a puntare il dito sulle «bugie della sinistra», perché «si trascinano i bambini in piazza, ma di certe rovine non c'è traccia». Non sono stati solo i consiglieri a portare in aula il tema legato alla scuola. All'ingresso del palazzo una ventina di aderenti al sindacato Snals manifestavano contro il progetto Gelmini, mentre alcuni rappresentanti dei genitori dell'Istituto comprensivo Camozzi hanno consegnato al sindaco Roberto Bruni 650 firme: «Appena è stata presentata la riforma ci siamo mossi ? ha spiegato Denise Nespoli ?, con questa petizione esprimiano la nostra preoccupazione perché tornare al maestro unico sarebbe un passo indietro». In Consiglio è stata Alessandra Gallone (An), presentando il testo del centrodestra, a mettere le cose in chiaro: «Il decreto Gelmini si pone in piena continuità con quanto portato avanti dal ministro del centrosinistra, Giuseppe Fioroni. Eppure nessuno di quelli che oggi scendono in piazza si sono detti allarmati allora. Ora sentiamo raccontare un sacco di bugie. Invitiamo il sindaco e la Giunta a non favorire condizioni che potrebbero trasformare le scuole della Bergamasca in un campo di battaglia dove spostare lo scontro politico». E il collega Gianfranco Ceci (Fi) ha snocciolato alcuni numeri contenuti in un dossier allegato all'ordine del giorno: «Non è vero che il tempo pieno è a rischio. Con l'introduzione del maestro unico e l'eliminazione delle compresenze si libereranno maestri per aumentare il tempo pieno. E con la media di 21 alunni per classe, in cinque anni 82.950 alunni in più in Italia avranno il tempo pieno». E sui licenziamenti: «La sinistra dice che ce ne saranno 87 mila. Non è vero: si razionalizza il numero di insegnanti in base al fabbisogno, non assumendone ulteriori ma non licenziando chi è di ruolo». Di seguito una carrellata di interventi anche da parte della Lega, ma il testo è stato bocciato dalla maggioranza. Diametralmente opposta la visione del centrosinistra, affidata a un testo presentato da Maria Carla Marchesi (Pd) e difeso con interventi da esponenti di tutta la coalizione, che si è mostrata critica contro «tagli che minano il prezioso sistema scolastico». Particolare preoccupazione è stata espressa «per i rischi corsi dal tempo lungo (30 ore) in una città e in una provincia dove, per l'alto tasso di occupazione femminile, è strumento basilare». Marchesi ha quantificato: «I 10 istituti comprensivi garantiscono un servizio qualificato e diversificato attraverso 6 scuole primarie a tempo pieno frequentate da 1.182 alunni». Il testo, approvato poi a maggioranza dal centrosinistra con il sostegno del gruppo misto, impegna fra l'altro sindaco e Giunta a «sostenere nelle sedi regionali il mantenimento degli attuali ordinamenti scolastici» e a «sollecitare il governo affinché garantisca risorse umane per la scuola, adeguate alla realizzazione di servizi per tutti». Durante la serata ? oltre al via libera al trasferimento sotto il Comune di Orio al Serio di un centinaio di residenti che ne avevano fatto richiesta essendo le loro abitazioni poste oltre la circonvallazione e già nel bacino del Comune dell'hinterland ? c'è stato spazio per un botta e risposta fra i leghisti e il sindaco sull'attuazione del bilancio partecipativo. Forza Italia ha poi chiesto lumi sulla «contemporaneità della manifestazione studentesca del 10 ottobre e dell'iniziativa Mercatanti in Fiera, che ha creato rischi per la pubblica sicurezza». «La manifestazione studentesca non necessitava di autorizzazioni dal Comune ma solo di una comunicazione, e comunque non ci sono stati incidenti. È la Questura a dover eventualmente vietare il corteo per questioni d'ordine pubblico», ha replicato Bruni. La seduta si era aperta con la commemorazione di Carla Comana Bonaldi. Anna Gandolfi

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JESI LE INSEGNANTI della Vallesina salgono in pullman. Lasceran... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

JESI pag. 12 ? JESI ? LE INSEGNANTI della Vallesina salgono in pullman. Lasceran... ? JESI ? LE INSEGNANTI della Vallesina salgono in pullman. Lasceranno i banchi di scuola alla volta di Roma. Tre bus pieni, circa 160 dipendenti della scuola che per un giorno lasceranno i gessetti sulla lavagna per sventolare cartelli di protesta contro la riforma del ministro Gelmini. Oggi pomeriggio ci sarà il primo assaggio della contestazione a Palazzo dei Convegni dove le Rsu dei quattro istituti comprensivi cittadini hanno indetto un?assemblea (ore 17,30) per spiegare alle famiglie come cambierà la scuola, specialmente la primaria che dal prossimo anno vedrà la figura del maestro unico. «Ma già i primi effetti si vedono da ora - sottolineano i sindacati - con l?organico a 27 ore anziché a 30»; effetti che i confederali hanno tradotto in proiezioni: «A livello provinciale - spiega Emanuela Carloni, delegata della Cgil - avremo un taglio di 33 docenti». Ai quali ovviamente andranno ad aggiungersi i bidelli e gli amministrativi. Insomma, con questi scenari negli occhi, stavolta la categoria degli insegnanti ha deciso di incrociare le braccia. «In passato non era mai successo di trovarci un?adesione così massiccia, fino al punto di riempire ben dieci pullman a livello provinciale», aggiunge Emanuela Carloni. «Probabilmente ne avremo riempiti molti di più ma non siamo riusciti a reperire i mezzi». A Jesi la partenza è fissata per le 4 del mattino di giovedì dalla stazione di viale Trieste. Un viaggio che si concluderà a Roma, nella celebre Piazza del Popolo dove si terrà la manifestazione nazionale dei dipendenti della scuola. «Quelli che non hanno trovato posto nei bus si stanno organizzando con i propri mezzi o ci raggiungeranno nella Capitale in treno», precisa la delegata della Cgil. E chi resterà a casa, con ogni probabilità sarà scioperante. «Già sappiamo che all?istituto comprensivo Jesi-Monsano, giovedì su 11 plessi 9 saranno chiusi per lo sciopero degli insegnanti», rivela Emanuela Carloni. «Ma una situazione precisa a livello di Jesi e della Vallesina, riguardo lo sciopero di giovedì, l?avremo solo nella stessa mattinata». Già, 48 ore ancora per capire se davvero i metalmeccanici devono stavolta lasciare il passo alle insegnanti nelle adesioni degli scioperi. Ma a ben guardare i presupposti ci sono davvero tutti...

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Castoldi e la protesta <Condivido le ragioni> Giovedì corteo in città (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Castoldi e la protesta «Condivido le ragioni» Giovedì corteo in città In controtendenza rispetto a tanti altri atenei italiani, l'ateneo orobico cresce. In meno di dieci anni, l'Università degli Studi di Bergamo ha infatti raddoppiato il numero delle facoltà e degli studenti iscritti ai corsi. Dal 2001 ad oggi gli iscritti sono aumentati non di poco: dai 9.492 di sette anni fa si è passati ai 15.241 dell'anno accademico 2007-'08, con un incremento del 2,35% rispetto all'anno scorso. Tre i nuovi corsi di laurea attivati tra il 2001 e il 2006, che si sono aggiunti a quelli storici di Lingue ed Economia e a quello più recente di Ingegneria: Scienze della Formazione, Giurisprudenza e Scienze umanistiche. Con i suoi 4 mila iscritti la Facoltà di Lingue resta quella con il maggior numero di studenti, Scienze umanistiche quella che ne ha meno. Professori e ricercatori raggiungono quota 350, con un rapporto docente-studente pari a 1 su 43. E in questi giorni, nonostante l'ottima salute di cui gode, anche l'ateneo bergamasco è in fermento per la contestazione anti-Gelmini che sta attraversando tutt'Italia. «Sono previsti tagli e riduzioni ? dice in merito al decreto 137 il rettore Alberto Castoldi ?. Per due legislature il Governo ha auspicato un raddoppio dei fondi per gli atenei, agire così adesso significa innescare un cambiamento di prospettiva azzardato e non motivato. Con meno soldi, saremo costretti a ridurre i dottorati, dopo che per due anni abbiamo già ridotto i fondi per i contratti, e a pagarne il prezzo saranno i ragazzi». Anche se l'Università di Bergamo gode di un credito dallo Stato di 11 milioni di euro. «Quei soldi, che ci spettano di diritto per quanto abbiamo fatto in passato, ci servirebbero per assumere 150 nuovi docenti ? osserva Castoldi ?. Occorrerebbe riflettere sui problemi ed eventualmente tagliare dove serve, tenendo conto però che ci sono spese che sono impossibili da razionalizzare». Il Rettore si schiera dunque dalla parte degli studenti: «Capisco l'indignazione dei ragazzi, e ne condivido le ragioni», spiega. Dopo la manifestazione di venerdì mattina, gli universitari bergamaschi hanno continuato la mobilitazione ieri con una raccolta firme in via dei Caniana e in Sant'Agostino per chiedere l'abrogazione degli articoli 16 e 66 della legge 133/2008. Domani gli studenti aderenti al movimento Officina 33 parteciperanno alle due assemblee promosse da ricercatori (sede di via dei Caniana) e studenti autoconvocati (sede di via Salvecchio). Manifestazione generale invece quella di giovedì 30 ottobre. Non solo gli allievi dell'ateneo, ma anche quelli delle medie superiori, insegnanti e genitori. La contestazione, a cui ha aderito anche la Rete degli studenti medi, riporterà in corteo gli slogan contro la scuola razzista e il voto in condotta, contro i tagli ai finanziamenti e la privatizzazione delle scuole pubbliche, contro il maestro unico. «Giovedì ci saranno due piazze, quella degli studenti e quella degli insegnanti. Due piazze non contrapposte, ma insieme per salvare la scuola di qualità», ha spiegato Alfredo Di Risio, del Movimento Studentesco. La manifestazione partirà dal piazzale della stazione alle 10, proseguirà per via Foro Boario e Angelo Mai e approderà in piazza Vittorio Veneto alle 11.30, dove si ricongiungerà con il presidio dei docenti. E anche i genitori si mobilitano con un'assemblea, promossa dai comitati genitori degli istituti comprensivi di Redona, Da Rosciate e Camozzi, in programma all'auditorium del liceo Mascheroni stasera alle 21. Interverranno Paolo Catini, preside del Liceo Mascheroni ed Eugenio Gotti, collaboratore dell'assessorato regionale all'Istruzione. Maddalena Vicini

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SENIGALLIA PREOCCUPAZIONE per le sorti delle scuole di Roncitell... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 20 ? SENIGALLIA ? PREOCCUPAZIONE per le sorti delle scuole di Roncitell... ? SENIGALLIA ? PREOCCUPAZIONE per le sorti delle scuole di Roncitelli, Scapezzano, Sant?Angelo, Montignano e Cesano alla luce del decreto del ministro Maria Stella Gelmini ma anche timore per le altre scuole e l?Università. Il centro sociale ?Mezza canaja? propone un coordinamento cittadino aperto alle maestre, ai docenti delle superiori, agli studenti, genitori, ecc.

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Una scuola trasformata nel ponte del Titanic Affondino i responsabili (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Una scuola trasformata nel ponte del Titanic Affondino i responsabili Parla a raffica. «Ci vogliono far pagare il conto della serata, ma noi, a cena sul ponte di comando del Titanic, non ci siamo stati». Scusi, Paco: in che senso? «È come sul Titanic: sta affondando e solo adesso vengono a dirci che il conto della serata sfrenata lo dobbiamo pagare noi. Che lo devono pagare i nostri figli. Non ci cascate, ragazzi! Che s'inabissi, ecco». Paco Ignacio Taibo II, scrittore spagnolo di nascita ma messicano d'adozione, è appena atterrato in Italia per due giorni di incontri e presentazioni. È nato a Gijón, nel 1949. Nel 1958 si è trasferito in Messico con la famiglia, di solide tradizioni antifranchiste, e da allora è sempre vissuto a Città del Messico. Laureato in sociologia, lettere e storia, ha vissuto da protagonista le drammatiche vicende del '68 messicano; giornalista dal 1969, ha diretto numerose riviste. E infatti, appena arrivato, ha già letto i giornali e si è fatto fotocopiare - dalla fidata Cristina della sua casa editrice italiana - un bel malloppo di rassegna stampa sul movimento studentesco che si oppone alla contro-riforma del ministro Gelmini. «Non so, avrei bisogno di altro tempo per poter giudicare nel merito», è la sua posizione da storico. «Ma di una cosa sono certo: questi ragazzi non devono pagare il conto del Titanic». Allora, Taibo, partiamo dall'inizio. Di quale Titanic sta parlando? «Per me, il Titanic sono questi ultimi 15 anni di politiche neoliberiste. Ci hanno relegato laggiù nelle stive, mentre sul ponte del capitano se la raccontavano di poter fare e disfare gli Stati. Hanno puntato a dismettere tutto e adesso siamo alla resa dei conti: alla lista delle privatizzazioni mancano solo la sanità e la scuola pubbliche. Per me, i giovani, gli insegnanti, i genitori italiani fanno bene a protestare: non spetta a loro pagare il conto di questo delirio». Un delirio che, poi, è una crisi della finanza che abbraccia anche l'economia reale. Se il Titanic affonda, ci rimettiamo anche noi, no? «Forse. Ma non è che se rimane a galla per noi sarà un fatto positivo. Soprattutto perché è la stessa idea di Titanic ad essere stata costruita ad arte. Certo: alla cena al tavolo del capitano c'hanno pasteggiato in tanti. Ma al cittadino normale, nemmeno le briciole. Se il Titanic si inabissa, la colpa sarà di chi ha scambiato il neoliberismo per l'invito al galà e non come lo strumento per smontare lo stato sociale». Un po' come dire: ci han fatto credere di essere dei Leonardo Di Caprio e invece, sul piroscafo, ci siamo svegliati con l'acqua della crisi già alla gola, un po' come stare nella Terza Classe che è solo "dolore e spavento". Paco Ignacio Taibo II è in Italia per presentare un libro. Non un suo libro (l'ultimo è la monumentale e fascinosa biografia di Pancho Villa, edita per la Tropea), ma quello del padre, Paco Ignacio Taibo I. "Fuga, ferro e fuoco", il titolo. Una curiosità, Paco: è più difficile presentare un proprio libro o il libro di un altro, per di più quello di suo padre? «Beh, non è la prima volta che succede. Sinceramente devo dire che, cronologicamente, io sono diventato uno scrittore famoso ben prima di mio padre. È che lui ha passato la sua vita a fare: il giornalista di mattina, l'autore tv di pomeriggio, il saggista di cucina e di teatro la sera. In questo senso, è sempre stato uno scrittore clandestino. Forse scriveva di notte, non so». Fuga, ferro e fuoco è un libro che parte dalla cittadina di Puebla, in Messico, nel 1772 per tornarci nel 1973. Dalla cosiddetta Rivolta delle monache alla repressione del movimento studentesco. Che storia racconta Paco Ignazio Taibo I in questo libro? «Mio padre ha voluto riscrivere la storia di queste monache di Puebla che, nel XVIII secolo, lottarono contro l'oligarchia ecclesiastica per una vita, un convento migliori. Furono accusate di "reazione" quando in realtà, sostiene il vecchio Taibo, fu tutto il contrario. E poi, rimanendo sempre a Puebla, mio padre ci racconta la violenta repressione degli studenti messicani che, dopo aver alzato la testa nel '68, protestarono contro la corruzione e il nepotismo. Sullo sfondo c'è il Messico, terra di rivolte e di libertà». Nel libro, tra i ragazzi del movimento studentesco sembra esserci anche lei. O è solo un'impressione? «In realtà, in quei giorni io ero sempre a Città del Messico a organizzare gli scioperi dell'università. Mio padre si è preso una licenza poetica, ma il succo del racconto rimane tutto. Mentre io scendevo in piazza per protestare contro i tagli all'educazione pubblica e per una vera democrazia, mio padre si è comportato come un protettore». In che senso? «Sì, come un protettore di seconda fila. Il suo lavoro di giornalista lo portava nelle stesse piazze dove io sfilavo con gli altri studenti. Lui stava là, a guardare e a cercare di capire per raccontarlo sul giornale. Poi, però, mi consigliava, mi guidava e, in tante occasioni, mi ha protetto da sbagli o da situazioni troppo pericolose. Devo ricordare che io ero uno straniero, uno spagnolo. E la polizia messicana non ci andava leggera con gli stranieri che protestavano contro il governo. Oggi come allora». Il movimento studentesco messicano, di cui ha raccontato la genesi nel suo saggio '68, è stato stroncato nel sangue e un'intera generazione ridotta al silenzio. In Messico, la polizia entrò davvero nelle scuole. E uccise». «Sì, ma la loro vittoria fu effimera. Dopo 40 anni, poche settimane fa, abbiamo organizzato un'enorme manifestazione a Tlatelolco (la piazza delle Tre Culture, teatro della repressione nel 1968 a Città del Messico). Mi dovete credere: dopo 40 anni, tanti messicani sanno che quella è ancora una ferita aperta. "Il passato ritorna", c'era scritto nello striscione che apriva la manifestazione di quest'anno. Una frase semplice ma che ricorda che la battaglia per la libertà non è finita». Nel pomeriggio di oggi, Paco Taibo II farà visita agli studenti di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano. Cosa gli dirà? «Niente. Non voglio fare il professorino della rivolta, né il nostalgico. Ho voglia di capire questo progetto del governo Berlusconi. Conosco l'entità dei tagli e, fosse solo per questo, sto dalla parte di chi protesta, di chi non vuol svendere la scuola pubblica». Taibo II che presenta un libro di Taibo I. Un rapporto padre-figlio che passa dalla scrittura alla "protezione" politica. Come si comporterebbe se sua figlia si trovasse nel mezzo di una protesta studentesca come quelle che lei stesso organizzava trent'anni anni fa? «Per fortuna, mia figlia non fa la scrittrice - ride Paco Ignacio -. È fotografa e già questo segna una differenza nel clan Taibo. Però, tra poco, uscirà il primo romanzo di mio fratello Benito (tranquilli: in onore dell'eroe del Messico moderno, Benito Juarez, ndr). Dopo un libro di poesie, ha cercato di misurarsi con la narrativa. Come dire: il clan continua la sua strada, sulla carta come nell'indole alla protesta. Un po' come racconta sempre mio padre nel suo libro che, almeno per me, rimane il migliore, Para parar las aguas del olvido (Per fermare le acque dell'oblio), che presto arriverà anche da voi, è un libro sull'infanzia e l'adolescenza, sullo spirito di ribellione durante la Guerra Civile spagnola. Lì c'è già tanto di quel che io chiamo il clan dei Taibo». Dopo aver chiuso con un record di visite l'ultima edizione della Semana Negra di Gijon (la festa del romanzo poliziesco che Taibo organizza come se fosse, parole sue, "una disneyland trozkista"), a cosa sta lavorando? «A due libri. Nel giro di tre mesi li finisco. Il primo lo scrivo al piano terreno della mia casa alla Condesa, a Città del Messico. È il racconto della vera storia della battaglia di Los Alamo (1836), con la precisa volontà storica di demolire il mito yankee che vuole questo episodio come esempio dell'eroismo a stelle e strisce. Il secondo libro, che scrivo al primo piano di casa mia, è un sogno che si fa realtà». C'entra qualcosa Emilio Salgari? «Sì. Dopo anni sono alle prese con un'avventura dedicata a Sandokan, alle tigri di Mompracem e a tutto il mondo di carta costruito dal vostro Emilio Salgari. L'ambientazione sarà tutta messicana, un delirio. Ma non vi dico di più: ogni volta che parlo di un libro in fase di scrittura è un po' come se lo ammazzassi. Lasciatemi ancora qualche settimana. E poi, oggi ho voglia di reagire, di ascoltare, di parlare del Titanic che affonda e di questo conto che le borse e i governi vogliono farci pagare dopo averci tenuto alla larga dal ponte di comando. Sai che vi dico: ci vediamo all'università». Ok, Paco. Ci vediamo là.

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CON UN RAID protestatario assolutamente imprevisto, la prima scuola superiore ces... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

CESENA PRIMO PIANO pag. 3 CON UN RAID protestatario assolutamente imprevisto, la prima scuola superiore ces... CON UN RAID protestatario assolutamente imprevisto, la prima scuola superiore cesenate a promuovere l?occupazione (sventata) contro il decreto Gelmini, è stato un istituto... privato: il liceo della Comunicazione Immacolata, di ispirazione cattolica, fondato una trentina di anni fa con sede nei locali del Seminario. Ieri mattina un folto manipolo di studenti, capitanato dai due rappresentanti di istituto, ha chiesto alla preside di poter svolgere un?assemblea in aula magna su tutti i temi caldi del decreto Gelmini, ma la dirigente scolastica Regina Di Attanasio ha negato il permesso. «E così circa una settantina allievi (quasi un terzo degli iscritti, ndr) ? questa è la versione di Michele Manuzzi, studente di quarta del liceo dello Sport, uno dei due rappresentanti nel consiglio di istituto (l?altro è Nicola Del Vecchio, alunno di terza) ? ha deciso di non partecipare alle lezioni. Noi volevamo soltanto discutere su questi argomenti così all?ordine del giorno e dibattere per fare emergere i pro e i contro: io ad esempio, come molti altri, avrei detto che si tratta di un provvedimento ministeriale sbagliato che si ripercuote contro la scuola pubblica. Qualsiasi taglio al settore dell?istruzione danneggia gli studenti e la scuola. Ma naturalmente avrei ascoltato con interesse anche le opinioni contrarie». «Anche se i provvedimenti non ci riguardano direttamente, credo abbiamo il diritto di parlarne ? prosegue Manuzzi ?. Nei giorni scorsi avevamo avanzato la nostra richiesta e annunciato agli studenti che ci sarebbe stata l?assemblea attraverso un volantinaggio, precisando che chi voleva poteva regolarmente partecipare alle lezioni». «Non ho dato l?autorizzazione ? è questa invece la versione del dirigente scolastico Regina Di Attanaasio ? perché stamane mi sono ritrovata davanti gli studenti che avanzavano una richiesta senza averla annunciata, pochi minuti prima dell?inizio delle lezioni. Si trattava pertanto di un?iniziativa improvvisata ed estemporanea. E? importante che gli allievi si interessino alle problematiche della scuola ma vanno aiutati a trovare i canali giusti, senza perdere ore di lezione. Alla riunione del consiglio di istituto avrò modo di confrontarmi oggi stesso (ieri per chi legge, ndr) con i due rappresentanti). Mi spiace che nei volantini sia stato scritto che si trattava di un?assemblea autorizzata, poiché io non ho mai avvallato questa iniziativa, anche perché non mi era nota». Le elezioni studentesche per il consiglio d?istituto si sono tenute le settimane scorse. Michele Manuzzi è stato eletto come rappresentante della lista vincitrice «MM» che ha prevalso contro la lista contendente «Scuola attiva». «Entrambe ? dicono Manuzzi e Del Vecchio ? sono liste apolitiche».

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Tre giorni di fuoco Giovedì lo sciopero (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Tre giorni di fuoco Giovedì lo sciopero Oggi Nel pomeriggio alle 17 riprende l'esame del decreto Gelmini al Senato. Domani Ci sarà il voto. Ed è per questo che gli studenti si recheranno di nuovo fino a Palazzo Madama per esprimere ancora una volta il proprio civile dissenso. Giovedì È il giorno dello sciopero generale della scuola. Aula e piazza

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Maestro unico, il Pd come gli studenti: si ritiri il decreto (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Maestro unico, il Pd come gli studenti: si ritiri il decreto Il maestro unico riporta in piazza l'Onda studentesca e le maestre anti-Gelmini. Al Senato riprende l'esame del dl 137. Dal Pd a Famiglia Cristiana: «Decreto da ritirare». Gli studenti: no-stop sotto Palazzo Madama. Il contestatissimo decreto Gelmini sulla scuola riprende la "corsa" per la conversione in legge. Oggi pomeriggio al Senato si riparte dal maestro unico, dall'articolo 4 del 137, quello che ha dato vita al grande movimento anti-Gelmini in tutt'Italia sostenuto dall'Onda studentesca universitaria. L'aula di Palazzo Madama è convocata per le 17 per il voto sugli emendamenti. Poi domani mattina il voto finale. «Sarebbe un atto saggio ritirare o sospendere il decreto» e discutere veramente con studenti, genitori e insegnanti, dice Massimo D'Alema. «Non chiamiamo riforma una semplice taglio di spesa» è il monito che arriva da Famiglia Cristiana alla ministra vicina a Comunione e Liberazione. «Il bene della scuola richiede la sospensione o il ritiro del decreto. Per senso di responsabilità. Un paese in crisi trova i soldi per Alitalia e banche, perchè non per la scuola?», sottolinea nell'editoriale il settimanale cattolico. Ma Mariastella ministra unica ripete a mo' di litania che «è una protesta di pochi» e che il suo modello è «Obama». L'aria che tira non è delle migliori. Il Pdl ha già fatto sapere che il decreto verrà approvato così com'è, senza magari ricorrere alla fiducia come accadde alla Camera. Il Pd che nella settimana scorsa con l'ostruzionismo ha fatto slittare ad oggi l'esame finale del provvedimento, ha presentato 170 emendamenti, di cui 35 solo sul maestro unico, e 40 ordini del giorno. 50 le proposte di modifica di Italia dei Valori. La speranza è quella del ritiro del decreto o comunque di tirare per le lunghe per farlo decadere e trasformarlo in un disegno di legge. Le scuole elementari, gli studenti e l'Onda universitaria non restano di certo a guardare. Una delegazione dei ragazzi dei licei romani, di destra e sinistra, hanno chiesto informazioni al senatore Vincenzo Vita (pd) e oggi si presentaranno in giacca e cravatta a Palazzo Madama con l'intenzione di seguire i lavori direttamente dalla tribuna. Gli universitari di Roma Tre sono intenzionati a dormire sotto le finestre del Palazzo. E l'Onda si muoverà dalla Sapienza in corteo per un nuovo assedio del Senato che coinfluirà con gli studenti medi e nel sit-in delle maestre che dicono di essere «già uniche». Ieri sono scesi in piazza anche i ragazzi di Psicologia 1 e 2 a Roma. In 500 hanno prima sfilato per il quartiere romano di San Lorenzo gridando: «La privatizzazione è la vera malattia, ministro Brunetta vieni in terapia». Poi tutti in mutande sulle scale del Rettorato. Il movimento intanto si interroga sui successi ottenuti e le iniziative future. Ieri assemblee di facoltà a Chimica, Fisica, Lettere, Scienze politiche. L'Onda rivendica la propria autonomia, e non gradisce che allo sciopero del 30 dei sindacati partecipi anche Lotta studentesca, il movimento di Forza Nuova. Così nell'Aula 1 di Lettere i ragazzi di tutte le facoltà in lotta prendono posizione. Chiara di Antropologia: «A me fanno schifo la Cgil e gli altri, siamo autonomi da partiti e sindacati». Ma Luca del collettivo fa capire che «bisogna esserci», magari con uno spezzone nel corteo sulla scuola per poi proseguire per proprio conto». Alioscia, invece, pone l'urgenza di una controriforma da presentare alla Gelmini e Tremonti, per ribadire che «non siamo solo un movimento che dice dei no». Così ecco dei seminari ad hoc, il primo già oggi alle 10.30 sulla crisi dell'Università. Il tutto mentre a Giurisprudenza si aggira Azione universitaria. Il movimento di destra studentesca. Un volantinaggio di controinformazione sulla legge 133: «Siamo stufi di bugie e proteste telecomandate" - hanno scritto i 4 Peppe con accanto i loro cellulari -. I collettivi di sinistra vengono definiti «ruffiani che tutelano i privilegi e gli sprechi dei baroni». Per poi lamentarsi di essere stati «accerchiati e aggrediti». MARISTELLA IERVASI ROMA miervasi@unita.it

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IN FERMENTO gli istituti superiori fanesi. Fissata la data dello sciopero per pro... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

FANO pag. 22 IN FERMENTO gli istituti superiori fanesi. Fissata la data dello sciopero per pro... IN FERMENTO gli istituti superiori fanesi. Fissata la data dello sciopero per protestare contro la riforma Gelmini: sabato 15 novembre. Per mettere a punto il programma e le modalità della protesta gli studenti delle diverse scuole (oltre a quelli del campus, sono stati invitati a partecipare quelli dell?istituto d?arte Apolloni, dell?istituto commerciale Battisti e dell?istituto professionale Volta) si sono dati appuntamento oggi pomeriggio. Incontri preparatori «che servono a sensibilizzare gli studenti e ? spiega Mattia, quinto anno del liceo socio pedagogico ? a coinvolgere tutte le scuole. Il punto di ritrovo dello sciopero del 15 novembre sarà al Pincio, alle 8, da lì partirà il corteo che farà il giro di tutte le scuole». Spiega meglio le modalità dello sciopero, Iacopo del liceo classico Nolfi: «Pensiamo di organizzare al Pincio delle lezioni all?aperto con la collaborazione di alcuni insegnanti e di creare dei momenti musicali. Poi la sera, nella sala del Cubo, a San Lazzaro, potremmo dar vita ad un concerto». «Personalmente ? fa presente Alessandro dell?istituto d?arte Apolloni ? ho cercato di spiegare ai miei compagni gli effetti concreti della riforma sulla nostra scuola che porterà ad una riduzione drastica delle ore di laboratorio». GIOVEDI? 30 ottobre, intanto, gli studenti maggiorenni parteciperanno alla manifestazione nazionale indetta a Roma dai sindacati. Non si sbilanciano nelle scuole fanesi sulla adesione o meno dei docenti allo sciopero nazionale: «Lo vedremo la stessa mattina del 30 ? afferma la vice preside del Torelli ? chi non aderisce deve presentarsi in istituto entro le 8 del mattino» . Degli effetti della riforma Gelmini sulla scuola di base (materne, elementari e medie) hanno parlato, ieri mattina, anche i dirigenti scolastici e l?assessore alla Pubblica Istruzione Gianluca Lomartire: «Ho assicurato, come sempre, la massima disponibilità dell?Amministrazione ha sostegno della scuola. Al di là degli scenari apocalittici che si fanno a proposito della riforma Gelmini ? afferma Lomartire ? sono oramai diversi anni che facciamo i conti con la riduzione dei trasferimenti statali nel settore dell?istruzione. Se con i dirigenti il confronto rimane sul piano tecnico c?è la massima collaborazione». Non c?entra nulla con la riforma Gelmini, ma sarà comunque per Fano un «taglio» doloroso quello che il prossimo anno colpirà l?istituto Olivetti che perderà la dirigenza scolastica. Due le ipotesi all?esame: l?attribuzione dei corsi di grafica e di segretaria aziendale, l?uno alla scuola Apolloni e l?altro al Battisti; oppure unificazione, ed è questa l?ipotesi su cui sta spingendo Lomartire, dell?Olivetti con il Volta e l?Apolloni, senza smembrare la scuola. «Se eliminiamo la dirigenza, ma facciamo restare l?Olivetti dove si trova ora ? sottolinea Lomartire ? riusciamo a conservare una scuola che a Fano ha una tradizione, in caso contrario ne decretiamo la scomparsa». Anna Marchetti

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Protesta soft, lezioni regolari <Le occupazioni? Inutili> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

FORLI' PRIMO PIANO pag. 16 Protesta soft, lezioni regolari «Le occupazioni? Inutili» I docenti i più agguerriti, scuole in sciopero di ELEONORA GROSSI SULLE BARRICATE? Macché. All?Università le lezioni proseguono regolarmente, anche se i ragazzi si dichiarano «in agitazione». A vederli però, questi studenti, non sembrano troppo agitati. Sotto la minacciosa scritta ?presidio permanente?, che campeggia su uno striscione davanti all?aula magna in corso della Repubblica, c?è un gruppetto di ragazzi, senza kefiah né megafoni, seduti dietro una cattedra piena di quotidiani. «Vogliamo informare tutti gli studenti sulla riforma ? spiega il rappresentante del Polo di Forlì Gianni Cutugno, 21 anni ? e poi decidere il da farsi. Per ora siamo contro l?interruzione dell?attività didattica, anche se il blocco delle lezioni non è escluso». Sono giovanissimi, in maggioranza ?matricole?, ma molto attenti a non prevaricare i loro colleghi che non hanno nessun interesse a manifestare, o che magari sono d?accordo con il decreto Gelmini. TRA LE DUE, sono i professori i più agguerriti: «Non è rispetto, ma cattiva educazione. I ragazzi sono vittime del buonismo televisivo». A parlare è Pilar Capanaga, docente di spagnolo alla Scuola superiore interpreti e traduttori: «C?è chi ha detto di non voler occupare per non far arrabbiare i genitori. Secondo me è necessario interrompere le lezioni per far sentire la propria voce. E se i genitori si arrabbiano, vuol dire che in gioventù non hanno mai manifestato, ma hanno solo fatto i ?bravi?. Io sto lavorando molte ore in più ? continua la professoressa ? perché una mia collega è malata e non ci sono soldi per sostituirla». Oltre alla Capanaga sono molti i professori ad aderire con forza alla protesta: «Borraccetti, Piretti, Mastelli, De Bernard e molti altri» elencano orgogliosi gli studenti di Scienze politiche. Paradossalmente, pur non rinunciando alla protesta, a non essere convinti di occupazioni e scioperi sono proprio i ragazzi: «Io studio russo, e non posso permettermi di star ferma un mese» racconta Daniela, 20 anni. Anche secondo Fausto Sestini, 19 anni e rappresentante degli studenti della Scuola interpreti «occupare è inutile, meglio proporre qualcosa di costruttivo». IL PROGRAMMA prevede domani un?assemblea informativa in piazza Saffi. Poi giovedì si aderisce alla manifestazione nazionale, con i piedi per le vie di Forlì e il cuore a Roma, epicentro della protesta. Nella capitale andranno comunque i rappresentanti di Cgil, Cisl Uil Scuola, Flc e Snals-Gilda. I giovani del Pd resteranno invece a manifestare in città. Per quanto riguarda le scuole, la protesta entrerà nel vivo giovedì, con cortei per tutta la città. Solo i professionali Giorgina Saffi e Melozzo faranno cortei davanti gli istituti, sia oggi che domani.

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Pisa, la Normale non occupa Ma si preoccupa del futuro (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pisa, la Normale non occupa Ma si preoccupa del futuro La Normale sta nell'Onda. Anche se qui non si occupa perhé i ragazzi stanno già dentro. ma si fanno i conti sul quanto perderà la ricerca a tutti i livelli. E come si spezza il futuro di una generazione. Ha resistito fino alle tre e mezzo del pomeriggio. Poi, inzuppato di pioggia e strattonato dal vento, lo striscione dei "normalisti" è venuto giù. Adesso un pezzo ondeggia sfiorando il marciapiede di Piazza dei Cavalieri. E' la parte alta dello striscione. Spiegava che "un paese vale quanto ciò che ricerca". La parte che stava sotto, un tazebao alto tre piani, non c'è più. E' lì che c'era la classifica di quanto valgono i paesi. Di quanta parte del Pil spendono in ricerca. Prima gli Usa: 2,9%; ultima l'Italia: 0,9%. A chiudere la fonte: dati Ocse. Perfetto stile Normale: niente retorica, nessuno slogan ad effetto. Un concetto chiaro (i turisti in carrozzella si fermano col naso all'insù) spiegato con numeri certificati. Perché alla Normale non si urla. Si fanno i conti e poi si protesta. Anche con forza. Ma niente occupazione, "difficile farlo visto che già viviamo qua dentro" scherza il rappresentante degli studenti Eugenio Refini. Né blocco delle lezioni. Alessandra Zarcone non ha ancora 23 anni e a marzo si laurea in lettere. E' arrivata da Palermo 5 anni fa. Ha vinto la durissima selezione per entrare alla Normale e da allora ha tutto pagato: tasse universitarie, alloggio e mensa. Le danno anche un po' di soldi con le cosiddette "150 ore". Dà una mano all'ufficio stampa per 7,5 euro l'ora. Il suo lavoro però è studiare. E vorrebbe continuare a farlo. E' brava. Ma dopo marzo non sa che fine farà. "vorrei fare il dottorato di ricerca - spiega - ma chissà se ci sarà. Nelle altre università hanno già iniziato a tagliare le borse. A Pisa sto bene, però temo di non riuscire a restare qui". Anche Eugenio ha "un piede qui e uno fuori". Ha già fatto esperienze all'estero (a Ginevra e Parigi) e non esclude che la prossima tappa siano gli Usa. Se ne vanno perché gli spazi nell'università si stanno chiudendo sempre più. La Normale era stata creata (da Napoleone nel 1810 come gemella dell'E'cole Normale di Parigi) proprio per formare una elite intellettuale basata solo sul merito. Ogni anno ci provano in un migliaio e ne passano una sessantina. Non conta il voto di maturità, men che meno il cognome. Conta superare bene le prove scritte e orali. E poi, una volta dentro, tenere una media del 27. Da Piazza dei Cavalieri sono passati non solo i premi Nobel Carducci, Fermi e Rubbia, i Presidenti della Repubblica Gronchi e Ciampi e personalità come D'Alema e Sofri. Ma soprattutto sono usciti e escono i migliori professori e scienziati italiani. Un circolo di intelligenze che adesso Tremonti-Gelmini vogliono infilare in un imbuto strettissimo. Meno soldi alla ricerca vuol dire meno ricercatori. Un professore assunto ogni 5 in pensione vuol dire meno professori nuovi. Significa meno possibilità per chi esce dalla Normale. Il che metterà a rischio, come dice il professore Lorenzo Foà (vedi articolo a fianco), lo stesso scopo della Normale. E i colpi saranno duri. La Normale deve già contare un taglio da 1,4 milioni di euro nel bilancio 2009. Riduzioni di traferimenti che aumenteranno via via fino a arrivare a 5,5 milioni di euro nel 2013. Cioè circa il 20% di tutto il bilancio della Normale che è di 30 milioni. Togliere l'ossigeno vuol dire far crescere il timore, sempre presente, che una grande istituzione pubblica, aperta a tutti, senza distinzioni di censo o classe, possa essere privatizzata trasformandola in fondazione."Da noi a Lettere alla Normale - spiega Tommaso Alpina, 22 anni di Trani , 4° anno di filosofia - entro il 2011 quasi la metà dei 22 docenti andrà in pensione. Quanti ne potranno riassumere?". Già oggi in Normale sono obbligati a discutere di come ridimensionare ricercatori e personale tecnico e amministrativo. Cominciando ovviamente dai precari. VLADIMIRO FRULLETTI INVIATO A PISA vfrulletti@unita.it

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GELMINI RILEGGA MEGLIO OBAMA (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

GELMINI RILEGGA MEGLIO OBAMA La Gelmini si ispira a Obama? Leggete un po': «Questo è il momento di affrontare il nostro obbligo morale di garantire ad ogni bambino un'educazione di prima livello, perché questo è il minimo che serve per competere in un'economia globale. (...) Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto. E, in cambio, chiederò standard educativi più elevati ed affidabili». 9 settembre 2008: un passaggio del discorso di accettazione della candidatura. Basta fare un giro sulla rete, guardare i numerosissimi filmati su youtube, per rendersi conto di come quello dell'istruzione sia un nodo centrale del suo programma: la biografia di Obama stesso è la prova concreta che l'accesso all'istruzione può rimuovere ostacoli di carattere sociale. La parola «esercito» non è neutra, se si pensa alla spesa per la Difesa negli Usa. Gli insegnanti hanno rappresentato una parte consistente dell'elettorato democratico: spetta a loro il primo posto nel programma di Obama, che guarda ad un consistente investimento nella scuola rigorosamente pubblica (mentre McCain storna fondi per la privata). Si propone un ripensamento della condizione economica dei docenti, necessario per favorire l'accesso all'istruzione superiore anche delle classi sociali più deboli, incentivando la prosecuzione degli studi anche oltre l'obbligo; che, ricordiamo, negli Usa varia da stato a stato, con un inizio tra i 5 e i 7 anni e una fine tra i 16 e i 18. «Senza una buona educazione prescolastica - ha scritto Obama - i nostri figli non riusciranno a mantenere intatto il loro livello di educazione rispetto ai loro coetanei. Senza un diploma di scuola superiore, servirà almeno il triplo di tempo per trovare lavoro rispetto a un diplomato. E senza una laurea o una certificazione industriale, sarà ancora più difficile trovare un lavoro». Ma Gelmini non lo sa. MARINA BOSCAINO insegnante politica@unita.it CONTROCANTO

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Lenzuola sui balconi contro il ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lenzuola sui balconi contro il ministro Gelmini Piacenza Lenzuola bianche esposte dai balconi dei palazzi per protestare contro la riforma Gelmini, con su scritto «difendiamola». «Difendere» la scuola dalle 3 nuove «i» che la stanno distruggendo: individualismo, impoverimento e ineguaglianza. Così Piacenza protesta, una protesta che dalle piazze e dai cortei in strada entra direttamente nelle case dei cittadini.

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Siamo migliori di voi Il giovane corteo di Palermo (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

«Siamo migliori di voi» Il giovane corteo di Palermo Studenti medi, universitari, ricercatori. Dopo giorni di mobilitazioni e lezioni all'aperto contro i provvedimenti del ministro Gelini, ieri pomeriggio una grande manifestazione unitaria È un placido Don, e insieme impetuoso, il fiume giovanile che nel primo pomeriggio di ieri a Palermo si è riversato da piazza Castelnuovo, dopo essersi radunato sotto il Palchetto delle Musica, sino alla Cattedrale, dove sarebbe giunto alle prime luci della sera, fra lo sbigottimento di migliaia di palermitani, di uomini e donne delle forze dell'ordine; di extracomunitari che applaudivano; di bottegai, fossero essi gioiellieri o rivenditori di lingerie, rivenditori di scarpe o dolciumi della via Sant'Agostino o della via Bara, una volta tanto solidali con una protesta che ha paralizzato l'intera città; di turisti a spasso per il centro; di popolane ai balconi, alcune delle quali, c'è da giurarci, madri delle figlie che sfilavano in strada. Quanto è strana Palermo. Quanto è imprevedibile. Quanto è restia a schemi, etichettature, previsioni d'ogni tipo. Quanto è capace di svegliarsi all'improvviso da profondi letarghi, senza mai un preavviso, un'avvisaglia, un segnale di fumo premonitore. E in quanti sono scesi in piazza ieri contro la Gelmini? Diciamo trentamila per tenerci bassi? Diciamo che erano più dei ragazzi che sfilavano in corteo nel «68». È lecito affermare che il fiume, placido e impetuoso, appena entrato nelle strettoie di via Maqueda e della via Vittorio Emanuele, sembrava ribollire, tanta era la gente e tanto poco lo spazio. Povera Gelmini. Rischia di diventare il ministro che si fa avanti per prendere gli schiaffi. Che tenuta deve avere rispetto alla satira di questi ragazzi che non ci stanno. Sfilavano cartelloni e lenzuoli dei nuovi ragazzi di Palermo. Non una frase, non un aggettivo dal retrogusto ideologico. Più semplicemente: «Ministro Gelmini... Ma 'nni pigghiasti pi cretini»?. «Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini». «La Gelmini ci vuole cretini». Un gruppo di giovanissime si inginocchia e prega. Non capisco. Allora loro, ridendo, mi indicano un cartellone che ritrae la Gelmini con tanto di aureola e sopra la scritta: «Beata Ignoranza». Sfilano i licei. Il «Garibaldi», L' «Umberto», il «Vittorio Emanuele», «il Meli», il «Cannizzaro», il «Galileo Galilei», l' «Einstein». Le facoltà: «Medicina», «Economia e Commercio», «Lettere e Filosofia», «Ingegneria». Centinaia gli insegnanti che rischiano di essere "tagliati". C'è anche Vincenzo Agostino, con la sua interminabile barba bianca, ancora in attesa delle verità sull'uccisione di suo figlio Antonio, agente di polizia. Nella mattina, molte le lezioni all'aperto, oggi si replica in diverse zone della città. Il placido Don passa sotto i balconi di «Scienze politiche occupata». I ragazzi del liceo linguistico, intitolato a Ninni Cassarà, hanno affittato con auto-colletta un camion che, attrezzato di amplificazione, introduce una gioiosa nota da Carnevale di Rio. Bare di cartone nero, a significare il rischio mortale che corre l'Università. A un certo punto il placido fiume si rompe. Il fiume accelera la sua corsa. I ragazzi applaudono e cantano. Cantano a passo di danza. C'è voglia di kermesse. E sapete cosa urlano a squarciagola? «Siamo migliori di voi». Ora, intonano tutti il ritornello di Jovanotti: «questo è l'ombelico del mondo... E' qui che si incontrano facce strane di una bellezza un po' disarmante...». Le facce strane dei ragazzi di Palermo, d'una bellezza un po' disarmante, quelli che nessuno, sinora, aveva messo in conto. SAVERIO LODATO PALERMO saverio.lodato@virgilio.it

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La scure della Gelmini sulle scuole private (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

La scure della Gelmini sulle scuole private di Giorgio Vittadini Caro direttore, una certa mitologia ideologica che sta alimentando lo sciopero di giovedì afferma che i tagli alla scuola pubblica sono fatti per finanziare la scuola privata. Ma non è così. Nel "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2009 e il bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011" la voce complessiva riguardo l'istruzione è aumentata di 656 milioni di euro: alla primaria andranno oltre 242 milioni di euro in più, alla secondaria di primo grado 228 milioni di euro in più, alla secondaria di secondo grado 395 milioni di euro in più. Invece, il capitolo di bilancio riguardo l'istruzione scolastica non statale passa dai 535 milioni e 318mila euro del 2008 ai 401 milioni e 924mila euro per le previsioni del 2009, ovvero 133 milioni e 393mila euro in meno. Inoltre, la voce "istruzione non statale" prevede per il 2010 una cifra pari a 406 milioni e 121mila euro e per il 2011 la cifra di 312 milioni e 410mila euro. C'è da precisare inoltre che la riduzione non riguarda le scuole medie e superiori, ma la scuola materna e la scuola elementare. Sono scuole gestite da ordini religiosi o cooperative di famiglie, situate nei quartieri periferici e nei paesi a cui molte famiglie spesso poco abbienti, mandano i figli perché sanno che vengono assicurate un'educazione ricca di ideali e un'alta qualità di insegnamento. Accolgono infatti ben 531.258 bambini su 1.652.689 della scuola dell'infanzia e 196.776 su 2.820.150 bambini della scuola primaria. Determinante è il loro contributo al buon livello qualitativo raggiunto dalla scuole materne ed elementari italiane. Tuttavia, alla faccia della parità giuridica sancita dal ministro Berlinguer, non solo non si mette in programma di garantire l'effettiva libertà delle famiglie di scegliere le scuole paritarie attraverso detrazioni e deduzioni fiscali, ma le si vuole affossare definitivamente attraverso questi tagli che costringeranno le scuole ad aumentare le rette o addirittura a chiudere. La legge 133/08 impone di ridurre il debito pubblico senza ricorrere all'aumento della pressione fiscale, rispettando così gli accordi internazionali e quindi i tagli anche per il comparto dell'istruzione sono inevitabili. Tuttavia, ogni ministero può decidere liberamente come effettuare i tagli ed è quindi ancora possibile correggere questa scelta, tanto più che il taglio medio imposto dal ministero del Tesoro a ogni ministero è del 10%, mentre i tagli previsti per la scuola libera sono del 25-30%! Per questo quaranta deputati della maggioranza hanno firmato un emendamento che propone di effettuare riduzioni di spesa della pubblica istruzione in settori meno strategici. Sono pronti a votarlo anche molti deputati dell'opposizione, consci che si tratta di battaglia bipartisan per la difesa della "biodiversità" della scuola italiana. Chi, sia nel mondo cattolico che in quello laico, si astiene dal prendere posizione, sia conscio di collaborare all'ulteriore desertificazione della scuola italiana, per il male di tutti. 28/10/2008

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Il cuore di mamma costa dieci punti a Berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il cuore di mamma costa dieci punti a Berlusconi BASSO GRADIMENTO. Il Cavaliere alle prese con il primo vero calo di consenso. Colpa della crisi, ma soprattutto delle proteste contro i tagli alla scuola, che incidono su un feudo dell'elettorato forzista: le donne. Silvio lo sa e pensa a un nuovo corso. Gelmini prepara la campagna contro la «casta dei professori». di Alessandro De Angelis Sulla scuola non si discute. Dopo l'affondo del premier: «La sinistra racconta frottole», è stata la volta di Mariastella Gelmini. In un'intervista al Corriere la ministra dell'Istruzione ci è andata giù dura. Con la sinistra: «Speravo - ha detto la Gelmini - che Veltroni si ispirasse alla lezione di Tony Blair. Purtroppo oggi parla come un rappresentante dei Cobas». Con l'informazione: «A Firenze occupano una stanza in venti e nei tg si dice che l'università è occupata». Con i sindacati che scenderanno in piazza giovedì: «È il vecchio rito di chi difende l'indifendibile. Dopo si potrà riprendere a confrontarsi sulle riforme». Tradotto: sul decreto non si tratta. Il premier non ha alcuna intenzione di far slittare nemmeno di un minuto l'approvazione prevista per domani al Senato. Ormai il dossier scuola lo considera «archiviato». E con esso la protesta, che ancora ieri ha registrato una giornata calda: «Convertito il decreto, si smonta pure quella» dicono a Palazzo Grazioli. Oggi i parlamentari del Pdl incontreranno gli studenti di destra per un confronto sulla scuola. Poi si passa all'aula, dove è tutto pronto per il braccio di ferro col Pd: «Approveremo il decreto al Senato così com'è passato alla Camera, senza modifiche» ha dichiarato il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto. La maggioranza - dicono a Palazzo Chigi - è compatta: tutti, Pdl e Lega, sono convinti la scuola è da riformare. Soprattutto, sono convinti che - al di là della buona fede degli studenti - la mobilitazione sia stata orchestrata da chi - i professori innanzitutto - non vuole perdere i privilegi accumulati in questi anni. E se l'informazione - dicono i fedelissimi del Cavaliere - gioca a fare la cassa di risonanza alla sinistra, dal governo sta per partire «controffensiva informativa». La campagna è stata studiata a tavolino da luglio, proprio mentre venivano messe nero su bianco le cifre del decreto. E si basa su dati ufficiali, forniti anche da studiosi non riconducibili al centrodestra, come quelli che gravitano attorno al sito Lavoce.info: Universitopoli è il titolo di un volume su cui stanno lavorando i consiglieri politici del ministro dell'Istruzione. È già scritto, va solo stampato. Obiettivo: denunciare gli sprechi dell'Università e la «casta» dei professori. I numeri dello scandalo da «pompare» sui media sono già stati messi in fila. Al capitolo «università truccata» si legge: «Se si tiene conto del numero degli studenti in corso, in Italia si spendono 16 mila dollari per ognuno; è la quarta spesa più alta del mondo dopo Stati Uniti, Svizzera, Svezia». Al capitolo casta dei docenti è scritto: «I professori universitari italiani hanno uno stipendio superiore a quello del 95 per cento dei professori universitari americani e, diversamente dal loro, si sale per anzianità e non per meriti scientifici». E ancora, sugli sprechi: «Da aprile a giugno le università hanno bandito 685 posti da professori ordinari e 1.093 da associati. Poiché ognuno di questi concorsi prevede due idonei, nei prossimi anni saranno assunti 3.500 professori, il 10 per cento dell'attuale corpo docente». E così via: decine di numeri per dimostrare che la riforma è giusta: «Altro che tagli» dicono gli autori. A Palazzo Chigi tagliano corto sui sondaggi: «Ma quale calo. Siamo al 70 per cento» dicono. Però Berlusconi ha capito che qualcosa, nell'aria, è cambiata. Molti sondaggisti danno il governo in calo. Renato Mannheimer, ad esempio, spiega: «Non so se sulla scuola o per effetto della crisi, ma il governo sta perdendo dai dieci ai venti punti. È certo che le famiglie sono molto preoccupate. Pensano che l'effetto della crisi possa avere su di loro un impatto devastante». Per questo Berlusconi vuole archiviare il capitolo scuola e aprire una nuova fase, all'insegna dell'ottimismo. Tra i dati uno lo ha colpito più di tutti: la preoccupazione delle mamme, (che equivale a dire famiglie) che rappresentano, per il premier, una vera e propria e ossessione: «Ormai parla più alle famiglie che alle imprese e alle banche» dicono a Palazzo Grazioli. Aver visto le mamme in piazza con cartelli «dove c'è scritto il contrario della realtà» è stato, per lui, un colpo al cuore. Da Bruxelles (era il 16 ottobre) il giorno prima dello sciopero degli autonomi ha mandato loro un messaggio: «Mamme state tranquille: il tempo pieno nella scuola italiana verrà confermato dove c'era e incrementato di circa il 60 per cento perché ci saranno più insegnanti a disposizione, dopo la decisione del governo di tornare al maestro unico». Un concetto ribadito nella conferenza stampa di martedì scorso con il ministro Gelmini: «Non è vero - ha affermato il premier - che aboliamo il tempo pieno». L'«operazione fiducia» dunque è già iniziata. Ma si intensificherà sui prossimi dossier. Spiegano a Palazzo Grazioli: «I sondaggi dicono che la politica perde, non il governo. Il paese è spaventato dalla crisi e l'allarmismo di questi giorni sulla scuola non ha giovato». 28/10/2008

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L'abitudine di Mariastella a dare forfait (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

appuntamenti L'abitudine di Mariastella a dare forfait Milano. L'aspettavano ieri mattina al museo della Scienza e della Tecnica di Milano, ma ancora una volta Mariastella Gelmini non si è fatta vedere. L'occasione questa volta era il raduno dei parlamentari lombardi eletti tra le fila del Popolo della Libertà ad aprile per la Camera e il Senato: un momento di confronto a sette mesi di distanza dalle elezioni, per fare il punto della situazione e per capire le reali necessità della Lombardia, in rapporti critici con il governo oltre che per i fondi destinati a Catania e Roma anche per la mancata liberalizzazione degli slot di Malpensa. Non è la prima volta che il ministro dell'Istruzione annulla un evento pubblico questo mese. La possibilità di contestazioni da parte degli studenti milanesi, in protesta da tre settimane contro i tagli all'Università, resta sempre alta. Non solo. Il 13 ottobre, quando sarebbe dovuta intervenire in regione Lombardia per un incontro con i dipendenti regionali all'Istruzione, si mise di mezzo pure una mail malandrina: il direttore generale dell'assessorato invitò i lavoratori a presenziare all'evento come un appuntamento di lavoro, scatenando le proteste della sinistra lombarda che gridò al reclutamento per farle la claque. Il problema non è solo milanese. Domani il ministro avrebbe dovuto partecipare a Torino a un evento organizzato da mesi dall'Unione Industriale: la Gelmini ha già dato forfait. Nel capoluogo lombardo si attende ora per il tre di novembre, quando sarà inaugurato l'anno accademico del Politecnico. Tra i manifestanti, sulla presenza o meno del ministro, sono già partite le scommesse. di Alessandro Da Rold 28/10/2008

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Prof strapagati, scuole felici Trento non conosce Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prof strapagati, scuole felici Trento non conosce Gelmini ECCEZIONI. Niente maestro unico, niente grembiule, niente riforma. Qui un preside guadagna 1500 euro in più al mese. Viaggio nell'unica provincia dove la protesta non c'è. di Silvia Bernasconi Trento. La domanda migliore per mettere in imbarazzo un insegnante trentino è chiedergli se si trasferirebbe mai in una qualsiasi altra città italiana. Abbassa lo sguardo, cincischia qualcosa. È educato per tradizione. Non trova parole abbastanza garbate per rispondere che non farebbe quel cambio per nessun motivo al mondo. In Trentino gli insegnanti guadagnano fino a 5 mila euro lordi all'anno in più rispetto alla media italiana. Certo, lavorano anche di più: in tutto circa 70 ore in più all'anno - non di insegnamento ma di approfondimenti, sostituzioni di assenze brevi dei colleghi - e con una flessibilità di orario molto maggiore. Hanno i buoni pasto, da sei euro al giorno. Nella maggior parte delle scuole, quando la mattina entrano in sala professori trovano giornali e computer a disposizione. Per rimpinguare lo stipendio ci sono poi le voci extra: un fondo di istituto per attività speciali, un secondo fondo per progetti proposti e organizzati dagli istituti. La scuola dipende interamente dalla Provincia, che investe il 5 per cento del Pil, e la competenza è direttamente nelle mani del presidente Lorenzo Dellai. Dal 1997 gli insegnanti sono dipendenti provinciali e non statali. Un preside poi può portare a casa fino a 1.500 euro lordi in più, non all'anno ma al mese, rispetto a un collega veneto o lombardo. I presidi sono equiparati di fatto a dirigenti provinciali e lo stipendio dipende dalla complessità della scuola che guidano e dai risultati raggiunti. «Mi troverei imbarazzato a dirigere una scuola di Firenze, Roma o Ancona» confessa Antonio Di Seclì, preside del prestigioso liceo classico Prati a Trento. Nelle indagini Ocse-Pisa sulle scuole il Trentino è sempre ai primi posti, l'Italia fanalino di coda. È un mondo a parte. Mariastella Gelmini, incubo per molti studenti e professori scesi in piazza a protestare in tutta Italia, qui non esiste. Niente maestro unico alle elementari, niente ripristino dei voti, niente tagli, niente grembiule, niente bocciatura con il sette in condotta. Le decisioni del ministero non saranno recepite. Non è una questione di destra o di sinistra. L'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni - governo Prodi - ha ricevuto lo stesso trattamento: gli esami a settembre non fanno tremare gli studenti trentini perché non sono mai stati reintrodotti. Mentre altrove rischia di mancare la carta igienica nei bagni, qui si discute di lavagne multimediali e di registro elettronico, in prova da settembre in tutte le scuole. I libri, per gli studenti fino alla seconda superiore, sono in comodato d'uso. Protetto dalle Dolomiti e, soprattutto, dallo statuto di autonomia, il Trentino può permettersi di sperimentare anche in campo scolastico riforme audaci. Sostiene una forte spinta all'internazionalizzazione: i professori possono fare scambi con altre scuole in Italia e all'estero, prendere un anno sabbatico per la propria formazione, fare stage - rimborsati - in posti di eccellenza. Le scuole possono richiedere insegnanti madrelingua per fare, per esempio, storia dell'arte in inglese. Nelle scuole bilingue le lezioni sono in italiano e tedesco. Gli istituti sono sottoposti a un meccanismo incrociato di controlli continui, dai quali dipendono i finanziamenti provinciali. Un Comitato di valutazione ogni due anni stila un rapporto sul sistema scolastico. Poi c'è l'autovalutazione da parte di ciascuna scuola, su base volontaria. Un'ulteriore valutazione esterna, affidata all'università Cattolica di Milano. C'è il parere dei genitori che compilano un questionario su scuola e insegnanti. C'è la valutazione dei presidi: ciascuno ha obiettivi da raggiungere che incidono poi sul suo stipendio. L'ultimo passaggio, il più delicato e discusso, sarà quello della valutazione del singolo insegnante. Fino ad ora nessuno ci è mai riuscito. Dellai preme, i sindacati frenano. In ballo c'è la possibilità di differenziare carriere e stipendi dei professori. «Quantificare non solo le ore lavorate ma anche la qualità dell'insegnamento è estremamente complicato» spiega Vincenzo Bonmassar della Uil scuola. La Provincia finanzia anche le scuole private, le cosiddette paritarie, ma anche esse devono sottoporsi alle regole e alle verifiche periodiche. Un modo per arginare i diplomifici e la fuga dalle scuole pubbliche (solo il 4 per cento degli studenti va alle private). La razionalizzazione delle scuole, di cui si parla tanto per abbattere i costi, qui è in corso d'opera: gli istituti, elementari e medie insieme, non possono avere meno di 500 alunni, con un solo preside, un solo segretario e via dicendo. Fanno eccezione le scuole di montagna: si mettono insieme solo se vicine e si spostano previo consenso degli abitanti. Anche la formazione professionale - scelta da una buona fetta degli studenti trentini, circa il 20 per cento - ha un percorso tutto suo, diverso dal resto d'Italia, e parallelo a quello dei licei. I primi tre anni sono obbligatori, poi c'è un quarto anno per ottenere il diploma da tecnico e infine altri due o tre anni di Alta formazione professionale che sfornano super-chef o super-meccanici. Un potente freno alla dispersione scolastica: solo l'8 per cento dei ragazzi di 18 anni non ha un diploma in mano. La risposta al bullismo nelle professionali è un progetto per il quale è stato chiamato da Napoli il maestro di strada Marco Rossi Doria. In pratica, studenti, genitori e professori sono stati mandati tre giorni in montagna e sono scesi con regole condivise da rispettare tutto l'anno e un tutor che sarà affiancato a ogni ragazzo. Non sono tutte rose e fiori. Gli insegnanti eterni precari esistono anche qui, anche se sono solo l'8 per cento del totale. Massimo Parolini, professore di italiano e storia all'istituto Martini di Mezzolombardo, è precario da undici anni: «Ma almeno qui mi pagano anche luglio e agosto» racconta. E aggiunge: «È vero, si guadagna di più ma il carico di lavoro è di gran lunga superiore. In Alto Adige guadagnano 600 euro in più al mese, per non parlare della Germania!». Non c'è limite al meglio. (3. continua) 28/10/2008

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E il corteo si spaccò sul <Duce duce> (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

E il corteo si spaccò sul «Duce duce» RITORNI. A Roma esordio ufficiale in piazza degli studenti di destra. Arrivano i duri del Blocco Studentesco e litigano coi centri sociali. L'inno (smentito) a Mussolini e i due liceali del Tasso aggrediti. Destra e sinistra unite contro la riforma Gelmini. Doveva essere un corteo «apolitico», studenti in piazza contro il governo; punto. Ma ci ha messo poco a politicizzarsi, con scissioni e tensioni e anche un «Duce duce» che si sarebbe levato dalla componente di destra del corteo. Infine, le solite schermaglie con accuse e smentite e anche la denuncia di un'aggressione. Così, una giornata particolare si è ridotta ad essere una giornata di ordinaria protesta. L'appuntamento è a piazza della Repubblica, come sempre. Subito si capisce che potrebbe essere una giornata diversa. In piazza, infatti, accanto agli studenti di sinistra c'è anche il Blocco Studentesco. «Siamo il pensiero che diventa azione», dicono di sé. Nasce un paio di anni fa, in grembo a Casapound, una «occupazione non conforme del fascismo del terzo millennio», per usare le parole con le quali loro stessi si raccontano. Insomma, quasi una risposta di destra ai centri sociali. Si definiscono un movimento di rottura con la scuola di oggi, «la scuola-azienda dove le idee sono proibite, dove gli studenti non contano nulla, dove a farla da padroni sono i professori nostalgici del '68 e i presidi-manager». Berlusconi come Veltroni, insomma. D'altra parte, soltanto pochi giorni fa Gianluca Iannone, che di Casapound è il leader, diceva: «Casapound Italia trova assolutamente sconcertante che lo Stato si manifesti solo quando bisogna colpire i ragazzini che occupano le scuole o quando bisogna salvare le banche private che lucrano strozzando cittadini e imprese». E ieri il Blocco e gli studenti di sinistra erano anche riusciti a farlo un pezzo di strada insieme, nonostante tutto e nonostante le parole che gli altri - i grandi, i politici - si scagliano addosso l'un l'altro da giorni. Poi, però, hanno iniziato anche loro a fare qualcosa di simile. Ed è bastato un attimo a separare ciò che inusitatamente era riuscito sino ad allora a rimanere unito, contro ogni logica apparente. O contro ogni vecchia logica. All'altezza di via Cavour i primi problemi. Il Blocco studentesco in testa al corteo, la sinistra in fondo. Il fiume di ragazzi si spezza in due. Stefano, dell'Uds, sostiene che militanti del Blocco Studentesco «a bordo di un camioncino con il megafono, hanno preso con la forza la testa del corteo». Questo avrebbe provocato la decisione di prendere le distanze che però si è infranta contro i cordoni della polizia che hanno impedito allo spezzone di coda di abbandonare il percorso per girare verso il Colosseo. A provocare la divisione, spiega Francesco del Blocco Studentesco, sarebbe stata un'incursione dei centri sociali. E Francesco nega anche che qualcuno abbia inneggiato al Duce. «Una strumentalizzazione allucinante», dice. Ma intanto le reazioni al coro si moltiplicavano, contribuendo a montare un caso. Qualche indecisione nel corteo c'è stata anche a piazza Venezia, in parte ricomposta sotto le finestre del Senato dove chi c'era ci ha dato giù a suon di «Buffoni, buffoni». In serata, arriva la notizia che due ragazzi del liceo Tasso sarebbero stati aggrediti da militanti del Blocco Studentesco nei pressi del liceo Giulio Cesare. Per chi ha memoria di ciò che furono gli anni Settanta a Roma, sembra davvero una bella cartolina in bianco e nero in arrivo direttamente dal passato. (A. Calvi) 28/10/2008

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<Sei miliardi agli statali e chi se ne frega della Cgil> (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

intervista parla il ministro dell'Innovazione: il contratto è un atto dovuto e voglio fare in fretta «Sei miliardi agli statali e chi se ne frega della Cgil» RINNOVI. «La pubblica amministrazione è il ventre molle del fannullonismo. Il mio sarà pure un riformismo banale, ma è riformismo». Le scuse di D'Alema per la battuta dell'«energumeno tascabile»? «Non le accetto». di Fabrizio d'Esposito «Il dossier giustizia che fine ha fatto? Dov'èèèèèè?!?». Il grido del professore Renato Brunetta rimbomba e sembra quasi scheggiare i sedici pannelli dipinti in alto che raccontano la vita di Carlo V. Era infatti usata dall'imperatore d'Asburgo per le sue udienze a Roma la grande stanza di Palazzo Vidoni che oggi è lo studio del ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione. Ed è da qui che Brunetta ha lanciato le sue crociate contro il fannullonismo di Stato. Ultima, quella per mettere i tornelli anche nei tribunali. Ministro: questa gliel'ha suggerita Ghedini? «L'amico Ghedini (veneto come Brunetta e consigliere giuridico del premier, ndr) è un bravissimo avvocato che è fratello della moglie di un mio compagno di scuola. Ma quando io già facevo il professore all'Università lui ancora giocava a palla». I magistrati le stanno dicendo di tutto. Alla giustizia, secondo loro, serve ben altro. «Gli altri sono finti problemi. Vede, io sono per la separazione delle carriere, sono pure contro quella farsa che è l'obbligatorietà dell'azione penale, ma prima di tutto viene un'organizzazione scientifica del lavoro. Da noi la giustizia ha dei costi come negli altri paesi europei, solo che le perfomance sono spaventose». Il bastone con le toghe può essere pericoloso. «Non ho paura. Mi attiverò con il Csm per le procedure di competenza. Ma preciso che da parte loro non c'è mai stato il tentativo di progettare l'efficienza e la trasparenza della giustizia. I cittadini devono avere sentenze entro 9 mesi, non 9 anni. Guardi, io insegno Economia del lavoro, me ne intendo. Il vero problema è l'organizzazione. La mia idea sarà quella di prevedere un manager in ogni tribunale». A che punto è la lotta ai fannulloni nella pubblica amministrazione? «L'assenteismo è diminuito in media del 44,6. Adesso negli uffici sono tutti presenti. È un risultato concreto, altro che effetto annuncio». Lei ha preso di mira anche i familiari dei disabili: quando verrà il momento della carota? «Lei non è preparato. La carota c'è già. Sul sito del ministero ci sono già 400 storie di eccellenza nella pubblica amministrazione. E al concorso "Premiamo i risultati" partecipano 700 amministrazioni. Per quanto riguarda la 104 del 1992, la legge per i dipendenti pubblici che hanno parenti malati, lei non immagina gli abusi che ci sono». Al Circo Massimo, lei è stato uno dei bersagli preferiti. «A parte che erano solo 300 mila e non due milioni, adesso le faccio una domanda: che cos'è il riformismo?». Risponda lei. «È riformismo dire che oggi la scuola, l'università, la sanità, la pubblica amministrazione, la giustizia vanno bene così come sono? È riformismo dire soltanto "vogliamo più soldi", come fanno gli studenti e i baroni universitari alleati contro la Gelmini? Tutto questo è riformismo o conservazione?». Lei è riformista? «Io sono un uomo di sinistra, un socialista che analizza i problemi, individua le loro cause e propone delle soluzioni. Riformismo nella pubblica amministrazione significa pensare alla qualità dei servizi e non ai privilegi. La pubblica amministrazione è il ventre molle del fannullonismo. Il mio sarà pure un riformismo banale, pragmatico, statistico ma è riformismo». Veltroni, sabato scorso, ha specificato che è stata la prima volta del «riformismo di massa» in piazza. «Veltroni e D'Alema non sono riformisti, sono comunisti. La vera componente lib-lab del paese è al governo». Il ministro Prestigiacomo ha detto che adesso il Pd è più forte e bisogna dialogare. Veltroni è risorto? «Ho altro da fare che pensare a queste minutaglie. Ma io non mi faccio imporre il dialogo dalla piazza». Lei ha citato D'Alema: che differenza c'è tra la definizione di «energumeno tascabile» e le vignette che sul sito del suo ministero la prendono in giro come «l'ottavo nano»? «La stessa che passa tra un sedicente vignettista e un uomo che ha fatto il presidente del Consiglio e si autodefinisce il migliore e il più intelligente di tutti». Ma le ha chiesto scusa. «Non le accetto. Io non partecipo al teatrino di chi prima offende e poi chiede scusa. Fosse venuto pubblicamente a chiedermi scusa in Transatlantico gli avrei volentieri stretto la mano. Invece, si è limitato a un bigliettino di circostanza». Il protocollo d'intesa sul contratto del pubblico impiego prevede 6 miliardi di euro in più. Non è un controsenso rispetto alla sua battaglia? «Questa è una domanda del ca..o». Perché? «Perché il contratto è un atto dovuto e io voglio fare in fretta. E 6 miliardi sono meno di quanto si dava in passato». La Cgil si oppone. «E chi se ne frega. Io ho già il sostegno di Bonanni, Angeletti e Polverini. Con questi chiari di luna dell'economia, in cui tutto arranca se non crolla, la Cgil dovrà giustificare ai propri iscritti che è contraria a questa redistribuzione di 70 euro a testa. E in molti casi, lo dovrà spiegare a lavoratori che non ragionano più sull'aumento di stipendio ma sul mantenimento del posto di lavoro. Io andrò avanti e anche senza l'assenso della Cgil pagherò lo stesso tutti comparto per comparto. La legge me lo consente». Si dice che anche Tremonti non sia d'accordo. «Nel governo non c'è il pensiero unico, ma le assicuro che Tremonti è perfettamente d'accordo. Così come il presidente del Consiglio». 28/10/2008

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di Paolo Rodari Non c'è soltanto un comitato promotore varato ai massimi livelli da Udc, Pd e Idv (insieme a un esponente dell'Mpa) a lanciare l'idea di una "ritirata sull'Aventino (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

di Paolo Rodari Non c'è soltanto un comitato promotore varato ai massimi livelli da Udc, Pd e Idv (insieme a un esponente dell'Mpa) a lanciare l'idea di una "ritirata sull'Aventino": domani, alle 13, nella Sala della Regina a Montecitorio, quindici parlamentari firmeranno - a conti fatti è la prima presa di posizione unitaria di Udc, Idv e Pd - un documento comune NON CI SONO soltanto tutte le opposizioni unite (Pd, Idv e Udc insieme) a scagliarsi contro la riforma della legge elettorale per le europee arrivata ieri in aula alla Camera. Il testo era stato precedentemente licenziato in commissione affari costituzionali coi soli voti di Pdl e Lega. di Paolo Rodari Non c'è soltanto un comitato promotore varato ai massimi livelli da Udc, Pd e Idv (insieme a un esponente dell'Mpa) a lanciare l'idea di una "ritirata sull'Aventino": domani, alle 13, nella Sala della Regina a Montecitorio, quindici parlamentari firmeranno - a conti fatti è la prima presa di posizione unitaria di Udc, Idv e Pd - un documento comune. E nemmeno ci sono semplicemente le uscite stizzite dei vari rappresentanti dell'opposizione come Massimo D'Alema il quale ha detto che «la pretesa di imporre a maggioranza una legge elettorale che stravolge il sistema elettorale europeo, piegata a interessi di parte, da parte di una maggioranza che non rappresenta la maggioranza degli italiani, che legittimamente governa ma non dispone delle regole che dovrebbero invece essere condivise, è un atteggiamento gravemente antidemocratico». Come Franco Marini: «Il Pd deve dare battaglia». Come Paolo Ferrero: «La legge è una porcheria». Come Arturo Parisi: «Una porcata bis». No, a conti fatti, a ricordare per bene i vari proclami lanciati durante la campagna elettorale, una grana fastidiosa per il governo potrebbe arrivare dalla Chiesa e, in particolare, dalla dirigenza della conferenza episcopale italiana. Proprio così. Una grana vera, non semplicemente delle boutade come, di fatto, sono state le critiche di singoli vescovi verso la maggioranza in tema di immigrazione. E, ancora, come sono le uscite di ieri di Famiglia Cristiana prima, del presidente della Commissione per l'educazione cattolica della Cei, ovvero monsignor Diego Coletti, poi, contro il decreto Gelmini. Basta andarsi a leggere quanto disse monsignor Giuseppe Betori - allora segretario generale della Cei - il 18 marzo 2008 al termine del direttivo nel quale i vescovi guidati dal cardinale Angelo Bagnasco stilarono una lista delle urgenze alle quali chi avrebbe governato avrebbe dovuto in qualche modo guardare, per rendersi conto di come, in materia di legge elettorale, la Chiesa potrebbe rivelarsi una spina nel fianco importante per l'attuale governo. Forte anche di un impegno (oggi disatteso) che presero a bocce ferme (prima delle elezioni) entrambi gli schieramenti intorno alla necessità di scrivere assieme la nuova legge elettorale, Betori sostenne, a nome dei vescovi italiani, che il sistema del voto andava cambiato al più presto in modo da tornare «a dare più democrazia a questo paese». E ancora: secondo Betori era necessario che il prossimo Parlamento modificasse la legge elettorale, «tornando a dare al cittadino la possibilità di scegliere i suoi rappresentanti: sarebbe auspicabile - disse - che il prossimo parlamento cambi il sistema elettorale e restituisca così democrazia perché l'attuale sistema rappresenta un potere oligarchico». Oligarchia: ovvero ciò che secondo le opposizioni diventerebbe oggi il paese con l'approvazione della legge elettorale arrivata ieri alla Camera. È vero: ieri a gettare acqua sul fuoco è stato Roberto Calderoli secondo il quale il governo si riserva di accogliere modifiche alla legge. Ma le grane, per la maggioranza, potrebbero venire anche direttamente dal suo interno. Sono tanti, infatti, i parlamentari di area cattolica oggi nel Pdl che più di un anno fa firmarono una petizione popolare pro preferenza. Si chiamava "Un Parlamento di cittadini. Liberi di partecipare, liberi di preferire". 28/10/2008

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Operazione antimafia 11 arresti in Sicilia (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

le notizie Operazione antimafia 11 arresti in Sicilia L'hanno chiamata operazione Abele, dal soprannome di una delle persone arrestate. Diego Melodia, 62 anni, detto Abele, è l'ex reggente della famiglia mafiosa di Alcamo, in provincia di Trapani. È finito in carcere, all'alba di ieri, insieme ad altre dieci persone. Ventuno gli indagati. Tra di loro molti pregiudicati, già conosciuti dalle forze dell'ordine, ma anche un medico dell'ospedale di Alcamo e un consigliere provinciale dell'Udc. Per lui, Pietro Pellerito, 49 anni, è previsto il divieto di dimora. Secondo la direzione distrettuale antimafia di Palermo, che coordina le indagini, Pellerito sarebbe stato disponibile nei confronti dei vertici del clan. «Emerge ancora una volta uno spaccato inquietante, ma non inedito, fatto di collusioni fra pezzi della politica, organizzazioni criminali e settori dell'economia» ha commetato Giuseppe Lumia, ex presidente della commissione parlamentare antimafia. «Gli imprenditori rompano il muro del silenzio» ha invece esortato il leader degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello. Famiglia Cristiana contro il Governo. «Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini». Famiglia Cristiana attacca ancora le politiche di governo, nell'editoriale del prossimo numero intitolato «Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa». «Non si garantisce così il diritto allo studio - si legge nell'editoriale - prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo». Sul tema è intervenuto anche mons. Diego Coletti, presidente della commissione Cei per la scuola, polemizzando con le proteste di piazza: «È una scelta difficile procedere su questi problemi a colpi di decreti legge - ha detto - ma dall'altra parte mi sembra inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze». Vigilanza Rai, si ricomincia. Il blocco dura da settimane, oggi la commissione ci riprova. L'organo parlamentare di vigilanza sulla Rai si riunisce questa mattina per scegliere il suo presidente. La situazione, in realtà, non promette nulla di buono, con il Partito Democratico che continua a sostenere la candidatura di Leoluca Orlando (Italia dei Valori) e la maggioranza determinata a non votarlo. Omicidio Meredith, oggi decide il gup. Arriverà oggi la decisione del giudice per l'udienza preliminare sul caso di Meredith Kercher. Il gup dovrà stabilire se rinviare o meno a giudizio per omicidio e violenza sessuale Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Oggi invece si andrà a sentenza, come previsto per il rito abbreviato, per Rudy Guede, l'italo-ivoriano anche lui inserito dai pm tra i killer della studentessa uccsa a Perugia. Ospedale di Vibo, 33 indagati. Sono stati alcune morti sospette a portare al sequestro di tre reparti dell'ospedale civile di Vibo Valentia, in Calabria, e alla notifica di 33 avvisi di garanzia a medici, dirigenti e responsabili di settore. Gli indagati non avrebbero provveduto a garantire le misure di sicurezza in materia igienico sanitaria. Sardegna, quinta vittima. È stato trovato a Capoterra, in provincia di Cagliari, il corpo della quinta vittima del nubifragio che ha colpito mercoledì scorso il sud della Sardegna. Il corpo era sotto un metro di fango. Sbarchi a Lampedusa. Quasi 400 immigrati non regolari sono arrivati a Lampedusa nella notte tra domenica e lunedì. I primi 260, erano stati avvistati in serata da un elicottero della Marina su un barcone di 18 metri. Alle 4, invece, sono arrivate altri 132 persone a bordo di un gommone di 13 metri. Incidente aeronautica, voli sospesi. L'Aeronautica Militare ha deciso di non riprendere, per precauzione, l'attività di volo degli elicotteri HH-3F fino al completamento di tutti gli accertamenti tecnici. La decisione dopo l'incidente del 23 ottobre, in Francia, in cui sono morti otto militari. Droga, la sentenza della Cassazione. Convivere con uno spacciatore di droga non vuol dire essere complice. La Cassazione ha accolto il ricorso di una ragazza che è stata condannata, insieme con il suo compagno, perché nella loro abitazione di Ravenna sono state trovate novemila pasticche di ecstasy. Incidenti stradali, 40 morti. Lo scorso fine settimana gli incidenti stradali hanno ucciso 40 persone. Diciotto tra queste (quasi la metà) avevano meno di 30 anni. 28/10/2008

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Liceali mobilitati, linea dura dei presidi (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Cagliari Pagina 1018 Assemblee negli istituti superiori cagliaritani per decidere le forme di mobilitazione da adottare Liceali mobilitati, linea dura dei presidi Assemblee negli istituti superiori cagliaritani per decidere le forme di mobilitazione da adottare --> Le idee sono chiare ma non hanno ancora deciso come manifestarle. Gli studenti delle scuole superiori cagliaritane non vedono l'ora di realizzare una forma di protesta efficace per esprimere il proprio dissenso alla riforma Gelmini. Ma per ora continuano a discutere, confrontarsi, parlare di quale strategia attuare. Per farlo chiedono ai presidi di utilizzare gli spazi interni degli edifici. Autorizzazioni che, però, non vengono concesse. Ma esistono alcuni compromessi, tollerati. È il caso del liceo classico Siotto. Ieri mattina i rappresentanti d'istituto hanno firmato una richiesta scritta al preside, con la quale hanno espresso la volontà di utilizzare l'aula magna per parlare col resto della popolazione scolastica. Autorizzazione immediatamente negata. Ma alle 11,40, alla fine della terza ora, circa 300 alunni su 1200 si sono radunati nel cortile, per un'assemblea straordinaria autogestita. Il preside Antonio Loddo ha però chiarito in una circolare diffusa in tutte le classi che l'iniziativa non ha avuto l'avvallo della dirigenza. «Chi è uscito dalla classe ha saltato l'ora di lezione - commenta - da parte mia non c'è stata alcuna concessione. Ho solo informato l'istituto di una situazione d'emergenza. Il nostro dovere è garantire le lezioni. Se gli studenti hanno iniziative diverse, allora io posso soltanto mediare. Ho concesso loro di utilizzare il cortile, per evitare che scegliessero di interrompere il pubblico servizio. I ragazzi, presto o tardi, dovranno fare i conti con le loro forze, i loro obiettivi e cosa sono disposti a fare per raggiungerli. Perdere troppe ore di lezione, per, non li porterà da nessuna parte». Meno serena la situazione nell'altro liceo classico cagliaritano, il Dettori. Anche qui i rappresentati d'istituto hanno richiesto al preside di potersi riunire insieme ai rappresentanti di classe. Il no in risposta non ha ammesso repliche, motivo per cui i più determinati sono ugualmente usciti dalle classi (c'è chi ha semplicemente finto di andare in bagno) e hanno discusso in cortile. Il programma di oggi è più o meno identico per entrambi i licei classici. Al Siotto i rappresentanti sono intenzionati a riunire ancora un'assemblea, in preparazione delle prossime manovre di protesta. Al Dettori, invece, i giovani hanno invitato Efisia Fronteddu, segretaria del Flc Cgil a discutere sulla legge 133, per una conferenza all'aperto a partire dalle 9. Acque più calme in altre scuole, come Pacinotti e Michelangelo. Nel primo gli studenti stanno semplicemente preparando gli striscioni da esporre durante il corteo del 30 ottobre. Nel secondo l'idea è formare una rappresentanza di tutte le scuole e chiedere un appoggio al presidente della Provincia Graziano Milia. STEFANO CORTIS

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* carli's way (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

* carli's way Il giustizialismo di Dalla Chiesa Caro direttore, dopo quattordici anni di processi e ventitrè mesi di detenzione in carcere, Calogero Mannino è stato assolto. Come quella di quanti hanno vissuto una simile esperienza, la vita di questo uomo si separa, riconoscendosi in un prima e in un dopo, un "ante" e un "post". Ebbene nel primo giorno post-assoluzione, Nando Dalla Chiesa, esponente del mio partito, del Pd, ci tiene a far sapere di avere l'amaro in bocca per le conseguenze che potrebbe avere la sentenza di assoluzione. Secondo l'ex sottosegretario del Governo Prodi, infatti, si rischia di dimenticare che Mannino è accusato da molti pentiti (!), che un componente del collegio giudicante era lo stesso del processo Andreotti ed altre argomentazioni simili. Ma si possono fare affermazioni del genere? Si conoscono gli atti processuali, si sono lette le carte? Evidentemente c'è ancora in circolazione un giustizialismo ed una superficialità conditi con una buona dose di esibizionismo laddove argomenti tanto seri e delicati richiederebbero di attenersi ai fatti, alle sentenze, con maggiore umanità e un supplemento di riflessione. Nel Pd, partito pluralista, sono presenti sensibilità molto diverse tra loro e ci tenevo a testimoniarlo. Riccardo Villari Senatore del Pd i numeri degli atenei Caro direttore, ho letto sul Riformista di sabato scorso l'interessante e condivisibile articolo della leader dell'Ugl Polverini. Necessita però di alcune doverose precisazioni in relazione agli atti compiuti in passato dal governo Prodi. È vero che dal Ministero del Tesoro e delle Finanze, con il parere nettamente contrario del ministro Mussi, era venuta - nell'autunno 2006 - la malsana ed inefficace idea di inserire nella Finanziaria per il 2007 il taglio del 20% delle cosidette spese intermedie (energia elettrica, riscaldamento, affitti, utenze ecc). Ma per dovere di correttezza bisogna anche ricordare che quel taglio non vide mai la luce (scusate il gioco di parole): il Consiglio dei Ministri del 28 giugno 2007 cancellò la norma e non un euro venne scucito dagli atenei. È vero che nei 22 mesi di attivtà del Governo di centrosinistra non ci fu quel necessario sforzo economico che ci avrebbe potuto portare al livello dei nostri partner europei, uno sforzo economico che avrebbe potuto dare un segno di vera e propria svolta su un settore strategico del nostro Paese. Per il 2007 a legislazione vigente e con una manovra economica durissima comunque non si intervenne pesantemente sul sistema dell'istruzione universitaria: ripeto non sono cifre esaltanti, i numeri potevano e dovavano essere ben diversi, ma ci furono 138milioni di euro in più per il fondo degli Enti di Ricerca; + 113 milioni di euro per il Fondo di Finanziamento Ordinario degli atenei, + 20 milioni di euro per le residenze universitarie, + 19 milioni di euro per il diritto di studio. Ma non si possono paragonare le difficoltà economiche di allora, le scelte compiute allora, con quello che sta avvenendo ora. P.s.: È vero che il 15 dicembre del 2006 i Rettori annunciarono che avrebbero "chiuso" gli atenei ai ministri del governo Prodi. Ma a questo annuncio non seguirono i fatti, il ministro Mussi potè tranquillamente continuare a visitare gli atenei italiani, a incontrare studenti, ricercatori e docenti. Fanno fede le cronache giornalistiche dell'epoca... Paolo Fedeli ex capo della segreteria del Ministro dell'Università maggio 2006 / maggio 2008 Frecciate e tacchi a spillo Caro direttore, tutta la mia comprensione per l'ingrato mestiere di polemista a tempo pieno, ma siamo sicuri che invenzioni e forzature debbano far parte del gioco? Scrivo al "Corriere della Sera" che mi pareva una vergogna l'accanimento di stampa e televisioni contro la Gelmini per un accento sbagliato (corretto peraltro in una frazione di secondo, di questo però hanno taciuto in molti), dico che se il lapsus fosse capitato a un politico maschio l'accanimento non ci sarebbe stato, gli avrebbero subito concesso le attenuanti generiche del caso, e cosa succede? Nell'amabile ritrattino che il "Riformista ombra" di domenica ha voluto dedicarmi divento qualcuno che difende indecorosamente l'analfabetismo del Palazzo e un Ministro dell'Istruzione senza istruzione. Mi sfugge il passaggio. Quanto a Sarah Palin e alla polemica tutta americana sul costo dei suoi vestiti sfoggiati nella campagna elettorale, mi si spiega nello stesso ritrattino che il sessismo non c'entra, che la polemica invece era sul rapporto qualità-prezzo (ma quando mai): orribile e carissimo l'abbigliamento firmato della Palin, fantastico e a basso costo quello di Michelle Obama, ovvero "nulla di cui abbia senso che la Santanché si occupi". Ma se è qui che si voleva arrivare, alle frecciate sui tacchi a spillo, storia vecchia e noiosetta, perché tante acrobazie spericolate invece di tirare dritto al bersaglio? Ai fustigatori di professione non si può chiedere il bon ton, ci mancherebbe, ma qualche scorribanda in meno nella fiction, forse sì. Anche se i giornali, dicono, li sfogliano la mattina al bar davanti a un cappuccino. Un cordiale saluto. Daniela Santanché «Frecciate sui tacchi a spillo?». Gentile signora Santanché, se sposta il suo ego noterà che, in quello che non era un suo ritratto, non mi occupavo della forma dei tacchi suoi o altrui, bensì (in un inciso) del fatto che non mi pare di averla mai vista abbigliata a basso costo. Non la credevo così comunista da prendere una notazione di sano capitalismo stilistico per un insulto, francamente. La vita è piena di sorprese: magari domani scopriamo che il Riformista nella Kelly ci entra. (g.s.) Una madre risponde a Cota Caro direttore, anche se con qualche giorno di ritardo, vorrei esprimere un mio, s'intende personalissimo, pensiero in merito all'ultima puntata di Annozero che ha avuto come tema principale la riforma della scuola presentata dal nostro attuale Governo. Vorrei raccontare all'onorevole Cota la mia personale esperienza: quest'anno mio figlio Federico, 17 anni, 100% italiano (anzi, per la precisione, cosa che farà sicuramente inorridire l'on. Cota, 50% sangue bergamasco da parte di padre e 50% di sangue napoletano da parte di madre) sta frequentando regolarmente, seguendo tutti i corsi insieme ai suoi compagni americani, il 4° anno di una High School pubblica degli Stati Uniti. L'ultimo anno delle superiori, onorevole Cota, non la prima elementare! Sì, Federico, quando è partito, parlava un inglese decente, ma non esageriamo: diciamo un buon livello per un ragazzo che negli ultimi cinque anni, ha frequentato d'estate, per tre, quattro settimane al massimo, dei seri corsi o in Inghilterra o negli Stati Uniti. E ne vuole sapere un'altra, onorevole Cota? Se Federico riesce, ovviamente impegnandosi molto e meritandolo, a raggiungere dei buoni risultati, alla fine dell'anno scolastico sarà ammesso a sostenere gli esami della graduation (la nostra maturità) con la possibilità di iscriversi, il prossimo anno, in un college universitario americano. Cose dell'altro mondo! Ma del mondo vero, credo, non di quello che s'immagina di vivere e costruire Cota nel nostro malandato Paese! Ma finiamo con una botta di ottimismo e di speranza: io sono certa che lo stesso Cota nel suo progetto di "regionalizzazione" delle scuole ha sicuramente previsto degli scambi di studenti e, quindi, che so, per un anno uno studente piemontese potrà andare a frequentare una scuola laziale (non esageriamo a mandarlo troppo al sud!), uno studente siciliano (mi raccomando, ben selezionato!) una scuola lombarda e via dicendo. Ovviamente, ca va sans dire, dopo aver passato il test d'accesso sulla padronanza della lingua! Daniela Sallusto 28/10/2008

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Camminata e sit-in 'anti Gelmini' (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

LUGO pag. 16 Camminata e sit-in ?anti Gelmini? Oggi dibattito al ?Ricci Curbastro? con rappresentanti di Cgil e Forza Italia ANCHE PER gli ambienti scolastici del territorio lughese, questa sarà una settimana interamente dedicata alla manifestazioni legate alla riforma della scuola ?targata? ministro Gelmini. Sono iniziative le occupazioni e tra le varie iniziative prevarranno di certo quelle di protesta, che coinvolgeranno tutti gli ordini di scuola. LE SUPERIORI lughesi sono già ?sul piede di guerra?: al liceo (nella foto), ieri, è stato proclamato lo stato di occupazione, che proseguirà fino a venerdì, mentre è attesa per questa mattina la decisione dell?Itc Compagnoni e dell?Ips Stoppa, che dedicheranno le prime due ore ad un?assemblea finalizzata appunto a decidere se occupare o meno. La ?sentenza? è attesa verso le 10, ma pare che già si possa prevedere che anche in questi due istituti gli studenti proclameranno lo stato di occupazione. Acque più calme all?Ipsia-Iti, dove, almeno fino a ieri pomeriggio, non sembravano esserci progetti imminenti di occupazione, ma le cose potrebbero cambiare da un momento all?altro. Nelle scuole ?okkupate? si svolgeranno iniziative e dibattiti sulla riforma Gelmini: questa mattina, alle 9, nell?aula magna del Liceo scientifico di Lugo, avrà un luogo un dibattito sul tema, a cui parteciperanno un rappresentante della Cgil e Mirko De Carli, vice coordinatore regionale dei giovani di Forza Italia. MA ANCHE altre scuole del comprensorio lughese si stanno dando da fare: in concomitanza con lo sciopero della scuola previsto per giovedì prossimo 30 ottobre, un gruppo di genitori bagnacavallesi ha addirittura organizzato una festa ?anti Gelmini?, che inizierà con un presidio presso l?Istituto comprensivo di Bagnacavallo e proseguirà con la formazione di un ?Piedi bus?, ovvero un ?autobus umano?, composto da un gruppo di bambini nel ruolo di ?passeggeri? e due o più adulti in quello di ?autisti? e ?controllori?. Il particolare bus se ne andrà ?a zonzo? per il centro di Bagnacavallo, e infine si fermerà in piazza per dar vita alla festa vera e propria, con giochi e merenda per tutti. Alla festa è stata invitata anche la ?ministra?. SEMPRE in occasione dello sciopero in programma giovedì 30 ottobre, a Fusignano, a partire dalle 8, avrà luogo un ?sit in? davanti alla scuola media, in via Vittorio Veneto. L?iniziativa è dei docenti degli istituti fusignanesi ed è rivolta a tutti gli insegnanti, al personale scolastico e ai genitori degli studenti del comprensorio lughese «che non possano o non intendano raggiungere le sedi delle grandi manifestazioni previste per quella giornata. Un?opportunità ? precisano i promotori della manifestazione ? per poter intervenire attivamente a questo momento di protesta e riflessione, anche approfondendo i contenuti della riforma». Nell?occasione sarà presentata la raccolta di firme che verrà poi inviata al ministro Gelmini. Lorenza Montanari Image: 20081028/foto/7188.jpg

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Autogestione con i libri (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Cagliari Pagina 1025 Senorbì. La protesta dei seicento studenti dell'Itc Einaudi Autogestione con i libri Senorbì.. La protesta dei seicento studenti dell'Itc Einaudi «No alla riforma che soffoca la scuola» --> «No alla riforma che soffoca la scuola» «Siamo maggiormente preoccupati per i tagli che finirebbero per colpire soprattutto le scuole dei piccoli centri». Se non fosse per i poster colorati di ironia e sarcasmo affissi nelle pareti e all'ingresso della scuola, ci sarebbero poche tracce di autogestione. A Senorbì gli oltre seicento studenti dell'Istituto tecnico commerciale Einaudi protestano contro la riforma Gelmini senza rinunciare ai libri di testo e alle lezioni. Gli studenti però dettano le regole, almeno per qualche giorno. La loro è quasi un'autogestione modello. «Vogliamo far sentire la nostra voce senza rinunciare allo studio», sottolinea Michela Garau, tra i leader del comitato studentesco contro la riforma. Un modo per accattivarsi la complicità degli insegnanti? «Sospendere del tutto le lezioni non servirebbe a nulla», continua Michela, che frequenta la quinta e perciò deve convivere con lo spettro dell'esame di fine anno. «L'autogestione va avanti da una settimana. I primi giorni qualche problema c'è stato: è difficile convincere tutti gli studenti che la protesta non deve trasformarsi in una scusa per poltrire o ancora peggio per giocare a carte e fare chiasso. Per essere credibili dovevamo far passare il giusto messaggio: protestiamo contro un'idea di riforma che non ci piace perché toglie importanti risorse all'istruzione e penalizza studenti e insegnanti». Il sette in condotta fa storcere il naso a molti. «Non rifiutiamo la reintroduzione del voto in condotta, ma vorremmo capire con quali criteri verrà assegnato un giudizio piuttosto che un altro. Siamo maggiormente preoccupati per i tagli che finirebbero per colpire soprattutto le scuole dei piccoli centri e per la proposta di privatizzare le università», conclude Michela Garau. Le lezioni di italiano, matematica e geografia vanno avanti tra un'assemblea e l'altra. «In biblioteca stiamo promuovendo riunioni non-stop», dicono i rappresentanti del comitato Luca Ardau, Alberto Collu e Roberto Lucieri. «Coinvolgiamo le diverse classi e il corpo docente». Tutto è finalizzato alla manifestazione di giovedì mattina a Cagliari. Il comitato è composto da Luca Ardau, Giuseppe Atzeni, Nicola Ballicu, Claudia Cambus, Alberto Collu, Michela Garau, Roberto Lucieri, Gabriella Maxia, Cristiana Orrù, Manuel Sailis e Daniele Serra. Altri due comitati straordinari hanno il compito di mantenere l'ordine e comunicare con l'esterno attraverso note stampa, inviti, striscioni e volantini. «Devo ammettere che i ragazzi stanno portando avanti le loro iniziative dimostrando maturità e responsabilità», dice il dirigente scolastico Ignazio Marras. «Io però faccio una controproposta che va soprattutto nel loro interesse: perché non convocare le manifestazioni di protesta nelle giornate libere dalle lezioni?». SEVERINO SIRIGU

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Liceo Pitagora, gli alunni in cattedra (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Cagliari Pagina 1025 Isili Assemblee e lezioni senza docenti Liceo Pitagora, gli alunni in cattedra Isili. Assemblee e lezioni senza docenti --> Sembra una giornata come tante al liceo Pitagora e invece appena si fa ingresso nell'istituto ecco il fermento. Un fermento quasi silenzioso frutto della volontà degli studenti di fare un'autogestione diversa dal solito. «Abbiamo costituito un comitato», spiega Stefano Anedda, della quinta classe. «Per la gestione di queste giornate, stiamo informando tutti i ragazzi con la lettura dei giornali e del decreto Gelmini». Il disagio al Pitagora è nato giovedì scorso quando alla seconda ora gli studenti hanno lasciato le loro aule e il preside ha dovuto convocare l'assemblea straordinaria. Dall'incontro è scaturita l'adesione del 95 per cento degli studenti al progetto di autogestione che durerà fino a domani, giorno di elezioni per l'istituto e vigilia della manifestazione a Cagliari. «Stiamo guardando dei film sulla scuola», racconta Marco Schirru, quinta classe. «Abbiamo organizzato gruppi di volontari per gestire le classi e abbiamo voluto anche un gruppo di vigilanza», aggiunge Silvia Schirru. «Siamo soddisfatti perché stanno partecipando tutti». Ma accanto all'autogestione è garantito anche il diritto di chi vuole fare lezione normalmente. I professori hanno manifestato disponibilità. «Ho consigliato agli studenti di lavorare in classe», ha detto Giorgio Baglivi capo d'istituto. «L'obbiettivo, ho spiegato loro, è di impadronirsi delle tematiche». I motivi dell'autogestione: no al maestro unico, no ai tagli, no alla privatizzazione delle università. «Vediamo minato il nostro futuro», commenta Paolo Schirru. «Da parte del governo manca il dialogo con la scuola». SONIA GIOIA

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Studenti, autogestione all'Itc Einaudi <Siamo contro la riforma Gelmini> (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Cagliari Pagina 1057 senorbì Studenti, autogestione all'Itc Einaudi «Siamo contro la riforma Gelmini» Senorbì --> Se non fosse per i poster colorati di ironia e sarcasmo affissi nelle pareti e all'ingresso della scuola, ci sarebbero poche tracce di autogestione. A Senorbì gli oltre seicento studenti dell'Istituto tecnico commerciale Einaudi protestano contro la riforma Gelmini senza rinunciare ai libri di testo e alle lezioni. Gli studenti però dettano le regole, almeno per qualche giorno. La loro è quasi un'autogestione modello. «Vogliamo far sentire la nostra voce senza rinunciare allo studio», sottolinea Michela Garau, tra i leader del comitato studentesco contro la riforma. Un modo per accattivarsi la complicità degli insegnanti? «Sospendere del tutto le lezioni non servirebbe a nulla», continua Michela, che frequenta la quinta e perciò deve convivere con lo spettro dell'esame di fine anno. «L'autogestione va avanti da una settimana. I primi giorni qualche problema c'è stato: è difficile convincere tutti gli studenti che la protesta non deve trasformarsi in una scusa per poltrire o ancora peggio per giocare a carte e fare chiasso. Per essere credibili dovevamo far passare il giusto messaggio: protestiamo contro un'idea di riforma che non ci piace perché toglie importanti risorse all'istruzione e penalizza studenti e insegnanti». Il sette in condotta fa storcere il naso a molti. «Non rifiutiamo la reintroduzione del voto in condotta, ma vorremmo capire con quali criteri verrà assegnato un giudizio piuttosto che un altro».

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famiglia cristiana: ritirate il decreto (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il settimanale cattolico denuncia una politica di soli tagli per l'istruzione Famiglia Cristiana: ritirate il decreto ROMA. «Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini», invoca "Famiglia cristiana" nell'editoriale intitolato "Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa". «Non si garantisce così - sostiene il settimanale cattolico - il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo». Per la scuola solo tagli, sostiene il giornale. Il Paese in crisi «trova i soldi per Alitalia e banche», ma per la scuola si richiedono «sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti. Studenti e professori - osserva la rivista, diffusa in tutte le parrocchie italiane - hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati che "'colpiscono il cuore pulsante di una nazione", come dice il filosofo Dario Antiseri. E di fronte alle proteste nelle scuole non «si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e baronie».

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un italiano su due è con gli studenti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sondaggio Demos boccia la riforma messa a punto dal ministro Un italiano su due è con gli studenti ROMA. Un italiano su due è d'accordo con la protesta di studenti e insegnanti contro i provvedimenti del ministro Mariastella Gelmini sulla scuola. è quanto emerge da un sondaggio condotto dall'istituto di statistica Demos per conto di "Repubblica". Dal sondaggio emerge anche che metà degli interpellati è convinta che la riforma Gelmini sia motivata dalla sola necessità di "fare cassa". Non solo: la maggioranza degli intervistati è fermamente convinta che l'istruzione debba restare in mano pubblica. Sfiora il 50 per cento la percentuale di quelli che appoggiano senza alcun dubbio occupazioni e cortei. Il 47,2% si è detto contrario alla riforma, appoggiata solo dal 38,5%. Dei favorevoli, il 41,7% pensa che la riforma sia fatta essenzialmente per tagliare gli sprechi, mentre tra i contrari il 54,8% ritiene che si voglia soltanto tagliare i costi. Il 38,4% non ha partecipato alle proteste di questi giorni e non è d'accordo con le manifestazioni, il 49,4% non ha partecipato ma è d'accordo con gli studenti, mentre il 5,7% è stato presente.

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ecco i tagli: quattro miliardi - alessandro cecioni (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)
Pubblicato anche in: (Centro, Il)

Argomenti: Scuola

E' l'effetto combinato di Finanziaria e legge 133. Secondo l'Idv sarebbero almeno otto Ecco i tagli: quattro miliardi Migliaia di docenti in meno, fondi ridotti all'Università ALESSANDRO CECIONI ROMA. I tagli nella scuola ci sono e valgono, fra decreto Gelmini, decreto di giugno sulla spesa pubblica e Finanziaria 2009, 471 milioni solo per il 2009. Ma sono niente in confronto a quanto previsto nei prossimi anni. Tutto già delineato nero su bianco nelle tabelle della Finanziaria. Scuola e Università pagheranno il loro pegno al risanamento del bilancio con il taglio generalizzato delle «missioni» previste, da diritto allo studio ad alloggi. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, giorni fa lo aveva detto chiaro: «Non capisco la protesta di chi scende in piazza contro un decreto in cui di Università non si parla». Il problema è che l'Università non è nominata nel decreto Gelmini, ma indicata con dovizia di cifre nel Decreto legge di giugno (diventato la legge 133) e nella Finanziaria, già varata dal governo e da fine settembre all'esame del Parlamento. In particolare nel 2009 gli atenei italiani dovranno rinunciare nel 2009 al 2% dei finanziamenti previsti (178 milioni in meno). Il resto dell'istruzione, invece, pagherà il prossimo anno un conto di 263 milioni che è «solo» lo 0,6% del budget complessivo. Dalle tabelle della Finanziaria, però, arrivano amare sorprese, soprattutto per l'Università italiana. Da da qui al 2011 i tagli saranno pesantissimi. Il contributo statale alle spese per il funzionamento dell'Università nel 2009 sarà 6 miliardi e 893 milioni, nel 2010 scenderà a 6 miliardi e 162 milioni e nel 2011 a 6 miliardi e 30 milioni, vale a dire 863 milioni di meno. Se a questo capitolo si aggiungono i tagli per le altri voci di spesa la diminuizione degli stanziamenti sfiora, in tre anni, il miliardo. Ci sarà un milione e 600mila euro in meno per i Centri universitari sportivi, 35 milioni in meno (sempre nel 2011) per il diritto allo studio, 6 milioni in meno per alloggi e residenze, 14 milioni in meno per il piano triennale di sviluppo, 19 milioni in meno per le università non statali. Nella scuola, come si sa da giorni, il vero taglio riguarda gli insegnanti. La riduzione degli organici, da sola, dovrebbe portare, stima il governo, a 3 miliardi e 100 milioni di risparmi. Fra i tagli alcuni suonano come una beffa. Il «Fondo per l'ampliamento dell'offerta formativa», per esempio, potrà ampliare meno del previsto perdendo, fra il 2009 e il 2011, quasi 41 milioni di euro, pari al 29% della dotazione iniziale. «Questa non è né una riforma universitaria né una riforma della scuola - dice Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori - è semplicemente un metodo per trovare fondi. Un'operazione fatta dal ministro dell'Economia per ragioni contabili e finanziarie, per coprire alcune marchette elettorali, come l'eliminazione dell'Ici per tutti, anche per chi ha ville al mare». «Non credo che la scuola non necessiti di riforme - dice Emma Bonino, esponente radicale del Pd - ma in questo decreto non ci sono riforme, ma solo tagli, tagli alla spesa pubblica». «Tagli che conferma anche il ministro Gelmini nell'intervista al Corriere dove parla del 30% dei tagli che vengono reimpiegati. E dice che il 30% ammonta a 2 miliardi. I tagli totali, quindi sono 8 miliardi», sottolinea Silvana Mura, deputata Idv.

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I LICEI classico e scientifico di Ravenna hanno sospeso l'occupazione. I com... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

RAVENNA PRIMO PIANO pag. 17 I LICEI classico e scientifico di Ravenna hanno sospeso l?occupazione. I com... I LICEI classico e scientifico di Ravenna hanno sospeso l?occupazione. I comitati vogliono «assicurare alle persone favorevoli al decreto Gelmini il regolare svolgimento delle lezioni». Non si tratta di una ?sconfitta?, aggiungono, ma di una scelta dettata da «serietà, maturità e moderazione». Oltre che alla volontà di evitare strumentalizzazioni. Da ieri mattina gli insegnanti dell?istituto d?arte per il mosaico e del liceo artistico sono regolarmente in classe a disposizione degli studenti per effettuare attività didattica di recupero o di approfondimento o per trattare temi concordati con gli stessi. Il dirigente scolastico del Nervi risponde così alla richiesta di un gruppo di genitori; chiedevano che venisse garantito a tutti gli studenti «l?accesso a scuola e alla regolari lezioni». La lettera invitava infine a esprimere dissenso «da ogni strumentalizzazione», ripristinando diritti, come appunto quello di partecipare alle lezioni, «palesemente violati». Questa mattina intanto i ragazzi dell?artistico, che intendono proseguire con l?occupazione fino giovedì, incontreranno un rappresentante della Cgil sulla riforma della scuola. Ieri ?ragioneria? ha ospitato un confronto sul decreto Gelmini cui hanno partecipato Mirco De Carli di Forza Italia, e Andrea Tarroni dei Giovani democratici. Occupa poi ufficialmente da oggi anche l?Alberghiero di Cervia. La protesta è iniziata sabato quando alcuni studenti sono andati a chiedere al preside il permesso per l?autogestione. Di fronte al ?no? è iniziata una raccolta di firme per capire cosa volessero fare gli studenti. E ieri 480 di loro erano nell?istituto; oggi alle 10.30 si terrà l?assemblea d?istituto, per spiegare le ragioni della protesta. è partita ieri l?occupazione anche al liceo classico di Lugo: proseguirà fino a venerdì e intanto questa mattina gli studenti degli altri istituti decideranno cosa fare. «SI AGGIRA per la città qualche cattivo maestro che ha la necessità ed il compito di strumentalizzare i giovani ed educarli al razzismo, all?intolleranza politica», commenta intanto Rodolfo Ridolfi, del coordinamento regionale di Forza Italia, dopo l?episodio davanti al liceo classico. Il dirigente ?azzurro? ha anche chiamato il questore per rassicurarsi sull?andamento delle proteste studentesche.

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Industriali, studenti in autogestione (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

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Provincia di Oristano Pagina 4019 Ales. La protesta continuerà per altri due giorni Industriali, studenti in autogestione Ales.. La protesta continuerà per altri due giorni --> Ancora quattro giorni per rivendicare l'autonomia del proprio istituto superiore e contestare la riforma Gelmini. Gli studenti delle industriali di Ales hanno deciso ieri mattina di proseguire l'autogestione sino a giovedì, giorno della grande manifestazione contro il progetto del ministro della Pubblica istruzione. «Ci siamo confrontati con molti rappresentanti di altri istituti ed abbiamo deciso di andare avanti - ha detto Andrea Cabiddu, 19 anni, di Lunamatrona, studente della classe quinta - non abbiamo optato per l'occupazione perché ci avrebbe creato maggiori problemi di responsabilità e presenza costante nella scuola. Nelle ore di lezione organizziamo esercizi per gli alunni del primo anno e siamo aiutati anche da qualche docente. Ed una nostra delegazione giovedì sarà a Cagliari». Ci sono anche molti professori ad Ales dalla parte degli studenti. «Il possibile accorpamento dell'istituto di Ales-Mogoro con quello di Terralba è la prospettiva futura che spaventa di più i ragazzi - ha aggiunto Teresa Serra, di Ales, docente di laboratorio - siamo noi docenti di compresenza quelli più penalizzati dalla riforma e quelli che in caso di tagli vengono mandati a casa per prima nonostante proponiamo le attività più stimolanti ed accattivanti per gli alunni». ( an. pin. )

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Occupato anche il Classico (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Oristano Pagina 4019 oristano Occupato anche il Classico Oristano --> Una occupazione pacifica e apolitica. Gli studenti lo stanno ripetendo a chiare lettere, ma ieri al liceo classico De Castro è bastato poco per accendere la miccia delle polemiche. I rappresentanti d'istituto in autogestione hanno invitato per un'assemblea Caterina Pes, insegnante di storia e filosofia che da qualche mese siede a Montecitorio con la maglia del Pd. «Ha fatto una lezione di storia, nessuna manipolazione politica», sostiene la rappresentante degli studenti Simona Angotzi. Ma un gruppo di studenti di III A e B contestano. «La politica deve restare fuori - attaccano - la professoressa Pes ha iniziato il suo intervento dicendo che litiga tutti i giorni con il Ministro Gelmini». Si finisce tra le polemiche, con la deputata che tiene a precisare: «Credo che l'interesse dei ragazzi si faccia dicendo loro la verità: io avevo il dovere di dire quello che sto facendo». La riforma Gelmini è nel mirino di tutti e l'occupazione prosegue alle Magistrali, allo Scientifico e alle Industriali. In tutti gli istituti, viene garantito il diritto a seguire le lezioni se qualcuno desidera farlo. «Si sta organizzando un corteo per domani. Intanto facciamo i turni qui a scuola», va avanti Valentina Melis delle Magistrali. Giovedì mattina, in occasione della manifestazione nazionale, studenti e molti insegnanti parteciperanno a quella che in contemporanea è stata organizzata a Cagliari. ( v. p. )

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io bloggo, tu clicchi, noi forum - gianni parrini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Attualità Io bloggo, tu clicchi, noi forum Un Movimento in tempo reale: internet e nuovi media "fanno" la lotta A Pisa siamo molto attivi, in rete ci creiamo spazi per discutere e tenerci in contatto E tutto è molto rapido GIANNI PARRINI "Ragazzi vi siete resi conto di cosa sta succedendo con la riforma universitaria e il passaggio al nuovissimo ordinamento?? Non possiamo stare a guardare x l'ennesima volta senza muovere dito!! Lunedì alle 10 ci sarà la riunione di facoltà proprio x discutere sul da farsi. Io non voglio un'università che non mi dia né futuro né soddisfazione ma soltanto debiti...e voi?". Quello di Melania è uno dei tanti "post" che in questo autunno caldo dell'Università affollano Facebook, il social network più diffuso tra i giovani. Blog, forum e petizioni on line, la babele mediatica contro la legge 133 ha trovato in Internet non solo una cassa di risonanza, ma anche una piattaforma che determina forme, modi e tempi della comunicazione del nuovo movimento studentesco. In questo miscuglio di rappresentazione e azione la realtà pisana è una delle più attive sul web: il blog dei precari tecnici e amministrativi dell'Università, quello dei ricercatori, il sito della scuola elementare Don Milani e via dicendo. «C'è una forte base di spontaneismo nei siti e nei forum che sono venuti fuori in questa fase - spiega Angelo Piga, studente di Fisica che si riconosce nel blog degli occupanti del polo Carmignani (http://133.anche.no) - Anche la posizione di Pisa è piuttosto singolare: sui giornali nazionali non sta avendo molto risalto, mentre nei cortei o nei siti di comunicazione del movimento il nostro ruolo è riconosciuto e considerato». Diversi nella linea grafica ma identici nei contenuti, tutti i siti che incanalano le rivendicazioni degli studenti contro i tagli del ministro Gelmini presentano un identico menù multimediale: video, foto, documenti, petizioni, cronache quotidiane degli eventi. La comunicazione interna del movimento passa attraverso l'alfabeto digitale del web, una lingua che le nuove generazioni dimostrano di conoscere molto bene. «Gli spazi su Internet li creiamo noi - spiega lo studente Maurizio Falsone, di Sinistra per..., gruppo che, insieme ad altri, gestisce uno dei blog più seguiti della protesta pisana - www.no133pisa.blogspot.com è nato quando abbiamo occupato la sala stampa del Rettorato: ci hanno messo a disposizione un computer e in cinque minuti abbiamo aperto questo spazio». Una citazione di Bertolt Brecht, numerosi link e un contatore che segna oltre 15mila visite accompagnano il navigante fra i comunicati e le foto pubblicate sul blog. è proprio nel modo in cui il movimento parla a se stesso che si evidenzia una frattura rispetto alle esperienze del passato, quando tazebao e radio libere erano gli strumenti più diffusi per dare voce alla protesta. Di quel tempo rimangono soltanto i volantini, oggi utilizzati per mandare all'esterno ciò che è già stato discusso e deciso nel grande calderone della Rete. Fra i gruppi più attivi nella città della Torre pendente ci sono anche i ricercatori precari, che nelle scorse settimane hanno creato un loro blog (http://precariunipi.wordpress.com), su cui è possibile commentare i comunicati: «Ma la nostra arma in più è la mailing list - racconta Alessandro Breccia, 35 anni ricercatore precario - Conta circa mille iscritti ed è un ottimo strumento per tenersi in contatto. Internet ha davvero aumentato gli spazi per il dibattito e la costruzione di contenuti alternativi alla legge». Un passaggio importante nella crescita del movimento è dato dalla sua capacità di autorappresentarsi: su Youtube e Flickr, ma anche sul sito del Tirreno (www.iltirreno.it) che ha dato voce alla protesta in questi giorni, non si contano i video e le foto dedicate alle iniziative, dalle lezioni in piazza al presidio davanti al senato accademico, magari ripresi con mano malferma attraverso i cellulari. Grazie a questi contributi il popolo dei contestatori ha la possibilità di riconoscersi e contarsi. «Io c'ero anche nel 2005, quando si manifestava contro la Moratti - racconta Breccia - ma questa mobilitazione, almeno per Pisa, è la più importante dal punto di vista visivo. Tre anni fa c'erano un po' di foto e qualche sito, ora abbiamo fatto passi da gigante». I nuovi media permettono di costruire una narrazione continua che ha il pregio dell'immediatezza: nell'arco di pochi minuti i ragazzi sono in grado di far circolare in Rete i loro filmati e di coordinarsi, da un capo all'altro della penisola, grazie ai cellulari. «Dieci giorni fa, quando un corteo ha occupato i binari della stazione di Pisa, sono stati informati gli studenti di Roma, che in quel momento stavano facendo una manifestazione - racconta Piga - Subito hanno iniziato a gridare 'Stazione, stazione' ed anche loro sono andati a bloccare l'arrivo dei treni nella capitale». In pratica, dunque, la tecnologia e il web hanno consentito al movimento di raggiungere e coinvolgere un maggior numero di persone rispetto ad analoghe mobilitazioni del passato: «Diciamo che grazie alla tecnologia la protesta ora è veramente un fenomeno di massa - conclude Falsone - I numeri che abbiamo raggiunto nelle ultime settimane superano i livelli di partecipazione del movimento della Pantera».

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Quel Sessantotto tutto da sfogliare (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

SPETTACOLI & SOCIETA' pag. 36 Quel Sessantotto tutto da sfogliare Volumi rari, volantini, ciclostilati di ieri per capire i cortei anti-Gelmini di oggi CONTESTAZIONE COME ERAVAMO ALLA BIBLIOTECA DI VIA SENATO di GIAN MARCO WALCH ? MILANO ? NON INTENDE essere una mostra per reduci. Piuttosto un?occasione per giovani e giovanissimi di farsi un?idea più precisa, anzi, di prima mano, su quel Sessantotto su cui, una volta di più, proprio loro, con i cortei anti-Gelmini, hanno riacceso i riflettori. Quel Sessantotto che un personaggio certo mai imparentato con sogni rivoluzionari come Marcello Dell?Utri definisce «uno di quei pochi anni cui, per la sua eccezionalità, è stato attribuito un nome proprio: la sua importanza acquista sempre più peso proprio con il passare del tempo». E proprio Dell?Utri ospita nella sua Biblioteca di via Senato «Passare il segno - La forma della contestazione 1968-1977»: libri e volantini, riviste e ciclostilati che raccontano quel periodo formidabile fra anni spartiacque. «Una mostra bibliografica e grafica - la illustra Matteo Noja, che ne è curatore insieme con Giovanni Baule e Mara Campana -. La nascita di ?Repubblica? e il diffondersi delle tivù libere provocò un?innovazione radicale nella comunicazione: lavoro iniziato negli anni Sessanta. Che l?esposizione ricostruisce cronologicamente, e insieme per temi: le lotte operaie, quelle studentesche, il femminismo, la famiglia che uccide, anche la destra, sino all?affacciarsi delle Brigate Rosse». FRA GIGANTOGRAFIE di bandiere rosse in corsa in piazzale Accursio, del presidente Mao benedicente i Comunisti italiani marxisti-leninisti, di scontri fra manifestanti e poliziotti in largo Cairoli, nelle eleganti salette di via Senato sfilano volumi ormai rari, tutti provenienti dal Fondo specialistico, 2.500 pezzi, della Fondazione, per l?occasione descritti nel Catalogo ragionato. Grafica severissima per il mitico «Le divergenze tra il compagno Togliatti e noi», edito a Pechino dalla Casa editrice in lingue estere. O, paradossalmente, per «La società dello spettacolo», il celebre saggio di Guy Debord sul dominio delle immagini. Tutte le sfumature del rosso nelle raffiche di volumi pubblicati da Editori Riuniti, Samonà e Savelli, Feltrinelli. L?eleganza tipografica, in crema e nero, dei «quaderni del manifesto», precursori del quotidiano. POI L?IRROMPERE dei disegni sulle copertine femministe o della narrativa alla «Porci con le ali». E delle fotografie sui frontespizi delle cronache dalle carceri e dal Vietnam, dalle strade e dall?underground: la sezione, quella «sotterranea», da «Re Nudo» a «Puzz», anche allora politicamente la più scorretta ma graficamente la più creativa. Rarità fra le rarità, i tanti manifestini, a tutto campo, da Lotta Continua a Comunione e Liberazione. E un antico ciclostile, senza però neppure un «angelo», come venivano chiamate le tenere dure militanti relegate al ruolo di stampatrici: magari la mattina «maestre ragazzine», quelle così detestate, allora e oggi, da Francesco Cossiga. Biblioteca di via Senato, Milano, via Senato 14. Fino al 17 gennaio 2009. Catalogo in mostra. Info: 02.76215323/314.

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Studenti: altre proteste Ma c'è chi dice no (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMA PAGINA 28-10-2008 SCUOLA DECRETO GELMINI VERSO IL SI' Studenti: altre proteste Ma c'è chi dice no ROMA II Alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini - via libera che dovrebbe arrivare domani in Senato - e in vista dello sciopero del 30, anche ieri è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma ci sono anche studenti che dicono no alle proteste. PAG. 2

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La scuola in fuga dalla montagna (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Nuoro Pagina 5020 Austis. In un convegno l'allarme dei sindaci dei paesi fra Gennargentu e Mandrolisai La scuola in fuga dalla montagna Austis.. In un convegno l'allarme dei sindaci dei paesi fra Gennargentu e Mandrolisai Altri venti Comuni rischiano di perdere maestri e scolari --> Altri venti Comuni rischiano di perdere maestri e scolari Se venissero applicate le nuove norme effetto a catena per i centri più piccoli. Sono almeno venti, in provincia, i comuni che rischiano di perdere la scuola poiché non dispongono dei numeri minimi per la costituzione delle classi. La mappa di una situazione a dir poco desolante è emersa nel corso della conferenza territoriale ?Piccoli Comuni, grande scuola?, organizzata dal Comune di Austis in collaborazione con i centri della nascente Comunità montana Gennargentu-Mandrolisai, con Legambiente scuola e la Lega delle autonomie. Massiccia la partecipazione degli amministratori, dei rappresentanti dell'istituzione scolastica, di genitori e studenti, segno evidente della preoccupazione delle comunità più emarginate di fronte ad una situazione di crisi che va ben oltre la scuola. SITUAZIONI CRITICHE Il lungo elenco dei comuni in situazioni di criticità è stato snocciolato dalla presidente regionale di Legambiente scuola Franca Battelli, che è anche dirigente scolastica. Comuni come Belvì, Birori, Lodine, Lei, Onanì, Onifai e Tiana, che hanno già perso la scuola media, lottano oggi per difendere almeno quella dell'infanzia e le elementari. Situazioni di crisi sono segnalate ad Atzara (primaria e media), Austis (infanzia, primaria e media), ad Aritzo (infanzia e primaria), Bortigali (primaria e media), Dualchi (infanzia, primaria e media), Gadoni (media), Ollolai (primaria e media), Olzai (primaria e media), Oniferi (media), Ortueri (primaria e media), Sarule (media), Sorgono (infanzia), Teti (infanzia, primaria e media), Brunella (infanzia, primaria e media). LA DISCUSSIONE Nel corso del dibattito non sono mancati gli attacchi alla riforma Gelmini «che riforma non è, visto che è stata imposta con decreto», ha detto l'assessore provinciale Tonino Ladu, che ha assicurato l'impegno del suo ufficio per salvare il massimo possibile delle autonomie scolastiche del territorio. I prossimi appuntamenti nell'operazione di tentare di salvare il salvabile, sono le conferenze, in calendario dal 6 al 16 novembre, aperte ai sindaci, ai dirigenti scolastici e alle Province. L'obiettivo è di evitare alla Regione, nel caso non abbia portato a termine il dimensionamento della rete scolastica entro il 20 novembre, l'intervento diretto dello Stato. LE REAZIONI «Viviamo un periodo in cui la politica - ha detto il sindaco di Austis Lucia Chessa - fa ricorso a sondaggi e dati che, purtroppo, si prestano alla manipolazione. Su dati poco attendibili si sta scatenando una campagna martellante e inaccettabile contro la scuola, considerata improduttiva, disorganizzata, non di qualità e quindi da tagliare. Per rimediare alla qualità è necessario investire e non ricorrere a logiche da ragioniere». Antonietta Fancello, della Lega delle autonomie, ha parlato del grande movimento unitario «autonomo e svincolato dai partiti» sceso in campo per difendere l'esistenza della scuola come servizio sociale di qualità. «La funzione della scuola cambia completamente - ha detto la Fancello - se l'alunno viene ridotto ad un numero di codice e se la qualità è gestita dal mercato con i soldi messi a disposizione dalle banche o dagli imprenditori». GLI INTERVENTI Al dibattito hanno dato il proprio contributo anche l'assessore provinciale Franca Carroni, il presidente della Lega delle autonomie Sirio Sini, il dirigente scolastico dello Scientifico e dell'Agrario di Sorgono Francesco Mammoliti, l'insegnante della scuola media di Austis Antonietta Sanna, il presidente del consiglio d'istituto di Atzara Franco Carta, i sindaci Cesarina Marcello di Tiana, Pietro Galisai di Teti («Le scelte politiche vanno verso La Maddalena e si trascurano i comuni di montagna che si svuotano»), Alessandro Corona, di Atzara, Rinaldo Arangino, di Belvì, Mariangela Cuccui, di Ortueri e Peppino Zanda, di Desulo. ATTILIO LOCHE

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Macomer privilegia il dialogo e la discussione (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Nuoro Pagina 5020 Assemblee negli istituti superiori per valutare a fondo gli effetti della riforma Macomer privilegia il dialogo e la discussione Assemblee negli istituti superiori per valutare a fondo gli effetti della riforma --> Anche gli studenti degli istituti superiori di Macomer si preparano a dare voce alla protesta contro il decreto Gelmini. Prima di dare vita a manifestazioni eclatanti, tuttavia, in quasi tutte le scuole per il momento si è preferito battere la strada del dialogo e della diplomazia. Al Liceo scientifico Galileo Galilei sin da ieri ci si è mobilitati per discutere dei mutamenti che dovranno investire il pianeta scuola. A turno, per tutta la mattinata, i liceali si sono avvicendati sul palco dell'Auditorium per confrontarsi e pianificare le iniziative utili a rendere chiara anche all'esterno la loro posizione di dissenso rispetto alle proposte della riforma. Sin da oggi (i rappresentanti d'istituto di fresca nomina studiano modalità e programmi) potrebbe prendere avvio l'autogestione. Quest'ultima ipotesi, per il momento, non sembra convincere gli allievi dell'Istituto tecnico Satta che, tuttavia, hanno discusso di strategie e proposte in commissioni improvvisate composte da rappresentanti di classe e d'istituto. All'Ipia, l'istituto professionale, invece, non si sono colti segnali di protesta. Solo i colleghi della sede staccata di Bosa, da ieri si sono proclamati in autogestione. ( m. a. )

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Prime occupazioni, la protesta dilaga in tutta la provincia (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Nuoro Pagina 5020 Scuola. Nessuna tensione Prime occupazioni, la protesta dilaga in tutta la provincia Scuola.. Nessuna tensione --> La protesta contro il decreto Gelmini si accende anche nel Nuorese. Il liceo scientifico Enrico Fermi di Nuoro è occupato. Ieri la campanella delle 8,30 ha sancito per gli studenti l'inizio di un'assemblea permanente. «Una decisione - dice Marco Mesina, rappresentate degli studenti - scaturita dalla riunione del comitato studentesco». L'occupazione delle aule è avvenuta in un clima di serenità, con gli studenti mobilitati nella protesta che hanno comunque consentito lo svolgersi delle lezioni ai compagni che hanno deciso di non aderire. Ieri mattina nella stragrande maggioranza degli istituti superiori del capoluogo, gli studenti si sono riuniti in assemblee per discutere la strategia da seguire per gridare il loro no e cercare di fermare la conversione in legge del decreto di riforma per il quale il termine ultimo è il 31 ottobre. Una lotta contro il tempo, insomma, che culminerà con lo sciopero generale del 30 ottobre che vedrà la scuola di nuovo in piazza. Stato di agitazione anche all'Ipsia di Nuoro. Qui gli studenti hanno cercato di occupare l'istituto, creando qualche tensione sfociata anche in un lancio di uova. Per ragioni di sicurezza è intervenuta la polizia. Poi l'anima calda della protesta si è spenta con un'assemblea svoltasi nella palestra e la stesura di un documento, consegnato al dirigente scolastico, nel quale si dichiara lo stato di agitazione. Assemblea anche per gli studenti dell'Istituto d'Arte in preparazione di una manifestazione in programma per stamattina. «Hanno fatto lezione regolare gli studenti dei Geometri - dice il dirigente Ubaldo Scanu - per domani mattina (oggi per chi legge) è stata richiesta l'assemblea di istituto». Assemblea permanente anche alle Magistrali, dove gli studenti hanno fatto un patto con la dirigente: «Il patto - spiega la professoressa Carla Rita Marchetti - è questo: va bene la protesta e l'occupazione fermo restando che gli studenti devono garantire il servizio pubblico». Studenti in rivolta anche all'Itc Satta, riuniti ieri in assemblea per decidere le modalità della protesta. «Negli istituti superiori di Dorgali, Bitti e Siniscola - dice il dirigente Giuseppe Cinque - si sono svolte le elezioni degli organi collegiali. Si registra solo l'autogestione da parte degli studenti dell'Istituto professionale per l'agricoltura di Siniscola». All'istituto Chironi, invece, ieri si è tenuta una riunione del sindacato Snals. «Gli studenti - dice il dirigente Maccioni - ne hanno approfittato per avere informazioni». SALVATORA MULAS

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Scuola, il fronte si spacca (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

DALL'ITALIA 28-10-2008 Dall'Italia ISTRUZIONE ANCORA LEZIONI IN PIAZZA E AUTOGESTIONI. TENSIONI AL CORTEO DI ROMA TRA DESTRA E SINISTRA Scuola, il fronte si spacca Manifestazioni in tutt'Italia, ma c'è chi dice: «Io voglio studiare» Il Pdl mette le mani avanti: «Il testo sarà approvato senza modifiche» ROMA II Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) via libera che dovrebbe «consumarsi » domani in Senato e in vista dello sciopero del 30, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma si fa strada anche un'altra novità, da cui emerge che il fronte degli studenti non è granitico come sembra: tra di loro c'è chi dice no alle occupazioni e sceglie Facebook e non solo per dare vita alla contro protesta. Facebook, del resto, è la piazza virtuale in cui ormai si confrontano le due fazioni, pro e contro Gelmini, e questi ultimi arrivano in alcuni a insulti e velate minacce. Intanto dal centrosinistra è forte la richiesta di ritirare il decreto. Un appello che arriva anche da Famiglia Cristiana che parla della riforma come un «semplice taglio di spesa». Di segno opposto la posizione della Cei che definisce «dannoso intervenire agitando le piazze». Getta acqua sul fuoco il presidente del Senato Renato Schifani, ricordando che il ministro Gelmini si è impegnata ad aprire un «tavolo» con gli studenti. Ad aprire le danze della protesta è stata Milano. Già dalle 8,30 sono scattate le occupazioni negli istituti secondari e le assemblee. Roma non è mancata all'appello. Alle 10 un corteo di studenti è partito da piazza della Repubblica diretto a piazza Venezia: circa 7.000 i partecipanti, secondo gli organizzatori. Il «serpentone » si è spaccato quando i militanti di Blocco studentesco, vicino alla Fiamma Tricolore, hanno preso la testa del corteo deviandone uno spezzone e guidandolo fino davanti a Palazzo Madama. Tra di loro c'è chi, sfilando, ha intonato in coro «Duce Duce». «I gruppi di destra hanno strumentalizzato la protesta», lamenta l'Unione degli studenti. Altri 2.000 giovani si sono riuniti in assemblea all'Eur per poi organizzare un sit-in di fronte all'altro luogo nevralgico, il ministero dell'Istruzione. Alla Sapienza di scena uno spogliarello, con gli studenti in mutande contro chi «spoglia la ricerca». Proteste a ripetizioni anche in molte altre città, in alcuni casi con strascichi negativi. A Napoli sono scoppiati tafferugli tra studenti di destra e di sinistra all'Università Federico II, dove tra l'altro è stato occupato il Rettorato, ma solo per un'ora. In alcune scuole elementari della provincia di Lecco per tutta la settimana sarà provocatoriamente introdotto il maestro unico. A Catania come a Gorizia alcuni istituti hanno proclamato l'autogestione. A Cagliari un gruppo di studenti ha messo in scena la «morte dell'Università». E poi, a cascata, lezioni all'aperto e cortei un po' dovunque, da Potenza ad Arezzo, da Palermo a Cosenza, da Padova a Torino. Oggi si replica. A Roma è annunciata una manifestazione a Piazza Navona, mentre i Cobas chiamano tutti a raccolta nel pomeriggio davanti al Senato. La Toscana, intanto, sulla scia di quanto deciso da altre Regioni, annuncia che ricorrerà alla Consulta contro la norma che prevede il dimensionamento della rete scolastica. Ma la mobilitazione ha anche un'altra faccia, quella di una contro protesta che viaggia principalmente su Internet. Su Facebook sono apparsi commenti arrabbiati di chi denuncia che gli è stato impedito il diritto allo studio. In pochi giorni gruppi come «Io voglio studiare», «Occupate casa vostra», «Basta con le occupazioni» sono stati presi d'assalto da chi non vuole sospendere le lezioni ed è preoccupato di non riuscire a laurearsi in tempo e di dover pagare altre tasse. Posizioni che in settimana approderanno negli atenei con volantinaggi e manifestazioni. Alla Statale di Milano, intanto, è già partita una raccolta di firme contro il blocco della didattica. E a Firenze spuntano 10 mila cartoline indirizzate al Rettore. Inequivocabile l'incipit: «Anch'io non voglio le occupazioni, voglio studiare!». In corteo contro la Gelmini Un'altra giornata di proteste. Manifestazione studentesca a Roma. FOTO ANSA

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Blitz in divisa alle elementari (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Sassari Pagina 7034 Alghero. Identificati e poi richiamati all'ordine durante la manifestazione contro la riforma della scuola Blitz in divisa alle elementari Alghero.. Identificati e poi richiamati all'ordine durante la manifestazione contro la riforma della scuola I genitori: trattati da sovversivi davanti ai bimbi --> I genitori: trattati da sovversivi davanti ai bimbi Zittiti dalle forze dell'ordine nel mezzo della riunione, genitori e docenti adesso gridano allo scandalo e sospettano che dietro l'intervento dei militari ci sia il tentativo di mettere a tacere una civile protesta contro i tagli nel sistema scolastico. «Ci hanno trattato come sovversivi davanti ai nostri bambini». Indignati è dire poco. I genitori dei piccoli che sabato si sono riuniti in assemblea straordinaria per discutere del decreto Gelmini, hanno un diavolo per capello. Zittiti dalle forze dell'ordine nel mezzo della riunione, adesso gridano allo scandalo e sospettano che dietro l'intervento dei militari ci sia il tentativo di mettere a tacere una civile protesta contro i tagli nel sistema scolastico. Alla protesta si uniscono alcuni docenti della facoltà di Architettura: tutti vittime di episodi analoghi in due circoli didattici ad Alghero. Doveva essere la notte bianca di mamma e papà con i piccoli alunni e i maestri delle elementari. Tutti insieme a interrogarsi sul futuro della scuola primaria, in una serata conviviale nei cortili degli istituti, tra musica, letture e attività ricreative. Dalle sette a mezzanotte, una non stop di canti, laboratori teatrali e spettacoli. Ma alle dieci di sera i carabinieri si sono presentati prima alla scuola elementare Argillera, in via Mattei, poi alla scuola Maria Immacolata, in via Giovanni XXIII, per chiedere i documenti alle persone presenti e intimare quindi di abbassare il volume degli amplificatori. «Nessuna volontà di limitare la libertà di espressione dei cittadini - precisa il comandante dei carabinieri Gianluca Zara - sono arrivate delle segnalazioni e la pattuglia è dovuta intervenire. Noi dobbiamo garantire la tutela di tutti, non c'era alcun intento inibitorio». L'Arma pare sia stata allertata a causa delle lamentele per schiamazzi notturni giunte alla centrale. Un fatto che ha stupito moltissimo non solo i genitori ma anche il corpo docente che si era premunito di autorizzazione per poter allestire la "notte bianca". «Una manifestazione senza bandiere - spiega Angela Cherveddu, dirigente del secondo circolo - a cui hanno preso parte rappresentanti della chiesa, assessori comunali, professori e chiunque avesse da dire in merito al problema. Davvero non ci aspettavamo una reazione del genere, alle dieci di sera, in una città come Alghero». Una mamma ci va ancora più pesante. «Sarà che sono state cantate pericolosissime canzoni sovversive come "Amico è" ed altre dello stesso genere facinoroso - commenta con sarcasmo - così come si è data lettura del sovversivo discorso alle camere di Calamandrei del 1950, o di alcuni passi del famigerato libro "Il Piccolo Principe" di Antoine De Saint-Exupery. Nel frattempo, per gli studenti delle elementari c'è stato addirittura un intrattenimento con clown e giocolieri». La gazzella con i lampeggianti accesi è arrivata alle 22 e 25. «Un maresciallo si è diretto verso il palchetto improvvisato, ha imposto di smettere di suonare e cantare e ha chiesto i documenti delle persone presenti». «Non sappiamo cosa abbia causato l'intervento - dice Nicolò Ceccarelli, docente della Facoltà di Architettura - anche se parlare di schiamazzi ad Alghero alle dieci e mezzo di sera di un sabato sembra ridicolo e surreale, a noi è sembrato un brutto segnale, poco in sintonia con il clima festoso, aperto e tollerante della serata». CATERINA FIORI

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UNIVERSITARI (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

MILANO ATTUALITA' pag. 4 UNIVERSITARI Negli atenei continua la formula delle lezioni fra strade e piazze di ENRICO FOVANNA ? MILANO ? UNA RACCOLTA di firme, promossa dalle liste studentesche Obiettivo Studenti e Unicentro, è partita ieri nella sede di via Conservatorio della facoltà di Scienze Politiche dell?università Statale di Milano «per protestare contro qualunque blocco della didattica», spiega Matteo Forte, rappresentante di Obiettivo Studenti, una lista trasversale che raccoglie studenti di diverse provenienze e che si vuole porre al di fuori di ogni condizionamento ideologico. «Il blocco della didattica ha poco a che fare con l?università - spiega Forte -, specialmente in questo momento di difficoltà negli atenei. Sarebbe il colpo di grazia per chi vuole studiare». Le due liste, una apolitica e l?altra cattolica, sottolineano come anche le giornata di lezioni ?alternative? decise dal preside Davide Chechi «non siano un blocco, ma forme diverse di lezione. Comunque bisogna lasciar liberi gli studenti e i professori di decidere se continuare o no a fare i corsi». NONOSTANTE si dichiari contrario «a queste forme di lotta» Forte ricorda che «il 17 luglio, in tempi quindi non sospetti, abbiamo volantinato contro la legge 133 che giudichiamo negativa in quanto i tagli indifferenziati e scriteriati che prevede - continua - sono uguali per tutti, senza contare le diverse gestioni degli atenei. A parole quindi si incentiva il merito, non nei fatti». Questi tagli, dice Forte, penalizzano tutti, «sia gli atenei spreconi, con bilanci da Alitalia, come quello di Siena, sia quelli virtuosi, che hanno dato vita a una buona governance negli ultimi anni, e che dovrebbero essere premiati. Altri studenti si sono svegliati dopo, prendendo posizioni assurde, come il tentativo di bloccare la didattica, le lezioni e le sessioni di laurea». Una mossa che «andrebbe a colpire gli studenti, ovvero l?ultimo anello della catena, nel momento in cui bisognerebbe invece discutere dell?università». Sulla riforma Gelmini, per Forte «si tratta per ora di tagli operati sulla legge finanziaria. Sull?università per ora non si è visto nulla. Chiediamo che il governo manifesti una linea, un progetto chiaro sull?università». NEL PRIMO POMERIGGIO, alla Statale, anche gli studenti di centrodestra vicini al Pdl hanno manifestato, ma in favore del ministro Gelmini. Azione Universitaria Movimento della Libertà, la lista universitaria di An, ha organizzato un?assemblea alla facoltà di lettere, per smascherare le proteste studentesche strumentali di questi giornì». Un centinaio gli studenti intervenuti all?incontro dove è stata presentata una piattaforma di proposte «per far crescere il nostro movimento, diverso da quello degli studenti che si fanno strumentalizzare dai baroni». I giovani di Azione Universitaria, chiedono che il ministro Gelmini «affronti il problema nella sua interezza». Per questo sollecitano criteri di selezione dei docenti, la riduzione dei corsi di laurea, che il 3+2 venga riformato, graduatorie tra atenei per premiare i più virtuosi, risorse per gli alloggi agli studenti e regole per valutare la didattica. Inoltre Azione universitaria chiede che «le università instaurino finalmente un reale rapporto con le imprese» e «l?abolizione del valore legale del titolo di studio per favorire una selezione meritocratica in base alle reali conoscenze». Secondo Vittorio Pesato, vicepresidente nazionale della Lista, «bisogna chiudere definitivamente con il Novecento e dimenticarsi del Sessantotto. Ora serve solo sedersi al tavolo - conclude Pesato che ha fatto parte venerdì scorso della delegazione degli studenti che ha incontrato il ministro Gelmini - per costruire nuove proposte per l?università del futuro».

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Occupazioni sì, ma alle superiori (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

MILANO ATTUALITA' pag. 4 Occupazioni sì, ma alle superiori Assemblee agli istituti Omero, Boccioni e Conti. Da oggi l?agitazione si allarga di GIORGIO GUAITI ? MILANO ? UNIVERSITARI in piazza, con le lezioni all?aperto, studenti medi nelle scuole, con le occupazioni. In attesa del momento unificante di giovedì, con la manifestazione in occasione dello sciopero della scuola, la strategia degli studenti anti-gelmini sembra definita in questi termini: gli universitari continuano nel progetto di portare le lezioni fuori dagli atenei, gli studenti delle superiori rilanciano il tradizionale strumento delle occupazioni. LE PRIME iniziative in questo senso si sono registrate ieri in due istituti: il liceo Omero, che è passato dall?autogestione all?occupazione e l?artistico Boccioni, dove l?assemblea ha votato direttamente l?occupazione. Altre forme di agitazione hanno preso il via all?Agnesi (presidio di protesta di fronte alla scuola, corteo interno, sciopero delle lezioni e assemblea), all?Ettore Conti, (occupata la palestra) e al Kandinsky, dove si è cominciato con un?assemblea e si è proseguito con una manifestazione di quartiere. Oggi i ragazzi del Kandinsky si ritroveranno in gruppi di lavoro autogestiti, per poi riunirsi in un?assemblea. Altre assemblee sono annunciate al Tenca e al Russell, mentre al liceo Manzoni è previsto per oggi l?avvio dell?occupazione: nel pomeriggio spazio a «laboratori, cineforum, torneo di calcetto» seguiti da una «serata musicale con grigliata». Sempre per oggi, sono previste altre agitazioni al Besta (giornata di autogestione), al Parini, Galvani, Caravaggio, Steiner e Primo Levi di Bollate, tutti pronti a dare vita a quelle che vengono definite «assemblee occupate». Infine, alle 18.30, Retescuole propone una fiaccolata da piazza Cordusio «per difendere la scuola pubblica». All?università si continua invece con la formula delle lezioni esportate in strade e piazze della città E? SUCCESSO ieri in corso Vittorio Emanuele, dove gli studenti di Scienze Politiche si sono ritrovati per una lezione sul ?Meticciato metropolitano?, dedicata al ricordo di Abba Guiebre, il giovane di colore ucciso il 14 settembre. Altra lezione all?aperto, su ?Drammatugia multimediale?, nel pomeriggio davanti alla Triennale: è durata un?ora e l?hanno organizzata gli studenti di Brera (circa 200 i partecipanti) che sono stati poi raggiunti da 300 studenti del Politecnico, reduci da un?assemblea nei giardini di piazza Leonardo da Vinci. Gli studenti del ?Poli? si sono mossi in corteo, senza creare incidenti e dopo la sosta alla Triennale hanno proseguito fino all?Arco della Pace. Per oggi è in programma un?assemblea nella sede della Bovisa, mentre per mercoledì è annunciata un?assemblea generale di Città Studi (Politecnico e facoltà scientifiche della Statale). Sempre per oggi è prevista la riunione del Consiglio di Facoltà all?Ottagono della Galleria, mentre a Scienze politiche gli studenti incontreranno lo scrittore Pablo Ignacio Taibo. Da registrare infine due commenti alle agitazioni nelle università. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha parlato di «manifestazioni strumentalizzate dall?interesse di qualche barone universitario». Il rettore della Statale, Enrico Decleva, ha ribadito che per ora non si può parlare di riforma: «ci sono solo tagli», che non consentono di programmare nulla per il 2010.

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Oggi fiaccolata per le vie del centro (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-10-2008)

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PARMA 28-10-2008 Corteo Oggi fiaccolata per le vie del centro E dopo il corteo funebre organizzato dal mondo universitario, anche le scuole della nostra provincia hanno deciso di scendere in piazza a manifestare il proprio dissenso. «La scuola siamo noi», coordinamento delle scuole di Parma, ha infatti organizzato una fiaccolata per stasera che partirà, alle ore 18 da piazzale Picelli e arriverà fino a piazza Garibaldi attraversando le strade del centro. Nel volantino infatti si legge «Tempi bui per la scuola. Il Senato si appresta ad approvare il decreto 137 Gelmini, il Governo è sordo alle richieste del mondo della scuola e pur di far cassa demolisce l'istruzione pubblica a cominciare dalla scuola primaria. Scendiamo in piazza per dire che non ci arrenderemo al buoi delle coscienze e continueremo la lotta dalle materne all'Università». Al fianco di genitori e insegnanti infatti stasera ci saranno anche il Comitato Uniprotesta e il sindacato degli studenti dell'Udu i quali hanno espresso piena solidarietà al mondo scolastico. «Condividiamo in pieno la loro protesta e i principi che la muovono - ha spiegato Paolo D'Agostino, rappresentante Udu -. Il governo vuole uno smantellamento del sistema pubblico d'istruzione ed è a questo che ci opporremo».

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I ragazzi dell'Umberto: la riforma non ci fa paura e l'occupazione non serve a migliorare la scuola (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-10-28 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Il confronto Visita a due licei che vivono in maniera opposta l'arrivo della «rivoluzione» targata Gelmini I ragazzi dell'Umberto: la riforma non ci fa paura e l'occupazione non serve a migliorare la scuola NAPOLI - Elisabetta, capelli neri e un visino vispo, frequenta il penultimo anno dell'Umberto. Ha letto il decreto Gelmini lettera per lettera, e si domanda come mai tanta caciara nelle scuole. Qualche giorno fa ha distribuito dei volantini insieme ai suoi compagni di scuola, che erano contro altri volantini stampati da altri compagni di scuola, che erano contro la decisione di inserire nella media dei voti quello relativo alla condotta. «Molti ragazzi - dice - non capiscono che il fatto di inserire la condotta tra i voti che fanno media, potrebbe tornare anche a nostro vantaggio. Certo, a patto che ci siano le condizioni necessarie... ». Anche Costanza, che sta al primo liceo - sempre all'Umberto - conosce a menadito tutti punti della contestatissima riforma. Occupazione? Macché. Tra le mura dell'Umberto è una voce che si fa viva ogni tanto come il ronzìo di un insetto. Anche Francesca, quinto ginnasio, crede che non sia il caso. Anche lei, come Elisabetta, Costanza, Chiara, si guarda intorno, decide, agisce. Agire non significa soltanto prendere possesso di una scuola facendosi consegnare le chiavi e organizzando corsi di chissà cosa perché così si dà un senso a ciò che un senso non ce l'ha. Agire, per «umbertini », vuol dire anche continuare a svegliarsi tutte le mattine alle 7 mentre gli altri se la spassano. «Mercoledì (domani, ndr) ci riuniremo per decidere sulle forme di lotta alternative da intraprendere - dice Constanza - Abbiamo letto tutta la riforma: la prof di inglese ci ha addirittura assegnato come compito quello di spiegarla in lingua punto per punto. Il risultato è che questa riforma non ci piace, ma non ha senso bloccare la scuola, quando ciò che vogliamo è una scuola che funzioni meglio». Ma c'è anche una minoranza che dice che le ragioni che spingono i ragazzi a non occupare sono molto meno nobili. «Molti non hanno ragione di preoccuparsi del loro futuro - spiega Massimo «umbertino» fuori dalle righe - e poi vogliono salvare la gita scolastica». Dissente il preside dell'Umberto, Alberto De Vico. «No, i ragazzi hanno letto bene la riforma, anche in classe, ne hanno discusso, e sono arrivati alla conclusione che in fondo questo decreto non li tocca per niente. Vogliamo credere che una scuola possa bocciare un ragazzo perche ha avuto 7 in condotta? Ma andiamo, succederebbe un putiferio. La realtà è che gli studenti delle superiori scesi in piazza saranno un migliaio in tutta la nazione. Certo, il Governo ha sbagliato ad usare l'arma del decreto legge, ma non è così che si protesta. I ragazzi l'hanno capito. Gli studenti dell'Umberto hanno maturato consapevolmente decisioni diverse, e di questo parleranno nell'assemblea di domani». Stefano Piedimonte Ragazzi davanti al liceo Umberto

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Al Genovesi: non siamo né facinorosi, né veltroniani e qui continuiamo a studiare (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-10-28 num: - pag: 4 categoria: BREVI Al Genovesi: non siamo né facinorosi, né veltroniani e qui continuiamo a studiare NAPOLI — Al Genovesi convivono la storia passata e recente della città come dei movimenti giovanili. La scuola cantierata da sempre a spizzichi e bocconi per i frequenti interventi cautelativi della soprintendenza (ora tocca alle biblioteche) ospita gli occupanti della prima ora, l'avanguardia degli studenti medi. Quelli di oggi si ricordano, o meglio conoscono Zulu, ovvero Luca Persico, il front man dei 99 Posse che con tanti altri contestatori creativi, come Marco Messina ( Meg, Nouss e sempre 99) qui hanno mosso i primi passi tra occupazioni e programmi radio (la mitica «Radio Ciubango» dai plot pazienziani). Oggi, nell'era Gelmini, sul portone della scuola regia ribattezzato «my wonderwall» (Oasis) spunta un passo del Maggio deandreiano: «Per quanto voi vi sentiate assolti siete tutti (era per sempre, ma fa niente) coinvolti». Intanto la facoltà di Architettura, informa un altro manifesto, è «pre-occupata». Ed un altro manifestino ancora è un orario delle lezioni, ma piuttosto singolare: le lezioni si svolgono tutte contemporaneamente, dalle 9.30 alle 11, perché alle 11 trionfa a caratteri cubitali l'assemblea. Fatta eccezione per il corso di Mitologia che tale Auriemma tiene a fare dalle 15.30 alle 18. Ma Auriemma non è un docente. Ai docenti è vietato l'ingresso nel liceo occupato. è uno studente. Come tutti i protagonisti degli altri corsi simultanei: Forme di protesta; Attualità del movimento studentesco; Musica, e qui i docenti-studenti nel lodevole sforzo di ripristinare una tradizione medievale sono ben 4 spalmati su un'ora e mezza. Ma ci sono anche Storia, Matematica, Greco, Latino e Lettere: per tenere queste lezioni più impegnative però è richiesta la media dell'8 e del 9. In pratica, gli occupanti del 2008 valorizzano anche il «secchione». E leggono più degli altri. Leggono tutto sulla Rete. Sanno quello che dicono e hanno l'aria di sapere anche quel che fanno: meno partite di pallone, insomma, e consapevolezza nel valorizzare l'occasione dello stare insieme, l'adunata sediziosa o meno. A sbarrare l'ingresso agli estranei c'è Bruno, macchiato di vernice bianca dai capelli alle scarpe: «Lei non può entrare, oggi è giorno di pulizie - dice - e stiamo anche attintando, cioè, copriamo graffiti, vecchi però». Il ginnasio le lezioni le sta facendo regolarmente alla succursale, tiene a precisare Bruno: «Come vede noi non siamo facinorosi. Né veltroniani: se ammettiamo che il '68 è padre di tutti i diritti, non vuol dire che dobbiamo sciropparci i sessantottini e i loro partiti. Quindi abbiamo bisogno dei media quanto Berlusconi per fare chiarezza. Per spiegare che lo smantellamento della scuola pubblica è bipartisan, colpa dei Governi, non solo della Gelmini. Chiediamo ad un Governo che ci costa 5 miliardi l'anno (Travaglio) meno ambiguità, meno spot, leggi scritte con qualche criterio a garanzia dell'istruzione pubblica ma soprattutto che non utilizzi la scuola come ammortizzatore della spesa con tagli miliardari». (Lu. Mar.) Liceali davanti al genovesi occupato

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Scontro a Giurisprudenza Tornano a picchiarsi <fascisti> e <compagni> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-10-28 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Federico II Assemblea, poi rissa: destra e sinistra si accusano Scontro a Giurisprudenza Tornano a picchiarsi «fascisti» e «compagni» Tafferugli dopo la lezione di Villone Negli atenei sale la tensione come avvenne nel '68 e nel '77 Domani alla Federico II stop alle lezioni NAPOLI — Prima di venire alle mani, sono riusciti anche a «parlarsi» per ore, gli studenti più attivi di destra e sinistra. La violenza è esplosa quando la discussione era già esaurita da un pezzo e i due gruppi ormai riuscivano solo ad urlarsi addosso, attorno alla cattedra del professor Villone. L'assemblea chiesta e ottenuta dalle sinistre universitarie dalle 10 del mattino a Giurisprudenza, nell'aula destinata a una lezione di Costituzionale, è diventata rissa alla mezza. Quando un ragazzo è salito sulla cattedra ed ha sferrato un calcio centrando uno studente dai grandi occhiali, tre libri e block notes sotto il braccio che, poverino, aveva tutta l'aria di stare in prima fila, magari per la prima volta in vita sua, proprio per cercare di capirci qualcosa. Quindi è scattata la rissa, che poi si sarebbe trasformata in «caccia all'uomo» all'esterno del Palazzo di Vetro secondo Azione Universitaria. Il consiglio degli studenti di facoltà col presidente Luigi Di Maio (indipendente) censura il «gravissimo episodio» spiegandola così: «Non è vero che agli studenti di destra non è stata data la possibilità di parlare, anzi hanno parlato a lungo, il punto è — dice Di Maio — che dopo tre ore di assemblea o interveniva un nostro docente, un tecnico del diritto per approfondire gli aspetti della riforma o la discussione, piuttosto deludente, potevamo concluderla lì». Prima delle botte e dei contusi in facoltà, la mattinata è cominciata con un corteo spontaneo di 200 studenti di Architettura al Rettorato della Federico II, ingrossato da rinforzi di Lettere e Sociologia, che ha simbolicamente occupato gli uffici per chiedere ancora il blocco della didattica in tutto l'Ateneo. Il Rettore Trombetti ha di nuovo deluso le aspettative degli studenti, che però hanno ottenuto lo stop alle lezioni per mercoledì, giorno del voto in Senato sulla riforma Gelmini. Nello stesso giorno ci sarà assemblea generale regionale degli studenti medi e universitari a Palazzo Giusso (Orientale occupato) per decidere «il prosieguo della protesta». Al Rettore è stato chiesto, di nuovo, di assumere «una posizione pubblica contro la riforma». Poi, alla mezza, la notizia degli scontri a Giurisprudenza ha raggiunto il Rettorato ed il corteo si è trasferito di corsa al Palazzo di Vetro «per supportare gli studenti aggrediti ». Le sinistre universitarie parlano di «gravi provocazioni fasciste »: «alcuni rappresentanti di Azione Giovani si sono fatti spalleggiare da 5-6 picchiatori, immaginiamo di Forza Nuova, per provocare e picchiare alcuni studenti e studentesse». Invece «siamo stati aggrediti e chi ha interrotto la lezione di Villone non era nemmeno della facoltà », replica Azione Universitaria, coi politici di An Rispoli e Bobbio solidali che chiedono un severo intervento del Rettore anche sui «docenti compiacenti ». Ma l'ex senatore Villone non ha assistito all'assemblea (che ormai è diventata permanente e quindi proseguirà stamattina), si è limitato ad avvertire la preside ed è andato via. All'Orientale occupato, invece, ieri sera la protesta si è tinta di rosa: il colore scelto dagli studenti contro la camorra per manifestare solidarietà e vicinanza allo scrittore Roberto Saviano. Luca Marconi I comunicati Le sinistre: sei picchiatori Azione universitaria: una caccia all'uomo L'ex senatore «Non ho assistito agli scontri ma condanno la violenza da ovunque provenga» In piazza La manifestazione nata spontanea ieri mattina dopo gli scontri alla facoltà di Giurisprudenza della Federico II

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D'Alema: ritirare il decreto E Cicchitto: resterà com'è (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))

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PRIMO PIANO pag. 2 D?Alema: ritirare il decreto E Cicchitto: resterà com?è ? ROMA ? RESTANO inconciliabili le posizioni sulla riforma della scuola di maggioranza e opposizione, rappresentate, ieri, rispettivamente dal capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, e da Massimo D?Alema per il Pd. Quest?ultimo ha radicalizzato le parole già espresse da Veltroni al Circo Massimo: «Ritirare il provvedimento (il decreto Gelmini, ndr.) o sospenderlo sarebbe saggio», altrimenti «non c?è possibilità di confrontarsi». Chiusura che si contrappone alla chiusura del Pdl. «Approveremo il decreto così com?è», ha detto Cicchitto, argomentando che «la manifestazione di Veltroni non ha certo migliorato i rapporti col Pd».

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Dagli atenei alle superiori protesta a orologeria A Roma si spacca il corteo (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))

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PRIMO PIANO pag. 2 Dagli atenei alle superiori protesta a orologeria A Roma si spacca il corteo Tensione tra gli studenti. E oggi si ricomincia di SILVIA MASTRANTONIO ? ROMA ? LA PROTESTA si fa creativa e contro i decreti Gelmini si pensa a raccogliere la carta per finanziare l?università o a donare il sangue per solidarietà. Gli studenti medi e universitari cercano vie nuove di dissenso. Raccogliere la carta (alla Sapienza di Roma) per tutelare l?ambiente e contro la Gelmini o donare il sangue (a Venezia) per dire «no» ai provvedimenti del governo. E poi sfilare, cantare, gridare nella speranza di bloccare, domani, il decreto ai nastri di partenza in Senato. Tutto serve: lezioni no stop a Firenze, dissertazioni in strada o piazza di filosofia o storia dell?arte, cortei spontanei e colorati che cercano di non issare vessilli politici per contenere le tante anime della protesta. Ma a Roma il tentativo è fallito e il serpentone di studenti dei licei (circa 6.000 persone) che ha attraversato il centro in mattinata si è diviso in piazza Venezia dopo che ragazzi di Blocco studentesco (formazione vicina a Forza nuova, destra estrema) hanno preso la guida del corteo inneggiando al duce. GLI STUDENTI di sinistra si sono fermati mentre quelli di destra sono arrivati fin sotto al Senato. Da una finestra, parlamentari dell?Idv hanno esposto uno striscione con scritto: «Siamo con voi». Non è stata questa l?unica crepa: nella città universitaria della Capitale ci sono state scaramucce tra giovani di opposti schieramenti e a Roma Tre i collettivi hanno impedito a un professore di tenere la propria lezione. Contestato, da destra, il rettore Fabiani che ha annullato il consiglio degli studenti. Incidenti alla Federico II (Giurisprudenza) di Napoli dove un gruppo di studenti di destra ha cercato di resistere ai collettivi di sinistra che volevano interrompere la didattica per un?assemblea. Secondo Azione universitaria, «gli studenti dei collettivi, armati di catene e mazze, hanno organizzato una caccia ai colleghi di destra filtrando gli accessi alla facoltà». Per i giovani di sinistra la presenza dei ragazzi di Azione universitaria «è stata una provocazione organizzata per impedire l?assemblea». OGGI si ricomincia: sit-in dinanzi al Senato in mattinata; nel pomeriggio in piazza Navona inizierà il picchetto dei sindacati di base che resteranno in attesa davanti a palazzo Madama fino a domani. Gli universitari si sono detti pronti a condividere la lotta «dormendo in piazza». La mobilitazione si fa più consistente in vista dello sciopero di giovedì, con relativa manifestazione alla quale prenderanno parte anche i leader di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti. L?ONDA ANOMALA (come è stato ribattezzato il movimento) ha portato all?occupazione di altri licei nella Capitale e alle prime occupazioni in Lombardia, mentre il gruppo del coordinamento ?Non rubateci il futuro? si è dato appuntamento sotto al ministero, in viale Trastevere, per consegnare alla Gelmini le firme di dissenso raccolte. Grande mobilitazione anche alla Sapienza dove Fisica è ancora occupata, mentre a Psicologia è scattato il blocco della didattica. Ieri gli aspiranti psicologi hanno improvvisato un corteo fin sotto il Rettorato, dove si sono spogliati restando in biancheria intima per dimostrare dove conducono i tagli. Ci si organizza anche a Milano. Dal Politecnico è partito un corteo non autorizzato fino all?Accademia di Brera. A Napoli due distinte manifestazioni, una in periferia e una al centro. AL DIPARTIMENTO di Matematica di Firenze lezioni ininterrotte. Corteo spontaneo ad Arezzo. Proteste e iniziative anche a Prato. A Bologna blocco della didattica all?università e lezioni all?aperto. Appuntamento per questa mattina in piazza Cavalli a Piacenza.Torino: occupate molte facoltà e striscioni contro la legge 133 a palazzo Campana. Sensibilizzazione degli studenti a Perugia, Padova, Bari, Cagliari, Ancona, Parma, Trento, Reggio Calabria. Occupazioni a Palermo. A Foggia l?istituto Eugenio Masi è stato chiuso con lucchetti.

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L'ENTRATA a gamba tesa del Ministro Gelmini sui problemi della scuola e dell'unive... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 2 L?ENTRATA a gamba tesa del Ministro Gelmini sui problemi della scuola e dell?unive... L?ENTRATA a gamba tesa del Ministro Gelmini sui problemi della scuola e dell?università ha provocato la dura reazione dei giocatori in campo e degli spettatori sugli spalti. I primi (gli studenti) hanno protestato, scioperato ed okkupato. I secondi (i sindacati e le opposizioni) sono scesi in campo per arrestare la partita o comunque condizionarne il risultato. Stando ai sondaggi, l?opinione pubblica parteggia per il Ministro apprezzando la determinazione con la quale affronta le problematiche vecchie ed irrisolte quali il ridimensionamento degli organici e gli sprechi registrati nella gestione del sistema. Il Pd sostiene invece che il disegno della Gelmini è privo di qualsiasi valenza pedagogica e corrisponde solo agli interessi di ?cassa? del Tesoro. Sta di fatto che la scuola, dopo anni di oblio, è diventata un argomento centrale del dibattito politico. Sarà la volta buona per recare innovazioni positive ad un sistema che le comparazioni internazionali classificano inefficiente ed improduttivo ? Proprio a livello internazionale il termine di riferimento per un?efficace azione didattica è lo sviluppo delle competenze degli alunni. Si chiede l?abbandono di una didattica diretta a trasmettere nozioni, imperniata sulla lezione, sull?interrogazione, sul programma da svolgere e sul manuale da studiare a casa. Si ritiene che gli insegnamenti impartiti debbano preoccuparsi meno dei contenuti, che le valutazioni degli alunni non consistano solo nel verificare la memorizzazione delle nozioni impartite. Queste affermazioni, in Italia, sono scandite, come slogan, da anni nei cortei degli studenti. Quando però dalla teoria si passa alla pratica, si sciopera per mantenere il frammentarismo disciplinare, che sbriciola gli insegnamenti in cattedre rigide, in tempi-lezione di 45-50 minuti, che alimenta l?alternanza dei docenti sulla cattedra nella stessa mattinata. E? chiaro che una didattica finalizzata allo sviluppo delle competenze richiede una forte riduzione dei programmi. Da un curriculo elaborato ?per esteso? ad uno pensato ?in profondità?. ?Fare di meno ?dice Edgan Morin- per fare meglio. Meglio una testa ben fatta che una testa ben piena?. Prodi e D?Alema nel 1996-99 provarono, senza esito, a percorrere questa via. In seguito i testi della Moratti furono sospesi. Ora i complessi e delicati problemi si affrontano con i decreti e con gli scioperi. Per la scuola sembra quasi?una maledizione !

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Studenti in corteo a Roma contro il decreto Gelmini: domani il voto al Senato. Il gruppo spaccato... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 2 Studenti in corteo a Roma contro il decreto Gelmini: domani il voto al Senato. Il gruppo spaccato... Studenti in corteo a Roma contro il decreto Gelmini: domani il voto al Senato. Il gruppo spaccato quando in testa s?è schierato il Blocco di estrema destra

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I rettori alzano le barricate contro il decreto Gelmini. Ma il governatore Formigoni va all... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 2 I rettori alzano le barricate contro il decreto Gelmini. Ma il governatore Formigoni va all... I rettori alzano le barricate contro il decreto Gelmini. Ma il governatore Formigoni va all?attacco dei baroni: «Gli atenei non funzionano»

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<Università dei baroni> Formigoni all'attacco (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 3 «Università dei baroni» Formigoni all?attacco LA POLEMICA GOVERNATORE CONTRO RETTORI ? ROMA ? LA RIFORMA della scuola che sta spaccando l?Italia ha fatto registrare, ieri, l?apertura di un nuovo fronte. Da una parte, le barricate alzate dai rettori contro i tagli della Gelmini, mentre «l?università in questi anni è migliorata, non peggiorata». Dall?altra, l?interpretazione di segno opposto del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, contro i «baroni degli atenei» colpevoli, a suo dire, perché le università «non funzionano». A prendere la parola sui provvedimenti del Governo è stato, in mattinata, il rettore della Statale nonché presidente della Crui, Enrico Decleva: «Riforma? Per ora ci sono solo tagli, non riforme». Invece, ha continuato, «si imputa a rettori e docenti ogni sorta di responsabilità per un presunto disastro universitario: non è vero». Valutazione confermata dal rettore della Bicocca, Marcello Fontanesi, secondo cui «il sistema funziona» mentre «il ministro ci chiede perché non sono state fatte riforme e si dice che è colpa dei baroni». E? QUELLO che ha detto Formigoni: «Le manifestazioni ? è la versione del presidente della Regione Lombardia, molto vicino al ministro Gelmini ? sono largamente strumentali, mosse dall?interesse di qualche barone universitario». Gli atenei non ci stanno. Anzi: «I tagli del governo ? ha spiegato Decleva ? serviranno soprattutto a compensare l?assenza dell?Ici». Interpretazione che si riallaccia al federalismo e che chiama direttamente in causa i Comuni. Interpretazione confutata da Formigoni: «Sono le università che non funzionano e vogliono che tutto resti come prima. Ci sono alcuni atenei, per la verità non in Lombardia, che si lamentano perché sono in deficit e vorrebbero che lo Stato continuasse a coprirli». MA LE POSIZIONI dei rettori e del Governatore del Pdl non sono le uniche inconciliabili. Non solo la politica, non solo gli studenti, anche il mondo cattolico ieri si è diviso. Se la Conferenza episcopale ha voluto riconoscere «il problema ineludibile dei risparmi» nella scuola, dando così credito alla tesi della Gelmini, Famiglia Cristiana si è messa ancora una volta di traverso rispetto alle scelte del Governo. Il settimanale dei Paolini ha chiesto che, «per il bene della scuola, venga ritirato il decreto». Trattasi, per il periodico diretto da don Sciortino, non di «riforma, ma di semplice taglio di spesa». Perché, si è quindi chiesta Famiglia Cristiana, «un Paese in crisi trova i soldi per Alitalia e banche e non per la scuola?». I VESCOVI hanno una visione diversa. «Il problema dei risparmi è sul tavolo», ha ammesso monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione Cei per la scuola. Intervistato da Radio vaticana, Coletti ha definito «difficile» la scelta di procedere su questi temi a colpi di decreti, «ma dall?altra parte ? ecco l?affondo al Pd ? mi sembra inutile, se non addirittura dannoso, intervenire agitando le piazze». A parte un intervento precedente sulla questione delle classi separate per immigrati, è la prima volta che la Cei prende posizione. Coletti ha anche ripreso una battaglia cara alla Chiesa, quella sulla parità scolastica: «Non è possibile continuare a ragionare in termini di contrapposizione tra scuola pubblica statale e scuola pubblica non statale». Marcella Cocchi

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Il fronte della controprotesta <Vogliamo studiare, non occupare> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 5 Il fronte della controprotesta «Vogliamo studiare, non occupare» A Firenze 10mila cartoline al rettore, a Milano una raccolta di firme ? ROMA ? E? INIZIATO piano piano, al riparo della falsa intimità del web. Poi è arrivato allo scoperto: non c?è solo il fronte della protesta anti Gelmini, esiste anche quello di chi dissente da quanti impediscono lo studio. «Vogliamo studiare, occupassero casa loro», è diventato uno slogan cliccatissimo su Facebook e da lì l?indignazione è esondata verso scuole e atenei. A Firenze diecimila cartoline sono arrivate al rettore Augusto Marinelli. C?è scritto: «Non voglio le occupazioni, voglio studiare». Preoccupazione organizzata soltanto in parte. Ci sono i partiti di centrodestra a canalizzare il dissenso, ma molte iniziative nascono spontaneamente. A MILANO è stata avviata una raccolta firme contro il blocco della didattica universitaria. Parole analoghe a quelle spese da centinaia di studenti della Sapienza di Roma. Perché lo stop alle lezioni, dicono in molti che pure non sono concordi sui tagli ipotizzati, «sarebbe il colpo di grazia per i più deboli, cioè gli studenti». IL FILO conduttore è uno: si deve lasciare libertà agli studenti di decidere se frequentare o no i corsi, se continuare o meno ad andare a scuola. «L?università italiana fa schifo; chi scende in piazza lo fa per difendere i baroni»; «E? un mio diritto continuare ad andare a scuola, non accetto la prepotenza di chi mi impedisce di farlo». Sono alcuni dei commenti in Rete. Perché, ripetono in molti, gli studenti sono oltre 9 milioni, di cui 1.800.000 universitari. E poiché non tutti sono in piazza a gridare slogan, gli altri che fanno? Discutono e rivolgono parole durissime ai ?capi? delle proteste, spesso fuoricorso, accusati di riscoprire il fuoco della conoscenza solo nei momenti di tensione. C?È QUESTO ci sono le contromanifestazioni pro Gelmini organizzate dagli studenti di centrodestra. A Torino i giovani di An hanno promosso una manifestazione di appoggio al ministro per chiedere «una corretta informazione sulla riforma». Per consentire a tutti di capire i termini dei provvedimenti, partita da salerno tour informativi destinati a tutta Italia. I NUMERI stanno dalla parte dei tanti, tantissimi, che vorrebbero discutere dei provvedimenti del governo, ma fuori degli orari scolastici o delle lezioni universitarie. Se nei giorni scorsi il Viminale parlava di 150 scuole occupate (intese come edifici) va detto che la cifra generale (comprese le strutture per l?infanzia) è più alta: ci sono 10.800 istituti con dirigente e un totale di 44.000 sedi in tutta Italia. Gli istituti superiori sono 6.500. L?Onda, insomma, non riguarda la maggioranza degli oltre 9 milioni di studenti. TOLTI i piccolissimi e i piccoli resta una fetta massiccia che non va in piazza. Le università sono 94 e hanno 320 sedi distaccate. Quando si parla (dati Viminale) di 20 facoltà occupate, ci si riferisce a un numero minimo di strutture rispetto a quelle che ospitano i 5.500 corsi di laurea italiani, per un totale di 170.000 materie insegnate. Sullo sfondo resta sempre quella maggioranza che è stufa di essere definita ?silenziosa?. Silvia Mastrantonio

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Oggi, gli studenti del polo scolastico 'Archimede' di Persiceto, faranno lezione in piazza... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BREVI DALLA PROVINCIA pag. 34 Oggi, gli studenti del polo scolastico ?Archimede? di Persiceto, faranno lezione in piazza... Oggi, gli studenti del polo scolastico ?Archimede? di Persiceto, faranno lezione in piazza del Popolo, dalle 15 alle 17 circa. E? l?ennesimo gesto di protesta contro il decreto Gelmini dopo le assemblee tenute nei giorni scorsi nel plesso scolastico che raggruppa ragioneria, liceo classico e scientifico e istituto tecnico professionale per un totale di oltre 900 alunni. Nei giorni scorsi a Calderara i genitori delle elementari avevano organizzato una fiaccolata ? corteo per le vie del centro, che aveva visto la partecipazione di circa trecento persone. p. l. t.

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<Notte Bianca> contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-10-28 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Ateneo Studenti ancora mobilitati «Notte Bianca» contro la Gelmini LECCE — Ieri centinaia di studenti si sono riuniti a piazza Sant'Oronzo per dire no, in modo pacifico, al decreto Gelmini. E la loro è stata anche una risposta ai facinorosi che nei giorni scorsi hanno assaltato numerose scuole di Lecce. Questa sera gli studenti hanno organizzato la «Notte in bianco». Si ritroveranno a piazza Sant'Oronzo, per una manifestazione pacifica a sostegno dell'istruzione pubblica. La protesta pacifica Sarà una notte di riflessione, ma anche carica di attese, in vista del voto parlamentare sul tanto contestato decreto legge 133/2008, che nella giornata di domani, come si legge in un comunicato del coordinamento studentesco «potrebbe compromettere definitivamente l'accesso al sapere, il diritto allo studio ed il carattere indipendente dell'istruzione, che questo governo vorrebbe definitivamente asservita alle logiche del mercato. L'obiettivo della veglia è quello di coinvolgere tutta la città, e non solo gli studenti, nella mobilitazione che in questi giorni sta attraversando l'intero Paese». La «Notte in bianco», in ogni caso, non è la sola iniziativa prevista per questa settimana, che si preannuncia particolarmente calda, almeno sino alla decisione del governo sul decreto legge, attesa per domani. Oggi continueranno infatti le assemblee di sensibilizzazione nelle varie facoltà e le iniziative di protesta ad esse correlate. Le altre manifestazioni Al polo brindisino dell'Università del Salento, un corteo di auto partirà dalla Cittadella della Ricerca ed arriverà in piazza Santa Teresa, a Brindisi, dove si terrà un sit-in di protesta che coinvolgerà anche gli studenti delle scuole medie superiori. A Lecce, un'assemblea pubblica si svolgerà presso la Facoltà di Scienze, a partire dalle 10, presso l'aula I6 del campus Ecotekne; altra assemblea presso la Facoltà di Ingegneria, nell'atrio «La Stecca», alle 10,30. Infine, gli studenti si raduneranno anche presso la Facoltà di Scienze di Formazione, nell'aula A2 dell'edificio Knoss (presso i Salesiani), che già nei giorni scorsi era stato teatro di una giornata di controinformazione, con un fitto volantinaggio. Le assemblee di oggi e la Notte in Bianco precedono l'Assemblea generale, dei saperi, degli studenti e dei lavoratori dell'istruzione, che si terrà poi giovedì 30 ottobre presso l'Aula Magna del palazzo Codacci-Pisanelli. Marco Errico La protesta

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Tagli alle elementari: Santa Maria del Taro sul piede di guerra (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PROVINCIA 28-10-2008 Montagna TORNOLO CON LA RIFORMA A RISCHIO ANCHE MATERNA E MEDIE Tagli alle elementari: Santa Maria del Taro sul piede di guerra I genitori: «Se la scuola chiude andremo via» Chiavari e Lavagna più vicine di Borgotaro TORNOLO Giorgio Camisa II Tra le scuole inserite nella lista di probabile chiusura definitiva, il territorio più a rischio sembra essere quello di Tornolo ed in modo particolare il plesso di Santa Maria del Taro. Se venissero applicati alla lettera i parametri del decreto Gelmini, Tornolo resterebbe senza scuola elementare, media e naturalmente anche quella materna. Si tratta di una situazione allarmante: nella zona non si parla d'altro: genitori, insegnanti, impiegati ausiliari ed amministratori sono sul piede di guerra. Per domani alle 20,30 il sindaco Alessandro Cardinali ha convocato in seduta straordinaria il consiglio comunale e in quell'occasione fornirà tutte le notizie raccolte sul problema scuola e subito dopo inviterà gli interessati ad alcune assemblee. Dopo Anzola, la scuola più piccola della nostra provincia con solo sette alunni, nel mirino c'è Santa Maria del Taro. La frazione del comune di Tornolo è la più distante e la più isolata dell'Appennino: confina con la Liguria ed è a soli tre chilometri dal Passo del Bocco. Cento sono i chilometri che la separano da Parma, 25 da Bedonia e 38 da Borgotaro. Se il progetto divenisse realtà l'effetto - sostengono in tanti - sarebbe quello di un ulteriore spopolamento del territorio. Senza parlare della grande delusione delle coppie giovani o famiglie di immigrati che negli ultimi anni si sono stabilite a Santa Maria del Taro. Gli scolari iscritti alla scuola elementare sono 14, ma solo 12 coloro che frequentano. Chiara è l'unica in prima. Andrea, Alessandro e Simona frequentano la seconda; Valentina e Fabio la terza, Daniella-Luise e Marika la quarta, mentre Sophie, Davide, Cristian e Simone sono in quinta. Alla materna i bimbi sono 14, un «buon vivaio» per una frazione con poco più di 400 residenti fissi, molti dei quali anziani. Il trasporto è garantito da un'auto per i più piccoli; i più grandi utilizzano il pulmino. Dal 29 settembre è iniziato il tempo pieno e al pianterreno del fabbricato una cuoca prepara il pranzo sia per la materna che per l'elementare. «Qui si vive come in una grande famiglia» affermano le insegnanti, che incontrano il consenso di alcuni genitori che attendono la campanella di uscita. Gli scolari arrivano da Grodana, Case Fazzi, Vallombraria, Casoni, Squeri, tutte località che circondano Santa Maria del Taro. Per arrivare a scuola affrontano strade tortuose: cinque, sei, anche dieci chilometri da percorrere due volte al giorno. Ma se la scuola venisse soppressa per i piccoli di Santa Maria i chilometri diventerebbero complessivamente 35 per raggiungere Tarsogno e fare ritorno; 60 per arrivare a Bedonia e più di 70 per raggiungere Borgotaro. Qualcuno dei genitori ha fatto rilevare - cartina alla mano - che sarebbe più comodo raggiungere Chiavari o Lavagna. Alle 16, l'ora di uscita degli alunni: davanti alla scuola del Casello inaugurata negli anni Ottanta dal Cardinal Agostino Casaroli e recentemente ristrutturata, un gruppetto di mamme ed alcune insegnanti manifestano il loro disappunto. «Chiudere la scuola? Mi auguro che non ci facciano anche questo torto» ha detto Stefania Oneto mamma dell'unica alunna di prima elementare e di Alessia di tre anni che frequenta la materna. «Le mie figlie - aggiunge - per frequentare la scuola dell'obbligo sarebbero costrette a viaggiare delle ore e con non pochi pericoli: dovremmo andare ad abitare altrove». «Mi batterò con tutte le mie forze perché non venga soppressa la scuola, che è un servizio indispensabile», ha esclamato Ombretta Frizzi eletta da poco rappresentante della scuola all'interno del consiglio dell'Istituto Comprensivo di Bedonia. «Se la scuova verrà chiusa andremo a vivere in un altro paese» ha dichiarato Lucia Parenti mamma di Denise e Viola. Qualche mamma è più ottimista: insieme alle insegnanti concordano che la continuità sia possibile, in quanto sono 14 i bimbi della materna e il prossimo anno aumenteranno gli iscritti alle elementari. «Nel passato, il Comune di Tornolo ha investito parecchi milioni di euro per completare i fabbricati che ospitano la scuola e mantenere i costosi servizi di trasporto e di mensa - ha detto il sindaco Alessandro Cardinali -. A Santa Maria abbiamo un fabbricato a norma con ascensore, cucina e tutti gli impianti in sicurezza, a Tarsogno inoltre è stata recentemente costruita una palestra ed è in funzione un centro di aggregazione per i giovani. Un patrimonio che non verrebbe più utilizzato». Il caso La scolaresca di Santa Maria del Taro; qui sopra Ombretta Frizzi (da poco eletta rappresentante dei genitori della scuola) con la figlia e Stefania Oneto con la figlia Chiara, l'unica a frequentare la classe prima.

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Scuola chiusa, intervengono i carabinieri (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: FOGGIA - data: 2008-10-28 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Foggia Scuola chiusa, intervengono i carabinieri Slogan contro il decreto del ministro Gelmini e cancelli della scuola chiusi con lucchetti. E' accaduto ieri a Foggia dove gli studenti dell'istituto tecnico per geometri «Eugenio Masi» hanno manifestato davanti alla scuola lanciando un appello a tutte le altre scuole di Foggia. «La riforma Gelmini non ci piace, perché ci fa tornare indietro nel tempo - ha detto Antonio Ciuffreda, rappresentante degli studenti - chiediamo a tutte le scuole di Foggia, perchè facciano sentire anche la loro voce». Dopo pochi minuti dalla protesta sono intervenuti i carabinieri che hanno rotto i lucchetti con cui erano stati chiusi i cancelli della scuola permettendo l'ingresso ai pochi studenti che non hanno voluto manifestare.

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BERLUSCONI promise un intervento da 10 miliardi per istruzione e ricerca. La Finanziaria ha ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

LETTERE E COMMENTI pag. 43 BERLUSCONI promise un intervento da 10 miliardi per istruzione e ricerca. La Finanziaria ha ... BERLUSCONI promise un intervento da 10 miliardi per istruzione e ricerca. La Finanziaria ha interessato la scuola per 8 miliardi. Promessa rispettata, ma sono tagli invece di investimenti. Dettagli? Antonio Ceccarelli, Forlì SENTO dire che la Gelmini è di Brescia e si è laureata a Catanzaro. Non può essere un buon ministro? Io sono bolognese ma presi la patente a Verona e ho ancora tutti i punti! Gelmini, guida bene e non farti distrarre. Fabrizio Fullone, Bologna

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Scuola, prime crepe tra gli studenti (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Politica Italiana Pagina 109 Scuola, prime crepe tra gli studenti Nascono le «controproteste» e a Roma si spacca il corteo --> Nascono le «controproteste» e a Roma si spacca il corteo La protesta della scuola dilaga ma si aprono fronti contrapposti tra gli studenti. Domani il voto sul decreto Gelmini, giovedì sciopero generale. ROMA Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) - via libera che dovrebbe ?consumarsi? domani in Senato - e in vista dello sciopero di giovedì, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma si fa strada anche un'altra novità, da cui emerge che il fronte degli studenti non è granitico come sembra: tra di loro c'è chi dice no alle occupazioni e sceglie Facebook - e non solo - per dare vita alla contro protesta. Facebook, del resto, è la piazza virtuale in cui ormai si confrontano le due fazioni, pro e contro Gelmini, e questi ultimi arrivano in alcuni a insulti e velate minacce. Intanto dal centrosinistra è forte la richiesta di ritirare il decreto. Un appello che arriva anche da Famiglia Cristiana che parla della riforma come un «semplice taglio di spesa». Di segno opposto la posizione della Cei che definisce «dannoso intervenire agitando le piazze». Getta acqua sul fuoco il presidente del Senato Renato Schifani, ricordando che il ministro Gelmini si è impegnata ad aprire un «tavolo» con gli studenti. Ad aprire le danze della protesta ieri è stata Milano. Già dalle 8 e 30 sono scattate le occupazioni negli istituti secondari e le assemblee. Roma non è mancata all'appello. Alle 10 un corteo di studenti è partito da piazza della Repubblica diretto a piazza Venezia: circa 7.000 i partecipanti. Il serpentone si è spaccato quando i militanti di Blocco studentesco, vicino alla Fiamma Tricolore, hanno preso la testa del corteo deviandone uno spezzone e guidandolo fino davanti a Palazzo Madama. Tra di loro c'è chi, sfilando, ha intonato in coro ?Duce Duce?. «I gruppi di destra hanno strumentalizzato la protesta», lamenta l'Unione degli studenti. Alla Sapienza di scena uno spogliarello, con gli studenti in mutande contro chi «spoglia la ricerca». Proteste a ripetizioni anche in molte altre città, in alcuni casi con strascichi negativi. A Napoli sono scoppiati tafferugli tra studenti di destra e di sinistra all'Università Federico II, dove è stato occupato il Rettorato, ma solo per un'ora. In alcune scuole elementari della provincia di Lecco per tutta la settimana sarà provocatoriamente introdotto il maestro unico. A Cagliari un gruppo di studenti ha messo in scena la ?morte dell'Universita?. E poi, a cascata, lezioni all'aperto e cortei un po' dovunque, da Potenza ad Arezzo, da Palermo a Cosenza, da Padova a Torino. Oggi si replica. A Roma è annunciata una manifestazione a Piazza Navona, mentre i Cobas chiamano tutti a raccolta nel pomeriggio davanti al Senato. La Toscana, intanto, sulla scia di quanto deciso da altre Regioni, annuncia che ricorrerà alla Consulta contro la norma che prevede il dimensionamento della rete scolastica. Ma la mobilitazione ha anche un'altra faccia, quella di una controprotesta che viaggia principalmente su Internet. Su Facebook sono apparsi commenti arrabbiati di chi denuncia che gli è stato impedito il diritto allo studio. In pochi giorni gruppi come ?Io voglio studiare?, ?Occupate casa vostra?, ?Basta con le occupazioni? sono stati presi d'assalto da chi non vuole sospendere le lezioni ed è preoccupato di non riuscire a laurearsi in tempo e di dover pagare altre tasse. Alla Statale di Milano, intanto, è già partita una raccolta di firme contro il blocco della didattica. E a Firenze spuntano 10 mila cartoline indirizzate al Rettore. Inequivocabile l'incipit: ?Anch'io non voglio le occupazioni, voglio studiare!?.

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Scuola, l'opposizione affila le armi (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

la protesta. Urge varare riforma condivisa Scuola, l'opposizione affila le armi ROMA - «Una legge successiva può sempre modificare quella precedente»; «i fatti dimostreranno che quello che vuole fare il Governo (maestro unico e conferma, anzi aumento, del tempo pieno) è tecnicamente impossibile»; «quel che viene approvato deve essere poi applicato e lì si vedrà che tra il dire e il fare...». Non sarà il sì del Senato al decreto 137 a fermare il movimento di protesta contro le politiche scolastiche del Governo: nè l'opposizione, nè i sindacati e tanto meno gli studenti intendono cedere alla rassegnazione. Intanto, giovedì 30 ottobre c'è lo sciopero generale della scuola e l'auspicio di chi lo ha promosso è quello di riempire le piazze. Ed è atteso un bis per il 14 novembre quando a scendere in piazza sarà il mondo dell'università e della ricerca, ma non solo, vista la saldatura tra i due fronti della protesta. L'opposizione non ha alcuna intenzione di accogliere l'invito al riposo arrivato dal premier Berlusconi. «Non ci riposeremo affatto perchè noi, come la maggioranza, rappresentiamo gli italiani e dunque non possiamo smettere di fare il nostro lavoro. Finora - spiega il ministro ombra dell'Istruzione, Mariapia Garavaglia - abbiamo cercato di contrastare i tagli (discutendo un pò più a lungo nelle commissioni, assai poco, purtroppo, in aula). Passato il decreto confidiamo nel fatto che con i disegni di legge il Parlamento è costretto a parlare. E allora nei prossimi mesi si vedrà se c'è la volontà del Governo di partecipare a una riforma condivisa della scuola oppure se l'esecutivo vuole superbamente continuare a fare tutto da solo». «Una legge successiva può modificare quella precedente» fa notare Garavaglia e lancia una frecciata al ministro Gelmini: «Ha parlato di Obama, ma forse non sa che negli Stati Uniti non si vuole tagliare, ma investire milioni di dollari nell'istruzione». Un «dopo» costruttivo è assicurato anche dal segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima, che per il 30 preannuncia una manifestazione «imponente». «Rivolgo un invito pressante al Governo affinchè venga sospesa la discussione di questo contestato provvedimento». 28/10/2008

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ROMA - Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola ROMA - Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) e in vista dello sciopero di giovedì, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma si fa strada anche un'altra novità, da cui emerge che il fronte degli studenti non è granitico come sembra: tra di loro c'è chi dice no alle occupazioni e sceglie Facebook - e non solo - per dare vita alla contro protesta. Facebook, del resto, è la piazza virtuale in cui ormai si confrontano le due fazioni, pro e contro Gelmini, e questi ultimi arrivano in alcuni a insulti e velate minacce. Getta acqua sul fuoco il presidente del Senato Renato Schifani, ricordando che il ministro Gelmini si è impegnata ad aprire un «tavolo» con gli studenti. Ad aprire le danze della protesta ieri è stata Milano. Già dalle 8:30 sono scattate le occupazioni negli istituti secondari e le assemblee. Roma non è mancata all'appello. Alle 10 un corteo di studenti è partito da piazza della Repubblica diretto a piazza Venezia: circa 7 mila i partecipanti, secondo gli organizzatori. Il «serpentone» si è spaccato quando i militanti di Blocco studentesco, vicino alla Fiamma Tricolore, hanno preso la testa del corteo deviandone uno spezzone e guidandolo fino davanti a Palazzo Madama. Tra di loro c'è chi, sfilando, ha intonato in coro «Duce Duce». I gruppi di destra hanno strumentalizzato la protesta, lamenta l'Unione degli studenti. Altri 2.000 giovani si sono riuniti in assemblea all'Eur per poi organizzare un sit-in di fronte all'altro luogo nevralgico, il ministero dell'Istruzione. Alla Sapienza di scena uno spogliarello, con gli studenti in mutande contro chi «spoglia la ricerca». Proteste a ripetizioni anche in molte altre città, in alcuni casi con strascichi negativi. A Napoli sono scoppiati tafferugli tra studenti di destra e di sinistra all'Università Federico II, dove tra l'altro è stato occupato il Rettorato, ma solo per un'ora. In alcune scuole elementari della provincia di Lecco per tutta la settimana sarà provocatoriamente introdotto il maestro unico. A Catania come a Gorizia alcuni istituti hanno proclamato l'autogestione. A Cagliari un gruppo di studenti ha messo in scena la 'morte dell'Università. E poi, a cascata, lezioni all'aperto e cortei un pò dovunque, da Potenza ad Arezzo, da Palermo a Cosenza, da Padova a Torino. Oggi si replica. A Roma è annunciata una manifestazione a Piazza Navona, mentre i Cobas chiamano tutti a raccolta nel pomeriggio davanti al Senato. Ma la mobilitazione ha anche un'altra faccia, quella di una contro protesta che viaggia principalmente su Internet. Su Facebook sono apparsi commenti arrabbiati di chi denuncia che gli è stato impedito il diritto allo studio. In pochi giorni gruppi come «Io voglio studiare», «Occupate casa vostra», «Basta con le occupazioni» sono stati presi d'assalto da chi non vuole sospendere le lezioni, mentre alla Statale di Milano è partita una raccolta di firme contro il blocco della didattica. 28/10/2008

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<Chi protesta rischia la bocciatura> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: 1PAGINA - data: 2008-10-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Questa sera a Pontecagnano fiaccolata di studenti, genitori e professori contro la riforma Gelmini «Chi protesta rischia la bocciatura» Il dirigente scolastico provinciale Iannuzzi: per troppe assenze «Continuando con la protesta in questo modo, gli studenti potrebbero fare troppe assenze ingiustificate superando così il limite e rischiando la bocciatura». Il dirigente scolastico provinciale, Luca Iannuzzi, avvisa i ragazzi che si stanno mobilitando per protestare contro la riforma Gelmini e li invita a manifestare con modalità diverse «evitando di perdere le lezioni». Intanto stasera, a Pontecagnano, è stata organizzata una fiaccolata alla quale prenderanno parte genitori degli alunni, studenti e professori per contestare i provvedimenti sulla scuola varati dal governo. Intanto sta per partire Exposcuola: alla manifestazione è stata invitata anche la Gelmini. A PAGINA 6 Adinolfi, Blasi

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<Non toglieteci le elementari> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

VERGATO pag. 33 «Non toglieteci le elementari» La scuola di Tolè rischia il taglio. Stasera la consulta di frazione di GIACOMO CALISTRI ? VERGATO ? DA PORRETTA, dove sabato pomeriggio con una scarsa partecipazione di studenti si è tenuta una manifestazione in piazza della Libertà, si spostano oggi a Vergato le iniziative di protesta contro la riforma scolastica varata dal ministro Gelmini. Qui cresce l?allarme per il rischio chiusura delle elementari della frazione di Tolè, frequentate da 44 bimbi, mentre il numero minimo imposto dal decreto ministeriale sarebbe di 50. In pericolo anche l?autonomia della presidenza, segreteria e personale non docente dell?istituto Luigi Fantini per geometri, ragionieri e liceali dello scientifico - tecnologico. Potrebbe esserci l?accorpamento con un altro istituto del Bolognese, essendo sui 400 gli iscritti a corsi diurni e serali rispetto al minimo dei 500 previsto dalla riforma Gelmini. Il sindaco di Vergato, Sandra Focci ha convocato per stasera alle 20,30, nell?edificio scolastico di Tolè, l?assemblea congiunta delle consulte della stessa frazione e di quella di Cereglio. Si vuol prendere posizione per contrastare tali prospettive. La riunione è aperta al pubblico e il primo cittadino non ha perso le speranze di rimediare ai rischi affidandosi a una precisa ancora di salvataggio. «Siamo impegnati ? spiega Focci ? nel sostenere l?azione della nostra Regione che insieme alle altre, e di tutte le colorazioni politiche, ha presentato ricorso sulla presunta incostituzionalità del decreto Gelmini. L?Emilia Romagna è inoltre intenzionata ad adottare un proprio atto di responsabilità, applicando le vigenti normative che prevedono la concessione di deroghe per la salvaguardia delle scuole di montagna. E? totale il nostro dissenso per la riforma ministeriale così come uscita». APPREZZAMENTO per l?iniziativa di questa sera è espresso dal coordinatore locale della Lega Nord, Francesco Indello. «Ringraziamo Sandra Focci ? dice ? per aver convocato l?assemblea delle consulte alla quale saremo presenti con la dottoressa Lucia Bergonzoni, responsabile del movimento giovani di Bologna. Reduce da una settimana di autogestione all?interno del Fantini, parteciperanno all?incontro i tre rappresentanti d?istituto Taddeo Gardenghi, Enrico Stagni e Alessandro Divani. «Solo la mia classe, V liceo ? spiega Gardenghi ? non ha preso parte all?autogestione con un esiguo numero di studenti di alte classi favorevoli alla riforma e intenzionati a non perdere sei giorni di lezioni in vista dell?esame. La settimana si è svolta all?insegna della tranquillità, con corsi autogestiti e una serie di dibattiti con gli insegnanti per approfondire gli aspetti della riforma. Una nostra delegazione ? spiega ancora Gardenghi ? sarà giovedì a Bologna per lo sciopero generale e un secondo gruppo si aggregherà agli studenti di Porretta per partecipare in treno alla manifestazione nazionale a Roma». Image: 20081028/foto/1142.jpg

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Scuola, la Regione ai sindaci: <Niente tagli in montagna> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-10-28 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Scuola, la Regione ai sindaci: «Niente tagli in montagna» Decreto Gelmini, Prade e Piccoli attaccano la Provincia Blitz dell'assessore Donazzan a Belluno: «Il ministro ha confermato le deroghe». Ma la mobilitazione non si ferma BELLUNO — Scuola, la Donazzan arriva a Belluno: «Nessun taglio alla scuola». Blitz in piena regola quello di ier pomeriggio dell'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan. Alla vigilia del vertice tra la Provincia e i sindaci di domani sui tagli alle piccole scuole del decreto Gelmini, convocato da Palazzo Piloni proprio in vista del vertice Regione-Province di giovedì, ha incontrato i sindaci a Palazzo Rosso per rassicurarli sulle scuole del Bellunese: «Ho incontrato la settimana scorsa il ministro Gelmini - ha detto l'assessore - Mi ha confermato l'esistenza di una deroga per le scuole di montagna e delle piccole isole». Quelli di montagna sarebbero salvi, perché già ridimensionati nel piano del 2000. Con l'assessore, a Palazzo Rosso, i sindaci di Belluno, Antonio Prade, di Perarolo, Ruggero Lollato, di Zoldo Alto, Roberto Molin Pradel, e di Sedico, Giovanni Piccoli, che ha annunciato, affiancandosi a Prade, di non voler partecipare alla riunione di domani in Provincia: «Bisogna approfondire la questione prima di convocare i Comuni ». Proprio Prade ha riattaccato la Provincia sul vertice: «Una discussione sul nulla, visto che nessun ridimensionamento è stato annunciato alle scuole del Bellunese». Prade ha ringraziato la Donazzan e la sua disponibilità «a fare chiarezza sulla riforma scolastica, intorno alla quale si è generato un clima di insicurezza che ha ben poco a che fare con la realtà». «La scuola attuale è diventato un parcheggio - ha commentato poi l'assessore comunale alla Cultura, Maria Grazia Passuello - . Con troppi insegnanti mal pagati e mal preparati è necessario oggi ridurre gli sperperi. Di fronte alla crisi attuale, è inutile fare battaglie per difendere posti di lavoro che, privi di una vera qualifica, rappresentano degli sprechi di risorse». L'assessore alla cultura si è poi soffermata su «informazioni date in maniera strumentale. Si sono confusi l'accorpamento amministrativo con quello dei plessi scolastici. Questa riforma - conclude - è il tentativo di creare un servizio al passo con i tempi per le nuove generazioni ». Dalla parte opposta, gli studenti medi che parteciperanno al corteo di giovedì. «Tra tutti i punti toccati dalla riforma, l'aspetto che critichiamo di più forza è la trasformazione delle scuole in fondazioni, dove un privato può mettere il becco afferma Francesca Bortot, esponente de «Gli studenti», uno dei movimenti che anima la protesta. Si mobilitano intanto anche le scuole che maggioramente, almeno sulla carta, sembrano rischiare. Il comitato studentesco del liceo classico di San Vito di Cadore ha organizzato per giovedì una manifestazione nella sala polifunzionale del paese. Durante la mattinata, annunciano in una nota, «non si parlerà di politica ma di scuola, per fornire a tutti un'informazione sulla riforma quanto più obiettiva possibile». Elena Placitelli Confronto Una manifestazione studentesca a Belluno contro il decreto Gelmini e l'assessore Donazzan ieri con Prade (Foto Cappello)

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<Studenti, basta proteste oppure perderete l'anno> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-10-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Scuola L'assessore Stanzione: mobilitazione matura e consapevole «Studenti, basta proteste oppure perderete l'anno» Monito del provveditore Iannuzzi ai ragazzi Oggi pomeriggio a Sant'Antonio di Pontecagnano un presidio con fiaccole, pile e accendini SALERNO —A rischio bocciatura gli alunni che diserteranno troppe lezioni per protestare contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. è il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Luca Iannuzzi a paventare la perdita dell'anno scolastico per gli studenti in agitazione. «In tutta sincerità - esordisce Iannuzzi - questa contestazione del mondo studentesco alla riforma della scuola voluta dal governo non la condivido. Anzi aggiungo che si tratta di una forma ingiustificata di protesta, priva di motivazioni e di ragioni valide. Con la medesima sincerità ribadisco che gli studenti stanno mettendo in pericolo l'andamento del proprio anno scolastico, rischiando la bocciatura qualora le assenze siano tante». Insomma chi contesta troppo ripete l'anno. Un messaggio chiaro che di sicuro raggiungerà i leader del movimento studentesco salernitano e che provocherà ulteriori polemiche. «Allo stesso modo - continua Iannuzzi - mi preme sottolineare che una volta manifestata la contrarietà a questa riforma con una giornata di sciopero, gli studenti avevano il dovere di tornare sui banchi e riprendere le lezioni. Siamo in un Paese democratico dove c'è un organo istituzionale, il Parlamento, che è delegato a legiferare». Di diverso avviso l'assessore provinciale alla scuola Pasquale Stanzione: «I ragazzi di tutti gli istituti stanno portando avanti una mobilitazione matura e consapevole, senza scontri con le forze dell'ordine e il corpo docenti. Non importa se protestano con l'autogestione o forme di didattica alternativa, l'importante è che lo facciano nel rispetto delle regole, in modo maturo, senza scadere nelle barricate ». Nel capoluogo intanto sono ancora diversi gli istituti in fermento, come l'Itis Focaccia dove gli allievi dopo le iniziali tre ore di lezione quotidiane, si autogestiscono il resto della giornata con incontri e dibattiti sui contenuti della riforma. Autogestione anche all'istituto nautico Giovanni XXIII mentre in altre strutture scolastiche come il liceo classico Tasso, lo scientifico da Procida e l'Itc Genovesi la protesta procede a singhiozzo. A Teggiano assemblea all'aperto, ieri mattina, degli studenti dell'istituto psico-pedagogico Pomponio Leto con l'adesione dei genitori. Mentre oggi alle 18 davanti alla scuola elementare di S. Antonio di Pontecagnano si danno appuntamento genitori, insegnanti e bambini per un presidio in difesa della scuola pubblica con fiaccole, pile, accendini per «fare luce sul buio che avanza». «Sono assolutamente d'accordo - conclude il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale - con i provvedimenti adottati dai singoli capi d'istituto. Va bene anche abolire le gite scolastiche o sospendere in massa le classi, sta alla discrezione dei presidi adottare i migliori strumenti idonei a invogliare i ragazzi a tornare a scuola». Umberto Adinolfi Flop L'assemblea di sabato scorso in piazza Flavio Gioia

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Ministre Gelmini e Carfagna invitate a <Exposcuola> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-10-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-10-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Dal 5 all'8 novembre Ministre Gelmini e Carfagna invitate a «Exposcuola» SALERNO — Potrebbe essere proprio la ministra più contestata del momento l'ospite d'eccezione di «Exposcuola», la cui nona edizione è in programma nel Campus di Baronissi dal 5 all'8 novembre. è stato lo stesso assessore provinciale alla scuola, Pasquale Stanzione, a rivelarlo: «Prima della mobilitazione studentesca avevamo preso contatti sia con la ministra Carfagna che con la ministra Gelmini. Entrambe erano interessare al confronto con i ragazzi. Ora non sappiamo se manterranno l'impegno». Il tema di quest'anno è l'Acqua. (f. b.) Maria Stella Gelmini La ministra

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Proteste, studenti in rivolta Occupato il liceo Fracastoro (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-10-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il fronte anti-Gelmini Proteste, studenti in rivolta Occupato il liceo Fracastoro VERONA - Da ieri la sezione staccata di Ca' di Cozzi del Fracastoro è occupata. E lo sarà fino a domani. Al Maffei, invece, si pensa alle lezioni in piazza, giovedì. A PAGINA 2 Martellato

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Tagli, l'assessore Donazzan garantisce <Non chiuderemo nessuna scuola> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'impegno Accorpamenti per docenti e amministrativi, plessi in salvo con le deroghe Tagli, l'assessore Donazzan garantisce «Non chiuderemo nessuna scuola» VENEZIA — Scuole e plessi salvi: nessuno tra gli studenti veneti perderà la scuola o sarà costretto a traslocare. A preparare i bagagli l'anno prossimo, negli istituti con meno di 500 alunni, saranno semmai i dirigenti. Lo garantisce l'assessore regionale Elena Donazzan, chiamata entro la metà di novembre a presentare in giunta il piano di dimensionamento scolastico previsto dal ministro Mariastella Gelmini per contribuire a ridurre gli sprechi. Lo stesso che, secondo l'assessore, «il Veneto da regione virtuosa sta già mettendo in pratica da anni». Piccole scuole di montagna a rischio? Grazie alle deroghe la maggior parte degli istituti montani non verrà sfiorato, come confermato anche dal-l'Ufficio scolastico regionale nella bozza di piano già consegnata al Ministero. Solo potranno essere accorpati personale amministrativo e dirigenti scolastici in una trentina di istituti, in montagna come in città. «Prendiamo le scuole in provincia di Belluno, come l'istituto comprensivo di Lamon che ha 300 studenti - conferma l'assessore Donazzan - è evidente che c'è una deroga e che l'istituto, che non ha nessuna scuola vicino, non è accorpabile. Un altro esempio è l'istituto Magarotto, scuola speciale per sordomuti: ha 56 studenti, ma certo non sarà soppresso». Eppure da qualche parte occorrerà metter mano. Lo ammette l'assessore: «Qualcosa evidentemente andremo a toccare, alcune proposte saranno meritevoli di una considerazione, lì dove non va a ridurre il servizio. In ogni caso non si chiudono i plessi, semmai si accorpano la dirigenza e il personale amministrativo». Merito del comportamento saggio tenuto dal Veneto che, dice l'assessore, ubbidendo ad un decreto del '98 dal 2000 in poi ha dato il via agli accorpamenti anche per permettere a comuni ed enti locali di sostenere i costi. Il Ministro Gelmini dovrà dunque rivolgersi altrove, e tirare la giacchetta ad altre regioni? Ne è convinta Elena Donazzan: «E finalmente. Anche se il presidente Galan ha detto che l'autonomia delle regioni dev'essere salvaguardata, penso che dovrebbero commissariare quelle che non risponderanno. Io dico ben venga la mano pesante dello Stato quando le regioni non sono virtuose. Noi abbiamo dimostrato che quando c'è ordine i risultati vengono, e quando c'è lassismo le cose vanno male». Una stoccata lanciata dritta alle proteste anti-Gelmini che infuriano in questi giorni: «Io vorrei andare a chiedere agli studenti delle università dove hanno letto dei tagli; ad alcune maestre elementari che hanno fatto sfilare i bambini, portandoli a farsi offrire la merenda dalle coop, se ce l'hanno con uno dei sette articoli del Decreto Gelmini. Agli studenti che faranno notti bianche, rave party, o che occupano, chiederei se non si rendono conto che questo decreto offre loro il blocco dei prezzi delle case editrici per i testi in uso». Il resto, si scaglia Elena Donazzan, è propaganda. Maria Paola Scaramuzza

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Lezioni in piazza e Università a lutto (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Lezioni in piazza e Università a lutto Da Venezia a Padova fronte comune tra studenti e professori Domani va in scena la «marcia funebre» per l'Ateneo patavino Giovedì probabile manifestazione sul Ponte della Libertà. Prime occupazioni negli istituti superiori veneti PADOVA — Lezioni in piazza, da Venezia a Padova. Un fronte comune del movimento di protesta degli studenti: bandite le aule, la parola d'ordine è portare l'insegnamento e l'Università nel cuore delle città. A Padova, professori e studenti, ricercatori e gran parte del personale tecnico-amministrativo sono schierati, compatti, contro la riforma ideata dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dal suo collega all'Economia Giulio Tremonti. Ieri già dalla mattina studenti e professori erano uniti nella protesta simbolo del Bo, le lezioni all'aperto tra piazze e Prato della Valle. All'ora di pranzo, il rettore Vincenzo Milanesi ha ricevuto nel suo ufficio al palazzo del Bo i presidi delle tredici facoltà dell'ateneo patavino. Un summit buono per rileggere insieme quanto stabilito, pochi giorni fa, dall'Aquis (Associazione per la qualità delle università statali italiane): «Se il governo Berlusconi non ci invierà al più presto segnali concreti – ha detto il rettore Milanesi – saranno messe in campo azioni anti- catastrofe, perché l'Italia non può rinunciare né alla formazione superiore del proprio capitale umano né alla ricerca». Domani, alle 17.30, partirà da via VIII Febbraio a Padova una «marcia funebre» in memoria dell'Università di Padova, che «si è spenta all'età di 786 anni». Una fiaccolata simbolica, con arrivo in Prato della Valle, a cui parteciperanno non solo gli studenti, ma anche i professori e, forse, lo stesso rettore Milanesi. «Ci sembra giusto e doveroso sfilare insieme ai ragazzi – spiega il preside di Scienze Politiche Gianni Riccamboni – anche per far capire davvero a tutta la città quello che sta accadendo e i pericoli che corre la nostra Università. I tagli previsti rischierebbero di affossare anche uno degli atenei finanziariamente più virtuosi come quello di Padova. Se il decreto dovesse essere approvato, per ogni cinque docenti, ammini-strativi e ricercatori che andassero in pensione, ne potremmo assumere soltanto uno. E a quel punto, sarebbe purtroppo inevitabile aumentare le tasse universitarie». Anche ieri, intanto, in tutte le facoltà patavine sono continuate le lezioni all'aperto, specialmente nelle Piazze del centro e lungo il fiume Piovego: lì stasera, dalle 20.30, le aule di Psicologia resteranno aperte fino a notte fonda per una lunga serie di assemblee e dibattiti. Poi, giovedì, nel giorno dello sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria, nuovo corteo di protesta lungo le vie della città del Santo: partenza alle 9.30 da Prato della Valle. A Venezia, oggi piazza San Marco diventerà un enorme aula all'aperto, dove terranno lezione due professori di Ca' Foscari e Iuav: Monica Centanni, docente di Archelogia e tradizione classica allo Iuav parlerà della nascita della democrazia, poi seguirà Mario Galzigna, docente di Storia della scienza a Ca'Foscari. Sempre oggi (su richiesta degli studenti), la seduta del Senato accademico dello Iuav, prevede uno spazio pubblico, aperto a docenti e ragazzi, in cui verrà riaperto il dibattito sulla legge 133 e i suoi effetti sulle università. Previste lezioni all'aperto anche in molti licei. Ma la giornata più calda dell'intera settimana sarà giovedì, quando in occasione dello sciopero degli stati generali della scuola, i tre atenei veneziani (con Ca'Foscari e Iuav anche l'Accademia delle Belle arti) con tutta probabilità manifesteranno sul Ponte della Libertà: l'idea è quella di un duplice concentramento per la mattina, uno in partenza da Piazzale Roma verso Mestre e un secondo da Mestre verso Piazzale Roma per incontrarsi a metà strada lungo il Ponte che collega Venezia alla terraferma. La conferma definitiva è prevista per oggi. Ieri intanto negli atenei sono proseguite le assemblee degli studenti, in trecento si sono riuniti da tutte le facoltà del capoluogo lagunare a discutere del futuro dell'Università e delle iniziative da mettere in campo nei prossimi giorni. E le divergenze non sono mancate: da una parte i sostenitori a oltranza di forme forti di protesta, dall'altra i fautori di iniziative più moderate. Ieri una decina di studenti di arabo del Dipartimento di studi eurasiatici della Facoltà di Lingue di Ca' Foscari si è trasferita con il loro docente in Campo. Intanto a Venezia sono iniziate le prime occupazioni di scuole superiori: al Vendramin Corner, all'Istituto d'arte e al liceo Franchetti di Mestre. Davide D'Attino Paola Vescovi Aule in piazza In piazza dei Signori a Padova gli studenti universitari mentre seguono le lezioni all'aperto (Foto Michela Gobbi)

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Lavavetri all'incrocio, è un prof di storia <Gelmini ci vuole così> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La provocazione Lavavetri all'incrocio, è un prof di storia «Gelmini ci vuole così» VENEZIA — Il primo arrivato ha abbassato il finestrino della sua berlina e ha ammesso candidamente di non avere spiccioli. Ci ha messo un po' per capire che non si trovava di fronte a un lavavetri immigrato ai semafori del Terraglio. Armato di secchio e spazzole c'era un insegnante di storia dell'arte con tanto di cartello appeso al collo: «Professore usa e getta». «Sono laureato, ho tre master e faccio il precario da diciassette anni». Beniamino Ponte allarga le braccia: «Con i tagli della Gelmini è questa la fine che faremo: saremo costretti a lavare i vetri delle macchine agli incroci». E' così che ieri all'incrocio tra via Pio X e via Fampanni a Mestre un gruppetto di venti insegnanti ha deciso di esprimere il suo dissenso nei confronti della riforma della scuola voluta dal ministro dell'Istruzione, in attesa della grande manifestazione che si terrà a Roma dopodomani. «Se non interveniamo in tempo, dal prossimo anno la scuola pubblica subirà una riduzione di settantamila insegnanti e di oltre quarantamila tra bidelli, tecnici e assistenti di laboratorio - dice Alessandra Micheletto, la maestra che ha organizzato la singolare protesta - solo per Venezia si parla di quasi ottocento docenti e cinquecento amministrativi. Un disastro». A dare man forte ai precari anche qualche insegnante di ruolo. «Non protestiamo solo per la perdita dei posti di lavoro - puntualizza Miriam Silvestri - ma soprattutto per le riduzioni degli orari che comprometterà la qualità della didattica, danneggiando gli studenti e il futuro di questo paese». Oltre un quarto dei docenti nella scuola pubblica è infatti precario e alcuni di loro non ricevono lo stipendio da fine settembre. «Il Ministero dice che c'è stato un errore nei database delle nomine e molti di noi non avranno un euro fino a gennaio - aggiunge Giovanna Peraro prima di lanciarsi sul parabrezza di un'utilitaria rossa - ma faremo ricorso e ci faremo pagare gli arretrati con gli interessi». Qualche simpatizzante lo trovano anche tra gli automobilisti. «Io sono con voi perché voglio che i miei figli abbiano un'istruzione decente - dice un uomo alla guida di un furgoncino - e anche perché i vetri li lavate proprio male...» Alessio Antonini In venti a Mestre La protesta organizzata da un gruppo di precari provenienti da scuole di ogni ordine e grado si è tenuta ieri a Mestre (Errebi)

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La mia lezione in piazza contro i nemici della cultura (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-10-28 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il commento IL GOVERNO E I TAGLI La mia lezione in piazza contro i nemici della cultura di UMBERTO CURI E ' rimasta celebre la frase che Mario Scelba, ministro democristiano degli Interni, noto anche per la sua propensione alla repressione violenta degli scioperi, pronunciò a Venezia durante il Congresso nazionale del suo partito ai primi di giugno del 1949. «Credete - chiese il ministro - che la Dc avrebbe potuto vincere la battaglia del l8 aprile se non avesse avuto in sé una forza morale, un'idea motrice, che vale molto più di tutto il culturame di certuni? ». A sessant'anni di distanza, pur fatte le debite differenze, lo stesso disprezzo per la cultura, lo stesso fastidio per tutto ciò che non sia riducibile al controllo diretto della politica, riaffiora nell'atteggiamento assunto dal governo nei confronti dei problemi della scuola e dell'università. Più ancora che nel merito tecnico dei provvedimenti assunti, prima ancora che nelle conseguenze dirompenti che scaturiranno dalla loro applicazione concreta, la profonda, radicale, insanabile, irredimibile avversione verso la cultura da parte del terzetto Brunetta- Gelmini-Tremonti si può cogliere nell'approccio col quale essi si misurano con le grandi questioni della formazione scolastica a tutti i livelli. Come se l'unico problema fosse quello di far quadrare i conti. Come se la questione di fondo fosse la «condotta» degli allievi, più che la loro crescita tecnica e intellettuale. Come se il taglio dei finanziamenti potesse servire magicamente a riqualificare gli studi. Come se bloccando il reclutamento dei giovani nella docenza si potesse migliorare la qualità dell'insegnamento. Culturame appunto. Un mondo, quello della scuola e dell'università nel quale, secondo il famigerato terzetto, si può e si deve intervenire senza andare per il sottile, senza aver esaminato nel dettaglio la specificità delle diverse situazioni, imponendo indiscriminatamente il lavacro purificatore dei «tagli», come se un organismo malato potesse risanarsi se all'infermità si aggiunga anche una mutilazione. Ma che importa? Culturame. Orpelli inutili, lussi costosi, privilegi inaccettabili sono considerate alcune conquiste di civiltà che sembravano ormai irreversibili, e che ora vengono assoggettate alla mannaia allegra di questi penosi epigoni di Savonarola. E dunque cancellato il team di insegnanti alle elementari, accorpate le classi delle scuole situate in località di montagna, bloccato il turn-over della docenza e del personale tecnico, drasticamente ridotto il fondo di dotazione per le università. Ciò che dovrebbe provocare indignazione e legittima ribellione non è tanto il dettaglio dei provvedimenti assunti per lo più sbagliati e spesso gravemente nocivi - ma l'atteggiamento da cui scaturiscono. Che non è quello di valutare cosa sia preferibile dal punto di vista pedagogico e sotto il profilo culturale generale, ma semplicemente quello di trattare anche la scuola semplicemente come un capitolo di spesa, anziché come un luogo di irrinunciabili investimenti per il futuro. Ciò che un ministro minimamente adeguato al ruolo che ricopre avrebbe dovuto spiegare - ma sarebbe stata davvero una missione impossibile - non è quanto quei provvedimenti consentiranno di risparmiare in termini di cassa, ma quali effetti avranno sotto il profilo della qualità della formazione. Avrebbe dovuto dirci, ad esempio, che il maestro unico è dal punto di vista educativo migliore del team, che le classi differenziate non producono pericolosi fenomeni di emarginazione, che le inefficienze e le storture dell'università attuale si rimediano tagliando i finanziamenti, che gli abusi nel reclutamento si sanano bloccando indefinitamente il ricambio nei ruoli della docenza. Piuttosto che sbandierare con giulivo orgoglio le cifre dei tagli, come se fosse un bollettino della vittoria, invece che la documentazione di una storica disfatta. Per testimoniare unitamente agli studenti, vittime di una mentalità ottusa e suicida, il rifiuto di una linea di intervento potenzialmente devastante, oggi terrò la mia lezione in piazza Capitaniato a Padova. Vuole essere un modo, modesto ma intransigente, per difendere la cultura contro la barbarie. Per cercare di far comprendere che la formazione non è «culturame » che si possa a proprio arbitrio decidere di falcidiare. Ma è il più grande e strategico investimento per il futuro di questo nostro sfortunato paese. \\ La formazione non è «culturame» che si possa a proprio arbitrio falcidiare ma è il più grande investimento

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L'altolà dei rettori: no ai tagli Rocca: vanno commissariate le università non competitive (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-28 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Assolombarda Convegno con Formigoni L'altolà dei rettori: no ai tagli Rocca: vanno commissariate le università non competitive I rettori milanesi non indietreggiano: l'università è «sottofinanziata», anche se «i punti critici ci sono». Confindustria, invece, chiede qualità — «ai nostri laureati serve una formazione più solida» — e il vicepresidente Education, Gianfelice Rocca, chiede «autonomia per gli atenei competitivi e commissariamento per quelli che non raggiungono certi standard ». Su un punto, però, sono tutti d'accordo: «Il tempo sta per scadere, dobbiamo fare in fretta». Assolombarda, mattinata dedicata al «mercato del lavoro per i laureati», convegno organizzato dal Cilea. Tra i relatori ci sono i rettori Enrico Decleva (Statale), Marcello Fontanesi (Bicocca), Angiolino Stella (Pavia). Si parla di placement e di prospettive per i neo-dottori. E, naturalmente, delle contestazioni che stanno investendo il mondo dell'istruzione. Decleva, che è anche presidente della conferenza dei rettori (Crui), non ha dubbi: «Con i tagli della Finanziaria non si programma nulla. Sono insostenibili». Conclusione: «Il mio augurio è che ci sia una risposta adeguata da parte del Governo nel giro di pochi giorni, al massimo di settimane, per poter programmare il futuro dell'università». Un rimedio. Subito. Ne è convinto Gianfelice Rocca: «I prossimi sei mesi sono fondamentali per creare un tavolo che lavori sulle risorse e sul modo in cui vengono spese». Con la consapevolezza che «alcuni atenei non parteciperanno perché sono da commissariare». Altrimenti «rovinano tutto il sistema». Rocca ne è convinto: «è l'unica strada». Perché il punto, adesso, «non è il numero di laureati, ma la loro qualità». Luci da premiare e ombre «da disincentivare ». E più coraggio, «per evitare che i cittadini virtuosi finiscano col pagare per i viziosi». Passando «dagli annunci» (tema su cui Rocca è critico) ai fatti. Soprattutto se si tratta di scuola che, a differenza dell'università («sottofinanziata »), «non può essere un sistema contro la disoccupazione», perché così «facciamo male ai nostri giovani». Dunque i fatti. E le proposte di Confindustria: premiare il merito degli insegnanti, dare più autonomia ai presidi, rafforzare l'istruzione tecnica. E per gli atenei, finanziamenti in base a parametri di valutazione e reclutamento più trasparente. Certo, 5.500 corso di laurea sono tanti, «e negli atenei c'è troppo corporativismo ». Dunque — conclude Rocca — «serve una grande operazione morale per non fare dell'università la grande area della disoccupazione intellettuale». Il 2010: «La soglia delle soglie». Anche se Decleva precisa: «è vero, ci sono alcune criticità, ma negli atenei non ci sono solo spreconi che sistemano figli e amanti. Evitiamo il processo alle streghe». E se per il presidente lombardo Roberto Formigoni «le manifestazioni sono largamente strumentalizzate e mosse dall'interesse di qualche barone», il rettore della Bicocca conclude: «Siamo pronti a fare la nostra parte per superare questo difficile momento, ma non dimentichiamo che il compito dell'università è diffondere la conoscenza». Le accuse «L'università è sottofinanziata ». «Ai nostri laureati serve una formazione più solida» Bicocca Incontro degli studenti contro il decreto Gelmini Annachiara Sacchi

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Lezioni in piazza per i liceali <Con il permesso dei genitori> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-28 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE L'iniziativa del «Marconi» Lezioni in piazza per i liceali «Con il permesso dei genitori» Lezioni in piazza. Ma per liceali, questa volta. E con l'autorizzazione dei genitori. è l'iniziativa di un gruppo di professori dello scientifico Marconi che questa mattina proporranno una serie di corsi (non alternativi: italiano, latino e le altre materie curricolari) per «esprimere il nostro dissenso nei confronti del decreto Gelmini». A spiegarlo è Piergiorgio Pardo, insegnante di lettere: «Abbiamo aderito a questo progetto perché sollecitati dai ragazzi». La condizione: «Che le famiglie fossero d'accordo». Perché «è importante la comunione di intenti tra tutte le componenti della comunità scolastica». L'appuntamento è per questa mattina dalle 11 alle 13 in via dei Ciclamini, di fronte al centro sportivo Agorà, zona Inganni.

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Occupato il Boccioni. Studenti bendati all'Agnesi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-28 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Scuola Corteo dal Politecnico alla Triennale. Oggi negli istituti superiori le riunioni per preparare lo sciopero di giovedì Occupato il Boccioni. Studenti bendati all'Agnesi Bicocca, assemblea anti-riforma assieme al rettore. Ma in Statale An appoggia la Gelmini Oggi in Galleria i Consigli di facoltà, fiaccolata di Retescuole in Cordusio Le liste di area Cl: no al blocco della didattica Occupazioni (dei liceali), sfilate (degli studenti del Politecnico), lezioni in strada (Brera e Scienze Politiche), Stati generali (in Bicocca), cortei (delle mamme in corso San Gottardo), fiaccolate (di Retescuole, stasera alle 18.30 da Cordusio), consigli di facoltà all'aperto (stamattina in Galleria). Non si ferma la protesta anti-Gelmini. L'Onda passa per le aule degli istituti superiori, raggiunge i chiostri della Statale, scende in piazza. Per farsi sentire e organizzarsi. In vista del corteo di giovedì. Ragazzi bendati per entrare a scuola, «perché la riforma ci svuota i cervelli anziché riempirli ». E assemblee per «decidere le prossime mobilitazioni». è cominciata così la mattinata negli istituti superiori della città. Occupazione all'artistico Boccioni, «grazie anche al sostegno del corpo docente», così come all'Omero e il Majorana di Cesano. Discussioni all'Ettore Conti, Severi, Tenca, Russel e Marconi. Sit-in al Bottoni. Al magistrale Agnesi gli studenti sono entrati in classe con una benda bianca, si sono seduti in corridoio e hanno inscenato uno sciopero delle lezioni. Al Boccioni l'assemblea ha deciso per l'occupazione fino a domani: «Si dorme in istituto». Questa mattina dovrebbe toccare al Manzoni. E ci saranno assemblee «occupate» al Parini, Galvani, Steiner e Primo Levi. Le università: ieri lezione in corso Vittorio Emanuele sul «meticciato Metropolitano» con una settantina di ragazzi con corteo (non autorizzato) da Scienze politiche. Altro corso en plein air: davanti alla Triennale, dove sono arrivati (bloccando il traffico) in duecento dal Politecnico. Ancora: assemblea in piazza Leonardo da Vinci (600 in tutto) e in Bicocca, 1.200 tra studenti e docenti e il rettore, Marcello Fontanesi. In Statale, invece c'era Antonio di Pietro: «Questa non è una riforma, è un metodo per trovare fondi». Risposta del collettivo di Scienze politiche: «I tentativi di cavalcare l'onda da seduti in parlamento dimostrano esattamente la debolezza e la contraddizione di chi propaganda l'anti- politica e poi cerca consensi ». C'è anche chi si mobilita contro la mobilitazione. Come gli studenti di Azione Universitaria (An), che hanno organizzato un'assemblea in Statale «per smascherare le proteste strumentali di questi giorni». Durante l'incontro è stata presentata una piattaforma di proposte «per far crescere il nostro movimento, diverso da chi si fa strumentalizzare dai baroni». I giovani di Au chiedono che il ministro Gelmini «non si limiti ai pochi interventi operati finora, ma affronti il problema nella sua interezza». Infine una raccolta di firme: la propongono Obiettivo Studenti (vicina a Cl) e Unicentro «contro qualunque blocco della didattica». B. Arg. A. Sac.

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<Il successo val bene un'acca> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-10-28 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Alcatraz Stasera sul palco la «teen band» che grazie a una parodia di Elio sbancò Sanremo «Il successo val bene un'acca» I due fratelli Sonhora: «Prima dei concerti litighiamo, ci fa bene» «I l problema vero è che sul palco non ci riusciamo a sentire. Ogni volta che parte una canzone, giù un mare di urla delle fan». Questi i problemi di ordine quotidiano per una cosiddetta "teen band", i complessini di adolescenti per adolescenti che ultimamente stanno proliferando. A «lamentarsi» sono i Sonhora: i fratelli dal volto efebico, Diego e Luca Fainello, 22 e 26 anni, che l'anno scorso han sbancato Sanremo, vincendo nella categoria giovani con una canzone che più sanremese non si può: «L'amore ». E attirando l'attenzione del pestifero Elio al Dopofestival che li prese per i fondelli per via di quell'acca in mezzo al nome. «Una parodia diventata un video cliccatissimo su Youtube — racconta Luca, il più grande, quello che scrive i testi — dobbiamo proprio ringraziare Elio». Le urla sovrastano dunque tutto ai concerti del tour «Liberi da sempre», dal titolo dell'album d'esordio, che stasera fa tappa all'Alcatraz. «Ma di tant a passione non approfittiamo— dice Diego, il più piccolo, quello che arrangia le musiche—. Anche se non siamo fidanzati, sappiamo ben distinguere la vita privata dalla pubblica». Ma soprattutto ai due non piace il suffisso «teen» davanti a band: « Non facciamo solo pop— sostiene Luca — ai concerti ci accompagna un gruppo rock. E cerchiamo di infilare cover dei Dire Straits o di BB King. Che le fan magari non conoscono». D'altra parte, i fratelli, prima della notorietà, suonavano nei pub sul lago di Garda, a due passi dalla natia Verona. «Non c'erano ragazzine. Ma turisti tedeschi, adulti ed esigenti». Dalle ragazzine urlanti ai loro coetanei che in questi giorni scendono in piazza contro la riforma della Gelmini. Diego: «Non ne so molto, siamo sempre in tour e non leggo i giornali, nè guardo la tv». Luca: «Io sono d'accordo con loro: gli ultimi costi da tagliare sono quelli della scuola». Rispetto al cliché pop, quello dei fratelli-coltelli alla Gallagher, i due dicono di riconoscersi in parte: «Io sono Noel, il riflessivo e lui è Liam, l'arrabbiato — racconta Luca —. Litigare fa bene, soprattutto prima dei live, saliamo sul palco belli caldi». Ma l'acca la togliamo o no?. «No, ci ha portato fortuna. Se ci fossimo chiamati Sonora, non ci avrebbe filato nessuno», rispondono all'unisono i fratelli. Chiamali scemi. Veronesi Diego e Luca Fainelli, 22 e 26 anni: esordirono sul Garda Matteo Cruccu Alcatraz, Via Valtellina 32, ore 21, ingr. 23 euro.

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Tutto pronto per la protesta Gli studenti giovedì in piazza (sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-10-28 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Decreto Gelmini Ieri l'assemblea: «Saremo più di mille» Tutto pronto per la protesta Gli studenti giovedì in piazza BOLZANO — Il dado è tratto: gli studenti hanno deciso ieri pomeriggio alle 16 tutti i dettagli circa la manifestazione che si svolgerà il 30 ottobre. Il ritrovo, a detta degli organizzatori nonché rappresentanti d'istituto delle scuole superiori di lingua italiana, avverrà in piazza Mazzini. Sono previsti oltre mille manifestanti tra cui anche piccole delegazioni di universitari dell'ateneo bolzanino. è confermata anche una folta rappresentanza dei docenti scolastici. «Questo corteo sarà imponente — afferma Diego Zambosi, rappresentante d'istituto del liceo classico Carducci —. Di meglio non potevamo fare. Abbiamo ottenuto i permessi sia dai nostri presidi sia dalla questura ». La manifestazione toccherà innumerevoli tappe nelle quali i ragazzi urleranno la propria rabbia nei confronti del decreto Gelmini. Il corteo passerà per piazza Mazzini, corso Italia, via Orazio, piazza Vittoria, ponte Talvera, via Rosmini, piazza Sernesi e per ultimo piazza Domenicani. «Abbiamo deciso nella conferenza interscolastica questo percorso — dice sempre Zambosi — perché lo reputiamo il più idoneo per i nostri obiettivi: farci sentire». Non tutte le scuole, a detta dei vari rappresentanti d'istituto, potranno prendere parte alla manifestazione. Sicuramente le Marcelline non saranno presenti, assicurano i ragazzi, né scenderanno in piazza gli studenti delle altre scuole private. «Abbiamo cercato di organizzare una fitta campagna informativa nelle scuole paritarie. Siamo certi che ci sosterranno e apprezzeranno il nostro gesto — prosegue Zambosi — dubito, però, come ci hanno detto più volte, che saranno al nostro fianco giovedì 30 ottobre». Le strategie per la realizzazione del corteo sono durate oltre due ore nelle quali ogni rappresentante d'istituto ha dato il proprio contributo. Durante l'assemblea, svoltasi presso l'istituto tecnico industriale, sono stati nominati anche i responsabili dell'ordine. Zambosi prosegue: «Le forze dell'ordine faranno sicuramente il loro lavoro e ne sono profondamente grato, noi faremo il nostro per sedare i facinorosi. L'ultima cosa che vogliamo è arrivare ad uno scontro diretto». I ragazzi hanno stabilito nei minimi dettagli anche gli slogan. «Non vogliamo — dice sempre il rappresentante del liceo Carducci — che ci siano cori insensati. Noi scenderemo in piazza contro la Gelmini e Berlusconi. Non lascerò che alcune teste calde insultino, ad esempio, le forze dell'ordine». La manifestazione, secondo i progetti odierni, sarà pacifica. L'unica «arma» usata dai ragazzi delle scuole superiori sarà la parola. «Ci porteremo dei megafoni — prosegue Zambosi — vogliamo urlare così forte che la Gelmini ci possa sentire fino a Roma». Le forze dell'ordine, d'altro canto, non paiono preoccupate per questo evento e, a loro dire, manterranno il tradizione schieramento. «Di manifestazione ne ho viste molte duramente la mia carriera — dice un poliziotto — sicuramente quelle degli studenti sono pacifiche. Non avranno nulla di che temere, come del resto, è sempre stato». Fruscii di fondo provengono anche dalle scuole superiori di lingua tedesca. Pare che qualcosa lì inizi a muoversi. «Anche da noi si sono svolte assemblee conoscitive — dice Maurizio Patat preside del liceo scientifico Klebelsberg —. L'altra settimana i ragazzi si sono ritrovati per discutere e per confrontarsi tra di loro in merito al decreto Gelmini». Alcune voci interne ai vari istituti tedeschi fanno trapelare l'ipotesi di una partecipazione al corteo. Nulla, comunque, è ancora definitivo. Non sarebbe, infatti, la prima volta che italiani e tedeschi si ritrovino concordi sulla medesima idea. Mangesh Gandini In marcia Il corteo contro la riforma

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Né rossi né neri: nascono <Gli Irrappresentabili> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-28 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Senza etichette La De Gregorio e l'Annunziata sottolineano l'indipendenza dei giovani dalla politica: «Non strumentalizzati» è il loro slogan Né rossi né neri: nascono «Gli Irrappresentabili» E nel suo liceo-icona, il Giulio Cesare di Roma, la destra si allea con sinistra e «apolitici» ROMA — Cosa c'era scritto sullo striscione srotolato l'altra sera dagli studenti sul «red carpet» del Festival del Cinema? «Pay attention (fate attenzione, ndr) Movimento Irrappresentabile ». Proprio così. Sembra questa, oggi, la prima, vera, grande preoccupazione dell'«Onda» che avanza. Non si lasciano strumentalizzare, gli studenti. Né rappresentare. Dai partiti, dai sindacati, dai professori. Liceali e universitari non lo vogliono affatto. E lo dicono in tutti i modi: «Studente non strumentalizzato», è uno dei cartelli che usano appiccicarsi addosso, per esempio, quando sfilano nei cortei. L'altro giorno, il quotidiano l'Unità ha pubblicato un reportage nei licei occupati di Roma. Uno studente diceva: «Non lasceremo che i partiti mettano il cappello sulla nostra protesta, perché non è né di destra né di sinistra, è in difesa della scuola pubblica ». Così, nel suo editoriale, il direttore de l'Unità, Concita De Gregorio, all'indomani del grande raduno del Pd al Circo Massimo, coglieva giusto quest'aspetto: «Gli studenti non sono andati al Circo Massimo. C'erano, ma non c'erano. Erano mescolati, senza insegne, ai genitori e agli insegnanti ». Né di destra né di sinistra, dunque. Lucia Annunziata, ieri mattina, su La Stampa, sottolineava la vera novità del movimento 2008: «La politica è "un cappello", senza distinzioni, non più un aiuto naturale per chi protesta, ma addirittura un ostacolo». Questo, dunque, non è un movimento «bipartisan»: semplicemente perché i partiti non ci sono, non li vogliono, non sono stati invitati. E quando pure s'avvicinano, ecco che vengono contestati: davanti a Montecitorio, la settimana scorsa, durante una delle lezioni di Fisica in piazza, un consigliere comunale del Pd aveva provato ad accostarsi alle lavagne, ma è stato respinto con perdite («Vai via, sei qui solo per le telecamere...»). E lo stesso è avvenuto sotto al Senato, venerdì scorso, quando Paolo Ferrero di Rifondazione e una delegazione del Pd aveva tentato di interloquire con gli studenti davanti a Palazzo Madama. Niente da fare: fischi e cori per tutti. Così, lontano dalle parole d'ordine dei partiti, dalle etichettature dei giornali, dalle divisioni monolitiche del passato, è in questo clima che si trovano a marciare insieme oggi quelli con la kefiah e con le teste rasate, pugni chiusi e braccia tese, stelle rosse e magliette nere, i ragazzi del Blocco Studentesco (ultradestra) e i liceali dell'Unione degli studenti. E se pure litigano tra loro perché, per esempio, ieri mattina in piazza Venezia un gruppo gridava «Duce, Duce». E se pure non mancano episodi di matrice squadrista (due studenti di sinistra del liceo Tasso picchiati da quelli del Blocco studentesco), alla fine però a protestare davanti al Senato ci vanno tutti insieme. Compatti. Contro la Gelmini, contro il ministro Tremonti, contro i tagli alla ricerca e il rischio-privatizzazione. Strumentalizzati no, protagonisti sì: l'Onda travolge gli schemi. «Protestiamo in difesa della scuola della Costituzione, libera e pubblica, che garantisca l'istruzione senza discriminazioni di alcun tipo», recita il documento comune, votato e diffuso in serata dagli studenti del «classico» Giulio Cesare. E anche lì, nel liceo di Corso Trieste, quasi un'icona della destra a Roma trent'anni fa, studenti di sinistra («Lista Palomar») e di destra («Lotta studentesca»), sostenuti da un terzo gruppo di apolitici («Gruppo becero»), hanno vinto le resistenze degli altri compagni di scuola (in tutto sono 1300 gli iscritti) e hanno mandato a casa ieri mattina professori e bidelli. Non è chiaro se pure lo striscione che hanno appeso all'ingresso sia oggi il frutto del grande compromesso tra le due anime degli studenti in lotta. Nella prima riga, infatti, «Giulio Cesare» è scritto in nero; nella seconda, però, «Occupato» è rosso-sangue. Di certo, l'attenta «par condicio» dei colori si rispecchia perfettamente nelle diverse identità politiche degli occupanti. L'obiettivo, però, resta comune. Scritta in «par condicio» Il nome del liceo «Giulio Cesare» è scritto in colore nero ma, subito sotto, la parola «Occupato» è rosso sangue Fabrizio Caccia

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Sindacati contro la Gelmini Inni al Duce, il corteo si spacca (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-28 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Scuola «Famiglia Cristiana» attacca il decreto. Ma la Cei: dannoso intervenire agitando la piazza Sindacati contro la Gelmini Inni al Duce, il corteo si spacca Assedio al Senato dei manifestanti. Di Pietro: sono la diga anti-dittatura ROMA — Le è bastato citare come esempio da seguire Barack Obama per finire in mezzo a un fuoco di polemiche. Ma anche le dichiarazioni sull'imminente sciopero generale nella scuola, definito dal ministro Gelmini nella sua intervista al Corriere, «il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile » hanno scatenato dure reazioni da parte dei sindacati. «Non è una gita fuori porta, ma un sacrificio per i lavoratori che perdono un giorno di stipendio » hanno replicato insieme ad esponenti dell'opposizione. Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera, quelle della Gelmini sono «parole di un' arroganza e di una gravità inaudita: lo sciopero è un diritto riconosciuto dalla Costituzione ». Stessa posizione del segretario dell'Ugl, Mascolo. Per quello della Cisl scuola, Scrima, la Gelmini «rifiuta l'ascolto e il dialogo». Dietro «lo sciopero di giovedì — assicura Di Menna, della Uil — ci sono obiettivi chiari e concreti e un fortissimo disagio». Il ministro «lancia messaggi propagandistici » secondo Di Meglio segretario nazionale della Gilda. Tutto questo mentre nella Capitale va «in onda» un'inedita alleanza di kefiah e teste rasate, stelle rosse e magliette nere che fermano il traffico del centro. Forte tensione e qualche spintone solo dopo che qualcuno con il riflesso condizionato, in piazza Venezia, invoca il Duce. Il corteo si divide ma alla fine arrivano insieme. L'onda intera si incanala nella Corsia Agonale, la strada che da piazza Navona sbocca davanti al Senato. Trova una sponda insperata in Famiglia Cristiana, il settimanale dei paolini che negli ultimi mesi ha aumentato la voga antigovernativa, che ha chiesto con forza «la sospensione o il ritiro» del decreto puntando l'indice contro i privilegi che «squalificano il Parlamento». «Un Paese in crisi trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola?», si è domandata. «Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti ». Su tutt'altra posizione, però, il responsabile scuola della Conferenza episcopale, Diego Coletti, vescovo di Como intervistato da Radio Vaticana. «Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile », sottolinea monsignor Coletti, per il quale «bene ha fatto il ministro» a porre questioni come quella del «maestro unico ». In ogni caso, secondo il vescovo, per risolvere i problemi della scuola italiana, risulta «inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze». Anche il presidente Schifani, da Palermo, ha speso parole di dialogo: «Tutte le volte in cui si cerca di riformare la scuola ci sono sempre state proteste nel nostro Paese, poi però si è sempre trovato un momento di sintesi», ha detto la seconda carica dello Stato, «fiducioso» che la Gelmini manterrà l'impegno per un confronto con gli studenti. I ragazzi hanno annunciato che forse dormiranno davanti al Senato questa notte, aspettando che l'Aula ricominci a discutere, per poi votare, domani, il decreto, proprio alla vigilia dello sciopero generale. In ogni caso, comunque, si va verso il «sì» (definitivo «e senza modifiche», come ha annunciato il capogruppo Pdl alla Camera, Cicchitto) al provvedimento, mentre crescono i gruppi di studenti su Facebook e sui siti che appoggiano il ministro. D'Alema ha ribadito che se il decreto non viene ritirato non è possibile il dialogo, ma oggi a Palazzo Madama ci si aspetta qualche colpo di teatro soprattutto da parte del partito di Di Pietro. Ieri il senatore dell'Idv Pedica è riuscito a calare uno striscione «Siamo con voi» da una finestra che affaccia proprio sopra l'ingresso principale. E l'ex pm, a Milano, ha varcato di persona i portoni della Statale proclamando che gli studenti «sono la diga contro questo straripare dittatoriale». M.Antonietta Calabrò

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M ariastella (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-28 num: - pag: 10 autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina M ariastella Gelmini: «Protesta di pochi». Idee confuse sui cortei ma chiarissime sugli uomini: le piaceva Veltroni quando aveva potere, Berlusconi che ce l'ha e Obama che l'avrà. lsotis@corriere.it

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Corteo e striscioni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-28 num: - pag: 10 categoria: BREVI Corteo e striscioni «Giovinezza al potere», uno striscione dei ragazzi di destra contro la Gelmini

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La manifestazione di Roma. (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-28 - pag: 23 autore: La manifestazione di Roma. Tensioni fra destra e sinistra per alcuni cori che intonavano «Duce, Duce» E il corteo degli studenti si spacca Eugenio Bruno ROMA «Onda anomala». Così si autoproclama il movimento di protesta contro la riforma Gelmini. Ed è una definizione alquanto appropriata, specie se si prova ad analizzare i diversi rivoli in cui la contestazione si dipana o a segmentare la galassia di sigle che la compongono. Una prima anomalia riguarda la trasversalità dei protagonisti. E se vedere gomito a gomito nelle stessa piazza studenti medi e universitari non è una novità, sicuramente più raro è assistere a una mobilitazione che annoveri anche docenti (ad esempio è partita ieri a Firenze la maratona di 24 ore di lezioni no-stop presso la Facoltà di matematica) e ricercatori. Risultato: la contrarietà al ritorno del maestro unico e alla reintroduzione del cinque in condotta previsti dal decreto Gelmini s'intreccia con la critica dei tagli contenuti nella Finanziaria 2009 o la "stretta" sulla stabilizzazione dei precari voluta dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Una varietà di richieste e proclami che si riflette anche sul web. Tanto è vero che ai blog contro la legge 133, che ha convertito in legge il Dl 112 con la manovra d'estate,si sommano i siti aperti dai comitati che nascono di ateneo in ateneo; così come agli appelli del personale scolastico si aggiungono le petizioni dei genitori. Un'altra anomalia è di tipo politico. Sebbene per ragioni diverse e con motivazioni differenti sul piede di guerra si trovano studenti sia di destra che di sinistra. Basta guardare cosa sta accadendo nella Capitale, dove anche ieri si sono succeduti cortei, sit-in e occupazioni. In mattinata un gruppo di circa 5-6mila appartenenti alle scuole del IV municipio è partito da piazza della Repubblica con destinazione Palazzo Madama. Ma a piazza Venezia la testa del corteo (che doveva essere dichiaratamente apolitico) è stata presa al grido di «Duce, Duce» dai rappresentanti di Blocco studentesco; sigla vicina all'estrema destra della Fiamma tricolore. A quel punto il plotone si è spezzato in due, con gli studenti di sinistra che hanno tentato di dirigersi verso i Fori imperiali (incontrando il blocco delle forze dell'ordine) e gli altri che hanno raggiunto Palazzo Madama. Dando vita a un sit-in di protesta che ha fatto da antipasto a ciò che accadrà oggi e soprattutto domani, quando l'aula del Senato dovrebbe dare il via libera al decreto Gelmini. Stesso discorso per le occupazioni. All'elenco di scuole "in mano" agli studenti ieri si sono aggiunti, tra gli altri, il Giulio Cesare, il Manara e il Carlo Levi. In quest'ultimo caso l'azione è stata condotta dai giovani di Azione studentesca per protestare contro «l'intoccabile casta dei professori che sta strumentalizzando le proteste di questi giorni», come ha sottolineato il presidente provinciale dell'organizzazione di area An, Andrea Moi. Una dichiarazione criticata dall'Unione degli studenti (Uds), una sigla storicamente di sinistra. Ma se in questi casi la contrapposizione sembra ricalcare la vecchia dialettica destra-sinistra, in altre circostanze i contorni sono più sfumati. Come testimonia la galassia qui in alto (che è solo una minima parte dell'affresco essendo limitata agli studenti medi), non è sempre facile ricondurre questa o quella sigla a una specifica forza politica. Specie nel centro- sinistra dopo la nascita del Pd. Sparita la Sinistra giovanile e in attesa che nascano i giovani democratici, infatti, a dividersi la scena sono rimasti Uds e Rete degli studenti medi, la sigla nata un paio di mesi fa dalla fusione tra ReDs (ex Uds vicini alla Cgil), Studenti di sinistra (ex Ds) e Isim. In realtà, anche dove l'appartenenza appare più chiara ( ad esempio nel centro-destra) non sempre le posizioni espresse dalle "filiali" corrispondono alle direttive della "casa madre". Ed è forse per chiarirlo che i gruppi parlamentari del Pdl hanno fissato per oggi una riunione in cui spiegheranno la riforma agli studenti d'area. APPARTENENZE FLUIDE Soprattutto a sinistra le sigle studentesche non sono facilmente riconducibili a precise forze politiche Il Pdl oggi chiama i «suoi»

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Scuola, la maggioranza tira dritto (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-28 - pag: 23 autore: La riforma Gelmini. I capigruppo Pdl chiudono a qualunque modifica: domani al Senato il sì definitivo al provvedimento Scuola, la maggioranza tira dritto Famiglia cristiana: il Governo rinunci - Cei: decreto non adatto, ma sbaglia anche il Pd Luigi Illiano ROMA Il testo del decreto Gelmini sulla scuola domani sarà approvato, in via definitiva, dal Senato nella versione che ha ottenuto il via libera alla Camera, lo hanno garantito ieri i capigruppo del Pdl di Montecitorio e Palazzo Madama, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Proprio sul decreto ieri è intervenuto il settimanale cattolico "Famiglia cristiana" che nel prossimo editoriale chiede di ritirare, o sospendere, il provvedimento «per il bene della scuola e del Paese». "Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa" è il titolo dell'editoriale di "Famiglia cristiana" che non fa sconti: «Studenti e professori hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati ». Nel mirino – continua il settimanale – c'è una legge approvata di corsa, in piena estate. E di fronte alle proteste nelle scuole non «si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e baronie, nonché le allegre e disinvolte gestioni». «Un Paese in crisi trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola? – domanda il settimanale cattolico –.Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti». Quello di "Famiglia cristiana" ieri non è stato l'unico intervento sul decreto da parte del mondo cattolico. «è una scelta difficile procedere su questi problemi a colpi di decreti legge,ma dall'altra parte mi sembra inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze », ha affermato monsignor Diego Co-letti, presidente della commissione Cei per la scuola, intervistato dalla Radio vaticana. «Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile, – ha detto Coletti – però bisogna anche dire che le riforme che si sono susseguite negli anni passati non hanno avuto la possibilità di una verifica e alcune questioni come il maestro prevalente o il controllo della disciplina e del profitto sono state abbandonate a qualche intuizione. Bene ha fatto il ministro – ha rimarcato ancora Coletti – a mettere i puntini sulle "i" su queste questioni. La risposta poteva essere anche un po' più ragionata e pacata da parte di chi non fosse d'accordo». Intanto, proseguono le contestazioni nelle scuole e negli atenei. Il Pd ha convocato per oggi il Governo ombra proprio per discutere di scuola e università. E, con una scansione tambureggiante, il giorno dopo l'approvazione del decreto ci sarà lo sciopero generale della scuola. I sindacati fanno sapere cheè tutto pronto per la manifestazione unitaria (promossa da FlcCgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda degli insegnanti) in programma giovedì 30 ottobre. Le organizzazioni rivendicano il valore dello sciopero come strumento di lotta e di democrazia, di fronte alle dichiarazioni del ministro Gelmini che ha definito la mobilitazione generale «il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile». VERSO LO SCIOPERO Giovedì la protesta unitaria di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda Oggi i Democratici riuniscono il Governo ombra su istruzione e università

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Barricate, sit-in, assemblee Superiori: la lista si allunga (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-28 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Barricate, sit-in, assemblee Superiori: la lista si allunga Istituto d'arte e Corner occupati, Artistico in autogestione Oggi a San Geremia fiaccolata contro il maestro unico. All'Algarotti lezione di riforma con Mazzonetto e Reberschegg VENEZIA - L'«onda» raggiunge Venezia e dopo Roma e Milano la protesta studentesca dilaga in città. Ieri le scuole superiori di Mestre e Venezia si sono risvegliate dal fine settimana tra occupazioni, con tanto di «barricate » all'istituto d'arte di Mestre e al Corner di Venezia, sit-in, autogestioni e interminabili assemblee. I modi e le forme del dissenso sono diversi ma l'obiettivo è comune: fermare la riforma Gelmini. E così all'istituto per dirigenti di comunità Corner ai Carmini i ragazzi si sono barricati all'ultimo piano dell'edificio nella notte tra domenica e lunedì. Solo dopo lunghi colloqui con la preside, i giovani hanno tolto i banchi dalle porte ma fino a venerdì niente lezioni. Oggi infatti sono in piazza San Marco e giovedì in corteo per dire no alla riforma. Al di là del ponte della Libertà, all'angolo tra via Tasso e corso del Popolo, l'istituto d'arte è stato occupato di prima mattina. Qui dopo aver bloccato gli accessi e sospeso le lezioni, è iniziato il via vai di giovani con cartelloni e striscioni da affiggere sulle finestre. Una delegazione dei colleghi del liceo classico Franchetti ha portato la propria solidarietà agli occupanti. «I politici devono ascoltarci e ritirare la riforma - dicono i giovani in corso del Popolo - oggi pomeriggio (ieri, ndr) ci riuniamo tra rappresentanti di tutte le scuole e dell'università per decidere come proseguire le mobilitazioni». Nel frattempo, in rione Pertini, all'istituto psicopedagogico Stefanini andava in scena un sit-in sulla falsariga di quanto organizzato la scorsa settimana al turistico Gritti mentre al liceo scientifico Morin di Asseggiano era in corso un'assemblea. «No alla legge Gelmini, no alla privatizzazione della scuola», recitano gli striscioni dell'«onda » veneziana. «Abbiamo scelto la via del sit-in per studiare e capire quali sono le riforme e quali i tagli», spiega Nicolò Pozzobon, rappresentante di istituto allo Stefanini. La giornata di ieri allo psicopedagogico è stata scandita da tempi ben precisi, elencati nel cartello appeso al cancello: alle 7.30 accoglienza con musica, 8 breakfast e poi assemblea, unica pausa concessa alle 11 come in una normale giornata di scuola. Simile cartello si trova all'ingresso del liceo artistico di Venezia dove l'autogestione durerà fino a giovedì con laboratori di musica e arte ecosostenibile, lettura dei quotidiani, cineforum e produzione di manifesti e striscioni. Oggi alle 10 universitari e medi di Venezia trasferiscono le lezioni in piazza San Marco e alle 18 il Coordinamento veneziano in difesa della scuola pubblica organizza una fiaccolata contro il maestro unico a San Geremia. A Marghera la Municipalità ha convocato un consiglio straordinario alle 18 proprio sulla legge Gelmini. «Noi invece torniamo sui banchi - dice Simone Laggia del Franchetti - ma giovedì si sciopera». Domani poi al liceo classico Foscarini di Venezia c'è la notte bianca e l'istituto turistico Algarotti organizza un sit-in e alle 11 lezione sulla riforma. «Ci sarò anche io, con Fabrizio Reberschegg della Municipalità di Venezia », ha annunciato ieri il capogruppo leghista in Comune Alberto Mazzonetto insegnate di lettere all'Algarotti, ma dalla posizione ancora «prudente» come la definisce lui stesso. Infine, al classico Marco Polo gli studenti mercoledì si riuniscono in assemblea. Tutto in vista di giovedì quando in concomitanza con il voto del Senato scatta lo sciopero. Quel giorno alle 10 in Erbaria si riuniscono i genitori e gli insegnanti della scuola Gallina contro il maestro unico. Gloria Bertasi All'aperto Una lezione universitaria in piazza dei Signori a Padova

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Maxi istituti, passa il piano e Ca' Farsetti anticipa la riforma (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-28 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Il voto Via libera agli istituti comprensivi ma senza Mestre Maxi istituti, passa il piano e Ca' Farsetti anticipa la riforma VENEZIA - Maxi scuole, ma salve dalla scure dei tagli di governo. Prima ancora che il ministro all'istruzione Maria Stella Gelmini decidesse di accorpare gli istituti con meno di 500 iscritti, Ca' Farsetti aveva infatti già elaborato una sua strategia di riorganizzazione delle materne, elementari e medie in istituti comprensivi. Ossia, mega distretti territoriali che sotto una sola dirigenza riuniscono e gestiscono strutture scolastiche differenti. Ieri la proposta (senza Mestre e Marghera, stralciate), dopo oltre un anno di incontri con dirigenti scolastici, insegnanti e genitori, è stata approvata in consiglio comunale con 21 voti favorevoli, un non votante (il capogruppo del Prc Sebastiano Bonzio) e 8 astenuti tra le fila dell'opposizione. Il piano di dimensionamento diventa dunque realtà anche se ieri non è passata la sua immediata eseguibilità per mancanza di numero legale in aula. Ma è un dettaglio e dal prossimo anno scolastico il provvedimento entra in vigore. Di fatto, in questo modo il Comune annulla il problema del tetto massimo di 500 iscritti perchè accorpa appunto le scuole sotto un'unica dirigenza. Semmai la critica subita dall'assessore Miraglia e di aver fatto scuole «maxi» per un'unica dirigenza. Per alunni e genitori poco cambierà in realtà, i piccoli continueranno a andare nello stesso edificio ma nella sostanza mettendo insieme i vecchi circoli scolastici si salvano dai tagli scuole come la media Cesare Battisti di Mestre che con i suoi 493 rischiava di essere inserita nella riforma Gelmini. Fuori pericolo pure l'educazione nelle isole, il piano del Comune permette infatti il mantenimento in deroga degli istituti comprensivi di Pellestrina (329 iscritti), di Burano (224 iscritti) e di Murano (266 iscritti). «Il piano di dimensionamento scolastico - ha spiegato l'assessore alle politiche educative Anna Maria Miraglia - cerca di costruire le condizioni perché si favorisca il buon funzionamento della scuola e non ci siano disparità sul territorio». Miraglia ha quindi aggiunto, «tentiamo inoltre di fornire indirizzi comuni nel territorio». La parola d'ordine dell'assessorato è sì razionalizzare la gestione materiale degli istituti ma pure creare un denominatore comune nella formazione degli alunni. Il voto del piano di dimensionamento è arrivato però nel mezzo delle iniziative di studenti, docenti e genitori contro la riforma Gelmini e ieri in aula non sono mancati i malumori tra esponenti di maggioranza e opposizione. Tant'è che caduto il numero legale, il Consiglio non ha potuto votare l'immediata eseguibilità e un ordine del giorno del Pd sul monitoraggio degli istituti comprensivi, aiutando i dirigenti e verificando i plessi scolastici. Nemmeno la mozione (di Claudio Borghello, Pd) sulle scuole del Piraghetto e del Terraglio (escluse dal piano) o quella che chiede di rivisitare il regolamento disciplinare al liceo artistico (di Prc e Verdi) sono state votate. «Il piano è frutto di un lungo lavoro di confronto - dice Borghello - e ogni diffidenza potrà essere risolta con il dialogo». Sebastiano Bonzio, capogruppo Prc, per solidarietà con le proteste nelle scuole ha steso sul suo posto un cartellone anti-Gelmini. «Il Comune - dice il Verde Beppe Caccia - mostra come bisogna agire: un anno di assemblee per redigere il piano. Così va fatto - continua - e non come il governo che non accetta il confronto con chi non vuole la riforma ». Parole che scatenano parole forti tra Caccia e Cesare Campa di Fi.«Si deve fare un passo in avanti nell'istruzione — ha detto il consigliere azzurro — e smetterla di parlare solo dei diritti dei maestri. Ai diritti degli studenti chi ci pensa? » G.B. Super istituti Il Comune ha accorpato le direzione delle scuole per macro aree

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Non ci facciamo strumentalizzare dai prof sessantottini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Azione universitaria «Non ci facciamo strumentalizzare dai prof sessantottini» Gli studenti del Carlo Levi contro la Gelmini, quelli del Seneca contro la Provincia. La protesta della scuola passa anche per i licei. In mattinata, ieri, gli alunni del Levi hanno occupato contro la riforma dell'Istruzione. Ma è nel pomeriggio che il livello della protesta si è alzato con lo sciopero del Seneca guidato dal movimento di centrodestra Azione studentesca. Il motivo? Prendere «le distanze dalle strumentalizzazioni fatte in questi giorni dai professori figli del '68», spiegano gli studenti. La protesta si è estesa anche contro la Provincia di Roma: «Vogliamo un piano straordinario per la messa in sicurezza di tutte le scuole, che risultano per il novanta per cento fuorilegge».

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Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Il gazebo nella zona ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Il gazebo nella zona ... Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Il gazebo nella zona ristoro. I ragazzi di Azione universitaria. I loro volantini. La «legge 133». Le spiegazioni degli studenti di destra de La Sapienza di Roma, per far chiarezza sui paventati tagli agli atenei. La raccolta firme contro le ocupazioni e il blocco della didattica. Poi il caos. Generato dagli universitari di sinistra e i colletivi che si avvicinano. Inizialmente per parlare; discutere sui provvedimenti del ministro Gelmini. Ma la foga cresce. Tanto che i romani vicini al partito di An si ritrovano accerchiati. Chiusi nel loro gazebo, mentre a pochi metri i responsabili del banchetto di area Pd restano a guardare. Da lontano arrivano anche i ragazzi dei centri sociali. Dalle aggressioni verbali si passa al «sequestro» dei volantini, dei fogli informativi, di tutto il materiale di Azione universitaria. E il diverbio diventa scontro. Spintoni, urla e qualche cazzottone fino all'intervento della Digos che smorza i toni e fa chiudere il banchetto. Quello di centrodestra. «La sinistra e i collettivi non perdono il vizio di aggredire chi non pensandola come loro cerca di effettuare libera informazione. Pensano di essere i padroni dell'università e di poter eliminare fisicamente chi tenta di difendere i diritti degli studenti. E ci mandano quelli dei centri sociali a fare il lavoro sporco». Andrea Volpi, dell'esecutivo nazionale di Azione universitaria, è tra gli aggrediti. «Passato lo spavento», ora sta bene. Chiede l'intervento del Rettore, delle istituzioni. Già oggi vedrà, assieme agli altri componenti di Au, i parlamentari del Pdl per cercare una soluzione alle tensioni che si vivono negli atenei, in particolare di Roma. Nella stessa giornata, infatti, anche all'università di Tor Vergata circa 100 facinorosi fanno una violenta irruzione nella facoltà di Economia per protestare contro la Gelmini. Nelle stesse ore all'università di Roma Tre un professore è «censurato» perché esprime un'opinione contraria al blocco della didattica. A Napoli, denuncia Giovanni Donzelli di Au, all'Università Federico II, gli studenti di destra sono stati aggrediti dai colleghi dell'«Orientale». Sempre a Roma, al liceo Giulio Cesare, anche gli estremistri di destra aggrediscono due giovani di sinistra. Eppure la giornata si era aperta all'insegna dell'unità. Con gli studenti di destra a manifestare assieme a quelli di sinistra. Ma dopo pochi minuti la spaccatura è diventata inevitabile: col Blocco di destra a inneggiare il Duce, contro quello di sinistra. Fino agli scontri de La Sapienza. «Ma stamattina - dice Andrea Volpi - torniamo all'università per riaprire il nostro gazebo».

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Golinelli il prof anti-casta: il blocco? Un privilegio. I cittadini scioperano Ma ci rimettono nella busta paga (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-28 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE A Scienze della formazione Oggi stop in facoltà, parla un docente contrario Golinelli il prof anti-casta: il blocco? Un privilegio. I cittadini scioperano Ma ci rimettono nella busta paga VERONA - «I docenti universitari rischiano di passare per privilegiati anche quando protestano». Parola di Paolo Golinelli, insegnante di Storia Medievale alla facoltà di Scienze della formazione, unico domani a tenere lezione, quando il consiglio di facoltà aveva decretato lo stop per assicurare più ampia partecipazione all'assemblea aperta a insegnanti e studenti. Perché la sua scelta? E' favorevole al decreto Gelmini? «E' un provvedimento che non approvo per niente. Ma occorre reagire come farebbe un qualsiasi altro cittadino della repubblica, non fermando le lezioni per poi recuperarle non si sa quando. Una maestra elementare non si permetterebbe di stare a casa un giorno in questa maniera, né un netturbino di interrompere la raccolta. Piuttosto sciopererebbero, con ciò che questo comporta anche nello stipendio. Messa così, invece, la protesta, oltre che essere ambigua, rischia di apparire come l'ennesimo privilegio degli insegnanti universitari». Un altro sintomo di quel sistema università che appare essere in discredito presso parte dell'opinione pubblica. «Certamente. Assisto continuamente a cose che in altri ambienti di lavoro sono considerate inaccettabili da nessuna parte accetterebbero un lavoratore che senza certificato medico decide di starsene a casa, magari avvisando con una telefonata». Insomma, lei è con Mazzucco: tolleranza zero contro chi non produce... «In realtà il rettore predica bene ma anche qui c'è qualcosa che non va. Concorsi indetti per discipline inutili, che non verrebbero considerate altrove, per non parlare del controllo carente sulle ore di insegnamento svolte. Ci sono docenti che passano metà anno all'estero, altri che risiedono in città lontane, quando lo stesso rettore Mazzucco insiste a dire che i docenti fuori sede dovrebbero essere l'eccezione, non la regola». Qual è il modo corretto di affrontare la protesta? «Si può e si deve reagire a tutto ciò così come a una legge punitiva per l'università come la 133. Ma continuando le lezioni, magari, come ha fatto qualcuno altrove, anche in piazza ». D.O. Polemico Paolo Golinelli,docente di Storia medievale a Scienze della formazione, contrario a fermare le lezioni universitarie

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Conservatorio, arriva Ward Perkins. Allarme tagli (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 28-10-2008)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-28 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il nuovo direttore «Buona l'iniziativa della città della musica». Brunello: 40% di fondi in meno dal governo Conservatorio, arriva Ward Perkins. Allarme tagli VERONA — Cambio della guardia al Conservatorio di Verona. Ieri è stato ufficialmente presentato il nuovo direttore: Hugh Ward Perkins, inglese di nascita e italiano di adozione, succede a Giorgio Brunello, che onorerà i suoi compiti ancora per qualche giorno, fino alla fine di ottobre. «Mancano alcuni giorni, ancora, ma per prima cosa assicurerò fin da subito l'andamento del conservatorio, e che tutto funzioni come di consueto» esordisce Ward Perkins. Cosa da non giudicare irrilevante, oggi giorno: perché anche i Conservatori sono nel mirino dei tagli del governo, inglobati in quel decreto legge che riguarda anche le università, le quali hanno fatto sentire già la loro voce a riguardo. Presto però, potrebbe capitare che a battersi a suon di note siano anche i professori del Conservatorio di Verona. I quali sono letteralmente sulle spine in vista dei tagli. Tagli che li penalizzerebbero troppo. «Confidiamo che i tagli annunciati non vengano attuati – si augura il direttore uscente – ma di fatto non abbiamo certezze: se i provvedimenti del governo dovessero procedere perderemo il 40 per cento sul bilancio. Cnfidiamo una retromarcia da parte del Ministero». Altrimenti, sarebbero guai. Non solo per il conservatorio stesso, ma, come in un effetto domino, anche per la comunità. Proprio quando Verona è stata scelta come “città della musica”. «Se ce ne sarà occasione, saremo ben lieti di parteciparvi », dice Ward Perkins. Ma Brunello smorza gli animi. «Con i tagli, le nostre partecipazioni agli eventi o alle manifestazioni, ora gratuite, non potranno più esserlo, procurando in questo modo una ricaduta sulla collettività. Per noi il 40 per cento in meno del bilancio significherebbe ridurre le attività, affrontare meno spese per l'acquisto di nuovi strumenti, e di conseguenza, essere costretti a reclutare un minor numero di iscritti». A risentirne in modo maggiore, sarebbero i corsi legati all'alta formazione. «La taglia- scuola Gelmini colpirebbe anche le nostre Accademie e i Conservatori» dice Francesca Panavello, Cisl. «Se arrivano i tagli, saranno davvero lacrime amare – dice Sergio Munerato, docente al conservatorio - . Non abbiamo deciso alcuna forma di mobilitazione in questo momento, ma se sarà, ci muoveremo». A.M. Direttore Il cambio (Toninelli Fotoland)

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Lezioni in piazza e sit in Studenti e professori contro i tagli alla scuola (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

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stampa La protesta Lezioni in piazza e sit in Studenti e professori contro i tagli alla scuola Cortei, sit in e lezioni in piazza sono stati anche ieri gli «ingredienti» della protesta di studenti medi e universitari contro la riforma Gelmini. A Roma e in diverse città d'Italia. All'Eur sono stati duemila i ragazzi di tre istituti di zona (il Vivona, il Cannizzaro e l'Aristotele) che hanno tenuto un'assemblea pubblica e poi una manifestazione davanti al ministero dell'Istruzione di viale Trastevere. Altri settemila studenti (secondo le cifre diffuse dagli organizzatori), hanno sfilato invece da piazza della Repubblica a piazza Venezia. Un corteo «bipartisan», nel quale non sono tuttavia mancati momenti di tensione. Nel pomeriggio un nuovo sit in si è svolto davanti a Palazzo Madama, dove i manifestanti hanno ricevuto attestati di solidarietà dai parlamentari Vincenzo Vita (Pd) e Stefano Pedica (Idv), che sono usciti dalla sede del Senato per incontrare i ragazzi che manifestavano. Sul versante universitario, il professore di Filosofia politica Giacomo Marramao ha tenuto per i suoi studenti di Roma Tre una lezione in piazza Farnese con pochi studenti e molti tra curiosi e turisti. Lezione di Medicina, invece, per diverse decine di studenti della Sapienza in piazza Bernardino da Feltre, a Trastevere, a poche centinaia di metri di distanza dal ministero dell'Istruzione. «Nudi contro i tagli» gli studenti di psicologia de La Sapienza. Lezioni all'aperto e cortei un pò dovunque, da Potenza ad Arezzo, da Palermo a Cosenza, da Padova a Torino. Oggi si replica. A Roma è annunciata una manifestazione a Piazza Navona, mentre i Cobas chiamano tutti a raccolta nel pomeriggio davanti al Senato.

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A Firenze <quote rosa> nella toponomastica: metà strade alle donne (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-10-28 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Pari opportunità Delibera del Comune. Ma è polemica A Firenze «quote rosa» nella toponomastica: metà strade alle donne «Troppa sproporzione, bisogna cambiare» Hanno votato sì Pd, la Sinistra e Rifondazione Contrari Comunisti italiani e Verdi. Su 200 nominativi già selezionati, solo 12 sono personaggi femminili La Bellillo: «Troppe donne che hanno fatto grandi cose per questo Paese sono diventate invisibili» FIRENZE — Non è mai stata una femminista Lucia Matteuzzi, consigliera comunale del Pd. Quando però ha visto l'ultimo elenco della commissione toponomastica, con la lista dei personaggi fiorentini illustri pronti a donare il loro nome a strade e piazze, si è indignata. Su duecento nominativi solo dodici erano donne, tra queste Oriana Fallaci e addirittura Beatrice Portinari, l'amata di Dante, dimenticata da più di settecento anni. Allora la consigliera Lucia, 61 anni, ex commerciante (lavorava nella pasticceria di famiglia), ha presentato una proposta di delibera affinché anche la toponomastica della città fosse paritetica tra generi. «Dedichiamo il 50 per cento di strade e piazze a personaggi femminili», ha chiesto fiera la Matteuzzi. Accontentata. Ieri sera a Palazzo Vecchio il consiglio comunale ha approvato la delibera. Con il consenso di Pd, La Sinistra, Rifondazione, Socialisti e Unaltracittàunaltromondo, lista civica di sinistra. Contrari Comunisti italiani e Verdi, assente il Pdl che non aveva partecipato alla seduta (straordinaria) indetta per discutere la contestata legge Gelmini. «La delibera non ha potere retroattivo, naturalmente, sarebbe stato un problema con le migliaia di strade e piazze della città— sorride la consigliera —. Credo che sia un atto importante nella battaglia per le pari opportunità e soprattutto per Firenze. Che, ricordiamolo, deve il suo tesoro artistico anche a una donna, Anna Maria Luisa de' Medici, l'ultima della dinastia. Rimasta vedova decise di donare i tesori di famiglia alla città, palazzi e opere d'arte, oggi visibili da tutti». Già. Anna Maria Luisa. Pure lei senza strada o piazza, anche se a ricordarla è una statua e una festa (il 18 febbraio) con picchetto in costume offerto dal Comune. D'altra parte ricordare nomi femminili passeggiando tra gli incanti del centro di Firenze non è semplice e il maschilismo trionfa tra targhe e cartelli. Con qualche eccezione. Come viale Florence Nightingale, nella zone del parco delle Cascine, dal nome di un'infermiera britannica. Vanno meglio le cose in periferia. Nel quartiere di Ponte a Ema, a sud della città, tutte le vie sono dedicate a poetesse del Quattrocento. Insomma la delibera è una vittoria in rosa? «Macché, una colossale presa in giro — ribatte Nicola Rotondaro, capogruppo dei Comunisti italiani —. Come si fa a dare percentuali al genio? A volte nascono molti personaggi maschi, altre volte femmine. E i gay? Le lesbiche? Oggi nessuno discrimina un nome di una via o di una piazza per genere». Sulla stessa linea anche il capogruppo dei Verdi, Giovanni Varrasi: «Non si può cambiare passato. Se non ci sono donne o uomini illustri non si possono inventare», ha detto in consiglio comunale spiegando il suo no. Favorevole invece la giornalista Ritanna Armeni: «Se penso che davanti alla cancellazione delle quote rosa a livello Ue il ministro Carfagna ha detto che la cosa è giusta, allora dico che ben venga un provvedimento come questo. Del resto, quante strade sono state intitolate a Nilde Iotti e quante a Togliatti?». Critica nei confronti del «no» di Comunisti e Verdi al provvedimento l'ex ministro alle Pari Opportunità Katia Bellillo (Pdci), che aggiunge: «Se si vuole essere alternativi al partito democratico, lo si faccia su cose più serie. La parità anche nella toponomastica dovrebbe essere una cosa normale, invece non è così. Troppe donne che hanno fatto grandi cose per questo Paese sono diventate invisibili». Marco Gasperetti

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Il decreto Gelmini Ne parla Floris (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-10-28 num: - pag: 52 categoria: BREVI Il decreto Gelmini Ne parla Floris Il decreto Gelmini: un nuovo modo di insegnare o un altro modo di risparmiare? Ne discutono da Floris (foto): Di Pietro, Bersani, Rotondi, Maurizio Lupi, Diego Della Valle. Ballarò Raitre, ore 21.10

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Due consigli letterari ai nostri politici (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-10-28 num: - pag: 36 categoria: REDAZIONALE Il piccolo fratello di Paolo Di Stefano Due consigli letterari ai nostri politici N ella tensione di questi giorni, il Piccolo Fratello fa una modesta proposta: che Il mio Dante di Roberto Benigni (appena uscito da Einaudi Stile Libero con prefazione di Umberto Eco) venga distribuito nelle scuole come un volantino pacifico, un regalo rilassante, un sospiro di sollievo, un sorso di freschezza. è un libretto piacevole e insieme istruttivo come dovrebbe essere la scuola migliore. Dovrebbero leggerlo studenti e professori, ovvio. C'è il piacere vertiginoso del testo poetico, il gusto della parola, con la leggerezza (e anche la pesantezza) che la poesia comporta. Un «folle volo» dentro la coscienza della scuola e della letteratura. Leggendo il canto di Ulisse, Benigni salta a piè pari dalla «orazion piccola» al Paradiso in forma di rosa e da lì a un testo di Giorgio Caproni (che non è un sonetto, però, come vorrebbe Benigni: ah, gli editor di una volta!), e da Caproni al Moby Dick. Il mio Dante dice dell'invenzione poetica meglio di tante barbose lezioni. Per esempio, quando segnala che non è vero che il Conte Ugolino divorò i suoi figli. E postilla: «Lo abbiamo creduto per secoli, ma non era così. Dunque non è il vero che fa il bello, ma è il bello che fa il vero». Se ne potrebbe discutere per ore, citare teorici della letteratura, ma Benigni la butta là tra il lusco e il brusco, e fa bene. Come a dire: ognuno poi, se ne ha voglia, ci rifletta a casa sua. E ancora, pensate un po': si parla di enjambement, metrica, di accenti di quarta e di seconda, ma senza farlo pesare. Per questo, Il mio Dante sarebbe utile persino al ministro dell'Istruzione Gelmini, che con gli accenti (piani e sdruccioli) a quanto pare ha qualche problema. E dovrebbe leggerlo, Il mio Dante, anche l'ex ministro Di Pietro che domenica in televisione ha detto: «Voi state a vedere lo stuzzicadenti nell'occhio e non vedete la trave». Che roba è? L'uso della metafora non è un'opinione, caro Di Pietro, tanto meno per un politico. Lo stuzzicadenti al posto della pagliuzza avrebbe potuto mettercelo un comico per il gusto (discutibile) di far ridere, ma in bocca a un ex ministro è solo un obbrobrio. Se una sera, una sola, Gelmini e Di Pietro dovessero decidere mai di rinunciare a una comparsata in tv, provino ad aprire Benigni. Si rilassino un po' (ci rilasseremo anche noi) e troveranno, nelle loro case, materia di riflessione: lasciamo perdere gli artifici sdrucciolevoli delle metafore e delle allegorie, ma una parola al posto giusto, una doppia corretta, una pronuncia come Dio comanda. Insomma, potrebbero imparare moltissimo dal comico Benigni. E se decidessero mai di rinunciare a un'altra delle 365 comparsate tv all'anno, riducendole così a 363 (ci rilasseremo anche noi), impieghino la seconda serata libera a sfogliare un altro libriccino uscito da Einaudi in questi giorni. In Poeta a New York, le poesie «americane» di GarcÍa Lorca, troverebbero qualche verso memorabile su Wall Street dopo il crollo del '29: «Ormai le ortiche faranno tremare cortili e terrazzi. / Ormai la Borsa sarà una piramide di muschio ». E magari verrà loro il salutare sospetto che se tutto va bene (o male) prima o poi le ortiche e i muschi possano invadere anche i 365 talk show a cui hanno partecipato in questo memorabile 2008. Un giorno potrebbe essere vero (e forse anche abbastanza bello). \\ Meno tempo ai talk show per leggere Benigni su Dante e le poesie di GarcÍa Lorca

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La fabbrica dei docenti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-10-28 num: - pag: 36 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE LA GELMINI E L'UNIVERSITA' La fabbrica dei docenti SEGUE DALLA PRIMA I dati dell'indagine sulle famiglie della Banca d'Italia, citati da Perotti, mostrano che il 24% degli studenti universitari proviene dal 20% più ricco delle famiglie; solo l'8% proviene dal 20% più povero. Nel Sud la disparità è ancora più ampia: 28% contro 4%. Il ministro Gelmini afferma che il suo modello è Barack Obama: forse il ministro non sa quanto costa a una famiglia americana mandare il figlio in una buona università. In una delle migliori, il Massachusetts Institute of Technology, la frequenza costa 50.100 dollari l'anno (40.000 euro), ma il 64% degli studenti che frequentano il primo livello di laurea riceve una borsa di studio. magistrati (i negligenti ci sono in ogni settore!) né che essi debbano godere di particolari privilegi; tuttavia questo problema non può essere risolto attraverso controlli di presenza fisica mediante tornelli. Certo i magistrati devono essere presenti nelle loro stanze in determinati giorni e ore, soprattutto per i colloqui con gli avvocati (ai quali non devono essere inflitti ingiustificati tempi di attesa). Ma il problema della loro produttività è specialmente legato alla trattazione dei processi — per esempio, senza inutili rinvii — e, nel caso dei giudici, anche alla tempestività nel deposito delle sentenze. Tutti adempimenti sui quali devono vigilare in primo luogo i capi degli uffici giudiziari, con i diversi strumenti, anche disciplinari, a loro disposizione (il che non sempre avviene), oltreché il Csm, attraverso i necessari monitoraggi sui carichi di lavoro dei vari uffici. Non si può sottacere, d'altra parte, che la questione del buon funzionamento della giustizia è legata (al di là dell'impegno dei magistrati, che in media è piuttosto elevato) soprattutto alla carenza di strutture e di risorse, a cominciare dallo stesso personale amministrativo, quasi sempre di molto sotto organico. Come ricorda Luigi Ferrarella nel suo recente volume ha destato molto scalpore, due anni fa, una circolare di Giuseppe Grechi, presidente della Corte d'appello di Milano, che disponeva la riduzione da 5 a 4 delle udienze settimanali di ciascuna sezione, stabilendo inoltre che di regola tali udienze si concludessero tutte entro le ore 14, a causa della indisponibilità del personale ausiliario. Davvero una immagine desolante della nostra giustizia (che, nel frattempo, non è migliorata), sulla quale in special modo dovrebbero riflettere i responsabili governativi della organizzazione giudiziaria.

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La ragazza del lago (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-10-28 - pag: 39 autore: TV ACURADI LUIGIPAINI La ragazza del lago SKY CINEMA MANIA 21.00 Di Andrea Molaioli (Italia 2007), con Toni Servillo ( nella foto): quali misteri nasconde la morte di una giovane donna? Da non perdere RETE 4 15,55 L'albero degli impiccati, di Delmer Daves, con Gary Cooper, Maria Schell, Usa 1959 (100'). Bravo come medico, ma bravo anche con la pistola. Nel West servono entrambe le specialità. LA 7 20,30 Otto e mezzo. L'ex ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa parla della crisi economica con Lilli Gruber e Federico Guiglia. RAITRE 21,10 Ballarò. Che cosa è il decreto Gelmini? Giovanni Floris ospita Antonio Di Pietro, Pierluigi Bersani, Gianfranco Rotondi, Maurizio Lupi, Diego Della Valle e Dario Antiseri. SKY CINEMA MANIA 22,45 Sesso, bugie e videotapes, di Steven Soderbergh, con James Spader, Andie MacDowell, Usa 1989 (100'). Un uomo in crisi colleziona videotape con interviste a una serie di donne. Quando passerà dalle fantasie alla realtà? SKY CINEMA MANIA 0,30 Il vento fa il suo giro, di Giorgio Diritti, con Thierry Toscan, Italia 2005 (110'). Più che un film, un vero e proprio "caso": girata con capitali ridotti, questa bella storia ambientata tra le montagne ha saputo conquistare il pubblico. Attualità SKY TG24 20,30 Tg24 Sera. Quale spazio è possibile oggi per i giovani che vogliono attivamente impegnarsi in politica? Intervengono Giorgia Meloni, Giulia Innocenzi, Michel Martone e Giuliano da Empoli. RAITRE 1,10 Rewind - la Tv a grande richiesta. Gianrico Carofiglio, magistrato, senatore e scrittore, commenta con Cinzia Tani le emozioni suscitate dalla tv della sua giovinezza. Spettacolo LA 7 14,00 L'uomo di Hong Kong, di Philippe De Broca, con Jean-Paul Belmondo, Ursula Andress, Francia 1965 (105'). L'avventura è l'avventura. Jean-Paul e Ursula, che coppia! SKY CINEMA 1 21,00 I Simpson - Il film, film d'animazione, Usa 2007 (87'). La famiglia più irriverente d'America dalla tv al grande schermo. RETE 4 21,10 Rapimento e riscatto, di Taylor Hackford, con Meg Ryan, Russell Crowe, Usa 2000 (135'). I ribelli colombiani rapiscono un ingegnere straniero: che fare per liberarlo? LA 7 21,10 I 4 dell'Oca selvaggia, di Andrew W. McLaglen, cobn Richard Burton, Usa 1978 (134'). Mercenari pronti a tutto in azione nell'Africa nera.

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Licei, pugni chiusi e mani tese al corteo (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-10-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I collettivi hanno occupato Giulio Cesare e Righi. Alle manifestazioni canzoni di Rino Gaetano e Pink Floyd Licei, pugni chiusi e mani tese al corteo Uds e Blocco insieme sotto il Senato. Sinistra e destra si contendono la rivolta Piazza Venezia, ieri mattina: pugni chiusi e mani tese nello stesso corteo contro il decreto Gelmini. Anzi, a pochi passi di distanza, come documentato dalla foto qui accanto. Uds e Blocco studentesco. Tra tensioni, a volte botte (davanti al liceo Giulio Cesare occupato), separazioni e riunioni sotto il Senato, i ragazzi cantano Rino Gaetano, si contendono la piazza e chiedono una scuola migliore. Opposti saluti Da un cordone all'altro, ieri, due facce della protesta studentesca ( foto Benvegnù-Guaitoli) A PAGINA 3 Flavia Fiorentino

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Licei in rivolta, il cielo è sempre più rosso e nero (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-28 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Licei in rivolta, il cielo è sempre più rosso e nero Ragazzi di sinistra e di destra competono in piazza. Al Giulio Cesare finisce in aggressione Due studenti del Tasso picchiati sotto il liceo di corso Trieste. I collettivi accusano: «Nazisti mascherati». Ma al Senato vanno tutti insieme Strumentalizzati no protagonisti sì. L'onda del 2008 travolge gli schemi politici e nessuno vuole restarne fuori. Così destra e sinistra si contendono la piazza e avanzano fianco a fianco negli stessi cortei per urlare sotto al Senato contro una riforma che metterebbe in ginocchio la scuola pubblica. Poi però si prendono le distanze: i giovani dei collettivi che nei giorni scorsi hanno occupato il Virgilio, il Tasso, il Mamiani il Cavour, l'Augusto e ieri Giulio Cesare, Righi, Manara, Keplero e altre decine di scuole, non vogliono saperne di mobilitazioni bipartisan. «Questa gente finge di essere normale per non restare isolata - spiega Antonio, del coordinamento romano collettivi - invece sono nazisti e vorrebbero cacciare tutti i negri dall'Italia». E ieri sera, proprio davanti al Giulio Cesare occupato, due studenti del Tasso sono stati aggrediti a calci e pugni, sembra da appartenenti al Blocco Studentesco (Fiamma tricolore). Nel corteo organizzato ieri dai licei del IV Municipio (Giordano Bruno, Nomentano, Aristofane Orazio e Pacinotti) per raggiungere il Senato da piazza dei Cinquecento (mentre un'altra manifestazione partiva dall'Eur per arrivare sotto il ministero dell'Istruzione), gli studenti del Blocco con la scritta su magliette nere: «Parte uno partono tutti» erano accanto all'Uds (vicini alla Cgil). Non stavano molto «comodi», tant'è che a un certo punto, all'altezza di via dei Fori Imperiali, circa 500 giovani per staccarsi dagli estremisti di destra hanno tentato di deviare verso il Colosseo ma le forze dell'ordine li hanno convinti a proseguire. A piazza Venezia, dove sono stati raggiunti dai ragazzi dell'Artistico, si sono «ricompattati» ed è cominciata una nuova «marcia» tutti insieme verso il Senato. Dall'altoparlante del camioncino bianco che costeggiava il corteo, migliaia di voci accompagnavano «Ma il cielo è sempre più blu» di Rino Gaetano e tra tanti slogan «La riforma non la vogliamo, La crisi c'è e noi non la paghiamo, Giù le mani dalla cultura» e striscioni «Cogito ergo protesto, Ministro (d)istruzione, Gelmini: il vero spreco è il tuo stipendio, Sos = Save ours schools», sono passate le note dei Pink Floyd, dei Dire Straits, degli Oasis e degli Europe con «The final countdown ». Qualcuno ha anche sentito inneggiare «Duce, Duce! », ma forse erano gli studenti del tecnico «Duca degli Abruzzi » con «Duca, Duca!» che rischiano la chiusura della scuola per il piano di ridimesionamento. Molta comunque la voglia di stare insieme e superare anacronistiche barriere: «In corteo c'era sia il Bocco che l'Uds - racconta con calore Eva Sgrò, dell' Orazio - questa lotta non ha colori politici. Noi siamo in periferia e abbiamo scelto di venire a piazza Venezia perché è il cuore di Roma». Matteo Soldani, liceo Nomentano e aderente al Blocco aggiunge: «Questa riforma sbagliata coinvolge tutti gli studenti, senza simboli. Temiamo soprattutto le privatizzazioni ». Ma a sottolineare le strumentalizzazioni della destra, in particolare di Azione Studentesca che nei giorni scorsi aveva attaccato i professori in quanto «incompetenti», è anche l'Uds: «Le mobilitazioni all'Avogadro, al Matteucci, al Levi come in altre scuole - spiega Stefano Vitale - sono dirette contro il governo e non certo contro i docenti che, anzi, in molti casi sostengono gli studenti. Siete solo alla disperata ricerca di visibilità ». Ma il Blocco insiste: «Il corteo non era politicizzato, è di tutti gli studenti a prescindere dalle ideologie. Auspichiamo che questa manifestazione porti finalmente a un' unità generazionale che abbatta i muri innalzati dai tessitori di odio». Piazza Farnese Giacomo Marramao tiene la sua lezione all'aperto Flavia Fiorentino (Ha collaborato Clarida Salvatori)

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Blocca i writers: pestato (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-28 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Manara Blocca i writers: pestato Aggredito a manganellate da 4 ragazzi che aveva sorpreso a scrivere «Contro la Gelmini» e «Via i fascisti dalla scuola» sui muri esterni del liceo «Lucio Manara», a Monteverde. Ma domenica notte un impiegato di 30 anni è riuscito ugualmente a dare l'allarme: poco dopo gli agenti hanno identificato uno degli aggressori, P.M., 32 anni, che è stato denunciato. L'uomo è il proprietario dell'auto usata dal quartetto per recarsi al liceo: ne aveva simulato il furto.

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<Non torniamo al passato> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

FAENZA pag. 15 «Non torniamo al passato» Accorato appello delle insegnanti della scuola di via Marini «Non torniamo al passato. Due maestri in classe sono indispensabili». E? l?appello degli insegnanti della scuola elementare di via Marini che in una lettera a genitori e cittadini hanno espresso i propri timori sugli effetti delle decisioni del Governo GLI INSEGNANTI dell?elementare Pirazzini, conosciuta a Faenza come ?la scuola di via Marini?, hanno scritto una lettera a genitori e cittadinanza per esternare le proprie preoccupazioni sulla sorte della scuola pubblica alla luce delle decisioni del ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini, sia sui ?tagli? sia sul maestro unico. «Per noi che ci lavoriamo ormai da tanti anni è un posto bellissimo, come fosse casa nostra ? scrivono ? Una casa dove ci si vive davvero bene e c?è posto per tutti, insegnanti e bambini, ciascuno con le proprie peculiarità. Un luogo pieno di idee, d?entusiasmo, di concreta voglia di fare, di sperimentare, supportato da un?allegria invincibile...». Ma adesso crescono i timori di non riuscire più a fare quello che finora ha dato tanti frutti. «Essere insegnanti di una scuola pubblica a tempo pieno ci rende orgogliosi ? si legge nella lettera ? Da noi il tempo pieno è nato nel 1976. Da 32 anni i nostri obiettivi sono legati allo sviluppo dell?autonomia, della socializzazione, dell?apprendimento, dell?integrazione e della responsabilità, in un clima che favorisca l?emozione di conoscere e il piacere di esistere. Il tempo pieno non è mai stato considerato un ?parcheggio per bambini? come invece potrebbe essere trasformata con la sottrazione delle risorse umane. Due insegnanti per classe vogliono dire sempre e comunque offrire una pluralità di insegnamenti, ma anche di giudizi, stimolano al confronto, offrono un esempio pratico di collaborazione positiva. Assicurano una maggiore attenzione ai singoli e ai problemi che possono riscontrare durante la vita scolastica. Si ha la possibilità di rispettare i reali tempi di apprendimento individuali di ciascuno, e questo non riguarda solo i bambini stranieri (di cui viene garantita una più efficace integrazione nella classe) o bambini portatori di handicap (che attualmente riescono a essere seguiti da personale altamente specializzato), ma riguarda tutti i bambini, compresi quelli che almeno una volta si possano essere trovati in difficoltà. Due insegnanti possono organizzare e mettere in pratica anche progetti annuali o laboratori (espressività, musica, scienza...), soddisfacendo le le curiosità di ogni bambino. L?insegnante unico annulla tutte queste possibilità in un colpo solo. Gli ulteriori tagli ai fondi d?istituto ?ghettizzeranno? la scuola, rendendola chiusa verso l?esterno: non sarà più possibile avvalersi della collaborazione di esperti esterni, indispensabili per ottenere una conoscenza plurale, autentica, consapevole e completa. Dopo aver offerto una scuola così ricca, come possiamo arrenderci a tornare ad una scuola in bianco e nero che appartiene ormai al passato?»

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Rifiuti, partenza tra gli intoppi (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA PESARO pag. 1 Rifiuti, partenza tra gli intoppi PORTA A PORTA LAMENTELE Protesta anti-Gelmini oggi nel centro di Urbino. A Pesaro, nel pomeriggio, altra manifestazione contestata dal centrodestra. E un documento contro lo sciopero Image: 20081028/foto/6628.jpg

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Questa mattina il corteo contro il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Classico presidiato Questa mattina il corteo contro il decreto Gelmini Partirà questa mattina, alle ore 9, da piazza del Plebiscito, per raggiungere il Rettorato di S. Maria in Gradi, dove si svolgerà un'assemblea generale, il corteo studentesco contro la legge 133, che taglia i finanziamenti agli atenei pubblici. Il corteo si snoderà lungo Via Cavour e proseguirà percorrendo via Carletti, via del Meone fino ad uscire a Porta Romana per giungere al Rettorato. Questa mattina sarà istituito il divieto di sosta a via Cavour, via Carletti, via San Leonardo, via del Meone, via Garibaldi fino a Porta Romana. Nel corso dell'assemblea verrà anche presentato un documento, firmato da tutte le componenti dell'università e dei sindacati. Intanto, prosegue al liceo classico Buratti il presidio della scuola con lezioni e laboratori gestiti dagli studenti fino alle 19. L'assessore alla Pubblica istruzione della Provincia, Aldo Fabbrini, plaude a questa protesta «modello», esprimendo solidarietà sia agli studenti che ai docenti per aver appoggiato la volontà dei ragazzi di manifestare, in maniera però «costruttiva e rispettosa». Wa. Che

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di LARA OTTAVIANI L'UNIVERSITA' è in piazza in questi giorni: p... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

URBINO pag. 22 di LARA OTTAVIANI L?UNIVERSITA? è in piazza in questi giorni: p... di LARA OTTAVIANI L?UNIVERSITA? è in piazza in questi giorni: per proseguire su più fronti la protesta contro il Decreto del Ministro Gelmini, ieri mattina si sono svolte anche ad Urbino le prime lezioni a cielo aperto. Complice anche il bel tempo prima di pranzo, la professoressa Anna Tonelli, docente di Storia del giornalismo alle facoltà di Lingue e letterature Straniere e Scienze Politiche, e il professor Luigi Alfieri docente di Antropologia e Filosofia Politica a Sociologia, hanno portato i propri studenti a fare lezione all?aperto: la professoressa Tonelli sotto la loggia delle Grotte del Duomo, il professor Alfieri facendo accomodare quasi 40 studenti sulla scalinata della Cattedrale. L?iniziativa dei docenti è stata ben accettata dagli universitari: «Vogliamo far capire a tutti, anche a quelle persone che questa mattina ci sono passate a fianco per caso, che si può benissimo far lezione anche nel pieno della protesta ? ha detto al termine di quasi due ore di spiegazioni la professoressa Tonelli ?: in più, facciamo conoscere le ragioni di questo nostro dissenso. Io sono stata spinta ad uscire dalle aule dalla grande partecipazione all?assemblea generale di giovedì scorso: si è capito, che con questa riforma, fatta solo di tagli economici, la posta in gioco è alta. Sappiamo che l?Università non è perfetta, ma noi vogliamo solo un?Università pubblica in grado di poter dare quello per cui è nata». OLTRE AI RAGAZZI dei due corsi, altri studenti, tra cui anche Mattia Fadda presidente del Consiglio degli Studenti, cittadini e docenti delle scuole superiori che si sono fermati per ascoltare. Nelle lezioni in piazza e in tutte le altre dimostrazioni, docenti e studenti assicurano che non c?è nessun tentativo di imitare le proteste del ?68. Questa mattina, dalle 10 si scenderà di nuovo in piazza, delle Repubblica questa volta, con un?altra assemblea plenaria: docenti, studenti, personale tecnico amministrativo, sindacati, forse anche i dirigenti dell?amministrazione protesteranno contro la legge 133/08 (tagli di risorse, blocco del turn over, fondazioni private) e contro il Decreto Legge Gelmini 137/08. Il nuovo movimento studentesco ?Uniurbinlotta?, che sta gestendo un?aula al Magistero in via Saffi per informare sulle motivazioni della protesta e ha distribuito volantini per invitare alla manifestazione, invita tutti a partecipare: il microfono sarà aperto e chiunque potrà prendere parola (c?è anche il blog uniurbinlotta.blogspot.com). L?invito alla manifestazione arriva anche da Daniela Barbaresi, segretaria Flc-Cgil Marche e Tiziano Mancini, segretario Cisl Università Urbino, che ribadiscono che «serve uno scatto d?orgoglio del mondo dell?università. Occorre essere tutti uniti e mettere in campo una ?protesta intelligente? che veda coinvolti studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo, in un rapporto forte con l?esterno, con la città, con i cittadini. Serve un?informazione corretta: occorre far sapere e vedere cosa si fa nelle aule universitarie. Aule che vanno portate simbolicamente fuori dall?ateneo».

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La scuola va in aula Lo propone il Pd che soffia l'idea all'opposizione (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

IMOLA pag. 2 La scuola va in aula Lo propone il Pd che soffia l?idea all?opposizione MANIFESTAZIONI UNA SEDUTA straordinaria del consiglio comunale per discutere il bollente tema della scuola. A proporlo è stato il Pd che ha preso al balzo un contrasto all?interno dell?opposizione. Nella seduta di ieri, l?idea di un consiglio tematico sulla scuola era stata messa in campo dai gruppi Unione di centrodestra e Per Imola, che però ? raccontano i capigruppo Riccardo Mondini e Giuseppe Palazzolo ? si sono trovati di fronte a una ripicca del Pdl. «I consiglieri del Pdl ? dice Mondini ? non hanno voluto firmare la nostra richiesta per un consiglio straordinario sulla scuola perché disturbati da una mia critica alla riforma Gelmini che è partita inopportunamente dai tagli». E così il no del Pdl ha aperto la strada al Pd che ha proposto in scioltezza la seduta tematica sulla scuola (la data è da decidere). E il no alla riforma Gelmini ha tenuto banco ieri anche sotto la galleria del Centro cittadino, dove una classe dell?Itis Alberghetti ha seguito una lezione di laboratorio per dimostrare l?importanza di queste attività che rischiano tagli di ore di lezione e di docenti.

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L'INVITO è rivolto ai genitori dei bambini delle scuole p... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

RICCIONE E MISANO pag. 11 L?INVITO è rivolto ai genitori dei bambini delle scuole p... L?INVITO è rivolto ai genitori dei bambini delle scuole primarie di Coriano, al corpo insegnante, ai dirigenti scolastici, agli amministratori pubblici, a tutte le persone interessate a capire come e dove sta andando la scuola. Una serata di confronto e approfondimento del decreto Gelmini sul riordino delle scuole primarie, secondarie e dell?Università. Si svolgerà questa sera alle 20,30 alla biblioteca di Ospedaletto in via Borgata 53. «E? un?importante occasione di incontro per discutere del futuro educativo dei nostri figli in tutti gli ordini scolastici ? scrive un gruppo di genitori della scuola primaria di Ospedaletto ?Don Lorenzo Milani? ? Il dibattito è contemporaneo in molte scuole d?Italia e vede insieme insegnanti, genitori ed esperti del settore. Tentiamo di essere interlocutori attivi delle proposte di cambiamento, che avviene proprio quando il resto del mondo pone attenzione e si ispira al sistema scolastico italiano».

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<Scuola, basta falsità> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROVIGO AGENDA pag. 21 «Scuola, basta falsità» Bimbatti (Pdl): «Nessuno verrà licenziato» LA SETTIMANA entrante si preannuncia agitata a causa delle proteste verso il Decreto Gelmini, colpevole, a detta di alcuni addetti ai lavori, di essere il colpo di grazia ad una scuola italiana ed un?università italiana di per se già precaria. Si parte quindi tutti, ministro, governo, manifestanti, da uno stesso punto di vista comune: la scuola e l?università italiana vanno riformate, o comunque riorganizzate, ma quel che è certo è che così come funziona oggi la scuola non rende il servizio educativo, formativo, culturale con i giusti criteri di economicità necessari ad un Paese importante quale è l?Italia. Per evitare facili polemiche, ritengo che chi non condivide le scelte di un governo possa liberamente manifestare nelle piazze, nei parchi, nei cortili delle scuole, ma mai nessuno dovrà e potrà sentirsi autorizzato ad interrompere o impedire lo svolgimento delle lezioni a tutti gli studenti ed a tutti quei docenti che nel rispetto delle libertà di tutti, e sicuramente anche loro interessati a dare un contributo costruttivo al dibattito, vorranno proseguire le lezioni come dovrebbe succedere in un Paese democratico. Entrando nel merito del decreto, la sinistra dice che nelle scuole elementari verrà abolito o diminuito il tempo pieno: è assolutamente falso perchè con il maestro prevalente e l?eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per una stessa ora di lezione) ci saranno più maestri per aumentare il tempo pieno; si afferma inoltre che con il maestro prevalente non sarà più approfondito l?inglese, mentre in realtà al maestro saranno affiancati un insegnante di religione ed uno di inglese, e lo studio delle lingue non subirà alcuna variazione. In tutta Europa esiste il maestro prevalente, l?anomalia dei tre maestri è solo italiana, tant?è che la sinistra si schierò con la stessa veemenza contro l?introduzione dei tre insegnanti. Si vocifera inoltre che verranno licenziati 87000 insegnanti, altra falsità, perchè la proposta è di razionalizzare (non licenziare) il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno, tenendo conto che in Italia c?è un docente ogni 9 alunni, in Europa uno ogni 13; si dice che diminuiranno gli insegnanti per i diversamente abili, altra falsità, sono e resteranno 93000. Altro tema d?attualità è il voto in condotta, la sinistra spaventa i ragazzi dicendo che si viene bocciati con il sette in condotta, altra falsità; solo in casi assolutamente gravi (come il teppismo, il bullismo, la violenza all?interno della scuola) si può essere bocciati con il cinque in condotta, ma perchè questo avvenga dovrà esserci il via libera del consiglio di Istituto e di classe. Capitolo a parte merita l?Università che dimostra quanto sia politica questa protesta nei confronti del governo Berlusconi; gli universitari ?bruciano? in Piazza un decreto che riguarda la scuola e non c?entra niente con l?università. La sinistra dovrebbe invece riconoscere che questa Università produce meno laureati del Cile. Andrea Bimbatti Capogruppo Pdl Comune di Rovigo

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Destra-sinistra, 9 anni fa l'alleanza contro Berlinguer (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-28 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Corsi e ricorsi Da Alleanza nazionale a Rifondazione e Cgil: l'abitudine di cavalcare la tigre dei malumori della scuola Destra-sinistra, 9 anni fa l'alleanza contro Berlinguer Fini inneggiava alla piazza. Ma anche il sindacato lottò contro la riforma meritocratica dell'ex ministro SEGUE DALLA PRIMA La battuta è di Gianfranco Fini. E fu fatta in occasione dell'ultimo grande "incendio" scolastico prima dell'attuale. Quello scoppiato nel 2000 contro la svolta meritocratica tentata da Luigi Berlinguer. Disse proprio così, come ricorda una notizia Ansa, l'allora presidente di Alleanza Nazionale: «Dovrei ringraziare la Bindi e il suo collega Berlinguer, perché da medici e insegnanti verrà un consenso nuovo e fresco al Polo». E non si trattava di una strambata estemporanea. Il giorno in cui i professori ribelli erano calati a Roma «per dire no al concorso per gli aumenti di merito», il primo a portare la sua solidarietà ai manifestanti era stato lui, l'attuale presidente della Camera. Opinione solitaria? Per niente: l'onda dei contestatori, allora, fu cavalcata (fatta eccezione per la Lega, che non aveva ancora ricucito del tutto col Polo e preferì una posizione più defilata) da tutta la destra. Dall'inizio alla fine. Lascia quindi sbalorditi sentire oggi Mariastella Gelmini dire che «il disastro dell'istruzione in Italia è figlio delle logiche culturali della sinistra contro il merito e la competitività », che «per decenni scuola e università sono state usate come distributori di posti di lavoro, di clientele e magari di illusioni » e che la sola sinistra ha la responsabilità d'avere seminato «l'illusione che lo Stato possa provvedere a dare posti fissi in modo indipendente dalla situazione economica e dal debito pubblico». Sia chiaro: la sinistra e il sindacato hanno responsabilità enormi, nel degrado non solo della scuola e dell'università, ma dell'intera macchina pubblica italiana. Fin dai tempi in cui lo psiuppino Lucio Libertini teorizzava che «l'attivo della bilancia dei pagamenti e la consistenza delle riserve non sono dati positivi in assoluto» e il segretario comunista Luigi Longo tuonava che «non è lecito al governo trincerarsi dietro le difficoltà finanziarie ». La caricatura feticista del garantismo che ha permesso di restare in cattedra a professori che insegnano voltando le spalle agli alunni o sono stati condannati per essersi fregati i soldi delle gite scolastiche è frutto di una deriva sindacalese. E così la nascita delle «scodellatrici » che devono dar da mangiare ai bambini perché «non spetta» alle bidelle. E tante altre cose inaccettabili. Che la situazione sia tutta colpa della sinistra e solo della sinistra, però, è falso. E lo scaricabarile, oltre a essere indecoroso, impedisce a una destra moderna di fare i conti fino in fondo con la storia, con i problemi del Paese e con se stessa. Perché forse è una forzatura polemica quella di Enrico Panini, segretario nazionale Cgil-scuola, quando dice che i precari «erano il serbatoio e lo spasso della Dc». Ma le sanatorie per i professori non le ha inventate la sinistra: la prima porta la firma di Vittorio Emanuele II nel 1859. «In eccezione alla regola del concorso... ». Hanno radici profonde, i mali della nostra scuola: «Dal 1860 ci sono stati 33 ministri della Pubblica Istruzione, ciascuno desideroso di distinguersi rovesciando l'opera del predecessore. Il danaro è stato lesinato; e lo Stato e i Comuni, prodighi in ogni altra cosa, hanno fatta economia nel più fruttifero degl'investimenti nazionali», scrivevano nel 1901 H. Bolton King e Thomas Okey nel libro L'Italia di oggi. Cosa c'entra la sinistra se perfino Giovanni Gentile, del quale gli stessi antifascisti più antifascisti riconoscono la statura, durò come ministro della Pubblica istruzione solo una ventina di mesi? Se addirittura Benito Mussolini fu costretto a cambiare in quel ruolo più ministri di quanti allenatori abbia cambiato Maurizio Zamparini? Se la Dc per mezzo secolo ha mollato quel ministero-chiave solo rarissime volte e mai a un uomo di sinistra? Se la sanatoria più massiccia fu voluta dalla democristiana Franca Falcucci che nel 1982 propose alle Camere di inquadrare nel ruolo i precari della scuola e a chi le chiese quanto sarebbe costata rispose 31 miliardi e 200 milioni di lire l'anno, cifra che si sarebbe rivelata presto 53 volte più bassa del reale? La verità è che sulla scuola, il precariato, il mito clientelare del posto pubblico hanno giocato, per motivi di bottega, praticamente tutti. E che l'egualitarismo insensato di un pezzo della sinistra e del sindacato si è saldato nei decenni col sistema clientelare democristiano e socialista, socialdemocratico e liberale e infine cuffariano e destrorso. Fino all'annientamento dell'idea stessa del merito. Annientamento condiviso per quieto vivere da tutti. Trasversalmente. L'ultima dimostrazione, come dicevamo, risale nella scuola a nove anni fa. Quando Luigi Berlinguer riuscì a recuperare 1.200 miliardi di lire per dare aumenti di merito ai professori più bravi: uno su cinque sarebbe stato premiato con 6 milioni lordi l'anno in più in busta paga. Uno su cinque era troppo poco? Può darsi. Dovevano essere definiti meglio i criteri? Può darsi. Il sistema dei quiz non era l'ideale? Può darsi. Ma l'obiettivo del ministro era chiaro: «Va introdotto il concetto di merito. Chi vale di più deve avere di più». Fu fatto a pezzi. Dai sindacati e dalla "sua" sinistra, per cominciare. Basti ricordare il rifondarolo Giovanni Russo Spena («meglio distribuire i soldi a tutti e concedere a tutti un anno sabbatico a rotazione »), il verde Paolo Cento, la ministra cossuttiana Katia Bellillo («no alla selezione meritocratica dei docenti») o il leader dei Cobas Piero Vernocchi, deciso a far la guerra «contro ogni tipo di gerarchizzazione del sistema scolastico». Ma anche la destra cavalcò le proteste. Alla grande. Francesco Bevilacqua, di An, attaccò al Senato il ministro accusandolo di avere «stabilito per legge che il 20% dei docenti in Italia è bravo e che gli altri lo sono meno o non lo sono affatto ». Il suo camerata Fortunato Aloi sostenne alla Camera che quel «concorsaccio non poteva assolutamente non mortificare coloro i quali operano nel mondo della scuola» i quali avevano «giustamente mobilitato le piazze». Lo Snals, che certo non era un sindacato rosso, fu nettissimo. Punto uno: «Rifiuto di ogni forma di selezione fra gli insegnanti ». Punto due: «Riconoscimento della professionalità di tutti i docenti». E i primi ad appoggiare la lotta, con un documento che intimava al governo di «sospendere immediatamente il concorso», furono l'allora casiniano e oggi berlusconiano Carlo Giovanardi, la responsabile Scuola di An Angela Napoli e la responsabile Scuola di Forza Italia Valentina Aprea. La quale, vinta la battaglia contro il concorso meritocratico per i professori, ne scatenò subito un'altra sui dirigenti scolastici: «Sconfitto sul fronte dei docenti ora Berlinguer vuole prendersi una rivincita con i capi di istituto. I discutibili criteri di valutazione rimangono inalterati, con la conseguenza di creare il battaglione del 20% di super-presidi e conferendo la patente di mediocrità al restante 80%». Parole inequivocabili. Dove non erano contestate solo le modalità ma l'idea stessa degli aumenti di merito che pure dovrebbe essere cara a chi si proclama liberale. Come sia finita, quella volta, si sa. Luigi Berlinguer fu costretto a rinunciare, dovette mollare la carica di ministro e il suo naufragio è stato la pietra tombale di ogni ipotesi meritocratica. E noi ci ritroviamo, dieci anni dopo, alle prese con gli stessi temi. Aggravati. Vale per la destra, vale per la sinistra. Le quali, come accusa uno studio di «Tuttoscuola » (www.tuttoscuola.com), non si fanno troppi scrupoli di cavalcare ciascuno la propria tigre anche «addomesticando » i numeri. Che senso ha? Come spiega il dossier della rivista di Giovanni Vinciguerra, «al nostro Paese serve un recupero di qualità del confronto politico e sociale in un momento di così profonda crisi del ruolo e della legittimazione sociale del sistema educativo nazionale, non guerre sui dati o sui grembiuli». Gian Antonio Stella

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Riforma Gelmini sotto i riflettori Incontro-dibattito nella sala ex Macello (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BELLARIA, SANTARCANGELO, VALMARECCHIA pag. 13 Riforma Gelmini sotto i riflettori Incontro-dibattito nella sala ex Macello BELLARIA «LA RIFORMA Gelmini: quale futuro per la scuola?». Incontro dibattito sul tema più caliente del momento, domani sera alle 20,30 nella sala ex Macello di Bellaria Igea Marina (via Ferrarin). Interverrà l?onorevole Maria Chiara Acciarini, già Sottosegretario alle Politiche per la Famiglia e membro della Direzione Nazionale di Sinistra Democratica, la cui sezione bellariese organizza l?appuntamento, cui è invitata la cittadinanza, sottolinea il segretario Mauro Andrenacci. La Acciarini, nel 1993 eletta al Consiglio Comunale Torino (Capogruppo Pds), nel 1993 alla Camera (Segretaria Commissione Cultura) nel 2001 al Senato (Capogruppo Ds in Commissione Cultura) e nel 2006 Sottosegretario alle Politiche per la Famiglia. Dopo il Congresso dei Ds, nel 2007, ha aderito al movimento di Sinistra Democratica.

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Assalto al liceo perché non fa sciopero (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-10-28 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Saronno Dimostranti anti Gelmini hanno fatto irruzione allo scientifico Grassi e hanno interrotto le lezioni Assalto al liceo perché non fa sciopero La vicepreside: «Urlavano: fuori, fuori». Segnalazione alla Procura Nel pomeriggio una trentina di studenti di tutti gli istituti cittadini ha occupato la scuola «recalcitrante» MILANO — «Sono qui dall' 85: una cosa del genere non l'avevo mai vista»: può darsi che l'insegnante di lungo corso del liceo scientifico «Grassi» di Saronno, si sia fatta un po' prendere dall'emotività. Ma è certo che ieri mattina nelle aule e nei corridoi dell'istituto si sono vissuti minuti di grande tensione: la scuola, dove si stavano regolarmente svolgendo le lezioni, è stata invasa da dimostranti di altri istituti cittadini che urlando e battendo le porte hanno cercato di indurre gli alunni dello scientifico a unirsi a un corteo anti Gelmini. La concitata mattina potrebbe avere più di uno strascico: da un lato i carabinieri stanno per inviare un'informativa alla procura su quanto avvenuto, dall'altro un nucleo di studenti (circa 30) appartenenti al «Blocco studentesco » e provenienti da tutte le scuole di saronno, da ieri pomeriggio ha occupato il liceo «recalcitrante». Quanto accaduto al «Grassi» è destinato a rinfocolare la polemica sull'effettivo grado di consenso della protesta contro i tagli alla scuola e sulle parole di Berlusconi: il premier nei giorni scorsi aveva fatto cenno alla possibilità di far intervenire la polizia laddove una minoranza non consenta il diritto ale lezioni. A Saronno, ieri mattina, i carabinieri erano già sul posto, per tenere sott'occhio una manifestazione degli studenti annunciata da qualche giorno. Sei istituti cittadini — chi più chi meno — avevano aderito alla protesta; solo quelli dello scientifico avevano rigettato a larga maggioranza l'invito. «Ci siamo visti arrivare un gruppo di studenti degli altri istituti — è il racconto della vicepreside del Grassi — che hanno cominciato a premere ai cancelli chiusi urlando "fuori! fuori!", ma poi il corteo se n'è andato. Più tardi i contestatori sono tornati, con evidenti rinforzi e la scena si è ripetuta». Non esattamente come la precedente, a giudicare sempre dal racconto dell'insegnante: «Un gruppo di loro ha fatto il giro dell'edificio, ha aperto una porta antincendio (o l'ha trovata aperta) e da quel varco centinaia di ragazzi hanno fatto irruzione nella nostra scuola. Sono stati i momenti peggiori: le persone entrate hanno cominciato a sciamare per i corridoi e a urlare agli studenti di uscire; battevano ripetutamente sulle porte delle aule, qualcuno vi è entrato gridando minacce: "Se non uscite ve la facciamo pagare!". Di fatto lo svolgimento dell'attività didattica è stato interrotto da questa invasione». L'assalto ha determinato un «rompete le righe» tra gli studenti dello scientifico: alcuni si sono uniti alla protesta, altri sono rimasti tra i banchi, altri ancora hanno dato vita a una assemblea immediata. I rappresentanti degli studenti nel consiglio di istituto si sarebbero detti contrari allo sciopero ma gli eventi di ieri pomeriggio hanno cambiato la situazione: «Blocco studentesco» ha annunciato di voler dedicare la giornata di oggi a un'assemblea sul decreto Gelmini. Non ci sono stati tafferugli, i danni alle strutture dell'istituto sono minimi, ma i carabinieri di Saronno segnaleranno comunque l'accaduto alla procura anche se al momento non ci sono persone denunciate né reati ipotizzati. La protesta contro Mariastella Gelmini resta comunque un tam tam irresistibile: ieri pomeriggio 200 tra studenti e professori si sono radunati a Gallarate per «accogliere» il ministro, attesa a un convegno. Tutto questo nonostante la Gelmini avesse già dato forfait da giorni. Claudio Del Frate cdelfrate@corriere.it

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In 4 elementari maestra unica <per protesta> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-10-28 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Lecco In 4 elementari maestra unica «per protesta» LECCO — A partire da ieri e per tutta la settimana nelle quattro scuole elementari dell'istituto comprensivo di Olginate, in provincia di Lecco, le insegnanti attuano una singolare forma di protesta, introducendo la maestra unica, ma per evidenziare le conseguenze che, a loro giudizio, comporterà l'applicazione del decreto Gelmini. La decisione riguarda due scuole di Olginate, una di Valgreghentino e una di Garlate. Le tre insegnanti, che solitamente svolgono attività didattica suddividendosi in due classi, da ieri hanno cambiato programma: due insegnanti su tre fanno lezione ognuna in una sola classe. A mezzogiorno e mezzo l'attività finisce, ma per evitare disagi ai bambini e ai genitori, la terza insegnante dopo la mensa starà con gli alunni svolgendo solo attività di doposcuola nelle ore pomeridiane. Nella scuola di Olginate i bambini hanno sperimentato per primi la novità e le insegnanti hanno spiegato loro che non potranno partecipare a laboratori, lavori di interclasse e uscite didattiche.

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Decreto Gelmini, scuola di liuteria a rischio (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-10-28 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Cremona La Stradivari è l'unica statale in Italia, ma mancano 27 iscritti per raggiungere il quorum Decreto Gelmini, scuola di liuteria a rischio CREMONA — I suoi primi settant'anni li ha compiuti nel 2008, portando la tradizione di Cremona nella moderna liuteria mondiale. Ma i «secondi settanta » non sembrano affatto sicuri. Anzi. L'Ipiall, la scuola internazionale di liuteria «Antonio Stradivari», l'unica scuola statale di liuteria in tutto il Paese, è a rischio chiusura. Il decreto Gelmini prevede un numero minimo di alunni per gli istituti superiori «con peculiarità»: 300. L'Ipiall ne conta 273. Ci stanno provando in tutti i modi ad aumentare il numero degli scritti. Si provò parlando di un corso triennale post-diploma, qualcuno suggerì un liceo musicale. Il numero degli alunni— comunque in ascesa — rimane al di sotto della soglia minima. «Non siamo preoccupati — spiega Mirelva Mondini, preside dell'istituto, ieri a Roma al ministero — abbiamo sempre lavorato bene ampliando l'offerta formativa e portando nel mondo il nome di Cremona. Oltretutto, se questo decreto fosse uscito l'anno prossimo non ci sarebbero stati problemi: siamo in costante crescita di studenti e nel 2009 raggiungeremo con ogni probabilità il traguardo dei 300». Trecento, come detto è già una soglia "di riserva", destinata, secondo la riforma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gemini, a scuola particolari, come quella di liuteria. In realtà, il limite per le scuole tradizionali è di 500. Non ne mancano molti, ai fatidici 300: solo 27 studenti, praticamente una classe. Ma il decreto — al momento — non prevede altre deroghe. Quale futuro per la scuola? Di certo, la situazione dell'istituto internazionale per la liuteria, secondo alcuni, può anche essere l'occasione per ripensare tutta l'offerta formativa. Anna Maramotti, presidente dei liutai italiani, risponde così: «Oggi la liuteria è anche ricerca chimica sulle vernici, è studio sull'acustica degli strumenti. Tutto questo non viene fatto. Perché non accorpare l'Ipiall a un istituto tecnico industriale? Così si razionalizzerebbero i costi». Da altre parti, ad esempio dall'assessore provinciale all'istruzione Pietro Morini, arriva l'idea di una scuola completa, dalle elementari fino all'università, che si occupi di musica e di strumenti ad arco, il patrimonio della città. «Le possibilità sono diverse — conclude la preside Mondini — le valuteremo attentamente insieme alle istituzioni. Troveremo una soluzione, non tanto per salvare l'Ipiall dalla chiusura, quanto per migliorare ancora l'offerta formativa». Tradizione La «Stradivari» ha 60 anni Andrea Silla

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Scuola, pochi in piazza ma prepotenti (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Gruppi di studenti tentano di impedire alla maggioranza il diritto allo studio. Giovani aggrediti a Roma Scuola, pochi in piazza ma prepotenti Settimana decisiva per la scuola italiana. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini, che arriverà domani in Senato e in vista dello sciopero di giovedì, anche ieri ci sono stati cortei, occupazioni e lezioni all'aperto. Ma con una novità: il fronte degli studenti non è granitico come la sinistra tenta di far credere mentre cerca di sfruttare la disinformazione contro la riforma Gelmini. Tra di loro c'è chi dice no alle occupazioni e sceglie Facebook, ma anche le stesse aule per dare vita alla contro protesta. In cambio nessun confronto ma insulti e velate minacce. Imberti, Perugia e Poggi alle pag. 8, 9 e 10

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La bugie sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa La bugie sulla scuola Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Il richiamo alla ragion pura (o pratica?) non ha sortito effetto; il decreto 137 sulla scuola presentato dal ministro dell'Istruzione Gelmini è in rampa di lancio al Senato (dove tra oggi e domani sarà votato) e la protesta contro il provvedimento (che nel frattempo è addirittura diventato una «riforma») dilaga ovunque. Alcuni studenti dell'Università Roma Tre, ad esempio, hanno minacciato un sit-in permanente, con pernottamento in sacco a pelo, davanti a Palazzo Madama se le operazioni di voto dovessero protrarsi fino a domani. E giovedì c'è lo sciopero generale, con scuole sbarrate in tutt'Italia, bambini a casa e corteo-fiume da Piazza della Repubblica a Piazza Navona. Nel rush finale per l'approvazione del decreto le manifestazioni si moltiplicano, si frastagliano, si inscenano all'improvviso come flash mob (l'unica vera novità-happening di questi giorni), in ogni angolo spuntano come funghi le lezioni all'aperto (la protesta questa volta è per la legge 133 ma in certi momenti tutto fa brodo). Morale della favola: gli appelli dei leaders della sinistra a ritirare il decreto Gelmini non sono stati comunque raccolti. Archiviata la mega manifestazione di sabato con Veltroni-superstar, a questo punto, la settimana si rivela decisiva per tentare di cambiare pagina. In attesa dell'evento ripassiamo la lezione che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, più volte, ha instancabilmente ripetuto in tutti gli auditori possibili per sgombrare il campo da quelle che il premier Berlusconi ha definito «le bugie della sinistra che costruisce opposizioni di piazza perchè noi siamo inattacabili». Il ministro Gelmini, inoltre s'è pure impegnato ad aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti di tutte le associazioni studentesche. Da sinistra la risposta è stata il braccio di ferro nelle piazze. Maestro unico. Il primo punto, il più controverso, è il ritorno del maestro unico alle elementari che ha detto Berlusconi «sarebbe più appropriato chiamare maestro prevalente perchè sarà affiancato dall'insegnante di lingua straniera, religione e informatica». S'è detto che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro. Che saranno tagliati, pure, gli insegnanti di sostegno. La risposta della Gelmini è: negli ultimi 9 anni il costo della scuola è aumentato di circa 10 miliardi di euro e questo il Paese non se lo può permettere. Stiamo provando a lavorare in una logica di razionalizzazione (meno insegnanti e meglio pagati) che garantisca gli ottimi risultati che hanno sempre contraddistinto la scuola primaria italiana sia con il maestro unico che con il modulo. Comunque non saranno toccati i maestri di sostegno, che resteranno 95 mila. Razzismo. Secondo i detrattori del decreto il governo vuole allestire classi differenziali per i figli degli immigrati. La Gelmini ribadisce, invece, che si tratta solo di classi ponte dedicate a quegli studenti che non parlano l'italiano in vista di «una loro integrazione» nel nostro sistema scolastico. Un progetto richiesto espressamente dagli insegnanti in linea con quello che succede nel resto d'Europa. Chiusura scuole di montagna. Una bugia, perchè il governo non ha intenzione di chiudere nessuna scuola. Piuttosto nell'ambito di una razionalizzazione del personale prevede che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni. Tempo pieno. Altra paura: l'abolizione del tempo pieno alle elementari con l'uscita degli alunni alle 12.30. La Gelmini ha ribadito, invece, che in cinque anni ci saranno seimila nuove classi in più per il tempo pieno. «Considerando una media di 21 alunni per classe, in cinque anni, riusciremo ad avere quasi 6.000 classi in più di tempo pieno - ha detto il ministro - Già da ora non c'è alcuna riduzione del tempo pieno perchè passando da due docenti a uno si possono avere più docenti da utilizzare nel tempo pieno e aumentare del 50% le classi che possono usufruire del tempo pieno». Classi sovraffollate. Altro tormentone: il decreto prevede la formazione di classi con trenta alunni e più. La Gelmini nega: le classi saranno composte da 18 a 26 (al massimo) di alunni. Addio inglese. Secondo i contestatori il decreto vuole diminuire le ore d'inglese alle elementari. «Non è vero - ribadisce la Gelmini - Gli insegnanti d'inglese rimarranno ai loro posti come quelli di religione, informatica ed educazione fisica. Non ci saranno variazioni per le ore di inglese alle elementari». Licenziamenti. C'è il timore che saranno licenziati 87 mila insegnanti. Su questo punto è esplicitamente intervenuto il premier Berlusconi: «Nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha raggiunto l'età e il blocco del turn over». Il governo ha intenzione di cambiare il sistema di reclutamento dei docenti. Nella scuola italiana abbiamo una media di dieci studenti per docente, contro i 13 della Spagna, i 14 della Francia, i 16 della Germania e i 20 della Gran Bretagna. Nazioni che nella preparazione scolastica ottengono risultati migliori dei nostri. «A stipendi europei devono corrispondere parametri europei. E produttività europee. Credo che Tremonti condividerà questa impostazione» ha detto la Gelmini. Fermo restando l'impegno ad assumere i 50 mila docenti precari, «ereditato dal governo precedente con la Finanziaria 2007 secondo un piano triennale. Rispetteremo gli impegni presi dallo Stato, compatibilmente con le risorse disponibili e le necessità della scuola». Bocciatura con il 7 in condotta. Altra smentita: non è vero che si boccerà con il 7 in condotta. Solo in casi molto gravi (ad esempio ripetuti atti di bullismo e violenza all'interno dell'Istituto) si può essere bocciati con il 5 in condotta ma bisognerà avere il via libera del Consiglio d'Istituto e del Consiglio di classe. Tagli per 8 miliardi di euro. Berlusconi ha già avvertito: «Non ci saranno tagli alla scuola pubblica». Il provvedimento del governo è a lungo periodo ed estenderà i suoi effetti in tre anni. Il ministro Gelmini ha, ad esempio, affermato «che una parte dei risparmi ottenuti, il 30% (e cioè circa due miliardi di euro), potrebbe essere reimpiegato per pagare meglio i professori».

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Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Il richiamo alla ragion ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Il richiamo alla ragion ... Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Il richiamo alla ragion pura (o pratica?) non ha sortito effetto; il decreto 137 sulla scuola presentato dal ministro dell'Istruzione Gelmini è in rampa di lancio al Senato (dove tra oggi e domani sarà votato) e la protesta contro il provvedimento (che nel frattempo è addirittura diventato una «riforma») dilaga ovunque. Alcuni studenti dell'Università Roma Tre, ad esempio, hanno minacciato un sit-in permanente, con pernottamento in sacco a pelo, davanti a Palazzo Madama se le operazioni di voto dovessero protrarsi fino a domani. E giovedì c'è lo sciopero generale, con scuole sbarrate in tutt'Italia, bambini a casa e corteo-fiume da Piazza della Repubblica a Piazza Navona. Nel rush finale per l'approvazione del decreto le manifestazioni si moltiplicano, si frastagliano, si inscenano all'improvviso come flash mob (l'unica vera novità-happening di questi giorni), in ogni angolo spuntano come funghi le lezioni all'aperto (la protesta questa volta è per la legge 133 ma in certi momenti tutto fa brodo). Morale della favola: gli appelli dei leaders della sinistra a ritirare il decreto Gelmini non sono stati comunque raccolti. Archiviata la mega manifestazione di sabato con Veltroni-superstar, a questo punto, la settimana si rivela decisiva per tentare di cambiare pagina. In attesa dell'evento ripassiamo la lezione che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, più volte, ha instancabilmente ripetuto in tutti gli auditori possibili per sgombrare il campo da quelle che il premier Berlusconi ha definito «le bugie della sinistra che costruisce opposizioni di piazza perchè noi siamo inattacabili». Il ministro Gelmini, inoltre s'è pure impegnato ad aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti di tutte le associazioni studentesche. Da sinistra la risposta è stata il braccio di ferro nelle piazze. Maestro unico. Il primo punto, il più controverso, è il ritorno del maestro unico alle elementari che ha detto Berlusconi «sarebbe più appropriato chiamare maestro prevalente perchè sarà affiancato dall'insegnante di lingua straniera, religione e informatica». S'è detto che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro. Che saranno tagliati, pure, gli insegnanti di sostegno. La risposta della Gelmini è: negli ultimi 9 anni il costo della scuola è aumentato di circa 10 miliardi di euro e questo il Paese non se lo può permettere. Stiamo provando a lavorare in una logica di razionalizzazione (meno insegnanti e meglio pagati) che garantisca gli ottimi risultati che hanno sempre contraddistinto la scuola primaria italiana sia con il maestro unico che con il modulo. Comunque non saranno toccati i maestri di sostegno, che resteranno 95 mila. Razzismo. Secondo i detrattori del decreto il governo vuole allestire classi differenziali per i figli degli immigrati. La Gelmini ribadisce, invece, che si tratta solo di classi ponte dedicate a quegli studenti che non parlano l'italiano in vista di «una loro integrazione» nel nostro sistema scolastico. Un progetto richiesto espressamente dagli insegnanti in linea con quello che succede nel resto d'Europa. Chiusura scuole di montagna. Una bugia, perchè il governo non ha intenzione di chiudere nessuna scuola. Piuttosto nell'ambito di una razionalizzazione del personale prevede che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni. Tempo pieno. Altra paura: l'abolizione del tempo pieno alle elementari con l'uscita degli alunni alle 12.30. La Gelmini ha ribadito, invece, che in cinque anni ci saranno seimila nuove classi in più per il tempo pieno. «Considerando una media di 21 alunni per classe, in cinque anni, riusciremo ad avere quasi 6.000 classi in più di tempo pieno - ha detto il ministro - Già da ora non c'è alcuna riduzione del tempo pieno perchè passando da due docenti a uno si possono avere più docenti da utilizzare nel tempo pieno e aumentare del 50% le classi che possono usufruire del tempo pieno». Classi sovraffollate. Altro tormentone: il decreto prevede la formazione di classi con trenta alunni e più. La Gelmini nega: le classi saranno composte da 18 a 26 (al massimo) di alunni. Addio inglese. Secondo i contestatori il decreto vuole diminuire le ore d'inglese alle elementari. «Non è vero - ribadisce la Gelmini - Gli insegnanti d'inglese rimarranno ai loro posti come quelli di religione, informatica ed educazione fisica. Non ci saranno variazioni per le ore di inglese alle elementari». Licenziamenti. C'è il timore che saranno licenziati 87 mila insegnanti. Su questo punto è esplicitamente intervenuto il premier Berlusconi: «Nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha raggiunto l'età e il blocco del turn over». Il governo ha intenzione di cambiare il sistema di reclutamento dei docenti. Nella scuola italiana abbiamo una media di dieci studenti per docente, contro i 13 della Spagna, i 14 della Francia, i 16 della Germania e i 20 della Gran Bretagna. Nazioni che nella preparazione scolastica ottengono risultati migliori dei nostri. «A stipendi europei devono corrispondere parametri europei. E produttività europee. Credo che Tremonti condividerà questa impostazione» ha detto la Gelmini. Fermo restando l'impegno ad assumere i 50 mila docenti precari, «ereditato dal governo precedente con la Finanziaria 2007 secondo un piano triennale. Rispetteremo gli impegni presi dallo Stato, compatibilmente con le risorse disponibili e le necessità della scuola». Bocciatura con il 7 in condotta. Altra smentita: non è vero che si boccerà con il 7 in condotta. Solo in casi molto gravi (ad esempio ripetuti atti di bullismo e violenza all'interno dell'Istituto) si può essere bocciati con il 5 in condotta ma bisognerà avere il via libera del Consiglio d'Istituto e del Consiglio di classe. Tagli per 8 miliardi di euro. Berlusconi ha già avvertito: «Non ci saranno tagli alla scuola pubblica». Il provvedimento del governo è a lungo periodo ed estenderà i suoi effetti in tre anni. Il ministro Gelmini ha, ad esempio, affermato «che una parte dei risparmi ottenuti, il 30% (e cioè circa due miliardi di euro), potrebbe essere reimpiegato per pagare meglio i professori».

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E l'università punta sui giovani (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Svolta Dietro i tagli si nasconde la volontà di premiare sempre di più il merito E l'università punta sui giovani Protesta universitaria, dov'è la verità? La Legge 133 contro la quale migliaia di studenti universitari protestano vivamente, mira a ridurre le spese pubbliche in materia di istruzione, università e ricerca. In particolare vengono tagliati un miliardo e mezzo di fondi universitari, in cinque anni. Per quanto concerne il turn over dispone la possibilità di assumere un ricercatore ogni dieci che lasciano la professione (nel 2009), uno ogni cinque (nel 2010 e 2011), uno su due (per il 2012). I tagli, come è già stato denunciato nei giorni scorsi dai rettori dell'Aquis, saranno una «batosta» per le università statali. è per questo che i Magnifici hanno chiesto «una trattativa per arrivare nei tempi più brevi possibile alla condivisione dei principi e dei criteri necessari alla stipula di accordi di programma». Si tratta, in sostanza, di un do ut des: il mondo accademico s'impegna a spendere meglio le risorse di cui dispone nel tentativo di rientrare già con la Finanziaria 2009 dai tagli «drastici e generalizzati» fatti dalla manovra estiva. Altrimenti c'è il rischio di non riuscire a pagare gli stipendi a fine mese e, a più lungo periodo, di non poter più assumere giovani ricercatori oppure di dover aumentare le tasse universitarie, dal 2010, per pagare l'Ici (e accendere i riscaldamenti d'inverno e i condizionatori d'estate). La Gelmini, quest'estate in un incontro con il mondo universitario ha già assicurato che il governo s'impegna a redistribuire, progressivamente, nei prossimi anni le risorse sottratte e congelate per il 2009. Di sicuro ritornerà all'Università il 20 per cento. Gli accademici, a questo punto, premono affinchè anche il restante 80% venga reimpiegato per risolvere gli enormi problemi che affliggono gli atenei. Ma cosa chiedono i docenti universitari «in lotta» insieme ai loro studenti contro il decreto 137 sulla scuola e la legge 133? Che i fondi di ritorno siano impiegati per «una didattica di qualità e utile, pensata e realizzata dalle Facoltà per gli studenti più che per istanze di autoriproduzione del corpo docente, attenta agli sbocchi occupazionali, rivolta alla formazione più che al nozionismo frammentato» come si legge in un comunicato del Senato Accademico della Sapienza. In linea con quello che pensa il ministro Gelmini che recentemente ha annunciato la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti ribadendo che «all'università serve un ringiovanimento del corpo docenti» perchè «gli spazi dei giovani sono modestissimi e il blocco del turn over non li aiuta. è meglio dare opportunità concrete a chi arriva al traguardo di questo titolo di studio. Penso anche a limitare i mandati ai rettori». A proposito di reclutamento i docenti chiedono «una revisione dei meccanismi di reclutamento» e il conferimento di «uno stato giuridico ai ricercatori analogo agli standard internazionali (terza fascia della docenza)» stabilendo standard minimi di curriculum e produzione scientifica per l'accesso alle diverse fasce. E il progetto di legge che ha in mente la Gelmini vuole proprio privilegiare e favorire proprio l'assunzione di giovani negli atenei. Nat. Pog.

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Quindici contratti a tempo indeterminato entro la fine dell'anno, anticipando le stabilizzazioni previste per il 2009; l'impegno a non lasciare nessun lavoratore dell'ateneo senza (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Quindici contratti a tempo indeterminato entro la fine dell'anno, anticipando le stabilizzazioni previste per il 2009; l'impegno a non lasciare nessun lavoratore dell'ateneo senza lavoro; un'assemblea di ateneo da indire appena si conosceranno i contenuti della riforma sull'Università, voluta dal ministro Gelmini Quindici contratti a tempo indeterminato entro la fine dell'anno, anticipando le stabilizzazioni previste per il 2009; l'impegno a non lasciare nessun lavoratore dell'ateneo senza lavoro; un'assemblea di ateneo da indire appena si conosceranno i contenuti della riforma sull'Università, voluta dal ministro Gelmini. Sono queste le promesse del rettore Davide Bassi, che ieri mattina ha incontrato i rappresentanti sindacali. Tre ore è durato il confronto nell'aula al piano terra di via Belenzani, mentre all'esterno gli insegnanti madrelingua protestavano, con una lezione, contro la precarizzazione dell'ateneo. E oggi si faranno sentire gli studenti universitari: manifestano contro il pacchetto Tremonti-Brunetta, contro la Legge 133 che prevede una serie di tagli e il blocco del turn-over nella pubblica amministrazione (compresa l'università). I sindacati fanno sapere che, anche se il confronto di ieri è stato positivo, loro oggi saranno al fianco dei giovani del Comitato No Gelmini. Non cala la tensione fra i dipedenti precari dell'ateneo. Se 15 lavoratori troveranno "riparo" entro dicembre, gli altri 65 vogliono sapere di che morte dovranno morire. Il rettore ieri ha spiegato che rimane l'impegno a non superare il tetto del 90% del Ffo (Fondo di finanziamento ordinario). Un limite, questo, superato da tanti suoi colleghi rettori, «i quali - come ha spiegato Bassi nei giorni scorsi - anche per questo motivo oggi non riescono a pagare gli stidendi del personale». Per i 65 precari non si parla di assunzioni permanenti. L'intento è di procedere, nel tempo, alla stabilizzazione, tenendo conto del quadro nazionale. «I vertici dell'Università cercheranno di trovare altri fondi, diversi dal Ffo, che possano permettere a quelle persone il reinserimento nell'organico dell'ateneo», dicono i sindacati. Poi si vedrà. È un successo a metà, quello ottenuto ieri. «Ma in questa fase si tratta comunque di un passo avanti». Davide Bassi in rettorato ha fortemente difeso la «proposta Aquis» (Associazione per la qualità delle università italiane statali): la richiesta al governo di un diverso trattamento per gli atenei virtuosi, quelli che hanno i conti in regola e che hanno raggiunto un alto livello di didattica e ricerca. La filosofia è chiara: chi si è comportato bene, non deve essere bastonato. Attorno al tavolo sedevano gli esponenti di Cgil (Dario Andreis, Gabriele Silvestrin, Flavio Rossi, Laura Martuscielli Laura, Andrea Avi, Paolo Serra), Cisl (Adolfo Di Corrado, Giovanni Longo, Ivan Brandolise) e Uil (Maurizio Migliarini, Giuseppina Pronesti, Elsa Osti) e, per lo Snals, Giuseppe Frisanco. La lotta - ribadiscono tutti - non è terminata. Bisognerà studiare il contenuto della Legge Gelmini. Si tratterà poi di capire a quale tipo di «salvagente» potranno aggrapparsi gli esclusi. Non è coinvinto della bontà della proposta Gabriele Silvestrin, Cgil, responsabile del Nidil: «La prospettiva di una "struttura servizi" pubblica, nella quale sistemare tutti gli stabilizzandi, per poi farli rientrare dentro l'università, è di una vaghezza eccessiva. Non possiamo essere soddisfatti. Bassi non vuole assolutamente sforare il tetto del 90% della spesa: lui confida di ottenere il massimo per le sedi virtuose, ma ripone fiducia in una persona, la Glemini, che finora ha eseguito fedelmente un ordine: una politica di soli tagli». Se ne parlerà nell'assemblea di domani (dalle 10.30 alle 12.30 nella sala conferenze della facoltà di Economia). E non si esclude una nuova mobilitazione dei Cel: oltre allo stop agli esami di lingua, potrebbe scattare lo stop alla didattica. A.Tom. 28/10/2008

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<A rischio alcune scuole delle frazioni> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ADRIA E DELTA DEL PO pag. 8 «A rischio alcune scuole delle frazioni» ADRIA OGGI pomeriggio alle 17.30 presso il Ridotto del Teatro Comunale, a cura delle amministrazioni comunale di Adria, Pettorazza e Papozze, si terrà un dibattito pubblico dal titolo ?Ma dove va questa scuola??. Parteciperanno Luciana Mion, del coordinamento regionale del Partito Democratico e Gastone Rubello, responsabile provinciale scuola e cultura di Forza Italia. E?un appuntamento che si và ad aggiungere agli sforzi che l?assessore comunale adriese alle attività formative, Rosa Barzan ha compiuto affinché anche nel comune di Adria ci sia un confronto reale sul valore, il significato e il modo di funzionare della scuola, con particolare attenzione alla scuola elementare e dell?infanzia, coinvolgendo i genitori, gli studenti, l?opinione pubblica, le rappresentanze sindacali e il mondo della cultura. «I cambiamenti proposti dal Ministro Gelmini - afferma l?assessore Barzan - stanno creando preoccupazioni. Anche nel nostro comune si potrebbero verificare eccedenze di organico e la chiusura di plessi scolastici in alcune frazioni». Gli Istituti Comprensivi Adria Uno e Due, già da quest?anno scolastico hanno rimodulato l?offerta formativa a causa di contrazioni dell?organico. a.p.

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Protesta contro la riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ASCOLI PROVINCIA pag. 6 Protesta contro la riforma Gelmini FORCE ? CASTEL DI LAMA ? CLAUDIA Grassi, Federica D?Angelo e Gabriele Cori sono i tre ragazzi che guideranno e coordineranno il lavoro e le inizitiave prossime del Gruppo dei «Giovani Democratici» di Castel di Lama, nato pochi giorni fa. A loro, un team consolidato che già era parte del direttivo del Circolo locale del Partito Democratico, guidato anche questo, nel segno del rinnovamento, da una giovane determinata, Enrica Pieragostini. Il compito è stato assegnato dai simpatizzanti, militanti e semplici cittadini che hanno partecipato alla riunione costitutivo del gruppo giovanile. E già a novembre, sono state messe in cantiere iniziative che mettano al centro dell?attenzione dell?opinione pubblica locale, le problematiche giovanili, il loro ruolo della società e nella politica di oggi e soprattutto di domani, le loro aspirazioni, ma anche le ultime novità che vengono dal mondo istituzionale.

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LA PROTESTA contro la riforma Gelmini non si fa attendere nelle piccole realt ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ASCOLI PROVINCIA pag. 6 LA PROTESTA contro la riforma Gelmini non si fa attendere nelle piccole realt ... LA PROTESTA contro la riforma Gelmini non si fa attendere nelle piccole realtà che rischiano di scomparire in virtù dei tagli previsti dal decreto. A soffrirne di più sarebbero le zone montane dato che gli istituti con meno di 50 alunni dovrebbero essere chiusi. Il problema tocca da vicino la realtà di un piccolo centro come Force che non tarda a far sentire la sua protesta contro quella che il sindaco Augusto Curti definisce una ?razionalizzazione selvaggia?. L? attuazione della riforma, infatti, apporterebbe disagi alle famiglie depauperando ulteriormente i piccoli centri sotto il profilo socio-culturale ed economico. «La razionalizzazione degli istituti scolastici- afferma Curti- deve avvenire attraverso una concertazione con gli enti locali tenendo conto delle peculiarità dei territori. E? inoltre paradossale che in Italia di fronte a poltrone costosissime della cattiva politica, di fronte e enti inutili, ed ancor peggio ad enti inutili che stanno nascendo, il governo pensi di far quadrare i conti chiudendo le scuole». «Credo che in un momento di crisi come quella che stiamo attraversando- continua il Sindaco sia giusto e doveroso riflettere su una unificazione dei servizi, solo però laddove detta unificazione assicuri delle reali e giustificate economie e contemporaneamente l?erogazione di un rispettabile servizio al cittadino: questa è l?ennesima bastonata per i piccoli comuni che lottano contro i ricorrenti tagli del governo, e contro gli incessanti aumenti del costo dei servizi». L?amministrazione comunale forcese è pronta a mobilitarsi e a mettere in atto tutte le iniziative necessarie a respingere questa riforma coinvolgendo nelle decisioni i genitori, gli alunni, gli insegnanti e tutti i cittadini. Maria Rita Pavoni

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<Ma il presidente della Provincia non può invitare la gente a protestare> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PESARO pag. 7 «Ma il presidente della Provincia non può invitare la gente a protestare» SCUOLA (2) IL CENTRODESTRA CONTRO UCCHIELLI «UNA LETTERA istituzionalmente scorretta». Il gruppo consiliare del Pdl definisce così la missiva inviata dal presidente della Provincia Palmiro Ucchielli ai sindaci dei comuni, ai presidenti delle comunità montane e alle unioni dei comuni, ai segretari delle associazioni sindacali confederali e ai dirigenti degli istituti d?istruzione di ogni ordine e grado, invitandoli alla manifestazione contro la riforma Gelmini che «contiene valutazioni politiche assolutamente personali che nulla hanno a che vedere con l?attività propria dell?amministrazione provinciale. E? assolutamente intollerabile ? continuano ? che il presidente della nostra Provincia solleciti amministratori pubblici a partecipare a una manifestazione politica con tanto di fascia tricolore e di concordare fra di loro un intervento pubblico, invitando addirittura le organizzazioni sindacali a preparare scritte e striscioni contro un provvedimento che, a suo personale parere, peggiorerebbe di gran lunga le condizioni di vita e di lavoro sia nelle aree interne che nella costa. Siamo stati subissati di telefonate di protesta da parte di dirigenti scolastici e di docenti che hanno giustamente stigmatizzato un comportamente non consono alla carica amministrativa che il presidente Ucchielli riveste e che hanno sollevato la reazione di coloro che, al contrario, auspicano una vera riforma scolastica. Ci chiediamo a quale titolo il presidente ? continua il Pdl ? possa istigare amministratori locali, dirigenti scolastici e corpo insegnante a manifestare pubblicamente contro il Parlamento utilizzando risorse e strumenti pagati con soldi di tutti i cittadini. Questa missiva è soltanto uno squallido tentativo di mettere in atto un?indegna campagna diffamatoria nei confronti del governo, cercando di strumentalizzare arbitrariamente personale scolastico, famiglie e studenti secondo una vecchia logica comunista fatta di menzogne e propaganda». «Un presidente che lascia la penna per alzare i cartelli ? ha commentato il consigliere regionale Giancarlo D?Anna ?. Che oggi scende in piazza e invita sindaci a amministratori locali a seguirlo. Secondo il Presidente i plessi delle aree interne sono a rischio chiusura. Se così fosse, sarei il primo a contestare il provvedimento. Ma così non è. Sarà solo unificato il personale amministrativo: un provvedimento previsto anche dal precedente governo di centrosinistra».

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PRENDONO carta e penna gli insegnanti del liceo classico 'Anni... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

FERMO pag. 19 PRENDONO carta e penna gli insegnanti del liceo classico ?Anni... PRENDONO carta e penna gli insegnanti del liceo classico ?Annibal Caro?, scrivono ai genitori per spiegare i motivi del disagio del mondo della scuola, in subbuglio per la riforma del Ministro Gelmini. Lamentano il progetto di creare classi troppo numerose, che non consentono di attuare strategie didattiche precise, così come il taglio delle risorse non consente di rispettare la scelta dell?indirizzo compiuta dagli studenti e dalle famiglie, con la sospensione di tutte le sperimentazioni. Scrivono e sottoscrivono gli insegnanti Margherita Acciarri, Maria Teresa Antinori, Massimo Antonelli, Barbara Beleggia, Sandra Berbellini, Rosanna Bonifazi, Monica Borghini, Maria Cantatore, Antonia Cappella, Francesco M. Castiglioni, Massimo Cupelli, Marina D?Aprile, Sonia Fortuna, Luca Lattanzi, Francesca Lodolini, Micaela Lucidi, Nazzareno Marchetti, Anna Maria Marcotulli, Augusta M. Mazzaferro, Angela Mazzanti, Anna Maria Mazzanti, Paola Moriconi, Ireneo Natali, Luciana Nezi, Maria Palestini, Donatella Palomba, Anna Pandolfi, Rossana Paponi, M.Cristina Pawlina, Anna Pennesi, Fabio Petrini, Nadia Pirani, Alessandra Pierantozzi, Marco Pompei, Anna Rita Principi, Stefania Recchioni, Lorenzo Rosati, Maria Luisa Sacchini, Daniela Santini, Rosina Saracino, Federica Sargolini, Sara Scalabroni, Bernardino Sciale?, Eva Rosanna Scicchitano, Maria Grazia Sollini, Maria Spinucci, Sabrina Temperini, Lucio Tomassini, Gabriella Vecchi, Silvana Zechini. Nel documento si legge: «Confermiamo oltre ogni singola appartenenza politica e sindacale, il nostro unanime e forte dissenso rispetto alla riforma, poiché siamo certi che un indiscriminato taglio delle risorse non può rappresentare una risposta adeguata alle urgenti necessità di modernizzazione e riqualificazione del sistema scolastico. Crediamo che la scuola sia lo strumento con il quale uno stato civile ha il dovere di garantire a tutti i suoi cittadini il diritto all?istruzione e non un settore improduttivo su cui operare indiscriminati tagli di spesa».

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<LO SCENARIO, a cui stiamo assistendo nei nostri istituti, ci obbliga a pren... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PESARO pag. 7 «LO SCENARIO, a cui stiamo assistendo nei nostri istituti, ci obbliga a pren... «LO SCENARIO, a cui stiamo assistendo nei nostri istituti, ci obbliga a prendere posizione, innanzitutto rispetto allo sciopero del 30 ottobre in merito alla riforma scolastica». E? la lettera diffusa ieri da alcuni insegnanti del liceo classico «Mamiani» che non aderiranno alla protesta.« Noi insegnanti ? si legge nel documento ? dobbiamo essere i primi a desiderare di conoscere fedelmente un oggetto, in questo caso i provvedimenti Gelmini, in modo tale da maturare un giudizio, non inquinato dagli slogan più in voga. Da questa analisi personale è nata un?opinione sostanzialmente positiva riguardo ad alcune proposte del ministro, già in discussione al Senato. Ci sembra che, per rispondere all?emergenza educativa, sia indispensabile completare il percorso verso un assetto pienamente libero e pluralistico, dando attuazione all?autonomia costituzionale prevista per le scuole. Gli altri cambiamenti verranno come conseguenza. Per esempio, abbiamo sperimentato che la proliferazione di progetti e sperimentazioni, insieme al numero di ore di lezione, non incide significativamente sulla qualità dell?apprendimento dei nostri alunni. Inoltre, osserviamo che l?urgenza della razionalizzazione di spesa non è stata sentita solo dall?attuale Governo, ma anche dal precedente: le misure, di cui oggi si discute, non si scostano, nei principi ed in molte proposte, da quelle suggerite dal ?Quaderno bianco? dei ministri Padoa-Schioppa e Fioroni, nella prospettiva del vincolo di pareggio entro il 2011 richiesto all?Italia dall?Unione europea. Come abbiamo dichiarato nel Collegio dei docenti convocato il 22 ottobre, per queste ragioni abbiamo deciso di non aderire allo sciopero del 30 ottobre, con la richiesta che la nostra voce fosse ?distinta dal coro?, dando così a ciascuno il diritto di esistere e di esprimere liberamente il proprio pensiero. Costruire il proprio ?io?, con un volto preciso, che non vogliamo sia confuso nella massa, è ciò che ci permette di vivere con passione il nostro lavoro, accompagnando anche chi, più giovane, ha appena intrapreso l?affascinante cammino alla scoperta di sé e del mondo. Questa è la vera ricchezza della scuola, che nessuna riforma potrà mai garantire: uomini che, ogni mattina, vogliono giocare la loro libertà. Firmato: insegnanti del classico Mamiani che vogliono rinnovare la scuola».

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<MENTRE noi lavoriamo per rafforzare i servizi nelle aree interne il governo... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PESARO pag. 7 «MENTRE noi lavoriamo per rafforzare i servizi nelle aree interne il governo... «MENTRE noi lavoriamo per rafforzare i servizi nelle aree interne il governo li vuole tagliare, come sta accadendo per le scuole e l?istruzione». Così Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia, che invita tutti in piazzale Matteotti oggi alle 15,30 «per «lanciare un appello ai ministri Tremonti e Gelmini affinché ripensino a questi provvedimenti». LA MANIFESTAZIONE, in caso di maltempo, si svolgerà nella sala del consiglio provinciale in via Gramsci. A mobilitarsi, per protestare, Ucchielli ha invitato anche sindaci, amministratori, insegnanti, cittadini e studenti, invitandoli a «prendere parte all?iniziativa a sostegno della scuola pubblica e, soprattutto, contro la soppressione dei plessi scolastici che si trovano nelle aree interne. E? gravissimo togliere servizi così importanti ad aree che già territorialmente sono disagiate ? continua il presidente Ucchielli ?. In un?area dove l?azione della Provincia è sempre stata tesa a costruire una rete di servizi su tutto il territorio. Abbiamo, tra l?altro, potenziato la loro presenza proprio nelle aree interne (basti guardare i Centri servizi integrati, dove è possibile trovare, in un?unica sede, servizi per il lavoro, sportelli di Inps, Inail e altri servizi ancora), così come abbiamo fatto una lunga battaglia contro la chiusura, sempre nelle aree interne, degli uffici postali. Non possiamo dunque accettare che venga invertita questa rotta».

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NON SOLO autogestione. Contro il decreto del ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

RIMINI PRIMO PIANO pag. 2 NON SOLO autogestione. Contro il decreto del ... NON SOLO autogestione. Contro il decreto del ministro Gelmini sulla riforma della scuola, che verrà discusso domani in Senato, i ragazzi riminesi stanno preparando anche una manifestazione di protesta in piazza. Il corteo dovrebbe avvenire giovedì mattina, contemporaneamente allo sciopero nazionale per la scuola indetto dai sindacati. Ieri alcuni ragazzi, in rappresentanza di parecchie scuole superiori riminesi, hanno già chiesto l?autorizzazione per poter sfilare in corteo. Un?autorizzazione che, a meno di imprevisti, verrà concessa. Ma le autogestioni e le occupazioni di ieri hanno già scatenato i politici. Tra questi Pasquale Barone, consigliere del Pdl, che se la prende con «i presidi e i professori sessantottini che ora incitano gli studentii ad autogestire e occupare le scuole». INTANTO a Riccione tutto tace dall?istituto alberghiero Savioli e dall?artistico Fellini. Che sono, stando ai parametri che sono stati fissati dal decreto Gelmini (almeno 500 alunni per scuola) gli unici due istituti superiori riminesi destinati a scomparire. Per ora non si prevedono né autogestioni né occupazioni nelle due scuole. Ma già ieri mattina sono iniziati alcuni incontri sul contenuto della riforma. «I ragazzi sono molto preoccupati, e noi con loro ? conferma Giuseppe Ciampoli, preside del Savioli ? D?altra parte, che la nostra scuola sia sotto dimensionata, come numero di alunni, è risaputo purtroppo da tempo. L?amministrazione comunale di Riccione è decisa a mantenere l?istituto, e naturalmente anche noi ci auguriamo che la scuola non venga chiusa e accorpata con altre». Non è escluso comunque che già tra oggi e domani anche al Savioli posso partire la protesta degli studenti. Di sicuro ci sarà un?assemblea generale con tutti gli alunni venerdì, subito dopo lo sciopero.

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Negli istituti a rischio per ora tutto tace (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

RIMINI PRIMO PIANO pag. 2 Negli istituti a rischio per ora tutto tace IL CASO DEL SAVIOLI E DEL FELLINI DI RICCIONE CHE POTREBBERO SCOMPARIRE SVEGLIA prima dell?alba, per essere a scuola già alle 6 e iniziare l?autogestione. Con tanto di polizia, che ha fermato e identificato alcuni studenti. Era nell?aria la protesta delle scuole riminesi contro il decreto del ministro Gelmini, e ieri mattina dalle parole molti studenti sono passati ai fatti. Dai licei Serpieri e Einstein, all?Einaudi e all?istituto per geometri Belluzzi, ieri nelle scuole si sono susseguiti incontri, assemblee e protesta. E da oggi anche altre scuole, come l?Itis Leonardo da Vinci, il Valgimigli e altre, dovrebbero unirsi a quelle già in protesta. Una protesta, per ora, assolutamente pacifica, anche se nella giornata convulsa di ieri non sono mancati momenti di concitazione. Come al liceo Einstein, dove ieri mattina alcuni studenti, arrivati alle 6 a scuola con l?intenzione di autogestire, hanno dovuto fare i conti con gli agenti della Digos, che hanno fermato e identificato alcuni ragazzi. Gli studenti, entrati da una porta secondaria, sono riusciti comunque a entrare nell?istituto, e al preside Giuseppe Prosperi non è restato altro da fare che lasciare che l?autogestione continuasse. I ragazzi, organizzatissimi, dopo aver appeso alle finestre gli striscioni contro il ministro, hanno organizzato un vero e proprio servizio d?ordine, e distribuito un volantino con le norme di comportamento da rispettare durante l?autogestione. «Ma non abbiamo interrotto le lezioni ? assicura uno dei rappresentati d?istituto degli studenti, Pietro ? Chi vuole in questi giorni può continuare comunque a far lezione, se crede, con i docenti». Ieri mattina, a dire il vero solo alcune quinte e un altro paio di classi hanno fatto scuola normalmente. Tutti gli altri studenti hanno organizzato assemblee e incontri per discutere della riforma Germini. «Assemblee a cui hanno partecipato anche molti docenti», spiega Davide. Diversa la situazione al Serpieri, dove ieri molti studenti non sono entrati, intenzionati a fare autogestione (si pensava anche di occupare la scuola). Sul posto sono arrivate anche le forze dell?ordine. Solo dopo un lungo dibattito fuori dalla scuola, e le ?trattative? con la preside, i ragazzi sono quasi tutti rientrati. Ma niente lezioni: anche qui ci sono state assemblee e incontri sul decreto Gelmini. E oggi l?autogestione proseguirà con altri incontri nelle classi. Lo stesso è avvenuto ieri anche all?istituto per geometri Belluzzi, dove quasi tutti i ragazzi (oltre 500 su 600) sono rimasti fuori da scuola, e dopo una riunione (al campo di calcetto...) hanno cominciato a fare incontri su incontri. Ieri, in mattinata, i ragazzi hanno consegnato al preside Alessandro Gaspari una lettera per annunciare l?autogestione, che comincerà dopo l?assemblea di questa mattina. Da ieri è autogestito, anzi occupato anche l?Einaudi. Qui un gruppo di studenti ha dapprima bloccato le lezioni con l?intenzione di occupare. Solo un ragazzo su 10, alla fine, è entrato regolarmente in classe, mentre gli altri 450 studenti, dopo un?assemblea in palestra, hanno iniziato l?autogestione. E nel pomeriggio, nonostante il tentativo di dissuaderli da parte del preside Ivano Tomassoni, hanno deciso addirittura di occupare l?istituto. Oggi dovrebbe iniziare l?autogestione anche all?Itis e in altre scuole. Manuel Spadazzi

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<Questa volta io sto con gli studenti> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

RIMINI PRIMO PIANO pag. 2 «Questa volta io sto con gli studenti» IL PRESIDE «CREDO che i ragazzi questa volta stiano protestando per dei motivi validi. Le loro proteste sono comprensibili, per il modo in cui il decreto Gelmini andrà a modificare il mondo della scuola, e non certo per migliorarlo». Giuseppe Prosperi, da quando è preside al liceo Einstein, di autogestioni e occupazioni da parte dei suoi studenti ne ha viste parecchie. Ma è la prima volta, in 16 anni alla guida del liceo, che il dirigente non boccia la protesta. «Gli studenti ritengono che questa riforma avrà risvolti negativi sul mondo della scuola, e non hanno tutti i torti. Noi comunque vigileremo perché l?autogestione che è iniziata ieri venga condotta in maniera corretta: è fondamentale che venga preservato il diritto, per gli studenti che lo chiedono, di fare lezione». Più cauto Alessandro Gaspari, preside del Belluzzi, che pure ieri ha ascoltato a lungo gli studenti, e ragionato con loro sull?autogestione. «Ma prima che cominci qualsiasi forma di protesta, dovete informarvi seriamente sul decreto Gelmini, cercando di capire tutti gli aspetti: gli elementi positivi e quelli negativi. Nella scuola ci sono ancora troppi sprechi».

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di DAVIDE MISERENDINO UN ISTINTO naturale ci porta a tirare fuori la parte mig... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

MODENA PRIMO PIANO pag. 6 di DAVIDE MISERENDINO UN ISTINTO naturale ci porta a tirare fuori la parte mig... di DAVIDE MISERENDINO UN ISTINTO naturale ci porta a tirare fuori la parte migliore nel momento del ?pericolo?. E i ragazzi delle scuole superiori, in aperta ribellione contro la riforma Gelmini, lo stanno facendo. Ieri hanno organizzato un corteo, un serpentone di studenti ? non autorizzato ? che è partito da via Leonardo Da Vinci e si è fermato nel cuore della città, in piazza Grande. Un?iniziativa potenzialmente pericolosa ? centinaia di giovani che attraversano la strada non fanno certo la felicità degli automobilisti ? che si è svolta, tuttavia, in maniera molto civile. IL NUCLEO di studenti che ha dato forma al corteo si è ritrovato sul piazzale del Selmi, quello che è ormai il campo base della ?lotta? under 18. Da qui si è mosso lungo via Leonardo Da Vinci, e ha fatto tappa al Wiligelmo, al Guarini e al Cattaneo. Ad ogni stazione la massa è aumentata, arrivando a formare una coda davvero lunga, tutta disposta correttamente sul marciapiede. «Ai lati ? spiegano gli organizzatori ? ci sono 50 ragazzi della sicurezza, che invitano gli altri a non disperdersi e a non intralciare la circolazione». Dopo aver fatto man bassa di studenti nelle scuole del polo, il corteo si è spostato in via Luosi, al Fermi. Anche qui un altro pieno, e poi dritti verso piazzale Sant?Agostino, dove ad aspettare il gruppo c?erano gli ?aderenti? delle scuole del centro (Muratori, Tassoni, Corni). IL CORTEO si è spostato, dunque, verso l?ultima tappa, il cuore pulsante della città: piazza Grande. E qui, alle spalle del Duomo, ancora slogan, arringhe e applausi a scena aperta. Che la necessità di informarsi, con il passare dei giorni, stia cedendo il passo alla voglia di non abbandonare il campo è tanto innegabile quanto inevitabile. Quello che rimane, però, e che è doveroso sottolineare, è la civiltà con la quale gli studenti hanno manifestato anche ieri. Le forze dell?ordine, in piazza, hanno detto che alle 12 si sarebbero dovute levare le tende e così è stato; le campane del Duomo non hanno fatto in tempo a finire di suonare che gli studenti avevano già preso tutti la via di casa. E poi un efficiente servizio di pulizia ha provveduto a raccogliere tutti i fazzoletti e le cartacce del caso, lasciando la piazza come la si era trovata. Non è un caso che anche la polizia, alla fine, abbia definito il tutto una ?protesta civile e tranquilla?. PASSANDO ai numeri, gli studenti parlano di tremila partecipanti, o forse più. Difficile esserne sicuri, ma il colpo d?occhio ai piedi della Ghirlandina è stato, in ogni caso, piuttosto convincente. Rimane invece un dato di fatto la costanza di questo gruppo di studenti, che comunicano su internet, e non lasciano mai cadere nel vuoto ?l?adunata telematica?. Sulle pagine dei loro blog fioccano gli annunci per la manifestazione del 30, ed è lecito pensare che in quella sede si vedrà la vera faccia del ?dissenso modenese?. Ma non dimentichiamo che mancano ancora due giorni. C?è da giurarci, domani (a Roma il decreto arriva in Senato) ci saranno altri fuochi d?artificio.

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I COMITATI dei genitori della scuola media statale Dante Alighieri, delle Scuole ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BREVI DALLA PROVINCIA pag. 19 I COMITATI dei genitori della scuola media statale Dante Alighieri, delle Scuole ... I COMITATI dei genitori della scuola media statale Dante Alighieri, delle Scuole elementari Fratelli Cervi e delle Scuole materne di Nonantola, hanno organizzato per questa sera, alle ore 21, presso il teatro Troisi, un incontro informativo sul tema: «Come cambierà la scuola secondo il decreto Gelmini». Alcuni tecnici del settore cercheranno di spiegare ai presenti i risvolti di una normativa che in questi giorni ha fatto tanto discutere, riempiendo le prime pagine dei giornali.

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Si accende la protesta Fiaccolata sindacale per dire no ai tagli (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

REGGIO pag. 10 Si accende la protesta Fiaccolata sindacale per dire no ai tagli SCUOLA PARTIRÀ stasera alle 20 la fiaccolata dei sindacati scolastici ?in difesa della scuola pubblica? promossa dalle associazioni insegnanti e genitori. Il corteo partirà da viale Montegrappa presso la scuola primaria ?Zibordi? la ?Fermi Manzoni? in via Emilia Santo Stefano con destinazione la centralissima piazza Prampolini. SARÀ così anche per tutte le altre città italiane che verranno illuminate dai tanti fuochi di protesta anti-Gelmini. Le federazioni sindacali (Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals) invitano tutta la cittadinanza a partecipare. Le ragioni della protesta sono ormai note: la critica riguarda i tagli previsti per la scuola dalla manovra finanziaria del governo.

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GIANFRANCO Pasquino, professore di Scienza politica all'università, domani mattina terr ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 8 GIANFRANCO Pasquino, professore di Scienza politica all?università, domani mattina terr ... GIANFRANCO Pasquino, professore di Scienza politica all?università, domani mattina terrà una lezione sul riformismo in piazza Maggiore, dalle 11.15 alle 12.45. Pasquino ha risposto alla richiesta di alcuni studenti, tra i tanti mobilitati nella protesta contro la riforma Gelmini.

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A lezione di futuro (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 8 A lezione di futuro VEGLIA con fantasmini questa sera (dalle 18,30 in poi) in piazza Maggiore. Tornano a svolazzare i ?lenzuolini? difensori della scuola pubblica. Solo che stavolta, invece degli strumenti musicali della Notte bianca, saranno armati di lumini, torce, fiaccole e pile per scrivere sul crescentone «Fermatevi». Destinatario dell?accorato appello lanciato dagli anti Gelmini dell?Assemblea delle scuole bolognesi, il governo e i parlamentari del centrodestra che domani, al Senato, voteranno la legge che ripristina il maestro unico. Fino alle 21, fantasmini resteranno alzati affinchè «il buio non oscuri definitivamente la nostra scuola pubblica». La protesta, dunque, va avanti. Doppio appuntamento il 30 ottobre: a Roma con Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda per lo sciopero generale. A Bologna, in piazza Maggiore (ore 9) con gli studenti medi, i collettivi universitari e i Cobas. Sul fronte cattedre, è stato approvato anche dai docenti del Majorana, il documento elaborato dai colleghi del Pier Crescenzi Pacinotti, in cui, simulando la scuola dell?era Gelmini, i professori «sospenderanno gite e progetti».

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INSTANCABILE, Fabio Garagnani. Vara la 'Giornata della verità' sul... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 8 INSTANCABILE, Fabio Garagnani. Vara la ?Giornata della verità? sul... INSTANCABILE, Fabio Garagnani. Vara la ?Giornata della verità? sulla scuola: venerdì, 31 ottobre, banchetti pro Gelmini, vicino ai licei Minghetti e Copernico e all?elementare XXI Aprile (istituti-simbolo delle proteste). «Sarò sui marciapiedi tutto il giorno», avverte il deputato forzista che non si considera «un intollerante o un don chisciotte. Anzi inviterò gli studenti ad un confronto». Invia alla Procura una raffica di esposti (15) per verificare eventuali reati durante la recente ondata di occupazioni che ha interessato appunto quindici tra licei e tecnici. Impugna l?archiviazione della Procura sull?occupazione notturna alle XXI Aprile, basando il ricorso sull?essere un parlamentare, quindi «portatore e legittimo rappresentante degli interessi generali della comunità e delle istituzioni dello Stato». INDIRIZZA una stoccata ai ?capi?. «C?è un clima di intimidazione su cui occorre l?attivazione dei presidi che sono servitori dello Stato e non politicanti». Apre l?arruolamento di docenti, studenti e genitori da inserire in una task force che monitorerà scuola per scuola. Raccoglie segnalazioni, «come quelle di una decina di genitori del Copernico ? racconta ? pronti a sporgere denuncia perchè, durante l?occupazione, le lezioni sono state sospese». Non molla la presa sugli anti Gelmini, l?onorevole azzurro che, «sollecitato da Berlusconi a chiarire quelle che sono le vere posizioni del governo», venerdì disseminerà la città di banchetti o gazebo per «fare un servizio alla verità e all?opinione pubblica, illustrando la vera realtà della riforma. Da 40 anni la sinistra rovina la scuola». «Ora Basta!!» è lo slogan del volantino con cui Garagnani, difende la riforma Gelmini. Dal tempo pieno che sarà aumentato (il maestro prevalente libera risorse) al «problema drammatico» delle scuole di montagna di cui «non è previsto il taglio netto, ma in divenire e secondo le condizioni geo-morfologiche». Dalle classi ponte per l?inserimento dei bimbi stranieri «per metterli in condizione di imparare l?italiano» ai corsi di aggiornamento per i maestri che fino ad oggi insegnavano solo una materia e, ora, con il maestro unico, «è difficile diventino tuttologi».

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<Nessuna privatizzazione con la Fondazione> (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nuoro e Provincia Pagina 5017 Gli amministratori provinciali replicano alle critiche denunciate dagli studenti dell'associazione ?Ochlos? «Nessuna privatizzazione con la Fondazione» Gli amministratori provinciali replicano alle critiche denunciate dagli studenti dell'associazione ?Ochlos? L'assessore all'Università Carroni pronta a un chiarimento con i giovani --> L'assessore all'Università Carroni pronta a un chiarimento con i giovani «Il confronto tra la Fondazione e il decreto Gelmini è un modo di confondere le idee». Il presidente della Provincia Roberto Deriu e l'assessore all'università Franca Carroni liquidano così le presunte contraddittorietà denunciate dall'associazione degli studenti ?Ochlos? che ritengono il progetto della Fondazione in linea con la privatizzazione che ispira il decreto Gelmini, tanto contestato in questi giorni. «La Fondazione non sarà proprietaria dell'università, ma uno strumento per potenziare la presenza a Nuoro degli atenei di Cagliari e Sassari», precisa Deriu spiegando che vengono coinvolte tutte le banche del territorio, di cui le categorie produttive, favorevoli alla Fondazione, sono clienti. Franca Carroni annuncia la disponibilità a incontrare gli studenti per chiarire i dubbi sulla natura della Fondazione che erediterà dall'attuale consorzio le competenze su servizi e patrimonio. E spiega: «La didattica resta alle università e le amministrazioni pubbliche continueranno a fare la loro parte: le Province di Nuoro e Ogliastra garantiscono le finalità degli studi». La Fondazione - sottolineano Deriu e Carroni - consente di recuperare risorse per rilanciare l'università a Nuoro e triplicare il numero di iscritti. Sulla vicenda interviene anche Caterina Loi, presidente della commissione Cultura della Provincia. A nome della maggioranza dice: «Dispiace che ciò che vuol fare la Provincia non è stato ben compreso. La Fondazione di partecipazione come soggetto gestore della promozione degli studi universitari non vuole sostituirsi alle università (questa è invece la proposta della Gelmini), ma sostenere le università di Cagliari e Sassari nella loro presenza a Nuoro. Nessuna ingerenza nell'amministrazione delle università, ma solo ed esclusivamente appoggio concreto perché le stesse possano eliminare qualsiasi precarietà nel loro radicarsi a Nuoro. La Fondazione di partecipazione vuole invece sostituirsi integralmente al consorzio che ha dal territorio 50 mila euro l'anno. Una risposta forte può essere data, invece, da una Fondazione che ha un fondo di gestione di un milione e mezzo di euro, tutti di provenienza territoriale (500 mila dalla Provincia, altri 500 mila dai Comuni e altrettanti dalle banche». Caterina Loi sottolinea anche che la decisione di sciogliere il consorzio è legata alla scelta di mantenere l'ente di gestione della ?Satta? visto che - secondo l'interpretazione della Provincia - uno sarebbe di troppo. «Se ciò non fosse stato fatto si sarebbe caduti nell'illegalità», conclude. Rifondazione, intanto, rinnova il suo no. Dice Tonirosa Brotzu rivolta alla maggioranza guidata da Deriu: «Continueremo a starvi con il fiato sul collo per l'università e per quanto riguarda la fondazione, se riuscirete a farla, vigileremo sullo statuto e sull'ingresso di eventuali soci». L'esponente di Rc attacca duramente l'ex presidente del consorzio Sergio Russo. «Con lui - conclude - i corsi e il consorzio sono andati allo sfascio».

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Mannaia Gelmini sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prov Medio Camp Pagina 3024 Il caso. Prima riunione dei sindaci della Provincia uniti per contrastare la decisione ministeriale Mannaia Gelmini sulla scuola Il caso.. Prima riunione dei sindaci della Provincia uniti per contrastare la decisione ministeriale Pochi alunni, saranno chiusi almeno dieci istituti --> Pochi alunni, saranno chiusi almeno dieci istituti Destinate a scomparire le scuole con meno di trecento alunni. I sindaci: «Un paese senza scuola non è più un paese e non ha un futuro». Pabillonis, poi, è un caso particolare per la presenza di almeno cinquanta bambini rom perfettamente integrati. Dati alla mano, le 19 scuole materne del Medio Campidano sono tutte salve. Scompaiono, invece, 2 scuole medie: quella di Serramanna con 273 alunni e quella di San Gavino con 237. Saranno accorpate sotto un'unica presidenza con le elementari e la materna. A rischio l'Istituto comprensivo di Pabillonis: 298 iscritti sono al di sotto dei 500 previsti dal decreto del nuovo ministro Mariastella Gelmini. Salvi, grazie alla possibilità di una deroga per le realtà che superano i 300 iscritti, gli Istituti di Barumini, Lunamatrona, Sardara, Serrenti, Samassi. LA SITUAZIONE A fotografare le scuole della Provincia ci ha pensato la direzione scolastica regionale. Ottantacinque presidenze con 9 realtà troppo piccole per continuare a vivere da soli e con 2 troppo grandi da dividere. La sofferenza maggiore è per i paesini della Marmilla. Quelli che non raggiungono i 50 bambini con il grembiulino o con lo zainetto della secondaria di primo grado. Cioè gli scolari di Barumini, Gesturi, Tuili, Pauli Arbarei, Ussarammana e Villanovaforru. Per la nuova riforma tutti da inserire in realtà più grandi. Un rompicapo: sveglia all'alba, quando ancora fuori è buio, e via al trasferimento in un pullman dove i numeri per accoglierli ci sono ancora. Come e quando è da decidere entro il 30 novembre. Data in cui la Regione dovrà avere il Piano di dimensionamento. Altrimenti arriva il commissario. Lo manda il ministro Gelmini. LA PROTESTA I sindaci però non ci stanno. «Un Comune senza scuola è un Comune senza vita», è la voce unanime. E mentre si preparano a dare battaglia, studiano come limitare i disagi ai loro cittadini. L'ultima parola spetta ai singoli Consigli comunali. A loro fianco la Provincia. L'assessore alla pubblica Istruzione, Rosella Pinna, anche lei è intenzionata a tenersi le sue scuole, senza farsi fare le pulci sui numeri. Ha fissato un calendario di incontri con dirigenti scolastici, insegnanti e politici. Ieri il primo. A San Gavino. «Sui numeri - ha spiegato - poco possiamo. Chi non raggiunge i 300 allievi è destinato a chiudere. Ci batteremo per salvare il resto, compreso il Cettolini di Villacidro, il tecnico di Serramanna e l'Alberghiero di Villamar. Per loro l'autonomia è non è più scontata. La lotta sarà poi per Pabillonis. Una realtà particolare che non può e non deve essere ignorata». IL CASO E lo stesso sindaco Marco Dessì che tenta il pugno di ferro. «È vero - ammette il primo cittadino di Pabillonis - i numeri non ci sono. Ma non dimentichiamo che il nostro è l'unico Comune della Provincia con 50 famiglie rom che mandano i loro figli a scuola. Ragazzi bene integrati. Che siamo un paese in cui le nascite sono in aumento. Questo significa che non si può chiudere oggi per riaprire domani». Per il dirigente della direzione didattica di San Gavino, Alberto Basciu, l'importante è l'equilibrio: «Non si può tenere in vita una scuola con 10 alunni a discapito di un'altra con 27. A volte uno scuolabus per 2 chilometri di rettilineo è sufficiente per un servizio di qualità». Così anche la preside di Seramanna, Adriana Puddu. «È scontato che la chiusura sia sofferta. Ma eravamo in deroga già dal 2000. L'importante è una scuola a misura di alunni». SANTINA RAVÌ

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Negli istituti proseguono le occupazioni (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prov Medio Camp Pagina 3024 La protesta Negli istituti proseguono le occupazioni La protesta --> Dopo la manifestazione di sabato che ha visto la partecipazione di oltre tremila studenti, in alcuni istituti superiori continua la protesta contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini, mentre in altre la situazione è ritornata alla normalità. Ieri a San Gavino si sono riuniti in assemblea permanente gli studenti del liceo scientifico ?Marconi?, mentre al liceo psicopedagogico ?Lussu? i giovani sono rientrati nelle aule: «Hanno discusso - dice il preside Sandro Corso - nelle singole classi». Lezione regolare al tecnico ?Vignarelli? di Sanluri dove si stavano preparando le elezioni per i rappresentanti degli studenti. Prosegue l'autogestione al liceo classico ?Piga? di Villacidro e all'istituto professionale per l'agricoltura ?Cettolini?. L'attività didattica regolare prosegue al tecnico industriale e geometri ?Buonarroti? di Guspini , dove gli studenti si sono riuniti per gruppi per discutere la Riforma con gli insegnanti pronti a dare spiegazioni ai ragazzi, durante il regolare svolgimento delle lezioni. Stesso discorso all'istituto professionale per industria e per l'artigianato di Guspini e all'alberghiero di Arbus , come spiega il preside Gianni Pirastu: «Nella nostra scuola non c'è né autogestione, né occupazione, gli studenti sono entrati regolarmente a scuola». In buona parte delle scuole gli studenti hanno ripreso a studiare anche se da parte di alcuni istituti è prevista l'adesione ad una manifestazione che si svolgerà il 31 ottobre a Cagliari. L'autogestione continua al tecnico industriale di Serramanna e all'istituto alberghiero di Villamar dove è stato soppresso il corso serale. Molti studenti si sono impegnati in un lavoro di riflessione come ricorda il docente Gennaro Pinna: «Questi ragazzi stanno dimostrando di avere a cuore il futuro della scuola italiana e di essere tutt'altro che dei facinorosi e degli irresponsabili». (g.pit.)

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Docenti e genitori (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Oristano e Planargia Pagina 4020 Docenti e genitori --> Riola e Cabras Gli insegnanti dell'Istituto comprensivo di Riola Sardo hanno indetto una riunione con i genitori degli alunni per informarli sulle nuove disposizioni del Decreto Gelmini. L'appuntamento è per le 17 di oggi nella scuola primaria di Riola; saranno presenti i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Snals e Gilda. Identica riunione è stata indetta dagli insegnanti dell'istituto comprensivo di Cabras . Si terrà domani alle 17 nell'aula magna dello stesso istituto lagunare.

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Giovedì (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 258 del 2008-10-28 pagina 2 Giovedì di Redazione «Gelmini day»: Grande corteo organizzato da studenti dei licei, universitari e ricercatori Partenza alle 9,30 da largo Cairoli © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Domani (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 258 del 2008-10-28 pagina 2 Domani di Redazione Decreto Gelmini al voto. Previasti picchetti, blocchi della didattica e presidi organizzati dall' «Onda anomala», il nuovo movimento studentesco. Continuano le assemblee e le occupazioni © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Scuola, pestaggi nelle aule a Napoli e Roma (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 258 del 2008-10-28 pagina 7 Scuola, pestaggi nelle aule a Napoli e Roma di Emanuela Fontana Nella città campana esplode la rissa durante una lezione alla Federico II: tre feriti. Alla Sapienza interviene la Digos dopo l?aggressione degli studenti di sinistra contro quelli di Azione universitaria Roma - Botte in aula: pugni, calci e sediate. Quel che è avvenuto ieri all?università Federico II di Napoli è di fatto il primo scontro fisico della contestazione universitaria contro la legge 133. Un evento preoccupante anche per le forze di polizia, perché è stata una rissa politica: in quell?aula c?erano ragazzi di sinistra, di estrema destra, studenti di Azione universitaria (vicina ad An), giovani non politicizzati. è proprio Au a riferire che tre giovani «che non c?entravano niente» sono rimasti feriti, e anche la polizia parla di alcuni ragazzi contusi al termine di uno scontro avvenuto all?interno della facoltà di Giurisprudenza, nel cuore dell?università. è la prima volta che accade in queste settimane di proteste, e gli inquirenti ne hanno preso atto. Sembrano segnali, sintomi, di una contrapposizione che cresce. Anche all?università romana ieri è scoppiato un tafferuglio: la Digos è intervenuta alla Sapienza, nel piazzale della cittadella, accanto al bar dell?ingresso principale. Qui alcuni attivisti di Azione universitaria avevano montato un banchetto. Sono passati alcuni ragazzi dei Collettivi studenteschi. Insulti, qualche spinta, poi l?identificazione dei presenti da parte della Digos, che in questi giorni tiene sotto controllo l?ateneo più grande d?Italia, un?università dove il conflitto sembra montare giorno dopo giorno in vista delle elezioni che si svolgeranno fra poco più di due settimane, con il rinnovo delle rappresentanze studentesche. All?università Roma Tre, durante un?assemblea, a un professore è stato impedito di parlare e il rettore ha annullato la convocazione del consiglio studentesco. Infine, all?università Tor Vergata, il coordinamento Generazione protagonista denuncia che «un centinaio di studenti» hanno «disturbato le lezioni con calci e pugni alle vetrate». Lo scontro di Napoli è avvenuto nell?aula 27 di Giurisprudenza, dove si stava tenendo una lezione di diritto costituzionale del professor Massimo Villone, ex senatore Ds. Secondo la ricostruzione della polizia, una cinquantina di studenti di Lettere, con altri studenti esterni, provenienti dall?Università orientale, sono arrivati all?improvviso e hanno chiesto l?indizione di un?assemblea. Il professor Villone ha interrotto la lezione e ha concesso l?avvio del dibattito. Studenti di Azione universitaria e di estrema destra hanno protestato. I Collettivi di sinistra hanno concesso a un solo studente di destra di parlare. A quel punto è scoppiata una rissa in classe con pugni e calci. In aula c?erano circa 200 studenti. Gli attivisti di sinistra parlano di «provocazione» da parte degli studenti di destra e denunciano la presenza di «5-6 picchiatori». «Dopo questi scontri - racconta invece al Giornale Giancarlo Argo, di Azione universitaria di Napoli - i ragazzi dei Collettivi hanno organizzato un cordone fuori dall?università e inneggiavano alla morte contro chi la pensa diversamente da loro». Secondo Azione universitaria sarebbe partita addirittura una «caccia allo studente di destra» con «mazze e catene». Sempre ieri mattina, gli studenti anti Gelmini hanno occupato il rettorato. «La situazione avrebbe potuto degenerare» anche alla Sapienza, racconta invece uno studente di Roma Tre, Andrea Volpi, rappresentante di Azione universitaria. Secondo l'associazione vicina ad An le provocazioni sarebbero partite dai ragazzi dei Collettivi: «Fascisti!», l?accusa ripetuta più volte. A Roma Tre il professore messo a tacere è il titolare della cattedra di diritto penale Mario Trapani, non allineato alla protesta. «Lei qui non può parlare», avrebbero detto alcuni studenti durante l?assemblea organizzata dai Collettivi di sinistra. Il consiglio studentesco invece non si è riunito su decisione del rettore Guido Fabiani: secondo Azione universitaria «per impedire che il consiglio votasse la sua contrarietà alle occupazioni». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Le parole (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 258 del 2008-10-28 pagina 8 Le parole di Redazione Uno dei cavalli di battaglia della protesta è il ritorno del voto in condotta. Gli studenti sono contrari, soprattutto perché con il 5 è prevista la bocciatura: così attaccano il ministro Gelmini per una presunta eccessiva severità © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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prc, ferrero risponde a franceschini "su alcuni punti si può lavorare insieme" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Interni Il caso Prc, Ferrero risponde a Franceschini "Su alcuni punti si può lavorare insieme" ROMA - «Con il Pd c´è una distanza enorme, non vedo nessun riavvicinamento, ma su due o tre punti si può fare un´azione molto netta lavorando insieme». Paolo Ferrero raccoglie l´appello lanciato dal numero due del Pd, Dario Franceschini, che in un´intervista a Repubblica ha proposto un fronte comune anti-Berlusconi. Secondo il segretario del Prc «bisogna fare il massimo di opposizione su due o tre punti». In primo luogo la lotta al carovita, poi il no al decreto Gelmini sulla scuola: «Famiglia Cristiana ha perfettamente ragione, la controriforma va immediatamente ritirata, e il ministro ha il dovere di ascoltare le migliaia di studenti in lotta». Terzo punto: la battaglia contro la modifica della legge elettorale per le europee. Su questo, Ferrero invoca l´ostruzionismo alle Camere: «Visto che è una porcheria, e tutti pensano che sia una porcheria, chi è in Parlamento faccia valere il peso che ha per bloccare questa legge». Al Pd, il leader del Prc continua a non risparmiare critiche (che l´hanno spinto a promuovere sabato scorso iniziative in alternativa alla manifestazione del Circo Massimo), accusando il partito di Veltroni di «non dire nulla contro la Confindustria, niente sulle grandi opere, niente sul federalismo fiscale, mentre dice di sì al nucleare». Tuttavia nelle parole di Franceschini, Rifondazione scorge una novità, e riapre la porta a convergenze tattiche. Anche perché lo spauracchio dello sbarramento elettorale al 5 per cento spinge il Prc a stringere intese anti-riforma con Veltroni e il resto dell´opposizione, da Di Pietro a Casini. Ferrero manda segnali in positivo anche sull´Abruzzo: apprezza il sì del Pd al candidato dell´Idv Costantini, anche se adesso la vera partita «si giocherà sulla pulizia degli indagati dalle liste e sui programmi elettorali».

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in una economia in crisi (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 12 - Pagina Aperta In una economia in crisi In una economia in crisi spese più oculate L'economia mondiale è in crisi e questo si somma sulla crisi nazionale, il sistema dei consumi, con i debiti che verranno pagati nel futuro sta peggiorando, ormai è al collasso. Ora dovremo tornare a una visione della spesa più oculata, e questo riguarda le nuove generazioni che si indebitano sino a 40 anni per una casa. Si dovrà dare un maggior valore al denaro, pure al risparmio, tornando a scelte antiche. Sarà così? In Italia in troppi si sentono progrediti ripudiando gli usi dei genitori e dei nonni, oggi la sicurezza, la superficialità rischia di trasformare molti giovani in futuri poveri. Questo non dipende da quanti soldi hanno oggi, ma da quanto spendono, gettano senza preoccupazioni. Il consumismo è la base dell'economia, ma non l'azzardo, il rischio fine a se stesso, quello porta solo a disastri o almeno a tante delusioni. Non sto facendo l'apologia del risparmio o dell'avarizia, sto consigliando solo un po' di accortezza in un periodo pieno di incertezze. Arduino Rossi E.mail Un freno al degrado per tornare un paese civile Al principio del nostro anno il Presidente della Repubblica disse che l'Italia è in ginocchio. Con meraviglia constatiamo, però, che nessuno prende atto e si assume il compito di una correzione rapida e decisa. Purtroppo il nostro Paese, per la perdita di tutti i valori morali vive nell'anarchia. La magistratura è imbavagliata da lacci e laccioli e i processi durano molto tempo tanto che molti, se hanno dei problemi da risolvere, si astengono dal ricorrere a essa. La scuola d'eccellenza è quasi inesistente e perciò la cultura è scesa ad un livello bassissimo. Il Parlamento è costituito in parte da uomini per lo più dimentichi del loro dovere di rappresentare gli elettori e dare esempio di rettitudine. L'interesse predominante, come del resto di tutti coloro che rivestono cariche pubbliche, è quello di pensare solo al loro tornaconto per cui le persone oneste sono rimaste poche e poco ascoltate. A questa situazione bisogna porre rimedio se non vogliamo precipitare del tutto nel baratro. Qualche riflessione. Il grande consenso del governo Berlusconi, secondo più politoligi, dipende dalla difficoltà di una opposizione rissosa e poco propositiva. In economia non può esistere il liberalismo selvaggio ma bisogna che lo Stato intervenga per evitare gli eccessi. Ritornare all'etica politica e civile. Bisogna ripristinare i valori di base per una civiltà che adesso è in forte regresso culturale. Insomma, bisogna ritornare al principio del dovere che deve precedere quello del diritto, come è stato insegnato per millenni e come hanno sostenuto gli uomini più grandi e rappresentativi. Nell'economia, come sostengono i tecnici, bisogna abbassare di due o tre punti la curva Irpef per dare slancio al consumo interno. Bisogna restaurare l'autorità della legge perchè senza autorità non si realizza nulla. Dobbiamo tornare alla serietà, al buon senso, alla razionalità ed al ripristino di tutti i valori che rendono possibile la vita sana di una nazione moderna. Francesco D'Incecco Pescara In difesa del principio dell'istruzione pubblica Da una indagine europea di pochi giorni fa emerge un dato scandaloso che riguarda l'università italiana. Dal'indagine risulta che il 25 per cento del personale assunto, docente e non docente, è legato con rapporti di parentela a docenti ordinari, presidi, rettori. Si tratta di una distorsione grave che di fatto ha riproposto per anni le caste, i privilegi, una sorta di nepotismo mai sufficientemente denunciato, ma drammaticamente subìto come una ingiustizia inaccettabile da quanti, dopo essersi laureati, sanno che non avranno alcuna speranza di entrare nell'università pubblica a lavorare se non attraverso l'aiuto determinante di un «santo in paradiso», parente, già inserito in accademia. Oggi noi siamo in lotta contro la legge Gelmini che andrà a stravolgere dalle fondamenta l'intero sistema scolastico italiano, deturpandone la natura democratica, profondamente avanzata. Difendere il principio che la scuola pubblica sia gratuita, di qualità e accessibile a tutti, cioè che non sia classista, è un obbligo per la sinistra e per chi ha a cuore la difesa della democrazia. Ma non vogliamo certo difendere la scuola così come è. Dobbiamo, dentro questo grande movimento che è nato, svelare le cose che non vanno, denunciare le gravi storture, mettere in luce i tanti lati in ombra della scuola pubblica, come è il caso dell'università, avendo il coraggio di andare fino in fondo per rompere interessi, giochi di potere, privilegi e baronie varie. Nicola Iannarelli L'Aquila

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Scuola, cattolici divisi sul decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, cattolici divisi sul decreto Gelmini Famiglia Cristiana attacca il decreto, la Cei si dissocia. Il rettore Bignardi: «Sì, ci sono docenti fannulloni». Oggi l?occupazione di due licei nel capoluogo ligure AGOSTI, DE CAROLIS e LENZI >> 5 28/10/2008

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SAN MAURO, DIBATTITO SU DECRETO GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

SAN MAURO, DIBATTITO SU DECRETO GELMINI 28/10/2008 09.58.32 [Basilicata] Il decreto Gelmini e le sue ripercussioni sul territorio lucano sono stati oggetto dellâ??incontro che si tenuto domenica scorsa nella sezione â??Enrico Berlinguerâ? di San Mauro Forte di Sinistra Democratica. â??Con questa iniziativa - ha affermato il segretario della sezione, Salvatore Savino - la Sinistra Democratica vuole esprimere sostegno al mondo della scuola. A colpi di maggioranza si cerca di smantellare la scuola pubblica. Noi di Sinistra Democratica â?? aggiunge - abbiamo una visione diversa della scuola, pretendiamo per i figli dei lavoratori la stessa scuola qualificata dei figli degli imprenditori, vogliamo che i bambini della scuola primaria possano frequentare il tempo pieno, chiediamo che i costi degli studi vengano abbattuti e che i capaci e meritevoli possano accedere ai gradi più¹ alti. La Gelmini e la destra â?? continua Savino - con le loro leggi, vogliono realizzare lâ??esatto contrario di tutto questo. Il loro obiettivo è¨ quello di smantellare la scuola pubblica, abrogare la scuola della Costituzione. Intendono privatizzare la scuola, lâ??università , il sapere e garantire unâ??istruzione qualificata solo a classi sociali privilegiate. Solo a questo possono portare i tagli devastanti di risorse e docenti: mi riferisco allâ??abbassamento dellâ??obbligo di istruzione, alla riduzione dellâ??orario obbligatorio nelle scuole, al ritorno al maestro unico e alla chiusura di molti plessi scolastici tra questi anche lâ??istituto comprensivo di San Mauro. Vogliono creare la società  dellâ??ignoranza per dare base stabile e duratura ad un regime di disuguaglianza e senza democrazia. Lâ??atto più¹ grave â?? conclude - che può² commettere un governo è¨ tagliare fondi sullâ??istruzione. Tocca soprattutto a noi giovani generazioni non essere indifferenti a queste tematiche così¬ importanti, ammiro quindi tutti coloro che in questo momento fanno sentire la loro voceâ?. BAS 02

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UIL E UIL SCUOLA SU MANIFESTAZIONI RIFORMA GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

UIL E UIL SCUOLA SU MANIFESTAZIONI RIFORMA GELMINI 28/10/2008 09.30.39 [Basilicata] ''Il disagio che sta emergendo anche a Potenza e nellâ??intera provincia con manifestazioni di studenti, così¬ numerosi come non accadeva da troppo tempo, assemblee di docenti e personale della scuola, iniziative di proteste al campus universitario, ha prodotto una reazione forte che richiede una soluzione perche' la scuola italiana, che e' pubblica, ha bisogno di certezze e di qualita' â??. Eâ?? il commento delle segreterie provinciali di Potenza della Uil e della Uil - Scuola, sottolineando che â??nella nostra realtà  scolastica e giovanile come testimonia il rapporto Ocse presentato proprio oggi il disagio assume una sua specificità  perché© smentisce la tesi del Ministro Gelmini sugli studenti del Mezzogiorno meno preparati dei colleghi â??secchioniâ? del Nord. Da noi ci sono eccellenze giovanili che con i tagli previsti rischiano di non avere alcuna opportunità  di adeguare e completare la propria formazione e quindi di attrezzarsi a competere in Europa. Il Governo deve riprendere la questione e dare una diversa disponibilita' a confrontarsi con i sindacati in quanto la bozza del piano per la scuola non va bene, deve essere rivista, e occorre dare tutte le garanzie del caso. Non ci opponiamo alla eliminazione degli sprechi, che in parte ci sono, ma non bisogna eliminare le cose che funzionano. In Italia â?? evidenzia la Uil - abbiamo basse retribuzioni, non ci sono incentivi per valorizzare la professionalita', c'e' un sistema scolastico che ogni anno e' sottoposto a pressioni e c'e' una categoria di lavoratori presa ingiustamente di mira quando invece bisognerebbe riconoscerne la professionalita'. In questa ottica, il 30 ottobre i sindacati della scuola hanno indetto una sciopero con l'obiettivo, di portare il Governo a rivedere la sua impostazione e a non usare toni offensivi nei confronti dei giovani come fa il Ministro Gelmini che ha definito lo sciopero come 'il solito rito di chi difende l'indifendibile'. È? una considerazione completamente errata. Lo sciopero, come le altre manifestazioni, ha degli obiettivi concreti e precisi. Lo vedremo nella giornata di giovedì¬: saranno tante le persone che vogliono rappresentare direttamente il disagio che vivono per una professione molto importante, quella degli insegnanti e per come vengono invece trattati, senza alcun riconoscimento e per un processo di razionalizzazzioni e di tagli sul sistema della scuola pubblica che crea molte preoccupazioni e molte tensioni. Quindi i lavoratori hanno questa modalita' di rappresentare il disagio, la protesta e poi, noi pensiamo che il governo fara' bene a tenere molto in considerazione quello che faremo, quello che diremo e la grandissima partecipazione che ci saraâ?. BAS 02

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Lucera: la scuola in Piazza il 30 ottobre (sezione: Scuola)

( da "Grecale, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

martedì 28 ottobre 2008 10:06 Protesta contro la Riforma Gelmini Lucera - Piazza Matteotti, ore 10, giovedì 30 ottobre. E? l?appuntamento che un comitato spontaneo sorto tra le scuole di Lucera ha dato a tutto il settore cittadino per una manifestazione di protesta contro la Riforma Gelmini. L?iniziativa è venuta fuori dopo una riunione indetta da alcuni insegnanti e studenti delle scuole lucerine che si sono incontrati per mettere a punto qualche azione comune. La giornata inizierà alle 9 quando da ciascun istituto cittadino di ogni ordine e grado è prevista la partenza di un corteo di insegnanti, genitori e studenti che esibiranno striscioni e slogan. Tutti insieme confluiranno poi in Piazza Matteotti per tenere un presidio di protesta ma anche di festa. previsti inoltre interventi e opinioni sulla Riforma e le sue conseguenze sulla scuola, a cura di rappresentanti dei docenti, dei genitori e degli studenti. (Il Grecale – Lu02)

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Federico II, tafferugli e blitz nel Rettorato (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Napoli Federico II, tafferugli e blitz nel Rettorato Prima i tafferugli tra studenti di sinistra e di destra in un' aula della facoltà di Giurisprudenza della Federico II, dove stava facendo lezione Massimo Villone, ex senatore dei Ds. Poi l'occupazione del rettorato per circa un'ora da parte di un centinaio di studenti delle facoltà architettura e di lettere che chiedevano al rettore Guido Trombetti la sospensione dell' attivita' didattica. Una giornata ad alta tensione quella vissuta ieri nell'ateneo napoletano. Dopo un colloquio con il rettore gli studenti hanno lasciato gli uffici definendo "deludente" l' atteggiamento di Trombetti. Per domani, in concomitanza con il voto al senato sulla riforma Gelmini, alla Federico II è stato confermato il blocco della didattica, già deciso nei giorni scorsi. Quanto agli incidenti tra studenti di opposte fazioni, tutto è comnciato allorché una cinquantina di studenti dei collettivi di Lettere e dell'Orientale, che è occupata da alcuni giorni, si è presentata nell' aula dove alcune centinaia di studenti erano a lezione di diritto costituzionale e ha chiesto lo svolgimento di un'assemblea. Villone ha dato il proprio consenso, sospendendo la la lezione. Alla richiesta si sono opposti alcune decine di studenti di ''Azione universitaria'' e ''Forza Nuova'' che hanno chiesto la parola per chiarire le proprie posizioni. Dopo momenti di tensione i collettivi di sinistra hanno concesso di parlare per 3 minuti ad un solo studente di destra. A questo punto gruppi di studenti sono venuti alle mani. del 28-10-2008 num.

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Tutte le bugie sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa istruzione Tutte le bugie sulla scuola Il richiamo alla ragion pura (o pratica?) non ha sortito effetto; il decreto 137 sulla scuola presentato dal ministro dell'Istruzione Gelmini è in rampa di lancio al Senato (dove tra oggi e domani sarà votato) e la protesta contro il provvedimento (che nel frattempo è addirittura diventato una «riforma») dilaga ovunque. Alcuni studenti dell'Università Roma Tre, ad esempio, hanno minacciato un sit-in permanente, con pernottamento in sacco a pelo, davanti a Palazzo Madama se le operazioni di voto dovessero protrarsi fino a domani. E giovedì c'è lo sciopero generale, con scuole sbarrate in tutt'Italia, bambini a casa e corteo-fiume da Piazza della Repubblica a Piazza Navona. Nel rush finale per l'approvazione del decreto le manifestazioni si moltiplicano, si frastagliano, si inscenano all'improvviso come flash mob (l'unica vera novità-happening di questi giorni), in ogni angolo spuntano come funghi le lezioni all'aperto (la protesta questa volta è per la legge 133 ma in certi momenti tutto fa brodo). Morale della favola: gli appelli dei leaders della sinistra a ritirare il decreto Gelmini non sono stati comunque raccolti. Archiviata la mega manifestazione di sabato con Veltroni-superstar, a questo punto, la settimana si rivela decisiva per tentare di cambiare pagina. In attesa dell'evento ripassiamo la lezione che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, più volte, ha instancabilmente ripetuto in tutti gli auditori possibili per sgombrare il campo da quelle che il premier Berlusconi ha definito «le bugie della sinistra che costruisce opposizioni di piazza perchè noi siamo inattacabili». Il ministro Gelmini, inoltre s'è pure impegnato ad aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti di tutte le associazioni studentesche. Da sinistra la risposta è stata il braccio di ferro nelle piazze. Maestro unico. Il primo punto, il più controverso, è il ritorno del maestro unico alle elementari che ha detto Berlusconi «sarebbe più appropriato chiamare maestro prevalente perchè sarà affiancato dall'insegnante di lingua straniera, religione e informatica». S'è detto che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro. Che saranno tagliati, pure, gli insegnanti di sostegno. La risposta della Gelmini è: negli ultimi 9 anni il costo della scuola è aumentato di circa 10 miliardi di euro e questo il Paese non se lo può permettere. Stiamo provando a lavorare in una logica di razionalizzazione (meno insegnanti e meglio pagati) che garantisca gli ottimi risultati che hanno sempre contraddistinto la scuola primaria italiana sia con il maestro unico che con il modulo. Comunque non saranno toccati i maestri di sostegno, che resteranno 95 mila. Razzismo. Secondo i detrattori del decreto il governo vuole allestire classi differenziali per i figli degli immigrati. La Gelmini ribadisce, invece, che si tratta solo di classi ponte dedicate a quegli studenti che non parlano l'italiano in vista di «una loro integrazione» nel nostro sistema scolastico. Un progetto richiesto espressamente dagli insegnanti in linea con quello che succede nel resto d'Europa. Chiusura scuole di montagna. Una bugia, perchè il governo non ha intenzione di chiudere nessuna scuola. Piuttosto nell'ambito di una razionalizzazione del personale prevede che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni. Tempo pieno. Altra paura: l'abolizione del tempo pieno alle elementari con l'uscita degli alunni alle 12.30. La Gelmini ha ribadito, invece, che in cinque anni ci saranno seimila nuove classi in più per il tempo pieno. «Considerando una media di 21 alunni per classe, in cinque anni, riusciremo ad avere quasi 6.000 classi in più di tempo pieno - ha detto il ministro - Già da ora non c'è alcuna riduzione del tempo pieno perchè passando da due docenti a uno si possono avere più docenti da utilizzare nel tempo pieno e aumentare del 50% le classi che possono usufruire del tempo pieno». Classi sovraffollate. Altro tormentone: il decreto prevede la formazione di classi con trenta alunni e più. La Gelmini nega: le classi saranno composte da 18 a 26 (al massimo) di alunni. Addio inglese. Secondo i contestatori il decreto vuole diminuire le ore d'inglese alle elementari. «Non è vero - ribadisce la Gelmini - Gli insegnanti d'inglese rimarranno ai loro posti come quelli di religione, informatica ed educazione fisica. Non ci saranno variazioni per le ore di inglese alle elementari». Licenziamenti. C'è il timore che saranno licenziati 87 mila insegnanti. Su questo punto è esplicitamente intervenuto il premier Berlusconi: «Nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha raggiunto l'età e il blocco del turn over». Il governo ha intenzione di cambiare il sistema di reclutamento dei docenti. Nella scuola italiana abbiamo una media di dieci studenti per docente, contro i 13 della Spagna, i 14 della Francia, i 16 della Germania e i 20 della Gran Bretagna. Nazioni che nella preparazione scolastica ottengono risultati migliori dei nostri. «A stipendi europei devono corrispondere parametri europei. E produttività europee. Credo che Tremonti condividerà questa impostazione» ha detto la Gelmini. Fermo restando l'impegno ad assumere i 50 mila docenti precari, «ereditato dal governo precedente con la Finanziaria 2007 secondo un piano triennale. Rispetteremo gli impegni presi dallo Stato, compatibilmente con le risorse disponibili e le necessità della scuola». Bocciatura con il 7 in condotta. Altra smentita: non è vero che si boccerà con il 7 in condotta. Solo in casi molto gravi (ad esempio ripetuti atti di bullismo e violenza all'interno dell'Istituto) si può essere bocciati con il 5 in condotta ma bisognerà avere il via libera del Consiglio d'Istituto e del Consiglio di classe. Tagli per 8 miliardi di euro. Berlusconi ha già avvertito: «Non ci saranno tagli alla scuola pubblica». Il provvedimento del governo è a lungo periodo ed estenderà i suoi effetti in tre anni. Il ministro Gelmini ha, ad esempio, affermato «che una parte dei risparmi ottenuti, il 30% (e cioè circa due miliardi di euro), potrebbe essere reimpiegato per pagare meglio i professori».

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Il nuovo Sessantotto degli obbedienti alla casta (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Il Tempo delle parole Il nuovo Sessantotto degli obbedienti alla casta Le parole della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto la comunicazione veltroniana del circo Massimo. MIGLIORE "L'Italia è un paese migliore della destra che lo governa". Una frase figlia di quella mistica "sindrome di Voltaire" (la pretesa di incarnare religiosamente il bene, la cultura, la Costituzione, le regole, l'etica, la morale, la democrazia etc) che continua a ossessionare "l'Obama de' noantri". In soldoni, vuol dire che il Pd è migliore (non era Palmiro Togliatti a essere chiamato il Migliore?), rappresenta la parte sana della nazione e che dall'altra parte, la maggioranza degli italiani, ci sono il male, l'errore, i ladri, gli evasori fiscali, i bottegai che non vogliono pagare le tasse, gli speculatori, le vallette televisive. Prima domanda: visto che il centro-destra ha vinto alle elezioni, significa che ha vinto il male? Risposta (veltroniana): gli italiani sono stati manipolati dalle tv (conflitto d'interessi). Ergo, gli italiani sono eterni infanti, bisognosi di essere guidati. Ma se è giusto il motto che "dietro una critica c'è un'autobiografia", Walter in realtà, vuole guidare l'Italia. Infatti, sta costruendo un partito carismatico all'americana, sbaragliando i suoi antagonisti interni (da D'Alema a Parisi a Rutelli); un concetto di comando, esattamente speculare a Silvio (la sindrome di Stoccolma). Ergo, Veltroni è anche lui un berlusconizzato. Seconda domanda: "Salva l'Italia", "siamo la vera Italia", "siamo l'altra Italia": ma quale? PRO-CONTRO Quello di sabato doveva essere il giorno del Pd "per" qualcosa ("proporremo il nostro programma futuro"). Invece Walter ha rilanciato l'anti-berlusconismo politico, culturale, etico e morale, come unico collante del Pd. Che continuerà ad essere "contro". E Tonino di Pietro sorride. LAVORO "Questo governo è inadeguato a risolvere la crisi economica, perché non ha a cuore l'Italia che produce e che lavora". è vero, il governo di centro-destra non ha a cuore l'Italia del posto fisso (l'assistenzialismo), dei sindacati, dei fannulloni (guai a toccare i diritti senza i doveri) e delle caste (dalla finanza al capitalismo assistito, alle baronie universitarie) che la sinistra, al contrario ha sempre difeso e sostenuto. LIBERTà "Una tossina è l'idea di una libertà monca che considera le regole come un inciampo". In pratica, il far west berlusconiano. Ma allora, perché il Pd contesta la Gelmini che vuole reintrodurre il voto in condotta e l'educazione civica nelle scuole? Non sono regole pure per i bulli? Risposta di Walter: "Il bullismo è il frutto del disagio, del nichilismo". è la solita ricetta sociologica e astratta della sinistra che si traduce inevitabilmente nel buonismo, nel perdonismo e nell'indulto permanente. SESSANTOTTO Non c'entra nulla. Quello di prima vedeva studenti rivoluzionari contro professori conservatori. Quello di oggi vede studenti conservatori (strumentalizzati dalla casta dei professori), contro un governo modernizzatore.

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Braccio di ferro sulla riforma Gelmini Scontri a Palazzo Madama, un fermo (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Continua il braccio di ferro sulla scuola. Più di un migliaio di studenti si è radunato a Piazza della Repubblica dove è partito il corteo diretto verso Palazzo Madama, già presidiato dalle forze dell?ordine. Altri studenti si sono raggruppati invece sotto al ministero della Pubblica Istruzione, a viale Trastevere. Nei pressi del Senato, intanto, un ragazzo è stato fermato per aver sputato a un poliziotto. Dal presidio - circa 300 studenti in tutto - è stato lanciato, con il megafono, un «appello a studenti e polizia perchè si torni ad un clima di serenità e perchè il ragazzo sia rilasciato immediatamente». Tra i manifestanti anche gli studenti del liceo scientifico Malpighi che espongono uno striscione con scritto «Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza». Prosegue intanto la protesta negli istituti romani: occupato da ieri il liceo Gaetano De Santis, proclamata la co-gestione al liceo Farnesina. A Torino una quarantina di studenti del Fuan, il gruppo universitario di destra, hanno simbolicamente occupato il Rettorato dell?Università di Torino, tenendo una lezione nel cortile. Per strade e piazze del centro di Torino si sono formati assembramenti spontanei di studenti superiori e universitari che si preparano ai cortei di protesta che confluiranno sotto l?Unione Industriali, dove era prevista la presenza del ministro Gelmini. Intorno alla riforma, intanto, prosegue il dibattito politico. «Invece di minacciare la polizia sarebbe giusto ritirare il decreto e sedersi a discutere, con una scadenza definita, con il mondo della scuola» dice il leader del Pd Veltroni. Ma la mobilitazione ha anche un?altra faccia, quella di una contro protesta che viaggia principalmente su Internet. Su Facebook sono apparsi commenti arrabbiati di chi denuncia che gli è stato impedito il diritto allo studio. In pochi giorni gruppi come Io voglio studiare, Occupate casa vosta, Basta con le occupazioni sono stati presi d?assalto da chi non vuole sospendere le lezioni ed è preoccupato di non riuscire a laurearsi in tempo e di dover pagare altre tasse. Posizioni che in settimana approderanno negli atenei con volantinaggi e manifestazioni. Alla Statale di Milano, intanto, è già partita una raccolta di firme contro il blocco della didattica. E a Firenze spuntano 10 mila cartoline indirizzate al Rettore. Inequivocabile l?incipit: «Anch?io non voglio le occupazioni, voglio studiare!».

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Su Facebook la protesta contro le occupazioni (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

TORINO Il gruppo più numeroso si chiama semplicemente «Io voglio studiare»: 1480 membri che si sono iscritti per opporsi agli scioperi e alle occupazioni contro il decreto Gelmini. La descrizione del gruppo è un vero e proprio manifesto del loro pensiero: «In Italia gli studenti sono 9 milioni , quelli che protestano solo poche migliaia. Chi protesta blocca il futuro di chi vuole studiare, laurearsi e lavorare, questo non è un esercizio di democrazia ma di prepotenza. Il 68 è finito. Ciò che dovrebbe essere pubblico viene occupato da questi dementi che non lasciano lavorare e studiare gli altri. La maggior parte della gente non sa neanche perchè si trova lì! Incredibile... vogliono bloccare le università per 6 mesi e farci perdere l'anno... ma sono matti? BASTA!BASTA! Ci sono persone che vogliono diventare qualcuno e non nullafacenti 30enni ultrafuoricorso! Studiare e Laurearsi è un diritto fondamentale di tutti!»

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Chi protesta e per cosa (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Maestre elementari Protestano per il ritorno al maestro unico. Secondo i sindacati è una scelta dettata da «necessità di cassa» e accorcerà il tempo scuola a 24 ore settimanali. Decreto legge 137/2008 (c.d. decreto Gelmini) del 1 settembre scorso che domani verrà approvato definitivamente dal Senato. 240 mila insegnanti precari Operazioni come il maestro unico o la riduzione di ore di lezioni alle medie e alle superiori, porterà un taglio di 87 mila e 400 cattedre e 500 posti di personale Ata, amministrativo, tecnico e ausiliario. Legge 133 del 6 agosto 2008 di conversione della manovra d?estate. Ragazzi delle superiori Protestano contro il pericolo che la scuola ritorni al passato. Maestro unico, chiusura e accorpamento di alcuni istituti, voto in condotta, grembiule obbligatorio, ritorno ai voti espressi in numeri nella scuola primaria. Le misure sono comprese nel decreto 137/2008 Ricercatori universitari I ricercatori delle università protestano per il taglio dei fondi alla ricerca per il blocco della stabilizzazione dei precari. Se gli Enti da cui dipendono i ricercatori precari non riusciranno a stabilizzarli entro il 30 giugno 2009, decadranno. A rischio 60 mila posti. Legge 133/08. Il blocco della stabilizzazione dei precari è contenuto nell?articolo 37bis del disegno di legge 1441quater-A approvato dalla Camera. Studenti universitari Protestano per i tagli che rischiano di dequalificare le Università. La legge 133/2008 prevede una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%); un taglio del 46% sulle spese di funzionamento. I tagli sono previsti nel decreto legge 112 convertito in legge il 6 agosto 2008 n. 133. Docenti universitari Il governo prevede una riduzione del turnover al 20% (su 5 docenti che vanno in pensione 1 ricercatore potrà essere assunto), un taglio di quasi 4 miliardi di euro e una possibilità che permetta la trasformazione delle Università pubbliche in Istituti privati. Le modifiche sono contenute nella 133/08. Inoltre il ministro Gelmini ha annunciato per novembre un nuovo disegno di legge.

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NIENTE SCUOLA (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

28/10/2008 Proteste scuola, sputi a polizia Tensione durante il corteo di Roma Continuano le manifestazioni di protesta contro la riforma Gelmini. Traffico in tilt nella capitale e cordone di polizia davanti a Palazzo Madama dove è attesa la manifestazione. Durante la marcia uno studente ha sputato contro un poliziotto. Il giovane, subito fermato per essere identificato, è stato poi rilasciato. Dal corteo è partito un appello per riportare la calma da entrambe le parti. Roma, rilasciato studente E' stato rilasciato dagli agenti di polizia il giovane studente fermato in precedenza davanti Palazzo Madama a Roma. Il ragazzo è stato identificato. Studenti a senatori: state decidendo il nostro futuro "Non state semplicemente votando un decreto ma state decidendo del nostro futuro, del futuro dell'Italia: se il decreto passerà non rientreremo nelle aule ma resteremo fuori a rivendicare i principi di libertà conquistati dai nostri padri". Questa la lettera che l'Assemblea del liceo Orazio, studenti e anche insegnanti, ha consegnato al senatore del Pd Vincenzo Vita. Milano, altri due licei occupati La mobilitazione studentesca contro il decreto Gelmini prosegue a Milano anche nelle scuole superiori. Al liceo artistico Boccioni in zona Fiera, si sono aggiunti altri due istituti superiori: il liceo classico Manzoni e il magistrale Agnesi. Inoltre, altre scuole (l'istituto tecnico Besta, il liceo di scienze sociali Kandinsky e gli scientifici Marconi e Bottoni) hanno optato per "giornate autogestite". Genitori re-magi dalla Gelmini Tre genitori-Re Magi arriveranno sotto al Ministero della Pubblica Istruzione per consegnare al ministro Gelmini pacchi dono con dentro le firme raccolte per al petizione in difesa del tempo pieno nella scuola primaria. Napoli, lezioni universitarie in strada Tre cortei di studenti delle medie superiori che protestano contro la riforma Gelmini sono in corso a Napoli, soprattutto nella zona del centro storico. Gli studenti dell'università "Orientale", la cui sede di Palazzo Giusso è occupata da giorni, stanno allestendo anche insieme a quelli delle facoltà di Lettere, Sociologia e Giurisprudenza della "Federico II" banchetti e lavagne in strada su via Mezzocannone per lezioni all'aperto tenute da docenti delle superiori e dell'università. Roma, disagi al traffico Il corteo degli studenti partito attorno alle 10:30 da piazza della Repubblica sta creando alcuni problemi al traffico e al trasporto pubblico Attualmente chiusa alla circolazione via Einaudi. Possibili chiusure previste lungo l'itinerario che tocchera' via Cavour, Fori Imperiali, Botteghe oscure, largo Argentina, corso Vittorio e corso Rinascimento. Torino, Fuan appoggia la riforma Una quarantina di studenti del Fuan, il gruppo universitario di destra, hanno simbolicamente occupato il Rettorato dell'Università di Torino, in Via Verdi, per manifestare sostegno al Governo e alla riforma della scuola del ministro Mariastella Gelmini. Roma, corteo verso il Senato Più di un migliaio di studenti si è radunato a Piazza della Repubblica dove partirà un corteo che raggiungerà Palazzo Madama, già presidiato dalle forze dell'ordine. Cagliari, occupato liceo in Palazzo Regione Dalle nove di questa mattina oltre mille studenti del liceo classico 'Siotto' stanno occupando viale Trento a Cagliari, la via dove è sita la sede della Regione Sardegna. I manifestanti protestano con cori e striscioni contro la legge 133. Roma, fermato uno studente Momenti di tensione tra polizia e studenti sotto Palazzo Madama. Un ragazzo è stato fermato per aver sputato a un poliziotto. La reazione della polizia non si è fatta attendere: il ragazzo è stato individuato e fermato per essere identificato. Dal presidio - circa 300 studenti in tutto - è stato lanciato, con il megafono, un "appello a studenti e polizia perché si torni ad un clima di serenità e perché il ragazzo sia rilasciato immediatamente". Potenza, studenti lasciano fuori gli zaini Circa un migliaio di zaini sono stati lasciati appesi alle ringhiere del cortile esterno del liceo scientifico "Galileo Galilei" di Potenza, "simbolo della nostra protesta e del nostro strumento quotidiano di apprendimento, lasciato fuori dalla scuola": gli studenti, invece, sono entrati "solo per eleggere - hanno spiegato - i rappresentanti alla Consulta provinciale". SCUOLA, LA PROTESTA SUL DECRETO-GELMINI Tgcom 27/10/2008Dl Gelmini,gli studenti non mollano 25/10/2008Scuola, la protesta non si placa 24/10/2008Scuola,proteste al Festival di Roma 23/10/2008Scuola, "fermezza contro violenze" 23/10/2008Scuola, la Gelmini apre a confronto 22/10/2008Scuola, ancora cortei nelle città 22/10/2008Prof: "Se non scioperi,ti boccio" 22/10/2008Scuola,Napolitano:"Serve confronto" 22/10/2008Scuola,Berlusconi: "Nessun taglio" 21/10/2008Scuola, Famiglia Cristiana attacca 21/10/2008Scuola, lo scandalo "supplentopoli" 20/10/2008Scuola, è il momento della protesta 20/10/2008Scuola,ancora protesta anti-Gelmini 20/09/2008Scuola,Gelmini contestata a Venezia 17/10/2008"Su scuola non si tema cambiamento" 17/10/2008Gelmini, non solo proteste 15/10/2008Scuola,ok alle classi per stranieri 14/10/2008Ddl Gelmini, protestano gli Atenei 12/10/2008"La Gelmini taglia 4mila scuole" 09/10/2008Scuola, sciopero il 30 ottobre 07/10/2008Scuola, la Camera conferma fiducia 04/10/2008Scuola,Cisl verso sciopero generale 27/09/2008Scuola, Cgil minaccia lo sciopero Invia ad un amico

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Studenti in piazza a Roma contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Studenti in piazza a Roma contro la Gelmini Centinaia di studenti hanno sfilato in centro a Roma contro il ministro dell'Istruzione e dell'Università Mariastella Gelmini e dalle 10 circa manifestano davanti a Palazzo Madama, sede del Senato. Cercano «un centro di gravità permanente», gli studenti che protestano urlando slogan ma anche facendo ricorso alle canzoni di Franco Battiato, rivisitate e «mixate». Gli studenti presenti sotto al Senato sono l?avanguardia di un corteo, il cui arrivo è atteso a Piazza Navona in mattinata. I cortei spontanei sono sette, fra studenti delle superiori e dell'Università. Secondo il Corriere della sera ci sono stati momenti di tensione quando uno studente ha sputato a un poliziotto. Fermato e identificato, il giovane è stato rilasciato poco dopo (sembra che lo studente abbia cercato di scavalcare le transenne: da qui l'identificazione).

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Tagli alle elementari: Santa Maria del Taro sul piede di guerra (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Tagli alle elementari: Santa Maria del Taro sul piede di guerra Tra le scuole inserite nella lista di probabile chiusura definitiva, il territorio più a rischio sembra essere quello di Tornolo ed in modo particolare il plesso di Santa Maria del Taro. Se venissero applicati alla lettera i parametri del decreto Gelmini, Tornolo resterebbe senza scuola elementare, media e naturalmente anche quella materna. Si tratta di una situazione allarmante: nella zona non si parla d?altro: genitori, insegnanti, impiegati ausiliari ed amministratori sono sul piede di guerra. Per domani alle 20,30 il sindaco Alessandro Cardinali ha convocato in seduta straordinaria il consiglio comunale e in quell'occasione fornirà tutte le notizie raccolte sul problema scuola e subito dopo inviterà gli interessati ad alcune assemblee. Dopo Anzola, la scuola più piccola della nostra provincia con solo sette alunni, nel mirino c'è Santa Maria del Taro. La frazione del comune di Tornolo è la più distante e la più isolata dell'Appennino: confina con la Liguria ed è a soli tre chilometri dal Passo del Bocco. Cento sono i chilometri che la separano da Parma, 25 da Bedonia e 38 da Borgotaro. Se il progetto divenisse realtà l'effetto - sostengono in tanti - sarebbe quello di un ulteriore spopolamento del territorio. Senza parlare della grande delusione delle coppie giovani o famiglie di immigrati che negli ultimi anni si sono stabilite a Santa Maria del Taro. I genitori, preoccupati, protestano e sottolineano che, se costretti, porteranno i loro figili a Lavagna e a Chiavari anziché nella più lontana Borgotaro. (foto: la scuola di Santa Maria del Taro) Leggi l'articolo completo e i commenti dei genitori intervistati da Giorgio Camisa sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi.

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Scuola, l'Onda arriva davanti al Senato (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Martedì 28 Ottobre 2008 RIFORMA. Non si fermano le manifestazioni. Il governo non cede e oggi a Palazzo Madama inizia l?esame del decreto Scuola, l?Onda arriva davanti al Senato La Gelmini: «Alcune migliaia vanno in piazza ma gli studenti sono 9 milioni Il mio modello è Obama»   ROMA Manifestazioni in tutta Italia, ma soprattutto «notti bianche» contro il decreto Gelmini. Con gli studenti, sono in subbuglio anche gli insegnanti e i Cobas hanno annunciato sit-in a Palazzo Madama dove domani approda il testo della riforma. Per arrivare a giovedì 30, giorno dello sciopero generale e della manifestazione capitolina alla quale parteciperanno anche i leader di Cgil, Cisl e Uil. Se si moltiplicano le lezioni universitarie in piazza e su Facebook affiorano i siti di controprotesta, ieri mattina oltre 7.000 studenti si sono radunati in piazza della Repubblica, a Roma, per il corteo organizzato dalle scuole superiori, che si è concluso davanti al Senato. C?è stata frizione tra gruppi di destra, che hanno inneggiato al duce, e di sinistra, che si sono allontanati. Il corteo si è spaccato, ma poi si è ricompattato nel no unanime alla riforma. I ragazzi dell?Onda anomala, sono pronti a dormire all?aperto se l?esame e la votazione del pacchetto dovessero slittare. I Cobas della Scuola danno appuntamento alle 17 di oggi al Senato in concomitanza con le votazioni. «Al centro della protesta», ha dichiarato Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della Scuola, «continua a esserci il rifiuto dei catastrofici tagli che Tremonti e Gelmini vogliono imporre alla scuola. Ma c?è anche la ferma determinazione che la terrificante crisi del liberismo economico e del sistema finanziario non la debbano pagare i salariati, i pensionati, gli studenti, i precari, i giovani, ma chi l?ha determinata». Anche ieri non sono mancati cortei a Napoli, mentre a Milano, gli studenti del Politecnico, circa 300, hanno raggiunto la cinquantina di colleghi di Brera davanti alla Triennale, e hanno dato vita a un corteo concluso con un?assemblea. Oggi a Torino, lezione del filosofo Gianni Vattimo organizzata dal collettivo di Lettere e filosofia e dall?assemblea «no-Gelmini». E da ieri si segnalano i primi tentativi di occupazione, tra picchetti e assemblee anche negli istituti secondari lombardi. A Udine è cominciata la mobilitazione degli studenti medi superiori e universitari, mentre a Pistoia in piazza Duomo si sono svolte lezioni in strada con tanto di lettura di Gomorra. A Pisa, anche la Scuola Normale è scesa in campo, con uno striscione appeso alla facciata: «Un paese vale quanto ciò che ricerca. No alla 133. Studenti della Normale». Proteste pure a Parma e maratona didattica a Trento. Ma il decreto sarà approvato. «Coloro che protestano» sono «alcune migliaia» mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le facoltà occupate sono pochissime», ha dichiarato la Gelmini. In un?intervista al Corriere della Sera, la Gelmini ha affermato che il suo modello è Obama: «Sta proponendo provvedimenti simili ai nostri, penso agli incentivi al merito per gli insegnanti». E il ministro della Funzione pubblica Brunetta annuncia: «Presenterò una proposta per l?abolizione del valore legale del titolo di studio». Il governo ombra del Pd chiederà di sospendere il provvedimento e avviare il confronto e anche il mondo cattolico dice la sua. Il settimanale Famiglia cristiana critica il decreto: «Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa», titola l?editoriale. «Un Paese in crisi trova soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola?». E se la Gelmini definisce lo sciopero di giovedì «il solito vecchio rito di chi difende l?indifendibile», Famiglia Cristiana ribatte che ci sono «seri motivi per protestare», mentre per la Cei è «dannoso» intervenire sulla questione agitando le piazze e la risposta al ministro poteva essere «un po? più ragionata e pacata». Infine, la Regione Toscana ricorre alla Corte costituzionale per sollevare la questione di legittimità sul decreto del governo 154 che, tra disposizioni di spesa sanitaria, inserisce un articolo con il quale il governo impone alle Regioni di attenersi alle decisioni sul dimensionamento scolastico, fissando la scadenza al 30 novembre) e prevedendo, per le Regioni inadempienti, la sostituzione con un commissario ad acta.  

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Le scuole più piccole a rischio in provincia (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Martedì 28 Ottobre 2008 LA RIFORMA. Mentre continua la protesta Le scuole più piccole a rischio in provincia   Mentre la riforma Gelmini della scuola arriva in Senato (il voto è previsto per domani) e in tutta Italia proseguono le manifestazioni di protesta (con i primi «distinguo» tra studenti che vogliono occupare e chi si oppone), in provincia di Brescia si cerca di fare «i conti» con le nuove norme. Conti relativi alle cattedre che verranno soppresse dalla riforma scolastica, ma anche alle piccole scuole che rischiano la chiusura in forza di un articolo del decreto legge sul contenimento della spesa delle autonomie locali. Nel Bresciano è stato stimato che dieci scuole di piccoli centri dovranno chiudere (su un totale di 88 in Lombardia). Tra queste rischiano il plesso elementare di San Gallo a Botticino e la scuola «Bregoli» di Corzano.3 e 14

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Scuola, l'Onda arriva davanti al Senato (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Martedì 28 Ottobre 2008 RIFORMA. Non si fermano le manifestazioni. Il governo non cede e oggi a Palazzo Madama inizia l?esame del decreto Scuola, l?Onda arriva davanti al Senato La Gelmini: «Alcune migliaia vanno in piazza ma gli studenti sono 9 milioni Il mio modello è Obama»   ROMA Manifestazioni in tutta Italia, ma soprattutto «notti bianche» contro il decreto Gelmini. Con gli studenti, sono in subbuglio anche gli insegnanti e i Cobas hanno annunciato sit-in a Palazzo Madama dove domani approda il testo della riforma. Per arrivare a giovedì 30, giorno dello sciopero generale e della manifestazione capitolina alla quale parteciperanno anche i leader di Cgil, Cisl e Uil. Se si moltiplicano le lezioni universitarie in piazza e su Facebook affiorano i siti di controprotesta, ieri mattina oltre 7.000 studenti si sono radunati in piazza della Repubblica, a Roma, per il corteo organizzato dalle scuole superiori, che si è concluso davanti al Senato. C?è stata frizione tra gruppi di destra, che hanno inneggiato al duce, e di sinistra, che si sono allontanati. Il corteo si è spaccato, ma poi si è ricompattato nel no unanime alla riforma. I ragazzi dell?Onda anomala, sono pronti a dormire all?aperto se l?esame e la votazione del pacchetto dovessero slittare. I Cobas della Scuola danno appuntamento alle 17 di oggi al Senato in concomitanza con le votazioni. «Al centro della protesta», ha dichiarato Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della Scuola, «continua a esserci il rifiuto dei catastrofici tagli che Tremonti e Gelmini vogliono imporre alla scuola. Ma c?è anche la ferma determinazione che la terrificante crisi del liberismo economico e del sistema finanziario non la debbano pagare i salariati, i pensionati, gli studenti, i precari, i giovani, ma chi l?ha determinata». Anche ieri non sono mancati cortei a Napoli, mentre a Milano, gli studenti del Politecnico, circa 300, hanno raggiunto la cinquantina di colleghi di Brera davanti alla Triennale, e hanno dato vita a un corteo concluso con un?assemblea. Oggi a Torino, lezione del filosofo Gianni Vattimo organizzata dal collettivo di Lettere e filosofia e dall?assemblea «no-Gelmini». E da ieri si segnalano i primi tentativi di occupazione, tra picchetti e assemblee anche negli istituti secondari lombardi. A Udine è cominciata la mobilitazione degli studenti medi superiori e universitari, mentre a Pistoia in piazza Duomo si sono svolte lezioni in strada con tanto di lettura di Gomorra. A Pisa, anche la Scuola Normale è scesa in campo, con uno striscione appeso alla facciata: «Un paese vale quanto ciò che ricerca. No alla 133. Studenti della Normale». Proteste pure a Parma e maratona didattica a Trento. Ma il decreto sarà approvato. «Coloro che protestano» sono «alcune migliaia» mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le facoltà occupate sono pochissime», ha dichiarato la Gelmini. In un?intervista al Corriere della Sera, la Gelmini ha affermato che il suo modello è Obama: «Sta proponendo provvedimenti simili ai nostri, penso agli incentivi al merito per gli insegnanti». E il ministro della Funzione pubblica Brunetta annuncia: «Presenterò una proposta per l?abolizione del valore legale del titolo di studio». Il governo ombra del Pd chiederà di sospendere il provvedimento e avviare il confronto e anche il mondo cattolico dice la sua. Il settimanale Famiglia cristiana critica il decreto: «Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa», titola l?editoriale. «Un Paese in crisi trova soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola?». E se la Gelmini definisce lo sciopero di giovedì «il solito vecchio rito di chi difende l?indifendibile», Famiglia Cristiana ribatte che ci sono «seri motivi per protestare», mentre per la Cei è «dannoso» intervenire sulla questione agitando le piazze e la risposta al ministro poteva essere «un po? più ragionata e pacata». Infine, la Regione Toscana ricorre alla Corte costituzionale per sollevare la questione di legittimità sul decreto del governo 154 che, tra disposizioni di spesa sanitaria, inserisce un articolo con il quale il governo impone alle Regioni di attenersi alle decisioni sul dimensionamento scolastico, fissando la scadenza al 30 novembre) e prevedendo, per le Regioni inadempienti, la sostituzione con un commissario ad acta.

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<Il Rossi è contro lo statuto studenti> (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Martedì 28 Ottobre 2008 LA POLEMICA. I ragazzi della Rete rispondono al preside dell?istituto tecnico sullo sciopero «Il Rossi è contro lo statuto studenti» «La circolare scavalca le responsabilità legate alla firma dei genitori e degli alunni sulle assenze»     Anna Madron «La libertà di espressione deve essere rispettata». Replicano così i rappresentanti sindacali della Rete degli studenti, Luca Trescato e Matteo Cocco, dopo aver preso atto della posizione del preside del Rossi, Gianni Zen, a proposito della circolare inviata qualche giorno fa ai genitori degli alunni che il 10 ottobre scorso hanno aderito ad una delle prime manifestazioni organizzate dalla Rete contro il decreto Gelmini. Nel testo Zen invita le famiglie a giustificare per iscritto l'assenza dei propri figli consegnando in vicepresidenza un apposito cedolino compilato e comunica inoltre che l'aver aderito alla protesta costituirà un elemento di cui terrà conto il consiglio di classe al momento della valutazione finale dell'alunno, come recitano il regolamento d'istituto e la nuova normativa in materia di condotta. Di qui la reazione dei ragazzi che si sono rivolti alla Rete, il loro sindacato di riferimento, per quello che definiscono uno "sgambetto" della scuola alla quale hanno chiesto che il regolamento venga discusso e modificato nel prossimo consiglio d'istituto la cui data non è ancora stata fissata. «Si tratta di una circolare che infrange gli articoli '2' e '3' della Costituzione - ribattono i rappresentanti della Rete - oltre che gli articoli '1' e '4' dello statuto degli studenti. All'affermazione del preside che sostiene che non c'è 'diritto di sciopero' perché gli studenti non sono equiparati ai lavoratori, rispondiamo che esiste però il diritto fondamentale di espressione e il divieto assoluto di rappresaglia. Gli studenti sono persone al pari di tutte le altre, di conseguenza queste norme valgono anche per loro. Quanto al fatto che avremmo usato con il dirigente toni arroganti, teniamo a precisare che ci siamo limitati ad una telefonata per chiedere un incontro chiarificatore». I referenti della Rete sottolineano inoltre che «la circolare scavalca le responsabilità legali che derivano dalla firma dei genitori e degli alunni maggiorenni sulle giustificazioni d'assenza nel giorno 10 ottobre, firme che non possono essere messe in discussione» e aggiungono che «l'astensione collettiva dalle lezioni non ha motivo per essere sanzionata: inutile tirare in ballo il regolamento d'istituto, il suddetto non vale se non rispetta i principi costituzionali. Siamo sorpresi dal fatto che si voglia applicare con tanto zelo la norma sul voto in condotta, per il semplice motivo che non c'è. È il Ministero a dover precisare i casi di applicazione, non il singolo consiglio d'istituto».

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Piove, lezioni in piazza per pochi contestatori Assemblee anche a destra: <Gelmini?... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 258 del 2008-10-28 pagina 1 Piove, lezioni in piazza per pochi contestatori Assemblee anche a destra: «Gelmini? Peggio i baroni» di Redazione Gli studenti di destra di Azione universitaria debuttano in assemblea. La prima indetta da loro in Statale. Stavolta non possono tacere, in gioco c'è la loro università. E così contestano le modalità della protesta che non fa «che tutelare gli interessi dei baroni dell'università». E chiedono una riforma reale, con gruppi di vigilanza per controllare i bilanci degli atenei. Nel frattempo continuano le lezioni in piazza della sinistra, senza bagni di folla. Nei licei è cominciata la settimana delle occupazioni e delle autogestioni © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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I professori: <Le lezioni in piazza? Danneggiano il diritto allo studio> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 258 del 2008-10-28 pagina 2 I professori: «Le lezioni in piazza? Danneggiano il diritto allo studio» di Daniela Uva Secondo gli insegnanti le manifestazioni contro il ministro non devono penalizzare gli studenti che vogliono dare gli esami Le lezioni sul sagrato del Duomo? Pittoresche, magari utili per diffondere la cultura in piazza, ma estranee alla vita dell'università. Se in questi giorni di mobilitazione la maggior parte degli studenti chiede di studiare in pace, i professori vanno avanti con i corsi, sperando di non essere costretti a interrompere la didattica. In coro ripetono che i colleghi pronti a scendere in strada sono una minoranza. E che le critiche al decreto Gelmini non devono trasformarsi in un danno per chi, d'accordo o meno con la protesta, vuole solo dare gli esami in tempo. Da Giurisprudenza a Scienze Politiche, passando per Lettere e Filosofia, alla Statale i docenti alzano un coro di «no» a lezioni all'aperto e occupazione. «Non ho intenzione di tenere i miei corsi in piazza Duomo o in qualunque altra strada - spiega Franco Gnoli, docente di Diritto romano -, il posto giusto per fare lezione è un'aula. Queste forme di protesta sono solo una violazione del diritto di studiare». Il maltempo ha fermato gli irriducibili della piazza, almeno per un giorno. Ma il calendario della mobilitazione è fitto. E il Duomo potrebbe presto tornare a essere «occupato» da studenti e professori. «Penso sia utile far conoscere il nostro lavoro anche all'esterno - continua un'altra docente di Giurisprudenza che preferisce rimanere anonima -, ma non credo che spostare i corsi in piazza Duomo possa servire a questo scopo. Noi professori faremmo meglio a dimostrare che l'università non è soltanto un peso economico incapace di fare il proprio dovere, ma un'istituzione che funziona grazie al duro lavoro di pochi, ma validi. Sono favorevole all'idea che un qualunque passante entri in aula per ascoltare una mia lezione, ma mai andrei a insegnare per strada». Concetto, questo, ribadito anche a Scienze politiche, culla della protesta. In via Conservatorio domani sarà la giornata delle «lezioni aperte»: seminari e incontri su temi di attualità, che si terranno all'interno dell'università. «Abbiamo ideato questa giornata per far conoscere le nostre ragioni - spiega Paola Bilancia, direttore del dipartimento Giuridico politico -, ma riteniamo che non sia il caso di scendere in piazza. Le lezioni stanno andando avanti regolarmente e non subiranno interruzioni. Anche l'ipotesi dell'occupazione sarebbe sbagliata, non dobbiamo permettere che una protesta sulla legge si trasformi in un problema di ordine pubblico». Anche nella facoltà di Lettere l'idea di insegnare in piazza non piace. «Preferisco le aule della Statale - conferma Alfonso D'Agostino, docente di Filologia moderna -, è più comodo e poi c'è anche la lavagna. A parte gli scherzi, se l'università fosse occupata sarei anche disposto a spostare i corsi in piazza Duomo pur di non penalizzare i miei studenti, ma non condivido del tutto il modo in cui alcuni colleghi stanno protestando. Quindi cercherò di andare avanti con le lezioni, anche giovedì prossimo, in occasione dello sciopero generale». Favorevole all'ateneo in piazza è, invece, la direttrice del dipartimento di Diritto internazionale. «Domani (oggi per chi legge, ndr) chiederò agli studenti se hanno voglia di venire a sentire la mia lezione in piazza Duomo, mercoledì alle 10.30 - annuncia Nerina Boschiero -. Questo non vuol dire che l'occupazione sia giusta. Credo sarebbe meglio scegliere forme di protesta più creative e, soprattutto, costruttive». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Incontri sulla scuola e sul federalismo (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Martedì 28 Ottobre 2008 ROSÀ. Il primo appuntamento questa sera Incontri sulla scuola e sul federalismo   Il Teatro Montegrappa di Rosà ha organizzato due incontri che avranno come tema la scuola e il federalismo. Il primo, stasera con inizio alle 20,45, parlerà della scuola alla luce della riforma Gelmini. Interverranno il sindaco di Rosà Manuela Lanzarin, parlamentare per la Lega nord, Daniela Sbrollini deputato del Pd, Morena Martini assessore provinciale alla pubblica istruzione per FI, Alessandra Zufellato dirigente scolastica dell?istituto comprensivo Roncalli di Rosà, Renato Cenzato dirigente della scuola elementare, un rappresentante di docenti e genitori. L?insegnante Giuseppe Stragliotto leggerà una lettera aperta ai genitori. I lavori saranno introdotti da Maddalena Lazzarotto, preside del Brocchi, che parlerà dei cambiamenti nella scuola negli ultimi 30 anni. Secondo incontro, martedì 11 novembre, sul tema ?Il federalismo e il Veneto?. Si tratta di un confronto fra sindaci: Bizzotto di Bassano, Gomierato di Castelfranco, Lanzarin di Rosà, Scalabrin di Montecchio Maggiore e Puppato di Montebelluna. Interverrà il presidente del Consiglio regionale, Marino Finozzi. M.B.  

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Mobilitazioni contro decreto Gelmini, corteo al Senato (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Proseguono le mobilitazioni di scuole e università contro i provvedimenti del governo che puntano a contenere la spesa della pubblica istruzione nel giorno in cui il Senato torna a votare il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini. A Roma sono iniziati in mattinata gli assembramenti di studenti medi e universitari a piazza della Repubblica. Da lì partirà un corteo diretto a Palazzo Madama, dove nel pomeriggio riprenderanno i lavori dell'aula. Prosegue intanto l'occupazione, tra gli altri istituti, della facoltà di Ingegneria dell'Università la Sapienza, dove le lezioni sono regolarmente svolte, ma vengono affiancate da iniziative contro le norme della manovra finanziaria triennale che riducono la spesa per gli atenei. A mezzogiorno tre docenti della facoltà, tra cui il preside, tengono lezioni pubbliche ai loro studenti ai piedi del Colosseo -- un'occasione "per informare la gente dei temi della riforma e sensibilizzarla riguardo alla protesta", ha detto a Reuters Luca Podestà, un docente della facoltà. A Torino sono previsti nel pomeriggio tre cortei di protesta, mentre una quarantina di studenti del Fuan, organizzazione della destra, hanno organizzato stamattina un sit in nel cortile del rettorato dell'Università degli Studi, a favore della riforma del governo. Uno sciopero di tutti i dipendenti della scuola è stato indetto per giovedì dai sindacati confederali e altre sigle indipendenti, che dovrebbe sfociare in una manifestazione nazionale a Roma, mentre la conversione in legge del decreto contestato è attesa per domani al Senato.

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Tensione sotto Palazzo Madama Fermato e poi rilasciato uno studente (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Centinaia di manifestanti sotto il Senato tra slogan, cori e cortei. Il giovane aveva tentato di scavalcare le transenne

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA PROTESTA ANTI-GELMINI Tensione sotto Palazzo Madama Fermato e poi rilasciato uno studente Centinaia di manifestanti sotto il Senato tra slogan, cori e cortei. Il giovane aveva tentato di scavalcare le transenne Roma, 28 ottobre 2008 - Centinaia di studenti manifestano sotto Palazzo Madama contro il decreto Gelmini che sara? discusso in aula oggi pomeriggio a partire dalle 17. Attimi di tensione si sono avuti quando un giovane ha tentato di scavalcare le transenne ed e? stato fermato. Dopo essere stato identificato, e? stato rilasciato. Nel frattempo, gli studenti delle scuole del quarto municipio di Roma sono stati raggiunti da un altro corteo di manifestanti. Molti gli slogan e i cori come “se non cambiera? lotta dura sara?”. I manifestanti si trovano dietro delle transenne di fronte all?ingresso del Senato e schierati in assetto antisommossa ci sono decine di poliziotti. Sulle transenne e? stato appeso uno striscione con scritto “no alla riforma”. Intanto il rettore Francesco Profumo mette sul tavolo della discussione e delle proteste che agitano le università italiane tutto il peso e il prestigio di uno dei più accreditati atenei d`Europa, il Politecnico di Torino: Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili a aprendo la via a una seria riforma delle università - annuncia in un?intervista a La Stampa - non potrò che dimettermi, insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato, siamo tutti d`accordo. Tensione a Milano - Università occupatePolizia per fermare le occupazioni? - Giuste le proteste studentesche? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (149 commenti) Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (114 commenti) "Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla" (82 commenti) Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione (74 commenti) "Le classi separate? 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Sembra un tab[...] "Al tennis ho ancora molto da dare"09:52:54 - Andreas semplicemente non ne ha più, è arrivato davvero stanco soprattutto di testa a questo finale [...] Avanti Bolelli Seppi già fuori09:43:20 - Che forse avrebbe desiderato che, nel suo nome, tanti amici del piccolo mondo del tennis trovassero [...] In migliaia salutano Federico09:38:23 - Mi ricordo come tirava il dritto da ragazzino a Padova in un torneo internazionale a Padova U.16.Son[...] In migliaia salutano Federico02:05:02 - Ad Armando: forse perchè ha lui stesso dichiarato che più del Master per lui contano solo gli Slam? [...] Federer ancora re nella sua Svizzera Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno La Roma Imperiale nel logo della finale di Champions League Una forte connotazione che richiama i simboli e lo stile grafico della Roma classica: la Coppa e la corona di alloro riservata un tempo ai vincitori, con il Colosseo sullo sfondo. Conto la rovescia per il 27 maggio LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec >

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Agitazione per pochi La maggioranza studia (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 28-10-2008 BOLOGNA Agitazione per pochi La maggioranza studia L' «Alma mater studiorum» non è all'«anno zero». Nell'antichissima università bolognese, infatti, contrariamente a quanto si legge quasi ovunque, gli studenti (non necessariamente dei Gelmini-boys) nella stragrande maggioranza non partecipano alle dirette di Santoro, non occupano e non fanno lezione all'aperto anche se il tempo lo permetterebbe. Basta girare tra le varie facoltà dell'ateneo e gettare qua e là qualche domanda per capire che il subbuglio è, almeno per ora, solo in certi titoli di giornale. I numeri parlano chiaro. Nessun facoltà occupata. Solo una aula di Lettere, la mitica «3», ospita di tanto in tanto (e rigorosamente di pomeriggio) qualche assemblea. Anche le tanto sbandierate lezioni in piazza riguardano in realtà solo Lettere, Scienze politiche e Scienze: qui alcuni docenti hanno convinto i ragazzi a trasferirsi in strada. Altri segni di effervescenza ci sono stati: come i fumogeni e i tentativi di raid contro il rettorato. Ma riguardano solo un'esigua minoranza. Gli altri universitari frequentano regolarmente le lezioni e non vogliono sentir parlare, come si è ventilato, di blocco della didattica e degli esami, o di annullamento delle sessioni di laurea. La stessa assemblea d'ateneo che si è svolta venerdì scorso nell'Aula Magna Santa Lucia ha raccolto poco più di un migliaio di persone tra studenti e docenti, conferma evidente che i temi posti dalla legge 133 non sono, in generale, punti caldi all'ordine del giorno. «Non mi stupisce» osserva Angelo Erbacci, presidente del Consiglio studentesco che in un documento recentemente approvato ha condannato chi vuole imporre certe misure di protesta. «Sulla '133' c'è molta disinformazione. All'assemblea in Aula Magna sono stato fischiato mentre docenti che affermavano le stesse cose sono stati applauditi. Un altro docente è intervenuto incitando gli studenti a osare di più e a seguire l'esempio di altri atenei. C'è un tentativo di sfruttare l'ignoranza sugli argomenti in gioco per coinvolgere le persone nella mobilitazione». «Anch'io aggiunge sono fermamente contrario alle proposte contenute nella legge 133, ma in questo momento a mio avviso è necessario innanzitutto fare chiarezza e capire quali sono i veri problemi che tale legge introduce ». Il modo migliore che ha l'Ateneo per manifestare la propria contrarietà, conclude Erbacci «è quella di avanzare delle proposte. È assurdo che per risolvere una situazione che penalizza innanzitutto gli studenti, si intraprendano delle azioni ancora più dannose per gli stessi. Per questo l'Ateneo deve tutelare quegli studenti che chiedono di andare normalmente a lezione». Stefano Andrini «C'è grande disinformazione» dice il presidente del Consiglio studentesco «Bloccare l'attività penalizza solo gli studenti»

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Tutte le sedi concordi: la didattica va in piazza (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 28-10-2008 NAPOLI Tutte le sedi concordi: la didattica va in piazza ezioni nelle piazze e nei cortili delle facoltà per arginare una preoccupazione dalle molte facce. Studenti e professori temono di dover assistere impotenti allo sfascio della scuola pubblica e di vedere sfumare una parte dell'anno accademico pur se in occupazioni e proteste che considerano legittime. Certo la didattica ne risente e le ore di lezione si sono ridotte a 40 minuti. Si cercano allora altre strade, anzi la strada. La facoltà di Architettura della Federico II e L'O- rientale sono gli epicentri della mobilitazione anti- Gelmini che raccoglie tutte le facoltà, l'altra Università napoletana Parthenope e il polo universitario salernitano di Fisciano. All'insegna della creatività coinvolgente e di un motto: portare l'Università nella città. Dopo le «scato-lagne» che da sabato notte tappezzano lampioni e palazzi con le accuse contro la riforma scritte in cingalese, swahili, hindi e altre lingue orientali, cioè i corsi dell'Orientale a rischio estinzione, ieri mattina ancora appuntamenti con le lezioni all'aperto. Cultura, politica e spettacolo i temi centrali della lezione tenuta da Annamaria Valentino, docente di Storia sociale della comunicazione all'Orientale, nel cortile di fronte Palazzo Giusso. Letteratura francese invece con Domenica De Falco nel chiostro di Lettere e Filosofia. Via Mezzocannone, che costeggia l'antica sede della Federico II, avrà anche oggi marciapiedi e gradini occupati dai «saperi di strada»: quindici docenti di varie facoltà per seminari e lezioni a studenti che tra le proteste non hanno perso la voglia di imparare. «Occupazioni e manifestazioni adesso non vogliono dire abbandonare lo studio. È in gioco il futuro della scuola e perciò anche il nostro» spiega Francesco, secondo anno di Biotecnologia. Al rettore della Federico II Guido Trombetti i comitati studenteschi chiederanno però ufficialmente di sospendere la didattica merco-- ledì, in occasione dell'assemblea regionale generale che dovrà decidere altre forme di opposizione alle scelte del governo in materia di istruzione. A sintetizzare la preoccupazione, ma con un pizzico di ottimismo, è Consiglia, primo anno della specialistica in Lettere e molte incognite: «L'Università è l'unico trampolino verso il mondo del lavoro che noi giovani del Sud abbiamo: non penso che ce lo possano L togliere». Valeria Chianese La «Federico II» e «L'Orientale» sono tra le realtà in prima linea nel fronte anti-Gelmini «Salviamo il nostro avvenire»

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Bassi: fatti i tagli, serve il progetto per il futuro (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 28-10-2008 Bassi: fatti i tagli, serve il progetto per il futuro l'intervista Per il presidente di Universitas-University la strada migliore è puntare sull'autonomia e su più responsabilità «Non si deve continuare a pensare che tanto alla fine lo Stato risana i conti» DA MILANO ENRICO LENZI T roppa confusione, eccessiva strumentalizzazione. Quanto sta accadendo nel mondo universitario non piace affatto a Daniele Bassi, presidente dell'associazione Universitas- University e ordinario alla Statale di Milano. «Le norme sull'Università risalgono alla manovra di agosto, ma allora nessuno scese in piazza» ricorda, come dire che ormai è un po' tardi mobilitarsi per quelle norme. Al contrario «credo che sia arrivato il momento di chiedere al ministro Gelmini di dire con chiarezza cosa intende fare per il futuro dell'Università, ora che ha portato a casa i tagli». La responsabile del dicastero «ha già illustrato le linee guida ricorda Bassi , ma non c'è un disegno organico, una bozza su cui aprire un confronto e un dibattito serio sul futuro del sistema accademico». Nei giorni scorsi il ministro Gelmini ha illustrato dati che lasciano stupiti: 37 corsi di laurea con un solo iscritto, 327 facoltà con meno di 15 studenti, per citarne alcuni. Non le paiono segnali preoccupanti? «Senza dubbio. Ma vorrei dirle che potrebbero anche diventare poco significativi ». In che senso? «Questi dati mi portano ad aprire il capitolo dell'autonomia universitaria, intesa anche come assunzione di responsabilità da parte dei vertici accademici. In un quadro del genere, anche un corso con un solo iscritto può esistere, purché quell'ateneo se ne assuma anche i costi. E questo lo può fare se è veramente autonomo». Dunque basta con il fondo di finanziamento del ministero? «Lo Stato non può e non deve esimersi dall'investire nell'istruzione superiore. Ma sarebbe più corretto che il governo fissasse con chiarezza quanto vuole investire nell'università e nella ricerca, dividendo quella cifra per il numero degli studenti universitari, che diventerebbero in questo modo titolari di un bonus». Un po' come qualcuno ipotizza per rendere effettiva la parità scolastica «In questo modo lo studente porterebbe la propria dote economia all'università in cui si iscrivere. Ma quest'ultime sarebbero chiamate a impegnarsi per diventare davvero attrattive e competitive. Insomma un circolo virtuoso ». Uno scenario rivoluzionario e forse un po' troppo spinto verso il liberismo. «Ma è la situazione che richiede un passo nuovo per l'intero sistema. Non si può continuare a mantenere atenei con bilanci in rosso, tanto ci pensa lo Stato a pagare i conti. Occorre imboccare strade per rendere le università più responsabili e autonome». Intanto, però, molti atenei sono in fermento e ci sono dei suoi colleghi che fanno lezione in piazza. «Mi sembrano proteste più simboliche che concrete modalità di protesta. E devo dire che in questo modo si danneggiano gli studenti, più di quanto si sostiene che farebbero i tagli decisi dal ministro Tremonti». Perché? «Saranno loro a non avere la possibilità di recuperare il tempo perso e a volte c'è la sensazione che vengano mandati in piazza a protestare, ma difendendo interessi di altri attori. Se i docenti intendo protestare o sollevare critiche su provvedimenti ministeriali, dovrebbero far sentire la propria voce all'interno delle vie istituzionali, sia locali, cioè interne all'ateneo, sia nazionali. Magari sensibilizzando i propri rettori a farsi più parte in causa davanti a scelte che non si condividono».

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Universitari e studenti nelle piazze e nelle aule (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 28-10-2008 Universitari e studenti nelle piazze e nelle aule DA MILANO ENRICO LENZI ono preannunciate come «giornate calde». Di certo oggi e domani, proprio in concomitanza con il dibattito al Senato, molte associazioni studentesche e universitarie hanno voluto concentrare le iniziative di protesta. La sede del Senato già ieri è stata meta dei cortei dei manifestanti che hanno percorso le strade della capitale e oggi tornerà a esserlo anche per i Cobas, che hanno preannunciato un presidio. Ma pure nel resto del Paese il fronte della protesta si allarga. Il bollettino registra occupazioni e autogestioni in alcuni istituti superiori di Milano, anche con qualche fallimento come al Boccioni, dove l'occupazione è rientrata dopo due ore per scarsità di adesioni. Più convinta la mobilitazione a Catania, dove quattro licei hanno votato a stragrande maggioranza l'autogestione per questi due giorni in vista anche dello sciopero generale proclamato per giovedì dai sindacati. Diversi anche i cortei di studenti medi. Erano oltre duemila a Potenza e un migliaio a Saronno. C'è S Non mancano le prove di forza. All'Itc per ragionieri «Masi» di Foggia, nottetempo, qualcuno ha messo dei lucchetti ai cancelli di ingresso dell'istituto per impedire ieri mattina l'ingresso degli studenti: tentativo riuscito per meno di un'ora, visto che i lucchetti sono stati tolti dai carabinieri, che ora indagano per scoprire gli autori del gesto. Striscioni e slogan invece a Napoli, dove accanto alle superiori, sono le università l'epicentro della protesta, con in prima fila la Federico II e l'Orientale. A Roma accanto alla protesta guidata dall'Unione degli Studenti (di sinistra) anche la formazione giovanile di Forza Nuova (destra), Lotta studentesca ha deciso di partecipare alla mobilitazione occupando un istituto superiore. Ma nella capitale c'è anche chi fa «contro-occupazione» per esprime sostegno al ministro della Pubblica Istruzione. Lo sta facendo Azione studentesca (area An) che si è mobilitata all'interno di tre superiori romane. Cortei degli studenti medi, lezioni in piazza per gli universitari. A Firenze è partita ieri la 24 ore non stop di lezioni in piazza, che a dire il vero stanno caratterizzando da diversi giorni la protesta dell'ateneo fiorentino. Un esempio che sta coinvolgendo anche altre sedi universitarie, come quelle di Cagliari, Palermo e Milano. Ma sempre a Firenze i giovani di Forza I- talia hanno annunciato per oggi la distribuzione e l'invio di cartoline al rettore per chiedere la ripresa della didattica. «Contiamo di distribuirne diecimila » hanno detto gli organizzatori, mentre preannunciano anche un «tour» in altri atenei «per raccontare la verità sul decreto Gelmini». A Matera gli universitari hanno scelto la via dell'assemblea per discutere sui provvedimento del governo. Cortei, occupazioni e autogestioni. Ma anche proteste fallite. A Foggia prova di forza: lucchetti ai cancelli per impedire l'ingresso a scuola IL CASO Alla Statale di Milano si confrontano destra e sinistra Studenti di destra e di sinistra in assemblea all'Università Statale di Milano per confrontarsi sul decreto Gelmini. I primi, chiamati da Azione Giovani (An) per sostenere il ministro; i secondi per suonare l'altra campana, quella della protesta. Il tutto nell'aula 501 e soprattutto senza alcun incidente, anche se le posizione di entrambi gli schieramenti non si sono smosse di un millimetro. «Gelmini va avanti» hanno sostenuto i primi, «No ai tagli» hanno replicato i secondi. E sempre in Statale a Scienze politiche, i giovani di Ateneo studenti (Cl) e quelli di Unicentro (Udc) hanno raccolto 700 firme per dire no al blocco della didattica nella giornata di domani. «Una scelta che va contro la decisione del consiglio di facoltà che parlava di università aperta con possibilità di assemblea, ma senza blocco delle lezioni». Decreto Gelini, l'ultimo atto in Senato La maggioranza ha i numeri per chiudere DA ROMA ROBERTO I. ZANINI omincia oggi al Senato il passaggio finale in Parlamento del cosiddetto decreto Gelmini, già approvato dalla Camera con la fiducia. La maggioranza ha i numeri necessari e non teme il confronto in aula. Il voto finale potrebbe arrivare già domani mattina, sempre che il Pdl non accetti di confrontarsi con alcuni emendamenti riproposti dal Pd. Il presidente del Senato Schifani ieri si è detto convinto e «fiducioso» che il ministro mantenga l'impegno di aprire il dialogo con gli studenti. «Tutte le volte in cui si tenta di riformare la scuola ha spiegato ci sono sempre state proteste nel nostro Paese, comunque si è sempre trovato un momento di sintesi ». La protesta in scuole e piazze continua a incalzare. In una intervista Maria Stella Gelmini ha fatto capire di non esserne impressionata e ha definito lo sciopero del 30 ottobre, «il solito rito di chi difende l'indifendibile. Gli studenti sono 9 milioni e coloro che protestano alcune migliaia. Le facoltà occupate sono pochissime e in molte gli studenti ricacciano indietro gli occupanti». Il ministro ha quindi assimilato il proprio progetto di riforma a quello del candidato democratico negli Usa Barack Obama: «Incentivi per gli insegnanti, razionalizzare le spese per destinare i risparmi alla qualità, istruzione di qualità per tutti». Al di là delle critiche al paragone con Oba- C ma, il Pd e l'Idv hanno risposto al ministro seguendo un doppio binario. Da una parte la polemica, dall'altra gli inviti a sospendere o a ritirare il decreto per aprire il confronto a bocce ferme. Una analoga proposta è stata avanzata anche dai sindacati che, dopo aver stigmatizzato le parole di Gelmini sullo sciopero, definendole «un segno di insicurezza », hanno invitato il governo ad aprire un tavolo di discussione con insegnanti e studenti. A questo riguardo Massimo D'A- lema è stato esplicito: «Sarebbe un atto saggio se si volesse ritirare il decreto sulla scuola o sospenderlo per discutere con studenti e insegnanti e per avere un confronto vero ». Un invito al ministro affinché mostri «volontà di collaborazione» è venuto anche dal capogruppo del Pd in commissione cultura del Senato, Antonio Rusconi, per il quale è necessario vengano almeno valutati gli emendamenti sul maestro prevalente che saranno in aula a Palazzo Madama. Aspro Antonio Di Pietro: «Non è una riforma. È un metodo per trovare fondi. Un'operazione fatta dal ministro dell'Economia per ragioni contabili e finanziarie». Un'opinione condivisa dal ministro ombra dell'I- struzione Maria Pia Garavaglia, per la quale Gelmini non ha mai accettato il confronto. Per il ministro ombra per le Politiche giovanili Pina Picerno «si tratta di tagli per fare cassa, senza un progetto educativo». «La scuola ha detto l'ex presidente del Senato Franco Marini ha bisogno di una rivisitazione ma non per decreto. La formazione dei giovani è l'ultimo posto da cui pescare denaro». Dalla maggioranza Gianfranco Rotondi ha parlato di «attacchi ingiusti, dovuti a un pregiudizio da parte della sinistra». «Ipocrisie», le ha definite il portavoce di Fi Daniele Capezzone, «di chi manda i propri figli a studiare nelle scuole e nelle università private». Secondo il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri il provvedimento sarà comunque approvato, nonostante «si rinnovino riti di stampo maoista che pensavo fossero stati cancellati dall'agenda di Veltroni». Parlamento Il voto finale potrebbe arrivare anche domani. Schifani «fiducioso» che il ministro mantenga l'impegno di aprire il dialogo con gli studenti D'Alema: meglio ritirare il testo

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Studenti leggono Gomorra in piazza (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 28-10-2008 Web, scuola e facoltà: anche su "Facebook" le voci della controprotesta Studenti leggono Gomorra in piazza PISTOIA. Lezioni in strada davanti alle scuole e lettura di Gomorra di Saviano, in piazza del Duomo, sotto il loggiato del palazzo comunale di Pistoia per protestare contro il decreto Gelmini. Sono le forme di protesta scelte ieri dagli studenti dell'Istituto tecnico commerciale Pacini di Pistoia scesi in strada insieme agli insegnanti. Mentre le classi II B e III C dell'indirizzo biologico hanno svolto le lezioni in programma all'esterno dell'istituto, la V C del biologico insieme ad una insegnante, ha scelto di dedicare una lezione sotto il Comune dedicata al libro "Gomorra" di Roberto Saviano. Al termine gli studenti hanno detto di aver scelto Saviano per la forte carica di protesta alla quale «ci sentiamo molto vicini». ROMA. Cortei, occupazioni e iniziative "creative" come lezioni all'aperto o in diretta sul web. Si apre così, in tante città italiane, la settimana decisiva per il movimento che si oppone al decreto del ministro Mariastella Gelmini e che dovrebbe essere approvato definitivamente il 29 ottobre. C'è anche chi "controprotesta" usando internet: sulle pagine di Facebook sono comparsi gruppi che si chiamano "Io voglio studiare" o "Occupate a casa vostra", mentre a Firenze sono state stampate 10mila cartoline indirizzate al rettore con gli analoghi slogan e alla Statale di Milano è in corso una raccolta di firme contro il blocco della didattica. Organizzate dagli studenti universitari lezioni all'aperto si sono svolte ieri mattina in alcune piazze di Roma (anche di fronte al ministero dell'istruzione), ma anche a Napoli, dove hanno preso il via le trasmissioni della web-tv degli studenti dell' Università orientale occupata.

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Coletti: difficile procedere a colpi di decreti legge Ma è dannoso intervenire agitando le piazze (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 28-10-2008 Coletti: difficile procedere a colpi di decreti legge Ma è dannoso intervenire agitando le piazze ROMA. «È una scelta difficile procedere su questi problemi a colpi di decreti legge, ma dall'altra parte mi sembra inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze». Lo afferma il vescovo di Como Diego Coletti, presidente della commissione Cei per la scuola, intervistato da Radio vaticana sul decreto Gelmini e i tagli scolastici. «Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile, - afferma monsignor Coletti - però bisogna anche dire che le riforme che si sono susseguite negli anni passati non hanno avuto la possibilità di una verifica e alcune questioni come il maestro prevalente o il controllo disciplina e del profitto sono state abbandonate a qualche intuizione. Bene ha fatto il ministro - rimarca il monsignore - a mettere i puntini sulle i su queste questioni, la risposta poteva essere anche un pò più ragionata e pacata da parte di chi non fosse d'accordo». A proposito della parità scolastica, infine, Coletti osserva che «non è possibile continuare a ragionare in termini di contrapposizione tra scuola pubblica statale e scuola pubblica non statale; la scuola pubblica non statale ha tutto il diritto di essere riconosciuta paritariamente come una istituzione di servizio pubblico rivolta a tutti». Il vescovo Diego Coletti Il presidente della Commissione Cei per la scuola su riforma e tagli: la risposta al ministro poteva essere anche un po' più ragionata

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Cimiteri resteranno chiusida domani a venerdì (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Commemorazione dei defunti Cimiteri resteranno chiusi da domani a venerdì È salito il termometro della protesta contro la riforma Gelmini, in discussione domani al Senato. Ieri mattina la facoltà di Scienze politiche ha rotto il tabù dell'occupazione, dopo un'assemblea di studenti presso la sede del collegio di San Rocco in via Maqueda. Alla riunione era presente anche il preside Antonello Miranda che, a quanto hanno detto gli studenti, avrebbe deciso di dimettersi. Ma la sede occupata è stata solo una delle tappe obbligate del megacorteo partito ieri pomeriggio dal Politeama, al quale hanno partecipato rappresentanti di tutte le facoltà e studenti di molti istituti superiori. In mezzo agli sguardi perplessi dei commercianti e a quelli divertiti dei passanti - «finalmente vi siete svegliati», ha osservato una signora - circa 5.000 manifestanti hanno urlato slogan sotto il controllo attento delle forze dell'ordine. Un'unica voce che dalla contestazione dei decreti 133 e 137 si è allargata all'indirizzo dell'intero operato del Governo, per diventare poi espressione di un malcontento sociale generale, tanto che in mezzo ai fumogeni c'era anche una rappresentanza di senza tetto. «La protesta continuerà anche dopo mercoledì ? ha spiegato Giovanni Arnone, studente di Lettere e coordinatore del corteo ?. Ma il diritto allo studio e a laurearsi dei nostri colleghi non possiamo non garantirlo». I manifestanti si sono fermati verso sera davanti alla sede della Presidenza della Regione dove, anche lì, hanno urlato contro l'intero sistema di potere senza generare tafferugli di alcun tipo. La giornata di ieri si è aperta con un sit-in di circa un migliaio di studenti dei licei davanti alla sede della Rai. Il corteo proveniente dal liceo Meli era formato da ragazzi dei licei Salvemini, Almeyda, Catalano, Cannizzaro, Einstein, Umberto I, Garibaldi, Marco Polo, Libero Grassi e altri, giunti sul posto per attirare l'attenzione della Tv pubblica. Nello stesso momento, al Politeama altri gruppi di ragazzi protestavano riuscendo a congestionare il traffico cittadino. Oggi, invece, sarà la giornata delle lezioni all'aperto. Scienze della formazione si sposterà a piazza Marina con interventi dei professori Di Vita, Di Maria e Vassallo, fino alle 14. Nel pomeriggio, a partire dalle 15, anche piazza Politeama, piazza Massimo e via Magliocco diventeranno «aule» ad uso rispettivo di Ingegneria, Scienze e Lettere. In serata partirà da piazza Alcide de Gasperi una fiaccolata organizzata dalle scuole della zona fino a piazza Vittorio Veneto, mentre a Lettere è prevista una serata multietnica. Marco Bisanti

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<Non rubateci il nostro futuro> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

«Non rubateci il nostro futuro» Studenti di San Cataldo in corteo contro il decreto di riforma del sistema scolastico San Cataldo. Si mobilitano gli studenti delle scuole di San Cataldo, per protestare contro gli effetti della riforma Gelmini il cui decreto presto verrà discusso al Senato. Ieri mattina, infatti, intorno alle ore 8.30, hanno avuto inizio manifestazioni presso l'Istituto statale d'arte "F. Juvara", quello regionale "R. Assunto" e l'Ipsia "R. Livatino". Successivamente, si è formato un unico corteo di protesta che si è diretto e concluso al Piazzale degli Eroi. Come nelle grandi città d'Italia, ad esempio Roma, Milano e Napoli, anche qui i giovani hanno dato inizio ad una settimana di protesta indirizzata ai provvedimenti del ministro Gelmini, che hanno suscitato una dura reazione da parte del mondo della scuola e dell'università. Già nei giorni scorsi, peraltro, si erano registrati presìdi ed assemblee presso le scuole di San Ctaldo. Ad organizzare e promuovere l'iniziativa di ieri, un comitato formatosi presso l'istituto "F. Juvara" e composto da Marco Miccichè della quinta classe sez. A, Mauro Benincasa, Marco Fallarino, Alessandra Bannò, Cristina Marchese e Davide Mattina. "Gelmini, la scuola ti ha bocciata !!"; "Di Gelmini si può anche morire !!!" e ancora: "Toglieteci tutto ma non l'istruzione !" - e - "Non rubateci il nostro futuro !!", riportavano alcuni striscioni allestiti dai giovani, che dal Monumento di Piazzale degli Eroi, ideale palco dal quale lanciare i loro messaggi, hanno espresso tutto il malcontento sulle novità prospettate al mondo della scuola. «Stamani, circa 300 giovani si sono uniti per protestare contro un decreto che penalizzerà di molto chi ha intenzione di migliorare la propria esistenza attraverso lo studio - ha detto il giovane Marco Miccichè -. La scuola pubblica subirà un duro colpo e, personalmente, posso dire di essere certo che verranno attuati dei "tagli d'indirizzo", realizzati attraverso il ridimensionamento dei laboratori. Una conseguenza sarà quella che gli istituti d'arte verranno trasformati in semplici licei». Passano altri giovani manifestanti che dicono: «Siamo qui pacificamente, per mostrare il nostro rammarico per le scelte attuate dal ministro dell'Istruzione, ma anche per informare la gente, i genitori, su cosa sta accadendo al mondo della scuola. Chiediamo certezze ed un'istruzione sana, siamo contro il caro-libri». Oggi le manifestazioni continueranno presso il Monumento, mentre per la giornata di giovedì i giovani di San Cataldo hanno deciso di unirsi ai cori di rimostranza degli studenti di Caltanissetta. Insomma una protesta a tutto tondo, una protesta che, tipico dei giovani, si è fatta anche danza ed aggregazione e che, come annunciato dai ragazzi, sbarcherà su Internet: i filmati del corteo, infatti, saranno presto mostrati sul canale "Youtube". C. C.

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L'Udc di Villalba solidarizza con i docenti (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'Udc di Villalba solidarizza con i docenti Villalba. Il coordinatore dell'Udc di Villalba, Raimondo Annaloro, si unisce e solidarizza con il mondo della scuola che in questi giorni è caratterizzato da diverse manifestazioni di protesta nei confronti del decreto Gelmini. Nell'esprimere solidarietà al mondo della scuola per le problematiche che lo travagliano, Annaloro evidenzia: «Che i tagli finanziari operati dal Governo Berlusconi non possono di certo essere mascherati con la pseudo riforma del ministro Gelmini. E per questo che oggi più di ieri, siamo consapevoli che la parola d'ordine debba essere razionalizzazione della spesa, con particolare attenzione alla ricerca ed alle opere infrastrutturali». Annaloro conclude augurando che «Nell'immediato futuro si possano trovare le giuste convergenze affinché la Pedagogia e la Solidarietà verso i più deboli possano essere il fine condiviso da cui partire».

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Importante riconoscimento al Targia (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Gli studenti hanno presentato ad Agrigento un lavoro su come combattere la vulnerabilità marina Importante riconoscimento al Targia In attesa dello sciopero generale di giovedì 30, ieri pomeriggio i sindacati della scuola sono scesi in piazza per un corteo unitario. Radunate da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal, Gilda Unams, circa ottocento persone hanno attraversato la città: sono partite dal Pantheon, dove si sono radunate alle 16, per giungere fin sotto alla sede della prefettura, in piazza Archimede. Qui hanno consegnato il documento di recriminazioni che avevano redatto, nelle mani del prefetto. I motivi dell'agitazione sono quelli più volte ricordati. Nel mirino, la legge Finanziaria e la Riforma Gelmini: «Una politica di innovazione del sistema scolastico non può realizzarsi attraverso tagli indiscriminati di risorse umane e finanziarie», recita il documento unitario. E dunque la settimana più importante di questo «autunno caldo» della scuola è cominciata. Un anno addietro erano tutti d'accordo: grazie a un rapporto Ocse, l'Italia scopriva di avere un sistema scolastico scadente e sprecone che genera asini. In particolare si parlava di un'università, improduttiva e ideologica, in mano ai baronati, una scuola di secondo grado che era priva di autorità, in preda a bullismo e imbecillità. Tutti a chiedere allora un giro di vite. Ma la riforma che è stata confezionata dal Governo non soddisfa i sindacati della scuola. Perché? «Nella nostra provincia rischiano di perdere il posto di lavoro circa mille persone, tra insegnanti e personale Ata», rispondono i sindacati. Quindi ecco che i sindacati chiedono: «L'apertura di un tavolo negoziale. Per un reale confronto che porti a soluzioni dove si coniughino la riqualificazione della spesa con il diritto allo studio e il giusto tempo scuola». Il fronte sindacale denuncia ancora che: «La definizione del Piano sia stata fatta senza un confronto con le forze sociali e con il mondo della scuola, destinatario dei provvedimenti». La protesta, che nei giorni scorsi aveva generato una lettera aperta della Cisl scuola ai sindaci di tutta la provincia, è finita adesso sul tavolo del prefetto e il motivo lo spiega Paolo Sanzaro, responsabile provinciale Cisl scuola: «Perché c'è un disagio sociale e un problema di ordine pubblico le istituzioni si facciano interpreti di questo disagio e trovuino delle soluzioni in tempi rapidi». Per Roberto Alosi, Cgil scuola: «"Vogliamo mettere in luce la criticità del decreto Gelmini e chiederne la sospensione». Massimiliano Torneo

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Professori in corteo dal prefetto (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Professori in corteo dal prefetto Anche loro protestano per i tagli previsti dal decreto del ministro Gelmini La scorsa settimana, nel salone Laudien di Villa Politi si è svolta la tradizionale cerimonia del «Passaggio della campana» del Kiwanis Club di Siracusa che segna la conclusione di un periodo di impegno sociale per aprirne un altro, con nuovi propositi. La professoressa Arcangela Dell'Arte ha ricevuto il testimone dal presidente uscente dottor Francesco Lombardo il quale ha dettagliatamente descritto il lavoro che è stato svolto nel corso dell'anno sociale 2007-2008. Tra le altre autorità presenti, il presidente della Provincia, Nicola Bono e il delegato del Vescovo, monsignor Salvatore Marino che hanno augurato alla neo-presidente di svolgere proficuamente l'ambizioso e corposo programma che la vedrà, insieme con il direttivo e con tutti i soci del club, coinvolta per l'anno sociale 2008-2009, in numerosi impegni. Oltre alle autorità civili, militari e religiose, erano presenti alla serata numerosissimi ospiti provenienti dagli altri club della provincia e dagli altri club- service cittadini.

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Se gli studenti chiedesseroprof contenti d'insegnare (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'analisi La crisi della scuola e quella della società Se gli studenti chiedessero prof contenti d'insegnare Giuseppe Di Fazio "E' sufficiente un professore - uno solo! - per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri", scrive Daniel Pennac nel suo "Diario di scuola". "Dateci un professore - almeno uno! - felice di insegnare, impastato della propria materia e dei propri allievi": ci aspetteremmo di sentire negli slogan delle manifestazioni studentesche di questi giorni. E, invece, no. Chi contesta la Gelmini si mette sul suo stesso terreno: quello dei conti da ragioniere, sia detto con tutto il rispetto per questa nobilissima professione. Ma la scuola è altra cosa, ha a che fare con un oggetto prezioso, che è l'educazione dei giovani, che non può essere trattato semplicemente in termini di bilanci, di euro da tagliare o da aggiungere. "Esiste un mestiere più bello del mio?", si chiedeva lo scrittore-insegnante Sandro Onofri, raccontando le sue ore in classe, le sue lezioni, i colloqui con gli studenti, le partitelle di calcio fatte insieme. Perché è - o dovrebbe essere bello - il mestiere dell'insegnante? Perché consente di comunicare ai giovani un'ipotesi con cui essi possano affrontare la vita. La crisi della scuola non è determinata semplicemente dai tagli di fondi all'istruzione, è più radicale: è crisi di una società che non ha più cosa trasmettere ai giovani. "Una società che non insegna [si potrebbe dire oggi: che non reputa prioritaria la questione educativa] è una società - sosteneva lo scrittore francese Charles Péguy - che non si ama, che non si stima". Questa crisi tocca anzitutto i docenti. Se li senti parlare - tranne lodevolissime eccezioni - sono delusi, demotivati, protesi alla pensione o alle vacanze. E trasmettono agli studenti questa amarezza, questa delusione. Tanto è vero che se chiedete ai giovani fra i 14 e i 18 anni - come abbiamo fatto noi con l'ausilio di alcuni docenti di diverse province dell'Isola - se piacerebbe loro fare, da grande, l'insegnante, solo 5 su 100 rispondono positivamente. Nell'immaginario collettivo, ormai, l'insegnante è mestiere di ripiego. Buono solo quale secondo lavoro, come dimostra il sondaggio condotto da Demopolis per il nostro giornale. Eppure - notava acutamente Sandro Onofri - i docenti, comunque, "stanno lì, in mezzo ai ragazzi, e se sono bravi, se hanno qualcosa da dire, se hanno vissuto abbastanza e abbastanza intensamente avranno ognuno un libro grande e diverso da insegnare". E' un guaio, invece, se sono lì, in mezzo agli studenti, solo perché non hanno trovato di meglio, perché tanto la scuola lascia mezza giornata libera e poi garantisce tre mesi di vacanze l'anno. Lo ha fatto rilevare anche Michele Serra, che su "Repubblica" - commentando il film La Classe - ha scritto che oggi ci ritroviamo una scuola "svuotata di sé nella quale ciascuno ha rinunciato a offrire o prendere alcunché. Se non si riesce a trovare, o almeno a cercare, il bandolo di un significato, di un destino, di un rapporto di emulazione e sfida tra adulti e ragazzi, allora hanno ragione i vecchi reazionari". Cercare il "bandolo di un significato" è proprio ciò che rende appassionante l'avventura educativa. Ma in un'Europa che riesce a intendersi solo sulle questioni dei banchieri, sembra che nessuno voglia dare priorità all'educazione. E' un vero peccato, come ha rilevato il presidente Napoletano. Anche perché senza l'istruzione e la ricerca i nostri Paesi non potranno né crescere, né innovare. E senza un dialogo fra le generazioni - perciò senza educazione - non c'è futuro per la società. Dateci dei maestri, e potremo tornare a sperare nel futuro.

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Occupata Fisica, tanti licei in autogestioneCresce L'Onda della protesta anti Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Occupata Fisica, tanti licei in autogestione Cresce L'Onda della protesta anti Gelmini Pinella Leocata L'Onda cresce. Ieri è stata occupata la facoltà di Fisica e, più precisamente, un'aula del dipartimento. La decisione è stata presa a tarda sera, dopo un'assemblea protrattasi per l'intera giornata e voluta per mettere a confronto le iniziative di protesta che studenti, ricercatori e docenti intendono portare avanti. Una scelta presa in un'atmosfera effervescente, ma tranquilla tanto che circa venti studenti, alla presenza del direttore del dipartimento Franco Porto, hanno firmato un atto con il quale si assumono la responsabilità, anche penale, di eventuali danni. Saranno loro a vigilare affinché non si intromettano elementi esterni. Gli occupanti dicono che impiegheranno parte della notte ad elaborare un documento che sarà presentato stamattina all'assemblea generale delle facoltà della Cittadella. Sempre ieri, ai Benedettini, si è tenuta un'assemblea congiunta di studenti e ricercatori delle facoltà di Lettere, di Lingue e di Scienze politiche alla quale hanno partecipato anche alcuni rappresentanti del polo scientifico della Cittadella. I partecipanti hanno discusso del presidio da fare stasera ai Benedettini, in occasione della festa di accoglienza delle matricole, dell'assemblea che si terrà oggi alla Città universitaria e delle lezioni in piazza in programma per domani mercoledì. La protesta si estende anche tra gli studenti delle scuole superiori che si sono coordinati e hanno fatto rete per informarsi e per protestare contro la riforma Gelmini che nessuno di loro definisce tale dal momento che considerano il decreto legge 133 soltanto un modo per tagliare risorse all'istruzione pubblica, un tentativo di svilirla ulteriormente e di spingere verso forme di privatizzazione. Ieri sono entrati in autogestione le ragazze e i ragazzi dei licei classici Spedalieri e Cutelli, dello scientifico Boggio Lera e del liceo artistico e, in provincia, i giovani degli istituti superiori di Bronte e di Linguaglossa. E lo stato di agitazione si estenderà ancora. Oggi dovrebbero entrare in autogestione anche l'istituto d'arte e il liceo scientifico Principe Umberto e, in provincia, il liceo classico di Giarre e Riposto. Autogestioni che probabilmente si protrarranno fino a giovedì 30, giorno in cui, in occasione dello sciopero nazionale della scuola, a Catania si terrà una manifestazione-corteo con concentramento in piazza Roma, alle 9. Intanto è già pronto il volantino per giovedì pensato all'insegna di uno slogan carico di speranza, «Catania si muove!!!», e corredato da una vignetta di Vauro dove un'arrabbiata Gelmini tronca con l'accetta un segnale stradale che indica la presenza di una scuola. Il movimento dice no al taglio di 90.000 docenti e di 45.000 amministrativi, tecnici e ausiliari, dice no ad ulteriori tagli all'insegnamento di sostegno. No alla Legge 133 «che trasforma le scuole e le università in fondazioni private, accorpa le classi di concorso, riduce il tempo scuola, blocca le assunzioni a tempo indeterminato». No al maestro unico e a quel che comporta, a partire dall'impossibilità di attuare il tempo prolungato. No al taglio di 8 miliardi per le scuole e di un miliardo e mezzo per l'università. No alla chiusura delle scuole nei piccoli comuni a causa dei quali i ragazzi di 850 paesini avranno difficoltà enormi ad esercitare il diritto allo studio. Temi che ieri mattina sono stati affrontati in tutte le scuole entrate in autogestione. Allo Spedalieri, poco dopo l'apertura dei cancelli, si è tenuta un'assemblea in cortile per decidere le forme di protesta e quella scelta, nonostante il parere contrario del preside, è stata proprio l'autogestione. I ragazzi poi si sono divisi in tre gruppi per approfondire altrettante tematiche: la riforma Gelmini, la sanità, la controinformazione. Un confronto per attuare il quale hanno chiesto e ottenuto di potere utilizzare i corridoi della scuola. E oggi si replica, almeno questo è nelle intenzioni degli studenti, ma il preside Alfio Pennisi proporrà nuovamente forme diverse di confronto. A suo avviso, infatti, «l'autogestione, nella quale c'è un aspetto rituale, non è la forma più efficace per approfondire i temi al centro della protesta». Per questo ha offerto agli studenti - invano - di aprire la scuola anche il pomeriggio assicurando loro che garantirà «la libera dichiarazione del dissenso, sciopero compreso». Proposta che ribadirà anche oggi, ma è probabile che gli studenti proseguano nella strada che hanno intrapreso.

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ateneo e scuole: il quadro in vista dello sciopero generale di giovedì (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ateneo e scuole: il quadro in vista dello sciopero generale di giovedì Gli studenti universitari cominciano ad occupare le facoltà, i ragazzi dei licei optano per l'autogestione, almeno fino allo sciopero generale della scuola. E, questa volta, le famigli e i docenti sono al loro fianco ritenendo che c'è motivo di protestare. La protesta si estende e coinvolge anche i sindacati che fanno i conti e dicono come incideranno i tagli nel nostro territorio. Secondo la Cisl Scuola, nella scuola pubblica Catania perderà in tre anni 1420 docenti e 933 posti di personale Ata. A lanciare l'allarme è Alfio Fisichella, segretario generale della Cisl Scuola, che illustrerà questi dati drammatici nel corso dell'esecutivo che si terrà oggi anche in vista dello sciopero generale del 30 ottobre. «A questi dati - aggiunge Fisichella - dobbiamo aggiungere quelli che deriveranno dal ritorno al maestro unico. I tagli previsti e realizzati per la Sicilia, anche se in parte arginati grazie alle pressioni del sindacato, incidono notevolmente sull'occupazione, sul sistema della formazione e particolarmente sulle famiglie con disabili. Altro che crescita culturale! I sacrifici richiesti al settore dal "decreto Gelmini" possono portare danni irreversibili per tutto il Meridione e, particolarmente, per la Sicilia e le sue province, dove le situazioni di sovraffollamento di alcune classi, costituite anche da 33 alunni, rischiano di trasformare le aule in vere e proprie arene, dove si è fortunati se si riesce a uscire illesi». «A Catania - conclude - abbiamo discusso del dimensionamento scolastico. Siamo per un piano di razionalizzazione e dimensionamento delle istituzioni scolastiche catanesi che comporti l'accorpamento di quelle scuole o di quei plessi con scarsissimo numero di alunni, ma che garantisca a tutte le famiglie la possibilità di fruire di un servizio degno di tale nome, in strutture che garantiscono la sicurezza per tutti, favorendo l'apertura di nuovi istituti particolarmente nella secondaria superiore ove si è costretti, da parte di alunni e professori, a una continua movida tra vari plessi». Oggi, alle 11, al liceo scientifico Galilei (villaggio Dusmet), i sindacati della scuola terranno l'ottava assemblea preparatoria allo sciopero del giovedì 30.

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Quell'accento traditore della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Appunti Quell'accento traditore della Gelmini Salvatore Scalia Un accento sbagliato non è altro che una nota stonata, se inoltre la parola storpiata è di lignaggio classico non si può pretendere che chiunque, confondendosi tra ascendenze greche e latine, indovini dove collocare l'ictus. Se però a commettere l'errore è la ministra dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, nel momento in cui difende con maggior veemenza nell'aula del Senato la sua riforma, si può supporre che uno spiritello traditore si sia divertito a imbrogliarle la lingua. Una minuzia, un accento spostato: ha pronunciato egìda invece di ègida. «Il Libro bianco sulla scuola, scritto sotto l'egìda dei ministri Fioroni e Padoa Schioppa...» Davanti alle risate dei senatori dell'opposizione per la verità la ministra si è corretta subito, ma la frittata era fatta. Come non ricordare i suoi esami di abilitazione legale nella più abbordabile Reggio Calabria invece che a Brescia? Come non pensare agli studenti che protestano contro il taglio dei fondi alla ricerca? Non sarebbe più onesto se, per risparmiare, il governo riducesse prima i costi scandalosi della politica? Anche perché, tra intenti riformatori e contestazioni, nessuno si preoccupa d'insegnare a chi si laurea, anche in legge come la Gelmini, a non sbagliare un accento almeno nelle occasioni importanti.

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No alla <Riforma Gelmini> documento dei genitori del Circolo Fava (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

mascalucia. No alla «Riforma Gelmini» documento dei genitori del Circolo Fava Riforma "Gelmini". Il no dei genitori degli alunni del Circolo didattico "Giuseppe Fava" di Mascalucia è un no deciso, espresso al termine di una assemblea di Circolo, indetta per esprimere un giudizio sul decreto legge del 1 settembre 2008, n. 137, attualmente al vaglio del Parlamento per la conversione in legge. In particolare i genitori ritengono negativi la reintroduzione del maestro unico, la riduzione dell'orario scolastico da 30 a 24 ore e l'aumento del numero di scolari per classe. Le misure in via di approvazione peggiorerebbero la qualità dell'istruzione nella scuola italiana poiché il modulo di insegnanti, come recitano le statistiche dell'Ocse, pone la Scuola primaria (elementare) italiana fra le prime nel mondo; nel confronto fra maestro unico (che operava prima del 1990) e modulo di insegnanti (introdotto dal 1990), si evidenzia un diverso percorso formativo che vede gli scolari istruiti con più insegnanti conseguire, al termine del ciclo primario, un bagaglio di conoscenza superiore. L'orario ridotto a 24 ore - per i genitori del "Fava" - ridurrebbe a dismisura il numero di ore da dedicare all'insegnamento "con grave pregiudizio per materie ritenute unanimamente fondamentali nel bagaglio d'istruzione dello scolaro quali italiano e matematica". E poi, in considerazione della riduzione dell'orario che vedrebbe la frequenza giornaliera dal lunedì al sabato ricadere nella fascia 8.15/12.15 o in alternativa 8.30/12.30, si provocherebbero enormi disagi alle famiglie, anche in considerazione della circostanza in cui un figlio, già iscritto nell'anno corrente, uscirebbe alle 13.15 mentre un nuovo iscritto uscirebbe un'ora prima. In ultimo l'offerta formativa verrebbe peggiorata anche dall'aumento del numero degli alunni per ogni classe che passerebbero dai 20/22 attuali a 25 se non addirittura oltre. «Se il fine ultimo della "Riforma Gelmini - si legge in una nota - è realmente una Scuola italiana migliore, i genitori del Circolo non capiscono come esso possa essere raggiunto con un solo insegnante, con un orario ridotto da 30 a 24 ore e l'aumento degli scolari per ogni classe". I genitori auspicano un ripensamento da parte del Parlamento e trasmettono le proprie considerazioni alle autorità preposte affinché, ognuno per la sua parte, contribuisca a bloccare la Riforma. Carmelo Di Mauro ACI CASTELLO. Stasera nuova riunione del Consiglio e.b.) Torna a riunirsi stasera il Consiglio comunale con l'ordine del giorno che si è incominciato a esaminare il 24 dello scorso mese: sono in programma l'approvazione di schemi di convenzione e di statuto per l'adesione al Consorzio di comuni per la costituzione dell'Autorità d'ambito per la gestione dei rifiuti Ato 5 Catania; l'approvazione della convenzione per la fornitura dei servizi relativi agli impianti di illuminazione pubblica di proprietà «Enel Sole s.r.l.» nel Comune, e le determinazioni riguardanti il programma costruttivo presentato dalla ditta «C.E.Coop». A questi punti sono stati aggiunti anche gli equilibri di bilancio. MOTTA S. ANASTASIA. Concorso di poesia dialettale Ultimi giorni (entro venerdì 31 ottobre va consegnata o spedita la poesia inedita di non più di 40 versi, senza firma, in 7 copie dattiloscritte, in busta con all'interno un'altra busta piccola chiusa con i dati anagrafici dell'autore) per partecipare all'ottavo concorso di poesia dialettale siciliana, intitolato al sommo vate locale Carmunu Carusu (1840-1914), "pueta di la Motta e forsi 'ntisu". Nella sede della Pro Loco, piazza Umberto, 42, tel. 095-308161 o 333-4555508, organizzatrice col patrocinio del Comune della manifestazione per salvaguardare la bellezza di una lingua e di uno specifico culturale a rischio di estinzione, continuano frattanto a pervenire poesie da vari Comuni della Provincia e dell'isola, cosa che fa presagire una grande serata per la cerimonia di premiazione fissata per domenica 30 novembre, ore 17, nel salone della Scuola Primaria (ex Elementare) al n. 28 del viale della Regione. Vito Caruso

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Si scava nel sottosuolo, si <trema> in superficieBiancavilla. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Si scava nel sottosuolo, si «trema» in superficieBiancavilla. Proteste per i danni causati dai lavori per la metropolitana. «Situazione invivibile: non se ne può più» biancavilla. Il 30 in piazza contro il «decreto Gelmini» Docenti, studenti e genitori in piazza anche nel nostro territorio per manifestare contro il decreto del ministro Gelmini. Le Rsu delle scuole primarie, secondarie e degli istituti comprensivi di Biancavilla hanno indetto per il prossimo 30 ottobre una manifestazione di protesta che coinvolgerà tutte le realtà della scuola. Il corteo muoverà alle 9 dall'Istituto Comprensivo Antonio Bruno, proseguendo per piazza Sant'Orsola, via Inessa, via Scutari, Via Vittorio Emanuele per poi sostare in piazza Roma dove alunni, genitori ed insegnanti realizzeranno diversi cartelloni e striscioni riguardanti la Scuola. Vincenzo ventura s. maria di licodia. «SapereXGuidare» all'Ic «Don Bosco» Ha fatto tappa, ieri, all'Istituto Comprensivo «Don Bosco» di Santa Maria di Licodia, il Camper dell'Associazione Nazionale «SapereXGuidare», presieduta da Giovanni Calì. L'associazione, che opera sul territorio da oltre cinque anni, in sinergia con l'Automobile Club d'Italia, promuove il rispetto delle regole della circolazione stradale. «E proprio per tutelare il bene più prezioso, quello della vita, e fare fronte a questa nuova emergenza sociale, ovvero gli incidenti - ha spiegato il dirigente scolastico, dott.ssa Fortunata Carcione - che la scuola ha aderito all'iniziativa». Sul tema è attivo anche un progetto, curato dal referente, prof. Salvatore Messina, in rete con gli istituti scolastici di Belpasso e Ragalna, e finanziato dal Csa di Catania. «SapereXGuidare» è una vera campagna educativa e pedagogica sul corretto comportamento da tenere in auto e in moto, sull'uso del casco, sugli effetti della velocità e sull'importanza dei dispositivi di sicurezza, che attraverso la presentazione di simulazioni multimediali all'avanguardia spiegate dall'operatrice, Antonella Capizzi, consente di entrare subito in sintonia con gli studenti e catturarne l'attenzione, al fine di sensibilizzare i futuri utenti stradali. SANDRA MAZZAGLIA piedimonte etneo. Palme aggredite dal punteruolo rosso Malgrado siano stati effettuati a suo tempo i necessari interventi antiparassitari, il punteruolo rosso ha colpito le centenarie palme esistenti nella centrale piazza Madre Chiesa, costringendo gli addetti ai lavori a capitozzare una florida pianta. Sembra però che altre tre delle dieci esistenti siano state aggredite da tale malattia, con il pericolo che tutte vadano distrutte, deturpando così un gradevole e caratteristico arredo urbano. Intanto l'amministrazione comunale, per arginare tale pericolo, ha invitato i cittadini che hanno nei loro spazi verdi abitativi tali piante di segnalarne la presenza per consentire i necessari interventi. Francesco Furnò farmacie di turno ADRANO: via Cappuccini 97, piazza Umberto 70; BELPASSO: via Roma 175; BIANCAVILLA: via V. Emanuele 502; BRONTE: piazza Rosario 5; CASTIGLIONE DI SICILIA: via Marconi 5; LINGUAGLOSSA: via Roma 376 (solo diurno); MILO: via Etnea 11; PATERNò: via G. B. Nicolosi 189, via V. Emanuele 34, piazza Indipendenza 17, via Petrarca 11 (notturno); PIEDIMONTE ETNEO: via V. Emanuele 10; RANDAZZO: via Umberto 63; ZAFFERANA: via V. Emanuele 152 (Fleri).

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Gelmini: il mio modello è Obama (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ott 0828 Gelmini: il mio modello è Obama Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 12:32 in Politica italiana "Sta proponendo per la scuola americana provvedimenti simili ai nostri, penso soprattutto agli incentivi al merito per gli insegnanti". Il Ministro Gelmini dichiara di ispirarsi a Barack Obama. Sostiene che lei ed Obama, sulla scuola, hanno essenzialmente lo stesso programma. Obama ha annunciato di voler arruolare un esercito di nuovi insegnanti, mentre il Ministro Gelmini sta promuovendo una riforma che creerà un esercito di nuovi disoccupati. La riforma della Gelmini indebolisce la scuola pubblica che invece Obama in America vorrebbe rafforzare. Obama mira a favorire l'accesso dei meno abbienti alle università, in particolare offrendo la gratuità dei corsi universitari a tutti coloro che decidono di dedicare un anno della propria vita al servizio civile o militare. Con la Riforma Gelmini, i costi delle università rischiano di crescere ulteriormente perché, dopo i tagli del governo alla ricerca, qualcosa gli atenei pur dovranno inventarsi per riuscire a sopravvivere. Obama è popolarissimo e molto amato tra i giovani elettori americani. Anche la Gelmini è diventata molto popolare tra gli studenti italiani, ma non si puo' propriamente parlare di amore. Evidentemente qualcosa non quadra. Probabilmente la Gelmini non ha letto il programma di Obama. Del resto, i nostri politici hanno serie difficoltà ad esprimersi in un italiano corretto, figuriamoci come se la possono cavare con l'inglese.

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Azione Universitaria e Azione Giovani di Forlì-Cesena a sostegno della riforma Gelmini della scuola (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Azione Universitaria e Azione Giovani di Forlì-Cesena a sostegno della riforma Gelmini della scuola (28/10/2008 12:53) | (Sesto Potere) - Forlì - 28 ottobre 2008 - Azione Universitaria e Azione Giovani di Forlì-Cesena smentiscono la partecipazione dei propri movimenti alle lezioni – seminari che si “dovrebbero” tenere in Piazza Saffi a Forlì nei prossimi giorni come forma di protesta per la riforma della scuola proposta dal ministro Gelmini. I due movimenti ribadiscono la loro totale opposizione a qualsiasi tipo di occupazione e ad ogni eventuale blocco della didattica nelle facoltà del polo forlivese. E intanto gli studenti di Azione Universitaria Forlì esprimono solidarietà a Mattia Kolletzek. Rappresentante di Azione Universitaria nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, che durante il collegamento di Anno Zero con la piazza di Bologna ha subito la censura e l'allontamento nel programma di Santoro, sulla tv pubblica nazionale.

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Scontro sul Web: "Fateci studiare" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

TORINO Il gruppo più numeroso si chiama semplicemente «Io voglio studiare»: 1480 membri che si sono iscritti per opporsi agli scioperi e alle occupazioni contro il decreto Gelmini. La descrizione del gruppo è un vero e proprio manifesto del loro pensiero: «In Italia gli studenti sono 9 milioni , quelli che protestano solo poche migliaia. Chi protesta blocca il futuro di chi vuole studiare, laurearsi e lavorare, questo non è un esercizio di democrazia ma di prepotenza. Il 68 è finito. Ciò che dovrebbe essere pubblico viene occupato da questi dementi che non lasciano lavorare e studiare gli altri. La maggior parte della gente non sa neanche perchè si trova lì! Incredibile... vogliono bloccare le università per 6 mesi e farci perdere l'anno... ma sono matti? BASTA!BASTA! Ci sono persone che vogliono diventare qualcuno e non nullafacenti 30enni ultrafuoricorso! Studiare e Laurearsi è un diritto fondamentale di tutti!» Nella marea di gruppi anti-Gelmini stanno spuntando anche quelli a favore del ministro e della sua riforma e, soprattutto, contro i manifestanti e gli occupanti, accusati di impedire il regolare svolgimento delle lezioni e vietare l'accesso all'università di chi non è d'accordo con la protesta. «La maggioranza silenziosa», come si autodefiniscono questi studenti, si sta mobilotando per farsi conoscere e per difendere il diritto di tutti allo studio, violato, a loro parere, da chi ha occupato le università. Scrive Enrica: «Io voglio studiare, mi devo laureare, l'ho già pagata per colpa del decreto di Mussi, ora voglio studiare. Manifestate pure ma lasciate liberi i cancelli e gli studenti che vogliono studiare e non manifestare. Grazie.». Non mancano, però, le tensioni e le discussioni accese tra i sostenitori e i detrattori della riforma, che cercano, la maggior parte delle volte senza risultati, di convincere in tutti i modi della necessità di occupazioni e manifestazioni, tra insulti reciproci e litigate furiose. Non mancano nemmeno le iniziative di stampo più politico come quella organizzata dai «Giovani per la Libertà», settore giovanile del Pdl,che hanno messo on line una petizione intitolata «Liberi di manifestare, liberi di studiare, liberi di contribuire a costruire un'università migliore»: «Noi rispettiamo coloro che stanno protestando e manifestando il proprio dissenso, quando ciò avviene nell'ambito della legge. Tuttavia, temiamo che le manifestazioni di protesta diventino, nei fatti, manifestazioni di sostegno nei confronti di chi ha interesse a mantenere lo status quo. E ci sembra quantomeno irrazionale manifestare contro provvedimenti che ancora non esistono, e dunque non possono essere conosciuti. Pretendiamo la stessa dignità e lo stesso rispetto per chi, come noi, giudica indispensabile un'azione riformatrice, valuta positivamente i provvedimenti fin qui adottati dal ministro Gelmini sulla scuola e intende dare un contributo costruttivo. E pretendiamo dignità e rispetto per chi decide di costruire il proprio futuro continuando a seguire le lezioni e a svolgere regolarmente gli esami. Si tratta di una larga maggioranza silenziosa, e non permetteremo che i suoi diritti vengano calpestati». La legge dei numeri, comunque, incorona vincitori nell'arena virtuale di Facebook gli studenti contrari al decreto Gelmini, forti di un gran numero di gruppi molto frequentati. Non resta che aspettare l'approvazione del decreto al Senato e lo sciopero generale di giovedì per vedere cosa succederà nella vita reale.

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Scuola, Loreto contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pigliacampo: "La sinistra è sicura che tutto va bene?" Scuola, Loreto contro i tagli LORETO - Anche il Comune di Loreto scende in campo per promuovere, tra scuola e parti sociali, una strategia di contrasto alle politiche del Governo centrale in materia di scuola e di dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Giovedì scorso è stato infatti approvato dal consiglio comunale un Odg voluto dal presidente Montironi per stigmatizzare il decreto Gelmini. Inoltre le insegnanti della scuola primaria hanno invitato i genitori presso l'Ostello della gioventù per argomentare contro la riforma della scuola. Evidentemente per la sinistra che governa questa città la scuola nel suo insieme, italiana e locale, va a gonfie vele e perciò "guai a chi la tocca"- commenta sarcastico Emiliano Pigliacampo capogruppo consiliare di Forza Italia. A parte il coro di no alla riforma, che peraltro non ha visto tutti d'accordo - precisa Pigliacampo - visto che nè l'assessore all'Istruzione nè altri consiglieri di maggioranza hanno votato il provvedimento consiliare, non si sono uditi interventi o proposte valide per ovviare ai tanti problemi dell'istruzione che, solo per citarne alcuni, vanno dal numero eccessivo di insegnanti (si contano ben diecimila classi con meno di dieci alunni), agli stipendi del personale che assorbono quasi il 97% del budget complessivo di spesa".

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"Sos scuola" a Palazzo dei Convegni (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Incontro oggi pomeriggio "Sos scuola" a Palazzo dei Convegni JESI "Sos scuola pubblica". Chiamano a raccolta, con il codice dell'emergenza, genitori, insegnanti, studenti e tutti coloro "che hanno a cuore una scuola pubblica, di qualità e per tutti". Sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil del settore scuola, Snals e le associazioni Aimc e Cidi, che hanno organizzato per oggi pomeriggio (ore 17,30) un incontro a Palazzo dei convegni "in difesa della scuola pubblica e contro i provvedimenti del decreto Gelmini". Il dibattito, spiegano gli organizzatori, è aperto a tutti e vedrà gli interventi dei responsabili sindacali e di diversi rappresentanti del mondo della scuola. La manifestazione si muove sull'onda delle iniziative nazionali per dire "no ai tagli della scuola pubblica, no all'aumento degli alunni per classe, no all'insegnante unico, sì alla scuola dell'accoglienza, dell'integrazione e della cooperazione".

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In piazza genitori, insegnanti e anche politici (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

A Urbino sit indi studenti e lavoratoriper chiedere una verariforma dell'universitàA Fossombrone alle 21assemblea contro la soppressione dei plessi nelle frazioni. Sette istituti in pericolo salvatidalla comunità montana Manifestazioni a Pesaro (alle 15.30) e a Fano (alle 18). D'Anna contesta Ucchielli: "Nessuna chiusura" In piazza genitori, insegnanti e anche politici FANO Monta la protesta in tutta la provincia contro la riforma di scuola e università. A scendere in piazza oggi a Fano saranno i genitori e gli insegnanti del Comitato per la difesa della scuola pubblica, che ha organizzato un momento informativo, dalle 18 alle 20, sui contenuti della riforma Gelmini. Anche il presidente della Provincia Ucchielli invita amministratori, studenti, dirigenti scolastici, sindacati e cittadini a partecipare all'iniziativa promossa dal suo ente contro la soppressione dei plessi scolastici nelle aree interne, oggi pomeriggio alle 15.30 in Piazza del Popolo a Pesaro (il ritrovo è in piazza Matteotti e in caso di maltempo la manifestazione si svolgerà nella sala del Consiglio provinciale, in via Gramsci). Ma per il consigliere regionale An-Pdl Giancarlo D'Anna la protesta di Ucchielli non corrisponde al vero: "Nessuna scuola sarà chiusa, sarà invece unificato il personale amministrativo con unico preside e un unico segretario generale per due scuole vicine, un provvedimento, tra l'altro previsto dal precedente governo di centrosinistra". Gli studenti dell'università degli studi di Urbino presiederanno, dalle 10 alle 15, piazza della Repubblica per protestare contro i tagli, ma soprattutto per una vera riforma dell'università. A Fossombrone questa sera alle 21, nella sala del Comune, il Partito democratico ha invece organizzato un incontro pubblico per capire quali conseguenze porterà la riforma Gelmini alle scuole del territorio: a rischio chiusura i plessi delle frazioni di Isola di Fano, Calmazzo e Borgo Sant'Antonio. Interverranno Adriana Mollaroli, Leonilde Gargamelli e Maria Chiara Michelini. Per effetto della razionalizzazione della rete scolastica rischiano di perdere la dirigenza scolastica, la direzione amministrativa e altro personale diversi istituti della Provincia, la riforma Gelmini ha, infatti, deciso di dare attuazione a un decreto del presidente della Repubblica del 1998, applicato solo in parte, e che prevede la perdita dell'autonomia per gli istituti con un numero di studenti inferiore a 500. "In Provincia sono 11 gli istituti che non raggiungono la soglia di 500 iscritti - spiega l'assessore provinciale alla pubblica istruzione Renzo Savelli gli istituti comprensivi di Mercatino Conca (434), Apecchio (389), Sassocorvaro (312), Pennabilli (477), Piandimileto (478), il polo scolastico di Urbania (305), e la scuola del libro di Urbino (497), essendo entro le comunità montane non rischiano nulla per effetto della deroga che in questo caso fissa la soglia a 300". L'istituto d'arte Mengaroni di Pesaro sarebbe al limite con 513 studenti, mentre a Fano è ormai certo che l'istituto Olivetti, con 390 alunni, perderà la dirigenza, così come il Mercantini di Fossombrone (440) e l'istituto comprensivo di San Lorenzo in Campo (410). Per la questione dell'istituto professionale di Fano l'assessore ai servizi educativi Gianluca Lomartire ha prospettato due ipotesi: dividere i due indirizzi la grafica pubblicitaria con il Volta-Apolloni e le segretarie d'azienda alle commerciali, o l'accorpamento al polo scolastico del Volta e dell'Apolloni. Quest'ultima proposta è sostenuta anche dalla mozione presentata da esponenti di schieramenti opposti, Berluti e Mancinelli, che, se approvata, impegnerebbe la giunta a promuovere nelle sedi istituzionali il mantenimento a Fano dell'Olivetti. A decidere, infatti, sarà la Provincia che però propende più per l'accorpamento di indirizzi affini. "Il Battisti avrebbe così anche l'indirizzo turistico come aveva chiesto in passato", sottolinea Savelli. FEDERICA GIOVANNINI,

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istruzione pubblica penalizzata (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

istruzione pubblica penalizzata CIVITANOVA - Maggior attenzione a una scuola privata rispetto all'istruzione pubblica, che è garantita dalla Costituzione". Ma anche "mancanza di coordinamento fra Provincia e Comune nell'organizzare scelte che armonizzassero le esigenze didattiche del territorio in un momento di crisi del mondo scolastico". Queste le accuse di Citt@verde ai due enti. Questi i motivi che hanno portato agli esposti all'ufficio regionale scolastico, alla Corte dei Conti e al difensore civico. "Appare illogica e dannosa per la didattica la concessione a titolo gratuito di aule e servizi comunali al liceo Stella Maris si legge nell'esposto la scuola privata può essere aiutata ma non si comprende il motivo del perché per, perseguire questo obiettivo, si debba penalizzare le casse comunali e il diritto allo studio di chi frequenta la scuola pubblica".

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Consiglio sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Parteciperanno i sindaci dell'Unione della Vallata Consiglio sulla scuola CASTEL DI LAMA - Stasera alle 21 si terrà un consiglio intercomunale aperto dell'Unione dei Comuni della vallata del Tronto, sulla riforma della scuola. La riforma della scuola proposta dal governo e dal ministro dei Gelmini, con i tagli collegati e le conseguenze sugli istituti del territorio piceno, sarà al centro del consiglio comunale straordinario convocato a Castel di Lama, presso la sede municipale, dall'Unione dei Comuni del Tronto. Insieme al sindaco lamense Patrizia Rossini, e agli amministratori e consiglieri dei sette comuni del comprensorio locale, sono stati invitati a partecipare e possibilmente a intervenire all'incontro, che si annuncia molto infuocato, tutte le associazioni, gli operatori della scuola, i sindacati, i rappresentanti dei docenti e delle famiglie che potranno subire effetti dalla razionalizzazione imposta e progettata dal Governo. "Al termine del consiglio aperto dice Patrizia Rossini e in cui tutti, insegnanti ma anche ragazzi, direttori scolastici, e residenti di tutto il territorio, potranno dire la loro sulla questione, verrà redatto e approvato un documento da inviare al ministro e a Napolitano."

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Cesaroni-Offidani, confronto sui programmi (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'ex leader di Confindustria"I giovani tornino alla politica"L'assessore provinciale "Non puntiamo sulla centralità" Partita la macchina per le primarie del Pd. Fra i temi in discussione scuola, lavoro e ambiente Cesaroni-Offidani, confronto sui programmi FERMO - E' stata Cinzia De Santis, coordinatrice provinciale del Partito Democratico, a presentare ieri ufficialmente nella sede del Pd, i due candidati che si sfideranno nelle primarie del 23 novembre per decidere la "nomination" per le elezioni a presidente della Provincia del Fermano. Come è noto i due sono Alvaro Cesaroni, ex presidente di Confindustria Fermo, e Renzo Offidani, ex sindaco di Sant'Elpidio a Mare e attuale assessore provinciale. "Siamo riusciti in breve tempo a mettere in moto la macchina delle primarie che si svolgeranno domenica 23 novembre ha esordito Cinzia De Santis - e nel frattempo organizzeremo una serie di incontri con i cittadini della provincia nei quali i due candidati illustreranno il programma del nostro partito, già discusso nelle linee fondamentali nella segreteria provinciale". Una volta scelto dai cittadini il candidato, il Partito Democratico dovrà poi confrontarsi con la Sinistra e il suo candidato Fabrizio Cesetti per scegliere definitivamente chi guiderà il centrosinistra alla prossime elezioni provinciali di primavera. "A differenza del centrodestra in cui la scelta del candidato calerà dall'alto' - ha detto Cesaroni - noi stiamo per celebrare il rito democratico delle primarie e lasceremo quindi la parola ai cittadini per la scelta definitiva. Il 23 novembre comunque ci presenteremo uniti ma ognuno con la propria sensibilità, con le proprie esperienze e con le priorità che riteniamo più opportune. "Per quanto mi riguarda - ha concluso Cesaroni - penso si debba mettere al primo posto dei nostri programmi, la scuola, quindi il lavoro e l'ambiente relativamente alle competenze dell'Ente provincia e nel frattempo occorre cercare di convincere i giovani a tornare a fare politica". La parola è poi passata a Renzo Offidani. "Mi sono candidato ha dichiarato - con la convinzione di mettere a disposizione dei cittadini l'esperienza maturata in tanti anni di attività politica e per quanto mi riguarda anche per dare un certa continuità all'azione politica provinciale di questi ultimi anni, che è stata certo ambiziosa per i tanti progetti che abbiamo portato avanti. "Dobbiamo pensare a una provincia città - ha proseguito - abbandonando quella centralità che abbiamo sempre rimproverato alla provincia di Ascoli Piceno. Una provincia vicina alla sua gente e ai suoi problemi e in questo momento più che mai vicina alle imprese, agli artigiani e al mondo del lavoro in genere. Non dimenticheremo la scuola che in questo momento lotta per la sua sopravvivenza nei tanti piccoli centri della nostra provincia a seguito di quanto prevede il tanto discusso decreto Gelmini". Le primarie del Partito Democratico si svolgeranno domenica 23 novembre e potranno votare, dalle 8 alle 20 nei seggi aperti in ogni comune della nuova provincia, i cittadini di età superiore a 16 anni che si riconoscono nella proposta politica del Partito Democratico. La campagna elettorale dei due candidati, a sottolineare il messaggio unitario ed evitare spaccature, sarà gestita per entrambi dal comitato provinciale del partito. LUCIANO BONFIGLI,

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Classico, 50 prof contro la riforma (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Gelmini, pure i docenti scendono in campo Classico, 50 prof contro la riforma FERMO - "Le ragioni del nostro (e vostro) disagio" titola il documento scaturito da un approfondito dibattito tenutosi ieri mattina al liceo classico "Caro" tra i docenti. Oggetto, i contenuti del tanto discusso decreto del ministro dell'Istruzione Gelmini e la situazione delle scuole. Cinquanta i firmatari della lettera, insegnanti del Classico e dello Psico-Pedagogico, che verrà inviata anche alle famiglie degli allievi. "Investiti come docenti si legge - dal ripensamento dell'impianto complessivo del nostro sistema scolastico, avvertiamo la necessità di condividere con le famiglie e con gli studenti alcune riflessioni e preoccupazioni, che determinano un nostro deciso atteggiamento critico nei confronti delle proposte avanzate dal ministro dell'Istruzione nello schema di piano programmatico". Dopo aver elencato una lunga serie di evidenze e condizioni su cui si fonda "il crescente disagio che sperimentiamo nella nostra attività educativa e didattica" i 50 docenti danno voce voce " oltre ogni singola appartenenza politica e sindacale" al loro "unanime e forte dissenso rispetto alle direttive portanti del Piano programmatico, certi che un indiscriminato taglio delle risorse non può rappresentare una risposta adeguata alle urgenti necessità di modernizzazione e riqualificazione del sistema scolastico e poiché onestamente orientati ad offrire un serio e adeguato servizio agli alunni e anche alle loro famiglie. "Crediamo precisano - che la scuola sia lo strumento con il quale uno stato civile ha il dovere di garantire a tutti i suoi cittadini il diritto all'istruzione e non un settore improduttivo su cui operare indiscriminati tagli di spesa, senza alcun riguardo per la qualità dell'insegnamento. Tralasciando molte questioni che pure meriterebbero adeguata attenzione spiegano citiamo alcuni esempi: classi troppo numerose (29-30 alunni); risorse che non garantiscono la possibilità di un pieno rispetto della scelta di indirizzo; fondi sempre più limitati; personale tecnico insufficiente per il necessario supporto all'attività didattica. "In tale contesto concludono - ci preoccupa che il Piano predisposto dal ministro dell'Istruzione di concerto con il ministro delle Finanze, dia l'avvio a un ulteriore, preoccupante peggioramento delle condizioni di lavoro e, di conseguenza, della qualità del sistema d'istruzione". CAR.MA.,

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Alunni, sindaco e insegnanti raccolgono le olive (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Iniziativa questa mattina a Monte Vidon Corrado, il plauso del primo cittadino per i baby agricoltori Alunni, sindaco e insegnanti raccolgono le olive MONTE VIDON CORRADO Un'iniziativa per avvicinare i piccoli scolari ad una realtà bella come quella della raccolta delle olive. È il progetto che oggi in mattinata viene messo in pratica dal comune di Monte Vidon Corrado e dalla scuola dell'infanzia paesana. A prendere parte, oltre al sindaco Andrea Scorolli e alle maestre della scuola, circa venti bambini che partecipano attivamente all'evento. I "piccoli agricoltori" saranno chiamati a raccogliere direttamente i frutti dalle piante svolgendo il mestiere che, fino a stamattina, avevano sempre visto fare dai loro nonni o dai loro genitori. "Si tratta di una bella idea dei bambini e delle maestre che abbiamo accettato con grande entusiasmo afferma il primo cittadino Scorolli. Io sono da sempre molto appassionato di olio e ci tengo che ai più piccoli venga tramandata una tradizione tanto antica". L'amministrazione comunale, per l'occasione, ha messo a disposizione gli ulivi che si trovano nel "parco Licini" che, secondo alcune stime, quest'anno frutteranno circa un quintale di oliva. L'appuntamento è per le ore 9 in Comune da dove, dopo i saluti e alcune foto, i partecipanti partono per raggiungere a piedi il terreno, di proprietà comunale, che si trova intorno al centro storico. Il lavoro delle maestre e dei bambini è, in realtà, iniziato già da alcune settimane, quando hanno preparato con dei disegni, delle etichette adesive che verranno attaccate alle bottiglie di olio. Ogni scolaro, infatti, alla fine della raccolta, riceverà una piccola bottiglia di olio, mentre il resto del raccolto verrà utilizzato dalle cuoche della mensa scolastica. "Sono due quindi i benefici di questa simpatica iniziativa" - afferma Scorolli. "In primis ai bimbi della scuola verrà servito nei condimenti un ottimo olio del tutto naturale e, secondo - continua il primo cittadino sorridendo potrebbe essere un appello per il nostro Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. La scuola dell'infanzia di Monte Vidon Corrado, in questo modo, non pesa sulle casse dello Stato. Sono stati diversi, infatti, i ragazzini che, assimilando tutto quello che sta accadendo nelle ultime settimane, si sono rivolti a me parlando di un vero e proprio "appello" da poter inviare al Ministro". Il lavoro dei piccoli e delle maestre terminerà venerdì 31 ottobre quando si recheranno al frantoio di Massa Fermana.

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"Lo sciopero non è una gita" (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

I sindacati al ministro. D'Antoni: ha detto cose di una gravità inaudita "Lo sciopero non è una gita" ROMA - Non è una gita fuori porta, ma un sacrificio per i lavoratori che perdono un giorno di stipendio. I sindacati, ma anche esponenti dell'opposizione, rivendicano il valore dello sciopero come strumento di lotta e di democrazia, di fronte alle dichiarazioni del ministro Gelmini che ha definito la protesta generale della scuola in calendario per giovedì come "il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile". Secondo Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera ed ex leader storico della Cisl, quelle del ministro Gelmini sono "parole di un'arroganza e di una gravità inaudita, che possono essere pronunciate solo da chi non ha la minima idea di ciò di cui parla". "Il vetusto rito dello sciopero non è una gita fuori porta, ma un diritto riconosciuto dalla Costituzione ed esercitarlo costa ai lavoratori un giorno di paga" ricorda l'ex sindacalista. Per il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima "negare la dignità dell'altro è il modo più arrogante per rifiutare l'ascolto e il dialogo". "Lo sciopero del 30 - assicura Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola - non è liberatorio, dietro ci sono obiettivi chiari e concreti e il fortissimo disagio, che va oltre i singoli provvedimenti, del personale della scuola. E il ministro - ammonisce - farà bene a sentire ciò che diremo". "Il ministro Gelmini - dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda - invece di entrare nel merito dei problemi, continua ad approfittare della propria posizione istituzionale per lanciare messaggi propagandistici che talvolta assumono un tono offensivo nei confronti dei docenti e di chi li rappresenta".

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Verso il sì del Senato, i giovani non si fermano (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

A Roma militanti di Blocco Studentesco spaccano la manifestazioneal grido "Duce, Duce" Verso il sì del Senato, i giovani non si fermano Famiglia Cristiana: "Ritiratelo". A Napoli tafferugli tra studenti di destra e di sinistra ROMA - Si apre all'insegna delle proteste quella che si preannuncia come una settimana decisiva per la scuola. Ormai alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (senza modifiche, ha assicurato Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera) - via libera che dovrebbe consumarsi domani in Senato - e in vista dello sciopero di giovedì, anche ieri in tutta Italia è stato un susseguirsi di occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Ma si fa strada anche un'altra novità, da cui emerge che il fronte degli studenti non è granitico come sembra: tra di loro c'è chi dice no alle occupazioni e sceglie Facebook - e non solo - per dare vita alla contro protesta. Facebook, del resto, è la piazza virtuale in cui ormai si confrontano le due fazioni, pro e contro Gelmini, e questi ultimi arrivano in alcuni a insulti e velate minacce. Intanto dal centrosinistra è forte la richiesta di ritirare il decreto. Un appello che arriva anche da Famiglia Cristiana che parla della riforma come un "semplice taglio di spesa". Di segno opposto la posizione della Cei che definisce "dannoso intervenire agitando le piazze". Getta acqua sul fuoco il presidente del Senato Renato Schifani, ricordando che il ministro Gelmini si è impegnata ad aprire un "tavolo" con gli studenti. Ad aprire le danze della protesta ieri è stata Milano. Già dalle 8,30 sono scattate le occupazioni negli istituti secondari e le assemblee. Roma non è mancata all'appello. Alle 10 un corteo di studenti è partito da piazza della Repubblica diretto a piazza Venezia: circa 7.000 i partecipanti, secondo gli organizzatori. Il "serpentone" si è spaccato quando i militanti di Blocco studentesco, vicino alla Fiamma Tricolore, hanno preso la testa del corteo deviandone uno spezzone e guidandolo fino davanti a Palazzo Madama. Tra di loro c'è chi, sfilando, ha intonato in coro "Duce Duce". "I gruppi di destra hanno strumentalizzato la protesta", lamenta l'Unione degli studenti. Altri 2.000 giovani si sono riuniti in assemblea all'Eur per poi organizzare un sit-in di fronte all'altro luogo nevralgico, il ministero dell'Istruzione. Proteste a ripetizioni anche in molte altre città. A Napoli sono scoppiati tafferugli tra studenti di destra e di sinistra all'Università Federico II, dove tra l'altro è stato occupato il Rettorato, ma solo per un'ora. E poi, a cascata, lezioni all'aperto e cortei un po' dovunque, da Potenza ad Arezzo, da Palermo a Cosenza, da Padova a Torino. Oggi si replica. A Roma è annunciata una manifestazione a Piazza Navona, mentre i Cobas chiamano tutti a raccolta nel pomeriggio davanti al Senato. Ma la mobilitazione ha anche un'altra faccia, quella di una contro protesta che viaggia principalmente su Internet. Su Facebook sono apparsi commenti arrabbiati di chi denuncia che gli è stato impedito il diritto allo studio. In pochi giorni gruppi come "Io voglio studiare", "Occupate casa vostra", "Basta con le occupazioni" sono stati presi d'assalto da chi non vuole sospendere le lezioni ed è preoccupato di non riuscire a laurearsi in tempo e di dover pagare altre tasse. Posizioni che in settimana approderanno negli atenei con volantinaggi e manifestazioni. Alla Statale di Milano, intanto, è già partita una raccolta di firme contro il blocco della didattica. E a Firenze spuntano 10 mila cartoline indirizzate al Rettore. Inequivocabile l'incipit: 'Anch'io non voglio le occupazioni, voglio studiare!'. RODOLFO DRINI,

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Il rettore di Camerino scrive al ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il rettore di Camerino scrive al ministro Gelmini CAMERINO - In merito alle dichiarazioni riportate dai principali organi di stampa, secondo le quali l'Università di Camerino "sarebbe" tra i cinque atenei che presentano "gravi buchi di bilancio", per i quali il ministero ha avviato un'indagine, il Rettore dell'Università di Camerino, Fulvio Esposito, ha inviato un telegramma al ministro Gelmini, ribadendo che l'ateneo camerte non presenta buchi di bilancio e gode di buona salute finanziaria. Dal 2002 l'Università di Camerino adotta un sistema di contabilità economico-patrimoniale proprio nell'ottica di massima trasparenza e leggibilità dei bilanci. Unicam quindi invita il ministero a fare chiarezza.

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Studenti-Gelmini, 'fumata nera' (sezione: Scuola)

( da "Italia Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Politica Interna Oggi il voto del decreto scuola al Senato, aspettando lo sciopero nazionale di giovedì Studenti-Gelmini, ?fumata nera? I ragazzi contiunano ad occupare. Sit-in e lezioni in piazza

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Famiglia Cristiana: ritirare il decreto. Cei: dannoso intervenire agitando le piazze (sezione: Scuola)

( da "Italia Sera" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Politica Interna Famiglia Cristiana: ritirare il decreto. Cei: dannoso intervenire agitando le piazze ?Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini?. Questa la posizione di Famiglia Cristiana nell?editoriale del prossimo numero intitolato ?Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa?. ?Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo?, scrive il settimanale dei paolini. Il Paese in crisi ?trova i soldi per Alitalia e banche?, ma per la scuola si richiedono ?sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti. Studenti e professori - osserva la rivista - hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati che ?colpiscono il cuore pulsante di una nazione?, come dice il filosofo Dario Antiseri. Nel mirino c?è una legge approvata di corsa, in piena estate. E di fronte alle proteste nelle scuole non ?si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e ?baronie?, nonché le ?allegre e disinvolte gestioni??. Un Paese in crisi - commenta ancora Famiglia cristiana - trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola? Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti?. Cei: dannoso intervenire agitando le piazze. Mon. Coletti, presidente della commissione Cei per la scuola, intervistato dalla Radio vaticana ha detto: ?E? una scelta difficile procedere su questi problemi a colpi di decreti legge, ma dall?altra parte mi sembra inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze. Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile, però bisogna anche dire che le riforme che si sono susseguite negli anni passati non hanno avuto la possibilità di una verifica e alcune questioni come il maestro prevalente o il controllo disciplina e del profitto sono state abbandonate a qualche intuizione. Bene ha fatto il ministro - rimarca il monsignore - a mettere i puntini sulle i su queste questioni, la risposta poteva essere anche un pò più ragionata e pacata da parte di chi non fosse d?accordo?. Edizione n. 2032 del 28/10/2008

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(AGR) SCUOLA, PRIMA RIUNIONE GRUPPO LAVORO REGIONE (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA, PRIMA RIUNIONE GRUPPO LAVORO REGIONE 28/10/2008 13.22.16 [Basilicata] (AGR) - Per affrontare gli aspetti organizzativi logistici e di gestione conseguenti alla riarticolazione delle istituzioni scolastiche, si è¨ riunito ieri, presieduto dallâ??Assessore regionale alla Formazione-Lavoro-Cultura Antonio Autilio, il gruppo di lavoro tecnico-politico, finalizzato alla definizione del Piano di organizzazione della rete scolastica regionale e dellâ??offerta formativa, istituito di recente dalla giunta regionale. Il gruppo â?? composto da rappresentanti della Regione, delle Province di Potenza e di Matera, dellâ??Ufficio Scolastico Regionale, Anci, Anci-Piccoli Comuni e sindacati â?? ha individuato un percorso di attività  che prevede innanzitutto lâ??acquisizione delle informazioni necessarie a realizzare una â??mappaâ? del sistema scolastico lucano (studenti, cattedre, personale docente, amministrativo e tecnico-ausiliare, lo stato dellâ??edilizia scolastica e delle attrezzature didattiche). Si tratta â?? è¨ stato sottolineato nellâ??incontro â?? di elementi fondamentali per programmare in maniera integrata lâ??offerta formativa del sistema educativo sul territorio (in applicazione del decreto legislativo n.112/99); garantire i livelli essenziali delle prestazioni nel rispetto dei principi di autonomia delle istituzioni scolastiche; distribuire le risorse umane e materiali utili per la programmazione della rete scolastica mediante un dimensionamento ottimale. Lâ??assessore Autilio ha sottolineato che lâ??attività  del gruppo di lavoro è¨ il sostegno istituzionale alle iniziative di questi giorni di mobilitazione di studenti e docenti delle scuole e dellâ??Università  della Basilicata perché© â?? ha detto â?? la Regione intende presentarsi al tavolo con il Ministro Gelmini con una proposta della programmazione della distribuzione e dimensionamento ottimale della rete scolastica territoriale e dellâ??offerta formativa, contemperando lâ??esigenza di contenimento e razionalizzazione della spesa nazionale per il sistema scolastico con lâ??obiettivo di migliorare sia la qualità  del servizio dâ??istruzione che lâ??efficienza e lâ??efficacia della stessa. Il gruppo di lavoro pertanto - conclude lâ??assessore â?? è¨ anche una risposta ai rischi segnalati da Comuni e sindacati che vogliamo superare o quanto meno ridurre attraverso la definizione, con la concertazione sociale e del sistema delle autonomie locali, di un piano regionale ed autonomo di organizzazione della rete scolastica. BAS 02

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Per la ex statale354 non ci sono più i soldi (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Per la ex statale354 non ci sono più i soldi UdineStriscioni "artistici" di protesta e lucchetti alla mano. Così "armati", circa trecento studenti del Sello di Udine si sono presentati a scuola ieri mattina e hanno dato vita a un'occupazione pacifica per protestare contro la riforma Gelmini.Al liceo Marinelli al termine di un'assemblea si è decisa una forma mista di mobilitazione: al mattino autogestione che permetta il diritto allo studio di chi vuole seguire le lezioni, il pomeriggio occupazione.E al Percoto invece la protesta ha assunto la forma singolare di un dibattito in strada, davanti alla scuola, che proseguirà anche oggi. Alle 21 di stasera intanto davanti alla Prefettura si terrà una fiaccolata degli insegnanti e personale ata, organizzata dalla Cgil Scuola e aperta a genitori e chiunque avendo a cuore i destini della pubblica istruzione intenda prendervi parte.Viotto a pagina III

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Al Marinelli autogestione "mista" Al Percoto discussioni in strada (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

GLI ALTRI ISTITUTI Al Marinelli autogestione "mista" Al Percoto discussioni in strada (E.V.) Davanti al Marinelli, ieri mattina, alle 8, all'orario di apertura, è cominciata a circolare l'ipotesi dell'occupazione della scuola. E per questo motivo, il personale ata, su indicazioni del dirigente scolastico, ha tenuto chiuse le porte d'accesso della sede centrale dell'istituto per evitare l'occupazione. Poi, in extremis, gli insegnanti sono riusciti a trovare una mediazione tra le due fazioni di studenti, favorevoli e contrari all'occupazione e le porte della scuola si sono aperte per un'assemblea straordinaria degli studenti, cui hanno partecipato solo 300 ragazzi sugli oltre 1500 frequentanti il liceo. In tanti, vista l'incertezza, avevano deciso infatti immediatamente di tornare a casa o di approfittare dell'occasione per fare un giro in città. Al termine dell'assemblea i due gruppi di studenti sono arrivati a una mediazione democratica, optando per una forma mista di protesta. Al mattino un'autogestione che permetta il diritto allo studio di chi vuole seguire regolarmente le lezioni in aula e il pomeriggio occupazione, con un gruppetto intenzionato ad occupare i locali anche dopo le 19, orario di chiusura delle scuole. Tra le attività previste per le due giornate dell'autogestione, i ragazzi hanno pensato ad uno spazio di studio del decreto Gelmini, attraverso l'esposizione delle norme da parte di alcuni insegnanti. Mercoledì hanno chiesto l'intervento del consigliere comunale e studente universitario Federico Pirone, per confrontarsi anche sulle implicazioni nel mondo universitario della riforma. Nelle due giornate verranno comunque invitati i rappresentanti politici di tutto l'arco costituzionale e alcuni sindacalisti. I ragazzi prepareranno anche un documento da pubblicare sulla stampa in cui esporre le ragioni del loro dissenso. Singolare forma di protesta, poi, è stata quella organizzata dagli studenti del Percoto. Chiusa al traffico la strada davanti all'ingresso della scuola di via Leich, circa duecento-trecento ragazzi hanno aperto un momento di discussione in strada con i politici. Ad esporre la propria visione del decreto e a rispondere alle domande dei ragazzi, ieri mattina, c'erano due esponenti del centro-destra: il consigliere regionale Paolo Ciani e il sindaco di Pasian di Prato, Lorenzo Tosolini. «Ci hanno espresso la loro posizione, favorevole alla riforma racconta una studentessa, Selena Masini -. Ed hanno risposto anche alle nostre domande chiarendoci i dubbi». Domani, invece, i ragazzi hanno chiesto la partecipazione di esponenti del centro-sinistra (Scarabelli, Serracchiani, Shaurli e Franzil); per mercoledì mattina invece gli studenti hanno pensato ad un faccia a faccia tra un politico di destra e uno di sinistra per dare vita a un confronto dialettico tra le due posizioni contrapposte di chi è pro o contro la riforma Gelmini. Interverranno due universitari. «Abbiamo cominciato a discutere tra di noi e a lanciare alcune proposte per trovare una soluzione a questa situazione aggiunge Marta Bernava, un'altra studentessa che ha preso parte alla singolare lezione in strada -. Continueremo così fino a mercoledì e poi giovedì parteciperemo allo sciopero con tutte le altre scuole».

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Striscioni artistici di protesta e lucchetti alla mano. ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Striscioni artistici di protesta e lucchetti alla mano. ... Striscioni artistici di protesta e lucchetti alla mano. Così armati, circa trecento studenti del Sello di Udine si sono presentati a scuola ieri mattina e hanno dato vita ad un'occupazione pacifica per protestare contro la riforma Gelmini. I ragazzi, sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine, hanno preso possesso del secondo piano della sede centrale dell'istituto di piazza Primo Maggio e hanno esposto i loro striscioni sulla facciata principale dell'edificio: Sello, occupato con tanto amore; Contro Maria Stella, il Sello si ribella; e poi ancora un cartellone a forma di bara con l'epitaffio: Scuola pubblica italiana. Nata: 1859. Morta 2008.All'ingresso un presidio di studenti a registrare le presenze e a controllare l'autorizzazione all'occupazione firmata dai genitori dei minorenni. Nelle aule, al posto delle lezioni cattedratiche, i ragazzi si sono cimentati per tutta la mattina in attività di giocoleria, musica, canto, teatro e moda. Nel pomeriggio, invece, i giovani del "Sello" hanno programmato interventi con esperti di computer music, contratto di lavoro, rapporto scuola lavoro, poesia, video box, pedagogia, orchestra ed ecologia; momenti di discussione sul razzismo e l'immigrazione e proiezione di film utili a stimolare il dibattito come fragole e sangue incentrato sulle proteste di fine anni '60.«Abbiamo organizzato tutte queste attività programmate fino a mercoledì spiega Klaudia Kolnrekai, una dei rappresentanti di istituto -. Speriamo di resistere fino a mercoledì e poi sfilare giovedì in corteo con tutti gli altri studenti delle scuole. La notte, però, contiamo che la presenza scenda a un centinaio di studenti». Nelle aule, poi, c'era anche chi, a margine delle attività alternative, ha continuato a svolgere quasi regolarmente i propri compiti. «So che c'è occupazione, sono entrata perché sono d'accordo con la protesta racconta Denise Toso, continuando a disegnare una tavola di moda -. Ma la scuola deve andare avanti, nonostante tutto, quindi sto proseguendo con i miei compiti». Lungo i corridoi studenti seduti in cerchio a suonare e cantare, canzoni note e motivi inediti, pensati apposta per dare voce alla protesta contro la riforma Gelmini. Tutto però in maniera molto civile, come testimonia anche la bidella del secondo piano: «Questa mattina, prima di occupare mi hanno regalato una piccola piantina. Sanno che sono io a pulire questo piano e mi hanno fatto questo "presente". Sono dei bravi ragazzi, molto attenti ed educati». Su tutte le porte delle aule gli studenti hanno appeso dei cartelli, ribadendo il divieto di fumo all'interno della scuola, e promesso tolleranza zero contro l'uso di droghe e alcol.La protesta si è estesa anche alle due sedi staccate dell'istituto statale d'arte, dove l'occupazione si è limitata all'orario scolastico con lezioni di ripasso svolte in collaborazione con i docenti ed elaborazioni grafiche per la realizzazione di fumetti ispirati al decreto legge di riforma della scuola, che poi verranno esposti probabilmente nella sfilata in corteo in occasione dello sciopero generale di giovedì mattina.Elena Viotto

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Le Medie insorgono contro la riforma (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 28-10-2008)

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Una mozione con una dura presa di posizione contro il decreto Gelmini approvata ieri dal Collegio docenti delle quattro sedi Le Medie insorgono contro la riforma Il documento inviato agli amministratori e ai genitori delle scuole Grava, Brustolon, Cima e Rua Conegliano(g.p.m.) Una mozione con una dura presa di posizione contro i recenti decreti legge di riforma della scuola ed altri provvedimenti ventilati, è stata approvata dal collegio docenti delle quattro sedi della scuola media Grava (Grava, Brustolon, Cima e Rua di Feletto), frequentata da oltre mille studenti. Oltre che al Ministero ed alle autorità scolastiche, il documento verrà inviato alle rappresentanze dei genitori ed alle amministrazioni comunali di Conegliano e San Pietro di Feletto. Vi si denunciano "il progressivo svilimento della scuola pubblica", "il clima di facile svalutazione che investe già da tempo la professione docente", "la richiesta di una sempre maggiore efficienza e qualità dell'istruzione in linea con gli standard europei e per contro una sistematica e capillare riduzione di risorse materiali ed umane", "il venire meno dello Stato alle proprie responsabilità, nei confronti degli alunni e delle famiglie, attraverso il mancato sostegno alla scuola ed al suo ruolo di promozione sociale". Si chiede il ritiro del decreto 137/08 e l'avvio di una discussione seria con tutti i soggetti interessati, perché "l'offerta formativa nella scuola secondaria di primo grado risulterà fortemente impoverita qualora vengano introdotti: la riduzione dell'orario settimanale a 29 ore, l'accorpamento delle cattedre di lettere, la progressiva eliminazione delle ore di tecnologia, la determinazione dell'orario scolastico sul solo orario obbligatorio con conseguente perdita delle ore a disposizione per servizio-mensa, sostituzioni, compresenze, flessibilità ed altro, il progressivo ridimensionamento dell'organico e la contrazione del 17 per cento del personale ausiliario nel triennio 2009-2011". Ma si lamenta anche "l'innalzamento indiscriminato del rapporto alunni-docenti, attraverso il progressivo aumento a 30 e oltre degli alunni per classe previsto nel prossimo triennio". Nella premessa si sottolinea che "negli ultimi anni l'istruzione pubblica è stata interessata da riforme tra loro contraddittorie", ma che "è costante, al di là degli approcci al problema da parte dei governi che si sono succeduti, la sistematica e progressiva sottrazione di risorse finanziarie ed umane, in nome di criteri che poco hanno a che fare con i compiti di cui la scuola è sempre più investita in una società complessa ed in veloce trasformazione".

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Roma NOSTRA REDAZIONE Dello sciopero generale della ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)

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Roma NOSTRA REDAZIONE Dello sciopero generale della ... RomaNOSTRA REDAZIONEDello sciopero generale della scuola di giovedì prossimo, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha già avuto modo di spiegare a chiare lettere che solennemente se ne buggera: «Il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile», sbuffa, sostenendo che «coloro che protestano» contro il suo decreto sono «alcune migliaia», mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le Facoltà occupate sono pochissime». D'altra parte, assicura, il suo modello è Barack Obama: «Sta proponendo per la scuola americana provvedimenti simili ai nostri, penso soprattutto agli incentivi al merito per gli insegnanti». E tanto peggio per la sinistra, che «ha totalmente perso il rapporto con chi lavora e ora lo sta perdendo anche con gli studenti».La maggioranza è con lei, compatta. E domani, quando il provvedimento sarà al Senato per l'approvazione definitiva, passerà così com'è, senza che venga cambiata una virgola, in barba alle Facoltà occupate, alle proteste e manifestazioni che attraversano la Penisola.La maggioranza, dunque, va per la sua strada. «Il decreto Gelmini sarà regolarmente approvato domani dal Senato. Inutile che sedicenti gruppi studenteschi ed altre realtà della sinistra si illudano su una mancata approvazione del provvedimento», dice il capogruppo Pdl al Senato, Gasparri. Il capogruppo alla Camera, Cicchitto, conferma: «Lo approveremo così com'è passato alla Camera, senza nessuna modifica». Più possibilista e aperto, il presidente del Senato, Renato Schifani, commenta: «Tutte le volte che si è tentato di riformare la scuola vi sono state sempre proteste nel nostro Paese, ma poi si è sempre trovato un momento di sintesi. Il ministro Gelmini in Senato si è impegnata ad aprire un tavolo di confronto con gli studenti. E io sono fiducioso». Dialogante anche il ministro Mara Carfagna: «Non ho mai manifestato contro le decisioni del governo, perché non lo ritenevo utile - confida in una intervista - gli studenti hanno il diritto di manifestare, ma dovrebbero informarsi di più. Il decreto Gelmini, in realtà, modernizza la scuola, che negli ultimi anni ha fatto solo passi indietro». E a questo proposito il ministro per le Pari opportunità rileva che «una piattaforma di dialogo con l'opposizione a proposito della scuola è necessaria».L'opposizione, però, sembra decisa a non fare sconti. Se il governo non ritira il decreto, non c'è dialogo possibile, avverte D'Alema: «Sarebbe un atto saggio - osserva l'esponente del Pd - se si vuole discutere con gli insegnanti e gli studenti, ritirare o sospendere» il decreto, in modo da «avviare un confronto vero. Ma sulla base del fatto che il governo non intende modificare nulla, non è possibile un confronto». Il governo ombra del Pd si riunisce oggi, per esaminare i temi relativi al decreto sulla scuola e agli interventi sull'Università. E, mentre i democratici continuano ad invocare un confronto, Maria Pia Garavaglia, ministro dell'Istruzione del governo ombra del Pd, ricorda che «le decisioni sulla scuola sono state prese a giugno, dal ministro Tremonti, con un altro decreto per il contenimento della spesa pubblica» e che, «di fronte ai tagli, Gelmini sapeva bene che non c'era nulla da discutere e perciò ha presentato un provvedimento che si limita a recepire in termini pratici le decisioni contabili prese dal ministro dell'Economia. È facile accusare l'opposizione di non avere fatto proposte, ma la verità è che non è stata possibile alcuna discussione in Parlamento. Abbiamo pubblicamente espresso la nostra proposta e non abbiamo sentito battere un colpo». E se per Di Pietro (Idv) questa riforma è «semplicemente un metodo per trovare fondi e coprire così alcune marchette elettorali, come l'eliminazione dell'Ici per tutti, anche per chi ha le ville al mare», l'opposizione plaude a «Famiglia cristiana», che invita a ritirare il decreto perché non è una riforma ma «un semplice taglio di spesa».Claudia Giannini

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Roma NOSTRO SERVIZIO A tre giorni dall'annunciata ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)

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Roma NOSTRO SERVIZIO A tre giorni dall'annunciata ... RomaNOSTRO SERVIZIOA tre giorni dall'annunciata approvazione del decreto Gelmini, la protesta studentesca si intensifica dal Nord al Sud, coinvolgendo docenti e ragazzi in sit-in, occupazioni, cortei e lezioni all'aperto. Una mobilitazione che culminerà con lo sciopero generale di giovedì, organizzato dai sindacati della scuola. La determinazione di maggioranza e governo è sostenuta invece da alcuni gruppi di studenti di area Pdl, impegnati a diffondere una «corretta informazione».IL SINDACATO - Di fronte alle dichiarazioni del ministro Gelmini, che ha definito la protesta di giovedì come «il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile», il sindacato replica che uno sciopero non è una gita fuori porta, ma un sacrificio per i lavoratori che perdono un giorno di stipendio. Per il segretario generale della Cisl-scuola, Scrima, «negare la dignità dell'altro è il modo più arrogante per rifiutare l'ascolto e il dialogo». Di Menna (Uil-scuola) replica che «lo sciopero non è liberatorio, dietro ci sono obiettivi chiari e concreti e il fortissimo disagio, che va oltre i singoli provvedimenti, del personale della scuola. E il ministro farà bene a sentire ciò che diremo». Anche Di Meglio (Gilda) accusa la Gelmini di «lanciare messaggi propagandistici che talvolta assumono un tono offensivo nei confronti dei docenti e di chi li rappresenta», invece di «entrare nel merito dei problemi».SENATORI IN STRADA - Nel frattempo, gli studenti sono in subbuglio. Ieri, mentre alcuni docenti tenevano lezioni pubbliche di fronte al ministero della Pubblica istruzione, un sit-in si organizzava davanti al Senato: qui, il senatore Pedica (Idv) è riuscito a srotolare uno striscione da una finestra di Palazzo Madama, con la scritta «Siamo con voi». La reazione degli studenti, che stazionavano da ore sotto il Senato, è stata dapprima una ovazione, diventa però subito dopo un coro di «buffoni, buffoni». A quel punto Pedica ha scelto di ritirarsi dalla finestra, per scendere in strada, insieme con il collega Vita (Pd), e spiegarsi con i ragazzi.CORTEI - Sempre nella Capitale, migliaia di studenti delle scuole medie superiori (molte delle quali sono occupate da giorni) hanno sfilato in corteo. Tra gli slogan gridati e scritti sugli striscioni colorati, frasi come «Nel nostro futuro più pubblico che privato», «La Gelmini non ci fermerà, salviamo la scuola e l'università», «No alla riforma, giovinezza al potere». L'unità del corteo si è interrotta strada facendo, quando secondo l'Unione degli studenti, area sinistra alcuni ragazzi del Blocco studentesco (area estrema destra) sono corsi in testa al grido di «Duce, duce»: a quel punto, il corteo si è diviso su percorsi separati, tra qualche recriminazione verbale, ma senza scontri diretti. I gruppi di estrema destra sembrano comunque i più offesi dalle reazioni del ministro della Pubblica istruzione: «La Gelmini ciancia del coinvolgimento nella protesta di pochi studenti di sinistra, mentre siamo centinaia di migliaia e di tutte le fasce politiche», faceva sapere ieri Lotta studentesca, annunciando ulteriori mobilitazioni.MANIFESTAZIONI - Analoghe forme di protesta si sono verificate anche nella altre città. A Milano, sono stati occupati alcuni istituti secondari. A Napoli, un corteo di studenti della scuole medie ha sfilato per le strade del centro. A Palermo, un gruppo di ragazzi delle medie superiori hanno formato un sit-in a piazza Politeama, mentre nelle facoltà di Architettura, Ingegneria, Medicina e Giurisprudenza si sono tenute lezioni all'aperto. Anche la Normale di Pisa, dove le lezioni proseguono regolarmente senza alcun tentativo di occupazione, ha battuto un colpo esponendo uno striscione sulla facciata di Palazzo della Carovana: «Un Paese vale quanto ciò che ricerca». Un modo, spiegano gli studenti, per dare «un contributo costruttivo alla mobilitazione».LA CONTROPROTESTA - Ma c'è anche chi, tra gli studenti che fanno capo al Pdl, si oppone con una «controprotesta»: utilizzando sia internet (su Facebook sono comparsi gruppi chiamati «Io voglio studiare» e «Occupate a casa vostra»), sia con presidi per difendere il decreto Gelmini. A Torino, ci hanno pensato i parlamentari e consiglieri provinciali di centrodestra a diffondere, davanti alla Prefettura, «una corretta informazione sulla riforma scolastica». A Firenze, invece, i Giovani di Fi stanno distribuendo dieci mila cartoline nelle università con scritto «Anch'io non voglio le occupazioni, voglio studiare»..Gabriella Bellucci

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<È dannoso intervenire agitando la piazza> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)

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«È dannoso intervenire agitando la piazza» «È una scelta difficile procedere su questi problemi a colpi di decreti legge, ma dall'altra parte mi sembra inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze». Lo afferma mons. Diego Coletti, presidente della commissione Cei per la scuola, intervistato dalla Radio vaticana sul decreto Gelmini e i tagli scolastici. «Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile - afferma mons. Coletti - però bisogna anche dire che le riforme che si sono susseguite negli anni passati non hanno avuto la possibilità di una verifica e alcune questioni come il maestro prevalente o il controllo disciplina e del profitto sono state abbandonate a qualche intuizione. Bene ha fatto il ministro - rimarca il monsignore - a mettere i puntini sulle i su queste questioni, la risposta poteva essere anche un pò più ragionata e pacata da parte di chi non fosse d'accordo».A proposito della parità scolastica, infine, Coletti osserva che «non è possibile continuare a ragionare in termini di contrapposizione tra scuola pubblica statale e scuola pubblica non statale».

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Scuola maggior rispetto da tutte le parti Le ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola maggior rispetto da tutte le parti Le ... Scuolamaggior rispettoda tutte le partiLe bugie migliori sono quelle che racchiudono una parte di verità, se a questo aggiungiamo l'abilità del nostro presidente del consiglio a vendere come vere le cose più improbabili abbiamo la riforma sulla scuola che ci è stata proposta da questo governo. Credo che sia sotto gli occhi di tutti la necessità di un cambiamento delle nostre università dove negli ultimi anno sono fioriti corsi di laurea improponibili, dove spesso il nepotismo la fa da padrone e dove non si riesce a valorizzare i tanti talenti che vengono formati. Condivisibile anche un maggior rispetto degli insegnanti e delle istituzioni in genere che tutti gli studenti devono imparare. Voglio però ricordare che le stesse famiglie che adesso invocano il rigore sono spesso le stesse che giustificano sempre e comunque i figli che non studiano, usano il cellulare durante le lezioni o fanno i bulli.Solo la presunzione può far immaginare a Berlusconi che gli italiani credano che tagliando 87.000 insegnanti alle elementari vi possa essere un aumento del tempo pieno e un aumento delle ore di inglese (forse tagliando le due ore di religione?). Nello stesso modo bocciando gli alunni più indisciplinati non si ridurrà l'abbandono scolastico.Il presidente del consiglio ci ha offerto un reale spaccato di come intende il ruolo che gli compete, quando ci fa sapere che convocherà il ministro dell'interno per far sgomberare le aule e le università occupate. In questo modo vuol far capire a tutti i suoi dipendenti (perché tali considera i ministri) che quando il capo ordina. A quando la trasformazione di queste aule sorde e grigie in un bivacco di manipoli?Alessio Marzolinogruppo consiliare "La sinistra L'arcobaleno"AperturedomenicaliUn erroreAntimercatiste, antiliberali e in contraddizione con l'evoluzione della società le modifiche alla legge sul commercio regionale che alcune forze politiche vogliono modificare. È notoriamente riconosciuta in tutto il mondo la nostra peculiarità turistica, e infatti occorrerebbe sostenere tutte le iniziative che favoriscono l'accoglienza e la promozione. In questo senso, è assurdo pensare di regolamentare le aperture domenicali dei negozi. Anzi, il Pdl farebbe bene a cogliere l'occasione del tema delle aperture domenicali per riformare il settore del terziario nella nostra regione in modo da favorire l'autonomia e la produttività del dipendente in base alle proprie esigenze. La maggioranza regionale farebbe bene a compiere la sacrosanta battaglia per ottenere il raggiungimento di accordi intersettoriali con le aziende, in deroga ai contratti collettivi nazionali. Per paradosso il Pdl sta facendo una politica di chiara matrice sindacale, collettivista e conservatrice ai danni dei lavoratori costretti a subire contratti capestro applicati dalla sindacatocrazia poco remunerativi e disincentivanti.Con la liberalizzazione delle aperture domenicali due sarebbero i vantaggi immediati: il primo per il consumatore, il secondo per il dipendente.Gianfranco LeonarduzziPdl - UdineUniversitàcari studentiaprite gli occhiIl dito nella piaga. Oggi chi si rivolta contro i "signori dell'Università"? Facilmente i tagli di Berlusconi non hanno scopi moralizzatori, ma inviterei gli studenti a riflettere e ad aprire gli occhi. Sono mai insorti - anche quelli di Udine - contro sistemi d'elezione rettorali nelle mani esclusive del corpo docenti? Hanno mai riflettuto su questo: loro, il Terzo Stato degli atenei, quello che paga e non conta nulla? E quanto accettano, quotidianamente, di ridursi a plebe universitaria governata da un "patriziato" inchiodato alle cattedre? Sono questi gli eredi degli studenti che governavano, nel Medioevo, a Bologna, la prima Università del mondo? Detto con affetto e con tanta rabbia.Innanzitutto il problema dei fondi riguarda chi li gestisce e chi ha buoni motivi per sperare di usufruirne. Riconosciuto questo, si possono fare i grandi discorsi sull'importanza di sostenere ricerca e didattica e sul debito sostegno all'università pubblica. Discorsi certamente sui quali è legittimo e anche condivisibile concordare. Un invito, quindi, non a demordere ma a tenere conto di certi aspetti.Alberto Travaincoordinatore Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico Fogolâr CivicGli studentidovrebberochiarirsi le ideeÈ curioso ciò che sta avvenendo in queste settimane, con le assemblee studentesche, con le occupazioni e i picchetti agli ingressi degli istituti, con i cortei di piazza in versione anti-Gelmini. Perchè sullo sfondo di tale protesta, rimangono pochi e nemmeno originali slogan, i soliti parapiglia con le forze dell'ordine e poco altro. Ma intanto sui quotidiani, lo spazio mediatico viene tutto okkupato non già dai protagonisti, ovvero gli studenti con le loro rivendicazioni e riflessioni che rimangono poco più che sconosciute, ma dagli indomiti ed oramai canuti sessantottini e post-sessantottini, sociologi, politici, attori, scrittori, personalità della scienza e delle arti, tutti notabili rappresentanti di quel mondo che sono lì a contendersi le prima pagine per "spiegare loro" ciò che invece dovrebbero dire gli studenti, per impossessarsi loro di quello strumento democratico che è la parola e che dovrebbe spettare agli altri che invece in tal modo vengono spossessati di tale facoltà. Ed allora: siamo in presenza dell'ennesimo capitolo del "io il braccio, tu la mente", oppure gli spazi di libertà e democrazia una volta aperti dagli studenti diventano luogo di esproprio e di okkupazione da parte dei vari Margherita Hack e Massimiliano Fuksas di turno? Cari studenti, chiaritevi.Massimo D'OriaUdine

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Venezia <Il piano di dimensionamento delle scuole ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)

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Venezia «Il piano di dimensionamento delle scuole ... Venezia«Il piano di dimensionamento delle scuole previsto del decreto Gelmini in Veneto non produrrà praticamente nessun effetto». È quanto assicura l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan nell'annunciare che per giovedì ha convocato i competenti assessori provinciali per fare chiarezza e il punto della situazione. «Si tratta di un'ottemperanza di legge - spiega l'assessore - che in Veneto facciamo annualmente dal 2000, naturalmente in accordo con la Direzione scolastica regionale, e che si traduce in una delibera di giunta nella quale si specifica quali scuole si accorpano, quali nuovi indirizzi vengono istituiti e quali vengono eliminati».Insomma, una prassi normale. «Ora i ministri Gelmini e Tremonti - prosegue Donazzan - hanno rivisitato il sistema scolastico in chiave di razionalizzazione parlando di maestro unico, di blocco del prezzo dei libri, di voto di merito. Quanto al dimensionamento, si tratta dell'attuazione piena di un decreto statale approvato ancora nel 1998 e che la Regione del Veneto, ovviamente come sempre capace e virtuosa, ha attuato sin dal 2000 con un piano deliberato dalla giunta nel rispetto dei parametri adottati dal Governo, i 300 o i 500 studenti a seconda del tipo di scuola».«É questa del dimensionamento l'unica competenza piena ad oggi affidata alle Regioni - prosegue l'assessore - e per questo noi vediamo con favore, come giunta regionale, le ulteriori maggiori competenze a nostro carico perchè, oltre a non avere preoccupazioni di rispettare parametri e indicazioni del Governo, siamo al di sotto del tetto di spesa massima assegnato per la scuola dal ministero».Insomma, ulteriori tagli non ci saranno perchè la scuola veneta è già dimensionata a dovere. «Nessun allarmismo - assicura Donazzan - anche perchè c'è una deroga specifica ai parametri per tutta la montagna e per le piccole isole oltre che per situazioni che possono essere oggetto di particolare considerazione. Dopodiché, siccome siamo una Regione responsabile, non dico che derogheremo su tutto ma solamente dove serve anche perchè è doveroso precisare che gli accorpamenti riguardano le dirigenze, sono cioè accorpamenti amministrativi che non hanno alcuna ripercussione sull'attività didattica».«E allora - conclude l'assessore veneto - mi sento di dire che intorno a questo piano di riordino della scuola si sta facendo tanta propaganda: mi piacerebbe chiedere agli studenti che protestano e fanno le notti bianche se si stanno occupando del maestro unico? O forse non dovrebbero difenderlo questo decreto perchè blocca il costo dei libri per cinque anni? Vorrei chiedere alle maestrine che hanno portato i bimbi a manifestare a Padova e si sono fatte offrire la colazione dalla Coop, se lo hanno fatto perchè ci tengono all'istruzione dei bambini o come strumentalizzazione? E infine una domandona al mondo dell'Università: citatemi il passaggio del decreto dove si parla di tagli al mondo dell'Università».Giuseppe Tedesco

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Dello sciopero della scuola il ministro dell'Istruzione ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)

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Dello sciopero della scuola il ministro dell'Istruzione ... Dello sciopero della scuola il ministro dell'Istruzione Gelmini dice: «Il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile», sostenendo che «coloro che protestano» sono «alcune migliaia», mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le Facoltà occupate sono pochissime».Gianninia pagina 5

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Università, la protesta non alza la voce (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-10-2008)

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Nel polo universitario pordenonese gli studenti vivono le mobilitazioni un po? da lontano rispetto alle sedi centrali di Udine e Trieste Università, la protesta non alza la voce La rappresentante nel campus di via Prasecco: ma si teme per la ricerca, molti pensano all?estero «La protesta nelle università e nelle scuole in tutto il Paese è frutto anche di una reazione emotiva molto forte. Gli studenti temono, più che altro, per il loro futuro. Temono che ci siano meno opportunità soprattutto negli ambiti della ricerca. Per questo credo che sia una reazione necessaria». Manuela Morana, trentenne pordenonese, è una studentessa lavoratrice. A febbraio conseguirà la laurea magistrale in Linguaggi e tecnologie dei nuovi media, un corso dell'Università di Udine. Manuela è tra i rappresentanti degli studenti del campus di via Prasecco.Come viene vissuta la protesta nel polo universitario di via Prasecco?«La situazione è piuttosto tranquilla. Anche se c'è un senso di preoccupazione negli studenti. La nostra è una università molto giovane. È una sede staccata per cui, inevitabilmente, vive un po' con distanza ciò che avviane nelle sedi centrali di Udine o di Trieste. Ma anche gli studenti della sede di Pordenone si informano, discutono e si mobilitano. Anche se nelle aule e nei laboratori in questi giorni le attività continuano piuttosto normalmente».Quali sono le preoccupazioni di voi studenti nell'attuale situazione?«Credo che i timori riguardino i possibili tagli del ministro Gelmini al sistema dell'istruzione e dell'università. I temi delle possibili provatizzazioni e delle fondazioni universitarie, anche se in realtà devono ancora essere approfonditi, suscitano un senso di disagio negli studenti che percepiscono un po' il disinteresse da parte della politica per l'università e per il futuro dei giovani».Il clima che si sta creando, dunque, rischia di fare diminuire le speranze e la fiducia dei giovani verso il loro futuro?«Da una parte, il fatto che si manifesti e si prenda posizione è un segnale di un interesse a cambiare le cose. Credo anche però che molti giovani laureandi o neolaureati, e io sono tra questi, mettano in conto anche l'ipotesi di andare all'estero per cercare opportunità di crescita. Almeno questo è un sentimento molto diffuso tra gli studenti che hanno come obiettivo quello di intraprendere un percorso nella ricerca all'interno delle strutture universitarie. Si pensa che il nostro Paese non possa dare grandi opportunità o garanzie ai giovani che vogliono continuare il loro impegno nella ricerca anche dopo aver consenguito la laurea».Il problema della "fuga dei cervelli"?«Pensare di fare un'esperienza all'estero non è una risposta negativa alla nostra università e all'ateneo friulano in particolare. Anzi, su questo fronte la mia facoltà ha recentemente conquistato il dottorato post-laurea. Il che significa possibilità di avere pubblicazioni, studi e altro. Così come, i questi anni, il consiglio ha sempre accolto puntualmente lamentele e suggerimenti degli studenti. Il problema sentito dai giovani è più vasto: è il sistema-Paese che non dà la fiducia necessaria per fare restare qui i giovani ricercatori».Davide Lisetto

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Nelle scuole prima della contestazione c'è il dibattito (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

VERSO LO SCIOPERO Nelle scuole prima della contestazione c'è il dibattito Una manovra sindacale lontana dagli studenti che nel Pordenonese non vivono il clima di occupazioni, notti bianche, lezioni in piazza, sit-in. Un'agitazione tutta preparata ad hoc e prevenuta contro la riforma Gelmini. I bambini delle elementari che protestano sarebbero il simbolo di quello che per molti studenti maggiorenni è un teatrino. La contro-proposta allo sciopero di giovedì sono le assemblee informative negli istituti superiori, a partire da oggi all'istituto Marchesini di Sacile per spiegare i punti del decreto che verrà approvato il 29 in Senato. «C'è troppa disinformazione da parte dei sindacati che capiscono poco del mondo studentesco quando ci attaccano, dei docenti, della politica e della stampa rivela Riccardo Favaro, coordinatore di Azione studentesca per questo alle occupazioni che per molti studenti sono feste, preferiamo assemblee in cui fare chiarezza». Giovedì in calendario un dibattito autogestito nel cortile del Grigoletti per far luce sui punti spinosi del decreto.In programma anche al Pujati un'assemblea da cui partirà una lettera di chiarimenti al ministro Mariastella Gelmini, in base alla risposta a questa, l'istituto deciderà come muoversi. Ma non a priori, senza prima discutere. «Diciamo no allo sciopero dichiara Francesco Morabito, rappresentante al liceo Pujati, le proteste vanno fatte con cognizione. Le occupazioni tolgono agli studenti che non le vogliono il diritto allo studio». La lettera al ministro dell'Istruzione conterrà di certo chiarimenti sulla trasformazione delle università in fondazioni private. «Da un lato la preoccupazione continua Morabito che s'innalzino i costi per gli studenti, dall'altro con l'entrata delle aziende nelle università, l'accesso al lavoro sarà facilitato». Le proposte, secondo molti studenti toccherebbero più gli interessi dei docenti. «Con 36 ore alla settimana a maggio siamo esausti rivela Favaro perciò d'accordo con il taglio delle ore se si migliora la qualità della didattica. Nemmeno l'accorpamento di istituti porterà svantaggi per noi studenti». «Abbiamo il maggior numero di prof in Europa prosegue Morabito con i giovani meno preparati. Da 40 anni si pensano a riforme per gli studenti, mai per i professori. Noi non ci impariamo da soli». Dunque, è prevedibile che a salire sui pullman diretti a Roma, saranno docenti, amministrativi, personale Ata, per ragioni di sicurezza non saranno pochi gli studenti a restare fuori dai cancelli.Sara Carnelos

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Università: una Notte bianca di protesta a Psicologia (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Stasera la facoltà aprirà le sue porte dopo una giornata di didattica allungata. Domani alle 17.30 dal Bo partirà una fiaccolata per l?"estremo saluto" degli studenti Università: una Notte bianca di protesta a Psicologia Giovedì mattina la manifestazione indetta dai sindacati alla quale si aggregheranno anche gli studenti delle medie Lezioni in piazza, seminari, dibattiti, attività di studio all'aperto, nascita di blog, forum, convegni, manifestazioni. La mobilitazione universitaria anti-Gelmini non si placa. Anzi, ogni giorno sembra ritrovare nuovo slancio. Ieri tra piazza dei Signori e piazza Capitaniato sono scesi a fare lezione all'aperto gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia. Esordio delle spiegazioni fissato alle 12.30 con Storia della Drammaturgia, poi un lungo non-stop terminato alle 18.30 con Filologia Germanica. Ma il clou delle mobilitazioni è fissato nei prossimi giorni, quando cortei e mobilitazioni saranno aperte a tutta la città. Questa sera alle 20.30 la Facoltà di Psicologia apre le sue porte per una speciale Notte bianca che farà da seguito alla giornata della didattica allungata. Domani invece toccherà al funerale dell'Università di Padova. Una fiaccolata, con tanto di bara che muoverà alle 17.30 da palazzo del Bo per poi concludersi in Prato della Valle dove si terrà una rappresentazione teatrale per offrire l'estremo saluto al caro ateneo estinto dopo l'approvazione della riforma-Gelmini.Ma c'è attesa anche per giovedì quando a sfilare tra le vie di Padova, con partenza alle 9.30 sempre da Prato della Valle, sarà il corteo dei sindacati, al quale si aggregheranno anche gli studenti universitari e quelli delle scuole medie, preparato per lo sciopero generale.«La nostra protesta dice Sebastian Kohlsceen, studente di Scienze politiche continua. Non si ferma. E non lo farà nemmeno dopo l'approvazione del decreto governativo che andrà a stravolgere l'essenza stessa dell'università. Accanto all'organizzazione delle assemblee nelle varie Facoltà ci stiamo preparando soprattutto per la fiaccolata di domani e per il corteo di giovedì».Intanto ieri mattina si è riunita anche la Conferenza dei presidi assieme al rettore, Vincenzo Milanesi. «Abbiamo fatto un check delle varie forme di protesta sottolinea il preside della Facoltà di Scienze politiche, Gianni Riccamboni Il rettore a giorni invierà una lettera a tutte le famiglie degli studenti. Le lezioni in piazza cresceranno sempre però garantendo la didattica. Per quanto riguarda la fiaccolata i docenti sono liberi di prendervi parte. Personalmente auspico però che tutto non si fermi a mercoledì. Il movimento non deve tornare indietro».Matteo Bernardini

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Noi giovani, ignorati o usati dai "grandi" (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Noi giovani, ignorati o usati dai "grandi" Sono uno studente universitario della facoltà di Ingegneria Gestionale a Vicenza e mi sento molto frustato e rattristato in questi giorni. Ho 21 anni, e mi pare di capire che noi giovani siamo considerati, qui in Italia, non una risorsa, non un bene prezioso, ma un oggetto troppo pensante e, quindi, anche pesante, se non addirittura inutile. Leggo i giornali, scorro col telecomando i canali televisivi, mi informo su Internet, e cosa vedo? Vedo un ministro, la signora Gelmini, che propone un decreto "ammazza università". L'idea di base è una: tagliando tutto, alla fine l'università si darà una regolata, e diventerà eccellente. Vedo un premier, Berlusconi, che minaccia, con tono deciso prima "l'uso della forza in caso di occupazioni" (poi smentita) e poi insinua la presenza di "facinorosi in cortei studenteschi". Eppure, non si è alzato un dito per politici o alti dirigenti condannati per bancarotta, falsi in bilancio, associazione mafiosa, corruzione. Che strano mondo. Vedo il capo dell'opposizione, Veltroni, che strumentalizza l'acceso dibattito per pubblicizzare il corteo del 25 ottobre: infatti, egli non presenta proposte concrete da contrapporre, ma solo frasi consolatorie verso i manifestanti e aggressive verso il Governo. Vedo Cossiga che invita Maroni a comportarsi come un esemplare dittatore sudamericano: infiltrarsi nelle manifestazioni studentesche con poliziotti devastatori e poi, con l'appoggio popolare, pestare gli studenti. Vedo e, soprattutto, sento un forte senso di omertà dai vari rappresentanti delle istituzioni e dalle varie associazioni di categoria che si disinteressano dei loro futuri dirigenti, comportandosi come le tre celeberrime scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.Vedo talmente tanto degrado morale ed etico che dal mio cuore nasce una semplice domanda: che cosa rappresentiamo noi giovani per la società? Preferite un paese di tanti tronisti o veline?Marco Zulian

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Piccole imprese, è solo elemosina altro che ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Piccole imprese, è solo elemosina altro che ... Piccole imprese,è solo elemosinaaltro che aiutiStarebbero per arrivare ben 600 milioni di euro a sostegno delle piccole e medie imprese, erogati a garanzia del capitale di rischio. È uno scherzo o fanno sul serio? Se si tratta di uno scherzo fate che dirlo subito, altrimenti potrebbe essere inteso come un provvedimento decisamente offensivo che sa di elemosina e che nulla ha a che vedere con qualsiasi forma di aiuto concreto alle imprese. Se anche in Italia ci fossero, per semplicità di calcolo, 600 mila piccole imprese (in realtà sono molte di più), e se questa torta venisse divisa in parti uguali, ad ognuna di esse spetterebbero appena un migliaio di euro; basta appena per pagare tasse e contributi di un dipendente per un mese.Il bonus da mille euro lo abbiamo già visto quando veniva dato a tutte le neomamme e non copriva neppure l'Iva su pannolini o sul latte in polvere nei primi anni di vita. In compenso le imprese stanno ancora aspettando l'attuazione della promessa elettorale di pagare l'Iva ad avvenuto incasso. Campa cavallo.Mario Moreggi Petrolio, i ribassinon arrivanoal distributoreL'Opec continua ad annunciare nuovi tagli alla produzione di petrolio allo scopo di evitare che il prezzo scenda ulteriormente. Pare sia un rimedio inutile, il prezzo del barile continua inesorabilmente a scendere e la sua quotazione è ora meno della metà rispetto ai massimi raggiunti in questo stesso anno. In tali condizioni il prezzo alla pompa dovrebbe essere la metà di quell'euro e sessanta centesimi che abbiamo pagato a quei tempi. Purtroppo non è così e in molti fanno supposizioni di ogni tipo, anche quella che le accise che paghiamo sui carburanti siano state congelate al livello di picco raggiunto in corrispondenza dei record di alcuni mesi fa. Ovvio che se cade il prezzo industriale di benzina e gasolio ma se non calano le imposte a rimetterci siamo tutti noi. Fino a pochi mesi fa i solerti ambientalisti ogni giorno ci ricordavano che il petrolio era così caro perché il suo esaurimento sarebbe stato imminente, ora l'Opec taglia la produzione volontariamente e non perché il pozzi stanno per rimanere a secco. Tanto per cambiare arriva una previsione sbagliata da chi è convinto di conoscere la formula magica per salvare il pianeta dalla prepotenza e dall'avidità dell'uomo.Vito ParcherChiusa (Bz)I comportamentie i silenzidi Papa Pio XIIUna lettera al Gazzettino in difesa di Eugenio Pacelli, Pio XII, nella quale si giustifica l'intento del Papa di non compromettere i cattolici, mi spinge a fare alcune delle domande retoriche, cui si continua a non dar risposta. Non avevano avuto notizia (o letto) nel 1933 Pio XI (Papa Ratti) e mons. Pacelli, il "Mein Kampf" di Hitler pubblicato fin dal 1925? Inviò o no Pio XI nel 1933, il legato pontificio Eugenio Pacelli in Germania da mons. Kaas, Presidente del partito cattolico "Zentrum", con l'ordine ai cattolici di far votare il partito nazista alle elezioni politiche del 1933, e più tardi nel Parlamento la legge dei pieni poteri ad Hitler? Era stata, o no, pretesa in cambio la nomina di Von Papen, importante cattolico del Zentrum, a vicecancelliere di Hitler? Pose o no, subito dopo, il cattolico Von Papen (a nome di Hitler) la propria firma, sotto a quella del card. Eugenio Pacelli (a nome di Papa Ratti), in calce al Concordato tedesco con la Chiesa, nel quale si legge (art. 16) il giuramento di fedeltà dei vescovi tedeschi al Reich. Tollerò Pacelli che il clero cattolico (estendendo l'art. 27) pregasse, come pregò, per la vittoria dei soldati tedeschi (definiti "crociati") durante la guerra di aggressione anticomunista dell'Urss? Perché Pio XII si limitò a salvare alcuni ebrei e tacque dello sterminio? Non aveva il dovere "nel nome di Dio" di condannare il massacro e di vietare ai cattolici di collaborare? Quanti cattolici tedeschi (anche francesi, italiani, ecc) che avrebbero voluto reagire (come i giovani della "Rosa Bianca") furono autorizzati alla viltà ed al collaborazionismo? Ed infine, quanti criminali nazisti, fascisti, ustascia (come Ante Pavelic) furono nascosti dai preti nei conventi sull'Appennino, forniti di passaporto vaticano, e di soldi, perché fuggissero alla giustizia? Si ritiene in realtà che Pacelli abbia taciuto per non disturbare la missione per la quale Hitler era stato eletto: la guerra all'Urss comunista ed atea.Mario RuffinTrevisoIl vero drammadell'universitàitalianaIl governo ha tagliato i fondi alla ricerca. È un dramma? A sentire chi urla in piazza e negli atenei, pare la Gelmini abbia guastato il più virtuoso dei sistemi, mentre la realtà è tutt'altra. Per dirne una, l'università italiana premia l'anzianità al posto della bravura nel mestiere di ricercatore. In un sistema in cui tradizionalmente regna l'inefficienza, scandalizzarsi per una diminuzione delle risorse a disposizione è miope o intellettualmente disonesto. Il merito del problema è... il merito: ancorare gli stipendi ai risultati di ricerca conseguiti, e non all'anzianità; incentivare le università ad assumere i migliori ricercatori; mettere i migliori studenti nelle migliori condizioni per studiare. Questi sono solo alcuni dei provvedimenti di cui ha bisogno l'università. Chi al governo dovrebbe prenderli non lo fa, e chi in piazza protesta non li chiede. Dov'è il dramma?Gabriele Paolaccidottorando Università "Ca' Foscari" di VeneziaVolo Myairin ritardodi nove oreVolevo solo far presente che anche il 26 ottobre c'è stato l'ennesimo ritardo della compagnia Myair sul volo del mattino delle 7.10, decollato alle 16 con arrivo a Bucarest alle 19. Molti, arrivando a Bucarest così tardi, hanno dovuto attendere il giorno dopo per proseguire il loro viaggio, dormire in hotel con notevole disagio e sostenere costi che la compagnia aerea mai e poi mai risarcirà. Sono solito volare con detta compagnia, e vedo che ci sono sempre disguidi: questa è stata la goccia che ha fatto trabboccare il vaso, siamo rimasti nell'aeroporto di Venezia "Marco Polo" ben più di un turno di lavoro con bambini che urlavano e persone anziane che facevano fatica a stare in piedi.M.M.Venezia

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Quella domanda trabocchetto a un bambino in tv ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Quella domanda trabocchetto a un bambino in tv ... Quella domandatrabocchettoa un bambino in tvLa pur legittima protesta anti-Gelmini suscita tuttavia strumentalizzazioni giornalistiche assai poco apprezzabili e condivisibili. Venerdì 24 l'edizione serale del tg di Telenordest ha mandato in onda un servizio nel quale una simpatica cronista intervistava un bimbetto che avrà avuto otto anni forse, pescato in piazza Signori, Padova, nel corso di una manifestazione contro la cosiddetta riforma della scuola. Domanda testuale della simpaticona (e si noti la furbizia dell'interrogativo): «Meglio questa festa o la scuola?». Per fortuna il bimbetto era meno ingenuo della cronista e ha risposto: «Meglio la scuola». La giornalista deve avere pensato di aver capito male. Sicchè lo ha incalzato: «Perchè?». «Perchè la scuola mi piace». Tiè. Ma si possono utilizzare questi patetici mezzucci! Tra parentesti e in conclusione, mi sovviene che la Carta di Treviso, il protocollo che disciplina i rapporti tra informazione e infanzia, dice: "Particolare attenzione andrà posta per evitare possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti portati a rappresentare e a far prevalere esclusivamente il loro interesse". Appunto.Renato BarisonVoltura galeotta,da un annoattendo l'EnelDa più di un anno ho segnalato all'Enel, tramite raccomandata e poi con l'apposito modulo reclami, che il vicino di casa di mia madre, avendo ereditato una parte di immobile catastalmente diviso in due distinte unità abitative, ma sprovvisto di contatore e di una propria linea elettrica, ha ben pensato vista la convenienza e la prolungata assenza per motivi di salute dall'immobile della legittima proprietaria a cui era intestato il contratto, di volturare a proprio favore nell'agosto 2007 la fornitura di energia elettrica. Tra le varie segnalazioni inviate all'Enel ho precisato che l'interessato non possiede i requisiti previsti dalle norme contrattuali e disciplinati dal Dpr 445 del 2000 in quanto contravvenendo all'art. 47 ha fornito dichiarazioni mendaci. Lo stesso punto 1.1 delle condizioni generali per la fornitura da parte di Enel al cliente prevede il consenso da parte del proprietario dell'immobile. Ciliegina sulla torta, i temporali di luglio hanno fatto saltare un interruttore termico (salvavita) posizionato vicino al contatore, privando il vicino della corrente, che a questo punto nonostante la sua posizione di illegalità, ha querelato mia madre ottantaduenne come responsabile. Recandomi poi al punto Enel di via Longhin a Padova lo scorso 17 settembre segnalavo l'accaduto all'operatrice che prontamente ha cercato di congedarmi con un classico: noi non possiamo far nulla: addirittura che la legittima proprietaria in cui si trova l'impianto non può più effettuare una voltura a proprio favore. Vista la mia insistenza, una presunta responsabile che si è ben guardata dal lasciare nome e recapito telefonico, mi disse che mi avrebbe chiamato quanto prima, ma a oggi non è arrivata alcuna risposta.Enrico MarettoSan Vito di VigonzaA31 e SR10,ottimismofuori luogoLa verità sullo stato dei lavori della A31 e della SR10, esposta alla quarta commissione provinciale a Saletto è meno ottimistica dell'annuncio alla stampa nella visita ai cantieri. Quello che ho sentito come consigliere provinciale presente alla relazione è che la situazione è diversa da quella annunciata e provo in questo comunicato a descriverla. Intanto per la SR10 i tempi sono molto lunghi, incerti e legati al reperimento di finanziatori privati con la trasformazione a pedaggio di questa arteria importante attesa da decenni. Per la A31 la realizzazione è monca e meno celere di quanto detto a dimostrazione che l'autostrada è servita a Brescia-Padova per rinnovare la vantaggiosa concessione della A4 più che per fare un'opera indispensabile per la viabilità della Bassa. Distinti saluti.Paolo De Marchiconsigliere provinciale Verdi PadovaCariparo- Comune,condividereil danno dei titoliTra "giocare in Borsa" e investire in obbligazioni considerate al massimo livello di affidabilità dagli esperti ci corre un mare. Nessun investimento finanziario è sicuro, neppure quello in titoli di stato (se non ne siete convinti, andate a chiedere conferma ai risparmiatori argentini). Sicuramente lo sanno i consiglieri del centrodestra, che preferiscono stracciarsi le vesti e raccontare frottole ai cittadini, come quella che un'obbligazione a scadenza 2012 o 2014 "impedisce di realizzare futuri interventi", quando invece può essere resa liquida in ogni momento (magari guadagnandoci). A mio parere, la Cassa di Risparmio, tesoriere del Comune, avendo consigliato l'acquisto di questi titoli, dovrebbe condividere le conseguenze. La mia proposta è che la prevedibile perdita di capitale sia suddivisa a metà tra Comune e Banca. Se la Cassa di Risparmio è un partner, si prenda la sua parte: altrimenti mi auguro che il Comune ne tragga le debite conseguenze e interrompa ogni rapporto in essere. La stessa proposta è auspicabile venga rivolta ai cittadini risparmiatori che possiedono obbligazioni Lehman negoziate dalla Cassa di Risparmio o dall'Antonveneta. In questo modo si trattano i clienti, non incontrandoli in tribunale.Mauro Feltini

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Scuola, studenti in piazza contro la Gelmini: fiaccolata a Parma (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, studenti in piazza contro la Gelmini: fiaccolata a Parma Dopo il "corteo funebre" organizzato dal mondo universitario, anche le scuole della nostra provincia hanno deciso di scendere in piazza a manifestare il proprio dissenso. "La scuola siamo noi", coordinamento delle scuole di Parma, ha organizzato infatti una fiaccolata per stasera. Partirà alle 18 da piazzale Picelli e arriverà fino a piazza Garibaldi, attraversando le vie del centro. Intanto a Roma centinaia di studenti hanno sfilato in centro a Roma contro il ministro dell'Istruzione e dell'Università Mariastella Gelmini e dalle 10 circa manifestano davanti a Palazzo Madama, sede del Senato. Cercano «un centro di gravità permanente», gli studenti che protestano urlando slogan ma anche facendo ricorso alle canzoni di Franco Battiato, rivisitate e «mixate». Gli studenti presenti sotto al Senato sono l?avanguardia di un corteo, il cui arrivo è atteso a Piazza Navona in mattinata. I cortei spontanei sono sette, fra studenti delle superiori e dell'Università. Secondo il Corriere della sera ci sono stati momenti di tensione quando uno studente ha sputato a un poliziotto. Fermato e identificato, il giovane è stato rilasciato poco dopo (sembra che lo studente abbia cercato di scavalcare le transenne: da qui l'identificazione).

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Al Senato sit in anti-Gelmini Gli studenti: "Siamo 10mila" (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

proseguono cortei e occupazioni in tutto il paese. a bari vendola in piazza con gli studenti Scuola, la protesta al Senato Gli studenti: «Siamo 10mila» Manifestazione a Palazzo Madama alla vigilia del voto sul decreto Gelmini. Un giovane fermato e identificato ROMA - Proseguono le proteste, i cortei e le occupazioni degli studenti di tutto il Paese in vista dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (leggi il testo del decreto 137), prevista per mercoledì in Senato (l'esame del decreto già da martedì pomeriggio in aula) e dello sciopero generale di giovedì, al quale ha aderito nelle ultime ore anche Unicobas. Nonostante il maltempo, sono numerosi gli studenti delle scuole superiori che protestano a Roma, «assediando» il Senato, per dire "no" al decreto che porta la firma del ministro dell'Istruzione. «Siamo in 10.000» fa sapere l'Unione degli studenti. I ragazzi occupano via della Corsia Agonale, lo stretto passaggio che collega piazza Navona con l'ingresso centrale di Palazzo Madama, e parte di piazza Navona. Nettamente diviso a metà il gruppo: da una parte i giovani della formazione di destra Blocco Studentesco, dall'altra i ragazzi dei collettivi di sinistra. Alle 16 si terrà presso la Sala stampa della Camera la conferenza stampa del governo ombra del Pd sui temi dell'università. All`incontro con i giornalisti parteciperanno il segretario Walter Veltroni, il vicesegretario Dario Franceschini, i ministri ombra Maria Pia Garavaglia e Pina Picierno, e Luciano Modica. INCONTRO GELMINI-GENITORI - Intorno alle 14.30 si è concluso l'incontro al ministero dell'Istruzione tra Mariastella Gelmini e le associazioni dei genitori accreditate: Movimento italiano genitori (Moige), Coordinamento genitori democratici (Cgd), Associazione genitori (Age), Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc). D'altre parte Paola Arduini, insegnante della scuola elementare di Roma 'Iqbal Masih' e membro del Coordinamento «Non rubateci il futuro» denuncia di aver chiesto «un incontro ufficiale» al ministro ma senza «ricevere alcuna risposta». UNO STUDENTE FERMATO - In mattinata si sono registrati momenti di tensione tra polizia e studenti sotto Palazzo Madama, a Roma, dove un ragazzo è stato fermato per aver sputato a un poliziotto. Lo studente è stato rilasciato dopo poco: per i suoi compagni il motivo della sua identificazione sarebbe legato a un tentativo da parte del ragazzo di scavalcare le transenne. Le fila del presidio, intanto, si ingrossano e si attende l'arrivo dei sette cortei spontanei degli studenti medi e universitari che stanno attraversando la Capitale per convergere a Palazzo Madama, dove in giornata si discute il contestato decreto Gelmini. Numerose le pattuglie della polizia municipale che stanno operando lungo i percorsi delle manifestazioni per limitare i disagi al traffico e provvedere alla chiusura e riapertura delle strade interessate. LE PROTESTE - Le proteste proseguono intanto, oltre che nella Capitale, in numerose città italiane. A Milano sono sempre più numerosi i licei e gli istituti superiori occupati o autogestiti. A Torino sono previsti nel pomeriggio tre cortei di protesta, mentre una quarantina di studenti del Fuan, organizzazione della destra, hanno organizzato stamattina un sit in nel cortile del rettorato dell'Università degli Studi, a favore della riforma del governo. «Nichi sei uno di noi» gridano gli studenti a Bari rivolgendosi al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che sfila con loro per le vie della città. A Viareggio un gruppo di studenti, partito in corteo dalla centrale Piazza Mazzini, ha occupato per alcuni minuti i binari della stazione ferroviaria. La manifestazione non ha causato alcun problema al transito dei treni. Manifestazioni anche a Bologna, a Cagliari e a Pescara. I RETTORI - Nel frattempo il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, dalle pagine de La Stampa fa sapere che «se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma delle università, non potrò che dimettermi insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato tutti - ha detto Profumo -, siamo tutti d'accordo». Secondo il rettore del Politecnico di Torino, a livello nazionale i tagli ammontano a «un miliardo e 450 milioni nel 2013». stampa |

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L'editoriale-Università e governo. La fabbrica dei docenti Giavazzi (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'UNIVERSITà E IL GOVERNO La fabbrica dei docenti La situazione nelle nostre università è paradossale. Studenti e professori protestano contro una riforma che non esiste; il ministro, preoccupato dalle proteste, non si decide a spiegare quel che intende fare per riformare l'università. L'unica certezza è che nei prossimi mesi si svolgeranno nuovi concorsi per 2.000 posti di ricercatore e 4.000 posti di professore ordinario e associato, ai quali seguiranno, entro breve, altri 1.000 posti di ricercatore. In tutto 7.000 posti, più del dieci per cento dei docenti oggi di ruolo. I 4.000 posti di professore saranno semplicemente promozioni di persone che sono dentro l'università. Le promozioni avverranno secondo le vecchie regole, cioè con concorsi finti. E' assolutamente inutile che un giovane ricercatore che consegue il dottorato a Chicago o a Heidelberg faccia domanda: di ciascun concorso già si conosce il vincitore. I 3.000 concorsi per ricercatore assicureranno un posto a vita ad altrettanti dottorandi che lamentano la loro condizione di precari. In tutte le università del mondo ad un certo punto si ottiene un posto a vita, ma ciò avviene solo dopo aver dimostrato ripetutamente di saper conseguire risultati nella ricerca. Qui invece si chiede la stabilizzazione per decreto senza neppure che sia necessario aver conseguito il dottorato. Il ministro ha ereditato questi concorsi dal suo predecessore e non pare aver la forza per cambiarli e assegnare i posti secondo criteri di merito piuttosto che di fedeltà. Gli studenti ignorano tutto ciò e sembrano non capire l'importanza di meccanismi di selezione rigorosi, in assenza dei quali le università che frequentano vendono favole. In quanto ai professori, buoni, buoni, zitti, zitti. Se questi concorsi andranno in porto ogni discussione sulla riforma dell'università sarà d'ora in poi vana: per dieci anni non ci sarà più posto per nessuno e ai nostri studenti migliori non rimarrà altra via che l'emigrazione. La legge finanziaria dispone un taglio ai fondi all'università che è significativo, ma non drammatico: in media il 3% l'anno (1,4 miliardi in 5 anni su una spesa complessiva di circa 10 miliardi l'anno). Si parte da tagli quasi nulli nel 2009, mentre poi le riduzioni diverranno via via crescenti per raggiungere la media del 3% nell' arco di un quinquennio. Il taglio non è terribile, anche considerando che la stessa Conferenza dei rettori ammette che in Italia la spesa per studente è più alta che in Francia e in Gran Bretagna. Comunque reperire risorse è sempre possibile: ad esempio, si potrebbero cancellare le regole sull' età di pensionamento approvate dal governo Prodi, ritornare alla legge Maroni e investire i denari così risparmiati nella ricerca e nell'università. Né mi parrebbe osceno far pagare tasse universitarie più elevate alle famiglie ricche e usare il ricavo in parte per compensare i tagli, in parte per finanziare borse di studio per i più poveri. Come spiega Roberto Perotti in un libro che chiunque si occupa dell'università dovrebbe leggere («L'università truccata», Einaudi, 2008) tasse uguali per tutti sono un modo per trasferire reddito dai poveri ai ricchi. I dati dell'indagine sulle famiglie della Banca d'Italia, citati da Perotti, mostrano che il 24% degli studenti universitari proviene dal 20% più ricco delle famiglie; solo l'8% proviene dal 20% più povero. Nel Sud la disparità è ancora più ampia: 28% contro 4%. Il ministro Gelmini afferma che il suo modello è Barack Obama: forse il ministro non sa quanto costa a una famiglia americana mandare il figlio in una buona università. In una delle migliori, il Massachusetts Institute of Technology, la frequenza costa 50.100 dollari l'anno (40.000 euro), ma il 64% degli studenti che frequentano il primo livello di laurea riceve una borsa di studio. Francesco Giavazzi stampa |

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RIFORMA GELMINI, LA SCUOLA LUCANA SI TRASFERISCE IN PIAZZA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

RIFORMA GELMINI, LA SCUOLA LUCANA SI TRASFERISCE IN PIAZZA 28/10/2008 12.42.01 [Basilicata] Contro la riforma Gelmini e per il rilancio del sistema pubblico dellâ??istruzione si mobilita anche lâ??Ateneo lucano. Iniziate ieri continuano oggi a Potenza le lezioni in piazza con la partecipazione di docenti della scuola e dellâ??università  insieme allâ??intero Coordinamento dei professori di Basilicata. E sempre oggi dalle 18,00 i docenti dellâ??università  e delle scuole di ogni ordine e grado, si riuniscono nella Sala del Consiglio provinciale per discutere del difficile momento, ma anche del futuro del sistema pubblico dellâ??istruzione in Italia. BAS O5

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Scuola, protesta anti-Gelmini davanti al Senato: "Fateci parlare" (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

28 ottobre 2008 - 15.51 (Ultima Modifica: 28 ottobre 2008) Prosegue pacifica la protesta degli studenti davanti al Senato, sulle note di Bob Marley gli studenti continuano a chiedere il ritiro del decreto Gelmini. Al sit-in si è unito il corteo partito da piazza Esedra. Gruppetti piu' o meno folti hanno 'invaso' piazza Navona mentre sulle transenne attorno alla fontana del Bernini i vari istituti hanno messo in bella mostra i propri striscioni. Tra gli altri il Liceo artistico che dice: 'Ripetta senza parole'. "Fateci parlare". I ragazzi che da questa mattina stazionano davanti a Palazzo Madama hanno chiesto di poter incontrare i senatori e di aprire un tavolo di trattative. Al grido di ''senatori fateci parlare, senatori fateci parlare'', il ragazzo dall'altoparlante annuncia che la richiesta e' stata inoltrata al palazzo. Intanto annunciano l'arrivo di un altro corteo di studenti che si aggiungera' al presidio. Proseguono gli slogan contro la responsabile del dicastero dell'Universita' e uno striscione fra gli altri recita: ''Gelmini delecta est''. Identificato e rilasciato manifestante. E' stato semplicemente identificato e rilasciato quasi immediatamente il ragazzo che questa mattina ha tentato di scavalcare le barriere che impediscono agli studenti che stanno manifestando di fronte al Senato di raggiungere corso Rinascimento. Intanto la manifestazione prosegue pacifica, con slogan e cori. Sono comparsi due striscioni, uno all'indirizzo dei parlamentari, 'Piu' pagati d'Europa, tagliate i vostri stipendi' e un invito diretto al ministro, in stile romanesco, 'Gelmini aripijate' (ovvero 'Gelmini riprenditi'). Lentamente la piazza si sta riempiendo e altri spezzoni di cortei spontanei stanno raggiungendo la sede della protesta dove circa un migliaio di studenti annunciano una permanenza costante. Appello alle forze dell'ordine. Studenti, di destra e di sinistra, accomunati dal "no" alla riforma Gelmini, stazionano davanti al Senato. Dopo il tentativo di sfondamento da parte di un ragazzo che ha cercato di scavalcare le transenne che bloccano l'accesso ai giovani in corso Rinascimento, immediatamente bloccato dalle forze dell'ordine, i ragazzi hanno lanciato un appello "affinche' la calma venga mantenuta da entrambe le parti".

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Un blog dedicato alla scuola sul sito web del Comune (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

INTERNET Un blog dedicato alla scuola sul sito web del Comune Chioggia(G.B.) Un blog sulla scuola attivato in coincidenza con la nuova grafica del sito del Comune www.chioggia.org. Presentandolo l'assessore all'Educazione Nicola Boscolo Pecchie s'è richiamato, per giustificare l'iniziativa, ad episodi dell'anno scorso: la protesta ora diretta contro il ministro Gelmini riguardava il predecessore Fioroni. «Il Comune intende offrire la possibilità di discussione e scambio di idee agli studenti delle scuole medie e superiori, ai docenti e alle famiglie ha dichiarato l'assessore Boscolo Pecchie -, in relazione anche alla consistenza della popolazione scolastica delle superiori: 2336 studenti, molti di più degli studenti della media inferiore o anche delle elementari».I problemi specifici degli studenti delle superiori hanno orientato l'assessore Boscolo Pecchie anche ad incontri separati dei dirigenti di questi istituti, prima convocati con gli altri colleghi. Quanto al blog, l'inserimento dei vari interventi sarà, in un primo tempo almeno, sorvegliato per evitare la presenza di espressioni offensive o contrastanti con la buona educazione.

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Stasera al Montegrappa dibattito su scuola e riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROSA? Stasera al Montegrappa dibattito su scuola e riforma Gelmini RosàIl mondo della scuola, sia di Rosà che dei comuni limitrofi, si dà appuntamento questa sera martedì 28 ottobre alle 20.45 al Teatro Montegrappa, per un dibattito che si annuncia molto partecipato, con la presenza di forze politiche, di rappresentanti dei docenti e dei genitori: Quale scuola per i nostri figli? La riforma Gelmini fa discutere insegnanti e genitori, questo l'argomento proposto.E' stata scelta, per il dibattito di questa sera, la sala grande del teatro, al posto di quella più contenuta del Giubileo, perché è annunciata una grande partecipazione sia di docenti che di genitori, in concomitanza con la giornata dedicata al problema scuola in tutta la provincia di Vicenza. A sentire le ragioni degli insegnanti e delle famiglie sono stati invitati esponenti di Forza Italia, con Morena Martini, assessore provinciale all'istruzione, della Lega con l'on. Manuela Lanzarin, del Partito Democratico con l'on. Daniela Sbrollini. Interverranno anche i due dirigenti scolastici locali, Alessandra Zuffellato della scuola media Roncalli e Renato Cenzato del circolo didattico Pascoli.Per i docenti il maestro Giuseppe Stragliotto leggerà una lettera pubblica già inviata al sindaco ed a tutte le famiglie del posto, nella quale vengono esposti i punti di vista dei docenti sulla riforma attualmente in discussione in Senato.In apertura l'organizzazione del teatro Montegrappa farà scorrere sul grande schermo il testo del disegno di legge Gelmini, così come è stato approvato alla Camera agli inizi di ottobre. Ad introdurre il dibattito sarà la preside del Liceo Brocchi Maddalena Lazzarotto, con una relazione su: Perché e come è cambiata la scuola di base negli ultimi trent'anni.Proprio la dirigente del Brocchi negli anni Ottanta, come dirigente del circolo didattico di San Giuseppe di Cassola, diede avvio tra le prime in Italia a innovative esperienze di scuola elementare che sarebbero entrate nella riforma ufficiale degli anni Novanta.Esperienza che coincise con un'altra proposta bassanese all'avanguardia , quella del famoso Qus del liceo Brocchi con il preside Tranquillo Bertamini. E curiosamente i due personaggi si sono trovati insieme con altri insegnanti l'altra sera in un ristorante rosatese per festeggiare l'addio alla scuola di Mariangela Cuman, assessore alla cultura di Marostica, per molti anni docente al Brocchi. Un pezzo di storia della scuola bassanese che rivivrà questa sera a Rosà.Silvano Bordignon

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<La scure Gelmini risparmierà le scuole bellunesi> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

«La scure Gelmini risparmierà le scuole bellunesi» L?assessore regionale Donazzan: «Il decreto contiene princìpi riorganizzativi che il Veneto ha già applicato 10 anni fa» «Abbiamo buoni argomenti perchè le scuole bellunesi non vengano toccate. Il Veneto ha infatti già provveduto a un piano di riorganizzazione e quindi è perfettamente in regola con quanto prevede il decreto del ministro Gelmini». Lo ha assicurato l'assessore regionale Elena Donazzan(in primo piano nella foto), salita a Belluno per dire la sua sul futuro della scuola bellunese. «Il decreto spiega Donazzan- si riferisce a una direttiva del 1998 che prevedeva per l'appunto una riorganizzazione della scuola a livello nazionale, con precise deroghe ai Comuni di montagna e delle piccole isole. La Regione Veneto queste direttive le ha già attuate. Non per nulla, in alcune aree della regione ci sono già delle deroghe che permettono alle scuole in comuni disagiati di restare attive». Insomma, il Veneto ha già dato. E quindi, per l'assessore Donazzan, tutte le preoccupazioni sortite in queste ultime settimane in provincia di Belluno su possibili razionalizzazioni e tagli sono fuori luogo. «Anzi commenta si tratta di mera propaganda.Elena Donazzan ha riferito nella conferenza stampa di ieri pomeriggio a Palazzo Rosso di aver parlato con il ministro Mariastella Gelmini proprio la scorsa settimana. «Le ho riferito delle preoccupazioni, figlie di una informazione non corretta, e il ministro mi ha dato assicurazioni. Anche perchè ricorda l'assessore il Veneto è al di sotto del tetto di spesa che il ministero assegna alle singole regioni». Insomma, par di capire, le scuole bellunesi possono stare tranquille. «E anche quelle del resto del Veneto dice la Donazzan ed è ciò che dirò il prossimo 30 ottobre nell'incontro con gli assessori provinciali all'istruzione e alla cultura. E dirò di più: il Veneto, proprio per il suo comportamento virtuoso, dovrà diventare un modello di riferimento anche per le Regioni che ancora non hanno provveduto alla razionalizzazione». Sulle dichiarazioni dell'assessore Donazzan il sindaco Antonio Prade conferma la propria convinzione di non partecipare all'incontro che l'assessore provinciale Claudia Bettiol ha convocato domani con i sindaci bellunesi: «Su temi come quello della scuola ci vogliono certezze e non strumentalizzazioni afferma il primo cittadino di Belluno Già abbiamo tanti problemi reali da risolvere, non credo sia necessario inventarcene altri». E alla riunione non ci sarà neppure il sindaco di Sedico, Giovanni Piccoli, presente come 'uditore' insieme ad altri primi cittadini di centrodestra alla conferenza stampa. A offrire ulteriori assicurazioni anche l'assessore alla cultura del Comune di Belluno, Maria Grazia Passuello. «Nel documento del 2000 ci sono già le motivazioni alle deroghe per la montagna, come la dispersione scolastica o le scuole superiori a diffusione limitata». Sulla questione interviene anche l'assessore provinciale Claudia Bettiol: «Ho molto rispetto per l'assessore Donazzan e per la sua battaglia sulle scuole venete. Chiedo invece a Prade perchè non abbia subito convocato lui una riunione con gli altri sindaci dopo i dati diffusi dai sindacati, mentre l'ha fatto dopo la convocazione della Provincia. Io l'ho indetta precisa spinta proprio dalle preoccupazioni di molti sindaci bellunesi».Maurizio Dorigo

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Decreto Gelmini, si mobilitano i docenti del secondo circolo (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

PORTOGRUARO A sostegno delle iniziative di protesta Decreto Gelmini, si mobilitano i docenti del secondo circolo PortogruaroLe preoccupazioni per gli effetti del decreto legge 137, meglio conosciuto come decreto Gelmini, hanno coinvolto anche le scuole portogruaresi. Dopo lo sciopero degli studenti degli istituti superiori dei giorni scorsi, il collegio docenti del 2. circolo didattico di Portogruaro, che comprende sei scuole, tre elementari e tre scuole per l'infanzia, ha approvato a maggioranza una mozione che invita i genitori a sostenere tutte le iniziative di protesta che verranno adottate dalle organizzazione sindacali degli insegnanti e che chiede al Ministro Mariastella Gelmini e al Senato della Repubblica di fermare l'iter di conversione in legge del decreto, aprendo un serio dibattito sul sistema scolastico che veda come protagonisti il Parlamento, dei pedagogisti esperti, la scuola e i suoi operatori. Nella mozione, inviata al Ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, al dirigente regionale del Veneto, al dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Venezia, al sindaco del Comune di Portogruaro Antonio Bertoncello, ai genitori del 2. circolo didattico e alle organizzazioni sindacali, si esprime preoccupazione per un decreto che si legge intende reintrodurre nel sistema scolastico, e in modo specifico nella scuola primaria, alcuni modelli organizzativi legati ad un lontano passato e destinati a minare la qualità didattica di questo ordine di scuola che, secondo i dati dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, è tra i primi posti al mondo. In particolare l'assemblea dei docenti ha manifestato la propria contrarietà sulla riduzione del tempo scuola, sul ritorno al maestro unico, sulla reintroduzione del voto in condotta e dei voti espressi in decimi e sullo stravolgimento dell'attuale modello del tempo pieno.T.Inf.

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Quale sarà il futuro della scuola alla luce dei cambiamenti proposti dal ministro (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

INCONTRO PUBBLICO Quale sarà il futuro della scuola alla luce dei cambiamenti proposti dal ministro Il futuro della scuola italiana sarà il tema, oggi alle 17.30 nel ridotto del teatro comunale, di un incontro pubblico promosso dai Comuni di Adria, Papozze e Pettorazza Grimani. All'iniziativa, dal titolo "Ma dove va questa scuola", parteciperanno Luciana Mion del coordinamento regionale del Partito Democratico e Gastone Rubello, responsabile provinciale scuola e cultura di Forza Italia. «È un appuntamento - premette l'assessore alle attività formative Rosa Barzan - che si aggiunge agli sforzi che ho compiuto affinché anche in città ci sia un confronto reale sul valore, il significato ed il modo di funzionare della scuola con particolare attenzione a quella elementare e dell'infanzia, con il coinvolgimento di genitori, studenti, opinione pubblica, rappresentanze sindacali e del mondo della cultura. I cambiamenti proposti dal ministro Gelmini stanno creando preoccupazioni e problemi soprattutto in coloro che nella scuola lavorano o la frequentano. Le scelte attuate confermano dubbi ed inquietudini: si vuole destrutturare e smantellare la scuola pubblica partendo, non a caso, da quel segmento, la scuola elementare, che ne costituisce il punto più alto. La scelta del maestro unico non si riferisce ad esigenze pedagogiche e didattiche ma alla necessità di operare tagli previsti dal decreto finanziario. La dura sostanza prevede tagli al personale docente e a quello ausiliario - tecnico - amministrativo, nonchè l'individuazione di strategie per l'accorpamento e la soppressione delle autonomie scolastiche con meno di 500 (o 600) alunni: ad Adria si potrebbero verificare eccedenze di organico; seguirà il taglio di numerosi posti di lavoro e la chiusura di plessi scolastici in alcune frazioni dove la scuola rappresenta l'unico presidio pubblico. I due istituti comprensivi della città già da quest'anno hanno rimodulato l'offerta formativa a causa delle contrazioni d'organico».

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La preside: <Chiamo la polizia>. E gli studenti se ne vanno (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

La preside: «Chiamo la polizia». E gli studenti se ne vanno All?istituto tecnico Vendramin-Corner, l?occupazione organizzata da un gruppo di 60 giovani è durata appena un giorno VeneziaL'istituto tecnico superiore Vendramin Corner è stato occupato per un giorno. Poco più di 60 studenti, ieri mattina, hanno fatto irruzione nella scuola superiore, in Fondamenta Briati, a Dorsoduro, impedendo l'accesso agli altri studenti. Chiusi con catene e lucchetti tutti gli accessi alla scuola, sbarrate le porte di servizio con barricate improvvisate fatte di sedie e tavoli, gli studenti hanno presidiato la scuola su tutti e tre i piani. Subito esposto alle finestre un manifesto con su scritto Corner okkupato. Un'occupazione improvvisata che ha colto di sorpresa insegnanti, preside e i quasi 400 studenti delle due sezioni. In realtà già da qualche giorno c'era nell'aria l'idea di fare un gesto clamoroso. Il tutto per manifestare contro la riforma del ministro Gelmini seguendo la scia di altre scuole italiane. E per evitare sgomberi forzati, gli occupanti si sono organizzati bene. Gli studenti si sono intrufolati nell'istituto domenica sera e hanno passato la notte a scuola. Lunedì mattina, all'alba, erano già organizzati. «Non è stato difficile entrare di nascosto a scuola di notte spiega Giacomo, 16 anni - Da tempo studiavamo come fare. L'occasione si è presentata quando abbiamo notato, domenica notte, una finestra a piano terra lasciata incautamente aperta. Siamo entrati da lì».«I miei genitori sono al corrente di tutto - aggiunge Giacomo e non mi hanno ostacolato». La preside, Grazia Castellan, ieri mattina, si è subito mossa. «Sto cercando di trattare con i ragazzi - ha spiegato ma di certo io non autorizzo nessuna occupazione e tanto meno permetterò ai ragazzi di dormire ancora a scuola di notte». E gli stessi studenti non occupanti, non hanno visto di buon occhio il gesto estremo. «Siamo contrari all'occupazione» hanno detto a gran voce gli studenti impossibilitati ad entrare a scuola (erano più di 300). Sono volati paroloni e qualche insulto tra chi si era barricato dentro e chi è rimasto, suo malgrado, fuori. «Si poteva pensare ad alte forme di protesta aggiunge Giulia De Rossi - l'occupazione è un gesto illegale e non porterà a nulla di buono». In molti avrebbero preferito fare lezione regolarmente, magari organizzando un'assemblea tra gli studenti per qualche altra forma di dissenso. E fino a tardo pomeriggio, la preside ha cercato, con le buone, di far ragionare i ragazzi. Fino ad arrivare ad un compromesso: «Abbiamo dovuto desistere conclude Giacomo perché in alternativa la preside avrebbe fatto intervenire la polizia. Abbiamo ottenuto però il permesso di poter partecipare a tutte le manifestazioni di protesta previste per questa settimana». E anche la preside ha confermato: «O se ne andavano, o chiamavo le forze dell'ordine»Gioia Tiozzo

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Sit-it e manifestazioni a Mestre, in venti si barricano all'interno dell'Istituto d'Arte (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Presidio permanente degli univeristari a San Basilio, domani in tremila ai Magazzini Ligabue. Oggi "lezione" in piazza San Marco. E già si pensa di bloccare il traffico Sit-it e manifestazioni a Mestre, in venti si barricano all'interno dell'Istituto d'Arte MestreManifestazioni e occupazioni: la protesta anti-Gelmini continua ad animare le scuole superiori della terraferma. Ieri mattina, il liceo socio-pedagogicoStefaniniha organizzato un grande sit-in nel cortile del plesso scolastico con i professori, che hanno fatto lezione all'aperto. Nel contempo, l'Istitutod'Artein Corso del Popolo, all'alba, veniva occupato da una ventina di ragazzi che si sono barricati all'interno dell'edificio, senza lasciare entrare alcun insegnante. Al liceo scientificoMorinla mattinata è stata contraddistinta da un pacifico sit-in a cui hanno aderito duecento ragazzi. Analoga manifestazione anche per il liceo classicoFranchetti. Se all'Istituto d'Arte, l'occupazione, che si verrà a trasformare in assemblea permanente nei prossimi giorni fino alla manifestazione del 30, i ragazzi intendono dormire a scuola, al Morin anche oggi è previsto un sit-in, con la collaborazione dei docenti, al quale si unirà anche l'istitutoLuzzati-Gramsci. Nel frattempo, si prevedono per domani altri sit-in all'ItisZuccantee al liceo scientificoGiordano Bruno. All'istituto tecnicoPacinottisi parla di occupazione. Tutti i rappresentanti delle scuole superiori mestrine si sono ieri pomeriggio trovati per discutere che fare con la grande manifestazione di giovedì. Oltre a pullman della Rete degli studenti della Cgil (Reds) per Roma, alla manifestazione di Venezia, forse verrà organizzato un grande e pacifico sit-in in Piazza Ferretto.A VENEZIA -Dibattiti, laboratori di musica e di pittura, un gruppo di documentazione incaricato di immortalare tutto quello che succede, una raccolta di firme e di fondi in Campo San Barnaba e in Campo Santa Margherita e perfino una sala stampa dove si mantengono i rapporti con i media e in cui è stato creato un blog. Non si può certo dire che l'autogestione delliceo Artisticosia organizzata male. Oltre all'organizzazione colpisce la solidarietà degli insegnanti, che spesso intervengono ai dibattiti e che danno una mano a sistemare i manifesti all'esterno della scuola. «Per ora non si parla di occupazione - dice Eleonora anche se un ristretto gruppo di noi vorrebbe procedere da subito per questa via più dura; ma noi per adesso preferiamo autogestire la scuola almeno fino a venerdì». Nessuno conferma né smentisce che in realtà, dietro alla decisione di non occupare, pesi «il patto di corresponsabilità educativa» fatto firmare giorni fa dal preside Bartolomeo Tribuna in cui si dichiarava punibile con l'espulsione chi decidesse di occupare. E proprio su questa vicenda ieri il consigliere comunale Sebastiano Bonzio (Rifondazione) ha presentato un ordine del giorno perché venga rivisto il regolamento di disciplina del liceo Artistico di Venezia così da tutelare i diritti degli studenti, «incluso quello inviolabile di sciopero». Intanto questa mattina, alle 9, anche gli studenti dell'Artistico parteciperanno alla lezione di massa organizzata inpiazza San Marco, a cui parteciperanno quasi tutti gli istituti superiori e molte università del territorio veneziano.UNIVERSITÀ -Da ieri mattina è presente nelle aule di San Basilio, in Marittima, un presidio permanente che riunisce gli studenti diCa' Foscari,IuaveAccademia di Belle Arti. Quasi 500 studenti si sono ritrovati ieri per fare il punto della situazione e per organizzare nuove mobilitazioni nel corso della settimana. Si inizia con l'unire le forze con gli studenti delle scuole superiori. Oggi alle 9, in piazza san Marco, il docente Mario Galzigna (Ca' Foscari) terrà una lezione a cielo aperto. Già ieri il professore di arabo di Ca' Foscari, Odeh Yaser, ha fatto lezione in campo san Polo. Si è pensato anche di srotolare uno striscione giù dal campanile di San Marco. Si passa poi a chiedere l'aiuto di Radio Ca' Foscari per tenere informati gli studenti sugli sviluppi delle manifestazioni, e si creano presidi informativi in ogni dipartimento dei tre atenei veneziani. Domani, in occasione delle festa delle matricole, ai magazzini Ligabue si troveranno 3mila studenti universitari. Allo studio, una piattaforma informatica per velocizzare lo scambio di informazioni (una prima idea è il sito www.ibridamenti.com). Per giovedì c'è l'intenzione di suscitare clamore con un forte gesto di protesta, forse il blocco del ponte della Libertà.(Hanno collaboratoIlia Cianchi, Giulia QuaggioGioia Tiozzo)

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Scuola, la protesta si allarga Il "Volta" fa lezione all'aperto (sezione: Scuola)

( da "Corriere Di Como, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, la protesta si allarga Il "Volta" fa lezione all'aperto RISCHIO OCCUPAZIONE AL "TERRAGNI" Occupazione al "Terragni" di Olgiate, lezioni all'aperto al "Volta" di Como, probabili mobilitazioni anche al "Caio Plinio". A tutto ciò, si unisce inoltre giovedì mattina un corteo di studenti che attraverserà la città. Iniziano oggi tre giorni di protesta "anti-Gelmini", che squasseranno la scuola comasca e culmineranno giovedì con lo sciopero generale del settore. Avevano aperto le danze gli studenti del liceo scientifico "Paolo Giovio" che, giovedì scorso, senza alcun preavviso avevano occupato la scuola giorno e notte. L'invasione (pacifica) dell'edificio era continuata anche venerdì, per poi rientrare nella notte tra venerdì e sabato dopo un lungo braccio di ferro con il preside. Sabato mattina non tutti i ragazzi erano rientrati in aula, perché molti occupanti erano rimasti in palestra e nei corridoi a ripulire. All'occupazione del "Giovio" si erano uniti alcuni rappresentanti dei licei "Teresa Ciceri" e "Volta". Ora, però, sembra che anche altre scuole comasche abbiano deciso di accodarsi alla protesta. TERRAGNI, VOLTA E CAIO PLINIO Ieri, in redazione, è arrivata la mail di uno studente del liceo scientifico "Terragni" di Olgiate Comasco che informava di un'iniziativa simile a quella dei colleghi del Giovio. La scuola verrà occupata «per protesta», si legge nella mail, mercoledì 29 ottobre. Domani. Lo studente precisa che «a differenza delle altre occupazioni», quella del Terragni «avverrà in un giorno di vacanza», a testimonianza del fatto che «lo scopo non è perdere ore di lezione». Il calendario scolastico del "Terragni" prevede infatti una sospensione delle lezioni dal 27 al 31 ottobre. Oggi, invece, scenderanno in piazza gli studenti del liceo classico "Volta" di Como. I ragazzi della scuola di via Cesare Cantù hanno scartato l'ipotesi di un'occupazione, scegliendo come forma di protesta un'iniziativa simile a quella degli universitari di Milano: organizzeranno lezioni all'aperto davanti all'ingresso del liceo. Tre ore, dalle 8 alle 11, con lezioni tenute da professori che oggi hanno il giorno libero o qualche ora buca. In caso di pioggia (oggi molto probabile) la mobilitazione si sposterà nella palestra. Dalle 11 alle 13 è invece previsto un dibattito sul decreto Gelmini e sulle modifiche apportate dall'attuale governo al mondo della scuola. Gli studenti del "Volta" precisano comunque che «non sarà impedito in alcun modo il regolare svolgimento delle lezioni» all'interno del liceo. Per ora è prevista l'adesione di circa 200 ragazzi. Non è invece ancora chiaro se e cosa accadrà al "Caio Plinio". Tra alcuni studenti è trapelata anche la voce di un'occupazione per mercoledì, ma non c'è nulla di ufficiale. Non è escluso comunque che anche i ragazzi di ragioneria decidano di organizzarsi in qualche forma di protesta. CORTEO E SCIOPERO Alcuni liceali (principalmente del "Giovio") hanno depositato in Questura il percorso del corteo che attraverserà giovedì le vie di Como, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola. La partenza è fissata alle nove da piazzale Gerbetto: il corteo (che, stando alle previsioni, sarà composto da un migliaio di persone) percorrerà via Sirtori e via Sauro, per poi rientrare in città murata da via Perti. Passerà da via Cantù, sede del liceo "Volta" , girerà quindi in via Diaz e sbucherà in piazza Volta. L'arrivo è previsto davanti al collegio "Gallio", nell'omonima via. Lo stesso giorno pure docenti e personale Ata incroceranno le braccia contro la Gelmini. Secondo i sindacati comaschi, l'adesione potrebbe essere massiccia e, quindi, portare alla chiusura di molti istituti. Andrea Bambace Nella foto: Un momento dell'occupazione del "Giovio", la scorsa settimana, le agitazioni non sono ancora terminate (Mv) Home Cuochi olimpici ieri in Provincia Argento al "Patria" fatto di verdura Sono quattro i nuovi comandanti per i reparti delle fiamme gialle Schiava e costretta a prostituirsi Condannato a 10 anni l'aguzzino Il "caso Caleffi" in Cassazione Il procuratore chiede l'ergastolo Carioni non sfiducia la Saladini, bufera politica in Provincia Villa Saporiti: un registro provinciale per le badanti El Sisi affronta An e Lega Nord Dopo il botto si contano i danni delle case vicine Buttato a terra dal compagno, si frattura tre dita Nessun risarcimento e deve pagare 10mila euro Coletti alla Radio Vaticana: «No alle agitazioni di piazza»

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Coletti alla Radio Vaticana: <No alle agitazioni di piazza> (sezione: Scuola)

( da "Corriere Di Como, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Coletti alla Radio Vaticana: «No alle agitazioni di piazza» IL VESCOVO DI COMO «Mi sembra inutile, se non addirittura dannoso, intervenire agitando le piazze». Il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, ha preso posizione ieri sul tema della riforma della scuola e sulla protesta scatenata dalle decisioni del governo. Lo ha fatto rispondendo alle domande di Radio Vaticana nella veste di presidente della commissione episcopale per l'Educazione cattolica, la scuola e l'università. Coletti non ha risparmiato critiche a chi ha, in questi giorni, occupato le aule o manifestato in piazza. Pur ammettendo che «su un tema così delicato servono dialogo e confronto. È una scelta difficile procedere su questi problemi a colpi di decreti legge, d'altra parte è inutile, se non addirittura dannoso, intervenire su questi problemi agitando la piazza. Il problema dei risparmi è sul tavolo ed è ineludibile - ha aggiunto il presule - ma le riforme che si sono susseguite negli anni passati non hanno sempre avuto la possibilità di una verifica di fondo. Ci sono problemi come il maestro prevalente o il controllo della disciplina che sono stati un po' abbandonati a qualche intuizione, senza molta riflessione. Bene, tuttavia, ha fatto il ministro Mariastella Gelmini a mettere i puntini sulle "i" su questi argomenti». Secondo il vescovo lariano, «la risposta di chi si oppone alla riforma poteva essere più ragionata e pacata». Un'ultima riflessione di Coletti è stata a proposito della parità scolastica. Secondo il vescovo lariano, «non è possibile continuare a ragionare in termini di contrapposizione tra scuola pubblica statale e scuola pubblica non statale. La scuola pubblica non statale ha tutto il diritto di essere riconosciuta paritariamente come una istituzione di servizio pubblico rivolta a tutti». Nella foto: Il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti Home Cuochi olimpici ieri in Provincia Argento al "Patria" fatto di verdura Sono quattro i nuovi comandanti per i reparti delle fiamme gialle Schiava e costretta a prostituirsi Condannato a 10 anni l'aguzzino Il "caso Caleffi" in Cassazione Il procuratore chiede l'ergastolo Carioni non sfiducia la Saladini, bufera politica in Provincia Villa Saporiti: un registro provinciale per le badanti El Sisi affronta An e Lega Nord Dopo il botto si contano i danni delle case vicine Buttato a terra dal compagno, si frattura tre dita Nessun risarcimento e deve pagare 10mila euro Scuola, la protesta si allarga Il "Volta" fa lezione all'aperto

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(m.d.) "E' un Piano che cambia il nostro modo di vivere in ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

(m.d.) "E' un Piano che cambia il nostro modo di vivere in ... (m.d.) "E' un Piano che cambia il nostro modo di vivere in città. A suon di opportunità. Vuol dire che non saremo più costretti ad utilizzare l'auto a tutti i costi, ma che avremo la possibilità di scegliere, tra l'auto, il bus, la bicicletta. Il Piano urbano della mobilità, insomma è prima di tutto una chance che viene offerta ai cittadini." Così l'assessore alla Mobilità, Enrico Mingardi, che domani presenta per la prima volta il Pum - Piano urbano della mobilità. All'incontro, rivolto agli addetti ai lavori, che si svolge al Vega, ci sarà anche il prof. Pietro Gelmini del Centro studi traffico. Il prof. Gelmini aveva avuto da Mingardi un mandato molto chiaro, quello di studiare tutti i piani regolatori dei Comuni attorno a Venezia - Spinea,Dolo, Marcon, Martellago, Mira, Mogliano, Quarto d'Altino. I dati sui prg sono stati stati messi assieme alle prospettive di sviluppo dell'area degli 8 Comuni - che comprende mezzo milione di abitanti - ai rilievi sull'inquinamento e ai flussi del traffico. Non solo, il prof. Gelmini ha inserito nel suo studio anche i progetti di strade e di infrastrutture - dalla tramvia alla Vallenari bis - per offrire alla città la possibilità di muoversi in modo diverso. E così il Pum voluto da Mingardi prenderà in considerazione due punti chiave: il ponte della Libertà e la tangenziale di Mestre. Il ponte è un nodo cruciale perchè riguarda Mestre, ma soprattutto Venezia. Liberare il ponte dal traffico privato significa spostare i turisti in zona San Basilio dove è previsto che vengano caricati sul vaporetto, liberando così anche il Canal Grande dall'assedio dei mezzi di trasporto. L'altro punto chiave è la tangenziale di Mestre. Che, secondo Enrico Mingardi, "deve diventare una strada urbana. Questo significa che si può iniziare a ragionare sull'interramento della tangenziale per recuperare lo spazio che è ora ad uso esclusivo di tir e automobili. Lo hanno già fatto a Madrid, lo stanno facendo ad Amsterdam. Esattamente nello stesso modo e cioè facendo sparire la tangenziale sotto terra e costruendoci sopra parchi o, addirittura, condomini, come fanno ad Amsterdam. Credo che anche da noi sia matura una riflessione di questo tipo se vogliamo pensare sul serio alla New Mestre di cui parla il sindaco Cacciari. La tangenziale - spiega Mingardi - è la ferita più importante inferta al territorio, dobbiamo avere il coraggio di pensare alla sua sutura definitiva." E per il resto, il Pum punta sul trasporto pubblico - soprattutto tram - e sulla bicicletta. "Rivendico con orgoglio a questa amministrazione i traguardi raggiunti sul piano della ciclabilità. Stiamo avviandoci rapidamente ai 100 chilometri di piste ciclabili, il Bicipark della stazione è largamente insufficiente, partiamo con il Bike sharing. E i mestrini ci stanno premiando perchè non ho mai visto in giro tante bici. La bicicletta sta diventano "il" mezzo di trasporto in città."

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BELLUNO - L'assessore regionale Elena Donazzan è venuta in ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

BELLUNO - L'assessore regionale Elena Donazzan è venuta in ... BELLUNO - L'assessore regionale Elena Donazzan è venuta in Comune per assicurare che le scuole di montagna non sono a rischio, perché il decreto del ministro Gelmini si riferisce alla direttiva del 1998 che concedeva deroghe ai Comuni in quota.Dorigoa pagina II

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Proteste e tensioni al Senato (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa scuola e università Proteste e tensioni al Senato Il voto sul decreto 137 si avvicina (l'approvazione potrebbe arrivare gia' stasera), ma gli studenti non mollano la presa. Proteste e cortei sono in corso in tutta Italia coinvolgendo scuole e universita' e di fronte al Senato cresce di ora in ora la folla dei manifestanti. Piazze virtuali - cortei e manifestazioni in tutta Italia ma lo scontro è anche sul web: "Lasciateci studiare!" Gli studenti delle scuole medie superiori assediano il Senato dove nel pomeriggio si voterà il Dl Gelmini. Circa 10.000 giovani, è la stima dell'Unione degli studenti, dopo aver dato vita a diversi cortei nel centro di Roma, si sono diretti a Palazzo madama. In mattinata si sono registrati anche momenti di tensione e uno studente e' stato prima fermato e poi rilasciato dalle forze dell'ordine. "Nonostante alcuni atti intimidatori - hanno denunciato gli studenti dell'Uds - ad opera di alcuni estremisti di destra, che hanno cercato di imporsi per prendere la parola dal camion dell'Unione degli studenti, la manifestazione prosegue in modo festoso e pacifico". Nel frattempo stanno arrivando davanti a Palazzo Madama anche gli studenti universitari degli atenei di Roma e gli studenti delle scuole che sono in occupazione e autogestione. Nel pomeriggio, durante la votazione del decreto Gelmini i manifestanti terranno un sit-in proprio sotto Palazzo madama. "Oggi e domani al Senato voteremo, come previsto e senza alcuna esitazione, il decreto Gelmini. Non ci facciamo intimidire dalle minacce di nessuno, tanto meno da chi è sceso pretestuosamente in piazza diffondendo menzogne, manipolato e spalleggiato dai dirigenti della sinistra". Lo dichiara in una nota il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. In mattinata, intanto, due studenti e un genitore, vestiti da Re Magi, si sono recati al ministero dell'Istruzione per consegnare ("Maria Stella cometa Gelmini non c'era", dicono i promotori) le 15mila lettere di protesta, raccolte a Roma, contro la riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi. Gli organizzatori, cioe' il coordinamento di base insegnanti-genitori, avrebbero voluto che i tre Re Magi arrivassero al ministero a dorso di cammello ma - fanno sapere - mancava il permesso per il trasporto degli animali. Manifestazioni, cortei e assemblee si sono svolte in diverse citta' dell'Italia, dal nord al sud.

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Scuola, Veltroni: decreto è atto di arroganza del centrodestra (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Di fronte alla generale protesta contro la riforma della scuola, convertire in legge il decreto del ministro Mariastella Gelmini che prevede tagli di spesa all'istruzione elementare e media è "un atto di arroganza" da parte della maggioranza di centrodestra. Così il segretario del Pd Walter Veltroni si è espresso oggi, alla ripresa dei lavori in Senato dove il dl è atteso per l'approvazione definitiva domani. "Considero un atto di arroganza andare avanti con il dl Gelmini", ha detto Veltroni in una conferenza stampa del governo ombra del Pd. "Un politico intelligente deve capire quando una proposta rompe con la societa", ha proseguito il leader del principale partito d'opposizione, ribadendo che le proteste degli studenti e degli insegnati in corso anche oggi sono "un movimento che non ha nessuna matrice politica". “Insisto con la richiesta al governo di ritirare il decreto Gelmini e avviare il confronto. Non dico all?infinito, ci si dia un tempo e dopo aver ascoltato tutti si chiude” Questo pomeriggio riprendono in aula le votazioni sul decreto dal punto più contestato, quello che contempla il ritorno al maestro unico alle elementari e la progressiva riduzione delle cattedre.

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Pd in piazza, ma nessuno ha la bacchietta magica (sezione: Scuola)

( da "Famiglia Cristiana" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

di Beppe Del Colle LA MANIFESTAZIONE DEL 25 OTTOBRE A ROMA E I VERI PROBLEMI DEL PAESE PD IN PIAZZA, MA NESSUNO HA LA BACCHETTA MAGICA Il Centrodestra sottovaluta o mistifica la protesta contro il decreto del ministro Gelmini. Il Pd usa la stessa contestazione per porsi come unico baluardo della democrazia. La settimana scorsa ha offerto alcune occasioni per riflettere su cosa sta capitando a questo Paese e cosa ci attende. Innanzitutto si sta verificando una deludente rappresentazione di sé della politica, rispetto ai problemi aperti nella società nazionale e internazionale. Da entrambe le parti del "bipolarismo". Walter Veltroni al Circo Massimo (foto AP/La Presse). Da un lato c?è la sottovalutazione o la mistificazione della protesta contro il decreto legge Gelmini. Nel giro di due o tre giorni il presidente del Consiglio indica "dettagliatamente" al ministro dell?Interno come contrastarla mediante le forze dell?ordine, poi smentisce di aver mai parlato di "polizia nelle scuole", infine denuncia la presenza di "facinorosi" tra i giovani che manifestano in tanti modi diversi, quando non ce n?è la minima traccia. Ma dall?altra parte la campagna pubblica di critica alla Gelmini, in cui si muovono non solo gli studenti (molti, certo non tutti) ma anche gli insegnanti, da quelli elementari ai docenti universitari (anche qui non tutti), e le famiglie, è assunta come forma di opposizione al Governo, che serve al Partito democratico e al suo segretario per presentarsi come ultimo baluardo della democrazia a una piazza in cui (dice la propaganda Pd) ci sono due milioni e mezzo di cittadini, quando tutte le cronache, anche non di parte, gli assegnano non molto di più di un decimo di quella cifra. La realtà è diversa, e non facile da capire. La protesta anti-Gelmini non può essere paragonata con quelle che caratterizzarono in Italia il mondo studentesco nel ?68 e nel ?77. Allora c?era in campo l?ideologia, dalla teoria marxista alla prassi sfociata nel terrorismo; oggi c?è la consapevolezza del buio che aspetta gli studenti, e che ha un nome ben preciso: il precariato nel lavoro, qualunque esso sia e qualunque sia il livello di preparazione; allora c?era la violenza, oggi c?è la ricerca (non priva di ironia) di strumenti, gesti, parole, slogan che mettano insieme due dirittidoveri, quello di manifestare dissenso ? anche se si è di destra ? e quello di studiare, o di ascoltare lezioni, magari in piazza. La manifestazione del 25 ottobre al Circo Massimo di Roma ha dimostrato che il Partito democratico c?è, raccoglie molti cittadini, la sua leadership non è per ora in discussione, e le polemiche interne (a parte Di Pietro) non sono sempre in primo piano. Ma per Veltroni e il gruppo dirigente del Pd si verifica ciò che appare evidente anche nella maggioranza di Centrodestra. Nessuno ? nemmeno la sinistra, anzi tanto meno la Sinistra tradizionale ? ha la bacchetta magica per affrontare la questione fondamentale del momento e dell?immediato futuro, cioè la recessione economica con le sue conseguenze, dai tagli alla spesa pubblica (scuola e università comprese) all?aumento della povertà e della disoccupazione. Al fondo di tutto, ci sono altre polemiche sull?immigrazione, dopo la "gaffe" leghista con le "classi ponte" nelle scuole. Alla fine, la risposta più chiara arriva domenica 26 ottobre, dalle letture nella Messa. Soprattutto da Esodo 20: «Dice il Signore: non molesterai lo straniero, né l?opprimerai, perché foste stranieri nella terra d?Egitto. Se tu presti denaro al mio popolo, al povero che è con te, non ti comporterai come un creditore: non gli imporrete interesse». Ecco serviti chi non sopporta lo straniero e il banchiere che rovina milioni di famiglie speculando sui mutui.

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DI LASCIO (PD): RIFORMA GELMINI DEPOTENZIA SCUOLA PRIMARIA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

DI LASCIO (PD): RIFORMA GELMINI DEPOTENZIA SCUOLA PRIMARIA 28/10/2008 16.13.09 [Basilicata] â??Il tema della riforma scolastica è¨ oggi più¹ che mai di stretta attualità . Le proposte contenute nel decreto Gelmini rivoluzioneranno la scuola italiana, a nostro avviso depotenziandola soprattutto dove eccelle, ovvero la primariaâ?. Lo afferma â?? in una nota â?? il capogruppo del Pd in Consiglio Provinciale, Vito Di Lascio. â??Urge attivare, come Provincia di Potenza, un serio confronto â?? afferma Di Lascio - in vista dellâ??annuale approvazione del piano di dimensionamento scolastico. Se, infatti, verrà  convertito in legge il Decreto 133/2008, lâ??attività  di pianificazione per una nuova e migliore Scuola in Basilicata sarà  messa seriamente in pericolo. La nostra Provincia ha scommesso sullâ??innovazione e sulla sperimentazione oltre che ad aver investito circa 25 milioni di â?¬ in edilizia scolastica nel quadriennio 2004-2008. La scelta dei Patti Formativi Locali, inoltre, risponde allâ??idea del passaggio dal tradizionale concetto di scuola a quello più¹ ampio di sistema formativo che, contemplando più¹ autonomia e più¹ cooperazione tra i soggetti coinvolti nel progetto educativo, vuole assegnare al sistema formativo il ruolo di difesa e di valorizzazione della scuola lucana. La richiesta fatta - prosegue il Consigliere- della convocazione di un Consiglio Provinciale straordinario, che si terrà  il prossimo 5 novembre e dedicato alla discussione della riforma, incrocia il disagio che in questi giorni gli studenti stanno manifestando in tutta la regione. Le riforme servono al Paese se innovano e attribuiscono più¹ autonomia decisionale alle realtà  decentrate. Questa riorganizzazione â?? prosegue Di Lascio - è¨ segnata dal centralismo e viene realizzata per decreto senza un reale e serio confronto con chi, oltre a saper leggere i numeri dei tagli, conosce il territorio e può² al meglio orientare azioni che non distruggano la scuola italianaâ?. â??La scuola â?? conclude Di Lascio â?? è¨ una istituzione di primaria importanza per la società  tutta e una riforma come quella proposta dal Governo nazionale obbliga ad una discussione ampia e partecipata, mettendo al centro la pluralità  del sapere e la necessità  di investimenti maggiori sulla formazione del â??capitale umanoâ?. Solo così¬ la stagione che stiamo vivendo non sarà  un tempo di paura ma di speranza, la speranza di una società  migliore nella quale i giovani possano essere istruiti da una scuola miglioreâ?. BAS 05

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SCUOLA, LACORAZZA: â SCOPERTA LA FURBATA DI TREMONTI-GELMINIâ (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA, LACORAZZA: â??SCOPERTA LA FURBATA DI TREMONTI-GELMINIâ? 28/10/2008 18.03.06 [Basilicata] â??Eâ?? venuta fuori la furbata della coppia Tremonti-Gelmini, altro che facinorosi che strumentalizzano le piazzeâ?! Eâ?? quanto ha dichiarato Piero Lacorazza, segretario regionale del PD di Basilicata, nel rinnovare lâ??appello di adesione e mobilitazione alla manifestazione che giovedì¬ 30 è¨ stata indetta dai sindacati confederali CGIL-CISL-UIL, da SNALS e GILDA. â??Il sondaggio Demos&Pi commentato da Ilvo Diamanti questa mattina su La Repubblica la dice lunga su come si sono forzatamente voluti presentare i tagli attraverso lo specchietto per le allodole del grembiulino e del voto in condotta. Quando la domanda viene posta sul maestro unico e sulla chiusura delle scuole dei piccoli centri non solo cala la popolarità  della Gelmini ma cresce il giudizio negativo degli italiani. La mobilitazione degli studenti, dei docenti, degli insegnanti, delle famiglie è¨ una bella, straordinaria, matura e consapevole manifestazione di democrazia, libera da singole bandiere ed ideologismi. Più¹ investimenti e meno privilegi, più¹ merito e meno baronie, più¹ diritto allo studio e mobilità  sociale, queste sono le parole dâ??ordine di un movimento che sarebbe difficile e sbagliato identificare con un partito o con una sigla. Per questo â?? ha concluso Lacorazza - il Governo ha più¹ paura e reagisce ostentando un maggiore decisionismoâ?. BAS 05

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Scuola, mercoledì a Forlì lezioni in piazza Saffi contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

28 ottobre 2008 - 17.20 (Ultima Modifica: 28 ottobre 2008) Fervono i preparativi nel mondo studentesco forlivese contro il decreto Gelmini. Mercoledì mattina si svolgeranno le "open air lesson", lezioni pubbliche che si svolgeranno in piazza Saffi a Forlì. Un'iniziativa eclatante che prende spunto da quanto sta avvenendo in molte altre piazze d'Italia. Una protesta che tra le iniziative prevede anche una raccolta di firme per la proposizione di un referendum contro la legge 133, articoli 16 e 66, coordinata a livello nazionale. Il primo appuntamento all'ombra di Aurelio Saffi si svolgerà a partire dalle 10.30 con una lezione di Linguistica Applicata, tenuta dal professore Gabriele Bersani Berselli (Scuola Superiore per interpreti e traduttori). Alle 14.30 nuova lezione ad aria aperta dal titolo "Alitalia, aiuti di Stato e...università", che sarà tenuta dal professor Marco Borraccetti (docente di Diritto dell'UE, Facoltà di Scienze Politiche). Gli studenti promuovono inoltre la creazione di due punti informativi permanenti (nell'atrio delle Aule Mazzini in corso della Repubblica 88-88\A e all'interno della facolta' di Scienze Politiche, in via G. Della Torre 1) e di un blog, "con cui la cittadinanza e gli studenti potranno essere costantemente aggiornati sullo stato dei vari progetti". Appuntamento particolarmente atteso è quello di mercoledì sera, quando a partire dalle 21 presso l'Aula Magna universitaria di Corso della Repubblica il professore Gilberto Capano (preside della Facoltà di Scienze Politiche del Polo forlivese), terrà una conferenza sugli effetti della legge e dei tagli alle universita' pubbliche italiane. Poi giovedì la protesta raddoppia e si unirà a quella degli studenti delle scuole superiori.

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Foggia, gli studenti sul piede di guerra (sezione: Scuola)

( da "Grecale, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

martedì 28 ottobre 2008 19:58 Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Nel mirino il decreto Gelmini, oggi all'esame definitivo del Senato Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Foggia - Non si fermano le proteste contro il decreto di riforma del Ministro Gelmini. Stamani infatti le scuole superiori del capoluogo dauno si sono ritrovate in piazza Italia per protestare tutti insieme contro il provvedimento che verrà verosimilmente approvato in serata dal Governo. Non finisce qui però, gli studenti si sono dati appuntamento per continuare la protesta domani mattina davanti alla nuova sede della Provincia di Foggia, dove sono attese le scolaresche di Stornarella, Lucera e di altri paesi del foggiano. (Il Grecale/Alessio Romito)

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Saviano, firma anche Coetzee sono 17 i premi Nobel (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - 17 Nobel insieme a Roberto Saviano. Continua la mobilitazione per l'autore del bestseller "Gomorra", minacciato dal clan dei Casalesi, da due anni sotto scorta. Un altro Nobel ha aderito all'appello di solidarietà lanciato su Repubblica da Dario Fo, Rita Levi Montalcini, lo scrittore tedesco Gunter Grass, il turco Orhan Pamuk, Michail Gorbaciov e l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu. Ieri ha firmato anche lo scrittore John Maxwell Coetzee, premio per la letteratura nel 2003. Ai Nobel si sono aggiunte 250mila firme (la raccolta è stata sospesa) per dire che "la libertà nella sicurezza di Roberto Saviano riguarda tutti noi, come cittadini" e che il caso Saviano è "un problema di democrazia". Voci che chiedono allo Stato di fare "ogni sforzo per proteggerlo e sconfiggere la camorra". Ha firmato anche la scrittrice Fred Vargas, aggiungendosi alla lunghissima lista di scrittori, registi, politici e personalità, dall'Italia e dall'estero, che si sono schierati con Saviano. Il Consiglio comunale di Genova ha votato l'adesione all'appello e espresso solidarietà allo scrittore: "Ha raccontato di un male endemico e c'è un gran bisogno in questo Paese di persone come lui", ha chiarito il presidente Giorgio Guerello. "La sua libertà è la nostra". Il consiglio comunale di Matera ha approvato all'unanimità un ordine del giorno di solidarietà allo scrittore. Dall'Associazione degli Studenti Napoletani contro la camorra e la Rete Naco (Nuova anticamorra organizzata) parte una lettera-appello al presidente Giorgio Napolitano, che è stata firmata dagli studenti "per testimoniare che i giovani e i cittadini italiani sono stanchi delle mafie e dei mafiosi e hanno voglia di seguire esempi sani di legalità e lotta alla criminalità". Continuano le letture pubbliche, da Cosenza a Pistoia. Nella città toscana, gli studenti, riuniti sotto il loggiato del Palazzo Comunale per protestare contro il decreto Gelmini, hanno letto Gomorra. (28 ottobre 2008

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Guy Ritchie rifiuta 32 milioni di dollari da Madonna (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il regista non ha accettato la buonuscita offerta dalla regina del pop. L’ostacolo maggiore nell’acrimoniosa causa di divorzio rimane la questione di dove vivranno e saranno cresciuti i figli della coppia: Rocco e David Banda

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Secondo Taraborrelli, l?ostacolo maggiore nell?acrimoniosa causa di divorzio rimane la questione di dove vivranno e saranno cresciuti i figli della coppia: Rocco, che ha 7 anni, e David Banda, il piccolo adottato, che ne ha due. Madonna insiste perché i due bimbi rimangano a New York con lei e Lourdes, la figlia di 12 anni, nata da una sua precedente relazione. "C?è stato un continuo mercanteggiare la scorsa settimana e Madonna è arrivata ad offrire oltre 20 milioni di sterline (32 milioni di dollari; ndr) nella speranza di convincerlo", ha rivelato Taraborrelli alla stampa britannica. "Adesso non si parlano neanche più e comunicano solo attraverso gli avvocati". Adesso i team legali di entrambi si stanno accaparrando le testimonianze di collaboratori e dipendenti. Madonna ha assoldato Fiona Shackleton, l?agguerrita legale che ha rappresentato Paul McCartney nel suo divorzio da Heather Mills, mentre Ritchie si avvale dei consigli di Helen Ward, l?avvocatessa che è riuscita a strappare una buonuscita-record (48 milioni di sterline) per una delle sue clienti, Beverly Charman, nel divorzio dal marito, il magnate delle assicurazioni, John Charman. Secondo Taraborrelli, i due hanno ormai anche pochissimi amici in comune: "A Madonna non sono mai piaciuti gli amici di Ritchie: li trovava poco interessanti e noiosi. E d?altra parte, Guy ha sempre avuto l?impressione che gli amici di Madonna avessero una conversazione forzata e pretenziosa". FOTOSTORY La camaleontica pop starNel cuore di Guy c'è un'altra donna Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (154 commenti) Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (119 commenti) Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione (95 commenti) Multa record a senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni (65 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (44 commenti) Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti (30 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (26 commenti) Mancuso: "Vigile 'obbligato' alla multa Servono sanzioni alternative" (20 commenti) 19:28:06 - Il sentimento che provo riguardo la chiusura del cinema Odeon , è la tristezza. Si parla continuamen[...] Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione19:27:58 - permettetemi di dissentire ma secondo me il genitore dovrebbe avere la libertà di scelta sul nome de[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti19:21:53 - cari signori...... qual'e'il problema ?la casta nn vuole essere controllata? e perche?i veri profess[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"19:11:45 - il ritiro si addice bene sia a veltroni che ai rettori cialtroni.spero proprio che il governo non ca[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"19:02:44 - Partendo dal presupposto che le prese per il c.. se le prende anche chi, come me, ha un nome del tut[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti18:59:35 - Ormai è diventata "politica" la questione e non più solo tecnica. Al di là che la "squola" italina è[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"18:58:20 - Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec

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Il rimpianto di Eleonora Giorgi "Lasciare Ciavarro è stato un errore" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

"Avrei potuto comportarmi diversamente anche perché avevamo un figlio. Oggi sono single e non so neanche immaginare con che tipo di uomo mi vedrei bene", racconta l'attrice

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA CONFESSIONE Il rimpianto di Eleonora Giorgi "Lasciare Ciavarro è stato un errore" "Avrei potuto comportarmi diversamente anche perché avevamo un figlio. Oggi sono single e non so neanche immaginare con che tipo di uomo mi vedrei bene", racconta l'attrice Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (154 commenti) Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (119 commenti) Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione (95 commenti) Multa record a senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni (65 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (44 commenti) Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti (30 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (26 commenti) Mancuso: "Vigile 'obbligato' alla multa Servono sanzioni alternative" (20 commenti) 19:28:06 - Il sentimento che provo riguardo la chiusura del cinema Odeon , è la tristezza. Si parla continuamen[...] Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione19:27:58 - permettetemi di dissentire ma secondo me il genitore dovrebbe avere la libertà di scelta sul nome de[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti19:21:53 - cari signori...... qual'e'il problema ?la casta nn vuole essere controllata? e perche?i veri profess[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"19:11:45 - il ritiro si addice bene sia a veltroni che ai rettori cialtroni.spero proprio che il governo non ca[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"19:02:44 - Partendo dal presupposto che le prese per il c.. se le prende anche chi, come me, ha un nome del tut[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti18:59:35 - Ormai è diventata "politica" la questione e non più solo tecnica. Al di là che la "squola" italina è[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"18:58:20 - Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec div>

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La love story di Sarkò e Carla diventa un 'quaderno di giochi' (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Rebus e sudoku ispirati alle peripezie di Nicolas e dell'ex top model: il libretto sarà in vendita dal 6 novembre. E il tribunale deve decidere se far ritirare o no le bambolo voodoo

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E' un libretto di 48 pagine di "giochi divertenti e scherzosi?? presentati in modo umoristico e pungente, come sudoku e rebus che fanno riferimento alla vita della coppia presidenziale, agli ex di uno o dell?altra, uno per esempio riguarda Cecilia, l?ex moglie di Sarkozy. Non è ancora dato sapere se il presidente francese gradirà questa iniziativa, dopo quella delle bamboline vodoo che lo rappresentano, messe in vendita dalla società Teard Prod il 9 ottobre. Per domani è attesa la decisione del tribunale di Parigi, dopo che Sarkò aveva chiesto di bloccare la diffusione della bambole, che vengono vendute su amazon.fr a 12.95 euro, spilloni compresi. Bamboline vodoo, l'ira del presidente francese Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (154 commenti) Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? 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Si parla continuamen[...] Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione19:27:58 - permettetemi di dissentire ma secondo me il genitore dovrebbe avere la libertà di scelta sul nome de[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti19:21:53 - cari signori...... qual'e'il problema ?la casta nn vuole essere controllata? e perche?i veri profess[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"19:11:45 - il ritiro si addice bene sia a veltroni che ai rettori cialtroni.spero proprio che il governo non ca[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"19:02:44 - Partendo dal presupposto che le prese per il c.. se le prende anche chi, come me, ha un nome del tut[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti18:59:35 - Ormai è diventata "politica" la questione e non più solo tecnica. Al di là che la "squola" italina è[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"18:58:20 - Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec -->

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La Somalia di Alessandro Vincenzi (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

La Somalia vista attraverso i click di Alessandro Vincenzi, bolognese, classe 1973, arrivato alla fotografia professionale dopo una laurea in biologia. Vincenzi nel 2005 è entrato in Medici Senza Frontiere  e da allora ogni missione è anche un'occasione per raccontare un 'paese dimenticato'

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Arte SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa A BOLOGNA La Somalia di Alessandro Vincenzi La Somalia vista attraverso i click di Alessandro Vincenzi, bolognese, classe 1973, arrivato alla fotografia professionale dopo una laurea in biologia. Vincenzi nel 2005 è entrato in Medici Senza Frontiere e da allora ogni missione è anche un'occasione per raccontare un 'paese dimenticato' La Somalia, un paese dimenticato, visto attraverso gli occhi di Alessandro Vincenzi, bolognese, classe 1973, arrivato alla fotografia professionale dopo una laurea in biologia. Vincenzi nel 2005 è entrato in Medici Senza Frontiere (MSF) e da allora, durante il tempo libero, quando era in missione come biologo, ha realizzato reportage in vari contesti e Paesi (Somalia, Uganda del Nord, Bangladesh, India). Mercoledì 22 ottobre a Bologna (Sala Esposizioni G. Cavazza, Via S. Stefano 119 - Orari Dal lunedì al sabato 10-20 (orario continuato) Domenica 10-13 e 16-20. www.alessandrovincenzi.it) si apre una sua personale visitabile fino al 28 ottobre. Attraverso le sue foto si rivivono le storie quotidiane di donne, bambini e uomini alla ricerca di una vita finalmente normale. Di seguito pubblichiamo un'intervista al biologo-fotografo Hai lavorato in Somalia in due missioni, che cosa significa operare in un contesto come questo? La mia prima Somalia è stata anche la mia prima missione. Non mi era molto chiaro cosa volesse dire lavorare in una zona di conflitto, ma alla fine della prima settimana tutto è diventato cristallino. A causa dell'insicurezza si creano delle condizioni di lavoro molto stressanti e frustranti. la vita si riduce ad ospedale-casa, casa-ospedale. Dove mi trovavo io, a Galkayo, non ci era permesso di uscire se non per ragioni strettamente legate al lavoro. I conflitti a fuoco tra clan erano (e sono tuttora) quotidiani. A volte erano talmente seri ed intensi che eravamo costretti a chiuderci in casa per giorni interi e le attività in ospedale venivano coordinate via radio e telefono. Se le cose non miglioravano si sceglieva l'opzione di essere evacuati a Nairobi (4-5 ore di volo con un piccolo piper). Per queste ragioni il team di espatriati era ridotto ad un numero minimo, che permettesse di poter evacuare con un solo aereo. Tutto ciò rendeva il lavoro durissimo. La formazione dello staff locale e l'attenzione al paziente erano continuamente interrotti, con le dovute conseguenze, soprattutto per la formazione. Non ho mai avuto la sensazione di essere in pericolo di vita, ma purtroppo la storia è testimone del contrario (la mostra e l'evento in se è in memoria di Ricardo, Victor, Damien, Mohmed, Bidhaan, Abdulkarim: operatori umanitari morti in Somalia). Il sistema sanitario è collassato quasi vent'anni fa, con l'inizio della guerra civile, e la popolazione, forse oggi più che in altre occasioni, ha un estremo bisogno di aiuto. Non esiste nulla ed è per questo che ho deciso di ritornare una seconda volta quando MSF mi ha contattato per chiedermi se potevo andare un paio di mesi ad organizzare un laboratorio per sostenere le attività di chirurgia di un nuovo progetto che si stava aprendo. è per queste persone, pazienti come staff locale, che ho deciso di ritornare in Somalia nell'ottobre del 2006, un paio di mesi prima della conferma ufficiale che le truppe etiopi, con l'appoggio degli Stati Uniti, invadessero il territorio somalo. In realtà quando arrivai a Nairobi all'inizio di ottobre esisteva già un'invasione etiope, con uno dei fronti a poche decine di km dalla città dove si sarebbe dovuto aprire il progetto. Purtroppo, durante questi due mesi, non siamo mai riusciti a trovare un momento sufficientemente sicuro per poter entrare. Attraverso la macchina fotografica hai immortalato immagini molto forti. che cosa ti è rimasto dentro? Forse impotenza e tristezza, soprattutto per come stanno andando ora le cose. A volte ti fermi a pensare e ti chiedi se realmente a senso tutto quello che stai facendo. A volte lo sconforto prevale sulla razionalità, e allori ti devi fermare un attimo. Ti rendi conto che delle vite si possono salvare e questa credo sia una motivazione più che sufficiente per decidere di continuare, per andare avanti. Per mia fortuna sono sempre, o quasi, riuscito a mantenere un certa distanza dal paziente tentando di mantenere lucidità ed obiettività. è una reazione automatica che scatta, una sorta di autodifesa, soprattutto se si rimane in un progetto per lunghi periodi Che cosa fa Medici Senza Frontiere in Somalia? MSF cerca di sopperire alle mancanze di un paese in cui non esiste un sistema sanitario e personale medico qualificato. Pediatria, maternità, ovviamente chirurgia di guerra. Centri nutrizionali e trattamento di malattie come la tubercolosi; medicina generale, trattamento di malattie endemiche nel paese come malaria e colera. Nell'ospedale di Galkayo esiste un centro di diagnosi e trattamento della tubercolosi, centro nutrizionale per bimbi malnutriti, reparto di pediatria, maternità, laboratorio, chirurgia generale e chirurgia di guerra. La Somalia è in guerra dal 1991: secondo te ha ancora senso parlare di una situazione talmente cronicizzata da non far più notizia? "Non far più notizia" purtroppo è un?espressione tanto vera quanto orribile. In Somalia, così come in Sri Lanka, Cecenia, Colombia, Repubblica democratica del Congo e molti altri contesti, si vive quotidianamente nella disperazione, senza sapere se si vedrà la luce del giorno dopo. Prima come essere umano e poi come fotografo credo di avere l'obbligo di parlarne e tentare di coinvolgere l'opinione pubblica, proprio per evitare quello che sta accadendo, che ci si dimentichi di tragedie che accadono quotidianamente, anche non troppo lontano da noi. Non parlarne e fare finta di nulla è sicuramente comodo...si hanno già tanti pensieri e problemi che aggiungere anche quello della Somalia, della Birmania, della Repubblica Centro Africana potrebbe essere causa di disturbo, ma non credo sia un volere del cittadino italiano considerando le centinaia di migliaia di persone che con le loro donazioni contribuiscono a far sì che MSF possa fornire aiuto a popolazioni spesso dimenticate. Credo che lo stesso cittadino dovrebbe aver il diritto di scegliere se informarsi o meno su quello che sta passando per il mondo. In collaborazione con l'osservatorio di Pavia MSF ha pubblicato il rapporto annuale sulle crisi umanitarie dimenticate dai media. Secondo il rapporto nei tg serali e diurni di Rai e Mediaset si nota un calo delle notizie sulle crisi umanitarie nel corso del 2007, che passano dal 10% del totale delle notizie date nel 2006 all'8% e questo non perché le crisi umanitarie siano diminuite, anzi. è attraverso eventi come questo che MSF coglie l'occasione di parlare ed approfondire tematiche che non vengono sufficientemente considerate. Le suggestive immagini del reportage in mostra Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (154 commenti) Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (119 commenti) Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione (95 commenti) Multa record a senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni (65 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (44 commenti) Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti (30 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (26 commenti) Mancuso: "Vigile 'obbligato' alla multa Servono sanzioni alternative" (20 commenti) 19:28:06 - Il sentimento che provo riguardo la chiusura del cinema Odeon , è la tristezza. Si parla continuamen[...] Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione19:27:58 - permettetemi di dissentire ma secondo me il genitore dovrebbe avere la libertà di scelta sul nome de[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti19:21:53 - cari signori...... qual'e'il problema ?la casta nn vuole essere controllata? e perche?i veri profess[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"19:11:45 - il ritiro si addice bene sia a veltroni che ai rettori cialtroni.spero proprio che il governo non ca[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"19:02:44 - Partendo dal presupposto che le prese per il c.. se le prende anche chi, come me, ha un nome del tut[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti18:59:35 - Ormai è diventata "politica" la questione e non più solo tecnica. Al di là che la "squola" italina è[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"18:58:20 - Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec iv>

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Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Centinaia di manifestanti sotto il Senato tra slogan, cori e cortei: "Siamo in 10mila". Un giovane fermato per aver tentato di scavalcare le transenne. I rettori pronti a dimettersi

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"Nonostante alcuni atti intimidatori - hanno denunciato gli studenti dell?Uds - ad opera di alcuni estremisti di destra, che hanno cercato di imporsi per prendere la parola dal camion dell?Unione degli studenti, la manifestazione prosegue in modo festoso". Il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri ha detto che "al Senato voteremo, come previsto e senza alcuna esitazione, il decreto Gelmini. Non ci facciamo intimidire dalle minacce di nessuno, tanto meno da chi è sceso pretestuosamente in piazza diffondendo menzogne, manipolato e spalleggiato dai dirigenti della sinistra". In merito poi all?Università ha detto :"Io lezioni da certi baroni non ne voglio più prendere quelli che vanno dietro a questi baroni sono dei cogl..., come ebbe a dire anhe l?allora presidente del Consiglio". Sul fronte opposto il segretario del Pd, Walter Veltroni, durante la conferenza stampa del governo ombra ha detto: "Insisto con la richiesta al governo di ritirare il decreto Gelmini e avviare il confronto. Non dico all?infinito, ci si dia un tempo e dopo aver ascoltato tutti si chiude. Considero un atto di arroganza andare avanti con il Dl Gelmini". Il leader Pd ci tiene poi a ribadire che le proteste degli studenti e degli insegnati sono "un movimento che non ha nessuna matrice politica". Finisce, intanto, al vaglio della procura di Roma l?occupazione degli studenti al liceo classico Giulio Cesare. Una denuncia presentata dal responsabile dell?istituto per invasione di edifici (articolo 633 del codice penale) ha determinato, come atto dovuto, l?apertura di un procedimento. Il 30 ottobre per la manifestazione organizzata dai sindacati della scuola di Cgil Cisl Uil, dallo Snals e dalla Gilda contro la riforma Gelmini, convergeranno su Roma nove treni speciali e quasi mille pullman. A chiudere il comizio in piazza del popolo sarà il leader della Cgil Guglielmo Epifani "Quella del 30 ottobre - dice il segretario della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo - si preannuncia la più grande manifestazione per la scuola che si ricordi. Ma sarà anche di più, centinaia di migliaia di persone sfileranno per salvare il futuro del Paese, il diritto al sapere, il valore della conoscenza, contro i tagli a scuola, università e ricerca". Tre senatori Idv si affacciano: "Siamo con voi"Tensione a Milano - Università occupatePolizia per fermare le occupazioni? - Giuste le proteste studentesche? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 28/10/2008 14:31 alberto Bravi, avanti cosi! Dovete far capire con le buone o con le cattive che cosi non si governa. Se vi sentono sotto il senato capiranno che i loro palazzi non sono cosi tanto distanti dal popolo. 28/10/2008 14:33 mauro toselli questa maggioranza, per la sua arroganza , la sua propensione a voler comandare anziche' a governare, si e' infilata in un tunnel . ne uscira' con le ossa rotte; nonostante le dichiarazioni di gasparri , cicchitto e cota 28/10/2008 14:42 Daniele ma invece di fare i tagli sulla scuola non potevano farli sui loro stipendi molto più alti della media europea? 28/10/2008 14:53 FSante Non conosco la legge 133 né il Decreto Gelmini in approvazione al Senato. Ieri sera a Porta a Porta c'erano due studenti di 27 e 30 anni. Un pò troppi; quelli fanno gli studenti di mestiere; quando mai lavoreranno e produrranno??. Quanto alla crisi della scuola, che produce somari, credo che la maggioranza degli insegnanti, non sia all' altezza del compito loro assegnato. Io proporrei di nominare una Commissione Europea che esaminasse tutti i docenti ed insegnanti di tutti i livelli (dal maestro elementare al Rettore di Facoltà Universitaria) per la riconferma dell' incarico che svolge. Ne vedremo delle belle. 28/10/2008 15:29 Art Le proteste e le rimostranze degli studenti sono giuste e legittime e se si mantengono nel senso civile hanno una portata democratica elevata come dall'altra parte l'esecutivo è legittimato a svolgere la sua azione di governo.Ma quest'ultimo ,a parere mio,dovrebbe sentire la necessità di incontrare gli esponenti della scuola e della pubblica istruzione nei vari campi e non agire (questo sembra il suo errore) in modo alquanto maccheronico con un decreto che entra solo nella logica dei tagli economici.Ad esempio il rettore dell'università di Torino Profumo come altri ha lanciato giustamente un grido d'allarme che sembra inascoltato. La reazione della maggioranza con il ministro ,Berlusconi ed altri non fa altro che sminuire le proteste ,in alcuni casi irriderle o ritenerle solo manovre dell'opposizione o della sinistra .Certo non devono ricevere ordini della piazza perchè hanno l'onere di governare ma essere un potere stretto ed arroccato su se stesso è controproduce proprio a se stesso.Ciao da Art. 28/10/2008 16:57 vanni quando vinco io stiamo nell'alveo delle istituzioni, nel rispetto del libero voto democratico e della rappresentatività del parlamento. quando vinci tu viva la piazza, viva Lenin. speriamo almeno nelle dimissioni di un bel mazzo di baroni universitari (pensa, ora appoggiati dagli studenti!!!) per una ventata d'aria pulita. Si direbbe che il governo abbia finalmente preso la pala per togliere un po' di melma. 28/10/2008 17:12 Vittorio60 e che cosa aspettano a dimettersi? vadano da un'altra parte (se ne hanno le credenziali). possiamo farne a meno senza alcun rammarico. morto un papa... 28/10/2008 17:37 roberto "attimi di tenzione: uno studente ha tentato di scavalcare le transenne".....roba da zelig...io nel 68 ho isto ben altro,ma era un'altra storia qui fra un mese non se ne parla più.Quello che è stomachevole è vedere quelli di Di Pietro cavalcare la demagogia....gente veramente spregevole.Il PD ce l'ha sulla coscienza aver escluso il psi per loro.......spero che pagheranno l'errorepolitico. 28/10/2008 18:58 G. maniero Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvato dalla camera e siamo alle porte della approvazione del Senato. Non sarà adesso un pò troppo tardi per la ricerca del dialogo, che doveva farsi prima che il decreto fosse tale? 28/10/2008 18:59 Luigi Ormai è diventata "politica" la questione e non più solo tecnica. Al di là che la "squola" italina è ormai irriformabile, chiunque ci provi, guai se un governo forte come l'attuale cedesse. Sarebbe il disastro per sempre. Quattro gatti si sentiranno autorizzati a fare tutto ciò che vogliono. Se ci fosse anche bisogno della Polizia è nel diritto del governo usarla, per permettere alla stragrande maggioranza degli studenti, dei professori e delle famiglie italiane di non farsi sopraffare e ridurre al silenzio da chi in questo ci sguazza. Da 40 anni!!! Sia di monito la Thatcher. La sua fermezza contro i sindacati dei minatori inglesi (non quattro sbarbatelli di studenti) servì soprattutto ai labouristi di governare bene. 28/10/2008 19:11 pescegallo il ritiro si addice bene sia a veltroni che ai rettori cialtroni.spero proprio che il governo non cali le braghe davanti a questi lavativi pseudoculturali e politici. Sono presenti 11 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Caratteri rimasti Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (154 commenti) Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (119 commenti) Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione (95 commenti) Multa record a senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni (65 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (44 commenti) Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti (30 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (26 commenti) Mancuso: "Vigile 'obbligato' alla multa Servono sanzioni alternative" (20 commenti) 19:28:06 - Il sentimento che provo riguardo la chiusura del cinema Odeon , è la tristezza. Si parla continuamen[...] Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la petizione19:27:58 - permettetemi di dissentire ma secondo me il genitore dovrebbe avere la libertà di scelta sul nome de[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti19:21:53 - cari signori...... qual'e'il problema ?la casta nn vuole essere controllata? e perche?i veri profess[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"19:11:45 - il ritiro si addice bene sia a veltroni che ai rettori cialtroni.spero proprio che il governo non ca[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"19:02:44 - Partendo dal presupposto che le prese per il c.. se le prende anche chi, come me, ha un nome del tut[...] Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti18:59:35 - Ormai è diventata "politica" la questione e non più solo tecnica. Al di là che la "squola" italina è[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto"18:58:20 - Veltroni chiede un confronto col Governo e la sospensione del decreto Gelmini. E' già stato approvat[...] Tensione sotto Palazzo Madama Veltroni: "Ritirare subito il decreto" Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /statistiche-->

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Borse europee in rialzo, Milano no (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Nikkei chiude a +6,40%, nei mercati asiatici un'altalena tra dati positivi e negativi. Anche l'Europa tenta il rimbalzo: bene Francoforte e Londra. Apre bene New York

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A condizionare sul finale la seduta del listino milanese il nuovo tonfo di Unicredit che ha ceduto il 13% a 1,535 euro e di Intesa Sanpaolo che ha chiuso in calo dell?8,4% a 2,17 euro mentre in mattinata si è svolta la riunione del Consiglio di Gestione. Male anche Generali che ha ceduto il 3,8% scendendo sotto i 19 euro a 18,17. LE PIAZZE EUROPEE Le principali piazze finanziarie europee hanno chiuso la seduta in modo contrastato in una giornata contraddistinta da forte volatilità, sulla scia dell?andamento di Wall Street, in rialzo ma con i big bancari in grande difficoltà. Francoforte segna un balzo del 10%, con i titoli del Dax in prevalenza in ribasso, ma con Volkswagen in rialzo del 71%. Londra sale del 2% a, Zurigo dell'1,68%, Parigi dell'1,37% e Amsterdam dello 0,28%. Madrid chiude in negativo e cede lo 0,84%. WALL STREET La borsa di New York apre la giornata di contrattazioni in rialzo. All?inizio della giornata di contrattazioni a Wall Street, il Dow Jones guadagna 157,22 punti (+1,92%), a quota 8.332,99 punti, mentre il Nasdaq avanza di 47,36 punti (+3,12%), a 1.533,26 punti. In aumento anche lo S&P 500, che sale di 17,30 punti (+2,04%), a 866,93 punti. Sul fronte macro, da segnalare il crollo a ottobre della fiducia dei consumatori Usa, scesa a 38 punti, sui minimi degli ultimi 41 anni. MERCATI ASIATICI Rimbalzo alla Borsa di Tokyo che, dopo aver raggiunto ieri i nuovi minimi da 26 anni, si è riportata con veemenza in terreno positivo, compensando così il tracollo di 24 ore prima: il rialzo è stato alimentato però da massicci acquisti speculativi dei titoli deprezzati, e agevolato dall?arretramento dello yen sui mercati valutari. Le apprensioni degli investitori nipponici per le ripercussioni della crisi economica globale in atto restano comunque intatte: come dimostra il fatto che, nel corso della seduta, l?indice Nikkei è andato ancora una volta in altalena, e a un certo punto ha fatto segnare un nuovo picco negativo, cedendo il 2,3% e scendendo a quota 6.944,90, dunque sotto alla soglia psicologica dei 7.000 punti, per la prima volta dall?82. Poi il recupero, che in chiusura ha portato il principale indicatore giapponese a issarsi a quota 7.621,92, dopo aver guadagnato 459,02 punti pari al 6,40%; ieri aveva lasciato sul terreno il 6,35%. Del tutto analogo l?andamento odierno del Topix relativo all?intero listino, che a sua volta è salito di 37,57 punti pari al 5,03% per attestarsi infine a quota 784,03: ma in precedenza aveva bruciato anch?esso circa il 3%; ieri il ribasso era stato addirittura del 7,39%. TRICHET "Possibile taglio dei tassi" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (154 commenti) Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? 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Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec v>

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Tagli alle scuole, Provincia e Sindaci ricevuti dal Prefetto (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Tagli alle scuole, Provincia e Sindaci ricevuti dal Prefetto Ascoli Piceno | Folta la delegazione dei sindaci a colloquio con le Autorità per esprimere ilrpoprio dissenso su quello che il Ministro gelmini sta proponendo. L'azione nasce da un taglio cospicuo nel nostro territorio: 33 plessi scolastici in meno nel Piceno. Il Ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini Stamani a Palazzo San Filippo il Prefetto di Ascoli Piceno Alberto Cifelli e il capo di Gabinetto Salvatore Angieri hanno ricevuto l'Assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Olimpia Gobbi e 19 tra sindaci ed amministratori, tutti presenti con la fascia tricolore, che hanno loro rappresentato la contrarietà verso il Decreto Gelmini che, nel territorio provinciale, taglia 33 plessi scolastici aventi meno di 50 alunni. A farsi portavoce dell'allarme dei sindaci è stato il primo cittadino di Ripatransone Paolo d'Erasmo che, al termine dell'incontro ha preso la parola a nome dei colleghi in una conferenza stampa. "Ringrazio sua eccellenza il Prefetto per averci ascoltato, gli abbiamo espresso tutta la nostra preoccupazione per la situazione drammatica in cui versano tanti piccoli Comuni che vedranno smantellato un servizio essenziale come quello scolastico con notevoli disagi per i bambini e le famiglie delle varie comunità locali interessate. Chiediamo con forza che dal Decreto Gelmini venga stralciata quella parte che prevede i tagli siano effettuati entro il 30 novembre. Siamo pronti a farci commissariare - ha proseguito il Sindaco - pur di non applicare la norma . Oltre tutto - ha sottolineato D'Erasmo - si lede l'autonomia degli enti locali. Spetta infatti a Comuni, Province e Regioni l'organizzazione della rete scolastica sul territorio, un'operazione che comunque va fatta in maniera concertata e condivisa tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti". Poi è intervenuta l'assessore Gobbi: "C'è tanta disinformazione su questo tema - ha detto - e vorrei evidenziare che la nostra non è una sollevazione legata alla appartenenze politiche (ci sono qui amministratori di vari schieramenti), ma è determinata da un provvedimento che incide in maniera pesantissima sull'assesto scolastico territoriale con conseguenze ancora tutta da valutare per quanto riguarda la riorganizzazione del servizio con particolare riguardo ad infrastrutture e trasporto scolastico". L'assessore Gobbi ha quindi fornito alcuni dati utili ad inquadrare la situazione: "Nel triennio di applicazione del Decreto, è previsto nella regione Marche il taglio di 2800 unità lavorative, di cui 1600 docenti e 1200 operatori del personale ATA. Ciò si traduce, per l'attuale provincia di Ascoli Piceno, in una riduzione di circa 800-900 unità lavorative. In particolare, a partire dall'anno scolastico 2009-2010 - ha proseguito l'Assessore- dovranno essere tagliate, nel solo territorio provinciale, ben 180 cattedre con il ridimensionamento di 33 plessi scolastici aventi meno di 50 alunni. Occorre tuttavia evidenziare che - ha concluso la Gobbi -nel caso non si dovessero raggiungere gli obbiettivi di risparmio di risorse previsti nel provvedimento governativo, scatterebbero ulteriori tagli che si concentrerebbero nella scuola dell'infanzia o in un ulteriore riduzione dei plessi scolastici esistenti". All'incontro erano presenti i sindaci di Ripatransone Paolo D'Erasmo, di Appignano Nazzarena Agostini, di Grottammare Luigi Merli, di Acquasanta Terme Barbara Capriotti, di Montemonaco Liberato Sansonetti, di Campofilone Ercole d'Ercoli, di Rotella Domenico Gentili, di Montalto Marche Damiano Pieramici, di Monsampolo del Tronto Remo Schiavi, di Force Augusti Curti, di Castignano Domenico Corradetti, di Carassai Luigi Polini, di Monterinaldo Marcello Vallorani, di Castel di Lama Patrizia Rossini, di Offida Lucio D'Angelo, l'Assessore alla Pubblica Istruzione di San Benedetto Margherita Sorge, il vice sindaco di Montefortino Francesco Conti, il vice Sindaco di Comunanza Luigi Tidei, l'Assessore alla Pubblica Istruzione di Montelparo Giuseppe Biancucci. 28/10/2008

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Danger in Italy for teachers ( petizione ) (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ott 0828 Danger in Italy for teachers ( petizione ) Pubblicato da Franca Corradini alle 20:52 in Scuola&Società Si avvicina la giornata di mobilitazione contro il decreto Gelmini, organizzato dai principali sindacati di categoria e da varie associazioni per il giorno 30 ottobre. Intanto ìcontinuano cortei, occupazioni ed altre iniziative contro il Ministro ed il suo decreto. A luglio, chi scrive, aveva pronosticato che il Ministero Gelmini avrebbe procurato guai seri al governo Berlusconi -leggete qui- Maria Stella Gelmini: la figlia segreta del dottor Fioroni - Oggi è stato oscurato il sito www. forzagelmini. com Disponibile solo schermata con messaggi di qualche giorno fa (ANSA) - MILANO, 28 OTT - Un attacco informatico al sito internet www.forzagelmini.com ha mandato in crisi il server e causato l'oscuramento del portale. Lo dice il consigliere regionale lombardo di FI Carlo Saffioti che ha creato il sito per esprimere solidarieta' al ministro dell'Istruzione.Saffioti sottolinea che'al momento e' online la versione di qualche giorno fa con 1.000 messaggi pubblicati.Dobbiamo ripubblicarne -conclude- altri 1.500 che non sono piu' visibili da questa notte' e i precari hanno lanciato una petizione internazionale dal titolo alquanto inquietante. Eccola : Danger in Italy for teachers a questo link : http://firmiamo.it/worriedteachers Decisamente il mare è molto mosso. A rileggerci nei prossimi giorni

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Braccio di ferro sulla riforma Gelmini Scontri a Palazzo Madama, tre fermi (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Studenti, e dal pomeriggio anche rappresentanze degli universitari, hanno cinto d?assedio tutto il giorno il Senato dove domani si voterà il Dl Gelmini. Già a fine mattinata erano, è la stima dell?Unione degli studenti, circa 10.000; dopo aver dato vita a diversi cortei nel centro di Roma, si sono diretti a Palazzo Madama. Ci sono stati anche momenti di tensione e uno studente è stato prima fermato e poi rilasciato dalle forze dell?ordine. «Nonostante alcuni atti intimidatori - hanno denunciato gli studenti dell?Uds - ad opera di alcuni estremisti di destra, che hanno cercato di imporsi per prendere la parola dal camion dell?Unione degli studenti, la manifestazione prosegue in modo festoso». Il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri ha detto che «al Senato voteremo, come previsto e senza alcuna esitazione, il decreto Gelmini. Non ci facciamo intimidire dalle minacce di nessuno, tanto meno da chi è sceso pretestuosamente in piazza diffondendo menzogne, manipolato e spalleggiato dai dirigenti della sinistra». In merito poi all?Università ha detto :«Io lezioni da certi baroni non ne voglio più prendere quelli che vanno dietro a questi baroni sono dei cogl..., come ebbe a dire anhe l?allora presidente del Consiglio». Sul fronte opposto il segretario del Pd, Walter Veltroni, durante la conferenza stampa del governo ombra ha detto: «Insisto con la richiesta al governo di ritirare il decreto Gelmini e avviare il confronto. Non dico all?infinito, ci si dia un tempo e dopo aver ascoltato tutti si chiude. Considero un atto di arroganza andare avanti con il Dl Gelmini». Il leader Pd ci tiene poi a ribadire che le proteste degli studenti e degli insegnati sono «un movimento che non ha nessuna matrice politica». Finisce, intanto, al vaglio della procura di Roma l?occupazione degli studenti al liceo classico Giulio Cesare. Una denuncia presentata dal responsabile dell?istituto per invasione di edifici (articolo 633 del codice penale) ha determinato, come atto dovuto, l?apertura di un procedimento. Il 30 ottobre per la manifestazione organizzata dai sindacati della scuola di Cgil Cisl Uil, dallo Snals e dalla Gilda contro la riforma Gelmini, convergeranno su Roma nove treni speciali e quasi mille pullman. A chiudere il comizio in piazza del popolo sarà il leader della Cgil Guglielmo Epifani «Quella del 30 ottobre - dice il segretario della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo - si preannuncia la più grande manifestazione per la scuola che si ricordi. Ma sarà anche di più, centinaia di migliaia di persone sfileranno per salvare il futuro del Paese, il diritto al sapere, il valore della conoscenza, contro i tagli a scuola, università e ricerca».

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Scuola, Provincia Torino chiede ritiro riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, Provincia Torino chiede ritiro riforma Gelmini (28/10/2008 20:33) | (Sesto Potere) - Torino - 28 ottobre 2008 -Il Consiglio provinciale di Torino aperto sulla riorganizzazione delle scuole si è concluso ieri sera con l?approvazione, a maggioranza, di un ordine del giorno in cui si chiede il ritiro del “piano programmatico” del Ministro Gelmini e dei decreti legge per dare spazio a un ampio confronto con le Regioni, le associazioni di categoria e sindacali, le scuole e le università, assicurando nel contempo assistenza alle comunità locali che si trovino in difficoltà. L?approvazione del documento, cui le forze dell?opposizione hanno contrapposto un ordine del giorno in cui si chiedeva al Consiglio provinciale di condividere la riforma scolastica promossa dal Governo, è stata oggetto di un articolato dibattito. Il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta è intervenuto ribadendo che “la contestazione di oggi coinvolge ampi settori della società e non è una semplice strumentalizzazione politica da parte del centrosinistra” e ha sottolineato che “non è immaginabile che un settore così strategico per la vita democratica com?è la scuola debba limitarsi a ricevere comunicazioni su cosa si deve fare e non sia coinvolto nella discussione dei provvedimenti”.

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I tagli della Gelmini già previsti nel (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

I tagli della Gelmini già previsti nel 1950 Il discorso di Piero Calamandrei (febbraio 1950) Leggendo opere vecchie ma non obsolete, l'animo sbigottito decifra il presente. Sono predizioni, vere e proprie preveggenze alla Nostradamus, o certe meschinità si ripetono anno dopo anno, secolo dopo secolo, senza che il popolo bue riesca a disintossicarsi dall'autocrazia clientelare al potere? Il discorso di Piero Calamandrei che vado a riproporre fu siglato nel 1950, ma sembrerebbe uscito dagli editoriali di questi giorni, se giornalisti e saggisti avessero la forza di esprimere chiaramente la nausea, la preoccupazione, l'allarme sui dissennati tagli alla scuola al vaglio del Senato in questi giorni. Se gli intellettuali di oggi ci sono di scarso conforto, rivolgiamoci con fiducia a quelli del passato e leggiamo insieme: Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il martedì 28 ottobre 2008 in: scuola e didattica » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Scuola, sit-in al Senato: "Siamo in diecimila" Veltroni: via il decreto (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 28-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 258 del 2008-10-28 pagina 0 Scuola, sit-in al Senato: "Siamo in diecimila" Veltroni: via il decreto di Redazione Presidio a Palazzo Madama. Un giovane ha sputato ai poliziotti che lo hanno identificato. Studenti ricevuti in commissione. Gasparri: "Il dl verrà approvato". Il leader Pd cavalca la protesta. Il Moige: con la riforma aumenta il tempo pieno. Hacker oscurano sito pro-Gelmini Roma - Momenti di tensione tra polizia e studenti sotto Palazzo Madama. Un ragazzo è stato fermato per aver sputato a un poliziotto. La reazione della polizia non si è fatta attendere: il ragazzo è stato individuato, fermato per essere identificato e poi rilasciato dagli agenti di polizia. Gli studenti presidiano lo spazio antistante l?ingresso del Senato. I ragazzi, che scandiscono slogan contro il governo e il ministro Gelmini, sono posizionati raccolti al di là delle transenne poste su Corso Rinascimento. Massiccia la presenza forze dell?ordine in tenuta antisommossa. Appello alla calma Dal presidio - circa 300 studenti in tutto - è stato lanciato, con il megafono, un "appello a studenti e polizia perché si torni ad un clima di serenità e perché il ragazzo sia rilasciato immediatamente". Gli uomini delle forze dell?ordine, in assetto antisommossa, si trovano ora a ridosso delle transenne, faccia a faccia con gli studenti, tutti delle scuole superiori, che continuano a intonare cori contro il ministro Gelmini, esponendo striscioni sui quali si legge "No alla riforma" a grandi lettere nere su fondo bianco e "Giù le mani dalla nostra scuola". Corteo Più di un migliaio di studenti si è radunato a Piazza della Repubblica dove partirà un corteo che raggiungerà Palazzo Madama, già presidiato dalle forze dell?ordine. Altri studenti si sono già raggruppati invece sotto al ministero dell'Istruzione, a viale Trastevere. Il corteo, come nei giorni scorsi, raggiungerà piazza Navona e quindi manifesterà contro il governo sotto le finestre di palazzo Madama: qui sono già presenti gruppi di studenti e si registra qualche tensione tra ragazzi di sinistra e di destra. I primi accusano i secondi di aver "occupato" lo spazio riservato dalle forze dell?ordine alle proteste, che era stato invece già prenotato. Gli studenti radunati sotto al Senato sono ormai circa 10mila: è la stima dell?Unione degli studenti secondo la quale "nonostante alcuni atti intimidatori,ad opera di alcuni estremisti di destra, che hanno cercato di imporsi per prendere la parola dal camion dell?Unione degli studenti,la manifestazione prosegue in modo festoso e pacifico". Studenti ricevuti al Senato è durato poco più di un'ora l'incontro che la delegazione di studenti, composta da cinque ragazzi in rappresentanza di tutte le anime della protesta ha avuto con alcuni parlamentari della commissione Istruzione di Palazzo Madama presieduta da Guido Possa. Un incontro che non ferma né smorza i toni della protesta. I ragazzi, al termine dell?incontro hanno infatti spiegato di aver illustrato ai parlamentari non solo le motivazioni della loro protesta e della loro contrarietà al decreto Gelmini e ai tagli a scuola e università ma anche alcune proposte concrete, come la riduzione della quota alle chiese, dall?8 per mille al 5 per mille, destinando il 3 per mille rimanente ad un fondo di sostegno ad infanzia ed educazione che dia ossigeno alle scuole, così come la sospensione di fondi inutili o privilegiati, come ad enti desueti, fondi Nato, o l?immediata sospensione dei finanziamenti pubblici alle scuole private. "La maggioranza, - hanno spiegato ancora gli studenti - ha detto che comunque domani il decreto passerà. In sostanza - hanno aggiunto - non ci hanno ascoltato. Qui -hanno sottolineato- è in gioco il nostro futuro. Non è una manifestazione partitica. La protesta non smetterà". L'Udu al ministro Prosegue l?opposizione dell?unione degli universitari (Udu) alla legge 133 e invita il ministro Gelmini a ripensare la posizione di chiusura rispetto l'abrogazione degli articoli 16 e 66 del provvedimento, "unico modo per fermare la protesta". Lo afferma la stessa Udu in un comunicato in cui riferisce delle proteste odierne negli atenei italiani. Le mobilitazioni Inizia la tre giorni di passione per l?istruzione italiana, al centro nelle ultime settimane delle rivendicazioni degli studenti contro i provvedimenti del governo in materia: oggi nuovo corteo degli universitari con sit-in sotto le finestre del Senato, domani votazione a palazzo Madama del decreto Gelmini, giovedì sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl e Uil con manifestazione nella capitale. Molti atenei rimangono occupati o in mobilitazione. Ad Ancona oggi si prevedono nuove azioni dimostrative in segno di protesta. A Cagliari l'Udu e altre associazioni studentesche proseguono l'autogesione della facoltà di Lettere. A Brindisi, polo dell'ateneo di Lecce, un corteo di auto partirà dalla Cittadella e arriverà in piazza Santa Teresa dove si terrà un sit-in di protesta. A Cosenza ci sarà un'assemblea d'ateneo, mentre a Perugia è in programma un corteo itinerante che finirà con un'assemblea. Assemblea d?ateneo anche a Potenza e a Pavia, dove si terrà anche una "serata contro la 133". A Torino i giovani di Azione universitaria annunciano di aver occupato il rettorato dell?università e si preparano contestazioni al ministro Mariastella Gelmini, attesa in città. Palermo, firme contro l'occupazione Dopo l?occupazione di ieri di Scienze politiche, a Palermo, questa mattina circa duecento studenti si sono radunati davanti la facoltà per contestare l?occupazione promossa dal collettivo e dall?Udu. è stata avviata dagli studenti una raccolta firme. "A fronte di una occupazione effettuata da solo venti persone - dichiarano Raffaele D?Anna e Alberto Di Benedetto di Azione universitaria tra i promotori della raccolta firme - già circa trecento colleghi hanno firmato la petizione per chiedere lo sgombero ed il ritorno normale delle lezioni". "Denunciamo la presenza di numerosi esterni alla facoltà appartenenti ai centri sociali - dicono -. Lanciamo un appello agli studenti di Scienze politiche affinchè si mobilitino con noi, e le altre associazioni della facoltà, per difendere il diritto allo studio leso da pochi estremisti. Solidarizziamo con il preside Miranda il quale ha dimostrato grande senso di responsabilità nell?opporsi a questa occupazione. A lui - concludono D?Anna e Di Benedetto - chiediamo di ritirare le dimissioni e lottare al nostro fianco per liberare la facoltà". Gasparri: "Il decreto verrà approvato" "I senatori del Pd non hanno alcuna ragione per vantare il presunto rinvio del voto finale del decreto Gelmini sulla scuola. Potranno farsi spiegare dal loro vicepresidente Zanda che il calendario dei lavori, che prevedeva, come avvenuto, l?avvio della votazione oggi ed il voto finale mercoledì mattina, è stato deciso all?unanimità dalla Conferenza dei capigruppo". Così il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri. "La correttezza del gruppo Pdl - aggiunge - è stata tale che abbiamo ceduto parte del nostro tempo per gli interventi in aula al gruppo del Pd, pur consapevoli che lo avrebbero usato per dire bugie. Il decreto sarà approvato nei tempi previsti, la sinistra sconfitta e i vaniloquenti senatori del Pd azzittiti dalla verità dei fatti. Chiedano a Zanda conferma". Veltroni: "Ritirate il decreto" Il governo deve ritirare il decreto-Gelmini e discutere la riforma della scuola con le parti sociali in un arco di tempo definito, il Pd è pronto a fare la sua parte e presenta "dieci proposte" che affrontano anche il nodo-università. Walter Veltroni incontra i giornalisti al termine della riunione del governo-ombra, torna a criticare l?esecutivo e annuncia le proposte del Pd. "Il Governo - attacca Veltroni - non ha presentato alcuna riforma, né della scuola, né dell?università. Ci piacerebbe poter discutere di un progetto di riforma, ma ad oggi discutiamo solo dei tagli decisi dal ministro Tremonti". Tagli, sottolinea Veltroni, adottati da un Paese che già spende per la scuola molto meno del resto d?Europa. Veltroni elenca i principi-guida che ispirano le proposte del Pd: "Primo la valutazione, il lavoro che viene fatto nelle scuole e nelle università deve poter essere valutato, ovviamente da soggetti esterni"; quindi "l?autonomia", la "modernizzazione", "l?europeizzazione". Tutto questo, avverte, "non si fa riducendo la spesa. Razionalizzando sì, ma non riducendo". "Tagli anche alle scuole private" Un taglio di oltre 133 milioni di euro nel 2009 alle scuole private. La decurtazione delle risorse è contenuta nel disegno di legge di Bilancio. A denunciare i tagli è il Fism (la Federazione italiana scuole materne) che rappresenta oltre 8.000 scuole dell?infanzia paritarie cattoliche. La Federazione minaccia di sospendere il servizio se il governo non ripristinerà le risorse. "Il taglio ingiustificato di oltre 133 milioni - lamenta la Federazione in una lettera ai deputati della commissione Bilancio - metterebbe anche le scuole Fism, che rappresentano il 60% delle scuole paritarie, in condizione di non assicurare la prosecuzione del servizio per i 500.000 bambini che la frequentano e comprometterebbe l?applicazione del Ccnl per gli oltre 40.000 dipendenti. (il doppio di Alitalia, scrivono)". Il Moige: con la riforma aumenta il tempo pieno "La riforma rappresenta un punto di partenza ottimo per ricostruire tutto il comparto scuola". Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Movimento italiano genitori, esprime soddisfazione per l?incontro avuto con Mariastella Gelmini. "Dal ministro abbiamo ricevuto delle rassicurazioni anche in merito alla questione del tempo pieno - spiega Munizzi -: possiamo affermare che con questa riforma finirà la lotteria e la lotta di migliaia di genitori per poter accedere al tempo pieno nella scuola". "Attraverso la riforma - continua il presidente del Moige - il tempo pieno sarà aumentato al 50%, consentendo così ad una classe su due di poterne usufruire". Oscurato sito pro-Gelmini Il sito internet www.forzagelmini.com, lanciato dal consigliere regionale lombardo di Forza Italia Carlo Saffioti per esprimere solidarietà al ministro dell?Istruzione, ha subito un attacco informatico. Lo denuncia Saffioti spiegando che "l?attacco ha mandato in crisi il server e causato l?oscuramento del portale". L?esponente di Forza Italia, che è anche presidente della commissione regionale Attività Produttive, ha comunque garantito che i tecnici sono al lavoro per ripristinare la schermata web e che "al momento è online la versione di qualche giorno fa con 1000 messaggi pubblicati. Dobbiamo ripubblicarne altri 1500 che non sono più visibili da questa notte". "Il tentativo degli hacker di scoraggiarci è fallito - ha concluso Saffioti -, l?operazione di verità che stiamo portando avanti su internet e su facebook non si fermerà e www.forzagelmini.com tornerà online". Saffioti ha anche lanciato un appello "alla maggioranza silenziosa degli studenti e degli insegnanti affinchè siano meno silenziosi contro l?intolleranza che comincia purtroppo a diffondersi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Scuola, tempo di autogestione tra lezioni in piazza e incontri (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

IMPERIAL'ITIS SI TRAFERISCE ALL'APERTO. LETTERA ALLA GELMINI DI DUE STUDENTESSE IPC Scuola, tempo di autogestione tra lezioni in piazza e incontri [FIRMA]ENRICO FERRARI IMPERIA Negli istituti superiori di Imperia la parola d'ordine sembra ormai «autogestione»: numerose scuole hanno fatto ricorso a questa forma di protesta, coniugata in diverse maniere. Ad esempio, se l'Itis di via Santa Lucia fa lezione en plein air, la Scuola d'arte abbellisce le pareti dell'istituto di via Agnesi tenendo fede al proprio nome. Autogestione anche all'Ipc, la scuola per il commercio di via Calvi che accoglie 165 ragazzi. Sono invece circa duecento gli studenti dell'Itis. Ieri alcuni distribuivano volantini in piazza San Giovanni. C'era scritto: «Scuola privata, cultura comprata. I ricchi studieranno; e i poveri? Protestiamo contro i tagli alla scuola pubblica, contro i finanziamenti alla scuola privata e contro la privatizzazione dell'università». Gruppi di teen agers, seduti sul sagrato della chiesa, seguivano le spiegazioni dell'insegnante. Spiega Luca Giovannini, della 5ª Chimica: «Da lunedì siamo in autogestione e i corsi in piazza proseguiranno anche oggi dalle 9 alle 13, con due classi la volta. Si alternano Educazione civica, Chimica ed Elettronica». Aggiunge Alessandro Ardoino (4ª Elettronica): «Parteciperemo alla mobilitazione di domani». La turca Senar Avci e la tunisina Khaoula Fatnassi, due giovani delle quarte all'Ipc, hanno invece scritto al ministro Gelmini: «Siamo due studentesse straniere inserite nella scuola italiana da 6 e 16 anni. Stiamo vivendo la nostra prima esperienza di autogestione e tra le varie attività abbiamo letto attentamente il suo decreto. Non sappiamo bene quali conseguenze avranno il maestro unico, il 6 in condotta e la valutazione in decimi alle Elementari, ma siamo rimaste perplesse dall'ipotesi che sta circolando sulle classi differenziate. Sosteniamo che dividere gli stranieri in classi separate non li aiuta a imparare la lingua. Noi non mettiamo in difficoltà i nostri compagni nel programma scolastico. Nel nostro istituto siamo una buona percentuale di turchi, tunisini, latino-americani, marocchini, rumeni, albanesi ed egiziani, tutti ben integrati. Diversi per cultura e lingua, ma uguali nell'anima. Quindi, la preghiamo di ripensarci». Chi ha detto, poi, che l'Università non fa nulla? Oggi alle 13, nel teatro dell'ateneo imperiese in via Nizza, si svolgerà un'assemblea per discutere gli effetti della legge 133 e del decreto Gelmini sugli atenei. Il nucleo del coordinamento studentesco comprende Geneviéve Alberti, Valeria Damonte, Sandro Laiolo, Domenico Punturiero e Marco Romagna per il Dams, Elisabetta Quarta per Giurisprudenza.

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Insegnanti e genitori anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. Assemblee e incontri si succedono in questi giorni per valutare portata e ricadute del decreto. Giudizi negativi sia delle Rsu del Comune sia dell'Age Insegnanti e genitori anti-Gelmini di Thomas Bendinelli Assemblee, incontri pubblici, comunicati e domani lo sciopero: proseguono in numerose forme le iniziative di sindacati, insegnati, genitori e studenti bresciani in difesa della scuola pubblica e contro la riforma Gelmini. Ieri sera nell'auditorium della scuola media «Tovini» di via Raffaello un gruppo di genitori e insegnanti del terzo e quarto circolo didattico ha organizzato un incontro sul tema «Domande e preoccupazioni per la scuola di domani» con il segretario della Cisl scuola Enrico Franceschini. Le Rsu dell'università, nel promuovere un'assemblea di tutto il personale per oggi dalle 10 alle 12 nell'aula 7 di corso Mameli, contestano i provvedimenti del governo «che determinano drammatici tagli al finanziamento pubblico dell'università (450 milioni di euro nei prossimi tre anni), tagliano le retribuzioni dei docenti e del salario accessorio del personale tecnico e amministrativo e danno la possibilità agli atenei di trasformarsi in fondazioni private». In una nota, le delegate Rsu del Comune di Brescia sottolineano che oggi «la scuola dell'infanzia e la scuola primaria funzionano perché la pluralità degli insegnanti favorisce la specializzazione del docente, l'efficacia dell'insegnamento e l'arricchimento della relazione educativa nei confronti dei bambini» e che «il tempo pieno e il servizio di tempo prolungato finora hanno permesso di rispondere ai bisogni specifici di ogni bambino e alle diverse esigenze delle famiglie (mense, pomeriggi, anticipo e prolungamento del servizio)». Al contrario, prosegue la nota, «il decreto Gelmini non funzionerà perché, reintroducendo il maestro unico, impoverirà la qualità dell'insegnamento e delle relazioni educative, spazzerà via l'attuale modello che prevede attività didattica alla mattina e al pomeriggio, ridurrà l'organico e l'orario di apertura nella scuola dell'infanzia rendendola assistenziale e non rispondente alle esigenze dei bambini, destrutturerà la scuola pubblica per sorreggere la scuola privata». A dissentire dai piani del Governo è anche il Coordinamento delle insegnanti delle scuole dell'infanzia, che esprime solidarietà ai movimenti di insegnanti e genitori che in tutta Italia sono nati a difesa della scuola pubblica e della sua qualità. «Soddisfazione» a conclusione dell'incontro avuto ieri con il ministro Mariastella Gelmini per discutere della riforma è stata espressa invece dal Moige, il Movimento italiano genitori: «L'incontro con il ministro si è svolto in un clima sereno e si è concluso positivamente - informa la presidente nazionale Maria Rita Munizzi -: la riforma rappresenta un punto di partenza ottimo per ricostruire tutto il comparto scuola e abbiamo ricevuto rassicurazioni anche in merito alla questione del tempo pieno. Anzi, con questa riforma finirà la lotteria e la lotta di migliaia di genitori per poter accedere al tempo pieno nella scuola». Giudizio negativo, invece, da parte del presidente nazionale dell'Age (Associazione genitori), il bresciano Davide Guarneri, che pure ha incontrato ieri il ministro Gelmini.

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lezioni all'aperto, ma la gente non è solidale (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Empoli Lezioni all'aperto, ma la gente non è solidale Delusi gli studenti dell'Itc: speravamo che i cittadini sostenessero la protesta SAN MINIATO. Didattica alternativa, si chiama il fare lezione all'aperto, parlando di aspetti - anche allargati - delle materie di studio. E dunque anche del decreto del ministro Gelmini, che non va giù a studenti e insegnanti. Così ieri mattina, anche se faceva fresco e poi è cominciato a piovere, in piazza Dante, in contemporanea con il mercato settimanale, studenti e insegnanti dell'Itc Cattaneo si sono riparati sotto i portici, tra gli striscioni di protesta che non passavano inosservati. Semmai, i dimostranti si aspettavano un po' più di calore... dalle massaie, dai pensionati; ma gli ambulanti già a metà mattinata avevano cominciato a riporre le merci, perché pioveva forte. Qualche frettoloso cliente di ritorno s'è avvicinato incuriosito. Piero Danti ha parlato con le insegnanti, prima che con i ragazzi. Sabatino Sabatini ha letto uno per uno gli slogan. La maestra in pensione Rosa Mangiolfi, avanti negli anni, ha sorriso e si è allontanata. Fuori di scuola. Gli studenti, in prevalenza ragazze, sono apparse ben determinate. «Siamo venute fuori dalla scuola, per attirare l'attenzione e comunicare noi stessi il disagio. Abbiamo scelto, per questo, di fare qualcosa d'innovativo; che è determinante. In discussione è il futuro, la scuola forma ora coloro che lavoreranno domani», raccontano a più voci Federica Barbieri di San Miniato Basso e Dunia Pistolesi di Montopoli. Aggiungono, sostenute da altre studentesse, che si aspettavano «più partecipazione. Cioè che le persone non si limitassero a guardare, ma si avvicinassero per parlare». Preoccupazione. «Siamo in quinta, ci preoccupa dover studiare per la maturità, eppure siamo qui, convinte di quello che facciamo», prosegue Annarita Imbellone di San Donato. Anche per le elementari. Incalzano Federica Matarrese di San Romano, Elisa Matteucci di Montopoli e Alice Masoni di Montaione: «Stiamo pensando al futuro. A chi si avvicina non parliamo soltanto di materie scolastiche, ma del nostro avvenire che ci preoccupa. E anche i genitori che hanno figli alle elementari dovrebbero capire che forse i tagli alla scuola per primi proprio loro, i più piccoli, che invece non possono protestare in alcun modo. Ma anche andare all'università, diventerà economicamente più pesante». Convinzione. Aggiunge Sara Pistolesi, di Fucecchio: «Noi di quinta siamo potute uscire dalla scuola, perché maggiorenni. Gli altri stanno facendo, come noi ma in classe, didattica alternativa. Non è la giornata giusta, prima sembrava che piovesse da un momento all'altro, ora addirittura piove forte; e quindi c'è stata soltanto curiosità. Invece volevamo informarli di cosa sta accadendo, di quel che stiamo facendo». Co-gestione. Uno studente arriva da "ragioneria", è Federico Chesi di San Miniato Basso. Osserva: «Faccio un po' di staffetta, a scuola c'è la co-gestione, insegnanti e studenti. Ci sono dibattiti: la rassegna stampa, il razzismo, l'inquinamento, l'ambiente». Gli chiediamo a chi è venuta in mente questa didattica alternativa. «Insieme, a insegnanti e studenti, la scintilla è scoccata dal voler fare qualcosa di diverso. Infatti, non è la cosiddetta autogestione, ma una co-gestione». Poi conclude: «Stiamo organizzando i pullman - riprende Chesi - andremo a Roma giovedì (domani, ndr) a farci vedere e sentire». Luciano Gianfranceschi Giancarlo Giannetti

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il bullismo peggiore è l'omertà si abbia il coraggio di denunciarlo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

LA LETTERA Il bullismo peggiore è l'omertà Si abbia il coraggio di denunciarlo Bullismo a scuola: perché tacere? Siamo un gruppo di genitori di ragazzi adolescenti che frequentano la scuola secondaria superiore nel Valdarno Inferiore. In questi giorni ci siamo trovati a commentare il problema del bullismo tra i giovani, soprattutto quando alcuni casi si verificano all'interno del contesto scolastico. Il tema ormai è di scottante attualità, tanto più ora che con il decreto del ministro Gelmini si intende "sanzionare" con il voto in condotta il comportamento degli studenti indisciplinati. Vogliamo commentare uno dei tanti aspetti che purtroppo ci lasciano amareggiati e perplessi, cioè come spesso e volentieri fatti di bullismo all'interno di un contesto scolastico vengano purtroppo trattati dalla dirigenza scolastica come casi scottanti e scabrosi da tenere il più possibile segreti e da nascondere per prima cosa all'opinione pubblica. Nessuna informativa neppure per i genitori e gli studenti della scuola, come se quello che è avvenuto costituisse una "vergogna" per la scuola stessa. è come se si avvertisse il bisogno di nascondere e mettere a tacere fatti che invece dovrebbero prima di tutto essere denunciati e discussi con gli studenti e con i genitori della scuola, proprio perché sono i momenti di confronto e di discussione che, a nostro avviso, costituiscono un importante momento di crescita delle persone. Poi rimane il problema importantissimo del fatto educativo, dell'esempio che noi adulti in ogni nostro gesto, in ogni nostra azione quotidiana trasmettiamo ai nostri ragazzi. I ragazzi ci osservano, si fidano delle promesse che facciamo, delle responsabilità che, proprio perché adulti, promettiamo di prendere a loro difesa. Quando succede che le promesse non solo non vengono mantenute, ma con i fatti si dimostra che vince sempre il più prepotente, i ragazzi perdono fiducia negli altri, ma soprattutto in loro stessi. Quello che ci ha portato a scrivere queste righe è l'amara consapevolezza che purtroppo la scuola, come molte altre istituzioni pubbliche, invoca la partecipazione massima dei genitori alla vita scolastica, ma in realtà l'accetta solo se di tipo consenziente, solo se disponibile sempre e soltanto a plaudire alla dirigenza scolastica e al corpo docente. Quando invece i genitori sollevano problemi e mettono in discussione la correttezza di alcune scelte intraprese dalla scuola, allora la partecipazione viene bollata come "distruttiva" e i genitori vengono tacciati di essere soltanto dei "facinorosi politici" e discreditati. Vogliamo pertanto invitare i genitori a interessarsi attivamente nella scuola, a condividere e anche a denunciare. Il bullismo peggiore è quello dell'omertà. Un gruppo di genitori

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i comuni: il tempo pieno è a rischio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Empoli I Comuni: il tempo pieno è a rischio Aumentano i timori per il taglio alle attività degli istituti comprensivi è tutto un fiorire di lettere e commenti intorno al futuro della scuola e alle ripercussioni che la riforma Gelmini avrà anche nella zona del Cuoio. A Santa Croce sull'Arno è Sabrina Guidi, assessore ai servizi educatici e scolastici, nonché insegnante, a lanciare l'allarme: «Le nostre due scuole elementari, la Pascoli nel capoluogo e la Torello Della Maggiore a Staffoli, incontreranno seri problemi l'anno prossimo nel sostenere il tempo pieno. Il rammarico sta nel pensare a quanto il lavoro di questi ultimi anni possa essere vanificato. I cittadini hanno fortemente voluto questo tipo di organizzazione scolastica e l'amministrazione comunale ha impiegato tempo e risorse per raggiungere tale obiettivo che adesso rischia di essere mandato in frantumi sotto il peso del puro calcolo economico, e non pedagogico». Guidi sottolinea anche le contraddizioni del ministero: «Da Roma si fa sapere che il tempo pieno potrebbe addirittura aumentare su richiesta delle famiglie. La domanda è: con quali risorse? Con quali insegnanti? Il futuro della scuola pubblica italiana non sarà roseo e gli enti locali non potranno certo sostituirsi allo Stato e far fronte a tutte le limitazioni cui la scuola sarà soggetta». Sempre a Santa Croce, contro la riforma della scuola si schierano anche i consiglieri comunali di maggioranza: «Sarà molto difficile - affermano - mantenere anche nelle nostre scuole il tempo pieno voluto fortemente in passato dalla cittadinanza e ottenuto anche grazie all'appoggio e all'impegno dell'amministrazione comunale». I consiglieri chiedono, «a partire dalla prossima discussione della legge finanziaria, un confronto tra governo, Regioni e autonomie locali volto ad affermare gli obiettivi di salvaguardia dell'obbligo scolastico a 16 anni». A Santa Maria a Monte è l'assessore Cristina Falleri a ricordare che «il decreto taglia il tempo scuola riducendolo nella primaria, mentre sono allo studio le riduzioni anche per le scuole dell'infanzia e per la secondaria. In questo modo annulla i momenti di compresenza che venivano utilizzati per le attività di laboratorio, affidando le classi a un solo insegnante che deve occuparsi di tutte le materie. Così scompaiono molte delle attività che negli anni hanno caratterizzato la scuola italiana e il nostro istituto comprensivo. Il governo dichiara di volere una scuola più snella e meno costosa sul piano economico, mentre in realtà ci troveremo solo con una scuola più povera». Il governo, prosegue Falleri, «non si pone il problema del ruolo sociale e culturale della scuola, sono aspetti che non ha nella sua agenda. Però dovrebbe almeno ricordarsi che ogni aumento degli investimenti nei settori dell'istruzione, della formazione e della ricerca produce anche un considerevole aumento del prodotto interno lordo. Non esiste, quindi, una logica in questo provvedimento legislativo e pertanto condividiamo le azioni messe in campo dagli insegnanti e dalle famiglie per cercare di contrastarlo». A Montopoli Valdarno sono un gruppo di insegnanti dell'istituto comprensivo "Galilei" a scendere in campo con una lettera aperta a Gelmini: «Caro ministro, nei giorni scorsi lei ha più volte dichiarato che incrementerà il tempo pieno usando i docenti non più impegnati nella compresenza di classe. Ci chiediamo quali ore e quali docenti. Attualmente l'organizzazione didattica più comune prevede tre docenti che lavorano in due classi. In casi particolari prevede quattro docenti che lavorano in tre classi. La compresenza fino ad oggi è stata assicurata dalle ore prestate dai docenti esterni di inglese e religione, se ci sono. Se le insegnanti della classe sono abilitate all'insegnamento dell'inglese e della religione, le ore di compresenza non ci sono. Nel caso di quattro docenti che lavorano su tre classi addirittura non si riesce a coprire il tempo scuola. Se la matematica non è un'opinione, c'è qualcosa che non torna. Lei dimentica di dirci che il risparmio di ore non è dato dalla riforma del maestro unico, ma dalla riduzione a 24 ore del tempo di lezione settimanale dei ragazzi: ben nove ore in meno rispetto ad adesso».

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e' tutta propaganda (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL CENTRODESTRA «E' tutta propaganda» SAN MINIATO. In mezzo a tante voci contrarie alla riforma Gelmini, qualcuna va controcorrente. Come quella (potrebbe essere diversamente?) dei circoli locali di An e Forza Italia. «Anche nel nostro comune - si legge in una nota - la sinistra ha voluto affrontare l'argomento scuola con slogan propagandistici che per fortuna non fanno più breccia tra i cittadini, i quali hanno ben compreso la tattica della sinistra che è quella di demonizzare, sempre e comunque, qualunque cosa faccia il governo di centrodestra. Il documento presentato dalla sinistra all'attenzione del consiglio comunale ha lamentato i tagli alle spese della scuola previsti dai provvedimenti del ministro Gelmini dimenticando gli altrettanti tagli che aveva previsto il ministro della Margherita, Fioroni. Tagli, questi ultimi, a cui nessuno si era opposto, tanto meno la sinistra sanminiatese la quale all'epoca si era ben guardata dal presentare documenti di condanna contro Fioroni. L'eliminazione del modulo con tre maestri non comporterà affatto un maestro unico, poiché i ragazzi avranno il sussidio di più insegnanti, cioè il maestro di riferimento, quello di lingua, di religione e quelli delle ore pomeridiane nei casi di adozione del tempo pieno».

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Sciopero,scuolenel caos (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sciopero,scuolenel caos domani Domani la protesta generale. In occasione dello sciopero contro il decreto Gelmini, alcuni istituti saranno addirittura chiusi 29/10/2008

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Scuole chiuse per sciopero, è caos (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuole chiuse per sciopero, è caos protesta contro la riforma gelmini Famiglie incerte se mandare i figli a lezione. In piazza sfileranno anche alcuni presidi Savona. La scuola savonese si spacca in occasione dello sciopero nazionale del personale docente e non docente contro la riforma Gelmini, indetto da diversi sindacati. Domani ci saranno insegnanti che scenderanno in piazza e altri che andranno regolarmente a scuola. Certo è che regnerà il caos negli istituti scolastici savonesi, alcuni dei quali saranno addirittura chiusi, poiché tutti gli insegnanti e il personale non docente sciopereranno. Ma vediamo com'è la situazione nelle principali scuole cittadine, nessuna delle quali garantirà il regolare svolgimento delle lezioni. Scuole "Guidobono" e Pertini". In queste due scuole secondarie di primo grado, che hanno diverse succursali, la situazione è particolarmente difficile. Come annuncia il preside, Livio Virtù, la "Pertini" della Villetta e la "Guidobono" di Legino saranno chiuse per l'adesione quasi totale degli insegnanti allo sciopero. Ma la carenza di personale metterà a rischio le lezioni del pomeriggio anche in altre sedi distaccate. «Al mattino non so come sarà la situazione - spiega il preside -. Probabilmente qualche classe avrà problemi. Si riuscirà a valutare con precisione la situazione solo al momento». «Io sciopererò - annuncia - anche se la legge sarà già approvata il giorno della protesta. Mi rendo conto che ci sono grosse difficoltà ad applicarla così com'è stata concepita perché presenta una serie di problemi. Ma contiene anche elementi positivi». Liceo "Chiabrera". «Abbiamo fatto passare la circolare per avere un'idea di quante saranno le presenze, ma non è obbligatorio dichiarare preventivamente l'intenzione a scioperare». Guglielmo Marchisio, preside del liceo Classico "Chiabrera" prevede che l'adesione dei docenti alla protesta di domani sarà«buona». «Anch'io sciopererò - annuncia - e sarò sostituto dal docente più anziano, che deciderà se è il caso di ridurre il servizio». Liceo "Grassi". Dopo 25 anni, anche la preside del liceo scientifico "Grassi", Gabriella Viganego, aderirà allo sciopero, così come un'alta percentuale di insegnanti dell'istituto, secondo le previsioni. In stato di agitazione anche i ragazzi, alcuni dei quali hanno chiesto di poter partecipare al corteo studentesco che partirà alle 9 da piazza Sisto. Sarà l'insegnante più anziano ad occuparsi di aprire e chiudere il portone se sciopererà tutto il personale Ata (bidelli, amministrativi, tecnici). Liceo "Della Rovere". «Ognuno è libero di scioperare o no. Poiché sappiamo che alcuni insegnanti saranno presenti, la scuola sarà aperta» annuncia Gabriella Rosso, preside del liceo "Della Rovere", che sarà presente insieme alla vicepreside. «Se tutti facciamo la stessa cosa che gusto c'è - dice -. Vivremo un po' alla giornata». «C'è agitazione anche fra i ragazzi, che mi hanno chiesto un'assemblea straordinaria. Non so se alcuni di loro parteciperanno alla manifestazione. Va sempre rispettato ciò che viene fatto con senso di responsabilità. Saranno loro i cittadini di domani». Istituto "Boselli". «Non possiamo prevedere nulla. Ci organizzeremo al momento». Anche all'istituto tecnico-commerciale regna l'incertezza alla vigilia dello sciopero nazionale contro il decreto Gelmini. Il preside Giacomo Rambaldi informa che ha seguito alla lettera le disposizioni del caso. Attraverso una comunicazione scritta gli studenti e le famiglie sono stati messi al corrente che alcune organizzazioni sindacali hanno proclamato per domani una giornata di sciopero e che non sarà possibile garantire il regolare svolgimento delle lezioni». Mazzini-Pancaldo-Martini. «Non tutti gli insegnanti sono d'accordo a scioperare, anche perché c'è la trattenuta per chi non lavora. Sicuramente ci sarà una forte riduzione della normale attività». Queste le previsioni del preside dell'istituto "Mazzini-Pancaldo-Martini", Alfonso Gargano, che prevede lo stato di agitazione anche fra gli studenti, alcuni dei quali parteciperanno al corteo. Itis "Ferraris". Il vicepreside dell'Itis, Armandino Memme, prevede grandi assenze non solo fra gli insegnanti, ma anche fra gli studenti, soprattutto se pendolari. Una curiosità: poiché non è sancito il diritto allo sciopero per gli studenti, in questi casi i genitori che decidono di tenere i ragazzi a casa per evitare loro disagi si "inventano" la giustificazione. Quasi sempre viene scritto "motivi familiari". Per quanto riguarda gli insegnanti, «chi non sciopera è stato convocato alle otto per gestire l'emergenza - dichiara il professor Memme -. Il sentore è che molti sciopereranno». La denuncia dei Cobas. I Cobas scuola denunciano che diverse scuole della provincia cercano di imporre la dichiarazione preventiva di sciopero o non sciopero per domani, dichiarazione che può essere resa solo su base volontaria. «Alcune scuole avrebbero addirittura inserito tale norma nei contratti di istituto 2008-09 - si legge in un comunicato firmato da Franco Xibilia, responsabile dei Cobas Scuola -.Tale imposizione è giuridicamente nulla». I Cobas invitano quindi tutti a unirsi alla manifestazione degli studenti delle scuole superiori e degli universitari contro la Gelmini e Sacconi, che si terrà domani alle 9,30 in piazza De Ferrari, a Genova. Stefania Mordeglia mordeglia@ilsecoloxix.it 29/10/2008 ' 29/10/2008 protestageneraleGli studenti hanno deciso di manifestare in corteo insieme a quelli di altri istituti alfonso garganopreside del liceo Artistico 29/10/2008 ' 29/10/2008 sceltepersonaliAnch'io scioperò e sarò sostituito dal docente più anziano. Si prevede un'alta adesione Guglielmo marchisiopreside del liceo "Chiabrera" 29/10/2008 ' 29/10/2008 garantital'aperturaPreside e vice preside saranno presenti per tenere aperta la scuola. Vivremo alla giornata gabriella rossopreside del liceo "Della Rovere" 29/10/2008

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Genitori in piazzacresce il numerodelle adesioni (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Genitori in piazzacresce il numerodelle adesioni il d-day Savona. Crescono le adesioni alla manifestazione di protesta contro la riforma della scuola che domani mattina paralizzerà il centro di Savona. Il coordinamento genitori democratici di Savona ha annunciato ieri in un comunicato la partecipazione dei genitori alla manifestazione contro il decreto Gelmini. Dalle 8,30 sarà attivo un presidio in piazza Sisto IV fino all'inizio del corteo. «Invitiamo tutte le mamme e i papà preoccupati per i destini della scuola pubblica e dei propri figli - si legge nella nota - a partecipare numerosi alla manifestazione». Anche il Coordinamento degli studenti della provincia di Savona condivide le motivazioni dello sciopero dei lavoratori della scuola e si associa alla loro protesta. In quella data «anche gli studenti manifesteranno per la difesa e il potenziamento della scuola e dell'università pubbliche - si legge nel comunicato del Coordinamento degli studenti - contro i tagli ai finanziamenti e al personale docente e non docente, contro la minaccia di riduzione dell'orario scolastico, contro il rischio di una privatizzazione di fatto delle università, contro l'abbassamento dell'obbligo scolastico, contro l'impoverimento dell'offerta formativa alle elementari con il ritorno al maestro unico, contro le classi-ghetto per studenti stranieri». Gli studenti si concentreranno in piazza Sisto IV alle 8,30 di domani; alle 9 partirà il corteo che attraverserà le vie della città e quindi tornerà in piazza Sisto, dove sono previsti gli interventi di alcuni studenti. «Sono invitati a partecipare docenti, genitori e tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro dell'istruzione pubblica in Italia, che non è altro che il futuro del nostro Paese». 29/10/2008

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in trincea anche le scuole cattoliche - marina cavallieri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Interni In trincea anche le scuole cattoliche "Il governo ci taglia 133 milioni. Molti asili di suore rischiano di chiudere" La protesta Don Macrì: un errore ridurre i fondi agli istituti statali e a noi, così sarà impossibile fare salti di qualità MARINA CAVALLIERI ROMA - Ci sono gli asili delle suore e delle parrocchie, gli istituti gestiti da enti morali e da associazione da genitori. Ci sono scuole di periferia e licei prestigiosi. Anche loro scendono in guerra. «è una questione di sopravvivenza, non è la rivendicazione di un privilegio. I tagli mettono a rischio tante piccole scuole in aree marginali e in zone difficili. Mettono in crisi un servizio in molti casi di qualità e senza fini di lucro. Dovremo aumentare le rette che andrebbero a pesare sulle famiglie già in condizione di difficoltà». Anche le scuole cattoliche protestano. Lo fanno con la determinazione che le caratterizza, con la fermezza di chi ha conosciuto molte "guerre". Hanno dialogato con molti governi, alcuni amici, altri avversari, perciò sanno quando bisogna parlare e quando tacere. E questo non è il momento del silenzio, della paziente rassegnazione, di sottili strategie. «Non vorremmo essere costretti a sospendere il servizio», dicono senza giri di parole. «è previsto un taglio di 133 milioni di euro per il 2009 alla scuola privata paritaria. La decurtazione di risorse è nel ddl di bilancio, all´interno delle tabelle del ministero dell´Istruzione. Si passa dai 535 milioni previsti per il 2008 ai 402 milioni nel 2009, poi 406 nel 2010 e 317 nel 2011», dice Luigi Morgano, segretario generale della Fism, la federazione delle scuole materne cattoliche. «La nostra è una realtà molto significativa, un terzo dei bambini italiani frequenta queste scuole, siamo presenti in 4800 comuni, c´è un rapporto stretto col territorio. Gli asili gestiti da suore sono solo il 25 per cento, per il resto sono scuole d´ispirazione cristiana». La scuola d´infanzia cattolica è circa il 60 per cento della scuola paritaria, ci lavorano 40 mila persone tra insegnanti e ausiliari. «Se dovessimo cessare di operare ci sarebbe una spesa notevole per lo Stato, circa 6 miliardi, 4 miliardi solo le materne, senza parlare del costo degli edifici», dice Morgano. E aggiunge: «La nostra è anche una battaglia civile, garantire la libertà di scelta». Per un paradosso tutto italiano, i governi di sinistra sono stati spesso i più generosi con la scuola cattolica, da sempre con i bilanci in rosso. La legge 62 del 2000, era ministro Luigi Berlinguer, regolamentò i contributi da dare alle scuole private (cattoliche e non) considerandole - a patto di avere determinati requisiti - facenti parte del sistema nazionale dell´Istruzione. Fu poi Fioroni, ministro del governo Prodi, a recuperare dei fondi per la scuola paritaria che erano stati tagliati da Tremonti. «è vero, la destra ci ha spesso penalizzato checché se ne dica», dice don Francesco Macrì, presidente della Fidae, la federazione delle scuole primarie e secondarie cattoliche. «Raccogliamo la maggior parte delle scuole cattoliche, non tutte, per esempio non aderiscono quelle di Comunione e Liberazione. Ci teniamo a dire che è un errore tagliare i fondi alle scuole, statali e non, s´impedisce al paese di fare quel salto di qualità di cui ha bisogno. Anche se va detto che con la protesta continua in Italia si rischia l´immobilismo». Don Macrì, salesiano, ci tiene a precisare: «Questi tagli potrebbero portare alla chiusura di moltissime scuole, le più bisognose e potrebbero spingerci su una strada che non vogliamo percorrere: aumentare le rette. Noi vorremmo rimanere scuole popolari, questa è la nostra vocazione, gli istituti che chiamano d´élite sono una piccolissima parte». Anche loro in rosso.

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l'onda sveglia firenze e in piazza va in scena la sfilata dei cervelli perduti - (segue dalla prima pagina) curzio maltese (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Interni L´Onda sveglia Firenze e in piazza va in scena la sfilata dei cervelli perduti "Ci siamo ripresi la città" dicono i ragazzi della protesta e non è uno slogan Il ricercatore precario: "Che succede con i tagli? Che me ne torno ad Harvard" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CURZIO MALTESE Ottantamila in corteo nelle strade cittadine. Cinquemila in Piazza Signoria, in un silenzio irreale e contagioso perfino per i turisti, ad ascoltare la lezione di astronomia di Margherita Hack all´ombra del David. Mille o duemila nelle assemblee più calde, «come nel �68» commenta qualche docente con l´occhio umido. Domani trenta pullman partiranno per lo sciopero generale di Roma, roba da sindacato. «Ci siamo ripresi la città» dicono i ragazzi e non è uno slogan. Dal centro di Firenze gli studenti sono stati deportati in questi anni nelle nuove e quasi sempre spaventose sedi periferiche di Novoli, Sesto Fiorentino, perse nel grigio dei centri commerciali. Avete presente un campus californiano? Ecco, il contrario. Non un campus, ma nemmeno un campo, un giardinetto, un´aiuola, un portico, una panchina per studiare. E le tasse sono uguali a Berkeley: duemila euro. «Firenze ha una grande università suo malgrado» racconta Francesco Epifani («non parente»), 24 anni, uno dei capi della rivolta a Matematica. «I bolognesi si sono ritirati sulle colline e guardano dall´alto la città degli studenti. Qui invece ci hanno sloggiato dal centro e ci tollerano soltanto come ramo secondario del turismo». E´ due volte vero. Nel senso che gli studenti benestanti vengono spolpati al pari di comitive di russi: gli altri fanno i camerieri. Nella città d´arte più famosa del mondo, l´università e le gloriose istituzioni culturali campano come le antiche famiglie patrizie cittadine: ogni anno si vendono un palazzo. «E´ l´unico modo per chiudere il bilancio e rinviare di anno in anno il commissariamento» spiegano al rettorato. L´anno scorso l´ateneo fiorentino ha messo all´asta la splendida Villa Favard accanto a Santa Maria Novella, ex sede di Economia. Quest´anno è toccato all´ex convento delle Montalve, fra le colline di Careggi. Nella partita di giro a guadagnarci sono soltanto i costruttori fiorentini, più quelli importati come l´intramontabile Salvatore Ligresti. S´arricchiscono con gli appalti delle nuove sedi e investono una parte degli utili comprando a prezzi di liquidazione i palazzi d´epoca nel cuore di Firenze e sulle colline. In questo vorticoso giro di soldi le università s´indebitano. Non solo Firenze. Nella piccola università di Siena, nonostante i soldi pompati dal Monte dei Paschi, il debito è di 245 milioni. Ma l´Onda è arrivata perfino alle isole felici, come la Normale di Pisa. I «normalisti» non scioperano e non occupano («Come si fa? Viviamo già qui dentro»), ma sono solidali. Hanno appeso sulla facciata di Piazza dei Cavalieri lo striscione che è diventato un simbolo in tutta Italia: «Un Paese vale quel che ricerca». Nella notte un temporale o una manina l´ha buttato giù. «Ma domani ne facciamo uno ancora più grande». Sopravvivono con le toppe anche le prestigiose istituzioni fiorentine, l´Istituto del Rinascimento, l´Accademia della Crusca. La presidente della Crusca, Nicoletta Maraschi, appena tornata da un giro all´estero per promuovere l´italiano nel mondo, ha subito sposato la protesta degli studenti. Oggi terrà la sua lezione di storia della lingua italiana in piazza Santissima Annunziata. «Il degrado è impressionante, di anno in anno, di governo in governo, di taglio in taglio. Era normale che prima o poi esplodesse il disagio. Dovremmo congratularci con gli studenti, invece di attaccarli. Chiedono una riforma seria, un reclutamento fondato sui meriti e non sulle conoscenze, un progetto complessivo che manca da molti anni. Sono la prima generazione davvero europea, girano il mondo, anche se non abbastanza, e chiedono gli standard dei loro coetanei francesi, tedeschi, inglesi, spagnoli». E´ l´effetto Erasmus. Ne parlo con Massimo Livi Bacci, demografo, uno dei punti di riferimento della cultura fiorentina, autore di un libro che si vede circolare in queste settimane negli atenei. Attualissimo fin dal titolo: "Avanti giovani alla riscossa". Quasi tutti i capi della protesta che ho incontrato a Roma, Milano, Firenze, Bologna, studenti o ricercatori, professori e associati, avevano alle spalle un´esperienza comune, l´Erasmus oppure un contratto all´estero. «Ma certo, tornano in Italia e scoprono che siamo fuori dall´Occidente, in ritardo su tutto» commenta Livi Bacci. «Io l´Erasmus lo renderei obbligatorio per tutti i giovani, non solo gli studenti. Un anno fuori da casa, da mamma e papà, in un altro paese. Obbligatorio come un tempo il servizio militare». Come si esce dalla crisi giovanile italiana, è il sottotitolo del libro. Come se ne esce, professore? «Con investimenti, di sicuro non con i tagli. Con una politica per i giovani che in Italia non c´è. Ci sono le solite emergenze settoriali, un mese l´emergenza precari, un´altra l´emergenza studenti. Ci sono i ministeri delle politiche giovanili: nel complesso, una bella pagliacciata. La Gelmini ha l´aria di saper poco o nulla di come funziona nel resto d´Europa. Questa cosa del turn over dei ricercatori ridotto al venti per cento è ridicola. Ma ha un´idea il ministero di che cosa vuol dire in concreto?». Un´idea me la faccio io incontrando nei corridoi di Farmacia un esubero vivente, il ricercatore precario Duccio Cavalieri. «Che succede se passano i tagli? Faccio le valigie e torno in America. Sono stato cinque anni ad Harvard, benissimo, ben pagato, dirigevo un laboratorio di microbiologia. Sono tornato tre anni fa nel mio paese, pieno di speranze. In tre anni, con lo stipendio di un impiegato, ho fatto ottenere all´università di Firenze finanziamenti europei per 750 mila euro che altrimenti sarebbero andati in Spagna, Francia, Portogallo� Ora mi dicono che sono un lusso. Non il barone, io sono un lusso, capito?». Ad Architettura i ricercatori tengono corsi con duecento studenti, aule stracolme, alla paga di tre euro all´ora, meno di un ragazzo di un call center. A Economia i professori di ruolo hanno proposto un fondo di solidarietà per pagare gli stipendi a tre dei ventitré ricercatori «tagliati». A Giurisprudenza 32 ricercatori associati, in attesa di chiamata da anni, hanno inviato una lettera aperta al rettore: «La chiamata di ciascuno di noi costerebbe 3 mila euro. E´ troppo?». Il professor Lorenzo Foà, fisico di fama internazionale, docente alla Normale di Pisa, ha lanciato l´allarme dall´Unità: «Formiamo cervelli gratis per i paesi stranieri». Gli studenti dell´Onda l´hanno preso alla lettera. A Piazza della Signoria hanno organizzato la «fuga dei cervelli», con cervelli di cartapesta, stile carnevale di Viareggio. I turisti ridevano, gli italiani anche. Ma non ne abbiamo motivo.

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gli studenti assediano il senato berlusconi: abbiamo perso consensi - giovanna casadio mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

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Pagina 2 - Cronaca Gli studenti assediano il Senato Berlusconi: abbiamo perso consensi Cortei e sit-in, oggi il voto. Da Veltroni un piano in 10 punti: "Fermatevi" Lo scontro Roma, inchiesta su un liceo occupato. La destra: insulti su Facebook GIOVANNA CASADIO MARIO REGGIO ROMA - L´Onda cinge d´assedio Palazzo Madama. I senatori votano gli emendamenti al decreto Gelmini. E a poche decine di metri di distanza rimbombano gli slogan degli studenti. «Non pagheremo la vostra crisi», «né rossi né neri, ma solo liberi pensieri». Sette cortei spontanei la mattina, e nel pomeriggio arrivano quelli pesanti dalla Sapienza e Roma Tre. Senza contare la mobilitazione nel resto d´Italia: cortei, occupazioni, autogestioni in decine di città. Mentre la piazza ribolle il ministro Mariastella Gelmini beve un caffè alla buvette del Senato e scherza con alcuni colleghi: «Non ci sono più gli studenti di una volta, neh?». Smagrita. E anche i consensi per la ministra dell´Istruzione e dell´Università si sono andati assottigliando. è il ministro meno popolare del governo. Berlusconi lo ammette: «La vicenda della scuola ha portato a qualche perdita di consenso nei confronti del ministro Gelmini e del governo». Per se stesso, invece: «Il mandato da parte degli italiani è confermato da parte dei sondaggi che mi danno miracolosamente al 72%». Tuttavia, il premier dà la responsabilità alla «vasta azione di disinformazione per cui si è mentito e si mente sul decreto da parte dei giornali della sinistra, Repubblica e Unità in testa». La piazza del Pd di sabato e l´Onda montante della protesta contro il decreto sulla scuola, pesano, e molto, sui sondaggi. Berlusconi reagisce attaccando: «è indegno che si usino, raccontando frottole, inconsapevoli ragazzi per la lotta politica. Io però sono sereno e tranquillo». Conta per il premier il fatto di portare a casa prima dello sciopero generale di domani, la nuova legge sulla scuola: il voto finale al Senato è previsto per oggi. L´opposizione tenta la strada dell´ostruzionismo, e ieri finisce in bagarre: Anna Finocchiaro la presidente dei senatori Pd chiede che il decreto sia ritirato; così anche i dipietristi e l´Udc. La maggioranza non ci sente. E quando si discute del maestro unico (articolo 4) scoppiano i cori "vergogna, vergogna" contro la gestione dell´aula. Walter Veltroni, il segretario dei democratici lancia in una conferenza stampa un ultimo appello: «è indice d´intelligenza fermarsi quando un provvedimento crea tanto conflitto sociale, sarebbe un atto di arroganza andare avanti». Poi presenta il progetto del Pd sull´università. Dieci punti che parlano di concorsi meritocratici e internazionali, premi ai professori migliori, protagonismo degli studenti, più investimenti legati alla valutazione altrimenti l´università italiana affonda. Ieri, l´assedio al Senato, malgrado la pioggia battente è stato continuo e pressante. In serata gli studenti si sono dati appuntamento per stamattina, quando si dovrebbe concludere il dibattito sugli emendamenti ed il voto finale sul decreto Gelmini. Domani sciopero nazionale e corteo a Roma, da piazza Esedra a piazza del Popolo, dei confederali più Snals e Gilda. Al comizio finale interverranno i segretari di categoria. Per la Cgil, invece, parlerà Guglielmo Epifani. Da parte loro gli studenti di centrodestra contrattaccano: «Ci sono 20 gruppi su Facebook con offese da codice penale nel titolo e nel testo, che insultano il ministro Gelmini proponendo di tagliarle la testa con la motosega o di farla internare», spiega Giovanni Latini di Alternativa studentesca.

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"servirebbe più dialogo gelmini è troppo ruvida" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

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Pagina 2 - Cronaca Pizza, sottosegretario alla Ricerca: tanta gente finirà per strada "Servirebbe più dialogo Gelmini è troppo ruvida" "Norme da smussare, e se serve da cambiare. Il ministro è dc come me, ma di un´altra generazione" ROMA - Lo ricordate? Si chiama Pino Pizza, immortale detentore legale dello Scudo crociato, e in ragione di ciò, chiamato al governo nella funzione di sottosegretario alla Ricerca. Il dottor Pizza e l´avvocato Gelmini: il giorno e la notte. «Nel senso?». Lei è un dialogante. «Su, non dica così». La ministra è invece rigida, e poi imperscrutabile. «è democristiana come me. Ma di un´altra generazione» Si nota, anche se lei col suo corpo la difende, l´assiste. Sempre un metro avanti. «è ruvida». Rigida, vero? «Bisognerebbe dialogare». Un moderato della sua stoffa... «Bisogna trovare un punto di incontro». Il decreto è assai esoso. «Troppa gente per strada, in effetti». Un bel problema. «Come si fa?». Come si fa? «Dobbiamo trovare un punto d´incontro, smussare» Smussare è poco. «Cambiare se necessario». è proprio di un´altra stoffa lei. «Comunque io mi occupo di spazio, null´altro». S´era capito della ricerca, l´Italia del futuro. «Soprattutto di spazio». Il sottosegretario Pizza nello spazio. «Aerospazio. Missioni in Antartide». Ma i ricercatori penseranno che invece anche lei ha contribuito a mandarli a casa. «Ma come si fa ad avere una università ad Aversa, un´altra a Campobasso? Queste falliranno, è chiaro». Bisogna razionalizzare. «Per fare ricerca c´è bisogno di una tradizione, una storia. Non è che apri bottega dalla mattina alla sera». Chiuderanno, dunque. «Embé, qualcuna chiude». Specialmente al Sud. «Al nord hanno le Fondazioni. Con l´aiuto dei privati si può immaginare un progetto di crescita delle università». Chi doveva dirle che la sua poltrona sarebbe arsa in questo braciere. «Mi tengo lontano. Le ho detto: tutta l´attività aerospaziale è mia»: Dottor Pizza, diserta? Lascia tutto il veleno alla Gelmini? «è un gran casino». (a. cap.)

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bagarre in aula, slogan in piazza il lungo giorno di palazzo madama - (segue dalla prima pagina) antonello caporale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Cronaca Il racconto Bagarre in aula, slogan in piazza il lungo giorno di Palazzo Madama Il senatore del Pdl: mi danno il voltastomaco, chissà quanti somari tra loro Sotto la pioggia rabbia, striscioni e risate: "Ma da qui non ci muoviamo" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ANTONELLO CAPORALE Al mattino le finestre della biblioteca sono spalancate sulla piazza, il ritmo di Rino Gaetano invade il corpo di fabbrica e si insinua fin dentro lo studio di Renato Schifani. Il cielo è sempre più blu. Tutta la colonna sonora, da Battiato e il suo centro di gravità permanente fino al più lieve pop di Max Pezzali, preparata dagli studenti delle scuole superiori, viene somministrata ai signori senatori. I ragazzi hanno occupato la piazza nelle ore di luce e di sole, lasciando ai compagni universitari l´onere dell´accerchiamento durante la discussione serale e poi notturna. «Stamattina è stato bello, lavorare con la musica dà ritmo. Adesso però urlano, e non mi fanno concentrare». Al senatore Nicola Latorre piacciono più le note che le parole della protesta, a un suo collega udinese («mica le dico come mi chiamo, che poi stravolge tutto?») né parole né musica. Anzi quell´assembramento gli dà il voltastomaco. Infatti giunto nei pressi di una finestra, inizia a urlare: «Andate a lavorareeee». Richiude subito, come quei bambini che giocano a nascondino. Senatore, cosa fa? «Chissà quanti somari ci sono qua sotto. E i professori non fanno un c.... Mia moglie, cioè ex perché sono separato, è insegnante e lo so». Punti di vista. Perché la polizia sa solo invece che questa gioventù urlante, l´onda cioè, si espande e si riduce, va e viene da giorni. I blindati raggiungono corso Rinascimento: lo chiudono, lo stringono fino a strangolarlo. Un commissario sorveglia che le operazioni procedano come da piano: «è da due giorni che ci prepariamo». Intanto un senatore, si chiama Franco Mugnai, del Popolo delle libertà, in collegamento diretto presumibilmente con i cari: «Sono riuscito a superare il primo blocco, vado a vedere». Conclude la telefonata, commenta: «I figli a volte sono delle arpìe». Non sembrano arpìe, facce svelte ma tranquille, senza eccessiva dimestichezza con cortei e striscioni e una paura sconfinata al pensiero che la politica contamini, si infiltri, li inquini. L´Italia non ha memoria e usa il passato solo per dividersi. L´Italia non guarda al futuro, non pensa al loro destino, bada solo al presente. «Come da calendario, oggi si concluderà la discussione», comunica in aula il presidente ai senatori. Il decreto è questo e non si cambia. «Noi siamo la maggioranza e con noi c´è la maggioranza degli italiani, anche degli studenti», conferma Maurizio Gasparri. è così, dunque. Il decreto diverrà legge come previsto e deliberato. Non sembra sia aria che cambi, Giovanni, primo anno di Giurisprudenza: «Mi mantengo all´università con lavoretti. Fino a settecento euro di tasse all´anno ce la faccio. Se passano a mille, no». Bagnata e senza voce, Mirella di Fisica: «L´idea della fondazione, quindi l´apertura delle università ai contributi privati, ammazza la ricerca e ne consegna la reputazione al saldo di bilancio. Al nord saranno ricche, al sud povere». «Duemila e duemila»: il carabiniere via radio intanto comunica la stima del nuovo corteo che avanza. Giungerà di fronte al Senato alle cinque del pomeriggio, in concomitanza con la ripresa dei lavori. L´Onda arriva con qualche minuto di ritardo, preceduta da un gruppetto di Cobas che occupa la prima fila della protesta. «Via, via, via». Ancora: «Mafiosi/mafiosi». Terzo slogan: «La crisi non la paghiamo noi». Anche i bar di piazza Navona versano un obolo alla protesta. Tavolini vuoti, stufe spente. «What?». «Girate al largo» dice deciso il poliziotto alla coppia di americani attempati, curiosi più che impauriti. Striscia la notizia ha mandato un falso Maroni a dare la carica ai militi, mentre alla senatrice Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd, i ragazzi recapitano una lettera da leggere in aula. L´aula, eccola. Mariastella Gelmini è vestita nel solito modo, il collettone di una camicia bianca sotto un tailleur castigato nero. Compita, lontana, silenziosa. Al suo fianco Roberto Calderoli. All´estrema sinistra del banco del governo il terzo collega, Maurizio Sacconi, preso da una telefonata piuttosto lunga e tesa. Davanti alla Gelmini il corpo del dottor Pizza, suo sottosegretario. Banchi pieni, qui né musica né slogan. Tutto molto ben insonorizzato. Sulle tribune giovani assistono. Vengono dalla Sicilia. Sono anch´essi universitari. Compitissimi, molto eleganti. Sono stati invitati settimane fa e non sembrano condividere nulla del baccano che c´è fuori. Roma come sempre patisce la mobilitazione. Assiste piuttosto sorpresa dai serpentoni di ragazzi e allarmata quasi, certamente stupefatta dalla crudezza di alcuni slogan che i gruppetti Cobas urlano senza riverenze: «Berlusconi/pezzo di m.». Berlusconi? Quando il corteo tappa piazza Navona, la riempie e rende nervose le forze dell´ordine, anche l´aula matura più ansia e tensione. Ecco, ci siamo. Piedi e mani sbattute sui tavoli, bagarre come al solito, cartelli come sempre (il migliore: «L´istruzione costa? Provate con l´ignoranza»). Il gruppo di Italia dei Valori si scatena, anche Maurizio Gasparri si scatena. Urla e commessi di corsa a togliere e strappare. Drin, drin. La campanella di Schifani sospende la seduta. Si riprende dopo un´ora. Si va dormire più tardi ma quel che s´era deciso si farà. «Abbia rispetto per la nostra stanchezza», dice Schifani a un senatore che adesso vorrebbe parlare di Casal di Principe.

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il paese deve mobilitarsi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'indignata analisi del parlamentare del Partito democratico, Luca Sani «Il Paese deve mobilitarsi» GROSSTO.«Ogni giorno che passa nel mondo della scuola e fra le famiglie cresce la consapevolezza dell'impatto della cosiddetta riforma Gelmini, e cresce opposizione e mobilitazione. Ne è stato un esempio la Conferenza scolastica provinciale tenutasi ieri pomeriggio in Sala Pegaso, alla quale erano presenti più di 150 persone». Il deputato del Pd, Luca Sani, è indignato: «Avere avuto la pretesa - dice - di imporre una riorganizzazione solo basata su criteri economici, senza alcuna attenzione ai contenuti didattici, ai bisogni degli studenti e delle loro famiglie, e senza aver prima consultato il corpo docente e gli amministratori locali, sta precipitando nel caos il sistema scolastico nazionale». «Dalle proiezioni della Provincia di Grosseto, rispetto al dimensionamento attuale della rete dei plessi scolastici - aggiunge -, con la riorganizzazione in base ai "parametri Gemini" dovrebbero essere chiusi e accorpati circa ottanta plessi che ospitano sezioni di scuola dell'infanzia, primaria e secondaria, prevalentemente nei piccoli e piccolissimi centri, non solo montani. Il Pd si sta opponendo con ogni mezzo in Parlamento, e la Regione Toscana ha sollevato il conflitto di competenze di fronte alla Corte costituzionale; è solo il primo passo. Occorre, infatti, che cresca la mobilitazione nel Paese e che le persone, di qualunque schieramento politico siano, facciano capire al Governo Berlusconi che la scuola pubblica ad accesso universale è un patrimonio di tutti al quale non si può rinunciare».

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in maremma spariranno settantatrè scuole (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Grosseto «In Maremma spariranno settantatrè scuole» La lista nera presentata durante l'annuale assemblea provinciale sull'Istruzione LA RIFORMA GELMINI GROSSETO. La sala Pegaso non è abbastanza grande per contenere la rabbia della scuola. La conferenza provinciale scolastica è un appuntamento di routine: annualmente assessori all'istruzione di provincia e comuni si incontrano con i presidi degli istituti scolastici per mettere a punto l'articolazione della rete scolastica per l'anno seguente. Ma questa volta è diverso. I cento posti a sedere non bastano, ci sono anche sindaci, rappresentanti delle comunità montane e dei sindacati, genitori: tutti cercano di capire che fare, che significhi a livello pratico la riforma Gelmini. Mentre fuori piove, dentro si suda, ci si accalda a parlare di leggi e numeri. Numeri impietosi. Quarantuno scuole materne, venti elementari, dodici medie: l'assessore Anna Nativi mostra alla platea le carte con i plessi che hanno meno di 50 iscritti, quelli che rischiano di chiudere. Cifre che se confermate porterebbero ad «una situazione tragica», come dice il proveditore Alfonso Greco proponendo uno spiraglio: «cercheremo di garantire almeno un presidio scolastico per ogni comune». «Ma dove li mettiamo? Le strutture sono tarate su un certo numero di alunni» gli risponde Marzio Scheggi, sindaco di Cinigiano, Comune che si ritroverebbe senza scuole medie, ma anche con una sola elementare e una materna che nascerebbero dalla confluenza dei bambini dei cinque plessi chiusi. La presidenza di queste scuole è riunita nell'Istituto comprensivo di Civitella Paganico che attualmente ha quindici plessi e verrebbe falcidiato dall'applicazione delle nuove norme. La preside, Cinzia Machetti, non si da pace, si alza continuamente dalla sedia. «Mi aspettavo di più da questo incontro», dice al sindaco di Civitella-Paganico mentre esce dalla sala Pegaso. Adriano Arzilli, preside dell'Istituto comprensivo di Castiglione, invece non si da per vinto. «La legge 233/1998 che regola l'attuale dimensionamento della scuola dice che nelle province che hanno un terzo di territorio montano, con viabilità difficile e con dispersione abitativa sono possibili deroghe - si infervora - è ancora tutto da discutere». Gli interventi sono accesi, ma la stanchezza si comincia a sentire. Qualcuno se va. «Che devo dire, mi aspetto solo che coloro che oggi hanno parlato così bene combattano insieme per salvare le scuole. Perchè l'istruzione è un diritto di tutti, anche del figlio di un agricoltore che abita in campagna». Valeria Bruni ha due figli, uno in terza media e l'altro in terza elementare, nei plessi di Marsiliana, entrambi a rischio chiusura. «La vita in campagna non è facile» dice riflettendo sulla sua comunità. «Non è solo un problema per le scuole ma anche per le pro loco, per le società sportive. Tutte realtà che nascono dalle amicizie strette in classe - dice la signora - Senza scuole i piccoli paesi non hanno futuro». Filippo Baffa

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l'istituto da vinci occupato anche oggi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

AMIATA L'Istituto da Vinci Occupato anche oggi ARCIDOSSO. L'istituo da Vinci occupato da lunedì dopo l'assemblea in cui erano presenti le scuole di Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano e Abbadia San Salvatore, con la presenza dei sindaci di tutti i paesi dell'Amiata, i dirigenti scolastici e i rappresentanti della Comunità Montana, gli studenti dell'Istituto Da Vinci hanno ritenuto opportuno manifestare il proprio malcontento nei confronti del decreto Gelminii occupando la sucola. L'occupazione organizzata e gestita dagli studenti non ha caratteri violenti, ma si svolge in modo pacifico e democratico nel rispetto della diversità di pensiero e di credo politico e sociale, tant'evvero che non è stato indetto il blocco della didattica. L'occupazione ha avuto inizio subito dopo le lezioni di lunedì e si concluderà domani mattina poiché la maggior parte degli occupanti si recherà a Roma per manifestare il proprio parere contrario contro il decreto.

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Tutti d'accordo: sedutenon oltre la mezzanotte (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Tutti d'accordo: sedutenon oltre la mezzanotte consiglio comunale studenti in piazza INIZIATIVA "tripartisan" a margine del consiglio comunale di Sarzana di lunedì sera. I consiglieri Paolo Mione (Pd), Giuseppe Baviera (Idv) e Andrea Camaiora (Pdl), si sono trovati d'accordo su un punto: l'orario di chiusura dei lavori consiliari. In sostanza, i consiglieri chiederanno ufficialmente che in futuro, l'assise si chiuda sempre prima della mezzanotte. Oppure prosegua fino ad esaurimento dei punti all'ordine del giorno, rischiando anche di fare l'alba. Questo per evitare ripercussioni sull'orario di lavoro dei dipendenti comunali che partecipano alle sedute nello svolgimento del loro ruolo di funzionari. Per il resto seduta in tono minore, che ha affrontato su proposta del Pd la questione del decreto Gelmini, con centro destra e centro sinistra che hanno battagliato punto su punto. .x/29/0810 L'azienda Tomà oggi vende il principale frutto di casa nostra nei mercati del Nord anche sotto forma di farina dolce e confetture .x/29/0810

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scuola, la rivolta fa notte (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Torino Cortei nel pomeriggio, poi la fiaccolata. Oggi il preside di Lingue fa lezione in chiesa: "Possiamo solo pregare" Scuola, la rivolta fa notte Vattimo: "Ragazzi, continuate". La destra occupa rettorato e Cgil Migliaia di studenti, ricercatori, docenti e genitori hanno sfilato ieri sera in corteo contro il decreto Gelmini e i tagli alla ricerca e all´Università. Nonostante la pioggia i ragazzi hanno raggiunto il centro congressi di via Fanti dove il ministro Gelmini ha disertato l´impegno con gli industriali. Anche la destra studentesca ieri si è fatta sentire con una simbolica occupazione del rettorato e più tardi della sede della Flc Cgil. Lezione in piazza di Vattimo: «Forse tra cinque anni l´università non ci sarà più, ma continuate a lottare». GIUSTETTI, PAROLA E SCHIAVAZZI ALLE PAGINE II E III

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scuola, la protesta fa notte la destra occupa il rettorato - ottavia giustetti stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino Scuola, la protesta fa notte La destra occupa il rettorato Tensione anche nella sede Cgil. Oggi lezione in chiesa Manifestazione con seimila studenti e genitori Si chiude con la fiaccolata OTTAVIA GIUSTETTI STEFANO PAROLA La pioggia non è riuscita a spegnere la rabbia degli studenti che ieri sera hanno manifestato a migliaia attraverso le strade della città nonostante l´orario insolito per una protesta studentesca, le cattive condizioni del tempo e l´assenza del ministro Gelmini all´Unione Industriale, occasione per la quale era stata organizzata la manifestazione. A un mini corteo di studenti della facoltà di Giurisprudenza partiti nel tardo pomeriggio da corso Regina Margherita si sono uniti quelli di Palazzo Nuovo e poi quelli di Scienze a Palazzo Campana, quelli di Economia in via Roma e quelli del Politecnico al monumento di corso Vittorio. Ma c´erano anche dipendenti amministrativi dell´Università, ricercatori precari, qualche professore e un gruppetto di studenti delle scuole medie superiori che si sono uniti al corteo con le fiaccole in mano. Alla fine tutti quanti hanno incontrato i genitori del Coogen in piazza Castello. Gli organizzatori hanno contato seimila partecipanti, la questura duemila e come sempre la cifra reale si avvicina alla media delle due. Un numero sperato ma inatteso che ha permesso ai ragazzi di tramutare lo slogan delle settimane passate - «Tremonti, Gelmini e Brunetta voi non sapete l´autunno che vi aspetta» - in «Tremonti, Gelmini e Brunetta ecco qua l´autunno che vi aspetta». Sia perché il clima è decisamente cambiato, sia perché questa onda anomala che anima il movimento della protesta si dà continue conferme a ogni nuova occasione. «Ci siamo davvero - sembra dire - e siamo tantissimi». Senza un momento di tensione anche grazie a una sapiente gestione della manifestazione da parte delle forze dell´ordine che non hanno opposto alcun ostacolo al lento scorrere dei manifestanti per la città. Gli studenti delle scuole superiori si sono ritrovati con tanto di fiaccola in mano in piazza Arbarello attorno alle 18 e hanno percorso via Cernaia e via Pietro Micca per poi accodarsi agli universitari nella parte di via Roma più vicino a piazza Castello. Un grande striscione con scritto "Riforma sotto assedio" e dietro tante fiammelle, tenute in mano da giovani studenti senza bandiere e con i vestiti inzuppati dalla pioggia. «Non è facile - ha raccontato Elias Vienna del Liceo Gobetti, uno degli animatori dell´iniziativa - perché piove e perché non siamo appoggiati da nessun partito. Però abbiamo voluto dare anche noi un segnale, che fosse il più apartitico possibile». Intanto da ieri è occupato anche il liceo Galileo Ferraris. Ieri si sono dati da fare anche gli studenti di centrodestra. In mattinata una quarantina di studenti di Azione universitaria, movimento vicino ad Alleanza Nazionale, ha occupato per qualche ora il rettorato dell´Università, in via Po. «La nostra protesta proseguirà ad oltranza - ha detto una loro portavoce, Augusta Montaruli - . Siamo con il ministro Gelmini, purché faccia una riforma vera dell´Università. Attimi di tensione anche nella sede della Flc-Cgil di via Duchessa Jolanda, quando, attorno alle 16.30, una trentina di ragazzi di Azione studentesca (altro movimento vicino ad An, che raccoglie studenti delle superiori) hanno improvvisato un presidio per manifestare contro il sindacato, ritenuto colpevole di fomentare le contestazioni anti-Gelmini. La situazione si è risolta nel giro di un´ora, con l´intervento della Digos, che ha allontanato i manifestanti. Nei prossimi giorni la protesta di scuole e università contro il governo andrà avanti. Ieri il preside della facoltà di Lingue, Paolo Bertinetti, ha annunciato la decisione del consiglio di facoltà di sospendere l´attività didattica dei corsi aggiuntivi (circa la metà del totale) dal 10 al 15 novembre. E questa mattina il preside farà lezione nella chiesa dell´Annunziata, in via Po, perché, ha spiegato ironicamente, «in questo momento non ci resta che pregare».

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c'è l'accordo, nasce il tavolo anti-gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino L´iniziativa C´è l´accordo, nasce il tavolo anti-Gelmini Il tavolo "anti-Gelmini" prende corpo. In un incontro avvenuto lunedì alla Camera del lavoro di Torino, la Flc-Cgil, la Cisl e la Uil Scuola e le principali associazioni di genitori hanno trovato un accordo con gli assessori all´Istruzione di Comune e Provincia per mettere in piedi un tavolo di concertazione per cercare di contrastare la politica scolastica del ministero. Per la prossima settimana è prevista una prima riunione in cui i soggetti pianificheranno una serie di iniziative.

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le tessere-sconto e le brioches di maria stella - raffaella paisio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Torino Le tessere-sconto e le brioches di Maria Stella RAFFAELLA PAISIO Giordano Bruno. Lunedì 27. Pioviggina. L´autogestione è finita. Preside, vice, prof, studenti, bidelli: tutti ai posti di combattimento. Campanella. Le porte si chiudono. Corridoi deserti. Aule piene. Vado in terza. Filosofia. Eraclito, l´Oscuro. Tutto scorre. Vero. Il divenire è la legge dell´universo: tutto si trasforma, continuamente. Le penne appuntano veloci. Si bloccano. Fioccano domande. Chiarimenti. Ancora domande. Tra i banchi scivolano discreti i giornali dei giorni scorsi. La protesta continua, sotto la superficie. Le fotocopiatrici han lavorato. Seconda ora: in quarta, test di filo: Stoici, Scettici, Epicurei. Rumore dei cervelli all´opera. "Prof, è difficile!" Vero. Ma fattibile: non mollate. Intervallo. Sala prof: tutto scorre pure qui. Giornali, circolari. Tante. Terza ora. Ancora in quarta: storia. Illuminismo: Montesquieu, teorico della separazione dei poteri. Esecutivo legislativo e giudiziario, distinti e sovrani. Il padre del costituzionalismo. "Prof ogni riferimento è puramente casuale?" "Sì". "Però c´azzecca". "Eh sì, Montesquieu c´azzecca sempre". La mattina è volata. Martedì 28. Agostrino e Kant. E a fine mattinata, volerò in Piazza Vittorio a sentire la lectio magistralis di Vattimo. Buon umore. L´idea gira anche a scuola. Chissà se i ragazzi alla fine verranno. Intanto sento aria di lezioni dense ed iniziative sotterranee. In quarta, a fine ora, si radunano attorno alla cattedra. "Prof, noi andiamo avanti, sa? Stiamo raccogliendo le tessere". Quali tessere? "Dello studente, omaggio della Gelmini, a inizio anno. Nominative. Per avere riduzioni al cinema il lunedì, a teatro, in biblioteca, nei musei. Abbiamo controllato sul sito del Ministero. Non servono a nulla: il cine è già ridotto il lunedì e noi a musei e teatri andiamo già gratis. Le biblioteche poi, sono da sempre pubbliche. Ci dà cose che abbiamo già. Sa cosa? Gliele rendiamo: democratico dissenso". " Pensate a studiare Agostino per mercoledì, grazie". "Ci penseremo, e intanto raccogliamo le tessere. Siamo già a 300. Poi faremo un bel pacco, una raccomandata al Ministero e via. Posta celere". Perbacco. " Prof, qui è come con Luigi XIV. Gli dissero: il popolo ha fame. Lui rispose: dategli le brioches". " Scusa, chi è che ha fame?". " Il mondo della scuola, che soffre perchè molte cose non vanno". " Ma le brioches?" " Prof, questa mattina è di legno. Sono le tessere! Un dolcetto buttato lì. Doppioni inutili: rabboniscono senza incidere sui problemi veri. Non nutrono né saziano. Che ne dice?". " Che non studi storia: non era Luigi, era Maria Antonietta!" " Prof, le urge un ripasso: non Antonietta, Stella: Maria Stella".

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vattimo: "forse l'università sparirà ma vale la pena continuare a lottare" - vera schiavazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Torino Il filosofo in pensione, sotto la pioggia in piazza Vittorio, descrive ai ragazzi uno scenario apocalittico Vattimo: "Forse l´università sparirà ma vale la pena continuare a lottare" "E´ una rapina ai nostri danni, bisogna attrezzarsi per un autunno caldo" Ciò che abbiamo non è granchè ma non possiamo tollerare alcun peggioramento VERA SCHIAVAZZI «Tra cinque anni, forse, l´università non ci sarà più». E´ una previsione apocalittica, uno scenario cupo quello che il filosofo Gianni Vattimo racconta agli studenti del "no Gelmini" venuti ad ascoltarlo sotto la pioggia pomeridiana prima, sotto i portici di piazza Vittorio poi. Ma loro, i ragazzi vecchi e nuovi che ne hanno fatto un´icona lo ascoltano beati, contentissimi di aver trascinato fino lì un vecchio banco consunto e sbreccato - quasi un simbolo dell´istruzione pubblica italiana - che ora appare, all´improvviso, come un bene prezioso da conservare. Qualche collega è venuto a sentirlo in segno di solidarietà: c´è Giulia Carluccio, docente di storia del cinema, e c´è Maurizio Mori, che insegna bioetica e che dopo il filosofo del pensiero debole farà a sua volta lezione in piazza. Lui, Vattimo, vive una seconda giovinezza, che per uno scherzo del destino arriva a pochi giorni di distanza dal suo addio ufficiale all´università: sciarpina di garza color cannella, impermeabile in tinta, tiene una lezione che assomiglia orgogliosamente a un comizio e che, forse senza averlo deciso, suona come benedizione della vigilia a una sconfitta annunciata: «Domani (oggi, ndr) quasi certamente il Senato approverà questo decreto, che del ministro Gelmini ha quasi nulla e che in realtà rispecchia i tagli voluti dal ministro Tremonti. Stanno perpetrando una rapina ai nostri danni. Che cosa possiamo fare? Poche cose, ma questa lotta è importante: non perdetevi di vista, continuare a manifestare, usate Skype che non costa quasi nulla». «Il capitalismo ci divora - prosegue Vattimo - e quando sentiamo che in un giorno la borsa ha bruciato cento milioni sappiamo che in realtà qualcuno ha guadagnato e qualcun altro ha perduto. Non sembra valga la pena impegnarsi in giorni come questi, ma non è così. Che cosa faremo dopo? Per me il problema è relativo, me ne andrò in giro per il mondo a raccontare le cose che ho già raccontato qui, finirò il mio libro sull´ermeneutica del comunismo, una parola che ormai perfino Bertinotti definisce �impronunciabile´. Ma per voi in gioco c´è il futuro, la vita. Bisogna attrezzarsi per un autunno caldo, sapendo che la nostra università forse non era granché ma che non possiamo tollerare alcun peggioramento di quello che abbiamo». Pare strano, ma in effetti Vattimo e i ragazzi venuti ad applaudirlo sono in piazza per conservare, per difendere ciò che c´è, l´università pubblica, l´amato-odiato vecchio sistema, mille volte ritoccato ma mai messo seriamente in discussione. Il filosofo attacca Berlusconi («non dovrebbe neppure essere in Parlamento, ma non verrà arrestato neppure se uccide la domestica») poi ammette la sua gioia: «Mi sento meglio a fare lezione qui, sento di essere impegnato in qualcosa di utile, anche se potrei essere altrove a studiare quanti bottoni c´erano sulla tunica di Kant, ed è una ricerca che il Cnr finanzierebbe subito�». Gli obiettivi del governo? «Cancellare l´università pubblica o lasciare che continui a esistere marginalmente, cancellare il libero pensiero. Si vuole un luogo dove ognuno fa il suo mestiere senza disturbare, i professori professano, i rettori reggono, i bidelli bidellano� Invece il mio, il nostro mestiere è quello di fare gli intellettuali». «Contate su di me, per quel che potrò, non certo sul mio contributo economico. Continuate a lottare, leggete, studiate, perché è questo che vogliono impedirvi di fare». Già: leggere, studiare, pensare. Prima di Vattimo, le stesse cose - ma col punto di vista e il linguaggio dei vent´anni - le aveva dette al microfono Dario, studente di Filosofia: «Vogliamo difendere la ricerca dall´attacco del governo anche perché è lì, non nascondiamolo, che vediamo la nostra carriera. Ma la ricerca pura, non quella finalizzata alla produzione capitalista e ai profitti». Dario racconta ai suoi compagni di essere "esausto": «Stanotte - dice - ho dormito nella mia università per occuparla anche fisicamente, insieme a tanti altri ragazzi e ragazze». Tanti auguri, verrebbe da dire: per la carriera, per la ricerca, per i sogni. Tanti auguri anche se, come dice Vattimo, «abbiamo l´acqua alla gola».

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dieci cortei, il centro in tilt (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma La protesta e la pioggia paralizzano la città. Il rettore Fabiani: "Ragazzi, non mollate: decidete voi l´inaugurazione dell´anno accademico" Dieci cortei, il centro in tilt L´assedio degli studenti al Senato in una giornata di passione per il traffico L´onda e la pioggia battente hanno paralizzato la città. Dieci cortei di studenti hanno mandato in tilt il traffico. In diecimila, dalle prime ore del mattino e fino a tarda sera, studenti medi e universitari hanno presidiato il Senato in concomitanza con la votazione degli emendamenti del decreto Gelmini. Non sono mancati i momenti di tensione: uno studente è stato fermato dalle forze dell´ordine (e poi rilasciato) per aver tentato di scavalcare una transenna. E la procura ha aperto un´inchiesta sull´occupazione del liceo Giulio Cesare. Il rettore di Roma Tre ha esortato gli studenti a «non mollare e a decidere sull´inaugurazione dell´anno accademico». E oggi dalle 9 nuovo presidio davanti al Senato. FORGNONE, MAISTO, MARI E SERLONI ALLE PAGINE II E III

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occupato anche il passaglia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Lucca Occupato anche il Passaglia Gli studenti: «Ogni giorno un'iniziativa nuova» A dar loro manforte sono arrivati gli occupanti del liceo artistico Il preside ha chiamato la Digos ma alla fine è stato raggiunto un accordo con i ragazzi, che annunciano nuove forme di lotta LUCCA. La mobilitazione sta percorrendo la città come una grande "ola" da più di una settimana, e non poteva certo rimanerne fuori l'istituto d'arte "Passaglia". Ieri mattina gli studenti sono entrati nell'edificio da una porta lasciata aperta sul retro e hanno proclamato l'occupazione. Gli occupanti del liceo artistico, intanto, si sono spostati anche loro nella sede di piazza Grande, togliendo le catene dai portoni di via Fillungo. Subito ci sono state l'assemblea d'istituto e le prime disposizioni organizzative. «Il preside ha chiamato la Digos - spiega una studentessa del Passaglia - Siamo andati a parlare con lui e abbiamo trovato un accordo: preside, professori e personale tecnico e amministrativo possono entrare nella scuola, restando però solo a piano terra. Mentre abbiamo deciso di lasciare aperte le due succursali, Cantiere e piazza San Romano». Nei corridoi dell'istituto sono cominciati quindi i primi gruppi di discussione, tra cui uno che parlava di comunicazione. Discorsi ruvidi, ma significativi e che rendevano l'idea di un nuovo modo di protestare. «Cortei e slogan vanno benissimo, ma dopo un po' iniziano a puzzare di vecchio - dicevano gli studenti - Dobbiamo inventarci ogni giorno un'iniziativa nuova». E quindi via con le trovate. Un giorno la lezione in piazza, un altro il sit in con i cavalletti, la ceramica e la musica en plein air, un altro ancora una festa aperta a tutti, «una buona occasione per chiamare gente e informare». Ma oggi il mondo della scuola resterà con il fiato sospeso e pronto sul piede di guerra: è fissata infatti per questo pomeriggio l'approvazione al Senato del decreto Gelmini. «Tutto dipende da oggi - dice uno studente che partecipa all'occupazione - Se il decreto passerà, come è probabile che succeda, i prossimi giorni saranno ancora più infuocati dei precedenti». Un altro ragazzo è stato, se possibile, ancora più chiaro. «La mobilitazione deve rimanere costantemente elevata - ha detto - Tuttavia bisogna trovare il modo di non farsi criminalizzare. Se ci appioppiano un'etichetta del tipo "non vogliono studiare", è la fine». La comunicazione con il mondo esterno, giornali e cittadini, rappresenta una vera ossessione. «La prima regola per comunicare i contenuti di una lotta è non farsi etichettare dalla politica. Non saremo mai l'esercito di nessun partito» aggiunge una studentessa dal piglio lideristico. Si chiama Federica, ha 18 anni. «Intendiamoci - continua -, ognuno ha le sue idee. Ma qui si tratta di comunicare la sostanza. Oggi per esempio siamo qui a discutere del perché sui media ha avuto tanto spazio il piccolo scontro con la polizia dell'altro giorno e non gli argomenti contro la legge». Il "marketing" genuino del movimento lucchese in ogni caso funziona e l'onda comincia ad ingrossarsi. Mentre dal mondo dei docenti arriva solidarietà. Sono tanti infatti gli insegnanti delle scuole lucchesi, di ogni ordine e grado, che appoggiano i motivi della protesta perché condividono una sensazione: quella di un certo attacco alla scuola pubblica, in termini di orari e di risorse. Tanti, non a caso, sono stati i professori presenti alla manifestazione di sabato scorso, che ha visto migliaia di persone sfilare per le vie del centro, in una sorta di prima "uscita" vera della protesta. Nadia Davini

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serve chiarezza sul maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL PD «Serve chiarezza sul maestro unico» LUCCA. La confusione sul maestro unico o prevalente deve essere chiarita. è quanto sostiene Francesco Battistini del Partito democratico, in merito alla presenza dell'onorevole Fuscagni per la cosiddetta "Operazione verità sul decreto Gelmini" organizzata dal Pdl. «La parlamentare del centrodestra - dice Battistini - spiega che bisogna parlare di "maestro prevalente" e non di "maestro unico". Vorrei capire per quale motivo, allora, l'articolo 4 del testo in discussione in questi giorni al Senato è intitolato "insegnante unico nella scuola primaria". E al comma 1 c'è scritto chiaramente ed espressamente "le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante". Né in quell'articolo, né altrove si parla di maestro prevalente. Quindi, almeno su questo punto, basta con le bugie». «Se davvero - prosegue - come sostiene il governo la scuola elementare italiana va migliorata, vorrei sapere alcune cose: è stata fatta un'analisi in base alla quale si è dedotto che con un unico insegnante i bambini apprendono di più e meglio rispetto ad oggi? E' stato fatto uno studio dal quale si evince che i bambini avranno più strumenti per proseguire con successo il loro percorso di studi? A noi non risulta».

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in diecimila davanti al senato cortei e pioggia, città paralizzata - valeria forgnone laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma In diecimila davanti al Senato cortei e pioggia, città paralizzata Fischi all´Inno. Giulio Cesare, inchiesta sull´occupazione Davanti a Palazzo Madama un giovane fermato e poi rilasciato VALERIA FORGNONE LAURA MARI Lo gridavano da giorni: «Bloccheremo tutto, bloccheremo tutto». E ci sono riusciti. Hanno assediato la città, paralizzato il traffico, fermato i mezzi pubblici e le auto private. Una capitale sotto scacco, allagata dalla pioggia incessante e dall´Onda che, con dieci cortei che si sono intrecciati e incrociati dalla mattina, hanno mandato in tilt la città. Dalle prime ore del mattino, infatti, gli studenti dei licei della capitale si sono raggruppati in sette cortei che sono partiti da piazza della Repubblica, da viale Marconi, dall´Eur, dalla Garbatella, da viale Trastevere, da via di Ripetta e da via Ostiense e sono confluiti sotto ad un Senato completamente transennato e presidiato dalle forze dell´ordine. E una volta arrivati sotto a Palazzo Madama, i 5mila studenti under18 hanno scandito un unico coro, riferito alle polemiche sui dissidi tra manifestanti di destra e di sinistra: «Né rossi né neri, ma solo liberi pensieri». Una protesta proseguita per il resto della giornata tra le lezioni in piazza degli studenti di Ingegneria della Sapienza (che sotto il diluvio si sono radunati in centinaia davanti al Colosseo e hanno annunciato che scriveranno «una lettera alle famiglie degli universitari per denunciare i tagli della riforma») e nuove occupazioni dei licei, tra cui il Visconti e una delle due sedi del Righi. Meno fortunati, invece, gli studenti che lunedì hanno occupato il liceo Giulio Cesare. Sul caso, infatti, la procura ha aperto un fascicolo. «Poiché l´assemblea degli studenti non aveva votato l´occupazione ma l´autogestione - ha fatto sapere la preside Carla Sbrana - e considerando che era nata una certa tensione tra chi voleva occupare e chi non, ho fatto un esposto in Procura. Ma in serata gli studenti hanno deciso di trasformare l´occupazione in autogestione e hanno lasciato l´edificio». L´ipotesi di reato resta comunque quella di «invasione di edificio pubblico» e la procura sta valutando anche l´ipotesi di «interruzione di pubblico servizio». Ma anche davanti al Senato non sono mancati momenti di tensione. Uno studente è stato fermato e poi rilasciato dalle forze dell´ordine per aver tentato di scavalcare una transenna. Con il diluvio pomeridiano, l´Onda ha poi rotto tutte le dighe. Nel pomeriggio il traffico è andato nuovamente in tilt, paralizzato da due cortei partiti rispettivamente dall´università di Roma Tre e dalla città universitaria della Sapienza. Migliaia di studenti che, sotto la pioggia battente, a piedi e completamente bagnati, hanno raggiunto il Senato per contestare e tentare di bloccare la votazione degli emendamenti del decreto Gelmini. «Vuoi pure questi, Gelmini vuoi pure questi» hanno gridato i 10mila studenti sventolando i portafogli. Una contestazione scandita dai goccioloni della pioggia, dal suono incessante dei clacson delle auto bloccate nel traffico e dai boati degli studenti dell´Onda, informati dai giornalisti sulle bagarre e le sospensioni di voto in Senato. «Resteremo qui tutta la notte» hanno continuato a gridare i diecimila in presidio. Poi, davanti ad un Palazzo Madama completamente assediato, qualcuno ha intonato l´Inno di Mameli. Ma dalla coda del corteo sono partiti fischi di protesta e un coro alternativo sulle note di "Bella ciao". «Siamo stanchi, ma non ci arrenderemo - urlano dal megafono i leader dell´Onda, stremati dal diluvio - stanotte (ieri ndr) dormiremo nelle facoltà e nei licei occupati e domani mattina (oggi ndr) torneremo ad assediare il Senato». I diecimila dell´Onda, studenti dei licei e universitari, dalle ore 9 presidieranno Palazzo Madama e durante le dichiarazioni di voto dei senatori del Pd oggi nell´aula sarà letto un messaggio degli studenti del liceo Orazio: «Non state semplicemente votando un decreto, ma state decidendo del nostro futuro, del futuro dell´Italia».

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dai "re magi" 19mila firme anti-gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma La protesta al ministero Dai "Re Magi" 19mila firme anti-Gelmini Accoglienza, cultura e scienza, al posto di oro, incenso e mirra. Sono i doni che tre re magi (uno studente del liceo Newton e due genitori del comitato delle elementari "Non rubateci il futuro" di cui uno straniero, simbolo dell´integrazione) hanno portato ieri al ministero dell´Istruzione per consegnarli al ministro Gelmini, «la Mariastella cometa». In questi tre scrigni, 19 mila firme che genitori e maestre hanno raccolto da settembre, oltre alle 35 mila arrivate nei giorni scorsi via fax: è la petizione «contro il maestro unico», in difesa della pluralità dei docenti nella scuola elementare. «Abbiamo scelto i re magi perché sono il simbolo della sapienza - spiega una docente della Iqbal Masih � e noi cerchiamo di portare sapienza al ministro. Tra i doni c´è l´accoglienza che speriamo ci sia da parte sua verso gli alunni immigrati e il dialogo chiesto dalle famiglie. Da settembre non siamo ancora stati ricevuti dal ministro nonostante le sollecitazioni». I tre re magi hanno consegnato le firme all´ufficio Corrispondenza. «Quando ci hanno chiesto il mittente � ha spiegato un´insegnante - i re magi hanno risposto "Noi, i re magi" e così hanno scritto sulla ricevuta che ci hanno dato». La protesta delle elementari non si fermerà nelle prossime settimane: «Sono in programma due manifestazioni e stiamo pensando a un referendum per chiedere l´abrogazione del dl Gelmini". (tea maisto)

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assemblea con provincia e comune per lo scientifico galilei di castelnuovo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Lucca Assemblea con Provincia e Comune per lo scientifico Galilei di Castelnuovo Il confronto è previsto per stamani alle 11 nella sede dell'istituto CASTELNUOVO. Due giorni di occupazione e adesso un confronto con amministrazione comunale e provinciale. Questo il calendario degli eventi al liceo scientifico "Galileo Galilei" di Castelnuovo dove è in dirittura d'arrivo la protesta contro la riforma della scuola proposta dal ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. Gli studenti della scuola superiore della Garfagnana, infatti, hanno deciso di passare dall'autogestione all'occupazione per due giorni, ma oggi si chiuderà la protesta con un' assemblea di istituto, alle 11, alla quale sono stati invitati ad intervenire anche i rappresentati di Comune e Provincia. «Da mercoledì scorso abbiamo iniziato la nostra protesta contro i decreti Tremonti e Gelmini (il ministro delle Finanze e quello della Pubblica istruzione) - spiegano Andrea Grassi ed Emanuele Marcucci, due ragazzi di quinta che hanno organizzato autogestione ed occupazione - e da lunedì abbiamo deciso di farci sentire in maniera più decisa. Abbiamo avuto colloqui con il preside Angelini e anche con le forze dell'ordine, visto che sia il liceo scientifico che l'Iti sono in stato di occupazione, ma senza uscire dalle righe». La protesta - ribadiscono i due studenti - è scatenata dal fatto che si ritiene che «i due decreti proposti per la riforma dell'istruzione in Italia siano dannosi soprattutto per gli studenti di un liceo, la scuola che per eccellenza dovrebbe essere propedeutica all'università. Quindi quello che sta accadendo a livello accademico avrà ripercussioni anche su di noi». I ragazzi hanno stabilito il loro presidio all'ingresso della scuola, ma non hanno chiuso il dialogo: «Concediamo la possibilità di fare lezione a chi vuole, ma finora - proseguono Grassi e Marcucci - non si è verificato alcun caso di questo tipo. La segreteria, la presidenza e l'aula dei docenti sono rimaste libere per professori e preside. I ragazzi che sono entrati a scuola in questi giorni di occupazione sono circa 170, ovvero più della metà. Un bel segnale: significa che anche buona parte delle famiglie sostiene le nostre ragioni. Così è anche per il corpo docenti: buona parte dei nostri insegnanti, infatti, si è schierato contro questi decreti». Infine, con i carabinieri c'è stato un incontro nella mattinata di lunedì, ma il preside Angelini ha solo segnalato l'occupazione senza sporgere alcuna denuncia, considerando anche l'atteggiamento assunto dai suoi studenti: «Sappiamo i rischi ai quali andiamo incontro con un'azione del genere - dicono i ragazzi - ma tutto si sta svolgendo pacificamente, in assoluta serenità. Domani mattina (oggi, ndr) torneremo tutti a scuola per un' assemblea di istituto che, di fatto, chiuderà la nostra protesta. Qualcuno di noi, poi, in rappresentanza della scuola, si recherà giovedì a Roma per il corteo e da lunedì prossimo siamo pronti a tornare sui banchi sperando che le manifestazioni in tutta Italia siano servite allo scopo di bloccare le decisioni del Governo». L.D.

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il reportage - carola susani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Il reportage "Abbiamo la sensazione tangibile della crisi. Non abbiamo prospettive Eppure siamo determinati e pacifici" Si vedono molto, forse più degli uomini. Gridano altrettanto, ma si divertono di più CAROLA SUSANI (segue dalla prima di cronaca) @FI Firma Editoriale SX:Si vedono molto, forse più degli uomini. Partecipano alla protesta tanto quanto i ragazzi. Di diverso hanno una piega delle labbra divertita, uno sguardo che sembra capace di inquadrare tutto dal di fuori, un ironia. Gridano altrettanto, sorridono di più, si divertono di più. O almeno così pare. Marta studia Fisica, è al primo anno di specialistica. è fuori sede. «Quando ha scelto Fisica pensavo alla ricerca, ma dopo quattro anni mi piacerebbe almeno poter scegliere se restare in Italia». Mi spiega: «Il problema dell´università non nasce adesso, è da anni che la cattiva gestione è sotto gli occhi. Ma le riforme da più di dieci anni non sono che un accumulo di tagli. Questa - la legge 133 per cui può essere assunto qualcuno solo se cinque professori ne vanno in pensione - e la Gelmini non sono che l´ultima spallata. Vedi, le persone che partecipano alle proteste hanno la sensazione tangibile della crisi. Si sentono senza prospettive. Eppure il movimento è determinato, ma pacifico». Laura è molto più alta di me e ha uno sguardo aperto, profondamente allegro: «Volevo seguire le orme di mio fratello, ha otto anni più di me e ha fatto lo scientifico. Ho cominciato a interessarmi all´Astrofisica». Ha scelto Fisica teorica: «C´è sempre tempo per specializzarsi, è meglio avere una base ampia». Anche Laura voleva fare ricerca. «E´ normale per chi s´iscrive a Fisica. Ma l´anno dopo la Moratti voleva abolire la figura del ricercatore». Ride: «Le aspettative ho imparato a tenerle sotto controllo. I dottorati diminuiscono, le leggi bloccano il turnover, non puoi essere assunto a tempo indeterminato, non puoi essere assunto a tempo determinato. La mia aspirazione dopo l´università è aprire una merceria. All´insegnamento ho pensato. Ai bambini piace quando capiscono le cose, la Fisica gli sembra una magia». Cosa non va nell´università? «Non c´è diritto allo studio. Poche borse, poche case. A Fisica la didattica è buona, ma spesso non è così. E c´è il problema dei favoritismi. Forse le tasse raddoppieranno, triplicheranno: gli studenti sentono il rischio di dover rinunciare all´università. Studenti e studentesse si sentono minacciati perciò in tantissimi partecipano. Hanno capito che se l´università viene privatizzata è il mercato che domina, che l´università non è più libera. Tante ragazze si mettono in gioco e ci mettono la faccia, sono consapevoli di battersi. Il movimento cresce, è pacifico. Ma non vorrei che si dimenticasse che c´è rabbia. Quando siamo andati a occupare i binari di Termini, era un´azione dura, però non c´era provocazione. E abbiamo trovato solidarietà attorno». Paola fa il primo anno di specialistica in Antropologia: «A me piacerebbe studiare l´Italia e il mondo occidentale da una prospettiva antropologica«, mi dice, «mi piacerebbe lavorare sul campo, nelle scuole, nei comuni, nei musei, mi interessa la storia orale». Mi spiega che l´estromissione del sapere critico dall´università è legata a un processo di appiattimento culturale. «C´è una rinuncia alla partecipazione. Con il bipolarismo, le primarie sostituiscono la costruzione di un dibattito. L´esplosione che ha avuto questo movimento ha a che fare con questo. Hai un ritmo tale all´università per cui viene meno la tua autonomia di studio e lo spazio per la critica. Gli esami sono test. La spontaneità, i grandi numeri della protesta sono una reazione. è come se gli studenti dicessero: io ci voglio essere, mi voglio far vedere: mi faccio un corteo di tredici chilometri al giorno, ma io ci sto». E lo stile? «All´una e mezza si chiude la facoltà, si spegne la musica, si pulisce e si va a dormire perché la mattina alle sette e mezza bisogna essere in piedi. Ci sono molti ragazzi e ragazze che si stanno immatricolando adesso. Alle prime assemblee dicevano: no, non bisogna occupare, non bisogna fare blocchi, bisogna informare. Cose giustissime. Però mano a mano ne sanno di più e la rabbia esplode». E le ragazze? «Nelle assemblee le donne sono sempre la maggioranza, quelle che intervengono in proporzione sono di meno. Ma ci sono donne che si vogliono far sentire». Chiara è al primo anno di specialistica in Psicologia. Fa la cameriera in un ristorante e insegna al doposcuola di una media privata. «I miei genitori mi aiutano, ma ho il privilegio di vivere da sola». Chiara dice che ragazzi e ragazze sono attivi allo stesso modo. Vuole parlare di società e di università: «Nessuno investe su di noi. L´unica prospettiva che abbiamo è fuori dall´Italia. Certo non difendiamo l´università com´è. Il tre + due è un fallimento». Vuole lavorare nel terzo settore, nelle carceri, con i ragazzini. Dice che in quello che si è visto in queste settimane c´è la volontà di una generazione rappresentata come inerte, senza ideali, di riscattarsi nell´immaginario. Perciò lo stile è fantasioso, gioioso. Non abbiamo paura, mi dice. C´è qualcosa di sconsolato, malgrado l´energia con cui lo dice. Non hanno paura, probabilmente perché sentono che non hanno molto da perdere.

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altre scritte naziste e slogan sul fascismo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XV - Roma In un liceo di Trastevere e al Verano Altre scritte naziste e slogan sul fascismo «I cuori neri marciano ancora. Con Hitler nella mente, nazismo indipendente sali in cattedra contro il �68». Firmato SS con accanto disegnata una croce celtica. Questa la scritta comparsa sul muro del Liceo scientifico "John Fitzgerald Kennedy" di via Nicola Fabrizi 7 a Trastevere, occupato dagli studenti in protesta contro la riforma Gelmini. La scritta, lunga 15 metri e fatta con lo spray nero, è stata notata dagli agenti della polizia di Stato in servizio di controllo del territorio ed è stata subito cancellata. E sulle mura perimetrali esterne del Verano sono stati affissi anche alcuni manifesti inneggianti al fascismo nella ricorrenza della marcia su Roma: «28-10-1922/28-10-2008 - Con orgoglio dalla parte sbagliata». Firmato "i Camerati».

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maxi schermi per seguire il dibattito del senato - servizio a pagina ii (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

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Pagina I - Palermo Iniziative nelle facoltà per il decreto Gelmini Maxi schermi per seguire il dibattito del Senato servizio a pagina ii SEGUE A PAGINA II

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studenti, un giorno in piazza (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

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Pagina I - Palermo Le proteste contro i tagli all´istruzione pubblica. Manifestazioni improvvisate insieme a prof, maestri e genitori Studenti, un giorno in piazza Blocchi stradali, lezioni all´aperto e fiaccolata notturna Lezioni in piazza sotto la pioggia, blocchi stradali e un´altra fiaccolata notturna. Alunni e universitari, sostenuti anche da genitori e docenti, non mollano contro la riforma Gelmini. Ieri mattina, a partire dalle 11, migliaia di studenti universitari e delle scuole superiori hanno improvvisato dei cortei e organizzato dei blocchi in due zone della città, all´incrocio tra via Notarbartolo e via Libertà, e ai Quattro Canti. Rimane occupata la facoltà di Scienze politiche. Nel pomeriggio il nubifragio e la pioggia insistente hanno solo in parte «boicottato» le tante lezioni all´aperto. ANTONELLA ROMANO A PAGINA II

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maxischermo in aula magna per il dibattito al senato (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo L´iniziativa Maxischermo in aula magna per il dibattito al Senato Studenti incollati allo schermo come quando giocano gli azzurri. Ma questa volta non sarà l´Italia pallonara a suscitare l´interesse di ragazzi e professori: il teatro della sfida sarà Palazzo Madama, dove i senatori della maggioranza e dell´opposizione saranno impegnati a spiegare le motivazioni che li porteranno a votare a favore o contro il decreto Gelmini. Questa mattina in due licei e in tre facoltà universitarie - Lettere, Economia e Ingegneria - studenti e docenti seguiranno la diretta web dal Senato che, dopo la discussione contingentata di ieri pomeriggio, prevede le dichiarazioni di voto e il voto conclusivo sul disegno di legge di conversione del decreto legge 137: proprio quello che in questi giorni i ragazzi, attraverso decine di manifestazioni di piazza, hanno chiesto al governo di ritirare. «Tre giorni fa - spiega il preside del liceo classico Umberto I, Antonino Raffaele - gli studenti mi hanno chiesto di poter assistere alla diretta via Internet dal Senato. Potranno senz´altro farlo». Preparativi in corso anche nel vicino liceo artistico Almeyda di via Vivaldi, dove da una settimana gli studenti sono in agitazione: dopo la prima ora di lezione i ragazzi lasciano le classi e si riuniscono in assemblea o partecipano alle tante iniziative di piazza degli ultimi giorni. «La richiesta di poter vedere la diretta dal Senato - spiega il vice preside, Ezio Leone - mi sembra una dimostrazione di impegno da parte degli studenti. E per i ragazzi è anche l´occasione di vedere come funzionano i lavori parlamentari». Alla facoltà di Lettere, dove per la protesta l´attività didattica è sospesa, è tutto pronto per la diretta: alle 9 l´aula magna si trasformerà in una curva durante il derby.

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sit-in e fiaccole sotto la pioggia l'onda dei ragazzi invade la città - antonella romano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo Sit-in e fiaccole sotto la pioggia l´Onda dei ragazzi invade la città Lezioni in piazza, blocchi stradali: dilaga la rivolta La protesta Davanti al municipio il preside di Legge ha spiegato i decreti Oggi pomeriggio assemblea d´Ateneo ANTONELLA ROMANO BLOCCHI stradali a macchia di leopardo, lezioni in piazza sotto la pioggia e un´altra fiaccolata notturna, con partenza da piazza De Gasperi, aperta dai bambini delle elementari. Alunni e universitari, sostenuti dai genitori e dai docenti, non mollano la presa. Ieri hanno imbastito un´altra giornata di mobilitazione, puntellata di eventi e moti di protesta spontanea, contro la riforma Gelmini che oggi attende il sì dal Senato. Di mattina, a partire dalle 11, migliaia di studenti dell´Ateneo e dei licei Cannizzaro, Garibaldi, Einstein, Umberto I, Vittorio Emanuele, Cassarà hanno improvvisato cortei e organizzato blocchi in due zone della città, all´incrocio fra via Notarbartolo e via Libertà, e ai Quattro Canti. Entrambi i gruppi, dalle due opposte sponde, si sono messi in marcia per fondersi all´una in piazza Politeama. Dai Quattro Canti un altro corteo ha raggiunto la facoltà di Scienze politiche, da lunedì occupata, e la cittadella universitaria. Il nubifragio ha solo in parte intralciato le lezioni all´aperto. In piazza Marina, alle 11, Scienze della formazione. In piazza Pretoria, alle 14, il popolo di Giurisprudenza con gli ombrelli spalancati ha ascoltato la lezione del preside Giuseppe Verde sui decreti legge, l´argomento del giorno. Stesse scene in piazza Verdi, davanti al teatro Massimo, dinanzi al Politeama, in piazzetta Magliocco, dove si sono ritrovati gli studenti di Ingegneria, Architettura, Agraria, Scienze, Lettere e Farmacia. Lezioni on the road ridotte rispetto al previsto a causa del nubifragio, o in qualche caso proseguite nelle facoltà. A Lettere c´è stata la protesta in forma di festa interculturale, tra danze della comunità cingalese, piatti della tradizione tamil, ivoriana e ghanese e uno spettacolo di capoeira. In serata, per concludere, la fiaccolata in piazza Giovanni Paolo II, davanti alla direzione didattica Alcide De Gasperi, promossa dal comitato "Un esercito di maestri", nato per iniziativa di insegnanti, genitori e dirigenti scolastici. Il corteo - un migliaio di partecipanti con fiaccole accese in mano - aperto dai bambini della scuola elementare per mano ai genitori, ha seguito un itinerario a zigzag lungo le sedi delle scuole della zona: Collodi, Galilei, Pecoraro, Virgilio Marone, Trinacria, Pareto e Meli. Assieme agli insegnanti e ai bambini di tutte le età con i loro genitori c´erano anche quaranta piccoli rom che da anni frequentano la scuola De Gasperi, in marcia con le famiglie dal campo nomadi della Favorita. Oggi alle 15 assemblea d´Ateneo a Ingegneria (o nel cortile esterno di Architettura, se l´aula magna di Ingegneria non basterà) per i primi commenti al voto del Senato sul decreto Gelmini. Per le 18,30 i Cobas hanno programmato una fiaccolata con appuntamento in piazza Politeama. «Oggi (ieri, ndr) il movimento ha mostrato davvero tutta la sua natura e la sua forza spontanea: è bastato incontrarsi e scendere in piazza, anche senza autorizzazione - afferma Giorgio Martinico, esponente dell´assemblea autogestita di Lettere - I blocchi in città risultano d´impatto superiore rispetto all´occupazione di scuole e università, perché si crea intralcio alle attività economiche. Il nostro scopo è farci sentire, anche nei prossimi giorni». La facoltà di Ingegneria in assemblea, presente il preside La Mantia, ha votato la prosecuzione della sospensione dell´attività didattica in coincidenza di occasioni straordinarie come la mobilitazione in atto. Dice il docente di Statistica Alberto Lombardo: «Le lezioni slitteranno, non andranno perse. Si recupereranno anche gli esami, a fine semestre». Ingegneria ha proposto per le 16 di domani, giorno dello sciopero nazionale della scuola, un´assemblea cittadina. «A Giurisprudenza, dove non c´è blocco dell´attività didattica - annuncia Salvo Lo Cascio, rappresentante studentesco in consiglio d´amministrazione - le lezioni all´aperto continuano per tutta la prossima settimana». Le azioni di protesta contro il decreto 133 sui tagli all´Università sono elencate sul sito www.protestaunipa.info, interamente autogestito, accanto a documenti, fotografi e link che spiegano le ragioni della mobilitazione studentesca. Un tavolo tecnico di coordinamento delle iniziative è convocato per le 14 di oggi nell´aula 1 dell´Albergo delle Povere dall´assemblea dei docenti e ricercatori della facoltà di Scienze della Formazione. Tutti i docenti, ricercatori, assegnisti, dottorandi e professori a contratto sono invitati a partecipare. Ieri il Consiglio provinciale ha approvato (con 21 sì e 20 no) un ordine del giorno, presentato da Rifondazione comunista e Uniti per la Sicilia, contro i tagli. Oggi protestano anche i licei in autogestione di Cefalù e Castelbuono, domani alle 21 per i vicoli di Monreale marcia del coordinamento anti-Gelmini nato nella cittadina normanna. A sostegno della protesta dei 75 ricercatori dell´Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia del Cnr, con sede in via La Malfa, scende in campo Nino Sala, coordinatore di Alleanza etica: «Dal 31 dicembre metà di questi precari non avrà più il posto di lavoro se non si interviene. La legge "ammazzaprecari" è già passata alla Camera».

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abolita la sissis, venti laureati tornano sui libri - dario prestigiacomo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Palermo Il caso Abolita la Sissis, venti laureati tornano sui libri DARIO PRESTIGIACOMO Per cinque anni ha frequentato l´Università conseguendo una laurea triennale e una specialistica. Ma al momento di tentare l´esame di ammissione alla Sissis, la scuola di specializzazione per l´insegnamento, ha scoperto che al suo curriculum mancavano alcune materie necessarie. E così si è rimessa sui libri, ha sostenuto altri quattro esami sborsando 700 euro, prima di scoprire che la Sissis era stata cancellata dal decreto Gelmini e che per insegnare dovrà iscriversi a un nuovo corso di laurea. Protagonista dell´odissea è Francesca Di Salvo, 26 anni, laureata in Scienze dell´educazione con specializzazione in Scienze umane e pedagogiche. «Ho sempre studiato con passione e costanza per realizzare il mio sogno, quello di insegnare - racconta - Mi sono laureata in tempo, ma sto perdendo anni preziosi». Tutto comincia un anno fa, quando la Di Salvo scopre che due lauree non bastano per accedere alla Sissis, scuola di specializzazione gestita dai tre principali atenei siciliani. «Ho seguito corsi di tutti i tipi - dice - per poi scoprire che coloro che hanno redatto il mio piano di studi si erano dimenticati di inserire quattro materie necessarie per la Sissis». Per recuperare il "debito formativo" si vede costretta a pagare 700 euro all´Università. Risolto il problema, entra in gioco il decreto del ministro Gelmini, che ha cancellato la Sissis rendendo impossibile a Francesca Di Salvo e ai suoi colleghi di corso, in tutto una ventina, di accedere all´insegnamento. Per realizzare il suo sogno, ora, la ragazza si è reiscritta all´Università per seguire i corsi dell´unica laurea abilitante rimasta per la docenza, quella in Scienze della formazione primaria. Stavolta però all´Ateneo di Macerata: 1.400 euro di tasse all´anno.

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a scienze politiche il fronte si divide raccolta di firme contro l'occupazione - claudia brunetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Palermo Un gruppo di studenti contesta il blocco della didattica. Il Consiglio di facoltà discute le dimissioni del preside A Scienze politiche il fronte si divide raccolta di firme contro l´occupazione Sacchi a pelo e cuscini tra i banchi Seminari sul lavoro precario e sulla Pantera, il cineforum CLAUDIA BRUNETTO (segue dalla prima di cronaca) «Siamo tutti contro la Gelmini e la legge 133 - dice Rosario Genchi, iscritto al corso di laurea specialistica - ma molti di noi non condividono questo metodo illegale di protesta. Abbiamo già raccolto oltre 250 firme contro l´occupazione. Non è una questione politica, il no degli studenti che vogliono continuare a studiare è trasversale». Fra i promotori della petizione ci sono però alcuni studenti di Azione universitaria: «Vogliamo dimostrare che la maggioranza degli studenti è contro l´occupazione - dicono Raffaele D´Anna e Alberto Di Benedetto - Chiediamo lo sgombero e il ritorno alle normali lezioni». Le voci contro l´occupazione si alzano anche dal circolo universitario di Scienze politiche che gestisce il portale www.collegiosanrocco.it. Fra i moderatori di alcuni forum del sito compare anche il preside Antonello Miranda. «Chi dice di voler difendere il carattere pubblico delle università - dice Alessandro Arcobasso, presidente onorario del circolo - dovrebbe sapere che la loro occupazione è reato. Gli studenti hanno il diritto di studiare». Dal canto loro i 360 studenti che l´altro ieri, dopo cinque giorni di assemblea permanente, hanno ricevuto dal preside l´ennesimo diniego alla richiesta di sospendere le attività didattiche, intendono andare avanti con la linea dura. Nella prima notte di occupazione sono rimasti in trenta a dormire nelle aule, fra i banchi e le sedie, con cuscini, coperte e sacchi a pelo. «La nostra è stata una scelta estrema - dice Andrea Gattuso - Abbiamo più volte chiesto al preside il blocco della didattica e lui non l´ha mai concesso. Così abbiamo deciso di occupare. E intendiamo procedere in modo assolutamente pacifico e sereno. Il fronte del no ha fatto sentire la sua voce successivamente. Al momento dell´occupazione tutti i presenti erano d´accordo». Con questa azione i ragazzi sperano di fare da battistrada alla protesta e di ottenere risultati concreti: «L´occupazione, che è la prima in città - dice Bernardo Canzoneri - ci consente di tenere alto il livello dell´attenzione mediatica e di sensibilizzare così tutta la cittadinanza su questo decreto che mette in pericolo l´università pubblica. Vogliamo impiegare il tempo dell´occupazione per studiare meglio la legge e per affrontare alcuni temi che, come studenti di Scienze politiche, ci riguardano da vicino». Dopo la "presa" del Collegio San Rocco da parte degli studenti, il preside Miranda non ha più varcato la soglia della facoltà. «Il primo valore da difendere - dice - è la libertà di tutti: quella dei docenti che vogliono fare lezione e quella degli studenti che vogliono seguirla. E anche la libertà delle forme di protesta che non devono comunque ledere la libertà degli altri. Sono ancora pronto a rimettere il mio mandato al prossimo Consiglio di facoltà se questo principio fondamentale di democrazia non sarà rispettato». A discutere della controprotesta del preside e dei problemi di Scienze politiche sarà già stamattina il parlamentino dei professori della facoltà. Intanto le attività "alternative" continuano. All´ingresso e nell´atrio gli studenti si riuniscono in piccoli gruppi per fare le loro proposte. Mentre nell´aula I, al piano terra, le neonate commissioni per la sicurezza e per stilare un regolamento di facoltà sono al lavoro. All´ingresso è stata allestita un´intera parete per aggiornare il calendario degli incontri ed esporre la rassegna stampa. La giornata di ieri è cominciata con un seminario sulla precarietà e la flessibilità del lavoro ed è proseguita nel pomeriggio con una lezione per mettere a confronto il movimento della Pantera con quello nato in queste ultime settimane. Ieri sera si è inaugurato il cineforum. «Questa è diventata la nostra casa - dice Danilo Lo Coco, al secondo anno fuori corso - rimarrò a dormire qui. Le nostre richieste pacifiche non sono state accolte, forse l´occupazione servirà a qualcosa». Molte aule al primo piano sono chiuse per scongiurare qualsiasi forma di vandalismo da parte degli studenti. «Per noi l´occupazione - dice Anna Erika Russo - rimane un segno di protesta forte. Siamo contro questa riforma e intendiamo utilizzare gli spazi della facoltà per organizzarci e per agire concretamente».

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"solo la concorrenza salva dal nepotismo" - sara scarafia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Palermo L´anomalia Roberto Perotti è autore del libro "L´università truccata" "Solo la concorrenza salva dal nepotismo" Il codice etico è una foglia di fico e le privatizzazioni sono impraticabili. La soluzione? Una quota di soldi pubblici solo agli atenei che fanno più ricerca SARA SCARAFIA «Le Parentopoli all´Università? Un´anomalia tutta italiana generata dall´atavica mancanza di concorrenza». Roberto Perotti, professore alla Bocconi di Milano e autore di "L´università truccata" appena pubblicato da Einaudi, non ha dubbi. Professore, come scrive nel suo libro una spia del nepotismo è la percentuale dei docenti nati nello stesso comune dove ha sede l´Ateneo. In quello di Palermo il 57,4 per cento del corpo docente è palermitano. Un dato significativo? «Assolutamente sì. è il risultato dell´assoluta mancanza di concorrenza. Se una facoltà assume un´intera famiglia nessuno dice nulla proprio a causa della totale assenza di meccanismi concorrenziali». L´Università come può diventare concorrenziale? «Ci sono solo due strade. Una è la privatizzazione. Ma nel nostro paese non è praticabile perché è troppo lontana dalla nostra cultura. L´altra strada è quella di destinare una percentuale dei contributi pubblici agli Atenei che fanno più ricerca, come succede in Gran Bretagna. Se così fosse ci si penserebbe due volte prima di assumere figli, nipoti o mogli, perché conterebbe solo la qualità. Il meccanismo sarebbe difeso anche dagli altri docenti: per l´assunzione di un raccomandato, infatti, sarebbero costretti a pagare tutti». Dall´inchiesta di Repubblica sulle parentele è emerso che l´Università di Palermo è il regno di circa cento famiglie. E che mogli, figli e nipoti spesso lavorano fianco a fianco negli stessi dipartimenti. Che ne pensa? «Rimango senza parole di fronte all´impunità. L´unica strada per sconfiggere questo sistema è promuovere la concorrenza». I presidi palermitani hanno proposto di abolire i concorsi locali e di incentivare la cooptazione. Potrebbe funzionare? «Se il sistema rimane quello attuale abolire i concorsi sarebbe una follia. Con la chiamata diretta verrebbe meno anche quel minimo controllo sociale. La cooptazione può funzionare solo se una parte dei contributi viene distribuita agli Atenei più produttivi. Il Comitato d´indirizzo per la valutazione e la ricerca, quando ministro era ancora Mussi, ha stilato un elenco dei dipartimenti in base ai risultati conseguiti nella ricerca. Potrebbe essere un ottimo punto di partenza, ma finora è stato ignorato». Il prossimo rettore dell´Ateneo di Palermo, Roberto Lagalla, ha avanzato la proposta di un codice etico contro Parentopoli. Può bastare? «Il codice etico non serve a niente. Sarebbe solo una foglia di fico dietro la quale nascondersi per continuare a comportarsi come sempre. Se fossi rettore farei ben altro: pubblicherei i nomi di tutti i parenti dentro alle facoltà e li distribuirei ai miei studenti. Poi li spingerei a riflettere e a farsi sentire: invece di scendere in piazza solo contro la riforma Gelmini, suggerirei loro di manifestare anche contro questo sistema malato. Li inviterei alla mobilitazione».

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"a me consigliarono trasferisciti a londra" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Palermo Il suggerimento Alessandro Brancati, dottorando, è pronipote dello scrittore "A me consigliarono trasferisciti a Londra" Mi è stato fatto capire che per me non c´erano spazi e sarebbe stato meglio tentare all´Imperial College dove sono stato subito cooptato «L´AIUTO che ti dà il cognome che porti inizia da quando sei studente. C´è un occhio di riguardo. Ma si può anche finire maltrattati nella faida tra due diverse fazioni di professori. Così, se si spulciano gli elenchi di chi vince le borse dei dottorati, si scoprono tanti cognomi autorevoli. I figli di nessuno vincono in genere solo i dottorati senza borse. E i posti nei concorsi sono tutti attribuiti in anticipo». Alessandro Brancati, 27 anni, laurea con 110 e lode in ingegneria aerospaziale e pronipote dello scrittore di Pachino Vitaliano Brancati (il nonno Emanuele è cugino dell´autore del Bell´Antonio), grazie al suo curriculum e a un paio di lettere di referenze, da due anni fa un dottorato a Londra e partecipa a una ricerca finanziata dalla Ue con altre realtà universitarie e aziendali. In questi giorni è a Palermo per non perdersi la protesta anti-Gelmini. Ma ha preferito trasferirsi per sfuggire al sistema di clientele e parentele, che trova il suo apice all´Ateneo di Palermo, su suggerimento di un docente: «Mi ha fatto capire che qui non c´era spazio - racconta - e mi ha messo in contatto con l´Imperial College of London». Figli di nessuno e figli di papà. Chi non può sbandierare una parentela o un´amicizia che conta non ha speranze di farcela? «Diciamo che spesso nei concorsi è tutto deciso. è così non solo da noi. I baroni sono veramente dei baroni, sono loro che decidono chi troverà lavoro, chi avrà la cattedra. Alla faccia di tanti che lavorano e producono pubblicazioni. Perché questo è l´altro scandalo». Quale altro scandalo? «A Londra se non scrivi almeno un articolo all´anno, ed è poco, ti buttano fuori. Sarebbe bello sapere quanti fanno le pubblicazioni, leggere le tabelle di valutazione: si scoprirebbe che sono pochissimi coloro che contribuiscono al miglioramento della qualità dell´università palermitana. Se sei nella classe delle eccellenze innalzi il livello, se non produci lo fai abbassare. La maggior parte è più interessata a essere un bravo politico, per avere i dottorati, che non un bravo ordinario». Da Londra a Palermo per queste giornate di mobilitazione. «Mi inchino davanti a chi lotta per la qualità dell´università italiana. Nella nostra realtà c´è chi fa ricerca ad alto livello e incide sulla qualità e altri che hanno perso interesse nella trasmissione della conoscenza. Se nessuno del Nord viene qui a studiare significa che non abbiamo nulla da offrire. A Londra il 50 per cento degli studenti dei dottorati arriva da altre realtà europee». E allora perché mai vuole tornare a Palermo a lavorare? «Perché sto arricchendo un altro Stato che non è il mio. E non viene data possibilità di lavorare a chi è di questa terra. Qui per andare avanti devi stringere accordi, esibire un cognome o far parte di un clan. Io sono più che convinto di tornare. Ma dal 2009 al 2011 col blocco del turn over ci sarà un solo assunto su cinque pensionati. Il 90 per cento dei posti di chi entra è già deciso, si sa già. Sono limitati, se li spartiscono. Dovrò fare la gavetta a lungo. Posso sperare di diventare ricercatore a 40 anni, se mi va bene». Perdoni la domanda: il suo cognome l´ha mai aiutata? «C´è stato qualche prof che ha cercato su wikipedia, non sapendo chi fosse Brancati». a.r.

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via libera ai due istituti comprensivi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Montecatini Via libera ai due istituti comprensivi Le medie saranno divise, nonostante l'opposizione del collegio docenti Promessa la costruzione di un nuovo plesso in località Cintolese MONSUMMANO. Pure in consiglio comunale si è fatto largo il dibattito sulla scuola. Dibattito che ha riguardato anche la polemica sulla riforma Gelmini, ma, a Monsummano, c'era un altro nodo da affrontare: la creazione dei due istituti comprensivi. Lunedì sera, infatti, si votava il piano (contestato soprattutto dalla scuola media Giusti-Gramsci) che prevedeva una unificazione in verticale delle scuole, con un'unica direzione didattica dalle materne alle medie inferiori. Attualmente, a Monsummano, ci sono tre direzioni: due per la scuola primaria (rispettivamente Monsummano e Cintolese) e uno per la scuola media. Direzioni che si ridurranno a due, con la creazione di altrettanti istituti comprensivi destinati a seguire l'alunno dalle materne sino alle medie. Con un problema di fondo però: la presenza di un unico edificio per le scuole medie. Un plesso che, almeno inizialmente, verrà diviso tra i due istituti comprensivi. «Abbiamo individuato 2 macroaree e altrettanti istituti comprensivi, uno nella zona Monsummano Centro e l'altro a Cintolese-Bizzarrino, da creare per l'anno scolastico 2009/2010 - ha spiegato l'assessore alla Pubblica Istruzione Caterina Ranieri - nella prossima legislatura verrà edificata una media a Cintolese che si unirà alle scuole del secondo circolo didattico, mentre dal prossimo settembre due classi prime si accorperanno al primo circolo didattico nei locali della Giusti-Gramsci seguendo l'offerta formativa del secondo circolo. Un atto necessario vista la forte espansione demografica dell'area e strumento migliore per affrontare la nostra realtà». «A distanza di tre anni dall'accorpamento della Gramsci con la Giusti - è stata la replica di Giovanna Perone, Forza Italia - ecco un nuovo corso che rivoluziona ancora il quadro dell'istruzione sul territorio, non si potevano trovare spazi a Cintolese per la scuola media? L'amministrazione non poteva prendere tempo e costruire un edificio dove ospitare gli alunni? Ancora una volta un provvedimento che va a discapito dell'offerta formativa di Monsummano». Ma il dibattito sulla scuola si era aperto parlando di un tema nazionale, la riforma Gelmini al centro di un ordine del giorno presentato dal gruppo Pd. Alla seduta hanno assistito anche due rappresentanti del liceo Lorenzini di Pescia, Maicol Retico e Marco Cappelli: «Vogliamo far presente anche in questa sede - hanno commentato - che le nostre proteste e manifestazioni vanno contro una riforma che non tutela la scuola pubblica, ma che aiuta gli istituti privati. I vari tagli al personale e alla ricerca diminuiscono la qualità della nostra formazione, mentre alcune facoltà, come lettere e filosofia, rischierebbero di chiudere». Il dibattito in aula sul tema è stato acceso: «Il risanamento economico si fonda anche sulla qualità dell'istruzione - ha detto Giovanna Pazzini di Monsummano città d'Europa - non ci devono essere tagli indiscriminati, vanno valutate le varie realtà e devono essere valorizzati gli insegnanti più meritevoli, come ci fa a essere qualità con un solo maestro?». «Io dico Gelmini sì - ha ribattuto Giovanna Perone di Forza Italia - il maestro non è unico, ma è affiancato da insegnanti di lingua, di musica e di educazione fisica. I tagli sono necessari ma non impoveriranno la didattica, in Italia ci sono 5.500 facoltà e molti corsi accolgono 10 ragazzi, mi dite a che servono? La nostra è una realtà che accoglie più bidelli che carabinieri». «Affermazioni inopportune - ha replicato il sindaco Giuliano Calvetti - forse ci sono meno carabinieri che bidelli perché sono stati tagliati 2 milioni di euro alle forze di polizia. Io vedo che in questi giorni la protesta abbraccia sempre più persone, studenti, insegnanti e tecnici si muovono insieme, se nel '68 ci fosse stato così tanto seguito avremmo ottenuto certo di più. Ciò che accade nella scuola riguarda direttamente il governo locale per questo come istituzione aderiremo alla manifestazione promossa da un collegio di genitori che si terrà a Pistoia». «I tagli indiscriminati sono contenuti in una manovra finanziaria denominata "provvedimento per la riorganizzazione dell'efficienza" - è stato il commento dell'assessore Ranieri - se enti locali e scuole non seguono il diktat governativo rischiano il commissariamento, e da giugno a ottobre si è susseguita una serie di decreti che rischia di mettere al tappeto il mondo scolastico». (Luca Signorini) AL CIRCOLO ARCI Corsi di spagnolo MARGINE COPERTA. Ripartono i corsi di lingua spagnola al circolo Arci. I corsi, tenuti da insegnante madrelingua, sono organizzati in cicli trimestrali suddivisi su due livelli di apprendimento. Il costo di iscrizione per un ciclo di lezioni è di 120 euro (più la tessera Arci). L'incontro di presentazione dei corsi è in programma per domani pomeriggio alle 19 al il circolo Arci di Margine Coperta. Per informazioni e iscrizioni i recapiti sono i seguenti: telefono 339 1954680, e.mail arci.marginecoperta@alice.it. DOMENICA 9 Negozi aperti MONSUMMANO. Potranno restare aperti, domenica 9 novembre, tutti i negozi monsummanesi, inclusi quelli che non sono compresi nell'area a vocazione turistica del centro storico. Lo prevede l'ordinanza comunale che regola le aperture festive per il 2008.

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studenti e insegnanti mobilitati al forti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Monsummano. Protesta anche per il diverso trattamento rispetto al Salutati con la mancata cogestione Studenti e insegnanti mobilitati al Forti MONSUMMANO. Ad aspettarli c'erano quattro carabinieri e due moto della polizia municipale, gli studenti sono arrivati attorno alle 8,30. Erano circa 200, intonavano slogan e mostravano striscioni. Ieri mattina l'ingresso del Forti era colmo di manifestanti, con i giovani che hanno trovato sostegno anche tra gli insegnanti: l'80% dei docenti era in strada con loro. Il sit-in si è inserito nel filone di proteste contro la riforma Gelmini, ma molte contestazioni erano dirette anche al dirigente scolastico, reo di non aver concesso la cogestione. Agli studenti non è andato giù il diverso trattamento rispetto al Salutati: "Pari opportunità al liceo e al Forti", recitava un lenzuolo bianco. A metà mattina i rappresentanti studenteschi sono entrati nell'istituto per un colloquio col preside: ancora un nulla di fatto. Oggi, alle 13,30, è convocato anche un consiglio straordinario dei docenti: lì sarà presa una decisione definitiva in merito alla cogestione. Se il responso sarà contrario ai voleri degli studenti, partiranno - viene annunciato - scioperi a oltranza. I ragazzi hanno anche chiamato in causa alcuni avvocati, per ribadire la legalità della cogestione. Qualcuno a scuola è comunque entrato: 5 ragazzi per appendere lo striscione "No alla Gelmini". Intanto le altre scuole della zona si avvia alla fine la cogestione. Al Salutati è stato permesso di prolungare ad oggi l'autogestione. Stamani gli studenti del liceo montecatinese faranno un bilancio sui giorni trascorsi. Anche al Lorenzini la cogestione procede rispettando le più rosee aspettative: mentre oggi è previsto (inizio alle 8,30 davanti la scuola) un nuovo corteo di protesta, domani pomeriggio ci sarà una nuova assemblea per chiudere l'autogestione e attivare nuove iniziative contro la riforma della scuola. Discorso analogo per l'Anzillotti. Domani inoltre è prevista la partecipazione di circa 200 persone che dalla Valdinievole parteciperanno alla manifestazione nazionale di Roma. In calendario anche un'altra assemblea generale (il giorno è da decidere) alla presenza dei rappresentanti dei vari istituti, mentre è probabile una nuova assenza totale tra venerdì o l'inizio della nuova settimana. (lu.si)

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Il rito abbreviato è folliaper i reati gravissimi (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il rito abbreviato è folliaper i reati gravissimi dalla prima pagina «Il nostro Paese è diventato l'unico al mondo in cui al colpevole dei più gravi delitti sia riconosciuto il potere - a costo zero - di impedire l'applicazione della massima pena prevista dalla legge». Non sono parole di oggi. Era il 27 marzo 2001, centinaia di mafiosi rischiavano di uscire dal carcere per gli effetti perversi degli sconti di pena e Massimo Cusatti, giudice della corte di Assise di Genova e grande esperto di cose di legge, lanciava l'allarme. Un breve saggio, pubblicato da Cittadino Lex, tratteggiava "la lenta eutanasia dell'ergastolo e della Corte d'Assise". Quella corte, per intenderci, dove anche i giudici popolari possono dire la loro e partecipare al giudizio. Ma da quell'allarme non è cambiato nulla o quasi. Il problema ha un nome: il rito abbreviato, che permette lo sconto di un terzo della pena se l'imputato chiede di farsi giudicare dal giudice (uno solo) dell'udienza preliminare, sulla base degli elementi raccolti fino a quel momento, rinunciando al processo vero e proprio. E quindi, detto in soldoni, facendo risparmiare lo Stato. La prima formulazione del rito abbreviato, nato nel 1988 con il "codice Vassalli", impediva di utilizzarlo per i reati punibili con l'ergastolo. Poi la modifica arrivò durante il primo governo D'Alema, ministro della Giustizia Oliviero Diliberto. Via libera al processo "con lo sconto" per tutti i reati, anche i più gravi. Il procedimento per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher a Perugia dimostra proprio in queste ore la follia schizofrenica del sistema. Si svolgono due processi paralleli. Il primo a Rudy Guede: ha chiesto l'abbreviato, ha ottenuto lo sconto di pena, la decisione del giudice è già"la" sentenza. Il secondo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito: hanno chiesto il rito ordinario. Il giudice, lo stesso giudice che ha sentenziato da solo su Guede, ha deciso di mandarli davanti alla corte d'Assise. Per loro il processo sarà completamente diverso. Nulla vieta, per il libero convincimento dei giudici, che si arrivi a due verità diverse, se non contrapposte e contraddittorie. Nulla, davvero, lo vieta. Ma proviamo a fare qualche esempio delle assurdità che il sistema può produrre. Come spiega Cusatti, in astratto l'ergastolo può essere inflitto anche con l'abbreviato , ma solo a chi ha compiuto più delitti ognuno dei quali punibile con la massima pena. Donato Bilancia, per esempio, non avrebbe potuto ottenere lo "sconto". Ma un uxoricida? Sì, lo può ottenere. Un parricida? Anche. Chi ha compiuto un omicidio premeditato "per futili motivi"? Idem. Di più: «Il colpevole di una strage con centinaia di morti avrebbe il diritto di vedersi irrogare una pena massima di 30 anni, mentre l'autore di un solo omicidio a scopo di rapina potrebbe essere punito, anche con l'abbreviato, con l'ergastolo». Assurdità? Il libro "Toghe rotte" di Bruno Tinti, procuratore aggiunto di Torino, spiega come può essere possibile, utilizzando tutti gli sconti di pena tra cui l'abbreviato, uccidere la moglie e farla franca. Cioè non fare un giorno di galera. Ma le considerazioni sui paradossi di questa norma di legge non finiscono qui. Ricordiamo il caso di Cogne, il processo ad Annamaria Franzoni. Primo grado: il gip Eugenio Gramola condanna la Franzoni, in abbreviato, a trent'anni di reclusione. Gramola ha studiato a Genova ed è stato uditore del procuratore capo Francesco Lalla. Che all'epoca commentava: «Questo è un caso che farebbe tremare le ginocchia a un collegio di giudici esperti e viene deciso da un giovane giudice da solo in camera di consiglio. Immagino la responsabilità che deve sentire su di sé». Gramola in realtà ci azzecca, visto che i gradi successivi confermeranno la condanna. Ma in secondo grado una corte la riduce a sedici anni. Stavolta i giudici popolari ci sono, ma con i limiti imposti dalla struttura del rito abbreviato: molti atti, ovvi nel processo ordinario, non vengono svolti. Non viene interrogata ad esempio la dottoressa Ada Satragni, una delle testimoni chiave. Questo procedimento è un altro mostro giudiziario. Un caso che ha fatto scalpore è quello, genovese, di Stefano Diamante. Uccise a martellate e coltellate la madre Silvana Petrucci, preside di scuola cinquantenne, la mattina del 22 ottobre 1999. Per anni aveva raccontato alla madre di aver sostenuto gli esami universitari regolarmente. In realtà ne aveva superati solo sette. Quando capì che la madre poteva scoprire l'inganno, la massacrò. Primo grado: il giudice Roberto Fucigna assolve Diamante per incapacità di intendere e volere al momento del fatto. Lo studente viene scarcerato senza alcuna misura di sicurezza, perché«non pericoloso socialmente». Diamante è difeso dall'avvocato Maurizio Mascia, che in secondo grado lascia la mano a Carlo Taormina. In appello, davanti a una corte con i giudici popolari, Stefano Diamante viene condannato a trent'anni. «Questi episodi - insiste Cusatti - lasciano attonita l'opinione pubblica». Non perché tra i giudici non possano esistere difformità anche enormi di giudizio, ma perché il destino di una persona viene deciso, a seconda dei gradi di giudizio, in situazioni radicalmente diverse tra di loro. Nemmeno l'avvocato Mascia, che pure chiese l'abbreviato in quell'occasione, è d'accordo con un utilizzo così indiscriminato di questo strumento. I difensori usano l'abbreviato soprattutto per limitare i danni, ma un processo con un dibattimento darebbe maggiori possibilità di una disamina completa delle prove, anche quelle a favore: «Diciamo la verità: casi terribili di omicidio vengono giudicati da quello che, una volta, si chiamava pretore». Mascia puntualizza: «La cancellazione della componente popolare dal giudizio non ha senso. Paradossalmente dovrebbe esistere in primo grado, quando le prove vanno valutate con freschezza e genuinità, mentre in appello, dove il discorso è più tecnico, potrebbe bastare un giudice esperto». Questo è uno dei due corni del problema. Il primo: l'assenza dei giudici popolari intacca «la partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia», sancita dall'articolo 102 della Costituzione. Nella più alta forma di partecipazione: la corte d'Assise che deve raccogliere le prove, ascoltare i testi, guardare in faccia l'imputato. Il secondo: tutti questi procedimenti avvengono in camera di consiglio. Il pubblico non è ammesso. Unica eccezione: che sia l'imputato stesso a chiederlo, com'è accaduto nel caso Franzoni. Insomma: processi di fantasmi (almeno per l'opinione pubblica) destinati ad essere raccontati solo da chi era in aula. Nei fatti, solo dagli avvocati, con tutte le distorsioni che questo può provocare. Processi celebrati in aule semideserte, sentenze pronunciate davanti al piccolo uditorio dei diretti interessati. In cui si giudicano delitti spaventosi in maniera semiclandestina. L'esatto contrario di quel che deve essere il valore anche pedagogico della giustizia per uno Stato. Per tutti questi motivi, sarebbe opportuno un passo indietro. Per il governo la soluzione non sarebbe difficile: basterebbe escludere dall'abbreviato i reati da ergastolo, così come nella formulazione originaria. marco menduni menduni@ilsecoloxix.it 29/10/2008 la contraddizioneNulla vieta, per il convincimento dei giudici, che nel processo di Perugia si arrivi a due verità diverse, se non contrapposte 29/10/2008 la soluzioneAl governo basterebbe escludere dall'abbreviato i reati da ergastolo, come nella formula originaria 29/10/2008 pierfranco pellizzetti A prescindere dall'abituale e stucchevole discussione su quanti fossero i presenti nella manifestazione al Circo Massimo organizzata dal Partito Democratico sabato scorso, resta il fatto che quel giorno in piazza c'era davvero un bel mucchio di gente. Certo, non i due milioni e mezzo favoleggiati. Del resto calcoli neutrali accreditano lo spazio in questione di una capienza che si aggira sulle 250mila persone. Per questo testimoni oculari amici ci suggeriscono la cifra all'ingrosso di un mezzo milione di partecipanti, considerando anche quelli sparsi nelle prossimità. Sempre tantissime, comunque. Ma non sta qui il problema, se si vuole cogliere il significato politico dell'accaduto. Ossia la contraddizione tra gente che si mobilita in massa per partecipare a un evento organizzato dal Pd e la contestuale caduta dei consensi nei suoi confronti, rilevata da ogni attendibile sondaggio sulle dinamiche dell'orientamento politico in Italia. Già lo ha detto Renato Mannheimer, ora sondaggisti anonimi sussurrano di un Walter Veltroni al 21% (a fronte di un Antonio Di Pietro che sale al 14). Sicché appare molto opinabile il tentativo della nomenklatura "democratica" di trarre dai fatti di sabato quella boccata d'ossigeno che doveva salvarla dall'asfissia, diretta conseguenza del vuoto pneumatico in cui si è da tempo cacciata. Il vero messaggio non è il sostegno (opinabile) a una leadership quanto - semmai - la voglia di trovarsi in tanti per manifestare la propria insoddisfazione: un crescente stato d'animo, non una qualche re-investitura democratica di Veltroni and company. Questo perché non è stata mai suturata la ferita sanguinante di una leadership che ha perso ogni credibilità con il fallimento della propria strategia politica. Una strategia in tre punti (andare alle elezioni senza preannunciare alleanze di governo, fagocitare tutti gli alleati e non attaccare mai l'avversario; anzi, astenersi perfino dal nominarlo) rivelatasi suicida. Ma che tale leadership non si è mai preoccupata di rettificare, preferendo il puro e semplice cabotaggio quotidiano. Va aggiunto che il successo di massa dello scorso sabato è stato favorito da due fattori indipendenti dalla capacità previsionale degli organizzatori, perché largamente successivi al momento in cui tale manifestazione era stata annunciata, ossia il luglio scorso: il precipitare della crisi economica e la crescente protesta nei confronti del Progetto Gelmini sulla scuola. Cui aggiungere le dichiarazioni, altalenanti quanto maldestre, del premier Berlusconi sull'ipotizzato sguinzagliamento della polizia contro gli studenti. Alla luce di queste considerazioni, sono due le indicazioni che si possono trarre. In primo luogo sta finendo l'incantamento indotto dalle arti mediatiche del governo: i crescenti processi di impoverimento hanno trascinato nel duro mondo reale persone che non riescono più a riempire il carrello della spesa. Secondo, nel Paese ritorna un personaggio che avevamo dimenticato: il conflitto sociale. E parte dalle scuole. Sulla riforma della scuola in discussione sono state dette tante cose. Forse basterebbe osservare che si scrive "Gelmini" ma si legge "Tremonti": un'operazione feroce di tagli di spese incartata in una miriade di noterelle a margine anche condivisibili (ad esempio il ripristino del grembiule che - come direbbe Giorgio Gaber - è chiaramente una scelta "di sinistra"). Essenza del provvedimento smarrita negli sproloqui di quanti - magari - reputano possibile (e auspicabile) il ritorno alla scuola elementare pre-sessantotto. Quando tale ritorno al passato è impossibile per ragioni strutturali: la scuola ormai di massa in una società cambiata radicalmente; a partire dalle madri, in misura crescente anche lavoratrici (e che possono reggere tale pesantissima condizione solo se aiutate dal tempo pieno). Alla faccia di quanti non capiscono. La stessa sordità al senso degli eventi riscontrabile nei leader del Partito Democratico, che scambiano fenomeni contestativi generalizzati come specifico apprezzamento nei loro confronti. Pierfranco Pellizzetti (pellizzetti@fastwebnet.it) è opinionista di Micromega. 29/10/2008

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Università e colpe: non fare d'ogni erba un fascio (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Università e colpe: non fare d'ogni erba un fascio Mauro Barberis Sul Secolo XIX Maurizio Maresca porta il suo autorevole contributo alla discussione in corso sull'Università, prendendo le distanze da un mio intervento di sabato scorso. In realtà, gran parte di quello che dice mi trova perfettamente d'accordo; ma gli devo comunque una replica, perché altrimenti al lettore resterebbe l'impressione sbagliata che ci sia qualcuno - lui - ragionevolmente favorevole alla riforma dell'Università, e qualcun altro - io - testardamente schierato a difesa dell'esistente. Quando si scrive sui giornali, si cerca di semplificare per farsi capire: e a me premeva soprattutto far capire che sinora non c'è stata alcuna riforma dell'Università? dicono che la Gelmini ci stia lavorando - ma solo dei tagli che la rendono fortemente improbabile (la riforma: ma anche la Gelmini). Sulle colpe dell'Università e in particolare dei professori universitari concordo pienamente con Maresca; ma poiché lui mi lancia una chiamata di correo in sei punti, evocando le nostre comuni esperienze in Friuli, sento il bisogno di rispondergli punto per punto, al solo scopo di non fare d'ogni erba un fascio. Primo punto: io, che insegno a Trieste, avrei contribuito come lui, che insegna a Udine, al proliferare di cattedre e corsi inutili. In realtà, a Trieste ci siamo battuti strenuamente, ad esempio, contro l'istituzione della Facoltà di Giurisprudenza di Udine, dove insegna lui. Quanto alla proliferazione delle cattedre, siamo stati così bravi che oggi dobbiamo coprire con supplenti anche corsi fondamentali come Diritto commerciale, Diritto tributario e Storia del diritto: infatti, non abbiamo i fondi per sostituire i docenti andati in pensione, e se anche li avessimo la legge Tremonti ci vieterebbe di farlo. Secondo punto: abbiamo illuso i precari. Io ho illuso la mia unica allieva al punto che è diventata ricercatore quest'autunno, undici anni e tre libri dopo la laurea: e le è andata ancora bene, perché, fosse stato per il solito Tremonti, dal 2009 avrebbe dovuto cambiare mestiere. Terzo punto: l'età media dei professori ordinari supera i sessant'anni. Ok, ma non è che le cose migliorino non sostituendo chi va in pensione. Anzi: già mi vedo, definitivamente trasformato in vecchio trombone, aggirarmi per le pianure del Friuli insieme con il Prof. Maresca, entrambi richiesti ancora di tenere lezione perché altrimenti le rispettive Facoltà chiudono. Quarto punto: distribuiamo le risorse a pioggia. Anche qui, non so come vadano le cose a Udine, ma nel resto d'Italia ormai si accede ai fondi ministeriali, che servono per comprare i libri e fare ricerca, partecipando al cosiddetto Prin, che premia sistematicamente chi i soldi ce l'ha già. E cionostante - quinto punto - continuiamo a fare ricerca e a mandare in giro per il mondo allievi più bravi di noi: sperando poi di poterli difendere - sesto punto - nei "concorsi farsa" che Maresca giustamente deplora, ma che sono sempre meglio che lasciare a casa un'intera generazione di studiosi. Cambiamo pure i concorsi (un'altra volta): ma non fingiamo che l'alternativa sia permettere alle università di chiamare - con quali fondi? - premi Nobel stranieri disposti a insegnare in Italia. Come si vede, Maresca e io siamo d'accordo (quasi) su tutto. Per entrambi l'attuale universitàè messa davvero male, e per colpa sua: dell'Università, beninteso, non di Maresca. Ma tra noi due mi sembra di essere io a credere che l'Università meriti una vera riforma, e non dei tagli indiscriminati. Mauro Barberis è professore ordinario di Filosofia del diritto all'Università di Trieste. 29/10/2008

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banchi, lavagne e fumogeni "ragazzi, ora facciamo la storia" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Napoli Le aule si trasferiscono nelle strade: da via Porta di Massa a piazzetta Nilo. E il traffico va in tilt Banchi, lavagne e fumogeni "Ragazzi, ora facciamo la storia" Cori e colori mentre la prof di Storia dell´Arte fa una lezione sui "Preraffaelliti" Alle 11.30 arrivano i disoccupati "Non potevamo mancare, dove c´è lotta ci siamo noi" «Ragazzi, ora facciamo la storia». Cinque parole scritte in stampatello con il gessetto bianco su una lavagna, poggiata sui sampietrini. Ore 9,30, via Mezzocannone: gli studenti sistemano la lavagna in strada e affiggono manifesti con la scritta "Saperi in corso" e il segnale di "Stop". Decine di lavagne e banchi, prestati dalle vicine scuole occupate, vengono disseminati per strada: la via diventa un´aula, la città laboratorio di idee. Via Mezzocannone è bloccata, da via Porta di Massa fin quasi a piazzetta Nilo. Il traffico va in tilt. Il primo a prendere la parola è Delio Salottolo, con una lezione sulla "Genealogia della crisi contemporanea". I ragazzi dell´Orientale, di Architettura e di Lettere e Filosofia della Federico II incrociano le gambe e si siedono per terra. C´è chi si accoccola sui cassonetti dell´immondizia, sui gradini, sugli scooter parcheggiati vicino ai marciapiedi. Si riempie la strada. Gli studenti ascoltano la lezione con il naso all´insù, quando da corso Umberto arrivano i ragazzi delle scuole superiori. Marciano, cantano e un gruppo sfreccia in motorino, lasciando una scia di fumo azzurro e rosso: sono fumogeni colorati, che si intrecciano alle spalle del docente. Ma nessuno si scompone. L´attenzione è massima. I colori, i canti, fanno salire solo l´adrenalina, la voglia di fare. Spostandosi di una ventina di passi da corso Umberto, all´incrocio con via De Marinis, la professoressa di Storia dell´arte contemporanea della Federico II, Maria Antonietta Picone, spiega ai ragazzi i "Preraffaelliti". A distanza di pochi metri, ancora, lezioni di Filosofia con il professore Giuseppe Lissa. Si va avanti così per tutta la mattinata, con docenti di Architettura e di Lettere e Filosofia della Federico II e dell´Orientale ad alternarsi nelle lezioni. Davanti alla cappella dell´università, San Pietro Martire, c´è il comizio dei professori di Psicologia che appoggiano la protesta contro la riforma Gelmini. Alle 11,30 arrivano anche i disoccupati organizzati, quelli del progetto Isola. «Non potevamo mancare, dove c´è una protesta ci siamo noi» dicono. L´altoparlante davanti alla lavagna vibra, un fischio e si blocca. In cattedra c´è il professor Giuseppe Aragno, docente a contratto di Storia. Stava parlando della I guerra mondiale. I ragazzi rimangono spiazzati: l´altoparlante non funziona e via Mezzocannone è diventata il palcoscenico di una protesta che non è loro. Ma sono bravi. Ascoltano i cori dei disoccupati, gli lasciano lo spazio per parlare, per dire la loro. Gli uomini e le donne del "Progetto Isola", con i loro giubbotti catarifrangenti, apprezzano. Un ultimo coro, questa volta contro la Gelmini, un coro di solidarietà e poi vanno via, lasciando la strada agli studenti. Il sistema audio funziona di nuovo. Aragno risponde a una domanda «sui sistemi di controllo del dissenso», partendo dalla censura delle lettere dei soldati durante la guerra e arrivando a intellettuali e giornalisti dei giorni nostri. «Perché la protesta per strada? - si chiede Giovanni, studente dell´Orientale occupata - Per protestare studiando, coinvolgere la società intera, scambiarci informazioni, uscire, non solo fisicamente, dal recinto universitario e riappropriarci della città in cui viviamo». E Antonello di Architettura: «Questa è la nostra risposta ai tafferugli di lunedì, l´unico episodio di violenza rilevato in questi giorni di protesta, messo in atto da un ristretto gruppo di persone. Il movimento non è violenza: è idee, voglia di fare, di cambiare l´università, di crescere insieme, confrontandoci. La nostra è una risposta culturale, massiccia e apartitica». E l´appello a non dividere il movimento, a non cedere alle provocazioni e agli scontri, arriva anche da Giurisprudenza. A duecento metri da "Saperi in corso", infatti, c´è un´assemblea con oltre 500 studenti nell´aula 28 del "palazzo di vetro". Il giorno dopo gli scontri, i rappresentanti dell´assemblea di Giurisprudenza leggono un comunicato per spiegare la loro versione sugli scontri accaduti e l´assemblea scorre in un clima sereno. Fischi, applausi e qualche tensione solo quando prendono la parola due ragazzi. Uno è Roberto Schiani, che si definisce «un libero pensatore né di destra né di sinistra» e che critica la scritta del movimento "contro il decreto Gelmini", perché «è una presa di posizione che non lascia spazio alla discussione». Valanga di fischi. Turbolento anche l´intervento di Antonio Mollo del "Blocco studentesco universitario" (movimento orientato a destra ripreso a inizio assemblea perché faceva volantinaggio), che però chiude la sua relazione lanciando un messaggio di solidarietà: «La protesta non deve avere colore politico. Bisogna creare un fronte unico fra destra e sinistra come accadde a Valle Giulia nel �68». Applausi. Battono le mani studenti, docenti, ricercatori, in un´aula in cui non si respira per il caldo, dove l´aria è appiccicosa e stantia, ma in cui ognuno rimane al suo posto. Un posto che, per la prima volta, riconoscono come proprio anche gli studenti di Medicina: ieri prima assemblea pubblica al Policlinico. Adunanza e dibattito anche alla Facoltà di Agraria di Portici. (cristina zagaria)

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Scuola, Genova "brucia" (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, Genova "brucia" Migliaia di studenti in piazza. La Regione all'unanimità: «Fermare il decreto» Genova. Con un colpo di scena, la protesta degli universitari apre al governo, e invita il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini a una trattativa. L'invito arriva da Genova, dal neonato "gruppo di lavoro sulla legge 133". Non è stato né l'unico invito né l'unico colpo di scena a Genova. Ieri il consiglio regionale ligure ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che invita il governo a riaprire «il confronto con le parti interessate prima della definitiva approvazione di strumenti normativi che riguardano la scuola, l'università, la formazione e la ricerca». Unanimità di voto, ma letture diverse. Molto. «Un invito a fare un passo indietro e a congelare il decreto Gelmini» spiega Rifondazione comunista. «Un'apertura al dialogo e uno sbarramento alle strumentalizzazione della sinistra estrema» cercano di arginare il danno i consiglieri di centrodestra, tirati per la manica a firmare il provvedimento (che altrimenti non poteva essere messo in votazione) anche dalla presenza in consiglio del coordinamento "Sos scuola Liguria". «Abbiamo voluto evitare che la sinistra radicale portasse in aula, forzatamente, la riforma del sistema scolastico, strumentalizzando un tema delicato» si giustificano ancora per essere stati forse gli unici esponenti del centrodestra italiani a barcollare davanti agli studenti in nome della diplomazia. In consiglio regionale ieri c'erano anche studenti, genitori ed insegnanti che, in delegazione, hanno incontrato il presidente della giunta Claudio Burlando e i capigruppo del consiglio. Artefice del summit è stato Lorenzo Basso, astro nascente del Pd ligure. «È stato importante aver ascoltato le voci di tutti gli interessati dalla riforma Gelmini - ha sostenuto - La preoccupazione per i gravi danni che la riforma porterà all'intero sistema scolastico è grande e travalica i confini dell'opposizione di governo, abbracciando moltissimi cittadini che hanno votato centrodestra. Ogni riforma necessità di un grande dibattito e della più ampia condivisione, terminata questa fase la maggioranza può andare per la sua strada». Essenziale, stringato, politicamente corretto (al netto delle interpretazioni di destra e di sinistra), l'ordine del giorno del consiglio regionale ieri è stato trasmesso al governo e ai capigruppo del Senato dal presidente Claudio Burlando. E mentre la giunta di centrosinistra sta addirittura valutando di appellarsi alla Corte Costituzionale, il presidente non si sottrae ad un appello: «Esiste la necessità di razionalizzazione, ma va fermato un provvedimento che appartiene ad una logica tutta finanziaria. Si apra piuttosto un confronto con le Regioni». A colpi di ordini del giorno, il consiglio regionale ligure si è impegnato anche a difendere il corso di scultura dell'Accademia ligustica che, frequentata da 400 studenti, è finita anche lei nel tritatutto dei tagli agli stanziamenti. Mittente dell'invito al dialogo rivolto al ministro Gelmini è il "gruppo di lavoro sulla legge 133". «Siamo un gruppo di studenti di varie facoltà - spiega Stefano Gaggero, 22 anni, iscritto al quarto anno di Giurisprudenza - e di varie idee politiche e stiamo studiando nei dettagli la manovra finanziaria e le sue conseguenze sull'università». Due gli obiettivi. Primo: trovare un'alternativa. «Il governo dice che l'università italiana è fannullona? Noi stiamo formulando delle proposte per renderla più produttiva». Secondo: parlarne con chi di dovere. «Il 12 novembre il ministro Gelmini sarà a Genova per inaugurare il salone dell'orientamento. Vorremmo invitarla ad un tavolo, e parlarle della nostra proposta. Senza nessun intento provocatorio, ma per un dialogo costruttivo». Nell'attesa dei cortei che domani, giorno di sciopero della scuola, sfileranno a Roma e nelle principali città, il capoluogo ligure ha offerto ieri mattina una prova corale di protesta. Circa duemila persone - studenti universitari per lo più, ma anche liceali e professori - sono scesi in piazza Matteotti per un' «assemblea pubblica cittadina». Decine di precari, studenti docenti universitari e delle scuole superiori sono intervenuti contro le conseguenze della legge 133: i tagli previsti al Fondo di finanziamento ordinario, che è la principale voce di entrata degli atenei; il freno alle assunzioni; la possibile trasformazione delle università in fondazioni private. «Aprire la nostra protesta alla città», «cercare il dialogo», «trovate un'alternativa». Sono questi i motti di una protesta che per ora non ha avuto, almeno a Genova, cadute di stile. «Non dobbiamo occupare l'università e chiuderci nelle nostre aule - urla uno studente dalla scalinata di Palazzo Ducale, di fronte a una folla osannante - dobbiamo uscire e spiegare a tutti le ragioni della nostra protesta». Un invito al buon senso arriva anche dai professori più vicini alla manifestazione. Come Antonio Gibelli, docente di storia contemporanea a Lettere: «I detrattori ci trattano di volta in volta da cattivi maestri, ex sessantottini alla ricerca della giovinezza perduta, baroni che sobillano gli studenti per difendere i propri privilegi. Siamo contrari a bloccare forzosamente e subito la didattica e vogliamo continuare a fare il nostro dovere, anzi, se possibile, farlo di più e meglio. Proprio nel momento in cui la scuola pubblica è minacciata». Alessandra Costante costante@ilsecoloxix.it Francesco Margiocco margiocco@ilsecoloxix.it 29/10/2008

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Senato: fuori l'assedio, dentro la battaglia (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Senato: fuori l'assedio, dentro la battaglia manifestazione a roma in attesa del voto sulla riforma Sit in e cori di protesta degli studenti sotto le finestre di Palazzo Madama. In aula scontro tra Pd e maggioranza 29/10/2008 Roma. Il duello senza quartiere è fissato da queste due immagini. A metà mattina, il segretario del Pd, Walter Veltroni: «Fermatevi e ritirate questa riforma. Ascoltare è un segno di intelligenza». A sera, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: «Abbiamo un mandato parlamentare, confermato da tutti i sondaggi. È una riforma sacrosanta e non ci fermeremo». E lo scontro in campo aperto c'è stato per tutta la giornata. Dentro l'aula di Palazzo Madama: bagarre, tensioni, ostruzionismo dell'opposizione, tappe forzate imposte dalla maggioranza, appelli, striscioni sollevati dai banchi dell'Italia dei Valori («L'istruzione costa? Provate con l'ignoranza»), per arrivare ad una vera e propria disfida nei corridoi del palazzo. «Contro una riforma è in atto una protesta "fascio-comunista". Direi stalinista. La guida la sinistra che poi manda i figli nelle costose scuole private. Chi ascolta i "Baroni" delle universitàè un coglione» ha attaccato il capogruppo del Pdl, Gasparri. «Linguaggio inadeguato. E sappia che ho una figlia all'Università ed una al liceo: tutti istituti pubblici» ha replicato il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro. Ma anche fuori dal Senato: forze dell'ordine schierate in tenuta antisommossa, sit in sia la mattina che la sera (sotto un autentico nubifragio), consueta guerra di cifre (10 mila i presenti per le associazioni studentesche, appena 4 mila per la polizia), tre fermi (un ragazzo avrebbe tentato di scavalcare una transenna), cori contro i senatori («Tagliate i vostri stipendi, non la scuola»), boati ironici quando è filtrata la notizia che la seduta era stata sospesa per la mancanza del numero legale (assenti gli esponenti di maggioranza). Stesse scene anche lontano dai palazzi della politica: lezioni universitari in strada (davanti a Montecitorio), lettere aperte dei rettori ai genitori degli studenti per avvertirli che l'istruzione potrebbe essere a rischio, piccoli comuni del Piceno pronti a non applicare il decreto anche a costo di vedere commissariare le proprie amministrazioni, dimissioni annunciate da docenti universitari e liceali. Stesse scene a Milano (consiglio di facoltà nella Galleria), a Venezia, Trento, Bari, Napoli, Palermo, Pescara, Genova. Ma questo scenario non ha cambiato le cose. Il decreto firmato dal ministro dell'Istruzione Gelmini sarà definitivamente approvato questa mattina. Ieri, nonostante l'ostruzionismo delle opposizioni, il presidente del Senato, Renato Schifani, è stato inflessibile: «Rispetterò l'impegno, assunto dalla Conferenza dei capigruppo, e rispetterò le scadenze». Avanti con le votazioni, quindi, fino a notte. Ieri mattina il segretario del Pd, Walter Veltroni, aveva lanciato l'ultimo appello alla maggioranza. «A volte è indice di intelligenza fermarsi ed ascoltare, quando un provvedimento crea un tale conflitto sociale. Andare avanti come se nulla fosse, sarebbe, al contrario, un atto di arroganza. E poi, come fa il ministro Gelmini a sostenere che la sua riforma si ispira ad Obama? Lui ha annunciato un aumento dei fondi per la scuola pubblica americana, mica un taglio di queste dimensioni!». Il centrodestra, però, ha subito fatto cadere il discorso: «Perché dovremmo fermarci? Questa riforma sta raccogliendo un sempre maggiore consenso tra gli italiani. Chi protesta è una minoranza» ha tagliato corto Gasparri. «Vorrà dire - gli ha replicato Dario Franceschini - che metteremo in atto tutte le tecniche previste dai regolamenti». E l'ostruzionismo è andato regolarmente in scena, nella seduta pomeridiana del Senato, con continue richieste di verifiche del numero legale, ed interventi a ripetizione. Il presidente, Schifani, a sera, ha dovuto interrompere la seduta e, alla ripresa, ha ricevuto le scuse da parte del gruppo del Pd per l'atteggiamento ostile. «Accetto le scuse e garantisco che i diritti dell'opposizione sono inviolabili» ha risposto. Ma che la partita fosse definitivamente chiusa, lo aveva spiegato, verso le sette di sera, proprio Berlusconi: «Il gradimento degli italiani verso la mia persona è, bontà loro, attorno al 73%. Un calo c'è stato, causato dalla vicenda scuola, ma ha riguardato la figura del ministro Gelmini ed il governo nel suo complesso. Ma questo calo è causato da una vasta azione di disinformazione condotta dalle opposizioni. Con questo Pd non c'è alcuna possibilità di dialogo. La riforma fa parte del nostro programma» ha concluso il premier. Eppure, tentativi di riannodare il dialogo ci sono stati, nel corso della giornata. Ma tutti infruttuosi. Il ministro Gelmini ha ricevuto delegazioni di studenti, genitori e studenti. In un cinema romano, giovani delle associazioni delle destre hanno incontrato una delegazione di parlamentari Pdl. Al termine il presidente dei deputati, Fabrizio Cicchitto, sia pure a malincuore ha ammesso: «Da qualche parte dovevamo pure cominciare a tagliare». Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 29/10/2008

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destra e sinistra salgono in cattedra (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Montecatini Destra e sinistra salgono in cattedra I politici dei due schieramenti spiegano la riforma agli studenti PISTOIA. Centro destra e centro sinistra all'Istituto di agraria per parlare di scuola. Per il primo giorno di autogestione ieri mattina all'Istituto professionale De Franceschi gli studenti hanno organizzato una serie di incontri con esponenti politici locali sia a favore che contro il decreto Gelmini e i tagli previsti dalla legge 133. Per lo schieramento di centro sinistra erano presenti Rosanna Moroni, assessore comunale alla formazione e educazione e Marco Vettori, presidente del Consiglio comunale. Per il centro destra, invece, hanno parlato Alessio Bartolomei, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale e Stefano Briganti. Nessun confronto diretto però, tra le due parti. «Non essendoci nell'Istituto uno spazio sufficientemente grande per accogliere tutti gli studenti - spiega Marco Degl'Innocenti, rappresentante d'istituto - abbiamo deciso di dividere i ragazzi in due zone: le classi prime e terze sono state in biblioteca dove per le prime due ore hanno parlato i relatori di centro destra e per le ultime due quelli di centro sinistra. Invece le classi seconde, quarte e quinte sono state nell'aula di scienze dove prima sono intervenuti gli esponenti di sinistra e poi quelli di destra». Attenzione al minimo per i ragazzi presenti in biblioteca, che hanno fatto pochissimi interventi e soltanto dopo essere stati spronati dai relatori. Situazione diversa invece tra i ragazzi di quarta e quinta, molto interessati ai provvedimenti previsti dalla riforma e attenti alle posizioni degli intervenuti. Centro destra. «Cosa succederà - chiede Sara di Va, a Bartolomei di Forza Italia - agli Istituti professionali se verranno tagliate le ore di lezione e l'uso dei laboratori?». «E come potrà migliorare la scuola - incalza Francesca - se nella legge 133 non sono previsti che tagli?». La risposta spetta ai relatori di centro destra che sottolineano la necessità di riformare la scuola, operando anche alcuni tagli. «Non ha senso - dice Bartolomei - mantenere alcuni insegnamenti universitari che sono poco frequentati». Per quanto riguarda la scuola superiore aggiunge: «In fondo sono d'accordo con chi dice che la produttività degli insegnanti italiani è bassa». Chiamati in causa, i docenti rispondono: «L'Italia - afferma Serena Cambi, professoressa di sostegno all'Agrario - ha un buon primato in Europa per quanto riguarda il sostegno nelle scuole, in molti altri paesi i ragazzi con handicap non sono inseriti nella scuola pubblica. Spero che i tagli che verranno fatti, non vadano a incidere anche su questo». Centro sinistra. Dall'altra parte, invece, con i relatori del centro sinistra, il dibattito è stato meno acceso e molti studenti sembravano concordare con le posizioni dell'assessore Moroni: «Siete d'accordo - chiede l'assessore ai ragazzi - con l'aumento del numero degli studenti per classe previsto dalla riforma? E con il taglio del personale che a Pistoia significherà oltre 150 posti in meno per le supplenze? Pensate che un maestro unico abbia le competenze per insegnare anche l'inglese con un corso di sole 150 ore?». Tra i ragazzi presenti quasi tutti erano contrari ai provvedimenti previsti dalla riforma. Marta Quilici

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no alla gelmini 5mila firme (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PETIZIONE No alla Gelmini 5mila firme PISTOIA. Sono 5000 le firme a sostegno della petizione della Cgil scuola e della Cisl scuola, che sono state raccolte durante le assemblee del personale scolastico di tutta la provincia, nelle riunioni dei genitori e nel volantinaggio. Le firme sono state impacchettate ed il pacco, con la scritta " Grazie Gelmini!", viene consegnato al ministro domani 30 ottobre durante la manifestazione a Roma. Nella petizione si sostiene che «il colpo di mano messo in atto dal ministro dell'Istruzione non risponde a nessuna esigenza pedagogica, ma è la conseguenza dei diktat imposti dalle scelte di politica economica del Governo». Il segretario della Cisl scuola Cristina Zini così commenta il consenso ottenuto dalla petizione: «E' accaduto ciò che non si era mai visto nella storia della scuola pistoiese, sindacati uniti, studenti di scuola media superiore ed universitari, genitori, famiglie, associazioni, amministratori locali, tutti insieme per difendere il futuro della scuola». La manifestazione del 30 ottobre sta raccogliendo in queste ultime ore un grande consenso: centinaia le prenotazioni di maestri, professori, personale Ata e dirigenti scolastici. Dalla provincia di Pistoia partiranno 15 pullman. Eugenio Fagnoni

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il quadro normativo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Pisa IL QUADRO NORMATIVO Ecco l'attuale quadro di riferimento normativo che cambierà la scuola come anche l'università. La legge Tremonti 133. Approvata ad agosto, riguarda il bilancio dello Stato e non la riforma universitaria tanto è vero che verrà inserita nella Finanziaria. I due articoli che riguardano l'università sono l'articolo 67 sui tagli e l'articolo 16 sul passaggio in Fondazioni. La Finanziaria dovrà essere approvata prima dalla Camera e poi dal Senato. è in questi passaggi che si possono chiedere emendamenti o anche l'abrogazione. Ma il governo può anche porre la fiducia. La legge Gelmini. è la numero 137 sul maestro unico (e un'altra serie di cambiamenti), in approvazione oggi al Senato. Disegno di legge Aprea. Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia, è la prima firmataria di un disegno di legge che prevede, anche per le superiori, la trasfromazione in Fondazioni con la possibilità di trovare partner che ne sostengono l'attività e la creazione di un consiglio d'amministrazione con compiti di indirizzo generale dell'attività di istruzione scolastica.

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Bagnasco: <Halloween?Se resta un gioco, va bene> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Bagnasco: «Halloween?Se resta un gioco, va bene» la "riabilitazione" Il cardinale, presidente della Cei, si adegua ai tempi. «Nulla di male purché non sostituisca le festività tradizionali» 29/10/2008 Genova. Gli Italiani non vanno magari a messa, però la parrocchia resta, per molti, un punto di riferimento: il 91 per cento degli intervistati, cattolici o laici, la considera una "istituzione importante". «Credenti o no, non si può prescindere dai campanili». Ma anche con la festa laica di Halloween, la Chiesa si può confrontare senza pregiudizi. Lo dice il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei (nel corso dell'incontro dei rettori dei santuari di tutta Italia, in corso alla Guardia), rivelando alcuni dati tratti da una statistica presentata a margine del Sinodo dei vescovi appena concluso. «Le ultime cifre pubbliche ci dicono che, ad andare a messa, è il 25 per cento degli italiani», premette. Con tante differenze. Una Italia spaccata in due, dove il Sud mantiene viva la tradizione cattolica e il Nord difende i valori alternativi della laicità? «No, certamente la situazione è più variegata, ci sono zone del meridione dove la frequenza ai sacramenti è bassa e aree del Nord est dove la media si alza - dice - Ma la stessa ricerca offre spunti più significativi. L'87% degli italiani conosce il nome del suo parroco, addirittura il 91 per cento considera la parrocchia, indipendentemente dal fatto se la frequenti o no, una istituzione importante. Questo è il vero sentimento popolare che non si può leggere solo nel dato freddo della frequenza alla messa. La storia della Chiesa in Italia è certamente unica nel mondo, nel nostro Paese c'è una rete che comprende anche ospedali e scuole cattoliche e ha una diffusione capillare senza confronti». E però la cronaca registra segnali sempre più forti di "laicizzazione". La voce di una parte importante del mondo della scuola che manifestra contro il decreto Gelmini accusato di depauperare gli istituti pubblici e grida che l'istruzione è laica. E l'esplosione ormai inarrestabile di Halloween, la festa delle zucche che, per le nuove generazioni, ha preso il posto delle tradizionali feste cristiane di Ognissanti e dei Defunti. «Halloween? Se resta un gioco e non sostituisce le festività tradizionali, nulla di male - dice il cardinale, scegliendo una posizione "morbida" e indicando così alla sua Chiesa una linea lontana dalle contrapposizioni forti - purché non assuma altri significati». Lo spettro del demoniaco evocato da alcuni esponenti del clero è lontano, nella Cei di Bagnasco il "dolcetto o scherzetto" può trovare spazio come una allegra carnevalata. «Però il culto cattolico dei defunti è un'altra cosa, è comunione di vita che continua nella preghiera reciproca, oltre la morte che non fa più paura perchéè il naturale punto di arrivo dell'esistenza terrena». Il cardinale parla da presidente dei vescovi e davanti a sé ha una platea molto particolare: sono i rettori e gli operatori dei santuari di tutta Italia. «Nei santuari si cerca spesso protezione nei momenti di difficoltà, in qualche caso diventano luoghi di ricerca del senso della vita e di Dio», dice padre Marzio Calletti, rettore del santuario di Loreto. Padre Giuliano Temporelli, degli oblati della diocesi di Novara, rettore del Sacro Monte di Varallo Sesia, considera Halloween come una fuga: «Oggi la morte è messa ai lati dell'esistenza come fosse un argomento tabù, ma parlare di morte significa parlare del senso della vita. È questo, forse, che fa davvero paura». Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it 29/10/2008

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l'autogestione arriva anche al galilei (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Pisa L'autogestione arriva anche al Galilei La protesta nelle scuole superiori. Professori con gli studenti PISA. Mentre un folto gruppo di studenti già pensa alla manifestazione di domani a Roma, negli istituti superiori cittadini prosegue la protesta contro i tagli alla scuola pubblica previsti dal ministro Tremonti e contro il decreto Gelmini che sta per passare. Galilei. Al classico è iniziata ieri l'autogestione che durerà fino a venerdì. La decisione è stata presa dopo che il collegio dei docenti ha deciso di accogliere la richiesta dei rappresentanti degli studenti, garantendo comunque il regolare svolgimento delle lezioni per coloro che non intendono aderire all'autogestione. Decisamente alta la percentuale degli studenti favorevole all'autogestione, all'incirca un quindici per cento ha invece optato per la consueta attività didattica. Dini. Allo scientifico di via Croce, le lezioni proseguono regolarmente. Ieri è stato sollecitato da parte degli studenti, l'apertura di una tavola rotonda formata da studenti, genitori ed insegnanti per valutare come portare avanti la protesta nell'attesa della sorte dei decreti Gelmini. Valutata anche la possibilità di fare lezione all'aperto. Buonarroti. Il liceo scientifico ha concluso l'occupazione lunedì scorso. Inizia da domani la cogestione di due ore, che proseguirà per cinque giorni spalmati nell'arco delle prossime tre settimane. Le ultime due ore di lezione, saranno sempre dedicate all'approfondimento dei decreti 133, 137 e proposta Aprea e saranno tenute in aula Magna. Gli studenti che non aderiranno alla cogestione saranno regolarmente in classe con i docenti. Pacinotti. All'isistuto di ragioneria, c'è stata autogestione da lunedì a venerdì scorso nelle ultime due ore di lezione. La percentuale di adesione è stata molto alta, vi hanno aderito circa 250 studenti su 468,; molti ragazzi sono rimasti addirittura a casa. Durante l'autogestione i ragazzi del quinto anno hanno letto, con l'aiuto di alcuni insegnanti, il piano programmatico del Ministro Gelmini. Da ieri lezioni regolari. Leonardo da Vinci. All'Itsi, l'occupazione è durata una settimana. Ora i ragazzi sono tornati a far lezione in classe. Durante l'occupazione, c'è stata la notte bianca. Intensa partecipazione di genitori e studenti all'assemblea di giovedì scorso andata avanti dalle 21 all'1. Analogo senso di responsabilità anche da parte degli studenti dell'Itis. Carducci. All'istituto Magistrale gli studenti hanno cominciato l'autogestione che andrà avanti fino a venerdì. Naturalmente a chi non aderisce è data la facoltà di fare lezione regolarmente. La settimana scorsa la scuola è stata occupata. Matteotti. All'alberghiero, un'autogestione da ieri ad oggi. I ragazzi si sono organizzati sia autonomamente che con l'aiuto di qualche professore. Fascetti. All'Ipsia si fa lezione regolarmente nelle prime tre ore, si fa autogestione nelle ultime due., il tutto fino a venerdì 31. Rimane in classe a fare lezione chi non ha aderito. Alta la percentuale dei ragazzi che hanno firmato per l'autogestione; situazione definita tranquilla. Russoli. All'istituto d'arte non c'è più occupazione, terminata giovedì scorso. La sede di Cascina è in autogestione fino al 30 ottobre, è occupata il pomeriggio e la notte. A Pisa inizia oggi la cogestione, le lezioni si terranno secondo lo stesso orario didattico, in piazza dei Cavalieri. Santoni. Al Geometri prosegue l'occupazione, ininterrotto tuttavia il lavoro dei docenti per non compromettere l'anno scolastico. Anche qui nessun danno prodotto dagli studenti, i professori sono al loro fianco nelle rivendicazioni. Dissenso politicamente "trasversale" da parte degli studenti ai tagli Tremonti decreti Gelmini, e proposta Aprea. R.V.

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"devastante la legge gelmini" - zita dazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Milano "Devastante la legge Gelmini" Il rettore del Politecnico agli studenti in rivolta: "Sono con voi" Ma don Verzè ribatte "Noi siamo pronti ad applicarla" Lettera online ai 40mila allievi: i tagli uccidono l´università ZITA DAZZI «Se insisterà nella sua decisione, vorrà dire che il Governo desidera uccidere le nostre università». Contro i tagli previsti dal decreto Gelmini scende in campo Giulio Ballio, rettore del Politecnico. Ieri, mentre ancora in città gli studenti manifestavano contro il governo, Ballio ha deciso di lanciare la sua invettiva via Internet, in una lunga lettera inviata via e-mail agli studenti, spiegando questa scelta «telematica» con i numeri: «Siamo più di 2.500 fra docenti, tecnici e amministrativi, quasi 40.000 gli studenti, non possiamo certo riunirci tutti. Userò quindi il web». Non le manda a dire, il magnifico rettore. Come lunedì avevano già fatto i colleghi Decleva e Fontanesi, vertici della Statale e della Bicocca, Ballio si schiera nettamente dalla parte degli studenti, e anzi, ne chiede «l´appoggio», per convincere il governo a fare marcia indietro. Se questo obiettivo non fosse raggiunto, «i rettori - dice Ballio - saranno costretti ad assumere tutte le iniziative necessarie per evitare la catastrofe dell´intero sistema universitario pubblico». Il rettore non nega le magagne nel mondo universitario: «Modalità di reclutamento non sempre irreprensibili, proliferazione di corsi di laurea per soddisfare più gli interessi dei docenti che le necessità formative degli allievi, scarsa presenza dei docenti negli Atenei». Ma, forte della competitività e dell´efficienza del Politecnico, mette in guardia dalle generalizzazioni e definisce la legge 133 «devastante, perché colpisce tutti indiscriminatamente e ingiustamente. Anche chi ha limitato il numero di assunzioni, chi ha fatto una programmazione attenta. La legge taglia le gambe al ricambio generazionale, indebolisce in modo irreversibile l´università che, senza l´immissione di giovani, diventerà vecchia e obsoleta nel giro di pochi anni». Di parere opposto don Luigi Verzè, che ieri, in occasione dell´inaugurazione dell´anno accademico all´università Vita-Salute San Raffaele, ha detto: «Siamo pronti a prestarci come cavia per la riforma giuridico costituzionale di scuola e università. Sono con i giovani quando protestano perché l´università italiana è ormai decadente, ma non quando occupano le aule». In piazza, intanto, la mobilitazione continua. Ieri in Galleria Vittorio Emanuele si è tenuto il consiglio di facoltà di Psicologia dell´università Bicocca, mentre i ragazzi di Brera facevano lezione davanti a Palazzo Reale. Assemblea c´è stata al Politecnico, sia al polo Bovisa sia a Città Studi. Così a Scienze Politiche, dove nel pomeriggio è arrivato lo scrittore sudamericano Paco Ignazio Taibo II, mentre nel cortile di via Conservatorio faceva lezione il professore Giovanni Semi. Nel frattempo gli hacker hanno oscurato il sito Internet www. forzagelmini. com, lanciato dal consigliere regionale Carlo Saffioti (Fi), che ne assicura il rapido ripristino. Gli studenti di Azione universitaria, da parte loro, annunciano iniziative in «difesa del diritto di studio» per il fine settimana. Oggi alle 10 invece sarà il premio Nobel Dario Fo a parlare agli studenti nell´aula Magna di via Festa del Perdono, mentre in tutti gli atenei è prevista la proiezione delle ultime fasi dell´approvazione del decreto al Senato.

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in cinquemila alla fiaccolata per le elementari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Milano La manifestazione In cinquemila alla fiaccolata per le elementari Neanche la pioggia li ha fermati. Ieri si sono ritrovati tutti in corteo, insegnanti, genitori e alunni di materne, elementari, medie e superiori, per protestare in difesa della scuola pubblica. Una fiaccolata partita alle 19 da piazza Cordusio e arrivata, passando per la Statale, fino al Duomo. Erano migliaia in strada - 5mila secondo ReteScuole che ha organizzato la protesta, mille per la polizia - con tanti striscioni colorati. Molti anche gli slogan: tra i più gettonati «Gelmini, Tremonti, con noi farete i conti», «Un solo grido da qui al Senato, il decreto va ritirato». Alla testa del corteo lo striscione di ReteScuole, in coda l´auto del Pic, il pronto intervento clown, sceso in strada «per risolvere le situazioni impossibili». Per tutti il prossimo appuntamento sarà domani, alle 9.30 in largo Cairoli, per manifestare insieme con gli universitari. E se, nonostante le proteste, il decreto fosse convertito in legge? «L´obiettivo sarà costituire comitati in tutte le scuole - risponde Mario Piemontese, portavoce di ReteScuole - per fare in modo che, scuola per scuola, la legge non sia applicata». (stefania la malfa)

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così la protesta dilaga su internet - luca de vito (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XV - Milano Così la protesta dilaga su Internet Video e appuntamenti in piazza, assemblee telematiche e appelli on line. Da Facebook a YouTube, da Myspace ai blog, ecco la faccia elettronica del movimento LUCA DE VITO La contestazione corre sul web. Dopo aver riempito le piazze reali, la protesta anti Gelmini arriva su quelle virtuali per sfruttare le risorse di Internet come un grande tam-tam, ma anche come una vera piattaforma di coordinamento. C´è chi apre un gruppo su Facebook dove inserire gli appuntamenti delle manifestazioni, c´è chi tiene aggiornati gli studenti tramite Myspace, chi apre un diario online per registrare giorno dopo giorno gli sviluppi della protesta e chi si candida a far parlare tra loro diari, filmati, appelli. I più attivi sono gli studenti di Scienze Politiche della Statale. Oltre ad aver aperto un blog (spomilano.noblogs.org) con informazioni sul decreto legge sulla scuola e con reportage dalle manifestazioni, si sono mossi anche su Facebook: qua hanno aperto un gruppo dal titolo "what´s happening? Scienze Politiche" con centinaia di iscritti e contatti, ma anche aggiunto profili e programmato manifestazioni a cui gli utenti possono confermare la loro partecipazione direttamente via web. I più bravi a sfruttare le potenzialità della rete sono stati Francesco Soldani, della Statale, e Tommaso Canetta che insieme amministrano il gruppo su Facebook dal nome "Manifestazioni a Milano contro il ddl Gelmini". Qua, i quasi mille utenti iscritti possono trovare un calendario dettagliato degli appuntamenti settimanali della protesta e possono partecipare a numerose discussioni nate all´interno del gruppo. Dibattito, confronto e coordinamento: ciò che un tempo avveniva soltanto nelle aule occupate tra megafoni e volantini, adesso trova spazio anche nei luoghi virtuali. Un altro microcosmo della contestazione digitale è quello dei blog. Nati come funghi all´indomani delle prime manifestazioni, ora sono decine, gestiti da gruppi universitari milanesi. Oltre agli studenti di scienze politiche, ci sono quelli del politecnico (polimimob.blogspot.com), quelli del collettivo "no pasaran" di mediazione linguistica e culturale (collettivonopasaran.blogspot. com), quelli del collettivo Kandisky (collettivokandinsky.blogspot. com) e del collettivo Rebelde (collettivorebelde.blogspot.com). SEGUE A PAGINA XIV

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ma che spreco usare il web come fosse un tazebao - franco bolelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XV - Milano Ma che spreco usare il web come fosse un tazebao FRANCO BOLELLI Immaginate che all´avvento delle prime automobili qualcuno per guidarle si fosse seduto sul tetto con un paio di briglie e per metterle in moto le avesse colpite ai fianchi con gli speroni. è l´immagine ce mi viene irresistibilmente in mente guardando l´uso che il movimento degli studenti contro la riforma Gelmini sta facendo del web: un uso - lo dico senza troppi giri di parole -vecchio e limitato. I blog sono infatti molto di più di una moderna versione del megafono, del volantino o della fanzine, non possono essere trattati come semplici strumenti di propaganda. Usarli così non è che un modo per autorappresentarsi e per predicare ai già convertiti. Se posso apparire fin troppo severo, è perché penso che gli studenti abbiano oggi in mano - con i nuovi mezzi- un´occasione creativa e comunicativa senza precedenti e stiano rischiando di sprecarla. Vedere nei blog e nei social network soltanto un modo più facile e veloce per veicolare le proprie idee è davvero come guardare il dito e non la luna (è curioso che in questo modo gli studenti si comportino esattamente come il marketing più convenzionale, che si serve dei blog continuando a pensare come prima che i blog nascessero). La grande novità di questi mezzi è che riscaldano la comunicazione, la personalizzano, la arricchiscono di milioni di punti di vista e di sfumature. Facebook, My Space e i blog hanno proiettato al centro della scena le biografie personali di milioni di esseri umani, le loro storie, la loro molteplicità vitale. Sacrificare questa abbondanza in nome del messaggio è una vecchia, cattiva abitudine ideologica e non rende un buon servizio alla causa che si vuol diffondere se è vero che gli esseri umani hanno ormai necessità e voglia di sentirsi sempre più autori, non soltanto militanti. La grande lezione dei social network è proprio questa, che la rete delle relazioni possibili è molto più ampia e preziosa di un puro e semplice scambio di opinioni e che anche il più nobile dei messaggi è incompleto e inefficace se non comprende e non valorizza le facce, le esperienze singolari. è su questo metabolismo pervasivo e non banalmente persuasivo che il movimento degli studenti dovrebbe modellarsi: serve uno scatto di inventiva, serve imparare dai blog e non soltanto usarli.

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genova, l'onda della protesta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Da ieri studenti medi e universitari uniti nella rivolta per difendere il diritto allo studio: oggi i preparativi per lo sciopero generale Genova, l´Onda della protesta In piazza Matteotti il lungo sit-in contro il decreto Gelmini Tutti in piazza Matteotti: universitari e studenti medi contro il Decreto-Gelmini. è accaduto ieri, quando la sala dell´auditorium di piazza Sarzano non ha potuto contenere un migliaio di universitari, nelle stesse ore in cui diversi presidi degli istituti superiori non hanno concesso l´aula magna agli studenti. Così le assemblee e le autogestioni si sono trasferite all´aperto. Proteste spontanee al Paul Klee, al Cassini, ma anche al Barabino, allo scientifico Colombo e al Leonardo da Vinci. BOMPANI E FILETTO ALLE PAGINE II e III

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la regione benedice il movimento "contro i tagli, ricorso alla consulta" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova L´incontro La Regione benedice il movimento "Contro i tagli, ricorso alla consulta" La Regione Liguria si ribella ai tagli alla scuola richiesti dal governo: «stiamo valutando la possibilità di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro l´articolo 3 del decreto che prevede il commissariamento delle Regioni, che non operino i tagli richiesti per il contenimento della spesa. Crediamo che ci sia un conflitto di attribuzioni tra Stato e Regioni». Lo hanno annunciato ieri pomeriggio il presidente Claudio Burlando e il vicepresidente Massimiliano Costa. Le vicende della scuola e del decreto Gelmini ieri sono state al centro dei lavori del consiglio regionale dove una rappresentanza del movimento "SOS scuola" composto da studenti, genitori e insegnanti è stata ricevuta dal presidente Mino Ronzitti e dai capigruppo. Il risultato dell´incontro è stato un documento votato all´unanimità con la richiesta al governo di riaprire il confronto con le parti interessate prima della definitiva approvazione delle misure per la scuola, l´università e la ricerca. L´ha votato anche il centrodestra, i cui esponenti hanno spiegato: «lo abbiamo fatto per evitare strumentalizzazioni da parte della sinistra estrema che voleva portare in consiglio regionale un tema nazionale». Il presidente Burlando ieri ha trasmesso al governo il documento del Consiglio ed ha aggiunto: «Anch´io lancio un appello al governo: non vogliamo disconoscere la necessità di una razionalizzazione, ma va fermato un provvedimento che ha una logica tutta finanziaria».

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blocchi stradali e minestrone la protesta diventa "creativa" - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova Lutto al braccio per gli universitari al Festival della Scienza, palazzo dell´Accademia Ligustica "impacchettato" Blocchi stradali e minestrone la protesta diventa "creativa" MICHELA BOMPANI Un blocco stradale in centro città, questa mattina. Un pranzo sociale organizzato in via Balbi, con una tavolata lunga come la strada, e minestrone per tutti (e blocco del traffico conseguente), venerdì. O, se la pioggia s´accanirà, la prossima settimana. Settecento animatori del Festival della Scienza (che sono studenti universitari) si presenteranno con il lutto al braccio e faranno precedere ogni laboratorio da una piccola informativa sul perché della protesta. La facciata dell´Accademia Ligustica sarà interamente impacchettata con striscioni-opere d´arte. Lunedì e martedì ci sarà il Festival della Cultura - la Fondazione per la cultura ha già concesso gli spazi del Ducale - una rassegna dei saperi dell´Università, aperta alla città. Il movimento degli studenti universitari (che si sta fondendo con gli studenti medi e i comitati anti-Gelmini "Sos scuola") non rallenta. Anzi, lunedì si è formato un presidio permanente anche a Savona. Oggi, assemblea plenaria al polo di Imperia: «mai successo», commentano i ragazzi. E ieri pomeriggio assemblea fiume - la prima ad Ingegneria - con oltre 500 studenti. Idem a Medicina, dove ha partecipato alla discussione anche il nuovo Rettore Giacomo Deferrari. «Sarà lunga, noi non molliamo», urlano dal microfono, ieri mattina, in piazza Matteotti, all´assemblea plenaria d´Ateneo. Sono duemila: sulla scalinata, sui piedistalli di marmo, seduti a gambe incrociate sui conci grigi. Domani ci sarà il grande corteo, «fuori dal sindacato», calcano. La Cgil sta faticando a trovare una via di partecipazione al movimento. Rispetto al corteo degli universitari e degli studenti medi - che partirà alle 9 da Caricamento - la Cgil convoca, con un comunicato, un concentramento in via Balbi, domani. Poi, aggiunge, con una seconda comunicazione: «Prenderemo la coda del corteo degli studenti». Il movimento, infatti, percorrerà via delle Fontane, l´Annunziata, poi Fontane Marose, De Ferrari, San Lorenzo, Caricamento. A Matteotti, ieri mattina, urlano nel microfono: «Stiamo insegnando a questo paese dignità. E come si fa politica». E poi: «Se necessario, occuperemo». Doveva svolgersi nell´aula di San Salvatore, in piazza Sarzano, l´assemblea. Ma alle dieci e un quarto l´aula è stracolma e la piazza pure. L´uscita della metropolitana continua a sputare studenti e professori. «Ci spostiamo in piazza Matteotti: siamo troppi. Palazzo Ducale ci presta microfoni e mixer». Nessuna bandiera, nessun colore. Solo dei foglietti A4 scritti a pennarello, con i nomi delle Facoltà, appesi alle punte degli ombrelli. Che si confondono, lungo il corteo improvvisato che attraversa via di Ravecca, sfiora la casa di Colombo, blocca il traffico (per mezz´ora) in via Dante, con quelle dei gruppi di turisti. Ci sono tutte, le Facoltà. Una stoccata al Rettore. «Avremmo potuto essere di più, se il Rettore avesse imposto un blocco vero dell´Ateneo», urla sulla scalinata del Ducale, Paolo. «La nostra lotta si deve trasformare in ribellione metropolitana», a fianco dei 501 precari che il 31 dicembre saranno licenziati senza appello. Antonio Gibelli, direttore del dipartimento di Storia, legge il "manifesto" dei professori del movimento: «Nessuno di noi ha nostalgia del Sessantotto, nessuno di noi vuole difendere i propri privilegi - scandisce e la piazza applaude forte - negli studenti che protestano vediamo alleati preziosi nella lotta contro lo smantellamento del sistema pubblico». L´assemblea si sposta nell´atrio del Ducale, prosegue per mezz´ora. Si dettano gli appuntamenti: il 12 novembre, la Gelmini a Genova. Il 14 (sciopero dell´Università), si organizzano i pullman per andare a Roma.

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economia "autotassiamoci" - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Firenze ECONOMIA "AUTOTASSIAMOCI" LAURA MONTANARI (segue dalla prima di cronaca) In corteo ci sarà anche l´assessore all´Istruzione di Palazzo Vecchio Daniela Lastri che ieri ha attaccato il ministro Mariastella Gelmini. «Nel decreto Gelmini che oggi dovrebbe essere approvato non esiste un´idea di scuola - ha spiegato l´assessore Lastri - si parla solo ed esclusivamente di tagli sistematici, così anche per la legge 133: non è una riforma, ma la maniera di trovare risparmi ed economie dappertutto». Lastri ricorda al ministro le cifre del «contenzioso» tra scuole fiorentine e governo. «Solo per il 2008 gli istituti scolastici fiorentini hanno un credito verso lo Stato di 1 milione di euro di rimborsi della Tia, la tassa sui rifiuti, e di 500 mila euro per il rimborso spesa della mensa degli insegnanti», dice l´assessore che sarà in corteo a Roma. Un corteo, nonostante la pioggia, si è svolto anche ieri sera da piazza Santissimna Annunziata alla prefettura e ritorno (vi hanno partecipato 150 persone chiamate a raccolte dal coordinamento genitori e insegnanti). Proseguono le iniziative di mobilitazione in università: stamattina sono programmate diverse lezioni in piazza. La facoltà di Psicologia (6.000 iscritti e una media di un docente ogni novanta studenti) fino a venerdì ha bloccato la didattica tradizionale per sostituirla con lezioni alternative. I tre rettori toscani Focardi (Siena), Marinelli (Firenze) e Pasquali (Pisa), si sono ritrovati a un tavolo due giorni fa e hanno approvato un documento in cui si legge che «i tagli ai finanziamenti adottati con i provvedimenti della scorsa estate e quelli prospettati nella finanziaria, avranno effetti pesantissimi sulle università fino a determinare, a partire dal 2010, una situazione insostenibile». I ricercatori di Farmacia annunciano al consiglio di facoltà di voler rimettere il mandato per la didattica e questo potrebbe mettere in crisi i corsi nel secondo semestre.

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tutti a bordo verso roma i ragazzi dell'iti manifestano (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Pontedera Tutti a bordo verso Roma I ragazzi dell'Iti manifestano POMARANCE. Due bus con a bordo più di cento persone partiranno da Pomarance e Volterra. Direzione Roma, allo sciopero generale contro la riforma sulla scuola indetto per domani. Ci saranno anche tanti studenti dell'Iti Santucci alla manifestazione. Ragazzi che da oltre una settimana hanno cominciato la loro protesta sui generis occupando e pulendo la scuola di Pomarance. I ragazzi hanno praticamente tinteggiato e ripulito il piano di sotto del Santucci. Adesso la protesta continua con l'autogestione contro la riforma della scuola cha prevede tagli e grosse modifiche nell'organizzazione della didattica e dell'università. «Abbiamo optato per l'autogestione - spiega Cosimo Fillini, studente di IV, tra i portavoce della protesta - proprio per dare la possibilità a chi vuole di fare lezione». Così anche questa mattina, dalle 10, nell'aula polivalente si terrà un dibattito sulle riforme Gelmini e Tremonti con forze politiche del centro sinistra e del centro destra. «Proprio per avere un approccio della questione che non sia di parte. Perché il movimento studentesco non è né politicizzato, né strumentalizzato dalla politica. Semplicemente manifestiamo per difendere la scuola pubblica», conclude. F.S.

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fiaccole contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bologna Quasi cinquemila partecipanti: maestri, genitori e studenti medi. Pochi bambini per colpa del maltempo Fiaccole contro la Gelmini Corteo in via Indipendenza. Sul Crescentone la scritta "Fermatevi" ALLE sette di sera la scritta sul Crescentone è composta: «Fermatevi». Grandi lettere bianche ricoperte di lumini. Il decreto Gelmini è in approvazione al Senato e il popolo della scuola, circa 5mila persone ieri sera in Piazza Maggiore, si mobilita. Continuano le lezioni in piazza, con testimonial che si fanno fotografare con alle spalle gli striscioni. E domani Cobas e universitari marciano su Confindustria. VENTURI ALLE PAGINE II E III

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cinquemila fiaccole in piazza "una veglia per la scuola" - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Bologna Cinquemila fiaccole in piazza "Una veglia per la scuola" Genitori e maestri sotto la pioggia contro la Gelmini La protesta Il passa parola con e-mail e sms. Pochi i bambini per colpa del maltempo. Una bara portata dai trampolieri ILARIA VENTURI ALLE sette di sera la scritta è composta: «Fermatevi». Grandi lettere bianche ricoperte di lumini in piazza Maggiore. Al senato è in approvazione il decreto Gelmini e il popolo della scuola torna a mobilitarsi. «Luce sulla scuola» recita uno striscione. La protesta questa volta sembra più una veglia, al capezzale della scuola pubblica che genitori e insegnanti difendono, con le studentesse del Polo artistico che portano una bara e un trampoliere vestito da morte, con la falce in mano, che gira: «Sono venuta a prendere la scuola». In tanti, quasi cinquemila, si sono dati appuntamento via mail e con gli sms sui telefonini. Arrivano a gruppi, il clima è di festa, insegnanti di liceo, genitori, maestri, studenti medi, universitari, ricercatori precari del Cnr. Pochi i bambini a causa della pioggia. Una volta radunati sul Crescentone con torce, lumini, candele in mano, pure le lampade dell´Ikea, tanto il movimento è fai da te e spontaneo, sfilano in corteo sino alle Due Torri, per via Zamboni, via delle Moline, via dell´Indipendenza. Il tempo non è stato clemente, «saremmo stati anche il doppio o il triplo se avessimo potuto portare anche i bambini, ora a casa con i papà», dice Teresa, due figli, una alla materna e uno alle elementari. «Questi sono tagli ordinati da Tremonti, lo sanno tutti, non è una riforma. Colpiscono il tempo pieno che è un modello educativo che dà tempo ai bambini di crescere e di imparare con i propri tempi», aggiunge. Ci sono le scuole di Castenaso, «No alla scuola Gelmini», le elementari Armandi Avogli, l´istituto comprensivo 2, le scuole Sanzio con il lenzuolo ricamato ai bordi e la scritta anti-Gelmini preparato per la Notte bianca. Gli studenti che in università studiano da insegnanti reggono lo striscione: «Scienze della Formazione: così non ha più nulla a che fare con l´istruzione preoccupati perché il ministro Gelmini ha chiuso le scuole di specializzazione, «non abbiamo futuro», dice Dario, al terzo anno. Il pedagogista Antonio Genovese, uno che il ?68 l´ha vissuto nel collettivo di pedagogia, in prima linea, guarda il corteo: «Non c´è nessuno che conosco, sono giovani, volti nuovi, è un bene che sia così». Un´insegnante di lettere alle medie promette: «Se firmano il decreto vado in pensione». «Considero gravissimo toccare le elementari, che sono alla base del sistema scolastico, e fare tagli indiscriminati e non una riforma pensata a livello culturale», commenta Rossella D´Alfonso, insegnante di Lettere del liceo Fermi. «Una riforma? Ci vuole, ma investendo fondi sulla scuola pubblica perché con una buona scuola pubblica si supera il divario sociale». «Perché siamo qui? Perché abbiamo dei figli», rispondono Roberto e Sandra. «Siamo qui per difendere il futuro di tutti i bambini, questo provvedimento porterà a un impoverimento della scuola con segnali inquietanti come le classi separate per gli stranieri, questo è razzismo». Il corteo è aperto, ed è la prima volta che succede, dallo striscione di un asilo, il nido Aquilone: «Per un tempo pieno di opportunità». «Quelle che non avranno i nostri figli che ora sono al nido», dice una mamma. In coda i ricercatori dell´istituto di Astrofisica e del Cnr con lo striscione «La ricerca calpestata». In piazza l´assessore Patullo, tra i politici Monteventi e Loreti. Ma è il movimento a guidare la fiaccolata, sono mamme e studenti a gridare: «Dal nido all´Università, vogliamo una scuola di qualità», «questa riforma non passerà», «Gelmini giù le mani dai bambini». Quando il corteo arriva in piazza comincia a piovere a dirotto, ombrelli aperti, si spengono i lumini. Tutti a casa, «ma la protesta continuerà, a prescindere da quello che succede in Parlamento, visto che non ci sentono noi continuiamo», promette il maestro Mirco Pieralisi. E ancora cori: «Ministro Gelmini, si fermi ai grembiulini». SEGUE A PAGINA V

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in migliaia contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 0 - Prato In migliaia contro la Gelmini A Prato prova generale della manifestazione di Roma «è un movimento che non ha colori politici» PRATO. "Nè sinistra nè destra, studenti in protesta". Era questo lo striscione degli studenti universitari del polo di Prato e delle superiori che ha aperto ieri il corte per le strade della città. Una "prova generale" della manifestazione che si terrà domani a Roma contro il decreto Gelmini. Erano migliaia e allo striscione hanno affidato il senso della protesta. Hanno sfilato ragazzi con la mimetica della Folgore accanto a ragazzi con la kefia al collo. «è un movimento che non ha colori politici - hanno spiegato i ragazzi - ma soltanto una bandiera bianca». Con loro anche un professore che ha scelto, nel suo giorno libero, di seguire i ragazzi. Fino al sit-in improvvisato in viale Piave, dove, per qualche minuto, le auto e la Lam hanno dovuto aspettare che il corteo riprendesse la sua marcia. Ma le iniziative contro la "133" continueranno con le lezioni in piazza e anche una tenda che gli insegnanti del Gramsci-Keynes monteranno in centro. GORI in Prato III SEGUE A PAGINA 3

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"il decreto non poteva passare in silenzio" e valeria comprò al discount 300 lumini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Bologna Una mamma racconta com´è nata l´idea della fiaccolata. "Quella mail dei genitori di Pietrasanta" "Il decreto non poteva passare in silenzio" e Valeria comprò al discount 300 lumini VALERIA è emozionata. Guarda la piazza che si illumina, nonostante il cielo carico di pioggia. E tira un sospiro: «Ci siamo, in tanti». E´ lei, Valeria De Vincenzi, anima del movimento sin dai tempi della Moratti, «e anche con Fioroni», precisa, la mamma della fiaccolata bolognese. Una «veglia» nata da una sua idea. E dalla sua determinazione. «Ho visto in rete la mail di genitori di Pietrasanta, un piccolo comitato in Toscana, che proponevano di fare qualcosa nel giorno in cui il decreto sarebbe arrivato al Senato. Ho chiamato la mamma che proponeva la veglia e insieme abbiamo deciso la data, guardando il calendario dei lavori parlamentari. Ho proposto la fiaccolata nella nostra assemblea, ho insistito talmente tanto che l´idea è passata». Poi Stefano, un papà, ha messo in rete, via mail, l´idea della scritta, «Fermatevi», Valeria l´ha raccolta e rilanciata. Un´altra mamma, architetto di professione, è andata in piazza Maggiore per prendere le misure delle lettere, in modo che fossero proporzionate allo spazio del Crescentone, e le ha realizzate. Ecco la fiaccolata fai da te. «Quando ieri mattina mi sono presentata alla cassa di un discount con trecento lumini nel carrello la cassiera mi ha chiesto se per caso ero una becchina», racconta Valeria. Duecento fiaccole sono arrivate dai partigiani dell´Anpi. «Ho subito pensato la fiaccolata, con la scritta luminosa, come una forma nuova e creativa di protesta, ci ho creduto è ho trascinato e travolto tutti con il mio entusiasmo». Valeria, 42 anni, un lavoro part time da segretaria ha tre figli, di 9, 12 e 14 anni. «Non ho un trascorso politico, mi sono buttata in questo impegno con passione, non vi dico quello che è successo in casa: il computer praticamente sequestrato ai miei figli per mandare mail, il modo che ci ha permesso di comunicare tra genitori divisi tra impegni famigliari e lavoro, i panni da lavare che si accumulavano. Inutile dire che ne vale la pena, quando si tocca la scuola e si toglie futuro alle nuove generazioni non è possibile stare a guardare. Ho sacrificato molto per la mia famiglia e sono contenta di questa scelta, ma non sacrifico il futuro dei miei figli, questo no e non sopporto che ci sia un Governo disposto a farlo. Non accetto prese in giro, menzogne, non sopporto la propaganda: il decreto Gelmini lo so a memoria e non si parla di tempo pieno, quel modello con cui sono cresciuti i miei figli. Primo o poi lo capiranno, chiedo ascolto, ma il dialogo invece è negato. Come possono continuare e ignorarci?». (il.ve.)

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gli universitari con i cobas marciano su confindustria (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna La manifestazione Gli universitari con i Cobas marciano su Confindustria UN corteo a Bologna nel giorno dello sciopero generale sulla scuola di domani. Con un obiettivo: «Confindustria». Ad annunciarlo sono gli universitari dell´assemblea No Gelmini insieme ai Cobas. La manifestazione, aperta a insegnanti e genitori delle scuole e a cui hanno aderito i sindacati di base, gli studenti medi, la consulta dei migranti e i centri sociali Vag, Tpo e Crash, partirà domani alle 9.30, da piazza Nettuno, per raggiungere, dopo aver attraversato il centro storico vicolo San Domenico, sede storica degli industriali. «Confindustria è il nostro obiettivo - spiegano gli universitari in lotta nelle Facoltà - perché rappresenta il modello di sviluppo entrato in crisi e che vogliamo mettere in discussione: non accetteremo di socializzare le perdite della crisi». «Questo movimento - aggiunge Lisa, studentessa universitaria - ha allargato la critica dalla formazione al modello di sviluppo. Le posizioni del rettore, con le università virtuose dell´associazione Aquis, e quelle di Confidustria sono simili e noi le contestiamo». Indice puntato, quindi, non solo contro i tagli all´Università, alle classi differenziate e al maestro unico. Intanto Cgil, Cisl e Uil, con Snals e Gilda saranno a Roma (e molte scuole chiuderanno a Bologna) con un treno speciale e pullman per lo sciopero. «Sono insegnanti che scioperano con un´unità sindacale mai vista prima d´ora, genitori lavoratori che si prendono un giorno di ferie, studenti, persino pensionati», dice Sandra Soster, segretaria provinciale Flc-Cgil, rivendicando il ruolo del sindacato nella mobilitazione. «Partiremo per Roma in tanti, nessun cappello in testa, nessuna conta dei numeri, ma il bisogno di esserci, anche e specialmente da Bologna, per ciò che assieme abbiamo fatto e che assieme rappresentiamo». (il. ve.)

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foto anti-ministro con modelli per caso a scienze politiche "ci mettono la faccia" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna Le immagini scattate durante le lezioni in piazza finiranno in un blog per sensibilizzare la città Foto anti-ministro con modelli per caso a Scienze politiche "ci mettono la faccia" MENTRE la professoressa Donata Meneghelli tiene la sua lezione di letterature comparate davanti alle chiesa di Santo Stefano a lato della piazza gli studenti di Scienze Politiche scattano foto. Ai passanti, signori di una certa età, mamme con carrozzina, e agli studenti. Volti immortalati con un cartello sotto che riporta la frase che i modelli per caso preferiscono: «Io sono bella, io sono competente, la Gelmini no», «Non tagliate il nostro futuro», «La scuola è di tutti», «Viva l´istruzione pubblica». Anna ed Elisa, studentesse di Lingue se lo scrivono da sole il messaggio: «Io sono comunista», e «Io pure». E´ la campagna «Mettici la faccia», lanciata dagli studenti di Scienze politiche per rendere pubblica e condivisa la protesta degli universitari e del mondo della scuola. In poche ore gli scatti sono stati più di cento. Finiranno nel blog degli studenti (scipolmove. noblogs. org). «Occupare significa chiudersi dentro l´Università, per ora la nostra priorità è il coinvolgimento della cittadinanza - spiegano Enrico e Gino, studenti del gruppo di Scienze politiche - così facciamo vedere che la gente non è d´accordo: l´adesione alla protesta passa attraverso il proprio volto, simbolo della propria identità». Già, l´identità. In un´altra piazza, quasi in contemporanea, altri studenti seduti per terra. «Dietro la Gelmini e i suoi provvedimenti ci vedo una fondamentale sfiducia, l´idea che non siamo uguali, la volontà di selezione e di separazione, in una parola: la deriva identitaria», dice Pier Cesare Bori al microfono preparato dagli studenti in piazza Verdi. Bori è il professore di filosofia morale a Scienze politiche che ha portato in accademia la laurea sui diritti umani, è il docente che fa entrare i suoi studenti in carcere, a leggere Tolstoj e Ian Mc Ewan con i detenuti. E nel giorno delle tante lezioni in piazza, tenute dai docenti di Lingue, Lettere, Scienze politiche e dal preside di Agraria (oggi invece sarà il turno dei docenti di Ingegneria in piazza San Francesco, dalle 9, e del politologo Pasquino in piazza Maggiore, ore 11), Bori dialoga con i ragazzi a partire da un articolo di Adriano Prosperi su «Cosa dare agli studenti». «E voi, cosa pensate quando Prosperi parla di personale tecnicamente preparato e civilmente incolto?». Poi il professore parla della sua idea di università e del `77: «Ho cercato di insegnare il più possibile a più persone possibili, i corsi triennali hanno moltiplicato gli studenti ed è un bene. Ho 72 anni, ho visto molte occupazioni, a partire dal �77, ho pagato duramente allora la richiesta di dimissioni del rettore Rizzoli, sono uscito da questa esperienza terribile, perché allora c´era la violenza anche se nei cortei la negavamo, e mi sono messo a insegnare diritti umani. Per costruire fiducia, trasmettere la capacità di percepire le luce secondo la similitudine di Platone e Socrate, di tenere insieme sapere, prassi e una dimensione contemplativa». Vito Monaco, docente di Ingegneria ora in pensione, ricorda quando «riuscimmo a far entrare in università gli studenti dei tecnici industriali: abbiamo cresciuto intelligenze eccezionali, la riforma torna indietro su questo ed è inaccettabile». Bori conclude: «La linea è quella di una università di élite, io sto dall´altra parte». Intanto la mobilitazione continua. Oggi, alle 17, all´aula magna Ciamician (via Selmi 2), assemblea della facoltà di Scienze; domani, assemblea dei corsi di comunicazione (alle 11, in via Azzo Gardino 23) e incontro al Centro Poggeschi (via Guerrazzi 14, ore 21) per capire come finirà l´Università. (il.ve.)

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il comunale a caccia di fondi - francesca parisini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bologna Cofferati a Bilbao Il Comunale a caccia di fondi Il 2009 sarà peggio. Interrogazione a Bondi dei parlamentari pd Né la Fondazione Carisbo né Cogei per ora manifestano interesse FRANCESCA PARISINI Taglio di due produzioni, lo spettro di dover cedere i �gioielli di famiglia´, tra cui il Teatro Manzoni che il Comune sta conferendo alla Fondazione Teatro Comunale e la prospettiva di un 2009 ancora più nero a causa della riduzione da parte del Ministro Bondi della quota totale del Fus che a Bologna comporterà un taglio tra il 30 e il 35%. Al teatro di piazza Verdi si fanno i conti per allontanare la possibilità del commissariamento. «Il Consiglio di Amministrazione ha dato mandato al Sovrintendente di percorrere tutte le ipotesi possibili per affrontare la difficile situazione economica - ha ribadito ieri in una nota il sovrintendente Marco Tutino - Tra queste ipotesi si procederà alla valutazione di quei beni immobili, tra quelli che il Comune di Bologna intende donare al Teatro, che possono essere oggetto di alienazione», precisando però che «in questo momento non sono in corso né aste né vendite di alcun bene di proprietà del Teatro». Ma chi potrebbe essere interessato all´acquisto, per esempio, del Teatro Manzoni, auditorium dalla gestione costosissima e per il quale vige un vincolo rigidissimo sulla destinazione d´uso? Un colloquio informale c´è stato tra la Fondazione Carisbo e il sovrintendente Tutino, ma la crisi economica e finanziaria delle ultime settimane, che ha ovvie ripercussioni anche sulle finanze della fondazione, rende poco praticabile questa strada. Altra possibilità è quella di Cogei Costruzioni che ha ristrutturato il teatro e che è entrata recentemente tra i gestori della programmazione. Ma - fa sapere la famiglia Menarini, pur molto legata a questo spazio - al momento non se ne parla; ci si penserà, casomai, davanti a proposte concrete. Rimane, però, da risolvere la difficilissima situazione finanziaria del Comunale che da qui a fine anno si vedrà ridotto il contributo ministeriale sull´esercizio in corso di 2,5 milioni di euro sui 13,2 milioni stabiliti per il 2008. La drammaticità della situazione ha richiamato l´attenzione anche dei parlamentari pd bolognesi che hanno presentato un´interrogazione al Ministro Bondi per sapere che cosa il Governo intenda fare per «scongiurare una situazione di dissesto di tutti i teatri lirici italiani e per introdurre innovazioni strutturali che consentano la piena valorizzazione di un patrimonio della cultura italiana riconosciuto e apprezzato nel mondo». Non sembra invece a rischio la prima della stagione con «Der Vampyr» il 15 novembre; la data dovrebbe essere salva grazie ad un contributo delle banche. Ma si tratta di una soluzione tampone. Nel prossimo anno la quota complessiva del Fus destinata ai 14 teatri lirici italiani passerà da 215 milioni per il 2007 a 176 milioni per il 2009 in quanto le intenzioni del ministro sono quelle di riequilibrare gli stanziamenti a favore della prosa. «Il problema è strutturale - ribadiva ieri Giorgio Forni, vicepresidente della Fondazione del Comunale - Se non si troveranno idee in sede ministeriale non se ne uscirà». Un´ipotesi è quella di cui, in realtà, si parla già da diversi anni, ovvero la defiscalizzazione per i contributi dei privati. Ma se anche si accelerasse questa pratica, non diventerebbe operativa prima del 2010. Intanto i sindacati stanno valutando la possibilità di piccoli concerti da tenere per strada, una forma di protesta simile alle lezioni di piazza che le scuole hanno già messo in atto contro la riforma proposta dalla Gelmini. Infine, sempre sulla situazione teatrale cittadina, ieri i sindacati hanno incontrato a Roma i vertici dell´Eti che hanno confermato le intenzioni da parte del Ministero di dismettere i teatri gestiti dall´ente tra cui il Duse di Bologna.

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studenti in piazza senza colori politici (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Prato Studenti in piazza senza colori politici In mille delle Superiori e universitari, tutti contro il decreto Gelmini «I tagli alla scuola renderanno più povero il nostro Paese. Vogliamo coinvolgere tutta la città» PRATO. La prova generale della manifestazione di Roma contro il decreto Gelmini è andata bene. Ieri mattina a sfilare per le vie del centro c'erano un migliaio di studenti del Polo pratese dell'università e delle superiori. Gli studenti sono arrivati in piazza Duomo alla spicciolata. E alle dieci in punto, quando sono rintoccate le campane del Duomo, il corteo si è mosso. Con qualche "vaffa" all'indirizzo della ministra Gelmini e con tanti striscioni e slogan che aggiornavano quelli già sentiti nelle manifestazioni studentesche del passato. Ad aprire il corteo, gli studenti del polo universitario, seguiti da quelli delle scuole superiori che hanno affidato allo striscione "nè sinistra nè destra, studenti in protesta" il senso di questa manifestazione. Perché quello che caratterizza l'ondata di protesta contro i decreti 133 e 137 è la trasversalità politica degli studenti che partecipano alle manifestazioni. Chi era ieri mattina a quella pratese ha visto giovani sfilare con la tuta della Folgore accanto a ragazzi con la kefia al collo. Ma soprattutto, ha visto studenti consapevoli di quello che stavano urlando. E ben organizzati. «Abbiamo chiesto al preside di poter utilizzare uno spazio autogestito - raccontano Francesco Meucci e Diego Blasi del Datini - per organizzare attività e riunioni anche con gli studenti delle altre scuole e creare un coordinamento che sappia davvero di cosa stiamo parlando. Un movimento che non ha colori politici, ma soltanto una bandiera bianca». C'era invece un'equazione quasi matematica nello striscione degli studenti del Polo universitario pratese, un'equazione che va dai finaziamenti alla scuola al Pil. «I finanziamenti permettono la ricerca che a sua volta è sinonimo di progresso che crea competitività e lavoro e quindi produce Pil - spiegano - mentre all'università sono stati applicati subito tagli indiscriminati, senza valutare le posizioni delle varie facoltà o dei vari poli». Gli studenti dell'università si riconoscevano nella fiumana di giovani che hanno sfilato per il centro per le loro magliette gialle, quelle con su scritto "No alla 133". Fiumana che non sarebbe stata tale se alla manifestazione organizzata dagli universitari non avessero partecipato quelli delle superiori che non sono stati zitti nemmeno un minuto, e che hanno rimepito l'aria della mattinata pratese con cori da stadio e slogan. Fino al sit-in improvvisato alla fine del viale Piave, dove, per qualche minuto, le auto e la Lam hanno dovuto aspettare che il corteo riprendesse la sua marcia. «Studenti delle superiori - dicono gli univesritari - che dobbiamo davvero ringraziare per la loro adesione a questa protesta». A fotografare la manifestazione anche un professore. L'unico docente pratese che ieri ha utilizzato il giorno libero per manifestare con i suoi studenti. «Nella nostra scuola abbiamo dedicato intere lezioni al decreto - spiega Franco Panzarella, che insegna elettronica al Marconi - semplicemente facendo leggere il testo agli studenti senza assolutamente aggiungere commenti nostri. Sono loro che devono farsi un'idea perché questo è un argomento che riguarda il loro futuro». Un futuro che gli studenti pratesi non vogliono vedersi negato. «Mio cugino studia negli Stati Uniti - racconta Angelo Perugini, uno degli universitari pratesi - e spende 40 mila dollari l'anno per frequentare l'università. In Italia vogliono fare lo stesso. Senza rendersi conto che i tagli agli investimenti nell'università renderanno più povero il nostro Paese». Ieri la grande manifestazione degli studenti, lunedì sera la notte bianca al Gramsci-Keynes, dove è intervenuto un partigiano e dove si è letta la Costituzione, domani la manifestazione a Roma. E poi? Poi ci saranno le lezioni in piazza, le notti bianche, e anche una tenda che gli insegnanti del Gramsci-Keynes monteranno in centro. Per spiegare ai pratesi le ragioni di una protesta che sta coinvolgendo tutte le scuole. Francesca Gori

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cgil in piazza il 14 novembre - luca sancini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Bologna Cgil in piazza il 14 novembre Parole d´ordine contro il governo, corteo sotto Unindustria "Gli industriali non possono avere un atteggiamento notarile davanti alla crisi" LUCA SANCINI La Cgil bolognese rompe gli indugi e va in piazza contro la crisi e le politiche del Governo. L´appuntamento è per la mattina del 14 novembre per uno sciopero di quattro ore che coinvolgerà i circa 100mila addetti del settore privato: fabbriche, cantieri, artigiani, sanità privata e cooperative sociali. E previsto un presidio in piazza Rooosvelt davanti alla Prefettura e poi un corteo verso la sede di Unindustria. Due quindi le controparti individuate per questa giornata di protesta, che il sindacato di via Marconi si augura venga seguito anche in regione e a livello nazionale: il governo di centrodestra «con la sua politica fatta solo di tagli che acuisce la crisi, invece di contenerla» e gli imprenditori che stanno viaggiando verso un accordo separato (con Cisl e Uil) sul tema della riforma dei contratti a livello nazionale. «E che qui a Bologna - ha sottolineato Cesare Melloni, segretario provinciale Cgil - con Unindustria stanno tenendo un atteggiamento puramente notarile davanti ai licenziamenti, come quelli annunciati dal gruppo La Perla e all´esplosione della cassa integrazione». Da qui la decisione, si diceva di concludere con un presidio proprio sotto la sede dell´associazione imprenditoriale in via San Domenico. Mentre invece, sostiene il sindacato di via Marconi, tra posti di lavoro persi, «con il fenomeno esteso dei mancati rinnovi dei contratti a termine» e con la cassa integrazione che solo nel settore metalmeccanico ha superato ormai le 4.000 unità, siamo davanti ad una situazione grave, alla quale rispondere con misure per rilanciare il potere d´acquisto e la domanda interna. «Per questo chiediamo immediate misure come un maggior controllo su prezzi e tariffe, misure di riduzione fiscale sulle aliquote dei dipendenti, l´estensione degli ammortizzatori sociali anche a chi ora non ne ha diritto. La detassazione sulla tredicesima va bene ma da sola non basta». Non sarà quindi uno sciopero confederale, perchè il tema dei rapporti con gli imprenditori divide attualmente Cgil da Cisl e Uil. «Eppure le misure sul fisco che chiediamo sono le stesse per cui, unitariamente, s´era deciso uno sciopero generale contro il governo Prodi nel febbraio scorso» ha detto Melloni. A preoccupare la Cgil c´è anche la grave crisi finanziaria che sta investendo gli enti locali. Perchè anche questo è un tema che si surriscalderà a breve, quando inizieranno i confronti tra sindacati, Comuni e Province sui bilanci. Il timore che molti servizi sociali dovranno subire anch´essi tagli e allora sarà difficile arrivare ad accordi. Nei prossimi giorni la mobilitazione del 14 novembre sarà preparata con assemblee nelle fabbriche e negli uffici. E si attende anche una partecipazione del mondo studentesco in queste settimane in lotta contro i tagli a scuole e università, con la Cgil che chiede l´immediata sospensione del decreto Gelmini.

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quindici bus con studenti e insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

VERSO ROMA Quindici bus con studenti e insegnanti PRATO. Saranno oltre settecento le persone che domani partiranno da Prato alla volta di Roma per partecipare alla manifestazione nazionale in difesa della scuola pubblica. Il lungo corteo si associa allo sciopero generale, indetto per la stessa giornata, di tutto il comparto dell'istruzione, dalla scuola materna fino alle superiori. I numeri della protesta sono tanti. Da Prato partiranno un totale di quindici bus: dieci sono coordinati dalle organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil e Snals Confsal; quattro composti esclusivamente da studenti universitari e degli istituti superiori pratesi; un altro con i rappresentanti Gilda Unams. La mobilitazione ha coinvolto da vicino insegnanti, dirigenti scolastici, personale Ata, alunni, genitori, tutti convinti che la scuola italiana non abbia bisogno di sconvolgimenti e di "tagli" indiscriminati, ma che debba continuare a garantire un'istruzione pubblica e il diritto allo studio per ogni persona. La marcia su Roma potrà contare anche sulla presenza del gonfalone del Comune di Prato e del Comune di Vernio, due rappresentanze dell'amministrazione locale che da vicino vivono la situazione di difficoltà della scuola italiana. I partecipanti alla manifestazione saranno per la maggior parte insegnanti precari, diretti interessati dalla Riforma Gelmini, per i quali il futuro lavorativo all'interno della scuola sembra essere alquanto incerto. Il contributo maggiore arriva dalla scuola media "Mazzoni", che accompagnerà il corteo con ben 40 insegnanti, seguirà l'istituto superiore "F. Datini" con 35, poi gli istituti comprensivi "Don Milani" con 31 e il "Castellani" di Iolo con 21. Oltre alla partecipazione alla manifestazione, in città si prevedono per domani anche larghe adesioni di insegnanti allo sciopero generale e questo probabilmente metterà in difficoltà lo svolgimento regolare delle lezioni in molti istituti. La partenza per la manifestazione è prevista domani mattina alle 5 dal piazzale Falcone e Borsellino. A Roma, il corteo si avvierà alle ore 9,30 da piazza della Repubblica e proseguirà fino a piazza del Popolo dove si terrà il comizio. Martina Altigeri

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vergaio, genitori in aiuto alle maestre (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Prato Vergaio, genitori in aiuto alle maestre «Le faremo scioperare andando a riprendere i nostri figli all'una» E il 3 novembre si fermeranno di nuovo ma per il contratto di lavoro PRATO. Le maestre non possono aderire allo sciopero di domani? Niente paura, arrivano in soccorso i genitori. Succede alla scuola materna di Vergaio, dove un gruppo di genitori domani andrà a prendere i propri figli all'una per lasciare il pomeriggio libero alle insegnanti. Che però, essendo lavoratrici del pubblico impiego e non dipendenti del ministero dell'istruzione, dovranno restare lo stesso a scuola, senza poter partecipare alla manifestazione contro il decreto Gelmini. Per i lavoratori del pubblico impiego infatti, lo sciopero è in programma il 3 novembre. Ma in quell'occasione, le maestre, i vigili, gli infermieri e le altre categorie del pubblico impiego protesteranno per il rinnovo del contratto e non contro il decreto Gelmini. Due scioperi in una settimana le maestre delle scuole materne non farli, perché il loro allontanamento dal lavoro sarebbe interruzione di pubblico servizio. «Per i lavoratori del pubblico impiego - dice Paolo Alpini, segretario della funzione pubblica Cgil - lo sciopero è stato indetto il 3 novembre e la manifestazione nazionale si svolgerà a Firenze. Gli insegnanti delle scuole comunali non parteciperanno alla manifestazione di domani soltanto perché hanno un contratto differente da quello dei loro colleghi delle scuole statali. E questo succede perchè in Italia ci sono troppi contratti diversi anche per uno stesso settore». Visto che le maestre non potranno allontanarsi da scuola, alla materna di Vergaio domani saranno i genitori a farsi portavoce della loro protesta. Genitori che hanno aderito in massa all'appello dei loro rappresentanti ad andare a riprendere i propri figli alle 13. «Sacrifichiamo volentieri il pomeriggio - dicono i genitori - perché questa riforma riguarda il futuro dei nostri figli. Le maestre non possono manifestare perché hanno un contratto che domani le obbliga a scuola. Protesteremo noi con questa iniziativa». Il comitato dei genitori di Vergaio, oltre alla singolare protesta decisa per domani a sostegno delle insegnanti costrette in classe dal contratto, hanno avviato una campagna di sensibilizzazione rivolta ai genitori. «Ci siamo limitati a fare dei volantini con lo schema di piano programmatico del ministero dell'Istruzione - dicono - dove si legge che nella scuola dell'infanzia l'orario obbligatorio delle attività educative si svolgerà soltanto al mattino, con un solo maestro per sezione». Maestro unico e taglio del doposcuola. Due decisioni che hanno fatto saltare genitori e insegnanti dell materne e delle elementari sulla sedia. Fra. Go.

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cambiare sì, ma in meglio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lettera aperta dell'assessore Gregori al mondo della scuola «Cambiare sì, ma in meglio» PRATO. «Condivido lo stato di preoccupazione degli insegnanti e dei genitori per lo scenario che si sta delineando in relazione al decreto Gelmini», è l'incipit della "lettera aperta" che l'assessore alla Pubblica istruzione Giuseppe Gregori ha indirizzato "agli alunni, alle famiglie, agli insegnanti". «La decisione di tornare al maestro unico nella scuola primaria - scrive Gregori - è del tutto priva di motivazioni educative, pedagogiche e storiche. La scuola dell'infanzia e la scuola primaria, da qualche decennio, funzionano con modelli organizzativi fondati su gruppi di insegnanti, che permettono particolare cura del rapporto con i bambini, diffusione di saperi e competenze». I servizi attuati, come l'estensione del tempo pieno, prosegue l'assessore «ottengono regolarmente i primi posti in tutte le indagini internazionali», mentre i «criteri di scelta dei contenuti del decreto del ministro Gelmini sono evidentemente lontani dalle esperienze condotte fino ad oggi nella nostra scuola, non sono sostenuti da scelte pedagogiche». Per Gregori «meno tempo scuola è la strada che porta sicuramente ad un alleggerimento della spesa dello Stato per un servizio primario che risponde alla garanzia del diritto all'educazione e allo studio. Il rovescio della medaglia è che avremo un impoverimento del bagaglio culturale ed educativo dei bambini e un aumento dei costi per le famiglie». Chiude Gregori: «La scuola deve cambiare in meglio, crescere, essere l'investimento per il futuro della nazione, non può e non deve essere impoverita e squalificata».

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studenti in piazza a bari e a roma - francesca savino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Studenti in piazza a Bari e a Roma Domani doppia manifestazione. Vendola: "Siete voi i protagonisti" Un corteo anche in città dopo quello spontaneo di ieri alla fine di una affollatissima assemblea a Legge Notte bianca e spettacolo al liceo Flacco FRANCESCA SAVINO A Bari come a Roma, domani l´onda del movimento si riverserà in strada per dire no ai provvedimenti Gelmini e Tremonti. Oltre quattromila baresi hanno già in tasca un biglietto per la Capitale, dove i sindacati hanno chiamato a raccolta il popolo della scuola: ottantadue i pullman in partenza da tutta la provincia e un tasso di adesione allo sciopero che sfiora il 90 per cento. A 48 ore dalla manifestazione che ieri a Bari ha portato in piazza migliaia di persone in difesa della pubblica istruzione, anche domani mattina le strade fra piazza Umberto e corso Vittorio Emanuele si apriranno alla protesta. «Non sarà un corteo contrapposto a quello romano: raccoglieremo chi non riesce a partire per la manifestazione nazionale» spiega Marina Leuzzi, studentessa del coordinamento stop 133 che riunisce i volti del movimento cittadino. Per portare all´esterno le ragioni della loro battaglia domani i manifestanti alterneranno slogan e musica fino a piazza Prefettura, dove a mezzogiorno i docenti terranno lezioni aperte sul tema della conoscenza, fra l´esperimento del Cern sull´accelerazione di particelle e la figura di Ulisse che Dante ritrae nell´Inferno. Il movimento torna in piazza dopo il corteo spontaneo che ieri ha raccolto migliaia di persone: «Gli studenti sono tornati», negli slogan dei manifestanti. Diecimila per il coordinamento, quattromila per la Questura: «Ma è sbagliato contare i numeri e trascurare le domande che queste manifestazioni esprimono», riflette il governatore Nichi Vendola che ieri ha sfilato, come il sindaco Michele Emiliano, fra i visi dei ragazzi e quelli dei docenti, dei precari e dei genitori in movimento. Gli universitari avevano fissato un´assemblea a Giurisprudenza ma si sono ritrovati in più di mille a gremire l´atrio della facoltà mentre dal Policlinico, dal Campus e dalle scuole si muovevano centinaia di studenti. L´assemblea si è trasformata in un corteo improvvisato fino a piazza Prefettura, con il sindaco fra i manifestanti «per garantire la sicurezza ma anche e soprattutto perché il Comune condivide e sostiene questa protesta». Dalla Prefettura ieri è partito un fax dei manifestanti indirizzato al governo, mentre in piazza si alternavano le voci della protesta. «La 133 è una ferita insopportabile» riflette Vendola che fra gli applausi ha ritratto gli studenti in movimento come protagonisti del presente, volto di una generazione lontana dal "Grande fratello". Ieri gli universitari si sono riuniti per decidere le prossime iniziative e stilare una proposta di riforma, mentre il liceo Orazio Flacco ha ospitato una "notte bianca". Oggi la mobilitazione prosegue con le lezioni aperte in piazza Umberto e nel cortile dell´istituto Marco Polo e con un sit-in della scuole alle 8,30 in via Omodeo, in vista dello sciopero di domani e degli appuntamenti di venerdì: lezioni in piazza e l´assemblea dell´Università ad Agraria con gli enti e i parlamentari pugliesi.

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emiliano manda il gonfalone (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari L´annuncio Emiliano manda il Gonfalone A Roma domani sfileranno in difesa della pubblica istruzione anche i colori della città di Bari. Il gonfalone del Comune sarà presente alla manifestazione nazionale organizzata dai sindacati per opporsi ai tagli e ai provvedimenti dei ministri Tremonti e Gelmini. La decisione è stata presa nel corso di un consiglio comunale nel quartiere San Paolo ed è stata ribadita ieri dal sindaco Michele Emiliano durante la manifestazione degli studenti: «La scuola pubblica è stata fra le prime e costanti priorità di questa amministrazione», ha ricordato il primo cittadino.

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sui binari per fermare il treno della gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Viareggio Sui binari per fermare il treno della Gelmini Gli studenti delle superiori manifestano alla stazione dopo il corteo Cinque-dieci minuti di slogan e cori, poi si sono allontanati VIAREGGIO. Un'occupazione simbolica dei binari. Solo pochi minuti, per non creare eccessivi disagi ai viaggiatori e al traffico ferroviario. Un atto dimostrativo, già tentato senza successo sabato scorso, che va in scena con la colonna sonora degli slogan anti-Gelmini. Protagonisti della protesta di ieri mattina gli studenti delle scuole superiori della Versilia che, un po' a sorpresa, hanno invaso la stazione di piazza Dante per ribadire il proprio no al decreto sulla scuola varato dal Ministro Maria Stella Gelmini. Il corteo ha preso il via da piazza Mazzini intorno alle nove. In strada gli studenti dello scientifico "Barsanti e Matteucci" - dove proprio ieri si è tornati a fare regolarmente lezione - del classico "Carducci", dell'Iti "Galilei" e del liceo "Chini" di Lido di Camaiore. L'obiettivo iniziale era quello di raggiungere la sede della Croce Verde in via Garibadi per partecipare alla proiezione di un video su Plaza de Mayo. Ragazzi e ragazze, però, non sono entrati alla Croce Verde. Sono rimasti qualche minuto in via Garibaldi, sorvegliati a distanza da polizia, carabinieri e vigili urbani. Poi, dopo un cenno di intesa, il cambio di programma e tutti in marcia verso la stazione. Una strategia concordata a tavolino dai rappresentanti dei vari istituti, non tutti convinti della bontà dell'iniziativa. Le divisioni, tuttavia, non hanno ostacolato l'iniziativa e sulle traversine in legno del terzo binario, nonostante il tentativo della polizia di convincere i ragazzi a lasciar perdere, si sono riversate circa cento persone. Ancora slogan urlati a squarcia gola, appelli a "non mollare e continuare la protesta" dai megafoni, striscioni e, tanto per stemperare il clima, una partitella a carte improvvisate sui binari da due studenti. Cinque, al massimo dieci minuti di pacifica invasione. Poi, spontaneamente, i ragazzi si sono allontanati ed è tornata la normalità. Alla normalità, del resto, sta tornando anche l'attività didattica negli istituti. Ancora pochi, per la verità, gli studenti regolarmente sui banchi a fare lezione. Ma di fatto occupazioni e assemblee permanenti sono terminate, o in via di conclusione, praticamente ovunque, con la conseguenza che riprendono anche le normali attività amministrative. Oggi pomeriggio, ad esempio, dalle 15.30 alle 18.00 al "Chini" si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dei rappresentanti di classe e d'istituto dei genitori. Gli studenti ancora in agitazione hanno predisposto un piano di iniziative fino a venerdì: oggi una ciclopedalata di protesta con partenza alle 16 da piazza Mazzini, domani la partecipazione alla manifestazione nazionale di Roma (alla quale i ragazzi saranno presenti insieme a molti loro insegnati), venerdì infine un nuovo presidio studentesco sempre in piazza Mazzini a partire dalle 9. Valentina Landucci

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notte bianca nelle scuole di massarosa (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Viareggio Notte bianca nelle scuole di Massarosa MASSAROSA. «Una notte bianca perché la scuola non diventi un fantasma». E' lo slogan, con cui i due istituti comprensivi di Massarosa si apprestano, questa sera, a protestare contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. I presìdi partiranno, entrambi, alle 18. Per il comprensivo 1 sarà "occupata" la scuola media di Massarosa, per il 2 la media di Piano di Conca fino alle 21, poi l'elementare della stessa frazione. Durante la serata sarà sviscerata al dettaglio la proposta di riforma. Ci sarà spazio anche per laboratori artistici, musica dal vivo, cineforum. Tutti i partecipanti (insegnanti e genitori) sono invitati a portare qualcosa da mangiare, così da partecipare, insieme, alla cena.

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buratti e gli assessori tornano sui banchi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Viareggio Buratti e gli assessori tornano sui banchi Consiglio comunale ad hoc sul decreto Gelmini al «Michelangelo» FORTE. Un consiglio comunale ad hoc per affrontare le problematiche degli studenti impegnati nella contestazione, che si è allargata a macchia d'olio a tutta la Versilia, al decreto Gelmini. Il sindaco Umberto Buratti, è stato di parola: dopo aver espresso la sua solidarietà al gruppo di studenti del liceo scientifico «Michelangelo», che l'altro giorno avevano concluso il loro corteo di protesta contro la riforma proprio sotto le finestre del municipio di piazza Dante, il sindaco Buratti concordemente con la giunta e i consiglieri dei gruppi di minoranza, ha deciso di organizzare presso la sede del Michelangelo un consiglio comunale tematico, programmato per martedì prossimo, 4 novembre alle 17. La decisione di rinviare la discussione alla massima assise cittadina è stata presa dal sindaco dopo un incontro con gli studenti all'assemblea che si è svolta nella sede del liceo. I ragazzi, nel frattempo, hanno preparato un documento nel quale espongono i motivi della protesta che, di fatto, sta bloccando il normale svolgimento delle lezioni da diversi giorni. Possibile privatizzazione delle Università, blocco del turnover, i tagli dei fondi destinati all'istruzione pubblica e alla ricerca, l'eliminazione delle graduatorie per l'assunzione dei docenti, l'istituzione delle classi ponte per stranieri ed extra comunitari, l'accorpamento delle scuole, il ritorno al maestro unico e il rapporto di alunni e docenti, sono i motivi che hanno tenuto i ragazzi fuori dalla classi. Il consiglio comunale straordinario voluto dall'amministrazione fortemarmina sarà quindi l'occasione per gli amministratori e studenti di confrontarsi su un tema quanto mai attuale e che sta paralizzando le scuole superiori e le Università di tutta Italia. E per cercare anche qualche soluzione.

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l'onda dilaga nella rete - luca de vito (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XVIII - Milano L´onda dilaga nella rete LUCA DE VITO (segue dalla prima dell´inserto) Tra i più attivi quelli che sfruttano noblogs.org, la piattaforma blogging autogestita e "anonima" dei dissidenti della rete: la usano a Scienze politiche, alla Bicocca e i dottorandi (diversamentestrutturati.noblogs.org). Come su Facebook, anche fra i blog c´è necessità di coordinarsi: ci prova il neonato "Università e Accademie in mobilitazione" (universitaeaccademieinmobilitazione. blogspot. com), che cerca di porsi come snodo comunicativo tra i vari "diari" della protesta. Anche Myspace, il popolarissimo social network di proprietà della Fox di Rupert Murdoch, è uno strumento che piace ai contestatori digitali, da quelli del coordinamento dei Collettivi (myspace.com/ coordinamentodeicollettivi) fino agli studenti dell´accademia di Brera (myspace.com/autart). Ma il mezzo che forse affascina di più è Youtube. lì si trovano decine e decine di filmati che riprendono i momenti della protesta, che riportano opinioni, che ironizzano contro il ministro. Tra questi, è curioso un video dal titolo "Full Metal Gelmin", che riprende le proteste di Milano con in sovrimpressione l´immagine del ministro vestita da soldato. Nei commenti, oltre ai moderati, non mancano quelli che insultano e quelli che protestano contro i manifestanti. "Gelmini p� pagherete caro pagherete tutto" commenta un intemperante su Youtube; poco più sotto, Gtoffoletto replica: "non si può protestare in modo civile? Il tentativo di occupare una stazione legittima la risposta della polizia ed è un delitto secondo il cod. Civile". è il bello della rete: anche quando nel pieno della mobilitazione sembra evocare più le funzioni di amplificazione di un vecchio megafono che le frontiere interattive del web 2.0, resta specchio della complicata realtà.

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quote rosa per i nomi delle strade (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Firenze, rissa in Comune Quote rosa per i nomi delle strade FIRENZE. Le quote rosa irrompono nell'agone politico fiorentino, ma non per rendere merito, e pari opportunità, alle vive. Piuttosto saranno le defunte ad esserne beneficiate, infatti il Consiglio comunale ha deciso di introdurre le "quote" in materia di intitolazioni toponomastiche. Insomma a Firenze ci saranno più nomi di donna a indicare le strade. Ma anche su questo gli uomini hanno avuto da ridire. L'idea è venuta a Lucia Matteuzzi del Pd: «Esaminando gli oltre duecento toponimi approvati dalla commissione mi sono resa conto che soltanto dieci donne erano poche». Così la proposta delle quote rosa per vie e piazze è approdata in un'aula disertata del centrodestra, in protesta contro l'annunciata discussione sulla riforma Gelmini. Ma a mettere il bastone tra le ruote alla proposta Matteuzzi, ci hanno pensato gli uomini della parte più a sinistra della stessa maggioranza. I consiglieri Rotondaro, Varrasi e Valentino (Comunisti italiani e Verdi), infatti, hanno cominciato a far combriccola, fino a quando è intervenuto addirittura l'assessore Coggiola, un altro comunista italiano, con una battuta di pessimo gusto: «E allora quando rivendicheranno la quota toponomastica anche i gay?». Quindi la discussione in aula si è scaldata con le donne in piedi a contestare i colleghi maschi. Per Rosanna Pilotti, presidente della commissione pari opportunità, le affermazioni irridenti dei consiglieri verdi e Pdci «destano meraviglia». Giampiero Calapà

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occupata più della metà degli istituti - gianluca della maggiore (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Livorno Occupata più della metà degli istituti Sul piede di guerra anche gli studenti di Enriques, Nautico e Geometri La mobilitazione coinvolge ben 5 scuole. Dilaga l'esempio dell'Itc: contestare studiando GIANLUCA DELLA MAGGIORE LIVORNO. Dopo tante polemiche e fango, ecco la frase che non t'aspetti dal prof contornato da un capannello di studenti che stazionano nell'androne del Cappellini occupato: «Voglio dire il mio grazie alla Gelmini». La butta lì come battuta, poi spiega: «Ringrazio la ministra perché ha unito studenti e professori come mai si era visto». Roberto Pincielli, docente di italiano al Nautico ci scherza ma non troppo. E così facendo dà una chiave di lettura interessante per comprendere il virus delle occupazioni sui generis che - proprio nella settimana-clou per il passaggio al Senato del decreto 137 - ormai sta dilagando nelle scuole superiori livornesi. Dopo Vespucci e Cecioni, ieri a tirar giù i sacchi a pelo dagli armadi per accamparsi a scuola sono stati gli studenti di Enriques, Nautico e Itg Buontalenti. Loro la chiamano «assemblea permanente autogestita», una perifrasi per dire che le scuole che ieri hanno iniziato l'occupazione stanno imitando la formula già sperimentata con successo dal Vespucci: regolari lezioni la mattina e via a piantar le tende a scuola a partire dalle 14 garantendo comunque tutte le funzioni di pubblico servizio (lezioni curriculari, attività pomeridiane, servizio di pulizia). «In questo modo anche molti prof sono con noi» dice Ettore Contini, che fa la quinta ed è tra i ragazzi più attivi nella protesta del Geometri. Ritornello ripetuto anche da Riccardo Pieraccini che va in terza al Nautico: «è una forma d'occupazione costruttiva che può creare solo unità tra studenti, docenti e personale tecnico amministrativo. Qui nessuno vuole perdere niente». Ma il paradigma perfetto lo conia Michele Valente, che all'Enriques guida il fronte degli studenti dell'ultimo anno: «Sarebbe assurdo lottare per il diritto allo studio e poi attivare forme di protesta che questo diritto lo negano». In via della Bassata il Collettivo studentesco ha perfino redatto un regolamento dell'occupazione che pare scritto da un accademico della Crusca. Gli studenti in rivolta cominciano così: «Alla cortese attenzione della Presidenza del liceo Scientifico Enriques». E da bravi liceali ci infilano dentro anche il latino: «Termine dell'assemblea permanente: sine die», si legge nel documento. è proprio il "modello Vespucci" che fa la differenza per i prof: quando mai si è visto un tale concentrato zuccheroso tra prof e studenti in rivolta? Presidi che elogiano la maturità e la civiltà dei ragazzi, docenti che appoggiano le iniziative, autorità che sgranano il rosario dei complimenti. Certo il dato non è generalizzabile, ma insomma la tendenza è sotto gli occhi di tutti. Il prof di macchine del Nautico, Francesco Fanigliulo ne dà un esempio chiaro: «Ho ringraziato i ragazzi per l'ottima iniziativa che stanno portando avanti», dice al termine di un'assemblea con i ragazzi: «Si stanno comportando bene. Evidentemente non si tratta della solita occupazione per il termosifone o per il bagno che non funziona, sentono che qui viene intaccato in modo evidente un loro diritto. Il diritto di formarsi, di avere una scuola pubblica, di poter entrare in società come persone. è bene esser chiari: qui si tratta di ragazzi che stanno facendo occupazione non perché non hanno voglia di studiare». E il suo collega di religione Giovanni Stellati vuole aggiungere un dato: «La lettura di questi movimenti con lenti vecchie rischia di dare una visione sbagliata. Questa è una lotta trasversale. Questi ragazzi si uniscono al di là delle etichette e dei colori politici. è giusto che i ragazzi ci tengano a ribadirlo: sennò questo movimento rischierebbe di essere etichettato come la solita protesta degli studenti di sinistra. Qui in gioco c'è molto di più».

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prof e non docenti: è tremonti il nuovo pedagogista-guida (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Livorno Prof e non docenti: è Tremonti il nuovo pedagogista-guida LIVORNO. Dietro il decreto non c'è nessuna riforma ma solo il «tentativo di affondare definitivamente la scuola pubblica» attraverso «una serie di misure finanziarie che trasformeranno completamente il sistema dell'istruzione». E' con «apprensione e amarezza» che i docenti e il personale non docente del liceo Enriques prende carta e fax per scrivere al ministro Gelmini. Il documento di prof e non docenti del liceo segnala che le scuole medie e superiori languono «da decenni tra maxi e mini sperimentazioni, in attesa di una vera e propria riforma che tenga conto del radicale cambiamento della società italiana e della cultura in generale (trent'anni fa non esistevano ad esempio le nuove tecnologie ed eravamo solo un popolo di emigranti)». La scuola - si afferma - deve fronteggiare non solo il suo compito specifico ma anche «la progressiva crisi delle famiglie e dei contesti sociali», l'emergere di «nuove forme di povertà e marginalità», l'integrazione «in tempi brevi degli alunni immigrati e a quella degli alunni diversamente abili»: deve saper «formare i nuovi cittadini»; «prevenire razzismi e emarginazioni»; erogare «ogni sorta di educazioni trasversali (salute, sessualità, sicurezza stradale, dipendenze)». Per tutto questo «c'è bisogno di più "tempo scuola": tempo per la didattica, tempo per ascoltare gli studenti, i loro genitori, tempo per lo scambio comunicativo tra le varie componenti, tempo per conoscere, valutare e apprezzare le diversità di pensiero e di atteggiamenti e crescere attraverso il confronto per una vera educazione alla cittadinanza». Innvece il «nuovo "pedagogista" di riferimento» è il ministro delle finanze Giulio Tremonti, dicono dall'Enriques. Con un risultato: diminuzione choc del tempo scuola ovunque, accorpamento di istituti «anche distanti tra loro», aumento del numero degli alunni per classe, drastica diminuzione di tutto il personale.

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quelle parole mi indignano (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lettera/2. Da una insegnante la replica a Zingoni Quelle parole mi indignano Ho letto con sconcerto e indignazione l'intervento del coordinatore provinciale Forza Italia-Pdl in merito ai documenti di alcuni colleghi dei docenti, critici sulla sedicente riforma Gelmini. In questo caso e in un paese come il nostro, fondato su una Costituzione Repubblicana che ci conviene tenere ben stretta, il dissenso non è l'espressione di «manipoli della sinistra radicale», come afferma il sig. Zingoni e come forse fa comodo credere, ma piuttosto l'input per un confronto democratico tra le parti che non può che essere costruttivo, sempre che lo si accetti. Definire il collegio dei docenti un «bivacco» di suddetti manipoli e accusarlo di «inconsapevolezza» da parte dei più, o peggio di repressione delle voci dissidenti, è invece, oltre che volgare, pericoloso e inaccettabile nella logica di una democrazia reale. Tutti i lavoratori e gli utenti della scuola hanno pieno titolo di manifestare pacificamente e al contempo con forza, contro provvedimenti che non condividono e che a loro avviso minacciano la scuola pubblica. Chi più di quelli che la scuola la vivono quotidianamente può avere il diritto, e il dovere, di esprimere un giudizio al riguardo? Il sig. Zingoni è libero di organizzare tutte le iniziative che crede, senza per questo scomodare il prefetto: fa persino sorridere, dato il tono del suo intervento, che proprio lui paventi possibilità di intimidazione. Susanna Cappellini (insegnante)

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venerdì il sindaco premia i centisti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Spostamento di un giorno Venerdì il sindaco premia i «centisti» LIVORNO. Si svolgerà venerdì e non giovedì come inizialmente previsto, il tradizionale incontro tra il sindaco Alessandro Cosimi ed i "centisti", cioè gli studenti che si sono distinti per l'eccellenza dei voti (cento centesimi) nell'ultimo esame di maturità. L'iniziativa si svolgerà nella sala consiliare alle ore 10,30. A darne notizia ed a motivare lo spostamento della data è stato lo stesso Sindaco nel corso dell'incontro che si è svolto questa mattina con i rappresentanti di classe, il preside e molti insegnanti dell'Istituto tecnico commerciale Vespucci, scuola occupata in questi giorni dagli studenti. Una studentessa diplomata con il massimo dei voti, ha spiegato il sindaco, mi ha scritto facendo presente che proprio il 30 ottobre è in programma a Roma una manifestazione contro il decreto Gelmini e che lei, come tanti altri studenti, desidera partecipare. Da qui la richiesta di spostare la data dell'incontro con i centisti, "dato che - aveva scritto la studentessa al sindaco- mi farebbe veramente piacere poter essere presente all'iniziativa dell'amministrazione comunale».

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sondaggi, il premier corre ai ripari "sarà la carfagna il volto del governo" - francesco bei (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Interni Letta lo ha annunciato al preconsiglio di ieri : "Dopo le riunioni, lei illustrerà i provvedimenti" Sondaggi, il premier corre ai ripari "Sarà la Carfagna il volto del governo" "Ci ridarà smalto" L´interessata perplessa sull´incarico FRANCESCO BEI ROMA - «Chiarisco di non essere interessata ad assumere l´incarico di portavoce di Forza Italia, ritenendo di avere ancora molto da imparare in politica». Correva l´anno 2006 e questa dichiarazione di Mara Carfagna metteva fine alla guerra sotterranea con Elisabetta Gardini. Ma i tempi cambiano, la politica corre in fretta. Così, a distanza di due anni, quella che non si sentiva pronta a fare la portavoce di Bondi diventerà addirittura portavoce del Consiglio dei ministri. Era da un po´ che l´idea frullava nella testa di Berlusconi, infastidito per le uscite di alcuni ministri in televisione (nonostante il suo esplicito divieto di partecipare ai talk show) e, da ultimo, impensierito per qualche scricchiolio nei sondaggi a causa della «vasta azione di disinformazione» sulla riforma Gelmini. Insomma, il premier ha deciso che andava fatto qualcosa per raddrizzare la barca e chi meglio della Carfagna per ridare smalto all´immagine del governo? Così ieri, al preconsiglio dei ministri - una riunione solitamente riservata agli alti funzionari - a sorpresa i capi di gabinetto si sono ritrovati di fronte la bella ministra. «Avete letto che la Carfagna sarà candidata in Campania - ha spiegato Gianni Letta ai presenti - ma Berlusconi ha in mente altri progetti per lei. D´ora in poi assisterà alle nostre riunioni per studiare i meccanismi legislativi, visto che il presidente del Consiglio sta pensando a lei come al ministro che, dopo le riunioni del governo, possa spiegarne i risultati ai giornalisti». Il ruolo della Carfagna sarebbe quello di «speaker» del Consiglio dei ministri, diverso da quello di portavoce del governo che resterebbe al sottosegretario Paolo Bonaiuti. Scenderà in sala stampa per raccontare i provvedimenti approvati. Insieme al ministro competente o, magari, al suo posto. Il problema semmai sarà convincere la Carfagna ad accettare di diventare «il volto» del governo. In privato infatti il ministro avrebbe espresso qualche perplessità, consapevole del rischio di bruciarsi. Ma al Cavaliere non si può dire di no. A convincerlo definitivamente che «Mara» fosse pronta al fare il gran salto sarebbero state le sue ultime uscite televisive (Porta a Porta e Matrix), da sempre il test che in Forza Italia decreta i successi o sancisce gli oblii. «è brava - ha commentato il premier - ed è maturata molto dal punto di vista politico. Adesso ha scritto pure un libro». Così la Carfagna si conferma il vero fenomeno politico-mediatico del governo Berlusconi. Messa un po´ in ombra dalla Gelmini, l´ex show girl questa settimana cercherà di riprendersi il suo spazio sotto i riflettori: giovedì presenterà insieme a Cossiga e Alemanno il suo libro «Stelle a destra», una galleria di ritratti di politiche di successo. E sempre giovedì il Senato inizierà a discutere il suo disegno di legge sulla prostituzione. «Ma le ci vorranno parecchi mesi prima di imparare il nuovo mestiere», sussurrano cauti in Forza Italia, «passerà del tempo prima che possa scendere nella fossa dei leoni».

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la carica suona per 15mila toscani (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

di Elisabetta Arrighi La carica suona per 15mila toscani In treno e pullman per protestare a Roma contro la Gelmini Partenza nel cuore della notte, ci saranno anche tanti genitori. Ticket ad offerta libera per chi sceglie il bus Saranno almeno 15mila i toscani che domani saranno a Roma per la manifestazione nazionale contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. In testa ci sarà uno striscione gigantesco con la scritta «Uniti per la scuola di tutti», lo slogan dell'appuntamento organizzato dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. I pullman toscani porteranno fra 11 e 12mila persone: insegnanti, studenti e genitori. Va poi aggiunto il numero di chi andrà in treno: non meno di 3mila persone. L'afflusso a Roma da tutta Italia sarà imponente e per questo non è escluso un cambiamento dell'itinerario del corteo. Il tragitto scelto va da piazza Esedra (dove avverrà il concentramento) a piazza del Popolo, passando per piazza Barberini, via Sistina, Trinità dei Monti, viale D'Annunzio. Ma secondo notizie arrivate a tarda sera, visto che il numero dei partecipanti è in costante crescita e considerata l'impossibilità di piazza del Popolo di accogliere tutti i manifestanti, il comizio finale potrebbe essere dirottato al Circo Massimo. I pullman. Ieri sera quelli prenotati in Toscana erano già a quota 210. Da Firenze partiranno non meno di 30 autobus, 15 da Livorno, Rosignano, Piombino ed Elba, una quindicina anche da Siena, Arezzo, Pisa e Pontedera. Complessivamente i sindacati toscani hanno organizzato 165 bus che trasporteranno insegnanti, studenti e genitori. In proprio gli studenti, in tutta la regione, hanno previsto 35 mezzi e altri 10 sono stati voluti dal coordinamento dei genitori. Partenze e costi. Dalla Versilia, Massa Carrara, Lucca, si partirà fra le 4 e le 4.30. Alla stessa ora - le 4.30 - lasceranno il piazzale del centro commerciale Ipercoop lungo la Variante di Livorno altri dieci pullman ai quali si uniranno cinque mezzi di San Vincenzo, Venturina, Piombino e isola d'Elba. Da Firenze, Prato, Arezzo e Siena le partenze avverrano fra le 5 e le 6.30. «La partecipazione alla manifestazione di Roma non prevede, per i nostri mezzi, un costo prefissato del viaggio - spiega Mariella della Cgil di Livorno - ma è a offerta libera». Sui bus, dicevamo, ci saranno anche studenti, fra cui molti minorenni: «Questi ultimi potranno salire - prosegue l'esponente sindacale - presentando l'autorizzazione dei genitori che dovranno individuare un adulto che partecipa alla manifestazione quale responsabile». Il costo dei pullman organizzati dagli studenti dovrebbe aggirarsi sui 10-15 euro a testa. Chi va in treno pagherà la tariffa normale, più costosa per gli Eurostar. Chi ha prenotato in proprio, in base al numero delle persone, può avere uno sconto del 30%, cioè la tariffa-gruppi. L'arrivo a Roma. Le sedi territoriali dei sindacati hanno ricevuto una nota organizzativa unitaria: «Da Roma - spiega Patrizia Villa, Flc Cgil livornese - ci dicono che i pullman in arrivo dalla Toscana (ma anche da Emilia Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Rieti e Frosinone) affluiranno ai check point indicati: per noi l'arrivo è previsto all'Anagnina. Per raggiungere piazza della Repubblica-piazza Esedra dove ci sarà il concentramento, bisognerà prendere la Metro A direzione Battistini con fermata a Termini». I treni arriveranno invece alla stazione Termini sia per chi utilizza la linea tirrenica sia per chi parte da Firenze. Le partenze dalla Toscana saranno concentrate dopo le 7. Il ritorno a casa. La manifestazione, come accennato, potrebbe concludersi al Circo Massimo anziché in piazza del Popolo: sarà deciso oggi. Il comizio finale sarà comunque alle 13.30. I pullman dovrebbero ripartire per la Toscana fra le 16 e le 17. Tutti saranno di nuovo a casa per l'ora di cena.

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viareggio, partita a carte sui binari della stazione (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Attualità Viareggio, partita a carte sui binari della stazione VIAREGGIO. E' stata un'occupazione simbolica dei binari. Solo pochi minuti, per non creare eccessivi disagi ai viaggiatori e al traffico ferroviario. Un atto dimostrativo, già tentato senza successo sabato scorso, che va in scena con la colonna sonora degli slogan anti-Gelmini. Protagonisti della protesta di ieri mattina gli studenti delle scuole superiori della Versilia che, un po' a sorpresa, hanno invaso la stazione di piazza Dante per ribadire il proprio no al decreto sulla scuola varato dal Ministro Maria Stella Gelmini. Un centinaio i ragazzi sulle traversine del terzo binario con qualcuno che, tanto per stemperare il clima, ha improvvisato una partitella a carte. Anche a Prato la prova generale della manifestazione di Roma contro il decreto Gelmini è andata bene. Ieri mattina a sfilare per le vie del centro c'erano un migliaio di studenti del Polo pratese dell'università e delle superiori. Gli studenti sono arrivati in piazza Duomo alla spicciolata. E alle dieci in punto, quando sono rintoccate le campane del Duomo, il corteo si è mosso. Con qualche "vaffa" all'indirizzo della ministra Gelmini e con tanti striscioni e slogan che aggiornavano quelli già sentiti nelle manifestazioni studentesche del passato. Anche a Piombino la pioggia non ha ridotto la partecipazione alla manifestazione degli studenti con circa duecento ragazzi che da piazza della Costituzione hanno raggiunto con slogan e cartelli piazza Verdi. Il virus delle occupazioni sta letteralmente dilagando infine a Livorno. Dopo Vespucci e Cecioni, ieri a tirar giù i sacchi a pelo dagli armadi per accamparsi a scuola sono stati gli studenti di Enriques, Nautico e Itg Buontalenti. Loro la chiamano «assemblea permanente autogestita», una perifrasi per dire che le scuole che ieri hanno iniziato l'occupazione stanno imitando la formula già sperimentata con successo dal Vespucci: regolari lezioni la mattina e via a piantar le tende a scuola a partire dalle 14 garantendo comunque tutte le funzioni di pubblico servizio (lezioni curriculari, attività pomeridiane, servizio di pulizia). «In questo modo anche molti prof sono con noi», commenta uno studente.

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vergaio, vanno a prendere i figli per far scioperare le maestre (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Attualità Vergaio, vanno a prendere i figli per far scioperare le maestre PRATO. Genitori in soccorso delle maestre che non possono aderire allo sciopero di domani. Succede alla scuola materna di Vergaio (Prato), dove un gruppo di genitori domani andrà a prendere i propri figli all'una per lasciare il pomeriggio libero alle insegnanti. Che però, essendo lavoratrici del pubblico impiego e non dipendenti del ministero dell'istruzione, dovranno restare lo stesso a scuola, senza poter partecipare alla manifestazione contro il decreto Gelmini. Per i lavoratori del pubblico impiego infatti, lo sciopero è in programma il 3 novembre. Ma in quell'occasione, le maestre, i vigili, gli infermieri e le altre categorie del pubblico impiego protesteranno per il rinnovo del contratto e non contro il decreto Gelmini. Due scioperi in una settimana le maestre delle scuole materne non possono farli, perché il loro allontanamento dal lavoro sarebbe interruzione di pubblico servizio.

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decine di cortei invadono roma (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Raffica di iniziative in tutta Italia. La Procura della capitale apre un'inchiesta sull'occupazione di un liceo Decine di cortei invadono Roma Cresce l'attesa per lo sciopero e la grande manifestazione di domani Uno studente fermato e poi rilasciato Occupazioni a Trento e Bolzano ROMA. Ancora una giornata di proteste in tutta Italia per chiedere il ritiro del decreto Gelmini approdato ieri in Senato. Proteste che, a partire dall'assedio di Palazzo Madama durato fino a tarda ora, culmineranno nello sciopero generale e nella manifestazione nazionale di domani a Roma, per la quale sono pronti a partire nove treni speciali e quasi mille pullman. E intanto è scattata la prima inchiesta della magistratura su un'occupazione. Circa 10.000 giovani delle scuole superiori, dopo aver dato vita a sette cortei nel centro di Roma, si sono ritrovati ieri davanti a Palazzo Madama insieme agli studenti universitari di Roma 3 e della Sapienza. Si sono registrati anche momenti di tensione e un ragazzo che aveva cercato di scavalcare le transenne è stato prima fermato e poi rilasciato dalle forze dell'ordine. Intanto due studenti e un genitore, vestiti da Re Magi, si recavano al ministero dell'Istruzione per consegnare al ministro «Maria Stella cometa Gelmini» 15 mila firme di protesta. Da segnalare infine che la procura ha aperto un fascicolo dopo l'occupazione del liceo Classico «Giulio Cesare», uno dei più noti della capitale, in seguito alla denuncia del capo dell'istituto. L'ipotesi di reato è «invasione di edificio pubblico» ma si sta valutando anche quella di «interruzione di pubblico servizio». Nelle stesse ore le manifestazioni di protesta proseguivano anche nel resto d'Italia dove sono numerosi i licei e gli istituti che stanno predisponendo iniziative di protesta «alternative» come il blocco delle gite e la sospensione dell'adozione dei libri di testo. «Credevo che la mia università fosse una schifezza, ma quando ho visto che cosa si sta profilando ho capito che era un paradiso»: così il professor Gianni Vattimo ha iniziato ieri la sua lezione all'aperto a Torino dove nel pomeriggio gli universitari hanno sfilato per ore sotto la pioggia. A Milano maestre e bimbi hanno invece manifestato in centro e oggi toccherà al Premio Nobel Dario Fo parlare ai ragazzi dell'Università Statale. Proseguono poi le lezioni all'aperto a Bergamo, a Pavia e a Venezia dove piazza San Marco si è trasformata in una grande aula. A Bolzano sono state occupate tre scuole superiori e a Trento si è tenuta una manifestazione di quasi tremila studenti. «Gli studenti bloccano il sistema, Gelmini guarda e trema» e «riprendiamoci il nostro futuro»: sono alcuni degli striscioni della manifestazione che si è svolta ieri nel centro di Genova mentre a La Spezia si contano ormai tre istituti occupati, due autogestiti, e altri in agitazione. Saranno poi più di 15.000 i toscani che domani andranno a Roma per partecipare alla manifestazione nazionale, 40 pullman partiranno invece dall'Umbria e cinquemila tra insegnanti e dipendenti amministrativi arriveranno da Napoli dove anche ieri si sono susseguiti i cortei. A Palermo gli studenti hanno invece bloccato il traffico e anche a Cagliari in 1.400 hanno uccupato una strada. Agli studenti è arrivato il sostegno dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, perchè «stanno facendo quello che i nostri familiari hanno fatto sacrificando la propria vita: lottare per un concreto stato di diritto». (m.v.)

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Lezioni in piazza <No a tagli suicidi> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PAVIA pag. 11 Lezioni in piazza «No a tagli suicidi» Università: la protesta si estende a tutte le facoltà di MANUELA MARZIANI ? PAVIA ? ENERGIA ELETTRICA messa a disposizione da un negozio per far funzionare l?impianto microfonico, tavolino e sedie gentilmente prestate da un bar. In un batter d?occhio ieri pomeriggio il «salotto buono» del capoluogo pavese si è trasformato in «aula universitaria». D?accordo con il professor Guglielmo Cayani, infatti, la lezione di letteratura greca si è svolta all?aria aperta, con la gente che passava per la piazza, seduta ad ascoltare. «Il nostro era un gesto simbolico - spiega Lorenzo Spairani - per sensibilizzare tutta la città sui problemi che l?università sta vivendo e far capire che, se l?ateneo si privatizzerà, non avremo più le aule e i banchi sui quali tenere le lezioni». Oggi, sempre in piazza, per Economia si dovrebbe parlare di tassi di cambio, ma l?iniziativa non piace agli studenti di Azione universitaria che già ieri sono stati molto critici. LA LUNGA GIORNATA di mobilitazione dell?ateno pavese, nel giorno in cui le agenzie di stampa citavano Pavia tra gli atenei in cui si tiene un corso per appena sette studenti, però, è cominciata quando un migliaio di ragazzi ha partecipato nel cortile del rettorato a un?assemblea in contemporanea con una riunione del consiglio d?amministrazione. «Ogni facoltà ha raccontato come intende riflettere sulla legge Tremonti e quali proposte formula - ha aggiunto Lorenzo Spairani -. Per esempio, gli studenti di Economia analizzeranno come i tagli influiranno sull?università e sull?indotto pavese. Lettere, invece, rifletterà sull?ateneo di ieri, oggi e di domani pensando al ruolo marginale che potrebbe avere nel sistema Paese e nella città. Progetti importanti, che dimostrano come non siamo dei fannulloni, ci teniamo alla nostra università». MA CHE NEL MONDO accademico ci siano sprechi e cose che non vanno, è un dato di fatto. «Tremonti ne è un esempio - ha proseguito lo studente -. Nonostante sia un ministro e non venga mai in università, mantiene uno studio nella facoltà di Economia. Lì sotto noi siamo andati a manifestare portando i ?pizzini?, dei bigliettini chiusi in due in scatole in cui da un lato c?erano le proposte e dall?altro le critiche che noi muoviamo al sistema universitario e alla legge. Abbiamo provato a consegnarli, ma visto che non c?era nessuno in studio, abbiamo appeso alla finestra uno striscione». Dopo questo gesto simbolico, i giovani sono usciti, percorrendo la città, mentre qualche balcone si apriva e molti pavesi uscivano ad applaudire. IN SERATA, poi anche Pavia ha vissuto la «notte bianca dell?università». Nell?aula del Quattrocento concessa dal rettore, Angiolino Stella, è stato proiettato un filmato sulla protesta degli studenti francesi nel 2006, si è discusso e ascoltato musica. Oggi altre iniziative sono in programma nelle facoltà, mentre domattina, giorno dello sciopero della scuola, gli universitari si uniranno nel corteo degli studenti medi, dei genitori e degli scolari contro il decreto Gelmini.

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Studenti universitari, lezioni all'aperto (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

BERGAMO pag. 2 Studenti universitari, lezioni all?aperto CONTRO LA RIFORMA GELMINI LA PROTESTA DELLA FACOLTÀ DI LINGUE ? BERGAMO ? PROSEGUONO anche a Bergamo le iniziative di protesta degli universitari contro la riforma del ministro Gelmini che oggi dovrebbe essere votata in Senato. In attesa della manifestazione che è stata organizzata per la mattinata di domani, ieri mattina circa duecento studenti della Facoltà di Lingue e Letterature straniere hanno seguito una lezione di letteratura angloamericana tenuta dal professor Mario Corona all?aperto, in piazza Vecchia, nella città alta. Taccuino alla mano e seduti per terra, i ragazzi hanno ascoltato il docente che parlava al megafono. Questa mattina, invece, nella sede universitaria in via Salvecchio si terrà un?assemblea sul tema ?Discutiamo della riforma?, alla quale è prevista la partecipazione di studenti, genitori e ricercatori. Domani mattina, infine, è in programma la manifestazione per le vie del centro cittadino: il corteo partirà alle 9.30 dal piazzale della stazione ferroviaria e si concluderà in piazza Vittorio Veneto, dove è in programma un presidio. Vi parteciperanno studenti universitari, studenti medi, docenti e lavoratori della scuola, genitori e sindacati. Il decreto Gelmini è approdato lunedì sera anche in Consiglio comunale, dove la maggioranza di centrosinistra ha approvato un ordine del giorno che esprime preoccupazione per i tagli.

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Bullismo a scuola Protagoniste alcune studentesse (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

SONDRIO pag. 6 Bullismo a scuola Protagoniste alcune studentesse di CARLALBERTO BIASINI ? SONDRIO ? VESSATA E MALMENATA dalle compagne. L?episodio di bullismo è stato denunciato all?Istituto tecnico per ragionieri. Il preside Romano Davare ha subito preso provvedimenti chiamando nel suo ufficio le sette colpevoli per una bella strigliata e un ultimatum: «alla prossima che combinate sarete punite». Le studentesse hanno infatti ammesso di aver offeso la compagna di scuola che, prima di recarsi dal dirigente scolastico, si è confidata con i genitori raccontando le sue paure e la brutta avventura. NEL VICINO ISTITUTO TECNICO per geometri invece, nei giorni scorsi, un gruppetto di ragazzi - secondo Davare - ha incollato le porte del plesso per impedire lo svolgimento delle lezioni o ritardare l?avvio dei corsi. Sul posto sono stati trovati cinque tipi di silicone diversi il che fa pensare al preside che gli autori della bravata siano tre o quattro giovani. Il professore Davare ha anche svolto una piccola indagine interna alla caccia dei colpevoli, ma quel giorno probabilmente i ragazzi avevano bigiato. I due episodi secondo il preside non sono da sottovalutare, ma da tenere monitorati da parte di tutti, in primis docenti e personale della scuola. Istituto del Campus che ha pronto un piccolo manuale di comportamento al fine della buona condotta degli studenti. SFOGLIANDO il mansionario si legge che chi causa danni all?istituto subirà una sospensione da tre a dieci giorni, per chi minaccia i compagni si sale anche a quindici giorni. Chi beve e porta alcool in classe è passibile di una sospensione da cinque a dieci giorni. Gli studenti sono avvertiti. La politica per la scuola del ministro all?Istruzione Mariastella Gelmini va appunto in questa direzione. Come aveva detto a inizio anno, è incomprensibile infatti che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi, poiché anche la condotta ha la sua valenza ed il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione.

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Identikit dello studente di destra (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Identikit dello studente di destra FORZA NUOVA. La collana con la celtica in mostra, gli occhiali «a goccia» scuri, il cappellino da stadio con la scritta «X mas». Al coro «duce, duce» contestano il ministro Gelmini. Per ora sono radicati soprattutto nella capitale. E a Verona. Auspichiamo di arrivare finalmente ad una unità generazionale che abbatta i muri che i tessitori d'odio hanno costruito per anni 29/10/2008

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Zecche e fasci ora si parlano (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

senato assediato Zecche e fasci ora si parlano Rossi e neri, guelfi e ghibellini, zecche e fasci: è cominciata così la giornata di assedio studentesco del Senato che discuteva il decreto Gelmini, con il furgone del sit in del Blocco studentesco piazzato nel budello della Corsia agonale, tra piazza Navona e il Senato, e un corteo dell'Unione degli studenti che partiva da piazza della Repubblica diretto verso la stessa strettoia. Tutti per protestare contro i tagli alla scuola, ma tutti ancora armati dei tradizionali distinguo dell'abecedario ideologico in salsa adolescenziale. Si sono incontrati così, Vasco Rossi contro Bob Marley, furgone in arrivo contro furgone già in presidio. E non si sono scontrati. In altri tempi se le sarebbero date di santa ragione, ieri si confrontavano. C'era quello per cui «il fascismo non è vietato, se ne parla solo in una disposizione transitoria della Costituzione: t-r-a-n-s-i-t-o-r-i-a, capito?», e l'altro che lo accusava di essere «strumentalizzato da quelli che ieri hanno picchiato i ragazzi del Tasso: stamattina qui c'era gente di 40 anni, vuoi dirmi che erano liceali?». Il Blocco è stato ricevuto in Senato, «ma a titolo di rappresentanza degli istituti», l'Uds ha preferito mantenere la posizione fuori. E alla fine si sono ritrovati, furgone affiancato a furgone, a scandire gli stessi slogan: «Se ci bloccano il futuro, bloccheremo la città». Nessun inno al Duce, dunque («Mannò, quelli del Croce scandivano: "Croce, Croce", non avete sentito bene), ma l'Uds, evitato lo scontro, a fine mattinata ha abbandonato il campo «per riprendere fiato, tanto nel pomeriggio arrivano gli universitari». E così è stato. Sotto una pioggia battente, il budello di fronte al Senato non è stato mai abbandonato, in attesa dei cortei partiti dalla Sapienza e da Roma 3 (ma anche dei Cobas) che hanno poi colmato piazza Navona, anticipati dai ragazzi di studi orientali che avevano fatto lezione all'aperto in piazza Farnese: sacca di Emergency a tracolla da cui spuntava Meritocrazia di Roger Abravanel, uno di loro scriveva la parola «dialogo» in indu e giapponese su uno striscione. Rideva sentendo parlare di destra e sinistra: «Sono ragazzi molto giovani, non fateci caso. Qui è in ballo il nostro futuro». D'altra parte, tra la folla non si è visto nessun rappresentante del centrosinistra. Solamente Stefano Pedica, insieme con un altro paio di senatori idv, ha scavalcato la transenna, per arringare i ragazzi a «resistere, resistere, resistere». Lo hanno ringraziato in coro: «Sei uno di noi, Di Pietro uno di noi...». di Sonia Oranges 29/10/2008

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<Sport Anch'io> va in aiuto di mente e corpo (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

BRESCIA pag. 9 «Sport Anch?io» va in aiuto di mente e corpo DESENZANO ? DESENZANO ? MENS SANA in corpore sano. Il principio diventa il filo conduttore dell?iniziativa ?Sport Anch?io?, l?esperienza pilota della Pro Desenzano, un progetto di ?ricerca-azione? sull?attività motoria e sullo sviluppo cognitivo per bambini in età prescolare (4-6 anni). Un progetto che ha il plauso del ministro alla Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. che lo definisce «Un progetto che mi auguro possa divenire un esempio da seguire». I corsi tenuti da educatori affiancati da un?équipe specializzata diretta dal professor Franco Larocca dell?Università degli Studi di Verona, cattedra Pedagogia speciale, sono a numero chiuso di 15 iscritti, più uno diversamente abile. «L?iniziativa si pone l?obiettivo di dare al bambino l?opportunità di sviluppare le capacità funzionali alla crescita e allo sviluppo della sua personalità, tenendo conto della funzione indispensabile della motricità nello sviluppo della sua capacità cognitiva, strumentale e relazionale. Per questo progetto altamente qualificato il servizio sarà completamente gratuito» sottolinea Giuliano Garagna, presidente della Pro Desenzano che, insieme all?ingegnere Gabriele Fogliata, attraverso il Consorzio Le Vele, sostiene il progetto.

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Imbarazzo in Bocconi Il rettore vuol contegno dai prof anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

alla cerimonia anche barroso, tettamanzi, moratti e formigoni Imbarazzo in Bocconi Il rettore vuol contegno dai prof anti-Gelmini PROTESTA GENTILE. Gli studenti hanno chiesto e ottenuto dai docenti solidarietà contro la riforma. Ma venerdì s'inaugura l'anno accademico con Napolitano e Provasoli chiede «rispetto». di Alessandro Da Rold Milano. In città c'è un uomo "preoccupato" per quello che potrebbe accadere venerdì prossimo dalle parti di via Sarfatti. È Angelo Provasoli, rettore dell'Università Bocconi di Milano, che il 31 ottobre (giorno in cui scade il suo mandato) accoglierà nel noto ateneo privato meneghino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Josè Manuel Barroso, attuale presidente della Commissione Europea. Venerdì s'inaugura, infatti, la nuova sede universitaria progettata dallo studio irlandese Grafton Architects, vincitrice quest'anno del titolo World Building of the Year al World Architecture Festival di Barcellona: concorso al quale hanno partecipato 722 opere e dove l'ha spuntata appunto la Bocconi. In contemporanea al taglio del nastro, si dà il via al nuovo anno accademico. È un appuntamento importante, sia per il congedo di Provasoli, a succedergli sarà Guido Tambellini, sia per la presenza massiccia di autorità del mondo politico-finanziario italiano. In fin dei conti sarebbe un vero peccato vederlo rovinare dalle critiche di studenti e docenti per la cosiddetta riforma Gelmini. Sì, perché anche se privata (e silenziosa in questi giorni di occupazioni massicce in Italia), pure alla Bocconi si è acceso più di un dibattito sui tagli all'università varati dal ministro lombardo. Ottobre è mese di esami, la maggior parte degli iscritti avverte poi come distanti le polemiche sull'università pubblica, ma un gruppo di studenti vicini al centrosinistra ha deciso di dire comunque la sua. A innescare la scintilla è stata una mail inviata dal gruppo di Alternativa democratica a più di quaranta professori (tra questi compaiono nomi molto noti), in cui si chiedeva una presa di posizione da parte del consiglio di facoltà in merito alla nuova normativa universitaria che sarà varata a breve dal governo Berlusconi. Nel testo spedito per posta elettronica, si fa tra l'altro riferimento ai principi meritocratici di efficienza che intendeva promuovere Fabio Mussi, ex ministro all'Università e alla Ricerca per il centrosinistra, rimasti al palo invece nel provvedimento della Gelmini. La missiva, invece che ritornare indietro, ha trovato il plauso della maggior parte dei docenti che, di concerto agli studenti, hanno deciso di organizzare per il 31 ottobre una sorta di protesta in perfetto stile "bocconiano", agli antipodi dal clamore dei centri sociali protagonisti in questi giorni alla Statale e al Politecnico. Una sorta di contestazione «dai toni pacati», «elegante», che ha ricevuto il via libera del presidente dell'Università Mario Monti. Gli studenti consegneranno una lettera al presidente della Repubblica Napolitano esprimendo le loro preoccupazioni e i professori stanno meditando se intervenire direttamente durante la cerimonia di inaugurazione. La miccia della protesta, però, ha subito fatto scattare sulla sedia Provasoli, rettore stimato in Bocconi e uomo molto riservato, lontano dai riflettori dei media e della carta stampata. Gli studenti di Alternativa democratica, convocati immediatamente dopo l'invio della mail, lo hanno rassicurato, così come i docenti. Bisogna ricordare che Provasoli è una figura bipartisan, poco conosciuta, in parte vicina a quel terzismo di cui si è fatto spesso portatore lo stesso Monti. È un uomo che fa felice sia il centrodestra che il centrosinistra, tanto che negli ultimi tempi il suo nome è stato associato alla So.ge, la società che gestirà l'Expo 2015: nei salotti milanesi c'è chi tifa per lui come possibile presidente, al posto della numero uno di Assolombarda Diana Bracco, criticata dal presidente della provincia Filippo Penati perché incompatibile dato il «palese» conflitto di interessi. In definitiva, sarebbe meglio per tutti evitare scomodi clamori proprio nell'ultimo giorno di rettorato. C'è da aggiungere poi un dettaglio non indifferente: l'Ateneo di via Sarfatti non è certamente avvezzo alla contestazione. Anzi. Negli ultimi anni si possono appena menzionare i fischi rivolti da alcuni studenti di destra all'ex ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, colpevole della nota frase sui "bamboccioni". Poi nulla più. La Bocconi è ricordata per ben altri motivi. Nel 2007 si è classificata tra le prime 20 business school del mondo nella classifica stilata dal Wall Street Journal. Nella classifica del Financial Times è risultata la quinta in Europa e la quindicesima nel mondo. All'inaugurazione della nuova sede sono stati invitati il cardinale Dionigi Tettamanzi, il sindaco Letizia Moratti, il governatore lombardo Roberto Formigoni e il presidente della provincia Filippo Penati. Provasoli può essere comunque sicuro di un fatto: a rovinare la festa non ci saranno gli studenti che in questi giorni occupano il sagrato di piazza del Duomo. Il ministro Gelmini non compare tra gli invitati all'evento bocconiano: per assistere a un po' di scintille bisognerà aspettare l'inizio dell'anno accademico del Politecnico il prossimo tre novembre. 29/10/2008

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Decreto Gelmini Veltroni chiede il ritiro (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

le notizie Decreto Gelmini Veltroni chiede il ritiro «Insisto con la richiesta al governo di ritirare il decreto Gelmini e avviare il confronto». Walter Veltorni ribadisce la posizione del partito democratico e chiede un confronto serio prima di licenziare il provvedimento. Per il leader del pd, stiamo assistendo da parte del governo e della maggioranza a «una dimostrazione di arroganza e scarso ascolto del mondo della scuola». «La fretta con cui la maggioranza intende approvare il decreto Gelmini prima dello sciopero è un'ulteriore dimostrazione di scarsa volontà di ascoltare non noi, che non ci ascoltano per definizione, ma il mondo della scuola». Veltroni ha ribadito quanto detto sabato nel suo intervento al Circo Massimo: «Si può e si deve tagliare ovunque la spesa pubblica ma un punto su cui non può avvenire è la formazione. L'Italia spende lo 0,9% del pil e questa cifra va aumentata, bisognerà mettere mano al portafoglio». Governo, Carfagna portavoce? Silvio Berlusconi pensa a Mara Carfagna per il ruolo di speaker del Consiglio dei ministri. L'idea, già ipotizzata dal premier prima dell'estate, è tornata in auge negli ultimi giorni. E ieri è stata in qualche modo anticipata da Gianni Letta durante il pre consiglio dei ministri dove, a sorpresa, era presente anche il ministro per le Pari opportunità. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio avrebbe spiegato ai rappresentanti dei vari ministeri che la Carfagna era alla riunione preparatoria del Cdm, e lo sarebbe stata ancora in futuro, per studiare i meccanismi legislativi, visto che il presidente del Consiglio sta pensando a lei come al ministro che dopo le riunioni del governo possa spiegarne i risultati ai giornalisti. Eutanasia, Lega agguerrita. Un disegno di legge per rendere ancora più esplicita la perseguibilità penale dell'eutanasia e stabilire che il testamento biologico non abbia valore legale vincolante. Il ddl è stato depositato da alcuni parlamentari della maggioranza (primo firmatario il leghista Fabio Rizzi) al Senato, dove è in discussione, alla commissione igiene e sanità, il tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Omicidio Reggiani, oggi la sentenza. La richiesta di condanna all'ergastolo era scontata. E forse se l'aspettava anche lo stesso Romulus Nicolae Mailat, accusato della brutale aggressione che a Roma, tra l'ottobre e il novembre dello scorso anno, portò alla morte Giovanna Reggiani. Il romeno di 25 anni ha accolto impassibile la richiesta del pm di Roma, Maria Bice Barborini. Ma poi all'interprete ha confidato: «Vogliono a tutti i costi un colpevole e penso di essere stato estratto da un mazzo di carte. Sono un capro espiatorio per tutti i romeni che hanno commesso reati in Italia. Rimango della stessa opinione; mi affido alla giustizia divina». Oggi toccherà al suo difensore, confutare la tesi dell'accusa che vuole Mailat colpevole di omicidio, rapina e violenza sessuale. Poi, la camera di consiglio dalla quale i giudici della III Corte d'Assise, usciranno con la sentenza. Droga, sgominata banda di trafficanti. Ex esponenti di Ordine Nuovo e dei Nar, uomini della mala del Brenta di Felice Maniero, della banda della Comasina di René Vallanzasca. E anche un ex brigatista rosso. Eccola la banda di trafficanti di droga, sgominata, dopo una lunga indagine, dai Ros dei carabinieri. Il bilancio è di una ventina di arresti e una trentina di perquisizioni tra Veneto, Lombardia e Liguria. Secondo gli inquirenti, i banditi movimentavano enormi quantità di cocaina e altre droghe in tutto il settentrione. Agguato nel napoletano, due morti. Un agguato a colpi d'arma da fuoco è costato la vita a due persone, a Gragnano, nel napoletano. I sicari hanno freddato Carmine D'Antuono, 58 anni, noto con il soprannome di O' lione, considerato affiliato al clan Imparato, e Federico Donnarumma, 42 anni, con piccoli precedenti per truffa e altro. Le due vittime si trovavano all'esterno della loro auto quando sono state colpite da almeno una dozzina di colpi esplosi da uomini in moto. E' probabile che il duplice omicidio sia avvenuto nell'ambito di una guerra tra i clan di Castellammare di Stabia, dove D'Antuono e Donnarumma provenivano. Immigrazione, nuove condanne. Si è concluso con una condanna e due assoluzioni il processo (svolto a Catanzaro) a carico di tre uomini, tutti bulgari, imputati di sfruttamento e gravi violazioni della normativa in materia di immigrazione. Due anni e quattro mesi di reclusione a Tristo Yosifov Hristov, 48 anni. Assolti gli altri due imputati. 29/10/2008

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Gli studenti in sciopero marciano sulla stazione (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Como)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

SARONNO TRADATE VALLE OLONA pag. 10 Gli studenti in sciopero marciano sulla stazione Nessuna interruzione per i treni delle Fnm ? SARONNO ? LA CITTÀ degli amaretti è diventata la capitale della protesta studentesca contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini, per quanto riguarda tutta la zona: ieri mattina si è svolto con corteo spontaneo in marcia verso la stazione centrale delle Fnm: qui mezz?ora si è svolto un presidio a ridosso dei binari. Alla manifestazione hanno partecipato anche gli allievi di scuole superiori di Limbiate e Cesano Maderno, oltre a quelli di quattro dei cinque istituti pubblici saronnesi (Itc Zappa, Ipsia Parma, Itis Riva e classico Legnani), ad eccezione dello scientifico «Grassi». In tutto mille e cinquecento i ragazzi che hanno sfilato nelle vie del centro storico. SONO PARTITI da piazza Santuario attorno alle 8.45 e raggiungendo prima il Municipio (dove hanno chiesto ma non ottenuto di incontrare il sindaco Pierluigi Gilli) e poi il sagrato della chiesa prepositurale di piazza Libertà, sparpagliandosi nell?area dell?isola pedonale. Un gruppo di un migliaio di giovani ha quindi percorso via San Giuseppe con sosta all?istituto delle Orsoline di San Carlo, che si sono «barricate» all?interno con i loro studenti, mentre fuori venivano scanditi cori contro la loro mancata partecipazione alla mobilitazione studentesca. Stesso copione, poco dopo, all?istituto privato Prealpi. Quindi il «serpentone», sorvegliato dal servizio d?ordine allestito da carabinieri e Polizia locale, si è diretto al Collegio Arcivescovile, dove però non è arrivato, perchè gli studenti hanno fatto tappa qualche centinaio di metri prima, in piazza Cadorna da dove hanno «invaso» l?adiacente scalo delle Nord, alcuni scendendo anche con cartelli e striscioni fra il primo e il secondo binario. Il traffico ferroviario, a quell?ora comunque ridottissimo, non è stato interrotto, visto che è avvenuto lo spostamento dei treni in arrivo sui binari più lontani. Così non ci sono stati particolari ritardi e problemi. NEL GIRO di mezz?ora, alle 11, e dopo avere avuto la possibilità di leggere un breve comunicato contro la riforma scolastica all?altoparlante della stazione, il corteo che aveva marcoato sullastazione si è definitivamente sciolto, e tutti si sono dati appuntamento per stamattina, con l?intenzione di organizzare altre manifestazioni per tutta la città. L?unico istituto che non ha sinora partecipato è stato il liceo scientifico «Grassi», i cui studenti hanno invece ieri organizzato una iniziativa autogestita per approfondire le tematiche legate alla riforma Gelmini. Roberto Banfi

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In 1.200 sotto la pioggia: ''La storia siamo noi'' (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

FABRIANO pag. 20 In 1.200 sotto la pioggia: ??La storia siamo noi?? Fischietti e speranze. I passanti: «Vi rialzerete» dall?inviato ALESSANDRO DI MARCO ? ROMA ? IN CORTEO per un?ora e poi, per le successive due, in sit-in davanti al Ministero delle attività produttive tra ansie e rabbie. ?La storia siamo noi? cantano nella Capitale gli operai della Antonio Merloni spintisi fino a qui per giocare l?ultima carta della speranza. Effettivamente un pezzo di storia l?hanno comunque scritta, perché mai i fabrianesi avevano sconfinato nella Capitale per trasferire tutto il loro disagio. Non sono soli, tutt?altro, tanto che ai sette pullman provenienti dalla città della carta se ne sono aggiunti due da Matelica, tre da Gualtieri di Reggio Emilia e addirittura dodici dall?Umbria. I conti sono presto fatti: 24 bus per 1.200 persone complessive ? tra cui una decina tra amministratori dei comuni e sindaci ? per levare un?unica voce a difesa di un lavoro che scricchiola e che fisicamente manca, per i più, da quaranta giorni di chiusura prolungata degli stabilimenti. TRE REGIONI in strada a partire dalle una di pomeriggio, puntuali al raduno di piazza della Repubblica. Piove che Dio la manda al ritrovo, ma solo per qualche minuto, quanto basta agli scaltrissimi venditori indiani per appioppare ai più impreparati un ombrello dietro l?altro a costo di fabbrica (tre euro) e perfino i fischietti da protesta avanzati dalla vicina manifestazione polemica degli studenti per la riforma-Gelmini. POCHI ATTIMI prima dello start di massa, il blitz del senatore fabrianese Francesco Casoli in una breve pausa dei lavori parlamentari. ?Non ho tempo per marciare con voi ma vi sono profondamente vicino?, le sue parole pochi attimi prima dell?avvio del corteo degli operai per il quale poi il colpo d?occhio è impressionante. Una dozzina di poliziotti a fare da cordone avanti a tutti, sindacalista-speaker in auto con tanto di bandiera e poi attrezzature di ogni genere. Tamburi, magliette, striscioni: tutto fa colore, mentre lungo il percorso di poco più di un chilometro che porta a piazza Barberini, dove il corteo si ferma, tanti sono i romani che non si limitano ad osservare. ?Mi dispiace per tutta questa gente, spero che ce la farete a rialzarvi? l?augurio di una signora del posto una volta informata sui motivi del movimento in piazza a cui, nell?ultimo tratto fino all?ingresso del Ministero partecipa anche il governatore regionale delle Marche, il fabrianese Gian Mario Spacca. ALLE TRE del pomeriggio il serpentone raggiunge la mèta, un?ora prima del vertice a cui gli operai assistono da fuori sotto i colpi di ritorno della pioggia. Ma nemmeno l?acqua li ferma: loro, i pendolari della protesta, sono lì fino alla fine a colpi di incessanti trombette. Convinti che la partita che conta si gioca ai piani alti ma anche che dal basso più di qualcosa comincia a muoversi per non essere solo spettatori del proprio traballante futuro. Nelle foto, alcuni momenti del corteo dei 1.200 operai della Antonio Merloni ieri a Roma Image: 20081029/foto/174.jpg

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Scuola, assedio al Senato Oggi il voto sulla riforma (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-10-2008)

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Scuola, assedio al Senato Oggi il voto sulla riforma Decine di migliaia davanti a Palazzo Madama. Domani sciopero Bagarre in Aula. Il Pd: ritirate il decreto. Il Pdl: dite falsità enormi ROMA Un voto scontato al Senato e uno sciopero generale che promette di portare in piazza migliaia di persone e, intanto, scalda gli animi: in vista di questi due appuntamenti (oggi il primo, domani il secondo) il mondo della scuola e dell'università ieri non ha risparmiato energie nel protestare. La macchina dello sciopero è già a pieni giri: nove treni speciali, mille pullman, e numerosissimi manifestanti «fai da te». I sindacati promotori (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) contano su grandi numeri e parlano di «data che resterà nella memoria». Sul palco anche i tre big di Cgil, Cisl e Uil: Epifani, Bonanni e Angeletti. Ieri Palazzo Madama, dove è ripreso ? con toni accesi ? il dibattito sul contestato decreto Gelmini, è stato preso d'assedio dagli studenti sin dal mattino ? una protesta a tratti rumorosa, con qualche scaramuccia tra sigle di opposti schieramenti, proseguita fino a tarda notte ? e cortei e manifestazioni hanno attraversato tutto il Paese. E nel pomeriggio, mentre il ministro Mariastella Gelmini ha ricevuto alcune associazioni di genitori, il sindacato ha diffuso uno studio dal quale emerge che i tagli al tempo pieno danneggeranno non solo la qualità dell'istruzione, ma anche le mamme-lavoratrici. la geografia del dissenso Autogestioni e occupazioni da Bolzano a Caltanissetta; un corteo itinerante tra le facoltà occupate a Torino; banchi e lavagne in strada a Napoli; una breve ma simbolica occupazione dei binari della stazione ferroviaria a Viareggio; un lungo corteo spontaneo di studenti a Bari. E poi ancora migliaia di universitari e studenti delle superiori scesi in piazza a Perugia, bimbi travestiti da fantasmini in piazza Maggiore a Bologna in difesa della scuola pubblica, assemblea all'università di Ancona, lezioni in piazza davanti al Colosseo (nonostante la pioggia) e a piazza San Marco a Venezia, maxischermi a Roma, dove si sono svolti anche diversi cortei. Uno di questi è quello che ha portato decine di migliaia di manifestanti (le cifre oscillano: c'è chi parla di 40 mila) davanti al Senato, dove la protesta riprende stamani, quando è previsto il voto di fiducia. la ricetta del Pd Il Pd intanto ha presentato ieri pomeriggio la sua ricetta per l'università. Una ricetta in dieci punti che va dalla revisione dei meccanismi dei concorsi all'istituzione dell'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, passando per una riforma della governance e per la valutazione periodica dei docenti. Il Pd chiede pure di abrogare il blocco del turnover dei docenti e di tornare al reclutamento straordinario di ricercatori previsto dal governo Prodi. Opposizione all'attacco anche in Aula al Senato, dove in serata ci sono stati momenti di tensione quando l'opposizione (che si è presentata compatta, con Italia dei Valori e Udc a fianco del Pd) ha tentato di ricorrere all'arma dell'ostruzionismo per rallentare l'esame degli emendamenti. Un attacco rintuzzato dal presidente dell'assemblea, Renato Schifani, che precisa come i tempi d'intervento per l'opposizione si siano esauriti, in base al contingentamento deciso all'unanimità dalla conferenza dei capigruppo la scorsa settimana. Schifani cerca di accelerare i tempi per poter completare rapidamente l'esame dei circa 70 emendamenti e, di fronte alle obiezioni della minoranza che chiede di poter esprimere il proprio parere sui singoli emendamenti, risponde che l'annuncio di voto può essere inviato per iscritto alla presidenza, invitando a limitarsi alla semplice votazione. stamane il voto Le tensioni crescono, ma si sciolgono d'incanto con la decisione della capigruppo di allungare i tempi del dibattito fino a tarda sera. Pace fatta, ma rimane invece alta la protesta verso il ministro Gelmini e il suo decreto: stamane riprende il braccio di ferro. Il voto finale è previsto per le 10,30. In precedenza, ieri, il leader del Pd Walter Veltroni aveva rinnovato la richiesta di ritirare il contestato provvedimento. E, in serata, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi passava al contrattacco, denunciando una «vasta disinformazione, falsità enormi» sulle misure del governo e accusando l'opposizione di «usare inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole, per scopi politici».

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SIT IN IERI in piazza XX Settembre contro la riforma Gelmini, organ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)

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FANO pag. 19 SIT IN IERI in piazza XX Settembre contro la riforma Gelmini, organ... SIT IN IERI in piazza XX Settembre contro la riforma Gelmini, organizzato dal comitato docenti-genitori per la difesa della scuola pubblica di S.Orso. Nel gruppo anche la consigliera regionale Adriana Mollaroli. Di fronte alla fontana c?era anche una cassa da morto con tanto di manifesto che invitava a non ridurre la scuola italiana a fantasma. «La bara rappresenta una sorta di funerale alla scuola, fatto dalla ministro Gelmini», ha spiegato una Adraiana Mollaroli scoppiettante. Il comitato ha annunciato altre clamorose azioni e parteciperà assieme a tutti alla manifestazione del 15 novembre. Uno sciopero a cui hanno aderito anche gli studenti dell?Istituto professionale per l?industria e l?artigianato «A. Volta» e quelli dell?Istituto tecnico commerciale «C. Battisti», oltre a tutte le scuole del campus (classico, linguistico, scientifico e pedagogico), all?istituto d?arte e all?Olivetti. Ieri si è svolto, alle 18, il secondo incontro tra i rappresentati degli studenti (c?era anche quello della media inferiore Padalino) delle scuole superiori fanesi che stanno cercando di far sentire la loro voce contro la legge sull?istruzione proposta dal Ministro Gelmini. Durante l?incontro i rappresentanti d?istituto delle varie scuole coinvolte, e a questo punto nessuno è rimasto fuori, hanno discusso di slogan da utilizzare, manifesti e materiale che illustri il decreto nelle scuole fanesi oltre alle modalità attraverso le quali vorrebbero sensibilizzare i loro compagni al problema. «Il 17 novembre ? spiega Jacopo Cesari, rappresentante del liceo classico ?G. Nolfi? ? sarà la giornata nazionale del diritto allo studio: ecco perché noi manifestiamo il 15. Vorremmo che partecipassero alla nostra protesta anche gli universitari e i professori». «La mobilitazione delle scuole fanesi ? continua Cesari ? nasce in realtà da un passaparola che ci ha visto tutti d?accordo nell?immediato. Si è parlato di maestro unico alle elementari, di problemi all?università, ma nessuno ha ancora sollevato abbastanza le questioni che riguardano gli istituti superiori». Per questo motivo i ragazzi faranno da spalla ai loro professori nello sciopero indetto dai sindacati per domani. «Siamo d?accordo ? afferma David Schmidt, rappresentante del Volta alla Consulta degli studenti ? con le altre scuole per la protesta del 15 novembre e per di più molti di noi andranno a Pesaro domani per manifestare accanto ai professori. E? una battaglia di tutti e per questo insieme ai rappresentanti d?istituto cercherò anche di approfondire il nostro apporto per il prossimo 15 novembre». Decisiva per l?organizzazione è stata, comunque, la riunione che si è svolta ieri alle 18. «Abbiamo pensato di fare dei volantini ? dichiara Mattia De Benedittis, rappresentante del pedagogico ? e consegnarli in tutte le scuole oltre che indire assemblee d?istituto che per i nostri compagni siano funzionali alla comprensione di ciò che succederebbe se la legge Gelmini non venisse abrogata». Francesca Fortuni

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E' IL GIORNO della protesta degli studenti contro la riforma della scuola di... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 29-10-2008)

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IMOLA pag. 2 E? IL GIORNO della protesta degli studenti contro la riforma della scuola di... E? IL GIORNO della protesta degli studenti contro la riforma della scuola disegnata dal ministro Gelmini. O meglio: è la prima giornata della manifestazione che i ragazzi delle superiori hanno organizzato per discutere il decreto contestato scegliendo la formula della discussione in alternativa a quella sterile dell?occupazione. Si inizia oggi in piazza Caduti per la libertà: appuntamento alle 18 per un?assemblea all?aperto in cui saranno i ragazzi a illustrare gli articoli del decreto ritenuti penalizzanti per la scuola, in particolare per i previsti tagli in termini di ore di lezione e di cattedre. OGGI L?ASSEMBLEA in piazza Caduti per la libertà, e domani il corteo a cui sono invitati tutti coloro che non partecipano alla manifestazione nazionale di Roma, promossa dai sindacati che hanno proclamato lo sciopero della scuola. La manifestazione annunciata per domani inizierà alle 9 in piazzale Michelangelo, da dove partirà il corteo che sfilerà davanti alle sedi degli istituti scolastici e al palazzo comunale, per terminare nella piazzetta dell?Ulivo con un dibattito a cui parteciperà l?assessore comunale all?Istruzione, Andrea Bondi. LA DUE GIORNI degli studenti in piazza per la scuola ha incassato il sì del sindaco Daniele Manca (che ha assicurato la sua presenza a fianco dei ragazzi) e dell?onorevole Massimo Marchignoli, che sottolineano il taglio «responsabile» della protesta. Adesioni anche da parte del Pd, di Rc, del Pdci; così come aderisce la Cgil. «Le manifestazioni pacifiche del dissenso esprimono una voglia di capire e confrontarsi su quella che è l?anima di una società, la scuola», osservano la segretaria Elisabetta Marchetti e Nadia Cinti, responsabile di Flc-Cgil. E a dichiararsi al fianco degli studenti che vanno in piazza per esaminare l?indigesto decreto è anche una ventina di genitori che, con tanto di firme, hanno scritto ai giornali. Si definiscono «genitori di bambini e ragazzi delle scuole imolesi non rappresentati dal alcun comitato», e sostengono l?iniziativa degli studenti delle superiori perché ? osservano ? «la scuola è strategica per il futuro dei nostri figli: non accettiamo passivamente la perdita di opportunità educative e formative». CON GLI STUDENTI si schiera inoltre una fetta del mondo imprenditoriale. «E? indispensabile che ogni vera riforma si costruisca attraverso il dialogo e il confronto con tutte le componenti della scuola e della società», scrive ai ragazzi il presidente di Legacoop, Sergio Prati. E aggiunge: «Siamo vicini agli studenti, alle loro famiglie, ai docenti, ai rappresentanti del mondo della scuola». Adesione anche dal mondo agricolo con la Cia. «Non capisco perché ? osserva il presidente Massimo Pirazzoli ? a fronte dei ragionamenti sulla volontà di investire sul capitale intellettuale, la prima azione sia quella di mettere in crisi la scuola».

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Braccio di ferro con qualche <no> solo di facciata (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-10-2008)

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Braccio di ferro con qualche «no» solo di facciata andrea ferrari Sulla riforma elettorale per le europee il premier Silvio Berlusconi ieri sera ha sostanzialmente detto «no» al capo dello Stato. Il quale, ricevendo i rappresentanti dei partiti più piccoli, quelli che sono stati eliminati alle politiche e che rischiano lo stesso destino alle europee se si fa la riforma voluta dalla maggioranza, aveva detto due cose: primo, che occorre garantire che chi va al Parlamento europeo rappresenti la fetta il più possibile larga dell'elettorato italiano; secondo, che su una riforma elettorale, cioè la modifica delle regole che valgono per tutti, è bene che si trovi l'accordo in parlamento tra maggioranza e opposizione. Insomma, come interpretano in molti, dal Quirinale era arrivato l'invito a Berlusconi a ripensarci, a rimettere mano alla riforma che prevede uno sbarramento al 5 per cento e l'abolizione delle preferenze. Bene, rispetto a questa sollecitazione, Berlusconi ha parlato di «suggestioni» del capo dello Stato, da tenere presente naturalmente, e nulla più. È un «no», non c'è alcun dubbio. Come su altre questioni, la maggioranza appare determinatissima ad andare avanti: approva il decreto Gelmini nonostante le proteste di piazza; sostiene la riforma elettorale nonostante gli appelli dell'opposizione e la moral suasion quirinalizia. Dunque, nulla di nuovo nella linea del PdL. È vero che la Lega sembra un po' più morbida in questa contrapposizione, e inoltre alcuni sospettano che An non sarebbe del tutto soddisfatta del testo (anche se è curioso: il primo firmatario è Italo Bocchino, vice-capogruppo vicario alla Camera e soprattutto delfino di Gianfranco Fini). In ogni caso, le bordate che arrivano dalla maggioranza in risposta agli attacchi di D'Alema (premier «sprezzante») o di Veltroni («premier arrogante e antidemocratico») sono tutte univoche: andiamo avanti e ci allineiamo con questa legge alle normative degli altri paesi europei che non prevedono le preferenze («ci farebbero tornare al mercato del passato» ha spiegato il premier parlando alla Protezione civile). Dunque, non c'è margine d'intesa. Secondo Berlusconi «con questa opposizione non si riesce ad avere un rapporto decente». E allora, che farà adesso la minoranza parlamentare? O meglio: cosa farà Veltroni. Ufficialmente il Pd è schierato per uno sbarramento più basso (al 3 per cento) e per le preferenze, e anzi ha rafforzato ? ma soprattutto è stato Massimo D'Alema a farsene promotore ? proprio su questa linea il rapporto con l'Udc. Però è anche vero che confermare lo schema suppergiù bipartitico che è venuto fuori dalle ultime elezioni grazie all'odiato «Porcellum» non sarebbe un cattivo affare: conviene a Berlusconi come a Veltroni. È per questo che alcuni sospettano che la posizione del leader del Pd sia soprattutto di facciata. Del resto anche l'Italia dei Valori, che ha attualmente il vento in poppa, potrebbe ambire a raccogliere i voti dei partitini della sinistra che rimarrebbero fuori gioco. Come sempre quando si parla di leggi elettorali, c'è un largo margine di ambiguità nelle posizioni dei singoli partiti. Dunque, si tratterà di osservare con estrema attenzione quale sarà l'atteggiamento parlamentare di tutti i gruppi ma soprattutto dei democratici. Alcuni dicono che, al momento dell'approvazione della legge, essi potrebbero anche uscire dall'aula lasciando la maggioranza sola con la propria responsabilità (un po' come fece Berlusconi ai tempi della prima finanziaria di Prodi per entrare nell'euro). Un atteggiamento vantaggioso sotto vari aspetti. Ma per il momento stiamo parlando di veleni di Transatlantico.

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E la scuola spacca l'opposizione: il Pdl isolato sul consiglio tematico (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 29-10-2008)

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IMOLA pag. 2 E la scuola spacca l?opposizione: il Pdl isolato sul consiglio tematico «VOGLIAMO dare voce attraverso un consiglio straordinario a genitori, studenti, insegnanti che manifestano contro il decreto Gelmini». La capogruppo del Pd, Elena Costa, annuncia così l?iniziativa della maggioranza (Pd, Idv, Sinistra arcobaleno) che impegna il presidente del consiglio comunale a convocare al più presto, comunque entro un mese, una seduta tematica. L?iniziativa ha spiazzato l?opposizione, che con Unione di centrodestra e Per Imola avrebbe potuto vantare la primogenitura per il consiglio dedicato alla scuola, ma è rimasta al palo per il rifiuto del Pdl di sottoscrivere la richiesta. Il tutto è andato in scena in aula lunedì, quando con il voto contrario dell?opposizione la maggioranza ha approvato il piano per il diritto allo studio. «Incomprensibile il comportamento del Pdl sul problema attualissimo della scuola», lamenta dall?Unione di centrodestra il capogruppo Riccardo Mondini. Il suo intervento su scuola e riforma non è piaciuto al Pdl, che a quel punto si è dissociato dalla richiesta di un consiglio comunale tematico. Ora annuncia per domani una conferenza stampa sul tema scuola, ma intanto ? sostiene Mondini ? i consiglieri del Pdl rinunciano alla «tribuna in consiglio comunale e preferiscono rimanere in trincea con l?elmetto a farsi bacchettare». Perché? «Il capogruppo del Pdl, Adriano Gini ? dice Mondini ? accampa una motivazione: il nostro gruppo avrebbe espresso opinioni ?non conformi? sulla ministra in oggetto. Abbiamo affermato, e lo ripetiamo, che i provvedimenti in discussione non sono una riforma organica, bensì solo ?taglia e cuci?. La scuola italiana paga da 15 anni un?alternanza di disegni che puntualmente vengono eliminati dai governi che si succedono, mentre tutti i governi saggi del mondo occidentale investono massicciamente. E? importante discuterne: non possiamo creare adulti che bevono notizie dalle televisioni». Mondini insiste: «Da tre settimane la maggioranza alimenta una campagna disinformativa: cercano di passare come coloro che danno mentre la Gelmini toglie, e i consiglieri del Pdl non firmano per ottenere una tribuna». E a proposito di diritto allo studio, l?Ucd ha una proposta: «Perché non si finanziano prestiti agli studenti attraverso l?abbattimento dei tassi di interesse? Non capiamo la chiusura intellettuale e la mancanza di senso critico, a destra come a sinistra».

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di GUIDO GUIDI * PREFERISCO vedere gruppi di studenti manifestan... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)

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URBINO pag. 22 di GUIDO GUIDI * PREFERISCO vedere gruppi di studenti manifestan... di GUIDO GUIDI * PREFERISCO vedere gruppi di studenti manifestanti in piazza invece che davanti al bar a celebrare il rito dell?aperitivo serale. Non confondo però la partecipazione con la democrazia, perché democrazia è conoscenza innanzitutto e poi, solo poi, partecipazione. Partecipare solo non basta. Anzi, qualche volta è fonte di frustrazione, se non si accompagna a gesti di responsabilità. Anche nel 1994 gli studenti sono stati chiamati a scioperare contro la riforma delle pensioni. Purtroppo non erano informati che, se un sistema pensionistico non è in equilibrio, un eccesso di costi oggi si traduce in un deficit di erogazioni domani, proprio per gli studenti di oggi. Ho l?impressione che i movimenti di piazza di questi giorni contro il decreto Gelmini pecchino, in molti casi, dello stesso vizio di disinformazione. E? ovvio che gli studenti hanno il diritto-dovere di manifestare per una formazione alta e qualificata. Devono manifestare anche per avere accessi liberi, aule adeguate, collegi ospitali (non a Castelcavallino), trasporti efficienti, parcheggi accessibili, biblioteche attrezzate. Dovrebbero manifestare anche contro ogni forma di sprechi. Invece no. La parola d?ordine delle manifestazioni è: dagli addosso alla Gelmini contro i tagli. Un atteggiamento questo mosso da evidenti motivazioni politiche, che rischiano di mobilitare la buona fede di tanti giovani nella difesa di interessi talora contrastanti con gli stessi interessi della comunità studentesca. La storia si ripete. Ragazzi a voi non interessa la quantità di risorse destinate alla scuola e all?università. A voi interessa una scuola e una università fatta per voi. Credo che l?eccessiva proliferazione di sedi universitarie, di facoltà e di corsi di laurea, si sia tradotto in un danno per gli studenti. Lo è stato sicuramente per l?Università di Urbino. Cosa ve ne fate di una facoltà universitaria sotto casa senza qualità? Che interesse avete alla moltiplicazione di insegnamenti se la formazione ricevuta non vi mette in condizione di competere per un posto di lavoro? A voi interessa la qualità della formazione, non la quantità. Per questo andate a cercare, molti di voi lo sanno, le sedi universitarie più idonee. Il problema delle risorse finanziarie tuttavia esiste. Penso soprattutto ai giovani laureati che intendono continuare a studiare. E? indispensabile, questo sì, che lo Stato trovi risorse costanti e continue per sostenere i giovani. * Ordinario Diritto Pubblico Comparato

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di LARA OTTAVIANI MANIFESTAZIONE di qualità, più che di quantità... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)

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URBINO pag. 22 di LARA OTTAVIANI MANIFESTAZIONE di qualità, più che di quantità... di LARA OTTAVIANI MANIFESTAZIONE di qualità, più che di quantità, quella realizzata dagli studenti universitari per protestare contro i provvedimenti del Ministro Gelmini. Le cifre sulla partecipazione all?assemblea in piazza della Repubblica ieri mattina sono oscillanti, come sempre in queste occasioni: chi dice 500 scarsi, chi 1.500, chi addirittura 2.500 persone, la Questura sostiene 600. Al di là dei numeri, si potrebbe rilevare che sono intervenute ancora una volta compatte tutte le componenti dell?Ateneo: gli studenti, la maggior parte schierati politicamente a sinistra, ma qualcuno forse anche a destra e qualcuno che di politica si interessa poco ma ha condiviso i motivi dell?assemblea, i docenti, il personale tecnico ed amministrativo, i rappresentanti dei sindacati Cgil e Cisl, gli studenti delle scuole superiori di Urbino che tra qualche anno entreranno all?Università. In piazza, è stato inevitabile, anche i cittadini hanno preso parte, ascoltando gli slogan lanciati dal palco. FINO A CHE IL TEMPO è stato clemente, sono stati prima gli studenti ad avere la parola, a cominciare da Raphael Campagnolo membro del cda dell?Università e rappresentante di ?Uniurbinlotta?, poi altri ragazzi e ragazze, in seguito i docenti. I temi evidenziati: «il taglio di 1,5 miliardi di euro in 5 anni all?università pubblica, il blocco del turn-over al 20 per cento che impedisce di pensare un futuro nell?università, la spinta a trasformare l?università pubblica in una fondazione privata sempre più aperta ai ricchi, sempre più inaccessibile a tutti». La manifestazioni voleva informare, far capire sia agli studenti che ancora non hanno capito, sia a coloro che di Università si disinteressano che «tagliare sull?istruzione e la ricerca è un suicidio». Tanti gli slogan, i volantini distribuiti e gli striscioni appesi alle finestre del centro, contro i Ministri Gelmini e Tremonti, il Decreto 133: il più apprezzato quello che recita «se la cultura è costosa, immaginate l?ignoranza». NELLA CORSA AI NUMERI, basterebbe pensare che, oltre al sindaco di Urbino e ai rappresentanti delle istituzioni locali, anche il Magnifico Rettore Giovanni Bogliolo, questa volta non si è sottratto alla piazza: «Il Senato accademico ha chiesto che il Rettore intervenga a favore del processo di riforma del sistema universitario e del rilancio dell?Ateneo di Urbino in tutte le sedi istituzionali, io dovevo essere qui in questa occasione ? ha detto Bogliolo ?: in 50 anni di vita all?interno del mondo universitario, non ricordo mai un attacco come questo. Qui non c?è riforma, ma solo tagli indiscriminati che non sappiamo dove colpiranno. Le colpe del cattivo funzionamento si vorrebbero far ricadere tutte su Rettori e docenti, ma noi vorremmo sederci ad un tavolo senza essere dequalificati e fare proposte». La qualità della manifestazione si è vista dalla fedele partecipazione degli studenti, che si sono trasferiti all?aula Magna di Magistero per proseguire la discussione fino a tardi. Sulla scalinata del Duomo, anche ieri mattina una docente ha portato gli studenti a far lezione all?aperto: il 4 novembre, è prevista ancora un?agitazione universitaria.

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Ingegneria, la carica dei mille (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 29-10-2008)

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ANCONA PRIMO PIANO pag. 3 Ingegneria, la carica dei mille Serpentone di protesta in Facoltà contro decreto Gelmini e legge 133 IN CORTEOAnche gli studenti anconetani non accettano la riforma presentata dal Governo di ILARIA TRADITI UN «SERPENTONE» lungo come tutto il perimetro dell?edificio della Facoltà di Ingegneria, formato da oltre un migliaio di studenti, ricercatori, personale Ata. Tutti uniti per ribadire il loro «no» ai decreti del ministro Gelmini e alla legge 133. Tutto ha avuto inizio ieri mattina intorno alle nove quando centinaia di studenti, rappresentanti sindacali di Cisl scuola, Flc-Cgil e Uil scuola, ricercatori, personale docente e Ata si sono trovati nell?Aula Magna della Facoltà di Ingegneria per un?assemblea straordinaria. Tra i numerosi interventi anche quelli della professoressa Maria Grazia Camilletti e del preside della facoltà di Economia Enzo Pesciarelli i quali hanno espresso forte preoccupazione verso il futuro dell?Università e solidarietà nei confronti dei ragazzi. «Siamo contenti di questo appoggio ? ha detto una studentessa di economia, Sara Marchegiani, che come tanti altri ha auspicato di poter scendere in strada e fare lezione nelle piazze. Verso le undici la manifestazione si è spostata all?aperto, nell?anfiteatro esterno dove sono proseguiti gli interventi tra cori, applausi e striscioni degli studenti ammucchiati sulle gradinate. «Altro che riforma, questo è uno sconquasso a tutto il sistema ? ha denunciato Maria Letizia Ruello, ricercatrice di chimica applicata alla tutela dell?ambiente ? e la proposta del ministro di ridurre del 20% il turnover delle unità di personale è inaccettabile». Coraggioso anche l?intervento del professore ordinario a Medicina, Antonio Procopio, intervallato da fragorosi applausi dei presenti: «Non si possono sospendere le lezioni ? ha ricordato ? ma bisogna agire per difendere questa Università ad esempio bloccando il consiglio di Facoltà oppure dimettendosi dalle commissioni ministeriali. Personalmente ? ha concluso ? non mi interessa insegnare solo ai figli di papà». Agguerrite anche le rsu sindacali: «I tagli costringeranno molti Atenei a trasformarsi in fondazioni private ? ha messo in guardia Manuela Carloni di Flc-Cgil ? chiediamo subito di sospendere i decreti e aprire un nuovo tavolo di lavoro, tenendo conto della meritocrazia e del diritto allo studio per tutti». Al microfono sul palco soprattutto loro, gli studenti che in meno di un?ora hanno costituito-coordinati dai rappresentanti della lista Gulliver- un ufficio stampa, un gruppo di grafica per lavorare a nuovi volantini e di informatica per creare un blog. «Ancona si sta svegliando, diciamo basta a chi in questi anni ci ha usati come cavie» è stato il grido di protesta di Alessandro Silvestri, laureando in economia. Infine il mega corteo ha iniziato a sfilare, insinuandosi tra i corridoi, nelle aule e negli spazi esterni di collegamento tra le Facoltà di Scienze e Agraria. Image: 20081029/foto/42.jpg

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di GIUSEPPE BALDUINI * TUTTI I NODI vengono al pettine. La stata... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)

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URBINO pag. 22 di GIUSEPPE BALDUINI * TUTTI I NODI vengono al pettine. La stata... di GIUSEPPE BALDUINI * TUTTI I NODI vengono al pettine. La statalizzazione dell?Università e il passaggio della sua gestione finanziaria sotto il controllo dello Stato mettono in luce la cattiva gestione dell?Università. Abbiamo denunciato più volte che il governo dell?Università non era ispirato a criteri di efficienza ma a criteri corporativi ed elettorali. Che l?Università era preoccupata più a difendere le posizioni del corpo docente che la formazione degli studenti. Abbiamo denunciato l?avvenuta occupazione del Consiglio di Amministrazione da parte del vecchio partito dei Ds, oggi Pd. Abbiamo criticato il fatto che lo Statuto avesse escluso dal cda il rappresentante del Ministero, un rappresentante di minoranza e rappresentanti del mondo del lavoro, nomine indispensabili per un minimo di equilibrio. Oggi tutti dovranno dire che avevamo visto giusto. Ce ne dà conferma la stesura del nuovo Statuto che accoglie alcuni di questi punti, ma purtroppo ancora a sostegno della ?vecchia? politica. Chi ha governato l?Università porta la responsabilità di tutto ciò. Altro che occupazioni contro il Governo Berlusconi; perché non si sciopera contro chi non ha saputo amministrare oculatamente le nostre risorse? Il blocco delle assunzioni del corpo docente e del personale tecnico amministrativo non è addebitabile al Governo ma a chi ha amministrato. Saremmo curiosi di sapere a quanto ammonta l?onere finanziario annuale che l?Università sopporta per pagare gli interessi del mutuo che, ci dicono, sarebbe di 29 milioni di euro. Se si fosse ben amministrato, invece di restituire tanti milioni alle banche per i mutui accesi, le risorse potevano essere utilizzate per la stabilizzazione del personale precario, per la ricerca e i giovani ricercatori. Gli studenti organizzano manifestazioni di protesta contro il Decreto Gelmini: la protesta diventa un pretesto quando è strumentalizzata solo verso una parte politica e soprattutto quando non tiene conto o nasconde che le difficoltà dell?Università di Urbino dipendono in gran parte dall?incapacità di chi ha sperperato le sue risorse. * consigliere comunale del Pdl

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Misiani (Pd): tagliate le risorse anche alle scuole non statali (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Misiani (Pd): tagliate le risorse anche alle scuole non statali «La manovra del governo ha penalizzato fortemente la scuola statale, ma non ha risparmiato neppure quella paritaria. I ministri Tremonti e Gelmini hanno drasticamente tagliato anche le risorse alle istituzioni scolastiche non statali (previste dalla legge del 2000 sulla parità scolastica, voluta dal centrosinistra), che scenderanno da 535 milioni di euro nel 2008 a 402 nel 2009 (-24,9%), 406 nel 2010 e 312 nel 2011». Lo afferma il deputato bergamasco del Partito democratico, Antonio Misiani (nella foto), che aggiunge: «Questa sforbiciata conferma un'impostazione che come Pd abbiamo duramente criticato: la scuola - statale e non statale - viene considerata non un servizio ai cittadini, ma solo una voce di spesa da tagliare. Nell'ambito delle scuole non statali, i tagli penalizzano innanzitutto le materne paritarie, che offrono alle famiglie un servizio sussidiario prezioso che riguarda 700 mila bambini (il 42% del totale degli iscritti alla scuola dell'infanzia) e consente allo Stato un risparmio di oltre 4 miliardi di euro all'anno. Sulla sussidiarietà il centrodestra ha predicato in un modo, ma da quando è al governo sta razzolando in un altro».

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Bogliolo: <Non è vero che avremo un'ispezione. La notizia era falsa> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

URBINO E MONTEFELTRO pag. 23 Bogliolo: «Non è vero che avremo un?ispezione. La notizia era falsa» ? URBINO ? NESSUN ISPETTORE del Ministero verrà ad Urbino per scovare buchi di bilancio. Il Magnifico Rettore dell?Università di Urbino ha chiarito con il direttore generale del Ministero che il bilancio dell?Ateneo, ora non sono non presenta buchi ma ha anche registrato un attivo per il 2007 di 5,7 milioni di euro che serviranno per compensare i debiti pregressi ancora rimasti. Certo che la dichiarazione del Ministro Maria Stella Gelmini aveva a di poco destato attenzione: in cinque Università, Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino, che dimostravano poca chiarezza nei propri bilanci, sarebbero arrivati i controlli, tra queste anche Urbino sarebbe stata nel mirino. «Era semplicemente una notizia falsa ? ribatte il Rettore Giovanni Bogliolo ?: nella stessa giornata avevamo ricevuto la richiesta per una documentazione aggiuntiva a quelle già presentate ed era una richiesta di minima urgenza. Sentire da tutti i mezzi d?informazione gridare il nome di Urbino tra quelli che avrebbero subito i controlli non è stato piacevole. Ora rimane l?indignazione verso il Ministro: abbiamo chiarito che i nostri bilanci sono a posto con la direzione generale del Ministero e consideriamo la questione chiusa, a parte il fatto che non credo che nessun telegiornale delle 20 spiegherà come si è conclusa questa vicenda». l. o.

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Non solo luci, a Natale ecco le vetrine sonore (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Non solo luci, a Natale ecco le vetrine sonore Progetto in collaborazione con l'Accademia di belle arti E ci sarà spazio anche per l'esposizione di presepi artistici Sarà un Natale di vetrine sonore in città. O almeno questa è l'anticipazione che lunedì sera l'associazione «Bergamo vive» insieme al Comune di Bergamo ha presentato ai commercianti del centro. Piccoli impianti sonori da collocare sulle vetrine dei negozi per trasformare il Natale dei bergamaschi in un tempo di musica e suoni. Tenui e coinvolgenti, a volte ironici e provocatori, pensati per non disturbare ma per allietare lo shopping natalizio. Si tratta del secondo evento (dopo la creazione dei «segna-tempo» sparsi nei luoghi di cultura e dello shopping della città) del progetto pilota del Piano territoriale degli orari della città. «Incontriamoci sul Sentierone. La buona giornata e la festa», nato dal lavoro congiunto di più assessorati, sta infatti prendendo forma per migliorare la giornata dei bergamaschi in centro attraverso l'accessibilità ai servizi e la qualità dell'uso dello spazio pubblico nei giorni feriali, ma anche attraverso l'attenzione ai tempi della festa per rendere attrattiva e sicura l'area nelle ore serali e nei giorni festivi. Ecco perché coinvolgere i commercianti del centro in vista del periodo natalizio, in un'operazione a più livelli presentata l'altra sera ai diretti interessati da Francesca Gelmini, della Divisione spazi e tempi urbani del Comune di Bergamo. Si tratta di un'anticipazione di un programma che verrà presentato più avanti e la cui assoluta novità sono appunto le vetrine sonore che legheranno idealmente i luoghi del centro città in un percorso natalizio in note. Un progetto sonoro che, nelle aree pubbliche e nelle vie commerciali, avrà la consulenza artistica di Steve Piccolo, docente dell'Accademia Carrara di Belle Arti, e dei suoi studenti. Piccolo, di origine newyorkese, è dal 1975 performer, musicista e compositore oltre che conosciuto per le sue installazioni sonore. La Divisione dei Tempi e degli Orari, con l'Accademia, i commercianti e l'assessorato alla Cultura, ha così ideato un percorso, quasi una trama di suoni discreti e non logoranti, su cui tracciare una storia in cinque luoghi della città. Andandoli a scovare si comporrà un puzzle di suoni: le vie coinvolte dovrebbero essere piazza Pontida, piazzetta Santo Spirito, la stazione della funicolare bassa, i giardini San Marco, piazza Dante o Donizetti e via Quarenghi. Qui i suoni giocheranno con le luci per animare anche nelle notti di Natale questa esperienza musicale della città. Le vetrine sonore accompagneranno questo percorso con suoni ascoltabili per tutta la giornata e fino a un'ora dopo la chiusura abituale dei negozi. L'associazione «Bergamo vive» s'impegna poi come l'anno scorso, con 400 commercianti aderenti, a promuovere le luminarie di Natale, che quest'anno però saranno uguali in tutto il centro proprio per rendere visivamente l'idea appunto del neonato distretto commerciale. Ma non è finita qui: da fine novembre torneranno i consueti mercatini di piazza Dante e piazzale degli Alpini. E sarà chiesta la disponibilità di cinque vetrine di altrettanti negozi del centro per ospitare dei presepi d'arte provenienti da musei e da collezioni private bergamasche. L'installazione sarà a cura dell'architetto Cesare Rota Nodari. Sarà l'artista Giancarlo Defendi ad allestire un gruppo scultoreo in bronzo della Natività e dei Re magi in un'aiuola del lato nord del Teatro Donizetti. Importante sia per le vetrine sonore che per l'allestimento dei presepi ancora una volta la disponibilità dei commercianti. Chi fosse interessato può contattare il Comune di Bergamo (divisione Spazi e tempi urbani) e l'associazione Bergamo vive. Elena Catalfamo

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Maestre preoccupate per il decreto Gelimini: rischia di sparire l'istituto di Mondaino (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

CATTOLICA E VALCONCA pag. 12 Maestre preoccupate per il decreto Gelimini: rischia di sparire l?istituto di Mondaino ALTA VALCONCA QUEI 20-30 alunni in meno rispetto alla soglia limite (500 studenti e 1 dirigente) per continuare ad esistere fissata dal Ministro all?Istruzione, Maria Stella Gelmini, potrebbero costare all?Istituto comprensivo di Mondaino l?accorpamento con il plesso di San Giovanni in Marignano. Questione di numeri. A così poco potrebbe ridursi il valore socio-educativo di quello che nel ?97 fu il primo istituto comprensivo in Regione, uno dei 22 in tutt?Italia, ad avere sperimentato la razionalizzazione dei plessi scolastici, inglobando le scuole di diverso grado presenti a Mondaino, Saludecio e Montegridolfo. Oggi, a distanza di 10 anni, dopo ingenti investimenti strutturali come la scuola ecocompatibile di Montegridolfo e l?ampliamento delle medie di Mondaino dove è stato inserito anche il nido, l?istituto comprensivo rischia di perdere la direzione didattica e la segreteria. Non solo, si rischia pure di dover chiudere i battenti di un paio di scuole. «Abbiamo sperimentato con successo i primi accorpamenti ? affermano i 21 docenti ? ma ci opponiamo al decreto Gelmini. Così facendo diminuirebbe l?offerta formativa ? aggiungono ? si priverebbero i ragazzi di uno dei pochi servizi funzionanti presenti nell?entroterra riminese». C?è anche un paradosso per quanto riguarda il maestro unico e il tempo prolungato, infatti le insegnati sarebbero sotto organico rispetto alle 16 classi da coprire alle elementari. Giovedì sarà giorno di sciopero, in attesa di una oculata valutazione da parte degli uffici scolastici locali e delle istituzioni pubbliche. Matteo De Angelis Image: 20081029/foto/8831.jpg

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La zeppa scuola s'insinua nella pax berlusconiana Pubblico/Privato (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

La zeppa scuola s'insinua nella pax berlusconiana Pubblico/Privato Il Cavaliere governerà cinque anni, ma le nervose reazioni alla manifestazione del Pd e l'irrigidimento per le proteste studentesche manifestano la totale incapacità di gestire il conflitto sociale, come già nel '94 Siamo in una fase nuova del governo Berlusconi, siamo, come auspica Veltroni, alla fine della luna di miele? È troppo presto per dirlo, ma certo il sondaggio reso noto lunedì scorso da Mannheimer è per diversi aspetti sorprendente. Il pronunciato calo dei consensi del governo non allude a una sua prossima crisi politica, ma indica che qualcosa non va nel senso atteso e previsto. La bacchetta magica del premier è riuscita a risolvere - con qualche gioco di prestigio - il problema dei rifiuti campani e quello dell'Alitalia. Di fronte alla crisi economica, e di fronte a un movimento di protesta per i tagli alla scuola e all'università di proporzioni e coesione abbastanza insolite, il portento non si è ripetuto. Quello che nei mesi scorsi appariva come un giusto ed efficace decisionismo, oggi prende l'aspetto di un ostinato e ingiustificato irrigidimento, perfino con aspetti autolesionistici. Appare infatti imprudente e controproducente che il governo lasci passare l'idea che gli scarsi provvedimenti sulla scuola e quelli ancora più scarsi sull'università siano in qualunque senso una riforma, mentre non sono altro, come ha onestamente riconosciuto Valentina Aprea, che interventi di riordino del bilancio, privi di un disegno coerente a cui appoggiarsi. Ma soprattutto stupisce e preoccupa il modo in cui sia Berlusconi sia la Gelmini reagiscono alla protesta. Sembra quasi che non l'avessero messa nel conto, come se il premier si potesse illudere che la pax berlusconiana bastasse a disinnescare le resistenze. Avviene invece che su questa classica buccia di banana, quale l'istruzione è sempre stata per tutti i governi della Prima e della Seconda Repubblica, scivoli anche il nuovo stile di governo berlusconiano. Dal sano decisionismo all'arroganza, all'incapacità di ascoltare il paese (secondo la lucida denuncia di Sergio Romano), all'irrigidimento politico e parlamentare, e infine ai giudizi incauti (un ministro non può dire che uno sciopero di massa è uno stanco rituale!): è proprio una bella scivolata, non c'è che dire. Sta forse qui, ancor più che nella crisi economica e finanziaria, la ragione della perdita di consensi. Nelle ultime elezioni Berlusconi si è proposto in modo interamente nuovo rispetto alla "rivoluzione liberale" dei suoi primi passi politici. Si è proposto come una specie di padre deciso ma buono, di risolutore più o meno miracolistico dei tanti mali del paese, e quindi come suo pacificatore. Ora, nelle nervose reazioni alla manifestazione del Pd, nella manifesta insofferenza verso le resistenze, sta invece manifestando una totale incapacità di gestire il conflitto sociale, come già nel 1994. Questa incapacità non ha niente a che fare con un attacco alla democrazia, come parte dell'opposizione sostiene. È una questione di stile di governo, di modalità di leadership: ma certo è preoccupante, perché porta a acutizzare il conflitto anziché a disinnescarlo, come dovrebbe essere la prima regola di un governante. In questo modo il premier non solo rischia di perdere la sua immagine rassicurante, ma schiaccia l'opposizione riformista su quella massimalista, dà argomenti alla parte più pregiudiziale e propagandistica della protesta, e, in sostanza, rende più difficile la soluzione dei problemi. È probabilmente troppo presto per dire che questa vicenda costituisce la fine delle illusioni su una nuova capacità di governo di Berlusconi. Ma questa è la posta in gioco. Perché Berlusconi governerà certamente per cinque anni: il punto però è se lo farà come nel quinquennio precedente, cioè senza risultati apprezzabili per il paese, o se lo farà in modo produttivo. È un interrogativo vitale che in questi giorni si è proposto con chiarezza. Quella che è andata in piazza il 25 ottobre, quella che anima i cortei degli studenti e dei professori, non è «un'Italia migliore», come ha detto Veltroni, trascinato dalla inevitabile retorica comiziale; ma non è neppure una massa di manovra dei sindacati e della sinistra, come il premier la considera. È un pezzo di Italia che il premier dovrebbe cercare di ascoltare, e di rispettare. In certe sue parti probabilmente non è neppure così estranea al suo mondo: tra gli studenti e gli insegnanti ci saranno anche elettori di destra. Ma sembra che Berlusconi non sappia sottrarsi alla sua tendenza a polarizzare, a dividere il mondo in buoni e cattivi. Una tendenza che collude di fatto con l'analoga e opposta tendenza della sinistra a vedere due Italie diverse e inconciliabili. Ma l'Italia è una sola, le sue molte divisioni interne sono unificate dai suoi problemi. L'incapacità di tutti i nostri leader politici di elaborare una visione unitaria è la tragedia di questo paese; essa coinvolge allo stesso modo la destra e la sinistra. di Claudia Mancina 29/10/2008

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PROFESSOR BERLUSCONI (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PROFESSOR BERLUSCONI La riforma Gelmini rischia di portare al fallimento gli editori scolastici puri. Resisteranno al blocco delle adozioni solo quelli che coprono altri settori del mercato. Sono quattro su circa trecento. Uno, Mondadori scuola, ha già acquisito il controllo di quindici società del settore

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<Non siamo nel comitato> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 «Non siamo nel comitato» I DOCENTI DELLA MASCARUCCI «GLI INSEGNANTI dell?istituto Mascarucci, Alighieri e della scuola d?infanzia di Soria, non fanno parte del comitato a difesa della scuola pubblica promosso da alcuni genitori». A precisarlo sono gli stessi docenti. «In seguito all?assemblea a-politica e a-sindacale promossa dagli insegnanti della media Mascarucci ? precisano i docenti ? che aveva lo scopo di informare le famiglie sui cambiamenti contenuti nella riforma Gelmini, i genitori si sono uniti per promuovere una campagna di informazione e sensibilizzazione sugli effetti del nuovo provvedimento. Gli insegnanti, pur condividendo le posizioni delle famiglie, preoccupate delle ricadute che avrà la riforma Gelmini in termini di qualità della formazione, per ora non fanno parte del comitato».

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<Una protesta di partito> E Giannotti la segnala alla Corte dei Conti (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 «Una protesta di partito» E Giannotti la segnala alla Corte dei Conti Ipotesi: «Soldi pubblici per fini non istituzionali» IL COMMISSARIO provinciale di FI Roberto Giannotti ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per fare luce sui «finanziamenti» della manifestazione di ieri contro il decreto Gelmini. «La manifestazione ? spiega Giannotti ? è stata indetta da Ucchielli per ?esprimere il dissenso dei sindaci e delle organizzazioni sindacali?. Nell?invito alla protesta Ucchielli parla di tagli pesanti agli organici e chiusura di plessi scolastici. I sindaci vengono invitati a presenziare con la fascia tricolore e a ?sensibilizzare l?opinione pubblica, favorendo la partecipazione alla manifestazione?, come pure i sindacati, addirittura sollecitati a presenziare con striscioni di protesta. Non contesto il diritto di ognuno di esprimere il proprio dissenso politico, voglio solo sottolineare il comportamento di un pubblico amministratore che, partendo da pregiudizi e valutazioni ideologiche, si propone quale promotore di una protesta politica su provvedimenti del governo, utilizzando personale, mezzi e strutture dell?Amministrazione provinciale. Pertanto chiedo alla Corte dei Conti di controllare se in questa occasione sia stato utilizzato denaro pubblico per fini non propriamente istituzionali, ma per interessi di partito». CONTRO le «mistificazioni attuate dalla sinistra» rispetto al decreto puntano il dito altri esponenti del Pdl. «Il decreto ? spiega il segretario Dario Andreolli ? contiene provvedimenti di buon senso. Dall?adozione del testo unico nelle scuole primarie alla reintroduzione dei corsi di Educazione civica. Il ritorno del voto in decimali e in condotta ridà autorità al docente e il maestro prevalente ha funzionato per decenni in Italia senza produrre una massa di ignoranti. Tra l?altro, la sinistra fuorvia i cittadini parlando di maestro unico, perché il decreto prevede un maestro prevalente affiancato dall?insegnante di Informatica, Inglese e Religione». Incalza il consigliere Alessandro Di Domenico: «L?impostazione dell?insegnante prevalente sarà graduale e, soprattutto, riferito ai primi tre anni della scuola primaria che non sono finalizzati al puro aspetto nozionistico, quindi, il problema della specializzazione non si pone. Inoltre, il taglio dei docenti avverrà gradualmente senza ricorrere ai licenziamenti dei maestri di ruolo». Più politico l?intervento del vice-coordinatore regionale FI, Francesco Amone: «La protesta di questi giorni è politica e ha come unico obiettivo la lotta al governo Berlusconi. La sinistra tenta di recuperare nelle scuole quel consenso che non ha più nel paese, usando ogni mezzo. Lo si deduce anche dalla chiamata alle armi lanciata da Ucchielli, il quale non ha speso neanche una parola quando i ministri Padoa Schioppa e Fioroni lo scorso anno annunciarono analoghi provvedimenti. C?è da augurarsi che gli studenti dimostrino di avere maggior buon senso». Image: 20081029/foto/7474.jpg

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Tanti sindaci alla guerra: <Qualsiasi cosa accada non chiuderemo le aule> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 3 Tanti sindaci alla guerra: «Qualsiasi cosa accada non chiuderemo le aule» Ucchielli: «Uniti cambieremo il decreto Gelmini» di ELISA VENTURI «UNA MANIFESTAZIONE per esporre le nostre idee». Così ha definito l?incontro di ieri, spostato nella sala del consiglio provinciale, il presidente della provincia, Palmiro Ucchielli. Davanti a una platea fatta da genitori, insegnanti, bambini, pochi giovani e tanti sindaci. Quelli di molti dei 34 comuni, soprattutto dell?entroterra, nei quali le scuole sono a rischio chiusura. «Quei sindaci ? ha spiegato Ucchielli ? che sono preoccupati e che più volte hanno chiesto il nostro intervento, raccontandoci problemi e difficoltà di chi, come noi, amministra, soprattutto nelle aree interne. E? per questo che abbiamo promosso questa manifestazione: per spiegare ai cittadini queste esigenze. Non come parte politica, ma in qualità di rappresentanti legali dei cittadini». «La preoccupazione c?è ? ha precisato l?assessore provinciale all?Istruzione, Renzo Savelli ?. Esiste. E? lì. E noi non potevamo non farla nostra». PERCHÉ in un entroterra già non senza difficoltà, la scuola garantisce giovani, cultura e futuro. Questa la posizione gridata dai sindaci dei comuni montani. Comuni con scuole troppo distanti una dall?altra. «Se chiudono gli istituti, per i nostri ragazzi la scuola più vicina sarà a 20 km ? spiega il sindaco di Montecopiolo, tra i primi plessi con meno di 50 studenti a chiudere ?. La scuola è l?ultimo servizio rimasto. Noi non chiuderemo. Non importa cosa succederà». Una preoccupazione condivisa anche dal primo cittadino di Fratterosa. «Da tempo ci stiamo inventando soluzioni che contrastino lo spopolamento. Ma chiudere la scuola è anche questo: un incentivo all?abbandono del paese. Tagliando per risparmiare. Ma non è così. Siamo poveri, ci vogliono ancora più poveri». E PROPRIO «Dalla parte della scuola, dalla parte dei cittadini» era lo slogan della manifestazione alla quale hanno partecipato anche il «Comitato spontaneo genitori e insegnanti di Pesaro per la difesa della scuola pubblica» e i rappresentanti dei sindacati del settore scuola, che hanno rinnovato l?invito a partecipare allo sciopero generale di domani. «Una battaglia legittima ? spiegano Cgil, Cisl e Uil ? non solo per difendere i 130mila posti di lavoro a rischio, ma in difesa di tutto il sistema scuola. Che per la scuola si spenda troppo ? hanno precisato ? non è vero. Forse si spende male, ma su questo siamo disposti a trattare. Chiediamo al Governo un confronto a tutto campo, perché una società così moderna e complessa non può fare a meno di una scuola pubblica di qualità». «L?impegno che possiamo prenderci e che ci siamo presi ? ha concluso Ucchielli ? è quello di lavorare per sensibilizzare l?opinione pubblica. Se lavoriamo tutti insieme, i provvedimenti presi dal ministro Gelmini saranno radicalmente cambiati». Image: 20081029/foto/7484.jpg

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OLTRE mille studenti universitari anconetani hanno manifestato alla Facoltà ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA ANCONA pag. 1 OLTRE mille studenti universitari anconetani hanno manifestato alla Facoltà ... OLTRE mille studenti universitari anconetani hanno manifestato alla Facoltà d?Ingegneria contro il decreto Gelmini e la legge 133. Presenti rappresentanti sindacali e del mondo della scuola. Traditi a pagina III

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Dalle aule alla piazza (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

RIMINI CRONACA pag. 8 Dalle aule alla piazza Gli studenti fra autogestioni e cortei NON SI PLACA la protesta contro il decreto del ministro Gelmini. Da ieri mattina i ragazzi di altri istituti si sono uniti a quelli di Einstein, Serpieri, Einaudi e Belluzzi, in agitazione da lunedì mattina. Inizierà questa mattina l?autogestione al Marco Polo. E la stessa decisione è stata presa dai ragazzi dell?Itis da Vinci. «In pratica abbiamo iniziato l?autogestione già da ieri ? spiega uno dei rappresentanti d?istituto ? e proseguiremo fino a venerdì» Venti di autogestione anche all?Alberti, che da oggi vedrà gli alunni impegnati in assemblee e incontri. Da ieri anche al liceo classico e della formazione Giulio Cesare Valgimigli c?è aria di protesta. In particolare quasi tutti i ragazzi degli indirizzi di scienze della formazione e scienze sociali (l?80% su 400 studenti) si sono rifiutati di entrare in classe per le lezioni, che invece ieri sono proseguite per il Classico. Da oggi al Valgimigli dovrebbe prendere il via l?autogestione. È continuata fino a ieri pomeriggio invece l?occupazione degli studenti riminesi all?istituto Einaudi di Viserba. Un?occupazione terminata anche dopo l?intervento del preside e dei carabinieri che hanno dissuaso i giovani a occupare la scuola per la seconda notte di seguito. «Ma ieri gli studenti che volevano fare lezione hanno avuto la possibilità di farlo», precisa il preside. Intanto gli studenti riminesi si stanno preparando alla manifestazione di domani. Alcuni andranno a Roma, insieme ai sindacati e ai docenti, ma i rappresentanti degli studenti delle varie scuole superiori stanno organizzando un corteo di protesta anche a Rimini per la mattinata di domani.

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Davanti al Senato sit in anti Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 102 Davanti al Senato sit in anti Gelmini Cortei dal Nord al Sud, la dura protesta riscalda lo sciopero --> Cortei dal Nord al Sud, la dura protesta riscalda lo sciopero ROMA Un voto scontato al Senato e uno sciopero generale che promette di portare in piazza migliaia e migliaia di persone e, intanto, scalda gli animi: in vista di questi due appuntamenti (oggi il primo, domani il secondo) il mondo della scuola e dell'università, in una saldatura ormai collaudata, ieri non ha risparmiato energie nel protestare. Palazzo Madama, dove è ripreso il dibattito sul contestato decreto Gelmini- con toni accesi e l'Italia dei Valori che ha esposto cartelli di scherno contro la riforma - è stato preso d'assedio dagli studenti sin dal mattino - una protesta a tratti rumorosa, con qualche scaramuccia tra sigle di opposti schieramenti ma tutto sommato pacifica - e cortei e manifestazioni hanno attraversato il Paese come un ideale serpentone di dissenso. E nel pomeriggio mentre il ministro Maristella Gelmini ha ricevuto alcune associazioni di genitori, il sindacato ha diffuso uno studio dal quale emerge che i tagli al tempo pieno danneggeranno non solo la qualità dell'istruzione, ma anche le mamme-lavoratrici. SCUOLE E ATENEI IN PRIMA LINEA Un corteo itinerante tra le facoltà occupate a Torino, dove ieri era in programma una fiaccolata; banchi e lavagne in strada a Napoli; una breve ma simbolica occupazione dei binari della stazione ferroviaria a Viareggio; un lungo corteo spontaneo di studenti a Bari, in testa anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. E poi ancora migliaia di universitari e studenti delle superiori scesi in piazza a Perugia, bimbi travestiti da fantasmini in piazza Maggiore a Bologna in difesa della scuola pubblica, assemblea partecipatissima all'università di Ancona, lezioni in piazza davanti al Colosseo (nonostante la pioggia) e a piazza San Marco a Venezia, maxischermi a Roma Tre per consentire a tutti gli studenti di seguire l'affollatissima assemblea, presente il rettore, in corso nell'aula magna. Almeno sette cortei a Roma, autogestioni e occupazioni da Bolzano a Caltanissetta. La vigilia del voto al contestato decreto Gelmini è stata contrassegnata da una miriade di iniziative, compreso lo sciopero della fame annunciato da un papà romano (M.S.,funzionario del ministero dell'Ambiente) preoccupato per il futuro dei suoi tre figli in età scolare. SENATO SOTTO ASSEDIO Diecimila, quarantamila: oscillano le cifre sui manifestanti davanti al Senato, come sempre in questi casi. Ma è certo che gli studenti non intendono mollare la postazione. «Né rossi, né neri, solo liberi pensieri», è stato il grido che si è levato dalla folla degli studenti. In migliaia hanno dato vita a tanti cortei spontanei che hanno bloccato la città fino a sera con gravi disagi al traffico, nonostante la pioggia battente. Con loro anche genitori, sotto il Ministero della Pubblica Istruzione, addirittura travestiti da Re Magi per portare in «dono» alla Gelmini 15 mila firme anti decreto. E poi anche i docenti. Alcuni di loro hanno dato vita ad una serie di lezioni all'aperto che si sono svolte a piazza Farnese, Colosseo e piazza Vittorio. Gli studenti erano arrivati davanti al Senato a piccoli gruppi ieri mattina e c'è stato pure qualche screzio: l'Unione degli studenti ha preso le distanze dalle formazioni di destra pure presenti in piazza accusandole di violenza gratuita. Le dichiarazioni di voto sono andate avanti fino alle 22, ma i ragazzi - ci sono anche gli universitari di Roma Tre e de La Sapienza - sono rimasti lì e ci saranno anche questa mattina. Stringono palloncini gialli tra le mani e gridano «Polizia arrestaci tutti» e «Chi non salta la Gelmini è». SCIOPERO PROSSIMA TAPPA La lunga marcia di avvicinamento allo sciopero generale della scuola è quasi finita: domani il mondo della scuola (ma anche quello dell'università) scenderà in piazza a Roma. La macchina organizzativa si è messa in moto: 9 treni speciali, 1.000 pullman, e tanti, tantissimi manifestanti fai da te. I sindacati promotori (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) contano su grandi numeri e parlano di «data che resterà nella memoria». Sul palco anche i tre big di Cgil, Cisl e Uil: Epifani, Bonanni e Angeletti.

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Veltroni: ritirate il decreto e discutiamo (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 102 Si fa acido lo scontro politico. Berlusconi: studenti inconsapevoli usati dalla sinistra. Il Pd presenta un piano per l'università in 10 punti Veltroni: ritirate il decreto e discutiamo Si fa acido lo scontro politico. Berlusconi: studenti inconsapevoli usati dalla sinistra. Il Pd presenta un piano per l'università in 10 punti --> ROMA «La cosa che potrebbe indignare è che si usano degli inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole, per fare massa in strada e usarli semplicemente per scopi di lotta politica». Il premier Silvio Berlusconi entra con veemenza nel dibattito sulla della riforma della scuola e soprattutto sulle occupazioni. Difende la Gelmini e sbotta contro la protesta. «Tutte le volte che c'è stato un cambiamento nella scuola, la sinistra ha sempre sostenuto le ragioni opposte alla riforma come quando si è passati dal maestro unico al maestro plurimo; anche allora la sinistra con i suoi giornali, La Repubblica e L'Unità in testa, fecero una battaglia violenta». Non le manda a dire il premier, mostrando la corazza - i dati sono sondaggi da lui commissionati - del suo governo che ha raggiunto un «miracoloso 72%» di consensi ma, aggiunge, «la vicenda della scuola ha portato a perdere qualche consenso al ministro Gelmini e al governo». L'opposizione non ci sta. A sinistra si sbandiera il popolo in piazza - a partire dalla mega manifestazione del Circo Massimo - spiegando che è un segnale concreto, fisico del malcontento che c'è fra gli italiani, causato da un governo che si mostra incapace. Così Walter Veltroni, il leader del Pd, ieri pomeriggio ha inviato un chiaro messaggio alla maggioranza: ritirate il decreto perché «sarebbe un atto di arroganza andare avanti. È indice di intelligenza fermarsi quando un provvedimento crea tanto conflitto sociale». Poi ha precisato: «Stiamo assistendo a un gioco delle parti perché il governo non ha presentato nessuna riforma né per la scuola né per l'università, cosa che a noi piacerebbe discutere. Allo stato stiamo discutendo solo sui tagli voluti dal ministro Tremonti. In un paese che già spende poco per l'università, ecco che il governo taglia ancora i fondi». Per accompagnare le parole dai fatti Veltroni ha presentato, in una conferenza stampa, la ricetta del partito democratico per l'università in dieci punti, tra cui la valutazione del lavoro dei professori e l'istituzione di una borsa per ciascuno studente da spendere in una qualsiasi università italiana. Al primo punto il Pd propone di riformare i meccanismi dei concorsi per renderli «più rapidi, più meritocratici, più internazionali», con meccanismi per evitare «nepotismi, localismi e lobbismi disciplinari». In secondo luogo viene istituita l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur), che deve essere indipendente dalla politica. I finanziamenti statali alle università dovrebbero essere unificati in un solo capitolo di spesa da ripartire in tre quote: la prima, il finanziamento ordinario dovrebbe costituire il 70%, del totale; la seconda, ammontante a circa il 20% del totale, dovrebbe essere assegnata in base ai risultati certificati dall'Agenzia di valutazione; la terza è assegnata come cofinanziamento a specifici obiettivi di sviluppo, concordati tra Ateneo, Ministero e Regione. Per la ricerca si propone di istituire un'Agenzia nazionale indipendente, che dovrebbe decidere tutti i finanziamenti pubblici. Inoltre si chiede la valutazione periodica del lavoro dei docenti, con gli statuti degli atenei che dovranno indicare i compiti didattici minimi per i docenti di ciascuna fascia. Quindi abrogare il blocco del turn over dei docenti, e anzi di tornare al reclutamento straordinario di ricercatori previsto dal governo Prodi. Ultimo punto i finanziamenti: in cinque anni la spesa pubblica dovrebbe salire al 2,8% (oggi 0,9%) secondo la media Ocse. La destra risponde subito. «Andiamo avanti con il decreto Gelmini» ha assicurato Maurizio Gasparri durante l'incontro tra studenti di centrodestra e parlamentari del Popolo della libertà. «Dobbiamo guardare alla protesta con serietà ma non pensare che sia una rivolta generazionale, sono i numeri a dirlo» ha aggiunto Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, assicurando, per parte sua «spazio di dialogo con gli studenti indipendentemente dall'orientamento politico».

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Il Terrapieno diventa aula di Medicina (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 103 Il Terrapieno diventa aula di Medicina Lezione all'aperto dei futuri dottori: «Sì alle riforme, no ai tagli» --> Lezione all'aperto dei futuri dottori: «Sì alle riforme, no ai tagli» La protesta universitaria contro la riforma imposta dalla legge Gelmini assume effetti dirompenti. Ieri mattina a Cagliari studenti e docenti di Medicina hanno seguito la linea tracciata dai colleghi di altre facoltà: lezioni in piazza. Con un banchetto improvvisato e megafoni nuovi di zecca gli aspiranti camici bianchi si sono dati appuntamento in viale Regina Elena, di fronte all'Unione Sarda. Puntuali e più motivati che mai, alle 8,45, i ragazzi seduti sul pavimento del terrapieno hanno ascoltato le lezioni. TERRAPIENO A margine delle lezioni gli studenti distribuivano volantini e spiegavamo ai passanti i motivi della protesta. «Siamo qui perché vogliamo manifestare contro la legge 133 che porterà alla demolizione dell'apparato universitario», spiega Emanuele Cabiddu, 23 anni, rappresentante degli studenti. «Non ci sembra giusto pestare i piedi, dobbiamo dare un segnale forte all'opinione pubblica: l'università è fatta di docenti che insegnano e ragazzi che imparano». Il rappresentante degli studenti dà la sua opinione sui mali dell'istruzione e, per rimanere in campo medico, stila la sua diagnosi. «L'università è malata, ma la sua cura non deve essere l'eutanasia. Vanno bene le riforme, purché non si distrugga tutto quello creato sino a oggi: c'è il rischio concreto che le facoltà cadano a picco». Che risultato vi aspettate di ottenere con questa manifestazione? «È una goccia che si unisce al getto. Ma una cosa deve essere chiara - conclude Cabiddu - siamo contrari al blocco delle lezioni in Medicina». Il dissenso unisce studenti e professori. «Non siamo facinorosi. Non si dica che i presenti non vogliono studiare. Questa non è una riforma, è solo una riduzione delle spese. I tagli che finalità hanno?», si chiede il professor Atzori introducendo la lezione. Barbara Batteta è più esplicita e pungente: «Rappresentiamo l'alternativa. L'università che lavora, non quella dei baroni». Tante le iniziative di protesta promosse nelle altre facoltà cagliaritane. Ieri mattina, a Scienze della formazione, il preside Antonio Cadeddu ha promosso un'assemblea nell'aula magna alla quale hanno partecipato oltre 200 tra studenti e professori. «Il 50 per cento dell'attività didattica è bloccato, ma riguarda solo quella aggiuntiva , non dovuta dai docenti. Dobbiamo studiare qualcosa di propositivo e fare sana autocritica. Tra un anno ci saranno le elezioni per la nomina del rettore e ho proposto che i cinque candidati ci illustrino il programma che attueranno per il governo dell'università». NO AL BLOCCO DELLE LEZIONI Andrea Marrone è un rappresentante degli studenti (lista Ichnusa) che, tra l'altro, fa parte del Consiglio di amministrazione dell'ateneo cagliaritano. «Siamo contro il blocco delle lezioni e per questo abbiamo avviato una raccolta di firme. Siamo a quota 600. Condividiamo la protesta. Ma non dimentichiamoci che la legge è già passata. Serve un dialogo per non fermare la didattica e, di contro, razionalizzare i costi per evitare gli sprechi». DIMISSIONI IN MASSA Il malcontento serpeggia anche tra i rettori. Quello del Politecnico di Torino Francesco Profumo dice, anche a nome dei colleghi, di essere pronto a lasciare. «Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma delle università, non potrò che dimettermi insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato tutti, siamo tutti d'accordo». Secondo Profumo, a livello nazionale i tagli ammontano a «un miliardo e 450 milioni nel 2013». Il magnifico Pasquale Mistretta tiene le distanze dalla proposta di Profumo. «La realtà di Torino è diversa da quella di Cagliari. Entrando nel merito il Politecnico ha solo due facoltà, qui ne abbiamo 11 con 10 mila studenti. I finanziamenti per l'università devo trovarli sul territorio, il Politecnico ha alle spalle la Fiat. Mica poco». LA CONTESTAZIONE CONTINUA Oggi, alle 8,30, dalla Cittadella di Monserrato docenti e studenti della facoltà di Farmacia - tutti in camice bianco - raggiungeranno la sede del Consiglio regionale. Qui, sotto i portici di via Roma, i professori terranno le loro lezioni. Alle 10 passerrano il testimone ai docenti della facoltà di Scienze per una serie di lezioni alle quali parteciperà anche l'astronauta Umberto Guidoni. Nella stessa ora si riuniranno invece in assemblea, nella Cittadella di Monserrato, gli studenti della facoltà di Medicina. Alle 15 il clou della protesta si sposterà in piazza del Carmine per l'assemblea generale di tutte le facoltà del capoluogo isolano. Lezioni all'aperto anche per Scienze Politiche con appuntamenti in piazza del Carmine, a Terrapieno e in via Roma. E domani, alle 9,30, il raduno in piazza Garibaldi per lo sciopero generale. ANDREA ARTIZZU

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Lettere sotto i portici Crispo (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 103 Sassari. Domani grande mobilitazione in piazza Università Lettere sotto i portici Crispo Sassari.. Domani grande mobilitazione in piazza Università --> A scuola sotto la pioggia per dire no alla riforma Gelmini e ai tagli della finanziaria. Lezioni all'aperto per gli universitari della Facolta di Lettere e Filosofia e per quelli del secondo anno di Architettura. A Sassari, professori e studenti si sarebbero dovuti trovare in piazza santa Caterina, ma, causa maltempo, hanno dirottato la lezione sotto i portici Crispo. Ad Alghero, invece, i futuri architetti si sono sistemati nell'isola spartitraffico del lungomare Barcellona. Dopo le assemblee della scorsa settimana, ora gli studenti vogliono far capire l'importanza di un'università aperta a tutti. Così aperta, che può fare a mano di aule e banchi. È il primo passo concreto, in attesa della manifestazione prevista per domani alle nove in piazza Università a Sassari. Per strada scenderanno anche gli studenti delle scuole superiori, i genitori dei bimbi delle elementari e i professori. Un movimento unico per far sentire la loro voce. L'appuntamento sotto la sede centrale dell'ateneo turritano, non è un caso. Perché gli studenti si aspettano una presa di posizione dal rettore Alessandro Maida. Per questo andranno a chiederla proprio sotto la finestra del suo ufficio. Una protesta che si organizza e cresce. Da sabato molti istituti superiori cittadini sono in autogestione. Vale a dire che tutte le mattine si presentano puntuali al suono della campanella, ma anziché entrare in aula, si riuniscono in assemblea. Riunioni permanenti per informarsi e informare su come dovrebbe cambiare la scuola. Per fare il punto della situazione sulla riforma Gelmini e sulla legge finanziaria che taglierà i fondi all'università già dal prossimo anno. Una protesta che sembra mettere tutti d'accordo: maestri, professori, genitori e studenti. A Sassari l'hanno già dimostrato. Due settimane fa, carichi di striscioni, fischietti e slogan contro la legge 133, si erano ritrovati in piazza santa Maria. Alle cinque del pomeriggio erano più di duemila a formare un serpentone che è risalito su per corso Vico, corso Vittorio Emanuele e si è fermato sotto il palazzo della provincia in Piazza d'Italia. Lenzuola bianche con scritte molto diverse tra loro, ma con un unico significato: dire no ai tagli. MARIELLA CAREDDU

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Il dissenso parte dal Siotto (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 103 Cagliari. Prende il via da viale Trento la protesta dei liceali Il dissenso parte dal Siotto Cagliari.. Prende il via da viale Trento la protesta dei liceali --> L'epicentro della protesta cagliaritana è ormai il liceo Siotto. È qui che gli studenti delle scuole superiori della città si stanno incontrando per discutere e organizzare iniziative contro la riforma Gelmini. Ieri mattina gran parte degli alunni del Classico hanno occupato viale Trento, bloccando il traffico per almeno un'ora. Più tardi sono stati raggiunti da delegazioni di altri istituti e insieme hanno deciso il piano dei prossimi giorni: oggi manifesteranno davanti alla sede dell'Unione Sarda, domani aderiranno in massa al corteo che partirà alle 9 da piazza Garibaldi. Ieri, dalle 8.45, oltre 800 ragazzi del Siotto hanno scelto di rimanere in mezzo alla strada, seduti sull'asfalto, davanti al proprio istituto, impedendo alle auto di transitare in viale Trento. Più tardi sono arrivate le forze dell'ordine, che hanno fatto sgombrare pacificamente la carreggiata, prendendo i nominativi dei rappresentanti d'istituto. I giovani si sono poi radunati in piazza Trento, dove sono stati poi raggiunti da compagni del Dettori, Eleonora d'Arborea, Artistico e altri. Meno appariscente ma significativa anche la mattinata dalle parti dell'altro liceo classico cagliaritano. Qui gli studenti hanno realizzato una conferenza all'aperto, affidando il megafono a Efisia Fronteddu, che ha argomentato la legge 133. Un'iniziativa che, però, è stata realizzata senza il consenso della dirigenza scolastica. La segretaria del Flc Cgil ha infatti discusso con gli alunni del Dettori dal marciapiede di via Cugia, con metà scuola radunata dentro il cortile, dall'altra parte del cancello. Nel vicino Eleonora d'Arborea ieri mattina si è respirato il primo giorno di autogestione. Anche qui non autorizzata. Gli alunni si sono organizzati senza bloccare le lezioni e nelle aule vuote sono state realizzate attività alternative tenute dagli studenti stessi, che hanno parlato di letteratura, filosofia, musica, con tanto di firme per documentare le presenze. Al Michelangelo e al Pacinotti, dove oggi sono in programma le elezioni dei rappresentanti d'istituto e di classe, si sta entrando regolarmente in classe. Ma appare sempre più forte il desiderio di unirsi alle proteste delle altre scuole. Stessa intenzione anche all'Artistico. Al Brotzu di Quartu, infine, è già in programma l'autogestione. STEFANO CORTIS

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Alle scuole medie di Alfonsine oggi protesta contro il ministro (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

LUGO pag. 15 Alle scuole medie di Alfonsine oggi protesta contro il ministro SONO diverse le iniziative sulla riforma della scuola firmata dal minstro Gelmini in programma in questi giorni nei Comuni del comprensorio lughese. Organizzato dall?assessorato alle politiche educative del Comune di Alfonsine, oggi alle 17, all?auditorium delle scuole medie di Alfonsine in via Murri, incontro per «comprendere i mutamenti già intervenuti e che interverranno nella scuola a seguito dei provvedimenti del Governo e le conseguenze per le famiglie». Oltre al sindaco Angelo Antonellini, referente per la Unione dei Comuni dei servizi educativi e coordinamento pedagogico, l?iniziativa vedrà la presenza dell?assessore provinciale alle politiche educative Nadia Simoni e del portavoce del Tavolo provinciale in difesa della scuola pubblica, Roberto Boccolacci. Domani, giovedì, a partire dalle 8 a Fusignano sit-in davanti alla scuola media in via Vittorio Veneto promosso dai docenti delle scuole fusignanesi. L?iniziativa è rivolta agli insegnanti, al personale della scuola e ai genitori degli studenti del comprensorio lughese. Verrà presentata anche una raccolta di firme contro la riforma Gelmini. Sempre domani, dalle 8.30 a Bagnacavallo, è in programma la manifestazione ?E noi facciamo festa?, con ritrovo alla scuola e alle 9 partenza del ?piedibus? per andare tutti assieme in piazza.

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NIENTE lezioni, questa settimana, nelle scuole superiori lu... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 29-10-2008)

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LUGO pag. 15 NIENTE lezioni, questa settimana, nelle scuole superiori lu... NIENTE lezioni, questa settimana, nelle scuole superiori lughesi, che da ieri sono tutte occupate per la protesta studentesca contro la riforma ?targata? ministro Gelmini. Al liceo, occupato da lunedì mattina, verso le 13 di ieri si sono aggiunti tutti gli altri istituti superiori di Lugo: Itc Compagnoni, Ips Stoppa, Ipsia Manfredi e Iti Marconi hanno infatti decretato lo stato di occupazione che proseguirà fino a venerdì. ACQUE particolarmente agitate al liceo, dove l?occupazione, ?passata? con 530 voti a favore e 130 contrari, prevede vari momenti di dibattito anche con la partecipazione di ?esterni?: ieri mattina era in programma un dibattito ?a due voci? con la partecipazione di un sindacalista della Cgil e di Mirko De Carli, vicecoordinatore regionale dei giovani di Forza Italia. Ma nella notte tra lunedì e martedì si era diffusa la notizia dell?annullamento dell?iniziativa. Nella serata di lunedì si era infatti svolta una seduta del consiglio di istituto, in cui prima di tutto si sono cercate soluzioni per convincere gli studenti a desistere dall?occupazione e ad adottare forme di protesta più ?pacate?, ma l?impresa non è riuscita. Inoltre, il consiglio di istituto non ha concesso il ?nulla osta? per l?ingresso a scuola del sindacalista e dell?esponente di Forza Italia, quindi l?iniziativa è stata annullata. «ABBIAMO ritenuto ? spiega la preside del liceo, Mariangela Liverani ? che fosse più opportuno un dibattito a più voci, e non solo ?a due?, in un momento più tranquillo e soprattutto in una sala più capiente. L?aula magna del liceo scientifico può infatti accogliere solo 300 persone, a fronte delle oltre 700 presenze previste per il dibattito. Il consiglio ha dunque ritenuto più utile programmare un incontro che potrebbe svolgersi al Cinema Giardino, sala più idonea a queste iniziative e tra l?altro collocata di fronte alla scuola. Non siamo contrari ai dibattiti, anzi, li riteniamo molto utili per offrire ai ragazzi l?opportunità di avere tutte le informazioni sul tema in discussione e quindi acquisire una propria visione ragionata delle cose. Ma il dibattito in questione non rispondeva a questi criteri. Un dibattito si è comunque svolto, con la presenza di docenti di diritto che si sono proposti per illustrare ai ragazzi il senso dei decreti legge». MA IERI pomeriggio, negli ambienti dei giovani di Forza Italia, si è diffusa la voce che al dibattito si fosse ?infiltrato? un sindacalista della Cgil, che avrebbe esposto la sua visione delle cose. Di conseguenza, ieri i giovani ?azzurri? hanno annunciato che Mirko De Carli si presenterà questa mattina al liceo scientifico lughese, alle 10,30, per tenere la sua relazione, e se gli sarà negato l?ingresso terrà una conferenza stampa davanti all?ingresso della scuola, in viale Orsini. Lorenza Montanari

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Lezione autogestita sul decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

LEGNANO pag. 5 Lezione autogestita sul decreto Gelmini Ieri al Galilei gli studenti si sono confrontati sul futuro della scuola, ma senza toni accesi di SILVIA VIGNATI OGGI IL DECRETO Gelmini arriva in Senato per la votazione finale. Ieri mattina gli studenti del liceo Galilei lo hanno presentato ai loro coetanei e discusso. La scuola superiore di via Galilei ha ospitato tanti scenari tutti legati dallo stesso fil rouge: il futuro della formazione, alla luce dei nuovi indirizzi governativi. Quattro scenari, quattro punti di ritrovo: assemblea d?istituto in auditorium sul decreto (oggi si replica per una seconda tornata di classi), proiezione di un film sulla mafia, gruppo autogestito che ragiona sull?alcol, secondo gruppo autogestito che discute della riforma. Ascoltando le voci dei ragazzi si capisce che non esiste un fronte univoco. Nessuna maggioranza pro o contro Gelmini. Nessun manifesto o coro. Andrea è solo in quarta e già può vantare un passato da immigrato: «Quando avevo dieci anni ho trascorso un periodo in Francia - racconta -. Per tre mesi sono stato in una classe formata solo da stranieri, con compagni russi e cinesi. Una maestra ci insegnava il francese: poi sono passato in una classe ?regolare?. Però penso che in Italia la decisione di classi separate sia nata con un intento razzista». I SUOI RICORDI delle elementari italiani non sono positivi: «Ho avuto tre maestre e una era davvero incapace. Fortuna che le altre erano brave. E se avessi avuto solo lei, cosa avrei imparato?». Joshua è favorevole al decreto: «Avevo cinque maestre alle elementari e mi sono trovato molto male». Daniele la pensa come lui: «Non si perderanno posti di lavoro alle elementari, perché ci saranno i pensionamenti». «Bravo - lo incalza Massimiliano -, e chi è giovane e precario, lontano dalla pensione? Chi tutela questa fascia di insegnanti?». Matteo sente l?urgenza di una riforma della scuola: «È necessaria, ma senza tagli drastici sui fondi. Sono favorevole anche alle classi per immigrati?. Classi separate che invece disturbano Jasmine, frequentante la terza (dicono la più brava della classe), iraniana nata in Italia: «Così i ragazzi non interagiscono e si creano solo ghetti?. Carlotta Frascoli è rappresentante d?istituto insieme con Marco Rossetti e Marco Laganà. Pimpantissima, la nostra spiega: «Prima di manifestare bisogna essere ben informati. Giovedì andremo a Milano allo sciopero. Si trovano i soldi per le banche in crisi e si tagliano i fondi alla scuola? Ma noi che università avremo?». LA VICEPRESIDE, Ornella Ferrario, chiede a Marco & Marco, notizie dell?assemblea. «Condivido la loro scelta: confronto, informazione, dibattito. Mi auguro una politica di reale ascolto: i politici, di destra e di sinistra, ascoltino la voce di chi fa la scuola, studenti e professori».

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<Evviva la riforma Gelmini> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA METROPOLI pag. 18 «Evviva la riforma Gelmini» Docente ai ragazzi: «Studiate, non fate i piagnoni» di MARIO BOVENZI UN MAZZO di rose e un bigliettino. Sulla carta rosata si legge ?Ci mancano le sue coinvolgenti e uniche lezioni?, firmato le ragazze della IV Bs. Quei fiori le sono arrivati quando era malata. Irene Rossi, 57 anni, quattro figlie, abita a Sasso Marconi, in una bella casa immersa nel verde dell?Altopiano Marconi. Insegna da alcuni anni italiano e storia al liceo Leonardo da Vinci di Casalecchio. Prima ha ricoperto cattedre a Baricella e Zola Predosa. Ha 33 anni di insegnamento sulle spalle. E a Pordenone, dove è nata e ha studiato, ha partecipato al ?68. «Il movimento in Friuli ? confessa ? era molto blando, piccole schermaglie in classe». Non è invece blando il suo approccio alla riforma della scuola. Anzi. «Evviva la Gelmini ? dice ? che cerca di recuperare l?educazione e la cultura, una parola misteriosa che secondo molti forse ha ormai a che fare con il nostro ?didietro?, gli studenti di oggi non sanno nemmeno cosa significhi studiare e impegnarsi». E? un fiume in piena, le sue parole suonano come l?acciottolio dei sassi sul greto di un torrente in secca. «GLI STUDENTI dicono di battersi per il diritto allo studio ? riprende ? e allora perché non si rimboccano le maniche e studiano. I ragazzi si fanno manipolare dai sindacati che, se nel 1968 erano forti e giusti, adesso non sono più nulla. Né forti, né tantomeno giusti e soprattutto non rappresentano più nessuno, se non sé stessi». Si ferma, quasi volesse riprendere fiato. La passione per l?insegnamento risuona nelle sue frasi. Una passione nata tanti anni fa. Che l?ha portata anche a scrivere libri per ragazzi, romanzi, un?antologia, un volume di geografia che sta preparando in questi mesi. Sono riposti negli scaffali. Un raggio di sole entra dalle finestre, si posa sui dorsi dei libri come a volerli sfogliare. Ma la quiete dura poco. «Evviva i grembiuli alle elementari ? riprende ? che non sono affatto una forma di coercizione ridicola e superata dai tempi, ma un piccolo simbolo di riconoscimento, proprio come le divise nelle squadre di calcio. Ve li vedreste voi i giocatori del Milan indossare chi una maglia azzurra, chi una verde, chi una a strisce gialle?». E GIÙ un altro sasso, che sembra scuotere anche l?aria sonnacchiosa della casa. «Evviva ? dice con forza ? il voto in condotta, un freno alla maleducazione, alle parolacce, agli spintoni, alle bestemmie». E ancora un altro evviva. Al maestro unico. «Lo abbiamo avuto per cinquanta anni ? afferma ? e non per questo siamo cresciuti scemi o frustrati». Un pensiero lo dedica anche ai genitori. «Le mamme ? scandisce le parole ? devono ricominciare a sgridare i figli perché hanno preso un brutto voto, invece di correre dai presidi a lamentarsi degli insegnanti. I ragazzi sono persone che valgono, che hanno un carattere ben definito, non esserini fragili, bisognosi sempre di essere giustificati. I giovani devono smettere di fare i piagnoni e pensare che se hanno preso un quattro, magari è proprio colpa loro». IRENE ROSSI ha otto cani. Due si chiamano Teresina e Ugo. Mentre parla si aggirano sul terrazzo, incuriositi, e ogni tanti alzano il muso, scodinzolano e la guardano. «L?amore ? afferma con forza ? va oltre a tutto, supera ogni ostacolo, i ragazzi devono imparare ad amare gli studi, i libri, il loro futuro. Ogni mattina quando entro in classe sono piena di gioia, cerco di trasmettergliela, di incoraggiarli a trovare davvero la loro strada, quella giusta». E accarezza Teresina, ricordando i racconti pieni di forza del padre, partigiano della Garibaldi. Nome di battaglia, Mario Zero. Che di coraggio ne aveva da vendere. E che ne ha lasciato un bel po? nel cuore di Irene. Image: 20081029/foto/1003.jpg

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IL MALTEMPO non ferma la fiaccolata di protesta per il decreto Gelmini a Marzabot... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA METROPOLI pag. 18 IL MALTEMPO non ferma la fiaccolata di protesta per il decreto Gelmini a Marzabot... IL MALTEMPO non ferma la fiaccolata di protesta per il decreto Gelmini a Marzabotto. Le mamme e i papà hanno sfilato ieri, alle 18, con le fiaccole, dalla scuola alla piazza del paese, con l?ombrello sottobraccio per ripararsi in caso di ripresa della pioggia. Qui, unite tutte le fonti di luce al centro della piazza, hanno iniziato un sit in e un esame del decreto Gelmini. Hanno invece ceduto al maltempo i genitori di Sasso Marconi che avevano anche loro programmato una fiaccolata di protesta al termine del tempo scuola. Intorno alle 17, valutato che la insistente pioggia avrebbe appesantito il programma di protesta, si è deciso di sospendere l?azione anti riforma e rimandarla a data da destinarsi. Anche in questo caso il corteo sarebbe partito dalla scuola per raggiungere la piazza del borgo. Qui si sarebbe poi tenuta una assemblea per dibattere dei problemi attribuiti al decreto Gelmini. f. f.

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La protesta arriva a Castenaso Una fiaccolata contro il decreto (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA METROPOLI pag. 18 La protesta arriva a Castenaso Una fiaccolata contro il decreto ? CASTENASO ? CON TUTTA probabilità quest?oggi il decreto Gelmini diventerà legge dello Stato, ma, intanto, in tutta Italia non si placano le proteste degli studenti e degli insegnanti. E anche a Castenaso ci si organizza per dire no alla riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi. Domani, alle 18,30, in piazza Zappelloni, genitori, bambini, docenti, studenti e cittadini daranno vita a una fiaccolata, sulla falsariga della manifestazione che si è tenuta ieri in piazza Maggiore, a Bologna. In cattedra saliranno torce, pile, candele, lumini, cartelloni, striscioni, fischietti e megafoni «perché il buio non oscuri definitivamente la scuola pubblica», come incalzano i promotori della protesta. La fiaccolata sarà apartitica onde evitare strumentalizzazioni politiche e per sottolineare l?unità di non pochi utenti del mondo dell?istruzione ? di destra o di sinistra ? contro il provvedimento del ministro dell?Istruzione. Giovanni Panettiere

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IL CONSIGLIERE comunale di Forza Italia - Popolo della Libertà di Longiano A... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

CESENA PRIMO PIANO pag. 3 IL CONSIGLIERE comunale di Forza Italia - Popolo della Libertà di Longiano A... IL CONSIGLIERE comunale di Forza Italia - Popolo della Libertà di Longiano Andrea Moretti ha scritto una lettera di protesta al sindaco Sandro Pascucci perché il Comune ha sospeso il servizio di trasporto scolastico per la giornata di domani, in occasione dello sciopero generale della scuola. L?Istituto comprensivo scolastico di Longiano ha notificato ieri la notizia alle famiglie e ai docenti. «Si tratta di un gesto gravissimo e senza precendenti ? afferma Andrea Moretti ? per almeno due motivi: si dispone l?interruzione di un pubblico servizio, il che costituisce un reato, senza motivata e condivisa concertazione fra le parti interessate, incluse le famiglie degli studenti, e si costringono coloro che decidano di raggiungere ugualmente gli istituti scolastici, visto che non tutti gli insegnanti aderiranno allo sciopero, con mezzi propri e alternativi costringendo i cittadini a un aggravio di spesa inqualificabile. E? una vergogna». ANDREA MORETTI bolla l?iniziativa come un «rigurgito della peggiore politica comunista e sfascista: laddove si vorrebbe uniformare alle convenienze politiche di una parte soltanto, quella della sinistra che sta strumentalizzando la protesta contro la riforma Gelmini, l?intera opinione pubblica. Retaggio di una cultura- quella sovietica, dura a morire soprattutto in terra di Romagna. E? l?ulteriore prova della necessità di un ricambio politico, mai prima d?ora auspicato come oggi e atteso alle elezioni amministrative del 2009».

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Scuola, gli studenti assediano (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 4 Scuola, gli studenti assediano Tensione quando un ragazzo sfonda il cordone e viene fermato. di ELENA G. POLIDORI ? ROMA ? CI CREDONO. Casomai non conoscono bene i dettagli del decreto Gelmini, né sono in grado di argomentare gli effettivi disagi che questa contestata riforma farà loro piovere sulla testa, ma un?idea chiara gli studenti in lotta ce l?hanno: credono che la protesta sotto il Senato alla fine gli darà ragione. Che la Gelmini, insomma, verrà a patti e che il decreto verrà ritirato. Guai a dirgli che, invece, la forza dei numeri di questa maggioranza politica li obbligherà per legge, forse già da domani, a seguire quelle regole che loro non vogliono proprio. «Non possono pensare di approvare tutto senza ascoltarci», scuote la testa bionda la quindicenne Viola che fa il ginnasio e che ha un alto senso della giustizia, ma scarso uso di mondo. «MA NON SI rendono conto ? si chiede ancora, sgomenta ? che se non pensano a noi, che siamo il futuro vuol dire che non hanno a cuore il Paese? Perché negli altri Paesi investono nella scuola e nella ricerca e da noi no?». ECCO, ci vorrebbe una lezione d?economia, ma ne basterebbe anche una di politica spicciola per etichettare la protesta di questi ansiosi 10mila (forse) giovani appollaiati in una stradicciola che guarda all?ingresso del Senato come un peccato di ingenuità giovanile: troppi libri di Moccia e poco pragmatismo? Lì davanti sono confluiti i sette cortei spontanei della mattina e i due del pomeriggio. Momenti di tensione quando uno studente è stato fermato (e poi rilasciato) perché aveva tentato di scavalcare le transenne. «Ma non siamo mica scemi? s?arrabbia Jacopo ? è che non capiamo come possano far finta di niente e approvare tutto come se noi non esistessimo. E? una questione politica? Ma di quale politica stiamo parlando?». Certo, la politica per loro non c?entra. Anzi, ci tengono a farla restare lontano e respingono chi li vuole per forza assegnare a qualche bandiera. «Né rossi, né neri, solo liberi pensieri», è infatti lo slogan ricorrente. «Perché noi ? si muovono con aggressività tre giovanotti della prima linea davanti alla transenna ? non siamo di nessun partito e questa non è una protesta politica; siete voi giornalisti che scrivete un sacco di fregnacce». Vagli a dire, poi, che non è vero. Bastava un colpo d?occhio, ieri mattina a piazza Navona, all?imbocco della Corsia Agonale, i 50 metri che portano al Senato, per vedere una fotografia diversa, ma limpida: da un lato il pulmino dei giovani di destra di Blocco Studentesco, musica di Vasco a palla, e dall?altro quelli dell?Uds, di sinistra, con Bob Marley in versione più soft. A un certo punto, questi ultimi hanno tentato di spostare a sinistra l?intero corpo del sit-in, intonando un ?Bandiera rossa?, respinta da una bordata di fischi. «NON VOGLIAMO essere strumentalizzati ? ha commentato Francesco Polacchi, portavoce di Blocco ? perché le nostre proposte di cambiamento del decreto Gelmini non hanno colore politico». Polacchi, con un gruppo di ragazzi, è stato ricevuto dai componenti della commissione Istruzione di palazzo Madama. I ragazzi hanno chiesto il ritiro del decreto, così come avevano ribadito a un drappello di senatori dell?Idv che era sceso in mezzo a loro. Ma non succederà. «E noi resteremo qui, con quelli dell?Università». «Forse il ministro Gelmini ? commenta Stefano sotto la pioggia ? un merito l?ha avuto; quello di unire tutto il movimento studentesco dalle elementari all?Università; penso che loro voteranno la riforma, ma la protesta non si fermerà». TUTTI insieme, dunque. Anche gli studenti di An che hanno lanciato l?appello a «tutti gli studenti di qualsiasi colore politico a marciare in nome di una reale solidarietà giovanile e di concreta voglia di giustizia», domani, giorno dello sciopero. L?appuntamento è a Valle Giulia. La storia, talvolta, si ripete, farsa o tragedia che sia.

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E in Aula scoppia la bagarre tra (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)

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PRIMO PIANO pag. 4 E in Aula scoppia la bagarre tra ? ROMA ? APPLAUSI. Per contrastare l?approvazione del decreto Gelmini, l?opposizione al Senato ? capitanata da Idv ? ha messo in scena una singolare protesta: gli applausi, appunto. Dopo aver sventolato per qualche minuto cartelli con slogan provocatori («La chiamate istruzione ma create distruzione», «L?istruzione costa? Provate con l?ignoranza»), sempre i senatori dipietristi (autore dell?idea Stefano Pedica) hanno dato il via all?applauso ostruzionistico «per rallentare il più possibile i lavori». Principale oggetto del contendere, i tempi della seduta col presidente, Renato Schifani, fermo nel volere rispettare il calendario che prevedeva ieri sera la conclusione dell?esame di tutti gli emendamenti. IL PD ha cercato di prendere tempo e il senatore Giovanni Legnini ha protestato perché «non è possibile non consentire di spiegare le ragioni del voto sugli emendamenti a un decreto tanto importante, è un precedente grave». Tanto grave da convincere la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ad attaccare Schifani: «Lei sta andando avanti con le votazioni come nulla fosse, negando il diritto dell?opposizione di argomentare il voto degli emendamenti. Voglio dirglielo in tutta franchezza: è una delusione, il Senato non è un bunker». A questo punto Schifani ha sospeso la seduta convocando la conferenza dei capigruppo: è stato dato più tempo alla discussione, ma il voto finale è previsto oggi. LO SCONTRO, però, resta acceso. Veltroni, anche ieri, ha chiesto il ritiro del decreto «perché si può e si deve tagliare ovunque nella spesa pubblica ? ha commentato il leader Pd ? tranne che su un punto, e cioè scuola e università». Ma Berlusconi va avanti: «La riforma è sacrosanta, si tratta di modifiche di semplice buonsenso; sono sereno, ho visto tante valutazioni assurde e altre incredibilmente false». e. g. p.

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COMUNQUE vada a finire questa <bolla> di protesta che scuote le mura de... (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Bologna))

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PRIMO PIANO pag. 5 COMUNQUE vada a finire questa «bolla» di protesta che scuote le mura de... COMUNQUE vada a finire questa «bolla» di protesta che scuote le mura del Palazzo e del Senato, avremo acquisito almeno un paio di certezze. La prima, e più scontata: nel mondo della scuola nulla deve cambiare. E se qualcuno si azzarda a farlo, la Casta più Casta che c?è sale sulle barricate e spara a palle incatenate. Se poi il riformatore è Berlusconi, allora i cannoni diventano missili. Malizia? Forse. Ma se pensiamo che sotto il precedente Governo sono stati rivoluzionati due pilastri dell?istruzione con il ripristino degli esami di riparazione e la composizione esterna delle commissioni di maturità, senza che sia volato nemmeno un coriandolo, beh, allora siamo certi che i ragazzi che sfilano non hanno nessun input politico (ci mancherebbe!), ma siamo altrettanto sicuri che la loro protesta si colloca in felice sintonia con la strategia dell?attuale opposizione. SECONDA certezza. La protesta delle Università e l?indignazione dei rettori pronti a dimissioni di massa, hanno scoperchiato un pentolone ribollente di sprechi e inefficienze: facoltà con un paio di studenti, corsi di laurea che si potrebbero tenere al tavolino di un bar visto il numero dei partecipanti. E siccome sono gli stessi rettori a dirsi pronti a ipotizzare risparmi, sorge spontanea una domanda: perché non l?avete fatto prima? Già, perché avete moltiplicato cattedre e clientele? Perché spendete in molti casi più del 100% dei budget solo per il personale? Colpa di Tremonti e della Gelmini se siete al collasso, se la ricerca langue? Intendiamoci, non è colpa neppure di Fioroni, anche se la Finanziaria di Prodi prevedeva più o meno lo stesso volume di tagli. Forse, più semplicemente, la colpa è di tanti, anche di questa falange indignata di dimissionari, messa di fronte all?esigenza di far quadrare i conti educativi e finanziari. IL PROBLEMA è che in Italia serve sempre uno choc per andare in ospedale. Ma quando il medico opera, non lo fa mai con il bisturi giusto. Anzi, siccome si deve risparmiare, ecco che la facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma scrive alle famiglie dei 15mila (!) iscritti per spiegare che con questa riforma «l?Università sarà accessibile solo ai figli delle famiglie benestanti... e sarà ridotto il patrimonio di competenza dell?Università e dell?intero Paese». Quindicimila (!) missive per propagandare il comizietto loro. Domanda. Chi paga il tempo e il denaro spesi per questa iniziativa da probiviri del buonsenso? Noi, ovviamente. E loro? Loro incrociano le braccia. E spesso, scaldano una sedia.

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ROMA APPLAUSI. Per contrastare l'approvazione del decreto G... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

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PRIMO PIANO pag. 5 ? ROMA ? APPLAUSI. Per contrastare l?approvazione del decreto G... ? ROMA ? APPLAUSI. Per contrastare l?approvazione del decreto Gelmini, l?opposizione al Senato ? capitanata da Idv ? ha messo in scena una singolare protesta: gli applausi, appunto. Dopo aver sventolato per qualche minuto cartelli con slogan provocatori («La chiamate istruzione ma create distruzione», «L?istruzione costa? Provate con l?ignoranza»), sempre i senatori dipietristi (autore dell?idea Stefano Pedica) hanno dato il via all?applauso ostruzionistico «per rallentare il più possibile i lavori». Principale oggetto del contendere, i tempi della seduta col presidente, Renato Schifani, fermo nel volere rispettare il calendario che prevedeva ieri sera la conclusione dell?esame di tutti gli emendamenti. IL PD ha cercato di prendere tempo e il senatore Giovanni Legnini ha protestato perché «non è possibile non consentire di spiegare le ragioni del voto sugli emendamenti a un decreto tanto importante, è un precedente grave». Tanto grave da convincere la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ad attaccare Schifani: «Lei sta andando avanti con le votazioni come nulla fosse, negando il diritto dell?opposizione di argomentare il voto degli emendamenti. Voglio dirglielo in tutta franchezza: è una delusione, il Senato non è un bunker». A questo punto Schifani ha sospeso la seduta convocando la conferenza dei capigruppo: è stato dato più tempo alla discussione, ma il voto finale è previsto oggi. LO SCONTRO, però, resta acceso. Veltroni, anche ieri, ha chiesto il ritiro del decreto «perché si può e si deve tagliare ovunque nella spesa pubblica ? ha commentato il leader Pd ? tranne che su un punto, e cioè scuola e università». Ma Berlusconi va avanti: «La riforma è sacrosanta, si tratta di modifiche di semplice buonsenso; sono sereno, ho visto tante valutazioni assurde e altre incredibilmente false». e. g. p.

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<Non ci ferma una nuvola> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

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VETRINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO pag. 19 «Non ci ferma una nuvola» Piove e la protesta dell?Archimede si sposta sotto i portici di PIER LUIGI TROMBETTA ? PERSICETO ? LA PIOGGIA battente, che da mesi ormai non cadeva a Persiceto, ha spento la fiaccolata di protesta dei genitori della scuola elementare ?Quaquarelli? contro il decreto Gelmini. Il corteo, organizzato in piazza del Popolo, con tanto di ceri, per ieri sera, è stato infatti annullato a causa del maltempo. Si sono invece tenute, sempre in piazza nel pomeriggio dalle tre alle cinque, due ore di lezione a cui hanno preso parte gli studenti del polo scolastico Archimede. I ragazzi, circa un centinaio, si sono seduti sotto il porticato, davanti all?ingresso del Comune, con tanto di professore, cattedra e lavagna al seguito. Tutto è filato liscio sotto l?occhio vigile della polizia municipale, della polizia di Stato e dei carabinieri, mentre la pioggia cadeva senza sosta. E? STATO anche affisso, sotto un balcone del municipio, uno striscione che recitava: ?Gelmini dacci un taglio, ma non ai fondi?. «Gli studenti ? dice Giuseppe Riccardi, preside dell?Archimede ? si stanno comportando in maniera esemplare. Anche stanotte (ieri notte ndr) un gruppo di giovani dormirà all?interno dell?istituto come è già successo lunedì scorso. Per non impedire il diritto allo studio le lezioni durante il giorno si tengono regolarmente, nonostante sia in atto una sorta di autogestione che andrà avanti nei prossimi giorni. Nel pomeriggio, e negli altri momenti liberi, si sono invece organizzate assemblee e altre proteste come queste lezioni all?aperto». «IO ? dice Lorenzo Garagnani ? non sono affatto d?accordo con queste manifestazioni. Sono momenti di confusione in cui ci si approfitta, specialmente i ragazzi più grandi, per non studiare o per non andare a scuola. E dubito fortemente che qualcuno di questi abbia letto attentamente il decreto». Di diverso avviso un altro studente: «Condivido ? commenta Emilio Gianmarco ? la protesta. Non dobbiamo permettere i tagli alla pubblica istruzione. Che è un diritto di tutti». A Crevalcore, invece, in barba al maltempo i genitori hanno organizzato una contestazione sotto forma di sit in all?interno della scuola elementare ?Gaetano Lodi?. SUCCESSIVAMENTE, mamme e papà hanno sfilato in corteo, verso la piazza, approfittando dei portici del centro storico di Crevalcore. Ad Anzola, infine, l?assemblea di docenti dell?Istituto comprensivo (materne, elementari, medie) ha diffuso un volantino dal titolo: ?Non solo grembiulino?. Nel documento si legge tra l?altro: «Nel decreto Gelmini, c?è poca chiarezza sull?applicazione delle norme che rendono estremamente incerta l?organizzazione futura. Tutte le riforme dovrebbero partire da una esperienza pedagogica - didattica e avere prima una certa sperimentazione». Image: 20081029/foto/1019.jpg

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Cortei, lezioni all'aperto e occupazioni L'<Onda> ora travolge anche Forlì (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 29-10-2008)

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FORLI' PRIMO PIANO pag. 13 Cortei, lezioni all?aperto e occupazioni L?«Onda» ora travolge anche Forlì Mobilitazioni in corso dagli istituti superiori all?università L?ONDA sta per travolgere anche Forlì. Cresce l?agitazione nel mondo della scuola e assume decine di sembianze diverse: lezioni dimostrative e cortei, occupazioni e raccolte di firme. La fiaccolata spontanea di ieri sera in piazza Saffi ha aperto una settimana che mette in primo piano il malessere per la riforma annunciata. Alle elementari maestri e bidelli sottoscrivono in massa un documento presentato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, altre firme sono in viaggio per il ministero: la sola Cisl ne ha racimolate 1500 in poche settimane, da docenti e genitori. Altre 1200 sono state raccolte dal coordinamento di insegnanti forlivesi della scuola statale. Scopo: il ritiro del decreto Gelmini. OGGI È IL GIORNO degli universitari, che puntano soprattutto a diffondere informazioni approfondite sulle conseguenze non solo della riforma ma anche della legge 133 sui tagli alla spesa pubblica. Oltre ad aver allestito due punti informativi, nell?atrio delle aule Mazzini in corso della Repubblica 88 e in via Giacomo Della Torre 1, gli studenti hanno attivato un blog (l?indirizzo è http:/no133forli.tumblr.com/) che aggiorna sulle iniziative e sulle proposte alternative. Oggi alcuni docenti si impegneranno in prima persona in lezioni dimostrative svolte in piazza Saffi: alle 10,30 si parlerà di linguistica applicata, alle 13,30, di Alitalia e finanziamenti pubblici. Stasera alle 21 all?Aula Magna di corso della Repubblica, il professor Giliberto Capano, preside di Scienze Politiche, terrà un seminario sugli effetti dei provvedimenti in corso nelle università pubbliche italiane. Ancora questa sera, alle 21, incontro pubblico nella sede dell?Azione Cattolica (via Albicini 23) dal titolo «Cambia la scuola?», con la prof.ssa Nazzarena Bartoletti. IL CLOU delle iniziative è in programma domani, giornata di sciopero nazionale indetto dai sindacati scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. Alla manifestazione a Roma interverranno 8 pullman in partenza da Forlì (appuntamento alle 3 del mattino in piazzale della Vittoria) e da Cesena. In città saranno soprattutto gli studenti universitari ad animare il corteo che si svilupperà dalle 8,30 con partenza da piazzale della Vittoria. Al gruppo si uniranno anche i ragazzi delle superiori che fanno riferimento alla Rete degli studenti medi e all?Unione degli studenti. Appuntamento alle 9,30 in piazza Saffi, per un?assemblea con interventi di studenti e docenti sul significato delle riforme volute dal governo. In caso di maltempo, l?incontro si terrà nel salone comunale. DAI PROSSIMI giorni, via alle occupazioni. E? probabile che si cominci al Liceo classico e agli istituti tecnici Melozzo e Oliveti. Le modalità saranno definite dagli studenti di ogni singolo istituto. La Rete degli Studenti ha già espresso la volontà che le occupazioni non interferiscano con l?attività didattica. Non tutto il mondo della scuola, come è noto, è critico verso la riforma Gelmini. Nei giorni scorsi, per esempio, anche negli istituti forlivesi sono stati diffusi volantini a favore dell?operato del governo per opera degli studenti vicini a Comunione e Liberazione. Fabio Gavelli Image: 20081029/foto/1561.jpg

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se all'università arrivano le fondazioni private (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

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CONTRO LA GELMINI Se all'università arrivano le fondazioni private Dico al signor Meini, il quale afferma che non tutti sanno di cosa tratta la legge 133/2008 ("Il Tirreno" del 22), che anche lui tanto informato non è. Studio all'Università di Pisa e in tutte le manifestazioni alle quali ho partecipato non ho visto una sola volta «pugni chiusi e magliette con il Che Guevara», anche perché l'opposizione a questa legge trova l'appoggio di gran parte degli studenti, ricercatori e professori sia di destra che di sinistra... Non capisco poi, perché il signor Meini non parli anche del blocco del 20 per cento del turn over del personale universitario (solo un pensionamento su cinque sarà rimpiazzato con una nuova assunzione); dei tagli di circa 1.500 milioni di euro nei prossimi cinque anni dei finanziamenti alle università, il che decreterà la morte di molte di queste: a meno che le varie università pubbliche non divengano "Fondazioni private" ed in questo caso assisteremo ad un notevole incremento delle rette, che diverranno paragonabili a quelle delle università private. Vogliamo poi parlare del maestro unico? In questo caso il problema principale non è tanto quello di trovare maestri che debbano insegnare allo stesso tempo 4-5 materie diverse, con un inevitabile crollo della qualità dell'insegnamento; il problema principale sarà che una classe di studenti delle elementari possa trovarsi di fronte per cinque anni una persona come lei, che di una legge così assurda come la 133/2008 presenta solo quelli che sono gli aspetti "meno negativi", tipico di chi ha solo gli occhi per guardare quello che alcuni giornali e televisioni vogliono farci vedere, ma non un cervello per farsi un'idea propria. Nedo Baiocchi Livorno

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l'inutile decisionismo - enrico dello sbarba (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

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BERLUSCONI L'INUTILE DECISIONISMO ENRICO DELLO SBARBA Il decisionismo del premier sulla scuola è andato un po' "di fuori", specie con le recenti dichiarazioni sull'uso delle forze dell'ordine. è indubbio che molte cose nella scuola, come nella pubblica amministrazione, debbono cambiare anche in relazione alla grave crisi che sta squassando la comunità mondiale: vi è l'urgenza di un processo di razionalizzazione e di controllo della spesa. La scuola, in particolare, colpisce strati diversi di opinione pubblica - studenti, docenti, burocrazia - per cui prenderla "di petto" può essere pericoloso. è quanto sta accadendo con la legge 133 della Gelmini nata per i tagli della finanziaria ai quali il poco coraggioso ministro dell'Istruzione ha dovuto inchinarsi proponendo provvedimenti (alcuni decisamente azzeccati) che hanno provocato il finimondo. Resta poi da capire, e su questo il Cavaliere è stato reticente, cosa resti della riforma dell'ex ministro Moratti: i rami da tagliare e gli "sperperi denunciati" erano presenti anche nel corso di quell'inutile quinquennio berlusconiano (e la stessa osservazione si potrebbe fare per Alitalia). Tornando al problema attuale, qualcuno avrebbe dovuto suggerire al Cavaliere che sarebbe stato opportuno coinvolgere l'opposizione, i sindacati (come ha fatto proprio per Alitalia) e intorno a quel tavolo denunciare le anomalie presenti nella scuola e proporre soluzioni radicali ma concordate. Ha voluto cavalcare l'oltranzismo imponendo quei metodi autoritari che, sebbene drogati da sondaggi favorevoli, difficilmente potranno essere sopportati. Nessun capo di governo (naturalmente democratico) avrebbe pensato di convocare il ministro degli Interni per concordare interventi della forza pubblica per ripristinare l'ordine e il regolare funzionamento di scuole e università. Buon senso avrebbe dovuto suggerire equilibrio e prudenza per evitare un ulteriore irrigidimento e strumentalizzazioni.

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circo massimo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-10-2008)

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Pagina 8 - Attualità CIRCO MASSIMO CIRCO MASSIMO Io c'ero, e dico che eravamo in tanti Il sig. Innocenti di Grosseto si domanda chi ha ragione e chi ha torto sul balletto delle cifre in occasione di manifestazioni politiche o sindacali. Ci sarebbe un sistema molto semplice, quello di partecipare, così uno si rende meglio conto di chi ha ragione. Io c'ero, non entro nel merito dei numeri, le posso però assicurare che eravamo in tanti, moltissimi, con il Circo Massimo gremito e il corteo, quando Veltroni ha iniziato a parlare, nelle ultime file era ancora fermo alla partenza in piazza della Repubblica. In genere la questura, valuta sempre al ribasso il numero dei partecipanti, ma se valutò la manifestazione della destra promossa da Berlusconi (quello che afferma essere inutile) in 700mila persone in piazza San Giovanni e quello di sabato in 200mila, c'è qualcosa che non torna. Secondo dati planimetrici piazza San Giovanni gremita può al massimo contenere 120mila persone e il Circo Massimo il quadruplo, come può esserci al di là dei numeri un così forte sbilancio? Carlo Giglioli San Miniato CIRCO MASSIMO Io non c'ero, però ero accanto a loro Adesso basta! Ancora una volta il presidente del Consiglio ci considera degli stupidi: lo vedo ripetere le solite frasi, credendo, forse, che ancora qualcuno abbocchi, ma se è così è molto ingenuo o ha troppa fiducia in se stesso. Ma crede davvero Berlusconi che solo i presenti al Circo Massimo, 300mila o due milioni, siano tutta l'opposizione? Cioè quelli contrari alla sua politica, al decreto Gelmini, al Lodo Alfano o a tutto il resto? No, Ce ne sono molti altri. Io non ho avuto la possibilità di andare a Roma, ma ero lì con il cuore. E come me tanti altri. Lei, signor presidente del Consiglio, non è "sceso in campo", si è messo nel "mercato della politica" e ha saputo vendere bene il suo prodotto, con la giusta colonna sonora, il giusto nome e i colori adeguati. Lei è il "più", il più buono, il più giusto, il più perseguitato dai giudici, pardon, volevo dire dalle toghe rosse, mentre l'opposizione è cattiva ed ha la colpa di tutto. Ma lei ha un incarico, non un trono. Ci manca dsolo che dica "Lo Stato sono io". Ma continui così, signor presidente del Consiglio, si renderà finalmente conto che ha saturato il mercato con il suo prodotto e che presto non si venderà più. Nicoletta Lavorini Massa e Cozzile (Montecatini) OTTO PER MILLE Non credo che sia davvero a costo zero A proposito di 8 per mille, vorrei ricordare al lettore-elettore Pd Riccardo Marconi ("Il Tirreno" di ieri) che, in occasione del referendum sulla procreazione assistita, chiesero l'abrogazione della legge l'88 per cento dei votanti: chi non è andato a votare non si è beccato la scelta degli altri, casomai il contrario. Ma ormai mi sono convinto che buona parte degli italiani abbia smesso di pensare da cittadino per obbedire da suddito a un re straniero. Io al contrario del signor Marconi spenderei anche due paroline sulla sicurezza del metodo e sul suo costo. La firma sul modello vìola la libertà religiosa. Nessuno ci potrà garantire mai come e da chi verrà usato il modello firmato. Un San Bellarmino lo userebbe come prova per darci fuoco. E il suo costo non è affatto vicino allo zero. è vero che ogni dichiarazione viene già letta dall'Agenzia delle Entrate, ma la firma viene apposta su un altro modello, quindi ce n'è uno in più da controllare, se viene fatto. Ho letto da qualche parte, e non ho mai visto la smentita, che non tutte le schede vengono conteggiate, ma si stima il totale da versare partendo da un piccolo campione, alla faccia della democrazia diretta da ampliare. La buona fede e la correttezza non andranno mai d'accordo con il sistema dell'otto per mille. Poi ognuno è libero di credere a quello che vuole, ma sia così coerente da pagare di tasca propria il sostentamento dei propri dei e eviti di bloccarci la vita parcheggiando un'enorme e inutile vacca sacra in mezzo alla strada. Roberto Martina Le schede dell'8 per mille conteggiate solo in parte? Mi informerò, mi sembra strano. BERLUSCONI Una brutta profezia, che non si avveri In riferimento alla lettera della signora Teresa Pasquali ("Il Tirreno" del 25) che si rivolge all'elettorato che non si riconosce nel presidente del Consiglio e lo esorta a rassegnarsi perché ha dalla sua parte la stragrande maggioranza degli italiani, ricordo che per ben vent'anni un certo personaggio ha entusiasmato milioni e milioni di italiani puntando sull'ignoranza e la povertà che regnava a quel tempo: era un condottiero di bella presenza, un grande comunicatore che sapeva toccare l'animo della gente convincendoli che lui era la vera ricetta per risollevare l'Italia dal torpore che l'affliggeva da anni... Ahimé, non fu così, la portò invece nel baratro della repressione, delle leggi razziali, della limitazione della libertà, nel controllo della magistratura, nella guerra. Da qui in poi un supplizio fatto anche di Resistenza (senza colori, a quel punto tutti gli si rivoltarono contro) e finalmente la liberazione. Sì, penso a Berlusconi. E pensi se nel 2050 accadesse di nuovo, dopo anni di popolo non pensante martellato dagli spot. Il condottiero del nuovo millennio è risorto più forte di prima perché ha tutto il potere nelle proprie mani. Speriamo che la profezia non si avveri: non ci sarebbe nessuno per raccontarlo. Andrea Cortonesi Manciano (Gr)

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Sit-in e lezioni all'aperto Studenti contro il decreto (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 29-10-2008)

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FERMO PRIMO PIANO pag. 14 Sit-in e lezioni all?aperto Studenti contro il decreto Per ora nessuna occupazione di edifici scolastici LA PROTESTA contro la riforma Gelmini sta dilagando anche in città. Dopo la manifestazione dell?11 ottobre, gli studenti fermani sono tornati a far sentire la loro voce ieri mattina, alla vigilia della votazione del decreto in Senato. Lo hanno fatto dandosi appuntamento nel piazzale del Liceo scientifico ?Onesti? e in quello dell?Istituto d?arte ?Preziotti?. C?erano alunni di quasi tutte le scuole cittadine, sembra non avessero aderito solo l?Itgc ?Carducci? e l?Iti ?Montani?, anche se alcuni studenti di questi istituti erano presenti. In entrambi i cortili campeggiavano striscioni con slogan di protesta come «Sul nostro futuro non si risparmia». La manifestazione è stata organizzata dal Collettivo V e in un primo momento sembrava ci dovesse essere anche l?occupazione dell?aula magna dello scientifico. La protesta poi si è sviluppata in maniera diversa, nessuno spazio interno agli edifici è stato occupato e alla contestazione del Collettivo si è unita quella dei ragazzi dell?Istituto d?arte. Una protesta forte contro la riforma Gelmini, i tagli alla scuola e le nuove norme come il 5 in condotta o il maestro unico. Un dissenso che è stato manifestato in diverse forme. Gli alunni del ?Preziotti? hanno organizzato una sorta di sit-in davanti alla scuola, con tanto di piccolo concerto e continueranno a manifestare la loro opposizione attraverso l?arte: «Realizzeremo opere sui temi della riforma. Faremo anche uno striscione con le firme da mandare alla Gelmini», spiegano un gruppo di alunni. I giovani del collettivo, invece, ieri mattina hanno tenuto un comizio davanti allo scientifico, dove hanno letto e discusso la riforma, poi sono andati al ?Preziotti? e, seduti in circolo, hanno organizzato la protesta per i prossimi giorni: «Faremo lezioni davanti allo scientifico con professori di storia ed educazione civica, per parlare della riforma sulla scuola e di ciò che sta accadendo», raccontano alcune ragazze del collettivo. La partecipazione non è stata quella che speravano gli organizzatori: «Abbiamo organizzato tutto velocemente e non c?è stato il tempo di informare e coinvolgere bene tutti ? precisa ancora il collettivo ?. Abbiamo invitato tutte le scuole ma solo ieri, avevamo fretta perché domani (oggi per il lettore) il decreto passa al Senato per l?approvazione». Insomma la protesta andrà avanti anche nei prossimi giorni, con sit-in e lezioni all?aperto come sta succedendo in moltissime città italiane. Nessun intralcio per chi vorrà andare a scuola, promettono gli studenti: «Ognuno ha il diritto di scegliere se aderire o no alla protesta». In progetto c?è anche la partecipazione alla manifestazione che si terrà domani a Roma o a quella di Jesi, organizzata dal collettivo Cortocircuito. E in prima fila con gli alunni ci sono i professori, che li appoggiano e mettono a disposizione le ore libere per incontri di educazione civica. Camilla Corradini Image: 20081029/foto/529.jpg

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Le aspiranti maestre col grembiule nel 1950 (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

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Lettere & Opinioni Pagina 343 Come eravamo Al D'Arborea Le aspiranti maestre col grembiule nel 1950 Come eravamo. Al D'Arborea --> La terza B delle magistrali Eleonora d'Arborea di Cagliari nel 1950. La prima studentessa a sinistra in terza fila è la signora Teresa Murgia di Marrubiu, che ha affidato questa foto al suo ex professore di Filosofia, il lettore cagliaritano Mario Columbu, il quale all'epoca aveva 25 anni ed era già di ruolo. «Avevamo 35/40 alunne - scrive a "Come eravamo" - e mai un problema di disciplina. Tutte col grembiule, come vuole la Gelmini. Mostravano il volto, non la ciccia. Non ricordo i nomi di tutte, mi piacerebbe che mi scrivessero, a Cagliari, in via Paoli 57».

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di EMANUELA ASTOLFI NON APPLICHERANNO il decreto sulla scuola del ministro Gel... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 29-10-2008)

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ASCOLI PRIMO PIANO pag. 3 di EMANUELA ASTOLFI NON APPLICHERANNO il decreto sulla scuola del ministro Gel... di EMANUELA ASTOLFI NON APPLICHERANNO il decreto sulla scuola del ministro Gelmini e se neccessario sono disposti a farsi commissariare. Venti amministratori dei piccoli comuni della provincia di Ascoli hanno lanciato un grido d?allarme al prefetto, Alberto Cifelli, e mostrato tutta la loro disapprovazione nei confronti della riforma sulla scuola che, nel Piceno, porterà alla chiusura di 33 plessi scolastici con meno di 50 alunni. «Abbiamo informato il Prefetto della drammatica situazione che molti Comuni stanno vivendo ? ha detto il portavoce Paolo D?Erasmo, sindaco di Ripatransone ?, sottolineando la nostra contrarietà al provvedimento di riorganizzazione delle scuole, entro il 30 novembre. A costo di farci commissariare dal Governo, noi non procederemo alla chiusura delle scuole, questa parte del decreto deve essere stralciata perché non prende in considerazione le esigenze dei bambini e delle famiglie». Non si tratta di una riforma, ma di un semplice taglio delle spese che poi avrà effetti devastanti sulle singole amministrazioni chiamate a rimboccarsi le maniche e a provvedere per il futuro dei piccoli studenti. «Non è una sollevazione legata all?appartenenza politica ? ha sottolineato l?assessore Olimpia Gobbi, presente all?incontro ? intorno a questo tavolo ci sono sindaci di tutti gli schieramenti. Questo provvedimento incide in maniera pesantissima sull?assesto scolastico territoriale con conseguenze ancora tutta da valutare per quanto riguarda la riorganizzazione del servizio, con particolare riguardo a infrastrutture e trasporto scolastico». NEL TRIENNIO di applicazione del decreto è previsto, in tutta la regione, il taglio di 2800 unità lavorative, di cui 1600 docenti e 1200 operatori del personale Ata. Per l?attuale provincia di Ascoli si tratterà di una riduzione di circa 800 o 900 unità lavorative. «A partire dall?annoscolastico 2009/2010 ? ha proseguito l?assessore ? dovranno essere tagliate, nel solo territorioprovinciale, ben 180 cattedre con il ridimensionamento di 33 plessi scolastici. Nel caso non si dovessero raggiungere gli obbiettivi di risparmio di risorse previsti nel provvedimento governativo, scatterebbero ulteriori tagli che si concentrerebbero nella scuola dell?infanzia o in un ulteriore riduzione dei plessi scolastici esistenti». Il secco no dei sindaci all?applicazione del disegno di riorganizzazione del sistema scolastico è legato anche al fatto che solo il 30 per cento delle risorse risparmiate spetterà alla scuola. «E? un provvedimento che serve solo per fare cassa» ha commentato il sindaco di Offida.

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Fiaccolata in città per fermare il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 29-10-2008)

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REGGIO pag. 6 Fiaccolata in città per fermare il decreto Gelmini Corteo con almeno 500 persone NEMMENO la prima pioggia battente dopo mesi di siccità ha spento le fiaccole degli insegnanti e dei genitori scesi ieri sera, per le vie del centro storico di Reggio, ad esprimere il proprio dissenso nei confronti del decreto Gelmini, e cercare di fermarne l? approvazione definitiva, ormai in dirittura d?arrivo. Ci credono ancora i rappresentanti del Coordinamento Genitori-Insegnanti, nato da un?iniziativa di alcune famiglie e docenti della primaria ?Bergonzi? e allargatosi ben presto a quasi tutti i plessi della città, e con loro le più di 500 persone che, nonostante l?acquazzone, hanno partecipato alla fiaccolata che, partita dalle scuole ?Zibordi?e dalla ?Fermi-Manzoni? è poi confluita in piazza Prampolini. Dove la manifestazione è culminata con la realizzazione, sull?asfalto di Piazza del Duomo, della scritta «Fermati!», rivolta al ministro dell?Istruzione, Maria Stella Gelmini, e formata da una sessantina di partecipanti opportunamente sistemati. Tema principale dell?iniziativa il tentativo di convincere il Governo a ritirare il contestato decreto che, se approvato, cambierà radicalmente il volto della scuola italiana. «Siamo davvero molto felici - ha detto Emiro Endrighi - uno dei referenti del Coordinamento - nonostante la pioggia c?era davvero tanta gente, che è venuta per invitare all?ascolto, per informare, non solo per contestare» Tanti i volti che hanno caratterizzato la camminata con le fiaccole verso piazza Prampolini. Insegnanti come Sandra Palmieri, che lavora a Mancasale: «Vogliamo illuminare la notte con nuove parole e un linguaggio che possa tessere una tela e non distruggere. Vogliamo che tutto il mondo della scuola sia ascoltato. Stasera, per far sì che il decreto non venga approvato, e nei prossimi mesi per provare a dare un nuovo corso alla formazione dei nostri bambini». E poi genitori, come Nicola Magliulo, una figlia alla primaria di Coviolo, che sfida le intemperie perchè «non si tolga tempo allo studio e qualità all?insegnamento. E non si vada contro alle esigenze delle famiglie che con meno ore di scuola dovranno affrontare difficili situazioni logistiche». Alessia Bondavalli, giovane mamma con figlio a scuola a Gavassa indossa un cartellone con la scritta «Le nostre maestre sono già Uniche». E aggiunge: «Sono uniche per capacità e umanità. Se il decreto verrà approvato alcune le perderemo e per i nostri figli sarebbe un peccato. Tagliare le spese è giusto, ma perchè penalizzare il futuro dei bambini?»

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In strada contro il decreto I genitori bloccano il traffico (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 29-10-2008)

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REGGIO pag. 7 In strada contro il decreto I genitori bloccano il traffico Insieme agli insegnanti ieri alle elementari Bosco di FRANCESCO GERARDI «GELMINI, Gelmini, giù le mani dai bambini!». E ancora: «Se mi aiutate potrò esser parte, ma senza sostegno starò in disparte!». Elementari San Giovanni Bosco di via Bismantova, ore 16,30: all?ingresso della scuola va in scena la protesta contro il decreto Gelmini da parte del ?Coordinamento genitori e insegnanti delle scuole reggiane?. Alcune decine di papà e mamme, con i propri figli al seguito, scandiscono slogan ed espongono striscioni, bloccando il traffico per qualche minuto. «QUESTO decreto è totalmente fuori dalla realtà: non rispecchia affatto la società di oggi e non risponde ai problemi della scuola. Siamo preoccupati per i nostri bambini», dice Pina Irace, mamma di due bimbi («uno di otto e un altro di cinque che dovrebbe rientrare nel decreto», precisa la signora). Poi aggiunge: «Sono una formatrice di laboratori teatrali e so bene che con questa legge tutti i laboratori e le attività che non rientrano strettamente nei curricola scolastici, ma che per i bambini sono molto formativi, saranno esclusi col taglio dell?orario». «Il decreto Gelmini ? protesta Rita, professione tecnico di laboratorio e mamma di una bimba autistica ? non è per niente una riforma. Nessuno poi ha sottolineato a dovere il problema, che esiste peraltro da diverso tempo, degli alunni disabili. Ci chiediamo infatti che destino avranno i nostri figli: questa legge danneggia i deboli, sia disabili sia stranieri svantaggiati per la scarsa conoscenza della lingua italiana. Da sempre bisogna lottare per avere più ore di sostegno, ma così la situazione peggiorerà ulteriormente». I detrattori della legge, infatti, sostengono che col ritorno al maestro unico sarà più difficile il lavoro di recupero degli alunni in difficoltà, perché non sarà possibile diversificare il percorso didattico e sviluppare interventi mirati. «I bambini a scuola ci vanno per imparare ? continua mamma Rita ?, e i bambini disabili per questo fine hanno bisogno di personale preparato appositamente. Mia figlia è disgrafica, fa tutto al computer, e necessita di una figura che sappia usare queste tecnologie. Come faremo? Sarei pronta nche a fare ricorso al Tar per vedere affermato il diritto costituzionale di mia figlia di ricevere un?istruzione come gli altri bambini anche se disabile». «La scuola pubblica con questo decreto non mi darà più garanzie e saremo costretti a iscrivere i nostri figli alle scuole private», le fa eco Monica Fiordaliso, un?altra mamma. «Il Governo ha ottenuto quello che da sempre persegue: favorire la scuola privata annullando le conquiste della scuola pubblica».

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CASTORANO MENTRE a livello nazionale si si assiste ad uno scamb... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ASCOLI PROVINCIA pag. 7 ? CASTORANO ? MENTRE a livello nazionale si si assiste ad uno scamb... ? CASTORANO ? MENTRE a livello nazionale si si assiste ad uno scambio di accuse sui numeri che hanno caratterizzato la manifestazione promossa dal Pd a Roma, contro la riforma Gelimini, nelle piccole realtà regna sovrana l?incertezza. Genitori e professori si interrogano, non senza dubbi, sul futuro della scuola. Cosa riserverà il domani dopo che la mannaia dei tagli si abbatterà sulla scuola? Si sono riuniti, lunedì scorso, nella sala consiliare di Castorano, insegnanti, genitori e rappresentanti sindacali per discutere in merito alla riforma Gelmini che mette a rischio la scuola materna locale. All?incontro ha partecipato il sindaco Franco Pezza che ha illustrato la situazione ed ha cercato di rassicurare i genitori fortemente preoccupati. «Non è ancora chiara la situazione ? hanno dichiartato preoccupati alcuni genitori ? non si capisce se la scuola materna sarà per il futuro inglobata alla primaria o, ipotesi respinta categoricamente, delocalizzata in un altro paese». La protagonista dell?incontro è stata l?incertezza, in molti hanno manifestato la speranza che il gelo di questi giorni possa sciogliersi e auspicano che si riavvii un dialogo che porti ad una soluzione.

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<Veltroni mi insulta, vuole il muro contro muro> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

POLITICA pag. 10 «Veltroni mi insulta, vuole il muro contro muro» RETROSCENA IL RAPPORTO TRA IL CAVALIERE E IL PD ? ROMA ? IL DIALOGO con l?opposizione? Non è possibile, sostiene Berlusconi: «C?è un leader che mi accusa di non conoscere le regole della democrazia. E? molto difficile avere un dialogo con questa posizione». Usa espressioni dure, il premier, che, complice il clima rovente sul decreto Gelmini, non è di umore bipartisan: dopo aver spiegato di non aver digerito le dichiarazioni di Veltroni sulla sua scarsa democraticità, rilancia: «Ci troviamo di fronte a un?opposizione che approfitta di questi momenti delicati per portarci allo scontro frontale». Chi lo conosce bene fa sapere che non scherza: va al muro contro muro, anche a costo di qualche ineleganza istituzionale. Come quando definisce ?suggestione?, l?invito del capo dello Stato ad un ampio consenso sulla legge per le europee. A sinistra, nessuno nega che i margini di dialogo sulla scuola siano ridotti al minimo. Più sfumati, sembrerebbero i contorni della partita economica: il governo si appresta a varare le misure urgenti per redditi e piccole imprese che chiede con insistenza Veltroni: «Siamo pronti a votare un decreto sui salari che contiene la detassazione delle tredicesime», fa sapere il leader democratico. Apertura che, raccontano da Palazzo Chigi, non ha scalfito minimamente il Cavaliere. A turbare ancora di più gli animi, lo stallo in commissione di vigilanza Rai. Dopo l?ennesima fumata nera, il centrodestra conferma che non darà via libera alla candidatura di Leoluca Orlando alla presidenza e addirittura ipotizza di puntare su un altro esponente dell?opposizione: «Voteremmo immediatamente la Melandri. Lei dice di no, ma penso che prima o poi ci arriveremo», avverte il sottosegretario alle comunicazione Paolo Romani. IN QUESTO CAMPO, anche Veltroni tiene duro. Convinto che toccherà a Di Pietro, qualora la situazione non si sblocchi, a decidere cosa fare. Al momento, il leader del Pd è deciso a capitalizzare il successo di piazza: intanto, con l?unità del gruppo dirigente e poi proseguendo la battaglia sulla scuola e sui temi ecnomico-sociali. E? QUESTO il succo del ragionamento fatto nei due appuntamenti: il coordinamento e il governo ombra. «Basta con i dissensi fra di noi: la gente ci chiede unità». Premesso questo, passa ai temi caldi, sottolineando la necessità di aprire un confronto con il movimento che unisce studenti, famiglie e professori: può aiutare il partito a piegare il governo che finora ha respinto ogni richiesta di cambiamento. Ipotesi impossibile per Palazzo Chigi, ma tant?è: Veltroni rilancia e punta sull?Università, con una proposta di riforma. Di qui, a parlare di legge per le europee («si a preferenze e sbarramento del 3%») e temi sociali-economici il passo è breve: detassazione delle tredicesime, per rendere la busta paga più pesante di 600 euro e fondo di garanzia per piccole/medie imprese sono le due proposte. Antonella Coppari

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@BORDERO:<SI TRATTA di uno sciopero imposto>. Ugo Liberi, capogru... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

SASSUOLO pag. 15 @BORDERO:«SI TRATTA di uno sciopero imposto». Ugo Liberi, capogru... @BORDERO:«SI TRATTA di uno sciopero imposto». Ugo Liberi, capogruppo comunale di Forza Italia ne è convinto e mostra uno scritto inviato agli alunni dalla direzione scolastica secondo il quale, a suo dire, «al fine di facilitare la riuscita di uno sciopero che la maggioranza degli italiani non sente e non vuole sostenere, in alcuni istituti scolastici, i dirigenti responsabili sono giunti a predisporre la serrata della scuola stessa, impedendo di fatto la possibilità ad insegnanti ed alunni di dimostrare effettivamente la propria opinione in merito alla sciopero». Nella circolare in questione, proveniente dalla Scuole Media Statale ?Primo Levi?, si legge che «a seguito dello sciopero indetto e da informazioni assunte non sarà possibile garantire i servizi, pertanto si sospendono le attività scolastiche». Per Liberi in questo modo «si impone di fatto l?assenza degli alunni alle lezioni, impedendo anche ai numerosi insegnanti che hanno garantito la presenza, di esercitare liberamente le proprie opinioni, prevaricando i diritti di tutti i contrari allo sciopero, e di chi vede favorevolmente la riforma Gelmini».

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<No alla riforma> ma senza scioperi (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

CORSICO ROZZANO pag. 29 «No alla riforma» ma senza scioperi CORSICO DECRETO GELMINI, IL LICEO VICO SCEGLIE IL SIT-INFORMATIVO ? CORSICO ? ANCHE IL LICEO scientifico Gian Battista Vico si unisce alle proteste diffuse in tutta Italia contro il decreto di riforma della scuola, siglato dal ministro Maria Stella Gelmini. Lo fa in modo diverso: niente girotondo, niente scioperi ma informazione e dibattito per entrare nel merito di una riforma che fa discutere. Nel cortile della scuola, gli studenti del liceo che fa parte del complesso Omnicomprensivo, hanno organizzato un sit-in il cui scopo è stato quello di riflettere e discutere riguardo alle proposte di cambiamento del sistema scolastico avanzate dall?attuale governo. Il fine principale della manifestazione è stato, quindi, di carattere informativo: «Abbiamo letto insieme il decreto, lo abbiamo commentato cercando di trovare alternative attuabili ai punti che non condividiamo». Una scelta differente, che esce dal coro ma che evidenzia la ferma volonta di dire «no» a questa riforma e ribadire ad alta voce «il Vico c?è». «Fino a questo momento la nostra scuola non si è mobilitata, ma a un giorno dalla votazione in Senato della riforma Gelmini vogliamo farci sentire e unirci a tutte le scuole che in Italia già protestano ? spiegano gli studenti -. Avremmo voluto agire prima, ma l?organizzazione di questa giornata ha richiesto molto tempo e l?impegno degli studenti, data la posizione marginale del nostro istituto». SONO NUMEROSE le iniziative che si sono svolte nell?hinterland milanese: manifestazioni, assemblee, scioperi che hanno coinvolto scuole di gradi differenti, insegnanti, alunni e genitori. Attraverso dibattiti e incontri, infatti, l?intero popolo che grava intorno alle istituzioni scolastiche - dalla scuola primaria all?università - si è fermato ad approfondire un mondo, quello legato all?istruzione, in continua evoluzione. Francesca Santolini

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Dopo la fiaccolata anti-Gelmini, oggi lezioni in piazza - Ma che cosa dice questa legge 133? (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Dopo la fiaccolata anti-Gelmini, oggi lezioni in piazza - Ma che cosa dice questa legge 133? E' partita da piazzale Picelli la fiaccolata di protesta "anti-Gelmini" . Studenti e docenti si sono trovati per manifestare contro la legge 133. Intanto, è stato approvato il calendario delle lezioni che si terranno in piazza oggi. (Scarica l'allegato sotto l'articolo). COSA DICE LA LEGGE - Quando si parla di “legge 133” e di “riforma Gelmini” si fa riferimento a tutta una serie di nuove misure che, fra gli altri, interessano anche la scuola e l'università. La legge 133 del 6 agosto 2008 è infatti la conversione in legge di un decreto (n.112 del 25 giugno 2008) che reca “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” e che non è quindi incentrato solo sul mondo dell'istruzione. Ecco alcune delle novità più importanti in ambito scolastico – universitario: TAGLI- La legge prevede il taglio di 1.441,5 milioni di euro al fondo di finanziamento ordinario (FFO) nel quinquennio 2009/2013. BLOCCO DEL TURN-OVER - al di sotto del 20% fino al 2011: questo significa che ci sarà una nuova assunzione del personale universitario ogni dieci posti liberati. LE UNIVERSITA' POSSONO TRASFORMARSI IN FONDAZIONI PRIVATE – A decidere la trasformazione è il Senato accademico a maggioranza assoluta (50%+1): la decisione deve essere approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. L'università diventerà fondazione dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera. Le fondazioni, si dice nel testo di legge, hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, ma non sono enti commerciali e non è ammessa in ogni caso la distribuzione di utili. In sostanza, nessuno si può arricchire: se ci sono dei soldi in più, vanno destinati alle attività universitarie. IL MAESTRO UNICO- La riforma affida le classi a un unico insegnante con un orario di 24 ore a settimana. (il contratto fissa il limite delle 22 ore). Al maestro saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religion. RAPPORTO ALUNNI DOCENTI – Il comma 1 dell'articolo 64 della legge prevede dall'anno scolastico 2009/2010 che siano adottati provvedimenti e misure volte ad incrementare di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2011/2012. ORGANICI – Il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) dovrà subire una riduzione complessiva nel triennio 2009-2011 del 17% della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007-2008. PROGRAMMI –Nelle scuole si prevede la stesura entro dodici mesi dall'entrata in vigore del decreto l'adozione di uno o più regolamenti basati sui criteri di razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti, la ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi e altri. Per leggere il testo integrale della legge clicca qui

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Murales, vernice pagata da Duplex (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

SASSUOLO, FORMIGINE, FIORANO E MARANELLO pag. 16 Murales, vernice pagata da Duplex ? FIORANO ? DOPO gli incontri di Fomigine della settimana scorsa, ad altissima partecipazione, i genitori degli alunni delle scuole del distretto ceramico hanno organizzato una nuova riunione che si terrà stasera al cinema teatro Astoria di Fiorano alle ore 21. Si parlerà del decreto Gelmini. Prosegue la raccolta di firme per bloccarlo.

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Fiaccolata in centro. Occupato il Manzoni I rettori: rischiamo dimissioni in massa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-10-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Scuola Proteste anti-Gelmini Fiaccolata in centro. Occupato il Manzoni I rettori: rischiamo dimissioni in massa Occupazioni alle superiori, dall'Agnesi al Boccioni. E poi cortei, lezioni all'aperto e sit-in sui binari. Cresce la protesta nelle scuole. Fiaccolata in centro: più di mille insegnanti, studenti e genitori in corteo. A PAGINA 7

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Il Bo protesta con il funerale all'istruzione (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-10-29 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il Bo protesta con il funerale all'istruzione Docenti e studenti con le fiaccole in mano fino in Prato della Valle contro la riforma Gelmini «L'Università di Padova si spegne dopo 786 anni». La manifestazione condivisa dai professori. Appello del rettore PADOVA – Il cielo, ancora carico di pioggia, non promette affatto bene. Ma poco importa. Perché quella che andrà in scena stasera, appuntamento alle 17.30 sotto le finestre del Bo in via VIII Febbraio, sarà una vera e propria marcia funebre. Con tanto di fiaccole e lumini, gente vestita di nero e strade listate a lutto, minuti di silenzio e tristi ballate. Destinazione finale Prato della Valle, dove le proteste contro la riforma della scuola voluta dal ministro Mariastella Gelmini entreranno nel vivo. Sarà il funerale della pubblica istruzione, in particolare della storica Università di Padova, fondata nel 1222 e spentasi lentamente oggi, 786 anni dopo. Nelle intenzioni degli organizzatori, temporale permettendo, sarà una sorta di rappresentazione teatrale di massa, cui parteciperanno non solo gli studenti (universitari e non), ma anche i professori (in prima fila il preside di Scienze Politiche Gianni Riccamboni e quello di Lettere Paolo Bettiolo), i ricercatori e gran parte del personale tecnico- amministrativo dell'ateneo patavino. Soltanto all'ultimo, il rettore Vincenzo Milanesi scioglierà i dubbi e deciderà se sfilare o meno insieme ai colleghi, ai ragazzi del Bo e a tanta gente comune. «Abbiamo cercato di costruire una manifestazione che mettesse insieme tutte le anime del mondo della scuola – spiegava ieri uno dei promotori della fiaccolata, Leo Kohler, 20 anni, bolognese, studente di Scienze Politiche – Un modo per far capire a tutti i padovani i rischi che potrebbe provocare l'approvazione della riforma- Gelmini. Speriamo di esserci riusciti. Vogliamo coinvolgere tutta Padova. Ogni lumino acceso rappresenterà il sapere». Domani, intanto, partenza alle 9.30 da Prato della Valle (arrivo in piazza Insurrezione), nuovo corteo studentesco per le vie della città, nel giorno dello sciopero generale della scuola proclamato dai sindacati di categoria. Due iniziative di protesta, a poche ore una dall'altra, accolte così dal rettore Milanesi, che ieri in una lettera aperta ha spiegato la posizione del Bo sulla riforma- Gelmini: «L'Università di Padova è decisamente in disaccordo con provvedimenti legislativi che rischiano di demolire il nostro sistema universitario, che tagliano i fondi con la mannaia in una decapitazione di massa e non operano invece col bisturi del chirurgo, capace di guarire eliminando le parti ammalate. L'Università di Padova – ha concluso il rettore – fa appello all'opinione pubblica perché comprenda che il futuro dei giovani e della loro formazione, cui tante famiglie sono interessate, è oggi in pericolo: i tagli indiscriminati faranno prima lievitare in modo notevole le tasse studentesche e poi causeranno danni irreparabili ad un settore fondamentale per il futuro del Paese, con una cura da cavallo che provocherà la morte certa del paziente invece che assicurarne la guarigione». Davide D'Attino La storia in piazza Studenti alla Gran Guardia assistono alla lezione di Silvio Lanaro (Foto Gobbi)

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Zaccaria e Bittante per il dopo Milanesi (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-10-29 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il retroscena Due candidati in campo. E alcune incognite Zaccaria e Bittante per il dopo Milanesi PADOVA — Si parlotta fitto nei corridoi del Bo. Ma a tener banco in questi giorni non sono solamente la contestata riforma Gelmini e i tagli di Tremonti, quanto piuttosto le prime voci sulla prossima tornata elettorale accademica. Tra maggio e giugno, infaustamente in perfetta coincidenza con il rinnovo di Palazzo Moroni, gli oltre duemila docenti del Bo saranno chiamati ad eleggere il successore di Vincenzo Milanesi, che entrerà in carica poi tra un anno esatto, a novembre 2009. E' presto e molto può ancora cambiare, ma se il Bo si trovasse a votare oggi potrebbe contare già su tre candidati in pectore. L'esperienza In continuità con il mandato di Vincenzo Milanesi, in sella da sei anni e con un altro di prorogatio per l'entrata in vigore del nuovo statuto, è la candidatura di Giuseppe Zaccaria, professore afferente al dipartimento di Diritto Comparato e soprattutto prorettore vicario, braccio destro del Magnifico uscente. La sua è al momento l'unica candidatura esplicita: in queste settimane Zaccaria sta incontrando informalmente diversi docenti per comunicargli la propria disponibilità. Dopo nove anni di presidenza a Scienze Politiche, prorettore tanto con Marchesini quanto con Milanesi, Zaccaria propone ai colleghi - proprio in virtù della propria esperienza di governo con tutte le anime dell'ateneo l'apertura di una «pagina nuova » che permetta di superare gli schieramenti del passato. Diplomatico, uomo di equilibrio, conosce alla perfezione i meccanismi del rettorato e vanta ottimi rapporti con l'uscente amministrazione di palazzo Moroni. Lo sfidante Il nome dello sfidante corre ormai sulla bocca di tutti. Il gruppo degli scontenti del mandato Milanesi, che tre anni fa si coagulò attorno alla figura di Francesco Favotto, sembra ora puntare tutto su Giovanni Bittante, professore di zootecnia generale, ex preside di agraria, e «anima» di Agripolis. Carattere energico e brillante, legato all'ex rettore Mario Bonsembiante, Bittante rappresenta a detta di tutti una scelta particolarmente forte. Unico possibile «svantaggio» proprio la coincidenza della tornata elettorale al Bo con quella di palazzo Moroni. Bittante potrebbe infatti risentire del rischio che la sfida venga impropriamente percepita come politicizzata. Il prossimo rettore, che dovrà occuparsi tra le altre cose del nuovo ospedale, avrà infatti comunque il compito garantire all'ateneo la giusta equidistanza tra Regione (un non disinteressato Giancarlo Galan) e il futuro sindaco. Incognita medicina Proprio il tema del nuovo ospedale potrebbe entrare prepotentemente in gioco con una candidatura di medicina. Anche se è noto l'handicap di partenza che un medico ha nella corsa al rettorato (il peso di medicina diventerebbe infatti strabordante) il preside Giorgio Palù potrebbe decidere di correre per far «pesare» maggiormente la Facoltà - e quindi i desiderata da portare avanti per la nuova cittadella - nel futuro governo d'ateneo. La scommessa Tutto definito? Niente affatto. In molti scommettono (forse sperano) che per la primavera emergerà una quarta e nuova candidatura espressione delle facoltà scientifiche, in particolare Ingegneria e Scienze. Una candidatura che con l'enorme bacino di voti rappresentato dalle due facoltà (oggetto di corteggiamento in stato avanzato da parte dei due candidati in corsa), sarebbe in grado di scompaginare e riaggregare gli schieramenti che si vanno definendo attorno a Zaccaria e Bittante. Il nome adatto ci sarebbe già, quello di Andrea Rinaldo, 54 anni, docente del dipartimento di ingegneria idraulica, segretario della classe di Scienze fisiche matematiche e naturali dell'Istituto Veneto, componente del consiglio generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ex presidente del Petrarca. Peccato che proprio a causa dei troppi impegni e dell'attività di ricerca a Losanna sembra, al momento, non disponibile. E Milanesi? Il Magnifico rettore uscente pare solo avere l'imbarazzo della scelta. In questi anni il suo nome è stato dato in corsa un po' per tutto: da possibile ministro tecnico per la Ricerca Scientifica a senatore. Lui giura al momento di «voler tornare ad insegnare» ma le doti diplomatiche, i risultati raggiunti in questi anni e gli ottimi rapporti sia con Flavio Zanonato quanto con Giancarlo Galan gli permettono di poter aspirare tanto alle elezioni europee (col Pd) quanto alla guida di un'agenzia regionale. Luca Barbieri

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E l'Anci chiede la sospensione del decreto legge (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-10-29 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Comune preoccupato per elementari e medie E l'Anci chiede la sospensione del decreto legge PADOVA – Anche l'assessore comunale alla Scuola Claudio Piron contro la Gelmini, preoccupato per il futuro delle elementari e medie cittadine. «I tavoli cui era solito prendere parte lo Stato insieme alla Regione, alla Provincia e al Comune, sono saltati ai primi di ottobre – accusava ieri Piron, di ritorno da un summit dell'Anci – Vorrei che qualcuno mi spiegasse il significato del cosiddetto maestro unico o delle classi ponte. Il decreto va sospeso».

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Assemblee e un'autogestione E oggi ancora sit - in (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

MODENA PRIMO PIANO pag. 2 Assemblee e un?autogestione E oggi ancora sit - in PROGETTI SONO continuate anche ieri le iniziative di protesta nelle scuole modenesi. Il Barozzi, dopo i ?fermenti? di lunedì, ha fatto autogestione, nel tentativo di far capire a tutti gli studenti per che cosa si manifesterà domani. E oggi ripeterà l?esperienza, in accordo con la preside e con il corpo docenti che ha dato il permesso agli studenti di continuare questa ?parentesi informativa?. ANCHE il Tassoni ha fatto leva sul dibattito per analizzare il testo della riforma del ministro Gelmini. I liceali, che hanno riempito due sale del cinema Raffaello, hanno avuto modo di ascoltare gli interventi di esponenti del Pd, di Azione Universitaria e dei sindacati, per farsi un?idea più completa sul decreto legge. In piazza Grande, poi, nel corso della mattinata di ieri era possibile incrociare alcune classi delle medie impegnate in equazioni matematiche: improvvisate lezioni in piazza, per la gioia dei piccoli studenti. OGGI IL TESTO passa al Senato, e gli effetti di quello che succederà a Roma si potrebbero sentire anche a Modena. Gli studenti, infatti, si sono incontrati ieri per un nuovo coordinamento, e hanno deciso di portare avanti altre iniziative nelle scuole e nelle strade per manifestare il loro irriducibile dissenso. Non si sa ancora bene se ci saranno nuovi sit - in o se la protesta assumerà forme diverse, quello che è certo è che a fine giornata qualcosa da registrare sul bollettino delle manifestazioni ci sarà. Anche l?Università discuterà della legge: l?aula magna della facoltà di Lettere ospiterà un?assemblea che precederà il consiglio di facoltà straordinario richiesto dagli studenti. INTANTO il dirigente dell?ufficio scolastico provinciale fa sapere che tutte le scuole sono aperte e che la possibilità di fare lezione è garantita a tutti quegli studenti che non vorranno partecipare alle iniziative. E la situazione non dovrebbe cambiare nei prossimi giorni, anche se c?è chi dice che dopo il grande corteo di domani (che ricordiamo partirà da piazzale Sant?Agostino per percorrere alcune vie del centro), le proteste continueranno, e che saranno ancora più ?decise?. Davide Miserendino

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<QUELLA che vogliono i ministri Tremonti e Gelmini è una scuola dei men... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)

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MODENA PRIMO PIANO pag. 3 «QUELLA che vogliono i ministri Tremonti e Gelmini è una scuola dei men... «QUELLA che vogliono i ministri Tremonti e Gelmini è una scuola dei meno. Meno istruzione, meno cultura, meno obbligo scolastico, meno partecipazione, meno autonomia e meno integrazione di stranieri e disabili». E? la critica del gruppo consiliare di Sinistra Democratica, che ha affidato a un comunicato parole di aperto sostegno «alla sacrosanta lotta delle organizzazioni sindacali e degli studenti». Per Sd, «la scuola deve accompagnare tutti i giovani verso i traguardi formativi ritenuti indispensabili. Dev?essere un luogo di incontro di culture, storie e religioni diverse, premessa per la costruzione di un futuro comune; non un fondo sul quale fare cassa, tagliando 87.400 docenti, 44.500 addetti del personale Ata, e riducendo le risorse complessive di 7,8 miliardi di euro».

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Ufficio scolastico, Barile sostituisce Venturella (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2008-10-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Istruzione Ufficio scolastico, Barile sostituisce Venturella ROVIGO – Franco Venturella lascia l'Ufficio scolastico provinciale di Rovigo. Da novembre la nuova dirigente sarà Maria Fernanda Barile, originaria di Rovigo e dirigente scolastica nel Veronese, forte di un'esperienza più che ventennale e particolarmente impegnata sul fronte della qualità e della valutazione d'istituto. La dirigente porterà finalmente stabilità all'Ufficio scolastico rodigino, soggetto a numerosi cambiamenti di guida e da aprile retto in via provvisoria dal padovano Venturella. Ma Barile dovrà confrontarsi anche con un momento particolarmente difficile per il mondo scolastico, travolto dall'ondata di scioperi e manifestazioni contro il decreto Gelmini e i tagli all'istruzione. Proprio domani gli studenti protesteranno in massa a Roma: dopo la manifestazione di venerdì per le vie del centro, una folta delegazione della Rete degli Studenti medi di Rovigo sarà in corteo a rappresentare il Polesine. Nella stessa giornata gli insegnanti del Liceo Classico «Celio», che venerdì avevano inscenato lezioni di greco, inglese e matematica in piazza Vittorio Emanuele II, organizzano un'assemblea pubblica alla Gran Guardia per discutere con la cittadinanza il contestato decreto. Controcorrente interviene sulla questione anche l'ex sindaco Paolo Avezzù, che critica chi protesterà in piazza: «Manifestazioni senza motivo. I piani di ridimensionamento sono del 1998, altre misure le hanno volute Padoa-Schioppa e Fioroni. Certo sindacalismo si oppone ai cambiamenti per ragioni di mero potere». Francesco Casoni

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UN TEMPO i fatti privati si sussurravano all'orecchio degli amici, e il pass... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)

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MODENA PRIMO PIANO pag. 3 UN TEMPO i fatti privati si sussurravano all?orecchio degli amici, e il pass... UN TEMPO i fatti privati si sussurravano all?orecchio degli amici, e il passaparola girava di compagnia in compagnia. Poi è arrivata l?era dei computer, e le cose sono cambiate. Oggi il modo migliore per organizzarsi e coordinarsi è iscriversi a un blog, una pagina virtuale dove ?postare? le proprie idee e sottoporle al giudizio della ?community?. SONO TANTISSIMI gli spazi virtuali messi in rete negli ultimi mesi per fomentare e unire la protesta contro (o pro) la riforma Gelmini. Ci sono quelli prettamente universitari, che sfruttano l?ironia e la cultura accademica per esprimere la loro critica, e ci sono i ragazzi delle superiori, più frizzanti, che lanciano proposte su proposte. «Domani tutti in piazza!» è la frase che non manca mai. E poi, naturalmente, c?è ?Facebook? la moda del momento. Sul portale ci si può iscrivere ai gruppi che criticano il ministro su tutti i frangenti, ma anche a quelli che ne difendono l?operato, come ?Sostegno al ministro Gelmini per una scuola migliore? dove si condanna «la malainformazione della sinistra, che cerca solo di fare paura agli studenti» o si esalta il decreto legge «che finalmente metterà fine agli sprechi». L?ELEMENTO umano, però, non viene scavalcato del tutto. Qualche volta c?è bisogno di uscire dalla propria stanza e di incontrarsi con gli altri per essere certi di stare ?chattando? con persone vere. E poi la pianificazione è solo una fase del progetto che nasce nel web, perché la parte più bella, per i manifestanti, viene dopo essere scesi in piazza, quando arriva il momento di riempire il blog di foto e filmati. Rivedersi con uno striscione in mano rappresenta un?emozione unica per tanti giovani, che non vedono l?ora di condividere il loro ?momento trionfale? con tutti gli amici della rete. INSOMMA, si può senza dubbio parlare di una protesta che ?monta? su internet. Chissà, magari fra qualche anno le piazze rimarranno vuote e ci si riunirà tutti su ?second life?. d. m.

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L'<onda> blocca i binari Dirottati i treni delle Nord (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-29 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Saronno Blitz dei liceali alla stazione ferroviaria L'«onda» blocca i binari Dirottati i treni delle Nord Cresce anche in Lombardia l'onda della protesta studentesca. A Saronno, i carabinieri stanno valutando un secondo episodio ai limiti del codice penale, dopo l'assalto al liceo Grassi dell'altro ieri. Ieri circa trecento ragazzi, poco prima delle 11, hanno occupato i primi due binari della stazione ferroviaria, scandendo slogan contro il decreto Gelmini, sotto gli occhi di carabinieri e polizia locale. Il presidio è stato abbandonato dopo circa mezz'ora. Bilancio: i treni sono stati dirottati per evitare il blocco. Come detto, i carabinieri stanno valutando se inviare una nuova segnalazione alla Procura dopo quella scaturita dalla manifestazione di lunedì, quando gli scioperanti avevano fatto irruzione nelle classi del liceo scientifico «reo» di non scioperare. Proprio allo scientifico di Saronno e proprio per evitare nuove intemperanze, ieri gli studenti hanno organizzato un servizio d'ordine all'ingresso mentre all'interno era in corso un'assemblea. Anche a Pavia gli studenti si sono mobilitati: la città è stata attraversata da un corteo con circa un migliaio di ragazzi. All' università, invece, c'è stato una protesta di segno opposto: una decina di ragazzi di Azione universitaria (movimento legato ad An) ha interrotto per qualche minuto il consiglio di amministrazione dell'ateneo: «Una occupazione simbolica del rettorato — spiegano i responsabili del gesto — per far capire che ci sono studenti che vogliono studiare e non manifestare». I giovani di destra hanno esposto uno striscione contro il Sessantotto: «Ho incontrato un gruppo di studenti facenti capo ad Azione universitaria — spiega il rettore Angiolino Stella —, che mi ha manifestato preoccupazione per l'interruzione dell' attività didattica e il blocco di esami. Ho quindi rivolto ai presidi delle nove facoltà dell'Università di Pavia un messaggio affinché non si interrompano le lezioni, né si blocchino gli esami». Sempre a Pavia, nel pomeriggio in piazza della Vittoria si è svolta la prima lezione all'aperto: letteratura greca. Lezione all' aria aperta anche a Bergamo: duecento studenti della facoltà di Lingue straniere, hanno seguito, nella Città Alta, il professor Mario Corona in una lezione di letteratura angloamericana. Presidio anti-sciopero A Pavia una decina di universitari di destra contrari allo sciopero hanno occupato il rettorato Roberto Rotondo

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Elena e Laura: noi, le due apolitiche che riportano in piazza la Cattolica (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-29 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Sfida nell'ateneo fondato da padre Gemelli Elena e Laura: noi, le due apolitiche che riportano in piazza la Cattolica SEGUE DA PAGINA 1 Si comincia giovedì. Un corteo, con striscione dell'Università partirà da largo Gemelli (ore 9) per confluire in piazza Cairoli. Venerdì (11.30) in piazza Duomo sarà la volta delle lezioni all'aperto (titolo: «Storia di quelli che non hanno fatto il '68». Oggi è in Cattolica è atteso pure Marco Travaglio). Fatto singolare, la miccia è stata innescata da due studentesse di Storia dell'arte: Elena e Laura. Apolitiche, apartitiche. Che avevano optato per la formula né-né (né a favore, né contro la riforma). Motivo? «Non ne sapevamo nulla della legge», dice Elena. Poi, per curiosità, hanno studiato il testo. Venerdì scorso il debutto, portando la solidarietà ai coetanei di Scienze politiche che facevano lezione in piazza Duomo e distribuendo volantini con un discorso di Calamandrei sulla scuola. Sono animate da una convinzione: che alla Cattolica i contrari alla riforma siano più di quanto si possa immaginare. Basta scovarli. «Distribuendo volantini, molti ci dicevano: "siamo d'accordo". Chi l'avrebbe detto?». L'iniziativa ha dato fiato alle liste di sinistra (Uld e Formiche democratiche), che non avevano avuto la forza di uscire allo scoperto. «Non potevano credere che non facessimo parte dei collettivi». Sono co-fondatrici di un neo-gruppo nato alla Statale (Ministero degli esteri universitario). E hanno coinvolto i docenti. «Ci dicono: bellissimo il discorso di Calamandrei». Apolitiche, apartitiche. Ma, da una settimana, decise e convinte: «Il potenziale anti-Gelmini alla Cattolica è più ampio». Per questo ora dialogano con i ciellini. «Dura. Però, chissà». Agostino Gramigna

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Fiaccolata in centro, Manzoni occupato (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-29 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Le iniziative Corteo anti-Gelmini di genitori e studenti. I ragazzi della Bocconi: appello a Napolitano, salvi l'università Fiaccolata in centro, Manzoni occupato Agnesi, assedio al provveditorato. Il rettore Decleva: colpo mortale agli atenei I licei Parini, Berchet e Severi verso il blocco delle lezioni Oggi alla Statale lezione del premio Nobel Dario Fo Compatti. Almeno al Manzoni. «Occupazione all'unanimità », decide l'assemblea. Liberali all'Agnesi. «Chi voleva andare in classe era libero di farlo», spiegano al presidio. Impegnati al Boccioni. «Gruppi di lavoro sui grandi temi di attualità, anche durante l'occupazione», raccontano i ragazzi. La protesta cresce. E le scuole superiori si mobilitano con autogestioni e picchetti. Cortei e assemblee. Poi le università lezioni in piazza e sit-in. E una lettera di Giulio Ballio, rettore del Politecnico, ai suoi studenti. Ieri sera anche genitori e insegnanti hanno fatto sentire la loro voce. Un migliaio di persone hanno sfilato per le vie del centro. Una fiaccolata, organizzata da Retescuole, perché «non accettiamo compromessi sul diritto all'istruzione ». Ed è proprio questo lo slogan ripetuto per tutta la mattina dagli studenti dell'Agnesi. Davanti a scuola hanno organizzato un sit-in. Poi in assemblea, ma «solo su base volontaria ». Si sono presi la palestra perché «non ci stavamo da nessuna parte». E quindi in duecento in corteo, fino al Provveditorato. «Ci dovranno ascoltare », gridano al megafono. Striscioni e slogan. E anche magliette: «Solo il sapiente è libero ». Una frase di Orazio, «per sottolineare il nostro disappunto », spiega Cristina. Lei, 17 anni, è arrabbiata perché «non è vero che le proteste sono solo di chi non ha voglia di studiare. Io ho la media del 9». Dovevano raggiungerli anche i ragazzi del Manzoni, ma «non ce l'hanno fatta». E già, il liceo di via Orazio è stato occupato. In palestra hanno dato «il via a un dibattito» , spiega Gianmarco. Insieme «per capire i punti più importanti del decreto ». Poi alle due «un pranzo sociale». Ma non tutti sono d'accordo. «Non c'è contraddittorio ». Lea scuote la testa, «occupare è come dare ragione alla Gelmini». Ma i ragazzi del Boccioni non mollano. Nel secondo giorno di occupazione hanno organizzato dibattiti con i professori e universitari. Poi assemblee anche al Parini, «la maggior parte pensa che dovremmo muoverci», al Berchet, «scenderemo in piazza con i professori» e al Severi, «vogliamo occupare». Proteste anche negli atenei. Paco Ignazio Taibo II, giornalista e scrittore, è stato a Scienze politiche per l'incontro «La libertà non te la regalano». Gli studenti della Bocconi hanno preparato una lettera da consegnare venerdì al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Una lettera anche quella di Giulio Ballio in cui spiega gli effetti della legge e delinea le strategie per «rovesciare la situazione». E che assieme agli altri rettori, «sto combattendo in tutte le direzioni». Per «questo ho bisogno dell'appoggio soprattutto di Voi allievi». Enrico Decleva, magnifico della Statale, conferma che i rettori «sono pronti a dimettersi. La Finanziaria infligge un colpo mortale alle università». E intanto Azione Universitaria si prepara a «una sorpresa in Statale ». Anche oggi giornata di mobilitazioni. I licei Tito Livio e Omero hanno organizzato una lezione in piazza San Fedele. I ragazzi promettono «disordini in tutta le città». Blitz in strada «per farci sentire» e cortei spontanei. A loro si uniranno li universitari. Sempre questa mattina gli studenti della Statale potranno ascoltare Dario Fo in un dibattito. A Scienze politiche sospese le attività didattiche per una serie di conferenze tenute dai docenti su temi di attualità e sociali. Benedetta Argentieri

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VIGNOLA GRANDE partecipazione all'incontro al T... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-10-2008)

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BREVI DALLA PROVINCIA pag. 20 ?VIGNOLA? GRANDE partecipazione all?incontro al T... ?VIGNOLA? GRANDE partecipazione all?incontro al Teatro Cantelli di Vignola «Quale futuro per la scuola italiana dopo l?approvazione del Decreto Gelmini? E qui a Vignola?». Al convegno, organizzato da docenti e genitori, oltre a 130 vignolesi hanno partecipato il segretario provinciale Cisl Luigi Belluzzi, il segretario provinciale Cgil Cinzia Cornia e l?assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Vignola Maurizia Rabitti. Assente, invece, Gino Malaguti, dirigente dell?ufficio provinciale scolastico di Modena che, dopo aver confermato la propria presenza come rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione, ha poi fatto sapere di non essere disponibile. DURANTE IL DIBATTITO è emersa la preoccupazione dei vignolesi per l?attuazione di un decreto che sembra essere frutto soltanto dell?esigenza di ?fare cassa?, senza alcuna motivazione pedagogica. Tra i temi trattati, il destino incerto del tempo pieno e la necessità di far conoscere all?opinione pubblica le iniziative messe in atto dalle scuole e dalle famiglie del territorio affinché il Ministero, anziché con dei decreti, operi attraverso leggi condivise da tutti i soggetti interessati (sindacati, insegnanti, pedagogisti e genitori).

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Scuola, battaglia in Senato (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-10-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Cortei in tutta Italia contro la Gelmini, sit in a Palazzo Madama. Oggi il sì al decreto Scuola, battaglia in Senato Europee e preferenze, Napolitano chiede dialogo. Berlusconi: impossibile ROMA — Oggi il voto in Senato ma la protesta degli studenti non si ferma. Per domani sono attesi a Roma 9 treni speciali e quasi mille pullman per lo sciopero. Napolitano chiede il dialogo su europee e preferenze, Berlusconi: è impossibile. ALLE PAGINE 5 E 6

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Don Verzé: Università tarlata, giusto ribellarsi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il fondatore del San Raffaele «No alle occupazioni. Ma la voce degli studenti è sacrosanta, bisogna cambiare» Don Verzé: Università tarlata, giusto ribellarsi MILANO — Scende dall'auto, due carabinieri lo salutano sull'attenti e lui agita la mano, «guardate che non sono io, l'autorità, sono solo un uomo, misero...». I militari sorridono, don Luigi Maria Verzé porta gagliardamente i suoi ottantotto anni e ha negli occhi un lampo d'ironia perenne. Di lì a poco, all'inaugurazione dell'anno accademico dell'università San Raffaele, il rettore osserverà che il sistema universitario italiano «sta crollando spontaneamente per tarlatura asfittica», lanciando la «sfida» verso una «riforma «giuridico costituzionale della scuola e dell'università ». Se gli si chiede cosa ne pensa delle occupazioni sparse per l'Italia, «qui non occupa nessuno! », replica secco il fondatore del San Raffaele. Non sono cose che gli piacciano, chiaro. Però «la voce degli studenti è sacrosanta e va ascoltata», sorride. è bene che i ragazzi si preoccupino e si facciano sentire, «non è forse nata così l'università in Occidente? A Bologna nell'XI secolo cominciò tutto da loro, erano gli studenti a scegliersi e pagare i loro professori! Perciò è giusto che i giovani si ribellino a questo stato di cose e pretendano un'università diversa». Pausa. «Nel senso che dico io..» Una «trasformazione» cui Don Verzé accenna nella sua prolusione a studenti e insegnanti, nel grande spazio da lui chiamato «ciborio» («un luogo di nutrimento sostanziale di idee matrici potentemente generative: come le cellule staminali ») che mostra in fondo lo scheletro di una barca «come quella del pescatore Pietro» con la Croce e, al centro, una gigantesca doppia elica del Dna che sale fino alla grande cupola a maglie aperte («ha un diametro di quarantatré metri, tre più di San Pietro!») sormontata dall'angelo che indica il cielo. è l'idea di un sapere integrale, «la verità tutta intera», studi di «Medicina, Biologia, Economia, Filosofia, Ascetica...», ma soprattutto di un'università che «è chiamata ad avviare una coraggiosa evoluzione del sistema didattico italiano», annuncia. Don Verzé non parla della riforma Gelmini, all'inizio dice tutta la sua «gioia e fierezza» per una cerimonia «senza autorità governativa», in realtà c'è il sottosegretario Ferruccio Fazio «che però, prima di tutto, è un raffaeliano». No, il padre del San Raffaele parla della sua idea di riforma, «l'università è del cittadino e non dello Stato, così come lo Stato è del cittadino e non della burocrazia», e assicura che il suo ateneo «è pronto a prestarsi come cavia». La riforma interna partirà dalla Facoltà di Filosofia, «auspice il professor Massimo Cacciari» che l'ha creata sei anni fa: si sta definendo una Fondazione «che presiederà Cacciari» con il Comune di Cesano Maderno (l'ateneo ha sede nel Palazzo Arese-Borromeo), la Provincia e la Camera di commercio. La «sfida», in generale, è «la trasformazione delle università in fondazioni», con l'ingresso di soci privati ma anche «l'abolizione dello status giuridico del docente e del valore legale del titolo di studio», elenca Don Verzé. Perché «il valore del titolo è dato dall'ateneo e da chi ci insegna» e gli automatismi di carriera impediscono di scegliere i professori migliori e chiudono la strada ai giovani, «i docenti vanno assunti a contratto, e resta chi vale». Come «negli Stati Uniti», riassume Don Verzé: «Fare a meno dei sussidi di Stato, senza per questo che lo Stato si disinteressi dell'università: il bilancio pubblico, in compenso, ne verrebbe alleggerito... ». Fondazioni «Le università vanno trasformate in fondazioni, come faremo nella Facoltà di Filosofia. Aboliamo lo status giuridico dei docenti e il valore legale delle lauree» \\ Gli atenei sono nati dai ragazzi E sono del cittadino, non dello Stato Gian Guido Vecchi

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Cortei in tutta Italia, in tremila al Senato (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Cortei in tutta Italia, in tremila al Senato Occupazioni, prima inchiesta: nel mirino il «Giulio Cesare» di Roma. Domani sciopero della scuola Gli studenti «assediano» Palazzo Madama: oggi bis per il voto finale sul decreto. A Torino lezione di Vattimo in piazza ROMA — «Gelmini butta la pasta, Gelmini butta la pasta... ». Assedio sonoro. All'ora di cena, ieri sera, erano ancora là, gli studenti in rivolta. Davanti al fortino di Palazzo Madama, blindato da polizia e carabinieri. Studenti medi e universitari insieme: «Né rossi né neri, solo liberi pensieri», cantavano in coro per ribadire ancora una volta la loro volontà di non essere strumentalizzati dai partiti. In tremila, hanno tenuto duro fino all'ultimo, sotto una pioggia inclemente, sperando nel miracolo di bloccare in extremis l'approvazione del decreto Gelmini. Oggi, per il voto finale, torneranno. Ma la protesta non si ferma, comunque andrà lo scrutinio stamattina. Per domani, sono attesi a Roma nove treni speciali e quasi mille pullman da tutt'Italia per lo sciopero generale della scuola (partenza del corteo alle 9 da piazza Esedra e arrivo in piazza del Popolo dove per la Cgil parlerà Epifani). Già ieri, però, la lotta è stata dura: lezioni in piazza per gli universitari (i filosofi con Gianni Vattimo a Torino, gli ingegneri romani al Colosseo), cortei spontanei, licei occupati, fiaccolate di maestre e bimbi (a Milano da piazza Cordusio al Duomo), genitori travestiti da Re Magi sotto al ministero della Pubblica Istruzione per portare in «dono » alla Gelmini 15 mila firme anti-decreto. Ieri, la procura di Roma, dopo una segnalazione ricevuta dalla preside, Carla Sbrana, ha avviato un'indagine sull'occupazione del «Giulio Cesare » per invasione di edificio pubblico e interruzione di pubblico servizio. Quella dello storico liceo classico di Corso Trieste (tra gli ex alunni Antonello Venditti, Federico Moccia, Serena Dandini e Tullio De Mauro) è la prima occupazione a finire sotto inchiesta (in serata, poi, gli studenti hanno deciso di passare all'autogestione). Vana per tutto il giorno l'attesa di veder spuntare da Palazzo Madama la Gelmini, ieri mattina c'è stato però un botta e risposta fuori Montecitorio tra gli studenti del liceo Augusto (anche loro in sit-in contro la riforma) e il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. «Non è vero che ci sono tagli — ha detto loro il ministro —. Il governo vuole solo razionalizzare ». Perché allora — le hanno chiesto i ragazzi — è stata scelta la strada del decreto legge? «Io sono stata vicepresidente della Camera e so bene quanto ci mettono i provvedimenti ad arrivare all'approvazione — ha risposto la Meloni —. Per una riforma, con i tempi che ci sono, ci vorrebbero tre anni... ». L'ultima domanda: è vero che volete privatizzare la scuola? «No — è stata la pronta replica del ministro —. Se fosse così, mi dimetterei». GUARDA i video degli studenti in piazza su www.corriere.it Fabrizio Caccia

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Eco bacchetta i ragazzi <Combattete per i baroni> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE A Siena Eco bacchetta i ragazzi «Combattete per i baroni» MILANO — Il professor Umberto Eco, invitato dall'Università di Siena, sta parlando al convegno su Luciano Berio. Ma i ragazzi che lo ascoltano sono più interessati a conoscere la sua opinione sulla scuola e sul movimento anti-riforma. E così lui spiega che «l'intenzione del governo è quella di aiutare il più possibile le scuole private elementari e medie perché è lì che si formano i ragazzi. All'università non vale più la pena». La protesta «è appena cominciata ed è diversa dalle altre. Siccome non faccio il profeta di professione, sto a vedere cosa accade. Al governo darei il suggerimento di qualsiasi persona sensata: tagliare i fondi per la ricerca vuol dire impoverire il Paese». A lezione finita, poi, scambia vivaci battute con gli studenti in assemblea sulla lotta al decreto Gelmini: «I tagli danneggiano più i professori che gli studenti: è molto curioso che facciate una battaglia del genere per i baroni». Per Eco, comunque, è curioso che questo movimento «sia sganciato dai partiti ma voglia comunque riforme politiche: un progetto politico prima o poi deve venire fuori». Professore Umberto Eco, semiologo e scrittore

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Il cuscino di protesta (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE A Roma Il cuscino di protesta Una studentessa del movimento contro la riforma Gelmini annuncia come si concluderà il sit-in di protesta davanti al Senato

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LalezionediVattimo (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE A Torino LalezionediVattimo Ieri il professor Gianni Vattimo, in ruolo fino al 31 ottobre, ha tenuto una lezione di protesta contro il decreto Gelmini in piazza Vittorio Veneto

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La <barricata> del ricercatore <Lascio l'ateneo dei baroni> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Diario scolastico di Marco Imarisio La «barricata» del ricercatore «Lascio l'ateneo dei baroni» «Pertanto la sua assunzione viene rinviata a data da destinarsi. Cordiali saluti». E dire che mancava poco, l'entrata in servizio era prevista per il primo novembre. D'accordo che ci sono abituati, anche nel 2007 avevano rimandato di un anno. Ma questa volta non viene neppure fissato un possibile sol dell'avvenire. «Visto che la Divina Commedia è tornata di moda, diciamo che ci hanno messo nel limbo». Giacomo Manetti (nella foto), 33 anni, pistoiese, laurea in Economia e dottorato in Programmazione e controllo, è il più giovane dei 23 ricercatori dell'Università di Firenze che vinsero il concorso del biennio 2006-2007. Nel gruppo ci sono alcuni cinquantenni che lavorano nell'ateneo da un quarto di secolo, tra un assegno e un contratto a termine. «Io almeno ho la fortuna di essere scapolo». I ricercatori sono la cinghia di trasmissione di questa protesta. Ma stretti come sono tra studenti e professori di ruolo, sanno di rappresentare il classicissimo vaso di coccio. «Modestamente, siamo quelli messi peggio. Tra il martello di università gestite malissimo e l'incudine della legge 133 che le lascia ancora più al verde». Manetti non si sente a suo agio nel ruolo del barricadero. Lui veste e parla in modo classico, si definisce un moderato, confessa di non avere mai amato la piazza. Neppure da studente, quando ancora aveva i capelli. Parla piano, per non disturbare. In sottofondo c'è il vociare del Consiglio di facoltà, che ha deciso lo sciopero della didattica. «Gli altri professori vogliono creare un fondo di solidarietà per noi. Fa piacere, ma è umiliante». Nel 2007, ai 23 ricercatori dell'università di Firenze venne chiesto un sacrificio, motivato per iscritto con «la drammatica situazione di bilancio», uno dei più dissestati d'Italia. Ma nel 2008 ci sarà il pareggio, dissero a Manetti. Come no. «Adesso danno la colpa al decreto. E in effetti il taglio al fondo di finanziamento ordinario per il 2009 non aiuta. Ma nascondersi dietro alla Gelmini è puerile. Un alibi. Esiste una precisa responsabilità dei vertici dell'ateneo che in questi anni hanno praticato dissennate politiche di gestione del personale. Tanto, a pagare sono sempre i più deboli, cioè noi. Basta, ho deciso di fare anche azioni di protesta personali». Quali, professore? «Sto pensando di dimettermi». L'ira dei miti è per definizione tremenda. Certe volte, conduce anche all'autolesionismo.

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Facebook, minacce e insulti alla Gelmini Ma c'è anche chi si è <innamorato> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Fronte online Facebook, minacce e insulti alla Gelmini Ma c'è anche chi si è «innamorato» ROMA — «Questi sono gruppi criminali, da chiudere. Ho già mandato una segnalazione a Facebook, ma bisogna denunciarli». Giovanni Basini ha 21 anni ed è al terzo anno di Giurisprudenza alla Sapienza. Sfoggia guance glabre da quindicenne e parlantina da politico veterano. Indossa occhialetti alla Capezzone e un inappuntabile completo grigio che cade a piombo sui mocassini neri raggrinziti. L'oggetto di tanta indignazione sono alcuni gruppi nati su Facebook, social network fra i più trendy del momento, sentina di qualche nefandezza, ma anche valido strumento di comunicazione. Su «Fb» ci sono tutti: Walter Veltroni e Umberto Bossi, l'arcivescovo di Napoli cardinal Sepe e anticlericali incalliti. Ma con la Gelmini, spiega Basini — che per Alternativa studentesca ha incontrato ieri i parlamentari Pdl con gli altri studenti di destra al Capranica di Roma — «si sta esagerando»: «Ci sono venti gruppi con offese da codice penale. A uno che ne vuole "l'internamento", partecipa il Pd romano. Altri si propongono di tagliarla con la motosega, di mandarla a morte. Uno dice: "Affoghiamo quell'idiota della Gelmini in un barile di salamoia"». In effetti la guerra su Facebook impazza. Non mancano gruppi a favore: da «Io sto con la Gelmini», con il ministro santificata con l'aureola, fino a «Mi sono innamorato della Gelmini» e «Un ministro con le palle». A testimonianza dello scontro in atto, c'è anche il caso del sito www.forzagelmini.com, che sarebbe stato oggetto di un attacco dagli hacker. Ma è su Facebook che si fronteggiano fan e detrattori più agguerriti. Molti gruppi sono utili luoghi di dibattito. Altri decisamente meno, in bilico tra goliardia e insulto. Come il gruppo: «Per la Gelmini ghigliottina, fuoco o lapidazione?». Ma il ministro non è l'unico bersaglio su Facebook. Alla voce «uccidiamo...» si trovano, tra gli altri, Silvio Berlusconi (3992 iscritti), Simona Ventura (382), Antonio Bassolino (122) Emilio Fede (360), Gigi Marzullo (61) e il gattino Virgola (314). Alessandro Trocino

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Decreto sulla scuola, bagarre in Aula Pdl-Pd (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-29 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Decreto sulla scuola, bagarre in Aula Pdl-Pd Protesta di Idv e democratici con cartelli e grida, seduta sospesa. Oggi il voto definitivo Schifani non interrompe le votazioni, la Finocchiaro lo attacca ma poi gli offre le sue scuse. «Accettate» ROMA — Decreto Gelmini: ieri pomeriggio si è scatenata una vera e propria bagarre al Senato, ma il provvedimento va avanti. Il Pd ha ottenuto un'ora e mezzo in più di tempo per intervenire sugli emendamenti (tutti respinti), ma stamattina il provvedimento diventerà legge. La maggioranza vuole evitare la fiducia, in caso di necessità, però il regolamento consente di ricorrervi anche venti minuti prima del voto. Avviene tutto all'improvviso, dopo una partenza in sordina. Prima venti minuti di sospensione per la verifica del numero legale (che manca perché tutti i senatori dell'opposizione che pure sono sui banchi non infilano la scheda), quindi, in surplace, una serie di interventi per prendere tempo. Anche l'attesa per il discorso del capogruppo del Pd, Finocchiaro, va delusa. Si limita a rilanciare quanto affermato poco prima dal segretario Veltroni: «Il decreto venga ritirato». Richiesta respinta da Berlusconi che denuncia invece una «vasta disinformazione, falsità enormi» sulle misure del governo e accusa l'opposizione di «usare inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole, per scopi politici ». Tanto che lo stesso premier avrebbe voluto un Gelmini day, con una manifestazione pro-riforma al Palasport, che per il momento è «saltata», ma, dicono a FI, non certamente per l'opposizione degli studenti di centrodestra. Ma a un certo punto l'Aula esplode di colpo e sembra di essere tornati ai tempi del governo Prodi, sia pure a parti invertite. Gli uomini di Di Pietro che avevano già pronti sui banchi dei grandi fogli li tirano su. Recitano: «La chiamate istruzione, ma create distruzione» e «L'istruzione costa? Provate con l'ignoranza». Scattano i commessi. Il presidente ribadisce che farà rispettare l'ordine dei lavori votato «all'unanimità », sottolinea, la scorsa settimana. Ricorda anche, Schifani, come si è comportato «il mio illustre predecessore nella scorsa legislatura », cioè Marini. Iniziano le votazioni, una dopo l'altra, rapidissime, e lì monta l'onda. Tutta l'opposizione (Idv, Pd e Udc) è in piedi, i senatori applaudono ritmicamente e gridano «buffoni, buffoni». La Finocchiaro questa volta graffia: «Andare avanti così con le votazioni, come se niente fosse successo... Mi sento in dovere di dirlo, con tutta la sincerità e con tutta la delusione di capogruppo». Sdegnata si mette seduta, sommersa dalla selva dei colleghi plaudenti in piedi. I secondi sembrano interminabili, Schifani, comunque, non si fa prendere la mano, sospende subito la seduta e convoca la conferenza dei capigruppo. Si torna in Aula. La Finocchiaro presenta le sue scuse: «Quanto accaduto prima, le intemperanze, non erano rivolte alla sua persona, ma al clima esasperato legato alla discussione del decreto sulla scuola». Schifani le accetta («Scuse sincere») e chiude l'episodio: «I diritti dell'opposizione sono sacri e sacri continueranno ad essere agli occhi di questa presidenza». In Aula I commessi ritirano i cartelli (sopra e a sinistra) dell'Idv: «La chiamate istruzione ma create distruzione». Nel tondo, il ministro Gelmini ieri in Senato M.Antonietta Calabrò

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Occupazioni e cortei a macchia di leopardo (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

MILANO ATTUALITA' pag. 2 Occupazioni e cortei a macchia di leopardo Ieri attività bloccata in una dozzina di licei e istituti, oggi in piazza con manifestazioni improvvisate di GIORGIO GUAITI ? MILANO ? OCCUPAZIONI, autogestioni, assemblee, picchetti e cortei improvvisati per partecipare alla fiaccolata serale organizzata ieri da Retescuole. Le agitazioni nelle superiori milanesi si vanno estendendo in preparazione della giornata di sciopero e del corteo di domani, ma già per oggi sono previste nuove iniziative con manifestazioni, cortei e blocchi stradali in diverse zone della città. Il fronte della protesta ieri si è allargato coinvolgendo una dozzina di istituti: occupati il liceo Manzoni, l?istituto Agnesi e l?artistico Boccioni; autogestione all?istituto Kandinsky; assemblee e altre iniziative al Parini, Severi, Russell, Bottoni, Marconi e al liceo artistico di Brera. GLI STUDENTI del Manzoni hanno aperto la mattinata con un?assemblea e il via all?occupazione (che dovrebbe continuare fino a venerdì, nonostante l?inizio del ?ponte dei Morti?) e alle finestre del liceo sono comparsi due striscioni: «Gelmini bocciata, la scuola ti ripudia» e «Io qui non c?entro». Nel pomeriggio un centinaio di ragazzi ha lasciato il liceo e si è mosso in corteo verso il centro per partecipare alla fiaccolata di Retescuole. Per oggi è prevista un?assemblea con la partecipazione dei professori, poi gli occupanti parteciperanno ai cortei che i Collettivi intendono organizzare in diverse zone della città: piccole manifestazioni ?spontanee? che dovrebbero muoversi nei singoli quartieri e quindi puntare su piazza Cairoli, con contorno di blocchi stradali. Occupazione anche al Boccioni e all?istituto Agnesi, da dove ieri si è mosso un corteo di circa 800 studenti (assicurano i ragazzi del Collettivo) che ha raggiunto la sede del Provveditorato. Oggi entrambi i Collettivi parteciperanno alle manifestazioni ?a macchia di leopardo? annunciate dagli studenti. Alle assemblee del Parini, Severi, Russell, Bottoni e Marconi, si aggiungerà oggi quella del Vittorio Veneto, dove gli studenti si affiancheranno ai liceali del Boccioni per un corteo ?di zona?. Infine il liceo artistico di Brera che, dopo l?assemblea di ieri, ha in programma un corteo con i ragazzi del Manzoni e, alle 14, una lezione all?aperto in piazzale Cadorna. FIN QUI il bollettino delle mobilitazioni, ma sono da segnalare iniziative anche sul fronte opposto, in difesa della riforma e dell?operato del ministro. E? il caso del sito internet ?forzagelmini.com?, lanciato dal consigliere regionale del PdL, Carlo Saffioti, che ha raccolto oltre 2.500 messaggi di adesione, ma che «ha subito un attacco informatico». E? lo stesso consigliere Saffioti a denunciare il caso, spiegando che «l?attacco ha mandato in crisi il server e oscurato il portale». Per questo - ha aggiunto - al momento «è online la versione di qualche giorno fa con mille messaggi pubblicati, ma dobbiamo ripubblicarne altri 1.500 che non sono più visibili». «Il tentativo di scoraggiarci - ha però concluso Saffioti - è fallito: l?operazione verità che stiamo conducendo non si fermerà». E con la Gelmini è anche schierato il consigliere provinciale Max Bruschi, che sollecita adesioni alla ?Petizione on line per il maestro unico?, «che ha già raccolto oltre 7.000 firme», e alla petizione ?Liberi di costruire una università migliore?, «lanciata dagli studenti di centrodestra in risposta alle occupazioni alle manifestazioni di questi giorni».

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Il Governo si impegni per la libertà di scelta scolastica (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

MILANO ATTUALITA' pag. 3 Il Governo si impegni per la libertà di scelta scolastica l?INTERVENTO Nel Programma proposto dal Centrodestra alle elezioni, in cui gli elettori si sono riconosciuti, uno dei punti qualificanti è il sostegno alle famiglie per la libertà di scelta della scuola. Circa dieci anni fa, l?allora Ministro Berlinguer - in un dialogo serrato con i soggetti della società civile - realizzò la parità giuridica, ovvero riconobbe per legge che le scuole libere svolgono una funzione pubblica. L?impegno che il Governo ha accettato con l?approvazione di questo Ordine del Giorno è quello di realizzare una reale parità economica, come detto non attraverso il finanziamento delle scuole, ma attraverso il finanziamento delle famiglie. Nella legge di Bilancio in discussione alla Camera in questi giorni sono previsti tagli significatiti alle scuole paritarie. È vero che i tagli sono stati fatti a tutti i settori, ma è altrettanto vero che i tagli previsti per le scuole paritarie sono assai più gravi, soprattutto per gli effetti che hanno sulle famiglie. Per quanto riguarda le scuole statali, infatti, i tagli si riferiscono a un budget di diversi miliardi di euro e non incidono sul personale, perché nessuno verrà licenziato, né sulle famiglie, che continueranno a non pagare nulla. Incidono solo sugli sprechi! L?Ordine del Giorno della Camera e il Disegno di legge di bilancio sono due atti contraddittori e il secondo - se non verrà corretto nel corso dell?iter parlamentare - nei fatti costituisce evidentemente ed inequivocabilmente la smentita del primo. Sono due i modi per correggerlo. Il primo è che il Ministro Gelmini faccia proprio l?emendamento che è stato presentato da una quarantina di deputati di PdL e Lega Nord che recupera le risorse per le scuole paritarie da spese di funzionamento dei Ministeri, senza togliere risorse alla scuola statale. Il secondo è quello di intervenire, ma subito, sul fisco delle famiglie, consentendo la deducibilità dei costi della scuola (chi manda i figli nelle paritarie paga infatti le tasse due volte!). In questo caso, l?interlocutore non è il Ministro della scuola, ma il Ministro dell?economia, Giulio Tremonti. Su questo tema, però, gli elettori che hanno votato il Centrodestra non si accontenteranno di promesse. Il Governo ha l?obbligo morale di dare un segnale e di non smentire il Presidente del Consiglio. Il Ministro dell?economia ha l?opportunità di diventare l?interlocutore di un mondo vasto che non chiede privilegi, ma una libertà reale ed effettiva di educare i propri figli e di costruire il proprio futuro. *Deputato del Pdl

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<L'università crolla, il futuro è nel privato> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

MILANO ATTUALITA' pag. 5 «L?università crolla, il futuro è nel privato» Don Verzè: sono con i giovani che protestano ma senza occupare le aule di ROSSELLA MINOTTI ? MILANO ? «L?UNIVERSITÀ attuale sta crollando spontaneamente per tarlatura asfittica, il San Raffaele è pronto alla sfida che significa riforma giuridico-costituzionale della scuola e dell?università italiana, così come stiamo per fare con la facoltà di Filosofia, auspice il professor Massimo Cacciari, a Cesano Maderno, e come faremo con nuove facoltà». Le lapidarie parole di Don Verzé cadono come macigni sull?infuocato campo di battaglia che vede gli studenti italiani impegnati a contrastare i tagli alla scuola e all?università della riforma Gelmini. «Voglio ovviamente la trasformazione degli atenei ? dice il rettore ? quindi sono con i giovani quando protestano, ma non quando occupano le aule, perché l?università italiana ormai è decadente. Non è uno scandalo, ma non capisco perché noi italiani, intelligenti come siamo, non possiamo essere grandi come Harvard e gli atenei inglesi e americani, che sono delle realtà libere e non dello Stato». LUI HA GIÀ cominciato a costruire alla grande. La solenne inaugurazione del 13° anno accademico di Vita-Salute del San Raffaele si tiene infatti nel monumentale Ciborio, la Basiliké che si innalza nel cantiere ancora apertissimo di via Olgettina con la maestosa cupola che, sottolinea Don Verzé, con il suo diametro batte di tre metri il cupolone di San Pietro. «Eh vai...!» si esaltano gli studenti applaudendo il magnifico rettore. E hanno di che essere fieri ed entusiasti. L?Università del San Raffaele è costruita infatti intorno a un concetto globale, che nel rispondere alla domanda «Chi è l?uomo?» lavora a una visione integrata che tiene presente corpo, mente e spirito. Ossia, spiega il professor Michele Di Francesco, preside della Facoltà di Filosofia, «Medicina, Psicologia e Filosofia». Senza dimenticare che «l?università del San Raffaele è una casa ospitale per il pensiero libero, orientata alla ricerca in una visione etica ma anche laica, non dogmatica ma responsabile». E INFATTI LA Lectio magistralis di Luca Cavalli Sforza, docente di Genetica e antropologia, ricorda che «la scienza oggi non può parlare di creazionismo, né si può sostenere che l?ordine biologico sia così perfetto perché creato da Dio». MA IL PROFESSOR Luigi Maria Verzé, come docente e come sacerdote, guarda più lontano. «Supereremo la nostra evoluzione di specie umana quando, in possesso di tutta la lettura del nostro genoma, avremo sull?uomo, sul suo corpo, sull?intelletto, sullo spirito, la verità tutta intera. L?ha detto Cristo». Non a caso nella marmorea struttura del Ciborio, scende dal soffitto la gigantesca spirale del Dna. Sotto di lei, intarsiata nel pavimento, la chiocciola d?oro che, come l?uomo, ha un inizio ma non un termine. Ricerca sospesa tra alfa ed omega quindi, e la cupola aperta verso l?infinito sovrastata dall?Arcangelo. Dietro e su tutto il gigante don Verzé, che si proclama «nemico della burocrazia» e insiste: «L?università è del cittadino e non dello Stato, così come lo Stato è del cittadino e non della burocrazia». Intanto Statale e Bicocca proseguono la loro protesta con le lezioni in piazza, mentre l?ex comunista Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, politico, filosofo e docente di punta di Vita-Salute, ora sarà anche presidente della Fondazione che nasce in Brianza, a Cesano Maderno, per la facoltà di Filosofia.

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<Io, di destra all'Artistico: sfilo coi compagni> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Teo Quercetti, III B: il ragazzo della foto «Io, di destra all'Artistico: sfilo coi compagni» «Sì, sono io quello lì col braccio teso nel saluto romano...». Ha manifestato lunedì, il giorno della foto pubblicata ieri dal «Corriere della sera», dietro un cordone di altri ragazzi, con uno di loro immortalato davanti col pugno chiuso. Lui, Teo Quercetti, 17 anni, III B del Primo liceo artistico di via Ripetta, era subito dietro e diceva la sua contro la Gelmini con la più tipica espressione della destra estrema, il saluto fascista. Ieri Teo è tornato a manifestare con gli altri del «Ripetta» e ha intonato slogan sotto l'acqua battente che non ha risparmiato i manifestanti a Piazza Navona. «Sono cresciuto a Torpignattara ma da qualche anno mi sono trasferito con la famiglia fuori Roma, a Campagnano - spiega Teo Quercetti - . I miei sono tutti e due di sinistra, io no. Papà è ferroviere, mamma è maestra d'asilo e si sta laureando in architettura. Perché sono diventato di destra? è successo alle medie, in seconda, poi man mano me ne sono convinto sempre più. Al Ripetta, ambiente di sinistra, non ho problemi. Ho sempre manifestato con i compagni. Anche contro un governo di destra, come ora. Ci mancherebbe: se un governo fa cose sbagliate, il fatto che sia di destra non lo mette certo al riparo. Io manifesto...». «A piazza Navona il clima è buono, mi fa piacere che questa mattina dal camion del Blocco studentesco siano uscite le canzoni di Bob Marley. è solo un esempio. A scuola, pur essendo di destra, in questi giorni ho partecipato alla stesura dei cartelli e degli striscioni, questa mattina prima di convergere a piazza Navona tutti insieme abbiamo tentato un'uscita su Piazza del Popolo, ma poi pioveva troppo...». «Non sono violento, sono un non violento - conclude Teo -. Perciò se vedo aria brutta me ne vado, mi tiro indietro. Siamo tutti ragazzi, speriamo di continuare così...». Trasversale Teo Quercetti, 17 anni, terzo liceo in via Ripetta Paolo Brogi pbrogi@rcs.it

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Una giornata particolare (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-29 num: - pag: 2 categoria: BREVI Una giornata particolare A destra universitari in corteo. Sopra i «Magi» e le firme anti-Gelmini. A sinistra, lezione di ingegneria al Colosseo (Jpeg)

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<In corteo sotto la sede di Unindustria> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

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BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 2 «In corteo sotto la sede di Unindustria» DOMANI LA PROTESTA DI STUDENTI, COBAS E CENTRI SOCIALI: «NON CAMBIEREMO PERCORSO» di SARAH BUONO NONOSTANTE la pioggia battente non si sono fermati. Tanti, tantissimi, oltre 5.000 tra maestre, dade dell?asilo nido, mamme e studenti tutti insieme per dire, nell?ultimo giorno utile, «no» al decreto Gelmini. Il ritrovo era alle 18 in Piazza Maggiore con candele, lumicini e ceri per formare la scritta «Fermatevi» e fare metaforicamente luce sulla situazione della scuola. ALLE 18,15 inizia a piovere, si aprono i primi ombrelli, qualche bambino inizia a piangere. La paura del flop è tangibile. Il professor Pino De March delle Aldrovandi Rubbiani, ben protetto dal suo k-way giallo, legge la cronaca di una giornata di autogestione al tempo della Moratti: «Il problema non è più la destra o la sinistra, ora siamo tornati indietro, prima della Rivoluzione francese. O siamo sudditi o sovrani e questo gli studenti l?hanno capito. Siamo l?unico paese che esporta i cervelli dei ricercatori e importa le tette delle veline e i piedi dei calciatori». Le nuvole fantozziane vengono allontanate da un benevolo venticello, gli ombrelli si chiudono e si accendono le candele. Le persone si moltiplicano. Alle 19 la piazza straborda letteralmente. SI SCORGONO Franco Bifo Berardi e il consigliere indipendente Valerio Monteventi. Otello Ciavatti del Comitato Piazza Verdi e il maestro Giovanni Cocchi. Potere della televisione: dopo il suo intervento da Santoro della scorsa settimana girano già delle leggende sul suo conto. Si sussurra che abbiano provato a imporgli cosa dire e che lui abbia sdegnosamente rifiutato. Ci sono anche Sergio Spina consigliere provinciale di Prc e l?assessore all?Ambiente Anna Patullo: «Ho lavorato dieci anni nella scuola, per questo so che hanno ragione». SU TRAMPOLI appare la morte, sinistra e cupa, «Sono venuto a prendere la scuola», accompagnata da un cieco: «Qualcuno mi aiuta? Sto cercando la scuola ma non la vedo più». Basta, si parte. L?autorizzazione è in tasca, la gente al fianco. Ad aprire il serpentone c?è il nido d?infanzia Aquilone di via dei Tessitori, con lo striscione «Per un tempo pieno di opportunità», dietro gli studenti delle medie, qualche universitario e una marea umana compatta e combattiva. Una mamma/maestra, Gabriella: «Mi auguro che la protesta continui e che la gente non si fermi». Oggi no di certo. Si procede per via Rizzoli e lungo via Zamboni. via Marsala viene completamente bloccata dal passaggio dei manifestanti. Una signora in macchina suona il clacson e chiede quando riuscirà a passare. Le risponde un poliziotto: «Auguri». Via Moline è invasa. SPETTACOLARE via Indipendenza illuminata da centinaia di fiaccole e animata da un?unica voce: «La scuola pubblica non si tocca, Gelmini chiudi la bocca». Quei pochi che fanno shopping escono dai negozi e applaudono.

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A QUALUNQUE costo, anche se la Questura dovesse opporsi, la sede di rappresentanza di Unindustria in... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

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BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 2 A QUALUNQUE costo, anche se la Questura dovesse opporsi, la sede di rappresentanza di Unindustria in... A QUALUNQUE costo, anche se la Questura dovesse opporsi, la sede di rappresentanza di Unindustria in via San Domenico rimane l?obiettivo ?politico? del corteo di domani. «Gelmini e Tremonti operano i tagli, ma chi muove i fili è Confindustria», tuona il coordinamento No Gelmini dalla scuola dell?infanzia, firma dietro cui spuntano i collettivi universitari e i Cobas. Realtà che, insieme ai centri sociali Crash, Tpo e Vag 61 e al coordinamento Migranti, domani sfileranno da piazza Nettuno (appuntamento ore 9,30) a via san Domenico, passando per via Indipendenza, porta San Donato, via Zamboni, Due Torri e Castiglione. La Questura sta valutando il percorso, per cui è stato presentato regolare preavviso per l?autorizzazione. Ma gli organizzatori hanno anticipato che non lo combieranno anche in caso di bocciatura da parte di piazza Galilei. Aderisce in parte, invece, il coordinamento degli studenti medi che sfilerà con slogan anti Gelmini, ma lascerà libera scelta se andare o meno sotto la casa degli industriali. Nel giorno dello sciopero nazionale della scuola, indetto da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals, i No Gelmini spostano il mirino della contestazione dal Governo a Confindustria. Un modo, spiegano, «per generalizzare il conflitto e per un?altra idea di sviluppo». E, nel farlo, scrivono una lettera aperta alla città, invitandola a «schierarsi e scendere in strada». Alla manifestazione aderisce anche il Cub/Rdb scuola, che fa di più e invita tutti «in piazza Nettuno oggi alle 18,30 per lottare» nel giorno in cui potrebbe essere approvato il decreto Gelmini. Intanto, sempre in tema di scuola, ma passando all?università, oggi alle 18,30 nella basilica di San Petronio l?arcivescovo Carlo Caffarra celebrerà la santa messa di inizio dell?anno accademico 2008-2009 dell?Alma Mater.

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E in via Zamboni il <no> dei collettivi con murales e musica (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 2 E in via Zamboni il «no» dei collettivi con murales e musica UNIVERSITA? INIZIANO i momenti di auto-formazione in università. Gli studenti di ?Ateneo No Gelmini? promuovono appuntamenti di incontro e confronto sui temi legati alle proteste che stanno portando avanti da diversi giorni. Ieri sera l?inaugurazione del progetto, dal titolo ?Saperi e immaginario?, nella facoltà di Lettere, dove un gruppo di scrittori bolognesi, riunito sotto il nome di Wu Ming, ha parlato del sapere ingabbiato nei meccanismi del copyright e del rapporto tra saperi e immaginario, in ambito linguistico, letterario ed artistico. La serata è proseguita con un?altra iniziativa dal titolo ?Riprendiamoci le strade (Reclaim the streeet)?. Studenti dei colettivi universitari hanno realizzato opere d?arte e murales in via Zamboni, davanti al civico 38, sede di Lettere e Filosofia. «Un modo per riappropriarsi degli spazi cittadini, oltreché dell?università», dice Marco, di Cua. La festa è proseguita fino a tarda serata, con la musica di un gruppo hip hop venuto da Bergamo. Nicola Lillo

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E Bossi offrì una sponda a D'Alema (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il retroscena L'obiettivo: ottenere un'opposizione più «morbida» sul federalismo fiscale E Bossi offrì una sponda a D'Alema SEGUE DALLA PRIMA Nel gioco delle diplomazie sotterranee e dei rapporti riservati, non è un caso che il Senatùr abbia scelto l'ex ministro degli Esteri come interlocutore privilegiato: è pronto ad offrire una sponda sulla legge per le Europee pur di ottenere un approccio meno intransigente e più dialogante da parte dell'opposizione sul federalismo fiscale. è all'ombra del voto segreto che si costruiscono e si disfano le intese, e l'asse con Bossi serve a D'Alema per far saltare il tacito patto che unisce il leader del Pd e il Cavaliere sulla soglia alta e sull'assenza di preferenze nella riforma elettorale. Più dei franchi tiratori di An, più dei malumori dentro Forza Italia, Berlusconi teme le manovre del Carroccio e sa di non potersi permettere una sconfitta in Parlamento. Ecco perché non ha ancora deciso se attraversare le forche caudine della Camera o lasciare immutata la legge: un'idea più chiara l'avrà domani dopo il pranzo con Gianfranco Fini. Intanto ieri ha inviato un nuovo messaggio a Veltroni: «Niente preferenze e soprattutto soglia al 5%. Prendere o lasciare». Il segretario democratico vorrebbe «prendere», visto come ha commentato con i suoi la conferenza stampa del Cavaliere: «A me non pare che Berlusconi abbia intenzione di mollare». Di più non poteva dire, dato che la stragrande maggioranza del suo partito punta a mantenere le preferenze e a ridurre al 3% la soglia di sbarramento, in modo da agevolare Pier Ferdinando Casini. E per rendere visibile l'intesa con l'Udc, D'Alema Francesco Rutelli Beppe Fioroni ed Enrico Letta parteciperanno all'assemblea degli autoconvocati organizzata dai centristi. L'obiettivo del Cavaliere è evidente: tenendo alta l'asticella per entrare nell'Europarlamento e cancellando le preferenze, mira a chiudere definitivamente i conti con l'Udc. Non sente ragioni, e al nome di Casini perde la pazienza, com'è accaduto quando due settimane fa i suoi collaboratori gli prospettarono un'intesa in Abruzzo: «Siete matti a volerlo rimettere in gioco? Quello ormai è al 3% nei sondaggi ». Veltroni avrebbe interessi speculari a quelli di Berlusconi, perché una soglia alta eviterebbe dispersione di consensi a sinistra e potrebbe consentirgli di raggiungere alle Europee quel 30% che è la quota minima per porsi al riparo nel partito. Ma siccome nel Pd è bloccato, più di tanto non può fare. Perciò il Cavaliere teme che sulla legge elettorale si ripeta «quanto è successo con l'accordo sulla Rai». Eppoi il voto segreto ha molte incognite. C'è il desiderio di rivalsa di An, dove sono in molti a giudicare «umiliante» il patto con Forza Italia per la nascita del Pdl. Ci sono le frustrazioni degli azzurri che si sentono scavalcati dalle nuove leve berlusconiane. E c'è soprattutto la Lega. Da giorni i suoi consiglieri più fidati invitano il Cavaliere a evitare l'azzardo del voto segreto, considerato «una trappola». Per la prima volta il premier è in affanno, mentre l'altra sera D'Alema è parso sorridente alla festa di Cossiga. Così ha raccontato l'ex capo dello Stato agli amici dopo la serata: «Massimo aveva come il sorcio in bocca. L'ho visto discutere con il capo della Polizia, sul numero dei partecipanti alla manifestazione del Pd. Ha chiesto conto a Manganelli del motivo per cui la questura di Roma avesse minimizzato ». Non è dato sapere se «il sorcio in bocca» fosse riferito all'entente cordiale con Bossi sulla legge elettorale, è certo che nel gioco delle diplomazie sotterranee quel rapporto ha messo in allarme il premier. Troppi sono peraltro i fronti aperti per Berlusconi: dalla crisi economica, alla riforma Gelmini sulla scuola. Dai sondaggi in suo possesso ha potuto riscontrare che l'opinione pubblica è diventata molto sensibile al tema delle garanzie democratiche. Il premier non si può permettere un'altra prova di forza, a colpi di maggioranza, ecco a cos'era dovuto il suo sfogo di ieri: «Se il Pd pensa di scatenarmi contro una nuova guerra, accusandomi di essere un dittatore e uno anti-democratico, allora lascerò che si scateni la guerra dentro il Pd». Alleanza Il presidente della Camera Gianfranco Fini con il leader della Lega Umberto Bossi Francesco Verderami

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In piazza contro i tagli della scuola (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Iglesias Pagina 2022 In piazza contro i tagli della scuola --> Anche gli studenti di Iglesias scendono in piazza per manifestare contro la riforma Gelmini. L'appuntamento è per questa mattina nell'istituto minerario. Poi corteo si sposterà ai giardini pubblici e una volta superata piazza Mercato si concluderà in piazza Sella. Sono previsti dibatti per tutta la mattinata. (c. s.)

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Spopolamento scolastico (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nuoro e Marghine Pagina 5021 Spopolamento scolastico --> Bortigali Una petizione contro i rischi dello spopolamento scolastico legati alla possibile attuazione della riforma Gelmini. E' la proposta che vede insieme amministrazione comunale e genitori degli alunni preoccupati dei possibili tagli alla rete scolastica che prevedono, tra l'altro, la soppressione dei plessi di scuola primaria e secondaria inferiore, con un numero di iscritti inferiore alle 50 unità. «Proponiamo una raccolta firme - sottolineano gli organizzatori dell'iniziativa - da sottoporre all'attenzione delle autorità regionali contro la chiusura delle scuole primaria e secondaria di Bortigali, contro la condanna allo spopolamento delle comunità e contro il disagio del pendolarismo degli studenti». (l. c.)

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La scuola protesta, alta tensione al Senato (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prima Pagina Pagina 2 Veltroni: il governo ritiri il decreto. Berlusconi: studenti usati dalla sinistra La scuola protesta, alta tensione al Senato Veltroni: il governo ritiri il decreto. Berlusconi: studenti usati dalla sinistra Manifestazioni in tutta la Sardegna, domani lo sciopero generale --> Manifestazioni in tutta la Sardegna, domani lo sciopero generale Il serpentone del dissenso degli studenti alla riforma Gelmini attraversa la penisola e la Sardegna, moltiplicando manifestazioni, cortei, occupazioni e lezioni in piazza. Ieri la protesta è arrivata al Senato, un assedio pacifico mentre in aula si accendeva il dibattito in vista del voto sul decreto scuola. SCONTRO POLITICO I toni del dibattito politico diventano bagarre. Veltroni ha invitato il governo a ritirare il decreto, per discuterne serenamente le modifiche; e intanto ha presentato un piano in dieci punti per l'Università. Secca la risposta di Berlusconi: non se ne parla. E il premier ha accusato la sinistra di aver usato gli studenti. Domani lo sciopero generale. ALLE PAGINE 2, 3

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Statale, studenti (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 4 Statale, studenti di Daniela Uva a lezione di rivolta da un «eroe» del '68 La scrittore Paco Taibo sale in cattedra e spiega tutti i segreti della rivoluzione DIRETTA TV Gli universitari si riuniranno per seguire in televisione la discussione del decreto Gelmini Occupare è importante ma la violenza non serve a nulla. La vera protesta si porta avanti con l'ironia. È il consiglio di Paco Ignazio Taibo Secondo - giornalista e scrittore di origini spagnole - agli studenti della facoltà di Scienze politiche. E lui, uno degli animatori del Sessantotto messicano, è uno che di mobilitazioni studentesche se ne intende. Alla platea, un centinaio di giovani, spiega i vantaggi di «abbandonare il linguaggio politico utilizzando invece quello letterario, in modo da comunicare e conquistare i cuori della gente». Approfittando della presentazione dell'ultimo libro scritto da suo padre - «Fuga, ferro e fuoco» -, lo scrittore ha tenuto un seminario dal titolo «La libertà non te la regalano». Un'ora e mezza di aneddoti e consigli. E di risposte alle curiosità degli studenti, ansiosi di scoprire tutti i segreti della rivolta. Taibo li riassume con le parole «amore, libertà, fraternità». «Per mantenere viva la protesta - spiega - occorre azzardare, immaginare». La sua ricetta è armarsi di umorismo e resistenza passiva gandhiana «per non abbracciare la violenza, inutile in questo periodo storico». Al termine della lezione Taibo ha rilasciato autografi ai ragazzi che poi hanno proseguito la discussione per organizzare il prossimo appuntamento: lo sciopero generale di domani. E la diretta tv prevista a partire dalle 10.30 di oggi, quando il Senato comincerà a discutere il decreto Gelmini. La giornata di ieri è stata scandita da nuove lezioni all'aperto e consigli di facoltà improvvisati in Galleria. A scendere in piazza sono stati gli studenti di Bicocca, Scienze politiche e Accademia di Brera. I primi hanno «occupato» la Galleria Vittorio Emanuele per un consiglio di facoltà - quella di Psicologia - straordinario ma ufficiale e provvisto anche del numero legale. Al termine il gruppo, capeggiato dalla preside Laura D'Odorico, ha deciso di tenere lezioni all'aperto martedì prossimo e ha approvato un documento nel quale si chiede al governo di «cambiare i meccanismi di distribuzione delle risorse» piuttosto che incentivare «tagli indiscriminati». Poco distante, in piazza Duomo, gli studenti dell'accademia delle Belle arti di Brera hanno scelto la statua di Vittorio Emanuele come aula all'aperto per una lezione di restauro, organizzata da Duilio Tanchis. Ma è stata ancora una volta la sede di Scienze politiche l'anima della protesta. Intorno a mezzogiorno, alcuni studenti si sono riuniti nella vicina piazzetta per seguire il seminario "Mercato e società" tenuto da Maria Danna, ricercatrice di Sistemi sociali comparati. Una piccola pausa fino al primo pomeriggio e poi di nuovo tutti insieme per ascoltare Paco Ignazio Taibo Secondo. Questa mattina, invece, è la volta di Dario Fo. Il premio Nobel è atteso nell'aula magna della Statale per un seminario. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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domani ore 9,30 (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 4 domani ore 9,30 di Redazione È il giorno del corteo. Centinaia di studenti e docenti scenderanno in piazza per manifestare il loro no alla riforma Gelmini. Il ritrovo è fissato in largo Cairoli alle 9,30. I collettivi hanno dato appuntamento ai compagni nel cortile di via Conservatorio per una colazione di gruppo e per partire assieme verso il raduno © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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domani ore 11 (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

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n. 259 del 2008-10-29 pagina 4 domani ore 11 di Redazione Forza Italia Giovani, dalle 11 alle 15, sarà davanti alla Statale, in via Festa del Perdono, per continuare l'«Operazione verità». Per sostenere la riforma Gelmini e mettere in difficoltà i contestatori, pensano che l'unico mezzo efficace sia diffondere «un'informazione corretta, dare contenuti esatti, precisi e concreti» © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Don Verzé: <La nostra università farà da cavia per la riforma> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 4 Don Verzé: «La nostra università farà da cavia per la riforma» di Redazione L'ateneo è pronto a inaugurare una fondazione che gestirà la nuova facoltà di Filosofia. Presidente è Massimo Cacciari COME HARVARD Il rettore spera di ricalcare le orme di Stati Uniti e Inghilterra con più incentivi ai privati «Il nostro ateneo farà da cavia per la riforma della scuola e dell'università avviata dal ministro dell'Istruzione Gelmini». Lo annuncia don Luigi Verzé, rettore dell'università Vita e Salute San Raffaele. L'occasione è l'inaugurazione del nuovo anno accademico, celebrata ieri mattina nella sede di via Olgettina. «Sono favorevole alla trasformazione dell'università - spiega il rettore - e sono con i giovani quando protestano perché gli atenei italiani sono ormai decadenti. Ma non sono dalla loro parte quando occupano le aule». Il San Raffaele sta per dar vita alla fondazione che gestirà la facoltà di Filosofia, proprio come previsto dalla discussa legge 133. «Stiamo avviando il progetto in Brianza - conferma don Verzé -. Si tratta di una fondazione il cui presidente sarà Massimo Cacciari». Il rettore auspica la nascita, in Italia, di un'università che sia una realtà libera, dei cittadini e non dello Stato, sul modello degli atenei inglesi e americani. «Non è uno scandalo e non capisco perché - prosegue don Verzé - noi italiani non possiamo essere grandi come Harvard». Ma per raggiungere questo risultato occorre incentivare i privati. «Il futuro dell'università pubblica è aprire la strada a quella privata - sostiene il rettore del San Raffaele -. Gli studenti devono meritare di essere tali. Devono guadagnarselo, come succede negli Stati Uniti». E per i meno abbienti, impossibilitati a pagare le università private? «Il diritto alle studio - afferma don Verzé - deve essere garantito solo ai più bravi». Che all'università Vita e Salute sono in maggioranza. Lo confermano i numeri dell'ateneo milanese: i laureandi in corso sono il 92,9 per cento (la media regionale supera di poco il 50 per cento), la metà degli studenti - il 35,7 per cento arriva da altre regioni - ha concluso le scuole superiori con un voto che oscilla fra 90 e 100. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Non vogliamo un'istruzione xenofoba, fatta solo di emarginazione> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 5 «Non vogliamo un'istruzione xenofoba, fatta solo di emarginazione» di Redazione I collettivi di sinistra temono che dietro al decreto Gelmini ci sia la volontà di discriminare gli immigrati in aule separate TUTTI UGUALI «Grazie alle nostre mobilitazioni, il ministro ha smorzato i toni». Domani in corteo ancora striscioni «salva elementari» Dietro al nome di classe-ponte o di classe di inserimento, studenti e professori leggono altro. «Sono vere e proprie classi ghetto» accusano. E vedono nella scuola il pericolo di discriminazioni verso gli stranieri. «La scuola per cui lottiamo noi - protestano - non è xenofoba e non possiamo permettere una cosa del genere». «Inizialmente - insorgono i collettivi di sinistra - la Gelmini aveva accolto a braccia aperte la mozione della Lega riguardante la creazione delle classi per stranieri. Poi, grazie alla grandiosa potenza espressa dalle nostre mobilitazioni, si è vista costretta a smorzare i toni. Nonostante non abbia annullato questa proposta, si è accorta di non potersi permettere la sua propaganda». Secondo varie maestre, comitati di mamme e studenti, il ministro ha cercato «di svincolarsi dall'accusa di razzismo e si è difesa dietro alla scusa della disinformazione di chi protesta, riuscendo perfino a guadagnarsi l'applauso dei giovani leghisti». Resta, secondo i ragazzi dei collettivi, il problema «dell'emarginazione e della creazione di xenofobia a partire dai primi anni di scuola». La dichiarazione di guerra alla riforma, anche su questo punto, è chiara: «Non permetteremo alla Gelmini di nascondere dietro l'escamotage di un nome diverso quello che è un decreto razzista». Ieri gli universitari di Scienze politiche hanno parlato del tema anche durante una lezione all'aperto nel cortile della facoltà, assieme al ricercatore Giovanni Semi. Durante il corteo di domani, saranno numerosi anche gli striscioni sulle classi-ponte e sul ritorno al maestro unico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Genitori in campo per salvare le scuole nei paesi (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prov Medio Camp Pagina 3024 Barumini Assemblea con i docenti Genitori in campo per salvare le scuole nei paesi Barumini. Assemblea con i docenti --> Due comitati spontanei, uno a Tuili, il secondo a Pabillonis. A Barumini un'affollata riunione per salvare le scuole del territorio. Genitori e docenti in campo in tutto il Medio Campidano per protestare contro la riforma Gelmini e le conseguenze che potrebbe avere soprattutto nei piccoli Comuni. «Se si applica la norma per l'istituto comprensivo di Barumini, che comprende anche i paesi di Gesturi, Tuili, Genuri, Setzu, Las Plassas e Villanovafranca, sarebbe un funerale. Infatti, non raggiungendo il numero di alunni previsto dal decreto, chiuderebbero le scuole elementari di Gesturi, e medie di Barumini, Tuili, Gesturi e Villanovafranca»: questo l'esame dello scenario futuro esposto nell'ex convento dei Cappuccini di Barumini in un incontro al quale hanno partecipato i sindaci di Barumini e Las Plassas, l'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Rossella Pinna, il dirigente dell'istituto Lucia Orrù, sindacato, docenti e tantissimi cittadini. «Il diritto all'istruzione è un bene primario irrinunciabile e non negoziabile», ha detto Paolo Castangia della Cgil. «Si deve tener conto della specificità del territorio e non applicare in maniera ragionieristica il problema. La scuola in molte realtà, rappresenta l'unico centro sociale per formare i giovani e farli crescere», hanno aggiunto diversi amministratori. A Tuili è nato un comitato spontaneo di genitori per difendere la scuola del paese, che ha scelto come suo presidente Massimo Lugas. «Vogliamo far sentire la nostra voce e confrontarci con le istituzioni anche per migliorare l'offerta educativa», ha detto Lugas, «non escludiamo nei prossimi giorni anche un'occupazione pacifica del nostro caseggiato scolastico». A Pabillonis un altro comitato di genitori e docenti che ha discusso in un'assemblea della riforma nel centro sociale di via Su Rieddu. Tanti i "no" a maestro unico, voto in condotta, tagli alle sedi scolastiche nei piccoli centri e all'università. «La collaborazione tra le insegnati col sistema del modulo ha permesso di integrare le conoscenze dei ragazzi», ha ricordato dichiarato Virginia Ladu, mamma di due alunni della scuola primaria. Preoccupazioni per i tagli all'Università sono state infine espresse da Alice Floris, 18 anni, iscritta all'ultimo anno del liceo scientifico di San Gavino Monreale. (ca. fa - d. f. - an. pin.)

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LA POLEMICA Basta con le bugie propinate da prof e studenti comunisti (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 2 LA POLEMICA Basta con le bugie propinate da prof e studenti comunisti di Redazione È Pd o Pg? È partito Democratico o Gramsciano comunista? Di democratico c'è ben poco se non il nome: la scuola che la sinistra vuole strumentalizzare e dipingere, è più vicina alle contestazione del '68 che non all'istruzione del ventunesimo secolo. E tutti conosciamo troppo bene quali danni abbia prodotto quella scuola e quanto tempo ci sia voluto per rimediare, anche se solo in piccola parte, allo svilimento di un sistema che con la meritocrazia, con la competizione e con l'innovazione non aveva niente a che fare. Riconoscere il diritto alle manifestazioni e alle "okkupazioni" di certuni significa anche consentire a tutti gli altri, tra l'altro maggioranza, la possibilità di frequentare le lezioni e non calpestare quello stesso principio di libertà e di diritto allo studio che la sinistra è più brava a decantare con demagogia che non a garantire nei fatti. Sono giorni che ricevo segnalazioni di genitori indignati perché colpevoli del fatto di avere figli che non sono interessati dalle contestazioni, ma che desiderano solo recarsi nelle aule per imparare quanto sarà necessario per poter costruire il proprio futuro di adulti e di lavoratori consapevoli, senza essere sbeffeggiati da compagni pseudo-rivoluzionari, ma soprattutto da quegli stessi insegnanti che dovrebbero sentire il peso del proprio ruolo e, con professionalità e orgoglio, educare e istruire i nostri giovani. Hanno sempre creduto e fatto credere di essere detentori della cultura del nostro Paese, ma i ragazzi vanno a scuola per imparare la storia, la geografia, la matematica, il greco, l'informatica, l'inglese e non filastrocche e slogan antigovernativi. Mi si contraddica, se sbaglio. Se non altro per esperienza, ricordo che in tempi non lontanissimi le manifestazioni di piazza venivano organizzate il sabato e nel pomeriggio. Tutti saremmo curiosi di vedere quanti di quegli studenti che oggi scendono in piazza insieme con i professori, per contestare un ministro di cui spesso non conoscono neanche il nome, sarebbero disposti a fare altrettanto. Ed è quanto meno stravagante che questi politici di sinistra che inneggiano allo sciopero, iscrivano poi i propri figli nelle scuole private tanto demonizzate. Basta con le bugie. A ben altri Governi andrebbero rinfacciati i tagli, perché la riforma Gelmini si occupa di risparmi e di razionalizzazione e sta cominciando a ricostruire un sistema scolastico - sul quale ha regnato per anni l'immobilismo - che sappia essere rigoroso nei suoi obiettivi, competitivo e funzionale alla crescita professionale di studenti e insegnanti e al progresso della società intera. (*)Coordinatore regionale Forza Italia Capogruppo di Forza Italia alla Regione Lazio © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Sulla scuola bagarre al Senato Oggi l'ok al decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-10-29 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Sulla scuola bagarre al Senato Oggi l'ok al decreto Gelmini Giornata di forte tensione ieri in Senato sul decreto di riforma della scuola per il quale oggi è previsto il sì definitivo. In Aula è stata bagarre tra opposizione e maggioranza. Davanti a Palazzo Madama sit- in di migliaia di studenti: tre fermati e qualche scontro con la Polizia. Cortei in tutta Italia. Walter Veltroni insiste: ritirare il Dl. Il premier accusa: contro il testo solo menzogne. u pagina 20 Napolitano sulle europee: assicurare il pluralismo Sulla legge per le europee il Capo dello Stato Giorgio Napolitano chiede le preferenze e una soglia inferiore al 5 per cento. Il no di Silvio Berlusconi: nessun dialogo col Pd. u pagina 21, commento a pagina 18 I commercianti chiedono di uniformare i saldi La soluzione per favorire i consumi non è anticipare i saldi natalizi, ma unificare la data di inizio delle vendite scontate. Lo propongono Federmoda ( Confcommercio) e Confesercenti. u pagina 27 Meredith: 30 anni a Guede, a giudizio Knox e Sollecito Condanna a 30 anni per Rudy Guede, giudicato dal Gup di Perugia con rito abbreviato, e rinvio a giudizio per Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Aie: la produzione di petrolio calerà più del previsto Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia, in assenza di cospicui investimenti la produzione globale di petrolio è destinata a calare del 9% annuo fino al 2030 e sarà insufficiente rispetto ai consumi. Raid Usa sulla Siria, Damasco si rivolge all'Onu A due giorni dal raid Usa in territorio siriano, Damasco chiude la scuola americana e chiede l'intervento dell'Onu.E anche dal Governo iracheno, alleato di Washington,arriva una condanna. u pagina 17

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Occupazione in due scuole La Procura attiva la Digos (sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-10-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'ipotesi di reato: invasione di edifici pubblici Occupazione in due scuole La Procura attiva la Digos BOLZANO — Mentre gli studenti stanno preparando la grande manifestazione di domani per le vie della città, sui «contestatori» della riforma Gelmini si dipanano gli accertamenti della Procura di Bolzano, che sta valutando se aprire o meno un'inchiesta contro i ragazzi che hanno occupato tre scuole superiori a Bolzano. Lo conferma il procuratore capo Cuno Tarfusser: «Devo sentire la Digos sulla vicenda — spiega — valuterò la questione appena sarò in possesso del quadro completo ». L'ipotesi di reato è quella contemplata dall'articolo 633 del codice penale ovvero «Invasione di edificio pubblico» e «Interruzione di pubblico servizio». Nel frattempo, prima giornata di occupazione del liceo classico Carducci. Ieri mattina le porte dell'istituto sono state chiuse al pubblico: «La nostra scuola compie questo gesto di protesta contro la riforma Gelmini», spiegano i ragazzi. Analoga situazione al liceo socio-pedagogico Pascoli. Fervono i sindacati: «I tagli distruggeranno l'istruzione puibblica», dicono i Confederali. A PAGINA 10

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Scuole occupate, la Procura in campo (sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-10-29 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La protesta Carducci e Pascoli: istituti mobilitati. Gli studenti: «Siamo noi i padroni nel nostro futuro» Scuole occupate, la Procura in campo L'ipotesi di reato: invasione di edificio pubblico. Atteso il rapporto Digos Al classico si entra solo con il permesso degli alunni «addetti alla sicurezza». Domani la manifestazione BOLZANO — La Procura di Bolzano sta valutando se aprire o meno un'inchiesta contro gli studenti che hanno occupato tre scuole superiori a Bolzano. Lo conferma il procuratore capo Cuno Tarfusser: «Devo sentire la Digos sulla vicenda — spiega — Valuterò la questione appena sarò in possesso del quadro completo». L'ipotesi di reato è quella contemplata dall'articolo 633 del codice penale ovvero «Invasione di edificio pubblico» e «Interruzione di pubblico servizio ». Nel frattempo lo slogan della prima giornata di occupazione del liceo classico Carducci era «la scuola è nostra e noi siamo i padroni del nostro futuro ». Ieri mattina le porte dell'istituto sono state chiuse dagli studenti al pubblico: «La nostra scuola compie questo gesto di protesta contro la riforma Gelmini», spiegano i ragazzi «addetti alla sicurezza». Nessuno ha avuto la possibilità di accedere all'interno della struttura senza la previa approvazione dei rappresentanti d'istituto. «Vogliamo fare una protesta ferma e intelligente — dice Diego Zambiasi responsabile della sicurezza nonché portavoce scolastico —. Non lasciamo entrare nessuno per evitare che dei facinorosi si introducano senza il nostro consenso e compiano azioni vandaliche o, peggio ancora, rubino qualcosa». La tensione è palpabile, nonostante ciò l'occupazione scorre in maniera ordinata. «Siamo una della più grandi scuole di Bolzano — prosegue Zambiasi — e come tale ci sentiamo responsabili non solo dell'occupazione che stiamo facendo, ma anche del buon esito della manifestazione del 30 ottobre». Il preside è sembrato molto soddisfatto della disciplina che vige nell'istituto: «Questi ragazzi — dice Marco Mariani — sono molto intelligenti e combattivi. Lo stanno dimostrando con questa occupazione organizzata in maniera impeccabile ». L'unico momento critico è avvenuto quando alcune pattuglie della Digos, vedendo gli studenti in fermento fuori dalla scuola, si sono fermate davanti alla scuola per valutare la situazione. Poi, dopo aver parlato con i rappresentanti dell'istituto, si sono allontanate. Analoga situazione si è presentata presso il liceo socio pedagogico Pascoli. Anche qui l'accesso è stato vietato ai «non addetti» da una commissione di vigilanza. «Siamo in piena occupazione — dice Sara Calandrin, rappresentante d'istituto —. Ci teniamo che non entrino nella nostra scuola elementi esterni che potrebbero rovinare la nostra manifestazione ». Fuori dalla scuola sono presenti vari striscioni inneggianti alla protesta. Si sono tenute, poi, diverse assemblee tra gli studenti per decidere l'iter della manifestazione. «Questa occupazione — prosegue Calandrin — è un chiaro segnale del malcontento che serpeggia in tutte le scuole. Ci aspettiamo, ora, una risposta da parte del ministro. Non può continuare ad ignorarci». Sulle gradinate antistanti il liceo Pascoli si sono raccolti verso le undici molti studenti delle Toniolo anch'essi interessati alla protesta e alla manifestazione. «Siamo qui — dice una ragazza — per essere meglio informati. Qualcosa ci è stato ben detto a scuola, vogliamo, però, approfondire la nostra conoscenza in materia. Soltanto sapendo potremo far valere le nostre idee, adesso quanto in futuro». Susanna Petrone Mangesh Gandini Fermento Il liceo classico Carducci occupato dagli studenti (Foto Ferrari)

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<I tagli distruggeranno l'istruzione pubblica> (sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-10-29 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE I sindacati Anche Cgil, Cisl e Uil all'attacco della riforma del ministro Gelmini «I tagli distruggeranno l'istruzione pubblica» BOLZANO — I sindacati del comparto scuola invitano il personale docente e i dirigenti scolastici a partecipare uniti allo sciopero di giovedì 30 ottobre 2008. «Il governo Berlusconi intende ridurre drasticamente gli investimenti nella scuola. I dati ci dicono che già attualmente lo Stato italiano investe nella scuola meno risorse rispetto alla media degli investimenti dei paesi europei», si legge in una nota dei segretari dei sindacati scuola Stefano Fidenti (Cgil), Erich Sparer (Cisl) e Giovanni Scolaro della Uil. «Le economie previste per i prossimi anni, circa 10 miliardi di euro, distruggeranno definitivamente il sistema dell'istruzione pubblica — affermano i tre segretari — Iil taglio del budget delle università, così come la riduzione quantitativa e qualitativa dell'offerta formativa nella scuola primaria e secondaria andranno a colpire principalmente le classi sociali più deboli. La scuola primaria, unico grado scolastico in Italia che gode di riconoscimento internazionale, viene rispedita nel passato attraverso la reintroduzione del maestro unico. La riduzione di quasi 90.000 posti di lavoro comporterà la disoccupazione per i giovani laureati». Un ulteriore motivo di protesta, secondo i sindacati, sta nelle riduzioni stipendiali e negli arresti domiciliari dalle 8 alle 20 cui saranno soggetti gli insegnanti in caso di malattia. Contestata Il ministro Gelmini, bersaglio delle proteste

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Qualcuno spieghi alla Gelmini che il latino è necessario (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: OPINIONI - data: 2008-10-29 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE LA RIFORMA DELLA SCUOLA Qualcuno spieghi alla Gelmini che il latino è necessario di GIAMPIERO SCAFOGLIO * C aro direttore, è ben noto il movimento di protesta esploso nel mondo scolastico e universitario a seguito delle leggi e dei tagli di finanziamenti predisposti dal ministro Gelmini. Le manifestazioni di docenti, studenti universitari e alunni di istituti superiori, le occupazioni di scuole e università, le lettere aperte ai ministri e al Presidente della Repubblica sono al centro dell'attenzione dei mass media. Vorrei però richiamare l'attenzione su un aspetto meno noto dei provvedimenti preparati dalla Gelmini, ma non meno grave degli altri, soprattutto a lungo termine. L'interesse collettivo infatti si sofferma soprattutto sul «maestro unico», sul ridimensionamento del tempo pieno alle scuole elementari, sui tagli di fondi e di posti del corpo docente, che si tradurranno in un'offerta formativa sempre più povera e scadente per la platea scolastica, con una ricaduta disastrosa anche sull'occupazione nel settore. Ma questo è noto. L'aspetto che mi sta a cuore, non ancora confluito in una proposta di legge ma sicuramente e saldamente contemplato nel piano di riforma della scuola da attuare nei prossimi anni, è il drastico ridimensionamento dell'insegnamento del latino nel liceo scientifico, a vantaggio di una seconda lingua straniera, da affiancare all'inglese. Il latino diventerebbe una materia facoltativa, mantenuta in vita solamente in qualche corso appositamente predisposto, compatibilmente con i fondi a disposizione delle singole scuole, che sono pochi e saranno di meno. L'introduzione della seconda lingua straniera — è bene dirlo sub ito — è senz'altro un progresso, peraltro già realizzato in molti licei grazie all'autonomia scolastica, ritocc ando il monte ore complessivo, senza eliminare o penalizzare pesantemente altre materie. Non mi soffermo sulla riduzione delle cattedre liceali di materie letterarie, che sarebbe conseguenza inevitabile del ridimensionamento del latino, con grave ricaduta sull'occupazione e sulle carriere di tanti docenti: lascio questo ai sindacati, sperando che se ne occupino adeguatamente. Non devo essere io a ricordare l'altissimo valore formativo dello studio del latino, che costituisce un recupero delle radici culturali comuni a tutti i paesi europei, anzi, a tutto il mondo occidentale. Il latino è una formidabile palestra mentale, che consente di esercitare rigorosamente le capacità logico-razionali, ma richiede simultaneamente sforzi di duttilità e finanche di creatività. Il latino quindi instaura un circolo virtuoso con la matematica e funge da raccordo tra le materie letterarie e quelle scientifiche. Il latino è depositario di un patrimonio culturale (non soltanto letterario in senso stretto, ma anche giuridico, filosofico, tecnico-scientifico) che appartiene a tutti i popoli europei, così come a quelli «europeizzati»: non a caso, in tempi recenti lo studio del latino è stato molto valorizzato anche negli Stati Uniti. Ed è un paradosso che questo studio sia ridimensionato e indebolito proprio qui, in Italia, che è stata la culla della cultura classica! La conseguenza sarà un'ulteriore caduta della qualità della scuola pubblica, in particolare dei licei, cioè di quella parte della scuola la cui tenuta finora è giudicata concordemente buona o discreta. «Requiescat in pace», dunque, la scuola pubblica italiana. * Università di Salerno \\ La lingua di Cicerone è depositaria di un patrimonio culturale che appartiene all'Europa

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Scuola: bagarre in Aula, oggi il sì (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-29 - pag: 20 autore: La riforma Gelmini. Decreto verso il via definitivo a Palazzo Madama - Veltroni: arrogante andare avanti, il testo va ritirato Scuola: bagarre in Aula, oggi il sì Nuove proteste e occupazioni, tensioni davanti al Senato - Il premier: troppe falsità Luigi Illiano ROMA Sul decreto Gelmini il dibattito al Senato ieri si è infiammato. La contrapposizione netta è stata chiara fin dal pomeriggio, quando il leader del Pd, Walter Veltroni, aveva esplicitamente chiesto il ritiro del provvedimento perché andare avanti sarebbe stato un «atto di arroganza». E il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, aveva replicato «Voteremo, come previsto e senza alcuna esitazione, il decreto Gelmini. Non ci facciamo intimidire dalle minacce di nessuno, tanto meno da chi è sceso pretestuosamente in piazza diffondendo menzogne, manipolato e spalleggiato dai dirigenti della sinistra». Il riferimento era anche alle migliaia di studenti che hanno "assediato" Palazzo Madama per l'intera giornata. Sempre nel pomeriggio il ministro Maristella Gelmini ha ricevuto alcune associazioni di genitori. In difesa di Gelmini, è intervenuto di nuovo direttamente il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Il Governo ha un livello di consensi che ha raggiunto un «miracoloso 72%», è stata la premessa del premier. Tuttavia, ha aggiunto, «la vicenda della scuola ha portato a perdere qualche consenso al ministro Gelmini e al Governo. Mi trovo sempre di fronte ad affermazioni che sono esattamente il contrario del vero, ma sono assolutamente tranquillo perché uno può mentire per un po' ma non per sempre ed i genitori si renderanno conto della bontà di questa riforma». Bagarre al Senato In Aula è scoppiata la bagarre sui tempi della seduta, quando il presidente, Renato Schifani, ha detto di voler rispettare il calendario, mentre l'opposizione tentava la strada dell'ostruzionismo. I senatori dell'Idv hanno sventolato due cartelli: " La chiamate istruzione, ma create distruzione" , "L'istruzione costa? Provate con l'ignoranza". Schifani ha invitato a ritirarli, la tensione è salita. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha attaccato Schifani: «Lei sta andando avanti con le votazioni come nulla fosse, negando il diritto dell'opposizione ad argomentare il voto degli emendamenti. Voglio dirglielo in tutta franchezza: è una delusione, e parlo da capogruppo». A quel punto Schifani, di fronte alle urla dell'opposizione, ha sospeso la seduta e convocato la conferenza dei capigruppo, che ha deciso di proseguire nell'esame del decreto fino alle ore 22, per poi approdare oggi al voto finale. Alla ripresa della seduta, la Finocchiaro si è scusata con Schifani. Le proteste Lungo l'elenco delle proteste tra scuola e università. Un corteo itinerante tra le facoltà occupate a Torino; banchi e lavagne in strada a Napoli; una breve occupazione dei binari della stazione a Viareggio; un lungo corteo di studenti a Bari, in testa anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Migliaia in piazza a Perugia, bimbi travestiti da fantasmini a Bologna. Assemblea all'università di Ancona; lezioni in piazza San Marco a Venezia e davanti al Colosseo. Al ministero dell'Istruzione tre "Re Magi"hanno portato in dono a Gelmini 15mila firme antidecreto. E il rettore dell'università "Roma Tre", Guido Fabiani, parlando agli studenti in assemblea li ha esortati a «lottare per far capire anche ai vostri colleghi che cosa vuol dire fare questa battaglia: la linea da portare avanti è quella del "No" ai tagli all'università perché sono stati decisi per finanziare i tagli dell'Ici». Intanto sull'occupazione del liceo "Giulio Cesare" la Procura di Roma ha apertoun'inchiesta per invasione di edificio pubblico e sta valutando il reato di interruzione di pubblico servizio. L'iniziativa dei magistrati è scaturita dopo una denuncia del preside Sciopero generale La collaudata macchina sindacale va a pieno regime, per lo sciopero generale della scuola in programma domani: 9 treni speciali, 1.000 pullman. I sindacati promotori (Flc-Cgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda) parlano di «data che resterà nella memoria ». A Roma il corteo partirà alle 9 e 30 da Piazza della Repubblica e si snoderà fino a Piazza del Popolo, dove alle 11 e 30 e previsto il comizio conclusivo. INFOPHOTO Sit in a Palazzo Madama. La manifestazione degli studenti contro la riforma Gelmini sotto la sede del Senato SEDUTA SOSPESA L'Idv sventola cartelli, Schifani interrompe i lavori Nella Capitale la Procura apre un fascicolo sull'occupazione del liceo Giulio Cesare

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I rettori ci spingono ad occupare (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-29 - pag: 20 autore: Gli studenti di centro-destra a colloquio con i parlamentari Pdl «I rettori ci spingono ad occupare» Eugenio Bruno ROMA S fatarel'idea che il movimentosia un corpo unico e rivendicare il diritto di protestare contro «i baroni». Ma al tempo stesso capire le reali intenzioni della maggioranza su scuola e università. Ecco gli obiettivi delle organizzazioni studentesche di centro- destra, stando a quanto è emerso ieri a Roma nel corso di un incontro tra circa 200 giovani e i parlamentari del Pdl. Non è stata una convention pro-Gelmini, come forse gli organizzatori si aspettavano, ma un appuntamento ricco comunque di spunti di riflessione. A cominciare dalla difficoltà di etichettare politicamente l'onda «anomala » del movimento. Forse perché intenzionati a smarcarsi da chi in quel momento era sotto Palazzo Madama, i rappresentanti delle sigle in orbita An ( Azione studentesca e Azione universitaria) e Forza Italia (Alternativa studentesca e Studenti per la libertà) hanno fatto tutti più o meno la stessa premessa: «Noi non siamo come quella minoranza che occupa scuole e università perché manipolata dai baroni o costretta dai docenti». Salvo poi sfociare in una serie di distinguo che hanno reso alcune richieste quanto meno simili a quelle provenienti dallo schieramento opposto. Accanto a considerazioni "d'area" del tipo «Vogliamo smascherare i presidi e i rettori che spingono a occupare» oppure «Noi occupiamo contro partiti e sindacati che vogliono difendere la casta dei docenti» ma anche «Bisogna rovesciare il '68», sono emerse preoccupazioni più trasversali. Ad esempio sugli investimenti «che il Governo intende fare una volta rimodulata la spesa» oppure sulle garanzie per evitare che «dopo l'ingresso delle fondazioni private negli atenei le tasse universitarie aumentino» e che «il cinque in condotta si tramuti in uno strumento di minaccia». Fin qui le aspirazioni dei ragazzi. Ai politici presenti è toccato il compito di fornire una prima risposta. E qui, ferma restando la difesa della riforma Gelmini, il panorama è stato altrettanto variegato. Mentre il presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea (Fi), ha invitato la platea a «non occupare» perché è illegale e perché così ci facciamo del male da soli », la sua collega di An Paola Frassinetti ha ribattuto che «si può protestare anche stando al Governo». Poi è stata la volta dei capigruppo del Pdl di Senato e Camera. Un frettoloso (causa imminente votazione a Palazzo Madama) Maurizio Gasparri, che prima di entrare in sala aveva rispolverato Antonio Pennacchi e definito «fasciocomunista » il movimento studentesco, dal palco ha rincarato la dose: «Quelli che vanno dietro ai baroni di oggi sono dei coglioni». Concludendo con un appello: «Non fatevi usare dai Tosi (l'ex rettore di Siena, ndr) di oggi che preparano i concorsi per i loro figli ». Più articolato l'intervento di Fabrizio Cicchitto che ha ricordato come «sull'università la partita sia ancora tutta da giocare». Nel definirsi spaventato non dall'occupazione ma «dal contesto politico- culturale che c'è», Cicchitto ha sollecitato la platea a «non avere complessi di inferiorità». Infine l'Esecutivo. Il ministro per le Politiche giovanili, Giorgia Meloni, ha garantito che al disagio il Governo risponderà con «piano casa, flessibilità e rivoluzione del merito». Dichiarandosi inoltre aperta al dialogo. «Indipendentemente dall'orientamento politico», ha specificato. LE RISPOSTE Gasparri: alle manifestazioni i «fascio-comunisti» Cicchitto: «Sull'università la partita è tutta da giocare» Meloni: dialogo con tutti

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E per le parificate 133 milioni in meno (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-29 - pag: 20 autore: Istituti privati. Ridotte le risorse in Finanziaria E per le parificate 133 milioni in meno Alessia Tripodi ROMA Nella Finanziaria per il 2009 tagli per 133 milioni di euro alla scuola privata paritaria. La denuncia arriva dalla Fism, la Federazione italiana scuole materne, che – in una lettera inviata ai deputati della commissione Bilancio della Camera – spiega: «La diminuzione di risorse passa dai 535 milioni per il 2008 a 402 milioni nel 2009, a 406 nel 2010 e 317 nel 2011». Cifre confermate da Antonio Misiani, deputato Pd e segretario della commissione Bilancio a Montecitorio, secondo il quale «le riduzioni per il 2009 corrispondono a un taglio del 24,9%». Misiani spiega che «con questa sforbiciata si penalizzano innanzitutto le scuole materne paritarie, che offrono alle famiglie un servizio sussidiario che riguarda 700mila bambini e bambine, pari al 42% del totale degli iscritti alla scuola dell'infanzia». La Fism, dal canto suo, minaccia la sospensione del servizio se non ci sarà «l'immediato ripristino» delle somme e«l'inserimento nel piano pluriennale del bilancio dello Stato di adeguate risorse per il graduale raggiungimento della piena parità scolastica economica, oltre che giuridica». Molte anche le contestazioni piovute sul decreto Gelmini, che oggi sarà approvato dal Senato. Le novità previste dal testo riguardano il ritorno al maestro unico a partire dal 2009/2010, la reintroduzione del voto in condotta, i voti in pagella per le scuole elementari e medie, lo studio della Costituzione e degli statuti regionali. Ma anche interventi per l'edilizia scolastica, misure per mantenere invariati i libri di testo per un periodo non inferiore a cinque anni e la riapertura delle graduatorie a esaurimento per gli abilitati dalle scuole Ssis. Il maestro unico sarà introdotto a partire dal 2009 nelle prime classi e poi, gradualmente, in quelle successive. Le classi così definite funzioneranno per 24 ore settimanali e le ore di lavoro straordinario del maestro unico - rispetto alle 22 fissate dal contratto –saranno retribuite dal fondo di istituto, ma successivamente le risorse verranno reintegrate dal Miur attraverso i risparmi previsti dalla “manovra d'estate”(Dl 112/08). A partire dal 2008/2009, il rendimento scolastico degli alunni del primo ciclo sarà valutato con i voti in decimi, mentre nella scuola primaria le pagelle conterranno anche un giudizio. Il voto di condotta farà media con le altre materie e chi otterrà una valutazione inferiore al 6 sarà bocciato. Le bocciature, però, saranno regolate da criteri precisi: nelle scuole primarie la non ammissione all'anno successivo dovrà essere deliberata all'unanimità dagli insegnanti, mentre nelle scuole medie sarà sufficiente la maggioranza. Nel decreto, inoltre, è previsto un piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Secondo quanto previsto dal testo, almeno il 5% dei fondi stanziati per il programma delle infrastrutture strategiche (circa 20 milioni di euro) dovrà essere destinato a tale scopo: il primo intervento riguarderà cento edifici che «presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica». Parte in via sperimentale,poi,l'insegnamento dell'educazione civica, denominato “Cittadinanza e Costituzione”, che dovrà essere impartito nell'ambito delle aree didattiche «storico-geografica » e «storico-sociale». L'adozione di nuovi libri di testo, infine, non dovrà avvenire prima di cinque anni nella scuola primaria e prima di sei in quella secondaria. La norma potrà essere derogata solo per «aggiornamenti necessari » e la vigilanza sul rispetto di tali regole sarà affidata ai dirigenti scolastici.

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Vero Maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-29 - pag: 20 autore: La riforma Gelmini e le forzature della protesta Vero Maestro unico Dal 2009/2010 tornano le classi con il maestro unico nella scuola primaria. Le classi funzioneranno per 24 ore settimanali e la novità sarà introdotta gradualmente, subito nelle classi prime e man mano in quelle successive. Il pagamento delle ore di lavoro straordinario al maestro unico sarà coperto nel 2009 dal fondo di istituto, ma le somme saranno successivamente reintegrate dal ministero dell'Istruzione. Il premier ha più volte garantito che il provvedimento non taglierà posti di lavoro O Falso Classi per stranieri Si è detto che ci saranno classi separate per gli stranieri nelle scuole. Va detto che la proposta della Lega, approvata dalla Camera è soltanto una mozione che non ha alcun effetto concreto, ma solo una valenza politica. La mozione parla di un test di ingresso in classe per verificare lo stato di conoscenza della lingua italiana e di classi temporanee per l'apprendimento dell'italiano da parte di chi non supera il test. Tempo pieno Il decreto non parla esplicitamente del tempo pieno,ma dall'orario stabilito del maestro unico si comprende che,per le prime classi,le 24 ore settimanali programmate per il maestro unico saranno un orario "privilegiato",come viene definito dallo stesso piano programmatico che dovrà realizzare parte dei provvedimenti contenuti nel decreto. Resterà la possibilità di attivare le 27 e le 30 ore settimanali,con aggiunta di altre 10 per il tempo mensa Voto in condotta Il decreto 137 stabilisce dure regole: il voto in condotta fa "media" con quelli conseguiti nelle altre Licenziamenti La "manovra d'estate"non contiene –tecnicamente– licenziamenti per nessuno. Gli interventi previsti ricadranno sui posti a tempo determinato. Per gli insegnanti la riduzione riguarderà 87.400 cattedre, per il personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) 42.500 posti. Quindi, nei tre anni (2009-2011) si ridurrà lo spazio di inserimento per i precari. Alunni disabili Non sarà toccata la quota degli insegnanti di sostegno che lavorano accanto agli alunni discipline e, se inferiore a "sei", determina la non ammissione alla classe successiva. Questa previsione era già contenuta nella prima versione del testo edè rimasta invariata Piccole scuole Secondo quanto scritto nel Piano programmatico, oltre 2mila istituzioni scolastiche sono fuori dai parametri necessari per il riconoscimento dell'autonomia. Nel testo è scritto che si tratta di condizioni da eliminare "anche attraverso il progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e sezioni staccate con meno di 50 alunni". diversamente abili. Si tratta di oltre 90mila docenti, dei quali la metàfinora- ha lavorato in deroga, ossia a seguito delle diagnosi fornite dalle Asl. Nelle ultime assunzioni, la quota dei docenti di sostegnoè stata tra le più ampie. Lingua inglese Non sparirà lo studio della lingua inglese nella scuola elementare. Dal 2009/2010 l'insegnamento sarà affidato a un insegnante di classe specializzato. In via transitoriaè previsto un affiancamento da parte di un nucleo di docenti specializzati operanti in ogni scuola.

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Più merito nei concorsi e trasparenza nei fondi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-29 - pag: 20 autore: Le proposte del Pd Più merito nei concorsi e trasparenza nei fondi ROMA Un no al decreto Gelmini accompagnato da 10 controproposte. Il "decalogo" del Pd in materia di università, varato ieri dal governo ombra, prevede «concorsi più rapidi, meritocratici e internazionali ». Il reclutamento di nuovi docenti deve essere affidato a una «commissione nominata dagli organi di governo dell'ateneo ». La seconda proposta riguarda l'introduzione di strumenti di valutazione: «Attivare al più presto l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca »,che sarà diretta da un organo nominato da «comitati di selezione internazionali». Quindi, il Pd chiede di «finanziare le università in base al merito». Si tratta di ripartire in tre quote i finanziamenti all'università: la prima quota destinata a coprire i "costi standard"; la seconda quota «assegnata su base annuale o biennale» rappresenterà il premio per la valutazione positiva; una terza quota finanzierà «specifici obiettivi di sviluppo concordati tra ateneo, ministero e regione ». La quarta proposta punta a istituire un sistema "trasparente e internazionale" per finanziare la ricerca. Altro tema è la riforma della "governance", da rendere «più efficace, più efficiente e responsabile», ferma restando l'autonomia degli atenei. La settima proposta punta a dotare le università di più «giovani professori», riducendo i «lunghi precariati». Bisogna poi«innalzare la qualità dei dottorati per innalzare la qualità delle università », «rendere gli studenti protagonisti », garantendo il «diritto allo studio e alla mobilità in Italia e in Europa». Infine, è necessario prevedere «più finanziamenti pubblici e par condicio tra le università».

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Università, Vendola al corteo di protesta (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Università, Vendola al corteo di protesta Il governatore in piazza con 8mila studenti. Tensioni in facoltà . E' rissa politica Emiliano ha detto che l'amministrazione comunale «aderisce ad una grande manifestazione di popolo» BARI — Il programma prevedeva l'assemblea di tutte le facoltà contro il decreto Gelmini, ma improvvisamente migliaia di studenti si sono riversati per le strade della città, in un grande corteo che ha chiamato a raccolta i vertici delle istituzioni politiche. Dal sindaco di Bari, Michele Emiliano, al presidente della Provincia, Vincenzo Divella, al Governatore Nichi Vendola con assessori e parlamentari, c'era gran parte del centrosinistra pugliese alla mobilitazione di ieri degli universitari contro la legge 133, che ha convertito il provvedimento governativo sotto accusa. Vendola, in particolare, ha tuonato dallo stesso megafono usato per scandire gli slogan contro il provvedimento dell'Esecutivo e la ministra della Pubblica istruzione e Università. «La Regione ha portato la signora Gelmini davanti alla Corte costituzionale», ha ricordato ai ragazzi il presidente della Giunta regionale, riferendosi al recente ricorso contro il decreto che prevede gli accorpamenti delle scuole. «Nichi sei uno di noi», si è sentito dalla folla, poi il Governatore si è rivolto di nuovo agli studenti: «Quando una generazione intera si ribella, cosa devono fare le istituzioni? Mandiamo a dire al Governo che c'è un movimento che invade piazze e strade, che la polizia non c'entra niente e che la nostra ambizione non è certo finire al Grande fratello». Applausi per lui e cori contro l'Esecutivo. Ma dall'opposizione attacchi durissimi. Il sindaco Emiliano, invece, ha detto che il Comune «aderisce ad una grande manifestazione di popolo, come da tempo non si vedeva a Bari». Quattromila partecipanti, secondo la questura, ottomila per il Coordinamento stop 133, che ha organizzato la protesta. La mobilitazione, come previsto, è cominciata alle 9.30 nell'atrio della facoltà di Giurisprudenza, pieno zeppo di universitari e di studenti delle superiori. Megafoni, tamburi e striscioni alla mano, c'erano i ragazzi dei licei baresi Scacchi, Socrate, Flacco e della provincia, oltre a gli studenti del Politecnico. La riunione era stata convocata per informare le facoltà sulle conseguenze della legge 133, in particolare dei pesanti tagli finanziari alla didattica e alla ricerca. Un megafonnaggio improvvisato dagli studenti dell'associazione New team ha creato tensioni con un gruppo del Coordinamento, soprattutto quando qualcuno ha lanciato acqua sull'assemblea. C'è stato anche un coro di New team contro Emiliano e i fischi della folla contro il gruppetto che contestava la manifestazione. Poi l'uscita in strada per mancanza di spazio, dinanzi all'ingesso della facoltà, e l'ipotesi di un grande corteo di protesta ha preso forma immediatamente, sfilando per le vie del centro, fino alla Prefettura, in piazza Libertà. Il sindaco Emiliano e il presidente Vendola hanno accompagnato i ragazzi insieme agli assessori regionali alla Formazione professionale, Marco Barbieri, all'Università, Domenico Lomelo, la ex deputata Ds Alba Sasso, l'assessore comunale alla Pubblica istruzione, Pasquale Martino. Per l'occasione, i ragazzi hanno riportato in strada la bara finta, simbolo dell'Università pubblica assassinata dal decreto. Il prefetto, Carlo Schilardi, ha ricevuto una delegazione di due studenti e un ricercatore dell'Università di Bari e uno studente del Politecnico, accompagnati dal sindaco Emiliano, che hanno ribadito la richiesta del ritiro immediato del provvedimento. «Non accetteremo mediazioni al ribasso, hanno detto gli studenti prima di sciogliere la manifestazione», dando appuntamento a tutti per domani, alle 9.30 in piazza Umberto, per un altro corteo in occasione dello sciopero generale della scuola, mentre oggi si tengono altre lezioni in piazza Umberto dei docenti di Lettere. Luca Barile L'incontro Il governatore pugliese, Nichi Vendola, in strada durante la manifestazione spontanea di protesta degli studenti

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<Puntiamo sui fondi canadesi> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Brindisi «Puntiamo sui fondi canadesi» I tagli previsti dalla legge Gelmini minacciano il polo universitario brindisino; per questo un centinaio di studenti hanno organizzato ieri un sit-in di protesta in piazza Santa Teresa. Accanto ai liceali anche trenta studenti della Cittadella della Ricerca di Mesagne che temono la cancellazioni dei corsi universitari. «Se la legge 133 verrà approvata lamenta Vincenzo Ligorio, rappresentante studentesco della facoltà di Scienze politiche - la nostra università sarà soppressa e ci sarà negato il diritto allo studio». Il numero minimo di tre mila iscritti è uno dei requisiti richiesti dalla riforma che costerebbe la chiusura della Cittadella. «Al di là dei numeri - spiega Antonio Ficarella, preside della facoltà di ingegneria industriale di Mesagne - è necessaria una riqualificazione dei costi». Per evitare la chiusura dei laboratori, il progetto degli studenti, che i docenti sosterranno oggi in consiglio di facoltà, è quello di puntare sui fondi canadesi, perdendo però i brevetti. ( francesca cuomo)

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A lezione con la fascia al braccio (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-29 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Salerno A lezione con la fascia al braccio SALERNO — Ieri mattina corteo di protesta lungo le strade cittadine, sia a Sala Consilina che a Polla. In serata, invece, si è svolta una fiaccolata arricchita dalla scritta «Fermatevi», realizzata su un marciapiede con candele e lumini. Manifestazioni di dissenso per la riforma Gelmini anche a Eboli dove ieri mattina, all'Istituto Agrario, c'è stato un tentativo di occupazione. Al liceo Classico i ragazzi hanno proclamato l'autogestione, proseguono incontri e dibattiti. Stessa situazione anche al liceo scientifico, dove i ragazzi hanno affisso uno striscione rivolto alla ministra Gelmini «Il tuo pensiero non è il nostro futuro». Tutto tace invece sia al liceo Artistico che all'Istituto Professionale. Discreta e simbolica invece la protesta che stanno portando avanti gli studenti del liceo scientifico «A.Gatto» di Agropoli. Dopo le funi e i bavagli di sabato scorso, ieri mattina, i ragazzi sono entrati regolarmente in aula per fare lezione. Ma con un accessorio di protesta: una fascia al braccio, con la scritta «studio, ma protesto». Una scelta, motivata così da Elisa Mazzarella, rappresentante d'istituto: «Abbiamo deciso di proseguire la nostra lotta con attività pomeridiane. Non molliamo». Gli studenti di Salerno replicano anche al dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Luca Iannuzzi, il quale minaccia bocciature in caso di troppe assenze: sono disposti a correre il rischio. S. M.

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Contro il Governo lezione in piazza Prof in cattedra e traffico in tilt (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-10-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-29 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Contro il Governo lezione in piazza Prof in cattedra e traffico in tilt Filosofia in via Mezzocannone, Architettura a San Domenico Maggiore Gli studenti: così la cultura esce dalle aule e ritorna in mezzo alla gente Ieri mattina il centro storico di Napoli si è trasformato in una grande aula universitaria NAPOLI — «Il se stesso dell'uomo è il suo compito etico... ». Giacca marrone, camicia bianca e cravatta, Giuseppe Lissa, ordinario di Filosofia morale alla facoltà di Lettere della Federico II, dialoga con studenti e passanti sulla Giustizia. Parla seduto dietro una cattedra improvvisata: il tavolino di un bar. Inconsueta pure l' aula: via Mezzocannone. Lissa — i cinefili lo ricorderanno anche per la partecipazione al film Teatro di guerra di Mario Martone — è uno dei professori i quali, ieri mattina, hanno accolto l'appello degli studenti mobilitati contro la legge 133 ed hanno accettato di tenere lezione in strada. Ai piedi della guglia di piazza San Domenico, proprio davanti alla sede dell'Orientale di palazzo Corigliano, il corso di Maria Federico Palestino, docente di Urbanistica nell'ateneo federiciano. A pochi metri Mario Losasso (Architettura Tecnica) spiega cosa sia la decrescita e quanto sia fondamentale il riciclo dei materiali utilizzati per le costruzioni. Cinquanta passi più giù tocca a Marco Ivaldo, noto studioso del pensiero tedesco. Giacca, cravatta, ampia gestualità, riflette con gli studenti sulla percezione. «Guagliù, almeno a piedi si può passare?», interrompe uno che ha dovuto rinunciare a percorre in auto la via universitaria. Altri, in motorino, provano a farsi spazio a motore spento, chi mugugnando, chi solidarizzando con i ragazzi. Ancora più giù, dove via Mezzocannone confluisce nel corso Umberto, una grande lavagna a mo' di transenna. è scritto: «Ora, ragazzi, facciamo la storia». Il mestiere di Giuseppe Aragno, docente universitario e storico di professione. Microfono alla mano, racconta episodi della prima guerra mondiale, ricorda quanto serrata fosse la censura sulle lettere che i soldati al fronte nel secondo conflitto inviavano ai familiari e quanto poco attrezzati fossero i militari che il regime fascista inviò a morire in Unione Sovietica. Dal Rettifilo avanza la manifestazione promossa dal Movimento di lotta per il lavoro. All'incrocio con via Mezzocannone i disoccupati si fermano ed è un tripudio di pugni chiusi. Intonano: «Studenti, operai, disoccupati, vinceremo organizzati... Gelmini, usa la testa, ci hai rotto il c... e mò ti becchi stà protesta... ». Va avanti così per qualche minuto, poi il professore Aragno ricomincia la lezione e quelli del Movimento di lotta proseguono, cantando Bella Ciao e inveendo contro l'assessore Mola: «Fatti i c... tuoi, la differenziata la facciamo noi». A Giurisprudenza, intanto, 500 persone in assemblea, nell'aula 28. C'è pure il professore Amirante, schierato con gli studenti. Si susseguono gli interventi. In piedi, alcuni esponenti di Azione Universitaria, erede del Fuan che fu, osservano. Ci sono pure quelli del Blocco Studentesco. Sono gli adepti partenopei di Gianluca Iannone, il fondatore dell'associazione Casa Pound. Romano, alle politiche della scorsa primavera si è candidato a Napoli con la Destra di Storace e ha speso un capitale in manifesti elettorali. Invano, perché non è stato eletto. Pochi giorni fa Casa Pound ha aperto una sede anche a Napoli, ai Colli Aminei. Antonio Mollo, nerovestito, uno dei militanti dell'ultradestra, chiede di intervenire e nessuno glielo impedisce. «Siamo pure noi contro la legge 133», sostiene. La riunione scorre tranquilla, nonostante i tafferugli di lunedì siano ancora ben vivi nel ricordo di tutti. «I maneschi sono stati quelli della destra — ricostruisce in un comunicato l'assemblea di Giurisprudenza — che hanno picchiato e insultato tre ragazze ». Negano i giovani di An e quelli di Casa Pound: «I militanti dei collettivi ci hanno aggredito », la tesi di entrambi. Indaga la Digos. La protesta, intanto, si estende a Veterinaria, Agraria, Medicina, Scienze politiche. Oggi assemblea interuniversitaria, mentre il Polo delle Scienze umane lancia l' allarme: «L'Italia spende per l'istruzione solo il 4,9% del Pil. La media Ocse è 6,2%». Fabrizio Geremicca GUARDA I VIDEO delle lezioni in piazza su corrieredelmezzogiorno.it Lavagne e cattedre A sinistra un docente impegnato alla lavagna in una piazza di Napoli. A destra il prof Lissa mentre spiega Filosofia morale Il professore Aragno «La mia generazione lascerà a voi ragazzi un mondo peggiore di quello che ha trovato»

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Studenti in piazza e lezioni open (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Decreto scuola Studenti in piazza e lezioni open Gli studenti delle scuole superiori cittadine scenderanno in piazza questa mattina per protestare uniti contro i decreti del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini: alle 10.30, infatti, i ragazzi si incontreranno alla Villa Comunale e sfileranno per corso Marrucino, via Arniense e piazza Vittorio Emanuele II, dove saranno spiegate le motivazioni della mobilitazione. Sarà l'ultimo atto della serie di proteste messe in atto dagli studenti, che hanno deciso di interrompere le occupazioni degli istituti domani mattina. Intanto, questa mattina partono le lezioni all'aperto all'interno del campus universitario di Madonna delle Piane, che testimoniano, secondo i proponenti «la collaborazione tra docenti e studenti e l'ampio dissenso sui provvedimenti del Governo»: sono previste in tutto otto lezioni, alcune delle quali saranno tenute a Chieti alta. A.A.

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Decreto Gelmini, no della giunta di palazzo Magno (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Istruzione Decreto Gelmini, no della giunta di palazzo Magno CAMPOBASSO Decreto Gelmini, la giunta provinciale di Campobasso interviene sull'argomento ed esprime «preoccupazione, allarme e sconcerto» per la scelta del Governo e i contenuti del provvedimento. Decreto che rischia di incidere sulla qualità del servizio, mettendo a rischio il dimensionamento degli istituti e la ridefinizione dei piani degli indirizzi di studio superiore, dov'è maggiore il rischio di abbandono, la riduzione del tempo scula. Nel documento dell'esecutivo D'Ascanio si chiede un ruolo diverso per gli enti locali.

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La cosa che potrebbe indignare è che si usano degli ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa «La cosa che potrebbe indignare è che si usano degli ... «La cosa che potrebbe indignare è che si usano degli inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole, per fare massa in strada e usarli semplicemente per scopi di lotta politica». Il presidente del Consiglio attacca. La scuola, il suo decreto, è diventato strumento pretestuoso per fare opposizione. Il governo ha un livello di consensi che ha raggiunto un «miracoloso 72%», è la premessa di Silvio Berlusconi. Tuttavia, aggiunge, «la vicenda della scuola ha portato a perdere qualche consenso al ministro Gelmini e al governo». Il premier si scaglia quindi contro l'opposizione: «Tutte le volte che c'è stato un cambiamento nella scuola, la sinistra ha sempre sostenuto le ragioni opposte alla riforma come quando si è passati dal maestro unico al maestro plurimo; anche allora la sinistra con i suoi giornali, La Repubblica e L'Unità in testa, fecero una battaglia violenta». «Mi trovo sempre di fronte ad affermazioni che sono esattamente il contrario del vero, ma sono assolutamente tranquillo perché uno può mentire per un po' ma non per sempre ed i genitori, tra un pò di tempo, si renderanno conto della bontà di questa riforma - conclude Berlusconi - che è diversa da quella descritta in alcuni volantini». Berlusconi risponde così all'opposizione alla vigilia del voto sul testo del ministro dell'Istruzione al Senato. E intanto ieri a Palazzo Madama è scoppiata la polemica. Durante il voto degli emendamenti l'oggetto che ha scatenato la bagarre è stato il tempo della seduta in Aula, con il centrosinistra a rallentare le votazioni e il presidente del Senato, Renato Schifani, a premere per accelerare i tempi. I senatori dell'Idv hanno alzato due cartelli in Aula («La chiamate istruzione ma create distruzione»; «L'istruzione costa? Provate con l'ignoranza»), mentre il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro ha rivendicato «il diritto dell'opposizione ad argomentare il voto degli emendamenti». Il dibattito è stato alimentato nuovamente anche dalle parole del segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, che chiede di fermare il decreto. Fuori Palazzo Madama, intanto, la protesta continua a montare. Ancora ieri molti studenti, genitori e docenti hanno puntato i piedi contro i provvesimenti al grido di: «La Gelmini non la vogliamo». Ieri erano circa diecimila, divisi in nove cortei. E la tensione è salita quando uno studente è stato fermato e poi rilasciato perché aveva tentato di scavalcare le transenne. Oggi è il giorno del voto al Senato, fuori il Palazzo il clima resterà caldo. In attesa dello sciopero totale della scuola e dell'università di domani.

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Ora è Meloni a fare lezione in piazza (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Ora è Meloni a fare lezione in piazza Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Roma, ore 16.15, piazza Montecitorio. Gli alunni della scuola Augusto si siedono a terra: c'è lezione di storia. La prof spiega, i ragazzi ascoltano. Lì, davanti l'entrata principale della Camera dei deputati, passa chiunque: dagli «anonimi» parlamentari ai «super-leader» della politica. E tra borse in pelle, auto blu e cravatte a pois, spunta anche il ministro della Gioventù. Qualcuno se ne accorge: «è Giorgia Meloni», bisbigliano. Anche l'insegnante stoppa la «lezione». Lei si ferma. E i ragazzi ne approfittano: «Ministro perché insistete col maestro unico?» «Perché volete tagliare le risorse?» «Sbagliate a fare delle classi solo per immigrati». Meloni ne approfitta, è l'occasione per fare chiarezza. Così, quando il centro di Roma torna a bagnarsi per la pioggia, decide di dedicare il suo tempo a quei ragazzi. E la lezione di storia diventa una vera e propria lezione sul decreto del ministro Gelmini. «Il tempo pieno nelle scuole verrà aumentato, pensate oltre al beneficio degli alunni l'enorme vantaggio per i genitori», è uno dei punti affrontati da Meloni, che non si tira indietro e risponde a ogni domanda in modo capillare ma utilizzando un linguaggio semplice per non confondere i ragazzi. A pochi metri di distanza, nella sala dell'ex cinema Capranica, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri (capigruppo del Pdl) stanno spiegando ai giovani di centrodestra i progetti sulla scuola e attaccano i rettori «baroni che truccano i concorsi». Giovanni Donzelli di Azione universitaria e Francesco Pasquali, numero uno dei Giovani per la Libertà, ci tengono a precisare che tra gli studenti non c'è una sola voce, e che non si faranno mai strumentalizzare da professori sessantottini. La riunioni tra «grandi» e «piccoli» del Pdl prosegue tra gli applausi, mentre Giorgia Meloni è ancora sotto la bagnatissima piazza Montecitorio a parlare con gli studenti. Dopo 45 minuti i ragazzi sembrano avere le idee più chiare. Qualcuno capisce che le informazioni che avevano sul decreto non erano del tutto esatte. Meloni incanta: nel senso che riesce a giocare con loro, ridere, tornando seria quando c'è da spiegare che non ci saranno classi differenziate. Una ragazza dice di essere messicana: «Non è giusto isolare gli stranieri». Due minuti e il ministro della Gioventù mette in chiaro le cose, assicurando che «non siamo razzisti, ma un Pease sempre attento ai problemi degli immigrati: non come gli spagnoli che si permettono di farci la morale». Alla fine Meloni saluta tutti, professoressa inclusa, tra le foto e gli applausi degli alunni. Forse, per i ragazzi della scuola Augusto, questa è stata la lezione più importante dell'anno.

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Minacce al premier e Gelmini Al via le contromisure (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Vertice al Viminale Minacce al premier e Gelmini Al via le contromisure Minacce a Berlusconi. Stelle a Cinque punte. Insulti al ministro dell'istruzione Gelmini con l'appello a «usare la motosega per tagliarle la testa». Facebook, piazza virtuale per socializzare diviene piazza violenta. E il Viminale prepara le contromisure. Ieri minivertice con il responsabile della Polizia postale e delle comunicazioni per mettere a punto una strategia mirata per evitare che la comunità virtuale si trasformi in un luogo senza legge dove diffondere messaggi di odio. Del resto Internet ha già dimostrato la sua efficacia come cassa di risonanza del terrorismo e dell'illegalità. Ma qualcuno sta pesnando di utilizzare «web2.0» come luogo di aggregazione e di indottrinamento politico in questa fase di «autunno caldo» della scuola. Mau.Pic.

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<Assedio> al Senato Bagarre in Aula (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMA PAGINA 29-10-2008 PROTESTE ANCHE A PARMA «Assedio» al Senato Bagarre in Aula Veltroni al governo: «Ritirate il decreto». Oggi il voto finale sul decreto Gelmini PAG. 3-7-22

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Trecento studenti in piazza contro la riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Terracina Trecento studenti in piazza contro la riforma Gelmini TERRACINA Circa 300 studenti degli istituti superiori cittadini hanno manifestato ieri, sotto la pioggia, contro la riforma Gelmini. Un corteo è partito da via Pantanelle. Era formato dagli alunni del liceo «L. da Vinci» e dell'Itc «Bianchini», che, a piazza Garibaldi, si sono ricongiunti con quelli dell'Ips «Filosi». Tutta la manifestazione di protesta si è svolta senza disordini. Con tinua l'occupazione simbolica del liceo «Da Vinci» da parte del personale docente e Ata. I professori hanno deciso di continuare a occupare a oltranza la scuola, anche di notte, mentre i docenti non hanno consentito agli studenti di partecipare alla manifestazione. Ros.Ber.

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E domani ritrovo in piazza (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PARMA 29-10-2008 A partire dalle 9 E domani ritrovo in piazza Domani si ritroveranno alle 9 in piazza Garibaldi per dire no al decreto Gelmini. Un'opposizione che, dopo le proteste delle facoltà universitarie, questa volta riguarderà il mondo della scuola. A promuovere la nuova manifestazione sarà il Csi, comitato in difesa della scuola pubblica, che sarà affiancato dal Csu. La loro speranza, come hanno spiegato ieri nella conferenza di presentazione Jacopo Arasni e Gianluca Robuschi, è di smuovere le coscienze non solo dei giovani parmigiani, ma anche dei dipendenti della pubblica istruzione che con la 133 vedono minacciata la propria posizione lavorativa. Una protesta che però non avrà simboli politici, perchè, secondo Federico Toscani, membro del Csu, «questa azione deve essere indipendente dalle sigle per creare un movimento solido e trasversale». Alla base delle loro richieste, c'è la convinzione che una scuola di qualità possa essere creata anche all'interno del sistema pubblico, rafforzando quei settori, in particolare l'informatica e l'inglese, determinanti per una valida formazione. Altri punti fermi della loro proposta, sono la negazione assoluta di una scala gerarchica per gli accessi all'istruzione. Aldo Tani

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Niente occupazioni ma tante assemblee (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

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PARMA 29-10-2008 Le iniziative nelle scuole superiori Niente occupazioni ma tante assemblee Per dire no al decreto Gelmini gli studenti delle superiori di Parma hanno scelto la via «soft» del dialogo invece delle occupazioni. «C'è un buon dialogo con gli studenti» spiega il preside del liceo scientifico Marconi, Antonio Attanasi, che nei giorni scorsi ha dato il via libera all'assemblea di istituto di oggi. Voglia di conoscere anche al classico Romagnosi, dove anche oggi proseguono le assemblee sui temi caldi del decreto Gelmini. «Questi incontri però consentono il regolare svolgimento delle lezioni», assicura la preside Gabriella Manelli. Al Melloni, l'istituto per ragionieri, i ragazzi decideranno oggi - dopo la riunione dei rappresentanti di istituto - cosa fare, mentre al liceo Sanvitale, come spiega il preside Adriano Cappellini, ieri e oggi sono in corso momenti di autogestione negli spazi in comune «che non impediscono il regolare svolgimento delle lezioni». Con ogni probabilità l'istituto agrario Bocchialini farà un'assemblea venerdì per discutere del decreto Gelmini, mentre il Toschi oggi ha in programma un'assemblea straordinaria degli studenti. Gli alunni dello scientifico Ulivi ieri hanno avuto un faccia a faccia col preside, che la prossima settimana potrebbe concedere un'assemblea. Stessa cosa potrebbe accadere all'Itis, dove il preside Nicola Nucci è favorevole a un'assemblea con persone esterne alla scuola. Al Rondani, dice il preside Sergio Olivati, «la situazione è tranquilla », e ieri i ragazzi hanno avuto a disposizione qualche ora per approfondire la riforma. Situazione sotto controllo anche al Giordani, dove però l'agitazione è per lo sciopero di domani al quale aderiranno insegnanti e personale scolastico. P. D.

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Il preside caccia gli studenti ribelli (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

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Prov Ogliastra Pagina 6023 Tortolì. Il direttore d'istituto Perras: «Quel giorno non era prevista alcuna agitazione» Il preside caccia gli studenti ribelli Tortolì.. Il direttore d'istituto Perras: «Quel giorno non era prevista alcuna agitazione» Dopo lo sciopero porte chiuse ai minori non accompagnati --> Dopo lo sciopero porte chiuse ai minori non accompagnati Polemiche fra preside e studenti nei Licei e all'Iti dopo lo sciopero contro la riforma Gelmini. Dieci ragazzi non sono stati ammessi in classe. Urla, cori da stadio, rabbia. La protesta degli studenti tortoliesi ha raggiunto toni alti ieri mattina, davanti all'istituto che comprende il Tecnico industriale e i Licei classico e scientifico. Sotto accusa il dirigente scolastico Antonio Perras che non ha permesso a decine di studenti minorenni di entrare in classe perché non accompagnati dai genitori. Sul posto è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri che però non ha dovuto compiere alcun intervento: la protesta, infatti, benché molto rumorosa, è rimasta pacifica. MOTIVI PER SCIOPERARE Motivo della disfida tra gli studenti e il preside, lo sciopero di sabato scorso, che ha causato assenze superiori al 70 per cento in 15 classi, mentre nelle altre 21 si è fatta regolare lezione. Il numero di assenti è tale, sostiene il dirigente, da giustificare il provvedimento disciplinare messo in atto dalla scuola: tutti i minorenni devono venire accompagnati dai genitori. Gli studenti avevano proclamato, sabato scorso, una manifestazione di protesta (regolarmente autorizzata, dicono) contro il decreto Gelmini. «Quel giorno non era previsto alcuno sciopero», è la replica di Antonio Perras, che si chiede se i genitori siano d'accordo con i comportamenti degli studenti. «I nostri genitori sono tutti con noi», ribattono in coro i ragazzi. ALTA TENSIONE La tensione potrebbe salire con lo sciopero di domani. Il dirigente infatti avverte che l'astensione dal lavoro riguarda i dirigenti, il personale docente, direttivo e ausiliario. In caso di partecipazione massiccia degli alunni, abbastanza prevedibile, potrebbero quindi scattare nuovi provvedimenti e il braccio di ferro potrebbe farsi ancora più aspro. Anche perché gli studenti accusano il preside di essere poco ricettivo alle loro istanze. «Se qualcuno di noi chiede di essere ascoltato - dicono alcuni - non viene ricevuto e contro di lui, o lei, vengono prese sanzioni disciplinari, come la sospensione, che incidono sul voto in condotta e con un'eventuale bocciatura». Nega ogni addebito, il preside. «Non è vero che non parlo con i ragazzi - replica Perras - anzi, sono sempre a disposizione. Se poi capita che qualche volta sono occupato, questo non deve essere interpretato come un rifiuto». In ogni caso, ribadisce il dirigente, tutto può essere risolto se gli studenti minorenni accetteranno di venire a scuola accompagnati. FRANCESCO MANCA

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Anche gli scolari in piazza (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

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Prov Ogliastra Pagina 6023 Decreto gelmini Anche gli scolari in piazza Decreto gelmini --> Anche l'Ogliastra studentesca è scesa in piazza ripetutamente contro la riforma promossa dal ministro Mariastella Gelmini. Ieri e l'altro ieri erano sulle barricate gli studenti di Lanusei, sabato scorso hanno sfilato per le strade della cittadina gli alunni delle superiori di Tortolì, domani insegnanti, alunni e genitori manifesteranno ad Arzana (appuntamento alle 9 nella sala polifunzionale), mentre venerdì la mobilitazione scatterà a Jerzu. A Ilbono, sempre sabato, hanno manifestato i bambini delle scuole elementari, con tanto di slogan e cartelli di protesta. Al loro fianco anche parecchi genitori «preoccupati - dice una mamma - perché verrà ridotto l'orario scolastico e sostanzialmente il diritto allo studio». In Ogliastra il problema è sentito soprattutto nei piccoli Comuni. Ussassai ha dovuto combattere una autentica battaglia per salvare dalla soppressione della scuola materna «e lo stesso problema - temono i genitori dei bambini di Ilbono - potrebbe riproporsi anche nel nostro paese». I sindacati confederali e di categoria sono ovviamente mobilitati anche a livello provinciale e una nutrita delegazione di insegnanti, studenti e genitori dovrebbe partecipare alla manifestazione che si terrà domani a Roma.

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È condivisa tra tutti i docenti, anche di estrema sinistra, ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

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stampa è condivisa tra tutti i docenti, anche di estrema sinistra, ... è condivisa tra tutti i docenti, anche di estrema sinistra, l'assoluta necessità di ristrutturare l'università italiana. Per qualunque percorso si voglia raggiungere tale scopo, le scelte del Ministro saranno inevitabilmente impopolari. Il male cronico è causato, innanzi tutto, dal numero esagerato di sedi universitarie. Non è possibile che quasi tutte le province italiane debbano avere almeno un'università, come non è possibile che tanti grandi atenei abbiano prodotto una miriade di sedi distaccate. Vi sono università che hanno un numero sproporzionato (in difetto) di studenti rispetto all'articolazione e complessità delle singole strutture. Altra stortura è la riforma del tre più due che ha provocato la proliferazione di insegnamenti, diciamo minori, niente di più che frazioni dei programmi delle materie istituzionali. Sono così aumentati a dismisura il numero dei docenti e i costi, a fronte della considerevole diminuzione degli studenti frequentanti nei singoli corsi di studio. è aumentato anche il numero dei docenti a contratto i quali, non provenendo dal mondo universitario, non possono avvalersi dell'esperienza e delle tecniche di insegnamento dei professori di ruolo. Tra l'altro, non essendoci più alcun nesso tra la ricerca e la didattica, la qualità dell'insegnamento è scaduta notevolmente. Come il vecchio, abbandonato corso monografico era garanzia di competenza, così l'università non è più la magister vitae di un tempo. Purtroppo, anche i colleghi dell'università non recepiscono la evidente necessità di forzare l'interpretazione della legge vigente in modo da garantire la serietà dell'insegnamento. Oggi molti studenti si laureano senza più conoscere i contenuti e i principi fondamentali delle grandi materie di base, che sono state l'ossatura fondamentale dell'apprendimento studentesco. E, infatti, non è un caso che i giovani sappiano affrontare il mondo del lavoro con minore duttilità rispetto ai "vecchi" laureati. Ma per "riparare" l'Università è, in primo luogo, necessario partire dagli insegnanti. è abbastanza chiaro che non si può continuare con il sistema dei concorsi valutati da commissari eletti da apposite "congreghe". Il Ministro Gelmini è lungimirante e coraggioso nell'agire in questa direzione. Le università dovrebbero selezionare i docenti da una graduatoria nazionale di merito, basata principalmente sulla qualità e quantità delle pubblicazioni scientifiche dei candidati. A quelli superiori in grado dovrebbe spettare il compito di esprimere un voto sulle pubblicazioni dei classificati in posizioni inferiori. Oppure, si potrebbe mutuare dal sistema internazionale l'istituzione di apposite commissioni che giudichino anonimamente le diverse pubblicazioni, prima che queste compaiano sulle riviste scientifiche. Su l'attività didattica dei candidati o i particolari titoli accademici, quali dottorati, borse di studio, masters ecc. il punteggio dovrebbe essere stabilito automaticamente dal Ministero. Alla fine, il candidato con il maggior punteggio prevarrebbe sull'assegnazione dei posti vacanti. Non si può attendere oltre: Scuola ed Università sono i settori pubblici chiave che formano le nuove generazioni e il futuro del Paese.

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Con le mamme la protesta viaggia a 30 all'ora (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

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PROVINCIA 29-10-2008 RIFORMA GELMINI LA «RIVOLTA» DELLE TERRE ALTE VALTARO DA FORNOVO A BORGOTARO CON CARTELLI E SLOGAN Con le mamme la protesta viaggia a 30 all'ora Organizzato un carosello di auto per dire «no» alla chiusura delle scuole di montagna FORNOVO Marco Severo II Solo donne, solo mamme. E' una questione tutta al femminile, sui tornanti della val Taro, la protesta contro la ministra Gelmini. Gli unici uomini presenti sono i quattro carabinieri di scorta, due in testa e due in coda al torpedone. Tocca a loro accompagnare «la catena automobilistica per il diritto alla scuola in montagna», organizzata ieri pomeriggio da un comitato spontaneo di genitori: un corteo di 12 macchine che procede a 30 chilometri orari e manda in bestia i pendolari della valle. Le donne al volante sono 12 e non smettono un secondo di strombazzare, lampeggiare coi fanali, spiegare le ragioni della protesta. Con loro ci sono anche le piccole Jessica, Maisha e Mariarosa: cartelli colorati in mano e braccia che sporgono dai finestrini. E' così che la contestazione del decreto 133, oggi in discussione al Senato, si mette in moto anche nel parmense. La partenza è fissata alle 14 da Fornovo, l'arrivo alle 17 davanti alla sede della Comunità montana delle Valli del Taro e del Ceno a Borgotaro, dove alle «amazzoni» della protesta - tutte di Ghiare, Mormola, Varsi - si uniranno poi insegnanti e studenti. Nel mezzo, 13 tappe: tante quante sono i punti della «riforma Gelmini» criticati dalle manifestanti: «Tra questi - dice Michela Azzimonti, una delle mamme in corteo - quello che più ci fa infuriare è il capitolo che prevede la chiusura delle scuole di montagna sotto la soglia dei 50 iscritti». E fa niente se il Governo, negli ultimi giorni, s'è affannato a negare una tale prospettiva: «Ormai non ci fidiamo più - interviene Stefania Rondini, altra manifestante - i membri dell'esecutivo ogni volta dicono una cosa per smentirla subito dopo». Non è un caso, allora, che la parola più ripetuta ieri sia «montagna ». La stessa che campeggia sulla carrozzeria di una Panda rossa, scritta a pennarello su un grosso cartello. Ciascuna delle macchine in colonna ne porta uno appiccicato sul fianco. Una volta messe in fila, ecco comporsi lo slogan ripetuto per tutto il pomeriggio: «Il diritto alla scuola di montagna ». Per gli approfondimenti, c'è poi Rossana Iomini a bordo d'una Seicento: «Con questo decreto legge - spiega - si vuol dare un colpo di grazia ai borghi del nostro entroterra, già in via di spopolamento ». «Se verranno chiuse anche le piccole scuole - continua -, le valli dell'Appennino saranno definitivamente condannate a morte ». L'alternativa sarebbe semplice, in fondo, suggeriscono loro: «Basterebbe tagliare fondi altrove e finanziare in modo deciso il sistema dell'istruzione, incentivando per esempio i docenti a scegliere le località più periferiche ». Il tema è ripreso anche da un volantino, distribuito ieri dalle mamme contestatrici, in cui si lamenta - fra l'altro - il licenziamento previsto di 132 mila unità fra docenti e personale di servizio. Ma anche «la riduzione degli orari e la fine del tempo pieno, il ritorno del maestro unico, le classi ghetto per i bambini stranier ». E, per finire, «la modalità antidemocratica impiegata per varare la cosiddetta riforma della scuola, attuata a colpi di decreti legge». Tante curve, forse troppe, per le Panda delle mamme di montagna. Mamme al volante Da Ghiare, Mormorola e Varsi per protestare contro la riforma della scuola, tra suonate di clacson e slogan.

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<Se passa, io riconsegno le chiavi del Municipio> (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

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PROVINCIA 29-10-2008 MONTAGNA LA RABBIA DEL SINDACO DI MONCHIO E LA BATTAGLIA DELLE MAESTRE «Se passa, io riconsegno le chiavi del Municipio» «Cosa facciamo? Costringiamo tutti gli abitanti a scendere in città?» II E' la voce della montagna, su tutte, che s'alza forte contro il decreto Gelmini: «L'ho detto e lo ripeto - scandisce Roberto Cavalli, sindaco di Monchio - se chiudono le scuole con meno di 50 alunni, come la nostra, sono pronto a riconsegnare le chiavi del Municipio e a rimettere il mio mandato nelle mani del prefetto ». Poche ore ancora, poi il piccolo comune della val Cedra saprà se il primo cittadino fa sul serio. Tutto dipende da Roma, dal voto previsto per oggi in Senato sulla «riforma Gelmini». Se arriverà la ratifica della 133, con i tagli alla scuola pubblica previsti dal ministro dell'Istruzione, Monchio si ritroverà senza più elementari. Con gli alunni costretti a migrare chissà dove. La provocazione di Cavalli, allora, potrebbe trasformarsi in gesto estremo di protesta: «Il decreto in discussione in Parlamento - prosegue il sindaco - è inaccettabile perché lede il diritto costituzionale all'istruzione e nega ai bambini di montagna di avere un percorso di formazione». Tra i punti più controversi della proposta Gelmini, infatti, c'è il ventilato accorpamento dei plessi scolastici che contano meno di 50 iscritti. A rischio sarebbero, soprattutto, gli istituti più periferici. Sarebbero, appunto. Il condizionale è di rigore, visto che negli ultimi giorni il governo è andato ripetendo che non intende affatto smantellare le piccole scuole. «Non se ne può più di quest'abitudine di dire e disdire - lamenta una maestra di Monchio, che però chiede l'anonimato - infastidisce l'usanza di annunciare una cosa oggi e di smentirla domani. E poi noi il testo del decreto lo abbiamo letto: sopra c'è scritto, nero su bianco, che i plessi con meno di 50 alunni verranno chiusi». Hanno il dente avvelenato, le maestre della nostra montagna. Molte scuole, quest'anno, neppure sono riuscite ad avere una prima elementare: nessun bambino si è iscritto a Monchio e a Bore, ad esempio. La secca prodotta dal calo demografico prosciuga le aule delle valli appenniniche, ma le maestre non concedono nulla alla logica della Gelmini: «Assolutamente no - dice Daniela Fracassi, maestra di italiano e matematica a Palanzano - anche se ci fossero solo due alunni, lo Stato avrebbe il dovere di garantirne l'istruzione. L'Italia è piena di borghi di montagna, e quindi cosa facciamo? Costringiamo tutti gli abitanti a scendere in città? ». Dicono che questa non è libertà, le maestre. Che, piuttosto, preferiscono le pluriclassi, quelle maxisezioni in cui vengono stipati insieme bambini di prima e di seconda, a volte pure di terza. Così avviene proprio a Palanzano, dove l'unica iscritta alla prima elementare per il 2008-2009 - una bimba indiana - è stata inserita in una terza, accompagnata da un'alunna di seconda, d'origine tunisina: «E' dura, ma meglio questo che la chiusura della scuola». Ne è convinta anche Michela Cristiano, insegnante di italiano a Bore: «Sopprimere una scuola vuol dire obbligare la popolazione a trasferirsi altrove e far morire la montagna. Se il governo deve fare dei tagli li faccia altrove, magari risparmiando in spese parlamentari». M.Se. Scuole a rischio C'è grande preoccupazione in montagna.

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L'Appennino Est: <Così si spopolano i paesi> (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

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PROVINCIA 29-10-2008 INCONTRO AMMINISTRATORI, GENITORI E DOCENTI PREOCCUPATI L'Appennino Est: «Così si spopolano i paesi» TIZZANO Giuseppe Pizzetti II A Lagrimone, un affollato salone del centro sportivo ha sottolineato l'importanza che l'Appennino est dà alla riforma Gelmini. C'erano rappresentanti da ogni plesso: non solo docenti, ma anche genitori, alunni, e il tavolo dei politici, ad iniziare da Giordano Bricoli, sindaco di Neviano, Carlo Montali e Emilio Pigoni, sindaco e vicesindaco di Palanzano, Gabriele Ferrari assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Gualtiero Ghirardi, sindaco di Tizzano, Ulisse Ferrari, assessore alla Scuola della Comunità montana Est, Rosalia Manini, vicesindaco di Corniglio, Roberto Cavalli, sindaco di Monchio delle Corti. Tutte realtà che, in maggioranza, fanno parte dell'Istituto comprensivo di Corniglio. Ma c'è anche Neviano con due dei suoi tre due plessi «a rischio». Una legge che deve ancora essere approvata, «ma dal suo contenuto - è stato detto - non possiamo che prevedere un disastro»: non tanto se la competenza delle presidenze degli istituti comprensivi passasse da 300 a 500 alunni, quanto se venissero chiusi i singoli plessi con meno di 50 scolari. In altre parole, qui non importa se il preside viene da «lontano », «l'importante è che non vengano chiuse le scuole», strutture che qui galleggiano, come numeri, attorno al fatidico «50». Il testo della legge è stato analizzato con puntualità da Ulisse Ferrari e da Gabriele Ferrari, ed è emerso che «non ci sono margini di manovra per stabilire una linea di difesa, se non l'attivazione di una conferenza scolastica provinciale, convocata subito, e la proposta di una legge popolare che difenda la scuola della montagna ». è stato anche evidenziato che «senza scuola, ogni paese montano perde i suoi abitanti. Senza scuole, quindi, la montagna morirà ». Ecco un'altra richiesta, alla Regione, «di istituire un assessorato alla Montagna, in cui sia prevista anche una specifica competenza per la scuola». Tanti applausi hanno accompagnato le parole degli amministratori. La cancellazione di alcune scuole - è stato ripetuto- «è in contrasto con la politica di consolidamento delle scuole attuata dai Comuni: vedi Lagrimone a Tizzano, Beduzzo a Corniglio, Scurano, Bazzano nel Nevianese. Attraverso queste scuole si contava di mantenere la popolazione sul territorio, difesa efficace della montagna dall'abbandono, dal dissesto». Ulisse Ferrari ha poi sottolineato come circa 5000 comuni italiani sugli 8000 complessivi, siano montani: circa il 70%. Quindi «di sconquassi la riforma della Legge Gelmini ne produrrà in abbondanza- è uno dei commenti più volte emersi -. Costituirà l'avvio di un nuovo fenomeno di fuga verso le città delle famiglie giovani per rimanere vicine ai figli che studiano, mentre la montagna rimarrà deserta». Tizzano Il tavolo dei relatori, durante l'incontro.

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Decreto Gelmini: proteste fuori e dentro Palazzo Madama (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

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POLITICA 29-10-2008 Politica SCUOLA VELTRONI: «IL GOVERNO NON SIA ARROGANTE». OGGI IL VOTO Decreto Gelmini: proteste fuori e dentro Palazzo Madama Il premier: «Sulla riforma troppe falsità» Il Pdl: «Avanti tutta». L'Idv protesta in Aula ROMA II Un voto scontato al Senato (oggi alle 10,30) e uno sciopero generale che promette di portare in piazza migliaia e migliaia di persone: in vista di questi due appuntamenti (oggi il primo, domani il secondo) il mondo della scuola e dell'università, in una saldatura ormai collaudata, ieri non ha risparmiato energie nel protestare. Palazzo Madama, dove è ripreso in serata con toni accesi il dibattito sul contestato decreto Gelmini, è stato preso d'assedio. E nel pomeriggio mentre il ministro Maristella Gelmini ha ricevuto alcune associazioni di genitori, il sindacato ha diffuso uno studio dal quale emerge che i tagli al tempo pieno danneggeranno non solo la qualità dell'istruzione, ma anche le mamme-lavoratrici. Una ulteriore difesa della «riforma» Gelmini è arrivata in serata dal premier: «C'è stata una vasta disinformazione e delle falsità enormi su modifiche che sono di buon senso». Mentre in Aula si è consumato l'ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione in Senato è stato letteralmente messo sotto assedio». Diecimila, quarantamila: oscillano le cifre sui manifestanti davanti a Palazzo Madama, come sempre in questi casi. Intanto il leader del Pd ha presentato, in una conferenza stampa, la ricetta del partito democratico per l'università. Una ricetta in dieci punti che va dalla revisione dei meccanismi dei concorsi all'isti- tuzione dell'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario passando per una riforma della governance e per la valutazione periodica dei docenti. Il Pd chiede pure di abrogare il blocco del turn over dei docenti e di tornare al reclutamento straordinario di ricercatori previsto dal governo Prodi. Il leader del Pd ha anche chiesto alla maggioranza di «ritirare il decreto» La presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro ha bollato come «inaccettabile arroganza» l'atteggiamento. Nei confronti dell'opposizione ha detto la Finocchiaro il presidente del Consiglio non smette i suoi toni arroganti e offensivi. Ma quello che più infastidisce è che a mentire sulla scuola sono lui e il suo governo». La maggioranza non retrocede di un passo. «Andiamo avanti con il decreto Gelmini» ha assicurato Maurizio Gasparri (Pdl) durante l'incontro tra studenti di centrodestra e parlamentari del Popolo della libertà. «la stragrande maggioranza degli italiani la pensa come noi». «Dobbiamo guardare alla protesta con serietà, ma non pensare che sia una rivolta generazionale, sono i numeri a dirlo » ha aggiunto Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, assicurando, per parte sua «spazio di dialogo con gli studenti indipendentemente dall'orientamento politico». Berlusconi dà man forte alla Gelmini. «La cosa che potrebbe indignare è che si usano degli inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole, per fare massa in strada e usarli semplicemente per scopi di lotta politica » ha detto il premier. «C'è stata una vasta disinformazione e delle falsità enormi sulle delle modifiche che sono di buon senso » ha ribadito. La lunga marcia di avvicinamento allo sciopero generale della scuola è quasi finita: domani il mondo della scuola (ma anche quello dell'università) scenderà in piazza a Roma. La macchina organizzativa si è messa in moto: 9 treni speciali, 1.000 pullman, e tanti, tantissimi manifestanti «fai da te». I sindacati promotori (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) contano su grandi numeri e parlano di «data che resterà nella memoria». Sul palco anche i tre big di Cgil, Cisl e Uil: Epifani, Bonanni e Angeletti. Ieri, in Aula, dopo alcune interruzioni e sospensioni per mancanza del numero legale, e dopo il monito del presidente Schifani a rispettare l'ordine, la situazione è stata ulteriormente agitata dalla protesta dei senatori dell'Idv. «La chiamate istruzione ma create distruzione». «L'istruzione costa? Provate con l'ignoranza»: sono due delle scscritte sventolate in Aula, mentre i messi cercavano di riportare la calma. Il presidente Schifani ha invitato i senatori a riporre i due cartelli. La protesta in Aula è durata pochi secondi e i lavori sono ripresi regolarmente. Con le opposizioni che proseguono nell'azione di «filibustering». Proteste In Aula spuntano i cartelli dell'Idv (in alto). Manifestazioni studentesche in tutt'Italia. A Roma no-stop davanti al Senato. FOTO ANSA

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Cortei e sit-in da Nord a Sud (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

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POLITICA 29-10-2008 Studenti in «rivolta» in tutt'Italia Cortei e sit-in da Nord a Sud II Cortei in tutt'Italia. Scuole occupate e - dopo la denuncia del preside - primo fascicolo d'inchiesta sul blocco del liceo romano «Giulio Cesare». Alla vigilia del varo in Senato del contestato decreto sul maestro unico e all'antivigilia dello sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Uil con manifestazione nella capitale, il popolo del «no Gelmini» ha intensificato la mobilitazione. Epicentro di tutte le proteste Palazzo Madama, chiamato a discutere il provvedimento, è stato raggiunto da numerosi cortei, di studenti e universitari, poi anche dei Cobas. Davanti al ministero dell'Istruzione tre moderni re magi (uno studente liceale e due genitori) hanno invece portato al ministro Mariastella «Cometa» Gelmini, come l'hanno chiamato loro, i tre doni di accoglienza, cultura, scienza, al posto di oro, incenso e mirra. Davanti al Senato, hanno dunque manifestano gli studenti delle superiori della capitale, arrivati al termine di sette cortei spontanei nati in varie zone della città. «Non state semplicemente votando un decreto ma state decidendo del nostro futuro, del futuro dell'Italia»: questa una frase della lettera che l'Assemblea del liceo Orazio ha consegnato al senatore del Pd Vincenzo Vita, con l'assicurazione che il testo sarebbe stato letto durante le dichiarazioni di voto del Pd. Nel resto della città sono proseguite occupazioni di istituti e assemblee negli atenei, mentre la facoltà di Studi orientali della Sapienza ha tenuto alcune lezioni all'aperto in Piazza Farnese. Dalla Sapienza è partito uno di vari cortei diretti al Senato, mentre il rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo avverte che «se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili a aprendo la via a una seria riforma delle università non potrò che dimettermi, insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato, siamo tutti d'accordo». Ma non è solo Roma il centro della protesta. Assemblee, lezioni in strada, cortei e sit-in si sono susseguiti in tutte le città d'Italia da Nord a Sud.

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Disinformazione sulla riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-10-2008)

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L'IMPORTANZA DELLA DONAZIONE 29-10-2008 Scuola Disinformazione sulla riforma Gelmini Vorrei rispondere agli esponenti del movimento politico La Destra, di Parma, in merito alle critiche rivolte al decreto legge Gelmini, in quanto sono rimasto un poco meravigliato dalla comunanza di lotta politica visceralmente antiberlusconiano tra il movimento politico La Destra e la sinistra (strano connubio ma in nome dell'antiberlusconisma viscerale tutto fa brodo, e poi forse in base a qualche legge fisica gli estremi si attraggono). Il decreto legge Gelmini e il contenuto dell'articolo riguardante la scuola nel provvedimento sulla sanità non prevedono nulla di quanto la sinistra con i nuovi compagni di viaggio del movimento politico La Destra vanno sbandierando ovunque sulla chiusura delle scuole. Nessuno resterà senza scuola, né i comuni, né i bambini sperduti nelle montagne. Queste visioni terroristiche e apocalittiche ormai pane quotidiano di un'opposizione allo sbando si smentiscono con estrema facilità. Sarebbe sufficiente un minimo di corretta informazione. La normativa prevede testualmente "l'ottimale dimensionamento" che "ri - sponda ai bisogni dell'utenza che risiede in aree disagiate - insulari, collinari, montane -". I parametri di dimensionamento, poi, non solo non li ha inventati questo governo, ma risalgono a una normativa del 1998 e riguardano territori non situati nelle comunità montane e nelle piccole isole. Inoltre si fa una grande confusione, sicuramente voluta, fra due concetti diversissimi, cioè istituzioni scolastiche e sedi fisiche delle scuole. Le istituzioni scolastiche corrispondono al complesso organizzativo di cui è doverosa la razionalizzazione prevista non dal provvedimento Gelmini, ma dalle norme del 1998. Le sedi fisiche, invece, sono le singole scuole che rimangono dove sono ed anzi è prevista "un'ottimizzazione" dei servizi di trasporto per prevenire situazioni di isolamento e rendere operativa la rete scolastica. In più, come tutti sanno, l'or - ganizzazione specifica della rete scolastica non è competenza dello Stato, ma delle Regioni e degli enti locali, per dettato costituzionale. La normativa del ministero prevede il rafforzamento dei rapporti tra questi enti con la finalità di operare "scelte di politica scolastica più aderenti alle necessità del territorio". La verità vera è che fino a oggi tutti hanno fatto orecchie da mercante sull'applicazione delle norme del 1998 che fin da allora tendevano alla razionalizzazione e alla riduzione degli sprechi. Questo governo ha detto chiaramente che è finita la festa. Regioni e enti locali dovranno applicare quelle norme e di conseguenza risparmiare, pena la nomina del cosiddetto commissario ad acta, ma nello stesso tempo devono salvaguardare tassativamente le sedi scolastiche riducendo l'isolamento con servizi adeguati. E' bastata la determinazione di voler fare le cose per bene che i difensori dei privilegi e delle sacche di spesa hanno montato tutto questo can can. Spettacolo già visto. Insomma la sinistra ed i suoi compagni di viaggio fanno della menzogna ben artefatta uno strumento di lotta politica, declamando ai quattro venti di voler difendere i deboli e invece continuando pervicacemente a difendere sprechi, clientele e privilegi, a differenza di quello che fa la Lega Nord che solleva problemi reali, cercando di risolverli, problemi di cui gli altri partiti, non si sono occupati, troppo impegnati evidentemente a pensare alla 'politica alta'; e questo spiega le alte percentuali di favore tra i cittadini che la Lega Nord guadagna costantemente nei sondaggi tra la gente. Paolo Barigazzi

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Il vero sciopero? E'contro i baroni Oggi la riforma al voto finale in Senato (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 3 Il vero sciopero? E'contro i baroni Oggi la riforma al voto finale in Senato di Emanuela Fontana Scintille in Aula, Di Pietro soffia al Pd la platea dei manifestanti Presidio a oltranza a Palazzo Madama: "Bloccheremo Roma". Risse e denunce la contestazione finisce in procura. Intanto dilaga l'antiprotesta. Storie dall'università feudale: la medicina in ateneo è affare di famiglia RomaDalle stanze del Senato, le grida arrivavano lontane ma salivano di tono ogni volta che qualcuno, alle grandi finestre, si sporgeva o spostava una tenda. «Ladri!». «Buffoni!». «C?avete solo la mafia!». Pioveva a dirotto ieri pomeriggio mentre il corteo dei ragazzini delle superiori che già dalla mattina aveva fatto picchetto tra piazza Navona e corso Rinascimento si univa con quello degli universitari della Sapienza. Il grande ingresso di Palazzo Madama era presidiato dalla polizia, la via chiusa, il traffico del centro di Roma bloccato, tutti gli accessi verso piazza Navona sbarrati dagli agenti in tenuta antisommossa, i turisti spariti dai bar di fronte alle fontane del Bernini. In strada, chi con il libro sulle ginocchia al riparo sotto i portici, chi arringatore con il megafono in mano, si urlavano slogan contro il ministro Mariastella Gelmini e Silvio Berlusconi, ma anche contro la politica tutta. Nell?aula, il voto dei senatori assediati arrancava, la discussione sugli emendamenti al decreto Gelmini sulla scuola si inacidiva, e l?Italia dei Valori inviava di tanto in tanto «ambasciatori» a parlare con gli studenti riuniti nel presidio, decisi a rimanere lì tutta la notte, fino a questa mattina, quando è atteso il voto definitivo al provvedimento. Una novità di ieri, le coccole insistenti dell?Idv ai giovani manifestanti, che ha avuto una corrispondenza anche in aula, dove proprio il partito di Di Pietro ha lanciato «l?ostruzionismo dell'applauso», come l?ha chiamato orgoglioso il senatore Stefano Pedica, il più attivo nel fare su e giù, dalla strada al banco. Già nel primo pomeriggio, il senatore Pedica, con Vincenzo Vita, del Pd, era sceso dal palazzo per parlare con i manifestanti: «Il nostro impegno sarà bloccare in Parlamento la legge», la promessa solenne dell?inviato Idv tra i ragazzi. Ma nel corteggiamento del Partito democratico e dell?Italia dei Valori agli studenti sembra l?abbiano spuntata i dipietristi. Walter Veltroni ha chiesto ieri al governo di «ritirare il decreto» e di discuterne «con le parti sociali». Gli emissari di Di Pietro hanno puntato invece direttamente alla piazza. Protesta «non politicizzata» viene definita dagli studenti la loro mobilitazione. E in effetti alcuni slogan ieri erano diretti contro tutti: «Politici mafiosi» era scritto in pennarello rosso in piazza Navona: punte di grillismo e dipietrismo, di sfiducia verso tutte le istituzioni dello Stato. Ma quando, verso le cinque, sono arrivati gli universitari, le grida sono diventate più cattive contro Berlusconi e Gelmini. Comunque sia, attacco contro tutti e antiberlusconismo pesante, sono piaciuti tantissimo al partito di Di Pietro, che ieri sembra aver messo definitivamente il cappello sulla protesta giovanile: «Il centrosinistra compatto - spiegava Pedica ai ragazzi - ha deciso di applaudire a ogni intervento, per rallentare il più possibile i lavori». Prima si era sfiorata la bagarre tra i senatori mentre i ragazzi in strada urlavano il dissenso: si erano esauriti i tempi dell?opposizione per gli interventi sugli emendamenti, tra le proteste e gli striscioni esposti a sorpresa dall?Italia dei Valori. «è un 28 ottobre da marcia su Roma», proclamava il presidente dei senatori dell?Idv, Felice Belisario. Un ostruzionismo non accettabile perché era stata la conferenza dei capigruppo, sottolineava il presidente Renato Schifani, a decidere che questa settimana si sarebbe votato in via definitiva il decreto Gelmini. Schifani ha interrotto la seduta, ha convocato i capigruppo, e si è deciso di discutere fino alle 22 per poi dare spazio alle dichiarazioni, questa mattina, dalle 9 alle 10, e infine andare al voto. Il capogruppo del Pd Anna Finocchiaro si è addirittura scusata a «nome del gruppo» per le «intemperanze avvenute in aula» e «non rivolte alla sua persona», ha detto a Schifani. Il presidente ha accettato le «scuse sincere» della collega e ha rinnovato la sua «alta considerazione per il ruolo dell?opposizione», i cui diritti «sono sacri», e del «Pd». Nessuno dei due ha citato i dipietristi. Questa mattina si vota, Senato ancora sotto assedio: appena il decreto Gelmini diventerà legge, hanno annunciato i manifestanti, «bloccheremo Roma». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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SCUOLA AD ALTA TENSIONE (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 2 SCUOLA AD ALTA TENSIONE di Stefano Filippi Internet l'ha battezzata «disokkupazione»: è la mobilitazione contro la piazza, l'antiprotesta, la maggioranza non più silenziosa che comincia a far sentire la propria voce. Un magma di iniziative di studenti ma anche di docenti che si espande in tutta Italia, fatto di raccolte di firme, volantini, documenti, appelli, blog. La fantasia del contropotere non esclude nemmeno le «contro-occupazioni», come quella (simbolica) dei rettorati di Torino e Pavia organizzata ieri da Azione universitaria, e nemmeno gli esposti alla magistratura, preannunciati a Palermo sempre dall'organizzazione studentesca vicina ad An. Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani per la libertà, lancia invece una «class action» degli studenti, cioè una azione legale collettiva: «Gli studenti devono essere risarciti del tempo perso, del rinvio degli esami e delle tasse pagate inutilmente». Organizzata o spontanea, prende piede la «disokkupazione» dei tantissimi che non si fanno trascinare da lezioni in piazza, cortei, picchetti. «Vogliamo far valere la posizione della stragrande maggioranza degli studenti che vuole studiare e non occupare», afferma Stefano Verzillo, presidente del Coordinamento delle liste per il diritto allo studio (Clds) che sta raccogliendo migliaia di firme nelle facoltà dove è stata sospesa l'attività didattica: 600 sottoscrizioni a Scienze della formazione a Cagliari, 500 a Scienze naturali a Firenze, 250 a Lettere a Palermo soltanto ieri. In Statale a Milano, Scienze politiche, sono quasi mille le firme (decine quelle di docenti) raccolte da Clds e Unicentro contro il preside Daniele Checci: il consiglio di facoltà aveva approvato un documento che condannava occupazioni e blocco della didattica, autorizzando per oggi una serie di lezioni «alternative» in un'aula, ma il preside ha dato ordine ai bidelli di tenere chiuse tutte le altre. Un'occupazione mascherata e calata dall'alto. Azione universitaria ha occupato gli uffici dei rettori di Torino e Pavia «contro i baroni che con il megafono in mano bloccano le lezioni e agitano la protesta per mantenere i privilegi». Altre assemblee di studenti contrari alle proteste di piazza si sono svolte alla facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, alla Statale di Milano, e poi a Napoli, Bari, Roma Tre, Palermo, Macerata, Siena. «La scorsa settimana - dice Giovanni Donzelli, leader di Au - avevamo messo in vendita su ebay gli sprechi: l'ermellino del rettore di Torino, la sede staccata a Buenos Aires di Bologna, la piantagione di limoni di Roma Tre». A Palermo ieri mattina 200 studenti si sono radunati davanti a Scienze politiche per contestare l'occupazione promossa dal Collettivo e dall'Unione degli studenti, rafforzata da giovani dei centri sociali non universitari. Una petizione che chiede lo sgombero e il ritorno delle lezioni nell'ateneo siciliano ha avuto 300 firme. Persino nella facoltà di Sociologia di Trento il dissenso si fa sentire, con una raccolta di firme contro le occupazioni organizzata dalla componente moderata degli studenti. Al rettore di Firenze, Augusto Marinelli, sono arrivate 10mila cartoline su cui invece dei saluti era scritto: «Non voglio le occupazioni, voglio studiare». E su internet, accanto alle proteste che rimbalzano dai blog a «Facebook», spuntano le sottoscrizioni virtuali come quella che si trova all'indirizzo «firmiamo.it/disokkupazione» che chiede alle «autorità di ogni livello» di garantire «il rispetto della legge, contro la violenza di chi cerca di imporre le proprie idee al di fuori del rispetto delle regole della democrazia». Si muovono anche i docenti. Un appello ai rettori dei tre atenei pubblici di Roma è stato rivolto da un gruppo di professori e ricercatori di area moderata, perché si facciano «garanti dell'agibilità democratica delle università compromessa da esecrabili, ancorché limitati, episodi di intolleranza». Il rettore dell'Università della Calabria, Giovanni Latorre, pur contrario al taglio dei fondi, ha detto che «interrompere le lezioni e ostacolare il normale funzionamento dell'ateneo non è la strada giusta per risolvere i problemi». E don Luigi Verzè, rettore dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, si dice pronto a funzionare come cavia del modello Gelmini: «Il modello delle fondazioni funziona, è una cosa che fa il bene del Paese». Sigle sindacali come Cipur, Snals-Confsal e Uspur ritengono «non condivisibili le modalità con cui i consigli di facoltà decidono di sospendere arbitrariamente l'insegnamento». A Trescore Balneario (Bergamo) i volantini davanti alle scuole li hanno distribuiti quattro professori. Alcune associazioni di docenti e operatori della scuola (Diesse, Foe, Disal, associazione Il rischio educativo) hanno stilato un documento congiunto dal titolo: «Sciopero del 30 ottobre, ragioni per non aderire, ragioni per costruire». Una manifestazione che costerà cara alle famiglie italiane: il Moige (Movimento genitori) ha calcolato che i genitori al lavoro dovranno versare alle baby-sitter 160 milioni di euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Le baby proteste Bambini ancora in prima fila Fiaccolata a Milano e asilo occupato a... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 2 Le baby proteste Bambini ancora in prima fila Fiaccolata a Milano e asilo occupato a Firenze di Redazione Sono scesi in piazza a Firenze e a Milano. Ancora i bambini protagonisti, loro malgrado, delle proteste di genitori e maestre contro la riforma Gelmini. Nel capoluogo toscano si è svolta un'occupazione simbolica (le aule erano chiuse tra le 17 e le 19) per discutere della riforma. «L'occupazione è stata una festa - ha raccontato una mamma - e ha visto la partecipazione di un centinaio di persone». Mentre i bimbi si divertivano fra giochi e merendere le mamme organizzavano la protesta. Anche a Milano i più piccoli sono stati coinvolti in una fiaccolata promossa da Rete Scuole, che ha raccolto un migliaio di persone. Il corteo avanzava al grido di «ritirate i decreti» e «vogliono distruggere la scuola pubblica». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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SCUOLA AD ALTA TENSIONE. (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

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n. 259 del 2008-10-29 pagina 3 SCUOLA AD ALTA TENSIONE di Stefano Filippi Internet l'ha battezzata «disokkupazione»: è la mobilitazione contro la piazza, l'antiprotesta, la maggioranza non più silenziosa che comincia a far sentire la propria voce. Un magma di iniziative di studenti ma anche di docenti che si espande in tutta Italia, fatto di raccolte di firme, volantini, documenti, appelli, blog. La fantasia del contropotere non esclude nemmeno le «contro-occupazioni», come quella (simbolica) dei rettorati di Torino e Pavia organizzata ieri da Azione universitaria, e nemmeno gli esposti alla magistratura, preannunciati a Palermo sempre dall'organizzazione studentesca vicina ad An. Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani per la libertà, lancia invece una «class action» degli studenti, cioè una azione legale collettiva: «Gli studenti devono essere risarciti del tempo perso, del rinvio degli esami e delle tasse pagate inutilmente». Organizzata o spontanea, prende piede la «disokkupazione» dei tantissimi che non si fanno trascinare da lezioni in piazza, cortei, picchetti. «Vogliamo far valere la posizione della stragrande maggioranza degli studenti che vuole studiare e non occupare», afferma Stefano Verzillo, presidente del Coordinamento delle liste per il diritto allo studio (Clds) che sta raccogliendo migliaia di firme nelle facoltà dove è stata sospesa l'attività didattica: 600 sottoscrizioni a Scienze della formazione a Cagliari, 500 a Scienze naturali a Firenze, 250 a Lettere a Palermo soltanto ieri. In Statale a Milano, Scienze politiche, sono quasi mille le firme (decine quelle di docenti) raccolte da Clds e Unicentro contro il preside Daniele Checci: il consiglio di facoltà aveva approvato un documento che condannava occupazioni e blocco della didattica, autorizzando per oggi una serie di lezioni «alternative» in un'aula, ma il preside ha dato ordine ai bidelli di tenere chiuse tutte le altre. Un'occupazione mascherata e calata dall'alto. Azione universitaria ha occupato gli uffici dei rettori di Torino e Pavia «contro i baroni che con il megafono in mano bloccano le lezioni e agitano la protesta per mantenere i privilegi». Altre assemblee di studenti contrari alle proteste di piazza si sono svolte alla facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, alla Statale di Milano, e poi a Napoli, Bari, Roma Tre, Palermo, Macerata, Siena. «La scorsa settimana - dice Giovanni Donzelli, leader di Au - avevamo messo in vendita su ebay gli sprechi: l'ermellino del rettore di Torino, la sede staccata a Buenos Aires di Bologna, la piantagione di limoni di Roma Tre». A Palermo ieri mattina 200 studenti si sono radunati davanti a Scienze politiche per contestare l'occupazione promossa dal Collettivo e dall'Unione degli studenti, rafforzata da giovani dei centri sociali non universitari. Una petizione che chiede lo sgombero e il ritorno delle lezioni nell'ateneo siciliano ha avuto 300 firme. Persino nella facoltà di Sociologia di Trento il dissenso si fa sentire, con una raccolta di firme contro le occupazioni organizzata dalla componente moderata degli studenti. Al rettore di Firenze, Augusto Marinelli, sono arrivate 10mila cartoline su cui invece dei saluti era scritto: «Non voglio le occupazioni, voglio studiare». E su internet, accanto alle proteste che rimbalzano dai blog a «Facebook», spuntano le sottoscrizioni virtuali come quella che si trova all'indirizzo «firmiamo.it/disokkupazione» che chiede alle «autorità di ogni livello» di garantire «il rispetto della legge, contro la violenza di chi cerca di imporre le proprie idee al di fuori del rispetto delle regole della democrazia». Si muovono anche i docenti. Un appello ai rettori dei tre atenei pubblici di Roma è stato rivolto da un gruppo di professori e ricercatori di area moderata, perché si facciano «garanti dell'agibilità democratica delle università compromessa da esecrabili, ancorché limitati, episodi di intolleranza». Il rettore dell'Università della Calabria, Giovanni Latorre, pur contrario al taglio dei fondi, ha detto che «interrompere le lezioni e ostacolare il normale funzionamento dell'ateneo non è la strada giusta per risolvere i problemi». E don Luigi Verzè, rettore dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, si dice pronto a funzionare come cavia del modello Gelmini: «Il modello delle fondazioni funziona, è una cosa che fa il bene del Paese». Sigle sindacali come Cipur, Snals-Confsal e Uspur ritengono «non condivisibili le modalità con cui i consigli di facoltà decidono di sospendere arbitrariamente l'insegnamento». A Trescore Balneario (Bergamo) i volantini davanti alle scuole li hanno distribuiti quattro professori. Alcune associazioni di docenti e operatori della scuola (Diesse, Foe, Disal, associazione Il rischio educativo) hanno stilato un documento congiunto dal titolo: «Sciopero del 30 ottobre, ragioni per non aderire, ragioni per costruire». Una manifestazione che costerà cara alle famiglie italiane: il Moige (Movimento genitori) ha calcolato che i genitori al lavoro dovranno versare alle baby-sitter 160 milioni di euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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I costi dello sciopero Oltre 160 milioni per lasciare i bimbi con la baby-sitter (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

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n. 259 del 2008-10-29 pagina 4 I costi dello sciopero Oltre 160 milioni per lasciare i bimbi con la baby-sitter di Redazione Oltre 160 milioni di euro. Tanto costerà alle famiglie con bimbi alle elementari lo sciopero di giovedì prossimo nel settore scolastico. Perché ritrovarsi i pargoli in casa in un giorno lavorativo costringerà le famiglie a rivolgersi a baby-sitter e badanti, nel caso in cui - come spesso succede nelle grandi città - non ci sia il circuito parentale ad andare in soccorso dei genitori. A calcolare il dato è il Moige, il Movimento italiano genitori, che ieri si è detto soddisfatto dell'incontro con il ministro Mariastella Gelmini e che riferisce di 2.564.111 bambini iscritti alle primarie, pari al 33,1 per cento dell'intera popolazione scolastica statale. Calcolando che il costo medio di una baby-sitter si aggira intorno agli 8 euro l'ora, che per coprire 8 ore (l'arco della giornata) ogni nucleo spenderà 64 euro, si arriva presto ai 160 milioni di costo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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scuola, la protesta dell'abruzzo (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

E a Roma in migliaia assediano e vegliano davanti al Senato Scuola, la protesta dell'Abruzzo Pescara, 4mila studenti in corteo. Teramo, si mobilita l'università PESCARA. La protesta che scuote l'Italia coinvolge in pieno il mondo della scuola abruzzese. La mobilitazione contro la riforma del ministro Gelmini ha riguardato ieri tutte le città. A Pescara, un corteo con 4mila studenti ha attraversato le vie del centro; mobilitazione invece all'università di Teramo, dove in 500 si sono ritrovati con i docenti nell'aula magna di Giurisprudenza. Manifestazione di protesta e lezioni in piazza anche a Chieti, L'Aquila e Lanciano. A Roma migliaia di studenti vegliano davanti al Senato. (Alle pagine 5, 6 e 7)

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ma che fine ha fatto (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 12 - Pagina Aperta Ma che fine ha fatto Ma che fine ha fatto il nostro Robin Hood? Provate a digitate sussidiarietà, e sullo schermo del vostro pc vedrete comparire una sottolineatura che evidenzia l'errore. Neanche i computer riconoscono questo termine come corretto. Ciononostante questa espressione gergale è entrata nell'intercalare quotidiano dei nostri ministri. Indica l'affidamento ai privati di funzioni costituzionalmente spettanti allo Stato. Leggi sicurezza, sanità ed istruzione. Servizi subappaltati a ronde locali, cliniche politicamente lottizzate, diplomifici e scuole confessionali. Così il contribuente diventa cliente e non è più cittadino detentore di diritti. In tal modo paga due volte. Dapprima attraverso la fiscalità ordinaria con la quale il governo sostiene gli erogatori dei servizi privatizzati. Un'altra volta, quando ne usufruisce. In un sistema liberista potrebbe anche starci. Ma così non è. Non da noi. Il culto dell'impresa da noi è solo una grande presa in giro. Abbiamo una classe politica che venera la managerialità e celebra l'imprenditoria. E' da lì che proviene e non fa nulla per nasconderlo. Anzi, dice di essere in prestito alla politica, solo per adempiere ad una missione. Ma chi sono i suoi idoli? Manager che falliscono con destrezza ed impunità in cambio di ingiustificate retribuzioni e scandalose liquidazioni. Imprenditori che preferiscono al rischio calcolato il favore cooptato. Non rischiano nulla, prima. Perché si avvalgono di leggi e leggine per il sostegno alle imprese. Spesso «fuggono» con i fondi sottratti ai lavoratori per creare occupazione, lasciando ecomostri, debiti e cassintegrati. Non perdono nulla, dopo. Quando fanno profitto, preferiscono esportare capitali o fare azzardi finanziari all'estero. Se falliscono, si fanno ripianare le perdite dallo Stato, ovvero dai contribuenti, leggi salariati (sempre loro, sempre gli stessi). In sintesi, si privatizzano i profitti e si socializzano le perdite. Una siffatta casta politica ha pure la sfrontatezza di autocelebrarsi e definirsi «di sinistra». Talvolta scomodano pure Robin Hood. Due esempi su tutti. Si tagliano 8 miliardi di euro alla scuola statale, quella di tutti, e si regalano 20 miliardi a poche banche. Si salva l'Alitalia con una mirabolante manovra politico-imprenditoriale: i profitti ai soliti, i debiti distribuiti sui redditi dei contribuenti. Ancora loro, quelli a reddito fisso. Gianfranco Pignatelli Insegnante, e.mail Scuola, il pericolo è che rimanga come è Signor direttore, manifestare liberamente non solo è un diritto, ma anche un dovere civico quando si avverte la presenza di una minaccia. Il punto è questo: quale minaccia sentono gli studenti che manifestano contro la Gelmini? Se in Italia non c'è neanche una Università che si colloca tra le prime centocinquanta del mondo, questa è una minaccia per il futuro degli studenti. Se in Italia assistiamo alla fuga dei cervelli e all'incapacità di attrarne dall'estero, questa è una minaccia per chi studia. Se in Italia assistiamo al proliferare di oltre cinquemila corsi di laurea, senza che diano reali opportunità, ecco che la minaccia diventa sempre più nitida. La Gelmini può essere criticata, ma la sua riforma non va a deturpare un'isola felice, un'istituzione che funziona egregiamente. Le occupazioni prima di porsi in contrasto con altri diritti, come quello a frequentare le facoltà, assistere alle lezioni e così via, sono benedette da chi ha paura di superare l'autoreferenzialità delle Università italiane. Affinchè nulla cambi, tutti coloro che hanno concepito le Università come feudi si gioveranno delle proteste studentesche. I giovani sanno benissimo che l'Università è da riformare sul serio, ma spesso temono di affrontare il mare aperto e di lasciarsi alle spalle quei riflessi condizionati e quelle abitudini sessantottine, ormai vecchie e vissute come un seriale deja-vu. Proprio il '68 universitario ha contribuito a sfasciare il merito per far posto alla ricreazione permanente. La vera minaccia è che tutto rimanga così come è adesso. Pietro Ferrari E.mail Quanto valgono le primarie del Pd? Signor direttore, chi scrive è un insegnante in pensione, che ha sempre votato centro sinistra. Ho settant'otto anni, ho partecipato alle ultime primarie per la scelta dei candidati del Pd alle elezioni regionali. In Abruzzo, tutti conoscono l'esito di queste primarie: l'assessore regionale Donato Di Matteo ha avuto più di 4.600 preferenze, risultando il primo dei votati in tutta la regione. Non bisogna neanche dimenticare che alle precedenti elezioni regionali è risultato il primo dell'allora partito dei Ds. Da quello che sta accadendo oggi, per la scelta dei candidati della coalizione di centrosinistra, sento cose inaudite, che nulla hanno a che fare con il senso più nobile della politica. Vogliono escludere il dottor Di Matteo. E le primarie, allora, a cosa sono servite? Al posto del più democraticamente votato chi metterebbero? Nemmeno Berlusconi arriverebbe a tanto! Moltissimi degli elettori di centrosinistra non andrebbero alle urne; addirittura voterebbero a destra, piuttosto che assistere ad uno scempio simile. Questo è un vero atteggiamento antidemocratico e, dunque, non ha nulla a che fare con una reale democrazia. Luigi Esposito Lettomanoppello

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mannoppello, oggi il corteo contro la riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 27 - Cronaca Mannoppello, oggi il corteo contro la riforma Gelmini MANOPPELLO. Chi non potrà recarsi domani a Roma per manifestare il proprio dissenso alla riforma Gelmini, oggi parteciperà al corteo che partirà alle 8,30 dalla scuola elementare di Manoppello Scalo, attraverserà il centro urbano e si concluderà alle 10,30 in piazza Zambra. Qui si aprirà il dibattito fra docenti, genitori, sindacalisti, personale scolastico e studenti. «Si sta verificando» spiega Marco Blasioli, componente del comitato dei genitori delle elementari di Manoppello Scalo «quello che non accadeva da diversi lustri: sindacati, lavoratori anche di altre categorie, studenti e universitari, genitori, famiglie, associazioni, amministrazioni locali, tutti insieme per difendere il diritto al sapere e il valore della conoscenza. Noi siamo per una scuola migliore e cerchiamo il confronto». (w.te.)

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Decreto blindato, bagarre al Senato (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Scuola La riforma contestata Decreto blindato, bagarre al Senato Opposizione in rivolta, Schifani sospende più volte la seduta. Veltroni al Governo: ritirate il provvedimento Berlusconi: dette enormi falsità. Cortei e manifestazioni in tutt'Italia. Gli studenti presidiano Palazzo Madama Alla vigilia dello sciopero nazionale contro la riforma Gelmini, con un grande corteo a Roma, gli studenti manifestano davanti al Senato ROMA Un voto scontato al Senato e uno sciopero generale che promette di portare in piazza migliaia e migliaia di persone e, intanto, scalda gli animi: in vista di questi due appuntamenti (oggi il primo, domani il secondo) il mondo della scuola e dell'università, in una saldatura ormai collaudata, ieri non ha risparmiato energie nel protestare. Una ulteriore difesa della «riforma» Gelmini è arrivata in serata dal premier: «C'è stata una vasta disinformazione e delle falsità enormi su modifiche che sono di buon senso». Tensione in aula a Palazzo Madama Tutti respinti gli emendamenti presentati dall'opposizione al Dl Gelmini. Dalla seduta di ieri dell'aula di Palazzo Madama il testo liberato dalla Camera è uscito intonso. Un risultato raggiunto in tarda serata, alle 22, termine fissato da una conferenza dei capigruppo convocata d'urgenza dal presidente Schifani. Il clima che si era instaurato nell'aula, complice anche il presidio degli studenti appena fuori il Palazzo, aveva portato Schifani a sospendere la seduta. Prima, si era registrato, nell'ordine: un duro scontro tra la Presidenza e il gruppo del Pd che reclama «tempi adeguati per la spiegazione di emendamenti ad un decreto tanto importante per milioni di studenti e milioni di famiglie italiane»; una contestazione dell'Italia dei valori che in aula ha esposto cartelli con su scritto «La scuola costa? Provate l'ignoranza»; una esternazione della presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, che si è detta «delusa dalla gestione dei lavori» così come impostata dal presidente Schifani; infine il grido «vergogna, vergogna» che si è levato dai banchi dell'aula. Intanto, tra le mani dei senatori, passavano le agenzie che riportavano la richiesta, rinnovata dal segretario del Pd Walter Veltroni, di ritirare il provvedimento e, soprattutto, il duro attacco del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che denunciava le «enormi falsità» fatte piovere sul Governo dall'opposizione e che avrebbero portato a un calo di consenso tra i cittadini del Governo stesso e del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Gli studenti assediano il Senato Il tutto mentre fuori da Palazzo Madama, sotto una pioggia scrosciante, gli studenti - ridotti a un gruppo di alcune centinaia - continuavano a protestare e a chiedere ai senatori di abbandonare l'aula. Diecimila, quarantamila: oscillano le cifre sui manifestanti davanti al Senato, come sempre in questi casi. Ma è certo che gli studenti non intendono mollare la postazione. Sono arrivati a piccoli gruppi ieri mattina e c'è stato pure qualche screzio: l'Unione degli studenti ha preso le distanze dalle formazioni di destra pure presenti in piazza accusandole di violenza gratuita. Le dichiarazioni di voto sono andate avanti fino alle 22, ma i ragazzi - ci sono anche gli universitari di Roma Tre e de La Sapienza - restano lì e ci saranno anche questa mattina. Scuole e atenei sempre in prima linea Un corteo itinerante tra le facoltà occupate a Torino, dove ieri sera era in programma una fiaccolata; banchi e lavagne in strada a Napoli; un lungo corteo spontaneo di studenti a Bari, in testa anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. E poi ancora migliaia di universitari e studenti delle superiori scesi in piazza a Perugia, bimbi travestiti da fantasmini in piazza Maggiore a Bologna in difesa della scuola pubblica, assemblea partecipatissima all'università di Ancona, lezioni in piazza davanti al Colosseo (nonostante la pioggia) e a piazza San Marco a Venezia, maxischermi a Roma Tre per consentire a tutti gli studenti di seguire l'affollatissima assemblea, presente il rettore, in corso nell'aula magna. Almeno sette cortei a Roma, autogestioni e occupazioni da Bolzano a Caltanissetta. È terminata in serata, poco prima delle 20, la fiaccolata organizzata a Milano da Rete scuole che ha visto la partecipazione di circa 1.500 persone fra insegnanti, genitori e bambini.

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Al Gambara si rivendica il diritto di capire (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Al Gambara si rivendica il «diritto di capire» Nel liceo bresciano gli studenti in assemblea leggono insieme il decreto e lo discutono con i docenti L'assemblea di ieri al liceo Gambara BRESCIAStudenti spaccati, titolavano molti quotidiani nazionali ieri mattina. Studenti disinformati hanno detto alcuni esponenti della maggioranza. Studenti che protestano per celebrare un rito, hanno commentato altri ancora a tutti i livelli. «Vogliamo rispondere a tutto questo» avevano detto i rappresentanti degli studenti del Liceo Gambara. Ieri mattina avevano organizzato un'assemblea di istituto sui temi caldi della discussione aperta attorno al presente e al futuro del mondo della scuola. Così mentre i colleghi romani allestivano un presidio davanti al Senato e mentre la questura capitolina esaminava la denuncia di una aggressione ai danni di due studenti nei pressi di un liceo occupato, al Gambara si leggeva il decreto Gelmini, si facevano domande sulle proposte del ministro Brunetta. Due ore nelle classi, tra compagni, esaminando i testi dei decreti e discutendone insieme. Altre due ore nei cortili dell'istituto, sia nella sede di via Gambara che nel distaccamento di via Bonini: approfondimento, scambio confronto. Posizioni favorevoli per questioni di merito o per scelta politica. Contrarietà, la maggior parte, manifestate per gli stessi motivi. E tante, tante richieste di chiarimento. L'assemblea del distaccamento al quartiere Sant'Anna è suggestiva anche solo per il fatto che si svolge nella nuovissima Agorà, la piazzetta al centro dell'ala che la Provincia ha ultimato qualche giorno prima dell'inizio dell'anno scolastico. Sui gradoni sono seduti i ragazzi delle 43 classi trasferite nell'Oltremella, 900 studenti approssimando per difetto. Nessuno urla, ma quasi tutti ascoltano. Ad introdurre la giornata è Andrea, al quinto anno, che rappresenta il Gambara all'interno della Consulta Provinciale degli Studenti. «Non ci sono esponenti politici o sindacalisti che ci presentino le loro posizioni, ma ci sono ex studenti ora nel mondo del lavoro e alcuni insegnanti disponibili. Ma forse è meglio così. In una recente assemblea un ragazzo mi ha detto che secondo lui uno dei provvedimenti contenuti nel decreto era giusto, ma l'aveva solo sentito dire, senza leggerlo». Capire, informarsi, documentarsi. Prima della critica o della polemica, per essere al riparo da attacchi facili. Dopo i primi interventi la parola passa ai ragazzi. «Ma è vero che le scuole saranno privatizzate?», chiede una studentessa. La parola passa ad un insegnante di diritto, che rilegge ad alta voce l'articolo del decreto a cui si fa riferimento e spiega il significato di tutte le parole. Un'operazione indispensabile perché i termini della questione siano chiari anche ai più giovani. Presto il discorso passa agli «accorpamenti» e alle classi separate per gli extracomunitari. Critiche e prese di posizione, ma soprattutto richieste di chiarimenti. Ed è questa la più bella immagine che il Gambara ha regalato ieri mattina, 900 tra ragazzi e ragazze che reclamano il loro diritto a capire quello che gli sta accadendo intorno, e i primi destinatari di questa richiesta non possono che essere gli insegnanti. Alcuni hanno scelto di non intervenire «sarei troppo critico, e non è giusto», altri hanno «chiarito i termini e le procedure giuridiche, usando parole più semplici la sostanza è rapidamente chiara ai ragazzi». Ora i rappresentanti degli studenti stanno pensando al prossimo passo: «Una notte bianca nelle aule della sede centrale, nella notte di domani (oggi) in attesa del grande giorno dello sciopero in concomitanza con la fase decisiva del passaggio parlamentare del ddl Gelmini». Nel frattempo i ragazzi del liceo scientifico Calini hanno indetto alcune giornate di autogestione, dopo le assemblee che si sono tenute ieri e per oggi è previsto un presidio. Mentre a Sarezzo un gruppo di genitori e insegnanti ha organizzato per domani mattina un corteo con partenza da via Paolo VI alle 10.30 che poi sfilerà lungo la Triumplina. Paolo Bertoli

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I genitori Mille dubbi da Gussago e da Cellatica (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano I genitori Mille dubbi da Gussago e da Cellatica Una lettera aperta sottoscritta da genitori e insegnanti del Circolo didattico di Cellatica-Gussago. Milletrecentosessantuno firme in calce ad una missiva che parla di scuola ed è indirizzata al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai deputati e senatori bresciani eletti in Parlamento. Eccone il testo. «I genitori e gli insegnanti delle 8 scuole primarie e dell'infanzia del Circolo Didattico di Gussago-Cellatica, riuniti in assemblea martedì 21 ottobre 2008, hanno discusso del decreto 137/08 (sul maestro unico, sulla riduzione a 24 ore del curricolo obbligatorio e sulla valutazione decimale) e del piano di tagli di risorse umane alla formazione, previsto dallo schema di Piano programmatico del ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze». «La componente genitori del Consiglio di Circolo ha raccolto la richiesta di far sentire anche l'opinione dei genitori, sottoscrivendo un documento già inviato a tutte le famiglie lo scorso 9 ottobre dopo la riunione del Consiglio di Circolo e condividendo le forti preoccupazioni espresse nei numerosi interventi dei genitori in assemblea. In particolare, riconoscendo l'elevata qualità dell'insegnamento e delle sperimentazioni didattiche a Cellatica e Gussago, esprimono netta contrarietà ad una "riforma" che, al contrario delle precedenti (di qualsiasi colore politico), modifica profondamente un modello scolastico, che ha avuto successo». «Pur avendo letto e commentato insieme il Decreto, non comprendono quale pensiero pedagogico ci possa essere alla base di un intervento che ci porta indietro di trent'anni. Forti della consapevolezza che la scuola primaria italiana è considerata eccellente in numerosi studi e statistiche internazionali, convinti che vada difeso il diritto all'istruzione e alla formazione dei cittadini, si dichiarano contro: 1) la riduzione del tempo scuola con il conseguente impoverimento dell'offerta formativa; 2) il ritorno al maestro unico; 3) l'aumento medio degli alunni per classe; 4) l'attacco alla scuola primaria; Ci dichiariamo invece per 1) una scuola di qualità, che personalizzi l'insegnamento, nella tradizione pedagogica bresciana; 2) un lavoro in squadra (team), che prepari i nostri figli ad una società che cambia e al mondo del lavoro; 3) una valutazione formativa, veramente educativa e non i voti proposti dal ministro che annullano anni di studi e di esperienze, ricerche che hanno coinvolto anche il nostro Circolo con riconoscimenti a vari livelli». «Un Paese che taglia i finanziamenti all'Istruzione, alla Conoscenza, alla Ricerca è un Paese più povero. Che non ha occhi per il futuro. E i nostri figli sono il futuro».

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SALÒ Venerdì culturale con le bellezze del duomo Il prossimo venerdì cult... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia SALÒ Venerdì culturale con le bellezze del duomo Il prossimo «venerdì culturale» dell'Ateneo di Salò accende i riflettori sugli aspetti storico artistici del maestoso Duomo cittadino. Sul tema interverranno, il 31 ottobre alle 17.30 nella Sala dei Provveditori, Monica Ibsen («Il cantiere della Cathedrale») e Valerio Terraroli («Percorsi d'arte nella cattedrale»). MAZZANO Furto in casa della direttrice delle Poste Furto nella notte in casa della direttrice delle Poste di Rezzato, che abita a Mazzano. Alle 4 di ieri la donna si è accorta che i ladri avevano «visitato» il suo appartamento forzando una porta e rubando diversi oggetti. Si è temuto che i ladri avessero portato via anche le chiavi dell'ufficio postale, pertanto i militari della Stazione di Rezzato hanno effettuato una serie di controlli più serrati e soste più prolungate davanti alle Poste di via Leonardo da Vinci fino all'arrivo dei primi dipendenti, attorno alle 7.15. Per sicurezza, in mattinata, è stata cambiata anche la serratura della porta. PRESEGLIE Incontro con l'avv. Giuseppe Frigo Prima uscita pubblica per il neo eletto giudice della Corte costituzionale avv. Giuseppe Frigo, che venerdì interverrà alle 20, al teatro comunale di Preseglie, ad una conferenza intitolata «La giustizia possibile», promossa dalla Comunità montana di Valle Sabbia con il patrocinio dell'Assessorato alle culture e identità locali della Provincia. Introdurrà la serata il prof. Roberto Chiarini. GAVARDO Il futuro della nostra scuola Domani alle 20.30, nell'auditorium comunale «C. Zane» di Gavardo, il locale circolo del Partito democratico organizza l'incontro «La scuola: quale futuro? - Le conseguenze dei decreti Brunetta - Gelmini sulle nostre scuole». Interverranno Mario Falanga, dirigente scolastico del liceo Bagatta di Desenzano del Garda, Giampaolo Comini, già dirigente scolastico della scuola media di Manerba, e Rosa Leso, già dirigente scolastico del II Circolo didattico di Desenzano. Moderatore della serata Maurizio Abastanotti, insegnante di scuola primaria. Nel corso della serata sarà illustrato il progetto della nuova scuola elementare di Gavardo. CASTREZZATO Incontro su Brebemi e Tav Il territorio della Bassa sarà interessato nei prossimi anni da alcune importanti infrastrutture di valenza nazionale, quali Tav e Brebemi. Per aprire un confronto utile alla comunità locale il Pd ha promosso un incontro nella sala di via Gatti di Castrezzato sul tema: «Infrastrutture e territorio: quali ricadute su Castrezzato?». I lavori avranno inizio alle 20.30. Vi prenderanno parte Mauro Parolini, assessore ai Lavori Pubblici della Provincia; Carlo Fogliata, capogruppo del Pd in Broletto e Gianni Girelli, dell'esecutivo Pd lombardo. BRESCIA L'assessore Scolari contro i cartelloni I cartelloni pubblicitari posizionati in punti pericolosi devono essere tolti. A sostenerlo è l'assessore provinciale alla Protezione civile, Corrado Scolari: «È anni - spiega - che chiediamo a chi di dovere di rimuovere i cartelloni pubblicitari accanto alle strade, molti dei quali sono irregolari e costituiscono un elemento di grande pericolosità per la circolazione stradale. Basta il vento forte che abbiamo visto più volte nelle scorse ondate di maltempo per procurare una tragedia». Il tema si inquadra nella più ampia filosofia dell'Assessorato di via Musei nel diffondere un'adeguata percezione del rischio.

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No ai tagli : studenti e lavoratori in agitazione (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:gdb università «No ai tagli»: studenti e lavoratori in agitazione L'attuale sede del rettorato Anche l'Università Statale fa sentire la sua voce in questo periodo di proteste universitarie. Questa mattina dalle 10 a mezzogiorno è annunciato, all'ingresso del rettorato in via Gramsci, un presidio dei lavoratori precari e stabili della Statale per protestare contro i tagli e la progressiva privatizzazione della ricerca e della formazione universitaria. Sempre stamane dalle 11 in poi si terrà un sit-in in piazza San Faustino del comitato studentesco «Universitaglia: 133 passi indietro, nessuno avanti», costituitosi lunedì sera al termine di una riunione degli studenti nella sala polifunzionale del Cedisu. Intanto venerdì scorso il Consiglio rappresentativo degli studenti ha approvato una mozione, che verrà inviata al ministro Gelmini e a tutti gli organi di ateneo e delle facoltà, nella quale si chiede l'abrogazione degli articoli 16 e 66 della Legge 133/08, i quali disciplinano la possibilità per le università di trasformarsi in fondazione, la riduzione del fondo di finanziamento per le spese di funzionamento degli atenei e la limitazione delle assunzioni del personale a tempo indeterminato al 20% dei pensionamenti. «Tali articoli - si legge nel documento approvato - rischiano di cancellare l'istituzione dell'Università Pubblica, di cancellare l'insegnamento libero, di cancellare la concezione dello studio come un diritto e per trasformarlo in una concessione di un privato. Gli articoli 16 e 66 della legge 133/08 rappresentano lo scardinamento del carattere pubblico dell'Università e lo stravolgimento del sistema universitario. Se ne chiede pertanto l'immediata abrogazione. Si chiede inoltre di aprire un ampio confronto con gli organi e la rappresentanze istituzionali dell'Università al fine di affrontare le problematiche che attualmente colpiscono il mondo accademico italiano». Mario Nicoliello

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Dislessico uno studente su venti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:interno Dislessico uno studente su venti La denuncia in un «libro bianco», in cui si chiede anche una legge ad hoc La dislessia è un problema per tanti alunni delle scuole italiane ROMATonto, asino, stupido. Così si sentono chiamare, ogni giorno, tanti dislessici, non riconosciuti come tali. Vita di quotidiane sofferenze, che riguardano circa 350.000 tra bambini e ragazzi, uno per ogni classe di 20 alunni, tra il 4 e il 5% della popolazione scolastica italiana. Nel nostro Paese si stimano complessivamente in un milione e mezzo le persone che presentano difficoltà nell'apprendimento, ma solo un caso su quattro arriva alla diagnosi. La denuncia arriva, alla vigilia dell'XI congresso nazionale, dall'Associazione italiana dislessia. Le ragioni di tale disabilità sono legate ad una disfunzione neurobiologica costituzionale, che interessa le funzioni connesse alla lettura, alla scrittura e al calcolo, senza pregiudicare le funzioni cognitive complessive. Si tratta di persone dotate di una normale - quando non superiore - intelligenza. Le loro storie sono state raccolte in un Libro Bianco, presentato a Roma, insieme alla richiesta di una legge ad hoc. Tra le cinque proposte che giacciono in Parlamento c'è quella che vede primo firmatario il senatore Franco Asciutti (Pdl): «Sarà legge in primavera, con l'unanimità del Parlamento» annuncia, sottolineando che «indicazioni su difficoltà specifiche di apprendimento, sono comunque già contenute nel decreto Gelmini». Titolo identico per il ddl presentato dalla senatrice Vittoria Franco (Pd) che sostiene: «Il nostro è un testo che individua strumenti compensativi e dispensativi, preparando gli insegnanti a riconoscere il problema».

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Buon giorno Parma -A1 chiusa tra Parma e Fidenza (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Buon giorno Parma -A1 chiusa tra Parma e Fidenza BUON GIORNO PARMA - Mercoledì 29 ottobre IL METEO Cielo nuvoloso con precipitazioni deboli. La temperatura alle 7 era elevata (13,9°), ma la massima prevista non dovrebbe superare i 16° LE STRADE DA EVITARE Un incidente tra Parma e Fidenza, sulla carreggiata nord, blocca ancora l'A1 tra Parma e Fidenza. C'è l'uscita obbligatoria al casello di Parma, con inevitabili conseguenze sulla circolazione nella zona nord della città: in particolare, la Polizia municipale segnala incolonnamenti sulla tangenziale nord, soprattutto in direzione ovest, verso Pontetaro. La dinamica - Spaventoso incidente ieri sera lungo l'Autosole poco dopo le 23. Un maxi tamponamento fra tre camion ha mandato in tilt la cir­colazione sulla corsia Nord: l'au­tostrada è stata chiusa (con uscita obbligatoria a Parma). Uno dei mezzi coinvolti nell'in­cidente trasportava acido fluo­ridrico: l'intervento della Polstra­da e dei vigili del fuoco è stato quindi particolarmente delicato. L'incidente è accaduto al Km 97, tra Pontetaro e Fontanellato. Solo lievi contusioni per i con­ducenti dei camion. I mezzi sono andati completamente distrutti: uno ha distrutto un tratto di ne­wjersey e ha parzialmente inva­so l'altra carreggiata, creando problemi di circolazione anche lungo la corsia Sud. Le altre strade da evitare per lavori in corso - via Traversetolo, via Paradigna, borgo 20 marzo , p.le D'Acquisto , viale Maria Luigia, via Massari , via Bendetta, zona ex Anagrafe - Rischio code in A15: guarda dove sono gli autovelox. Vai all'articolo LE NOTIZIE SULLA GAZZETTA DI PARMA OGGI IN EDICOLA Muore in moto a 39 anni Riforma Gelmini, esplode la protesta “Importava” clandestini, camionista arrestato La banda del distributore colpisce in tangenziale Parma ancora vittorioso Fidenza Don Nando ha lasciato la parrocchia di Parola Salsomaggiore Il bilancio del convegno sul termalismo Cena benefica con Guerrino Il giornale di...Sorbolo, San Secondo ALMANACCO E OROSCOPO I GIORNI: ne sono trascorsi 303 ne rimangono 63 LA SETTIMANA: 44/8 IL SOLE: sorge alle 6,59 e tramonta alle 17,15 LA LUNA: nuova IL SANTO: Beata Benvenuta Bojani, vergine del XIII secolo. Nacque a Cividale, nel Friuli, nel maggio del 1255. Da bambina già si distingueva per eccezionale pietà, soprattutto per la Madre celeste. Morì a soli 38 anni. GLI ALTRI SANTI: Santi Crispino e Crispiniano, martiri d?epoca incerta; San Narciso, vescovo del III secolo OROSCOPO Ariete - Siete perfettamente in grado di essere creativi nelle iniziative di lavoro. In amore siete vincenti. Toro - Non c'è tempo per ripensamenti su un progetto di lavoro. Sarete coinvolti in una romantica storia d?amore. Gemelli - Lasciatevi consigliare da persone amiche e di una certa esperienza di lavoro. Le amicizie diventano sempre più affiatate. Cancro - Il lavoro vive una situazione di stallo: vi conviene pazientare senza forzare la mano. Confusione in amore. Leone - I risultati concreti nel lavoro arriveranno, ma dovrete impegnarvi con costanza e serietà. Un amore nasce sotto una buona stella. Vergine - Nei giudizi e nelle decisioni professionali non lasciatevi influenzare da nessuno. Bufera nel settore sentimentale. Bilancia - Non vi mancheranno buone occasioni per allacciare amicizie e stringere alleanze d?affari interessanti. In amore vi sentite smarriti. Scorpione - Non vi scoraggiate per alcuni piccoli insuccessi e continuate ad avere fiducia nelle vostre capacità. Progressi in amore. Sagittario - Per chi lavora in gruppo questo è un momento delicato: s'impone la prudenza. In amore la battaglia sarà dura. Capricorno - Intensificate il vostro impegno professionale in modo da concretizzare alcuni progetti urgenti. Irrequietezza nel settore affettivo. Acquario - Per un nuovo progetto di lavoro organizzatevi bene e scegliete con attenzione i collaboratori. Qualcuno vi colpirà al cuore? Pesci - Invece di autocommiserarvi nel lavoro cominciate a rimboccarvi le maniche. Frizzante rapporto sentimentale.

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Studenti di nuovo in piazza <Un funerale per la scuola> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-10-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Studenti di nuovo in piazza «Un funerale per la scuola» Tagli, il vertice in Provincia spacca centrodestra e centrosinistra BELLUNO — Un «funerale» per la scuola. Gli studenti tornano in piazza contro il decreto Gelmini e il rischio tagli per le scuole di montagna. E per il corteo di domani sono già pronte una decina di bare, realizzate dai ragazzi delle scuole superiori del collettivo «Gli studenti», riunitisi l'altro ieri al centro sociale Blitz, allestendo una sorta di «laboratorio creativo contro il decreto». La visita dell'altro ieri a Belluno dell'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, con la promessa che nessuna scuola bellunese subirà tagli, non ha fermato le preoccupazioni degli studenti, che allo sciopero di domani insceneranno il funerale della scuola pubblica. «Con questa riforma le scuole saranno sponsorizzate come squadre di calcio - afferma Lucia Arrigoni del collettivo "Gli studenti" - . Non è possibile mettere sulla stessa bilancia i tagli di 8 miliardi, che sono un dato oggettivo, con le parole di un assessore. è per questo che domani gli studenti e i professori manifesteranno insieme, in un patto di aiuto reciproco per bloccare la riforma». Intanto sul fronte politico non si spegne la polemica sul vertice con i sindaci convocato oggi pomeriggio dalla Provincia, in vista dell'incontro di domani in Regione proprio con la Donazzan. Da una parte il centrodestra, con i sindaci di Belluno, Antonio Prade, e Sedico, Giovanni Piccoli che, a fianco della Donazzan, hanno criticato Palazzo Piloni, annunciando di voler disertare il vertice. Sull'altro fronte un gruppo di dieci sindaci e ammini-stratori di centrosinistra, guidati da Maria Antonia Ciotti e Fulvio De Pasqual, sindaci di Pieve e Ponte nelle Alpi, ha inviato una lettera di sostegno all'incontro. «Sono rimasto allibito e disarmato dal comportamenti di Prade e Piccoli - ha ripetuto il presidente della Provincia, Sergio Reolon - La riunione di oggi è stata sollecitata proprio dai sindaci». E l'assessore provinciale all'Istruzione, Claudia Bettiol: «L'assessore Donazzan ha detto ciò che poteva dire; ma se la normativa verrà applicata così com'è i tagli nel Bellunese ci saranno: le deroghe non ci sono». Le parole dell'assessore regionale non paiono aver convinto nemmeno i sindacati, che pure apprezzano il suo impegno sulla questione: «Se davvero non ci saranno tagli alle scuole più piccole del Bellunese, perché la bozza del regolamento non lo dice? - si chiede Francesco Corigliano della Cgil - . Ammesso che il prossimo anno le nostre scuole non verranno toccate è pur vero che sia il piano Gelmini sia la Finanziaria prevedono tagli per i prossimi tre anni. Chi ci garantisce che la scuola bellunese non sarà toccata successivamente? ». Elena Placitelli Bis L'ultima manifestazione studentesca in piazza Martiri

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Scuola, lezioni a San Marco la protesta invade il Ponte (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-10-29 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Scuola, lezioni a San Marco la protesta invade il Ponte Domani corteo da piazzale Roma. «Prendete il treno» Continuano le occupazioni. Ieri il via libera alla manifestazione Per auto e bus una sola carreggiata VENEZIA — Il ponte della libertà, domani, sarà tutto o quasi per loro: prima il raduno a piazzale Roma intorno alle dieci del mattino, poi la sfilata in corteo per bloccare il collegamento tra Venezia e la terraferma: la paralisi della città nel giorno dello sciopero degli stati generali della scuola, tanto che il Comune invita i pendolari a raggiungere il centro storico in treno. L'autorizzazione dalla Questura, seppur con delle prescrizioni, è arrivata ieri. Per le università l'appuntamento è alle 9.30 di domani nella sede di San Basilio per poi andare a piazzale Roma dove è previsto il concentramento. Lezioni in piazza Ieri, intanto, la loro protesta è continuata sotto il cielo di piazza San Marco: 1500 ragazzi (i più mattinieri quelli degli istituti superiori super attrezzati con cori e striscioni) hanno preso possesso di un'ala della piazza una lezione all'aperto insieme a due docenti di Ca' Foscari e Iuav. In tempo reale, sui ponteggi del museo Correr hanno riempito i loro striscioni («Gelmini e Tremonti avete fatto male i conti») e urlato «Se passa la riforma a scuola non si torna». «Mi spiace che molti miei compagni abbiano preferito restare in classe, forse temono ripercussioni da parte dei professori — dice Andrè, 17 anni, rappresentante degli studenti dell'istituto Barbarigo —. Io sono qui perché c'è in gioco il mio futuro ». I ragazzi delle superiori, ieri, erano anche più numerosi degli studenti universitari, scarsa la presenza dei docenti. «Cosa abbiamo fatto noi professori per cambiare l'università? Poco o nulla — ha detto nel suo intervento Mario Galzigna, docente di Storia della scienza a Ca' Foscari, durante la lezione "Futuro che si riapre" - . Vedo nel mio ambiente troppa passività, la partecipazione è solo di facciata ma poi si preferisce restare in perenne attesa. Credo che questo movimento studentesco rappresenti il riaprirsi della speranza, altro che generazione di depressi». Sotto il campanile Pochi metri più in là intanto, esattamente ai piedi del campanile marciano, il professor Marcantonio Bragadin del Dipartimento di Scienze ambientali di Ca' Foscari ha tenuto invece una vera lezione (I principi della termodinamica) agli studenti di Chimica e Chimica e Fisica: le impalcature dei lavori usate per sorreggere lavagnette e tabelle, formule e appunti riportati rigorosamente sui block notes, in religioso silenzio. Gli studenti hanno lasciato Piazza San Marco intorno a mezzogiorno dopo il secondo intervento previsto, quello di Monica Centanni, docente di Architettura classica e storia dell'arte romana allo Iuav che ha spiegato le origini della democrazia. Fra i ragazzi ha fatto capolino anche qualche genitore delle scuole elementari (anch'essi in piena mobilitazione) che ha annunciato per domani mattina una festa in campo dell'Erbaria a Rialto con i genitori del Comitato in difesa della scuola pubblica insieme ai bambini. Nel pomeriggio di ieri, gli studenti universitari hanno quindi continuato a riunirsi nell'aula di San Basilio messa a disposizione da Ca' Foscari, e una nuova lezione all'aperto si è tenuta in Campo San Polo, verso le tre, con il docente di islamistica Marco Salati. Oggi nuove assemblee sono previste all'Accademia e alla Facoltà di Lingue. La protesta Domani invece ci sarà la protesta. Il ponte della Libertà non verrà chiuso, perché i manifestanti avranno una sola corsia, quella verso Venezia. A disposizione di auto e bus — ma i disagi non mancheranno — resterà la carreggiata che va verso la terraferma, a doppio senso di marcia con una corsia per ciascuna direzione. A definire i ruoli ieri pomeriggio ci ha pensato il Comitato che ha accolto la richiesta di manifestare, presentata da Tommaso Cacciari, con alcune prescrizioni. Prime tra tutte la sicurezza dei manifestanti, degli automobilisti e dei cittadini. A vigilare sul corteo ci saranno circa 100 uomini della polizia e una trentina di vigili urbani che avranno il compito di gestire la viabilità. Paola Vescovi (ha collaborato Giorgia Gallina)

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In duecento tra pioggia e candele (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-10-29 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE A San Geremia Studenti e genitori «vegliano» contro il decreto anti-Gelmini In duecento tra pioggia e candele VENEZIA — Pioggia e maltempo si abbattono sul sit-in, ma genitori e bambini delle scuole del centro storico veneziano non rinunciano a protestare. Come in tantissime piazze d'Italia, anche in Campo San Geremia sotto la sede della Rai erano in circa duecento ieri sera i manifestanti del Coordinamento Veneziano per la Difesa della Scuola Pubblica, rimasti per un paio d'ore a vegliare contro il maestro unico e il decreto legge Gelmini, oggi in approvazione al Senato. «La pioggia faceva parte delle previsioni, siamo qui in attesa del voto del Senato e non molliamo» commenta Alberto Fiorin, uno tra i tanti genitori con figli al seguito che si sono mobilitati per la protesta, tornando lì dove si erano raggruppati gli oltre diecimila manifestanti anti-Gelmini dello scorso 10 ottobre. «Vogliamo mobilitare la cittadinanza e fare informazione — continua Fiorin — il decreto è nato talmente velocemente che la gente non ne sa molto: occorre spiegare che con una scuola di 24 ore le mamme e i papà alle 12.30 dovranno andare a prendere i propri figli, a meno a che la scuola organizzi un servizio a pagamento che non sarà il tempo pieno, ma un'altra cosa». A partire da oggi, i genitori del Coordinamento veneziano saranno infatti presenti in assemblee e iniziative della città, a partire da quella organizzata dalle 10 alle 14 al liceo Marco Polo in accordo con la dirigenza. E così avverrà anche tra gli studenti di Benedetti e Foscarini. Tutto è quasi pronto invece per la manifestazione di domani quando in Campo dell'Erbaria, a un passo da Rialto, la mobilitazione di genitori e insegnanti prenderà la forma di un grande laboratorio indirizzato ai bambini: «Visto che presumibilmente molte scuole non apriranno, creeremo un ambiente adatto anche per i bambini, con una merenda collettiva, manifesti, disegni e colori per intrattenerli ». Maria Paola Scaramuzza Al buio Scolari e genitori ieri sera in campo San Geremia

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Proteste anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Proteste anti-Gelmini La mail e le posizioni dei prof Il richiamo Il rettore con una lettera ai docenti aveva criticato gli «interventi politicizzati» di alcuni

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<Gli istituti superiori?\n Non centrano> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-29 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Pontara «Gli istituti superiori? Non centrano» VERONA — Sono sullo stesso piazzale, a pochi metri di distanza, il Fracastoro occupato e l'ufficio scolastico provinciale. Tanto vicini che Giovanni Pontara, direttore dell'Usp, può godere della «diretta» dal suo ufficio. «Gli istituti superiori con il decreto Gelmini c'entrano - spiega - perchè in questo decreto sono presenti alcuni passaggi che a loro interessano: la valutazione del comportamento, l'adozione dei libri di testo, e il percorso sulla cittadinanza e la costituzione». «Credo però - aggiunge - che l'interesse studenti delle superiori sia incentrato sull'articolo 64 della 133, che elenca disposizioni in materia di organizzazione scolastica, specialmente per quanto riguarda la ridefinizione dei curricula vigenti, la razionalizzazione dei piani studio e dei quadri orari». E sull'occupazione al Fracastoro che pensa? «Ho apprezzato che si sia svolta in maniera pacifica e, cosa importante, consente il regolare svolgimento delle lezioni». A.M. Giovanni Pontara

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Liceali e universitari, tutti in piazza <Domani l'Onda anti-Gelmini> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-29 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Lo sciopero Assemblea alle 8,30 in ateneo. Alle 11 anche i liceali nel corteo Liceali e universitari, tutti in piazza «Domani l'Onda anti-Gelmini» Studenti, destra e sinistra cercano il dialogo. Letture di Dante e Saviano VERONA — Si uniranno insieme in corteo, liceali e universitari. è l'evoluzione della protesta che ha infiammato il mondo dell'istruzione a Verona, e che culminerà domani, in concomitanza con lo sciopero dei sindacati, nel corteo «Non pagheremo noi la vostra crisi», organizzato dagli studenti dell'ateneo scaligero: appuntamento alle 8,30 davanti alla biblioteca Frinzi per poi tornare in università, dove si terrà un'assemblea pubblica auotconvocata. Evoluzione, questa, che per la prima volta vede l'intenzione di opposte realtà politiche studentesche, a lottare per un obiettivo comune: studenti liceali di destra assieme a quelli di sinistra. Uniti da una condizione che li riguarda indistintamente. L'idea è degli studenti del Blocco studentesco. «Abbiamo cercato di contattare gli studenti del Reds per cercare di diventare davvero una sola "Onda", assieme, nonostante ci siano alcune diversità sul nostro approccio al problema della riforma» spiega Marcello Ruffo, coordinatore del Blocco studentesco Verona. I primi contatti però non sono stati semplici. «Facciamo un appello agli studenti: ci contattino per cercare un dialogo e far sì che questa agitazione sia veramente gestita dai giovani senza manipolazioni politiche». Sebbene i ragazzi del Blocco non aderiscono al corteo di domani, l'intenzione di organizzare qualcosa assieme c'è. Ci saranno invece studenti di altri licei: Maffei, Messedaglia, Galileo Galilei, Fracastoro. Dopo le lezioni in piazza Dante lanciate dai maffeiani, dalle 8.30, alle 11 i liceali si mescoleranno al corteo degli universitari. «Per via dello sciopero presumiamo non ci sia lezione – precisa Simone, rappresentante degli studenti al Maffei – Sposteremo quindi le lezioni in piazza invitando i professori a parteciparvi. Alcuni sappiamo già ci saranno». Lezione di scienze o di italiano, ma rigorosamente all'ombra della statua del sommo poeta. E chissà che in suo onore non venga letto anche qualche passo della sua Divina Commedia. «Ci saranno anche delle letture, in un altro angolo della piazza: magari Pennac, o Gomorra di Saviano». Di sicuro a raggiungerli saranno anche gli studenti del Fracastoro, il liceo scientifico occupato, che terminerà il suo «assedio» con il corteo. «Saremo senza sigle – dice Simone -, confluiremo in un corteo senza bandiere spinti tutti da un obiettivo comune». Il tutto mentre dall'ateneo la web radio Fuoriaula Network trasmetterà la diretta a reti unificate della manifestazione contro la riforma e i tagli all'Università che si starà svolgendo a Roma. E lo farà assieme ad altre 19 radio universitarie, dove è previsto anche l'intervento della radio veronese, che seguirà la situazione riguardante la città. Lo speciale, promosso da RadUni, associazione nazionale operatori radiofonici universitari (www.raduni.org), racconterà le ragioni della protesta attraverso le voci di docenti e studenti che parteciperanno alla mobilitazione. Anna Martellato Manifestazione Liceali e universitari insieme al corteo di domani Scienze della Formazione Durante l'assemblea si è discusso molto dopo il monito del rettore Mazzucco a evitare «demagogia» invitando a non cavalcare la rivolta. La missiva ha diviso i docenti. Cavarero (filosofia politica): «Io non farò lezione per il corteo, anche questa è filosofia politica» (Toninelli/Fotoland) Moderatore Il preside Rossi a Economia

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Scuola, prove di protesta (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2008-10-29 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE La manifestazione Scuola, prove di protesta VICENZA — L'intento è quello di disertare per un giorno le scuole. Domani a Roma a manifestare contro la riforma scolastica presentata dal ministro per l'istruzione Maristella Gelmini ci saranno anche alcune rappresentanze di docenti vicentini. Stando alle previsioni, questa sera da varie zone della provincia dovrebbero mettersi in strada verso la capitale circa una decina di pullman di insegnanti e di studenti desiderosi di manifestare il proprio dissenso. Mentre, l'«Assemblea difesa scuola pubblica di Vicenza» ha lanciato una fiaccolata in piazza dei Signori a Vicenza a partire dalle 17.30 di oggi. Chi, invece, domani resterà in città aderirà in modo simbolico alla giornata di mobilitazione. La volontà di molti docenti è che le scuole di tutta la provincia rimangano chiuse, in modo che la protesta sia capillare. Alcune associazioni studentesche hanno annunciato una manifestazione a Vicenza in contemporanea a quella nazionale, mentre in alcuni Comuni, come ad esempio a Schio e Santorso, verranno allestiti in piazza dei gazebo informativi per sensibilizzare la cittadinanza e far capire «le conseguenze negative sull'istruzione causate dalle decisioni del governo». Elfrida Ragazzo

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Decreto Gelmini, voto fra le protesta (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Il Senato approva, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 controri e tre astenuti. .Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge. Puntuali all?appuntamento con l?apertura dei lavori dell?aula di Palazzo Madama, gli studenti si sono fatti trovare al loro posto a scandire gli slogan che hanno percorso le maggiori piazze della Penisola dall?inizio della protesta. Si tratta di circa 1.500 ragazze e ragazzi in larga parte delle scuole superiori. Con loro, in prima fila, gli insegnanti dei Cobas con uno striscione che reca la scritta «Gelmini Vattene» e «Il popolo della scuola pubblica» con il messaggio «Non distruggete la scuola». Intanto continuano ad affluire studenti dalle arterie nei dintorni di Piazza Navona. Con qualche sorpresa: davanti al liceo Virgilio, in piazza del Collegio Romano, una piccola delegazione di studenti esponevano uno striscione in cui era scritto «No all?occupazione, Gelmini Santa subito». Intanto, sul fronte universitario nazionale ad Ancona l?Assemblea No 133, in cui il Gulliver-Udu Ancona è promotore della protesta, continua la pacifica occupazione della Facoltà di Ingegneria; a Brescia è previsto un sit-in con volantinaggio in piazza San Faustino da parte del ?Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avantì; a Cagliari nella Facoltà di Lettere a Piazza del Carmine alle ore 10 ci sarà il laboratorio di approfondimento ?Il futuro dell`università italiana: istituzioni pubbliche o fondazioni private??; a Lecce assemblee studentesche nelle facoltà di Lettere e di Economia; a Pavia lezioni in piazza (corso di Geometria 1 per Matematica e Fisica e lezione divulgativa di Fisica); a Padova fiaccolata di protesta contro la legge 133 organizzata e promossa dall`associazione Studenti Per sfilerà per le vie della città; a Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi improvviseranno nuove forme di protesta; ad Urbino assemblea d?ateneo alle 15; a Chieti-Pescara, infine, il movimento studentesco ha organizzato un`assemblea a Pescara e delle lezioni all?aperto a Chieti. Sulle manifestazioni infuria la battaglia politica. «Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini- attacca Gasparri- dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni. Per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi». E la Lega sfida gli studenti: «Oggi vi diciamo che la ricreazione è finita e oggi approveremo il decreto» L'opposizione è sulle barricate. «L?Udc vota no al decreto legge Gelmini sulla riforma della scuola. Come vi è saltato in mente - chiede il senatore D?Alia - di fare cassa con i soldi dell?Istruzione? Non si può disporre di scuola e università senza parlare con gli studenti, con le famiglie, i docenti».

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Bagarre nel Senato sotto assedio (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA E? durata dodici ore la battaglia del Senato intorno al decreto Gelmini, dalle 10 del mattino alle 22, e ha avuto due fronti, uno esterno sulla piazza, con migliaia di studenti che hanno assediato il Palazzo, e uno interno, con la seduta d?aula sospesa più volte, l?ultima per un?azione di disturbo attuata dall?Idv che ha sventolato cartelli e il Partito democratico che ha chiesto il ritiro del decreto. Questo mentre in tutta Italia continuano gli scioperi. A Roma è una giornata di pioggia battente. Una folla di ragazzi proveniente dalle assemblee dei vari istituti si raccoglie a piazza della Repubblica e verso mezzogiorno approda davanti a un Senato blindato da duplici cordoni di polizia. E? accessibile solo la piccola ribalta della Corsia Agonale, una viuzza che da piazza Navona si apre giusto di fronte al portone di Palazzo Madama. Tutti si dirigono lì, ma trovano già un «presidio» del «blocco studentesco», ragazzi della destra extraparlamentare ma quantomai gentili, educati, l?opposto di quanto si potrebbe immaginare. Negano di aver gridato «Duce, Duce» il giorno precedente e diffondono musica e slogan. Uno di loro, Guelfo Bartalucci, viene fermato quando oltrepassa una transenna, ma subito rilasciato. I ragazzi del corteo (guidato dall?Uds) non amano però quella compagnia e sciamano per la piazza. Al di là di questo episodio, però, la saldatura trasversale sui contenuti sembra assodata: sarebbe questa, secondo il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri, la «protesta fascio-comunista». Nel primo pomeriggio la baraonda sembra evolvere in un mesto sit-in, ma alle 15 arrivano i ragazzi del dipartimento di studi orientali con il cartello «dialogo» scritto in sette lingue, dal persiano all?indi al giapponese. La Corsia Agonale diventa una tribuna affollata e rumorosa: «Gelmini buffona, fai ride tutta Roma», «Noi non siamo disinformati» e perfino «Lasciateci in pace e fateci studiare». Alle cinque della sera arrivano i rinforzi dei due cortei universitari di Roma Tre e della Sapienza, insieme ai docenti dei Cobas: piazza Navona trabocca, i canti diventano happening e spettacolo. Fischi quando passa Roberto Maroni, inviti ai senatori a scendere in piazza: «Non tagliate i professori, tagliate i senatori». Dal palazzo solo qualche commesso che fa capolino. Poi, a un certo punto, sul balcone della sala di lettura si affacciano dei senatori dell?Idv: Stefano Pedica srotola il cartello «Siamo con voi» poi, con Giuliana Carlino, Fabio Giambroni e Pancho Pardi scende a salutare i ragazzi. E? un?ovazione: «Di Pietro, uno dei nostri!». Dentro, intanto, l?atmosfera è rovente. L?aula è convocata per le 17, tra i banchi del governo anche il ministro Gelmini in elegante tailleur e visibile tensione. L?ordine dei lavori prevede l?esame degli emendamenti: quasi 200. E? subito chiaro che non passeranno. L?Idv inizia quello che nel gergo parlamentare si chiama «filibustering»: cartelli, azioni di disturbo, interventi fuori tema. L?obiettivo è far slittare i lavori in maniera che il voto finale coincida con il 30 ottobre, giorno dello sciopero generale. La presidenza richiama i parlamentari ai regolamenti, e la seduta viene sospesa quando sono quasi le 18. La notizia, portata alla piazza da Pancho Pardi, genera un tripudio e accende ancora di più gli animi. Schifani riunisce i capigruppo e chiarisce la situazione: si va avanti col voto prolungando la seduta fino alle 22. Fuori dal Senato ma non dall?agone politico, Silvio Berlusconi parla di «ragazzi usati a fini politici». Walter Veltroni indica l?unica via di pacificazione possibile: «Il governo ritiri il decreto e si torni al confronto». La piazza decide di presidiare il Palazzo fino all?ultimo, ma uno scroscio violento abbatte la resistenza anche dei più volenterosi. Oggi il decreto verrà votato. Domani arriveranno a Roma 100 pullman e 70 treni da tutta Italia per lo sciopero a piazza del Popolo. + Braccio di ferro sulla riforma Gelmini VOTA Tifosi, discariche e scuola: il governo sceglie la fermezza. Condividete? SCRIVI Se ad occupare è la destra Discutine sul blog di FLAVIA AMABILE

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Il decreto (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

LA FINOCCHIARO (PD) DURANTE LE DICHIARAZIONI DI VOTO: «non finsice qui» Scuola, il decreto Gelmini è legge Il ministro: «Ora si torna alla serietà» Sì del Senato il provvedimento sulla scuola. Studenti a Palazzo Madama. Di Pietro: «Pronti al referendum» Mariastella Gelmini (Ansa) ROMA - Il decreto Gelmini è legge. Mentre Palazzo Madama resta presidiato da un'imponente presenza delle forze dell'ordine per fronteggiare le manifestazioni degli studenti, il Senato approva con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'Istruzione e che prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie (la scheda). «PRONTI AL REFERENDUM» - Sul piede di guerra l'Italia dei Valori. Ora che il decreto Gelmini è legge i dipietristi si dicono «già pronti a raccogliere le firme per il Referendum abrogativo, così - spiegano - daremo ai milioni di studenti, insegnanti e genitori lo strumento che la Costituzione riconosce per cancellare leggi barbare e sbagliate». «DA QUI NON CE NE ANDIAMO» - Nonostante il via libera al decreto sulla scuola gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama sembrano non voler mollare. «Continueremo al nostra lotta nelle Università e nelle scuole», annunciano. «SILENZIO OPACO» - Clima acceso in Aula durante le dichiarazioni di voto. Al ministro si è rivolta direttamente nel suo intervento la Pd Anna Finocchiaro. «Il suo silenzio è indifferente e opaco - ha attaccato la senatrice siciliana -. Alle domande lei non risponde e colpisce questa vostra cupa determinazione. Di queste giornate colpisce il disprezzo per le ragioni degli altri» è l'affondo della senatrice siciliana. «Pensate che approvate questo decreto e che sia finita qui. Non è così, non è così per noi e non credo che sarà così per il Paese». Un avvertimento alla maggioranza, accolto dai colleghi del partito, tutti in piedi, con un lungo applauso. «Pagliacci» hanno gridato i senatori del Pdl. COSSIGA SHOW - Ha suscitato non poche polemiche durante la seduta l'intervento di Francesco Cossiga. Il senatore a vita si è detto favorevole alla conversione in legge del decreto sulla scuola, accusando chi è in piazza di «protestare contro il nulla» favorendo i «baroni universitari». Ironico il presidente emerito in Aula. «Anzitutto - ha detto - voglio ringraziare gli organizzatori e i partecipanti delle oceaniche manifestazioni di questi giorni. Per me è stata una "botta di vita" sentire echeggiare slogan che temevo ormai desueti, sapere che esisto e che qualcuno si ricorda di me con: "Cossiga boia", "Cossiga assassino"». LA LEGA BACCHETTA IL MINISTRO - A Palazzo Madama il gruppo della Lega ha bacchettato il ministro per le dichiarazioni su Obama. «La sosterremo sempre nella sua azione, signor ministro. Ma una cosa dobbiamo dirle in tutta sincerità - ha detto il presidente dei senatori del Carroccio Federico Bricolo -: l'intervista rilasciata giorni fa (al Corriere, ndr) in cui lei sosteneva che il suo modello è Barack Obama, francamente non ci è piaciuta». Parole che hanno suscitato il forte disappunto dei senatori dell'opposizione, in particolar modo di quelli del Partito Democratico. stampa |

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Sondaggi, il premier corre ai ripari "Sarà la Carfagna il volto del governo" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - "Chiarisco di non essere interessata ad assumere l'incarico di portavoce di Forza Italia, ritenendo di avere ancora molto da imparare in politica". Correva l'anno 2006 e questa dichiarazione di Mara Carfagna metteva fine alla guerra sotterranea con Elisabetta Gardini. Ma i tempi cambiano, la politica corre in fretta. Così, a distanza di due anni, quella che non si sentiva pronta a fare la portavoce di Bondi diventerà addirittura portavoce del Consiglio dei ministri. Era da un po' che l'idea frullava nella testa di Berlusconi, infastidito per le uscite di alcuni ministri in televisione (nonostante il suo esplicito divieto di partecipare ai talk show) e, da ultimo, impensierito per qualche scricchiolio nei sondaggi a causa della "vasta azione di disinformazione" sulla riforma Gelmini. Insomma, il premier ha deciso che andava fatto qualcosa per raddrizzare la barca e chi meglio della Carfagna per ridare smalto all'immagine del governo? Così ieri, al preconsiglio dei ministri - una riunione solitamente riservata agli alti funzionari - a sorpresa i capi di gabinetto si sono ritrovati di fronte la bella ministra. "Avete letto che la Carfagna sarà candidata in Campania - ha spiegato Gianni Letta ai presenti - ma Berlusconi ha in mente altri progetti per lei. D'ora in poi assisterà alle nostre riunioni per studiare i meccanismi legislativi, visto che il presidente del Consiglio sta pensando a lei come al ministro che, dopo le riunioni del governo, possa spiegarne i risultati ai giornalisti". Il ruolo della Carfagna sarebbe quello di "speaker" del Consiglio dei ministri, diverso da quello di portavoce del governo che resterebbe al sottosegretario Paolo Bonaiuti. Scenderà in sala stampa per raccontare i provvedimenti approvati. Insieme al ministro competente o, magari, al suo posto. Il problema semmai sarà convincere la Carfagna ad accettare di diventare "il volto" del governo. In privato infatti il ministro avrebbe espresso qualche perplessità, consapevole del rischio di bruciarsi. Ma al Cavaliere non si può dire di no. A convincerlo definitivamente che "Mara" fosse pronta al fare il gran salto sarebbero state le sue ultime uscite televisive (Porta a Porta e Matrix), da sempre il test che in Forza Italia decreta i successi o sancisce gli oblii. "È brava - ha commentato il premier - ed è maturata molto dal punto di vista politico. Adesso ha scritto pure un libro". Così la Carfagna si conferma il vero fenomeno politico-mediatico del governo Berlusconi. Messa un po' in ombra dalla Gelmini, l'ex show girl questa settimana cercherà di riprendersi il suo spazio sotto i riflettori: giovedì presenterà insieme a Cossiga e Alemanno il suo libro "Stelle a destra", una galleria di ritratti di politiche di successo. E sempre giovedì il Senato inizierà a discutere il suo disegno di legge sulla prostituzione. "Ma le ci vorranno parecchi mesi prima di imparare il nuovo mestiere", sussurrano cauti in Forza Italia, "passerà del tempo prima che possa scendere nella fossa dei leoni". (29 ottobre 2008

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Scuola, proteste, Internet ed eBay (sezione: Scuola)

( da "Data Manager" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, proteste, Internet ed eBay I giovani usano anche la tecnologia per esprimere il proprio dissenso Non si fermano le proteste degli studenti contro il Ministro Gelmini e contro le riforme che interessano i fondi destinati all'istruzione. Ora però i giovani oltre alle piazze scelgono anche la Rete. Una delle soluzioni scelte dagli universitari è una provocazione che sfrutta la visibilità del sito di aste online eBay. Alcuni giovani, infatti, hanno messo in vendita sul web l'università romana di Tor Vergata. Il prezzo di partenza per acquistare la seconda università della capitale è di 1,50 euro. Nell'annuncio, gli studenti in rivolta, hanno inserito tutti i dettagli che si possono trovare in un normalissimo annuncio immobiliare, tra le caratteristiche parcheggi, giardini e molto altro. D'impatto le parole che concludono l'annuncio, perché oltre a leggere "..il complesso sorge nel verde, in zona Roma sud-est. è composto da diverse facoltà, tutte con ampio parcheggio, aule, laboratori e bar", i giovani che hanno scelto questa forma di protesta hanno aggiunto "Compresi nel prezzo vengono offerti anche i professori, gli studenti e il loro futuro". eBay è diventato così oltre che un sito di compravendite, dove ormai si trova proprio di tutto, anche un mezzo di protesta che convince per la visibilità che caratterizza il sito. A cura di Francesca Guido

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Nuove proteste e manifestazioni contro il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

29/10/2008 Riforma scuola, riparte la protesta Presidio di studenti davanti al Senato Riprendono le proteste. Decine gli studenti che presidiano il Senato dove oggi è arrivato il via libera definitivo ai provvedimenti sulla scuola targati Gelmini. "Continueremo la nostra lotta nelle Università e nelle scuole", gridano i ragazzi che hanno invaso la zona attorno a Palazzo Madama. 11.10 - Tafferugli a Milano. La polizia ha caricato la testa del corteo degli studenti di liceali milanesi che, attraverso Brera, si sono mossi verso il centro di Milano. Adesso si trovano in Via San Paolo e stanno tentando di raggiungere Corso Vittorio Emanuele. La carica è avvenuta dopo che gli studenti, lungo il percorso, hanno lanciato petardi, uova e zucche in direzione delle forze dell'ordine. 11.04 - Opposizione: "Presto referendum". I senatori del Pd e dell'Idv sono scesi a corso Rinascimento per parlare con gli studenti che stanno manifestando da ieri contro il provvedimento del governo. Non appena i parlamentari dell'Idv alzano lo striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". 10.52 - "Non ce ne andiamo". "Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa". Così gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama hanno reagito alla notizia che è diventata legge la riforma Gelmini. "Continueremo la nostra lotta nelle Università e nelle scuole", proseguono gli studenti. 10.42 - Studenti a Radio Deejay. Un gruppetto di 12 studenti dell'Università degli Studi di Milano si sono presentati sotto la sede di Radio Deejay per chiedere di poter esporre le ragioni della protesta contro i tagli all'università. Dopo una breve trattativa sono saliti negli studi quattro ragazzi di cui uno prenderà la parola durante il programma di Linus e Nicola Savino. 10.40 - Petardi e fumogeni a Palermo. Circa duecento studenti delle scuole medie e superiori stanno protestando nel centro di Palermo, spostandosi lungo l'asse di via Libertà. Gli studenti hanno anche fatto esplodere petardi e lanciato piccoli fumogeni. 10.15 - Studenti a Milano: "Bloccheremo la città". "Blocchiamo la città fino a quando il Senato non voterà contro il decreto Gelmini". E' questa una delle intenzioni degli organizzatori del corteo che si è mosso da largo Cairoli a Milano per entrare nel centro di Brera. Il traffico è rimasto fermo per 15 minuti perché gli studenti si rifiutano di concordare con le forze dell'ordine un percorso. 10.01 - Roma, chiuso corso Rinascimento. Cominciano ad arrivare i cortei studenteschi per partecipare al sit-in di protesta davanti a Palazzo Madama. Intanto le forze dell'ordine, come accaduto ieri, con alcuni blindati hanno chiuso il traffico in corso Rinascimento. 09.53 - Studenti davanti al Senato. Studenti delle scuole superiori in attesa fuori Palazzo Madama in vista del voto finale sulla riforma Gelmini previsto per le 10.30. 09.20 - Ritrovo in piazza. Ancora nessuno slogan né cori. I ragazzi a piccoli gruppi chiacchierano tra loro, qualcuno legge il giornale, altri commentano la giornata di ieri e si preparano alla lunga mattinata, qualcun altro più 'diligente' seduto per terra si anticipa i compiti. Corso Rinascimento non è ancora stato chiuso al traffico come accaduto invece ieri. Invia ad un amico

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Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Passato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Fin dalle otto hanno cominciato ad arrivare gli studenti al presidio sotto il Senato in attesa dell’arrivo dei diversi cortei spontanei che dovrebbero attraversare la città

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Il provvedimento prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà ?medià con quelli conseguiti nelle altre materie. PD E IDV IN PIAZZA Subito dopo il via libera del Senato i senatori del Pd e dell?Italia dei valori scendono in piazza con gli studenti, che da ieri manifestano sotto palazzo Madama. In testa al gruppo dei senatori c?è la capogruppo del Partito democratico Anna Finocchiaro che, dopo aver letto in aula una lettera di alcuni studenti che aderiscono alla protesta, si intrattiene a parlare con alcuni di loro. LA FINOCCHIARO E I MESSAGGI DEGLI STUDENTI "Onorevole Presidente del Senato onorevoli senatori, oggi nelle vostre mani non vi è un semplice decreto legge, ma il nostro futuro , che è il futuro del paese; è a voi che rivolgiamo l?ultimo, strenuo appello affinchè qualcuno, finalmente, prenda in considerazione il nostro parere: il parere degli studenti". è il messaggio degli studenti del Liceo Orazio letta dalla senatrice Anna Finocchiaro nell?Aula di Palazzo Madama. "Onorevoli Senatori, l?Italia ha assistito in questi giorni alla discesa in piazza di decine di migliaia di studenti di ogni ordine e grado. Persino i professori, i docenti universitari ed i dirigenti scolastici hanno tentato di difendere questa scuola, istituzione che sino ad oggi è riuscita a garantire a tutti i giovani un dignitoso livello d?istruzione nonostante i numerosi tagli di cui essa è stata spesso oggetto. Oggi il Ministro della Pubblica Istruzione sta cercando di infliggere il colpo di grazia alla nostra scuola, che dalla Seconda Guerra Mondiale garantisce in modo paritario un?adeguata istruzione affinchè tutti abbiano la possibilità di inserirsi nel tessuto sociale el nostro Paese: un Paese democratico. Piuttosto che tornare in classe con questo decreto, siamo pronti a fare sentire la nostra voce per cercare di garantiren fino in fondo quella democrazia conquistata dai nostri padri". Intanto fin dalle 8 ci sono poche decinedi studenti a presidiare il Senato dove oggi dovrebbe arrivare il via libera definitivo ai provvedimenti sulla scuola targati Gelmini. Tra i primi ad arrivare, intorno alle 8.30, gli studenti del Virgilio cui si stanno aggiungendo altri istituti della capitale, in attesa dell?arrivo dei diversi cortei spontanei che dovrebbero attraversare la città. IL PRESIDIO CONTINUA Nonostante il diluvio, alcuni studenti la scorsa notte hanno presidiato piazza Navona e la zona del Senato . ??Non sara? certo la pioggia a frenarci - assicurano - saremo qui tantissimi per fare sentire la nostra voce contro questa riforma sbagliata??. I ragazzi a piccoli gruppi chiacchierano tra loro, qualcuno legge il giornale, altri commentano la giornata di ieri e si preparano alla lunga mattinata, qualcun altro più ?diligentè seduto per terra si anticipa i compiti. Corso Rinascimento non è ancora stato chiuso al traffico come accaduto invece ieri. Gli striscioni sulle transenne sono gli stessi di ieri firmati dal popolo della scuola pubblica che chiede di non distruggere l?istruzione. IL PDCI: ORA REFERENDUM Ora che il Dl Gelmini è legge “siamo già pronti a raccogliere le firme per il Referendum abrogativo, così daremo ai milioni di studenti, insegnanti e genitori lo strumento che la Costituzione riconosce per cancellare leggi barbare e sbagliate”. E? quanto afferma Orazio Licandro, responsabile organizzazione del Pdci. LA PROTESTA Gli studenti: "In 10mila sotto il Senato". Bagarre in aula - Tre senatori Idv si affacciano: "Siamo con voi"Bologna: fiaccolata di protesta - Tensione a Milano - Università occupatePolizia per fermare le occupazioni? - Giuste le proteste studentesche? Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Caratteri rimasti Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? 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Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec div>

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Università Federico II, lezioni all'aperto (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Napoli Università Federico II, lezioni all'aperto Lezioni all'aperto per tutta la mattina a Napoli, in via Mezzocannone chiusa al trafficoper "Saperi in corso". L'iniziativa attuata dagli studenti medi e universitari di Napoli contro la riforma Gelmini si è svolta nella strada dove hanno sede i piu' importanti atenei partenopei. A sbarrare il passo alle auto una serie di lavagne poste ai lati. Il via alle 10, con una grande partecipazione di studenti: quelli delle medie superiori in stato di agitazione hanno raggiunto via Mezzocannone in corteo bloccando le strade del centro cittadino. Ad attenderli c'erano gli studenti dell'Orientale occupata e di diverse facolta' della Federico II che hanno organizzato le lezioni in diversi punti della strada. A ridosso di corso Umberto e' stato Delio Salottolo a dare avvio alla prima lezione sulla "Genealogia della crisi contemporanea". Poco piu' in la', all'incrocio con via De Marinis, la professoressa di Storia dell'Arte contemporanea della Federico II, Maria Antonietta Picone, spiegava ai ragazzi i Preraffaelliti. A distanza di pochi metri lezioni di Filosofia con il professore Giuseppe Lissa. Si e' andato avanti cosi' per tutta la mattinata, con docenti della facolta' di Architettura e di Lettere e Filosofia della Federico II e dell'Universita' Orientale ad alternarsi nelle lezioni. Davanti alla cappella dell' Universita', S. Pietro Martire, il comizio dei professori di Psicologia che appoggiano la protesta. del 29-10-2008 num.

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Via libera del Senato, il decreto Gelmini èlegge. Pd e Idv in piazza (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa scuola e università Via libera del Senato, il decreto Gelmini è legge. Pd e Idv in piazza Il decreto legge 137 del 2008, che reca la firma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, e' legge. L'aula del senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione. Sono stati 162 i voti favorevoli, 134 i contrari e 3 gli astenuti. Via libera definitivo dall'aula del Senato al dl Gelmini che diventa legge. Il decreto è stato approvato dall'aula con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. Subito dopo il via libera del Senato al Dl Gelmini i senatori del Pd e dell'Italia dei valori sono scesi in piazza con gli studenti, che da ieri manifestano sotto palazzo Madama, contro il provvedimento del Governo. In testa al gruppo dei senatori c'è la capogruppo del Partito democratico Anna Finocchiaro che, dopo aver letto in aula una lettera di alcuni studenti che aderiscono alla protesta, si intrattiene a parlare con alcuni di loro. Una delegazione di tre senatori dell'Italia dei valori ha alzando un cartello con su scritto «Passa la Gelmini: referendum», annunciando che avvieranno una raccolta di firme per un referendum contro il decreto. Intanto gli studenti alla notizia del via libera definitivo al decreto gridano «continuiamo nelle scuole e nelle università».

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Ora èMeloni a fare lezione in piazza (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa il ministro della gioventù tra gli studenti Ora è Meloni a fare lezione in piazza Roma, ore 16.15, piazza Montecitorio. Gli alunni della scuola Augusto si siedono a terra: c'è lezione di storia. La prof spiega, i ragazzi ascoltano. Lì, davanti l'entrata principale della Camera dei deputati, passa chiunque: dagli «anonimi» parlamentari ai «super-leader» della politica. E tra borse in pelle, auto blu e cravatte a pois, spunta anche il ministro della Gioventù. Qualcuno se ne accorge: «è Giorgia Meloni», bisbigliano. Anche l'insegnante stoppa la «lezione». Lei si ferma. E i ragazzi ne approfittano: «Ministro perché insistete col maestro unico?» «Perché volete tagliare le risorse?» «Sbagliate a fare delle classi solo per immigrati». Meloni ne approfitta, è l'occasione per fare chiarezza. Così, quando il centro di Roma torna a bagnarsi per la pioggia, decide di dedicare il suo tempo a quei ragazzi. E la lezione di storia diventa una vera e propria lezione sul decreto del ministro Gelmini. «Il tempo pieno nelle scuole verrà aumentato, pensate oltre al beneficio degli alunni l'enorme vantaggio per i genitori», è uno dei punti affrontati da Meloni, che non si tira indietro e risponde a ogni domanda in modo capillare ma utilizzando un linguaggio semplice per non confondere i ragazzi. A pochi metri di distanza, nella sala dell'ex cinema Capranica, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri (capigruppo del Pdl) stanno spiegando ai giovani di centrodestra i progetti sulla scuola e attaccano i rettori «baroni che truccano i concorsi». Giovanni Donzelli di Azione universitaria e Francesco Pasquali, numero uno dei Giovani per la Libertà, ci tengono a precisare che tra gli studenti non c'è una sola voce, e che non si faranno mai strumentalizzare da professori sessantottini. La riunioni tra «grandi» e «piccoli» del Pdl prosegue tra gli applausi, mentre Giorgia Meloni è ancora sotto la bagnatissima piazza Montecitorio a parlare con gli studenti. Dopo 45 minuti i ragazzi sembrano avere le idee più chiare. Qualcuno capisce che le informazioni che avevano sul decreto non erano del tutto esatte. Meloni incanta: nel senso che riesce a giocare con loro, ridere, tornando seria quando c'è da spiegare che non ci saranno classi differenziate. Una ragazza dice di essere messicana: «Non è giusto isolare gli stranieri». Due minuti e il ministro della Gioventù mette in chiaro le cose, assicurando che «non siamo razzisti, ma un Pease sempre attento ai problemi degli immigrati: non come gli spagnoli che si permettono di farci la morale». Alla fine Meloni saluta tutti, professoressa inclusa, tra le foto e gli applausi degli alunni. Forse, per i ragazzi della scuola Augusto, questa è stata la lezione più importante dell'anno.

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Controriforma: bimbi in corteo e lezioni di rivoluzione (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 1 Controriforma: bimbi in corteo e lezioni di rivoluzione di Redazione Per protestare le mamme portano i figli in piazza e alla Statale sale in cattedra Taibo «eroe» del '68 «Come si fa la rivoluzione?». Gli studenti della Statale hanno chiesto allo scrittore Paco Igazio Taibo, uno degli animatori del Sessantotto messicano, un paio di consigli su come portare avanti la loro protesta contro la riforma della scuola. E lui, che da tempo ha abbandonato i fervori studenteschi: «Occupare è importante, ma la violenza non serve a nulla». Proseguono le occupazioni alle superiori e le lezioni all'aperto delle università. Oggi gli studenti seguiranno in diretta tv la discussione del decreto Gelmini. Già annunciano mobilitazioni a sorpresa prima del corteo di domani. Mentre loro puntano il dito contro «il rischio privatizzazione», Don Luigi Verzé annuncia che il San Raffaele è pronto a «fare da cavia» alla riforma con una fondazione che gestirà un nuovo corso di filosofia, presieduto da Massimo Cacciari. A rispondere alle critiche di sindacati e mamme contro «la scuola xenofoba» è una maestra con trent'anni di esperienza alle spalle che spiega come mai è utile istituire delle classi-ponte per i bambini stranieri che non spiccicano una parola di italiano e come mai è un bene il maestro unico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Berlusconi: "Alle europee senza preferenze" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 0 Berlusconi: "Alle europee senza preferenze" di Vincenzo La Manna Il premier: "Siamo attenti alle suggestioni del Quirinale ma andiamo avanti su questa strada. Comunque, se non sarà possibile, non ci dispereremo". Sull'opposizione: "In questa situazione è impossibile avere rapporti". Napolitano: "Ci vuole un ampio consenso" Roma - «L?inverno è arrivato». Silvio Berlusconi anticipa la stagione, forte magari dei recenti dati meteo. E non si cura dell?autunno. Politico, stavolta, anche se «caldo». «Io sono sereno e assolutamente indifferente a qualsiasi aumento di temperatura», assicura il premier. Convinto com?è che il «governo deve fare quello che c?è da fare». Certo, il dialogo con l?opposizione è sempre da ricercare. Ma al di là degli auspici, «è molto difficile, se non impossibile, avere relazioni decenti» con chi vuole solo uno «scontro frontale». D?altronde, si chiede il Cavaliere, come si fa a confrontarsi con chi - vedi Walter Veltroni - «mi accusa di essere arrogante?». Con queste premesse, c?è poco da fare. Anche sul fronte legge elettorale. Anche sulla riforma del sistema di voto per le prossime Europee. Anche se il capo dello Stato ribadisce la necessità di ottenere il più ampio consenso in Parlamento, salvaguardando tra l?altro il pluralismo. «Noi siamo sempre attenti alle suggestioni del presidente della Repubblica - sottolinea il Cavaliere - ma saremmo più lieti di avere di fronte un?opposizione che, con una crisi finanziaria difficile come questa, lasciasse da parte la lotta politica in contrasto con noi». Invece, «sfortunatamente, non è così». E così, la maggioranza va avanti da sola. Con due punti fermi: no alle preferenze, sbarramento al 5%. Il premier riassume così la linea: «In Europa vada gente altamente qualificata e, in tutte le 23 commissioni, ci siano professionisti di ciascuna materia. Solo scegliendo chi va in lista, saremo sicuri di avere una rappresentanza capace di difendere gli interessi italiani». Con le preferenze, invece, «sarebbe eletto chi è più capace a farsi promozione e si tornerebbe al finanziamento, che è esattamente il contrario di quanto chiedono gli italiani, che vogliono una politica limpida, pulita e trasparente». Insomma, «torneremmo alla stagione precedente». Con la riforma elettorale, invece, «i partiti presenteranno le liste, i cittadini avranno modo di scegliere tra una lista e l?altra». Su queste basi, all?interno del centrodestra, «spero non ci sia nessuna retromarcia», aggiunge il Cavaliere, che non vede «divisioni». Ma in ogni caso, prosegue, «se alla fine non sarà possibile, non ci strapperemo i capelli». Ma non solo legge elettorale nell?incontro con i giornalisti, a margine della visita al centro operativo nazionale della Protezione civile. Nel menù, è inevitabile, finiscono pure le polemiche sul decreto Gelmini. «La vicenda della scuola ha portato a qualche perdita di consenso nei confronti del ministro e del governo - riferisce Berlusconi, puntando l?attenzione sull?ultima rilevazione Euromedia, anticipata ieri dal Giornale - dovuta a una vasta azione di disinformazione». «Si è mentito e si continua a mentire spudoratamente sul decreto - sottolinea - con tutte le modifiche che invece sono sacrosante, dovute al buon senso». Tra l?altro, osserva, «la cosa che potrebbe anche indignare è che si usino inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole per metterli in strada e fare massa, e utilizzarli semplicemente per fare lotta politica». In ogni caso, assicura, «sono sereno, perché si può mentire per un po?, non per sempre». Sul fronte economico, inoltre, Berlusconi fa intendere che la crisi finanziaria internazionale potrebbe spingere il governo ad apportare alcune modifiche alla Finanziaria. Infatti, spiega, «la crisi ha avuto delle conseguenze non prevedibili per alcuni settori, per i quali necessita un approfondimento, magari con adeguamenti alla nostra legge». E poi, in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, il premier si sofferma sugli interventi a favore delle piccole e medie imprese. «Proporremo che il montante prestiti delle banche non sia diminuito - riferisce -. E qualcuno, addirittura, suggerisce un incremento del monte prestiti delle banche, soprattutto per le pmi». Infine, in merito all?incontro annunciato tra governo, rappresentanti di Abi e imprese, che si terrà a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio riferisce: «Ci stiamo organizzando, cerchiamo di vederli in settimana». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Scuola, decreto Gelmini è legge tra proteste studenti (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - L'aula del Senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del contestato decreto del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che tra l'altro reintroduce il maestro unico nelle scuole e punta a ridurre in tre anni di 87.000 unità il numero degli insegnanti bloccando il turnover. Il provvedimento è stato approvato stamattina con 162 voti favorevoli, 134 contrari e tre astenuti. Tutta l'opposizione aveva annunciato voto contrario. "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà", ha commentato in una nota Gelmini, annunciando tra l'altro che entro una settimana presenterà il piano sull'università. Dopo il voto esponenti dell'opposizione di Partito Democratico e Italia dei Valori sono scesi a incontrare gli studenti che stanno manifestando, spiegando il loro no alla riforma e sostenendo che continueranno la lotta. L' Italia dei Valori ha annunciato una proposta di referendum sul decreto. Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, ha detto che la battaglia contro il decreto proseguirà davanti alla Corte Costituzionale. "Le opposizioni sono state compatte e noi siamo fieri di aver fatto un'opposizione seria, intelligente, con un governo arrogante, prepotente, chiuso, sordomuto alle richieste non delle opposizioni ma del Paese", ha commentato Felice Belisario, capogruppo dell'IdV a Palazzo Madama, parlando coi giornalisti. Secondo l'opposizione, il provvedimento non avrebbe copertura finanziaria né carattere d'urgenza, e sei Regioni starebbero valutando a loro volta un ricorso alla Consulta prefigurando un conflitto di competenze con lo Stato in base a quanto previsto dal decreto. LA PROTESTA DEGLI STUDENTI Continua...

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Gelmini: si torna a serietà, entro settimana piano università (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - La scuola torna alla serietà, ed entro una settimana il centrodestra presenterà il piano sull'università. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini dopo l'approvazione, stamattina, del contestato decreto che porta il suo nome. "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione", ha detto Gelmini, come si legge in una nota diffusa dal ministero. Il decreto Gelmini, che introduce tra l'altro il maestro unico nelle scuole e punta a ridurre in tre anni di 87.000 unità il numero degli insegnanti bloccando il turnover, è stato convertito in legge a Palazzo Madama. "Provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l'introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani", ha aggiunto Gelmini. "Entro una settimana presenterò il piano sull'università", ha poi annunciato il ministro. Da giorni il mondo dell'università protesta contro i tagli previsti per gli atenei in buona parte dalla legge 133, la manovra finanziaria triennale dello scorso agosto, chiedendo in particolare il ritiro degli articoli 16 e 66 sulla possibilità per le università di trasformarsi in fondazioni, sui tagli al fondo per il finanziamento ordinario delle università e sul blocco del turnover del personale. Domani il mondo della scuola tornerà in piazza in occasione dello sciopero nazionale dei sindacati confederali.

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Scuola, sit in studenti davanti a Senato in attesa voto (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Continuano oggi, con un presidio di alcune centinaia di studenti fuori da Palazzo Madama, le proteste degli studenti contrari all'approvazione del decreto Gelmini, sul quale è atteso oggi il voto definitivo in Senato. L'ondata di manifestazioni di studenti universitari e delle scuole superiori che ha caratterizzato gli ultimi giorni, con cortei e istituti occupati, contesta le riforme che puntano a istituire, tra l'altro, il "maestro unico" e il voto in condotta alle elementari, introdotte nel decreto 137 e già approvate per la conversione in legge alla Camera. Il voto del Senato è atteso per questa mattina, e non si temono sorprese in aula visti i numeri della maggioranza di centrodestra in Parlamento. L'Udc ha annunciato voto contrario. In aula si sentono distintamente cori e slogan degli studenti. Tra le misure nel mirino dei manifestanti, anche l'articolo 133 della legge finanziaria 2009, che prevede nuove norme sul precariato e tagli ai fondi destinati a istruzione e ricerca.

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La ricerca calpestata, una proposta da Bologna (sezione: Scuola)

( da "Comunicatori Pubblici" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pubblicato il: 29-10-2008 La ricerca calpestata, una proposta da Bologna Siamo donne e uomini, siamo giovani e meno giovani, precari, strutturati, ricercatori, tecnici, amministrativi, siamo dipendenti, tempi determinati, borsisti, dottorandi, assegnisti, contrattisti, collaboratori, siamo tutti quelli che in tutti i modi vivono e fanno vivere la ricerca pubblica italiana. Siamo quelli che fanno fatica il più delle volte a spiegare cosa vuol dire fare ricerca scientifica, cosa vuol dire in termini di ricadute sulla vita di tutti i giorni, in termini di passione e di impegno, in termini di difficoltà e di lavoro, in termini di prospettive per il futuro. E siamo quelli che si sentono calpestati, nei loro diritti, nello loro aspettative, nella considerazione e nell'importanza che vengono date al loro lavoro. Perché se è vero che i problemi del mondo della ricerca pubblica non sono legati esclusivamente al presente, è altrettanto vero che l'azione amministrativa e legale del presente Governo, ed in particolare del duo Brunetta-Tremonti (nell'assordate silenzio del ministro teoricamente competente, e cioè quello della ricerca, l'On. Gelmini), non solo manca di affrontare i problemi esistenti, ma cerca deliberatamente di dare il colpo di grazia definitivo al sistema della ricerca pubblica. L'attacco è iniziato colpendo l'anello più debole, cioè i precari che vi lavorano che, a norme vigenti, nei prossimi mesi in gran parte si troveranno a perdere il lavoro. Stiamo pensando alla norma sulle stabilizzazioni (Art. 37 quater DDL 1441 - Disposizioni per lo sviluppo economico e per la stabilizzazione della finanza pubblica) nel pubblico impiego, di cui tanto si è parlato negli ultimi tempi, ma che è solo in qualche modo la cartina di tornasole di tutta l'azione del Governo, ma anche alla legge 133/2008 (Decreto Brunetta) che comportano il blocco del ricambio generazionale per alcuni Enti di Ricerca e la sua forte limitazione per altri, la riduzione ulteriore dei finanziamenti per Università ed Enti di Ricerca, la riduzione progressiva del numero di dipendenti (piante organiche), l'espulsione a breve della quasi totalità del personale precario attualmente presente. Per questo vogliamo portare in piazza quelli che lavorano nel mondo della ricerca italiana, le loro facce, le loro storie. Per questo abbiamo pensato a "LA RICERCA CALPESTATA". Una piazza completamente ricoperta dalle nostre facce, e con le nostre facce, dalle nostre storie, dalle nostre passioni e difficoltà, ma anche da tutto quello che potremo raccontare, attraverso materiali divulgativi, banchetti e tutto quello che ci potrà venire in mente del nostro lavoro, del suo fascino e della sua importanza. Il teatro sarà Piazza Maggiore, a Bologna, indicativamente tra il 22 ed il 29 novembre 2008 (siamo in attesa delle autorizzazioni ufficiali, sarà nostra cura comunicare la data finale sul sito non appena sarà possibile). Per coprire la piazza servono 1800 facce in formato A0, per questo vi chiediamo di caricare le vostre foto sul sito: http://www.laricercacalpestata.it alla voce Facce. Tutto intorno alla piazza stiamo pensando di allestire gazebo e banchetti informativi e divulgativi. Vi chiediamo quindi anche la partecipazione con materiali, contributi, proposte. Questa iniziativa è del tutto autogestita ma non, ovviamente, priva di costi. La spesa per la stampa di tutte le foto si traduce in un costo per foto di circa 6 euro e quindi vi chiediamo anche un piccolo contributo, almeno di quest'ordine di grandezza. Sulla homepage troverete un indirizzo PayPal per raccogliere le donazioni. Assemblea Permanente Lavoratori dell'Area della Ricerca CNR-INAF di Bologna Per visualizzare la mappa delle lezioni in piazza e delle proteste in tutta Italia che proseguono anche dopo l'approvazione del Decreto Gelmini cliccare sul sito di Clandestinoweb.

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SCONTRI E FERITI (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

29/10/2008 Riforma scuola, riparte la protesta Presidio di studenti davanti al Senato Riprendono le proteste. Decine gli studenti che presidiano il Senato dove oggi è arrivato il via libera definitivo ai provvedimenti sulla scuola targati Gelmini. "Continueremo la nostra lotta nelle Università e nelle scuole", gridano i ragazzi che hanno invaso la zona attorno a Palazzo Madama. 12.04 - Napoli nel caos. Sono quattro i cortei di studenti nel centro di Napoli nell'ambito delle proteste contro la riforma della scuola. Pesanti i riflessi sul traffico bloccato in più punti della città. A complicare la situazione anche altre manifestazioni, organizzate dai disoccupati e dagli operatori socio-sanitari. 11.55 - Roma, ancora cariche di studenti di destra. Continuano a piazza Navona le cariche di un centinaio di ragazzi di destra del 'blocco studentesco' che, a colpi di cinture, caschi e bottiglie, stanno costringendo i manifestanti dell'Unione degli studenti (Uds) a scappare per i vicoli circostanti. 11.36 - Tre feriti dopo scontri fra studenti. Tre studenti feriti dopo gli scontri tra i manifestanti dell'Uds a piazza Navona e un gruppo di giovani di destra del Blocco Studentesco. "E' scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono per ripristinare una situazione pacifica", denuncia l'Uds. 11.29 - Nuovi cortei non autorizzati a Milano. Dopo l'approvazione al Senato della riforma scolastica Gelmini sono nati spontaneamente a Milano cortei non autorizzati. In Santa Babila, in questo momento, al corteo principale si sono uniti quello degli studenti della facoltà di Scienze Politiche e quello provenienti dal liceo Manzoni. 11.10 - Tafferugli a Milano. La polizia ha caricato la testa del corteo degli studenti di liceali milanesi che, attraverso Brera, si sono mossi verso il centro di Milano. Adesso si trovano in Via San Paolo e stanno tentando di raggiungere Corso Vittorio Emanuele. La carica è avvenuta dopo che gli studenti, lungo il percorso, hanno lanciato petardi, uova e zucche in direzione delle forze dell'ordine. 11.04 - Opposizione: "Presto referendum". I senatori del Pd e dell'Idv sono scesi a corso Rinascimento per parlare con gli studenti che stanno manifestando da ieri contro il provvedimento del governo. Non appena i parlamentari dell'Idv alzano lo striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". 10.52 - "Non ce ne andiamo". "Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa". Così gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama hanno reagito alla notizia che è diventata legge la riforma Gelmini. "Continueremo la nostra lotta nelle Università e nelle scuole", proseguono gli studenti. 10.42 - Studenti a Radio Deejay. Un gruppetto di 12 studenti dell'Università degli Studi di Milano si sono presentati sotto la sede di Radio Deejay per chiedere di poter esporre le ragioni della protesta contro i tagli all'università. Dopo una breve trattativa sono saliti negli studi quattro ragazzi di cui uno prenderà la parola durante il programma di Linus e Nicola Savino. 10.40 - Petardi e fumogeni a Palermo. Circa duecento studenti delle scuole medie e superiori stanno protestando nel centro di Palermo, spostandosi lungo l'asse di via Libertà. Gli studenti hanno anche fatto esplodere petardi e lanciato piccoli fumogeni. 10.15 - Studenti a Milano: "Bloccheremo la città". "Blocchiamo la città fino a quando il Senato non voterà contro il decreto Gelmini". E' questa una delle intenzioni degli organizzatori del corteo che si è mosso da largo Cairoli a Milano per entrare nel centro di Brera. Il traffico è rimasto fermo per 15 minuti perché gli studenti si rifiutano di concordare con le forze dell'ordine un percorso. 10.01 - Roma, chiuso corso Rinascimento. Cominciano ad arrivare i cortei studenteschi per partecipare al sit-in di protesta davanti a Palazzo Madama. Intanto le forze dell'ordine, come accaduto ieri, con alcuni blindati hanno chiuso il traffico in corso Rinascimento. 09.53 - Studenti davanti al Senato. Studenti delle scuole superiori in attesa fuori Palazzo Madama in vista del voto finale sulla riforma Gelmini previsto per le 10.30. 09.20 - Ritrovo in piazza. Ancora nessuno slogan né cori. I ragazzi a piccoli gruppi chiacchierano tra loro, qualcuno legge il giornale, altri commentano la giornata di ieri e si preparano alla lunga mattinata, qualcun altro più 'diligente' seduto per terra si anticipa i compiti. Corso Rinascimento non è ancora stato chiuso al traffico come accaduto invece ieri. Invia ad un amico

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Sciopero scuola, De Mite, "Non compromettere il diritto dei fanciulli" (sezione: Scuola)

( da "Grecale, Il" del 29-10-2008)

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mercoledì 29 ottobre 2008 10:59 Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 L?assessore comunale di Lesina invita le insegnanti della scuola dell?infanzia a garantire il regolare svolgimento delle attività Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 Lesina- In vista dell?adesione di alcune insegnanti della scuola d?infanzia di Lesina allo sciopero generale della scuola indetto dal Flc-Cgil, domani 30 ottobre a Roma, l?assessore comunale Nicola De Mite ha affermato che: “Fatto salvo il diritto di ognuno di esprimere solidarietà verso chi si vuole, sarebbe però auspicabile, visto che il decreto Gelmini non pregiudica la scuola dell?infanzia, che gli insegnanti garantissero la loro presenza onde evitare di compromettere il diritto dei fanciulli al regolare svolgimento delle attività di formazione socio-educativa”. (Il Grecale)

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Scuola, via libera del Senato: il decreto Gelmini è legge (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

29 ottobre 2008 - 10.40 (Ultima Modifica: 29 ottobre 2008) Con 162 voti favorevoli e 134 contrati, il decreto sulla riforma della scuola voluto dal ministro Mariastelal Gelmini è diventato legge. A Palazzo Madama il dibattito si è infiammato con l'intervento del capogruppo del Partito democratico Anna Finocchiaro, che ha duramente attaccato il Governo citando Eugenio Montale e leggendo in aula una lettera "degli studenti del liceo Orazio" di Roma. La maggioranza ha risposto gridando "Pagliacci". Proseguono le proteste ovunque. Dura la replica del presidente dei senatori del Popolo della Libertà, Maurizio Gasparri: "Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni". "Per essere dei giovani rivoluzionari temono gia' i reumatismi - attacca Gasparri -. Non si e' mai vista contestazione piu' ridicola, piu' bugiarda e piu' manovrata dai partiti. Questo e' il punto. Questi ragazzi farebbero bene a riflettere su come siano stati manovrati. Fermare di fronte a qualche goccia di pioggia l'empito rivoluzionario dimostra che questo empito non esisteva". Cominciano ad arrivare i cortei studenteschi partiti da diversi punti della citta' per partecipare al sit-in di protesta che da ieri si svolge davanti a Palazzo Madama. Numerosa l'affluenza mentre i ragazzi che da questa mattina stazionano davanti al Senato cominciano a lanciare slogan contro il ministro e a ribadire la loro voglia di una scuola e di un'universita' pubblica. Intanto le forze dell'ordine come accaduto ieri, con alcuni blindati hanno chiuso il traffico in corso Rinascimento.

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L'ok del Senato al decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'ok del Senato al decreto Gelmini (29/10/2008 10:50) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - Con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astensioni , questa mattina, il Senato ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto Gelmini in materia di istruzione ed università. La seduta di stamattina proseguirà con il decreto-legge in materia di contrasto alla criminalità organizzata e all'immigrazione clandestina. Il Piano programmatico per la razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico contiene un quadro di interventi e misure volti a realizzare contestualmente sia il riassetto della spesa pubblica, sia l'ammodernamento e lo sviluppo del sistema scolastico, in attuazione della manovra finanziaria contenuta nel decreto-legge n. 112 del 2008. Lo schema di piano programmatico si articola in una premessa, nella indicazione dei criteri di predisposizione e in tre macroaeree di intervento (revisione degli ordinamenti scolastici; riorganizzazione della rete scolastica, compresi i centri di istruzione per gli adulti; razionale utilizzo delle risorse umane nelle scuole). Un apposito paragrafo è dedicato alla accelerazione delle procedure. 1. Revisione degli ordinamenti scolastici In merito ai piani di studio si prevede: · scuola dell'infanzia e primo ciclo di istruzione: armonizzazione delle Indicazioni nazionali di cui agli allegati A, B e C del d.lgs. n. 59 del 2004 con le Indicazioni per il curriculum proposte con la direttiva ministeriale n. 68 del 2007; · scuola secondaria di II grado: riesame per il sistema dei licei e numero contenuto di indirizzi per gli istituti tecnici e professionali. In relazione agli orari si prevede: · scuola dell'infanzia: orario obbligatorio solo nella fascia antimeridiana, impiegando un solo docente per sezione; · scuola primaria: preferenza per classi affidate ad un unico docente con un orario di 24 ore settimanali; l'insegnamento della lingua inglese sarà affidato ad un insegnante di classe opportunamente specializzato; · scuola secondaria di I grado: riduzione orario obbligatorio da 32 a 29 ore settimanali e a 36 ore nelle classi a tempo prolungato; · licei classico, linguistico, scientifico e delle scienze umane: orario settimanale obbligatorio massimo di 30 ore; · licei artistici, musicali e coreutici: orario settimanale obbligatorio di 32 ore; · istituti tecnici e professionali: orario settimanale non superiore a 32 ore. Sarà inoltre ridefinito l'assetto dei centri di istruzione per gli adulti. 2. Riorganizzazione della rete scolastica E' prevista l'individuazione, ad opera di un regolamento di delegificazione, di parametri e criteri per il dimensionamento e per l'individuazione dei punti di erogazione del servizio, che le regioni dovranno tenere presente nell'esercitare la loro competenza in materia di programmazione della rete scolastica. A questo proposito, occorre ricordare che è attualmente all'esame del Senato anche il già ricordato decreto-legge n. 154 del 2008, il cui articolo 3 stabilisce che i piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali, devono essere in ogni caso ultimati in tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica già a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno. Il Presidente del Consiglio dei ministri diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento; in caso di mancato adempimento delle regioni e degli enti locali competenti, il Consiglio dei ministri nomina un Commissario ad acta. 3. Razionale ed efficiente utilizzo delle risorse umane della scuola Tra le misure che il Governo prospetta sono previsti: · la ridefinizione dei criteri per la determinazione e la distribuzione delle dotazioni organiche in relazione alla revisione degli ordinamenti; · la ridefinizione dei criteri e dei parametri che presiedono alla formazione delle classi, attraverso l'elevazione del rapporto alunni/classi di 0,20 nell'anno scolastico 2009/2010 e di 0,10 in ciascuno dei due anni scolastici successivi; · il superamento delle attività di codocenza e il contenimento delle attività in compresenza tra docenti di teoria e insegnanti tecnico-pratici di laboratorio; · la riconduzione a 18 ore di tutte le cattedre di scuola secondaria di I e II grado; · la ridefinizione dell'organico dei docenti impegnati nei corsi di istruzione per gli adulti; · il sostegno allo sviluppo di sistemi di istruzione a distanza; · la piena attuazione della disciplina relativa alla determinazione dei posti di sostegno per gli alunni disabili di cui alla legge finanziaria 2008; · l'accorpamento delle classi di concorso che abbiano una comune matrice culturale; · l'istituzione di un ruolo specifico per i docenti inidonei per motivi di salute.

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Gelmini, stretta finale Al voto tra le tensioni (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMA 29-10-2008 Riforma. Ancora cortei e scintille politiche. Il ministro vede le associazioni dei genitori: incontro costruttivo Gelmini, stretta finale Al voto tra le tensioni Ed è allarme per il destino delle scuole paritarie Previsto per l'anno prossimo un taglio di 133 milioni Ï La protesta, come annunciato, non ferma il decreto che sarà approvato oggi dal Senato Berlusconi: «Studenti usati per lotta politica». Veltroni: ritirate la norma Ï Per tutta la giornata migliaia di giovani hanno manifestato davanti a Palazzo Madama. Cortei e assemblee anche nel resto del Paese Ï Lettera della Fism ai parlamentari: ripristinate il fondo per le paritarie Preoccupazione anche dalla Foe: e pensare che grazie a questi istituti lo Stato risparmia 6 miliardi Ï Da Agesc, Age, Cgd e Moige disponibilità a collaborare nell'elaborazione dei regolamenti attuativi sul tempo scuola D'ANGELO, LENZI, PAOLINI ALLE PAGINE 8/9

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Berlusconi: le preferenze non servono (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 29-10-2008)

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CRONACA 29-10-2008 Berlusconi: le preferenze non servono l'esecutivo «Voglio che in Europa vada gente altamente qualificata» Assicura di non «percepire» divisioni nella maggioranza, ma «se non sarà possibile fare una nuova legge non ci strapperemo i capelli» DA ROMA ARTURO CELLETTI « I o voglio che in Europa vada gente altamente qualificata e che in tutte le 23 commissioni ci siano professionisti di ciascuna materia...». Silvio Berlusconi sospira e va avanti. «Solo scegliendo noi chi va in lista, saremo sicuri di avere una rappresentanza capace di difendere gli interessi italiani. Con le preferenze sarebbe eletto chi è più capace a farsi promozione e inoltre si tornerebbe al finanziamento della politica, che è esattamente il contrario di quanto chiedono gli italiani che vogliono una politica limpida, pulita e trasparente». Ancora una pausa. Poi, come un attore consumato, il colpo finale. «Con le preferenze si tornerebbe alla stagione precedente ». Nel salone tecnologico del centro operativo della protezione civile alla periferia di Roma c'è chi ricorda al premier il messaggio del capo dello Stato: sulla riforme elettorale per le europee serve condivisione, serve un'ampia convergenza, serve un confronto costruttivo. Berlusconi capisce, annuisce, ma quell'appello non può essere raccolto. «Noi siamo sempre attenti alle suggestioni del presidente della Repubblica... Lo abbiamo sempre dimostrato e saremmo lieti di avere un'opposizione che, in una crisi finanziaria difficile come questa, lasciasse da parte la lotta politica e il contrasto contro di noi... Sfortunatamente ci troviamo ad avere un'opposizione che opportunisticamente approfitta di questo momento così delicato per andare allo scontro frontale». L'attacco è deciso. Frontale. «Leggete i giornali e gli insulti che mi rivolgono: abbiamo addirittura il leader dell'opposizione che dice che sono arrogante e che non conosco la democrazia». Non c'è dialogo. Non ci può essere. E Berlusconi lo dice con assoluta chiarezza. «È molto difficile se non impossibile avere relazioni decenti con l'opposizione». Berlusconi si muove a tutto campo e, in questa improvvisata conferenza stampa, riflette su come le proteste del mondo studentesco pesino sul governo. «È vero: la vicenda della scuola ha portato a qualche perdita di consenso nei confronti del ministro Gelmini e del governo... Ma solo perché c'è stata una vasta azione di disinformazione». Disinformazione? Il premier annuisce e va dritto. «Si è mentito e si mente spudoratamente sul decreto che riguarda la scuola primaria dove tutte le modifiche sono sacrosante e di semplice buon senso». Alza gli occhi alle telecamere e con il volto scuro affonda il colpo: «La cosa che potrebbe anche indignare è che si usino inconsapevoli ragazzi... Gli raccontano delle frottole per spingerli in strada e utilizzarli per fare lotta politica». La situazione non è facile. C'è la crisi economica, c'è l'emergenza scuola. La domanda è inevitabile: autunno caldo? Berlusconi abbozza un sorriso leggero e nega timori. «Io sono sereno e assolutamente indifferente a qualsiasi aumento di temperatura nella vita politica...». Prova a lavorare senza farsi condizionare da proteste e tensioni. Promette che «in settimana» cercherà di incontrare Abi e mondo delle imprese. Poi, annuncia approfondimenti sulla Finanziaria. Ma oggi i titoli sono sulla legge per le europee. E anche le domande. È possibile una marcia indietro? Berlusconi dice di non «percepire» divisioni nella maggioranza, ma certo «se non sarà possibile fare la riforma non ci strapperemo i capelli». Come dire: oggi le vere emergenze sono altre.

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Decreto, oggi al voto tra le polemiche (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 29-10-2008 Decreto, oggi al voto tra le polemiche DA ROMA ROBERTA D'ANGELO I l massimo che riesce a conquistare l'opposizione è un ritardo di due ore per l'approvazione del decreto legge per la scuola. Il Pd chiede e ottiene dal presidente del Senato il tempo necessario per dire la sua sugli emendamenti, ma il provvedimento firmato Gelmini verrà comunque votato questa mattina a Palazzo Madama. Le battute d'arresto dell'Aula ieri, tra la mancanza del numero legale e le richieste della capogruppo piddì Anna Finocchiaro, nulla possono per fermare il testo contro il quale si leva la protesta degli studenti. Così i parlamentari del Partito democratico e del-- l'Italia dei valori scesi in strada per schierarsi al fianco della contestazione non possono fare promesse, sapendo che non sarebbero mantenute. L'unica car- ta che gioca il partito di Veltroni è una proposta organica di riforma dell'Università. Esito scontato, dunque, dopo le assicurazioni del governo che nulla sarebbe cambiato, ma clima ugualmente molto teso durante i lavori dell'assemblea. La protesta studentesca sotto l'aula, poi, e la spola dei senatori dell'opposizione tra gli scranni e la piazza non fa che esacerbare gli animi. Dal Pd, il segretario Walter Veltroni continua a chiedere il ritiro del provvedimento e l'apertura di un tavolo di trattativa. E la risposta continua a essere un rifiuto categorico. Quando a sera, poi, la presidente dei senatori democratici si rivolge alla seconda carica dello Stato chiedendo una maggiore disponibilità di tempo per dire almeno la propria sul teso, le parole sono ormai lame che fendono l'aria. Finocchiaro dice a Schifani di essere «delusa» dal suo atteggiamento: «Nella scorsa legislatura contro quel banco volavano regolamenti e fascicoli se non si dava voce all'opposizione. Da noi nei suoi confronti non c'è stata mai mancanza di rispetto». Ma, continua, «lei sta andando avanti con le votazioni come nulla fosse, negando il diritto dell'opposizione ad argomentare il voto sugli emendamenti». Il presidente del Senato interrompe i lavori e convoca la conferenza dei capigruppo, per poi concedere il tempo richiesto. I toni della capogruppo, però, vengono stigmatizzati pesantemente dalla maggioranza. Finocchiaro si spiega con il presidente del Senato, che replica: «Accetto le scuse della presidente Finocchiaro, che ritengo sincere. Rinnovo la mia stima e l'alta considerazione per il ruolo dell'opposizione e per il ruolo del Pd in Parlamento». Il dibattito riprende e il decreto scivola verso l'approvazione. Ma le opposizioni non si danno pace. «Sulla scuola c'è un singolare gioco delle parti commenta il leader piddì Walter Veltroni perché dal governo non arriva nessuna proposta di riforma né sulla scuola né sull'università, ma solo proposte di tagli, è ora di dirlo chiaramente ». Mentre il Pd avanza le sue iniziative, convinto del fatto che sia necessaria una riforma all'insegna dell'innovazione e che «consenta al sistema scolastico e universitario di essere competitivo con il resto d'Europa». Veltroni si dice d'accordo sulla necessità di tagliare la spesa pubblica, ma «gli unici due settori in cui non bisogna intervenire sono proprio la scuola e l'università». E qui il Pd propone la sua riforma organica. Ma per la maggioranza la rottura è consumata. «Non ci facciamo intimidire dalle minacce», spiega il capogruppo pdl Maurizio Gasparri. Il presidente dei senatori della Lega Federico Bricolo parla di opposizioni colpevoli «di un comportamento scorretto e vergognoso». Il Pdl non si ferma: «Andremo avanti e cambieremo sia la scuola che l'università », assicura il vicecapogruppo Pdl Gaetano Quagliariello. Ieri bagarre a Palazzo Madama. Schifani attaccato dalla Finocchiaro: «Delusa dal suo atteggiamento»

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da Nord a Sud (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 29-10-2008 TORINO In duemila contro i tagli di bilancio Per il momento le lezioni, pur tra mille difficoltà, sono andate avanti. Ma anche a Torino cresce la protesta, tra gli studenti delle scuole superiori, contro la riforma Gelmini. C'erano anche loro, ieri pomeriggio, tra i quasi duemila manifestanti che hanno sfilato per le vie del capoluogo piemontese chiedendo a gran voce - con slogan e striscioni colorati - di mettere da parte la riforma avanzata dall'attuale governo. Un unico serpentone che ha messo insieme universitari, ricercatori, genitori e insegnanti, oltre appunto ai liceali, per dire no "alla privatizzazione dell'istruzione e ai tagli di bilancio". Quella di ieri, però, è stata soltanto una delle iniziative della contestazione pacifica che scuote le aule della maggior parte degli istituti piemontesi di secondo grado. Da alcuni giorni ormai i giovani manifestano la loro protesta con assemblee, sit-in e lezioni in piazza. Dal Cavour al Berti, dal Gioberti al Gobetti, tutti uniti in una piena che continua a gonfiarsi in vista del grande sciopero nazionale proclamato per il 30 ottobre. Per quella data, infatti, l'assemblea di studenti e studentesse "No Gelmini" sta organizzando un altro corteo. «La strada da seguire dicono gli studenti è quella dell'unione delle forze». Ecco dunque fioccare le iniziative comuni, come i presidi davanti al Miur o il concerto di alcune band studentesche che, lo scorso sabato sera, si sono esibite al centro sociale Askatasuna. Appuntamenti che da una scuola all'altra stanno coinvolgendo anche il resto della provincia di Torino e, in generale, tutto il Piemonte.( A. Vit.) da Nord a Sud

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Studenti in piazza sit-in al Senato E Roma va in tilt (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 29-10-2008)

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CRONACA 29-10-2008 Studenti in piazza sit-in al Senato E Roma va in tilt DA ROMA DANILO PAOLINI P er gli studenti che protestano contro il decreto Gelmini ieri era «meno uno al tramonto», parafrasando il gergo del servizio militare. Oggi, infatti, il Senato darà il via libera definitivo al provvedimento. Perciò una Capitale bagnata e caotica ha fatto nuovamente da sfondo a numerose e rumorose iniziative di contestazione: ancora occupazioni negli istituti superiori e in facoltà universitarie, lezioni in piazza con l'ombrello, cortei spontanei in centro che sono poi in gran parte confluiti in un lungo sit-in davanti a Palazzo Madama. Lì, in mattinata, qualche momento di tensione a causa di tre giovani che hanno tentato di scavalcare le transenne metalliche piazzate dalla polizia (uno avrebbe anche sputato verso un agente) ma sono stati fermati, identificati e poi rilasciati. Per il resto, nessun problema e tanto rumore. Per nulla, tuttavia, se come sembra la maggioranza parlamentare andrà per la sua strada. Loro comunque assicurano che non molleranno neanche in quel caso. «Bloccheremo Roma», minacciano gli universitari, ma a giudicare dal traffico sul lungotevere, più infernale del solito, la missione è già compiuta. E giurano che il movimento non si ferma di fronte alla divisioni politiche, che pure ci sono e creano qualche problema. I ragazzi del Blocco studentesco (destra radicale) ci provano a unire le forze al grido di «né rossi né neri, liberi pensieri», ma quelli dell'Unione degli studenti (sinistra) ci tengono a far sapere di «non avere nulla a che fare con formazioni di destra». Così quando i primi intonano l'Inno di Mameli, gli altri fischiano e rispondono con Bandiera Rossa e il coro «siamo tutti antifascisti». Tutti quanti concordano, comunque, sulla cifra dei manifestanti davanti al Senato che fissano, probabilmente esagerando, in 10mila. Per un po', in serata, sono da annoverare nel totale anche alcuni senatori del Partito democratico e dell'Italia dei Valori, che escono dal palazzo per informare i dimostranti del temporaneo stop ai lavori, dovuto a contrasti sui tempi delle dichiarazioni di voto. La notizia esalta la giovane folla, che esplode in un boato: «Uniti facciamo paura!». Alle spalle di liceali e universitari in fermento, piazza Navona resta la solita incantevole cornice per i turisti di tutto il mondo, seduti ai tavolini dei bar malgrado l'acqua insistente e il frastuono, colorato di ombrelli e di palloncini gialli con su scritto: «Polizia arrestaci tutti». Gli uomini del reparto mobile della Questura e i carabinieri, abituati a situazioni ben più agitate, controllano tranquilli, qualcuno sorride. Le strade circostanti sono state chiuse perfino al transito pedonale, in modo da convogliare i vari spezzoni di corteo nella direttrice che da corso Vittorio Emanuele conduce alla piazza e quindi alla Corsia agonale, proprio di fronte all'ingresso principale di Palazzo Madama. Gli altoparlanti piazzati su un furgone trasmettono la colonna sonora della protesta: le note di Franco Battiato, di Rino Gaetano e del ruspante rapper 'Piotta' si mescolano con i bassi ossessivi della musica house e techno. A un certo punto irrompe perfino Ace of spades dei Motorhead, metallari inglesi d'annata, l'arma migliore per far tremare sul serio il Palazzo della politica, o almeno i vetri alle finestre. E oggi si replica. Ma ci sono anche studenti che si schierano con il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, come quelli di Azione studentesca e Azione universitaria, vicini ad Alleanza nazionale, e quelli di Alternativa studentesca e Studenti per la libertà (Forza Italia), che ieri si sono confrontati al teatro Capranica con i parlamentari del Pdl. Secondo Michele Pigliucci, presidente di Azione studentesca, le manifestazioni di protesta «sono strumentalizzate dalla classe docente» che teme di perdere i suoi privilegi di casta proprio a causa della legge 133. «Non è giusto sottolineano i giovani di centrodestra che una minoranza di studenti blocchi la possibilità di studio a tutti gli altri». Cortei, contestazioni, lezioni sotto l'ombrello e l'assedio a Palazzo Madama bloccano la città. Protesta comune dei ragazzi di sinistra e di destra E solito balletto di cifre

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Mannaia sui fondi delle scuole paritarie (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 29-10-2008)

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CRONACA 29-10-2008 Mannaia sui fondi delle scuole paritarie Allarme della Fism: la Finanziaria taglia 133 milioni di euro. A rischio l'esistenza DA MILANO ENRICO LENZI L a scure dei tagli colpisce anche la scuola paritaria. L'amara notizia arriva con il testo della manovra finanziaria per il 2009: ben 133 milioni di euro in meno in un capitolo di bilancio che ne conta complessivamente 534. Un taglio secco del 24,9% dell'intera somma destinata a quasi 11mila istituti, tra scuole dell'infanzia e scuola primaria paritaria. Nel contempo il taglio imposto mediamente ai ministeri si aggira soltanto intorno al 10%. Ma a rendere questo taglio ancora più pesante sono le condizioni di partenza differenti in cui la scuola paritaria si trova rispetto a quella statale, pur partecipando all'unico sistema scolastico pubblico nazionale. Il tutto con «una previsione di riduzioni progressive anche nei prossimi anni ». A lanciare l'allarme è stata la Federazione delle scuole materne di ispirazione cristiana (Fism), che ha voluto far sentire la propria voce direttamente ai deputati e ai senatori delle commissioni Bilancio e Istruzione dei due rami del Parlamento. «Un taglio ingiustificato si legge nella lettera recapitata ai parlamentari che stanno discutendo il testo della Finanziaria che metterebbe anche le scuole della Fism, che rappresentano il 60% delle scuole paritarie, in condizione di non assicurare la prosecuzione del servizio per gli oltre 500mila bambini che le frequentano ». Una preoccupazione condivisa dall'intero sistema della scuola paritaria, che riunisce anche la Fidae, il Faes e la Foe. «Ci pare la più triste smentita a quanti in questi giorni nelle piazze ripetono slogan nei quali sostengono che si tolgono soldi alle scuole statali per darli alle cosiddette private» commenta in una nota la Federazione Opere Educative, che riunisce le scuole pa- ritarie della Compagnia delle Opere. Ma anche l'Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc) ha espresso la propria preoccupazione per questo taglio direttamente al ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. «Una preoccupazione comprensibile spiega Luigi Morgano, segretario nazionale della Fism , anche perché la riduzione dei già magri fondi destinati alle scuole materne ed elementari, provocherebbe inevitabilmente un aumento delle rette per i genitori. Rette che comunque le famiglie già oggi devono so- stenere nonostante lo stanziamento dei 534 milioni di euro». Cifra, quest'ultima, «invariata da ben otto anni » per quasi un milione di bambini e ragazzi. Ma quello che burocraticamente il ministero di viale Trastevere considera come una spesa nel proprio bilancio, dovrebbe invece essere «guardato come un capitolo di risparmio per lo Stato commenta Morgano della Fism vidio sto che l'esistenza delle nostre scuole, dalle materne alle superiori, rappresenta un risparmio per lo Stato, dato che non se ne devono far carico economicamente come accade per gli studenti delle statali». Un risparmio complessivo di oltre 6 miliardi di euro, come ha quantificato in una propria indagine l'Agesc qualche mese fa. I conti sono presto fatti: basta prendere il costo me- di un iscritto nella scuola statale e moltiplicarlo per il numero degli studenti della scuola non statale, in ogni ordine e grado. Secondo i dati 2007 lo Stato spende per gli iscritti delle statali 6.116 euro alla materna, 7.366 alle elementari, 7.688 alle medie e 8.108 alle superiori, mentre spende per gli studenti delle paritarie 584 euro alla materna, 866 alla primaria, 106 alla media e 51 euro alle superiori. Alla fine i conti dimostrano che lo Stato non gestendo il milione di studenti degli istituti paritari, risparmia 3,436 miliardi di euro alle materne, 1,202 miliardi nelle elementari, 496 milioni per le medie e 1,110 miliardi alle superiori. Appunto per un totale di 6 miliardi e 245 milioni di euro. A preoccupare le organizzazioni della scuola paritaria, è anche il fatto che questo taglio di 133 milioni di euro, rischia di aggiungersi ad eventuali tagli finanziari degli Enti locali, che «da sempre sostengono soprattutto le scuole dell'infanzia riconoscendone il servizio e la qualità dell'offerta formativa» sottolinea Morgano. L'invito rivolto ai tutti i parlamentari, ad iniziare da quelli della maggioranza, e al governo, ribadiscono Fism e Foe, è di «ripristinare immediatamente la cifra iniziale, riconoscendo che tagli a questo capitolo di bilancio rappresenterebbe un colpo all'economia di migliaia di famiglie e al loro diritto di libertà di scelta in campo educativo». La speranza è che in fase di esame in Aula si accolga l'invito rivolto dalla stessa commissione Istruzione del Senato, che subordina il parere positivo al «reintegro della somma relativa alla scuola paritaria». Voci in tal senso si sono levate da diverse parti politiche. «Ci auguriamo dice il segretario nazionale della Fism che si ottenga il risultato con un voto bipartisan ». Preoccupazione condivisa anche dalla Foe: un colpo alla nostra sopravvivenza E l'Agesc ricorda: grazie a questi istituti lo Stato risparmia oltre 6 miliardi La norma contenuta nel testo discusso in Parlamento. Invito delle commissioni al governo: ripristinare l'intero capitolo

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Ma cosa dice questa legge 133? (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ma cosa dice questa legge 133? COSA DICE LA LEGGE - Quando si parla di “legge 133” e di “riforma Gelmini” si fa riferimento a tutta una serie di nuove misure che, fra gli altri, interessano anche la scuola e l'università. La legge 133 del 6 agosto 2008 è infatti la conversione in legge di un decreto (n.112 del 25 giugno 2008) che reca “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” e che non è quindi incentrato solo sul mondo dell'istruzione. Ecco alcune delle novità più importanti in ambito scolastico – universitario: TAGLI- La legge prevede il taglio di 1.441,5 milioni di euro al fondo di finanziamento ordinario (FFO) nel quinquennio 2009/2013. BLOCCO DEL TURN-OVER - al di sotto del 20% fino al 2011: questo significa che ci sarà una nuova assunzione del personale universitario ogni dieci posti liberati. LE UNIVERSITA' POSSONO TRASFORMARSI IN FONDAZIONI PRIVATE – A decidere la trasformazione è il Senato accademico a maggioranza assoluta (50%+1): la decisione deve essere approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. L'università diventerà fondazione dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera. Le fondazioni, si dice nel testo di legge, hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, ma non sono enti commerciali e non è ammessa in ogni caso la distribuzione di utili. In sostanza, nessuno si può arricchire: se ci sono dei soldi in più, vanno destinati alle attività universitarie. IL MAESTRO UNICO- La riforma affida le classi a un unico insegnante con un orario di 24 ore a settimana. (il contratto fissa il limite delle 22 ore). Al maestro saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religion. RAPPORTO ALUNNI DOCENTI – Il comma 1 dell'articolo 64 della legge prevede dall'anno scolastico 2009/2010 che siano adottati provvedimenti e misure volte ad incrementare di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2011/2012. ORGANICI – Il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) dovrà subire una riduzione complessiva nel triennio 2009-2011 del 17% della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007-2008. PROGRAMMI –Nelle scuole si prevede la stesura entro dodici mesi dall'entrata in vigore del decreto l'adozione di uno o più regolamenti basati sui criteri di razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti, la ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi e altri. Per leggere il testo integrale della legge clicca qui

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Proteste contro la Gelmini Il Pdl: <È disinformazione> (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 IL DECRETO SULLA SCUOLA. Gli studenti assediano il Senato. Bagarre in Aula Proteste contro la Gelmini Il Pdl: «È disinformazione» Il caso giudiziario Roma, la procura apre un?inchiesta sulla situazione al Giulio Cesare3   Cortei in tutta Italia. Scuole occupate e - dopo la denuncia del preside - primo fascicolo d?inchiesta sul blocco del liceo romano ?Giulio Cesare?. Il popolo del ?no? al decreto della Gelmini ha intensificato la mobilitazione. Epicentro della protesta Palazzo Madama. Intanto la maggioranza procede a testa bassa verso l?approvazione del decreto. E il Pdl parla di «vasta disinformazione e di falsità enormi». 3  

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SCUOLA / 1 Quando manca la competenza (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 SCUOLA / 1 Quando manca la competenza Gentile direttore, i tagli alla spesa sono necessari e sarebbe davvero un bene se i richiami al senso di responsabilità e le sagge parole del presidente Napolitano fossero finalmente ascoltati e accolti. Ma purtroppo né il Governo né dall?opposizione si registrano segnali in tal senso. Anzi: l?opposizione continua ad assecondare la protesta provocata dal disagio e dall?insicurezza di giovani precari e famiglie; il Governo anziché promuovere il dialogo ed offrire i chiarimenti, minaccia (anche se poi frena) repressione e intervento della forza pubblica. Intanto il Paese rischia di pagare un prezzo altissimo alla demagogia alla superficialità ed all?incompetenza di chi avrebbe dovuto farsi carico delle difficoltà e ha preferito invece le scorciatoie della propaganda e della popolarità a buon mercato. Se il ruolo di Tremonti era quello di ridurre la spesa per strutture pubbliche che funzionano male e costano molto (e fra esse non poteva non considerare la scuola e l?università), quello del ministro dell?istruzione era indicare come e dove i tagli dovevano essere effettuati. Questo non è stato fatto. Anzi, la scarsa conoscenza dei problemi da affrontare ha spinto il ministro Gelmini o ad intervenire nel modo sbagliato e su bersagli sbagliati o a rifugiarsi nelle frivolezze e nelle chiacchiere da rotocalco. In conferenza stampa, a propria difesa, il Governo ha sciorinato le cifre della nostra Caporetto universitaria: abnorme moltiplicazione delle sedi e dei corsi, nepotismo sfrontato, cattedre senza allievi istituite solo per favorirne il titolare, ecc. ecc. ecc. Peccato che nessun provvedimento del ministro vada a toccare queste realtà. Il cosiddetto decreto Gelmini parla di grembiuli, di voti in condotta alle elementari, confonde tempo pieno e tempo prolungato, maestro unico e maestro prevalente ed altre perle di tal fatta. Nulla dice dell?università, che è affrontata invece nella legge finanziaria e non per chiudere le sedi di Camerino, di Castro Villari o dell?Istituto Pio V, come si potrebbe arguire dalle dichiarazioni del ministro, ma per tagliare i fondi al Politecnico di Milano od alle facoltà scientifiche della Sapienza e della Normale. Il presidente del Consiglio si è impegnato in prima persona a difesa del suo ministro e ha reagito con fermezza alla sfida delle piazze e delle opposizioni. Comportamento apprezzabile sul piano personale, ma che rischia di portare il Governo in un vicolo cieco e di far pagare al Paese un prezzo troppo alto a causa dell?inadeguatezza del ministro. A differenza di Bossi non ritengo sia necessario essere insegnanti o aver insegnato per avere un buon ministro dell?Istruzione, ma in questo ruolo come in ogni altro posto di responsabilità è necessario conoscere l?argomento di cui ci si occupa, è necessario studiare, capire e ascoltare prima di decidere: esattamente ciò che il ministro Gelmini non ha fatto. Guglielmo Castagnetti

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Il Senato vota sotto l'assedio degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 LA BATTAGLIA SULLA SCUOLA. Oggi il varo in Parlamento della contestata legge: in 10 mila si sono riversati di fronte a Palazzo Madama. Le proteste vanno avanti Il Senato vota sotto l?assedio degli studenti Cortei, fiaccolate e sit-in in tutta Italia. E domani scatta lo sciopero generale indetto dai sindacati Berlusconi attacca: «Strumentalizzati i ragazzi in piazza» Manifestazione nazionale: nella capitale in arrivo nove treni speciali e mille pullman Inchiesta su un liceo occupato   ROMA Un voto dato oggi per scontato al Senato e uno sciopero generale, domani, che promette di portare in piazza migliaia e migliaia di persone e, intanto, scalda gli animi: in vista di questi due appuntamenti il mondo della scuola e dell?università ieri non ha risparmiato energie nel protestare. Palazzo Madama, dove è ripreso - con toni accesi - il dibattito sul contestato decreto Gelmini, è stato preso d?assedio dagli studenti sin dal mattino - una protesta a tratti rumorosa, con qualche scaramuccia tra sigle di opposti schieramenti ma tutto sommato pacifica. Cortei, manifestazioni e fiaccolate hanno attraversato il Paese come un ideale serpentone di dissenso: un corteo itinerante tra le facoltà occupate a Torino, dove stasera si è svolta una fiaccolata; banchi e lavagne in strada a Napoli; una breve ma simbolica occupazione dei binari della stazione ferroviaria a Viareggio; un lungo corteo di studenti a Bari. E poi ancora migliaia di universitari e studenti delle superiori in piazza a Perugia, bimbi travestiti da fantasmini in piazza Maggiore a Bologna in difesa della scuola pubblica, lezioni in piazza davanti al Colosseo (nonostante la pioggia) e a piazza San Marco a Venezia. A Milano una fiaccolata promossa da Rete Scuole a Milano ha raccolto oltre un migliaio di persone (secondo gli organizzatori) tra bambini, genitori, insegnanti e studenti. E ancora: autogestioni e occupazioni da Bolzano a Caltanissetta. La vigilia del voto al contestato decreto Gelmini è stata contrassegnata da una miriade di iniziative, compreso lo sciopero della fame annunciato da un papà romano (M.S.,funzionario del ministero dell?Ambiente) preoccupato per il futuro dei suoi tre figli in età scolare. A Roma i cortei di protesta sono stati almeno sette: nonostante la pioggia battente gli studenti hanno invaso le strade della Capitale per chiedere a gran voce il ritiro del decreto.Il Senato è stato preso d?assedio da oltre 10 mila persone. Sono arrivati a piccoli gruppi in mattinata e c?è stato pure qualche screzio: l?Unione degli studenti ha preso le distanze dalle formazioni di destra pure presenti in piazza accusandole di violenza gratuita. Le dichiarazioni di voto, in Aula, sono andate avanti fino a tarda sera. Complice un violento nubifragio che si è abbattuto sulla Capitale, gli studenti che hanno assediato il Senato in sit-in, hanno poi deciso di non passare la notte in piazza ma di tornare nelle università a proseguire le occupazioni, o a casa. L?appuntamento, con ogni probabilità sempre di fronte al Senato, è fissato per stamattina, quando ci sarà il voto. Intanto la lunga marcia di avvicinamento allo sciopero generale della scuola è quasi finita: domani il mondo della scuola (ma anche quello dell?università) scenderà in piazza a Roma. La macchina organizzativa si è messa in moto: nove treni speciali, mille pullman, e tanti, tantissimi manifestanti fai da te. I sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) contano su grandi numeri e parlano di una «data che resterà nella memoria». Sul palco ci saranno anche i tre big di Cgil, Cisl e Uil: Epifani, Bonanni e Angeletti.   «Sono sereno e indifferente a qualunque aumento della temperatura politica». Il premier Silvio Berlusconi non si scompone Sulla scuola, conferma che il Pdl non si fermerà, è convinto che esista una maggioranza silenziosa a favore del decreto e attacca. «C?è stata una vasta disinformazione e delle falsità enormi sulle delle modifiche che sono di buon senso», ha detto. «La vicenda della scuola ha portato a perdere qualche consenso al ministro Gelmini e al governo». «La cosa che potrebbe indignare», ha aggiunto, «è che si usano inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole, per fare massa in strada e usarli per scopi di lotta politica». Quanto alla nuova legge: «I genitori, tra un po? di tempo, si renderanno conto della bontà di questa riforma». La Gelmini ieri ha incontrato al ministero le associazioni dei genitori accreditate e nel pomeriggio ha assistito all?aspro dibattito in Senato. Al teatro Caprarica a Roma tutti i rappresentanti degli studenti di centrodestra - Azione studentesca, Azione universitaria, giovani di Forza Italia, Studenti per la libertà - hanno invece incontrato i gruppi parlamentari del Pdl, favorevoli alla riforma Gelmini. Tutti hanno attaccato chi «strumentalizza» e lancia «messaggio d'odio, insulti contro il ministro». L?idea originale del Pdl ieri era quella di organizzare un «Gelmini day», un Palazzetto dello sport gremito di studenti di centrodestra pronti a sostenere la riforma. Ma gli stessi studenti favorevoli alla riforma hanno invece frenato su una manifestazione pro Gelmini. E alla fine, dibattito al teatro.   La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo dopo l?occupazione del Liceo Classico «Giulio Cesare», uno dei piu noti della capitale, da parte del movimento degli studenti. L?occupazione dell?edificio scolastico, in corso Trieste, è avvenuta lunedì sera. L?ipotesi di reato è quella contemplata 633 del codice penale ovvero invasione di edificio pubblico e si sta valutando anche quella di interruzione di pubblico servizio. L?iniziativa della procura è scaturita come atto dovuto dopo una denuncia del preside.  

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Gelmini, voto tra le proteste (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 IL NODO SCUOLA. Gli studenti assediano il Senato. Cortei e blocchi in tutta Italia Gelmini, voto tra le proteste Bagarre anche in Aula sull?ostruzionismo. Oggi via libera al decreto   Cortei in tutt?Italia, scuole occupate e prima inchiesta sull?occupazione di un liceo (a Roma). Alla vigilia del varo in Senato del contestato decreto sul maestro unico e all?antivigilia dello sciopero nazionale della scuola, si è intensificata la mobilitazione del «no» al ministro dell?Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini. Epicentro delle proteste Palazzo Madama, dove oggi ci sarà il voto finale, assediato da cortei, di studenti e universitari, poi anche dei Cobas. Bagarre anche in Aula, con momenti di tensione quando l?opposizione ha tentato di ricorrere all?arma dell?ostruzionismo per rallentare l?esame degli emendamenti. Ma la maggioranza ha proceduto decisa verso l?approvazione del decreto Gelmini, tra le rumorose proteste dell?opposizione e l?ennesimo appello del leader del Partito democratico Veltroni a ritirarlo, «C?é stata una vasta disinformazione e falsità enormi su modifiche che sono di buon senso», ha ribadito il premier Berlusconi. E il ministro Gelmini ha cercato di spiegare le misure prese alle associazioni delle famiglie.3

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Occupazioni, libertà dell'università e uso della forza (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 La protesta nelle scuole Occupazioni, libertà dell?università e uso della forza Il dilemma: è lecita l?occupazione? Fa parte dei diritti della democrazia o è una violenza sugli altri? La rivolta è la trave scagliata fra le ruote del treno lanciato dei consensi di questo governo   Polizia o non polizia, il modo in cui il premier Berlusconi pone il problema della contestazione nelle scuole resta lo stesso: è lecita l?occupazione? Fa parte dei diritti della democrazia, o è una violenza degli uni sugli altri? Secondo il capo del governo, è una violenza, aggravata dal fatto che gli uni, quelli che la compiono, sono meno numerosi degli altri, quelli che la subiscono. Quindi è una violenza di pochi contro molti. Poiché scuole e università sono dello Stato, è una violenza contro lo Stato. Poiché gli studenti che vorrebbero entrare e sentire le lezioni sono lì a spese delle loro famiglie (e in questo momento, mantenere un figlio all?università vuol dire rinunciare al pane e al burro), è una violenza contro le famiglie. Poiché ministero dell?Istruzione e presidenza del Consiglio invitano a lasciar agibili le scuole, l?occupazione è una violenza contro le istituzioni. A questo punto il ministro dell?Istruzione Gelmini ha fatto un altro passettino avanti, e aggiunge la frase semplice e terribile: «È terrorismo». Se è terrorismo, l?uso della forza è indispensabile. Ma i contestatori osservano che qui si tratta dell?università. Università e uso della forza sono due contrari. La polizia nell?università non può mandarla un ministro o il presidente del Consiglio, può chiamarla soltanto il rettore, se è stato commesso un crimine. L?università vive nella libertà, sotto la violenza muore. L?università è nata e si mantiene come palestra della ragione, uso della logica, accettazione e verifica dei nuovi saperi: nello scontro tra due tesi contrarie, deve prevalere quella che per razionalità interna è più solida, non quella che è appoggiata dalle forze armate. È giusto ed è nobile che sia così: l?insegnamento e lo studio come educazione a riconoscere agli altri la stessa dignità che pretendiamo per noi. Ma l?occupazione è questo? L?occupazione è a sua volta un uso della forza che si basa su un concetto: prima abbiamo detto che, se le istituzioni invitano a lasciar agibili le scuole, l?occupazione è una violenza contro le istituzioni, adesso aggiungiamo: se le istituzioni sono legittimamente ricoperte. Nella mente di chi occupa, e di chi difende il diritto all?occupazione, si agita in realtà il pensiero opposto: che in questo momento «le istituzioni non siano legittimamente ricoperte», ma funzionino in senso anti-democratico, e dunque la violenza contro di esse è un recupero della democrazia. Questo spiega perché le occupazioni di scuole e università vengono sempre usate come strumento per la messa in crisi del governo in carica. Il ?68 insegna. Quando scoppia una rivolta studentesca, l?opposizione soffia sul fuoco, con la speranza che il governo bruci. Ma nel ?68 l?incendio bruciò tutta l?Europa, e dunque quello fu un incendio generazionale, adesso questo rogo brucia solo l?Italia, e dunque qui c?è un problema politico nazionale. Il problema politico è che il governo ha un consenso che si aggira sul 60 per cento e fa tutte le riforme che vuole, e l?opposizione non ha i numeri per ostacolarlo. Quando si dice che il governo ha il 60 per cento, non si dice che l?opposizione ha il restante 40 per cento, perché da quel 40 va tolto Di Pietro, ormai avviato a far la fine di Bertinotti. La maggioranza è un treno che corre, chi dice verso il progresso chi dice verso la recessione. L?opposizione non riesce a fermarlo. La rivolta nelle scuole è la trave scagliata fra le ruote del treno, nella speranza di bloccarlo.  

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Il Senato vota sotto l'assedio degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)

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Mercoledì 29 Ottobre 2008 LA BATTAGLIA SULLA SCUOLA. Oggi il varo in Parlamento della contestata legge: in 10 mila si sono riversati di fronte a Palazzo Madama. Le proteste vanno avanti Il Senato vota sotto l?assedio degli studenti Cortei, fiaccolate e sit-in in tutta Italia. E domani scatta lo sciopero generale indetto dai sindacati Berlusconi attacca: «Strumentalizzati i ragazzi in piazza» Manifestazione nazionale: nella capitale in arrivo nove treni speciali e mille pullman Inchiesta su un liceo occupato   ROMA Un voto dato oggi per scontato al Senato e uno sciopero generale, domani, che promette di portare in piazza migliaia e migliaia di persone e, intanto, scalda gli animi: in vista di questi due appuntamenti il mondo della scuola e dell?università ieri non ha risparmiato energie nel protestare. Palazzo Madama, dove è ripreso - con toni accesi - il dibattito sul contestato decreto Gelmini, è stato preso d?assedio dagli studenti sin dal mattino - una protesta a tratti rumorosa, con qualche scaramuccia tra sigle di opposti schieramenti ma tutto sommato pacifica. Cortei, manifestazioni e fiaccolate hanno attraversato il Paese come un ideale serpentone di dissenso: un corteo itinerante tra le facoltà occupate a Torino, dove stasera si è svolta una fiaccolata; banchi e lavagne in strada a Napoli; una breve ma simbolica occupazione dei binari della stazione ferroviaria a Viareggio; un lungo corteo di studenti a Bari. E poi ancora migliaia di universitari e studenti delle superiori in piazza a Perugia, bimbi travestiti da fantasmini in piazza Maggiore a Bologna in difesa della scuola pubblica, lezioni in piazza davanti al Colosseo (nonostante la pioggia) e a piazza San Marco a Venezia. A Milano una fiaccolata promossa da Rete Scuole a Milano ha raccolto oltre un migliaio di persone (secondo gli organizzatori) tra bambini, genitori, insegnanti e studenti. E ancora: autogestioni e occupazioni da Bolzano a Caltanissetta. La vigilia del voto al contestato decreto Gelmini è stata contrassegnata da una miriade di iniziative, compreso lo sciopero della fame annunciato da un papà romano (M.S.,funzionario del ministero dell?Ambiente) preoccupato per il futuro dei suoi tre figli in età scolare. A Roma i cortei di protesta sono stati almeno sette: nonostante la pioggia battente gli studenti hanno invaso le strade della Capitale per chiedere a gran voce il ritiro del decreto.Il Senato è stato preso d?assedio da oltre 10 mila persone. Sono arrivati a piccoli gruppi in mattinata e c?è stato pure qualche screzio: l?Unione degli studenti ha preso le distanze dalle formazioni di destra pure presenti in piazza accusandole di violenza gratuita. Le dichiarazioni di voto, in Aula, sono andate avanti fino a tarda sera. Complice un violento nubifragio che si è abbattuto sulla Capitale, gli studenti che hanno assediato il Senato in sit-in, hanno poi deciso di non passare la notte in piazza ma di tornare nelle università a proseguire le occupazioni, o a casa. L?appuntamento, con ogni probabilità sempre di fronte al Senato, è fissato per stamattina, quando ci sarà il voto. Intanto la lunga marcia di avvicinamento allo sciopero generale della scuola è quasi finita: domani il mondo della scuola (ma anche quello dell?università) scenderà in piazza a Roma. La macchina organizzativa si è messa in moto: nove treni speciali, mille pullman, e tanti, tantissimi manifestanti fai da te. I sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) contano su grandi numeri e parlano di una «data che resterà nella memoria». Sul palco ci saranno anche i tre big di Cgil, Cisl e Uil: Epifani, Bonanni e Angeletti.

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Occupazioni, libertà dell'università e uso della forza (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 La protesta nelle scuole Occupazioni, libertà dell?università e uso della forza Il dilemma: è lecita l?occupazione? Fa parte dei diritti della democrazia o è una violenza sugli altri? La rivolta è la trave scagliata fra le ruote del treno lanciato dei consensi di questo governo   Polizia o non polizia, il modo in cui il premier Berlusconi pone il problema della contestazione nelle scuole resta lo stesso: è lecita l?occupazione? Fa parte dei diritti della democrazia, o è una violenza degli uni sugli altri? Secondo il capo del governo, è una violenza, aggravata dal fatto che gli uni, quelli che la compiono, sono meno numerosi degli altri, quelli che la subiscono. Quindi è una violenza di pochi contro molti. Poiché scuole e università sono dello Stato, è una violenza contro lo Stato. Poiché gli studenti che vorrebbero entrare e sentire le lezioni sono lì a spese delle loro famiglie (e in questo momento, mantenere un figlio all?università vuol dire rinunciare al pane e al burro), è una violenza contro le famiglie. Poiché ministero dell?Istruzione e presidenza del Consiglio invitano a lasciar agibili le scuole, l?occupazione è una violenza contro le istituzioni. A questo punto il ministro dell?Istruzione Gelmini ha fatto un altro passettino avanti, e aggiunge la frase semplice e terribile: «È terrorismo». Se è terrorismo, l?uso della forza è indispensabile. Ma i contestatori osservano che qui si tratta dell?università. Università e uso della forza sono due contrari. La polizia nell?università non può mandarla un ministro o il presidente del Consiglio, può chiamarla soltanto il rettore, se è stato commesso un crimine. L?università vive nella libertà, sotto la violenza muore. L?università è nata e si mantiene come palestra della ragione, uso della logica, accettazione e verifica dei nuovi saperi: nello scontro tra due tesi contrarie, deve prevalere quella che per razionalità interna è più solida, non quella che è appoggiata dalle forze armate. È giusto ed è nobile che sia così: l?insegnamento e lo studio come educazione a riconoscere agli altri la stessa dignità che pretendiamo per noi. Ma l?occupazione è questo? L?occupazione è a sua volta un uso della forza che si basa su un concetto: prima abbiamo detto che, se le istituzioni invitano a lasciar agibili le scuole, l?occupazione è una violenza contro le istituzioni, adesso aggiungiamo: se le istituzioni sono legittimamente ricoperte. Nella mente di chi occupa, e di chi difende il diritto all?occupazione, si agita in realtà il pensiero opposto: che in questo momento «le istituzioni non siano legittimamente ricoperte», ma funzionino in senso anti-democratico, e dunque la violenza contro di esse è un recupero della democrazia. Questo spiega perché le occupazioni di scuole e università vengono sempre usate come strumento per la messa in crisi del governo in carica. Il ?68 insegna. Quando scoppia una rivolta studentesca, l?opposizione soffia sul fuoco, con la speranza che il governo bruci. Ma nel ?68 l?incendio bruciò tutta l?Europa, e dunque quello fu un incendio generazionale, adesso questo rogo brucia solo l?Italia, e dunque qui c?è un problema politico nazionale. Il problema politico è che il governo ha un consenso che si aggira sul 60 per cento e fa tutte le riforme che vuole, e l?opposizione non ha i numeri per ostacolarlo. Quando si dice che il governo ha il 60 per cento, non si dice che l?opposizione ha il restante 40 per cento, perché da quel 40 va tolto Di Pietro, ormai avviato a far la fine di Bertinotti. La maggioranza è un treno che corre, chi dice verso il progresso chi dice verso la recessione. L?opposizione non riesce a fermarlo. La rivolta nelle scuole è la trave scagliata fra le ruote del treno, nella speranza di bloccarlo.

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Fiaccole e lumini contro il "buio" della scuola (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 IN PIAZZA DEI SIGNORI. Oggi alle 17.30 il movimento ?Difesa della scuola pubblica? Fiaccole e lumini contro il ?buio? della scuola «Un bene comune, il ministro dovrà ritirare il decreto»     Anna Madron Fiaccole, candele e lumini ?per contrapporre la luce della speranza al buio tenebroso che il ministro Gelmini vuole far cadere sulla scuola pubblica?. Dopo i dibattiti, i sit-in, le pagine a pagamento sui giornali arriva anche la veglia serale che l?assemblea in difesa della scuola pubblica organizza questa sera in piazza dei Signori a partire dalle 17.30 fino a notte fonda. L?invito è aperto non solo agli insegnanti e al personale Ata, ma anche a studenti, genitori, cittadini che non condividono la sostanza del decreto che oggi, mercoledì 29 ottobre, sarà approvato in Senato. «La mobilitazione di stasera vuole essere un segnale di protesta proprio il giorno del voto in senato - spiegano Flavio Foralosso e Francesco Casale, insegnanti del movimento ?Difesa della scuola pubblica? - vogliamo ribadire che la scuola è un bene comune a cui teniamo molto, al punto che proseguiremo con le agitazioni fino a quando il governo non sarà costretto a ritirare il decreto Gelmini, in particolare gli articoli ?64? e ?66? della legge ?133? approvati quest?estate». Queste le richieste che verranno formulate anche domani, in occasione dello sciopero generale, indetto da Cgil Cisl Snals e Gilda. cui è prevista ampia adesione. «È importante - proseguono i docenti - sottolineare il legame che intercorre tra i due decreti. Non è sufficiente infatti chiedere il ritiro del ddl Gelmini, ma è fondamentale anche chiedere l?abrogazione dell?art.64 del ?133?, perché è qui che si concentra il ridimensionamento della scuola. È qui che si prevedono gli 8 miliardi di euro di tagli in tre anni, la riduzione di 87.400 posti di lavoro per i docenti e di 44.500 per il personale Ata, l?aumento degli alunni per classe, la chiusura degli istituti ?sottodimensionati?, l?abolizione del tempo pieno. Per non parlare poi della reintroduzione del maestro unico, che va a ?restaurare? e non a ?riformare? il modello formativo di insegnamento». Infine un interrogativo. «Come si può pensare - si chiedono gli insegnanti - di garantire un servizio di qualità, riducendo drasticamente i fondi? Per questo - conclude il documento - riteniamo fondamentale mobilitarci e le dichiarazioni di Berlusconi di questi giorni ci stanno dando ancora più forza, siamo ancora più convinti che bisogna intensificare le iniziative, l?informazione, l?intreccio di relazioni tra le varie componenti della scuola e riuscire a trasformare la difesa dell?istruzione pubblica in una battaglia che esca dagli edifici scolastici e coinvolga tutta la cittadinanza».

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Se la ministrina cade sulla sdrùcciola (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 Specchio italiano Se la ministrina cade sulla sdrùcciola Eppure la titolare dell?Istruzione aveva molti modi per evitare di inciampare sull?accento   La ministrina Mariastella Gelmini sbaglia maldestramente l?accento di una parola durante la replica in Senato sul decreto riguardante la riforma della scuola e viene spernacchiata brutalmente dai banchi dell?opposizione che, nell?occasione, si palesa anche linguistica oltre che politica. La ministrina pronuncia egìda (allo stesso modo di Àlgida, la marca di gelati) invece che ègida (come ègira, la fuga di Maometto dalla Mecca a Medina) e sul momento non si rende conto del motivo della valanga di minchionature che le si sta abbattendo addosso. «Ma cosa ho detto?». Lo stesso interrogativo se l?era posto un senatore democristiano della Prima Repubblica che, non essendosi accorto di avere la patta dei pantaloni sbottonata, attribuiva le divertite risate dell?opposizione a un passo del suo intervento sulla pubblica moralità. Quando i colleghi le fanno notare lo sfondone («Hai sbagliato la sdrùcciola»), la Gelmini, che è già arrossita senza sapere il perché, s?imporpora ancora di più, al punto che tutto il viso le si accende del colore delle labbra. Sarebbe bastato che chi le aveva preparato il discorso avesse scritto «scudo» invece di «egida» e non vi sarebbe stato problema né di accento né di comprensione del termine. Ma sarebbe anche bastato che la ministrina, con un po? di presenza di spirito, avesse risposto ai minchionatori come fece quel baritono che, subissato di fischi per una disastrosa esecuzione, urlò al pubblico dal palco: «Fischiate me? Sentirete il tenore!». Già, il tenore. I tenori e anche i bassi e i soprani. Si fa presto a sbertucciare una ministrina per un accento sbagliato, e forse è anche giusto trattandosi della ministrina all?Istruzione, ma gli altri, i tenori, i bassi, i soprani e mettiamoci dentro anche il coro, sono anni se non decenni che li sentiamo e che ci cadono le braccia. Altro che accenti sbagliati! Non sanno mettere insieme una frase semplicissima, fatta di soggetto, verbo e predicato. Ignorano l?esistenza del congiuntivo e se lo usano, non fanno meglio di una scimmia alle prese con un rotolo di carta igienica. Dell?opposizione, della frangia più dura dell?opposizione, anche se, in quanto deputato, non ha partecipato alla chiassata in Senato contro la povera Gelmini, fa parte quell?Antonio Di Pietro, capo dell?Italia dei valori, che in un?intervista ha ammesso «Io, ogni tanto, sbaglio con l?Italiano». Beata la sincerità. Basta farsi capire, ricorrendo magari anche alla rude gestualità, per farsi eleggere. Una buona parte di senatori e deputati non corre mai il rischio di «sbagliarsi con l?italiano» perché non ha mai parlato e non parlerà mai se non nelle furerie di partito e alle sagre di paese dove nessuno presta attenzione agli accenti, né alla grammatica e alla sintassi. In Parlamento non sono che comparse. Attraversano le legislature come fantasmi, senza lasciare il segno. Tra coloro che hanno dileggiato la ministrina c?erano sicuramente molti di questi onorevoli afoni e ignoranti che si sono uniti al coro delle spernacchiate solo per imitazione, senza nulla sapere del mondo delle sdrùcciole e delle bisdrùcciole. Idem tra quelli che l?hanno scusata e difesa. Ma la ministrina avrebbe dovuto essere più cauta. L?Istruzione è una cosa seria, talmente seria da scatenare anche proteste preventive, come quella in atto nelle università contro il taglio, non ancora deciso, dei fondi. Quando uno ti scrive il discorso - oppure ti aiuta a scriverlo - devi farti spiegare il significato delle parole che non conosci, sennò, appunto, rischi alla fine di cadere sulla sdrùcciola. Non a tutti è permesso, men che meno a una matricola promossa subito ministrina, di parlare a strafalcione libero.

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Polizia a scuola? <Non serve> Basta ai tagli (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 SICUREZZA. Il segretario nazionale del Sap Polizia a scuola? «Non serve» Basta ai tagli «Va convinto il governo a stanziare più soldi per la polizia. Intercettazioni? Sono fondamentali»   «Il miliardo di euro di tagli mette a serissimo rischio la sicurezza, e che questa non raggiunga più livelli accettabili». Nicola Tanzi, segretario nazionale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), non è uno che le manda a dire. Ieri ha incontrato nella caserma Sasso di contrà S. Maria Nova i poliziotti vicentini iscritti al suo sindacato (erano presenti in un centinaio) nell?ambito di una serie di incontri in tutto il Veneto per ragionare di contratto e riordino delle carriere. «L?imperativo è quello di convincere il governo a destinare più fondi per la sicurezza in generale. Se passassero questi tagli, ci sarebbero difficoltà per i mezzi, per le strutture, per il personale». Per Tanzi, non è certo la polizia quella che deve intervenire a calmare gli studenti che hanno occupato scuole e università per protestare contro la riforma Gelmini. «Non è possibile far entrare gli agenti nelle scuole per sgomberarle, anche perchè servirebbe l?ok dei presidi. Ma non è questa la questione: si tratta di un problema politico, che va affrontato con il dialogo, non con l?intervento delle forze dell?ordine». Tanzi, che per trent?anni si è occupato di indagini, investigazioni e polizia giudiziaria, è entrato anche nella questione delle intercettazioni, che il governo vorrebbe fortemente limitare. «Le intercettazioni telefoniche e ambientali sono uno strumento utilissimo, direi fondamentale per individuare e arrestare i delinquenti. Certo, il loro utilizzo e l?eventuale divulgazioni vanno normati. Per dire, sono convinto che sia corretto il loro uso per tutti i reati contro la pubblica amministrazione». Per Tanzi, però, il giudizio sull?operato del governo resta interlocutorio. «Dopo un inizio in cui non aveva fatto nulla di buono per le forze dell?ordine, in un paio di settimane sono arrivate due buone notizie: una recentissima è il riconoscimento della specificità del lavoro della nostra categoria, il che significa un trattamento diverso rispetto ad altre. E questo lo ha dimostrato anche il fatto che il decreto Brunetta sui tagli dello stipendio per le malattie non ci riguardi. Certo, è presto per dare giudizi: aspettiamo l?entità dei tagli».  

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Insegnanti e genitori anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)

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Mercoledì 29 Ottobre 2008 SCUOLA. Assemblee e incontri si succedono in questi giorni per valutare portata e ricadute del decreto. Giudizi negativi sia delle Rsu del Comune sia dell?Age Insegnanti e genitori anti-Gelmini Oggi nella sede di corso Mameli, assemblea promossa dai sindacati dell?università  

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Scuola, la protesta non ha senso (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 Non chiudete quella porta Scuola, la protesta non ha senso   Ma davvero non capisce nulla! E chi pretendeva di abolire la prostituzione! Io ?!? La mia legge mirava solo ad impedire la complicità dello Stato". Si trattava, dunque, come affermava la stessa madre di una delle tuttora più discusse leggi italiane, di un provvedimento diretto a risolvere nella forma, più che nella sostanza, un problema etico e di costume, escludendo complicità amministrativo-burocratiche da parte dello Stato. Eh sì, perché a voler abolire la prostituzione, che è per antonomasia il più "antico mestiere del mondo", ci hanno rinunciato tutti, compresa la stessa Merlin. Basta pensare che già tra il 600 e 200 a.c., greci, fenici ed etruschi, ovvero gli antichi popoli italici, avevano eretto templi maestosi in cui veneravano divinità come Afrodite, Astarte ed Uni, che conferivano sacralità al sesso ed al meretricio. Come è innegabile che la storia è stata scritta non solo nei grandi campi di battaglia, ma anche in numerose alcove, postriboli e casini. E se da un lato non vi è più una partecipazione attiva o ufficiale da parte della Pubbliche Istituzioni al mega business del meretricio, poiché tale è divenuto dall'avvento dell'era industriale, è peraltro innegabile che molti dei rappresentanti di quest'ultime, sia in Italia che all'estero, mantengano un rapporto di consolidata utenza con lo stesso. Quanti ministri e ministrelli, se non addirittura Capi di Stato e di Governo nel mondo si sono bruciati la carriera per qualche ora di relax e trasgressione? E' un vizio inesauribile che piace a destra e a sinistra, creando condizioni di reale univocità democratica, al punto di mettere d'accordo anche eterni nemici. Così perfino i colleghi di partito della senatrice Merlin ebbero a criticarla, sebbene la stessa si fosse battuta per l'abrogazione di una legge chiaramente fascista. "Compagna - le dicevano- "pensa al male che fai con la tua legge: dove può andare un vedovo vecchio e gobbo se non in quelle case?". Ma la battagliera Lina prontamente replicava: "Compagno, come può fare una vedova vecchia e gobba che non sa dove procurarsi un bel giovanotto?". E tutti allora come ora gridavano allo scandalo. Come, per diverso, in questi giorni, gridano allo scandalo 37 deputati del Parlamento Europeo che, in una lettera indirizzata al loro presidente, il democristiano tedesco Hans -Gert Pottering, denunciano il diffuso malcostume di moltissimi loro colleghi, senza differenze di colore politico, assidui frequentatori, durante le loro trasferte di "lavoro" a Strasburgo, di alberghi di lusso a luci rosse. Nota dolente, ma indicativa, è che tra i suddetti 37 firmatari non vi è nessun italiano o parlamentare del solare e caliente contingente mediterraneo. Ma come si dice: c'è chi predica bene e razzola male. Eppoi non ci sono solo gli alberghi a luci rosse. Qui da noi, ad esempio, esistono molti finti circoli per scambi culturali o di intrattenimento ricreativo, soprattutto quest'ultimo, con giovani fanciulle provenienti dalla Moldavia, Ungheria, Ucraina etc. E che dire dei call-center, dei siti on-line e delle interminabili colonne di inserzioni su rotocalchi e giornali in cui si offre in vendita carne umana giovane e fresca, o comunque magic moments per ogni gusto ed età? A tale ultimo riguardo, per comprendere la diffusa ripartizione dei profitti, anche tra alcuni cosiddetti benpensanti, è bene sapere che il prezzo di un'inserzione in cui si offre a noleggio il proprio corpo, costa molto, ma molto di più di una con cui si volesse porre in vendita la propria casa o autovettura. In compenso, ipocritamente, si cerca di impedire o quantomeno arginare il meretricio on the road, sanzionando gli automobilisti che si fermano lungo i soliti viali a contrattare peccaminose prestazioni con le gentili donne. Senza chiedersi, peraltro, che fine faranno queste disgraziate una volta che spariranno dalla strada, ove attualmente lavorano, perché turbano con la loro presenza il comune ed urbano senso del pudore. Non vi è dubbio che la maggior parte di esse proseguirà o concluderà la propria infame esistenza, in qualche nascosto, lercio postribolo, consumata tra violenze e sfruttamento. Si tratta, dunque, di una "tolleranza zero" di pari efficacia, poiché, come avviene per molte altre faccende, si cerca di eliminare temporaneamente le conseguenze del problema, senza risolvere le cause che l'hanno originato: povertà, ignoranza, disuguaglianza. Provvedimenti che creano pericolosa confusione, oltre che inique generalizzazioni. Si spara, insomma, nel gruppo senza preoccuparsi di chi si va a colpire. Così nell'ordinanza antiprostituzione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si pone il divieto di "indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio" col rischio che se una sera, una signora, con indosso una minigonna o dei tacchi a spillo, dovesse attendere sotto la propria abitazione il marito, con cui intende andare a festeggiare in forma un po' speciale il loro anniversario di nozze, può essere bloccata nel momento in cui sta salendo sull'autovettura di quest'ultimo, da una qualsiasi forza di polizia in perlustrazione, presumendosi per condizioni di tempo, di luogo e di abbigliamento, che essi stiano violando la summenzionata ordinanza. Fatto impossibile? Pare di no. Visto che -corre voce- qualcosa di simile è successo ad un affermato imprenditore berico, il quale si stava recando a cena con la sua avvenente consorte. Ovviamente chiarito il doloroso equivoco, serata ed umori irrimediabilmente rovinati. Ed allora, che fare? Sicuramente non servono i "coprifuoco" , ma bisogna guardare in faccia la realtà. La legge Merlin non è superata nei principi di rispetto dell'individuo e di libertà che intendeva affermare, ma va rivista nella logica dei nuovi, seppur difficili tempi, regolando proprio quelle libertà che ha voluto tutelare. Come? Non chiudendo alcuna porta che in futuro possa essere aperta, in forza di una auspicabile legge, volta ad assicurare contributi, controllo ed assistenza sanitaria, nonchè precise regole d'esercizio ed obblighi fiscali per ogni libero lavoratore o lavoratrice.   Il pensiero che emerge subito in me è che, come in tutte le cose che si affermano sul panorama sociale e quindi politico del Paese, alla fine le ragioni vere si perdono per strada, per lasciare il passo alla politica e alle strumentalizzazioni. E devo dire che la lettera, pubblicata sul Giornale a firma di una dozzina di studenti nostri concittadini, mi ha particolarmente colpito. Non tanto per le motivazioni, quanto per la determinazione che li ha mossi nel rivendicare da parte della Lega una nuova, maggiore, pregnante attenzione verso i problemi della scuola: «La Lega ha oltre il 10% di consensi ed è comunque l'ago della bilancia per tutti e anche per candidarsi alla guida del paese con un suo uomo. Gli studenti hanno il diritto di manifestare, lo Stato ha il dovere di proteggerli non di caricarli, la Lega li deve tutelare». Una lettera che è prova soprattutto di maturità perché - non volendo entrare nelle vere motivazioni delle proteste - dimostra quanto grande sia la tensione che questa vicenda sta provocando. Le richieste che i ragazzi avanzano sono tutte legittime, perché ciascuno ha diritto di protestare se vede un suo diritto negato o violato; lo Stato deve tutelare e non reprimere le proteste se esse sono condotte nel segno della civiltà; la Lega deve stare accanto agli studenti, che sono il futuro del Paese, la linfa che lo alimenterà nel futuro. Tutte cose sacrosante, se per tutti valesse il rispetto delle regole. Ma, cari ragazzi, non è stato così e la strumentalizzazione che di questa vicenda è stata fatta rientra solo in un esercizio spregiudicato del diritto dell'opposizione. E quando dico questo penso a binari e stazioni occupate; a scuole e università presidiate; a sassate contro edifici pubblici, e mi fermo qui. La scuola italiana , credo che su questo tutti convengano, è malata e il fatto di negarlo è, di per sé, un insulto all'intelligenza di tutti. È malata perché non si è mai riusciti a mettere ordine in una giungla, e non ci è nemmeno riuscito l'esecutivo Prodi ai tempi del ministro Berlinguer. Quindi non è un problema del Governo Berlusconi, ma dell'intero Paese, sempre che si abbia intenzione di farsene carico con onestà mentale. E invece no, perché la scuola, tradizionale serbatoio di consensi per la Sinistra, non si può toccare, nonostante si abbiamo davanti agli occhi sprechi e abusi, con un numero esorbitante di bidelli e affini rispetto a studenti e professori, con molti comandi sindacali, con una fabbrica di precari provocata non da carenze di organico, ma dal continuo ricorso a supplenti per malattie lunghissime e, non lo scopro io, non sempre giustificate. Ma anche questo potrebbe non essere sufficiente a spiegare quanto sta accadendo e che vede nel centrosinistra una specie di giustificatore sempre e comunque. Il capo dell'opposizione, nel suo show del Circo Massimo, ha attaccato la riforma Gelmini, che può essere buona o cattiva, non è questo il punto. Ma il capo dell'opposizione, attaccando, non ha sentito la sensibilità di marcare una diversità da chi, ad esempio, ha stampato dei santini blasfemi con l'effigie del Ministro - offendendo lo stesso Ministro, ma anche i credenti - o esposto striscioni vergognosi, o contro chi ha costretto dei bambini a indossare magliette anti-Gelmini o, peggio ancora, a recitare una rappresentazione che metteva alla berlina il ministro e il presidente del Consiglio. Dal capo dell'opposizione nemmeno una parola, e non credendo che possa non essere stato messo a conoscenza dell'accaduto, quindi tollera, se non addirittura avalla. Questo governo, questa maggioranza vogliono fare uscire la scuola dalla palude in cui decenni di complice inanità ne hanno alimentato le distorsioni e, quindi, gli sprechi. E come tutte le riforme, a qualcuno non piacerà. Non piacerà, spero, a tutti quegli insegnanti che, approfittando di tutele usurpate, hanno di fatto abdicato alla loro funzione di formatori per fare politica; a tutti quegli insegnanti che, non pensando che i loro comportamenti si sarebbero abbattuti sui loro colleghi onesti, hanno disertato le aule adducendo questa o quella malattia per periodi a dir poco lunghi. Ma piacerà a chi potrà sperare che un migliore uso delle risorse, che premi il merito e la correttezza, dia agli italiani una scuola diversa.  

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Demolita la fabbrica Parte l'<Isola Verde> (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 MONTICHIARI. Sulle ceneri dell?ex Valentini verrà realizzato un centro produttivo e commerciale Demolita la fabbrica Parte l?«Isola Verde»   L?hanno buttata già, ora è soltanto un cumulo di macerie, ma con l?ex Valentini di Vighizzolo, conosciuta in zona con l?esplicativo nome «La spüsa», se ne va un pezzo di storia industriale della brughiera, quando lungo la Goitese tra Montichiari e Castenedolo le fabbriche si contavano sulle dita di una mano, isolati avamposti nella sterminata brughiera monteclarense. Alla «spüsa» trattavano le carcasse degli animali, producendo farine di carne. Con una caratteristica: l?odore, forte e fastidioso, per usare degli eufemismi e ne sanno qualcosa gli abitanti della frazione, tanto da farla diventare una sorta di faro olfattivo. Che quando scendeva la nebbia e da quelle parti non ci si vedeva a dieci metri, il pungente odore proveniente dallo stabilimento indicava l?approdo. Dalle ceneri dell?ex Valentini sorgerà un centro ad uso diversificato, commerciale e industriale. L?assessore monteclarense Massimo Gelmini spiega che la demolizione è richiesta dal Piano integrato di intervento approvato dal Comune, così come sono prescritti adeguamenti della viabilità locale che in quel punto incrocia la Goitese. Dal punto di vista urbanistico Gelmini ricorda pure che la destinazione commerciale riguarda solo una parte della superfice, circa 15mila metri quadrati. I progettisti dell?intervento che fa capo all?Isola Verde spa non vanno oltre la conferma dell?imminente inizio dei lavori, limitandosi a dire che sorgerà un centro produttivo-commerciale.W.G.

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Riforma della scuola La protesta dei docenti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 29 Ottobre 2008 MASON. Dissenso Riforma della scuola La protesta dei docenti   Il collegio del docenti dell'istituto comprensivo di Mason esprime un profondo dissenso verso la la riforma Gelmini che tanto sta facendo discutere a livello nazionale. Anche a Mason si è voluto prendere posizione contro la riduzione del tempo scuola, l'aumento del numero degli alunni per classe, il ripristino del maestro unico per classe, la riduzione delle risorse economiche destinate alla scuola pubblica, l'eliminazione delle ore di compresenza, la riduzione del numero dei docenti e del personale tecnico, amministrativo ed ausiliario, l'accorpamento degli istituti con meno di 500 alunni. Per questo i docenti si sono mobilitati ieri, in occasione delle elezioni degli organi collegiali, appendendo uno striscione e distribuendo a tutti un volantino nel quale si elencano le ragioni del dissenso e della protesta che, al di là dell'adesione allo sciopero di domani, prevede anche il blocco di tutte le attività non strettamente obbligatorie. Si è cioè deciso di sospendere tutti i progetti elaborati ed approvati e le uscite didattiche previste. Un modo per far capire come cambierà la scuola. Nel loro volantino, gli insegnanti spiegano cosa succederà con il maestro unico, che sarà chiamato ad essere esperto in 11 diverse discipline, si troverà da solo di fronte alle scelte didattiche, all'analisi psicologica dei bambini ed alla valutazione degli apprendimenti. In più non potrà più confrontarsi con i colleghi e condividere strategie per affrontare i problemi. V. B.  

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Scuola, studenti destra e sinistra si scontrano vicino a Senato (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Studenti appartenenti a un gruppo di estrema destra e altri di sinistra si stanno scontrando in piazza Navova, vicino al Senato, dopo che l'aula di Palazzo Madama ha approvato stamattina in via definitiva il contestato decreto Gelmini sulla scuola. Una cronista Reuters ha detto di aver visto i due gruppi affrontarsi nella piazza - piena di studenti ma anche di turisti - con fumogeni e bastoni. In precedenza, hanno riferito sia la polizia che testimoni, scontri tra due gruppi di estrema destra ed estrema sinistra erano avvenuti nella vicina piazza delle Cinque Lune, con due giovani contusi. Entrambi i gruppi partecipano alla protesta contro le riforme che introducono, tra l'altro, tagli finanziari alle scuole e alle Università.

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Università e scuola: le principali ragioni di protesta (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

(Reuters) - Da giorni il mondo dell'istruzione è in fermento con manifestazioni in molte città italiane che, da un lato, vedono protagonisti studenti, docenti e ricercatori delle università contro i tagli previsti per gli atenei e dall'altro gli studenti delle scuole superiori, gli insegnanti e i genitori degli alunni delle elementari contro il decreto che porta il nome del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e che è stato convertito in legge oggi dal Senato. Vediamo nel dettaglio le principali ragioni che stanno alla base della protesta di studenti e docenti universitari da un lato e di insegnanti e genitori degli alunni delle scuole elementari dall'altro, ma che spesso si fondono nelle stesse manifestazioni: IL DECRETO GELMINI Le proteste degli studenti medi, degli insegnanti ma anche dei genitori mirano al contestato decreto Gelmini -- il dl numero 137. Il Senato ha approvato oggi, convertendolo in legge, il maxi- emendamento del decreto legge, che ne recepisce tutte le norme chiave. Vediamo alcuni dei principali temi affrontati dal decreto Gelmini: - Maestro unico: uno tra i punti più contestati del dl, il ritorno al maestro "unico" è previsto a partire dall'anno scolastico 2009-2010 per le classi prime, e porta con sé una riduzione di orario da 30 a 24 ore settimanali. Il provvedimento ha messo in allarme i genitori preoccupati dalla riduzione dell'orario e i docenti per l'abbandono di un sistema -- quello dei modulo a "tre insegnanti" -- ormai rodato e simbolo del buon funzionamento della scuola italiana. - Voto in condotta: tornato in vigore da settembre, concorrerà al giudizio finale e prevede la bocciatura con il 5 solo -- come ha detto il premier -- in casi di teppismo, violenze e bullismo e con il consenso del consiglio di istituto e di classe. - Tempo pieno: molto si discute anche di questo argomento collegandolo al dl Gelmini dove però se ne trova solo un veloce accenno, senza scendere nei dettagli. Il governo dice comunque che con il ritorno al maestro unico i docenti in più potranno essere utilizzati per incrementare il tempo pieno. - Turn-over: il dl punta a ridurre in tre anni (2009-2012) di 87.000 unità il numero degli insegnanti, bloccando il loro turnover, come hanno detto il ministro Gelmini e il premier Berlusconi. Continua...

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Gelmini e Carfagna, stelle a destra: la ruvida Mariastar di Pizza e Mara tifosa di Orfeo al Tg1 (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ott 0829 Gelmini e Carfagna, stelle a destra: la ruvida Mariastar di Pizza e Mara tifosa di Orfeo al Tg1 Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff alle 10:15 in Italia Maggioranza, salgono le donne e calano i consensi. Mariastella Gelmini e Mara Carfagna incassano successi politici, dal dl scuola all'incarico di speaker del governo, segnala Scheggedivetro. Questa mattina infatti è stato approvato il decreto al Senato, ed è legge: via ai tagli alla ricerca, si torna al maestro unico, ai voti in decimi e alla valutazione della condotta. Un provvedimento sconsiderato secondo Nature, come riporta Vistidalontano. E ieri sera la riforma dell'Istruzione si è guadagnata l'ennesimo dibattito tv a Ballarò, dopo fior fiore di prime e seconde serate tra Annozero, Primo Piano e Matrix. Lo scenario da Giovanni Floris: Rotondi, Lupi e Giordano schierati a difesa del governo conditi dalle boutade di Di Pietro e Bersani; un circo Barnum da cui se ne esce solo più confusi (e infelici). Ma non sarebbe stato più semplice invitare la Gelmini? Su Facebook intanto si moltiplicano gruppi pro e (molti) contro il Ministro e Ascuoladibugie riferisce dell'attacco hacker al sito ForzaGelmini, ora riaperto. La stoccata alla flagellante Mariastar, come ama chiamarla Luciana Littizzetto, arriva dal buon Sottosegretario di Stato Giuseppe Pizza che prima la accusa di essere ruvido e di non invitare al dialogo e poi ritratta tutto con una dichiarazione. E' la solita cattiva informazione a cui La Repubblica ci ha abituati, sottolinea il sottosegretario, tanto per allinearsi al Presidente del Consiglio. A differenza della Gelmini, che perde consensi ma incassa il successo politico, è in ascesa su entrambi i fronti solo lei, la stella a destra del Berlusconi quater. Mara Carfagna, da Magalli ai banchi di governo sta sbaragliando tutti quanti. Dopo avere conquistato il Cav. e Gianni Letta, e dimostrato che sa difendersi da sola anche in guerra, appunta sul bavero la medaglia di speaker del governo. In sostanza, dopo l'approvazione dei provvedimenti in Consiglio dei Ministri, riferirà ai giornalisti. Perchè? E' ultratelevisiva, e alla prova del fuoco di Matrix e Porta a Porta ha dimostrato una competenza invidiabile (quanto insperata). Mara pigliatutto non si ferma allo speakeraggio, però: secondo quanto riferisce Italia Oggi, la dama salernitana avrebbe portato il direttore del Mattino Mario Orfeo a colazione da Berlusconi per il dopo Riotta. Chissà se riuscirà anche a decidere il prossimo direttore del Tg1.

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Decreto Gelmini, voto fra le proteste (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Il decreto Gelmini sulla riforma della scuola è legge. Il via libera dell?aula del Senato è arrivato questa mattina. Il decreto legge è stato approvato dall?aula di palazzo Madama con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. Subito dopo il via libera del Senato i senatori del Pd e dell?Italia dei valori sono scesi in piazza con gli studenti. In testa al gruppo dei senatori la capogruppo del Partito democratico Anna Finocchiaro che, dopo aver letto in aula una lettera di alcuni studenti che aderiscono alla protesta, si è intrattenuta a parlare con alcuni di loro. Alcuni senatori del Pd e dell?Italia dei valori hanno esposto uno striscione molto esplicito: «Passa la Gelmini: referendum». Per il ministro con il voto di oggi in Senato «la scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell`educazione». Gelmini spiega che «provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l`introduzione dell`educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l`introduzione del maestro unico - sottolinea - sono condivisi dalla gran parte degli italiani. Ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare per il sostegno al provvedimento». «Entro una settimana - conclude - presenterò il piano sull`università». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto: «È stato un voto che è andato come è logico che andasse: spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra». Poi ha spiegato: «Tutti hanno il diritto di manifestare quanto e dove vogliono ma non contro cose che non esistono. Le occupazioni di aeroporti e stazioni -secondo il Cavaliere- non sono un atto di democrazia, non sono espressione diretta di democrazia, sono una violenza contro i cittadini, le istituioni, lo Stato. È una cosa che vale in tutte le situazioni, anche per la scuola». Secondo il presidente del Consiglio «loro possono manifestare ma non contro cose che non esistono. Hanno il diritto di manifestare quanto e dove vogliono. E in questo caso siamo stati addiritutta di manica larga, perchè gli studenti non possono intralciare il traffico, occupare piazze e impedire a chi vuole studiare di farlo».

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Berlusconi:<Europee, niente preferenze> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

«Dobbiamo mandare in Europa dei professionisti delle varie materie nelle Commissioni» Berlusconi:«Europee, niente preferenze» «È molto difficile avere relazioni decenti con questa opposizione». Adeguamenti in Finanziaria per la crisi Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi nel quartier generale della Protezione Civile per una riunione tecnica con il capo del dipartimento Guido Bertolaso (Ansa) ROMA - Silvio Berlusconi non retrocede sul fronte delle preferenze da eliminare dalla legge elettorale europea. E lo fa anche e nonostante tra le righe delle parole di Napolitano si potesse leggere un invito a un ripensamento. Durante una conferenza stampa dopo una riunione alla Protezione civile, il Premier ha spiegato che il suo no alle preferenze è molto semplice: «Voglio che in Europa ci vada gente altamente qualificata e che in tutte le ventitrè Commissioni ci siano professionisti di ciascuna materia. Solo scegliendo noi chi va in lista saremo sicuri di avere una rappresentanza capace di difendere gli interessi italiani». Berlusconi, di contro, ha spiegato che «con le preferenze sarebbe eletto chi è più capace a farsi promozione e si tornerebbe inoltre al finanziamento della politica, che è esattamente il contrario di quanto chiedono gli italiani che vogliono una politica limpida, pulita e trasparente. Con le preferenze - ha concluso - si tornerebbe alla stagione precedente». E sui rilievi del Capo dello Stato riferiti alla necessità che ci sia un'ampia convergenza riguardo la riforma della legge elettorale europea: «Noi siamo sempre attenti alle suggestioni del Presidente della Repubblica». Ma aggiunge: «È molto difficile, se non impossibile avere relazioni decenti con questa opposizione che anche in un momento difficile a livello internazionale non lascia da parte lo scontro». E a chi gli chiedeva come intenda reagire nel caso in cui vi sia un autunno caldo in Italia. ha risposto: «Sono sereno e sono assolutamente indifferente a qualunque aumento della temperatura politica». SCUOLA - E un Silvio Berlusconi a tutto campo. Per quanto riguarda la scuola ribadisce che la riforma Gelmini «è sacrosanta»: «Io sono sereno, non si può mentire per sempre. Si tratta - dice - di modifiche di semplice buonsenso». Il Presidente del Consiglio critica, però, chi «utilizza i ragazzi per fare massa e ai fini di lotta politica. Io - ribadisce - sono sereno, ho visto tante valutazioni assurde e tante cose incredibilmente false». CRISI: ADEGUAMENTO FINANZIARIA - Poi assicura che il governo sta lavorando per cercare di incontrare i rappresentanti di Abi e imprese sulla crisi finanziaria entro questa settimana. Quando incontrerà i rappresentanti del mondo imprenditoriale e creditizio? Chiedono i cronisti. Replica il Cavaliere: «Ci stiamo organizzando. Cerchiamo di vederli in settimana. In certi settori, dovremo fare degli approfondimenti per un adeguamento della legge finanziaria anche per la crisi dei mercati. La proposta che porteremo è che il monte dei prestiti delle banche non venga diminuito ma si pensi, anzi, di suggerire in positivo degli incrementi per quanto riguarda il monte prestiti per le imprese, soprattutto quelle medio-piccole». «Siamo tutti impegnati a ridurre gli effetti della crisi. Noi speriamo - ha aggiunto - che si rientri nella norma dei mercati finanziari». Per quanto riguarda la proposta sull'aumento del monte prestiti della banche per le imprese il premier ha spiegato che «sono d'accordo anche diversi leader europei». E sulla posizione che verrà discussa al G20 di Washington: «Dobbiamo produrre delle regole che permettano di rientrare dalla crisi - ha detto - perché oggi ci sono imprese che hanno lo stesso fatturato e gli stessi utili precedenti ad essa, ma che sono valutate il 75% in meno. Per questo - ha spiegato - dobbiamo trovare delle norme che facciano in modo che questo non capiti più». stampa |

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Frusta la moglie anche davanti ai figli Dopo due anni lei denuncia: arrestato (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Palermo, è finito l'incubo per una donna di isola delle Femmine: gip del Tribunale ha accolto la richiesta del pm dopo la denuncia della donna

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Condanna a 30 anni per Rudy Processo per Amanda e Raffaele (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Oltre 11 ore di camera di consiglio. La Knox piange, Rraffaele chiede: "quando posso andare a casa?" Rinviata la decisione sulle loro  richiesta dei domiciliari.  I genitori di Mez: "Giustizia è fatta"

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Il gup si è riservato di decidere entro domani sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali di Sollecito e della Knox. la prima udienza del processo a Amanda e Raffaele si terra? il 4 dicembre davanti alla corte d?Assise di Perugia. I due dovranno rispondere di omicidio volontario, violenza sessuale e, per la ragazza americana, anche il reato di calunnia aggravata nei confronti di Patrick Lumumba. Reati questi per i quali Rudy Guede è stato condannato a trent'anni di carcere. Raffaele Sollecito e Amanda Knox dovranno rispondere anche di furto di 300 euro e di due carte di credito della giovane inglese uccisa. Rudy non e' invece stato condannato per il furto che e' stato invece riconosciuto agli altri due imputati. Dunque dopo anche questo particolare, il movente dell'omicidio per il gup Micheli è quello del rito del festino sessuale finito in tragedia. Senza la condanna per furto, Rudy ha evitato l'ergastolo: se all'ivoriano - che non ha ottenuto ne' le attenuanti generiche, ne' alcuna altra attenuante - fosse stato riconosciuto anche il furto, per effetto della continuazione, la pena sarebbe stata quella dell' ''ergastolo con isolamento diurno'': per questa pena il codice prevede, in caso di giudizio abbreviato, la condanna all'ergastolo. LA FAMIGLIA DI MEREDITH Per la famiglia Kercher, rappresentata dall'avvocato Francesco Maresca, la sentenza emessa dal gup su Rudi Guede è la notizia che attendevano. Tanto è vero che in mezzo alla ressa di giornalisti e telecamere i genitori di Meredith hanno sussurrato "giustizia è stata fatta". Le stesse parole sono state poi rilanciate dall'avvocato Maresca: "Abbiamo sempre creduto nella ricostruzione dei fatti elaborata dal pm Giuliano Minnini. Il verdetto di oggi su Guede è la dimostrazione che questa ricostruzione è l'unica che rappresenta la verità". "è quanto mi aspettavo in questa fase": a dirlo è Stephanie Kercher sorella di Meredith, durante un incontro svoltosi nell?hotel dove la famiglia alloggia, dopo la lettura del provvedimento del Gup. I familiari della vittima dell?omicidio avvenuto il 2 novembre 2007 a Perugia hanno detto di "avere sentimenti contrastanti" nei confronti degli imputati ma di essere "grati alle forze dell?ordine e alla giustizia italiana per avere prestato loro sempre il massimo aiuto e supporto psicologico". Nessun commento è stato aggiunto sull?entità della pena inflitta a Rudy Guede che è stato condannato dal Gup a 30 anni per omicidio volontario in concorso e violenza sessuale nei confronti di Meredith. LA REAZIONE DI AMANDA E RAFFAELE Al momento della lettura del decreto di rinvio a giudizio Amanda Knox e' scoppiata a piangere. Ma e' stato solo un attimo. Si e' ripresa quasi subito, confortata dagli avvocati Carlo della Vedova e Luciano Ghirga, che le hanno detto: ''non ti preoccupare, questo e' solo l'inizio. Dobbiamo continuare a combattere'' ??Ma allora posso andare a casa, quando saro? libero???. Cosi? Raffaele Sollecito si e? rivolto ai suoi legali subito dopo la lettura della sentenza del gup di Perugia che lo ha rinviato a giudizio assieme ad Amanda Knox. Una richiesta a cui i legali Giulia Bongiorno, Luca Maori e Marco Brusco hanno risposto che almeno bisognera? attendere il pronunciamento da parte del gup, previsto per domani sulle richieste degli arresti domiciliari. Le undici ore passate nella cella del sottoscala del tribunale in attesa della sentenza hanno pero? molto provato il giovane barese. ??Raffaele stava male e aveva freddo - ha raccontato l?avvocato Luca Maori - sembrava un uccello smarrito??. Gli avvocati hanno poi sottolineato che il rinvio a giudizio e? solo un primo passo del processo. ??Sono necessari altri accertamenti che faremo nel corso del processo dove porteremo tutti gli elementi per dire quello che abbiamo sempre sostenuto e cioe? che Raffaele e? innocente??. GLI AVVOCATI DI RUDY Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, avvocati di Rudi Guede, hanno ammesso di essere “veramente sconcertati dalla decisione del gup che ha inflitto trent?anni al nostro assistito”. I legali hanno comunque confermato la volontà di continuare a portare avanti all?interno del Palazzo di Giustizia “l?innocenza di Rudi”. 7 MILIONI DI RISARCIMENTO Nella sentenza con la quale ha condannato a 30 di reclusione Rudy Guede per l'omicidio della studentessa inglese, il gup di Perugia ha assegnato un risarcimento di due milioni di euro ciascuno al padre e alla madre di Meredith Kercher, di un milione e mezzo alla sorella e altrettanti al fratello. I familiari di Mez, costituiti parte civile con gli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna, avevano chiesto un risarcimento complessivo di 25 milioni di euro per la morte della giovane a carico di tutti e tre gli imputati. L'AVVOCATO BONGIORNO "Sarà una battaglia lunga, siamo convinti di questo, ma siamo abituati a questo tipo di battaglie". è il commento dell?avvocato Giulia Bongiorno, del collegio difensivo di Raffaele Sollecito, all?ordinanza con la quale il Gup di Perugia Paolo Micheli ha rinviato a giudizio il neoingegnere informatico barese con l?accusa di concorso in omicidio e violenza sessuale nei confronti di Meredith Kercher ed anche di furto (sia Raffaele che Amanda sono accusati di avere sottratto 300 euro e due carte di credito appartenenti alla vittima). "Nei confronti di Raffaele Sollecito - ha aggiunto la Bongiorno - non è stata sciolta la riserva relativa alla libertà e quindi noi siamo in ansia per quello che era il nostro obiettivo essenziale". Il Gup Paolo Micheli si è infatti riservato di decidere sull?istanza di arresti domiciliari richiesta in subordine al proscioglimento dalla difesa di Raffaele Sollecito. Il Gup ha indicato un termine massimo di 5 giorni per sciogliere la riserva ma già da domani, secondo le difese degli imputati, potrebbe arrivare a una decisione. "Nei confronti di Raffaele - ha aggiunto la Bongiorno - è stato disposto il rinvio a giudizio e il 4 dicembre inizierà già il processo, oggi c?è stato un provvedimento che per quanto concerne la posizione di Raffaele è stato solo stabilito che ci sono i presupposti per un processo, non si tratta assolutamente - ha concluso - di una sentenza di condanna". Sull?atteggiamento di Raffaele alla lettura dell?ordinanza, l?avvocato Luca Maori si è così espresso: "è molto provato, sembrava un uccellino smarrito, inizialmente mi ha chiesto: ma non posso tornare a casa?". MULTIMEDIA Meredith uccisa in casa e il processoOMICIDIO REGGIANI Il pm chiede l'ergastolo per Mailat - LECCO 20 anni all'infermiera-killer Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (120 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (45 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (32 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (29 commenti) Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra (24 commenti) Mancuso: "Vigile 'obbligato' alla multa Servono sanzioni alternative" (21 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (13 commenti) 13:09:11 - Quello che più mi fa rabbia è che si sta' manifestando oggi per l'approvazione di un decreto legge c[...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:54:24 - Finalmente si cambia musica, era l'ora di rinnovare tante storture portate nel tempo dalla sinistra.[...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:52:46 - le proteste di una frangia di studenti, sobillati dai baroni che vedono minacciati i loro privilegi [...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:46:39 - Un grandissimo GRAZIE ai parlamentari. A tutti gli universitari che sono contro (alla 133): Forse no[...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:38:02 - NON SI PUO' PIU' MANTENERE LO STATUS QUO IN CUI SI TROVA LA SCUOLA...NON CI SONO I SOLDI E QUINDI BI[...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:32:59 - Siamop in una democrazia per cui a una legge del Parlamento ci si può opporre con un'unica arma che [...] Scuola, ore 10,30: il dl Gelmini è legge Pd e Idv giù in piazza con gli studenti Scontri tra ragazzi di destra e sinistra12:32:17 - Questo è un precedente pericolosissimo. La partita deve finire dopo 90 minuti. E chi commette gravi [...] Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec

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Niente sequel di Pretty Woman Julia Roberts: "Sono troppo vecchia" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il premio Oscar ha da poco festeggiato il suo 41° compleanno in un ristorante molto chic di San Francisco, dove ha invitato Tom Hanks e la moglie, Bruce Willis, Jack Nicholson e Billy Crystal

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Rinvio al giudizio per Fabrizio Corona il fotografo è accusato di estorsione (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Continua la battaglia legale per il 'paparazzo dei vip', la Cassazione ha respinto il suo ricorso considerato inammissibile 

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Corona, la cui difesa lamentava nel ricorso alla Suprema Corte un?abnormità delle motivazioni del provvedimento del Gup, era stato rinviato a giudizio per sette episodi ai danni di personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo. La furia di Corona: "Voglio vendetta"FOTOSTORY Il re dei paparazzi - La scuderia Lele Mora Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? 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<UN SEGNALEDI SPERANZA> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

«UN SEGNALE DI SPERANZA» Il «no alla Gelmini» ha fatto registrare anche ieri un'altra giornata ricca di proteste e manifestazioni. Dal mondo della scuola all'Università, studenti, professori e sindacalisti hanno espresso il loro disappunto sulla riforma. Al liceo «Galilei» tutti i sindacati si sono ritrovati allo stesso tavolo per fare fronte comune e programmare le nuove forme di lotta. Anche gli altri istituti superiori (praticamente di tutta la provincia) hanno scelto l'autogestione e assemblee permanenti per protestare. Affollata anche l'assemblea organizzata alla Cittadella contro i tagli «Tremonti-Brunetta» con gli studenti delle facoltà di Fisica e Scienze in prima linea. Proteste, cori di «no», ma anche qualche voce discordante; come quella dell'associazione Logos: «No a proteste strumentali, meglio un sano confronto». alessandra belfiore, mario castro, pinella leocata, andrea lodato e samantha viva 34 e 35

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Al <Galilei> cinque sigle allo stesso tavolo: Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Al «Galilei» cinque sigle allo stesso tavolo: Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda Samantha Viva Mentre al Senato si aspetta il voto finale sul decreto Gelmini e da più parti si organizza la pronta risposta a quella che è stata definita "la definitiva distruzione del sistema di istruzione statale", con lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre, anche a Catania docenti, personale Ata, studenti e sindacati si muovono all'unisono per dire «no al decreto». Ieri mattina, al liceo scientifico Galilei, in un'aula magna gremitissima, i 5 sindacati di categoria: Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, seduti ad un tavolo, hanno illustrato e difeso le motivazioni dello sciopero generale, ribadendo la volontà di restare uniti nella protesta. Professori di ruolo e precari, che non ci stanno ad essere definiti fannulloni e a restare in disparte mentre tutti discutono di riforme scolastiche senza interpellare proprio chi alla scuola ha dedicato la propria vita, ascoltavano attenti e partecipi il lungo elenco di tagli e di «novità» proposto dalla Gelmini e contestavano quasi all'unisono, oltre ai contenuti, soprattutto due punti: il metodo con cui questo governo ha portato avanti la riforma, con la totale assenza di dialogo e di confronto con le parti interessate e l'organizzazione tardiva della protesta, che li costringe a scendere in piazza a decreto già praticamente approvato. Due insegnanti della primaria Vittoria Grasso e Milena D'Urso, hanno ribadito: «Lo sciopero di un giorno solo non ci serve a nulla, verrà visto come un momento di vacanza. Bisogna organizzare una serie di scioperi a singhiozzo», e la professoressa Grasso precisa: «Io ho 23 anni di servizio e diciamo sono abbastanza tranquilla, ma le mie colleghe precarie resteranno in mezzo alla strada». Il mito dei professori di ruolo che non vengono "toccati" dalla riforma viene quindi subito sfatato anche dai sindacati, perché come fa notare il segretario provinciale della Uil Scuola, Zammataro: «Dobbiamo restare solidali perché non si salva nessuno da questi tagli», illustrando poi nello specifico la riduzione dell'orario scolastico e l'aumento sproporzionato del rapporto alunni-classe: «24 ore settimanali per la scuola elementare e l'introduzione del maestro unico, a scuola si andrà solo il mattino mentre sparirà il tempo pieno; nelle medie 29 ore settimanali e assenza del tempo prolungato, nelle superiori 30 ore per tutti tranne per i licei artistico e musicale (32); senza contare la riduzione delle classi di concorso, da 70 a 10, e la creazione di classi con 29 alunni per le materne, 27 per le primarie, 30 nelle secondarie di primo e secondo grado». Ma l'invito a fare fronte comune e a restare uniti, proclamato da più parti, trova subito delle perplessità nel corso del dibattito. Se Maurizio Cartarrasa, insegnante di tecnologia delle medie, dichiara: «E' una delle poche volte in cui si siedono ad un tavolo le cinque maggiori sigle sindacali della scuola ed è significativo. Dal 1946 ad oggi è la prima volta in cui si tenta di imporre una riforma senza discuterne con le parti sociali. Approvando questo decreto saranno calpestati i diritti dei lavoratori e si farà un enorme passo indietro, ecco perché condivido ed approvo lo sciopero», le risposte e gli inviti che arrivano sul palco da parte degli insegnanti hanno un altro tono, di plauso per le iniziative promosse ma anche di rammarico per la loro tardiva organizzazione, come rileva Salvatore Calì, della scuola Parini: «Io mi chiedo dov'erano i sindacati quando hanno tolto 8000 miliardi alla scuola per risanare l'Alitalia? E perché lo sciopero viene organizzato adesso se l'iter della legge è ormai concluso? Non vorrei che si facesse come nelle feste religiose di paese, quando sotto la vara del santo portato in processione ci sono tre tipi di persone, quelli che la portano, quelli che fanno finta e quelli che si appendono: per cui non vorrei che a portare la vara fossimo solo noi docenti, mentre i sindacati fanno finta e il governo si appende!». Arriva la risposta veemente del segretario provinciale della Flc Cgil, Lillo Fasciana, che invita a riflettere sui tempi tecnici che occorrono per organizzare una mobilitazione generale, si ascolta l'appello all'unità della Cgil in questo "muro contro muro" annunciato dal Governo, si approva la riflessione di Cettina Cavallaro della Gilda, che parla di «una ghettizzazione della scuola meridionale» e che riceve in risposta dalla platea, alla domanda: «Chi sovvenzionerà la nostra scuola pubblica al Sud?» - «la mafia!», mentre Giovanni Tempera, della Snals, parla della legge 133 approvata ad agosto come di «una pugnalata alla schiena» visto che le scuole erano chiuse e Alfio Fisichella della Cisl sottolinea che si è eliminato il precariato «con l'accorpamento delle classi di concorso». Su tutte queste voci, Mariagrazia Pulvirenti, precaria della scuola primaria, che commenta: «Dopo 5 abilitazioni sono precaria dal 1985 e continuo a sperare in un incarico mai arrivato». Si continua a discutere per più di due ore, si plaude ad una protesta compatta e intergenerazionale, padri e figli uniti. Tutto questo mentre il ministro Gelmini guarda al modello Obama, la ricerca si spoglia in piazza, i rettori pensano a dimettersi, "Famiglia Cristiana" attacca il decreto e il concetto di merito passa attraverso la chiamata diretta: foto di gruppo della scuola che verrà.

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L'assessore alla Scuola: <Una riforma che andava fatta anche con il cuore> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'assessore alla Scuola: «Una riforma che andava fatta anche con il cuore» Se viviamo una crisi della società intesa come comunità di uomini e donne che condividono valori e regole di convivenza basati sul rispetto e sul riconoscimento dell'altro, chi potrà salvare la Scuola e con essa il futuro della stessa società? Più volte l'Istituto Demopolis ci sottopone indagini, come l'ultima sulla riforma Gelmini, che inducono ad una riflessione funzionale per una inversione di rotta. In particolare, ricordo una ricerca condotta in Sicilia sugli adolescenti dalla quale emerge un dato a dir poco sconfortante: il 30% degli intervistati non ha fiducia in nessuna Istituzione ed appena un quarto degli stessi crede nella scuola. Eppure se volessimo immaginare una società migliore dove dovremmo investire se non nella scuola? Sono diverse le ragioni per le quali solo il 5% dei giovani intervistati, dai 14 ai 18 anni, ha risposto positivamente alla domanda se piacerebbe loro fare da grande l'insegnante. La prima è da ricondurre al messaggio che ricevono dagli adulti di misurare la valenza di un lavoro in termini economici e non sulla base della missione sottesa ad ogni attività, in particolare a quella dell'educatore. La seconda è da ricondurre ai mass-media che danno largo spazio ad episodi incresciosi verificatisi all'interno della comunità scolastica, non dando il giusto risalto alle tante buone pratiche che esistono anche nella nostra città, comprese le periferie. La terza ragione, infine, è da ricondurre al divorzio tra scuola e famiglia che insieme devono condividere il difficile compito di educare i nostri ragazzi. Proprio questa unione doveva essere il punto di forza della nuova riforma della scuola, riforma che, come diceva Don Bosco, andava fatta anche con il cuore perché educare è cosa del cuore. Sebastiano Arcidiacono assessore comunale alle Politiche scolastiche

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Assemblea dei sindacati<Così si distrugge la scuola> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Assemblea dei sindacati «Così si distrugge la scuola» alessandra belfiore La protesta anti-Gelmini si è allargata a macchia d'olio nel giro di pochi giorni. Tra sabato scorso e ieri mattina praticamente tutti i licei e gli istituti superiori di Catania e provincia hanno scelto la forma dell'autogestione e dell'assemblea permanente per dire no al D.L. 137 e per unire le loro voci all'immenso coro che ormai da settimane risuona compatto in tutta la penisola: "Giù le mani dalla scuola pubblica!". Un urlo di guerra forse usurato, svuotato nel corso degli anni da un uso troppo spesso superficiale, ma che quest'anno sembra stia rimpolpandosi e riempiendosi di nuovi significati. La protesta appare più forte e consapevole, anche agli occhi dei professori che partecipano - da protagonisti - accanto a questa folla di giovani studenti di "belle speranze" che si leva per i propri diritti, per quelli dei loro proff e della comunità intera. Catania reagisce ancora lentamente, le scuole sono in uno stato di agitazione ancora blando e aspettano di esplodere durante lo sciopero generale della scuola. "Io non credo che la protesta si fermerà tanto presto. Credo che il movimento sia abbastanza forte e consapevole dello scempio perpetrato dai decreti Gelmini e Tremonti-Brunetta contro l'istruzione pubblica. I professori saranno in piazza per difendere la scuola sancita dall'articolo 3 della Costituzione Italiana: una scuola che superi ogni forma di discriminazione, che combatta il degrado civile e culturale e contribuisca al pieno sviluppo della società umana", spiega il prof. Elio Impellizzeri, del Liceo Cutelli, uno dei primi istituti ad aver dichiarato l'autogestione e a cui ben presto si sono accodati tutti gli altri: Spedalieri, Boggio Lera, Principe Umberto, Liceo Artistico e Istituto d'Arte, per citarne solo alcuni. "La nostra è una forma di autogestione vera e propria, che non è stata certo autorizzata dalla dirigenza scolastica, ma che non lede il diritto allo studio di chi non vuole aderire alle nostre azioni - spiega il rappresentante degli studenti, Gabriele Savoca - Siamo stanchi di sentire parlare male della nostra generazione. Non vogliamo essere etichettati come dei facinorosi, siamo consapevoli che dei tagli di simile portata possono solo danneggiare l'istruzione pubblica. Non è con un Decreto Legge che si può affrontare una realtà tanto importante e variegata come quella della scuola. La nostra è una protesta politica ed è giusto che lo sia, laddove politica significhi interrogarsi, dibattere e combattere per il bene della società. E la scuola è il cuore della società e deve restare pubblica. Non si può sconvolgerla ad ogni cambio di governo. Noi vorremmo un dialogo e un rapporto di collaborazione con i docenti e con le famiglie. Molti dei nostri genitori scenderanno in piazza con noi". Genitori, studenti, docenti e personale Ata pare abbiano costruito un fronte comune: le paure degli adulti di oggi anticipano le paure degli adulti di domani. I ragazzi del Liceo Spedalieri, autogestito da ieri, non temono di manifestare le proprie ansie: "Tra dieci anni ci vediamo precari, come gli insegnanti di oggi. Specialmente noi che usciremo dal Classico, andremo sicuramente a confluire nelle facoltà umanistiche. E quale potrebbe essere il futuro che ci aspetta?", dicono Antonio Santamaria e Lorenzo Mannino. "E' giusto che il governo faccia i nostri interessi e si consulti con le parti in causa: con le realtà che la scuola la vivono ogni giorno", aggiungono Emanuele Saluzzo e Francesco Nicotra. Il blocco è compatto. No ai tagli indiscriminati: 90.000 docenti e 40.000 Ata; no ai tagli al sostegno; no al maestro unico, alla chiusura delle scuole dei piccoli comuni e alle limitazioni sul tempo pieno; no a scuole e università trasformate in fondazioni. Gli studenti chiedono l'abrogazione del decreto, l'apertura a un dialogo reale e l'incremento dei finanziamenti per il pubblico.

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in rivoltaper noi? (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

padri&figli in rivolta per noi? Andrea Lodato «Bimba, come va? Che stai facendo?». Bimba ha 17 anni, ultimo anno al Liceo Classico Cutelli, in preda ad un'eccitazione da rivolta studentesca che non ci si crede. Giorgia e i suoi compagni sono appena usciti da scuola, hanno invaso Largo Rosolino Pilo. Insisto: «Allora, che avete fatto oggi?». «Autogestione, dibattito, un po' di lezione di italiano, poi tutti in cortile a parlare della riforma di questa Gelmini». Questa Gelmini sarà vista come un'arpia, pensiamo, ma è pur sempre un ministro della Repubblica. Risposta secca: «Due palle, papà, su. Con tutto il rispetto, non è che siccome è ministro può fare quello che vuole e smontare la scuola». Fuochi di ribellione studentesca. Certo i loro iPod a tutto volume non suonano né Compagno di scuola di Venditti («banalissimo»), né Bob Dylan («ah sì, il cantante. Ma che cantava?). Ascoltano Articolo 31 a tempesta, oppure Babaman, il rasta sahariano che canta contro questa società: «La politica è il male della terra perché non possono decidere per me...». Se Babaman è il guru, dunque, povera Maria Stella che con un decreto vuol riformare la scuola. Dubbio: «Scusa Giò, ma avete idea di cosa dica 'sto decreto?». «Certo che lo sappiamo, lo abbiamo anche letto a scuola». Ne sanno un po' più di quanto pensassi. Anche lei, e mi sorprende. Nello schermo del telefonino ha la foto dello striscione che recita: "ora basta, autogestione". Figlia del suo tempo, ci mancherebbe, cresciuta, però, con qualche contaminazione che le ho somministrato nel biberon. Un po' di Lolli, qualche Guccini, roba datatissima, chi lo nega. «Ma, scusa se te lo chiedo, se avete letto questo decreto, saprete pure che voi non c'entrate un bel niente. Perché non avete mica il maestro unico qui, e manco il grembiulino, no?». «Papà, certo che no. Ma tu lo sai che il decreto entra anche nel merito della riforma dell'Università? La Gelmini vuole tagliare i fondi e aumentare le tasse universitarie. Guarda che, se ci pensi bene, in fondo protesto anche per fare un favore a te. Perché le tasse per l'Università l'anno prossimo dovrai pagarle tu». La ragazza s'è preparata e forse è colpa mia se guardo lei e tutti i suoi amici e penso che sono omologati, un po' distratti, superficiali. Insomma non sono come noi, no? Quelli degli Anni Settanta, per intenderci. «E certo che non siamo come voi - mi stoppa - siamo come noi. Non so se è chiaro il concetto». Chiarissimo. Scusa, Giò, ma allora domani che fate? «Film, vediamo un film in classe, poi dibattito. Questa è autogestione. Ma voi la facevate, eh? E dimmi un po' tu, proprio tu, che facevi?». Oddio, il dito nella piaga. Sto lì a tormentarmi da una vita e lei insiste. Troppo piccolo nel '68, già troppo prudente nel '77. Però cantavo, chiuso nella mia stanza «compagno non temere, che corro al mio dovere...». «Papà sveglia, guarda che sei candidato al consiglio di classe anche quest'anno. Cerca di non perdere almeno questa occasione, visto che hai saltato le prime due». E ride... Che mi prenda un po' in giro, questa ribelle ai tempi del Berlusca?

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Cresce l'<onda> studentesca (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cresce l'«onda» studentesca Dilaga la protesta in città. Anche ieri una manifestazione davanti al palazzo della Provincia Un inatteso gruppo di studenti dell' I.T.C. "Sciascia" munito di striscioni e megafoni si è presentato ieri mattina davanti alla sede della Provincia. Il motivo della protesta stavolta non è stata la riforma Gelmini, ma la denuncia di spazi stretti dove giornalmente fanno lezione. Ad oggi aule speciali e laboratori ospitano le attività didattiche, in mancanza di altri ambienti da poter sfruttare. Dopo aver parlato ai megafoni, gli studenti sono stati ricevuti dal presidente della provincia Eugenio D'Orsi, il quale li ha rassicurati consegnando loro la soluzione definitiva e cioè il trasferimento, nei prossimi giorni, delle classi del ginnasio "Empedocle" da contrada "Calcarelle" ai locali dell'I.C"Garibaldi" di via Diodoro Siculo. Proprio ieri mattina D'Orsi ha inviato un ingegnere della Provincia a ritirare le chiavi dell'istituto comprensivo che dovrà ospitare il Ginnasio. «Sono convinto che nel volgere di qualche giorno - dice D'Orsi - avrà inizio il trasferimento e voi tornerete a disporre di spazi maggiori». Lo stesso presidente ha esortato gli studenti a fare uso di forme espressive diverse del sit - in, più dialogiche. Pur accettando di essere un interlocutore per i ragazzi, D'Orsi ha detto loro che oltre a protestare, dovrebbero sviluppare una certa progettualità. «Pensate ad esempio ad un progetto per combattere il bullismo nelle scuole - ha precisato il presidente della Provincia - o ad iniziative tese a sviluppare l'integrazione dei giovani di altra nazionalità che arrivano qui per trovare la serenità che nei loro paesi manca». Superata la lieve mobilitazione di ieri mattina, i tagli del ministro Gelmini alla scuola pubblica, riaccendono gli studenti. Per domani mattina su tutto il territorio nazionale è in programma una manifestazione contro l'abbassamento dell'obbligo scolastico, l'istituzione del maestro unico, la cancellazione delle scuole e dei plessi, il taglio di posti docenti e del personale Ata. Ad Agrigento la protesta partirà alle 9 dalla sede del Provveditorato degli Studi per culminare con un comizio in piazza Vittorio Emanuele. Alla manifestazione organizzata dagli studenti e dai sindacati Cgil, Cobas, Uil e Cisl scuola, prenderà parte anche il consigliere di Rifondazione comunista Nino Spoto. «Sono contrario assieme al partito che rappresento - spiega il consigliere - ad una politica che toglie ai cittadini e al paese un diritto fondamentale, quale è lo studio ed il futuro dei giovani». Intanto continuano al consorzio universitario di Agrigento le riunioni informative alla presenza di studenti e professori. Anche gli universitari parteciperanno allo sciopero di domani contro l'aumento dei corsi di laurea a numero chiuso, contro i tagli e la privatizzazione delle università. In proposito gli studenti di architettura hanno stilato e divulgato un documento contro la riforma Gelmini, consapevoli dei danni che questa recherebbe sul loro territorio. Desiderano essere ascoltati nelle loro richieste e non intendono mollare fino a quando non otterranno alcuni importanti dietro front nell' amministrazione e nella didattica. Altri studenti invece parteciperanno alla manifestazione nazionale in modo più diretto, recandosi a Roma. La delegazione mista di insegnanti e giovani sarà coordinata nella capitale dal segretario Cisl scuola Salvatore Montaperto. Un'altra rappresentanza della Cisl agrigentina sarà presente invece alla manifestazione provinciale. «Ad ogni livello - anticipa il segretario provinciale del sindacato Mimmo Catuara - saremo presenti in maniera forte ma pacifica. Nessuno può danneggiare un bene prezioso come la scuola pubblica. Ma siamo ugualmente convinti - conclude Catuara - che non si ottengono buoni risultati intervenendo a gamba tesa in un settore così delicato per la crescita di un Paese quale è il mondo della scuola e dell'istruzione». DEBORAH ANNOLINO

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Studenti incontrano sindacati (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

istituto e. fermi Studenti incontrano sindacati Si è svolto nell'Auditorium dell' Istituto IPIA "E.FERMI", diretto da Francesco Casalicchio, un incontro-dibattito tra gli studenti e i rappresentanti dei sindacati confederali di CGIL, CISL e UIL Scuola, sull'attuale e infuocata questione della "riforma Gelmini", allo scopo di informare i giovani dell'attuale momento che sta attraversando la scuola. L'iniziativa promossa dal dirigente Casalicchio, sensibile all' importanza della Scuola nel percorso formativo dei giovani, ha dato vita ad un'assemblea a cui hanno partecipato anche i docenti e il personale Ata al completo. La disquisizione del segretario provinciale della CISL scuola, Totò Montalbano, ha coinvolto l'intera assemblea, focalizzando i punti salienti della riforma con particolare riferimento a quelle tematiche che più interessano l'opinione pubblica a partire dal maestro unico, dal grembiulino, dal voto in condotta fino ad arrivare alle problematiche più scottanti. annarita di leo

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Un valido aiutoper lo studio (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ateneo e lavoro Un valido aiuto per lo studio Fino a domani alla Fiera i consigli degli esperti di «Orienta Sicilia» e «Job Village» f. trupia 34 È arrivato il giorno della verità sulla riforma Gelmini. L'evento tanto atteso quanto prevedibile nell'esito, ai più che in queste settimane hanno lottato per le strade e le aule di scuole e università, sembra non interrompere significativamente il flusso della mobilitazione. Tanto più che, in attesa del responso del legislatore, Scienze politiche si riunirà stamattina in un Consiglio di facoltà straordinario in cui il preside Miranda dovrebbe annunciare ufficialmente le dimissioni, non volendo appoggiare l'occupazione della facoltà. Motivo per cui Azione universitaria ha solidarizzato con lui, avviando una raccolta di firme in rappresentanza dei contrari all'occupazione. Ieri non solo dalla pioggia la città è stata congestionata. Anche da cortei spontanei di circa un migliaio di scolari che hanno mandato il traffico in tilt nel quadrilatero fra via Notarbartolo, via Libertà, piazza Politeama e i Quattro canti, fino alla facoltà di Scienze Politiche occupata, in via Maqueda. Il sito di questa frangia della protesta è http://nogelminipalermo2.noblogs.org. E prosegue anche la contestazione dissociata di alcuni studenti che, riunitisi nel coordinamento «Studenti in movimento» sotto la guida di Azione studentesca, sono «contro la strumentalizzazione politica della protesta da parte alcuni professori, dei partiti e dei sindacati», e manifesteranno in corteo il 5 novembre. Il maltempo ha fermato ieri anche alcune delle lezioni universitarie pomeridiane all'aperto, ma non fermerà i treni in partenza oggi che porteranno a Roma migliaia di manifestanti pronti allo sciopero generale di domani indetto dai sindacati contro i provvedimenti governativi sulla scuola. I docenti del «Garibaldi» in un documento hanno espresso dissenso dalla riforma. La mobilitazione procede a pieni ritmi. Oggi, oltre a una lezione di Scienze della formazione in piazza Massimo alle 9 e prima di seguire il responso di Roma in diversi schermi a Medicina, Lettere, Economia e Scienze della formazione, si terrà alle 15 a Ingegneria un'assemblea di Ateneo «per capire quali forme di protesta adottare dopo l'approvazione della legge», ha spiegato Pasquale Dipollina, coordinatore Udu. Il popolo della scuola pubblica, in rappresentanza Cobas, ha indetto per oggi un corteo-fiaccolata dal Politeama alle 18.30. Marco Bisanti

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Il Comune <bussa> alla RegioneSOMMATINO. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Comune «bussa» alla RegioneSOMMATINO. Crisi finanziaria, il sindaco sollecita un'anticipazione di cassa Mazzarino. Anche gli studenti dell'Istituto superiore «Carlo Maria Carafa» di Mazzarino hanno partecipato alla protesta che nelle ultime settimane ha coinvolto tutta Italia. «I ragazzi del Carafa aderiscono a questi scioperi- si legge in una nota diramata alla stampa dalla redazione de L"Urlo del Carafa - con l'obiettivo di distogliere le ferme decisioni del ministro dell'istruzione Gelmini e del ministro delle finanze Tremonti, dal momento che i tagli previsti per le scuole pubbliche non tendono a migliorare realmente le condizioni di queste ultime ma a sanare un buco finanziario pari a circa 8 miliardi, dovuto alla cattiva gestione del governo italiano. Questi tagli riguardano anche le Università pubbliche, che in questo modo rischiano di essere trasformate in fondazioni private. Così l'istruzione diventa appannaggio di un gruppo ristretto di persone agiate e i finanziamenti alle scuole private continuano ad essere versati in maniera ingente». Altre motivazioni che hanno portato gli studenti, in concomitanza con i sindacati, a protestare sono: introduzione del voto in condotta per la valutazione complessiva dello studente, determinando, se inferiore a sei decimi la bocciatura; introduzione del maestro unico nella scuola primaria; effettuazione di tagli alle risorse umane e finanziarie alle università e alla ricerca scientifica; limitazione delle classe miste; abbassamento dell'obbligo scolastico a 14 anni. Sull'utilizzo del voto in condotta «gli studenti ritengono utile l'utilizzo del voto in condotta, ma quest'ultimo non deve rientrare nella media finale dei voti, perché non è in questo modo che si può combattere il bullismo» e «relativamente al maestro unico si oppongono, perché per un bambino sarebbe troppo traumatico il passaggio dalle scuole elementari con un insegnante alle scuole media con almeno 10 professori; non solo, ma anche perché un singolo maestro non può formare gli studenti su tutte le materie in maniera specifica». In merito all'erogazione dei fondi necessari alla ricerca universitaria «gli studenti si oppongono, in quanto ciò comporterebbe una irrimediabile "fuga di cervelli" all'estero per mancanza di prospettive future in Italia». Inoltre «non soddisfa pienamente neanche l'introduzione dell'adozione quinquennale dei libri di testo; tale provvedimento sarebbe mirato a bloccare il tanto contestato caro-libri, ma non tiene conto di vari fattori, quale ad esempio l'esclusione totale del parere degli alunni riguardo la scelta dei libri di testo». «Nell'utopia del dialogo tra studenti e Ministro, noi alunni - concludono i redattori dell'Urlo del Carafa - siamo fiduciosi che questo decreto legge venga rivisitato nelle sue finalità, in modo tale che vada incontro ad ogni esigenza del popolo scolastico». Valerio Martorana

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Cortei, musica e dibattitiMAZZARINO. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cortei, musica e dibattitiMAZZARINO. Anche gli studenti del «Carafa» aderiscono alla protesta contro il Decreto Gelmini Riesi. «E' inconcepibile che dei rifiuti speciali, tossici e inquinanti, siano lasciati a cielo aperto. E' necessario completare le opere iniziate avendo cura della salute dei cittadini». E' questa la lamentela rivolta all'amministrazione comunale da alcuni riesini che hanno evidenziato la presenza di bitume e amianto lasciati in aree del paese. Due sono le zone oggetto di reclamo: la prima è localizzata nella strada che congiunge il centro abitato al cimitero comunale; la seconda è in prossimità dell'Istituto Comprensivo G. Carducci. La prima area la scorsa settimana è stata oggetto di lavori di ristrutturazione del manto stradale. Tale opera però è stata lasciata incompiuta perchè parte del bitume utilizzato durante il ripristino del manto stradale non è stato trasportato nelle apposite discariche ed è stato abbandonato sul posto. La procedura risulta illegittima perché per norma di legge i rifiuti speciali devono essere trasportati necessariamente in apposite discariche specializzate. A dare una giustificazione sulla questione è l'assessore ai lavori pubblici, Salvatore Porrovecchio. «La ditta appaltatrice - dice l'assessore - ha concluso i lavori in tempi rapidissimi non dando la possibilità all'ufficio tecnico di visionare l'operato. Abbiamo intimato la ditta di rifare il manto stradale e ripulire il tutto con la massima cura». Non meno preoccupante è la seconda lamentela riguardante lo stato del magazzino del Comune di Riesi, dove attualmente sono presenti dei cumuli di bitume e due vasche di amianto. Da quello che è stato riferito dal responsabile dell'ufficio tecnico, Antonio Gallè, le vasche di amianto sono state prelevate dal plesso scolastico Napoli e trasportate nel deposito in attesa di essere affidate ad una ditta specializzata per lo smaltimento dei rifiuti. «Abbiamo seguito la procedura di legge - precisa Gallè - e noi siamo obbligati a smaltire in una certa maniera. Quello - aggiunge - è l'unico spazio dove possiamo depositare i materiali e poi non si crea particolare pericolo». Tuttavia, considerando che il deposito è limitrofo al campetto di calcio dove gli studenti sono soliti giocare per le ore di educazione fisica e passeggiare durante la ricreazione, i rifiuti arrecano sicuramente un problema e allarmano i genitori dei ragazzi. Non nasconde un certo imbarazzo l'assessore all'istruzione, Angelo Bellina, che asserisce di non sapere nulla sulla questione. Mentre l'assessore ai lavori pubblici, Porrovecchio, trova le parole giuste e non ha esitazioni: «Le vasche di amianto saranno tolte immediatamente». Lino Alaimo

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Ennese ebbro alla guidadenunciato da Polstrada (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

controlli Sull'A19 Ennese ebbro alla guida denunciato da Polstrada Barrafranca. «Voglio trovare un senso a questa riforma anche se questa riforma un senso non c'è l'ha». Questo uno degli slogan posti all'esterno della scuola del liceo «Falcone» da parte degli studenti che protestano per la riforma sulla scuola proposta da ministro dell'istruzione Gelmini. Oltre 200 gli studenti che hanno manifestato davanti i cancelli della scuola di via Pio La Torre, esprimendo così dubbi ed incertezze sulla riforma. Per l'occasione è stato formato un comitato studentesco formato da sedici studenti. «Abbiamo studiato la riforma e quello che possiamo dire - riferiscono alcuni studenti liceali - è che la scuola con questo disegno di legga impoverisce la qualità dell'insegnamento». Tanti gli striscioni tanto che abbiamo voluto capire il significato di questa manifestazione, così come accade in tutto il territorio nazionale, da alcuni rappresentanti. «La assemblee concluse in precedenza sono state idonee - affermano i rappresentanti degli studenti - a studiare una riforma che dimostra di avere delle pecche per il nostro futuro e per le prossime generazioni». Alcuni dati europei ribadiscono che la qualità della scuola italiana riscontra una posizione precaria rispetto ad altri stati della comunità europea. «Sicuramente le varie riforme sulla scuola - afferma il comitato studentesco - hanno dato il loro contributo a peggiorare la pubblica istruzione ma noi come tanti studenti vogliamo dimostrare in modo democratico di rivalutare il sacrosanto diritto allo studio dove venga privilegiata la qualità». Anche studenti di quinto e ultimo anno, hanno manifestato il proprio dissenso per la riforma da adottare all'università. «Tagli anche per le università, che vedranno una consistente riduzione dei precari - concludono alcuni studenti di quinta classe - e la privatizzazione degli atenei, con tasse universitarie così esose da non permettere l'iscrizione ai figli delle classi sociali più deboli». Sembra proprio che gli studenti oggi vogliano continuare a fare un'assemblea all'interno della struttura scolastica per continuare a discutere su una riforma, che secondo alcuni, «porta alla pubblica d..istruzione» della scuola. RENATO PINNISI

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Il sindaco parteciperàalla protesta di domani (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

scuola Il sindaco parteciperà alla protesta di domani C'era anche il sindaco Giuseppe Nicosia a Ragusa alla manifestazione indetta dai sindacati contro la riforma della scuola del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Ho partecipato ieri alla manifestazione di Ragusa, organizzata dai sindacati - ha dichiarato - esprimendo la solidarietà e la vicinanza dell'amministrazione a quanti protestano contro la riforma della scuola, che prosegue nella politica di sistematica demolizione, evidenziata da questo governo di destra, nei confronti di tutto ciò che è pubblico. Parteciperò anche alla manifestazione di giovedì mattina, organizzata dalla scuola vittoriese".

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Contributi per l'accessoalle abitazioni in locazione (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

comiso Contributi per l'accesso alle abitazioni in locazione Ragusa. Decisamente appassionati gli interventi dei vari consiglieri comunali di centrosinistra (in particolare Migliore, Martorana, Barrera, Calabrese, Lauretta) che hanno animato la seduta di lunedì sera del Consiglio comunale di Ragusa. Convocato per l'attività ispettiva, nei fatti l'organismo ha principalmente parlato dei problemi della scuola, alla luce delle proteste di questi giorni, compresa quella di lunedì pomeriggio che ha attraversato il centro storico del capoluogo con docenti e studenti uniti nella lotta. Un fronte unico che è piaciuto anche ai consiglieri di centrosinistra che, a loro volta, hanno presentato una mozione con cui si chiedeva il ritiro del decreto Gelmini per avviare invece una precisa fase di confronto con i sindacati dei docenti e con i rappresentanti degli studenti. Una mozione che alla fine non è però passata in quanto è mancato il numero legale per l'assenza di numerosi consiglieri di Centrodestra che pian piano si sono allontanati dall'aula non condividendo probabilmente i contenuti della mozione. Al momento della votazione erano presenti soltanto tre consiglieri di maggioranza e dunque è venuto meno il numero legale dopo una sospensione. In aula erano presenti anche i rappresentanti di docenti e studenti. Ed intanto nelle scuole proseguono le attività con assemblee e autogestioni. Al liceo scientifico di Vittoria ieri mattina gli studenti hanno organizzato dei laboratori di arte, filosofia e musica. Nei primi due casi ci sono anche i docenti a dare le nozioni in improvvisate lezioni all'aperto. Poi le assemblee e i momenti di informazione e di controinformazione. Intanto ci si mobilita per la manifestazione nazionale del 30 ottobre. In contemporanea a quella di Roma, anche a Ragusa il comitato di difesa della scuola pubblica organizza un nuovo corteo e un sit in. Questa la nota diramata: "Il coordinamento per la difesa della scuola pubblica di Ragusa, in occasione dello sciopero generale di giorno 30 ottobre comunica che a partire dalle 9,30 a Ragusa avrà luogo un raduno e una manifestazione contro la riforma Gelmini. L'appuntamento è in piazza San Giovanni a Ragusa". Michele Barbagallo

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<Ridare dignità a chi vivein quegli alloggi popolari> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Santa Panagia: appello della «Angelik» «Ridare dignità a chi vive in quegli alloggi popolari» Frastagliatissimo è il mondo della contrapposizione al decreto Gelmini. Politica o sindacale; degli studenti o dei genitori; degli insegnanti o del personale Ata: questa protesta sta evidenziando aspetti, antropologici e sociali, molto singolari. Anche la scuola siracusana sta dando vita a una serie di iniziative particolari. Una di queste la realizzerà stasera il 14° comprensivo, Karol Wojtyla, di via Tucidide. Stasera, appunto. E già questa è una particolarità. La scuola della preside Teresella Celesti resterà aperta, a partire dalle 20,30, per una "Notte Bianca" che coinvolgerà docenti, genitori e alunni. Si tratta di "Una pausa di riflessione - spiega la dirigente Teresella Celesti - senza nessuna strumentalizzazione, senza toni oltraggiosi nei confronti di nessuno, ma solo un modo per rappresentare ciò che siamo e che potremmo non essere più. Un modo per dirci perplessi della scelta di rivolgere l'idea di riforma alla scuola elementare». La scuola, dunque, veicolerà, attraverso una serie di attività culturali svolte dagli stessi alunni e dai docenti, con al centro soprattutto il tema musicale, l'idea di autorappresentarsi per difendersi da un decreto che non le piace. «La scuola elementare - continua la dirigente - è stata sempre pronta a recepire le riforme: sono in questo mondo da 26 anni e posso testimoniarlo. C'è da chiedersi, quindi, perché oggi non voglia recepire il decreto Gelmini. La risposta, da dentro alla scuola elementare è questa: perché lo reputa un ritorno indietro. Il no al maestro unico non è una questione sindacale, per noi. Non ci piace perché è una scelta anacronistica: aveva la sua logica in una società semplice come quella di un tempo. Oggi è insufficiente a raccogliere tutte le complessità attuali». Unica in città, dunque, la notte bianca del 14° comprensivo prevede l'esibizione di alcune sue eccellenze: la Junior Band, per esempio, orchestra da camera diretta dal maestro Uccello. Ogni aula avrà la sua attività: un coro diretto dal maestro Cirinnà; un'esibizione di percussione e fiati; un'orchestra di violini; una coreografia sul tema dell'interculturalità, diretta dalla prof.ssa Ilenia Pellegrino. E poi ancora: cineforum, dibattiti, poesia, karaoke, spazi espositivi di documenti storici, degustazioni di prodotti tipici. «Anziché stare fuori con le bandiere - dice la dirigente - staremo dentro a autorappresentarci. Quello che vogliamo comunicare è che la scuola elementare si rifiuta di prestare il fianco: perché non si guarda altrove? Si riformi la scuola secondaria se se ne ha il coraggio. I dati Ocse dello scorso anno si riferivano ai ragazzi a partire dai 15 anni. Sull'istruzione dei bambini di nove anni siamo i sesti al mondo. In questa Notte Bianca - ha concluso Teresella Celesti - non troverete slogan, semmai riflessioni sul presente e sul futuro». M. T.

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Scendono in piazza pure i genitoriFrancofonte. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scendono in piazza pure i genitoriFrancofonte. Contro la Gelmini come gli studenti di Commerciale, Scientifico e Ipsia Francofonte. Scendono in piazza gli studenti delle scuole superiori della città per manifestare contro il decreto di riforma della scuola presentato dal ministro Gelmini. Grandissima è stata la partecipazione alla protesta studentesca che ha unito sotto un unico slogan sfavorevole alla riforma scolastica, gli alunni dell'Istituto tecnico commerciale, del Liceo scientifico e dell'Ipsia e che durerà fino al 30 ottobre, giornata di sciopero generale. Accanto agli studenti, solidali e determinati i genitori. «Del decreto - spiega Valeria Ferro della V A del liceo scientifico - contestiamo la riforma delle università che prevede l'adozione del sistema all'americana che non garantisce a chi non ha condizioni economiche solide la possibilità di poter continuare gli studi universitari». Gli studenti rivendicano la necessità di privilegiare la meritocrazia. «Deve andare avanti il merito e non il denaro - continua Selenia Alecci della V A del Liceo scientifico -. La privatizzazione delle università è un pericolo per tutti. Ci sta bene la lotta alle «baronie» nelle università non ci sta bene la mancanza di garanzia del diritto allo studio per tutti». Gli alunni delle scuole superiori protestano anche contro altri aspetti della riforma, tra questi il maestro unico, la riduzione del tempo scuola, dimensionamento e accorpamento degli istituti con soppressione di scuole, segreterie e docenti, aumento del numero di alunni per classe fino a un massimo di 32 e altro ancora. «Tutto viene fatto secondo la logica dei tagli per il risparmio - interviene un insegnante - Riteniamo che nessuno può apprendere bene se non si creano le condizioni per un ambiente di apprendimento favorevole. Una classe con 32 alunni non è adatta all'apprendimento. Il maestro unico aumenterà l'esercito dei disoccupati. La scuola elementare italiana è tra le migliori al mondo, non ha nessun senso scombinare l'ordine di scuola organizzato; meglio, sarebbe stato più opportuno migliorare la media e le superiori che non vengono riformate da anni». Antonella Frazzetto

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Stoli: <Esco da un lungo incubo> naccio (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Stoli: «Esco da un lungo incubo» naccio @@«Violando la forma salvammo la sostanza delle analisi della falda e salvaguardammo la salute dei priolesi» Floridia. La maggioranza boccia se stessa su una mozione per contrastare la contrazione di 16 cattedre per gli insegnanti di sostegno. La mozione-Burgio non passa, stroncata da 12 consiglieri, esclusi il presidente del Consiglio, Idà, e la opposizione. Fuori dall'aula dissenso dei genitori degl'invalidi e degli esponenti del mondo della scuola.Si replica stasera in un clima di crescente tensione. La bocciatura è stata indecifrabile perchè su semplice mozione diretta a interessare Provveditorato e Provincia. Un documento nato a giugno, quando ancora della riforma Gelmini non si parlava, mentre gli esponenti Gianni Limoli (Pdl) e Nino Battello (Udc) hanno caldeggiato la fronda che ha fatto implodere la maggioranza. «Non ci saranno perdite di posti di lavoro nel futuro» ha detto Limoli, mentre Battello ha aggiunto «Non vorremmo essere scambiati per Montecitorio, la mozione è strumentale». Garofalo (Pd): «La qualità della scuola innanzitutto». Tino Giuliano del Pd: «Le cose vanno affrontate». Lo stesso Burgio ha sottolineato: «Caricare la mozione di significati che non ha è eccessivo». Ma alcuni insegnanti, dopo essere usciti dall'aula in segno di dissenso, sono rimasti davanti al Comune fino a tarda sera per esprimere il proprio malcontento, paventando al contempo l'assenza in blocco della maggioranza al Consiglio comunale allargato di stasera, quando saranno ammessi gli interventi dei tecnici. «Non c'interssa la polemica politica - commenta il docente Mario Bonanno. - Qui sono colpite le famiglie. Ci auguriamo che stavolta la cittadinanza partecipi e che i consiglieri ci siano tutti. Vorremmo chiarire le conseguenze di ogni provvedimento perché ci siamo resi conto, dagli interventi espressi, che non si conosce approfonditamente la questione». «Chi si assume la responsabilità di questo atto - dice il pedagogista Antonio D'Aquino - risponderà dei bisogni violati dei diversabili: possono perdere per sempre le loro possibilità evolutive». Roberto Rubino

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<Né rossi né neri ma liberi pensieri>Insieme studenti di destra e di sinistra (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

«Né rossi né neri ma liberi pensieri» Insieme studenti di destra e di sinistra ANDREA GAGLIARDUCCI Roma. «Non siamo contrari alla riduzione delle spese. Siamo perfettamente consapevoli che lo Stato ha un rapporto tra debito pubblico e Pil del 104 per cento, il che significa una incidenza sul cittadino italiano di quasi 1400 euro pro-capite. E siamo consapevoli che il debito si può diminuire solo in due modi: o aumentando le tasse o diminuendo le spese. Ma il governo stesso ha detto che vuole aiutare le famiglie. E un taglio del 25 per cento alla scuola privata non è un aiuto per le famiglie». Sono queste le premesse di Gabriele Toccafondi, parlamentare Pdl, primo firmatario e promotore di un emendamento per evitare un taglio drastico ai finanziamenti per le scuole non statali, e destinare i tagli a settori non strategici. L'emendamento è stato firmato da quaranta esponenti della maggioranza. Ma vi potrebbero convergere anche parti dell'opposizione: in commissione, Pd e Udc hanno presentato emendamenti simili nella sostanza, ma diversi nella forma, che sono stati giudicati inammissibili. Non così quello di Toccafondi. Che spiega: «L'obiettivo è di arrivare alla reale parità scolastica: è questo il vero punto di discussione della riforma». Parità più difficile da raggiungere se si tagliano del 25 per cento i fondi alle scuole non statali. «Sono tagli - spiega Toccafondi - a scuole non statali, ma non scuole dei ricchi: è il ceto medio che iscrive i figli a quelle scuole. Lo dicono le cifre: sono un terzo dei bambini quelli che vengono iscritti a quelle scuole, un numero consistente. E si tratta soprattutto di scuole gestite da ordini religiosi e cooperative di famiglie, situate nei quartieri periferici. Un taglio di questo genere ai fondi delle scuole non statali non aiuta le famiglie, che così dovrebbero fronteggiare un probabile aumento delle rette». L'emendamento «propone - dice Toccafondi - di recuperare i 134 milioni di taglio contenuti nella legge Gelmini con una serie di interventi sul capitolo di bilancio di tutti i ministeri. Si tratta di macroaree di intervento, non di interventi specifici, che però andrebbero a incidere sulle spese dei ministeri in maniera tale che i 134 milioni di taglio alle scuole non statali possano essere recuperati». Questo è il primo provvedimento: perché poi ci saranno da affrontare gli ulteriori tagli della Finanziaria previsti per il 2009 e il 2010. «Ci saranno poi altri interventi», preannuncia Toccafondi.

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La scuredella Gelminisugli istitutinon statali (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

La scure della Gelmini sugli istituti non statali Anna Rita Rapetta Roma. Non è bastata la pioggia, caduta copiosa sulla Capitale, a fermare la protesta degli studenti che oggi, come ieri, faranno un presidio davanti al Senato per contestare l'approvazione del decreto Gelmini. In mattinata i manifestanti erano, secondo le stime dell'Unione degli studenti, circa 10.000: diversi cortei spontanei di studenti superiori e universitari hanno sfilato lungo le vie di Roma e si sono ricongiunti sotto Palazzo Madama al grido di "noi la crisi non la paghiamo": piuttosto, dicono gli studenti, tagliate gli stipendi dei parlamentari e del ministro e le spese militari. Come ai tempi delle manifestazioni di 'mani pulite', i giovani hanno anche sventolato in aria i loro portafogli chiedendo: "Gelmini vuoi pure questi?". Oltre alla protesta davanti al Senato c'è stata anche una manifestazione davanti al ministero dell'Istruzione: accoglienza, cultura, scienza, al posto di oro, incenso e mirra, i tre doni che i tre insoliti re magi (uno studente, due genitori di cui uno straniero) hanno portato a Viale Trastevere per consegnarli al ministro Mariastella "Cometa" Gelmini insieme alle 15mila firme raccolte. Alla stazione di Saronno un folto gruppo di studenti ha bloccato per dieci minuti la linea ferroviaria sedendosi sui binari della linea Varese-Milano. In tutto il paese, sono continuate le lezioni all'aperto: termodinamica a piazza San Marco, o scienze della costruzione all'ombra del Colosseo. A Palermo circa mille studenti delle superiori hanno bloccato il traffico per alcune ore, a Catania gli studenti di Fisica hanno occupato la facoltà. A Terracina, in provincia di Latina, sono i professori e il personale Ata di un liceo ad occupare la classi dell'istituto del litorale pontino. In rivolta anche i rettori. "Sono pronto a dimettermi, insieme agli altri rettori italiani", ha detto in un'intervista il rettore del politecnico di Torino, Francesco Profumo. Gli studenti lo ripetono ad ogni pié sospinto: la protesta è pacifica e non risponde alla politica. Ma la tensione è in agguato (qualcuno l'ha addirittura evocata). Sotto Palazzo Madama uno studente è stato fermato e subito dopo rilasciato dalla polizia. Due le versioni sull'accaduto, secondo alcuni il giovane avrebbe sputato ad un poliziotto, altri sostengono che sia stato fermato mentre tentava di scavalcare le transenne. Intanto sull'occupazione del liceo Giulio Cesare la procura di Roma ha aperto un'inchiesta per invasione di edificio pubblico e sta valutando il reato di interruzione di pubblico servizio. L'iniziativa dei magistrati è scaturita dopo una denuncia del preside. A Napoli, alla testa di un corteo di studenti superiori alcuni ragazzi in motorino hanno cominciato a fare incursioni in piazza: due di loro si sono scontrati e ne è seguita una rissa ma i manifestanti si sono subito rifugiati dietro lo striscione dell'istituto per sottolineare la loro estraneità a quanto accaduto. E prove di unità. Mai così vicini, gli studenti di destra e di sinistra. Dopo una lunga "trattativa", Blocco studentesco (sigla di destra) e Uds (di sinistra) hanno superato le reciproche diffidenze e hanno accostato i loro furgoni e urlato dai megafoni: "Né rossi, né neri, ma liberi pensieri". Chi non ci sta. C'è anche chi non condivide la protesta, come gli studenti di centrodestra incontrati dai parlamentari del Pdl ieri a Roma. Si definiscono "la faccia sana e ribelle" di un movimento contro "la casta dei professori". Anche loro occupano: Azione Studentesca ha occupato tre scuole a Roma, Azione Universitaria ha occupato il Rettorato di Torino per protestare contro le occupazioni. Sempre a Torino Azione Studentesca ha occupato la sede della Flc-Cgil (in sindacato dei docenti) per "protestare contro la strumentalizzazione che fa il sindacato della protesta".

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Rifiuti trascinati dalle acqueAcireale. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Rifiuti trascinati dalle acqueAcireale. I sacchetti ostruiscono le caditoie: colpa del «porta a porta» ACIREALE. In pagamento il Cas dello scorso anno a.g.) L'Assessorato comunale alla Protezione civile rende noto che negli sportelli del Credito Siciliano per i terremotati sono in pagamento le spettanze del Cas (contributo autonoma sistemazione) per il periodo settembre-dicembre 2007. Beneficiari 48 soggetti per un importo complessivo di poco inferiore ai 57 mila euro. ACIREALE. Premiazione della «Virtus Atletica» a.g.) Questo pomeriggio, alle 17.30 in sala Giunta, il sindaco Nino Garozzo premierà la società sportiva Virtus Atletica Acireale, squadra campione regionale Cadette e vice campione regionale Ragazze, risultati raggiunti durante i recenti campionati regionali di categoria svoltisi allo Stadio delle Palme di Palermo. Scuole. Spataro (Pd) oggi ad Acireale e Giarre Oggi il segretario provinciale del Pd di Catania, Luca Spataro, parteciperà a due incontri organizzati dagli studenti in merito alla riforma Gelmini. Il primo si terrà dalle 9 al Cinema Margherita di Acireale in occasione dell'assemblea d'istituto del liceo classico 'Gulli e Pennisi'. Alle 10,30, invece, Spataro incontrerà a Giarre gli studenti del liceo classico 'Michele Amari'. ACICATENA. Completamento delle strutture sportive m.g.) L'assessore allo Sport, Giovanni Pulvirenti, e il responsabile del servizio Sport e Turismo, Sebastiano Lizzio, hanno incontrato un funzionario del Credito Sportivo relativamente alla costruzione e al completamento di alcune strutture sportive. «Ad oggi - commenta l'assessore Pulvirenti - Acicatena è dotata di molte strutture sportive ma nel futuro speriamo aggiungerne altre. Per questo motivo abbiamo partecipato all'incontro per discutere la possibilità di accesso a mutui con particolari tassi di interesse». ACICATENA. Domani sopralluogo nel cimitero m.g.) Domani alle 11.30, la VI commissione, presieduta da Pippo Sciacca, effettuerà un sopralluogo tecnico nel Cimitero. In rappresentanza dell'amministrazione Nicotra, parteciperà l'assessore al Cimitero Turi Spina. ACICATENA. Il «Club San Nicolò» cerca atlete m.g.) "Ciao Ragazze": il Club San Nicolò calcio a 5 cerca atlete per l'allestimento di una squadra da iscrivere nei tornei. Da ieri sera nel campetto in sintetico di San Nicolò hanno avuto inizio le selezioni. Per informazioni: Angela D'Ambra, oppure l'allenatore Carmelo Pinna. le farmacie di turno. ACICATENA: piazza Umberto 33; ACI S. ANTONIO: piazza Cantarella 13; ACIREALE: via V. Emanuele 24, corso Italia 1, corso Umberto 130 (notturno); GUARDIA MANGANO: via Nazionale 196; SANTA VENERINA: via V. Emanuele 163.

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Servizi socio-assistenziali del Comunedimezzato il contributo della Regione (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

calatabiano Servizi socio-assistenziali del Comune dimezzato il contributo della Regione Non ha riguardato il tanto avversato decreto del ministro Gelmini sulla riforma della scuola dell'obbligo, la manifestazione inscenata, ieri mattina, dai genitori degli alunni del plesso delle Elementari "Quasimodo" per protestare contro i continui ritardi registrati nella riapertura dell'edificio scolastico di via Mario Carbonaro. L'edificio scolastico in questione è, infatti, interessato dallo scorso anno da lavori di riparazione e miglioramento antisismico, finanziati dal Dipartimento regionale della Protezione civile, per un importo di 445.285,90 euro, nell'ambito del "Piano per la ricostruzione delle zone colpite dagli eventi sismici e vulcanici dell'ottobre 2002". Dall'inizio di tali lavori, giunti ormai al "rash finale", gli alunni della "Quasimodo" seguono le lezioni nel plesso "Padre Pio" di via Libertà. «Ci era stato garantito ad inizio dei lavori - rivela Antonella Parisi, mamma di un alunno, anche a nome di altri genitori - che l'edificio sarebbe stato completato in coincidenza dell'avvio del nuovo anno scolastico. Invece, non è stato così. Tutto ciò non è più sostenibile». Esasperati, i genitori hanno informato del problema sia i carabinieri che la polizia municipale, evidenziando al sindaco, Carmelo Spitaleri e agli assessori comunali, Francesco Castelli (Lavori Pubblici) e Michele D'Urso (Polizia municipale) lo stato di disagio che stanno vivendo i bambini. «Il ritardo non è imputabile all'amministrazione comunale - hanno precisato Spitaleri, Castelli e D'Urso - che, attraverso gli uffici competenti, ha avviato le procedure necessarie perché i lavori fossero ultimati in tempo utile, compreso il collaudo statico della struttura». Durante l'incontro è stato sottolineato che alla base del ritardo nella consegna dell'edificio c'è il malcontento dei dipendenti, peraltro in sciopero da una settimana, nei confronti della ditta. «L'impresa ci ha assicurato - hanno concluso i tre amministratori - che farà il possibile per rispondere alle esigenze dei dipendenti e consentire la ripresa dei lavori nel più breve tempo possibile». Salvo Sessa

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Protesta contro la Gelmini<Niente cultura senza scuola pubblica> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

CALTAGIRONE. Protesta contro la Gelmini «Niente cultura senza scuola pubblica» Le proteste contro la riforma della scuola "targata" Mariastella Gelmini coinvolgono anche gli studenti calatini, convinti che "non ci può essere cultura senza una scuola pubblica". E ieri mattina gli alunni delle Superiori hanno dato vita a un corteo per le vie della cittadina (con tanti slogan contro la riforma), concluso da un sit-in piazza Municipio. Anche il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro (anche nella sua qualità di preside) e l'assessore alla Pubblica istruzione, Francesco Alparone, hanno manifestato loro solidarietà. "Con questa riforma - afferma Andrea Varsallona, 16 anni - passiamo dalla padella alla brace, con un ulteriore abbassamento della qualità della scuola". Agata Cutrera, 15 anni, è esplicita sulla ferma decisione degli studenti per il prosieguo della protesta contro la riforma della scuola prevista dal Governo Berlusconi: "Al liceo scientifico intendiamo dare vita a forme di autogestione, con forme diverse di lezione". mazzarrone. Cane salvato dai vigili del fuoco g.p.) Un cane da caccia è stato tratto in salvo dai vigili del fuoco dopo essere sprofondato in un pozzo di circa 18 metri. Il fatto si è verificato in un fondo provato di località Grassure di Mazzarrone. L'allarme è stato lanciato dallo stesso proprietario del cane che, dopo avere allertato il 115, sono però giunti i vigili del fuoco di Ragusa. Questi ultimi, a loro volta, non sono intervenuti perché il territorio non è di loro pertinenza. A quel punto hanno atteso l'arrivo dei colleghi di Caltagirone, i cui pompieri hanno richiesto l'intervento dei gruppo speleologi e "Nbcr" di Catania, per accertare l'eventuale presenza di gas nel pozzo. Sono occorse oltre 3 ore prima di trarre in salvo l'animale che, solo grazie all'impegno e allo spirito di sacrificio del personale dei vigili del fuoco, è stato salvato da morte certa. Un episodio certamente curioso che, dopo tutto, è andato a lieto fine. MAZZARRONE. Stasera Consiglio comunale n.ga.) Questa sera alle 18 si riunirà il consiglio comunale. All'ordine del giorno: approvazione schema di convenzione fra i comuni di Acate e Mazzarrone per la gestione associata dell'ufficio di segretario comunale; determinazione delle indennità del presidente e vicepresidente del Consiglio e dei gettoni di presenza dei consiglieri; regolamento per l'autorizzazione dei passi carrabili. vizzini. Oggi incontro sull'offerta turistica l.g.) Il Gal Kalat Est organizza oggi alle 18, nell'aula consiliare del Municipio di Vizzini, un incontro per illustrare le opportunità scaturenti dalla campagna di promozione e commmecializzazione dell'offerta turistica integrata, attraverso il marchio collettivo di qualità «Ruralità mediterranea». SCORDIA. Riconoscimento debito fuori bilancio lo.gu.) Si riunirà questa sera alle 19 il consiglio comunale. Tra i punti alcuni riconoscimenti di debito fuori bilancio tra cui la legittimità di quello nei confronti dell'Agesp di Castellamare del Golfo per revisioni contrattuali. LE FARMACIE DI TURNO CALTAGIRONE: via V. Emanuele 14, Traversa via G. Arcoleo 87; CASTEL DI IUDICA: via Montenegro 22 (Giumarra); MILITELLO: via P. Carrera 2; MINEO: piazza Buglio 23; PALAGONIA: via Umberto 22; RAMACCA: piazza M. Rapisardi 27; SCORDIA: via Statuto 255; VIZZINI: via Roma 155.

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<Siamo pronti a sedere tra i banchi dell'opposizione> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il deputato regionale del MpA, Gennuso, sulla nomina dell'Autorità portuale di Augusta «Siamo pronti a sedere tra i banchi dell'opposizione» Si manifesta a Roma, ma pure in città con un corteo che partirà dal campo Di Natale. E' l'ultima occasione contro la decisione del ministro Gelmini di realizzare questa riforma della scuola. Se il Senato approverà il decreto si dovrà pensare con un'altra ottica. Prima del corteo di domani c'è pure una notte bianca da stasera all'istituto Woytila. Torneo35

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Ok del Senato, il dl Gelmini èlegge. Tensioni a Roma e a Milano (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa scuola e università Ok del Senato, il dl Gelmini è legge. Tensioni a Roma e a Milano Il decreto legge 137 del 2008, che reca la firma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, e' legge. L'aula del senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione. Sono stati 162 i voti favorevoli, 134 i contrari e 3 gli astenuti. Roma, tensioni scontri tra destra e sinistra; tafferugli a Milano Via libera definitivo dall'aula del Senato al dl Gelmini che diventa legge. Il decreto è stato approvato dall'aula con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. Subito dopo il via libera del Senato al Dl Gelmini i senatori del Pd e dell'Italia dei valori sono scesi in piazza con gli studenti, che da ieri manifestano sotto palazzo Madama, contro il provvedimento del Governo. In testa al gruppo dei senatori c'è la capogruppo del Partito democratico Anna Finocchiaro che, dopo aver letto in aula una lettera di alcuni studenti che aderiscono alla protesta, si intrattiene a parlare con alcuni di loro. Una delegazione di tre senatori dell'Italia dei valori ha alzando un cartello con su scritto «Passa la Gelmini: referendum», annunciando che avvieranno una raccolta di firme per un referendum contro il decreto. Intanto gli studenti alla notizia del via libera definitivo al decreto gridano «continuiamo nelle scuole e nelle università».

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Scheda/Le novità introdotte dalla riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

n. 259 del 2008-10-29 pagina 0 Scheda/Le novità introdotte dalla riforma Gelmini di Redazione Il decreto Gelmini è legge: i punti cruciali della riforma. Dal grembiulino obbligatorio nelel scuole elementari al ritorno ai voti "decimali", passando per la riduzione dei dipendenti e il voto in condotta Roma - La riforma Gelmini approvata oggi dal Senato ha introdotto una serie di novità, parte delle quali già operative essendo state inserite in un decreto legge: a partire dalle più pubblicizzate, il grembiulino obbligatorio alle elementari, la reintroduzione del voto in condotta e quella dei voti in decimi. Stop agli sprechi Il decreto legge 137/2008 si accompagna alle misure previste nel dl 112, collegato alla Finanziaria, che prevede tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio puntano a far risparmiare alle casse dello stato 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente praticamente in tutti gli ordini di scuole. Nel prossimo anno la "sforbiciata" sarà più consistente (- 42mila posti), poi nel 2010 se ne elimineranno circa 25.500 e l?anno successivo poco meno di 20mila. Riorganizzazione Il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini e gli esponenti del governo hanno più volte precisato che non di licenziamenti si tratta, ma di una riorganizzazione che di fatto precluderà la possibilità della riconferma per migliaia di docenti con rapporto di lavoro precario. I tagli non risparmieranno nemmeno gli Ata vovero il personale non docente, il cui organico complessivo verrà abbattuto del 17 per cento: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente. Prima dell?intervento del governo Berlusconi, i tagli previsti dal precedente governo assommavano a 20mila dipendenti. Rientrare nella media europea La scuola conta circa 1 milione e 100mila occupati, la riduzione complessiva quindi riguarda oltre il 10 per cento del personale del comparto istruzione. L?obiettivo ultimo che si è posto il governo con il dl 112 è quello di avvicinare il rapporto alunni-docenti a quello della media Ue: attualmente in Italia è pari a 8,94, mentre con l?attuazione dei tagli nel 2012 verrebbe portato a 9,94. I calcoli fatti, tuttavia, si basano sul presupposto che il numero degli alunni resti invariato: se, invece, il numero aumenterà (confermando il trend degli ultimi anni) i tagli diminuiranno, al contrario se gli alunni dovessero diminuire il decremento di cattedre e posti potrebbe essere ancora più consistente. Nel mese di ottobre il ministero ha anche presentato il piano programmatico del decreto: un piano che prevede, tra le altre cose, la riduzione dell?offerta formativa a 28-30 ore settimanali nei licei e a 32 negli istituti tecnici e professionali; ma anche la ridefinizione dei parametri per la formazione delle classi (dove in media verranno così collocati più alunni di ora). Nel progetto attuativo è inserito poi l?accorpamento delle classi di concorso di accesso all?insegnamento, in modo da poter utilizzare con più facilità i docenti in esubero spostandoli da una materia all?altra (comunque affini), e la soppressione o l?accorpamento degli istituti con meno di 50-100 alunni complessivi. Torna il maestro unico, aumenta il tempo pieno Nel dl 137, convertito oggi in legge dal Senato, sono invece contenute principalmente disposizioni riguardanti lo svolgimento dell?attività didattica. Ad iniziare dalla riduzione a 24 ore del modello base d?insegnamento alla primaria: un ritorno al passato che permetterà l?attivazione del maestro unico e l?abbandono, dopo alcuni decenni di sperimentazione, del modulo basato su tre maestri per due classi. La soppressione di "mezzo" docente per classe permetterà così alle ex elementari di dare il proprio contributo ai tagli sottraendo a fine manovra, rispetto all?attuale organico, tra i 20 e i 30mila posti. Il governo ha sostenuto che con il suo sistema il tempo pieno verrà confermato e rafforzato: su richiesta delle famiglie, infatti, le scuole potranno predisporre classi a tempo prolungato (27-30 ore) o pieno (40 ore), ma i maestri disposti a svolgere ore in più dovranno essere retribuiti attraverso il cosiddetto fondo d?istituto scolastico. Torna il dieci e lode Nella nuova legge ci sono altre novità: l?inserimento in graduatoria degli ultimi aspiranti docenti abilitati presso le scuole di perfezionamento, i cosiddetti corsisti Ssis ed un piano straordinario per accelerare gli investimenti nel campo dell?edilizia scolastica e della sicurezza. Il passaggio ai voti espressi in decimali nella secondaria di primo grado (la "media inferiore") e nella scuola primaria, dove però restano in vita anche i giudizi sintetici. Approvata anche, per "promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale definito dalla Carta Costituzionale", la nuova disciplina "Cittadinanza e Costituzione". Meno bocciature alle elementari Dopo le polemiche sull?interpretazione dall?art. 3 del decreto (`Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all?esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di disciplinè), che avrebbe potuto essere interpretato come un?indicazione a bocciare gli alunni di elementari e medie manche con un solo cinque in pagella, arriva un emendamento (proposto da alcuni deputati della Lega tra cui Paola Goisis) che fa chiarezza: nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado la bocciatura degli alunni dovrà non solo essere decisa all?unanimità dal consiglio di classe, ma anche essere collocata nei casi di eccezionalità e "comprovati da specifica motivazione". La singola valutazione, relativa ad ogni materia o (come alle elementari) gruppo di materie, non sarà inoltre assegnata dal singolo docente, ma sempre e comunque "assunta a maggioranza dal consiglio di classe". Edilizia scolastica Al fine di porre rimedio alle emergenze strutturali in cui versano migliaia di scuole, si "destina un finanziamento di interventi per l?edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi" attraverso la proroga fino al prossimo 30 novembre di risorse che, dopo "l?individuazione degli interventi", verranno stabilite dal ministro dell?Economia assieme a quello del Miur. Approvati anche specifici `Provvedimenti per la sicurezza delle scuolè finalizzati a snellire le procedure per l?utilizzo dei fondi disponibili, ma anche a rendere più stabili nel tempo i finanziamenti statali: al piano straordinario per l?edilizia scolastica previsto dalla legge finanziaria del 2003 è destinato annualmente un importo non inferiore al 5% delle risorse assegnate al programma delle infrastrutture strategiche, fino al completo esaurimento degli interventi previsti. Gli interventi verranno attuati sulla base delle priorità definite da un "soggetto attuatore" che assicurerà la "messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica". Giro di vite alla riedizione dei libri Le nuove edizioni dei libri di testo scolastici si adotteranno differentemente a seconda del ciclo di studi: alla primaria la cadenza di rinnovamento dei testi sarà quinquennale, come già previsto nella bozza iniziale del dl, mentre nella scuola secondaria di primo e secondo grado la cadenza diventa di sei anni. Permane la possibilità, per i docenti e le case editrici, di adottare nuove edizioni di testi qualora siano subentrate, anche prima dei termini stabiliti, "eventuali appendici di aggiornamento". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Ok dal Senato: il dl Gelmini diventa legge Scontri tra studenti a Roma: tre feriti (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

29/10/2008 Scuola, decreto Gelmini è legge Approvato dispositivo in Senato E' passato in Senato il decreto legge Gelmini sulla scuola. L'Aula di Palazzo Madama ha approvato, in via definitiva, la conversione in legge del decreto del governo con 162 a favore, 134 contro e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori. Gelmini: in settimana il piano per gli atenei "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serieta', del merito e dell'educazione". Così il ministro dell'Istruzione commenta il sì del Senato alla sua riforma della scuola, sottolineando poi che "provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l'introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani. Ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare per il sostegno al provvedimento", conclude Gelmini che annuncia infine: "Entro una settimana presenterò il piano sull'università" Opposizione va verso referendum Dopo il voto esponenti dell'opposizione di Partito Democratico e Italia dei Valori sono scesi a incontrare gli studenti che stanno manifestando, spiegando il loro no alla riforma e sostenendo che continueranno la lotta. L' Italia dei Valori ha annunciato una proposta di referendum sul decreto. Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, ha detto che la battaglia contro il decreto proseguirà davanti alla Corte Costituzionale. Berlusconi: "Studenti presi in giro dalla sinistra" ''Bene, è stato un voto che è andato come è logico che andasse: spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra'', ha commentato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi appena arrivato all'assemblea di Confcommercio. SCUOLA, LA PROTESTA SUL DECRETO-GELMINI Tgcom 28/10/2008"Rettori pronti a dimettersi" 27/10/2008Dl Gelmini,gli studenti non mollano 25/10/2008Scuola, la protesta non si placa 24/10/2008Scuola,proteste al Festival di Roma 23/10/2008Scuola, "fermezza contro violenze" 23/10/2008Scuola, la Gelmini apre a confronto 22/10/2008Scuola, ancora cortei nelle città 22/10/2008Prof: "Se non scioperi,ti boccio" 22/10/2008Scuola,Napolitano:"Serve confronto" 22/10/2008Scuola,Berlusconi: "Nessun taglio" 21/10/2008Scuola, Famiglia Cristiana attacca 21/10/2008Scuola, lo scandalo "supplentopoli" 20/10/2008Scuola, è il momento della protesta 20/10/2008Scuola,ancora protesta anti-Gelmini 20/09/2008Scuola,Gelmini contestata a Venezia 17/10/2008"Su scuola non si tema cambiamento" 17/10/2008Gelmini, non solo proteste 15/10/2008Scuola,ok alle classi per stranieri 14/10/2008Ddl Gelmini, protestano gli Atenei 12/10/2008"La Gelmini taglia 4mila scuole" 09/10/2008Scuola, sciopero il 30 ottobre 07/10/2008Scuola, la Camera conferma fiducia 04/10/2008Scuola,Cisl verso sciopero generale 27/09/2008Scuola, Cgil minaccia lo sciopero Invia ad un amico

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Decreto Gelmini: nota dell'assessore alla Pubblica Istruzione Gualdi (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Decreto Gelmini: nota dell'assessore alla Pubblica Istruzione Gualdi (29/10/2008 13:20) | (Sesto Potere) - Cesena - 29 ottobre 2008 - Pubblichiamo una nota dell?assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cesena, Daniele Gualdi , sul tema dell'approvazione del Decreto Gelmini sulla scuola da parte del Senato: "Di fronte a quello che si sta decidendo sulla scuola italiana, scelgo senza esitazione di schierarmi dalla parte dei tanti insegnanti, genitori, studenti che in questi giorni, in varie forme, manifestano il loro dissenso e la loro preoccupazione per il sistema dell?istruzione nel nostro Paese. Non si era mai visto un movimento trasversale così vasto mobilitato in difesa della scuola e contro i tagli di personale e di risorse finanziarie previste dal decreto Gelmini: con questo provvedimento ci saranno 7,8 milioni di euro nell?arco di tre anni, con il taglio di oltre 84mila docenti e di 44mila addetti del personale amministrativo (segretari, bidelli, ecc.). L?imponenza di questi numeri mostra chiaramente che quella portata avanti dal ministro Gelmini non è una riforma, ma solo una manovra economica. In molti lo hanno denunciato, e non solo fra gli addetti ai lavori: in questo senso si sono levate anche le voci, ad esempio, del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e della rivista cattolica “Famiglia Cristiana”. Siamo in un momento cruciale non solo per il mondo scolastico, ma per l?intero Paese, perché in gioco ci sono in gioco decine di migliaia di posti di lavoro, il futuro delle nuove generazioni, ma soprattutto, la rinuncia a investire in ciò che è fondamentale per lo sviluppo economico di uno Stato: l?istruzione e la ricerca. Ed è avvilente che in risposta alle nuove esigenze didattiche e sociali del Paese la proposta del ministro sia un salto all?indietro che riporta l?istruzione italiana, dall?asilo all?università, a situazioni che pensavamo ormai superate. E così, mentre in molte altre nazioni si innalza l?obbligo scolastico, in Italia si torna al limite dei 14 anni. Peggio ancora, mentre sarebbe necessario riformare autenticamente – e non a colpi di forbici - la scuola secondaria nel suo complesso, il ministro decide di intervenire su quella che è un?eccellenza indiscussa del nostro Paese nel mondo, vale a dire il sistema delle scuole per l?infanzia e primarie. In entrambi i casi si torna al maestro unico, cancellando in un sol colpo decenni di elaborazione pedagogica e didattica a favore di un modello d insegnamento impostato nel dopoguerra, con l?assurda pretesa di un maestro ?tuttologo? chiamato a fronteggiare classi sempre più complesse ed eterogenee e, soprattutto, a dover insegnare saperi fra loro differenziati, come quelli di oggi. Tutto questo senza contare i contraccolpi sociali provocati da questi provvedimenti. Basti dire che, se la riforma verrà applicata come annunciato, solo a Cesena 1400 bambini delle scuole per l?infanzia statali potranno frequentare solo nella fascia antimeridiana, creando non solo un?interruzione di quello che è un naturale processo educativo, ma anche determinando seri problemi nell?organizzazione delle famiglie. E che dire, poi, dei tagli previsti per l?università, che vanno ad aggravare una situazione di sofferenza che già da anni serpeggia negli atenei italiani? Il disegno governativo prevede una decurtazione del fondo ordinario di spesa pari a 1 miliardo e 443 milioni di euro entro il 2013 e un turn-over dei docenti bloccato al 20 per cento (significa che per ogni 10 docenti che usciranno dall?università, solo 2 verranno sostituiti). Condizioni insostenibili per una qualsiasi seria pianificazione: non a caso, solo poche settimane fa il dirigente per la Ricerca Scientifica dell?Università di Bologna avvertiva che, di questo passo, nel giro di 5 anni sarà difficile garantire le risorse per sostenere qualsiasi progetto di ricerca. Intanto i migliori cervelli se ne vanno all?estero perché non trovano possibilità di lavorare, mentre avanza il progetto, ancora nebuloso nei contenuti, di trasformare le università in fondazioni di diritto privato, aprendo di fatto la porta alla privatizzazione e bloccando così qualsiasi ipotesi di riforma dell?università pubblica. Nessun Paese che intenda dare impulso al proprio sviluppo sceglie di abbandonare la scuola e l?università. In Italia, invece, sta succedendo e questo non può che farci preoccupare per il futuro nostro e dei nostri figli. "

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SCUOLA: ANTEZZA (PD), GOVERNO CALPESTA DIRITTI PAESE (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: ANTEZZA (PD), GOVERNO CALPESTA DIRITTI PAESE 29/10/2008 13.30.20 [Basilicata] "Il Governo Berlusconi ha calpestato il diritto sacrosanto degli studenti, delle famiglie, del Paese e anche dell'opposizione di essere ascoltati. Il tempo pieno, il piano per regolarizzare i precari, la sicurezza degli edifici scolastici, la proposta di rendere detraibili i libri di testo, la salvaguardia delle scuole dei piccoli comuni, tutto annullato". Maria Antezza, senatrice del Pd, commenta così¬ l'approvazione del Decreto Gelmini. In particolare, in merito al piano di dimensionamento della rete scolastica che le Regioni dovranno effettuare entro il 30 novembre, per effetto del Decreto legge 154 in materia di contenimento della spesa sanitaria e di regolazioni contabile con le autonomie locali, Antezza ribadisce: "Si tratta di una vera tempesta che si abbatterà  sulle scuole a partire dai piccoli comuni e sulle famiglie italiane". (In Basilicata, chiuderanno 96 autonomie scolastiche, di cui 17 in provincia di Matera e 79 in provincia di Potenza). Antezza aggiunge: Sui piccoli Comuni si riverseranno costi sociali ed economici enormi. Eppure Berlusconi e Gelmini ci hanno detto che i piccoli Comuni non verranno toccati, che il tempo pieno non verrà  toccato, che 132.000 posti di lavoro non verranno toccati, salvo poi pubblicare sul sito del Ministero lo stesso dato alla voce esuberi. Ma insomma, quanta arroganza ancora il Paese e soprattutto il Sud d'Italia, che è¨ maggiormente colpito dalle scelte dissennate del Governo, dovranno sopportare?" Antezza precisa: " Vogliamo una scuola pubblica di qualità , che valorizzi il merito, che non lasci indietro nessuno e che sia fortemente radicata sul territorio". Conosciamo i limiti della scuola che abbiamo combattuti, il primo è¨ che la nostra scuola lascia indietro troppi ragazzi, disperde il 22 per cento dei ragazzi che non hanno la possibilità  di giungere né© ad un diploma né© ad una qualifica professionale. Su questo vogliamo intervenire, così¬ come sul rifacimento di una didattica che rispetti i tempi dell'apprendimento e che renda i ragazzi protagonisti". BAS 02

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(ACR) LAPENNA: STRUMENTALI MANIFESTAZIONI CONTRO RIFORMA GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

LAPENNA: STRUMENTALI MANIFESTAZIONI CONTRO RIFORMA GELMINI 29/10/2008 13.12.22 [Basilicata] (ACR) - â??La sinistra, in una fase così¬ delicata, sta creando solo disinformazione e allarmismo nel Paese che non ha ragione dâ??essere. Rimango sconcertato di fronte alla mobilitazione generale del mondo della scuola e dellâ??Università  contro il decreto del Ministro dellâ??istruzione, Maria Stella Gelmini. Infatti, la â??nuovaâ?? scuola voluta dal ministro introduce il voto in condotta, il giudizio espresso in numeri, l'insegnamento dell'educazione civica, il maestro unico per la scuola primaria (anche se nell'anno scolastico 2009-2010 riguarderà  solo la prima classe del ciclo) e il prolungamento dei tempi di utilizzazione dei libri (gli istituti scolastici dovranno adottare i testi solo da editori che si sono impegnati a mantenere il contenuto invariato per un quinquennio)â?. Eâ?? quanto dichiara il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi- Pdl). â??Il ministro â?? riferisce Lapenna - a buon ragione ha dichiarato testualmente che â??molti di coloro che scendono in piazza non hanno neanche letto il provvedimento. Ingiustificate le manifestazioni di Università  e scuole superiori visto che la riforma non li tocca minimamenteâ??. La protesta del mondo della scuola â?? a parere di Lapenna - è¨ strumentalizzata dalla mera propaganda politica e da chi ha un atteggiamento distruttivo piuttosto che costruttivo. La disinformazione è¨ totale, poiché© lâ??introduzione del maestro unico come causa di licenziamenti, nel pubblico impiego non è¨ assolutamente possibile in base alle leggi vigenti. Lâ??obiettivo del decreto non mira ad una riforma strutturale della scuola, infatti si compone di soli 8 articoli. L'occupazione ingiustificata di luoghi pubblici come le università  e le scuole rappresenta una violazione del diritto allo studio, un abuso e un disagio nei confronti delle famiglie. Il governo di centro sinistra invece che appoggiare delle riforme ragionevoli continua a dire una marea di bugieâ?. â??Non è¨ possibile â?? sottolinea Lapenna â?? così¬ come è¨ stato detto, che si tratterà  di â??cacciare 87mila insegnantiâ??, ma saranno attuati una serie di prepensionamenti e blocco del turnover. Infatti, il presidente Berlusconi ha dichiarato che in questo modo â??si mette fine alla prassi della sinistra che ha inflazionato precari e trasformato la scuola in un ammortizzatore sociale, dequalificandola. Il 38,8 per cento degli studenti 15enni non raggiunge il livello di competenza minimo in una società  avanzata. La scuola ha 1 milione e 300 mila insegnanti con il costo per studente più¹ alto dâ??Europa. Inoltre, per gli insegnanti non esiste nessuna meritocrazia. Un insegnante con 15 anni di anzianità  guadagna 27.500 euro dopo 15 anni; in Germania guadagna 20mila euro in più¹. Lâ??obiettivo della riforma è¨ quello di arrivare entro il 2012 a poter 'premiare' con un aumento di stipendio significativo gli insegnanti più¹ meritevoliâ??. Ricordiamo però² che, solo qualche mese fa â?? dice Lapenna - il governo di centro sinistra con lâ??ex ministro Fioroni, ha emanato un provvedimento per il taglio degli insegnanti che ha colpito gravemente ed indiscriminatamente anche la nostra Regione con la soppressione di numerose classi e la chiusura di alcune scuole e dove ovviamente né© la sinistra, né© i sindacati e nemmeno gli studenti hanno protestato alla stessa manieraâ?. â??In un clima di democrazia â?? conclude Lapenna - deve sicuramente essere garantito anche il diritto di protestare esprimendo opinioni contrarie, purchè¨ non si strumentalizzino le manifestazioni e gli studenti diffondendo falsità  e non si violino i diritti fondamentali garantiti dalla nostra Carta Costituzionale, quale il diritto allo studio e allâ??istruzione contenuto nellâ??articolo 34, principio sacrosanto che non è¨ messo in alcun modo in discussione né© dal governo Berlusconi né© dal decreto Gelminiâ?. (dt )

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(ACR) FIERRO: GIUNTA LATITANTE SU RIFORMA SCUOLA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

FIERRO: GIUNTA LATITANTE SU RIFORMA SCUOLA 29/10/2008 11.09.41 [Basilicata] (ACR) - â??Eâ?? da oltre un mese depositata presso la IV Commissione consiliare, â??Politica socialeâ??, la nostra richiesta di discutere sul decreto Gelmini, il governo regionale, per la sua latitanza, non ci consente di entrare nel merito delle questioniâ?. Sono le affermazioni del consigliere regionale della Federazione dei Popolari di Centro, Gaetano Fierro. â??Nonostante gli sforzi, risultati vani â?? continua Fierro - del Presidente della IV Commissione consiliare di mettere, ripetutamente, allâ??ordine del giorno il tema richiesto, il governo De Filippo continua a snobbare il fatto che il decreto Gelmini avrà  delle ricadute, soprattutto, nella nostra regione. Data la centralità  della scuola per i motivi che tutti noi condividiamo: formazione dei giovani nel senso più¹ ampio del termine, crescita del sapere, consolidamento delle conoscenze e delle competenze, legalità  e senso della cittadinanza, ritengo utile fare alcune riflessioni sul testo del Decretoâ?. â??Le tematiche ricordate â?? aggiunge Fierro - importanti per la crescita culturale, professionale e civile del nostro Paese, assumono un rilievo tanto più¹ significativo nel nostro Mezzogiorno, nel quale le possibilità  di occupazione sono più¹ carenti, aspetti di illegalità  sono ancora troppo diffusi e di contro la necessità  di sviluppare sistemi produttivi avanzati sono più¹ impellenti. Può² essere utile â?? a giudizio del consigliere -considerare la ricaduta del Decreto ministeriale sul nostro sistema scolastico, ed in particolare sulla scuola della nostra Regione e della nostra città  valutandone i singoli articoliâ?. (dt ) Allegati: Testo integrale intervento consigliere Fierro

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Sit in degli studenti del Cambi contro la riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Domani presidio informativo davanti la scuola Sit in degli studenti del Cambi contro la riforma Gelmini FALCONARA - Domani mattina gli studenti del liceo scientifico Livio Cambi occuperanno pacificamente il piazzale antistante la scuola per discutere la riforma Gelmini. "Vorremmo che si parlasse di questa nostra manifestazione - dicono i rappresentanti di istituto Giacomo Di Noto, Lorenzo Buffarini e Antonio Cruccas - affinché anche la voce degli studenti del liceo falconarese possa emergere in una situazione che riteniamo critica". La protesta e il sit-in informativo e di approfondimento dei liceali falconaresi è solo una delle manifestazioni in programma ovunque per chiedere il ritiro del decreto Gelmini. Il mondo della scuola, in ogni ordine e grado, è sul piede di guerra in vista dell'approvazione del decreto oggi in Senato. E proprio palazzo Madama continua a essere l'epicentro della protesta. Nei giorni scorsi le Rsu delle scuole falconaresi avevano promosso un incontro per parlare del progetto di riforma che secondo molti addetti ai lavori "sarà un disastro". "I temi della scuola mobilitano - aveva commentato l'assessore regionale Ugo Ascoli - e in questo caso la preoccupazione è forte perché non solo i cambiamenti annunciati verranno attuati senza un minimo di dibattito, ma la sensazione è che si voglia solo far cassa con la scuola". Nelle sole Marche gli accorpamenti dovrebbero togliere 46 scuole in 26 Comuni, ma i fondi risparmiati non verranno reinvestiti nel settore e, ha fatto notare Ascoli, "un Paese che non investe nell'istruzione non può essere competitivo".

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studenti in piazza domani (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

studenti in piazza domani JESI - Un corteo studentesco contro la riforma Gelmini. Scendono in piazza anche i ragazzi di Jesi nel corteo organizzato per la mattinata di domani dal collettivo studentesco Cortocircuito di Jesi. L'iniziativa parterà da piazza della Repubblica alle 9 e si snoderà per le vie del centro storico per ribadire nella piccola realtà jesina il no al decreto legge 133 del ministro Gelmini. "Siamo convinti - si legge in una nota - nell'affermare che non si possono risolvere i problemi della scuola pubblica nè tagliando i fondi ad essa destinati, nè dividendo le classi e neppure ritornando al maestro unico. Ogni cittadino, non solo insegnante o studente che sia, deve sentirsi chiamato in questione, in quanto tutto ciò che si trova alla base di una società civile è l'istruzione. Attraverso questo piano politico la nostra istruzione e quella delle generazioni future non sarà legata al merito ma al reddito, al paese d'origine e all'appartenenza politica. Noi siamo il futuro e noi stessi pretendiamo una scuola libera, garantita e accessibile a tutti".

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Veneziani e il '68: "Una rivoluzione di costume" (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Veneziani e il '68: "Una rivoluzione di costume" CUPRAMONTANA - "Stiamo parlando del '68 come di un anno che non esiste". Ha suscitato un certo mormorio nella sala gremita di pubblico la frase con cui Marcello Veneziani ha esordito nella presentazione del suo libro "Rovesciare il '68" nell'ambito della rassegna "Nel cuore del libro... parole d'autore" (nella foto). Nella valutazione del noto giornalista e scrittore, estraneo al coro sessantottardo, quella stagione è stata identificata come una "rivoluzione di costume": cambiamenti che hanno inciso sulla famiglia (la ribellione verso la figura paterna), che hanno coinvolto la religione e la morale e che sono sfociati nella legge sul divorzio e sull'aborto. "Nessuna vera rivoluzione però per quanto riguarda il modo di fare politica o economia. Un bilancio largamente negativo, anche se non completamente, quello prodotto dall'onda culturale iniziata nel 68 e proseguita di lì a poco". Un anno, quindi, che andrebbe solamente ricordato come puro "spirito d'epoca" ma assolutamente non ripetuto. L'autore, introdotto da Gianna Latini, si è soffermato pure sulla dimensione internazionale del 68 : la guerra in Vietnam, la nascita dei primi movimenti pacifisti negli Stati Uniti, i fatti di Praga, dove i manifestanti, per le loro manifestazioni, persero il posto di lavoro e dovettero emigrare. Tra le poche conquiste positive del '68 Veneziani ha annoverato la sensibilità all'ambiente e all'ecologia, e soprattutto la stesura e l'approvazione del primo statuto dei lavoratori. Numerose le domande del pubblico, talune provocatorie, le più dirette ad approfondire il rapporto dei movimenti sessantottini con le proteste attuali contro la riforma Gelmini. Per Veneziani non esiste un collegamento tra le due cose, mentre una riforma del sistema ormai non è più rinviabile.

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"A noi la riforma piace" (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Docenti del Classico "A noi la riforma piace" Pesaro - Si firmano gli Insegnanti del liceo classico Mamiani di Pesaro che vogliono rinnovare la scuola. Non tutti ovviamente gli insegnanti del Classico, ma un gruppo di loro tra i quali l'unica firmataria della lettera, la professoressa Paola Orlandi. "Lo scenario, a cui stiamo assistendo nei nostri istituti - scrivono - ci obbliga a prendere posizione, rispetto allo sciopero di domani in merito alla riforma scolastica. Noi insegnanti dobbiamo essere i primi a desiderare di conoscere fedelmente un oggetto, in questo caso i provvedimenti Gelmini, in modo tale da maturare un giudizio, non inquinato dagli slogan più in voga. Da questa analisi personale è nata un'opinione sostanzialmente positiva riguardo ad alcune proposte del ministro. Ci sembra che, per rispondere all'emergenza educativa, sia indispensabile completare il percorso verso un assetto libero e pluralistico, dando attuazione all'autonomia costituzionale prevista per le scuole. Per esempio, abbiamo sperimentato che la proliferazione di progetti e sperimentazioni, insieme al numero di ore di lezione, non incide significativamente sulla qualità dell'apprendimento dei nostri alunni. Inoltre, osserviamo che l'urgenza della razionalizzazione di spesa non è stata sentita solo dall'attuale Governo, ma anche dal precedente: le misure, di cui oggi si discute, non si scostano, nei principi ed in molte proposte, da quelle suggerite dal Quaderno Bianco dei ministri Padoa-Schioppa e Fioroni, nella prospettiva del vincolo di pareggio entro il 2011 richiesto all'Italia dall'Unione europea. Come abbiamo dichiarato nel Collegio dei docenti convocato il 22 ottobre, per queste ragioni abbiamo deciso di non aderire allo sciopero del 30 ottobre, con la richiesta che la nostra voce fosse "distinta dal coro", dando così a ciascuno il diritto di esistere e di esprimere liberamente il proprio pensiero. Costruire il proprio "io", con un volto preciso, che non vogliamo sia confuso nella massa, è ciò che ci permette di vivere con passione il nostro lavoro, accompagnando anche chi, più giovane, ha appena intrapreso l'affascinante cammino alla scoperta di sé e del mondo. Questa è la vera ricchezza della scuola, che nessuna riforma potrà mai garantire: uomini che, ogni mattina, vogliono giocare la loro libertà".

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Venti sindaci contro i tagli all'istruzione (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Per il consigliere regionale del Pdl non è legittimo l'utilizzo di denaro pubblico per interessi di partito Manifestazione in Provincia con insegnanti e genitori. Giannotti firma un esposto alla Corte dei conti Venti sindaci contro i tagli all'istruzione PESARO - Dal palazzo di via Gramsci sale la protesta. A tenere idealmente il megafono il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli, più di venti sindaci del nostro territorio e i sindacati, tutti imbufaliti contro il decreto del ministro Gelmini e la legge finanziaria, la 133, che all'articolo 64 prevede tagli al mondo universitario. Ieri pomeriggio, per un'ora buona, la sala consiliare si è riempita di rimostranze. "Vogliamo informare l'opinione pubblica di quel che sta succedendo - ha iniziato Ucchielli davanti anche a diversi insegnanti e genitori di studenti -. C'è chi ha criticato questa nostra presa di posizione, ma credo che si possano ancora manifestare le proprie idee. D'altronde in estate, quando nei centri dell'entroterra ci sono disagi per la consegna della posta, viene chiesto alla Provincia di intervenire. Perché adesso non dovremmo dare spazio al sentimento di disagio di molti sindaci e presidenti di comunità montane?". Riflessione che non ha convinto Roberto Giannotti che si è rivolto alla Corte dei conti. Il consigliere regionale chiede "di controllare se in questa occasione denaro pubblico non venga o sia stato utilizzato per fini non istituzionali, ma per interessi di partito. Nella lettera-invito Ucchielli parla di tagli pesanti e di chiusura di plessi. I sindaci vengono invitati a presenziare con la fascia tricolore e a "sensibilizzare l'opinione pubblica, favorendo la partecipazione a questa manifestazione", come pure i sindacati, addirittura sollecitati a presenziare con scritte e striscioni di protesta. Non contesto il diritto di ognuno di esprimere il proprio dissenso politico e le modalità in cui lo si esercita, ma sottolineo il comportamento di un pubblico amministratore che partendo da pregiudizi e valutazioni ideologiche si fa promotore di una protesta politica su provvedimenti del governo nazionale, utilizzando personale, mezzi e strutture dell'amministrazione provinciale, invitando altri amministratori pubblici a fare altrettanto". Tornando alla manifestazione Renzo Savelli ha esemplificato quella che considera una riforma impropria della scuola con una parola: tagli. "Ci sono state diverse riunioni nei quartieri e nei paesi e tante ce ne saranno - ha detto l'assessore provinciale alla pubblica istruzione -. All'inizio la discussione era partita su alcuni elementi anche condivisibili come la reintroduzione del grembiulino, i voti al posto dei giudizi, la condotta. Abbiamo iniziato a dubitare quando si è introdotto il pensiero del maestro unico, fino ad arrivare all'approvazione della 133 che per la scuola prevede tagli, tagli e ancora tagli. La riforma Moratti era criticabile ma almeno aveva una sua coerenza ed organicità. Qui invece si va a privare la scuola del 19% delle risorse. Il piano programmatico in tre anni porterà a 87.000 insegnanti in meno e 43.000 esuberi anche nel personale Ata. Quel tipo di piano è offensivo dell'intelligenza". Savelli ha continuato entrando nello specifico: "In provincia si dovranno tagliare 180 insegnanti all'anno per tre anni. Questo perché le scuole avranno meno ore settimanali di lezioni. Ma come può funzionare meglio il sistema con meno soldi, meno insegnanti e meno ore? Verrà pesantemente toccato anche il valore della scuola primaria. E nessuno deve dire che si tratta di una protesta con fini politici. Esiste un documento Upi, dell'unione delle province italiane, firmato pure da chi è di centrodestra". EMANUELE LUCARINI,

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"Sulla scuola solo strumentalizzazioni" (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

La portavoce dei giovani per la libertà "Sulla scuola solo strumentalizzazioni" FANO - "In questi giorni stiamo assistendo ad una vera e propria ondata di proteste e manifestazioni contro la riforma Gelmini sulla scuola. Cosa c'è di vero in quello che dicono? Niente". E' la replica all'esteso coro di docenti, genitori e studenti espressa dalla portavoce provinciale dei giovani per la libertà Lucia Salucci (che tra l'altro è consigliere della prima Circoscrizione). "Sono solo le solite strumentalizzazioni della sinistra e dei gruppi giovanili ad essa legati a fomentare il tutto, perfino in un argomento così importante come la scuola - rileva Lucia Salucci -. Questa la verità: innanzitutto non ci sarà nessun licenziamento di insegnanti, ma semplicemente non se ne assumeranno di nuovi. In Europa c'è un docente ogni 13 alunni, in Italia uno ogni 9 per un totale di un milione e 350.000 dipendenti. Nessuna scuola sarà chiusa: sarà invece unificato il personale amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole vicine, come peraltro previsto dal precedente governo di centrosinistra. Con l'introduzione del maestro prevalente e l'eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per la stessa ora) si libereranno maestri da utilizzare per aumentare il tempo pieno. In 5 anni ci saranno 5.750 classi in più con il tempo pieno. Al maestro prevalente verranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione. Quella dei 3 maestri è un'anomalia solo italiana, visto che in tutti gli altri paesi europei esiste il maestro unico. Occorre qui ricordare che, a suo tempo, la sinistra cercò in tutti i modi di impedire la riforma dei 3 insegnanti, mentre ora fa di tutto per mantenerla. Per quanto riguarda lo studio delle lingue, esso non subirà nessuna variazione, anzi, se richiesto dalle famiglie, sarà potenziato alle scuole medie. Gli insegnanti di sostegno sono e rimarranno gli stessi, cioè 93.000. Il voto di condotta sarà sicuramente uno strumento importante, ma non si verrà bocciati col 7 in condotta come la sinistra vuole far credere. Le immagini di questi giorni vedono in primo piano gli studenti universitari, ma è importante sottolineare che quelli che protestano sono solo poche migliaia, peraltro altamente politicizzate. Quello che non dicono è che le cattedre e i posti per i professori si sono moltiplicati senza ritegno, aumentando la spesa in maniera inaccettabile, facendo della scuola e dell'università italiane un mero stipendificio. Dal 2001 ad oggi i corsi di laurea sono aumentati da 2.444 a 5.500 (in Europa sono la metà); ci sono ben 37 corsi di laurea con 1 solo studente; 327 facoltà non superano i 15 iscritti; non c'è una sola università italiana tra le migliori 150 del mondo; abbiamo ben 170.000 materie insegnate contro le 90.000 di media in Europa. Come portavoce provinciale dei giovani, mi sento di invitare gli studenti fanesi a leggere la riforma Gelmini prima di prendere qualsiasi decisione, senza farsi trascinare dalle parole catastrofiste e disfattiste di pochi. A tale proposito, nei prossimi giorni la riforma verrà spiegata nelle scuole di Fano, perché la strumentalizzazione e l'ignoranza si battono solo con la conoscenza".

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E oggi prevista una raffica di manifestazioni (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Soffia forte il vento del dissenso. Assemblea pubblica all'auditorium San Paolo E oggi prevista una raffica di manifestazioni MACERATA Ma intanto la protesta non si placa. A partire da oggi proseguono le manifestazioni di dissenso contro la legge 133 e i provvedimenti varati dal governo per scuola e università. A Camerino gli studenti Unicam hanno convocato un'assemblea per le ore 18 nel porticato di Giurisprudenza per discutere delle successive mobilitazioni di protesta. A Macerata, invece, si inizia dalla prima mattinata con l'assemblea pubblica di ateneo all'auditorium San Paolo (ore 10) alla quale faranno seguito altre tre assemblee (alle ore 17 nelle facoltà di Lettere e Filosofia, Giurisprudenza e Scienze della comunicazione) indette dagli studenti in stato di agitazione e che costituiranno l'occasione per incrementare l'informazione e valutare le azioni da intraprendere per proseguire la protesta. Sempre oggi pomeriggio, poi, in piazza Cesare Battisti docenti delle diverse facoltà terranno una lezione all'aperto incentrata sul diritto all'istruzione. Nella stessa piazza, domani mattina alle 11 si ritroveranno anche studenti, docenti, ricercatori e artisti dell'Accademia di belle arti che protesteranno contro la riforma Gelmini con una lezione simbolica aperta a tutti sulla partecipazione e la solidarietà (saranno effettuate anche letture no-stop di brani tratti dal libro Gomorra di Roberto Saviano). Studenti e precari di Unimc poi si uniranno alla protesta organizzata dagli studenti delle scuole superiori maceratesi in programma per venerdì 7 novembre. Il punto di arrivo dello stato di agitazione sarà il 14 novembre a Roma dove tutti gli atenei in protesta convoglieranno per la manifestazione nazionale.

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Goliardia e cortei, scoppia la protesta (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nel pomeriggio un corteodi studenti ha occupatoil rettorato e l'aula 8 di Scienze della comunicazione. Nel mirino la legge 133 e il decreto Gelmini Azione universitaria e Azione giovani mettono i sigilli alle sedi con pochi iscritti Goliardia e cortei, scoppia la protesta MACERATA L'onda della protesta degli studenti universitari ha travolto anche Macerata. Giano bifronte di una stessa realtà - quella scolastica - la città ieri ha mostrato i suoi due volti giovani, da un lato la goliardia calata nel reale dei ragazzi di Azione universitaria (Au) e Azione giovani (Ag), dall'altra la contestazione decisa degli universitari. Al centro della protesta dei primi lo spreco dei finanziamenti pubblici e il cattivo utilizzo delle risorse, dei secondi invece, il decreto del ministro Gelmini e la legge 133. Così ieri mattina, alcuni ragazzi di Ag e Au accompagnati da due giovani mascherati da scheletri e una ragazza vestita da dottoressa si sono presentati all'Ersu per consegnare al direttore Maria Grazia Tognetti una formale richiesta di ripristino dell'assistenza sanitaria. "Il servizio medico ha spiegato Michele De Simone, coordinatore regionale di Ag offerto in passato nel poliambulatorio del collegio dei Sibillini costava 20 mila euro l'anno. Nel 2007 è stato sospeso e quest'anno è stato sostituito con un'assistenza paramedica fornita dalla Croce Verde". E proprio ieri pomeriggio l'Ersu ha comunicato l'attivazione a breve del servizio di assistenza sanitaria e psicologica rivolta agli studenti universitari fuori sede ed erogata dall'Asur. Ma quello di ieri mattina è stato solo l'ultimo dei tre "blitz goliardici" effettuati da Ag e Au. Nella notte tra lunedì e martedì scorso, infatti, i ragazzi hanno sigillato il portone della facoltà di Mestieri della musica e dello spettacolo di Osimo, ritenuto un esempio di spreco di denaro pubblico con i suoi 17 iscritti, così come il corso di laurea per Operatore giuridico d'impresa di Jesi con 3 iscritti, anche questo prontamente sigillato nella notte. E ieri mattina al termine dei blitz, De Simone, Fabio Massimo Conti (Ag) e Diego Casaccia (Au) hanno spiegato le ragioni della loro protesta "silenziosa", sottolineando come anche la sede di Spinetoli sia un esempio di cattiva gestione delle risorse. Ma non solo. "Unimc sforna precari, stagisti e disoccupati ha denunciato Conti -, ma sembra che nessuno se ne preoccupi". Come nessuno, secondo i ragazzi, si è preoccupato delle ripercussioni commerciali ed economiche negative provocate dal trasferimento della sede di Scienze della Formazione al polo Bertelli o dell'adeguamento del servizio di trasporto pubblico e del parcheggio alle esigenze degli utenti. Ma la vera e propria protesta contro il decreto Gelmini e la legge 133 è montata ieri pomeriggio quando a scendere in piazza sono stati numerosi studenti universitari che hanno occupato il rettorato dove era in corso la seduta del Senato accademico. Al grido: "Nessuno può rappresentarci, siamo noi la vera università" hanno calato da una delle finestre dell'edificio uno striscione che recitava: "Non la paghiamo noi la vostra crisi!". Dal rettorato, poi, gli studenti e i precari hanno attraversato piazza della Libertà in corteo. "È stata una manifestazione spontanea hanno spiegato i ragazzi - a cui hanno preso parte studenti, ricercatori, docenti e lavoratori precari e che ha invaso la piazza centrale fino a concludersi con l'occupazione dell'aula 8 della facoltà di Scienze della comunicazione. L'aula è stata scelta come luogo comune della protesta, per discutere insieme le prossime iniziative a partire dal blocco totale della didattica conquistato per la giornata di domani (oggi, ndr)". BENEDETTA LOMBO,

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"Non chiuderemo le nostre scuole" (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

"Non chiuderemo le nostre scuole" Riforma Gelmini, i sindaci dei paesi sfidano il commissariamento ASCOLI - "Il 30 novembre non applicheremo il piano del ministro Gelmini anche a costo di farci commissariare dal governo". E' una vera e propria rivolta, una specie di ammutinamento, quello messo in piedi dai sindaci della Vallata che, ieri, con tanto di fascia tricolore, al prefetto Alberto Cifelli, che li aveva ricevuti a palazzo S. Filippo, hanno detto chiaro e tondo che le scuole dei piccoli paesi non chiuderanno i battenti. E nel corso di una conferenza stampa, seguita all'incontro con il prefetto, i sindaci, appartenenti ad entrambi gli schieramenti politici, con la presenza dell'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Olimpia Gobbi, hanno ribadito il messaggio. E che i primi cittadini, spalleggiati dalla Provincia, siano decisi ad andare fino in fondo, anche a costo di aprire tante piccole crisi istituzionali nei diversi Comuni, lo si è capito dalla determinazione con cui hanno rivolto l'appello al prefetto. "Abbiamo voluto informare il prefetto che ci ha ascoltato con la massima disponibilità ed attenzione ha precisato il sindaco di Ripatransone, Paolo D'Erasmo della situazione drammatica che si verrebbe a creare in 35 piccoli Comuni montani della provincia per la soppressione di scuole frequentate da meno di 50 alunni. Abbiamo anche ribadito al prefetto la nostra contrarietà ad attuare il provvedimento del ministro Gemini entro il 30 novembre. Pertanto abbiamo chiesto al prefetto di rappresentare il nostro disagio al governo, affinché ritiri il decreto. Comunque, sia ben chiaro che noi sindaci non chiuderemo le scuole dei nostri Comuni anche a costo di farci commissariale dal governo". Una protesta clamorosa che è la prima messa in atto nelle Marche e che potrebbe contagiare a breve tutte le altre province della regione. Insomma, sindaci indignati per i tagli alla scuola, così come era irritata l'assessore Olimpia Gobbi. "Questa dei sindaci dei Comuni del Piceno ha detto la Gobbi non è una sollevazione caratterizzata da movimenti politici caratterizzati, perchè la protesta è trasversale e unisce sindaci di entrambi gli schieramenti. Nel prossimo triennio a livello regionale dovrebbero scomparire 2.800 persone, dei quali 1.600 sono insegnanti e il resto personale Ata. Nella provincia di Ascoli ci sarà un taglio complessivo che varia dalle 800 alle 900 unità. Solo nell'anno scolastico ci sarà un taglio di quasi 180 cattedre. In pratica, ci sono 35 plessi con meno di 50 alunni da tagliare. E se il taglio non dovesse garantire le riduzione di personale previsto, si procederebbe con le scuole dell'infanzia o aumentando il tetto degli alunni portandolo a un numero superiore a 50". Una operazione che per l'assessore provinciale e i sindaci, comporterebbe costi non sopportabili da parte dei Comuni. "In prima battuta ha proseguito Olimpia Gobbi aumenterebbero le spese per il trasporto scolastico e con le risorse dei Comuni ridotte al lumicino, chi sosterrà questi oneri maggiori? Si è messo in piedi un provvedimento solo con lo scopo di fare cassa, ma a pagare il costo di questa operazione saranno i bambini e le loro famiglie. Senza contare che sorgeranno problemi dal punto di vista delle strutture". Infine, i sindaci, hanno voluto mandare, attraverso il prefetto, un altro avvertimento al governo. NINO ORREA,

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Si mobilitano insegnanti e genitori (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Si mobilitano insegnanti e genitori CASTORANO - Insegnanti, genitori e amministrazione comunale di Castorano, in mobilitazione permanente contro la riforma Gelmini. Questa l'iniziativa scaturita da un incontro tenutosi lunedì pomeriggio presso la sala consiliare del Comune, presenti in massa, oltre che tutte le insegnanti della scuola dell'Infanzia e della Primaria, genitori e pubblici amministratori. Un incontro organizzato per discutere e confrontarsi su quello che è il tema del giorno, e vale a dire il rischio di tagli e accorpamenti di scuole, la reintroduzione dopo quasi vent'anni del maestro unico, la riduzione dell'orario scolastico. "Un'assemblea di genitori, insegnanti e amministrazione comunale in difesa della scuola pubblica hanno scritto in una nota le insegnanti della scuola di Castorano dove è stata ribadita con forza e determinazione la contrarietà di tutti verso i tagli indiscriminati decisi dal Governo, che comporteranno un servizio scolastico ridotto da 30 a 24 ore, ed una dequalificazione della scuola Primaria con l'introduzione del maestro unico". Da parte sua, il sindaco Franco Pezza ha espresso la grave preoccupazione per la stessa sopravvivenza dei plessi scolastici a Castorano. L'amministrazione comunale, gli insegnanti ed i genitori hanno manifestato quindi la volontà di difendere la scuola pubblica con una mobilitazione permanente, al motto: "Difendiamo l'esistenza e la qualità della scuola pubblica a Castorano!. P.L.,

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Vallata in rivolta, il Prefetto avverte il ministro (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ora si temono tante piccole crisi istituzionali che potrebbero allargarsi a macchia d'olio Vallata in rivolta, il Prefetto avverte il ministro ASCOLI - Appena terminata la riunione con i sindaci, che, intanto, stavano incontrando i giornalisti, il prefetto si è chiuso nel suo ufficio, ha chiamato i suoi più stretti collaboratori ed ha inviato tre fax urgenti, per rappresentare la situazione che rischia di crearsi in provincia. Il primo fax è stato inviato alla presidenza del consiglio dei ministri, il secondo al ministero della Pubblica istruzione e il terzo al ministero degli Interni. Alberto Cifelli si è limitato ad ascoltare le richieste dei sindaci e della Provincia, ma si è reso subito conto della gravità della situazione. Perché se la minaccia dei primi cittadini arrivasse in fondo con il commissariamento dei Comuni da arte del governo, si creerebbero tante piccole crisi istituzionali alle quali proprio la Prefettura sarebbe chiamata a rispondere. Senza contare che la mossa dei sindaci dei 33 Comuni montani, dove sono previsti tagli alle scuole delle comunità, rischia di accendere una miccia che in breve tempo potrebbe propagarsi in tutta la regione coinvolgendo tutti i Comuni montani delle Marche. E, forse, sono state proprio queste considerazioni unite alla determinazione con cui i sindaci hanno ribadito le loro richieste, a spingere il prefetto ad anticipare i tempi e ad informare, quasi in tempo reale, le istituzioni romane. Davanti all'irritazione dei sindaci del Piceno e della Provincia per i tagli previsti dal decreto Gelmini, la parola che ieri circolava a palazzo S. Filippo era di usare la massima prudenza e attenzione nel seguire una vicenda che potrebbe esplodere con effetti devastanti da un punto di vista istituzionale.

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Happening anti-Gelmini, studenti e prof uniti (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Domani adesione in massa allo scioperoMa c'è anche una mamma contraria"Non pensano ai problemi dei genitori" Dibattito al Preziotti, cori e slogan allo scientifico. Concerti dopo le assemblee, oggi si replica Happening anti-Gelmini, studenti e prof uniti FERMO - "Prove" di contestazione ieri mattina in città contro il decreto del ministro Gelmini. Fibrillazione e clima teso soprattutto all'istituto statale d'arte Preziotti e al liceo scientifico Onesti. Mentre al Preziotti la contestazione s'è risolta con diverse centinaia di studenti che hanno ascoltato, in una sorta di happening davanti all'ingresso dell'istituto di scuola media superiore, l'insegnante di diritto che spiegava le tematiche proposte dalla Gelmini, ben altro clima si è respirato davanti al liceo scientifico. Un tifo da stadio, con slogan contrari alla riforma urlati in coro. E' stata l'espressione del dissenso degli studenti liceali, consci che i problemi delle Università sono problemi anche loro. C'erano anche frasi appese sui muri della scuola e scritte con lo spray su alcune lenzuola; lo stesso sui muri del vicino Isda Preziotti di Fermo dove gli studenti e gli insegnanti, dopo aver dibattuto le tematiche proposte dalla insegnante di diritto, si sono messi ad ascoltare musica dal vivo e a disegnare. I ragazzi dell'Isda, a fine giornata, hanno deciso di continuare anche oggi l'astensione dalle lezioni, di ascoltare altre voci (magari anche contrarie a questo tipo di mobilitazione) e ricreare un grande dipinto sulle tematiche scolastiche e sulla loro contrarietà alla proposta di riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Molti degli studenti fermani parteciperanno a Roma al grande sciopero nazionale che soprattutto riguarderà la scuola. La sola Camera del lavoro di Fermo ha già prenotato 5 autobus; e si pensa che alcuni saranno pieni di studenti finalmente non divisi da classi o scuole, ma volenterosi di contrastare un disegno che pare li danneggi tutti. Anche gli insegnati si sono affiancati agli studenti e Giuseppe Buondonno, insegnante all'istituto statale d'arte Preziotti, ha affermato di essere al fianco degli studenti che domani sciopereranno. Come insegnante sono assolutamente vicino a questa protesta degli studenti - ha concluso Giuseppe Buondonno -: anche io sciopererò, andrò in corteo a Roma perché quella della Gelmini non è una riforma, ma semplicemente un provvedimento di tagli alla scuola pubblica. La scuola non è un costo passivo, ma è una grande risorsa che quindi ha bisogno d'investimenti e non di tagli. Dello stesso avviso sono una cinquantina d'insegnati del liceo classico di Fermo. E mentre la scuola protesta si leva anche una voce fuori dal coro, anzi più voci. "Sono una giovane mamma lavoratrice - ci ha raccontato ieri una donna - lavoro nel settore privato, sono sola nelle Marche, ho due bambini. Nei giorni scorsi far entrare i miei figli alle 10.30 a scuola è stato per me un forte disagio, ora lo sciopero. Che devo fare? Non vado a lavorare anche stavolta? Dove li metto i figli? E' giusto che pago questo prezzo? Ai nostri diritti di mamme e lavoratrici questi contestatori ci pensano?". ROLANDO CIRENEI,

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L'Università è in fibrillazione (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nuovo appelloper sostenerela ricercae contribuireallo sviluppodegli atenei Documento della facoltà dei Beni culturali contro il decreto L'Università è in fibrillazione FERMO - Anche la facoltà di Beni Culturali aderisce alla protesta dei tanti atenei statali italiani contro i provvedimenti adottati col decreto Gelmini. Oltre alla sospensione delle lezioni decretata dal consiglio di facoltà per oggi e alla partecipazione all'assemblea generale indetta dall'Università di Macerata, è stata programmata un'assemblea a Fermo per domani alle ore 15 nell'aula magna della facoltà di Beni Culturali. "E' aperta a docenti, studenti, personale tecnico amministrativo della facoltà spiegano gli organizzatori ma anche alle altre realtà universitarie fermane (Ingegneria, Scienze Infermieristiche, Conservatorio), ai professori e studenti delle superiori e alla cittadinanza con l'obiettivo di informare e discutere in relazione ai provvedimenti governativi, ai problemi dell'università in generale e della realtà universitaria fermana in particolare". La posizione della Facoltà di Beni Culturali e le motivazioni dell'assemblea sono già anticipate in un manifesto predisposto appositamente dove si "afferma con forza la contrarietà ai provvedimenti del Governo, evidenziandone i gravi rischi per il sistema di formazione universitaria del Paese e ribadendo che opporsi non configura affatto una protesta corporativa quanto piuttosto una reazione civile a un provvedimento che lede l'istruzione pubblica. Si chiede che il Parlamento e il Governo rivedano i loro orientamenti; che il problema della formazione universitaria e della ricerca non venga trattato a colpi di decreti di maggioranza, ma con un serio confronto nel paese, con il coinvolgimento degli esponenti della cultura e di tutti i soggetti interessati. Tutto ciò vista la sciagurata possibilità di mutare a colpi di maggioranza istituzioni statali, colpendo la natura pubblica delle università italiana vista la sordità del Governo e del ministro Gelmini nei confronti dei pareri negativi delle rappresentanze; considerato che viene colpito il sistema pubblico nel suo insieme; considerato che il sistema universitario e di ricerca esige un'analisi approfondita e un ampio confronto per giungere ad una vera riforma". CARMELA MARANI,

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Il provvedimento della discordia dal maestro unico alla condotta (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

E' previsto anche l'insegnamento della Costituzione Il provvedimento della discordia dal maestro unico alla condotta ROMA - Il maestro unico alle elementari, il ritorno dei voti in pagella, la valutazione della condotta nel giudizio finale sullo studente, l'aumento della durata dei libri di testo. Sono questi i punti salienti del decreto Gelmini, contestato duramente dagli studenti. Dopo essere stato presentato a fine agosto al consiglio dei ministri, il decreto ha avuto il via libera dalla Camera ed è in attesa del varo finale al Senato. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Tornano anche i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi - sufficiente, buono, distinto, ottimo - con i quali finora si concludeva il percorso di studi). I testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica ("Cittadinanza e Costituzione").

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Le proteste non fermano il decreto (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Momenti di tensione nell'aula di Palazzo Madama quando l'opposizioneha tentato di ricorrere all'arma dell'ostruzionismo per rallentare l'esame degli emendamenti Oggi sarà approvata dal Senato la versione che ha avuto il via libera alla Camera Le proteste non fermano il decreto ROMA - Opposizione all'attacco al Senato contro il decreto Gelmini, che dovrebbe diventare legge questa mattina. Ci sono stati, in serata, momenti di tensione nell'Aula di palazzo Madama quando l'opposizione ha tentato di ricorrere all'arma dell'ostruzionismo per rallentare l'esame degli emendamenti. Mentre il leader del Pd Walter Veltroni rinnovava, nel pomeriggio, la richiesta di ritirare il contestato provvedimento. E, in serata, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi passava al contrattacco, denunciando una "vasta disinformazione, falsità enormi" sulle misure del governo e accusando l'opposizione di "usare inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole, per scopi politici". Contro la riforma l'opposizione si presenta compatta, forte anche del sostegno di studenti e insegnanti che hanno continuato anche ieri a manifestare in massa davanti al Senato. Al pressing dei democratici si associano anche Idv e Udc. Secondo Antonio Di Pietro, l'approvazione del decreto "sarà il primo passo del governo verso la sconfitta". Il clima nell'aula di Palazzo Madama si fa incandescente quando, dopo un avvio di ostruzionismo della minoranza che con richiami al regolamento e interventi su temi diversi ritarda l'esame degli emendamenti, il presidente del Senato Renato Schifani precisa che i tempi d'intervento per l'opposizione si sono esauriti, in base al contingentamento deciso all'unanimità dalla conferenza dei capigruppo la scorsa settimana. Il presidente Schifani cerca di accelerare i tempi per poter completare l'esame dei circa 70 emendamenti entro le 20:30 e, di fronte alle obiezioni della minoranza che chiede di poter esprimere il proprio parere sui singoli emendamenti, risponde che l'annuncio di voto può essere inviato per iscritto alla presidenza, invitando a limitarsi alla semplice votazione. "Non metto in discussione quello che si è deciso alla capigruppo ma lei sta andando avanti con le votazioni come se nulla fosse, negando il diritto dell'opposizione ad argomentare il suo voto", protesta la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro mentre dai banchi si levano grida di protesta all'indirizzo della presidenza. Nella bagarre spuntano anche alcuni cartelli ironici dai banchi dell'Idv ("La chiamate istruzione ma create distruzione", "L'istruzione costa? provate con l'ignoranza") e il presidente Schifani sospende la seduta e convoca la Conferenza dei capigruppo. Il presidente dei senatori del Popolo della libertà Maurizio Gasparri dice che la maggioranza "non si fa intimidire dalle minacce e va avanti per la sua strada forte del sostegno degli italiani". Le tensioni, comunque, si sciolgono d'incanto con la decisione della capigruppo di allungare i tempi del dibattito fino alle 22. "Siamo soddisfatti di aver ottenuto il tempo necessario per discutere e di avere la possibilità di far sentire le nostre ragioni", dice Anna Finocchiaro che, alla ripresa dei lavori dell'aula si scusa con Schifani "per le intemperanze" avvenute in assemblea. "Non erano rivolte alla sua persona - precisa - e comunque ritengo a nome del mio gruppo di scusarmi". Pace fatta. Con Schifani che rinnova la stima verso la battagliera presidente dei democratici e "l'alta considerazione per il ruolo dell'opposizione", mentre i lavori del Senato riprendono con speditezza in vista del completamento dell'esame degli articoli entro la serata. Rimane, invece, alta la protesta verso il ministro Gelmini che, sollecitata anche dal capogruppo dell'Idv Felice Belisario a replicare alla richieste dell'opposizione di ritirare il decreto, non è intervenuta. "Noi - ha detto Finocchiaro nel momento di maggior tensione - ci siamo sentiti schiacciati tra l'indifferenza del ministro e l'impossibilità di argomentare sul provvedimento". Se in serata al Senato è tornata la calma, questa mattina riprenderà il braccio di ferro in Aula tra due schieramenti. Il voto finale è previsto per le ore 10:30. CORRADO SESSA,

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Scuola nel caos, assedio a Roma (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sull'occupazione del liceoGiulio Cesare la procuraha aperto un'inchiesta per invasione di edificio pubblico Lo scontro non si placa. ancora blocchi, cortei e occupazioni. Proteste davanti al Senato Scuola nel caos, assedio a Roma ROMA - Manca soltanto un giorno al voto in Senato del decreto Gelmini sulla scuola e molti studenti, da quelli delle scuole medie superiori a quelli delle università, puntano i piedi chiedendo il ritiro del provvedimento. In diecimila hanno assediato l'ingresso di palazzo Madama: "Nè rossi, nè neri, solo liberi pensieri", è stato il grido che si è levato dalla folla degli studenti. Migliaia i giovani che dalla mattina ha dato vita a tanti cortei spontanei che hanno bloccato la città fino a sera con gravi disagi al traffico. E oggi, giorno clou per il varo del contestato decreto, sicuramente si replicherà. Nonostante la pioggia battente gli studenti hanno invaso le strade della Capitale per chiedere a gran voce il ritiro del decreto. Con loro anche genitori, sotto il ministero della Pubblica Istruzione, addirittura travestiti da Re Magi per portare in "dono" alla Gelmini 15 mila firme anti decreto. E poi anche i docenti. Alcuni di loro hanno dato vita ad una serie di lezioni all'aperto che si sono svolte a piazza Farnese, Colosseo e piazza Vittorio. E il rettore dell'Università di Roma Tre, Guido Fabiani, parlando agli studenti riuniti in Assemblea li ha esortati a "lottare per far capire anche ai vostri colleghi che cosa vuol dire fare questa battaglia: la linea che dobbiamo portare avanti è quella del "no" ai tagli all'Università perché sono stati decisi per finanziare i tagli dell'Ici". Non si sono fermate le agitazioni e le proteste nei vari istituti. Sull'occupazione del liceo Giulio Cesare la procura di Roma ha aperto un'inchiesta per invasione di edificio pubblico e sta valutando il reato di interruzione di pubblico servizio. L'iniziativa dei magistrati è scaturita dopo una denuncia del preside. Tutta la mobilitazione, che ha attraversato la città dalla mattina alla sera, ha avuto come meta finale il Senato dove ci sono stati anche momenti di tensione quando uno studente è stato anche fermato e poi rilasciato perchè aveva tentato di scavalcare le transenne. Qui sono confluiti i sette cortei spontanei della mattina, animati dagli studenti delle superiori, e i due del pomeriggio, partiti dalla Sapienza e da Roma Tre. Cortei bipartisan anche se continua il braccio di ferro tra l'anima di sinistra e quella di destra che si rinfacciano tentativi di strumentalizzare la protesta. Grazie all'iniziativa di studenti e docenti del liceo Orazio di Roma la voce della protesta entrerà a Palazzo Madama: una lettera dell'assemblea dell'Istituto verrà letta durante le dichiarazioni di voto dei senatori del Pd. Un solo messaggio: "Non state semplicemente votando un decreto ma state decidendo del nostro futuro, del futuro dell'Italia". All'insegna di slogan come "Gelmini vergogna" o "Gelmini burattino in mano della Confindustria", alcune migliaia di studenti (circa 2000 per le forze dell'ordine e oltre 5-6000 per i manifestanti) hanno invece sfilato davanti alla sede dell'Unione Industriale di Torino dove ieri sera il ministro dell'istruzione avrebbe dovuto partecipare ad un incontro letterario. Controllati da un robusto servizio d'ordine, i giovani hanno anche sostato brevemente davanti all'ingresso principale urlando "Industriali mafiosi", "Noi la crisi non la paghiamo" o "Non siamo in vendita". E' stato mostrato anche un fantoccio di cartone raffigurante la Gelmini e una barella con sopra un malato immaginario con la flebo. Il corteo, aperto dagli striscioni "Politecnico in lotta", "Tutta l'Università in lotta contro la Gelmini" e "Non faremo mai economia con il nostro sapere", è poi proseguito verso piazza Castello, dove in serata c'è stato un presidio organizzato dai sindacati. Gli studenti di Trento hanno invece sfilato in oltre duemila in un corteo di protesta contro i tagli previsti nella Finanziaria per l'università e contro il decreto del ministro Mariastella Gelmini sulla scuola. Passando tra le sedi delle facoltà, Sociologia, Lettere, Economia e Giurisprudenza, con musica e slogan dalle 13, hanno chiuso la manifestazione intorno alle 15 davanti alla sede del rettorato. Una delegazione è stata ricevuta dal rettore, Davide Bassi, e dal presidente, Innocenzo Cipolletta. FRANCO SOFFERTI,

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Gelmini, il capolinea delle pluriclassi (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Tra minimo e massimo anche nelle Marche la scuola è costretta a contarsi e accorparsi Gelmini, il capolinea delle pluriclassi ANCONA - Il nuovo verbo è accorpare, omologare, centralizzare. Poco importa se il complemento oggetto è l'istruzione. Secondo il governo le piccole scuole di periferia devono traslocare perché costano troppo. Poco importa se il destino del pendolare inizia a sei anni appena. Così alla logica ferrea della Gelmini non reggerà quella antica delle pluriclassi, una manciata di allievi che dalla prima alla quinta condividono tutto: giornate, banchi, maestra. Si accorpa e a Carassai, piccolo borgo alle porte di Ascoli, si chiude bottega: il trasloco presto potrebbe essere un obbligo per gli otto bambini iscritti alle elementari del paese, sottoinsieme dell'istituto comprensivo "Sacconi" di Montalto. Fine della storia. Ne inizia un'altra. Secondo l'attualità del decreto Gelmini solo nella provincia di Ancona sarebbero otto le dirigenze degli istituti tra comprensivo e secondaria di secondo grado a dover passare sotto il giogo dei tagli. Potrebbe andare peggio nell'Ascolano dove la stessa sorte toccherebbe alle dirigenze di otto istituti comprensivi e di due strutture secondarie di secondo grado: nella stessa zona sarebbero 35 i plessi da chiudere tanto che i sindaci delle zone interessate minacciano le dimissioni. I numeri lievitano nel Maceratese dove nel nome dello stesso verso, centralizzare, potrebbe scorrere il destino, amaro, di una quindicina di strutture scolastiche. La discriminante è uguale per tutti: sotto i 500 alunni si deve sforbiciare. La solita storia, dei più grandi e dei piccoli. Torniamo sul fronte caldo delle elementari: la scuola dove i numeri giocano al ribasso è la "Boccati" di Camerino con 60 bambini cartella in spalla. Passando dal sottoinsieme all'insieme, l'istituto comprensivo, con 261 iscritti, tra infanzia, primaria e secondaria di primo grado, alla "Boccati" resta il primato più piccolo. I più grandi. Fa parte del terzo circolo didattico di Fermo l'elementare più popolosa con 810 iscritti: con i 415 della scuola materna si arriva a quota 1225. Il massimo regionale, come istituto comprensivo, lo raggiunge Spinetoli con 1374 alunni. La storia da cambiare. Marchigiano di provenienza e Pd di appartenenza: eccolo il parlamentare Massimo Vannucci che sulla riforma scolastica non si dà per vinto. "Le scuole dei piccoli centri non si toccano": è questo in sostanza l'appello che ha lanciato con un ordine del giorno presentato alla Camera. Il parlamentare chiede che il Governo "si impegni a tenere conto dei principi per garantire la permanenza dei plessi nei piccoli comuni rispettando e rafforzando le deroghe previste nella legislazione in vigore". Perché il diritto allo studio dovrebbe essere uguale per tutti. "I servizi scolastici - insiste Vannucci - sono fondamentali e rappresentano per tutti un diritto primario al di là del luogo di residenza". M. CRISTINA BENEDETTI,

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La mini è a Bolognola Solo cinque gli scolari (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Tre gli insegnantiE ogni ragazzo segue un diverso programma di studi relativo alla classe di appartenenza La mini è a Bolognola Solo cinque gli scolari CAMERINO Quattro sedi in altrettanti Comuni nel raggio di 30 km, circa 260 studenti di varie età, 25 insegnamenti di scuola secondaria, 20 docenze di scuola primaria e dell'infanzia, 14 addetti tecnici ausiliari (di cui alcuni part time), 2 collaboratori ed 1 dirigente scolastico. A dirlo non ci si crederebbe, ma sono i numeri più bassi della regione e appartengono all'Istituto Comprensivo Giovanni Boccati di Camerino. Due le sedi che ospitano le così dette scuole medie: una a Fiastra, che raccoglie l'intera utenza della montagna, ed una a Camerino. Altre due, invece, sono le sedi che ospitano le scuole primarie (le vecchie elementari) e quelle dell'infanzia: una sta a Muccia, l'altra a Bolognola. E forse quest'ultima sede è quella che più farebbe imbestialire il ministro Gelmini. Qui, infatti, ci sono solo cinque studenti, che tengono occupati ben tre insegnanti. Si tratta, con tutta probabilità, di uno degli ultimi esempi viventi delle vecchie pluriclasse. In sostanza, alunni di età diversa studiano, restando tutti insieme, i cinque programmi relativi alle altrettante classi delle elementari. "A Bolognola spiega l'ex dirigente scolastico Vincenzo Scuri, oggi dirigente dell'Istituto Comprensivo Ugo Betti di Camerino c'è una situazione particolare. Si tratta, infatti, di un cosiddetto gruppo classe che fa riferimento alla scuola di Fiastra". Il motivo dell'esistenza della mini-scuola di Bolognola sarebbe da ricercare nel contesto geografico. Ossia per permettere ai bambini del posto di non doversi trasformare in pendolari già in giovanissima età, con tutti gli inconvenienti del caso, verso Fiastra. Tant'è che una parte del personale, a Bolognola, è pagata a spese del Comune. Al di là del singolarissimo caso, tutto l'Istituto Boccati risulta comunque sottodimensionato. Per rientrare nei fatidici trecento studenti previsti dalla legge per le scuole di montagna, infatti, mancano una cinquantina di ragazzi. Anche a Camerino, infatti, dove solo la secondaria di primo grado (scuola media) fa parte dell'Istituto Boccati, non è migliore. Una sede, infatti, raccoglie l'utenza della montagna ed è dislocata a Fiastra, mentre nella città ducale c'è anche un'altra scuola secondaria, privata, che inevitabilmente "sottrae" iscritti. All'orizzonte, anche se ormai se ne parla già da alcuni anni, si prospetta l'ipotesi di un accorpamento con l'Istituto Comprensivo Ugo Betti di Camerino, quello di cui è attualmente dirigente proprio il professor Scuri. "Ad essere onesto spiega non sono al corrente di cosa succederà, anche perché non riguarda me e, in qualche modo, non riguarda nemmeno l'ambiente scolastico. Sono decisioni che attengono ai vari livelli della politica. Comunque, quello che posso dire per esperienza diretta, è che piccoli, o sottodimensionati, non significa di scarsa qualità". "Non si può chiedere a tutti gli abitanti della montagna di portare i figli a scuola a Camerino dichiara il sindaco della città ducale Enzo Fanelli . Ci rimetterebbe un intero territorio che già soffre su molti altri settori. Però non si può discutere sul fatto che bisognerebbe razionalizzare. Per quanto mi riguarda non voglio chiudere le porte a nessuna prospettiva ragionata. Se è vero che il Boccati è sottodimensionato, è altrettanto vero che facciamo i conti con una crescita delle nascite. La strada giusta, secondo me, è quella di lasciare le cose come stanno, così da avere il tempo necessario all'individuazione di soluzioni razionali che non scontentino nessuno". L'impressione, anche se non c'è ancora nulla di ufficiale, è che il futuro del Boccati passerà per un attento piano di revisione che potrebbe portare ad una nuova distribuzione tra i due istituti comprensivi che hanno sede a Camerino oppure ad un accorpamento formale. Nella sostanza non è infatti ipotizzabile una chiusura delle sedi scolastiche di montagna. EMANUELE PIERONI ,

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La storia Il monumento alla maestra (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

A Frontino nel Pesarese dove le aule sono a rischio chiusura La storia Il monumento alla maestra FRONTINO - Una storia che presto potrebbe far leggenda. Una piccola storia di quelle che si vorrebbero eliminare nel nome dell'ottimizzazione. Il freddo dell'economia che non tiene mai conto dele ragioni del cuore. E' la storia del piccolo centro di Frontino, comune con meno abitanti (392 per la precisione) di tutta la provincia pesarese: è qui che il decreto Gelmini brucia sulla pelle e mette a rischio elementari e materna, i capisaldi di chi non vuole cedere alle lusinghe della città e continua a vole vivere qui. Andiamo nei dettagli. Il plesso scolastico di Frontino comprende oltre Frontino anche la vicina frazione di San Sisto di Piandimeleto: entrambe adottano la formula della pluriclasse avendo la terza, quarta e quinta a Frontino, mentre la prima e seconda sono a San Sisto per un totale di tre maestre fisse più due "itineranti" che insegnano religione e inglese. Frontino e San Sisto temono che possano essere, prima o poi, eliminate perché la spesa pro-capite è più alta che altrove. Nessuna certezza, qui vale l'esperienza di chi vive nelle aree interne. E l'esperienza insegna: "Quando c'è da risparmiare - si dice da quelle parti - a prescindere da qualsiasi governo, lo sguardo viene rivolto nell'Italia minore, nell'Italia delle piccole realtà come i territori montani che dovrebbero, invece, essere più sostenuti e aiutati". Un togliere e basta proprio al comune di Frontino che ha dedicato, unico comune delle Marche ma probabilmente anche d'Italia, alla figura del maestro elementare una scultura d'acqua di Franco Asetto. La fontana è stata intitolata a Caterina Remies in Forlani: una maestra molto stimata e ben voluta, madre dell'ex segretario Dc Arnaldo Forlani. Su quel togliere e basta Antonio Mariani non ci sta: l'attuale vicesindaco di Frontino è stato per 34 anni sindaco e solo il decreto legislativo che impediva, nell'ultima tornata elettorale, la rielezioni dopo due legislature consecutive, l'ha fermato. Mariani è un fiume in piena sulla riforma scolastica. "E' una vergogna - esordisce - togliere la scuola elementare e materna nei piccoli centri come Frontino. Se riforma va fatta dovrebbero fare eccezione i territori montani che non hanno ne strade, ne servizi e ne strutture". Segue una domanda che non avrebbe bisogno di risposta: "Si potranno portare bimbi di tre anni a una decina di chilometri?". E ancora: "Il mantenimento di questi servizi, fra l'altro solo quelli essenziali, è stato essenziale per salvare il territorio. La montagna va difesa e se si vuol risparmiare dovrebbero porre l'attenzione ad altre realtà tipo: la Provincia, la Regione o lo stesso Stato. E' vero, e non può essere diversamente, che la nostra spesa pro-capite è più alta, ma a confronto di altre uscite sono solo spiccioli". La fine di una storia che presto potrebbe fare leggenda: "Una volta - è la conclusione - il maestro assieme al sindaco e al dottore erano i punti di riferimento di tutti gli abitanti. Ora tutto questo lo vogliono togliere". GABRIELE SANTI,

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IL METODO GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL METODO GELMINI Solo una settimana fa Mourinho "osannava" la rinascita di Adriano, sancita dai gol delle ultime partite disputate dall'Inter, dichiarando di averlo tenuto "a pane e acqua". Finalmente dal calcio arrivava un esempio concreto di perseveranza e forza di volontà. La parabola dell'Imperatore, caduto in disgrazia e poi "rinato" dalle sue ceneri, certificava e dimostrava che il calcio non è solo discoteca e bagordi. Però sembra che negli ultimi giorni il brasiliano abbia fatto arrabbiare il tecnico arrivando in ritardo all'allenamento (causa discoteca?) e quindi stasera contro la Fiorentina non ci sarà. Una punizione potrebbe non bastare, Adriano ci è già passato e i risultati si sono visti. Chissà, magari Mourinho potrebbe adattarsi al metodo Gelmini, e non solo sul voto in condotta, anche e soprattutto sui tagli!

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Scuola: grande partecipazione allo sciopero generale di domani (sezione: Scuola)

( da "Salerno notizie" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola: grande partecipazione allo sciopero generale di domani Straordinaria la partecipazione del personale della scuola allo sciopero generale che si terrà domani 30 ottobre. Dalla provincia di Salerno partiranno numerosissimi pullmans che raggiungeranno la capitale dove si terrà la manifestazione nazionale. La riforma Gelmini taglia i fondi, dequalifica la scuola pubblica, penalizza le scuole del Mezzogiorno. Aumenta il numero di studenti per classe, si riduce il tempo scuola, si ritorna al maestro unico, si cancellano scuole e plessi scolastici. La CGIL di Salerno ha già monitorato gli effetti del decreto sulle scuole della nostra provincia, dimostrando che per le aree interne le conseguenze sarebbero devastanti. L?accorpamento degli istituti scolastici determirebbe il pendolarsimo anche per i bambini delle scuole primarie, ed ovviamente, impoverirebbe il territorio di una funzione fondamentale. Queste ultime considerazioni ci inducono a sollecitare i sindaci della provincia di Salerno, a rendersi parte attiva presso il governo e le istituzioni scolastiche al fine di scongiurare un decreto legge estremamente penalizzante per il territorio. 29/10/2008

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Scuola, decreto Gelmini è legge ma protesta non si ferma (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

di Paola Diana e Massimiliano Di Giorgio ROMA (Reuters) - Mentre, come previsto, oggi il Senato ha approvato definitivamente il contestato decreto Gelmini sulla scuola, le proteste degli studenti non si fermano, e ora medi e universitari pensano ad organizzare una manifestazione al Quirinale, per chiedere al Capo dello Stato di non firmare la legge, mentre il partito di Antonio Di Pietro annuncia un referendum abrogativo. La ministro Maria Stella Gelmini ha invece commentato, con un secco comunicato, che "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà", Il sit in degli studenti "in difesa della scuola pubblica" a piazza Navona - cominciato ieri, poi interrotto per il nubifragio che si è abbattuto sulla Capitale e ripreso stamattina - è esploso in un boato dopo che stamattina l'aula di Palazzo Madama ha detto sì con 162 voti favorevoli, 134 contrari e tre astenuti, alla conversione del decreto in legge. Alcune migliaia di ragazzi, tra la curiosità dei turisti che di solito affollano la piazza, hanno ritmato "buffoni, buffoni" e il classico slogan di tutte le stagioni di protesta, "Se non cambierà, lotta dura sarà". Dopo il voto, una delegazione di senatori del Pd e dell'Italia dei Valori è scesa per incontrare gli studenti in piazza, sotto l'occhio delle tv ma anche di decine di agenti di polizia in tenuta antisommossa. Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, ha detto che la battaglia contro il decreto proseguirà davanti alla Corte Costituzionale, mentre il capo dei senatori dell'Idv, Felice Bellisario, ha promesso agli studenti di continuare la lotta, "se servirà, anche con un referendum abrogativo", suscitando applausi entusiasti. Dopo che alla Camera il governo ha imposto la fiducia sul decreto, al Senato la maggioranza ha bocciato compattamente tutti gli emendamenti dell'opposizione. FORSE PROTESTA AL QUIRINALE. DOMANI SCIOPERO NAZIONALE Continua...

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Studenti destra e sinistra si scontrano vicino Senato (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Studenti e giovani appartenenti a un gruppo di estrema destra e altri di estrema sinistra si sono scontrati intorno alle 12 in piazza Navona, vicino al Senato, dopo che l'aula di Palazzo Madama ha approvato stamattina in via definitiva il contestato decreto Gelmini sulla scuola. La polizia ha fermato una ventina di giovani, ha detto una cronista Reuters che ha assistito agli scontri. Due gruppi di manifestanti si sono affrontati nella piazza - piena di studenti ma anche di turisti - con fumogeni e bastoni, danneggiando anche i tavolini di un bar. Secondo alcuni testimoni, giovani militanti del Blocco Studentesco, di estrema destra, si sarebbero scontrati con attivisti di due centri sociali romani della cosiddetta area "antagonista". Gli scontri, terminati quando la polizia è intervenuta in forza in piazza, non avrebbero provocato feriti né contusi, ha riferito la cronista. In precedenza, hanno riferito sia la polizia che testimoni, scontri tra due gruppi di estrema destra ed estrema sinistra erano avvenuti nella vicina piazza delle Cinque Lune, con due giovani contusi. Entrambi i gruppi partecipano alla protesta contro le riforme che introducono, tra l'altro, tagli finanziari alle scuole e alle Università.

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La ricerca calpestata "ci mette la faccia" (sezione: Scuola)

( da "Comunicatori Pubblici" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pubblicato il: 29-10-2008 La ricerca calpestata "ci mette la faccia" Siamo donne e uomini, siamo giovani e meno giovani, precari, strutturati, ricercatori, tecnici, amministrativi, siamo dipendenti, tempi determinati, borsisti, dottorandi, assegnisti, contrattisti, collaboratori, siamo tutti quelli che in tutti i modi vivono e fanno vivere la ricerca pubblica italiana. Siamo quelli che fanno fatica il più delle volte a spiegare cosa vuol dire fare ricerca scientifica, cosa vuol dire in termini di ricadute sulla vita di tutti i giorni, in termini di passione e di impegno, in termini di difficoltà e di lavoro, in termini di prospettive per il futuro. E siamo quelli che si sentono calpestati, nei loro diritti, nello loro aspettative, nella considerazione e nell'importanza che vengono date al loro lavoro. Perché se è vero che i problemi del mondo della ricerca pubblica non sono legati esclusivamente al presente, è altrettanto vero che l'azione amministrativa e legale del presente Governo, ed in particolare del duo Brunetta-Tremonti (nell'assordate silenzio del ministro teoricamente competente, e cioè quello della ricerca, l'On. Gelmini), non solo manca di affrontare i problemi esistenti, ma cerca deliberatamente di dare il colpo di grazia definitivo al sistema della ricerca pubblica. L'attacco è iniziato colpendo l'anello più debole, cioè i precari che vi lavorano che, a norme vigenti, nei prossimi mesi in gran parte si troveranno a perdere il lavoro. Stiamo pensando alla norma sulle stabilizzazioni (Art. 37 quater DDL 1441 - Disposizioni per lo sviluppo economico e per la stabilizzazione della finanza pubblica) nel pubblico impiego, di cui tanto si è parlato negli ultimi tempi, ma che è solo in qualche modo la cartina di tornasole di tutta l'azione del Governo, ma anche alla legge 133/2008 (Decreto Brunetta) che comportano il blocco del ricambio generazionale per alcuni Enti di Ricerca e la sua forte limitazione per altri, la riduzione ulteriore dei finanziamenti per Università ed Enti di Ricerca, la riduzione progressiva del numero di dipendenti (piante organiche), l'espulsione a breve della quasi totalità del personale precario attualmente presente. Per questo vogliamo portare in piazza quelli che lavorano nel mondo della ricerca italiana, le loro facce, le loro storie. Per questo abbiamo pensato a "LA RICERCA CALPESTATA". Una piazza completamente ricoperta dalle nostre facce, e con le nostre facce, dalle nostre storie, dalle nostre passioni e difficoltà, ma anche da tutto quello che potremo raccontare, attraverso materiali divulgativi, banchetti e tutto quello che ci potrà venire in mente del nostro lavoro, del suo fascino e della sua importanza. Il teatro sarà Piazza Maggiore, a Bologna, indicativamente tra il 22 ed il 29 novembre 2008 (siamo in attesa delle autorizzazioni ufficiali, sarà nostra cura comunicare la data finale sul sito non appena sarà possibile). Per coprire la piazza servono 1800 facce in formato A4 a 300 dpi, per questo vi chiediamo di caricare le vostre foto sul sito: http://www.laricercacalpestata.it alla voce Facce. Tutto intorno alla piazza stiamo pensando di allestire gazebo e banchetti informativi e divulgativi. Vi chiediamo quindi anche la partecipazione con materiali, contributi, proposte. Questa iniziativa è del tutto autogestita ma non, ovviamente, priva di costi. La spesa per la stampa di tutte le foto si traduce in un costo per foto di circa 6 euro e quindi vi chiediamo anche un piccolo contributo, almeno di quest'ordine di grandezza. Sulla homepage troverete un indirizzo PayPal per raccogliere le donazioni. Assemblea Permanente Lavoratori dell'Area della Ricerca CNR-INAF di Bologna Per visualizzare la mappa delle lezioni in piazza e delle proteste in tutta Italia che proseguono anche dopo l'approvazione del Decreto Gelmini cliccare sul sito di Clandestinoweb.

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Il decreto sulla scuola approvato definitivamente dal Senato (sezione: Scuola)

( da "CittadinoLex" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sei in: Prima Pagina | Scuola | Testo Il provvedimento contiene anche il ritorno del maestro unico Il decreto sulla scuola approvato definitivamente dal Senato (Ddl Senato 1108 29.10.2008) Il decreto legge 137 del 2008 sulla scuola, quello che contiene tra l'altro il maestro unico, che reca la firma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, è stato definitivamente approvato dal Senato. L'Aula di Palazzo Madama ha approvato il disegno di legge di conversione con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Il testo aveva subito modifiche con l'approvazione alla Camera di un maxi emendamento sul quale il governo aveva posto la fiducia. In particolare a partire dal prossimo anno scolastico, con il ritorno del maestro unico alle elementari i docenti della scuola elementare impegnati oltre le 24 ore settimanali di base verranno retribuiti attraverso un fondo istituito presso la scuola ma finanziato dal Ministero. Tornano i voti espressi in decimali ma nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado la bocciatura degli alunni dovrà essere decisa all'unanimità dal consiglio di classe e collocata nei casi di eccezionalità "comprovati da specifica motivazione". Viene poi previsto lo stop alle continue riedizioni dei libri scolastici: nella scuola primaria la cadenza di rinnovamento dei testi sarà quinquennale, mentre nella scuola secondaria di primo e secondo grado la cadenza diventa di sei anni. I docenti e le case editrici hanno comunque la possibilità di adottare nuove edizioni nel caso di "eventuali appendici di aggiornamento". Per quel che riguarda i nuovi accessi di personale gli studenti che stanno terminando il ciclo formativo presso le università verranno inseriti nelle graduatorie ad esaurimento non più in coda, come previsto dal testo iniziale del decreto, ma "nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti". Lo stesso trattamento anche per i docenti che stanno conseguendo l'abilitazione all'insegnamento di materie musicali. Infine arriva un piano per sveltire gli investimenti nel campo dell'edilizia scolastica e della sicurezza. (29 ottobre 2008)

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Scuola, si fa la conta degli istituti (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

L?assessore regionale Molinaro ha incontrato i delegati all?istruzione delle Province per discutere del piano Gelmini Scuola, si fa la conta degli istituti TriesteL'applicazione in Friuli Venezia Giulia del piano di ridimensionamento della rete scolastica inserito nella Legge Gelmini è stato l'argomento dell'incontro, ieri nella sede del Consiglio regionale di Trieste, tra l'assessore all'Istruzione, Roberto Molinaro, e gli assessori alle Politiche educative della Provincia di Gorizia Maurizio Salomon, Pordenone Lorenzo Cella, Trieste Adele Pino e Udine Elena Lizzi.Era presente all'incontro anche il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Ugo Panetta, che ha prodotto i dati sulla popolazione scolastica delle 207 istituzioni autonome della Regione, essenziali ad una corretta valutazione delle scelte da attuare.«Dal punto di vista generale siamo tutti consapevoli che abbiamo davanti un percorso caratterizzato da molte incertezze» ha detto l'assessore, auspicando che esse vengano chiarite quanto prima, «affinché ciascuno possa fare la sua parte al fine di garantire la continuità di erogazione e la qualità di quel servizio fondamentale che è l'istruzione pubblica». Molinaro ha quindi spiegato che la Regione intende far propri alcuni criteri omogenei di riferimento validi per tutto il Friuli Venezia Giulia, a partire dal numero degli alunni iscritti all'anno scolastico 2008-09 da considerare nell'applicazione della riforma, mentre l'andamento da valutare sarà quello relativo agli ultimi 5 anni. L'assessore ha rilevato che, per salvaguardare il radicamento territoriale delle ultime generazioni, nell'ambito del primo ciclo di istruzione va privilegiata la costituzione di istituti comprensivi, mentre per quanto riguarda le istituzioni scolastiche del secondo ciclo è da perseguire la formazione di istituti superiori multi-indirizzo.Secondo Molinaro, che su questo ha trovato concordi gli assessori provinciali, non sono da considerare ai fini dell'azione di ridimensionamento né le scuole con insegnamento in lingua slovena né quelle di montagna, anche se nell'incontro è stato fatto osservare che le prime sono comunque aperte a un confronto sul tema e che le seconde dovranno prima o poi esser interessate a un processo di adeguamento che ne incrementi il livello qualitativo."Grazie alla disponibilità dell'Ufficio scolastico a fornire da subito i tabulati elaborati, le Province potranno iniziare a lavorare partendo da dati omogenei" ha notato l'assessore, rinviando ad un incontro successivo gli approfondimenti connessi sia alla valutazione delle informazioni fornite dall'Ufficio scolastico regionale che alla effettiva consistenza attuativa delle norme diramate a livello nazionale. Per quanto concerne il dimensionamento della rete scolastica, Molinaro ha ricordato che è tuttora vigente il piano regionale di dimensionamento, approvato nel 2000.

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I precari della Rete veneta in strada a lavare vetri (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

IN CENTRO A MESTRE I precari della Rete veneta in strada a lavare vetri MESTRE - Nuova protesta degli insegnanti della Rete precari del Veneto. Una protesta originale che li ha visti trasformarsi in improvvisati lavavetri agli angoli delle strade di Mestre. Si sono messi tra la via Fapanni e la via Pio X con tanto di spugne e grandi cartelli al collo a simboleggiare che questo sarà il loro futuro con le novità introdotte dal decreto Gelmini che prevede il taglio di posti di lavoro a discapito soprattutto dei precari.

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Assemblee in terraferma per preparare la manifestazione (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Assemblee in terraferma per preparare la manifestazione MestreGli studenti delle scuole superiori mestrine continuano a manifestare con forza il loro no al decreto Gelmini. Anche oggi per i giovani si prevede una giornata di mobilitazione. A partire dal liceo scientifico Morin, che dopo le assemblee dei giorni scorsi, ha deciso di occupare l'istituto. La protesta si estende anche all'Istituto d'Arte di Corso del Popolo che, dopo l'occupazione di lunedì, ora è in assemblea permanente. «Il 90 per cento degli studenti ci segue in questa nostra manifestazione di dissenso rispetto ad un modello di scuola che non tiene conto del nostro futuro e della nostra istruzione commenta Alfredo, uno dei rappresentanti dell'Istituto d'Arte oggi organizzeremo dei dibattiti con esponenti politici a favore del decreto e contrari allo stesso. Ci sarà anche la stampa a moderare il dibattito. Vogliamo capire a fondo questa legge». Sempre in mattinata, anche l'Itis Zuccante e il liceo scientifico Giordano Bruno hanno intenzione di organizzare un sit-in, oltre che incontri di preparazione allo sciopero generale della scuola di domani. Nel frattempo, gli studenti delle scuole superiori hanno deciso di unirsi al corteo di proteste delle università. L'obiettivo è comune: rafforzare il coro di proteste al decreto 133 che prevede tagli pesanti all'università pubblica e blocchi al turn-over. Al liceo psico-pedagogico Stefanini, il sit-in con dibattiti assieme ai professori, come spiega la rappresentante Lavinia, «ha suscitato grande interesse». Oggi, però, Stefanini e Franchetti, capofila della protesta delle scuole mestrine, torneranno a lezione per poi partecipare al grande corteo con partenza da piazzale Roma. «Saremo in tanti», promette Alfredo.G.Q.

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Scuola, non toccate il tempo prolungato (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, non toccate il tempo prolungato Leggo la lettera del signor Carlin di Porto Viro che "sta con la Gelmini". Io ci stavo all'inizio, ora non più! Ci sono assessori alla scuola dei comuni che lanciano allarmi per "scuole a rischio bancarotta..." e devo dire che, da genitore sono preoccupato, molto preoccupato.Ora , sia ben chiaro, non voglio fare un discorso di destra o di sinistra, non me ne può importare di meno in questo momento, ma dico che questa riforma Gelmini mi sta facendo nascere funesti presagi per il delicato equilibrio della mia famiglia (e del mio reddito!) che, con due figli alle elementari e due genitori che lavorano si basa di molto sul tempo pieno, senza il quale non riusciremmo a gestire il nostro nucleo.Leggere che i settori servizi scolastici dei comuni non sanno che scrivere nella lettera che annualmente inviano ai genitori per chiederci se aderiremo o meno al tempo pieno, non è una bella sensazione.Sono d'accordo col ministro Gelmini per il ritorno al 7 in condotta e al grembiule, ma la paventata reintroduzione della maestra chioccia temo si riveli un madornale errore. Ho capito che mancano risorse per la scuola e una bella sforbiciata di maestri aiuta, ma perchè dobbiamo pagare noi genitori e soprattutto i nostri figli?Al contrario di quanto afferma Gelmini credo che il tempo pieno sia il primo ad essere toccato. E come fanno due genitori che lavorano entrambi, a prendere i bimbi alle 12.30? Schiavizziamo in perpetuo i nonni? Lo sa il ministro cosa costa una baby sitter in nero? Già la famiglia con figli a scuola non ha un minimo di supporti dallo Stato, vogliamo proprio tagliarle le gambe definitivamente? Ma mi preoccupo soprattutto della didattica, non sono più i tempi della maestra so tutto io, non può avere le competenze. E se la maestra unica non va? Si rischia di rovinare il bambino per 5 anni.Francesco CeraPadova

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<Italia immobile, ma è colpa di tutti> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ieri sera a Vicenza la consegna dei Premi Piovene al politologo e a Francesco Manacorda «Italia immobile, ma è colpa di tutti» Galli della Loggia: «Guardiamo troppa tv, non leggiamo, nè rispettiamo le regole. Ora vediamo le conseguenze» VicenzaNOSTRO INVIATOStorico e politologo, 66 anni, già successore di Cacciari alla presidenza della Facoltà di Filosofia dell'Università San Raffaele di Milano ed editorialista del Corriere, Ernesto Galli della Loggia ha ricevuto ieri sera al Teatro Olimpico di Vicenza il premio "Il Piovene del nostro tempo", assieme a Francesco Manacorda, della Stampa, vincitore de "Il Giovane Piovene".Di recente ha fatto scalpore la sua denuncia sull'immobilismo dell'Italia. Piovene invece, nel suo "Viaggio in Italia", compiuto fra il 1953 e il 1956, descrisse un paese animato da una grande tensione verso la trasformazione. Cosa ci è accaduto nel mezzo?«Piovene scriveva in un momento in cui l'Italia stava cambiando in modo radicale. Una trasformazione che si è poi bloccata alla fine degli anni '80, quando abbiamo cominciato a perdere colpi in tutti i settori e tutte le classifiche, dal Pil alla preparazione scolastica. Le cause sono tante, ad esempio la perdita di incisività del sistema politico, iniziata con la stagione ormai lontana del consociativismo, ma continuata anche nel nuovo sistema dell'alternanza: da un lato a causa della rissosità delle coalizioni di sinistra, dall'altro per l'impreparazione della nuova classe politica della destra. Accanto a questo problema però, hanno influito nell'arresto dell'Italia anche l'arretratezza del Mezzogiorno, le strozzature delle infrastrutture, l'inefficienza delle reti dell'istruzione (che sfornano un numero di laureati tra i più bassi al mondo), un tessuto di industrie medio-piccole che non raggiungono la massa critica necessaria per produrre un'ondata di sviluppo tecnologico...»Mi scusi, ma dalle nostra parti le imprese sono piccole, e proprio per questo più dinamiche e in grado di intercettare i mutamenti economici e sociali...«Certo sono un esempio di flessibilità, ma la loro forza mi sembra derivi dal fatto che esportano lavorazioni in aree dov'è basso il costo del lavoro. Ma quando finirà questo Bengodi, che faranno? Andranno avanti solo coloro che hanno buone capacità di innovazione sul prodotto e sulle tecnologie».Non trova che in Italia ad alimentare l'immobilismo sia anche la mancanza di fiducia dei cittadini, il loro timore di essere, in un modo o nell'altro, imbrogliati?«Il primo di cui non ci si fida è lo Stato, ma questo dipende dal fatto che nessuno nel nostro Paese osserva e fa osservare le regole. Ma è la società tutta, anche nelle sue parti economicamente più progredite, che tentenna di fronte alla legge: come nel pagamento delle tasse, ad esempio, oppure nello scarso rispetto del Codice della strada, spia dei cattivi comportamenti continuativi dei singoli in rapporto alle regole generali. E poi le sanzioni sono rare e inefficaci. A differenza da altri paesi, in Italia nessuno è mai andato in prigione per evasione fiscale. Ma poi da noi si legge meno che altrove, si guarda troppa televisione, ci si rincretinisce con play station e discoteche. Così non si va lontano...»Non sarà un po' colpa anche degli intellettuali?«Forse un po' sì, ma meno di molte altre categorie. La colpa è della situazione storica del Paese, degli stessi italiani che si sono buttati nella modernità distruggendo il loro passato. Oggi tiriamo le somme di tutto questo».Lei è stato molto critico anche con le manifestazioni studentesche di questi giorni. Non ne salva nulla?«Effettivamente no. Neppure a me piacciono i tagli ipotizzati, ma devo dire che vedo intorno molte prese di posizione di chi non sa nulla di ciò di cui parla, e mi riferisco agli studenti, o non dice quali sarebbero le alternative, per quanto riguarda i politici. Per l'Università, comunque, siamo in attesa, mentre per la scuola mi sembra che le riforme del ministro Gelmini vadano nella direzione giusta».Sergio Frigo

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Cavallino-Treporti. Niente aula della scuola "Carpaccio" e così l'assemblea viene organizzata nel parcheggio (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cavallino-Treporti. Niente aula della scuola "Carpaccio" e così l'assemblea viene organizzata nel parcheggio (G.B.) Si fanno sentire anche a Cavallino-Treporti gli echi delle proteste al decreto Gelmini. Non ci saranno cortei e tanto meno occupazioni, ma un certo fermento e forme di preoccupazione sono comunque state registrare anche nel litorale nord. Per questo, oggi alle 15, i genitori degli alunni che frequentano le scuole elementari e medie, si ritroveranno davanti alla scuola Carpaccio di Cavallino per un'assemblea. I genitori, cercheranno così di avviare un dibattito con gli insegnanti sugli effetti del decreto. La loro sarà un'iniziativa che varrà anche come protesta nei confronti del divieto ad avere a disposizione un'aula della scuola nella quale poter svolgere questa assemblea; divieto che a quanto pare sarebbe dovuto dal regolamento della scuola. «Siamo preoccupati per i possibili effetti del decreto Germini - hanno detto i genitori - per questo avevamo chiesto un'aula nella quale svolgere un'assemblea con gli insegnanti. Abbiamo ricevuto una risposta negativa perché il regolamento scolastico vieta di parlare di problema scolastici all'interno della scuola. Non volevamo protestare, ma solo chiarire alcuni dubbi. Per questo, abbiamo scelto di allestire questa assemblea nel parcheggio antistante la scuola a Cavallino».

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Un nuovo debutto nella stagione di teatro contemporaneo al ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Un nuovo debutto nella stagione di teatro contemporaneo al ... Un nuovo debutto nella stagione di teatro contemporaneo al Teatro Aurora di Marghera. Giovedì 30 ottobre la rassegna Specie protetta dedicata alle compagnie emergenti propone in prima nazionale lo spettacolo Misure di pubblica sicurezza della compagnia MargineMigrante, in scena alle 21 e in replica alle 22.15. Presentato come un primo studio, il lavoro, scritto da Margherita Fantoni e diretto da Anna Serlenga, indaga la società italiana e il suo rapporto con l'Altro, con il diverso, l'emigrato, in un momento storico ricco di episodi che sembrano enfatizzare l'ostilità a sfondo razziale. C'è il sindaco che veste i suoi panni migliori, si asciuga la fronte, si schiarisce la voce. Dichiara che è tempo di emergenza, "loro" stanno arrivando. E così inizia una trasformazione della gente, dei luoghi, delle abitudini.In un mondo surreale e grottesco, ma molto vicino alla realtà, lo spettatore viene coinvolto in un evento che lo fa protagonista, rendendolo partecipe delle misure di pubblica sicurezza contraddittorie, spesso al limite del comico, che i rappresentanti del potere della città di M. hanno scelto di adottare. C'è chi approva, chi, nel dubbio, accetta e chi dissente. E si delinea così uno scenario di emergenza fatto di scelte spesso contraddittorie, che molto somiglia alla società della provincia e delle aree metropolitane dio mezza Italia. «Misure di pubblica sicurezza - scrive la compagnia - vuole porre l'accento sul sistema che, attraverso la costruzione di paura ed insicurezza, porta il cittadino comune a sentirsi minacciato e quindi a desiderare di essere tenuto al sicuro da presenze inquietanti perché non conformi a ciò che viene definita la norma, l'identità dominante. Vediamo moltiplicarsi azioni governative che delegano alla militarizzazione del territorio e ad azioni di polizia la relazione con cittadini indesiderabili». In effetti lo spettacolo prosegue il percorso di riflessione iniziato lo scorso anno dalla compagnia attraverso un lavoro di indagine e dialogo con alcune comunità rom del territorio di Venezia e Padova.L'ideazione è collettiva e sul palco ci saranno Enrico Bergamasco, Aronne Bonomo, Valentina Carpenedo, Giacomo Cipolato, Andrea Cravotta, Samah El Feky, Dario Gallazzi, Chiara Gelmini, Marco Maguolo, Anna Manfio, Stefano Montagner, Roberta Nalesso, Yanik Puntin, Leonia Quarta, Sergio Rodino, Beatrice Sarosiek, Jacopo Seri, Mila Trevisan, Angela Ursella, Silvia Zanna, Camilla Zuin. Le musiche sono eseguite dal vivo dalla Banda di S. Erasmo. Lo spettacolo è a numero chiuso, prenotazione obbligatoria 041932421.Giambattista Marchetto

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COMUNE DI BELLA A MANIFESTAZIONE CONTRO DL GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

COMUNE DI BELLA A MANIFESTAZIONE CONTRO DL GELMINI 29/10/2008 15.46.59 [Basilicata] Il Consiglio comunale di Bella partecipa con il proprio gonfalone allo sciopero del 30 ottobre a Roma contro il decreto legge del ministro Gelmini. â??Tutti i cittadini di Bella â?? si legge in una nota del Consiglio comunale - si uniscono ai Docenti e agli studenti per ribadire che il diritto allo studio va salvaguardato e garantitoâ?. Lâ??Amministrazione comunale di Bella è¨ â??contro la scelta del maestro unico, della riduzione dellâ??orario scolastico numerica e merceologica che è¨ alla base della sopravvivenza di unâ??istituzione o plesso scolastico, della soppressione di posti di lavoro per insegnanti e ausiliari, della demolizione della scuola pubblica. Eâ?? paradossale che, per una conquista di civiltà  e per il diritto allâ??istruzione, le Amministrazioni, i genitori, gli alunni e il corpo docente siano ancora costretti a difendere i diritti fondamentali e costituzionali. Eâ?? da precisare â?? si legge ancora nella nota - che le istituzioni scolastiche di Bella nellâ??ultimo ventennio sono già  state oggetto di razionalizzazione con la soppressione di ben 14 plessi rurali e, quindi, ogni ulteriore riorganizzazione porta al disservizio senza alcun miglioramento della qualità  della scuola. Da Bella alle ore 3.00, da Piazza del Plebiscito partirà  un pulmann per Romaâ?. BAS 02

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BUBBICO (PD): TAGLI ALLâ EDILIZIA SCOLASTICA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

BUBBICO (PD): TAGLI ALLâ??EDILIZIA SCOLASTICA 29/10/2008 15.08.08 [Basilicata] Il sen. Bubbico intervenendo al Senato sul decreto-Gelmini, ha presentato un emendamento che propone di sopprimere lâ??articolo 7 bis che dispone la riduzione del 50 per cento delle risorse destinate alla edilizia scolastica, con particolare attenzione, alla messa in sicurezza degli edifici. Per Bubbico si parla di â??grandi cifre. Per esempio, per il 2007 il governo Prodi aveva stanziato 295 milioni di euro. Con questo ennesimo taglio , per gli anni prossimi la riduzione sarà  intorno ai 150 milioni di euro. Inoltre, lâ??articolo 7bis individua un â??soggetto attuatoreâ? per la realizzazione di interventi per la mitigazione dei rischi sismici per almeno 100 edifici. E tutti gli altri? Il â??soggetto attuatoreâ? è¨ forse più¹ capace ed efficiente delle Regioni, delle Province o dei Comuni? In questo modo le autonomie locali verranno espropriate di competenze specifiche. Un provvedimento contraddittorio e superficiale. Lâ??emendamento non approvato â?? continua Bubbico - è¨ lâ??ennesimo indicatore di come il decreto Gelmini affronti il tema della scuola e della istruzione con la esclusiva logica della riduzione delle risorse finanziarie. Nessun investimento, ma esclusivamente tagli per fare cassa . La scuola, lâ??università  e la ricerca vengono messi a dura prova; gli studenti hanno percepito come il loro futuro venga messo in discussione per questo andrebbero ascoltati. Il complesso tema della conoscenza andrebbe affrontato con ben altri argomenti. Dovremmo valorizzare il merito, la ricerca, modernizzare le strutture, potenziare le infrastrutture materiali ed immateriali, in modo da rendere il sistema-istruzione più¹ forte e competitivoâ?. BAS 02

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MELFI, GENITORI SCUOLA â S. TEODOROâ : NO ALLA RIFORMA GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

MELFI, GENITORI SCUOLA â??S. TEODOROâ?: NO ALLA RIFORMA GELMINI 29/10/2008 15.00.49 [Basilicata] Dopo lâ??incontro informativo sulla legge n° 137/2008 svoltosi presso la palestra della Scuola Elementare â??F.S. Nittiâ? di Melfi, i genitori della scuola dellâ??infanzia del plesso di â??San Teodoroâ? esprimono viva preoccupazione per un provvedimento che, di fatto, limita lâ??offerta formativa dei nostri figli.â?Ridurre a 24 ore settimanali il numero delle ore di permanenza a scuola, come sancito nel DL Gemini, significa eliminare di fatto il tempo pieno. Un progetto didattico che, unitamente alla scuola a modulo, ha proiettato la scuola primaria e dellâ??infanzia italiana â?? sostengono i genitori - ai primi posti nelle classifiche di merito internazionali. Un modello didattico-organizzativo che non si limita ad offrire più¹ assistenza ai bambini (per questo il doposcuola poteva essere sufficiente) ma offre la possibilità  di apprendere in tempi distesi, con tante attività  in più¹ di gioco, di ricerca, di indagini e di attività  di gruppo. Un tempo di vita in cui si cresce e si apprende imparando con gli altri e dagli altri. Ben diverso è¨, invece, il tempo contratto della scuola del mattino (quello delle 24 ore tradizionali sancito appunto dalla legge Gelmini) dedicato alla trasmissione delle conoscenze, a cui si può² aggiungere il doposcuola per quelli che non hanno capito la lezione del mattino, con insegnanti diversi, pagati dal comune se hanno la disponibilità  economica. Il ministro Gelmini continua a rilasciare dichiarazioni rassicuranti circa la sua volontà  di non toccare lâ??organizzazione della classi a tempo pieno. Dichiarazioni, tuttavia, che non trovano conferma nellâ??articolo 4 della legge n° 137 che promette soltanto che â??i regolamenti terranno conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più¹ ampia articolazione del temposcuolaâ?. Affermazione che si può² tradurre in mille modi, dal tempo spezzatino dellâ??ex ministro dellâ??Istruzione Moratti, alle ore aggiuntive per gli alunni bisognosi, ma certo non garantisce la tenuta del modello di scuola a tempo pienoâ?. Per i genitori della scuola materna di Melfi â??tornare alle 24 ore settimanali, quindi, non solo scarica un problema sociale sulle famiglie, ma impoverisce la scuola facendola regredire di quarantâ??anni. Così¬ come è¨ un ritorno al passato, a nostro avviso, la scelta di reintrodurre la figura del maestro unico. Una scelta, come le altre presenti nella legge Gelmini, che non risponde a nessun criterio pedagogico, ma esclusivamente alla necessità  del Governo di far cassa. Siamo dellâ??opinione che la scuola non può² essere oggetto di tagli indiscriminati tanto più¹ che a pagare il prezzo più¹ alto di questo risparmio forzato saranno proprio i nostri figli privati di una scuola più¹ ricca ed in linea con i tempi oltre che le loro famiglie costrette a riorganizzarsi per far fronte allâ??ennesimo cambiamento del sistema organizzativo scolastico. Per questo diciamo no alla legge Gelmini. Per questo ci dichiariamo solidali con i docenti della nostra scuola e con tutti coloro che sono impegnati da giorni in una battaglia giusta che è¨ innanzitutto una battaglia di civiltà  e di progressoâ?. BAS 02

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Domani si fermano le scuole (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lo sciopero nazionale anti-decreto. In corteo professori, maestri e genitori Domani si fermano le scuole L'appuntamento è alle 9 nel piazzale della stazione PAVIA. Sfileranno domani per le vie del centro gli studenti insieme a docenti, bidelli e personale tecnico amministrativo di tutte le scuole di ogni ordine e grado per dire no alla "riforma" Gelmini della scuola e ai tagli all'università. Lo sciopero studentesco è stato organizzato dal Comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) composto da alcuni alunni delle scuole superiori, che sono riusciti a coinvolgere tutti, dalle scuole d'infanzia all'università: l'appuntamento è per le ore 9 nel piazzale della stazione. Lì gli studenti delle superiori si ritroveranno con i docenti e alcuni rappresentanti delle sigle giovanili di sinistra, mentre il concentramento ufficiale per gli universitari sarà alle ore 10 presso l'Università Centrale. Il corteo che partirà dalla stazione vedrà in pole le scuole superiori guidate dal Comitato in Difesa della Scuola Pubblica seguiti dai sindacati confederali di categoria, dai partiti (Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani) e dalle sezioni giovanili (Giovani Comunisti, Federazione Giovani Comunisti Italiani, Giovani democratici) e dalle associazioni di genitori e insegnanti, senza dimenticare i bidelli. Percorrendo corso Cavour raggiungerà Strada Nuova dove, di fronte all'ingresso principale, gli studenti universitari si uniranno al corteo dietro la sigla unitaria "Studenti contro la 133" che riunisce Coordinamento per il Diritto allo Studio, Collettivo Universitario Autonomo, Gruppo Kos e Studenti Indipendenti. Dopo un percorso nei pressi dell'Università (ma ancora in via di definizione) il corteo confluirà in piazza della Vittoria al presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil e dalle varie associazioni. Il Comitato Insegnanti e genitori di Pavia costituitosi nelle scorse settimane sarà presente al corteo e in piazza con uno stand al grido di "Una scuola di qualità per tutti" e"Nella mia scuola nessuno è straniero". Il fermento è tanto, anche se in nessuna scuola si hanno dati ufficiali sulle reali adesioni del corpo docenti: ci sono solo i volantini e i manifesti attaccati alle pareti, e qualche discorso mormorato in aula professori. (a.gh)

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La raccolta di firme per lezioni regolari (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'INIZIATIVA La raccolta di firme per lezioni regolari PAVIA. «In università, per la libertà di tutti»: con questo slogan gli attivisti di Ateneo Studenti hanno iniziato ieri la raccolta firme in università centrale e alla Nave per chiedere che non venga messo in pericolo il diritto allo studio di tutti coloro che vogliono continuare a studiare. Quattrocento firme in quattro ore, equamente distribuite tra facoltà scientifiche e umanistiche. Spiega Matteo Greco, rappresentante di Ateneo Studenti nel Consiglio d'Amministrazione dell'università: «Siamo contro la riforma Gelmini ma vogliamo che l'università resti aperta. Di armi per protestare ce ne sono tante, cortei, assemblee, scioperi, ma la sospensione delle lezioni, delle sessioni d'esame e di laurea sono deleterie. Con la nostra raccolta firme faremo sentire la voce di quelli che, pur contrari alla riforma, non vogliono lezioni in piazza dove non si impara nulla». Qual è il giudizio di Ateneo Studenti sulla riforma dell'università? «E' un taglio sbagliato perchè orizzontale, che non distingue le università con una buona ricerca e i conti in regola da quelle in rosso senza ricerca. E' ingiusto». E sul turn over? «Il fatto che per ogni cinque docenti che se ne vanno sia possibile sostituirne uno è una manovra nata da un conto a tavolino che non tiene conto della realtà dei fatti: è diverso pensare a un ateneo che spende oltre il 90% dei fondi disponibili in stipendi e uno che rimane invece nei limiti».

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Certe scelte giuste. Ma mancano fondi (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

LENTI (LEONARDO) «Certe scelte giuste. Ma mancano fondi» PAVIA. Marco Lenti, preside della scuola Leonardo Da Vinci, sul decreto Gelmini è una voce fuori dal coro. «Il ritorno ai voti in decimi dà chiarezza alla valutazione degli alunni, sull'educazione civica non si può non essere d'accordo e per le bocciature si parla di decisione all'unanimità dal consiglio di classe in casi di eccezionalità. Sull'accorpamento degli istituti? Il fatto che a Bereguardo e Trivolzio (comuni che distano pochi chilometri, ndr.) ci siano due scuole separate è assurdo, la questione è cosa si farà con quelle che superano i novecento studenti: verranno separate?», si chiede il preside Lenti. Il preside è soddisfatto soprattutto dell'articolo cinque sull'adozione dei libri di testo: «Lega le mani agli editori, permettendo di mantenere le adozioni almeno cinque anni» ha spiegato il preside. Che sui tagli si colloca però nella scia dominante: «Oggi nella nostra scuola abbiamo 660 alunni, 5mila metri quadri calpestabili e sei bidelli: se dovessero imporci un taglio non potremo garantire la scelta tra settimana corta e lunga alle famiglie, ma nemmeno fare fotocopie, avere la carta nei bagni». Qualche cifra? Per il funzionamento amministrativo la scuola media Leonardo ha quest'anno a disposizione otto mila euro, trecento per gli adempimenti di sicurezza e la formazione del personale in materia.

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Andiamo indietro invece di avanzare (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

COLLARINO (ANGELINI) «Andiamo indietro invece di avanzare» PAVIA. Anche la preside della scuola media Angelini, Maddalena Corradino, critica la riforma Gelmini nel suo complesso: «Il punto critico è la parte finanziaria - commenta - se andrà fino in fondo dovremo tagliare il sostegno, le attività formative, gli esperti. Verrà ridotto il fondo di incentivazione e non potremo pagare le ore in più che i docenti mettono a disposizione per le funzioni di coordinamento e le attività del Piano dell'offerta formativa». Qualche esempio? «Sarà difficile poter garantire l'ora alternativa a quella di religione e quelle dedicate alla mensa, utilizzata da 150 ragazzi». Continua la preside Maddalena Corradino: «Per insegnare servono un docente e un libro aperto, ma invece di andare avanti si va indietro: abbiamo i computer per l'informatica ma non possiamo pagare un tecnico per la manutenzione nè sostituirli quando si rompono senza chiedere aiuto ai genitori».

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Abbiamo già tagliato oltre il possibile (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

FERGONZI (CASORATI) «Abbiamo già tagliato oltre il possibile» PAVIA. Lorenzo Fergonzi, dirigente della scuola Casorati è critico sul decreto in discussione oggi al senato: «Il ritorno ai voti in decimi è stato accettato di buon grado, ma c'è stato troppo poco tempo per adeguarsi. Inoltre è assurda la questione del voto di condotta e la possibilità di bocciare con una sola insufficienza in pagella». Sul resto non si sbilancia: «Aspetto certezze. Se verranno attuate le linee programmatiche (pp. 14-16 dello Schema di piano programmatico) con la diminuzione delle ore di lezione perderemo al Casorati cinque insegnanti di lettere di ruolo». E i tagli? «Abbiamo già eliminato i progetti culturali per potenziare il sostegno, i laboratori teatrali si sono ridotti a uno, niente più rapporti con l'estero nè educazione ambientale». Inoltre «l'aumento del numero di allievi per classe, oltre a non essere possibile nelle strutture a disposizione, confligge con la normativa per la sicurezza che prevede non più di 25 alunni per aula».

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La lezione in piazza Vittoria con applausi finali (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

La lezione in piazza Vittoria con applausi finali Ieri pomeriggio l'incontro con il professor Guglielmo Cajani. Che cita Pericle e Vasco Rossi E' iniziata la protesta degli insegnanti dell'ateneo. Primo appuntamento davanti a 50 studenti Irrompe il megafono della destra: «Paghiamo rette salate andate a lavorare» ROBERTO TORTI PAVIA. Con quel pizzico di teatralità che l'occasione richiedeva, il professor Cajani ha portato a termine la lezione più strana della sua carriera - en plein air davanti a McDonald's - beccandosi un lungo applauso. Gli studenti di Lettere, una cinquantina, hanno ritmato il battimani. Anche perchè dall'altra parte di piazza della Vittoria c'erano quelli di destra che gli urlavano le peggio cose. Senza grandi tensioni, ma nella fermezza delle rispettive idee, gli studenti sono tornati a dividersi. O di qua o di là. E la polizia in mezzo. Ma senza che a nessuno venisse la mosca al naso. Anche se gli slogan erano violenti, quelli sì, e i discepoli di Cajani non hanno gradito che la voce del professore fosse coperta da qualche coro da stadio che la destra ha riciclato alla causa universitaria, da «Andate a lavorare» a «Siete schiavi dei baroni». I bersagli, dunque, più che i colleghi studenti di diversa ispirazione erano proprio i professori. La lezione (la prima di quelle che si terranno fuori dalle aule in questi tempi di protesta) era partita puntuale alle due e venti. La cattedra, un tavolino da bar. L'aula, qualche sedia disposta a emiciclo. Ma in molti si sono seduti per terra o sono rimasti in piedi godendosi alcune libertà che in una lezione è impossibile concedersi: come passeggiare, fumare una sigaretta, prendersi un gelato o rispondere al telefonino. Guglielmo Cajani, con quell'impermeabile, più che un professore sembra la versione lavata e stirata del tenente Colombo. Ma ci ha messo poco a far decollare la lezione e ad avvincere il piccolo uditorio, mentre attorno la vita scorreva normalmente e qualche curioso si fermava ad ascoltare. Si appassiona, Cajani, e sembra citare il professor Keating dell'Attimo fuggente. Avesse avuto una cattedra vera, e non quel tavolino bianco buono giusto per appoggiarci la borsa e due libri, forse ci sarebbe salito sopra. Gli «studenti contro la legge 133» lo stanno ad ascoltare magari non proprio rapiti - si sa, è una generazione disincantata - ma interessati sì. Operai martellano sui tubi Innocenti, corrieri consegnano merce e Cajani imperterrito spiega ai ragazzi cosa vuol dire essere cittadini. E davanti al futuro ingresso del «mercato ipogeo», in perfetta sincronia linguistica e culturale, comincia a far sfoggio del suo greco per spiegare il significato di parole importanti. Tra Tucidice e Vasco Rossi, tra Pericle e Del Piero, tra dotti excursus etimologici e molte concessioni alla modernità (giusto in piazza puoi sentire un professore esprimersi con «incazzarsi», «pirla» e «scopare») Cajani tiene costantemente alta l'attenzione, finchè un megafono lo interrompe guidando un coro. «Andate a lavorare». Quelli di destra arrivano in quindici, capitati dall'eterno studente Vittorio Pesato. Sfruttano l'impalcatura del «mercato ipogeo» non per ripassare il greco ma per appendere lo striscione «Docente sessantottino, studente senza destino». I toni sono bruschi ma il messaggio arriva forte e chiaro: «Paghiamo 2.500 euro di tasse l'anno, andate in aula a insegnare, fate gli esami». Eccole le due anime degli studenti, tornati a spaccarsi sulla sostanza delle cose. Da una parte quelli che protestano e rifiutano la riforma, si siedono sui sassi della piazza e ascoltano una lezione. Dall'altra quelli che attaccano i professori e l'istituzione, si ribellano alle occupazioni, chiedono che si torni alla normalità e, mentre comincia a cadere qualche goccia, urlano ironicamente: «Piove, sarà colpa della Gelmini?» Come ai vecchi tempi, o di qua o di là. A nervi tesi, ma senza alzare un dito. I discepoli contestatori applaudono con sarcasmo, i ragazzi di Pesato tra un coro e l'altro sanno anche essere spiritosi. Uno si avvicina a un poliziotto e gli fa: «Scusi, ma non c'è l'ordinanza anti-bivacco?». Pesato fa il capopopolo («E non nascondetevi dietro l'edicola, per Dio!»), non fa sfoggio di fair play («Torna in aula, coglione») e schiera i suoi ragazzi vicino allo striscione in favore di fotografo. Gli altri, i discepoli, fanno servizio d'ordine «visivo»: si sistemano in piedi dietro Cajani e di fatto coprono lo striscione. Il prof ogni tanto risponde a qualcuna delle provocazioni e chiude la lezione citando Ulisse e augurando buon viaggio ai suoi studenti. Un bel colpo di teatro. L'applauso è sincero. Dalle parti del mercato ipogeo ripartono i cori. E' la contestazione, bellezza. E' la protesta. Come ai vecchi tempi. O di qua o di là.

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Senza titolo. (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

BREVI DAL PAVESE SPESSA PO Sabato la castagnata Sabato primo novembre alla Frazione Sostegno di Spessa, la Pro loco promuoverà una vendita di caldarroste il cui ricavato andrà a favore della parrocchia. Dalle 10.30 si potrà degustare il Cotechino magro che è il simbolo della Confraternita da cui prende il nome e che ha sede proprio presso la Pro Loco e dalle 15 verranno distribuite le caldarroste. SOMMO L'assemblea della scuola La scuola elementare del paese rischia la chiusura perché ha meno di 50 iscritti. E' questo uno dei probabili effetti della riforma Gelmini. L'amministrazione comunale affronterà l'argomento questa sera incontrando i genitori dei bambini delle elementari. L'assemblea pubblica si terrà alle ore 21 in sala consiliare. VIDIGULFO Appalto per i lampioni L'amministrazione comunale appproverà a giorni l'appalto per la manutenzione straordinaria della pubblica illuminazione. Il primo lotto è di 50mila euro. TORRE D'ARESE La visita al Cenacolo La biblioteca comunale in virtù delle numerose richieste ha spostato al 13 dicembre, con prenotazioni entro il 15 novembre, la trasferta a Milano per la visita al Cenacolo vinciano e a Santa Maria delle Grazie. I posti sono 50, costo 8 euro.

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Scuola, anche Voghera si mobilita (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Molte le iniziative a sostegno della contestazione. Ieri un incontro tra i docenti e i genitori Scuola, anche Voghera si mobilita Domani lezioni in piazza Duomo per opporsi alla Gelmini VOGHERA. «C'è chi dice no». Con uno slogan molto chiaro la capitale dell'Oltrepo si unisce al fronte dei dissidenti contro l'asse Gelmini-Tremonti. Domani, dalle 9 alle 12.30, il comitato spontaneo di coordinamento «Insieme per una scuola pubblica di qualità» dà appuntamento a studenti, docenti e lavoratori della scuola in piazza Duomo. In occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro gli interventi del governo Berlusconi su scuola, università e ricerca Voghera promette di esserci. Il movimento auspica una presa di posizione forte, lontana da ogni intento sovversivo ma capace di far capire a chi comanda che nessuno: «Nessuno ha avvertito la necessità di discutere questi interventi con chi lavora nel mondo della scuola - ricorda il coordinamento del comitato - e tantomeno con gli studenti. Per quanto riguarda mamme e papà toccherà a loro inventarsi qualche guizzo di creativa finanza domestica per far fronte a un sempre meno sostenibile aumento dei costi d'affrontare per garantire ai giovani il diritto allo studio, alla cultura, a un futuro migliore». Non piace che il governo consideri solo centri di costo i pilastri del Paese di domani. «Noi del comitato siamo convinti della necessità di continuare a garantire un'istruzione pubblica e di qualità, condividiamo le ragioni e gli obiettivi alla base dello sciopero unitario proclamato dalle lavoratrici e dai lavoratori della scuola per domani». Secondo il comitato sarà una lezione di democrazia. In fibrillazione anche l'Rsu dell'elementare Dante Alighieri che ieri alle 17.30 ha incontrato i genitori dei bambini nella sede del Primo circolo per un confronto molto infuocato e a tutto campo sui contenuti della riforma Gelmini. Studiano il da farsi anche i ragazzi delle scuole superiori di Voghera, che per ora seguono quanto accade a Milano e Pavia ma che sarebbero pronti a mobilitarsi in supporto dei colleghi studenti di tutta Italia. La tavola rotonda di domani mattina in piazza Duomo sarà forse il primo segnale di una lunga battaglia per non far perdere dignità al sistema scuola d'Oltrepo. (e. b.)

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Scuola, incontro con la città (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

DOMANI SERA Scuola, incontro con la città Al centro di via Sacchetti con genitori e insegnanti VIGEVANO. Domani sera, alle 21, al Centro sociale anziani di via Sacchetti, il Partito Democratico di Vigevano organizza un incontro, rivolto a tutta la città e in particolare a genitori e insegnanti, per preparare una manifestazione di dissenso in vista del 15 novembre, giorno in cui arriverà a Vigevano il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini a inaugurare la nuova scuola media Besozzi. «E' un invito trasversale - spiega Vittoria Casazza, insegnante vigevanese - che va al di là delle convinzioni o delle appartenenze politiche, perché la stessa protesta in atto in tutta Italia è trasversale. Il decreto ha deluso le attese degli insegnanti, scatenando questa reazione, e le famiglie hanno compreso quali conseguenze avrà questo decreto sulla loro vita e quella dei loro figli». «Esprimiamo la nostra solidarietà al mondo della scuola - afferma Michele Linsalata, coordinatore vigevanese del Pd - che giovedì (domani per chi legge, ndr) sciopera e scende in piazza, perché sta affrontando un momento difficile». Intanto il Pd ha presentato tre mozioni che saranno discusse in consiglio comunale, come hanno spiegato i consiglieri Massimiliano La Corte e ed Elena Gorini. Una mozione sul decreto Gelmini, che chiede un incontro costruttivo sulla riforma della scuola, una mozione per una dichiarazione di dissenso sul tema delle classi di inserimento per studenti stranieri, e una mozione per il mantenimento delle scuole elementari della frazione Piccolini. «Su questa mozione - ha sottolineato La Corte - pensiamo di poter ottenere la convergenza anche della Lega Nord, che si è appellata contro la chiusura della scuola dei Piccolini, e dell'assessore ai servizi educativi, Antonella Mairate, che si è detta sicura che la scuola non chiuderà». (d.a.)

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Mortara, picchetti al Pollini (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mortara, picchetti al Pollini Il preside: «Mi hanno segnalato minacce ai più giovani» UN NUOVO SCIOPERO MORTARA. Un'altra mattinata di sciopero all'istituto professionale Pollini di Mortara contro il decreto del ministro Gelmini, dopo l'occupazione e la manifestazione della scorsa settimana. La protesta degli allievi non si è ancora sopita anche se il nuovo sciopero di ieri mattina, deciso all'ultimo minuto nella serata di lunedì, non è stato accompagnato dal clamore dei giorni scorsi, che avevano visto gli allievi dell'istituto Pollini fare da apripista per la protesta in Lomellina. Anche ieri però non è mancato qualche momento di tensione. Si è visto qualcosa che assomigliava da vicino ai picchetti degli anni Settanta con alcuni tra gli studenti più grandi che cercavano di evitare che gli altri ragazzi, soprattutto i più giovani, entrassero a scuola. «Ho avuto alcune segnalazioni di questo tipo di comportamenti, di queste minacce - spiega il preside Alberto Henin, durante una mattinata spesa a tentare di raccomandare agli studenti di non sminuire la propria protesta trasformandola soltanto di una mattinata di "bigiata" collettiva - che colpiscono soprattutto gli studenti di prima, i più giovani appena usciti dalle medie, che di fronte ai ragazzi più grandi si impressionano». In sostanza alcuni studenti, ansiosi di supportare lo sciopero, si sarebbero piazzati davanti all'ingresso dell'istituto, minacciando gli altri ragazzi per evitare che entrassero a scuola. Pochi sono stati quindi quelli che hanno deciso di sfidare il gruppo più numeroso, che è rimasto fuori, e in classe è entrato soltanto uno sparuto numero di allievi, non più di una decina, con alcuni insegnanti. Così ieri mattina quasi tutti gli studenti del Pollini si sono ritrovati in giro per la città, in ordine sparso, sciamando lentamente verso casa, così alla spicciolata. In piazza Carlo Alberto sono arrivati gli uomini della polizia locale, ma non ci sono stati problemi di alcun genere. Soltanto gruppi di studenti che giravano per la città. «Ho spiegato ai ragazzi che una protesta di questo genere non va certo a sostegno delle loro motivazioni - ha aggiunto il preside - anzi, sembra proprio dare ragione a chi pensa che gli studenti non aspettino altro che una scusa per non andare a scuola». E ancora: «Ho detto loro che non entrare a scuola non era un modo di far arrivare all'esterno, e soprattutto al ministro, il loro no al decreto di riforma della scuola in discussione in questi giorni - ha aggiunto il preside -. Visto che si vogliono tagliare ore di lezione ai corsi professionali, sarebbe stato meglio seguire i corsi la mattina e mettere in piedi una manifestazione ben organizzata il pomeriggio. Invece, così alla fine, tutto si è risolto in un nulla di fatto». Verso le 10 tutti gli studenti erano fuori dall'istituto alberghiero, in piazza Carlo Alberto, poi nel corso della mattinata sono lentamente defluiti verso i mezzi di trasporto. Simona Marchetti

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Mortara, oggi l'incontro (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mortara, oggi l'incontro Delegazione dei ragazzi dall'assessore MORTARA. L'assessore nega il corteo agli studenti del Pollini, ma decide di riceverli questa mattina alle 11 in Comune per parlare delle condizioni degli edifici che ospitano l'istituto e per ascoltare le loro richieste. Gli studenti, quando ieri mattina si sono visti negata la possibilità di sfilare per le strade, hanno deciso di mettersi davanti alla scuola e di non entrare. «In tutto - dice il rappresentante degli studenti, Francesco Speciale - eravamo circa 50 ragazzi che si sono fermati a parlare della riforma. A scuola sono entrati in pochi. Oggi abbiamo appuntamento con l'assessore che si occupa della scuola». Quella degli studenti del Pollini è l'unica mobilitazione organizzata in Lomellina contro il decreto Gelmini. Ha preso le mosse mercoledì scorso quando è stata indetta l'occupazione, durata fino a venerdì sera, con tanto di corteo giovedì mattina. Alla sera il preside Alberto Henin ha in un primo tempo negato la possibilità di fermarsi a dormire di notte ai ragazzi, ma poi ha concesso l'uso della scuola, chiedendo una lista di nomi di quanti avrebbero dormito dentro. L'occupazione si è chiusa con l'assemblea di venerdì, ma ieri è ricominciata la mobilitazione. Alla base della protesta c'è innanzitutto il decreto Gelmini, ma anche le rivendicazioni che riguardano lo stato in cui si trova da anni l'istituto che ospita agraria, alberghiero e sociale. Le porte rotte, il corridoio non in sicurezza e la scarsa pulizia sono alcuni dei punti sui quali ha insistito la protesta dei ragazzi che saranno in manifestazione a Vigevano anche domani. (a.ball)

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Senato assediato, bagarre in aula (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scontro tra Finocchiaro e Schifani sui tempi di discussione. Veltroni: ritirate il decreto. Il premier: i giovani sono strumentalizzati Senato assediato, bagarre in aula Sit-in di migliaia di studenti «né di destra né di sinistra». Oggi il voto La maggioranza tira dritto verso l'approvazione ROMA. Sale il clima nell'aula del Senato. E' battaglia sulla scuola. Migliaia di studenti cingono pacificamente d'assedio Palazzo Madama (rigorosamente apolitici, con lo slogan 'né rossi nè neri, solo liberi pensieri'), anche sotto la pioggia, ma la maggioranza tira dritto per riuscire ad approvare definitivamente il decreto Gelmini entro oggi. Prima cioè dello sciopero della scuola indetto per domani. «E' un atto di arroganza», accusa Walter Veltroni. Ma Silvio Berlusconi liquida di nuovo la protesta degli studenti come una strumentalizzazione. «La cosa che potrebbe indignare - sostiene infatti - è che si usano degli inconsapevoli ragazzi, raccontando loro delle frottole, per fare massa in strada e usarli semplicemente per scopi di lotta politica». Anche perché per la prima volta il Cavaliere ammette che la vicenda della scuola ha fatto perdere «qualche consenso al ministro Gelmini e al governo». In Senato il governo ha comunque ribadito il «no» alla richiesta di tutte le opposizioni di sospendere l'approvazione del decreto e riaprire il confronto. E salvo improbabili incidenti, questa mattina ci sarà comunque il voto finale sul decreto, già approvato dalla Camera, che dunque diventerà definitivamente legge. In aula ieri è scoppiata la bagarre quando il presidente, Renato Schifani, ha tentato di mettere ai voti gli emendamenti senza consentire all'opposizione di illustrarli avendo esaurito il tempo a propria disposizione. Un durissimo intervento di Anna Finocchiaro ha messo direttamente sotto accusa Schifani che, poco dopo, mentre dai banchi dell'opposizione si alzava il coro: «Vergogna-vergogna», è stato costretto a sospendere la seduta per riconvocare la conferenza dei capigruppo. Nella riunione l'opposizione ha ottenuto l'allungamento della seduta di 2 ore, ma alla ripresa dei lavori la Finocchiaro si è anche scusata con la presidenza. «E' una forma di arroganza», accusa Veltroni, «non ascoltare non la voce nostra, ma quella della società». «E' indice di intelligenza politica fermarsi quando un provvedimento crea tanto conflitto sociale». E in una conferenza stampa il Pd ha ribadito la richiesta al governo di aprire un tavolo con tutte le parti interessate nella scuola e ha presentato la propria riforma dell'università. Perché, sottolinea Veltroni, sia ben chiaro che «il governo non ha presentato nessuna riforma né per la scuola, né per l'università. Stiamo solo discutendo i tagli voluti da Tremonti». Il segretario del Pd ricorda che l'Italia è uno dei paesi europei che spende meno per la scuola e l'università eppure il governo vuole tagliare ancora i fondi. «Il ministro Gelmini si paragona a Obama - sottolinea ironico Veltroni - ma Obama ha annunciato un investimento di 14 miliardi di dollari per le università». Nella discussione in Senato la Finocchiaro aveva chiesto che venisse sospeso l'esame del decreto alla luce della protesta studentesca che dilaga nel Paese. «Questo non è un bunker - ha sottolineato più tardi - e noi non siamo dei burocrati». Uguali richieste di sospensione erano poi venute sia dall'Italia dei valori che dall'Udc. E la Finocchiaro si è lamentato del fatto che «la ministra Gelmini non ha avuto nemmeno il garbo di rispondere anche con un "no" alla nostra richiesta di sospendere il decreto». Ieri sera, dopo la nuova conferenza dei capigruppo, e la decisione di prolungare la seduta dalle 20 alle 22, la capogruppo del Pd ha confermato che «si va avanti e domani (oggi, ndr) è fissato il voto finale», ma si è detta soddisfatta per aver almeno guadagnato nuovi spazi di discussione.

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Decine di cortei invadono Roma (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Raffica di iniziative in tutta Italia. La Procura della capitale apre un'inchiesta sull'occupazione di un liceo Decine di cortei invadono Roma Cresce l'attesa per lo sciopero e la grande manifestazione di domani Uno studente fermato e poi rilasciato Occupazioni a Trento e Bolzano ROMA. Ancora una giornata di proteste in tutta Italia per chiedere il ritiro del decreto Gelmini approdato ieri in Senato. Proteste che, a partire dall'assedio di Palazzo Madama durato fino a tarda ora, culmineranno nello sciopero generale e nella manifestazione nazionale di domani a Roma, per la quale sono pronti a partire nove treni speciali e quasi mille pullman. E intanto è scattata la prima inchiesta della magistratura su un'occupazione. Circa 10.000 giovani delle scuole superiori, dopo aver dato vita a sette cortei nel centro di Roma, si sono ritrovati ieri davanti a Palazzo Madama insieme agli studenti universitari di Roma 3 e della Sapienza. Si sono registrati anche momenti di tensione e un ragazzo che aveva cercato di scavalcare le transenne è stato prima fermato e poi rilasciato dalle forze dell'ordine. Intanto due studenti e un genitore, vestiti da Re Magi, si recavano al ministero dell'Istruzione per consegnare al ministro «Maria Stella cometa Gelmini» 15 mila firme di protesta. Da segnalare infine che la procura ha aperto un fascicolo dopo l'occupazione del liceo Classico «Giulio Cesare», uno dei più noti della capitale, in seguito alla denuncia del capo dell'istituto. L'ipotesi di reato è «invasione di edificio pubblico» ma si sta valutando anche quella di «interruzione di pubblico servizio». Nelle stesse ore le manifestazioni di protesta proseguivano anche nel resto d'Italia dove sono numerosi i licei e gli istituti che stanno predisponendo iniziative di protesta «alternative» come il blocco delle gite e la sospensione dell'adozione dei libri di testo. «Credevo che la mia università fosse una schifezza, ma quando ho visto che cosa si sta profilando ho capito che era un paradiso»: così il professor Gianni Vattimo ha iniziato ieri la sua lezione all'aperto a Torino dove nel pomeriggio gli universitari hanno sfilato per ore sotto la pioggia. A Milano maestre e bimbi hanno invece manifestato in centro e oggi toccherà al Premio Nobel Dario Fo parlare ai ragazzi dell'Università Statale. Proseguono poi le lezioni all'aperto a Bergamo, a Pavia e a Venezia dove piazza San Marco si è trasformata in una grande aula. A Bolzano sono state occupate tre scuole superiori e a Trento si è tenuta una manifestazione di quasi tremila studenti. «Gli studenti bloccano il sistema, Gelmini guarda e trema» e «riprendiamoci il nostro futuro»: sono alcuni degli striscioni della manifestazione che si è svolta ieri nel centro di Genova mentre a La Spezia si contano ormai tre istituti occupati, due autogestiti, e altri in agitazione. Saranno poi più di 15.000 i toscani che domani andranno a Roma per partecipare alla manifestazione nazionale, 40 pullman partiranno invece dall'Umbria e cinquemila tra insegnanti e dipendenti amministrativi arriveranno da Napoli dove anche ieri si sono susseguiti i cortei. A Palermo gli studenti hanno invece bloccato il traffico e anche a Cagliari in 1.400 hanno uccupato una strada. Agli studenti è arrivato il sostegno dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, perchè «stanno facendo quello che i nostri familiari hanno fatto sacrificando la propria vita: lottare per un concreto stato di diritto». (m.v.)

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Università, bastano soltanto tre semplici idee per la riforma (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'INTERVENTO Università, bastano soltanto tre semplici idee per la riforma LORENZO RAMPA* (segue dalla prima) Se dunque questa misura sarà così, per coprire la differenza si dovrebbero azzerare quasi completamente le dotazioni dei dipartimenti e delle biblioteche, i finanziamenti per la ricerca e le borse di dottorato. L'argomento a favore dei tagli è quello degli sprechi e delle inefficienze. Esso si basa sul rapporto tra spesa e numero di studenti, che in Italia è molto alto. Questo dato sembra contraddire il fatto che in termini di rapporto tra spesa e Pil il nostro Paese si trova invece agli ultimi posti tra i Paesi Ocse. La spiegazione di questa contraddizione è molto semplice: l'Italia continua ad avere meno studenti e laureati dei Paesi concorrenti. Il ministro sostiene però questa non è ancora una riforma. Ma perché allora non comincia a delinearla? Ad esempio impegnandosi a destinare le risorse derivanti dai tagli a favore dei soli atenei che rispettano criteri di qualità e di efficienza? Tuttavia questa battaglia non si vince negando i problemi. Sprechi ed inefficienze esistono davvero. D'altra parte, in un momento in cui le rappresentanze accademiche istituzionali (come la Conferenza dei Rettori) sono frenate da qualche dissenso interno e dalla necessità di mantenere un rapporto diplomatico con il governo, dovrebbe essere l'intero corpo docente a fare proposte che ne rimuovano le cause. Ma molti docenti sembrano trattenuti da un certo numero di imbarazzi. Primo imbarazzo. E' vero che i professori italiani lavorano mediamente meno (in Università intendo) che i loro colleghi stranieri e che l'applicazione di una legge Moratti che prevede 120 ore di didattica frontale trova numerose resistenze in nome dei diritti acquisiti. Secondo imbarazzo. In nessun posto al mondo vi sono così tanti corsi di laurea, nonostante che una riforma di Mussi li stia già riducendo di circa il 30%. Il narcisismo accademico ed il desiderio di giustificare l'eccesso di docenti in alcuni settori spingono a progettare corsi di laurea spesso non motivati e talora fantasiosi. Qualche collega coltiva persino la pia illusione che così facendo otterrà più risorse in futuro. Terzo imbarazzo. Non si può negare che nelle classifiche internazionali le università italiane veleggino in posizioni di rincalzo. Uno dei motivi è che sono poco internazionalizzate, cioè poco preparate ad accogliere studenti e ricercatori da tutto il mondo. A fronte di ciò l'attivazione di corsi di laurea in lingua inglese procede con difficoltà per il timore di perdere studenti (italiani) a causa di una concorrenza basata solo sul numero di iscritti. Quarto imbarazzo. E' purtroppo vero che l'Università italiana non è abbastanza meritocratica, anzi è piuttosto localistica se non nepotistica. Dunque non serve esorcizzare gli articoli di stampa dicendo che questo è un problema di pochi e di altri. E' invece un problema dell'intero sistema che non riesce a riformarsi. Ad esempio, tutti concordano che spesso il principale merito dei vincitori di concorso è quello di appartenere alla sede che li bandisce. Ma pochi ricordano che la legge che li ha istituiti prevedeva inizialmente che per tre anni i vincitori insegnassero in una sede diversa da quella di origine. Poi un emendamento bipartisan eliminò questa clausola. In questa battaglia gli studenti si sono schierati, per primi con parole d'ordine comuni a quelle dei docenti: rifiuto dei tagli, difesa dell'Università pubblica. Gli studenti ne aggiungono una in più contro l'aumento delle tasse universitarie. Oggi queste sono vincolate a non superare il 20% del fondo di finanziamento ministeriale. Ma se la finanza pubblica è in difficoltà, imponendo a ciascuno di fare la sua parte, bisognerà pur trovare altre fonti di finanziamento che compensino gli inevitabili sacrifici. La contribuzione studentesca copre solo il 12% del costo dell'Università, ma molte famiglie pagano poco rispetto alle loro possibilità, grazie a meccanismi che impongono un limite massimo di contribuzione. In Italia dove il reddito del decile più ricco supera di dieci volte quello del decile più povero (contro una media europea di sette), ciò sussidia gli abbienti e scapito dei non abbienti. Se si eliminasse il tetto massimo di contribuzione senza preoccuparsi di superare il 20%, a Pavia si potrebbe compensare buona parte dei tagli. L'ipotesi di andare oltre il 20% era già prevista da un documento dei ministri dell'Università e dell'Economia del passato governo. Ma una delle prime assicurazioni che il ministro Gelmini ha voluto dare, in nome dell'idiosincrasia per le tasse, è stata quella che la contribuzione degli studenti non sarebbe stata aumentata. Se questa non è una riforma, perché studenti e docenti non propongono tre semplici idee? La rimozione del vincolo sulla contribuzione a condizione di concedere esoneri e borse di studio ai più poveri e più meritevoli. Una riforma della governance che sottragga le decisioni degli atenei alle lobbies degli interessi interni. La definizione di pochi parametri di qualità (i risultati della ricerca, i risultati della didattica misurati dall'assorbimento dei laureati sul mercato del lavoro, i servizi agli studenti, e il grado di internazionalizzazione) su cui gli atenei devono essere giudicati da autorità indipendenti. Dopo di che solo gli atenei migliori potranno ottenere le risorse derivanti dai tagli. *pro-rettore vicario dell'Università di Pavia

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Vogliono buttare via la Scuola (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

GELMINI, IL DIBATTITO Vogliono buttare via la Scuola Rieccoci, dopo la Moratti arriva la Gelmini. Se a garantire la credibilità del progetto Moratti erano scesi in campo prestigiosi pedagogisti di terza fila, ora non se ne sente neppure il bisogno: che si parli di scuola (anche se preferisco "educazione"), lodi, leggìne ad personam, articoletti capaci di scagionare truffatori importanti nascosti, la maggioranza per approvarli c'è e tanto basta. Noi lavoriamo (dice Brunetta), gli altri, gli statali fannulloni, no. A pensarci bene, questi l'azzeccano comunque. Io mi sto chiedendo: a Gambolò i quattromila elettori del Polo, quelli che mandano i figli alla scuola materna per 45/50 ore, al tempo pieno per 40 e passa ore, che sono soddisfatti della scuola dei loro figli, cosa ne pensano? A me pare che non dicano niente e ciò significa che se queste sono le disposizioni «va bene così!». Mi sembra di essere tornato ai tempi del balilla Vittorio (il personaggio del libro unico della Scuola Elementare degli Anni Trenta) quando tutti stavano sereni perché c'era chi pensava per loro. Una riflessione educativa però va fatta. Non importa molto che si dica da una parte: «Si torna al maestro unico!» (O bontà dei tempi antichi!) e dell'altra si conservi il tempo pieno, anzi lo si incrementi. Ma come? Non ne voglio fare una questione sindacale. Il problema è che in questo modo si nega la continua ed importante trasformazione del pensiero pedagogico-educativo che si è andata consolidando nel tempo. Nel 1971 ne avremmo fatto un prova di avanzamento o di arretramento; oggi nessuno ne mette in dubbio validità e necessità, ma intanto rischiamo di buttare via tutto, ma specialmente di buttare via la scuola. Il tempo pieno con i diversi modi di organizzarlo era partito comunque da una certezza: in un mondo dall'evoluzione complessa, dall'esplosione dei saperi, dalla moltiplicazione delle conoscenze, non è possibile che un unico insegnante fosse depositario di tanta scienza. L'affermazione dello psicologo Jerome Bruner «è possibile insegnare tutto a tutti purché chi insegna sappia a fondo ciò che insegna e come lo studente apprende» sembra così ovvia e tale da far capire che nessun insegnante, anche il più "bravo" (usando i voti da 10) potrebbe essere capace di tanta impresa. La pluralità docente da questo deriva: il resto è "fuffa". Allora il problema di affrontare una discussione seria ed approfondita si può aprire, nelle scuole, nei consigli di Istituto, con le Amministrazioni comunali, con il mondo accademico e con chiunque voglia prendervi parte, ma certamente non con i "voti di fiducia". Oggi così rischiamo di tornare al doposcuola, alla mensa del Comune, a dimenticare l'aspirazione a "volare alto". E a farne le spese sarebbero non mio figlio, ma i figli di chi non può permettersi altro che la Scuola pubblica, purché in grado di accoglierlo dalle 7,30 alle 18. Ministro, si chiarisca bene le idee: il suo governo non è di sinistra. Lei non sa neanche come sta la Scuola, la miglior Scuola. In questo orizzonte ci stanno: i diversamente abili, i ragazzi a rischio, i nuovi cittadini, i nomadi e tante altre realtà che, da risorsa, stiamo trasformando nella schifezza delle "classi-ponte", proprio come nel 1970, quando c'erano le classi differenziali e le scuole speciali. E per finire, dopo che tutti ci siamo riempiti la bocca della parola "famiglia", perché non impariamo dal buon Creatore, che ci ha dato almeno due educatori. E fortunati quelli che hanno anche i nonni. Signor ministro, la Scuola è una cosa troppo seria per confonderla col colore dei grembiulini, per dare giudizi con numeri o sillabe. Quando lei è seduta nell'ampio salone di Trastevere, guardi chi l'ha preceduta misuri la grande statura di Casati, di Credaro, dello stesso Gentile, del lombardo Correnti, per arrivare fino ai giorni nostri sempre più opachi. Forse allora comincerà a capire perché a Scuola sono incazzati soprattutto coloro che, come me, dopo quaranta ed oltre anni di vita scolastica, vedono rimettere in discussione il proprio lavoro di gente seria e per bene che nella Scuola ha dato scienza e coscienza. Se poi lei, per sfoggiare le sue impeccabili camicette, deve dire di sì a alla mannaia di Tremonti, la invito ad avere un sussulto d'orgoglio: torni o vada a fare l'avvocato, almeno allora sapremo che sta dalla parte della Scuola. Francesco Marinone direttore didattico Gambolò Il diritto allo studio non può essere attaccato L'attuale situazione scolastica mi suggerisce la seguente riflessione: tra le popolazioni quella umana si distingue perché una generazione tramanda le proprie esperienze a quella che la sostituirà e tale processo si compie coscientemente. L'ambiente, in specie quello scolastico, è il luogo principale. Triste è quel governo che trascura questa funzione lesimando mezzi. In Italia un'esigua minoranza - il dieci per cento - è straricca possedendo il 42% della ricchezza. Dovrebbe quindi contribuire di più alle spese pubbliche rispetto al ceto meno abbiente. Lo Stato e in esso la scuola non costituiscono una mera azienda produttiva la cui gestione è fondata sui costi e i ricavi finanziari. Nel settore delle conoscenze i valori umani, etici cognitivi non possono essere sacrificati a quelli economici in contrasto con lo spirito della Costituzione. Non si può, quindi, non solidarizzare con chi attualmente sta difendendo il diritto allo studio, lo sviluppo delle proprie attitudini in capacità professionale con beneficio anche sociale. Viva la cultura e abbasso l'ignoranza. Attualmente professori di università stanno insegnando in piazza. Ciò è anche nello spirito del Vangelo (vedi la parabola dei talenti e la predilezione verso i poveri). Anche la Chiesa dovrebbe simpatizzare... Questo governo e la classe politica che lo sostiene dovrebbero ricredersi rammentando le precedenti promesse elettorali (soppressione delle province, diminuzione dei parlamentari e dei loro privilegi...). Sauro Razzano Pavia Pavia, il maestro unico spiegato a mia figlia Sei anni, un mese di scuola e una bocca con le finestre aperte. La prima elementare non sembra affatto faticosa. E poi oggi è un giorno speciale: si pranza a casa. In realtà la piccina è contenta anche di mangiare a scuola, a lei va bene tutto. Buon segno essere contenti, segno di serenità. Il tratto da scuola a casa è breve, 200 metri. C'è il tempo per una delle solite domandine: Tutto bene? Cosa hai fatto? Ti sei divertita? Ma oggi la domanda pronta ce l'ha lei. - Babbo, cos'è il maestro unico? - Chi ti ha detto questa cosa? - L'ho sentito dire dalle maestre. - L'hanno detto a voi? - No, parlavano tra loro. - Ah!... - Allora, cos'è? - è una legge. - E cosa dice? - Dice che ogni classe deve avere un insegnante solo. - Ah, ho capito. Un giorno, solo la Tere e un altro giorno solo la Tina... - No, tesoro, o sempre solo la Tere o sempre solo la Tina. - Allora non dovrei avere più la Tere oppure la Tina... - Sì, è così. Piccola pausa, leggero battito di ciglia. - Nooo... ma perché? - Non lo so, tesoro. A volte è tremendamente più semplice dire «non lo so». - Ma chi l'ha deciso? - Il ministro della scuola insieme ai suoi aiutanti. Silenzio. Quel piccolo cervello, che cresce e cresce, rimugina e la fronte è percorsa da brevi rughe profonde. Le mie risposte, pronunciate lentamente ma in modo fermo, l'hanno turbata. E il suo turbamento diventa il mio. Nel mio cuore di bambino torna un ingombro, un peso, e davanti ho di nuovo la vecchia zia che chiede se voglio più bene alla mamma o al papà. - Ma quando succederà? - Adesso non succederà niente, topino. Non pensarci più! I duecento metri, diventati due chilometri, sono finiti, c'è il campanello da suonare e le rughe sulla fronte sono scomparse. Non pensarci più, tesoro. Non ti ho mai voluto bene come adesso. E alla scuola posso dire altrettanto. Carlo Marconi Pavia Pavia, c'è un mistero E' quello delle piscine Mi domando se un imprenditore privato avrebbe chiuso la sua attività per ristrutturazione in un momento di possibili guadagni, oppure... Mi domando se un imprenditore privato avrebbe regalato uno stabile ai nomadi e poi, una volta fatiscente, lo avrebbe abbattuto, oppure... Le risposte le abbiamo, per quanto riguarda il Comune di Pavia e le sue piscine. Trovo poi incomprensibile come i privati, vedi piscine di Corteolona, Broni, Sommo, Bereguardo, ecc., lascino molte ore di spazio al nuoto libero mentre questo non accade a Pavia, come incomprensibile mi risulta il motivo per cui il livello di pulizia, efficienza e manutenzione degli impianti privati sia eccellente, al contrario di quelli pubblici della nostra città. Ricordo, ad esempio, che la piscina di Corteolona è sistemata sotto un pallone, che Modena ha tre piscine, di cui una olimpionica, sempre sotto un pallone. E a Pavia? Trovo anche incomprensibile come a Pavia, città universitaria con più di 20.000 studenti, ci si possa trovare nelle condizioni di non avere impianti sportivi decenti e disponibili per tutti. Incomprensibile come a Pavia possano esistere tante aree dismesse che non trovano un loro impiego e riutilizzo. Penso all' ex-palestra di via Porta, all'area ex-Neca e ex-Snia, all'area ex Asm di via Acerbi. E cosa dire dell'Idroscalo o dell'amato Ponte Vecchio a senso unico da anni? Nel frattempo, per consolarci, abbiamo visto la realizzazione di «bellissime» opere: la tanto attesa (30 anni) tangenziale di Pavia a una sola corsia con il «magico» incrocio sulla statale dei Giovi, la tettoia in Piazza della Vittoria, la bellissima pista ciclabile in mattoni a vista e ferro battuto lungo il Naviglio, dal costo esorbitante, le corsie preferenziali in viale Matteotti, i 4 semafori in 800 metri sempre in viale Matteotti, causa di perenni code e di un permanente livello di inquinamento Pm10, eccetera. Lettera firmata Pavia Pavia, i tre ragazzi slavi consegnano il portafoglio L'altro pomeriggio ero nei pressi di Piazza Petrarca, fermo, vicino a tre ragazzi, direi sui 14-16 anni, di origine est-europea che confabulavano davanti ad un negozio. E' facile immaginare come i passanti scrutavano questi ragazzi e le confesso che anch'io inizialmente mi stavo chiedendo cosa stessero facendo o pianificando. Ed ecco la sorpresa: qualche minuto dopo si avvicina una persona anziana che saluta i tre ragazzi ed il più grande di loro consegna un portafoglio. La persona anziana guarda dentro e scopre che non mancava assolutamente nulla e, a quel punto, insiste per regalare dei soldi ai tre ragazzi che rifiutano, salutano e vanno via. Devo confessare di aver provato una grande gioia, perché questo testimonia che tra di noi vi sono anche persone che malgrado il nostro sforzo di tenerli ai margini, cercano in ogni modo di ritagliarsi un ruolo nella nostra società, anche con questo modo di agire. Forse, dovremmo solo sforzarci di essere più accoglienti, di rispettarli, di offrirgli una possibilità di integrazione e non invece, come ci stiamo accingendo a fare, rilegarli ai margini, magari in classi separate dai nostri figli, come se la loro presenza inquinasse la nostra cultura. Roberto Calabrò Pavia Berlusconi vada in tv Santoro lo sta aspettando Il nostro beneamato premier, Silvio Berlusconi, prima catechizza i rappresentanti del proprio schieramento, di non cadere nel tranello di partecipare a certe trasmissioni faziose, poi da Pechino si lamenta «che nessuno di noi sarebbe stato invitato» nell'ultima puntata di anno zero. Pronta la replica di Santoro: venga quando vuole. Ho l'impressione che qualcuno stia «ciurlando nel manico». La aspettiamo tutti con ansia quindi, magari già domani, per non andare troppo in là con questa polemica. Mi raccomando però, eviti la smentita del fedele Bonaiuti e già che c'è si porti Apicella così insieme a Travaglio e Santoro, si potrà esibire in una «cantatina» per rendere più allegro il clima in quello studio, forse per lei troppo cupo e serioso. Claudio Ferrari Pavia

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Il dl Gelmini èlegge. Scontri a Roma tra destra e sinistra: feriti e arresti (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

stampa scuola e università Il dl Gelmini è legge. Scontri a Roma tra destra e sinistra: feriti e arresti Sono in tutto 14 gli studenti fermati oggi a piazza Navona dalle forze dell'Ordine durante gli scontri tra giovani di destra e sinistra che manifestavano davanti al Senato per protestare contro l'approvazione definitiva del Dl Gelmini. Secondo quanto si apprende i fermati, portati al commissariato Trevi per i primi accertamenti, sarebbero tutti aderenti a Blocco Studentesco. Momenti di tensione si sono svolti fin dalla mattinata a piazza Navona, mentre a Palazzo Madama si dava il via libera alla riforma della scuola: ancora diverse migliaia di studenti stanno manifestando contro il decreto Gelmini. Un gruppo di studenti di destra del Blocco Studentesco, denuncia l'Unione degli Studenti, ha attaccato la testa della manifestazione, aggredendo i ragazzi presenti. In merito agli incidenti avvenuti in piazza Navona, nei pressi del Senato, tra i ragazzi dell'Unione degli studenti e quelli del Blocco studentesco, la questura di Roma ha poi precisato di essere intervenuta per dividere le due fazioni. L'intervento della polizia si e' reso necessario per interrompere i disordini. Intanto sta proseguendo la marcia con l'unico tentativo di bloccare la circolazione del centro di Milano il corteo partito questa mattina da Largo Cairoli che e' diventato sempre piu' folto man mano che attraversava il centro. All'altezza di piazza Meda la polizia ha caricato gli studenti e uno di questi e' rimasto ferito in maniera lieve al gomito ed e' stato trasportato all'ospedale Fatebenefratelli. All'inizio c'erano circa 600 persone dei licei milanesi. Poi si sono aggiunti gli studenti dell'accademia delle Belle Arti di Brera e gli studenti del liceo Manzoni. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, durante l'assemblea candidati Slc-Cgil, ha commentato gli scontri di piazza Navona tra gruppi studenteschi di destra e di sinistra sottolineando che "non bisogna rispondere alle provocazioni" e che i giovani della Cgil non sono stati difesi dalla polizia fino a quando non sono entrati in campo ragazzi dei centri sociali. "Un gruppo di fascisti", ha continuato Epifani, "ha picchiato i nostri del tutto inermi. Poi sono intervenuti, non graditi, i centri sociali e lo scontro e' diventato tra centri sociali e fascisti. A quel punto e' intervenuta la polizia. Ma fino a quando a essere picchiati erano i nostri giovani c'e' stata la sostanziale indifferenza delle forze dell'ordine". Per il leader sindacale, questo e' "lo schema che abbiamo di fronte e c'e' la minaccia che sia replicato anche domani" allo sciopero generale della scuola. Per Epifani, bisogna "stare un po' attenti, ed e' necessario dire che il livello dello scontro sta diventando molto pesante". "Non dobbiamo rispondere alle provocazioni", ha concluso.

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Scuola: decreto Gelmini è legge. Pd e Idv: referendum (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

di Paola Diana e Massimiliano Di Giorgio ROMA (Reuters) - Mentre, come previsto, oggi il Senato ha approvato definitivamente il contestato decreto Gelmini sulla scuola, le proteste degli studenti non si fermano, con medi e universitari pensano ad organizzare una manifestazione al Quirinale, per chiedere al Capo dello Stato di non firmare la legge, e il Pd e il partito di Di Pietro annunciano un referendum abrogativo. La ministro Maria Stella Gelmini ha invece commentato, con uno scarno comunicato, che "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà". Il sit in degli studenti "in difesa della scuola pubblica" a piazza Navona è esploso in un boato dopo che stamattina l'aula di Palazzo Madama ha detto sì con 162 voti favorevoli, 134 contrari e tre astenuti, alla conversione del decreto in legge. Proteste si sono svolte anche in altre città: a Milano ci sono stati momenti di tensione tra studenti e polizia ma senza serie conseguenze, a Firenze due cortei spontanei hanno bloccato la circolazione delle auto nel centro, e cortei si sono svolti a Napoli. Nella Capitale, a pochi passi dal Senato, alcune migliaia di ragazzi, tra la curiosità dei turisti che di solito affollano piazza Navona, hanno ritmato "buffoni, buffoni" e il classico slogan di tutte le stagioni di protesta, "Se non cambierà, lotta dura sarà". Dopo il voto, una delegazione di senatori del Pd e dell'Italia dei Valori è scesa per incontrare gli studenti in piazza, sotto l'occhio delle tv ma anche di decine di agenti di polizia in tenuta antisommossa. Dopo che alla Camera il governo ha imposto la fiducia sul provvedimento, al Senato la maggioranza ha bocciato compattamente tutti gli emendamenti dell'opposizione - Pd, Idv e Udc - respingendo l'invito lanciato ieri in "zona Cesarini" dal segretario del Pd Walter Veltroni a ritirare il decreto. E proprio Veltroni, oggi, ha annunciato l'iniziativa referendaria, dopo che l'Idv aveva già suscitato questa mattina l'entusiasmo dei ragazzi di piazza Navona con la proposta di continuare la lotta anti-Gelmini col referendum. Continua...

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Scuola, Veltroni: promuoveremo referendum su dl Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Il Pd promuoverà un referendum per abrogare il decreto del ministro Mariastella Gelmini sulla scuola. Lo ha annunciato oggi Walter Veltroni, dopo che il Senato ha convertito in legge il dl che prevede il maestro unico alle elementari e punta a tagliare la spesa per la pubblica istruzione. "Abbiamo deciso di promuove un referendum abrogativo della parte più estesa possibile del decreto Gelmini", ha detto Veltroni in una conferenza stampa. "Stiamo studiando il quesito, che verrà presentato nei prossimi giorni". "Con la raccolta della firme vogliamo promuovere un appello a tutte forze del mondo della scuola e del mondo politico per la costituzione in ogni città di comitati che facciano vivere il referendum come un grande referendum della società civile".

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Scuola in piazza (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prov Gallura Pagina 8036 Scuola in piazza Olbia --> Gli studenti tornano in piazza giovedì prossimo, in concomitanza con lo sciopero indetto dai sindacati confederali, contro il decreto Gelmini. Questa volta hanno aderito alla manifestazione anche comitati di genitori e insegnanti.

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Espose nel museo la 'rana in croce' Licenziata la direttrice Diserens (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sul caso era scoppiata una polemica anche dopo l'intervento di Papa Ratzinger durante il suo soggiorno nell’estate scorsa a Bressanone. L'opera è dell'artista tedesco Martin Kippenberger

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Cronaca SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa BOLZANO Espose nel museo la 'rana in croce' Licenziata la direttrice Diserens Sul caso era scoppiata una polemica anche dopo l'intervento di Papa Ratzinger durante il suo soggiorno nell?estate scorsa a Bressanone. L'opera è dell'artista tedesco Martin Kippenberger Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (121 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (45 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (32 commenti) Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Berlusconi: "Ragazzi presi in giro..." (31 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (29 commenti) Mancuso: "Vigile 'obbligato' alla multa Servono sanzioni alternative" (21 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (13 commenti) 15:00:20 - Direi che è come qualcuno che si sposa solo se sa di poter essere fedele. Roger sa che, essendo Wawr[...] Federer dice si alla Coppa Davis14:56:32 - Bè, direi che ognuno può scrivere e pensare quello che vuole... e non mi sembra giusto impedire a BB[...] "Al tennis ho ancora molto da dare"14:33:47 - Dico solo questo: qualsiasi governo denominato "REGIME" ha trovato beneficio nel NON promuovere IL S[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Berlusconi: "Ragazzi presi in giro..."14:17:36 - lorenzo, non si tratta tanto di bailamme dovuto alle dichiarazioni, quanto stupore per il fatto che [...] Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato"14:10:00 - Marat è il mio modello,in un ambiente professionale,di programmazioni ossessive è l'unico a vivere l[...] Polvere di stelle, Safin si ritira?14:02:39 - Studentelli ignoranti vi è andata male questa volta eh....! Questa è una legge giusta che andava fat[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Berlusconi: "Ragazzi presi in giro..."13:52:10 - E dura far diventare un cavallo irlandese un mulo delle favelas......[...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno Lancia Delta ad Aldo Montano Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec v>

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Foggia, continuano le proteste da parte degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Grecale, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

mercoledì 29 ottobre 2008 16:55 Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Le iniziative continueranno nonostante la conversione del decreto Gelmini in legge Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Foggia - Si sono ritrovati stamane dinanzi alla nuova sede della Provincia di Foggia gli studenti delle scuole superiori del capoluogo. Tutti uniti per mostrare il proprio dissenso nei confronti del governo, che ha appena convertito il decreto sull'istruzione del ministro Gelmini in legge. Cori, slogan e striscioni hanno dunque caratterizzato la mattinata di una buona parte degli studenti foggiani, che verosimilmente continuerà a protestare anche domani insieme ai professori che decideranno di aderire allo sciopero generale indetto dai sindacati. (Il Grecale/Alessio Romito)

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Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Berlusconi: "Ragazzi presi in giro..." (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Passato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. L'opposizione annuncia il referendum. Scontri tra destra e sinistra in piazza Navona. Tensioni a Milano , binari occupati. Pasquino, lezione aperta a Bologna  Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA PROTESTA ANTI-GELMINI Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Berlusconi: "Ragazzi presi in giro..." Passato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. L'opposizione annuncia il referendum. Scontri tra destra e sinistra in piazza Navona. Tensioni a Milano , binari occupati. Pasquino, lezione aperta a Bologna Roma, 29 ottobre 2008 - E' arrivato il via libera definitivo del Senato al decreto legge sulla scuola. Il provvedimento, che porta il nome del ministro dell?istruzione, Mariastella Gelmini, è stato approvato dall?aula di Palazzo Madama con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Il provvedimento prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà ?medià con quelli conseguiti nelle altre materie. BERLUSCONI Immediata la reazione del premier: "Bene, e? stato un voto che e? andato come e? logico che andasse: spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra??: lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, appena giunto all?assemblea di Confcommercio, commentando il si? definitivo del Senato al decreto Gelmini. Berlusconi torna a parlare della polemica sulle fosze dell'ordine negli istituti bloccati: ”è una cosa - ha insistito Berlusconi, che ha fatto partire il ragionamento dai disordini in Campania - che vale in tutte le situazioni, anche per la scuola. Loro possono manifestare, ma non contro cose che non esistono. Hanno il diritto di manifestare quanto e dove vogliono. E in questo caso siamo stati addirittura di manica larga perchè gli studenti non possono intralciare il traffico, occupare piazze o impedire a chi vuole studiare di farlo”. PD E IDV IN PIAZZA Subito dopo il via libera del Senato i senatori del Pd e dell?Italia dei valori scendono in piazza con gli studenti, che da ieri manifestano sotto palazzo Madama. In testa al gruppo dei senatori c?è la capogruppo del Partito democratico Anna Finocchiaro che, dopo aver letto in aula una lettera di alcuni studenti che aderiscono alla protesta, si intrattiene a parlare con alcuni di loro. Anche il Pd promuoverà un referendum abrogativo contro il decreto Gelmini. Lo ha annunciato il segretario Walter Veltroni durante una conferenza stampa a Montecitorio precisando che “il referendum è uno strumento previsto dalla Costituzione da considerare con parsimonia ma la scuola è per noi una materia importantissima”. SCONTRI IN PIAZZA NAVONA: FERITI Tensione e scontri a piazza Navona: un gruppo di studenti di destra del Blocco Studentesco, denuncia l?Unione degli Studenti, ha attaccato la testa della manifestazione, aggredendo i ragazzi presenti. "Erano una ventina di infiltrati - spiega Roberto Iovino, coordinatore nazionale dell?Uds - è stata un?azione premeditata. Siamo scandalizzati dalle Forze dell?Ordine che stanno a guardare... ora ci stiamo organizzando noi con un cordone, per impedire altri incidenti. Comunque da qua non ci muoviamo". La tensione si esprime anche con i cori di piazza: "Siamo antifascisti", gridano i ragazzi dell?Uds, mentre quelli del Blocco Studentesco scandiscono lo slogan "Siamo fascisti". Ci sono almeno due feriti lievi: due ragazzi hanno riferito di essere stati aggrediti a colpi di casco, cinture e bottiglie, I feriti hanno detto che gli aggressori "erano tutti vestiti di nero e con i crani completamente rasati". LA FINOCCHIARO E I MESSAGGI DEGLI STUDENTI "Onorevole Presidente del Senato onorevoli senatori, oggi nelle vostre mani non vi è un semplice decreto legge, ma il nostro futuro , che è il futuro del paese; è a voi che rivolgiamo l?ultimo, strenuo appello affinchè qualcuno, finalmente, prenda in considerazione il nostro parere: il parere degli studenti". è il messaggio degli studenti del Liceo Orazio letta dalla senatrice Anna Finocchiaro nell?Aula di Palazzo Madama. "Onorevoli Senatori, l?Italia ha assistito in questi giorni alla discesa in piazza di decine di migliaia di studenti di ogni ordine e grado. Persino i professori, i docenti universitari ed i dirigenti scolastici hanno tentato di difendere questa scuola, istituzione che sino ad oggi è riuscita a garantire a tutti i giovani un dignitoso livello d?istruzione nonostante i numerosi tagli di cui essa è stata spesso oggetto. Oggi il Ministro della Pubblica Istruzione sta cercando di infliggere il colpo di grazia alla nostra scuola, che dalla Seconda Guerra Mondiale garantisce in modo paritario un?adeguata istruzione affinchè tutti abbiano la possibilità di inserirsi nel tessuto sociale el nostro Paese: un Paese democratico. Piuttosto che tornare in classe con questo decreto, siamo pronti a fare sentire la nostra voce per cercare di garantiren fino in fondo quella democrazia conquistata dai nostri padri". Intanto fin dalle 8 ci sono poche decinedi studenti a presidiare il Senato dove oggi dovrebbe arrivare il via libera definitivo ai provvedimenti sulla scuola targati Gelmini. Tra i primi ad arrivare, intorno alle 8.30, gli studenti del Virgilio cui si stanno aggiungendo altri istituti della capitale, in attesa dell?arrivo dei diversi cortei spontanei che dovrebbero attraversare la città. IL PRESIDIO CONTINUA Nonostante il diluvio, alcuni studenti la scorsa notte hanno presidiato piazza Navona e la zona del Senato . ??Non sara? certo la pioggia a frenarci - assicurano - saremo qui tantissimi per fare sentire la nostra voce contro questa riforma sbagliata??. I ragazzi a piccoli gruppi chiacchierano tra loro, qualcuno legge il giornale, altri commentano la giornata di ieri e si preparano alla lunga mattinata, qualcun altro più ?diligentè seduto per terra si anticipa i compiti. Corso Rinascimento non è ancora stato chiuso al traffico come accaduto invece ieri. Gli striscioni sulle transenne sono gli stessi di ieri firmati dal popolo della scuola pubblica che chiede di non distruggere l?istruzione. IL PDCI: ORA REFERENDUM Ora che il Dl Gelmini è legge “siamo già pronti a raccogliere le firme per il Referendum abrogativo, così daremo ai milioni di studenti, insegnanti e genitori lo strumento che la Costituzione riconosce per cancellare leggi barbare e sbagliate”. E? quanto afferma Orazio Licandro, responsabile organizzazione del Pdci. LA PROTESTA Gli studenti: "In 10mila sotto il Senato". Bagarre in aula - Tre senatori Idv si affacciano: "Siamo con voi"Scontri a Roma dopo la votazioneBologna: fiaccolata di protesta - Tensione a Milano - Università occupatePolizia per fermare le occupazioni? - Giuste le proteste studentesche? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 29/10/2008 11:01 Daniele quanto costa andare all'università ora?? e quanto costerà tra qualche anno?? uno studente riuscirà a mantenersi da solo facendo qualche lavoro?? e le famiglie per quanto ancora potranno aiutarli?? 29/10/2008 11:19 Pilone Evvai! era ora che cambiavano le cose! 29/10/2008 11:41 stellanera Finalmente!!!Mi fa ridere la lettera di alcuni studenti in cui si dice che la nostra scuola "ha garantito un discreto livello di istruzione!!" non è vero! E mi fanno ridere quelli che dicono che devono difendere quello che i "nostri padri hanno conquistato". Questa legge non mette in discussione la democrazia e il diritto allo studio. I tagli ci sono dove c'è spreco e si indirizzano le risorse a migliorare la qualità e l'organizzazione della scuola. Mi fanno piangere quei genitori delle scuole elementari che portano i figli nei cortei! complimenti! delegittimare il rispetto delle regole e dell'autorità a quell'età darà sicuramente buoni frutti!!! e mi fanno disperare quei senatori che si sono affacciati alla finestra a gridare agli studenti che sono con loro. Non sono con loro ma semplicemente contro questo governo qualunque cosa decida.E poi perchè non si da spazio a quelli a cui va bene la riforma e che vogliono usufruire delle lezioni? E sono molto di più!!!! 29/10/2008 11:46 massimo tutti in piazza? ed a studiare e lavorare chi ci va? i soliti stolti? 29/10/2008 11:47 mauro toselli ha ragione Veltroni " l'Italia e' migliore di questo governo che taglia alla scuola ,con una legge che in molti punti e'anticostituzionale e quindi Napolitano non dovrebbe firmare ,per aumentare le spese militari delle nostre missioni all 'estero 29/10/2008 11:49 silvio re brava Gelmini avanti così, ci vuole autorità in sto paese... 29/10/2008 11:50 bimbobello E' l'inizio della fine| 29/10/2008 11:52 carlino Le vicende di questi giorni ci hanno consegnato il più grande prtito conservatore che la storia italiana abbia mai conosciuto, piu' conservatore dei sindacati sempre propensi a tutelare i privilegi acquisiti, si il PD si è dimostrato questo e me ne dolgo come italiano. Dopo questo decreto però è necessaria una riforma totale di tutto il comparto scolastico ed universitario, si convochino da subito tutte le parti e si metta mano con piglio alla riforma senza se e senza ma e senza cedere a chi punta al conservatorismo. 29/10/2008 11:59 Giorgio-Pietro Questa Italia fa veramente pena. E' proprio vero, comunque, che il governo che ci rappresenta è il governo che l'Italia si merita. Che schifo!!!!!!!! Potessi, lascerei l'Italia immediatamente per non ritornarci piu'. Sono veramente schifito dalla classe politica italiana. 29/10/2008 12:05 Elena ... sarà ora che i quasi trentenni che sono in piazza o vanno in tv a dimostrare contro la riforma si mettano a studiare?? naaaaaa :-) Una scuola meno "parcheggio" non gli può mica andare bene :-) Perchè chi ha voglia di studiare si guadagna le borse di studio e finisce in tempo, e tanti, tanti, tanti... a più di 25 anni sono ancora a manifestare per le piazze? papi e mami pagano... 29/10/2008 12:09 Luka Visto come si stanno comportando gli studenti, non denotando certo grande intelligenza e responsabilità, direi che è necessario riformare drasticamente l'istruzione e insistere sul concetto di meritocrazia. Ogni volta che intervistano uno studente per conoscere i motivi della protesta e che questo risponde o che non lo sa oppure con frasi generiche prive di significato, mi vergogno di essere italiano. Ma i nostri studenti si rendono conto che andando avanti di questo passo non troveranno nemmeno un lavoro precario? Ovviamente i figli di papà/radical chic sono esclusi. 29/10/2008 12:14 GIOIR E SE LA PROTESTA FOSSE SVOLTA IN SENSO OPPOSTO ??? CIOE' INVECE DI ANDARE IN PIAZZA FREQUENTARE LA SCUOLA ANCHE NELLE ORE E NEI GIORNI QUANDO NON CI SONO LEZIONI ??? VORREI VEDERE QUANTA DI QUESTA GENTE CHE ALLE AULE PREFERISCE PASSEGGIARE IN STRADA FAREBBE LA PROTESTA, NESSUNO:::!!! PERCHE' QUELLO CHE INTERESSA A QUEI RAGAZZI E CHI LI PORTA IN GIRO, NON E' LO STUDIO MA IL GIOCO NELL' INTERESSI DI POCHI...!!! SONO SFRUTTATI E NON SE NE ACCORGONO O FANNO FINTA...!!! IN TV, IERI:::CORSO DI LAUREA PER 4 FREQUENTATORI E 8 PROFESSORI...!!! PAZZESCO...!!!SONO PAGATI CON I SACRIFICI DI TUTTA LA GENTE ONESTA CHE LAVORA E PAGA REGOLARMENTE LE TASSE...!!! E POI FATEMI IL FAVORE DI DARE UNO SGUARDO AI SONDAGGI SU QUESTO QUOTIDIANO PER RENDERVI CONTO CHE IL PAESE E' CONTRO LO SCIOPERO E CONTRO L'OCCUOAZIONE DELLE AULE E DEGLI ATENEI...!!! O VI INTERESSANO I SONDAGGI QUANDO VI FANNO COMODO??? QUESTO E' SOLO L'INIZIO DI UNA RIFORMA NECESSARIA DELLA SCUOLA NELL'INTERESSE DI CHI HA VOGLIA DI STUDIARE...!!! 29/10/2008 12:15 paolo Le leggi le fa il Parlamento, regolarmente eletto dalla maggioranza degli Italiani, e non la piazza come pensa una parte degli studenti ovviamente spalleggiati da PD e IDV sempre pronti a cavalcare qualunque protesta. 29/10/2008 12:21 Pete Plague Gli studenti prendano atto che le vecchie generazioni, che avevano il maestro unico, sono venute su molto meglio delle più recenti (con pluralità di maestri). Ciò premesso la smettano di rompere gli zebedei con la riforma Gelmini. E la smettano con il fascismo e bischerate varie, che non c'entrano nulla. 29/10/2008 12:21 ed Meritocrazia , domolire i privilegi e tagliare gli sprechi.Questa deve essere la linea guida di un buon governo !! Destra o sinistra che fosse ! Badate che tagliare gli sprechi non significa che la qualità è minore anzi!!! , tagliare, tagliare e fortemente tagliare .Un taglio drastico degli sprechi farebbe risparmiare alla cosa pubblica almeno 100 miliardi di Euro . Non è una esagerazione !! La qual cosa vada a diminuire le tasse di tutti !!Solo così l'Italia nè uscirà fuori.Lo "status quo" ci porterà nel baratro!!A quando la soppressione delle Provincie a quando tagli alla RAI e alle Regioni in perdita??? Tagli e meritocrazia . Lotta ai privilegi. Queste le vere riforme!! 29/10/2008 12:26 paolo Che faccia tosta! L'Unione degli studenti è scandalizzata dal comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono a difenderli da ben 20 infiltrati! 29/10/2008 12:28 ELISA A Berlusconi dispiace vedere tanti ragazzi presi in giro dalla sinistra?? E a me rompe vedere tanti italiani fregati dalla destra!!!! Tagli in politica mai, eh??? 29/10/2008 12:30 paolo E' assurdo prendersela con i tagli alla scuola senza dimostrare se questi tagli vanno o meno a colpire inefficienze, clientelismi e posti di lavoro creati a solo scopo di ammortizzare sociale. E il governo ombra della sinistra cosa propone in alternativa: niente come al solito e lo ha detto non uno di destra ma un loro esponente di spicco quale Cacciari. 29/10/2008 12:32 paolo Siamop in una democrazia per cui a una legge del Parlamento ci si può opporre con un'unica arma che è quella eventualmente del referendum non le dimostrazioni in piazza. 29/10/2008 12:38 GIOIR NON SI PUO' PIU' MANTENERE LO STATUS QUO IN CUI SI TROVA LA SCUOLA...NON CI SONO I SOLDI E QUINDI BISOGNEREBBE METTERE NUOVE TASSE, SOPPORTATE DAI MILIONI DI LAVORATORI ONESTI, PER GARANTIRE I PRIVILEGI DI QUALCHE MIGLIAIO DI BARONI DELLA SCUOLA...!!!ALLORA SI DEVE FARE LA LOTTA AGLI SPRECHI ED E' QUELLO CHE STA FACENDO LA GELMINI...!!!NON SOLO MA IL GREMBILINO, IL 5 IN CONDOTTA SONO VOLTI A MORALIZZARE, PER QUANTO POSSIBILE, GLI SCOLARI, PERCHE' ESSERNE CONTRO ??? IL GREMBIULINO UGUALE PER TUTTI NON E' SOLO BELLO A VEDERSI MA EVITA AI RAGAZZINI IL CONFRONTO CON CHI E' PIU' O MENO AGIATO DI UN'ALTRO E CHE SI PUO' PERMETTERE UN ABBIGLIAMENTO DIVERSAMENTE PIU' COSTOSO...!!! IL 5 IN CONDOTTA NON PUO' ESSERE TEMUTO DA CHI TIENE UN COMPORTAMENTO CORRETTO A SCUOLA MA SOLO DA QUELLI CHE , SI PUO' DIRE, VIVONO DI BULLISMO CHE TRASCENDE IN ATTI MERAMENTE DELINQUENZIALI, DOVE SI IMBRATTANO DI VERNICE LE CLASSI, SI DISTRUGGONO BANCHI E SCRIVANIE, SI INSOLTANO GLI ALTRI ALUNNI E SPESSO GLI STESSI INSEGNATI...!!! 29/10/2008 12:46 Beppe Un grandissimo GRAZIE ai parlamentari. A tutti gli universitari che sono contro (alla 133): Forse non sono al corrente dei docenti figli/e di Rettore, Cognati/e di Rettore, Fratelli/Sorelle di Rettore, ecc. che fanno finta (prechè non ne sono all'altezza) di insegnare la materia; se sono al corrente allora sono di sinistra (più che di sinistra sono anti Silvio) e quindi protestano in malafede. Oggi è una magnifica giornata. Saluti a tutti. 29/10/2008 12:52 roberto-rieti le proteste di una frangia di studenti, sobillati dai baroni che vedono minacciati i loro privilegi e strumentalizzati dalla sinistra, ha scoperchiato il vaso di pandora dal quale sono emerse tutte le assurdità del mondo universitario che ci hanno precipitato agli ultimi posti della cultura mondiale - è stato un clamoroso boomerang che ha informato la massa dei cittadini dei torbidi intrighi in cui i nostri ragazzi si devono confrontare e che prima erano noti solo agli addetti ai lavori - ora che l'opinione pubblica è più informata di questo scandaloso andazzo, è urgentissimo e improrogabile che il governo ponga fine a questo malcostume imperante - ringraziamo dunque i peotestanti che, contro la loro volontà, ha fatto capire a tutti i cittadini quanto sia urgente riformare e moralizzare tutto il mondo universitario. bravi, bravi, bravi| 29/10/2008 12:54 BEPPE DI LIVORNO Finalmente si cambia musica, era l'ora di rinnovare tante storture portate nel tempo dalla sinistra. Tipo tutte le porcate che fece Berlinguer, quando era ministro !Al di la di quello che vuol far credere la sinistra, questa è una legge che modernizza tutto il settore della scuola, che non era mai stato modernizzato da tantissimi anni. Adesso per tanti " baroni della scuola " finalmente la pacchia è finita. Ben fatto Ministro Gelmini ! 29/10/2008 13:09 martino Quello che più mi fa rabbia è che si sta' manifestando oggi per l'approvazione di un decreto legge che non ha nulla a che vedere con l'università. Forse gli universitari hanno capito che il grembiule lo devono mettere anche loro? Se fossero capaci di capire e leggere, avrebbero dovuto protestare quando è stata approvata la legge 133 che permette alle università di trasformarsi in fondazioni (e poi qui, quale sarebbe il problema? che sono soggetti di diritto privato? cosa cambia con le università? a ben vedere proprio niente.) 29/10/2008 13:27 kurtz A me rattrista vedere che nessuno risponde mai nel merito della riforma Gelmini: mai un insegnante che abbia scritto da destra qualcosa sul merito della questione. E dire che di insegnanti di destra ce ne sono. Nessuno del centro destra ha chiarito i dubbi che sono sorti a noi genitori: a me venire etichettato a sinistra solo perché vorrei sapere come cambierà la vita mia e di mia figlia mi irrita, penso che sotto le sparate della Gelmini non ci sia nulla e che ci stiano prendendo in giro. Ogni volta che un sostenitore della riforma si è confrontato sul merito con chi la scuola la vive ha fatto la figura del rivenditore d'auto usate. Mi dispiace, ma non credo che tornerò a votare a destra: la sinistra non l'ho mai votata, però da destra ho ricevuto solo risposte qualunquistiche e ideologiche e io con l'ideologia a fine mese non ci arrivo. I decreti li ho letti e non c'è scritto quello che la Gelmini e Berlusconi sostengono che ci sia. Questa destra non è la mia destra, per me la destra è sopratutto onestà. 29/10/2008 13:28 il barone tutti in piazza per tutelare i baroni universitari che devono poter continuare ad assumere i loro parenti e amici 29/10/2008 13:31 valentina Pisa PILONE E STELLA NERA fate una bella coppia vai...ma veen rendete conto?non pensate solo a voi!la scuola se ha delle lacune è colpa anke del governo di tanti anni prima...MA è VERO SIAMO STATI INGANNATI ..IO LO SAPEVOO IO nn l'ho votato berlusconi e ne vado fieraaa!!!ma ki saremo noi un giorno?nessuno e grazie e solo a loro..SENZA PAROLE VERAMENTE 29/10/2008 13:41 adriano ..ffanc.. la maggioranza!!!!!! 29/10/2008 13:42 Bellaz89 Il problema è che nella finanziaria ci sono 1,4 miliardi di euro di tagli alla RICERCA e ai RICERCATORI(NON ai baroni)Il problema è che con il turn-over c'è il blocco delle assunzioni dei professori e molti corsi rimangono scoperti.Il problema è che questa manovra aumenterà il carico didattico dei professori e dei ricercatori diminuendo il loro monte ore di ricerca. Il problema è che se un ateneo non può più opravvivere come entità pubblica non è detto che ci sia un privato interessato. Il problema è che un sistema universitario sul modello americano ( che tra l'altro in questi giorni di crisi si stà rivelando di una fragilità assoluta) non può esistere in Italia o in genere in Europa e in ogni caso non si mette dall' oggi al domani. Il problema è che moltissime persone non potranno accedere all' università perchè non potranno permetterselo(ricordiamo che nella finanziaria ci sono tagli ANCHE alle borse di studio). Il problema è che il taglio lascerà intatto il sistema dei baroni e penalizzerà gli altri. 29/10/2008 13:48 giorho in democrazia si devono sopportare anche le scorretezze messe in atto dai partiti che usciti sconfitti dalle elezioni creano disordini pescando nel dissenso per uscire dall'isolamento.quando ritorneranno al governo questi partiti penseranno solo a se stessi lasciando ancora una volta i meno abbienti nella disperazione continuando a prendere finanziamenti per i loro giornali televisioni future nonchè radio. si poteva evitare questultimo provvedimento eliminando tutti gli sprechi i privilegi e finanziamenti vari,avremmo avuto così la possibilità di evitare tagli e destinare le risorse a chi le produce.come al solito chi è all'opposizione si scandalizza ma una volta al potere arraffa a più non posso alla faccia di chi lavora per mantenerli. 29/10/2008 14:02 renny Studentelli ignoranti vi è andata male questa volta eh....! Questa è una legge giusta che andava fatta molto prima, quindi fate pochi casini e studiate! 29/10/2008 14:06 CARLO (per gioir) caro amico, dici che non ci sono i soldi e che il governo è costretto a tagliare dove ci sono troppi sprechi, è giusto quello che dici, però io avrei un'altra proposta molto più semplice dove nessun italiano si lamenterebbe e non ci sarebbero certamente tutti questi casini ed è questa: perchè i signori parlamentari (tutti ladri sia a destra che a sinistra) non si riducono l'oneroso stipendio che percepiscono? certamente rimarrebbero tanti soldi da poter utilizzare dove veramente c'è bisogno a cominciare dagli stipendi e dalle pensioni da fame!! ciao 29/10/2008 14:22 Vittorio60 nutro seri dubbi sulle intenzioni "democratiche" dell'avo della finocchiaro e su quelle recondite della stessa. inoltre la scuola pubblica non è stata avviata, come invece asserisce la medesima, "democraticamente" solo dal 1945 in poi, bensì parecchi decenni prima e d'autorità. ma contro le falsificazioni ispirate da livore aprioristico non c'è alcun rimedio. se non la sovrana indifferenza. 29/10/2008 14:24 w la scuola perchè non vanno a studiare e, chi deve, a lavorare, nullafacenti!!! La scuola peggiora perchè gli studenti non hanno voglia di fare nulla, i professori ancora di meno, tanto il posto è garantito (almeno era) e la sinistra li sostiene!! purtroppo urlano e stramazzano più degli altri che studiano e lavorano... ecco perchè sembrano tanti. In compenso sono più pittoreschi! io manderei l'esercito licenzierei tutti i professori e boccierei gli studenti che protestano e non sanno perchè! finora si è sempre fatto come volevqno prof e studenti e il risultato è lo schifo attuale 29/10/2008 14:31 sara evviva la democrazia! è un mese che professori e studenti sono in piazza... 29/10/2008 14:33 TANTE GRAZIE E ARRIVEDERCI Dico solo questo: qualsiasi governo denominato "REGIME" ha trovato beneficio nel NON promuovere IL SAPERE da cui deriva anche capacità AUTONOMA di giudizio e quindi anche di scelta. I governi che vogliono promuovere lo sviluppo in genere (vedi l'india ad es) promuovono il sapere, la scuola, le università. Giudicate voi ora! Ritorneremo a fare il popolo di emigranti e come si dice in questi casi: TANTE GRAZIE E CON UN LONTANO "FORSE" arrivederci!!! 29/10/2008 14:35 mauro toselli purtroppo per il cavaliere , per la gelmini, per tremonti e per la lega, gli studenti e le famiglie italiane hanno capito benissimo da chi sono stati presi per i fondelli ( IL GOVERNO BERLUSCONI ) e adesso prenderanno le opportune contromisure ; come al solito berlusconi e i suoi attaccano per non difendersi, ma ormai gli italiani il gioco lo hanno capito benissimo 29/10/2008 14:41 Amato Rispondo a Giorgio-Pietro. Vuol lasciare l'Italia? Non glielo impedisce alcuno? Provi ad informarsi prima di dare giudizi negativi su uno o sull'altro! Le Ns. università, hanno milioni di debiti, con centinaia di corsi fasulli o pseudo-tali. I professori" a vita" i cosiddetti baroni, nelle attuali univ., TUTTE,perepiscono un più che lauto stipendio insegnano al max 4-5 ore, poi fanno proseguire gli assistenti. Ovvio che la prepar. culturale dei Ns. ragazzi è mediocre!Ad es. lo sa Lei che l'Univ. di Firenze, produce olio extravergine, vino e grappa nei suoi 40 Ha di terra, con finanziamenti annui milionari? Li paga forse lei da solo detti finanziamenti o...sono sulle spalle di tutti gli italiani? 29/10/2008 14:50 doc finalmente c'è stato il coraggio di cambiare le cose, almeno cominicare a farlo.. alla faccia di tutta la sx!! viva la meritocrazia, viva la voglia di cambiare e ammodernare questo paese, a cominciare dalla scuola.. io l'università l'ho passata grazie alle mie capacità e alla voglia di studio, perchè se aspettavo prof o rettori.. auguri!!! solo clientelismo alla sinistra!!! ps: non capisco perchè scioperino gli studenti delle superiori o 30enni.. ai primi la riforma non tocca, ai secondi dico: siete tutti figli di papà, piccoli fuoricorso invasi dalla voglia di far nulla... io ho lavorato e studiato a testa bassa laureandomi con ottimi voti e non pensavo proprio a scioperare come fanno questi.. siete ridicoli!!! forza berlusca, a casa tutti i clientelismi.. forza governo, perchè la stragrande maggiornaza dell'italia è coon Voi. 29/10/2008 14:51 Caterina 14 anni è una vergogna!! tutta l'italia protesta e non viene ascoltata: questi sono i nostri rappresentanti? 29/10/2008 14:56 pippo Da quello che leggo la maggior parte delle persone che lascia un commento pensa solo agli stipendiati statali e agli studenti fannulloni. Sinceramente il problema dell'italia non sono i governi che ci sono stati o che ci saranno ma sono gli italiani e la loro mentalità. Qui non si tratta di destra o sinistra, non si tratta di sindacati o statali, ma si parla di futuro, il futuro dei ns. figli e dei nostri nipoti. 29/10/2008 14:57 pippo Fino ad ora tutti ci siamo lamentati che i migliori ricercatori vanno all'estero, che la scuola italiana non tutela ed insegna ai giovani e della non idoneità di una parte degli insegnati. Ora, con questa riforma, si obbliga la maggior parte degli studenti a non iscriversi all'università. Infatti sembra che gli atenei possano fare una richiesta allo stato per passare da pubblici a privati: vuol dire che la maggior parte dei ragazzi non potrà laurearsi e non sto parlando dei figli dei ricchi ma di famiglie normalissime che guadagnando un normalissimo stipendio e non potranno far studiare i propri figli. Complimenti a tutti noi per ciò che abbiamo. CORRAGGIO RAGAZZI L'ITALIA DEL FUTURO SIETE VOI! E RICORDATE CHE NESSUNO VI REGALERA' NULLA, CIO' CHE DIVENTERETE LO DOVETE SOLO A VOI STESSI. Ve lo dice una persona che proviene da una famiglia di contadini e con tanti sacrifici, miei e della mia famiglia, posso dire di aver ottenuto tanto dalla vita. 29/10/2008 15:19 TINO è passata, -perlomeno un minimo di ragione; ma ora si ricorrerà ad un altro periodo di gran casino si invocherà il referendum, (tanto per prolungare la protesta), che più ce n'è meglio è, non si approderà ad un bel nulla, e quindi si escogiterà qualche altra diavoleria, alla fine... nulla. toc..toc..toc..il tempo inesorabile, nel susseguirsi di ere, glacializzazioni, e sconvolgimenti,- tout passe, tout lasse, tout casse; (la signora di solus) ma memorizzata, scolpita (a suon di megafono elettrico) tramandata eternamente l'eroica bravata di chi tentò invano di sconvolgere gli elementi. (eran giovani eran forti) 29/10/2008 15:20 isacco Grazie sign.ra Gelmini per il suo contributo a riqualificare l'Italia 29/10/2008 15:25 parsifal Che tristezza assistere allo scempio quotidiano che questo governo sta facendo del paese. Falsità, dichiarazioni prima 'sparate' e poi ritrattate, l'importante era far cassa con la scuola... Prima la scuola dell'obbligo, poi toccherà all'università... con un sistema che penalizzerà sempre di più l'istruzione pubblica. Una riforma? ma togliamo le bende dagli occhi: sono solo tagli. Promuovere l'istruzione e favorire la crescita delle menti non è certo uno degli obiettivi di questi signori: più ignoranti, più voti. E il bello è che berlusca ha ammesso che nella gelmini qualcosa si deve cambiare... sì, ma solo per la scuola privata, probabilmente ascari inetti avevavno tagliato anche dalla parte sbagliata... 29/10/2008 15:43 Amelia S. Uno dei propositi di Obama è questo: "Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto". Per questo quando la Gelmini ha detto che Obama è il suo modello, mi ha fatto ridere. 29/10/2008 15:58 Francesca E' davvero l'inizio della fine..cosa ne sarà del nostro futuro? dove andrà a finire?? x caso nelle mani di chi ancora non ha capito il significato di "scuola, istruzione, cultura"???..no grazie..io sn contraria a tt qst..nn doveva succedere nnt di tt qst..purtroppo è andata cosi..ma noi studenti continueremo comunque a lottare..nn ci fermerà nessuno.."L'ignoranza uccide"..è qst che divulga nella cultura italiana da tempo..ma adesso?? nn possono negarci il diritto di imparare..la scuola è NOSTRA..è degli STUDENTI!!!!!!chi nn ha la possibilità di andare all'università che farà?pulirà le strade?? ma stiamo davvero skerzando..si..LORO stanno giocando cn i nostri diritti e soprattutto cn il nostro futuro cm niente fosse..l'importante è che loro siano tutti felici e RICCHI..agli altri nn ci pensa nessuno..e si certo!..sn davvero arrabbiata..l'università potranno solo permettersela i FIGLI DI PAPA'..e tutti qst nn sn contrari al decreto..sn favoreli..bravi!!!!complimenti..ODIO TT QST..è UN INCUBO!! 29/10/2008 16:06 Alex non sia mai che a qualcuno venga in mente di cominciare a tagliare i privilegi e le spese dei politici. 29/10/2008 16:10 lorenzo ecco fatto il primo passo di un governo non solo arrogante ma prepotente di un sistema tipicamente mussoliniano siamo vicini ad una guerra civile senza tempi pronti a marciare con in mano bastoni e fucili ma non come diceva bossi come diremo noi giovani poveri che non contiamo piu' a ninete che ci hanno chiamato pure terroristi e come tali allora visto che non contiao a nulla ci comporteremo!!!! 29/10/2008 16:18 Carla Ma quanti commenti di gente che non capisce una mazza! Qui si sta discutendo del diritto allo studio della classe medio bassa. Io sono una donna sola con uno stipendio da infermiera e mia figlia si è laureata nei tempi stabiliti con ottimi voti. Ora sta finendo la laurea specialistica. Non ha mai portato il grembiule, ha avuto più maestre ed ha sempre studiato con buon profitto. La scuola non può essere nè di destra nè di sinistra ma deve essere a disposizione di tutti perchè tutti abbiano la possibilità di studiare. Non capite che molto presto solo pochi si potranno permettere di laurearsi perchè in Italia non sarà possibile fare mutui per poter pagare le tasse universitarie come in america. Le famiglie possono al massimo permettersi di pagare il mutuo-casa se lavorano in due perchè gli stipendi sono miseri da noi. Allora chiedetevi sia che siate di destra sia che siate di sinistra se può piacervi un paese dove l'accesso allo studio universitario sia per pochi eletti. Una risposta sarebbe gradita 29/10/2008 16:20 Carla Comunque è ovvio che questo governo voglia un paese di ignoranti...è risaputo che gli ignoranti sono più facilmente tenuti sotto il giogo degli oppressori... 29/10/2008 16:32 mery ma quanto vi rode!!!! finalmente la casta tenuta in piedi dai sinistroidi che da decenni sperpera denaro pubblico non potrà più farlo. ciò che non verrà più sprecato sarà reinvestito utilmente per il miglioramento generale della scuola.tutti i commenti che fate contro questa riforma conferma proprio la malafede della sinistra che strumentalizza e basta, mobilitando gli studenti solo per dare addosso al governo.questa riforma sarà un bene per tutti anche per chi oggi manifesta contro. 29/10/2008 16:41 Lorenza Ah ah ah Tre senatori IDV si affacciano:"Siamo con voi", e chi mai potevano essere se non quegli asini dei senatori di di Pietro! Sono presenti 53 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Caratteri rimasti Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Più commentati Commenti Sondaggi Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (121 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (45 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (32 commenti) Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Berlusconi: "Ragazzi presi in giro..." 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Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec analytics.com/urchin.js" type="text/javascript">

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Bologna: studenti in piazza Maggiore contro il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

29 ottobre 2008 - 16.09 (Ultima Modifica: 29 ottobre 2008) BOLOGNA - "No Gelmini. Sì a università pubblica". Anche a Bologna, come in diverse città d'Italia, gli studenti universitari si sono radunati in piazza per protestare contro la riforma della scuola proposta dal ministro della Pubblica Istruizione, Maria Stella Gelmini. Un centinaio di laureandi hanno partecipato alla lezione, tenutasi in piazza Maggiore, del professore Gianfranco Pasquino, docente di Scienze politica. Armato di microfono e amplificatore, ha tenuto la sua lezione davanti ai ragazzi seduti a terra che prendevano appunti come fossero in aula e sotto gli occhi incuriositi dei passanti che si sono fermati ad ascoltarlo. All'indomani della fiaccolata contro il decreto Gelmini, al quale hanno partecipato circa 5mila persone malgrado le difficili condizioni meteo, il sindacato Gub scuola di Bologna ha promosso per mercoledì pomeriggio una nuova manifestazione in piazza Nettuno. Un'altra mobilitazione studentesca, invece, è prevista per giovedì. Sulle proteste contro il decreto Gelmini è intervenuto Adolfo Zauli, portavoce comunale de La Destra di Bologna. "Che a Bologna, citta' rossa per eccellenza, la strumentalita' delle proteste anti-Gelmini possa fare facile presa e' normale - ha dichiarato -. Soprattutto qui una sinistra ancora egemone, ma a corto di argomenti e di voti a livello nazionale, non poteva fare a meno di attaccare il primo serio tentativo di porre qualche rimedio allo sfascio che caratterizza la scuola italiana, tentando di esorcizzare una sconfitta elettorale che ancora brucia". Il parlamentare bolognese Fabio Garagnani, esponente di Forza Italia-Pdl, ha rivolto un appello al "senso di responsabilità". "Dopo le proteste di questi giorni - ha affermato infatti Garagnani - mi auguro che prevalga il senso di responsabilita' e la consapevolezza che in uno Stato democratico la volontà del Parlamento è sovrana e le leggi debbono essere rispettate da tutti e fatte rispettare da chi ha questo potere".

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Scuola: Mariastella Gelmini "In Italia non si spende poco per l'istruzione ... si spende male" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola: Mariastella Gelmini "In Italia non si spende poco per l?istruzione ... si spende male" (29/10/2008 15:30) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha dichiarato: "Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l?università così come sono li soddisfino. Un?università ed una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda poco per l?istruzione, anzi siamo tra i primi d?Europa. Il problema è che si spende male". Secondo il ministro "e' inaccettabile" che: "l?università italiana produca meno laureati del Cile ; abbiamo 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati ; ci siano 37 corsi di laurea con 1 solo studente ; 327 facoltà non superino i 15 iscritti ; negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi siano stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro ; ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni ; si siano moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi, aumentando la spesa per l?università in maniera inaccettabile ; non ci sia un?università italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo ; ci siano 5500 corsi di laurea, mentre in Europa ne troviamo la metà ; Siano insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea ; nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444, oggi 5500 ; ragazzi siano sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre".

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Lezioni in piazza contro la Gelmini: "Tagli alla scuola senza motivo" (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

29 ottobre 2008 - 14.28 (Ultima Modifica: 29 ottobre 2008) Nadia Masini in piazza assieme agli studenti Almeno 200 studenti universitari hanno 'occupato' piazza Saffi per dire "no" al decreto Gelmini di riforma della scuola. Assieme a loro tanti docenti, amministratori pubblici e rappresentanti dei sindacati. Tanti anche i docenti scesi in piazza, dove anche il sindaco Nadia Masini è intervenuta prendendo la parola: "Si fanno tagli profondi senza dire qual è la motivazione e senza coinvolgere Regioni ed enti locali, che hanno competenze specifiche in materia". > GALLERIA FOTOGRAFICA Alle 10.30 alcune classi della Scuola superiore per interpreti e traduttori erano sedute sul porfido della piazza, pronte ad ascoltare i docenti Gabriele Bersani e Daniela Zorzi. A precederli un imprevisto corteo di studenti dell'Isituto d'arte. Hanno sfilato per le vie del centro i ragazzi della scuola superiore, anticipando la manifestazione prevista per giovedì, nel giorno della trasformazione del decreto Gelmini in legge. Più ordinata e organizzata la prima delle 2 lezioni in piazza, anche se è stata interrotta dalla pioggia e l'appuntamento è slittato alla seconda, prevista per mercoledì pomeriggio. Tantissimi gli striscioni: "Contro la Gelmini oggi si resta fuori", "Il Governo va al risparmio, offerta prof.: Prendi 1, togli 5", "Chi ama l'università ci segua", "Verba volant, protesta manent", "Con la 133 vendete il nostro futuro per comprare il vostro presente: basta con i tagli alle università". Questi sono i pensieri degli studenti. Lo slogan della Scuola per interpreti e traduttori è "No alla 133 in tutte le lingue del modo". Nonostante l'arrivo della pioggia c'è stato il tempo di spiegare le motivazioni che hanno spinto docenti e studenti a questa forma di protesta, ormai praticata in molte piazze d'Italia: "Manifestiamo un dissenso rispetto ai contenuti specifici della legge - spiega la professoressa Zorzi - la seconda parte della lezione si terrà in classe per dare la possibilità di seguirla anche a chi non ha aderito". "Siamo di fronte ad uno smantellamento della scuola pubblica di tutti gli ordini e gradi - sottolinea il professor Berselli - che preoccupa nei modi nascosti in cui viene condotto. L'università in questo modo viene condannata a morire dentro se stessa per asfissia". Anche il Sindaco di Forlì, Nadia Masini, ha voluto portare il suo saluto a studenti e docenti: "Questo è un modo per esprimere profondo disagio e preoccupazione, avremmo preferito non essere qui, perché questa tematica andava discussa nelle sedi proprie ed è sconcertante il fatto che non ce ne sia stata la possibilità. La speranza è comunque l'ultima a morire". E' per mercoledì sera alle 21, presso l'Aula Magna di corso della Repubblica, l'appuntamento con il "Seminario sulla legge 133", tenuto dal preside della Facoltà di Scienze Politiche di Forlì, Gilberto Capano. Giovedì mattina alle 9, invece, si terrà la manifestazione "Piove sul nostro futuro. No 133, no Gelmini", organizzata dagli studenti delle scuole superiori di Forlì, al Parco della Resistenza, da dove partirà un corteo di protesta. Oltre agli studenti, a manifestare in piazza Saffi, mercoledì mattina, c'erano anche circa 60 autisti di E-Bus, che protestavano contro il nuovo contratto che "ha diminuito gli stipendi", sostengono. "Siamo stati scippati dalla normativa". Chiara Fabbri

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Scuola: Veltroni, ll Pd promuoverà un referendum (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola: Veltroni, ll Pd promuoverà un referendum (29/10/2008 15:29) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - Walter Veltroni ha annunciato nel corso di una conferenza stampa che il Pd promuoverà un referendum per abrogare il decreto Gelmini sulla scuola, approvato questa mattina al Senato.

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Scuola: Belisario (Idv): Anche referendum contro riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola: Belisario (Idv): Anche referendum contro riforma Gelmini (29/10/2008 15:28) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - "Da giorni stiamo combattendo contro il decreto Gelmini. Purtroppo una maggioranza prepotente, cieca e sorda alle richieste del Paese, ha deciso che la scuola deve morire. Per questo l'Italia dei Valori cercherà con tutti i mezzi previsti dalla Costituzione di ribaltare la decisione del Governo: se servirà, anche con un referendum abrogativo". Lo ha detto il capogruppo dell'IdV al Senato Felice Belisario, sceso tra i giovani subito dopo la votazione in aula sul decreto Gelmini, con tutti i senatori del Gruppo che lo sostenevano mentre in piedi su un'aiola spartitraffico parlava dal megafono agli studenti davanti a Palazzo Madama. "Siamo con voi - ha urlato Belisario - con le vostre famiglie, con le forze sane del Paese che chiedono di non distruggere il futuro. La riforma taglia fondi e risorse umane, ci riporta indietro di vent'anni. L'Italia dei Valori vuole ricostruire quello che Berlusconi, Tremonti e la Gelmini stanno distruggendo". Da segnalare che il Capogruppo dell'Idv al Senato, Felice Belisario ed il senatore Stefano Pedica stanno ricevendo nella sede del gruppo, a Palazzo Carpegna, una delegazione di studenti della Sapienza per un esame delle possibili proposte tese ad una riforma efficace del sistema scolastico ed universitario. Belisario e Pedica hanno tra l'altro espresso forti preoccupazioni per le incursioni effettuate da elementi di estrema destra che turbano una protesta che fino ad oggi si è svolta in un clima pacato e civile.

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Ok dal Senato: il dl Gelmini diventa legge Scontri a Roma: studenti feriti e fermati (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

29/10/2008 Riforma scuola, riparte la protesta Tafferugli tra studenti: feriti Riprendono le proteste. Decine gli studenti che presidiano il Senato dove oggi è arrivato il via libera definitivo ai provvedimenti sulla scuola targati Gelmini. "Continueremo la nostra lotta nelle Università e nelle scuole", gridano i ragazzi che hanno invaso la zona attorno a Palazzo Madama. Maxi-rissa a Roma tra studenti di opposte fazioni. 16.56 - Napoli, rimosso blocco in stazione. E' stato rimosso il blocco degli studenti dai binari alla stazione ferroviaria di Napoli. Ora gli studenti, circa 300, si stanno dirigendo in corteo all'Università Orientale. 16.32 - Piazza Navona, informativa alla Camera. Il governo riferirà in Aula alla Camera sugli scontri avvenuti a Piazza Navona. L'informativa, spiega il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito, si terrà probabilmente giovedì. 15.04 - Milano, sciolto il blocco alla stazione di Lambrate. E' stato sciolto il blocco da parte degli studenti alla stazione di Milano Lambrate. Sotto gli occhi degli agenti in tenuta antisommossa, i manifestanti stanno tornando in strada senza disordini, per riunirsi nel corteo che sta marciando di nuovo verso il centro della città. 14.56 - Scontri in piazza Navona: 4 i feriti. E' di quattro feriti, secondo il 118, il bilancio provvisorio degli scontri in piazza Navona a Roma tra studenti di destra e di sinistra. Tre gli studenti che hanno riportato ferito al capo mentre, tra le forze dell'ordine, un agente ha riportato alcune contusioni. 14.44 - Occupata la Stazione centrale di Napoli. Il corteo degli studenti che ha attraversato il centro di Napoli è arrivato in piazza Garibaldi dove i manifestanti hanno occupato i binari 7 e 8 della Stazione centrale. 14.40 - Salerno, assemblea vicino svincolo autostrada. Circa 400 studenti dell'università di Salerno hanno lasciato il campus di Fisciano e raggiunto lo svincolo di Fisciano del raccordo autostradale Avellino-Salerno dove stanno tenendo un sit-in e una assemblea pubblica. Per motivi di sicurezza le forze dell'ordine hanno interdetto il traffico in uscita. 14.05 - Caos alla stazione. Dopo essersi separati, aver sfilato per le vie della città ed essersi riuniti in piazza Piola, gli studenti universitari di Milano si sono diretti verso la stazione ferroviaria di Lambrate e stanno ora occupando i binari. Fino ad ora bloccato un treno 'Eurostar' Milano-Roma. 13.33 - Studenti verso la Sapienza. Gli studenti hanno cominciato a svuotare Piazza Navona per andare in corteo alla Sapienza, dove si terrà un'assemblea generale a cui sono invitati anche gli studenti dei licei. 13.27 - Milano, traffico in tilt. Il corteo degli studenti milanesi si è diviso in due tronconi, mandando il tilt il traffico. "L'obiettivo è fare più casino possibile e bloccare tutta la città". 13.20 - Roma, fermati 14 studenti. Sono in tutto 20 gli studenti fermati a piazza Navona dalle forze dell'Ordine durante gli scontri tra giovani di destra e sinistra. Secondo quanto si apprende i fermati, portati al commissariato Trevi per i primi accertamenti, sono stati identificati e sarebbero tutti aderenti a Blocco Studentesco. 13.11 - Agenti feriti a Roma. Il presidente del Senato, Renato Schifani, si è recato a esprimere la sua solidarietà agli agenti dell'ufficio della questura del Senato rimasti coinvolti negli incidenti di piazza Navona. Il personale di sicurezza del Senato era intervenuto per proteggere dai facinorosi gli studenti che scappavano in direzione del palazzo delle Cinque Lune. 12.35 - Maxi-rissa a Roma. Lanci di fumogeni e di bottiglie, colpi di caschi in testa. A piazza Navona studenti di opposte fazioni si sono affrontati in una maxi-rissa scoppiata quando nella piazza sono arrivati alcuni giovani dei centri sociali. 12.29 - In migliaia in piazza Plebiscito. Migliaia di studenti in protesta contro la legge Gelmini si stanno concentrando in piazza del Plebiscito a Napoli. Sono presenti studenti delle scuole medie, universitari e ricercatori provenienti da tutta Napoli e provincia. Un nuovo corteo di universitari sta raggiungendo la piazza e bloccando il traffico del centro. 12.04 - Napoli nel caos. Sono quattro i cortei di studenti nel centro di Napoli nell'ambito delle proteste contro la riforma della scuola. Pesanti i riflessi sul traffico bloccato in più punti della città. A complicare la situazione anche altre manifestazioni, organizzate dai disoccupati e dagli operatori socio-sanitari. 11.55 - Roma, ancora cariche di studenti di destra. Continuano a piazza Navona le cariche di un centinaio di ragazzi di destra del 'blocco studentesco' che, a colpi di cinture, caschi e bottiglie, stanno costringendo i manifestanti dell'Unione degli studenti (Uds) a scappare per i vicoli circostanti. 11.36 - Tre feriti dopo scontri fra studenti. Tre studenti feriti dopo gli scontri tra i manifestanti dell'Uds a piazza Navona e un gruppo di giovani di destra del Blocco Studentesco. "E' scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono per ripristinare una situazione pacifica", denuncia l'Uds. 11.29 - Nuovi cortei non autorizzati a Milano. Dopo l'approvazione al Senato della riforma scolastica Gelmini sono nati spontaneamente a Milano cortei non autorizzati. In Santa Babila, in questo momento, al corteo principale si sono uniti quello degli studenti della facoltà di Scienze Politiche e quello provenienti dal liceo Manzoni. 11.10 - Tafferugli a Milano. La polizia ha caricato la testa del corteo degli studenti di liceali milanesi che, attraverso Brera, si sono mossi verso il centro di Milano. Adesso si trovano in Via San Paolo e stanno tentando di raggiungere Corso Vittorio Emanuele. La carica è avvenuta dopo che gli studenti, lungo il percorso, hanno lanciato petardi, uova e zucche in direzione delle forze dell'ordine. 11.04 - Opposizione: "Presto referendum". I senatori del Pd e dell'Idv sono scesi a corso Rinascimento per parlare con gli studenti che stanno manifestando da ieri contro il provvedimento del governo. Non appena i parlamentari dell'Idv alzano lo striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". 10.52 - "Non ce ne andiamo". "Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa". Così gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama hanno reagito alla notizia che è diventata legge la riforma Gelmini. "Continueremo la nostra lotta nelle Università e nelle scuole", proseguono gli studenti. 10.42 - Studenti a Radio Deejay. Un gruppetto di 12 studenti dell'Università degli Studi di Milano si sono presentati sotto la sede di Radio Deejay per chiedere di poter esporre le ragioni della protesta contro i tagli all'università. Dopo una breve trattativa sono saliti negli studi quattro ragazzi di cui uno prenderà la parola durante il programma di Linus e Nicola Savino. 10.40 - Petardi e fumogeni a Palermo. Circa duecento studenti delle scuole medie e superiori stanno protestando nel centro di Palermo, spostandosi lungo l'asse di via Libertà. Gli studenti hanno anche fatto esplodere petardi e lanciato piccoli fumogeni. 10.15 - Studenti a Milano: "Bloccheremo la città". "Blocchiamo la città fino a quando il Senato non voterà contro il decreto Gelmini". E' questa una delle intenzioni degli organizzatori del corteo che si è mosso da largo Cairoli a Milano per entrare nel centro di Brera. Il traffico è rimasto fermo per 15 minuti perché gli studenti si rifiutano di concordare con le forze dell'ordine un percorso. 10.01 - Roma, chiuso corso Rinascimento. Cominciano ad arrivare i cortei studenteschi per partecipare al sit-in di protesta davanti a Palazzo Madama. Intanto le forze dell'ordine, come accaduto ieri, con alcuni blindati hanno chiuso il traffico in corso Rinascimento. 09.53 - Studenti davanti al Senato. Studenti delle scuole superiori in attesa fuori Palazzo Madama in vista del voto finale sulla riforma Gelmini previsto per le 10.30. 09.20 - Ritrovo in piazza. Ancora nessuno slogan né cori. I ragazzi a piccoli gruppi chiacchierano tra loro, qualcuno legge il giornale, altri commentano la giornata di ieri e si preparano alla lunga mattinata, qualcun altro più 'diligente' seduto per terra si anticipa i compiti. Corso Rinascimento non è ancora stato chiuso al traffico come accaduto invece ieri. Invia ad un amico

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Decreto Gelmini: nota di Davide Minutillo , vice-commissario provinciale Forza Italia Giovani Forlì-Cesena (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Decreto Gelmini: nota di Davide Minutillo , vice-commissario provinciale Forza Italia Giovani Forlì-Cesena (29/10/2008 13:19) | (Sesto Potere) - Cesena - 29 ottobre 2008 - Pubblichiamo una nota di Davide Minutillo , vice-commissario provinciale Forza Italia Giovani Forlì-Cesena, sul tema dell'approvazione del Decreto Gelmini sulla scuola da parte del Senato: "Non lasciano spazio a sottintesi: la Gelmini non la vogliono!…Ma lasciano spazio all?informazione? Sono vergognosi gli scioperi indetti dagli studenti per lo più strumentalizzati dall'opposizione per mettere in cattiva luce le iniziative portate avanti dal governo Berlusconi. Per come la proteste vengono organizzate, risulta difficoltoso credere che si il vero sentimento degli studenti infatti tale sentimento viene alimentato dalle balle e dalle menzogne diffuse con abilità dai soliti neo vetero catto comunisti del Pd..Tale situazione può essere provata leggendo semplicemente il testo del decreto Gelmini cosa che l'apposizione di sinistra cerca sempre di sviare inventando semplici slogan insensati e falsi. Sarebbe meno ipocrita che i giovani che si addossano l?importante compito educativo di discutere del nostro sistema scolastico affidassero il compito a persone esperte e qualificate. Purtroppo la situazione è inquietante perché gli ambienti scolastici sono pieni di personaggi politicizzati che hanno come scopo di denigrare il governo Berlusconi riempiendosi la bocca di menzogne e balle con il semplice scopo di aizzare i ragazzi e i giovani studenti. Contro cosa inveiscono questi comunicatori di false notizie? Cercano di convincere i meno aggiornati che il governo taglierà i posti degli insegnanti di sostegno, azzererà il tempo pieno, chiuderà le scuole nei piccoli centri, taglierà l?impiego agli attuali maestri, privatizzerà le Università proponendo tasse da capogiro? Se è così, trova risposta il nostro quesito iniziale, non c?è informazione! Il ministro Gelmini ha garantito con forza che non vi è stato e non vi sarà alcun taglio dei docenti di sostegno, il tempo pieno alle elementari sarà aumentato del cinquanta per cento, ridistribuendo i maestri che non saranno più impegnati nella compresenza in classe. Con l?insegnamento a modulo abbiamo attualmente tre docenti per due classi. Eliminando la compresenza di insegnanti per le stesse ore, si può garantire il maestro di lingua straniera, informatica, religione ed educazione fisica. Al di là delle strumentalizzazioni sulla Gelmini, riteniamo che queste iniziative di protesta dovrebbero comunque essere svolte in orario extra scolastico, non rubando così tempo alle ore di lezione per manifestare contro provvedimenti che, tra l?altro, toccano solo marginalmente le scuole superiori. Spesso infatti molti studenti scioperano senza essere adeguatamente informati, tanto per perdere un po? di tempo. Che senso ha lamentarsi per un presunto depotenziamento della scuola pubblica e poi saltare le lezioni? La risposta è una sola la sinistra si sta dimostrando il solito veccho partito del no altroo che il nuovo partito come aveva definito Veltroni in campagna elettorale, il Pd a nostro avviso non ha nulla a che vedere con il resto del centro sinistra europeo e con il partito Democratico americano al quale Veltroni molto comicamente cerca di assomigliare"

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Il decreto Gelmini è legge: proteste e scontri nelle città italiane (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ott 0829 Il decreto Gelmini è legge: proteste e scontri nelle città italiane Pubblicato da Francesca A., Blogosfere staff alle 15:47 in Scuola "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione" ha affermato la ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dopo l'approvazione del Dl da parte del Senato. Il decreto approvato in via definitiva con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti, è legge: via ai tagli alla ricerca, si torna al maestro unico, ai voti in decimi e alla valutazione della condotta. Un provvedimento sconsiderato secondo Nature, come riporta Vistidalontano. E ieri sera, scrive Blogosfere Politica e Società, la riforma dell'Istruzione si è guadagnata l'ennesimo dibattito tv a Ballarò, dopo fior fiore di prime e seconde serate tra Annozero, Primo Piano e Matrix (qui su Blogosfere Politica e Società il post completo). E gli studenti? Sono tutti i piazza a protestare. Cortei spontanei si snodano per le vie delle principali città italiane. A Milano la situazione è piuttosto pericolosa. Nelle vie intorno al centro, scrive Milano 2.0, si stanno formando dei piccoli cortei non autorizzati (qui su Milano 2.0 la diretta). Nel frattempo Veltroni, in conferenza stampa, ha detto che il Partito democratico proporrà un referendum abrogativo alla legge Gelmini. Domani sciopero generale.

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Studenti senza pausa contro il Dl 'Gelmini' (sezione: Scuola)

( da "Italia Sera" del 29-10-2008)

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Politica Interna Studenti senza pausa contro il Dl ?Gelmini? Gli studenti delle scuole medie superiori hanno letteralmente preso d?assedio il Senato dove erano in corso le votazioni relative all?approvazione del Decreto Gelmini. Circa 10.000 giovani, è la stima dell'Unione degli studenti, dopo aver dato vita a diversi cortei nel centro di Roma, si sono diretti a Palazzo Madama. In mattinata si sono registrati anche momenti di tensione e uno studente è stato prima fermato e poi rilasciato dalle forze dell'ordine. "Nonostante alcuni atti intimidatori - hanno denunciato gli studenti dell'Uds - ad opera di alcuni estremisti di destra, che hanno cercato di imporsi per prendere la parola dal camion dell'Unione degli studenti, la manifestazione prosegue in modo festoso e pacifico". E mentre gli studenti delle medie superiori sono stati i primi ad arrivare davanti al Senato, gli universitari degli atenei di Roma sono arrivati dopo alcune assemblee negli Atenei e nel pomeriggio hanno tenuto un sit-in proprio sotto Palazzo madama. Nella mattinata, intanto, due studenti e un genitore, vestiti da Re Magi, si sono recati al ministero dell'Istruzione per consegnare ("Maria Stella cometa Gelmini non c'era", dicono i promotori) le 15mila lettere di protesta, raccolte a Roma, contro la riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi. Gli organizzatori, cioè il coordinamento di base insegnanti-genitori, avrebbero voluto che i tre Re Magi arrivassero al ministero a dorso di cammello ma - fanno sapere - mancava il permesso per il trasporto degli animali. Ma nei prossimi giorni, ed almeno sino al clou del 30 novembre, giorno di mobilitazione nazionale, studenti, insegnanti e genitori, non hanno affatto intenzione di mollare e le mainifestazioni potrebbero moltiplicarsi. Edizione n. 2033 del 29/10/2008

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La izquierda italiana quiere un referendo para abolir la nueva ley de Educación (sezione: Scuola)

( da "Elmundo.es" del 29-10-2008)

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ESTUDIANTES Y DOCENTES RECHAZAN EL NUEVO TEXTO La izquierda italiana quiere un referendo para abolir la nueva ley de Educación Paralelamente se prevé recortar casi 100.000 puestos de trabajo El presupuesto dedicado a Educación se reducirá en 1.500 millones de euros Estudiantes se manifiestan en Roma. (Foto: EFE) Actualizado miércoles 29/10/2008 18:43 (CET) ELMUNDO.ES | AGENCIAS ROMA.- El líder del Partido Demócrata italiano (PD), Walter Veltroni, ha anunciado que promoverá un referéndum para abolir la ley de Educación aprobada el miércoles en el Senado. La norma ha sido recibida con duras protestas por parte de estudiantes y profesores. "Tras la aprobación del decreto Gelmini (que toma el nombre de la ministra de Educación, Mariastella Gelmini) en el Senado, como está previsto por la Constitución y como es legitimo, al ser una decisión fuertemente negativa para el país, hemos decidido promover un referéndum para abolir la norma", explicó Veltroni durante una rueda de prensa. El líder del centroizquierda añadió que esta decisión ha sido tomada después de comprobar que el Gobierno de Silvio Berlusconi "no tiene alguna intención de confrontarse", al no escuchar las protestas de los estudiantes en estos días. Veltroni añadió que espera implicar a todas las fuerzas políticas y a todos los sectores de la escuela y la universidad en la organización de la consulta popular, cuya petición tendrán que ser depositada ante el Tribunal Supremo antes de la recogida de las 500.000 firmas necesarias para convocarlo. Manifestantes cortan la circulación de trenes en la Estación Central de Nápoles. (Foto: EFE) Movilizaciones en contra de la ley A lo largo del miércoles se han producido protestas de estudiantes en varias ciudades italianas. En Roma se produjeron incidentes entre las Fuerzas de Seguridad y los miles de estudiantes que se manifestaban en contra de la aprobación de la ley. En Nápoles centenares de personas cortaron la circulación de los trenes en la Estación Central de la ciudad. Durante las últimas semanas, universitarios y alumnos de Instituto están protagonizando movilizaciones contra las reformas de la educación y los recortes introducidos por el Ejecutivo. La ley prevé la introducción de la nota en conducta como requisito para aprobar el curso, así como la vuelta del 'maestro único' para niños de entre 6 y 11 años, excepto en las asignaturas de inglés, informática y religión. Paralelamente, el Gobierno de Berlusconi prevé recortar casi 100.000 puestos de trabajo entre profesores y personal no docente, al no renovar los del 80 por ciento de los trabajadores que se jubilarán. Los universitarios se oponen a las supresiones del personal docente de la universidad y al recorte de 1.500 millones de euros en los presupuestos para los próximos cinco años.

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Protests over Italy school reform (sezione: Scuola)

( da "BBC News" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Protests over Italy school reform School pupils, university students and teachers have staged demonstrations across Italy against a school reform law just passed by parliament. In Rome's Piazza Navona, a popular tourist spot, several people were lightly injured in a clash between left- and right-wing students. The reform package is expected to cut the education budget. In primary schools there will be just one all-purpose teacher per class and a grade system for pupils' behaviour. The package will reinstate a 10-point system for grading pupils' conduct, aimed at curbing bullying. The government decree became law on Wednesday with 162 senators voting in favour and 134 against. The leader of the centre-left opposition Democratic Party (PD), Walter Veltroni, vowed to push for a national referendum to get the decree repealed. Wednesday's demonstrations followed similar protests against the reform package in the past two weeks. In Milan and Naples students occupied train station platforms, the Italian news agency Ansa reported. Several other cities also saw protests on Wednesday, including Brescia, Cagliari and Padua. The right-wing prime minister, Silvio Berlusconi, said: "It's a pity to see so many young people fooled and misled by the left." Education Minister Mariastella Gelmini said "we will bring seriousness and merit back to schools". Students and teachers plan to go on strike on Thursday. Story from BBC NEWS: http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/2/hi/europe/7698321.stm Published: 2008/10/29 18:01:49 GMT © BBC MMVIII

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San Severo, Consiglio Comunale: manca il numero legale tutto rinviato a domani (sezione: Scuola)

( da "Grecale, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

mercoledì 29 ottobre 2008 17:08 All'ordine del giorno una mozione sul servizio di nettezza urbana, una sul piano strategico e l'ordine del giorno contro la riforma Gelmini San Severo - E? stato sciolto per mancanza di numero legale il consiglio comunale di San Severo, convocato dal Presidente del consiglio Camillo Antonio Rago, in prima convocazione questa mattina. Solo tredici i consiglieri comunali presenti in aula, che non sono bastati per l?avvio della seduta della massima assise. Gli amministratori torneranno a riunirsi domani alle 18.30 per la seconda convocazione del consiglio comunale. All?ordine del giorno diversi gli accapi che dovranno essere discussi, tra cui anche una mozione presentata dall?opposizione riguardante le problematiche inerenti il servizio di igiene urbana, le problematiche inerenti il lavoro, lo sviluppo e la pianificazione strategica e l?ordine del giorno presentato dal consigliere del gruppo misto, Vittorio Monachese, di protesta alla riforma del piano di razionalizzazione della scuola dell?obbligo attuato dal Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. (Il Grecale - Marilia Castelli)

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Il commissario Montalbano torna in tv Oltre le indagini, c'è spazio per il sesso (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il personaggio, nato dalla penna di Andrea Camilleri, sarà ancora protagonista della prima serata di RaiUno. Confermati tutti i volti maschili, sorprese invece nel cast femminile

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Spettacoli SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa QUATTRO NUOVI EPISODI Il commissario Montalbano torna in tv Oltre le indagini, c'è spazio per il sesso Il personaggio, nato dalla penna di Andrea Camilleri, sarà ancora protagonista della prima serata di RaiUno. Confermati tutti i volti maschili, sorprese invece nel cast femminile Roma, 29 ottobre 2008 - Il commissario Montalbano ritorna in televisione con quattro nuovi episodi tratti da altrettanti romanzi di Andrea Camilleri. L'arguto poliziotto fuori dagli schemi, però, riserverà interessanti sorprese al pubblico. Per la prima volta, infatti, lo vedremo baciare con passione una ragazza e stringersi al suo corpo durante un bagno in mare di notte. Tutto questo avverrà ne ?La Vampa d?agosto?, il primo degli appuntamenti con il celebre commissario in onda in prima serata il 2 novembre su Raiuno per la regia di Alberto Sironi. Gli altri tre titoli sono ?Le ali della sfinge?, che verrà trasmesso lunedì 3 novembre, ?La pista di sabbia? in onda lunedì 10 novembre e ?La luna di carta?, lunedì 17 novembre. Luca Zingaretti, che tre anni fa aveva detto addio al personaggio, ??sentiva la sua mancanza come quella di un amico lontano?? ed è tornato sui suoi passi con un?energia nuova. Al suo fianco ci saranno ancora il fidato Fazio (Peppino Mazzotta), Mimì Augello (Cesare Bocci) e Catarella (Angelo Russo). I quattro nuovi episodi vedono anche l?ingresso di nuove attrici come Serena Rossi (ex di 'Un posto al sole') nel ruolo della giovane Adriana Morreale, l?avvenente gemella monozigote di una ragazza violentata e uccisa che sedurrà il Commissario. Al centro delle nuove vicende di Montalbano c'è spazio anche per l'attualità: in 'La vampa d'agosto', ad esempio, viene affrontato anche il tema delle morti sul lavoro. I quattordici episodi realizzati finora sono andati in onda 64 volte tra prime visioni e repliche superando complessivamente i 350 milioni di spettatori per una media per ogni episodio di circa 32 milioni di spettatori. La presentazione con tutti i protagonisti Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (122 commenti) Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (62 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (45 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (33 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (31 commenti) Mancuso: "Vigile 'obbligato' alla multa Servono sanzioni alternative" (21 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (15 commenti) 17:53:11 - Frank hai ragione da vendere. Qui l'unico contento dell'isola felice è ucchielli palmiro che pare sp[...] "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta"17:52:33 - Bene! Era ora che la maggioranza emersa da libere elezioni democratiche cominciasse a lavorare per i[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:47:32 - XXX CARLO::: I DEPUTATI, NON TUTTI PERCHE' ALCUNI LO FANNO PER PASSIONE E ANCHE PERCHE' NON SI DEBBO[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:27:13 - GRAZIE GELMINI, GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE DIECIMILA VOLTE GRAZIE. UNA FRASE TRATTA DA UNA F[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:25:11 - Ahahahah!!!ma non avete ancora capito cari studenti che siete delle pedine in mano alla politica??Vi[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:20:56 - X VALENTINA DI PISA: ma invece di dire bischerate, perchè non guardi quello che è successo in tutti [...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:14:10 - ignobile, incivile e arrogante il rifiuto di dialogare con il mondo della scuola e dell'università, [...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec

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Scuola, Epifani (Cgil): "Berlusconi sta soffiando sul fuoco in tutti i modi" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola, Epifani (Cgil): ?Berlusconi sta soffiando sul fuoco in tutti i modi" (29/10/2008 18:00) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 -“Fin quando lo scontro non è diventato tra fascisti e centri sociali c?è stata una sostanziale indifferenza delle forze di polizia”. Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha commentato oggi gli scontri di questa mattina a Piazza Navona, a margine dell?assemblea dei candidati Slc-Cgil alle elezioni per il rinnovo di Rsu/Rls in Poste Italiane. “C?è stata una infiltrazione di Azione Giovani - ha spiegato il leader della Cgil -. Un gruppo di fascisti ha picchiato i nostri giovani del tutto inermi. Poi sono intervenuti non graditi i centri sociali. Così lo scontro è diventato tra centri sociali e fascisti, ed è solo a quel punto che sono intervenute le forze dell'ordine”. “Tutto quello che sta accadendo ci sembra molto chiaro”, ha poi aggiunto Epifani: “C?è da stare attenti, bisogna capire che il livello dello scontro sta diventando molto pesante. Non dobbiamo rispondere alle provocazioni”. Per il segretario generale della Cgil “questo è lo schema che abbiamo di fronte e c?è la minaccia che venga replicato anche domani”. Quanto al clima politico che investe il decreto Gelmini, Epifani ha osservato: “Berlusconi sta soffiando sul fuoco in tutti i modi. Il governo sta mettendo in campo tutti i meccanismi per depotenziare il valore straordinario della mobilitazione dei giovani”. Ma è sui fatti di Piazza Navona la dura critica di Epifani: “Non mi piace quello che è successo questa mattina, non mi piace il clima che si è voluto creare. Una manifestazione del tutto pacifica è stata strumentalizzata”. Per il leader della Cgil “bisogna che il Governo sia attento a garantire il libero esplicarsi delle manifestazione dei giovani”.

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Scuola: Capezzone (Fi) Veltroni fa il referendum sulla legge Gelmini? Lo perderà (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola: Capezzone (Fi) Veltroni fa il referendum sulla legge Gelmini? Lo perderà (29/10/2008 17:59) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - “Veltroni annuncia un referendum sulla scuola? Benissimo. Lo perdera?, e sara? una sconfitta epocale per una sinistra immobilista e conservatrice. Contro di lui, invece, vincera? uno schieramento di riforma, di modernizzazione e di meritocrazia. La sfida e? aperta". Lo ha affermato in una nota Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia.

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Scuola, Berlusconi: "Gli studenti che manifestano in piazza? Truffati dalla sinistra" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, Berlusconi: "Gli studenti che manifestano in piazza? Truffati dalla sinistra" (29/10/2008 17:02) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 -"Bene, e? andato come era logico che fosse. Gli studenti che stanno manifestando nelle piazze di Roma e nelle altre città sono stati presi in giro dalla sinistra. è una vera truffa alle loro spalle perche? questo decreto riguarda la scuola primaria e le elementari, quei ragazzi non c?entrano e anche per l?universita? nulla e? stato deciso. Dispiace davvero vedere la capacita? della sinistra di truffare i propri sostenitori e anche coloro che sostenitori non sono. Nel decreto non c?e? nulla di cio? che ho letto nei volantini". Così si espresso il premier Silvio Berlusconi, interpellato a margine dell?assemblea di Confcommercio che ha commentato l?approvazione del decreto legge Gelmini sulla scuola . E sulle manifestazioni che si sono susseguite nei giorni scorsi proprio per protestare contro il dl Gelmini, Berlusconi ha spiegato: "C?e? un diritto di manifestare ma non bisogna ostacolare chi vuole studiare. Siamo stati di manica larga in quanto non bisognerebbe manifestare impedendo il normale svolgimento del traffico". Il premier ha poi ribadito di non aver mai detto di voler portare la polizia all?interno delle scuole. "Ho fatto solo un ragionamento articolato, ma e? una lotta persa in partenza visto che i giornali hanno parlato di una mia retromarcia". Berlusconi e? intervenuto infine in difesa del ministro della Pa e dell?innovazione, Renato Brunetta, contro cui "sono state detto cose oscene. Certe volte non posso credere che a sinistra abbiamo personaggi che possono dire certe cose".

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Scuola, Quagliariello (FI/PDl): "Legge Gelmini è primo passo di una riforma scolastica piu' ambiziosa" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, Quagliariello (FI/PDl): "Legge Gelmini è primo passo di una riforma scolastica piu' ambiziosa" (29/10/2008 11:19) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - "Del quadro economico in un momento di crisi internazionale non si puo? non tener conto. Ma una cosa deve essere chiara: pur in una situazione difficile, noi non siamo disposti a sottoporre a criteri di mera economicita? il futuro dei nostri figli". Lo ha dichiarato Gaetano Quagliariello vicepresidente vicario del Pdl al Senato. "Se abbiamo proposto il maestro unico, il ritorno ai voti e il voto in condotta e? perche? siamo convinti che nella scuola debba tornare ad abitare un principio di autorita? e di rispetto; che si debba arrestare quel processo di degradazione che sempre piu? sovente sfocia in bullismo e offende i piu? deboli e i piu? indifesi. Si deve smettere di considerare il comparto istruzione come un grande parcheggio per masse mal pagate e ancor peggio considerate nella societa?. Il maestro deve tornare a suscitare quell?antico riconoscimento sociale che aveva quando era in grado di penetrare i cuori e le menti dei bambini, e deve avviarsi verso quel livello di retribuzione che meritano coloro cui affidiamo il compito di formare il cittadino del futuro. A questo mira il nostro provvedimento, ed e? questo il primo passo per una riforma ancora piu? ambiziosa". In merito alle proteste degli studenti, il senatore del Pdl ha osservato: "Non e? la prima volta che gli studenti si mobilitano contro il loro futuro e vengono resi massa di manovra, di interessi di elite corporative. Chiedo agli studenti che oggi protestano se sono sicuri di stare dalla parte della parte migliore; o se invece, con il loro atteggiamento, non stanno difendendo sprechi e inammissibili degenerazioni baronali. A loro dico: meritocrazia e? sinonimo di democrazia. E questa chiarezza di linguaggio la dobbiamo a chi protesta, ma soprattutto a quei tanti giovani che sono la maggioranza silenziosa del paese, che pensano che per il loro futuro sia proficuo seguire i corsi, dare gli esami e magari esprimere fiducia nei meccanismi della democrazia rappresentativa. Questa maggioranza silenziosa non ha alle spalle i mass media e il clamore degli slogan di piazza, ma deve sapere che ha in questa maggioranza parlamentare orecchie attente e rappresentanti del popolo che impediranno che i loro diritti siano calpestati".

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Scuola, on. Isabella Bertolini, Fi/ Pdl: "I tafferugli causati dal clima di odio alimentato dalla sinistra" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola, on. Isabella Bertolini, Fi/ Pdl: "I tafferugli causati dal clima di odio alimentato dalla sinistra" (29/10/2008 17:15) | (Sesto Potere) - Modena - 29 ottobre 2008 - "I tafferugli e gli scontri di questa mattina sono causati dal clima di odio voluto ed alimentato da una sinistra irresponsabile". Lo ha dichiarato Isabella Bertolini, deputato di Fi/ Pdl. "Un?opposizione senza idee e senza proposte alternative, che cavalca i movimenti di piazza contro il decreto Gelmini, senza essere poi capace di controllarli. La sinistra usa e strumentalizza bambini e giovani pur di affermare il proprio disegno politico, teso alla delegittimazione e alla contestazione anche violenta dell`avversario politico. In un momento di profonda crisi economica e sociale il rischio reale è che queste scelte irresponsabili favoriscano il riemergere di movimenti e gruppi che nulla hanno a che fare con la legittima protesta. L`opposizione dovrebbe abbandonare i toni aggressivi che hanno contraddistinto il dibattito politico degli ultimi mesi e confrontarsi con proposte concrete nell`interesse del Paese".

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Scuola: Blazina, "approvato Odg per scuole con lingua d'insegnamento sloveno" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola: Blazina, "approvato Odg per scuole con lingua d'insegnamento sloveno" (29/10/2008 17:08) | (Sesto Potere) - Roma - 29 ottobre 2008 - "Il Senato della Repubblica ha approvato un Ordine del giorno al decreto Gelmini che impegna il governo a prevedere nei regolamenti attuativi la garanzia di un tempo scuola adeguato all'insegnamento di tutte le lingue previste dall'ordinamento". Lo annuncia la senatrice del Pd Tamara Blazina, prima firmataria dell'Ordine del giorno. "L'Odg inoltre - aggiunge Blazina - considerata la specificità delle scuole con lingua di insegnamento sloveno e/o bilingue delle province di Gorizia, Trieste e Udine, impegna il Governo a a confermare l'ordinamento didattico vigente con classi affidate a due insegnanti, di cui uno preposto all'insegnante in lingua italiana e l'altro in lingua slovena; ad applicare le norme di cui all'articolo 5 del decreto-legge in materia di adozione dei libri di testo, compatibilmente con la disponibilità dei testi nella rispettiva lingua di insegnamento e, infine, l'Odg impegna il governo ad inserire nelle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, anche i docenti che ne fanno domanda e che presentano un'abilitazione ottenuta in uno dei Paesi Ue, dichiarata equipollente dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca".

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Scuola, on. Pini (LN): "Masini al fianco dei fannulloni che protestano" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola, on. Pini (LN): "Masini al fianco dei fannulloni che protestano" (29/10/2008 17:44) | (Sesto Potere) - Forlì - 29 ottobre 2008 - "La presenza oggi del sindaco di Forlì in Piazza Saffi per protestare contro il Decreto Gelmini non fa altro che confermare ciò che la maggioranza dei cittadini forlivesi pensano di questa signora: essendo una totale incapace non può far altro che difendere chi non vuole che nella scuola venga introdotto il concetto di merito lasciando fuori fannulloni e scasafatiche." questo il duro commento dell'On. Gianluca Pini sulla presa di posizione del sindaco di Forlì contro la riforma scolastica."Con tutto il lavoro che ci sarebbe da fare in città per non diventare il fanalino di coda della Romagna - prosegue il deputato leghista - la signora Masini non ha meglio da fare che strumentalizzare la protesta. Ennesimo esempio - conclude l'on. Pini - di incapacità, non solo politica"

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Scuola, lezioni in piazza Saffi di protesta .... con il sindaco Masini (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola, lezioni in piazza Saffi di protesta .... con il sindaco Masini (29/10/2008 16:06) | (Sesto Potere) - Forlì - 29 ottobre 2008 - Le prime lezioni in piazza Saffi organizzate oggi dagli studenti del collettivo "Studenti in Movimento No133forlì" che protestano contro la riforma Gelmini stanno avendo una discreta partecipazione nonostante il tempo instabile. Secondo i primi dati, questa mattina dalle ore 10.30 in avanti , gli studenti che hanno partecipato alle lezioni in piazza Saffi erano 300, ed anche oggi pomeriggio sembra che il numero si aggirasse attorno alle 250 persone. E' stata convocata un?assemblea degli studenti delle ore 17 presso l?aula magna di Corso della Repubblica. E' previsto un seminario di formazione sulla 133 alle ore 21 sempre in aula magna Corso della Repubblica. In mattinata gli stessi studenti sono stati contattati da Radio Popolare di Milano in merito all?iniziativa degli striscioni “no ai tagli all?università - no alla 133” fuori dalle finestre di tutte le case. Confermata la presenza del sindaco di Forlì Nadia Masini in Piazza Saffi per portare la sua solidarietà a chi protesta contro il Decreto Gelmini. Riguardo al blocco della didattica richiesto per il 30 ottobre dal collettivo "Studenti in Movimento No133forlì" al consiglio di facoltà di scienze politiche in segno di sostegno alla mobilitazione del mondo dell?università il preside di polo , prof. Capano, ha risposto che "esula, a mio avviso, dalle competenze del Cdf e, responsabilmente, una decisione di questa rilevanza spetta al Senato accademico che non si è espresso in questo senso. Inoltre, trattandosi di uno sciopero, credo che stia nelle libere scelte dei singoli individui decidere se aderirvi oppure no". Per quanto riguarda la manifestazione di domani giovedì 30 ottobre a Forlì: la manifestazione partirà da piazzale della vittoria, percorrerà corso della repubblica, corso garibaldi, piazza duomo, via delle torri per concludersi in piazza saffi con un?assemblea plenaria studentesca Gli studenti in movimento, per evitare ogni strumentalizzazione e per sottilineare il carattere di mobilitazione generale per i diritti degli studenti, anticipano che ritengono opportuno non portare bandiere o simboli politici nel corteo. Piuttosto, chiedono di renderlo il più possibile rumoroso, colorato e creativo.

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Scuola, il Pd della Toscana incontra studenti e docenti (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola, il Pd della Toscana incontra studenti e docenti (29/10/2008 17:01) | (Sesto Potere) - Firenze - 29 ottobre 2008 - Preoccupazione per la situazione dell'università aggravata dai provvedimenti di questo governo e inquietudine per il proprio futuro sono state espresse a Vittoria Franco e Andrea Marcucci, parlamentari toscani del Pd presenti nella commissione competente in materia di università e ricerca del Senato, da studenti e docenti degli atenei di Firenze, Pisa e Siena incontrati ieri pomeriggio insieme al segretario regionale del Pd Andrea Manciulli e alla responsabile regionale università e ricerca Marta Rapallini. Sono state descritte dagli studenti le difficoltà già esistenti che bisogna affrontare per studiare e fare ricerca, che con la nuova legge saranno sempre più aggravate: vengono ad innalzarsi le barriere d'accesso all'alta formazione con il rischio che gli atenei, in base alla dubbia possibilità di trasformarsi in fondazioni private, aumentino le tasse studentesche. E la eventuale trasformazione delle università in fondazioni le porterà fuori da ogni controllo e verifica da parte delle istituzioni che non potranno quindi intervenire su logiche che saranno quelle del "mercato" e non quelle di una istruzione pubblica e di massa. Gli universitari, facendo notare la fase molto propositiva del movimento studentesco nato in queste settimane, sottolineavano come questi provvedimenti del Governo pongono una sfida che chiede risposte urgenti sul modello di alta formazione che vuole il Paese, di come coniugare università pubblica, università di massa e valutazioni legate al merito; come coniugare una nuovo sistema di governance e il ruolo sociale dell'università. "Su questi temi - dice la senatrice Vittoria Franco - la maggioranza e il Governo non intendono aprire canali di dialogo né con l'opposizione parlamentare né con il mondo universitario: i tempi di discussione in commissione e in aula sono stati contingentati, la richiesta di fare audizioni con i soggetti interessati da questi provvedimenti e la presenza del Ministro Gelmini durante la discussione sono stati risultati ottenuti dall'opposizione con un senso di fastidio e di inutilità da parte della maggioranza. Un atteggiamento mai visto in una democrazia - ha detto la senatrice Franco -: fastidio per chi dissente e per chi vuole portare un contributo in un tema fondamentale come questo è difficile poterlo ritrovare in una democrazia." "Tutti i provvedimenti presi fino ad ora dall'entrata in carica del Governo si sono occupati di tagli - segnala il senatore Andrea Marcucci -. E questo non può essere una casualità: si è preparata la strada con strategie mediatiche come il voto in condotta e il grembiule per la scuola e l'assenteismo, l'inefficienza e gli sprechi per l'università, finalizzata a spacciare all'opinione pubblica i provvedimenti del governo penalizzanti in quel settore come interventi per sanare quelle storture del sistema" "Con questi tagli il governo penalizza tutto il comparto della formazione senza avere una politica fatta di lungimiranza e di scelte per le prossime generazioni - ha detto il segretario regionale Andrea Manciulli -. Tagliando risorse non si rende più virtuose università e centri di ricerca: si uccidono. Questa maggioranza non capisce che su questi temi non si può scherzare, è da qui che passa lo sviluppo economico e sociale del paese. è per questo che il Partito Democratico della Toscana li terrà al centro della propria Conferenza Programmatica del 7 e 8 novembre.

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Municipio X, oggi lezioni in piazza con studenti e docenti di Tor Vergata (sezione: Scuola)

( da "Italia Sera" del 29-10-2008)

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Cronaca Roma Il Presidente Medici: ?Saremo al fianco delle scuole del territorio? Municipio X, oggi lezioni in piazza con studenti e docenti di Tor Vergata "Teoria dell'evoluzione, big ben cosmico, principi della termodinamica. Questi (e altri), gli argomenti che daranno vita alla 'lezione in piazza' che i docenti e i ricercatori della Facoltà di Scienze della seconda Università svolgeranno oggi in largo Appio Claudio. L'iniziativa, organizzata insieme al Municipio x, comincerà alle 10 e andrà avanti per tutta la mattinata". Lo comunica il Municipio X con una nota. "Così, anche Tor Vergata - prosegue la nota - entra definitivamente a far parte del grande movimento di protesta contro il decreto Gelmini che sta attraversando in lungo e largo il nostro Paese, coinvolgendo l'intero campo dei saperi, dalle scuole dell'infanzia fino all'università". "Per difendere formazione e ricerca come elementi insostituibili per la vita sociale e lo sviluppo del Paese, in un momento in cui la cultura è sotto attacco da molti settori della società - affermano nella nota i professori che domani saranno in piazza - la Facoltà di Scienze dell'Università di Tor Vergata sospende la didattica ed esce nel quartiere per far conoscere il suo lavoro e le sue ragioni". "E' di stamattina inoltre la notizia che una delle facoltà di Tor Vergata, quella di lettere e filosofia è stata occupata dagli studenti dopo un corteo di oltre tremila persone - prosegue la nota - che si è snodato lungo il perimetro dell'ateneo, attraversando le altre facoltà, quella di scienze, ingegneria e economia". "Contro le politiche culturali del governo, nel territorio del Municipio X - commenta nella nota il presidente del Municipio Sandro Medici - si sta creando una inedita e interessantissima saldatura tra tutte le articolazioni scolastiche, dai bambini delle materne fino ai giovani universitari, passando per l'intero corpo docente e non docente, e coinvolgendo migliaia di genitori. Ricordo che la scorsa settimana lungo i nostri quartieri è sfilato un corteo di cinquemila persone - aggiunge Medici - e annuncio che allo sciopero di giovedì il nostro Municipio parteciperà al fianco delle scuole del territorio". Edizione n. 2033 del 29/10/2008

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Scritte fasciste e naziste al Liceo Kennedy e al Verano (sezione: Scuola)

( da "Italia Sera" del 29-10-2008)

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Cronaca Roma Scritte fasciste e naziste al Liceo Kennedy e al Verano "I cuori neri marciano ancora. Con Hitler nella mente, nazismo indipendente sali in cattedra contro il '68" firmato SS con accanto disegnata una croce celtica. Questa la scritta comparsa sul muro del Liceo scientifico "John Fitgerald Kennedy" di via Nicola Fabrizi 7 a Trastevere, occupato dagli studenti in protesta contro la riforma Gelmini. La scritta, lunga 15 metri e fatta con lo spray nero, è stata notata dagli agenti della polizia di Stato in servizio di controllo del territorio ed è stata subito cancellata. Già tra domenica e lunedì altre scritte erano comparse a Trastevere, contro il Sottosegretario del Pdl Giro e il Sindaco Alemanno. Sempre ieri altre scritte sono comparse su via Tiburtina ."28-10-1922/28-10-2008 Con orgoglio dalla parte sbagliata" firmato i "Camerati". Così recitavano le scritte fatte su tre manifesti affissi notte sulle mura perimetrali esterne del cimitero Verano, dal lato dello svincolo di via Tiburtina che immette sulla tangenziale, sotto il ponte del cavalcavia della tangenziale all'altezza della stazione Tiburtina e alla batteria Nomentana. I tre manifesti, che ricordano il giorno della marcia su Roma, sono stati rimossi e sequestrati dagli agenti della polizia di Stato. Il proliferare di messaggi deliranti, ha reso più stringenti i controlli delle Forze dell?Ordine. Edizione n. 2033 del 29/10/2008

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La rigueur financière imposée à l'enseignement par Silvio Berlusconi mobilise les jeunes et les enseignants (sezione: Scuola)

( da "Tribune, La" del 29-10-2008)

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Boite à outils de l'article : --> Grève générale demain jeudi dans l'enseignement en Italie. Le gouvernement de Silvio Berlusconi cherche à économiser 8 milliards d'euros dans le budget de l'éducation d'ici 2012. Les premières mesures votées aujourd'hui par la majorité de droite ne s'attaquent pas aux médiocres performances des écoliers italiens. C?est ce jeudi 30 octobre que la protestation du monde scolaire et universitaire italien devrait atteindre son point culminant. Une grève générale e dans l?enseignement a en effet été convoquée par toutes les principales centrales syndicales de la Péninsule. Le cortège de manifestants, enseignants mais aussi étudiants et élèves, de ce jeudi matin à Rome entre les places de la République et celle du Peuple viendra couronner plusieurs jours de vives protestations dans toutes les principales villes d?Italie, mettant parfois les jeunes au prise avec la police. Les étudiants et lycéens sont en effet mobilisés contre la loi introduisant plusieurs modifications au fonctionnement de l?école italienne.  La majorité de droite de Silvio Berlusconi a adopté malgré tout cette loi ce mercredi matin au Sénat par 162 voix contre 134 (et trois abstentions). La loi de la ministre Mariastella Gelmini est toutefois loin d?être une réforme pour un système scolaire italien en déshérence depuis des années. Une note de conduite est (ré-)introduite dans les bulletins des élèves du secondaire, susceptible, si l?élève n?obtient pas la moyenne sur ce point, de lui valoir un redoublement. Une des mesures les plus critiquées est le retour à un instituteur unique dans l?école primaire à partir de la rentrée de septembre 2009. Depuis 1990, trois instituteurs sont en effet chargés de deux classes d?écoliers. Le gouvernement impose ainsi aux instituteurs deux heures de plus d?enseignement (24 au lieu de 22 heures) et espère en conséquence réduire le nombre d?enseignants. Silvio Berlusconi a fait voter la suppression de 87400 postes d?enseignants d?ici l?automne 2011, auxquels s?ajoute aussi la disparition, en trois ans, de 44500 emplois administratifs dans les écoles. Pour mettre en œuvre ces coupes, le gouvernement a prévu d?augmenter progressivement le nombre d?élèves par classe de l?école primaire. Selon l?OCDE ; la taille moyenne des classes de primaire italiennes est de 18,4 élèves contre, par exemple, 22,5 élèves par classe dans le primaire en France. Le ministre des Finances, Giulio Tremonti, a l?intention d?économiser près de 8 milliards d?euros d?ici 2012 sur le budget de l?enseignement. Il a en effet promis à la Commission européenne et ses partenaires dans l?Union européenne (UE) que l?Italie n?aura plus de déficit public à partir de 2011. Le retour à l?instituteur « unique » dans l?enseignement primaire est critiqué aussi pour sa possible implication sur la natalité. Avec moins d?enseignants, beaucoup de parents qui travaillent craignent que les écoles de leurs enfants renoncent à la pleine journée d?école, c?est-à-dire à l?enseignement l?après-midi, permettant parallèlement à leurs parents, notamment les mères, d?occuper un emploi sans avoir à se préoccuper de la garde de leur progéniture. Mais la protestation ne se limite pas aux mesures touchant à l?école primaire. Les chercheurs sont sur le pied de guerre car en juin le gouvernement a voté la réduction en cinq ans d?1,5 milliard d?euros des fonds à la recherche. La possibilité pour les universités publiques de se transformer en fondations privées, susceptibles d?attirer des fonds privés, est au centre de la protestation des étudiants italiens. Après avoir la semaine dernière menacé d?envoyer la police rétablir l?ordre dans les universités et les lycées, Silvio Berlusconi a souligné aujourd?hui « qu?à propos de l?université, rien n?est décidé ». Le Cavaliere a probablement compris que la protestation des jeunes pourrait compromettre sa propre popularité assez élevée après six mois d?exercice du pouvoir. L?opposition de gauche veut, elle, l?obliger à un référendum sur la loi de la ministre de l?enseignement. Il reste que ni le gouvernement, ni l?opposition ne semblent vouloir réaliser une réforme de l?enseignement qui pourrait améliorer, à terme, les performances des écoliers italiens, parmi les plus basses dans les diverses enquêtes de l?OCDE, le club des pays les plus développés.  

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Scuola, a Roma la protesta sfocia nella violenza: 2 arresti (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-10-2008)

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29 ottobre 2008 - 19.17 (Ultima Modifica: 29 ottobre 2008) Sfocia nella violenza la protesta anti-Gelmini che gli studenti stanno mettendo in scena a Roma, nel giorno in cui il Senato ha approvato il decreto che si pone come obiettivo la riforma della scuola. A Milano si sono verificati tafferugli con la polizia. A Roma gli estremisti hanno attaccato il corteo studentesco, con alcuni feriti, di cui uno grave. Per questi fatti, sono state arrestate due persone, mentre altre 21 sono state fermate per accertamenti e quattro denunciate. Gli arrestati sono G. Y., 34 anni, appartenente ad un movimento di sinistra, arrestato per lancio di oggetti pericolosi e lesioni ad un funzionario della Digos guaribili in quattro giorni. In manette M. B., 19 anni, ritenuto uno studente vicino ai movimenti di destra. Governo in aula. Il governo dovrebbe dovrebbe riferire alla Camera sugli incidenti avvenuti a piazza Navona durante le manifestazioni studentesche contro il decreto Gelmini. L'appuntamento con l'aula di Montecitorio potrebbe esserci stasera, ma piu' verosimilmente nella giornata di domani. Veltroni: incidenti prodotti da aggressione politica. "Gli incidenti di oggi sono stati prodotti da un'aggressione di una parte politica verso le altre". Cosi' Walter Veltroni, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, commenta gli incidenti di oggi a piazza Navona durante le manifestazioni contro il decreto Gelmini. Berlusconi: il mio consenso è al 72%. ''Sono al 72 per cento'', anche se il governo ha ''perso un po' di consenso'' sulla scuola. Silvio Berlusconi interviene alla Confcommercio. Il premier torna a parlare delle manifestazioni contro la riforma Gelmini che, secondo lui, hanno pesato sugli ultimi sondaggi, sull'azione dell'esecutivo ma non sul gradimento personale da parte dei cittadini. Blocco studentesco: "aggressione antifascista". "Alcune agenzie riportano i fatti in maniera distorta, addossando addirittura la responsabilita' degli scontri al Blocco Studentesco ma abbiamo filmati che pubblicheremo su youtube e su facebook che come al solito dimostreranno una realta' ben precisa: gli scontri e le divisioni fra studenti sono fomentate dagli antifascisti che non accettano che nella protesta studentesca ci sia unita' generazionale fra ragazzi di destra e di sinistra''. Lo spiega il Blocco studentesco, dopo i disordini di oggi a piazza Navona.

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Il premier: "Detassare la 13esima? E' un'ipotesi, ma i fondi sono pochi" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 29-10-2008)

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Il premier entrando nella sede di Confcommercio parla anche di crisi economica internazionale: "“Sono come sempre ottimista, perche’ le persone sono ripartite e il sistema delle banche e’ solido”

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Cosa dice la legge Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 29-10-2008)

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Cosa dice la legge Gelmini MAESTRO UNICO (art.4) - Nelle scuole primarie, le classi avranno un unico insegnante con un orario di 24 ore a settimana. La disciplina entrerà in vigore dall'anno scolastico 2009/2010 nelle prime classi del ciclo scolastico. TESTI SCOLASTICI (art.5)- I competenti organi scolastici adottano libri di testo che l'editore si è impegnato a mantenere invariati per cinque anni. Possono essere inserite delle appendici, che però devono essere disponibili separatamente. Il dirigente scolastico ha il compito di vigilare affinché le delibere del collegio dei docenti sull'adozione deui libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni. VOTO IN CONDOTTA (articolo 2, commi 1 e 2) - In sede di scrutinio intermedio e finale nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado viene valutato il comportamento di ogni studente con un voto espresso in decimi. Il voto fa media e se inferiore a sei comporta la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. GRADUATORIE A ESAURIMENTO (art.5-bis) - Gli specializzandi Ssis non saranno più inseriti nelle graduatorie in coda, ma nella posizione spettante in base a titoli posseduti. VALORE ABILITANTE DELLA LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA (art.6) -La disposizione attribuisce all'esame di laurea in scienze della formazione primaria, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal percorso, il valore di esame di Stato che abilita all'insegnamento nella scuola dell'infanzia o nella scuola primaria, a seconda dell'indirizzo prescelto. La disposizione si applica anche a chi ha sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi di Scienze della formazione primaria nel periodo compreso fra l'entrata in vigore della legge 244/2007 e la data di entrata in vigore del decreto legge 137/2008.

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Scuola, militanti di Lotta Studentesca (Forza Nuova) occupano Istituto Tecnico Commerciale di Treviso (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola, militanti di Lotta Studentesca (Forza Nuova) occupano Istituto Tecnico Commerciale di Treviso (29/10/2008 21:24) | (Sesto Potere) - Treviso - 29 ottobre 2008 -I militanti di Lotta Studentesca, movimento giovanile di Forza Nuova, hanno occupato l'Istituto Tecnico Commerciale "Riccati " di Treviso. Con loro decine di studenti. Si accende con Lotta Studentesca la protesta, fino ad ora un po' defilata, in veneto. "Occupiamo per essere ascoltati dal Ministro Gelmini, che tutt'ora rifiuta un dfialogo vero con noi giovani. La Gelmini non faccia come le tre scimiette, deve accettare che il mondo della scuola rifiuti il suo decreto truffa. Noi studenti siamo forti perchè siamo uniti.":afferma Giovanni Glanello di Lotta Studentesca. L'occupazione proseguirà ad oltranza, e vedrà lo svolgersi di numerose iniziative di socializzazione tra gli studenti e di confronto sulla riforma e sulle proposte dei giovani. I giovani dell'istituto trevigiano si sono riuniti in assemblea nell'aula Magna.

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Scuola. Bianconi (PdL): una buona legge per l'istruzione dei nostri giovani (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-10-2008)

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Scuola. Bianconi (PdL): una buona legge per l'istruzione dei nostri giovani (29/10/2008 19:54) | (Sesto Potere) - Cesena - 29 ottobre 2008 - "Mi auguro che adesso la politica di sinistra e tutti coloro che fino ad oggi hanno utilizzato l'istruzione del nostro Paese la smettano di approfittare dei nostri giovani, e invito tutti loro a leggere la nuova legge così da non farsi strumentalizzare ulteriormente". Lo comunica la senatrice Laura Bianconi vicepresidente dei senatori del Pdl a margine del voto al Senato sul Decreto Gelmini." Al contrario di quanto ci viene rimproverato dagli insegnanti, dai sindacati e dai sistema dei baroni universitari- sottolinea - questa riforma ci aiuta a cambiare pagina ridando a tutti coloro che sono chiamati ad educare un ruolo più attivo e consapevole. La scuola così come l'università - precisa la senatrice - devono essere i luoghi in cui il docente si riconosce nella sua missione di educatore, nella sua funzione di portatore di valori comuni e condivisi; questa - conclude Bianconi - è la sfida che ci coinvolge tutti: rappresentanti delle Istituzioni, genitori ed insegnanti nell'esclusivo interesse dei nostri giovani. Strumentalizzare i ragazzi, anche piccolissimi, ad aderire a manifestazioni e scioperi per i propri interessi è una preoccupante e pericolosa istigazione che rischia di degenerare in atti imprudenti di cui non sentiamo la necessità".

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Il mondo della scuola in agitazione (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 29-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il mondo della scuola in agitazione Mentre ci si prepara alla manifestazione di Roma contro il decreto Gelmini, studenti in piazza in tutte le città e proteste negli Atenei CATANZARO. Il mondo della scuola calabrese parteciperà alla manifestazione in programma per domani a Roma contro la riforma del ministro Gelimini. Circa 2000 persone - secondo quanto comunica la Flc Cgil - partiranno da tutta la Calabria a bordo di 35 autobus più mezzi propri. ?Insegnanti, professori, studenti, famiglie - si legge in una nota - saranno a Roma per la difesa della scuola pubblica di qualità, contro i tagli agli organici, contro un dimensionamento scolastico che mortificherà la Calabria e che penalizzerà la voglia di riscatto dei giovani calabresi onesti che da troppo tempo viene mortificata?. Si è svolta intanto a Lamezia Terme l?assemblea regionale dei rappresentanti dei precari della scuola organizzata dalla Flc Cgil Calabria. Hanno partecipato le rappresentanze delle province calabresi. Dopo l?introduzione del segretario della Flc Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, si sono susseguiti gli interventi dei precari ed i lavori sono stati conclusi dal segretario generale della Cgil Calabria, Sergio Genco. ?Oltre a ribadire la necessaria adesione allo sciopero ed alla partecipazione alla manifestazione - è scritto in una nota - è stata decisa la costituzione del coordinamento regionale dei precari allo scopo di proseguire, unitamente a tutto il mondo della scuola, dell?Università e della ricerca, la protesta anche oltre lo sciopero del 30 ottobre 2008, al fine di arrivare, anche in Calabria nostra regione, ad un progetto condiviso sul modello di scuola calabrese?. Intanto ieri sono scesi in piazza in almeno 800, uniti contro il decreto Gemini per la riforma della scuola, approvato dal Senato. Non si placa la protesta a Catanzaro e nel comprensorio, con un corteo che ha paralizzato la città, mandando il traffico in tilt, ma con altrettante manifestazioni organizzate anche negli istituti e nell?Università ?Magna Graecia? di Catanzaro. L?approvazione del decreto non ha fermato gli studenti, dunque, che hanno deciso di proseguire la loro contestazione alla riforma. Gli studenti si sono dati appuntamento intorno alle 9 nella centralissima Piazza Matteotti, prima di manifestare lungo le strade principali del centro, provocando anche il blocco di una delle principali vie di accesso al capoluogo regionale, viale De Filippis. Contemporaneamente una assemblea degli studenti universitari si è tenuta nell?Ateneo di Catanzaro, anche qui con qualche disagio nello svolgimento delle lezioni. Gli istituti superiori, invece, restano occupati o in autogestione, ed è qui che gli studenti hanno avviato una serie di iniziative sullo svolgimento delle lezioni, scegliendo, in molti casi, di partecipare ad approfondimenti sulla cultura della legalità, particolarmente gettonati il libro e il film ?Gomorra?, e di educazione civica. Il messaggio lanciato dagli studenti, in ogni caso, appare chiaro: non c?è alcuna intenzione di interrompere le proteste, nemmeno dopo l?approvazione definita del provvedimento voluto dal ministro Maria Stella Gemini. E manifestazioni studentesche sono in corso anche a Crotone contro la riforma della scuola. In questo caso la protesta riscuote il consenso del sindaco Peppino Vallone, del Pd. ?Sono con quei ragazzi che, anche in maniera creativa, - scrive il Sindaco in una nota - sanno dimostrare il loro pacifico ma efficace dissenso ad un provvedimento che anche noi non condividiamo. Lezioni all?aperto - continua il Sindaco - dibattiti pubblici, manifestazioni pacifiche e partecipate, sono il modo, vivace ed intelligente, che questi ragazzi hanno adottato per coinvolgere tutta la cittadinanza in una tematica che è fondamentale: quella del diritto allo studio. La scuola è di tutti - aggiunge il Sindaco - e mi chiedo se ci sia qualcosa di più deleterio che mettere ad una riforma che si propone esclusivamente di mettere mano alla scure per tagliare risorse. I ragazzi di Crotone - aggiunge Vallone - stanno dimostrando una maturità eccezionale e guardano ad una scuola che possa avere un futuro. Sono con loro - conclude il Sindaco - perché si battono affinché non si faccia un pericoloso salto nel passato?. (29-10-08)

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